Arce

Arce è un paese di poco più di 5.000 anime circondato dalle colline della media Valle del Liri.

E’ uno di quei piccoli borghi in cui la vita scorre tranquilla e le tradizioni sono ancora rispettate.

E’ il luogo ideale per chi voglia allontanarsi dal caos della città, senza però rinunciare alla comodità. Il paese, infatti, ha un’ottima posizione geografica, a metà strada tra Roma e Napoli, e può rappresentare una buona base di partenza per chi voglia visitare la provincia di Frosinone.

Il nome Arce sembrerebbe derivare dal latino Arx, fortezza, oppure da Arcanum, il monte su cui sorge il centro storico del paese. In ogni caso la prima volta che si trova il nome di Arce in un documento storico è nella Cosmographia dell’Anonimo ravennate risalente al VII secolo d.C.

Arce è stato per secoli un paese di frontiera. Era qui, infatti, che passavano i confini tra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli ed, ancora oggi, ci sono molti “cippi confinari” a testimoniarlo.

Per venire a conoscere meglio Arce, la sua storia e le sue tradizioni, ci sono molti buoni motivi. Ecco i principali:

  • Gli scavi archeologici di Fregellae

La città fu probabilmente fondata dagli Osci e poi occupata dai Volsci e dai Sanniti.

Le notizie sulla sua storia, tuttavia, risultano ancora lacunose.

La campagna di scavi iniziata nel 1978 ha riportato alla luce reperti che testimoniano come Fregellae fosse un centro molto fiorente ed economicamente prospero, circondato da fertili valli con abbondanti risorse idriche.

  • La torre del Pedaggio o Saracena

La torre, situata in località Sant’Eleuterio, ha rappresentato per secoli un presidio militare posto a controllo del traffico sul fiume Liri. Ha una pianta quadrangolare e su una delle sue facciate, in una cornice rettangolare, sono scolpiti tre stemmi sovrapposti, di cui il primo in alto è attribuibile alla Casa dei D’Angiò, che regnò a Napoli tra il XIII ed il XV secolo.

  • Le chiese

Arce possiede molte chiese degne di nota.

La chiesa Santi Apostoli Pietro e Paolo si erge maestosa in piazza Umberto I. Costruita tra il 1702 e il 1744. L’esterno appare austero, ma l’interno è un trionfo di stucchi barocchi.

La chiesa di Santa Maria, invece, è situata nella parte alta del centro storico, alla fine di via Manfredi, e risale al XIV secolo.

La chiesa di Sant’Agostino sorge sul confine tra Arce e Rocca D’Arce, è in stile pre-romanico e presenta, all’interno, una copertura a capriate.

Infine c’è il santuario di Sant’Eleuterio, Patrono del paese.

La chiesa è stata ultimata nel 1582, ma ha preso l’aspetto attuale in seguito al restauro del 1982.

  • Il centro storico

E’ un piccolo gioiello fatto di archi, stradine, ripide scalinate in pietra e piccole piazzette che si affacciano sulla Valle del Liri.

  • La gastronomia

In una terra orgogliosamente ancorata alle proprie radici non poteva mancare un riferimento ai piatti tradizionali.

Si tratta, prevalentemente, di piatti “poveri”, tipici della tradizione contadina. Probabilmente i più rappresentativi sono la “minestra col pane sotto” e la “pigna” di Pasqua. Il primo piatto è una minestra di verdure di stagione adagiate su un fondo di pane, mentre il secondo è un dolce pasquale con una lunghissima lievitazione. Inutile dire che, come in tutti i piatti della tradizione, ogni famiglia ha la propria ricetta e la custodisce gelosamente! 

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