7 ESPERIENZE DA FARE A VARSAVIA

Varsavia, con la sua storia ricca e la vibrante cultura, offre esperienze uniche che combinano tradizione e modernità. Ecco sette attività imperdibili per chi desidera scoprire il cuore pulsante della capitale polacca.

1. Ammirare Varsavia dal Palazzo della Cultura e della Scienza

Questo iconico edificio, alto 237 metri, domina lo skyline di Varsavia.

Al suo interno si trovano musei, sale congressi, teatri, cinema e uffici. Il palazzo fu donato alla Polonia dall’Unione Sovietica. La sua costruzione iniziò nel 1952 e venne terminata nel 1955. È anche detto Palazzo di Stalin: infatti fu proprio lui a voler costruire il palazzo come regalo alla città di Varsavia che, però, non lo apprezzò mai veramente, tanto da rinominalo “il mostro”. Tanto che, dopo la caduta del comunismo nel 1989, c’è stato un dibattito per valutare la demolizione dell’edificio, ma la giunta comunale decise di salvare il palazzo che dal febbraio del 2007, è stato iscritto nel registro dei beni tutelati.

Salendo all’osservatorio situato al 30° piano, si gode di una vista panoramica mozzafiato sulla città, ideale per orientarsi e apprezzare l’armonioso mix di architettura storica e contemporanea.

2. Gustare la cucina locale nei “Milk Bars”

I “bar mleczny”, anche noti come “milk bar” o “latterie”, sono ristoranti tradizionali polacchi nati nel periodo socialista, noti per offrire piatti casalinghi a prezzi accessibili. Qui si possono assaporare specialità come pierogi (ravioli ripieni) e zupy (zuppe) in un’atmosfera autentica, vivendo un’esperienza culinaria e culturale unica.

Il primo milk bar, fu fondato nel 1896 a Varsavia da un membro della nobiltà terriera polacca.

Il successo dei primi bar latteria incoraggiò altri uomini d’affari ad aprire nuovi locali identici. La popolarità di questi locali era legata al fatto che servivano cibo nutriente ed economico, consentendo anche alla popolazione più povera di consumare un pasto completo. Oggi questa funzione è venuta meno e sopravvivono prevalentemente come emblema del passato.

3. Sorseggiare un caffè in locali storici

Varsavia vanta caffetterie storiche che hanno ospitato intellettuali e artisti nel corso dei secoli.

Luoghi come il Café Bristol offrono non solo bevande di qualità, ma anche un tuffo nella storia letteraria e artistica della città, con interni eleganti che raccontano storie del passato.

4. Visitare musei di Varsavia gratuitamente

Molti musei e luoghi di interesse di Varsavia offrono ingressi gratuiti in determinati giorni della settimana.

Ad esempio, il Museo Nazionale è gratuito il martedì, mentre il Museo dell’Insurrezione di Varsavia lo è il mercoledì. Questa è un’ottima opportunità per immergersi nella storia e nella cultura polacca senza costi aggiuntivi. 

Ti basterà consultare i rispettivi siti internet per organizzare il tuo tour gratuito!

5. Passeggiare lungo la Strada Reale

La “Trakt Królewski” (strada reale) è uno dei percorsi più famosi della città, che collega le tre residenze dei sovrani polacchi.

La strada parte dal palazzo reale, prosegue verso il maestoso parco Lazienki e termina presso la residenza estiva di Wilanow. L’intero percorso è lungo circa 15 chilometri, ma il cosiddetto “tratto cittadino” riguarda i primi 4 chilometri della strada che prima prende il nome di Krakowskie Przedmieście (via di Cracovia) e poi di Nowy Świat (via del nuovo mondo).

La strada reale è stata trascurata per lungo tempo e solo negli ultimi decenni è tornata al suo antico splendore. Oggi, infatti, rappresenta una delle passeggiate più belle ed eleganti di Varsavia, lungo il suo tragitto è possibile imbattersi in alcuni degli edifici più importanti della città.

6. Girare intorno alla Campana di Varsavia per buona fortuna

Nel cuore della Città Vecchia si trova una campana storica che, secondo la tradizione, porta fortuna a chi le gira intorno tre volte. Questo semplice rituale è amato sia dai locali che dai turisti e rappresenta un momento di connessione con le leggende cittadine.

7. andare in cerca di oggetti misteriosi

Varsavia vanta tantissimi rigattieri e mercatini dell’usato dove è possibile trovare oggetti insoliti e curiosi.

Ad esempio, il Bazar Staroci na Kole è noto per la vendita di articoli vintage e stravaganti, offrendo un’esperienza di shopping unica e la possibilità di scoprire storie dietro ogni oggetto. 

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Gran parte dei oggi esposti sono risalenti alla Seconda Guerra Mondiale ed al periodo sovietico, ma guardando bene si possono scovare anche cose molto più antiche e originali… come, per esempio, un “Kit Ammazzavampiro”.

IL CASTELLO REALE DI VARSAVIA

Il Castello Reale di Varsavia è una testimonianza vivente della resilienza e della storia polacca. Situato all’ingresso della Città Vecchia, nella suggestiva Piazza del Castello, questo imponente edificio ha attraversato secoli di trasformazioni, distruzioni e rinascite, riflettendo le vicissitudini della nazione.

Storia del Castello Reale di Varsavia: le Origini

Le origini del castello risalgono al XIV secolo, quando fu edificata la Grande Torre come parte di una fortezza in legno.

Durante il regno di Casimiro III, la struttura fu ricostruita in mattoni, segnando l’inizio di una serie di ampliamenti e modifiche che avrebbero incorporato stili architettonici rinascimentali, barocchi e classicisti. 

Nel 1596, sotto il regno di Sigismondo III Vasa, Varsavia divenne la capitale della Polonia, e il castello fu ampliato per servire come residenza reale. Questo periodo segnò l’inizio di una fase di splendore per il castello, che divenne uno dei più ricchi d’Europa. 

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A partire dal XVI secolo, la struttura originale del castello andò persa a causa di una serie di vicissitudini come invasioni straniere, incendi e bombardamenti. L’apice di queste tristi vicende fu raggiunto durante l’Insurrezione di Varsavia del 1944, quando le truppe tedesche bombardarono il Castello Reale riducendolo letteralmente in polvere.

LA RICOSTRUZIONE

Il castello fu ricostruito durante il regime comunista grazie alla cooperazione internazionale, ma soprattutto alla generosità del popolo polacco. All’interno del primo cortile del castello, infatti, è tutt’ora possibile vedere una sorta di grande salvadanaio nel quale vennero raccolte le offerte spontanee dei cittadini destinate alla ricostruzione di uno dei simboli della città.

Il castello fu riaperto al pubblico nel 1984.

Attraversando le sale del palazzo si possono evincere le differenti funzioni che il castello ha avuto nel corso del tempo: servì, infatti, da residenza reale, sede parlamentare e abitazione presidenziale, trasformandosi in un vero simbolo dell’indipendenza polacca.

Il castello è collegato alla vicina Cattedrale di San Giovanni tramite un tunnel. Il passaggio fu costruito per permettere ai sovrani di raggiungere in sicurezza la chiesa dopo che un anarchico tentò di assassinare re Sigismondo III, appunto proprio mentre andava a messa.

Inoltre, l’ala est del Castello Reale accoglie un’importante collezione che include opere di Canaletto e di Rembrandt.

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Una curiosità: nel 2012, a causa della grande siccità estiva, venne riportato alla luce un tesoro che era rimasto sul fondo della Vistola per ben 400 anni. Si trattava di gioielli e altri oggetti di valore che gli svedesi rubarono dal Castello Reale durante l’invasione della Polonia.

LA STRADA REALE

Davanti al palazzo reale si apre la Piazza del Castello che è il principale punto di incontro della capitale polacca. Nel centro della piazza si erge uno dei monumenti più antichi di Varsavia, la Colonna di re Sigismondo.

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Poco distante dalla Piazza del Castello, si dirama la strada reale, uno dei percorsi più famosi della città, che collega le tre residenze dei sovrani polacchi.

La strada, infatti, parte dal palazzo reale, prosegue verso il maestoso parco Lazienki e termina presso la residenza estiva di Wilanow. L’intero percorso è lungo circa 15 chilometri, ma il cosiddetto “tratto cittadino” riguarda i primi 4 chilometri della strada che prima prende il nome di Via di Cracovia e poi di Nowy Świat (letteralmente “via del Nuovo mondo”).

La strada reale è stata trascurata per lungo tempo e solo negli ultimi decenni è tornata al suo antico splendore. Oggi, infatti, rappresenta una delle passeggiate più belle ed eleganti di Varsavia, lungo il suo tragitto è possibile imbattersi in alcuni degli edifici più importanti della città.

Per esempio, provenendo dal Palazzo reale, si incontra prima la chiesa di Sant’Anna, una delle più decorate della città, con interni barocchi. Fatta costruire a metà del 1400 dai duchi di Masovia. Poi c’è il Palazzo presidenziale, uno degli edifici più grandi della città. Realizzato in stile neoclassico.

E proprio di fronte c’è Palazzo Potoski, un maestoso edificio in stile barocco e rococò, oggi sede del ministero della cultura.

Il Castello Reale di Varsavia: informazioni pratiche per la visita

I periodi migliori per visitare il Castello Reale di Varsavia sono la primavera e l’estate che, grazie al clima mite e alle giornate più lunghe, permettono di esplorare anche i dintorni della Città Vecchia.

Il Castello Reale di Varsavia è aperto al pubblico tutti i giorni, tranne il lunedì. Gli orari variano a seconda della stagione. I biglietti possono essere acquistati direttamente presso la biglietteria del castello o online, evitando così eventuali code. Tutti i mercoledì l’ingresso è gratuito!

Se preferisci una visita più tranquilla, scegli i giorni feriali, al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando l’affluenza è generalmente minore.

Inoltre il castello ospita regolarmente mostre temporanee ed eventi culturali.

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VARSAVIA: TOUR DELLA CITTA’ VECCHIA

Varsavia è una città ricca di storia e di cultura.

Troppo spesso, tuttavia, viene un po’ messa in ombra dalle altre capitali europee. Sicuramente Londra, Parigi o Berlino sono delle mete più convenzionali. Del resto la stessa cosa accade anche con altre città polacche, come per esempio Cracovia che, in genere, è più gettonata della stessa capitale.

Il fatto che Varsavia non sia una meta particolarmente comune me lo hanno confermato anche le difficoltà in cui mi sono imbattuta per riuscita a trovare una guida. Personalmente, infatti, sono un’appassionata di guide di viaggio, ma trovarne una di buona qualità interamente dedicata a Varsavia è stato praticamente impossibile!

La verità è che nell’immaginario collettivo questa città appare grigia e triste, legata alle tragedie della guerra. In definitiva quindi poco appetibile dal punto di vista turistico.

La realtà, però, è molto diversa!

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Varsavia è letteralmente l’opposto di quanto in genere si possa pensare. È una città vitale, dinamica, in rapido sviluppo, che ha saputo unire armoniosamente passato e presente. Infatti, accanto al centro storico con i suoi edifici dai colori pastello, è sorta una città moderna, con alcuni dei grattacieli più alti d’Europa.

VARSAVIA: UN PO’ DI STORIA

Il luogo in cui oggi sorge il castello di Varsavia rappresenta il nucleo originario intorno al quale si sviluppò il primo centro abitato della città, fondata dai duchi di Masovia.

Alla fine del XIV secolo la città divenne la capitale del ducato ed iniziò ad espandersi al di fuori dell’originaria cerchia di mura inglobando anche la cosiddetta Città Nuova. Nel 1500, con la morte dell’ultimo duca di Masovia, Varsavia passò sotto il dominio diretto dei re di Polonia e nel 1596 re Sigismondo III Wasa vi spostò la propria residenza, facendone la nuova capitale del regno.

Successivamente si alternarono varie dominazioni straniere. Prima ci furono gli svedesi, poi gli austriaci, i prussiani ed infine i russi.

Nella seconda metà dell’ottocento, infatti, il regno di Polonia fu definitivamente abolito ed il suo territorio inglobato nell’Impero russo, inoltre la città e la sua popolazione furono sottoposti a quella che venne definita una “russificazione forzata”.

La Polonia ottenne l’indipendenza nel 1918, alla fine della prima guerra mondiale, ma nel 1939, con l’invasione tedesca, iniziò la pagina più oscura della sua storia. Alla fine della seconda guerra mondiale, infatti, Varsavia, come l’intera Polonia, era completamente distrutta. Si stima che circa l’85% degli edifici era stato devastato dalla guerra.

Nel 1955 fu sottoscritto il Patto di Varsavia. Un’alleanza militare tra i paesi del Blocco Sovietico, nata come contrapposizione alla NATO. Varsavia fu quindi la capitale della Repubblica Popolare Polacca, sotto l’influenza sovietica. Iniziò in quel periodo la ricostruzione della città e nel 1980 il centro storico della Città Vecchia venne iscritto tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

LA CATTEDRALE DI SAN GIOVANNI

La cattedrale risale al XIV secolo ed era sede dell’incoronazione e luogo di sepoltura dei duchi di Masovia. Nel 1944 venne distrutta dai bombardamenti tedeschi e ricostruita nel dopoguerra. La ricostruzione avvenne in stile gotico-baltico, sulla base di antiche stampe.

La chiesa è una sorta di panteon, infatti nella sua cripta sono sepolti molti personaggi illustri come alcuni membri della casata dei duchi di Masovia, presidenti della repubblica e premi Nobel.

VARSAVIA: PIAZZA DEL MERCATO

Uscendo dalla cattedrale proseguiamo verso la vicina piazza del mercato, nota anche come piazza della città vecchia. Si tratta della piazza più caratteristica di Varsavia, circondata su tutti e quattro i lati da palazzi eleganti, dai colori pastello. Al centro della piazza si trova la statua della Sirena, simbolo della città.

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Andando in giro per le strade, i musei e le chiese di Varsavia, troverete ovunque l’immagine della sirena. Alcune volte il simbolo cittadino appare più stilizzato, altre volte è ricco di dettagli, ma in ogni caso vi accompagnerà sempre in giro per la città!

La sirena di Varsavia, secondo la leggenda, sarebbe la sorella della più celebre sirena di Copenaghen.

La versione più accreditata della storia che racconta che la sirena, nuotando nel Mar Baltico, arrivò nelle acque della Vistola, il fiume di Varsavia.

Uscì dall’acqua per riposarsi e fu notata dai pescatori, anche perché la sua presenza faceva scappare i pesci. I pescatori, allora, decisero di rinchiuderla in un sottotetto, lontano dall’acqua.

Fu allora che Wars, figlio di uno dei pescatori, la sentì piangere e decise di liberarla. Lei, per ringraziarlo, promise di proteggere la città e i suoi abitanti. Infatti è sempre ritratta con lo scudo e la spada sguainata, in atto di difendere.

Questa leggenda s’intreccia con quella dell’origine del nome della città che sarebbe nato dall’unione del nome del ragazzo Wars e della sirena Sawa.

La statua che si trova in Piazza del mercato, tuttavia, è una copia, l’originale si trova all’interno del vicino Museo di Varsavia.

IL MUSEO DI VARSAVIA

Il museo si affaccia proprio sulla piazza e credo che visitarlo sia il modo migliore per conoscere o approfondire la conoscenza della città. Questo museo, infatti, possiede una collezione che ripercorre la storia di Varsavia, dalle origini, quando era praticamente un villaggio, fino alla sua distruzione, avvenuta nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Nel Museo sono esposti circa 300.000 oggetti legati alla città e distribuiti in una ventina di sale che trattano tematiche diverse. Al piano terra c’è un percorso che ricostruisce la storia di Varsavia attraverso i dati numerici, come per esempio il numero di abitanti che la città ha avuto, quanti di loro erano effettivamente nati nella capitale e quanti vi erano immigrati, quali erano i tipi di lavori più diffusi in un certo periodo storico, eccetera.

Negli altri piani, invece, si susseguono opere d’arte, oggetti rinvenuti negli scavi archeologici e abiti originali di varie epoche storiche. Tra tutto, però, spicca la parte dedicata alla seconda guerra mondiale, alla devastazione che ne seguì ed alla successiva ricostruzione.

Visitare il Museo di Varsavia è un modo eccellente per immergersi nella storia della città e, per chi volesse approfondire ulteriormente l’argomento, si può proseguire visitando anche il Museo dell’Insurrezione di Varsavia che racconta, attraverso foto e documenti, l’insurrezione dei militari e del popolo di Varsavia contro il dominio Nazista. L’insurrezione avvenne tra il 1 agosto e il 2 ottobre 1944. Ed è stata l’avvenimento più importante per la storia della città e più in generale di tutta la Polonia, profondamente provata dalla guerra e dal dominio tedesco.

IL BARBACANE

Riprendendo il nostro ideale percorso, dopo aver visitato piazza della città vecchia, potete proseguire verso il Barbacane. Il barbacane è una struttura difensiva medievale. Infatti nel XV secolo, per proteggere la Città Vecchia da eventuali attacchi esterni, furono avviati i lavori di costruzione delle mura di Varsavia. Per questo, fu costruito anche un bastione che sarebbe servito come torre di vedetta e come principale porta di accesso al centro della città.

In realtà questa fortificazione è stata usata per il suo scopo difensivo una sola volta nella storia di Varsavia: cioè durante l’invasione svedese del 1656.

Durante la Seconda guerra Mondiale, la struttura difensiva fu distrutta quasi completamente dai bombardamenti nazisti. Alcuni anni dopo, il bastione fu ricostruito con i mattoni originali recuperati tra le macerie. Oggi, sul Barbacane e sulle mura è visibile una sottile linea scura che rappresenta l’altezza delle fondamenta originali.

Attraversando l’antica porta si esce dalla città vecchia e si arriva in piazza della città nuova.

IL CASTELLO DI VARSAVIA

Il nostro tour della città vecchia di Varsavia termina con la visita del Castello.

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Le origini di questo maestoso palazzo barocco risalgono al XIV secolo, quando venne costruito il suo nucleo originario, ovvero la Grande Torre.

A partire dal XVI secolo, la struttura originale del castello andò persa a causa di una serie di vicissitudini come invasioni straniere, incendi e bombardamenti. L’apice di tutte queste disgrazie fu raggiunto durante l’Insurrezione di Varsavia del 1944, quando le truppe tedesche bombardarono il Castello Reale riducendolo letteralmente in polvere.

Il castello fu ricostruito durante il regime comunista grazie alla cooperazione internazionale, ma soprattutto alla generosità del popolo polacco. Venne riaperto al pubblico nel 1984.

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BUDAPEST: 5 CONSIGLI DI VIAGGIO

Budapest è una città affascinante, ricca di storia e cultura. Se stai pensando di visitarla potrebbe esserti utile qualche consiglio che possa arricchire la tua esperienza di viaggio.

BUDAPEST DALL’ALTO

Se come me sei un appassionato di vedute panoramiche, sicuramente apprezzerai questi punti di osservazione della città.

La basilica di Santo Stefano, situata nel cuore del centro storico di Budapest, è uno degli edifici religiosi più importanti di tutta l’Ungheria e, al tempo stesso, è anche uno dei più alti della città. La sua cupola, infatti, raggiunge i 96 metri di altezza e consente di godersi un bellissimo panorama.

Sul lato opposto del Danubio, invece, c’è lo splendido Bastione dei Pescatori, un scenografico belvedere divenuto simbolo della città.

Passiamo poi a qualcosa di decisamente più moderno. Poco distante dalle rive del Danubio, sulla sponda di Pest, c’è la Budapest Eye, una ruota panoramica che, al costo di circa 10 Euro, consente di fare un giro di 10 minuti.

Tra i bar rooftop, uno dei più famosi, è il “360 Bar”, situato in cima all’ex Grande Magazzino di Parigi in viale Andrássy. All’alba si può fare yoga, mentre nel pomeriggio si può ascoltare musica ed ammirare il magico mondo dei tetti di Pest al costo di un caffè.

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Infine il modo più originale per guardare dall’alto la capitale ungherese è fare un giro in mongolfiera. All’interno del Parco Városliget, sulla cosiddetta “collina Mimosa”, è costantemente ormeggiata una mongolfiera che consente di viaggiare sulla città. Il viaggio “verticale” dura in totale 15 minuti: 5 minuti per arrivare all’altezza massima, 5 minuti per godersi il panorama e altri 5 per ritornare con i “piedi per terra”.

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I voli sopra il parco della città non sono una novità: il primo esempio ben documentato, risale al 1896 in occasione delle celebrazioni del Millennio Ungherese.

COSA MANGIARE

Tra tutti i piatti che ho sperimentato i miei preferiti sono stati: il lángos e la chimney cake.

Il lángos è una specialità culinaria ungherese i cui ingredienti di base sono farina, lievito, acqua e sale. In sostanza è una sorta di pizza fritta che, proprio come la pizza, viene farcita sopra con vari ingredienti come formaggi, salumi e verdure. È un piatto molto diffuso, facilissimo da trovare, poiché viene proposto sia come street food che nei ristoranti. Il lángos non è conosciuto solo in Ungheria, ma anche in tutti i paesi che erano parte dell’Impero austro-ungarico, soprattutto in Austria, Repubblica Ceca, Serbia e Romania.

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La chimney cake, in ungherese kürtőskalács, è un dolce che, per via della sua forma, ricorda un camino. Ecco perché è stato rinominato “chimney cake”. È noto come il dolce più antico di tutta l’Ungheria ed è cotto su uno spiedo cilindrico che ruota lentamente sul fuoco.  È venduto nelle pasticcerie, ma anche nei chioschetti lungo la strada ed il suo inconfondibile profumo di zucchero e cannella ti accompagnerà ovunque durante il tuo soggiorno a Budapest.

I MEZZI PUBBLICI DI BUDAPEST

A Budapest i mezzi pubblici non si limitano a portare i passeggeri da un punto all’altro della città, ma sono dei veri e propri luoghi da visitare!

I mezzi più diffusi il tram e la metro.

Il tram numero 2 è diventato una vera e propria attrazione turistica perché costeggia il Danubio e fa tutto il giro del centro storico. Quindi, soprattutto se non hai molto tempo a disposizione o il clima non è dei migliori, fare un giro su questo tram dall’aria vintage è un modo carino per godersi il centro storico di Budapest!

La metropolitana, invece, è addirittura entrata a far parte del patrimonio Unesco nel 2002. Si tratta, infatti, della metropolitana più antica del mondo, dopo quella di Londra. La linea storica è la M1 e solitamente è chiamata “ferrovia sotterranea”, non metropolitana, anche perché basta guardarla per capire che non si è di fronte alla solita metro ultramoderna che siamo soliti vedere nelle grandi città, ma ad una sorta di stazioni ottocentesche, dall’aria molto fascinosa.

Anche la funicolare che porta al castello di Buda è molto bella.

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Venendo da Pest, una volta attraversato il Ponte delle catene, ti troverai di fronte ad una piccola e graziosa stazione dove è possibile fare il biglietto per la funicolare. Il viaggio dura meno di due minuti e consente di arrivare al castello all’interno di piccoli vagoni dalla foggia antica.

CROCIERA SUL DANUBIO

Un’altra esperienza da fare a Budapest è quella della crociera sul Danubio.

L’offerta è davvero molto ampia e variegata.

Comunque, in generale, le crociere si possono dividere in due categorie: quelle diurne, più brevi ed economiche, e quelle serali, più lunghe e costose, spesso accompagnate anche da una cena con menù alla carta ed uno spettacolo musicale dal vivo.

LE TERME DI BUDAPEST

Infine ci sono le terme, grande passione dei Budapestini fin dai tempi in cui la città era il capoluogo della provincia romana della Pannonia Inferiore.

Budapest è capitale mondiale delle terme, unica capitale al mondo che gode di così tante fonti di acqua termale. Tra gli impianti più famosi della città ci sono terme Széchenyi, costruite tra il 1909 e il 1913 in stile neo-barocco. La maestosa struttura sorge all’interno del Parco Városliget. E’ composta da 3 piscine esterne e 10 interne, con l’acqua che va dai 28° ai 40°.

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I Bagni Gellert, invece, sono i più eleganti di Budapest. Costruiti nel 1918, in stile liberty, hanno spazi interni ricchi di dettagli e mosaici resi ancora più preziosi dall’utilizzo della porcellana Zsolnay.

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PARCHI E GIARDINI DI BUDAPEST

Se stai pensando di visitare Budapest, può esserti utile avere qualche informazione in più anche sulle sue aree verdi.

Parchi e giardini sono delle vere e proprie oasi nel cuore della città, meta ideale per passeggiare e rilassarsi dopo aver visitato i monumenti più importanti.

Il parco Városliget e l’isola Margherita sono le due principale aree verdi di Budapest, ricche non solo di alberi e vialetti ombrosi, ma anche di storia!

IL PARCO VÁROSLIGET

Innanzitutto questo parco vanta un primato mondiale, infatti è stato il primo parco pubblico del mondo!

Si tratta dell’area verde più importante di Budapest ed il suo ingresso si trova in prossimità della celebre Piazza degli Eroi.

Le attività che si possono svolgere nel parco sono tantissime e molto diverse tra loro. Infatti al suo interno è possibile fare un romantico giro sul Lago Városliget noleggiando una delle barchette disponibili; ma anche dare un’occhiata alla città dall’alto di una mongolfiera; o ancora visitare il Castello Vajdahunyad che ospita il Museo Reale dell’Agricoltura; mentre in inverno ci si può divertire sulla grande pista di pattinaggio.

Nel 1896, per festeggiare il primo millennio di storia dell’Ungheria, furono organizzate delle grandiose celebrazioni che portarono alla realizzazione di molte opere poi diventate dei veri e propri simboli di Budapest. Basti pensare alla stessa Piazza degli Eroi che, al centro, ospita il Monumento del Millennio costituito da una colonna trionfale sormontata dalla statua dell’arcangelo Gabriele.

Anche il Castello Vajdahunyad fu costruito per le celebrazioni del Millennio del 1896. Inizialmente, infatti, il castello venne realizzato in legno e cartone poiché era destinato alla sola mostra millenaria, ma divenne così popolare che fu ricostruito in pietra e mattoni ed oggi ospita il Museo agricolo. E’ stato costruito sul modello di un castello della Transilvania in cui si mescolano stili architettonici diversi come il romanico, il gotico, il rinascimentale ed il barocco.

In prossimità del castello c’è anche una piccola e graziosa chiesa in cui è possibile assistere a concerti d’organo!

Ma, soprattutto, c’è la statua dell’Anonimo, un personaggio misterioso che fu cronista di un re ungherese, probabilmente Béla III (1148-1196), e racchiuse tutto il suo sapere nell’opera Gesta Hungarorum.  Secondo la leggenda, toccare la statua porterebbe fortuna agli aspiranti scrittori!

BUDAPEST IN MONGOLFIERA

Invece, per ammirare il panorama di Budapest con un volo in mongolfiera, basta avvicinarsi alla cosiddetta “collina Mimosa”, una piccola collina del parco dove è ormeggiato l’aeromobile. Il viaggio verticale dura in totale 15 minuti: 5 minuti per arrivare all’altezza massima, 5 minuti per godersi il panorama e altri 5 per ritornare con i piedi per terra.

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I voli sulla città non sono una novità: il primo esempio ben documentato, è quello del 1896 in occasione delle stesse celebrazioni del Millennio Ungherese per le quali venne costruita la piazza degli Eroi ed il castello.

Infine il parco ospita alcune delle attrazioni più importanti della città, come i Bagni Széchenyi – che, insieme ai Bagni Gellert, sono una delle stazioni termali più importanti di Budapest – il Museo di Belle Arti, lo Zoo e il Giardino Botanico.

BUDAPEST: L’ISOLA MARGHERITA

L’isola Margherita (in ungherese Margit-sziget) è un’isola del Danubio, lunga 2770 metri, larga fino a 515 metri. Due ponti la collegano alle rive della città, il ponte Árpád dal lato di Buda ed il ponte Margit dal lato di Pest.

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Originariamente l’isola era chiamata Nyulak szigete, ovvero isola delle lepri. Il nome attuale deriva da santa Margherita d’Ungheria, figlia di Béla IV, che visse nel monastero delle Domenicane di Santa Maria, fatto erigere dal padre e situato sulla medesima isola.

Oggi l’isola è diventa un parco in cui rifugiarsi per sfuggire al caos cittadino o fare sport. E’ molto frequentata nei giorni festivi, per passeggiate e pic-nic, e durante l’estate, per via dei suoi numerosi impianti sportivi e delle sue piscine.

Sull’isola si possono ammirare anche: un piccolo giardino giapponese; il Memoriale del Centenario del 1973, che commemora il centesimo anniversario dell’unificazione della città; il Pozzo musicale, situato vicino al ponte Árpád; la Fontana musicale, posta nei pressi al ponte Margit, vicino alla quale si suona della musica e, in estate, si eseguono spettacoli di luce; ed infine un serbatoio idrico a torre ottagonale, alta 57 metri, costruita in stile Art Nouveau nel 1911.

La Fontana Musicale ed il Serbatoio a torre sono siti protetti dall’UNESCO.

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10 COSE DA VISITARE A BUDAPEST

Budapest, la capitale ungherese, è una delle città più affascinanti e controverse dell’Europa orientale.

La città è nota anche come “la perla del Danubio” o “la Parigi dell’Est”.

Tuttavia, ad un primo sguardo, non si può non restare vagamente perplessi. Il rumore continuo e gli edifici fatiscenti disseminati anche in zone centrali, inevitabilmente fanno sorgere qualche domanda del tipo: “è questa la città di cui si decanta tanto la bellezza?”

Poi, quando si supera il primo impatto e lo sguardo si fa più attento, la perplessità svanisce e si fa strada la convinzione che gran parte del fascino di Budapest risieda proprio nella sua fisionomia controversa. Allora quel particolare alternarsi di palazzi art nouveau, monumenti austroungarici, condomini anneriti e spazi vuoti lasciati da edifici abbattuti e mai ricostruiti inizia ad apparire stranamente armonioso.

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Però, prima di partire alla scoperta di Budapest attraverso alcuni dei suoi luoghi simbolo, iniziamo con un po’ di storia!

BUDAPEST: LE ORIGINI DELLA CITTA’

Il primo insediamento sul territorio dell’odierna Budapest risale al I secolo a.C. a opera dei Celti. In seguito venne occupata dai Romani e divenne la principale città della Pannonia inferiore. L’epoca romana ha asciato in eredità un insediamento civile e uno militare, ciascuno con un anfiteatro, un acquedotto, alcune ville, ma soprattutto le terme che, ancora oggi, sono uno dei tratti distintivi di Budapest.

Le tribù ungheresi arrivarono nel X secolo e ne fecero la sede del re. All’epoca la città si chiamava Buda.

Sulla riva opposta del Danubio, invece, fu fondata Pest.

Nel XVI secolo i Turchi conquistarono gran parte dell’Ungheria interrompendo lo sviluppo di entrambe le città. Tuttavia, prima della riconquista nel 1686 da parte delle truppe asburgiche, Buda rimase la sede del governo turco, mentre Pest finì in rovina.

Nei secoli successivi, però, la città di Pest conobbe un periodo di grande sviluppo, tanto che nel 1800 divenne più grande di Buda e della vicina Óbuda messe insieme.

La fusione delle tre città di Buda, Óbuda e Pest in un’unica amministrazione divenne effettiva grazie al governo autonomo ungherese, instaurato con il compromesso austro-ungarico del 1867.

Ora iniziamo il tour della città attraverso 10 dei suoi luoghi simbolo.

IL PONTE DELLE CATENE

Il Ponte delle Catene (in ungherese Széchenyi Lánchíd) risale alla prima metà del XIX secolo ed è uno dei simboli della città.

Grazie alla sua costruzione Buda e Pest furono definitivamente unite. In precedenza, infatti, per collegare le due città veniva usato un ponte su chiatte che, alla fine della bella stagione, veniva smontato per essere poi ricostruito l’anno seguente.

Il Ponte delle Catene venne costruito per iniziativa del conte ungherese István Széchenyi, di cui porta anche il nome. Dal punto di vista architettonico è stata scelta la soluzione di un ponte sospeso la cui campata centrale, compresa tra due piloni, era all’epoca tra le maggiori al mondo (202 m di lunghezza). L’entrata è decorata da statue di leoni. Il ponte è destinato al traffico automobilistico nella parte centrale, mentre le sue parti laterali sono riservate ai pedoni.

Il ponte delle catene, oltre a consentire una bella vista sul Danubio, è anche un passaggio obbligato per chi, venendo da Pest, voglia visitare il Castello di Buda.

Una curiosità: nel 1975, nelle immediate vicinanze del pilastro del ponte a ridosso del castello di Buda, è stato eretto il monumento “pietra del chilometro zero”. Questa scultura segna il punto di riferimento da cui vengono misurate tutte le distanze stradali per Budapest nel Paese.

IL CASTELLO DI BUDA

Il castello di Buda (in ungherese Budavári Palota) è noto anche come “Palazzo Reale” (Királyi Palota) e “Castello Reale” (Királyi Vár). Nel 1987 è entrato a far parte del patrimonio UNESCO.

 L’edifico sorge sulla sommità di una collina che sovrasta il Danubio e da cui si può godere di una bellissima vista. Per accedere al castello si può scegliere se salire a piedi o se prendere la suggestiva funicolare che lo collega al ponte delle Catene.

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In passato era la residenza dei re d’Ungheria.

Il primo a realizzare una costruzione sulla collina fu re Béla IV tra il 1247 ed il 1265. Nel corso dei secoli il castello è stato modificato, ampliato e rimodernato molte volte. Da edificio medievale si è trasformato in una sontuosa residenza barocca durante il regno di Maria Teresa d’Asburgo, per poi diventare un più austero palazzo neo classico sotto il regno di Francesco Giuseppe. Inoltre ci cono stati due episodi che hanno causato la completa rovina del castello ed hanno reso necessaria la sua ricostruzione: il grande assedio turco del 1686 e quello della Seconda Guerra Mondiale, durato dal 29 dicembre 1944 al 13 febbraio 1945.

Oggi il castello ospita tre importanti musei: la Biblioteca Nazionale, contenente oltre 15.000 libri e manoscritti, la Galleria Nazionale Ungherese, sviluppata su 4 piani, ed il Museo Storico di Budapest, che ripercorre le tappe fondamentali della storia della città.

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Inoltre è possibile visitare il sottosuolo del Castello, noto anche come “Labirinto di Budapest”, dove si sviluppa un dedalo di caverne e cunicoli ricchi di sorgenti termali, pitture rupestri, antiche fontane, colonne e statue. Il labirinto è visitabile con un tour guidato.

LA CHIESA DI MATTIA

La chiesa si trova al centro di Piazza della Santa Trinità, a poca distanza dal castello.

Nonostante sia comunemente chiamata con il nome di Mattia, il vero nome della chiesa è Nostra Signora Assunta della Collina del Castello ed è dedicata alla Madonna. Invece il nome popolare con cui è conosciuta la chiesa è legato a re Mattia Corvino che, proprio in questa chiesa, si sposò due volte.

Secondo la tradizione, la chiesa fu fondata da Santo Stefano, re d’Ungheria, nel 1015. Tuttavia, non esistono prove che confermino la cosa con assoluta sicurezza. L’edificio originario fu distrutto nel 1241 in occasione della prima invasione mongola dell’Ungheria e venne ricostruito tra il 1255 e il 1269 per la volontà del re Béla IV. Nel 1541 la chiesa venne trasformata in una moschea dai turchi, per poi passare ai gesuiti.

Nel 1873 e il 1896 fu oggetto di restauri da parte dell’architetto Frigyes Schulek che la ricostruì parzialmente in stile neogotico.

Davanti la chiesa sorge la colonna della Santissima Trinità. Si tratta di una colonna votiva che è stata eretta all’inizio del XVIII secolo. Nel 1694, infatti, il consiglio comunale di Buda decise di erigere un monumento dedicato alla Santissima Trinità per proteggersi dalle epidemie di peste che in quel periodo colpivano la popolazione e in segno di gratitudine per la loro cessazione.

BUDAPEST: IL BASTIONE DEI PESCATORI

Infine, a pochissima distanza dalla chiesa, c’è il Bastione dei Pescatori, un belvedere che sembra uscito da una favola!

Il bastione, in stile neogotico e neoromanico, prende il nome dalla corporazione dei pescatori che, nel Medioevo, era stata incaricata di difendere questo tratto delle mura della città.

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La costruzione è formata da sette torri che rappresentano le sette tribù magiare che si insediarono nel bacino dei Carpazi nell’896. Dalle torri e dalla terrazza si puo’ ammirare uno dei panorami più belli della città, con vista sull’isola Margherita, la zona di Pest e la collina Gellert.

IL PARLAMENTO DI BUDAPEST

Il Palazzo del Parlamento (in ungherese Országház) è un altro dei simboli della città, nonché una delle mete turistiche più famose dell’intera Ungheria.

Il palazzo fu concepito per sottolineare, con grande fasto, l’indipendenza finalmente raggiunta degli ungheresi all’interno dell’impero austro-ungarico.

Venne costruito tra il 1885 ed il 1904, seguendo i piani dell’architetto ungherese Imre Steindl.

Fino al 1944 le due parti dell’edificio, che si estendo rispettivamente a nord ed a sud della cupola, hanno ospitato le Camere destinate alle riunioni dei due rami del Parlamento. Successivamente l’Ungheria abbandonò il sistema del bicameralismo: quindi, attualmente nel palazzo si riunisce la Assemblea nazionale.

Inoltre è anche sede di un’importante biblioteca, del capo del Governo e del Presidente della Repubblica.

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Il Parlamento è un chiaro esempio di architettura neogotica, assai in voga in quel periodo, e si distingue per l’enorme sviluppo orizzontale: raggiunge i 268 metri di lunghezza ed i 123 di larghezza. La sua altezza, invece, è di 96 metri, esattamente come la Basilica di Santo Stefano, quasi a sottolineare una sorta di equilibrio tra il mondo civile e quello religioso.

LE SCARPE SULLA RIVA DEL DANUBIO

A poca distanza dal grandioso edificio del Parlamento si trova il memoriale noto come “le scarpe sulla riva del Danubio”.

Si tratta di un’installazione artistica collocata sul lungo Danubio, sul lato di Pest, inaugurata il 16 aprile 2005 nella Giornata ungherese della memoria per il 60º anniversario della Shoah.

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L’opera è un gruppo scultoreo che raffigura appunto delle scarpe poste sul ciglio della banchina e ricorda la morte dei cittadini ebrei a causa dai miliziani del Partito delle Croci Frecciate durante la seconda guerra mondiale. I miliziani, infatti, prima imprigionarono gli ebrei all’interno del ghetto e poi decisero di assassinarli direttamente in città, proprio sul lungo fiume, confidando nel fatto che il Danubio avrebbe trascinato via i loro corpi. Spesso alle vittime veniva chiesto di levarsi le scarpe che poi i miliziani rivendevano al mercato nero, da qui l’idea del memoriale.

BUDAPEST: LA BASILICA DI SANTO STEFANO

La basilica di Santo Stefano, situata nel cuore del centro storico di Budapest, è uno degli edifici religiosi più importanti di tutta l’Ungheria.

Fu progettata a partire dal 1850 e terminata nel 1905. Può ospitare circa 8000 fedeli ed è prevalentemente in stile neoclassico.

La Basilica è dedicata a Stefano, il primo Re d’Ungheria, e all’interno di un reliquario posto nella cappella a destra dell’altare, è custodita la sua presunta mano destra.

L’edificio è a croce greca, con cupola all’incrocio della navata con il transetto. La sua cupola raggiunge la stessa altezza del Palazzo del Parlamento (96 metri) e, secondo le leggi vigenti, nessun edificio in città può esserne più alto.

La facciata è simmetrica e priva di eccessive decorazioni. L’interno, invece, è ricco di marmi, mosaici e pregevoli opere d’arte dei principali artisti ungheresi.

È possibile visitare gli interni della chiesa, ma anche accedere alla Tesoreria e salire sulla cupola, da cui ammirare un bellissimo panorama.

Infine, la Basilica ha sempre ricoperto un ruolo importante nello scenario musicale della capitale e il suo coro si esibisce in tutta Europa: se ne avete l’opportunità, vi consiglio di assistere ad un concerto. Trovate tutti gli eventi sul sito ufficiale.

LA GRANDE SINAGOGA

La Grande Sinagoga (in ungherese Nagy zsinagóga) si trova nel quartiere ebraico della città, chiamato Erzsébetváros.

Si tratta della più grande sinagoga d’Europa e quarta al mondo. L’edificio misura 75 metri di lunghezza e 27 di larghezza; le due torrette ai lati della facciata sono alte 43 metri ciascuna.

Lo stile architettonico è eclettico e presenta elementi moreschi, ma anche forti richiami all’architettura neobizantina e neoromanica.

E’ possibile visitare la Sinagoga nell’ambito di una visita guidata, disponibile in moltissime lingue diverse. Fatto il biglietto e superati i controlli, vi consiglio di entrare direttamente nella Sinagoga e avvicinarvi alla bandiera italiana, una guida vi raggiungerà per darvi tutte le informazioni.

La visita comprende anche la piccola sinagoga, costruita in ricordo degli ebrei caduti durante la prima guerra mondiale, il cimitero, il museo e l’albero della vita.

TEATRO DELL’OPERA DI BUDAPEST

Il Teatro dell’Opera di Stato ungherese (in ungherese Magyar Állami Operaház) è uno dei maggiori esempi di architettura neorinascimentale di Budapest. Si trova nella parte di Pest, nel quartiere di Terézváros, in Andrássy út, il più importante viale della città.

L’edificio, costruito tra il 1875 e il 1884, è in stile neorinascimentale, riccamente decorato con elementi barocchi. Di fronte alla facciata vi sono le statue di Ferenc Erkel, compositore dell’inno nazionale, e del compositore classico Franz Liszt.

L’interno del teatro è visitabile solo tramite visita guidata, della durata media di circa 45 min. Se siete interessati, vi consiglio di prenotare con anticipo perché i posti si esauriscono in fretta!

In alternativa, potete assistere ad uno dei tanti concerti o rassegne teatrali.  Anche in questo caso, potete consultare tutti gli eventi ed il programma sul sito ufficiale.

PIAZZA DEGLI EROI

La Piazza degli Eroi è una delle più importanti piazze di Budapest. Si trova alla fine di Andrássy út, vicino al parco municipale Városliget.

L’area centrale della Piazza ospita il Monumento del millenario con le statue dei sette capitribù magiari e di altri personaggi rappresentativi della storia dell’Ungheria. La costruzione del monumento iniziò nel 1896, anno del primo millennio dell’Ungheria, e fu ultimata nel 1929.

Di fronte al monumento si trova la Pietra memoriale degli eroi. Si tratta di un memoriale dedicato agli “eroi che diedero la vita per la libertà del loro popolo e della loro indipendenza nazionale”. Dunque è simile al monumento del Milite Ignoto presente in tanti altri Paesi.

L’elemento centrale del Monumento del millennio è una colonna sormontata dalla statua dell’arcangelo Gabriele. Nella mano destra l’angelo tiene la corona di Santo Stefano, primo re d’Ungheria. Nella mano sinistra, invece, c’è la doppia croce apostolica, simbolo nazionale che fa riferimento alle concessioni fatte a re Stefano da papa Silvestro II in riconoscimento dei suoi sforzi per convertire gli ungheresi al cristianesimo.

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IL PALAZZO DI TOPKAPI

Il palazzo di Topkapi è uno dei simboli di Istanbul.

Il suo nome rievoca i fasti della corte ottomana e le atmosfere da mille e una notte in cui vivevano i sultani.

In turco viene chiamato Topkapı Sarayi ed è un enorme complesso che, per circa quattro secoli, fu non solo la residenza dei sultani, ma anche centro amministrativo dell’Impero ottomano.

TOPKAPI: UN PO’ DI STORIA

Venne costruito per volontà di Maometto II sul cosiddetto “Promontorio del Serraglio” per dominare sulla città. Originariamente era conosciuto come Yeni Saray, cioè “Nuovo Serraglio/Palazzo” in contrapposizione al “Vecchio Palazzo” che i turchi avevano ereditato dagli imperatori bizantini. Invece il nome “Topkapı” (letteralmente “Porta del Cannone”) è relativamente moderno e risale al XIX secolo.

Il complesso fu oggetto di numerosi ampliamenti e restauri, per poi essere progressivamente abbandonato dai sultani che, nel corso dell’800, preferirono residenze più moderne. Nel 1856, il sultano Abdülmecid I lo trasformò nella sede della tesoreria, della libreria imperiale e della zecca di stato. Mentre nel 1924 divenne il primo grande museo della Repubblica di Turchia.

ARCHITETTURA

Il Topkapi è un complesso vastissimo che testimonia l’opulenza della corte ottomana. È molto diverso dalle residenze reali occidentali. Non si tratta, infatti, di un unico grande edificio con eventuali corti e giardini, come se ne possono ammirare ovunque in Europa. Si presenta, invece, come un susseguirsi disomogeneo di singoli padiglioni destinati a varie finalità che si affacciano su quattro cortili.

IL PRIMO CORTILE

Il Primo Cortile, cinto da alte mura, è il più ampio ed era il parco del palazzo. Originariamente vi si affacciavano una serie di strutture di cui oggi, però, restano solo: la vecchia zecca imperiale, costruita nel 1727; varie fontane e la chiesa di Santa Irene.

Quest’ultima è l’edificio più antico che si trova nel primo cortile. In effetti è più antica dello stesso palazzo di Topkapi poiché si tratta di una chiesa bizantina a sua volta edificata sopra i resti di templi o santuari pagani. Santa Irene, dunque, era già presente quando il palazzo venne costruito e, semplicemente, si decise di inglobarla nel nuovo complesso.

È stata la prima chiesa costruita a Costantinopoli. Commissionata proprio da Costantino, nel IV secolo, e poi restaurata da Giustiniano. La chiesa era dedicata ad Hagia Irene, cioè alla Pace di Dio. È una delle tre chiese costruite a Costantinopoli dedicate agli attributi divini, insieme ad Hagia Sophia (Saggezza) e Hagia Dynamis (Forza).

Dopo l’assedio di Costantinopoli del 1453, la chiesa venne usata come deposito per le armi dai giannizzeri, una sorta di esercito privato del sultano. Questo cortile, infatti, era anche noto come “Cortile dei Giannizzeri” o “Cortile delle Parate” e, al tempo dell’Impero, veniva spesso utilizzato per attività militari.

il secondo ed il terzo cortile

Tramite il “Cancello del Saluto” si accede al secondo cortile, dove un tempo si trovavano: l’ospedale del palazzo, la panetteria, i quartieri per i giannizzeri, le scuderie, il Consiglio e le cucine. Al tempo dell’Impero, in questo cortile vivevano pavoni e gazzelle ed era utilizzato dai cortigiani come luogo di riunione.

Invece al terzo cortile si accede varcando il “Cancello della Felicità”.

Più si procede verso l’interno più gli spazi diventano privati, destinati al solo sultano ed ai membri più importanti della corte.

All’interno del cortile si trova la Tesoreria, la Libreria di Ahmed III e la cosiddetta “Camera Privata” che ospita le “Sacre Reliquie del Profeta”.

IL QUARTO CORTILE

Infine c’è il quarto cortile, quello in cui si trovavano l’harem e la cosiddetta “gabbia dorata”.

L’harem era composto da tutte le concubine/mogli del sultano ed era “governato” dalla Valide Sultan, madre del sultano e quindi sovrana di tutte le donne dell’harem.

Mentre la “gabbia dorata” era un padiglione vicino all’Harem in cui vivevano i principi ereditari (solitamente i fratelli e/o i cugini del sultano) che trascorrevano la loro vita in attesa della dipartita del sultano regnante, con la speranza di prenderne il posto. La pratica di far vivere i principi ereditari nella “gabbia dorata” fu inaugurata dal sultano Ahmed I che abolì la precedente consuetudine secondo cui i principi venivano inviati nelle province affinché imparassero l’arte del governo. Infatti la tradizione di far fare una sorta di “apprendistato” ai possibili futuri eredi al trovo fu spesso all’origine di ribellioni e guerre-civili, per questo si ritenne più saggio farli vivere all’interno della “gabbia dorata”, dove il sultano poteva costantemente controllarli.

INFORMAZIONI UTILI

Il palazzo di Topkapi è chiuso il martedì.

Gli orari di apertura sono: 09:00- 18:00. Mentre la biglietteria chiude alle 17:30.

È possibile acquistare un biglietto combinato che consente di visitare il Palazzo di Topkapi, l’Harem e la Basilica di Santa Irene ad un costo di 1500 Lire Turche (circa 47,00 Euro).

Per evitare la lunga fila all’ingresso è consigliabile visitare il palazzo la mattina presto oppure durante l’ora di pranzo. Il sito ufficiale del palazzo è: muze.gen.tr

ISTANBUL: SANTA SOFIA

Santa Sofia è uno dei simboli di Istanbul.

La città turca vanta circa tremila moschee. Alcune sono delle piccole moschee di quartiere, piuttosto semplici dal punto di vista architettonico. Altre sono edifici maestosi e ricchi di storia. Tuttavia solo Santa Sofia è in grado di incarnare veramente il fascino e la complessità di Istanbul.

SANTA SOFIA: UN PO’ DI STORIA

Santa Sofia domina piazza Sultanahamet. È uno dei più grandi edifici del mondo, ma soprattutto è il monumento che più di ogni altro sintetizza la millenaria e complessa storia di Istanbul.

La sua costruzione risale al VI secolo quando, per volere dell’imperatore romano Giustiniano, venne realizzata per essere una basilica cristiana dedicata alla Sophia, la sapienza di Dio.  Nel Quattrocento gli Ottomani la trasformarono in una moschea. Mentre, nel 1935, nel contesto di un processo di secolarizzazione avviato da Mustafa Kemal Atatürk –  fondatore e primo Presidente della Repubblica turca – venne trasformata in un museo. Il 10 luglio 2020 un decreto del presidente Erdoğan ha riconvertito nuovamente Santa Sofia in una moschea.

Santa Sofia, fino alla caduta di Costantinopoli, è stata la chiesa più grande di tutta la Cristianità. Oggi è un edificio di enorme impatto visivo, in cui si può ammirare la stratificazione delle sue molte anime. Mosaici bizantini, enormi medaglioni con iscrizioni arabe coesistono armoniosamente e testimoniano il suo essere, allo stesso tempo, basilica, moschea, museo e tesoro architettonico.

ARCHITETTURA

La basilica di Santa Sofia è uno dei più grandi esempi superstiti di architettura bizantina. Giustiniano stesso curò la realizzazione della cattedrale, la più grande mai costruita fino a quel momento e per i quasi 1000 anni successivi, fino al completamento della cattedrale di Siviglia in Spagna. La basilica è al tempo stesso la realizzazione architettonica culmine della tarda antichità ed il primo capolavoro dell’architettura bizantina.

La navata centrale è sormontata da una cupola alta 55 metri, traforata da 40 finestre ad arco, in seguito parzialmente murate per aumentare la stabilità dell’edificio. Il peso dell’enorme cupola, che i vari interventi di consolidamento hanno reso leggermente ellittica, si scarica su quattro massicci pilastri posti agli angoli. Questi sono stati rinforzati con contrafforti, edificati parte durante il periodo bizantino e parte durante quello ottomano.

La basilica ha una pianta che fonde armoniosamente il rettangolo ed il quadrato, con tre navate. Gli interni sono arricchiti con mosaici a fondo d’oro, marmi pregiati e stucchi. Le colonne sono in porfido e marmo verde della Tessaglia. Nel corso degli anni sono stati aggiunti alcuni mausolei laterali.

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Fonte: Pixabay

INFORMAZIONI UTILI

Prima che Santa Sofia venisse nuovamente trasformata in moschea, era previsto un biglietto di 100 Lire turche per potervi accedere. Oggi, invece, è visitabile gratuitamente, come tutte le altre moschee della città.

Santa Sofia è visitabile tutti i giorni. Mi è capitato di vedere on line delle indicazioni secondo cui sarebbe chiusa il lunedì, ma si tratta di un refuso legato al periodo in cui è stata un museo. Oggi non ha giorni di chiusura!

Per quanto riguarda gli orari di apertura, invece, Santa Sofia è visitabile dalle 9:00 alle 17:00. Tuttavia, trattandosi di un luogo di culto, viene temporaneamente chiusa ai turisti durante le ore di preghiera. In particolare viene chiusa circa un’ora prima dell’inizio della preghiera e riapre circa 30 minuti dopo che è terminata.

Il momento migliore per visitare la moschea è al mattino. In questo modo si possono evitare le lunghissime code per l’ingresso.

Per poter accedere a Santa Sofia, come del resto accade anche per le altre moschee, è necessario rispettare alcune regole. Le scarpe vanno lasciate all’ingresso, l’abbigliamento deve essere adatto ad un luogo di culto, quindi sia uomini che donne devono avere gambe e spalle coperte. Le donne devono coprire il capo con un velo.

LEGGI ANCHE: ISTANBUL: COSA VISITARE

ISTANBUL: COSA VISITARE

Istanbul si specchia sulle acque del Bosforo che sembrano moltiplicare la bellezza delle sue cupole e dei suoi minareti.

Unica città al mondo ad estendersi su due continenti, l’Europa e l’Asia.

È affascinante, magica, orientale ed occidentale al tempo stesso.

Romana, bizantina, ottomana ed infine turca. Istanbul venne concepita per essere la nuova Roma ed è diventata una megalopoli da 15.000.000 di abitanti, cuore pulsante di una nazione in pieno sviluppo.

Il ponte di Galata, da secoli, collega la città antica con quella moderna. La Istanbul ottomana con il monumentale Palazzo del Topkapi, antica residenza dei sultani, e la Istanbul moderna con la lunghissima Istikal Caddesi, la via pedonale che confluisce in piazza Taksim, il fulcro della movida cittadina.

Dal Corno d’Oro ai banchi del Gran Bazar, dalla Moschea Blu a Santa Sofia. Ecco i luoghi da non perdere per un tour alla scoperta di Istanbul e del suo centro storico dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco nel 1985.

LE MOSCHEE DI ISTANBUL

Le moschee di Istanbul sono circa tremila. Alcune, come Santa Sofia, hanno una storia antichissima costellata di episodi romanzeschi. Altre sono piccoli edifici di quartiere. Tutte, però, sono accumunate da un’atmosfera particolarmente suggestiva.

Per potervi accedere è necessario rispettare alcune regole. Le scarpe vanno lasciate all’ingresso, l’abbigliamento deve essere adatto ad un luogo di culto, sia uomini che donne devono avere gambe e spalle coperte. Le donne devono coprire il capo con un velo.

SANTA SOFIA (AYA SOFYA)

È il vero motivo per cui sognavo da sempre di andare ad Istanbul!

Domina piazza Sultanahamet. È uno dei più grandi edifici del mondo, ma soprattutto è il monumento che più di ogni altro sintetizza la millenaria e complessa storia di Istanbul.

La sua costruzione risale al VI secolo quando, per volere dell’imperatore romano Giustiniano, venne realizzata per essere una basilica cristiana dedicata alla Sophia, la sapienza di Dio.  Nel Quattrocento gli Ottomani la trasformarono in una moschea. Mentre, nel 1935, nel contesto di un processo di secolarizzazione avviato da Mustafa Kemal Atatürk –  fondatore e primo Presidente della Repubblica turca – venne trasformata in un museo. Il 10 luglio 2020 un decreto del presidente Erdoğan ha riconvertito nuovamente Santa Sofia in una moschea.

Santa Sofia, fino alla caduta di Costantinopoli, è stata la chiesa più grande di tutta la Cristianità. Oggi è un edificio di enorme impatto visivo, in cui si può ammirare la stratificazione delle sue molte anime. Mosaici bizantini ed enormi medaglioni con iscrizioni arabe coesistono armoniosamente e testimoniano il suo essere, allo stesso tempo, basilica, moschea, museo e tesoro architettonico.

Per saperne di più leggi anche: ISTANBUL: SANTA SOFIA

MOSCHEA BLU

Sorge di fronte a Santa Sofia e all’Ippodromo.

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Vanta sei minareti ed un’enorme quantità di cupole e semicupole. E’ tra le moschee più belle e conosciute di Istanbul. Per capire il perché del suo nome basta entrare! Tutto l’immenso spazio interno è interamente ricoperto di maioliche turchesi di İznik. Il colpo d’occhio è assolutamente spettacolare!

Del resto la Moschea Blu nacque proprio con lo scopo di competere con la magnificenza della chiesa di Giustiniano. Infatti non è un caso che il committente, il Sultano Ahmet, decise di farla costruire di fronte alla sua rivale.

MOSCHEA DI SOLIMANO IL MAGNIFICO

Svetta sul terzo colle della città che, come l’antica Roma, originariamente contava sette colli.

Fu costruita tra il 1550 e il 1557 per volontà di Solimano il Magnifico, il più famoso sultano della storia ottomana. Ancora oggi mostra, con la sua imponenza, la grandezza ed i fasti di quell’epoca d’oro della storia ottomana. Nel complesso della moschea si trovano anche i mausolei di Solimano e della moglie Hürrem Sultan. Quest’ultima, meglio nota come Roxelana, è stata uno dei personaggi più potenti della storia ottomana, con una vita a dir poco romanzesca.

Nacque in Rutenia, attuale Ucraina, venne catturata dai Tatari di Crimea e condotta a Istanbul come schiava.  Entrò nell’Harem imperiale, scalò i ranghi e divenne la favorita del Sultano Solimano che, contro ogni tradizione, la sposò, facendola diventare la sua moglie legittima. Fu la prima consorte imperiale a ricevere il titolo di Haseki Sultan (consorte principale del sultano). Ebbe sei figli, incluso il futuro sultano, Selim II. Grazie a lui, Roxelana è antenata di tutti i seguenti sultani e dei membri attualmente viventi della dinastia ottomana.

MOSCHEA DI ORTAKÖY

Il suo nome ufficiale è Büyük Mecidiye Camii (Grande moschea del Sultano Abdülmecid) ma tutti la conoscono come Moschea di Ortaköy.

Si tratta di un edificio neo-barocco, costruito tra il 1854 e il 1856 dagli architetti Balyan (padre e figlio).

Sorge davanti al primo ponte sul Bosforo, rinominato Ponte dei Martiri del 15 luglio dopo il tentato golpe del 2016. Il suo profilo che si riflette nelle acque del molo di Ortaköy è una delle cartoline più famose di Istanbul.

ALTRI MONUMENTI

PALAZZO DI TOPKAPI

Il palazzo, chiamato in turco Topkapı Sarayi, è uno dei simboli di Istanbul. Si tratta di un enorme complesso che, per circa quattro secoli, fu residenza dei sultani e centro amministrativo dell’Impero ottomano.

Venne costruito per volontà di Maometto II sul cosiddetto “Promontorio del Serraglio” per dominare sulla città. Originariamente era conosciuto come Yeni Saray, cioè “Nuovo Serraglio/Palazzo” in contrapposizione al “Vecchio Palazzo” che i turchi avevano ereditato dagli imperatori bizantini. Il nome “Topkapı” (letteralmente “Porta del Cannone”) risale al XIX secolo.

Il complesso fu oggetto di numerosi ampliamenti e restauri, per poi essere progressivamente abbandonato dai sultani che, nel corso dell’800, preferirono residenze più moderne. Nel 1856, il sultano Abdülmecid I lo trasformò nella sede della tesoreria, della libreria imperiale e della zecca di stato. Mentre nel 1924 divenne il primo grande museo della Repubblica di Turchia.

È un edificio grandioso che testimonia l’opulenza della corte ottomana ed è molto diverso dalle residenze reali occidentali. Non si tratta, infatti, di un unico grande edificio con eventuali corti e giardini, come se ne possono ammirare ovunque in Europa. Si presenta invece come un susseguirsi disomogeneo di padiglioni distinti che si affacciano su quattro cortili.

IPPODROMO DI COSTANTINOPOLI

Si trova nel quartiere di Sultanahmet, accanto alla Moschea Blu. Oggi si presenta come una grande piazza in cui torreggiano ancora i monumenti che un tempo decoravano l’ippodromo: l’Obelisco di Teodosio e la Colonna Serpentina.

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Era un luogo centrale nella vita sociale di Costantinopoli perché non solo vi si disputavano gare sportive, ma era anche teatro di incontri (e scontri) politici che vedevano opporsi le due principali fazioni: quella dei Verdi (borghesi) e quella degli Azzurri (contadini e poveri).

Le dimensioni dell’ippodromo erano di circa 400 metri di lunghezza per 130 di larghezza e poteva contenere circa 100.000 persone. Le gradinate, inizialmente in legno, nel X secolo furono riedificate in marmo. Con la conquista latina di Costantinopoli, durante la quarta crociata, nel 1204, l’ippodromo fu abbandonato e divenne una cava di materiali edili per la costruzione di nuovi edifici.

Gli stalli di partenza dei carri, chiamati carceres, erano sovrastati da una torre alta 23 metri, decorata da una quadriga di bronzo i cui cavalli, sempre nel 1204, furono portati a Venezia e posti sopra il portale della Basilica di San Marco.

CISTERNA BASILICA

È un’enorme cisterna risalente al VI secolo e scoperta solo alla fine dell’Ottocento. Al suo interno si trovano 12 file di 28 colonne caratterizzate da capitelli di stile Ionico, Corinzio e Dorico.

Buona parte dei materiali e delle colonne sono elementi di riuso, come testimoniano due enormi teste di gorgone provenienti probabilmente da un arco monumentale del foro di Costantino, che fanno da base (rovesciate) a due delle colonne di sostegno della volta.

GRAN BAZAR

È il mercato coperto più grande e famoso del mondo.

Un dedalo intricatissimo di negozi, botteghe e caffè. Ovunque ci sono spezie, dolci, gioielli e stoffe. Visitare il Gran Bazar è un modo per fare shopping, ma soprattutto un modo per immergersi nell’autentico spirito turco. Qui il commercio non è solo un lavoro, ma un rito antico, con precise regole di contrattazione alle quali anche i turisti devono adeguarsi.

LA CITTà DEL VATICANO

La Città del Vaticano è il più piccolo Stato sovrano del mondo, ha un’estensione di soli 0,44 kmq ed una popolazione di poco più di 800 anime. Però, a dispetto delle sue ridotte dimensioni, custodisce alcuni dei monumenti più belli del mondo!

Quindi, se stai pensando di andare nella Città del Papa, ecco alcuni suggerimenti per organizzare al meglio la tua visita.

CITTà DEL VATICANO: PIAZZA SAN PIETRO

Bellissima e maestosa, Piazza San Pietro è tra le piazze più celebri del mondo.

La sua storia è lunga e complessa.

Per secoli tutte le attenzioni furono rivolte alla realizzazione della grandiosa Basilica mentre la platea Sancti Petri – come veniva allora chiamata l’attuale piazza! – era stata lasciata in secondo piano. Quando finalmente arrivò il momento di dedicarsi alla sua realizzazione il problema principale che venne riscontrato fu quello di trasformare un semplice spazio in un’area monumentale, rappresentativa, ma anche funzionale.

Il progetto elaborato da Bernini nel 1656, e sostenuto da papa Alessandro VII Chigi, si presentò come la soluzione ideale al problema. Ancora oggi, infatti, Piazza San Pietro rappresenta uno dei migliori esempi di architettura ed urbanistica barocca.

La Piazza è ad ovato tondo. Questa forma venne scelta perché risultava più facile da realizzare rispetto ad un’ellisse, ma al contempo anche più insolita. L’ovato tondo è l’unione di due semicirconferenze che si intersecano nei rispettivi centri, unite da due archi di cerchio. Fu proprio questa particolare forma che permise a Bernini di affermare che:

“la chiesa di San Pietro, quasi matrice di tutte le altre doveva haver’ un portico che per l’appunto dimostrasse di ricevere à braccia aperte maternamente i Cattolici”.

LA BASILICA DI SAN PIETRO

Attraversata la Piazza, si accede alla Basilica di San Pietro.

È la più grande delle quattro basiliche papali di Roma, e spesso viene descritta come la più grande del mondo, sia per le sue dimensioni, che per la ricchezza con cui è decorata, ma anche, metaforicamente, in quanto centro spirituale della Cristianità.

Tuttavia, anche può sembrare strano, non è la cattedrale della diocesi di Roma, poiché questo titolo spetta alla basilica di San Giovanni in Laterano, che è anche la prima per importanza essendo “Madre e Capo di tutte le Chiese dell’Urbe e del Mondo”.

La costruzione dell’attuale basilica iniziò nel 1506, durante il pontificato di Giulio II, e si concluse nel 1626 sotto papa Urbano VIII.

Precedentemente, nello stesso sito, si trovava una chiesa del IV secolo, fatta costruire dall’imperatore Costantino I sull’area del circo di Nerone e di una vicina necropoli dove, secondo la tradizione, venne sepolto san Pietro dopo la sua crocifissione.

Oggi la Basilica di San Pietro è uno dei luoghi più affascinanti del mondo, un scrigno di capolavori unici.

Tra le meraviglie che è possibile ammirare al suo interno ci sono:

La Pietà di Michelangelo;

Il Monumento a Clemente XIII di Antonio Canova;

La Tomba di Innocenzo VIII del Pollaiolo;

Il Baldacchino dell’Altare realizzato da Bernini e Borromini.

Per apprezzare a pieno le bellezze della Basilica si può partecipare ad una visita guidata oppure si può optare per un’audioguida, più economica e comunque molto interessante!

CITTà DEL VATICANO: LE GROTTE

 Le grotte vaticane si estendono sotto la navata centrale della Basilica, tre metri più in basso del pavimento.

Sono una vera e propria chiesa sotterranea che occupa lo spazio in cui un tempo sorgeva la basilica costantiniana del IV secolo. Il termine “grotte” in realtà è improprio, si tratta più propriamente di un’intercapedine tra la vecchia basilica e quella attuale.

La pianta delle grotte, che si diramano in nicchie e corridoi, è quello di una chiesa a tre navate, le cui cappelle ospitano le sepolture dei papi. L’abside della chiesa ha come centro ideale la cappella di San Pietro a cui corrisponde, sopra le grotte, l’altare e la cupola michelangiolesca, mentre sotto, nella necropoli, la tomba del primo papa: l’apostolo Pietro.

LA CUPOLA

È una delle più grandi coperture in muratura mai costruite. Ha un diametro interno di circa 42 metri e porta l’altezza complessiva della Basilica, dalla base fino alla sommità, a oltre 130 metri.

Il suo progetto, a cui Michelangelo lavorò fino al 1564, anno della sua morte, segna il passaggio dall’architettura rinascimentale a quella barocca.

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Fonte: Pixabay

È uno dei simboli di Roma- anche se tecnicamente si trova in un altro stato! – ed anche uno dei punti panoramici più belli per godersi una vista a 360 gradi sulla Città Eterna.

Per raggiungere il Cupolone esistono due possibilità: andare a piedi (circa 550 gradini) o prendere l’ascensore e fare a piedi “solo” gli ultimi 320 gradini!

I MUSEI VATICANI

I Musei Vaticani sono il museo nazionale della Città del Vaticano. Vennero fondati da papa Giulio II nel XVI secolo e sono una delle raccolte d’arte più grandi ed importanti del mondo.

Per approfondire, leggi: 7 CURIOSITA’ SUI MUSEI VATICANI

CITTà DEL VATICANO: LA CAPPELLA SISTINA

“Senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formare un’idea apprezzabile di cosa un uomo solo sia in grado di ottenere”

Goethe

Le ragioni che rendono unica la Cappella Sistina sono essenzialmente due: è il luogo in cui si svolge il conclave per l’elezione del nuovo papa; ed è decorata dalle opere più conosciute e celebrate dell’intera storia dell’arte mondiale. Tra queste spiccano gli affreschi di Michelangelo che ricoprono la volta e lo straordinario “Giudizio Universale”.

I GIARDINI VATICANI

I giardini occupano poco più della metà dell’intero Stato di Città del Vaticano!

Fin dal 1279 sono stati un luogo di riposo e meditazione per i pontefici.

Il periodo di maggiore sviluppo architettonico dei Giardini fu tra il XVI ed il XVII secolo. Dal 2014 è in corso un piano di restauro di circa 570 opere che, da secoli, “vivono” nei Giardini, esposte alle intemperie ed altri fattori ambientali.

Si tratta di un luogo particolare, decisamente molto diverso dalla solita idea che si tende ad avere del Vaticano. Ruscelli, fontane, laghetti e roseti si fondono armoniosamente in questo polmone verde dello Stato più piccolo del mondo!

VATICANO: COSA VEDERE GRATIS?

Molti dei luoghi menzionati o delle varie esperienze che in essi è possibile fare sono a pagamento, tuttavia è anche possibile godere gratuitamente delle bellezze dello Stato del Vaticano.

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Fonte: Pixabay

Si possono visitare gratuitamente:

Piazza San Pietro;

La Basilica di San Pietro;

I Musei Vaticani (ogni ultima domenica del mese)