UN WEEKEND AD AMSTERDAM

Ci sono città che si visitano e città che si attraversano come un romanzo breve, di quelli intensi, da leggere tutto d’un fiato. Un weekend ad Amsterdam appartiene decisamente alla seconda categoria.

Capitale elegante e anticonvenzionale dei Paesi Bassi, Amsterdam è una città che sembra piccola solo sulla carta geografica: in realtà custodisce secoli di storia mercantile, una straordinaria densità culturale e quell’equilibrio nordico tra rigore e libertà che la rende irresistibile.

In due o tre giorni si può assaporare la sua anima artistica, la sua vocazione marittima e il suo spirito più autentico. Ecco cinque cose da fare e vedere in un weekend ad Amsterdam, per un itinerario colto ma leggero, da veri viaggiatori curiosi.

Il Mercato dei Fiori: una cartolina galleggiante

Il celebre Bloemenmarkt, il mercato dei fiori galleggiante, è molto più di un’attrazione turistica: è un piccolo rito urbano.

Affacciato sul canale Singel, questo mercato esiste dal 1862 e racconta l’antica passione olandese per la botanica. Tra tulipani, bulbi e composizioni floreali, si percepisce quella stessa attenzione estetica che ha segnato l’arte fiamminga del Seicento.

È una tappa perfetta per iniziare il weekend ad Amsterdam: colorata, vivace, quasi teatrale. Il consiglio? Arrivare al mattino presto, quando la città si sveglia lentamente e il riflesso dei fiori nell’acqua crea un’atmosfera quasi pittorica.

Un weekend ad Amsterdam: il Museo Van Gogh: entrare nella mente del genio

Non si può parlare di Amsterdam senza evocare Vincent van Gogh.

Il Museo Van Gogh custodisce la più grande collezione al mondo delle sue opere. Non è solo una visita museale, ma un viaggio interiore: dai primi studi cupi fino all’esplosione cromatica della maturità.

Osservare dal vivo opere come I Girasoli o La camera di Arles significa comprendere quanto la pittura fosse, per Van Gogh, una necessità vitale prima ancora che un’espressione artistica.

Per un pubblico amante dell’arte, questa tappa è imprescindibile in un weekend ad Amsterdam. Suggerimento pratico: prenotare con anticipo e scegliere, se possibile, le prime fasce orarie.

Il Palazzo Reale: la misura del potere

Affacciato su Piazza Dam, il Palazzo Reale di Amsterdam racconta l’anima più istituzionale della città.

Nato nel Seicento come municipio durante l’età d’oro olandese, fu trasformato in palazzo reale da Luigi Bonaparte, fratello di Napoleone. È un edificio imponente ma sorprendentemente sobrio, simbolo di una monarchia che ha sempre mantenuto un profilo pragmatico.

Entrare nelle sue sale significa leggere la storia di una nazione commerciale, borghese, colta. In un weekend ad Amsterdam, questa visita aggiunge profondità storica all’itinerario.

Un weekend ad Amsterdam: una crociera sui canali

Amsterdam non si comprende davvero camminando soltanto. Si comprende navigando.

I suoi canali, patrimonio UNESCO, sono l’anima liquida della città. Una crociera — meglio se al tramonto — permette di osservare le facciate sottili delle case mercantili, i ponti in ferro, le houseboat che raccontano una quotidianità diversa dalla nostra.

È un’esperienza che riconcilia con il ritmo lento del viaggio. Durante un weekend ad Amsterdam, dedicare almeno un’ora alla navigazione significa cogliere la città dal suo punto di vista originario: l’acqua.

I mulini a vento nei dintorni: l’Olanda più autentica

Per completare un weekend ad Amsterdam, vale la pena uscire dalla città e spingersi nei dintorni rurali.

Località come Zaanse Schans offrono uno scenario quasi sospeso nel tempo: mulini a vento ancora funzionanti, case in legno verde, botteghe artigiane.

Qui si respira l’Olanda delle tradizioni, quella legata alla gestione dell’acqua e alla lotta contro il mare. I mulini non sono solo simboli pittoreschi: sono il cuore tecnologico che ha reso possibile la prosperità del paese.

Una mezza giornata è sufficiente per immergersi in questo paesaggio ordinato e silenzioso, che sembra uscito da una tela seicentesca.

Amsterdam, un equilibrio perfetto

Un weekend ad Amsterdam è un piccolo esercizio di equilibrio: tra arte e commercio, tra libertà e rigore, tra passato e modernità.

È una città che non ha bisogno di stupire con effetti speciali. Seduce con discrezione, con la precisione delle sue linee architettoniche e con la profondità della sua proposta culturale.

In due o tre giorni si può coglierne l’essenza, ma resta sempre la sensazione che Amsterdam — come certi libri importanti — meriti una seconda lettura.

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BRUGES: COSA VISITARE

Bruges, nel cuore delle Fiandre, è una di quelle mete che non si visitano soltanto: si assaporano, lentamente, come un cioccolatino artigianale scelto con cura.

E’ una città che sembra vivere in una dimensione sospesa, dove il Medioevo non è mai diventato passato e l’eleganza non ha bisogno di alzare la voce.

Compatta, armoniosa, attraversata da canali che riflettono facciate gotiche e cieli cangianti, Bruges è perfetta per chi ama le città d’arte a misura d’uomo, dove ogni angolo racconta una storia e nulla è lasciato al caso. Una destinazione colta ma mai ostentata, ideale per un viaggio all’insegna della bellezza discreta.

Il centro storico: un capolavoro di equilibrio

Il centro storico di Bruges, Patrimonio UNESCO, è un intreccio di strade acciottolate, piazze scenografiche e scorci che sembrano usciti da una miniatura fiamminga. Il cuore pulsante è la Markt, la grande piazza dominata dal Belfort, la torre civica che da secoli osserva la città dall’alto. Salire i suoi gradini è una piccola fatica ampiamente ripagata da una vista che restituisce tutta l’armonia urbanistica di Bruges.

A pochi passi, la piazza del Burg racconta il potere politico e religioso della città, con il suo municipio gotico e le eleganti facciate che testimoniano l’antica ricchezza mercantile delle Fiandre.

Il Beghinaggio: silenzio e contemplazione

Tra i luoghi più suggestivi di Bruges c’è senza dubbio il Beghinaggio, un’oasi di pace che sembra sottratta al tempo. Fondato nel XIII secolo, era abitato dalle beghine, donne laiche dedite alla preghiera e alla vita comunitaria, senza prendere i voti monastici.

Le casette bianche affacciate su un prato silenzioso, gli alberi che filtrano la luce e il ritmo ovattato dei passi creano un’atmosfera quasi irreale. Visitare il Beghinaggio significa scoprire un volto più intimo e spirituale di Bruges, lontano dalla folla e perfetto per una pausa contemplativa.

I canali: l’anima liquida di Bruges

Spesso definita la “Venezia del Nord”, Bruges deve gran parte del suo fascino ai canali, che un tempo erano vere e proprie vie commerciali. Oggi accompagnano il visitatore in un percorso poetico tra ponticelli in pietra, cigni eleganti e facciate che si specchiano nell’acqua.

Una passeggiata lungo i canali — o una breve crociera — permette di cogliere prospettive insolite e dettagli architettonici che a piedi sfuggono. È qui che Bruges rivela il suo lato più romantico e fotogenico, soprattutto nelle prime ore del mattino o al calare della sera.

Una dolce parentesi gastronomica: il cioccolato (e non solo)

Parlare di Bruges senza citare il cioccolato belga sarebbe quasi un sacrilegio. Le cioccolaterie artigianali punteggiano il centro storico e propongono praline raffinate, spesso realizzate con ricette originali e ingredienti sorprendenti. Più che un semplice souvenir, il cioccolato qui è una vera espressione culturale.

Accanto al dolce, vale la pena assaggiare anche le specialità fiamminghe, come lo stoofvlees (stufato di manzo alla birra) o le immancabili patatine fritte, servite con salse ricche e cremose. E naturalmente, le birre belghe, da gustare con lentezza in una taverna storica.

Perché Bruges resta nel cuore

Bruges è una città che non abbaglia, ma seduce. Lo fa con la sua misura, con la sua eleganza senza tempo e con quella capacità rara di far sentire il visitatore parte di un racconto antico e raffinato. È una destinazione ideale per chi cerca cultura, bellezza e un ritmo gentile, lontano dal turismo frettoloso.

Un viaggio a Bruges non è solo una visita: è un piccolo esercizio di lentezza, da portare con sé anche al ritorno.

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AMBURGO, la città che scorre sull’acqua

Amburgo non ama mettersi in posa. Non è una capitale, non fa la romantica di professione e non vive di cartoline. Eppure conquista. Forse perché è elegante senza ostentazione, forse perché ha quell’aria da grande città del Nord che lavora molto e parla poco. O forse perché, dettaglio che spesso sorprende, è una delle città più “navigabili” d’Europa.

Sì, più di Venezia, almeno per chilometri d’acqua. Amburgo è attraversata da fiumi, canali e bacini portuali che ne definiscono il carattere tanto quanto l’architettura in mattoni rossi o il suo porto monumentale. Capirla significa anche seguirne i corsi d’acqua, lasciarsi guidare dalle correnti.

Cosa vedere: tre luoghi per capire la città

Speicherstadt, dove l’acqua incontra la memoria

Il punto di partenza ideale è la Speicherstadt, il grande quartiere dei magazzini, oggi Patrimonio UNESCO. Qui i canali scorrono stretti tra edifici neogotici in mattoni scuri, un tempo pieni di caffè, spezie, tappeti orientali. È l’Amburgo mercantile, quella che ha costruito la propria ricchezza sul commercio globale. Camminarci al tramonto, quando l’acqua riflette le luci dei ponti, è uno dei modi migliori per entrare nel ritmo della città.

HafenCity e l’Elbphilharmonie

A pochi passi, la HafenCity racconta un’altra Amburgo: contemporanea, ambiziosa, proiettata in avanti. È uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana d’Europa e ruota ancora una volta intorno all’acqua, quella che bagna una ex parte del porto di Amburgo. L’Elbphilharmonie, con la sua forma che ricorda un’onda di vetro, domina il paesaggio. Anche solo salire sulla terrazza panoramica vale la visita, per capire quanto il fiume Elba sia centrale nella vita urbana.

I canali dell’Alster

Meno celebrati ma fondamentali sono i canali che si diramano dall’Alster, il lago interno della città. Qui Amburgo diventa sorprendentemente intima: ville eleganti, ponticelli, barche che scorrono lente. Un giro in battello o una passeggiata lungo le rive mostra il lato più raffinato e borghese della città, lontano dal porto ma non dall’acqua.

Amburgo, città d’acqua e di commercio

Amburgo è sempre stata una città che guarda fuori: verso il mare, verso i mercati, verso il mondo. I suoi canali non sono solo decorativi, ma strumenti di lavoro, vie di scambio, arterie economiche. È una città cresciuta sull’idea di movimento, di flusso continuo. Ed è forse questo che la rende così interessante oggi, in un’Europa che riscopre il valore delle città costruite sull’acqua.

Consiglio di lettura: I Buddenbrook

Per chi vuole approfondire il carattere della città, vale la pena farlo anche attraverso la letteratura. I Buddenbrook di Thomas Mann non è ambientato direttamente ad Amburgo, ma in una città anseatica del Nord che ne condivide anima e destino. Il romanzo racconta l’ascesa e il declino di una grande famiglia borghese, immersa in una cultura commerciale rigorosa, prospera, orgogliosa. È una chiave perfetta per capire lo spirito di questo mondo: il senso degli affari, la disciplina, l’eleganza sobria che ancora oggi si respira ad Amburgo.

Perché Amburgo, in fondo, non si limita a farsi visitare. Va capita. Meglio se seguendo l’acqua, e magari con un buon libro in valigia.

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5 LUOGHI MISTERIOSI IN EUROPA

Ci sono luoghi misteriosi in Europa che non si limitano a essere visitati. Si percepiscono. Sono spazi in cui storia, simboli e credenze si intrecciano fino a creare una soglia, un confine sottile che richiama chiunque sia attratto dall’esoterico e dall’irrisolto.

Da decenni esiste un vero turismo del mistero, una forma di viaggio che non cerca solo panorami, ma vibrazioni. Chi lo pratica sa che certe mete sembrano custodire qualcosa in più: un’energia particolare, un’eco antica che continua a farsi sentire.

L’Europa ne è piena. Certe località sono diventate quasi dei classici del viaggio esoterico. Altre rimangono più defilate, ma non per questo meno potenti dal punto di vista simbolico.

Ecco cinque destinazioni che meritano un posto nella lista di chi ama esplorare territori dove il fascino del visibile si mescola con la suggestione dell’invisibile.

5 luoghi misteriosi in Europa: Stonehenge, Regno Unito: il cerchio che sfida il tempo

Stonehenge è l’archetipo del luogo misterioso.

Migliaia di persone lo visitano ogni anno, attratte da quell’anello di monoliti che sembra porre domande più che offrire risposte. L’allineamento astronomico, la struttura circolare e la perfezione del progetto continuano a esercitare un richiamo potente. Per molti è un santuario cosmico. Per altri un luogo di rito, capace di concentrare una forma di energia che si avverte ancora oggi, soprattutto alle prime luci dell’alba.

Mont Saint Michel, Francia: un santuario sospeso tra terra e cielo

Mont Saint Michel non è solo un capolavoro architettonico che emerge dalle maree come una visione. È anche uno dei punti più affascinanti della cosiddetta Linea Micaelica, la direttrice che unisce sette santuari dedicati a San Michele Arcangelo, distribuiti dall’Irlanda fino a Israele. Secondo alcune interpretazioni, questa linea retta sarebbe un antico asse energetico legato al culto dell’arcangelo guerriero, simbolo di protezione e di luce.

Arrivare a Mont Saint Michel, soprattutto quando c’è l’alta marea e l’abbazia sembra galleggiare, produce una sensazione particolare. La storia ufficiale parla di spiritualità e di ascensione. La tradizione popolare, invece, racconta di forze sottili che si avvertono nelle pietre dell’abbazia.

Qualunque sia la lettura, resta uno dei luoghi più magnetici d’Europa.

5 luoghi misteriosi in Europa: Torino, Praga e Lione: il triangolo della magia bianca

Il triangolo della magia bianca è uno dei miti più affascinanti del panorama esoterico europeo.

Torino, Praga e Lione formerebbero un asse simbolico legato alla magia positiva, alla trasformazione e alla conoscenza. Ogni città ha il suo repertorio di storie e luoghi che alimentano la leggenda.

Torino è forse la più celebre sotto questo profilo. Le sue piazze, le fontane simboliche e certe architetture settecentesche sono spesso al centro di interpretazioni che parlano di energie luminose, di geometrie occulte e di un rapporto particolare tra la città e la tradizione iniziatica.

Praga è un mosaico di alchimia, astrologia e leggende medievali. Camminare nel quartiere di Mala Strana o vicino al Ponte Carlo significa attraversare secoli di simboli.

Lione entra nel triangolo grazie a un reticolo urbano che secondo alcuni risponde a proporzioni esoteriche e grazie alla collina di Fourvière, da sempre associata alla dimensione del sacro.

Glastonbury, Regno Unito: tra Avalon e la coppa del Graal

Glastonbury è una meta perfetta per chi sente il richiamo del mito.

La tradizione la associa all’isola di Avalon, luogo di magia e guarigione nella leggenda arturiana. Non manca chi crede che Giuseppe d’Arimatea abbia portato qui il Sacro Graal, dando origine a uno dei miti più potenti di sempre.

Oggi Glastonbury vive di un’atmosfera sospesa che unisce storia, spiritualità e misticismo. La sua torre sulla collina del Tor è un punto panoramico tra i più affascinanti d’Inghilterra e allo stesso tempo un centro simbolico che richiama chi cerca un contatto più profondo con il paesaggio interiore.

5 luoghi misteriosi in Europa: Chartres, Francia: la cattedrale che parla per simboli

La cattedrale di Chartres è una delle opere gotiche più stupefacenti del continente. Ma ciò che la rende una meta irrinunciabile per chi ama il turismo esoterico è il suo labirinto. Una figura perfetta incastonata nel pavimento della navata, percorsa per secoli dai pellegrini come strumento di meditazione e di rinascita simbolica.

Chartres è un luogo che incanta per la sua luce blu, per le vetrate che sembrano respirare e per quel rapporto unico tra architettura e spiritualità. La visita alla cattedrale è un viaggio in un simbolismo raffinato che ancora oggi ispira studiosi, ricercatori e semplici appassionati.

Conclusione: un’Europa che continua a sorprendere

Fonte: Pixabay

L’Europa resta una geografia di misteri. Dal silenzio di Stonehenge al chiarore di Mont Saint Michel, dalle città del triangolo della magia bianca fino alle colline velate di Glastonbury e al labirinto di Chartres, ogni luogo racconta un modo diverso di cercare qualcosa oltre la superficie.

È una forma di viaggio che non chiede risposte definitive. Chiede curiosità, ascolto e una certa disponibilità a lasciarsi stupire.

Se stai cercando luoghi misteriosi in Europa da visitare, queste cinque mete sono un ottimo punto di partenza. Ognuna custodisce una storia, un’energia e un invito a guardare il mondo da una prospettiva meno ordinaria.

SCOPRIRE STONEHENGE: STORIA E MISTERI

Ho sempre voluto vedere Stonehenge. Questo luogo mi affascina da quando ho memoria e quando, finalmente, ci sono arrivata, ho capito subito che non mi avrebbe delusa. Anzi, nonostante mi fossi già documentata molto, mi ha sorpresa più del previsto. Perché leggere un libro o un articolo non può prepararti davvero al fascino arcano di Stonehenge.

Le pietre si mostrano man mano che ci si avvicina ed emanano una presenza forte. Lo spazio intorno sembra trattenere un’aria che non si trova altrove, un misto di silenzio e mistero che ti mette in ascolto.

Stonehenge : un sito che attraversa i millenni

Stonehenge è uno dei monumenti preistorici più importanti al mondo. La sua costruzione iniziò circa cinquemila anni fa. Le fasi si susseguirono per più di un millennio. Le pietre più grandi, i sarsen, provengono dalla zona di Marlborough Downs, a oltre 30 chilometri. Le più piccole, le bluestones, arrivano addirittura dal Galles occidentale, a quasi 250 chilometri di distanza. Solo questo basta per capire quanto fosse avanzata l’organizzazione sociale di chi lo costruì.

Il cerchio in sé è orientato con estrema precisione rispetto al solstizio d’estate. L’asse principale è allineato al punto in cui il sole sorge nel giorno più lungo dell’anno. Questo non è un dettaglio. È il segno di quanto gli antichi avessero una conoscenza profonda del cielo e dei cicli naturali.

Tra miti e misteri

Accanto ai dati storici vive un mondo di ipotesi. Alcune affondano nella leggenda. Altre hanno un fondamento archeologico. Stonehenge è stato visto come un tempio solare, un osservatorio astronomico, un luogo di guarigione e perfino un portale simbolico tra la vita e la morte. Nessuna teoria domina sulle altre. E forse è questa indecisione a renderlo così affascinante.

Durante la visita si percepisce una cosa semplice. Le pietre non offrono risposte. Invitano a osservare, a immaginare, a concedersi qualche domanda in più. E in un’epoca in cui vogliamo sempre tutto chiaro, immediato e definitivo, questa sospensione fa bene.

Come organizzare la visita

Stonehenge si trova nella piana di Salisbury, nel Wiltshire. Raggiungerlo è semplice.

Da Londra

La soluzione più comoda è prendere un treno per Salisbury dalla stazione di London Waterloo. Il viaggio dura circa un’ora e mezza. Dalla stazione di Salisbury parte il bus turistico ufficiale che conduce direttamente al centro visitatori.

Biglietti

È consigliabile acquistare i biglietti in anticipo sul sito di English Heritage. L’accesso è a fasce orarie. Nei periodi di maggiore affluenza, come primavera ed estate, presentarsi senza prenotazione può diventare complicato.

Sul posto

Il centro visitatori è ben organizzato, con una mostra introduttiva che offre contesto archeologico e storico. Da lì si procede verso il sito con una navetta oppure a piedi, scelta consigliata se il tempo è buono. La visita completa richiede due o tre ore.

Stonehenge : Cosa vedere nei dintorni

Dopo Stonehenge conviene spingersi fino a Salisbury, cittadina elegante e raccolta, famosa per la sua cattedrale gotica. Il centro storico è piacevole, ricco di caffè e piccole botteghe. La visita alla cattedrale è un’esperienza in sé, grazie alle sue proporzioni armoniose e alla presenza di una delle copie meglio conservate della Magna Carta.

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MONT-SAINT-MICHEL: STORIA E MISTERO

Poche destinazioni in Europa evocano un senso di meraviglia e mistero come Mont-Saint-Michel. Questo isolotto roccioso, situato al confine tra Normandia e Bretagna, è dominato dalla sua abbazia medievale e circondato dalle maree più impressionanti del continente. Un luogo che sembra sospeso tra terra e cielo, tra storia e leggenda.

Ma Mont-Saint-Michel non è solo una meraviglia architettonica: fa parte di un’antica rete di santuari dedicati all’Arcangelo Michele, la cosiddetta Linea Micaelica, che unisce luoghi sacri da Skellig Michael in Irlanda fino al Monte Carmelo in Israele.

MONT-SAINT-MICHEL: UN VIAGGIO NELLA STORIA

Le origini di Mont-Saint-Michel risalgono all’VIII secolo, quando, secondo la leggenda, l’Arcangelo Michele apparve al vescovo Aubert di Avranches, ordinandogli di costruire un santuario sulla roccia. Nel 966 i monaci benedettini vi fondarono un’abbazia, che divenne presto un importante centro di pellegrinaggio e cultura.

Durante il Medioevo, la sua posizione strategica la rese una fortezza inespugnabile, in particolare durante la Guerra dei Cent’Anni tra Francia e Inghilterra. Il monastero continuò a prosperare fino alla Rivoluzione Francese, quando fu trasformato in prigione. Solo nel XIX secolo Mont-Saint-Michel venne riconosciuto come patrimonio storico ed iniziò il suo restauro.

Oggi è uno dei siti più visitati di Francia, inserito nella lista UNESCO dal 1979, e continua ad affascinare viaggiatori e pellegrini da tutto il mondo grazie ad un mix unico di bellezza ed esoterismo.

CONSIGLI PRATICI

1. Come arrivare

Mont-Saint-Michel si trova a circa 360 km da Parigi. È possibile raggiungerlo in auto (lasciandola nei parcheggi dedicati prima della passerella) oppure in treno fino a Rennes o Pontorson, per poi proseguire con un bus navetta.

2. Il momento migliore per visitarlo

Per evitare la folla, è consigliabile arrivare la mattina presto o nel tardo pomeriggio. I mesi di primavera e inizio autunno offrono un clima piacevole e un’affluenza turistica più contenuta.

3. Le maree: uno spettacolo imperdibile

Mont-Saint-Michel è celebre per le sue maree, tra le più rapide d’Europa. Nei giorni di alta marea, l’isolotto sembra galleggiare sull’acqua, mentre con la bassa marea emerge un paesaggio lunare. Controllare il calendario delle maree prima della visita è essenziale.

4. Cosa vedere assolutamente

• L’Abbazia: cuore spirituale e architettonico di Mont-Saint-Michel, con il suo chiostro e la spettacolare vista sulla baia.

• Le stradine medievali: un labirinto di vicoli acciottolati pieni di botteghe e locande storiche.

• Le mura e la terrazza dell’abbazia: per un panorama mozzafiato sulla costa normanna.

5. Dove mangiare

La specialità locale è la famosa omelette soufflé di La Mère Poulard, preparata secondo una ricetta segreta dal 1888. Ma la Normandia offre anche ottimi piatti di pesce, sidro e formaggi tipici come il Camembert.

MONT-SAINT-MICHEL E LA LINEA MICAELICA

Mont-Saint-Michel non è un luogo sacro isolato, ma fa parte della Linea Sacra di San Michele, un allineamento di santuari dedicati all’Arcangelo Michele, che attraversa l’Europa e oltre correndo per più di 3.000 km. Tra questi, troviamo:

Skellig Michael (Irlanda)

St. Micheal’s Mount (Gran Bretagna)

Mont Saint-Michel (Francia)

Sacra di San Michele (Italia)

Santuario di San Michele Arcangelo (Italia)

Santo Monastero di Ταξιάρχη Μιχαήλ (Grecia)

Monastero Stella Maris del Monte Carmelo (Israele)

Mont-Saint-Michel è più di una semplice meta turistica: è un luogo di storia, fede e bellezza senza tempo. Che lo si visiti per ammirarne l’architettura, per vivere il fascino delle maree o per scoprire il mistero della Linea Micaelica, questo gioiello normanno è una tappa imprescindibile per ogni viaggiatore colto e curioso.

Per saperne di più sulla Linea Micaelica: IL CAMMINO DI SAN MICHELE

7 ESPERIENZE DA FARE A VARSAVIA

Varsavia, con la sua storia ricca e la vibrante cultura, offre esperienze uniche che combinano tradizione e modernità. Ecco sette attività imperdibili per chi desidera scoprire il cuore pulsante della capitale polacca.

1. Ammirare Varsavia dal Palazzo della Cultura e della Scienza

Questo iconico edificio, alto 237 metri, domina lo skyline di Varsavia.

Al suo interno si trovano musei, sale congressi, teatri, cinema e uffici. Il palazzo fu donato alla Polonia dall’Unione Sovietica. La sua costruzione iniziò nel 1952 e venne terminata nel 1955. È anche detto Palazzo di Stalin: infatti fu proprio lui a voler costruire il palazzo come regalo alla città di Varsavia che, però, non lo apprezzò mai veramente, tanto da rinominalo “il mostro”. Tanto che, dopo la caduta del comunismo nel 1989, c’è stato un dibattito per valutare la demolizione dell’edificio, ma la giunta comunale decise di salvare il palazzo che dal febbraio del 2007, è stato iscritto nel registro dei beni tutelati.

Salendo all’osservatorio situato al 30° piano, si gode di una vista panoramica mozzafiato sulla città, ideale per orientarsi e apprezzare l’armonioso mix di architettura storica e contemporanea.

2. Gustare la cucina locale nei “Milk Bars”

I “bar mleczny”, anche noti come “milk bar” o “latterie”, sono ristoranti tradizionali polacchi nati nel periodo socialista, noti per offrire piatti casalinghi a prezzi accessibili. Qui si possono assaporare specialità come pierogi (ravioli ripieni) e zupy (zuppe) in un’atmosfera autentica, vivendo un’esperienza culinaria e culturale unica.

Il primo milk bar, fu fondato nel 1896 a Varsavia da un membro della nobiltà terriera polacca.

Il successo dei primi bar latteria incoraggiò altri uomini d’affari ad aprire nuovi locali identici. La popolarità di questi locali era legata al fatto che servivano cibo nutriente ed economico, consentendo anche alla popolazione più povera di consumare un pasto completo. Oggi questa funzione è venuta meno e sopravvivono prevalentemente come emblema del passato.

3. Sorseggiare un caffè in locali storici

Varsavia vanta caffetterie storiche che hanno ospitato intellettuali e artisti nel corso dei secoli.

Luoghi come il Café Bristol offrono non solo bevande di qualità, ma anche un tuffo nella storia letteraria e artistica della città, con interni eleganti che raccontano storie del passato.

4. Visitare musei di Varsavia gratuitamente

Molti musei e luoghi di interesse di Varsavia offrono ingressi gratuiti in determinati giorni della settimana.

Ad esempio, il Museo Nazionale è gratuito il martedì, mentre il Museo dell’Insurrezione di Varsavia lo è il mercoledì. Questa è un’ottima opportunità per immergersi nella storia e nella cultura polacca senza costi aggiuntivi. 

Ti basterà consultare i rispettivi siti internet per organizzare il tuo tour gratuito!

5. Passeggiare lungo la Strada Reale

La “Trakt Królewski” (strada reale) è uno dei percorsi più famosi della città, che collega le tre residenze dei sovrani polacchi.

La strada parte dal palazzo reale, prosegue verso il maestoso parco Lazienki e termina presso la residenza estiva di Wilanow. L’intero percorso è lungo circa 15 chilometri, ma il cosiddetto “tratto cittadino” riguarda i primi 4 chilometri della strada che prima prende il nome di Krakowskie Przedmieście (via di Cracovia) e poi di Nowy Świat (via del nuovo mondo).

La strada reale è stata trascurata per lungo tempo e solo negli ultimi decenni è tornata al suo antico splendore. Oggi, infatti, rappresenta una delle passeggiate più belle ed eleganti di Varsavia, lungo il suo tragitto è possibile imbattersi in alcuni degli edifici più importanti della città.

6. Girare intorno alla Campana di Varsavia per buona fortuna

Nel cuore della Città Vecchia si trova una campana storica che, secondo la tradizione, porta fortuna a chi le gira intorno tre volte. Questo semplice rituale è amato sia dai locali che dai turisti e rappresenta un momento di connessione con le leggende cittadine.

7. andare in cerca di oggetti misteriosi

Varsavia vanta tantissimi rigattieri e mercatini dell’usato dove è possibile trovare oggetti insoliti e curiosi.

Ad esempio, il Bazar Staroci na Kole è noto per la vendita di articoli vintage e stravaganti, offrendo un’esperienza di shopping unica e la possibilità di scoprire storie dietro ogni oggetto. 

Gran parte dei oggi esposti sono risalenti alla Seconda Guerra Mondiale ed al periodo sovietico, ma guardando bene si possono scovare anche cose molto più antiche e originali… come, per esempio, un “Kit Ammazzavampiro”.

IL CASTELLO REALE DI VARSAVIA

Il Castello Reale di Varsavia è una testimonianza vivente della resilienza e della storia polacca. Situato all’ingresso della Città Vecchia, nella suggestiva Piazza del Castello, questo imponente edificio ha attraversato secoli di trasformazioni, distruzioni e rinascite, riflettendo le vicissitudini della nazione.

Storia del Castello Reale di Varsavia: le Origini

Le origini del castello risalgono al XIV secolo, quando fu edificata la Grande Torre come parte di una fortezza in legno.

Durante il regno di Casimiro III, la struttura fu ricostruita in mattoni, segnando l’inizio di una serie di ampliamenti e modifiche che avrebbero incorporato stili architettonici rinascimentali, barocchi e classicisti. 

Nel 1596, sotto il regno di Sigismondo III Vasa, Varsavia divenne la capitale della Polonia, e il castello fu ampliato per servire come residenza reale. Questo periodo segnò l’inizio di una fase di splendore per il castello, che divenne uno dei più ricchi d’Europa. 

A partire dal XVI secolo, la struttura originale del castello andò persa a causa di una serie di vicissitudini come invasioni straniere, incendi e bombardamenti. L’apice di queste tristi vicende fu raggiunto durante l’Insurrezione di Varsavia del 1944, quando le truppe tedesche bombardarono il Castello Reale riducendolo letteralmente in polvere.

LA RICOSTRUZIONE

Il castello fu ricostruito durante il regime comunista grazie alla cooperazione internazionale, ma soprattutto alla generosità del popolo polacco. All’interno del primo cortile del castello, infatti, è tutt’ora possibile vedere una sorta di grande salvadanaio nel quale vennero raccolte le offerte spontanee dei cittadini destinate alla ricostruzione di uno dei simboli della città.

Il castello fu riaperto al pubblico nel 1984.

Attraversando le sale del palazzo si possono evincere le differenti funzioni che il castello ha avuto nel corso del tempo: servì, infatti, da residenza reale, sede parlamentare e abitazione presidenziale, trasformandosi in un vero simbolo dell’indipendenza polacca.

Il castello è collegato alla vicina Cattedrale di San Giovanni tramite un tunnel. Il passaggio fu costruito per permettere ai sovrani di raggiungere in sicurezza la chiesa dopo che un anarchico tentò di assassinare re Sigismondo III, appunto proprio mentre andava a messa.

Inoltre, l’ala est del Castello Reale accoglie un’importante collezione che include opere di Canaletto e di Rembrandt.

Una curiosità: nel 2012, a causa della grande siccità estiva, venne riportato alla luce un tesoro che era rimasto sul fondo della Vistola per ben 400 anni. Si trattava di gioielli e altri oggetti di valore che gli svedesi rubarono dal Castello Reale durante l’invasione della Polonia.

LA STRADA REALE

Davanti al palazzo reale si apre la Piazza del Castello che è il principale punto di incontro della capitale polacca. Nel centro della piazza si erge uno dei monumenti più antichi di Varsavia, la Colonna di re Sigismondo.

Poco distante dalla Piazza del Castello, si dirama la strada reale, uno dei percorsi più famosi della città, che collega le tre residenze dei sovrani polacchi.

La strada, infatti, parte dal palazzo reale, prosegue verso il maestoso parco Lazienki e termina presso la residenza estiva di Wilanow. L’intero percorso è lungo circa 15 chilometri, ma il cosiddetto “tratto cittadino” riguarda i primi 4 chilometri della strada che prima prende il nome di Via di Cracovia e poi di Nowy Świat (letteralmente “via del Nuovo mondo”).

La strada reale è stata trascurata per lungo tempo e solo negli ultimi decenni è tornata al suo antico splendore. Oggi, infatti, rappresenta una delle passeggiate più belle ed eleganti di Varsavia, lungo il suo tragitto è possibile imbattersi in alcuni degli edifici più importanti della città.

Per esempio, provenendo dal Palazzo reale, si incontra prima la chiesa di Sant’Anna, una delle più decorate della città, con interni barocchi. Fatta costruire a metà del 1400 dai duchi di Masovia. Poi c’è il Palazzo presidenziale, uno degli edifici più grandi della città. Realizzato in stile neoclassico.

E proprio di fronte c’è Palazzo Potoski, un maestoso edificio in stile barocco e rococò, oggi sede del ministero della cultura.

Il Castello Reale di Varsavia: informazioni pratiche per la visita

I periodi migliori per visitare il Castello Reale di Varsavia sono la primavera e l’estate che, grazie al clima mite e alle giornate più lunghe, permettono di esplorare anche i dintorni della Città Vecchia.

Il Castello Reale di Varsavia è aperto al pubblico tutti i giorni, tranne il lunedì. Gli orari variano a seconda della stagione. I biglietti possono essere acquistati direttamente presso la biglietteria del castello o online, evitando così eventuali code. Tutti i mercoledì l’ingresso è gratuito!

Se preferisci una visita più tranquilla, scegli i giorni feriali, al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando l’affluenza è generalmente minore.

Inoltre il castello ospita regolarmente mostre temporanee ed eventi culturali.

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VARSAVIA: TOUR DELLA CITTA’ VECCHIA

Varsavia è una città ricca di storia e di cultura.

Troppo spesso, tuttavia, viene un po’ messa in ombra dalle altre capitali europee. Sicuramente Londra, Parigi o Berlino sono delle mete più convenzionali. Del resto la stessa cosa accade anche con altre città polacche, come per esempio Cracovia che, in genere, è più gettonata della stessa capitale.

Il fatto che Varsavia non sia una meta particolarmente comune me lo hanno confermato anche le difficoltà in cui mi sono imbattuta per riuscita a trovare una guida. Personalmente, infatti, sono un’appassionata di guide di viaggio, ma trovarne una di buona qualità interamente dedicata a Varsavia è stato praticamente impossibile!

La verità è che nell’immaginario collettivo questa città appare grigia e triste, legata alle tragedie della guerra. In definitiva quindi poco appetibile dal punto di vista turistico.

La realtà, però, è molto diversa!

Varsavia è letteralmente l’opposto di quanto in genere si possa pensare. È una città vitale, dinamica, in rapido sviluppo, che ha saputo unire armoniosamente passato e presente. Infatti, accanto al centro storico con i suoi edifici dai colori pastello, è sorta una città moderna, con alcuni dei grattacieli più alti d’Europa.

VARSAVIA: UN PO’ DI STORIA

Il luogo in cui oggi sorge il castello di Varsavia rappresenta il nucleo originario intorno al quale si sviluppò il primo centro abitato della città, fondata dai duchi di Masovia.

Alla fine del XIV secolo la città divenne la capitale del ducato ed iniziò ad espandersi al di fuori dell’originaria cerchia di mura inglobando anche la cosiddetta Città Nuova. Nel 1500, con la morte dell’ultimo duca di Masovia, Varsavia passò sotto il dominio diretto dei re di Polonia e nel 1596 re Sigismondo III Wasa vi spostò la propria residenza, facendone la nuova capitale del regno.

Successivamente si alternarono varie dominazioni straniere. Prima ci furono gli svedesi, poi gli austriaci, i prussiani ed infine i russi.

Nella seconda metà dell’ottocento, infatti, il regno di Polonia fu definitivamente abolito ed il suo territorio inglobato nell’Impero russo, inoltre la città e la sua popolazione furono sottoposti a quella che venne definita una “russificazione forzata”.

La Polonia ottenne l’indipendenza nel 1918, alla fine della prima guerra mondiale, ma nel 1939, con l’invasione tedesca, iniziò la pagina più oscura della sua storia. Alla fine della seconda guerra mondiale, infatti, Varsavia, come l’intera Polonia, era completamente distrutta. Si stima che circa l’85% degli edifici era stato devastato dalla guerra.

Nel 1955 fu sottoscritto il Patto di Varsavia. Un’alleanza militare tra i paesi del Blocco Sovietico, nata come contrapposizione alla NATO. Varsavia fu quindi la capitale della Repubblica Popolare Polacca, sotto l’influenza sovietica. Iniziò in quel periodo la ricostruzione della città e nel 1980 il centro storico della Città Vecchia venne iscritto tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

LA CATTEDRALE DI SAN GIOVANNI

La cattedrale risale al XIV secolo ed era sede dell’incoronazione e luogo di sepoltura dei duchi di Masovia. Nel 1944 venne distrutta dai bombardamenti tedeschi e ricostruita nel dopoguerra. La ricostruzione avvenne in stile gotico-baltico, sulla base di antiche stampe.

La chiesa è una sorta di panteon, infatti nella sua cripta sono sepolti molti personaggi illustri come alcuni membri della casata dei duchi di Masovia, presidenti della repubblica e premi Nobel.

VARSAVIA: PIAZZA DEL MERCATO

Uscendo dalla cattedrale proseguiamo verso la vicina piazza del mercato, nota anche come piazza della città vecchia. Si tratta della piazza più caratteristica di Varsavia, circondata su tutti e quattro i lati da palazzi eleganti, dai colori pastello. Al centro della piazza si trova la statua della Sirena, simbolo della città.

Andando in giro per le strade, i musei e le chiese di Varsavia, troverete ovunque l’immagine della sirena. Alcune volte il simbolo cittadino appare più stilizzato, altre volte è ricco di dettagli, ma in ogni caso vi accompagnerà sempre in giro per la città!

La sirena di Varsavia, secondo la leggenda, sarebbe la sorella della più celebre sirena di Copenaghen.

La versione più accreditata della storia che racconta che la sirena, nuotando nel Mar Baltico, arrivò nelle acque della Vistola, il fiume di Varsavia.

Uscì dall’acqua per riposarsi e fu notata dai pescatori, anche perché la sua presenza faceva scappare i pesci. I pescatori, allora, decisero di rinchiuderla in un sottotetto, lontano dall’acqua.

Fu allora che Wars, figlio di uno dei pescatori, la sentì piangere e decise di liberarla. Lei, per ringraziarlo, promise di proteggere la città e i suoi abitanti. Infatti è sempre ritratta con lo scudo e la spada sguainata, in atto di difendere.

Questa leggenda s’intreccia con quella dell’origine del nome della città che sarebbe nato dall’unione del nome del ragazzo Wars e della sirena Sawa.

La statua che si trova in Piazza del mercato, tuttavia, è una copia, l’originale si trova all’interno del vicino Museo di Varsavia.

IL MUSEO DI VARSAVIA

Il museo si affaccia proprio sulla piazza e credo che visitarlo sia il modo migliore per conoscere o approfondire la conoscenza della città. Questo museo, infatti, possiede una collezione che ripercorre la storia di Varsavia, dalle origini, quando era praticamente un villaggio, fino alla sua distruzione, avvenuta nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Nel Museo sono esposti circa 300.000 oggetti legati alla città e distribuiti in una ventina di sale che trattano tematiche diverse. Al piano terra c’è un percorso che ricostruisce la storia di Varsavia attraverso i dati numerici, come per esempio il numero di abitanti che la città ha avuto, quanti di loro erano effettivamente nati nella capitale e quanti vi erano immigrati, quali erano i tipi di lavori più diffusi in un certo periodo storico, eccetera.

Negli altri piani, invece, si susseguono opere d’arte, oggetti rinvenuti negli scavi archeologici e abiti originali di varie epoche storiche. Tra tutto, però, spicca la parte dedicata alla seconda guerra mondiale, alla devastazione che ne seguì ed alla successiva ricostruzione.

Visitare il Museo di Varsavia è un modo eccellente per immergersi nella storia della città e, per chi volesse approfondire ulteriormente l’argomento, si può proseguire visitando anche il Museo dell’Insurrezione di Varsavia che racconta, attraverso foto e documenti, l’insurrezione dei militari e del popolo di Varsavia contro il dominio Nazista. L’insurrezione avvenne tra il 1 agosto e il 2 ottobre 1944. Ed è stata l’avvenimento più importante per la storia della città e più in generale di tutta la Polonia, profondamente provata dalla guerra e dal dominio tedesco.

IL BARBACANE

Riprendendo il nostro ideale percorso, dopo aver visitato piazza della città vecchia, potete proseguire verso il Barbacane. Il barbacane è una struttura difensiva medievale. Infatti nel XV secolo, per proteggere la Città Vecchia da eventuali attacchi esterni, furono avviati i lavori di costruzione delle mura di Varsavia. Per questo, fu costruito anche un bastione che sarebbe servito come torre di vedetta e come principale porta di accesso al centro della città.

In realtà questa fortificazione è stata usata per il suo scopo difensivo una sola volta nella storia di Varsavia: cioè durante l’invasione svedese del 1656.

Durante la Seconda guerra Mondiale, la struttura difensiva fu distrutta quasi completamente dai bombardamenti nazisti. Alcuni anni dopo, il bastione fu ricostruito con i mattoni originali recuperati tra le macerie. Oggi, sul Barbacane e sulle mura è visibile una sottile linea scura che rappresenta l’altezza delle fondamenta originali.

Attraversando l’antica porta si esce dalla città vecchia e si arriva in piazza della città nuova.

IL CASTELLO DI VARSAVIA

Il nostro tour della città vecchia di Varsavia termina con la visita del Castello.

Le origini di questo maestoso palazzo barocco risalgono al XIV secolo, quando venne costruito il suo nucleo originario, ovvero la Grande Torre.

A partire dal XVI secolo, la struttura originale del castello andò persa a causa di una serie di vicissitudini come invasioni straniere, incendi e bombardamenti. L’apice di tutte queste disgrazie fu raggiunto durante l’Insurrezione di Varsavia del 1944, quando le truppe tedesche bombardarono il Castello Reale riducendolo letteralmente in polvere.

Il castello fu ricostruito durante il regime comunista grazie alla cooperazione internazionale, ma soprattutto alla generosità del popolo polacco. Venne riaperto al pubblico nel 1984.

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BUDAPEST: 5 CONSIGLI DI VIAGGIO

Budapest è una città affascinante, ricca di storia e cultura. Se stai pensando di visitarla potrebbe esserti utile qualche consiglio che possa arricchire la tua esperienza di viaggio.

BUDAPEST DALL’ALTO

Se come me sei un appassionato di vedute panoramiche, sicuramente apprezzerai questi punti di osservazione della città.

La basilica di Santo Stefano, situata nel cuore del centro storico di Budapest, è uno degli edifici religiosi più importanti di tutta l’Ungheria e, al tempo stesso, è anche uno dei più alti della città. La sua cupola, infatti, raggiunge i 96 metri di altezza e consente di godersi un bellissimo panorama.

Sul lato opposto del Danubio, invece, c’è lo splendido Bastione dei Pescatori, un scenografico belvedere divenuto simbolo della città.

Passiamo poi a qualcosa di decisamente più moderno. Poco distante dalle rive del Danubio, sulla sponda di Pest, c’è la Budapest Eye, una ruota panoramica che, al costo di circa 10 Euro, consente di fare un giro di 10 minuti.

Tra i bar rooftop, uno dei più famosi, è il “360 Bar”, situato in cima all’ex Grande Magazzino di Parigi in viale Andrássy. All’alba si può fare yoga, mentre nel pomeriggio si può ascoltare musica ed ammirare il magico mondo dei tetti di Pest al costo di un caffè.

Infine il modo più originale per guardare dall’alto la capitale ungherese è fare un giro in mongolfiera. All’interno del Parco Városliget, sulla cosiddetta “collina Mimosa”, è costantemente ormeggiata una mongolfiera che consente di viaggiare sulla città. Il viaggio “verticale” dura in totale 15 minuti: 5 minuti per arrivare all’altezza massima, 5 minuti per godersi il panorama e altri 5 per ritornare con i “piedi per terra”.

I voli sopra il parco della città non sono una novità: il primo esempio ben documentato, risale al 1896 in occasione delle celebrazioni del Millennio Ungherese.

COSA MANGIARE

Tra tutti i piatti che ho sperimentato i miei preferiti sono stati: il lángos e la chimney cake.

Il lángos è una specialità culinaria ungherese i cui ingredienti di base sono farina, lievito, acqua e sale. In sostanza è una sorta di pizza fritta che, proprio come la pizza, viene farcita sopra con vari ingredienti come formaggi, salumi e verdure. È un piatto molto diffuso, facilissimo da trovare, poiché viene proposto sia come street food che nei ristoranti. Il lángos non è conosciuto solo in Ungheria, ma anche in tutti i paesi che erano parte dell’Impero austro-ungarico, soprattutto in Austria, Repubblica Ceca, Serbia e Romania.

La chimney cake, in ungherese kürtőskalács, è un dolce che, per via della sua forma, ricorda un camino. Ecco perché è stato rinominato “chimney cake”. È noto come il dolce più antico di tutta l’Ungheria ed è cotto su uno spiedo cilindrico che ruota lentamente sul fuoco.  È venduto nelle pasticcerie, ma anche nei chioschetti lungo la strada ed il suo inconfondibile profumo di zucchero e cannella ti accompagnerà ovunque durante il tuo soggiorno a Budapest.

I MEZZI PUBBLICI DI BUDAPEST

A Budapest i mezzi pubblici non si limitano a portare i passeggeri da un punto all’altro della città, ma sono dei veri e propri luoghi da visitare!

I mezzi più diffusi il tram e la metro.

Il tram numero 2 è diventato una vera e propria attrazione turistica perché costeggia il Danubio e fa tutto il giro del centro storico. Quindi, soprattutto se non hai molto tempo a disposizione o il clima non è dei migliori, fare un giro su questo tram dall’aria vintage è un modo carino per godersi il centro storico di Budapest!

La metropolitana, invece, è addirittura entrata a far parte del patrimonio Unesco nel 2002. Si tratta, infatti, della metropolitana più antica del mondo, dopo quella di Londra. La linea storica è la M1 e solitamente è chiamata “ferrovia sotterranea”, non metropolitana, anche perché basta guardarla per capire che non si è di fronte alla solita metro ultramoderna che siamo soliti vedere nelle grandi città, ma ad una sorta di stazioni ottocentesche, dall’aria molto fascinosa.

Anche la funicolare che porta al castello di Buda è molto bella.

Venendo da Pest, una volta attraversato il Ponte delle catene, ti troverai di fronte ad una piccola e graziosa stazione dove è possibile fare il biglietto per la funicolare. Il viaggio dura meno di due minuti e consente di arrivare al castello all’interno di piccoli vagoni dalla foggia antica.

CROCIERA SUL DANUBIO

Un’altra esperienza da fare a Budapest è quella della crociera sul Danubio.

L’offerta è davvero molto ampia e variegata.

Comunque, in generale, le crociere si possono dividere in due categorie: quelle diurne, più brevi ed economiche, e quelle serali, più lunghe e costose, spesso accompagnate anche da una cena con menù alla carta ed uno spettacolo musicale dal vivo.

LE TERME DI BUDAPEST

Infine ci sono le terme, grande passione dei Budapestini fin dai tempi in cui la città era il capoluogo della provincia romana della Pannonia Inferiore.

Budapest è capitale mondiale delle terme, unica capitale al mondo che gode di così tante fonti di acqua termale. Tra gli impianti più famosi della città ci sono terme Széchenyi, costruite tra il 1909 e il 1913 in stile neo-barocco. La maestosa struttura sorge all’interno del Parco Városliget. E’ composta da 3 piscine esterne e 10 interne, con l’acqua che va dai 28° ai 40°.

I Bagni Gellert, invece, sono i più eleganti di Budapest. Costruiti nel 1918, in stile liberty, hanno spazi interni ricchi di dettagli e mosaici resi ancora più preziosi dall’utilizzo della porcellana Zsolnay.

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