REGALI DI NATALE MINIMAL E SOSTENIBILI

I regali di Natale sono sempre stati un cruccio per me. Prima ero assalita da terribili domande tipo: che cosa le compro? A cui seguivano dubbi amletici: non ne avrà già uno? Le piacerà veramente? Lo sto comprando perché piace a me o perché potrebbe piacere a lei?

Poi ho conosciuto Marie Kondo, il decluttering, il minimalismo, la maindfulness… ed ho iniziato a guardare gli oggetti esposti nelle vetrine (materiali e virtuali!) da una diversa prospettiva. Facci caso! La maggior parte degli oggetti creati appositamente per essere “regali di Natale” hanno una cosa in comune: sono praticamente inutili! Il cappello con bluetooth incorporato, i calzini antiscivolo ed i maglioncini con improbabili stampe natalizie… in pratica tutte cose che, nel 90% dei casi, finiranno per morire dimenticate in qualche angolino buio dell’armadio.

Ovviamente non è possibile creare una lista perfetta di regali di Natale che vada bene per tutti, perché molto dipende dai gusti personali, dallo stile di vita, dal budget, da quanto si conosce una persona, dal tipo di rapporto che c’è e così via. Quello che invece è possibile è cercare di acquistare con più consapevolezza, avendo riguardo per l’etica e l’ambiente.

E’ proprio partendo da questi concetti che ho preparato una lista, divisa per macro categorie, di possibili regali minimal, sostenibili e che non creino clutter!

  • BEAUTY E CURA DELLA PERSONA

Questo è un settore che offre tantissimi spunti per regali effettivamente utili, ma anche eco e bio!

– Saponi artigianali. Ci sono infinite possibilità: da quelli al latte d’asina a quelli di Aleppo a base di olio d’oliva  e olio d’alloro. Sono prodotti artigianali, che seguono antiche tradizioni. Possono rientrare in questa categoria anche shampoo e bagnoschiuma solidi, plastic free e perfetti da portare in viaggio anche nel bagaglio a mano!).


Barra Di Sapone Al Latte D’Asina Naturale Organico Fatto A Mano Antico Tradizionale – Alleggerimento Della Pelle Anti İnvecchiamento, İdratante – Nessun Prodotto Chimico, Puro Sapone Naturale!

Sapone originale Aleppo Soap® 2 x 200g con 80% di olio di oliva 20% di olio di alloro – PH value 8 – Proprietà disintossicanti – prodotto naturale vegan – fatto a mano – maturato in 6 anni!.

-Spazzolini e dischetti struccanti in bambù. Ne ho provati diversi e più o meno si equivalgono.

 

Spazzolino da denti di bamboo ecologico e biodegradabile | Manico arrotondato senza plastica | Setole medio dure senza BPA | 100% Naturale | Set di 4 spazzolini |🎁 OMAGGIO 200 cotton fioc in bambu

Dischetti struccanti lavabili in bambù | 16 dischetti struccanti riutilizzabili con sacchettino | Panni struccanti lavabili | Dischetti struccanti ecologici | Per tutti i tipi di pelle | Bambaw

-Oli per il corpo. Ci sono oli per idratare viso, corpo e capelli, da usare per i massaggi, per scrub fai da te, eccetera. I vantaggi sono molteplici: sono 100% naturali, non inquinano, si possono trovare in bottiglie di vetro, durano tantissimo e non hai più bisogno di avere 50 prodotti diversi perché, spesso, uno stesso olio ha molte funzioni diverse!

La Tradizione Erboristica Forsan – Olio Mandorle Dolci Puro al 100% – Olio senza profumo Ideale per la Cura della Pelle Secca, Smagliature, Capelli e per Massaggi – 250 ml

OLIO DI JOJOBA PURO BIOLOGICO | 100% Puro, Naturale e Pressato a Freddo | Viso, Corpo, Capelli, Barba, Unghie | Vegan e Cruelty Free | Jojoba Oil |…

-Spazzola per il body brushing e spugne Konjac per il peeling del viso

MyBamwell Spazzola Corpo, Secco Massaggio Anticellulite, Naturali Tampico Setole Scrub Gambe Brush, Dry Body Brushing per Cellulite e Esfoliante

Spugna Konjac Viso (Set di 3), 100% Naturale Spugna Bianco/Carbone di Bambù/Tè Verde Konjac Spugna Corpo per Esfoliazione Pulizia Profonda, Sponge Konjac…

– Set da barba. Esteticamente è molto bello, si può anche regalare in combinazione con il sapone solido che sostituisce vari gel da barba in confezioni di plastica. Il rasoio può essere di sicurezza (più sostenibile ed economico perché si cambiano solo le lamette) ma da usare con più attenzione, oppure con le testine Gillette da cambiare.

MÜHLE – Set da barba con ciotola – Serie RYTMO – Puro pelo di tasso – Rasoio – Legno di frassino scuro

D.O.M. – Set di 3 pennelli da barba in legno d’ulivo con ciotola in porcellana rotonda Ø 8,5 cm + supporto per rasoio

  • GASTRONOMIA

Secondo me regalare cibo e bevande è sempre una buona idea, chiaramente mi riferisco a prodotti di qualità come un vino pregiato, una confezione di cioccolato di Modica IGP, un panettone/torrone artigianale…insomma non le solite cose prodotte in serie che si trovano nei supermercati! Se poi preferisci qualcosa di originale non ti resta che dare un’occhiata su google. Ci sono tantissime idee regalo legate alla gastronomia, la più carina che ho trovato è “Adotta un Alveare”, in pratica puoi scegliere un alveare (e quindi un apicultore!) da sostenere ed in cambio riceverai dell’ottimo miele e notizie sulle “tue” api!

  • ARTIGIANATO

Le cose fatte a mano sono uniche e originali. Sono il risultato di lungo lavoro fatto con cura e dedizione, e non in una fabbrica del terzo mondo dove si sfrutta la manodopera. Scegliendo di regalare prodotti artigianali si possono mantenere in vita antiche tradizioni, sostenere piccole realtà e artisti. Tutta gente che sarà felice di avere a che fare con te e cercherà di soddisfare al meglio le tue richieste. Acquistare artigianato è una scelta consapevole e dà dignità sia al regalo che al lavoro che è stato necessario per realizzarlo. In Italia si può comprare qualcosa di artigianale un po’ ovunque, prima del Covid c’erano tantissime fiere che ora stanno timidamente ripartendo; oppure se preferisci comprare da casa basta cercare su google o su Instagram usando hashtags come #artigianato #handmade #fattoamano #madeinitaly #artigianatoitaliano #handmadewithlove  #gioielliartigianali #creazioniartigianali #fattoamanoconamore, per trovare artigiani che mettono in mostra i loro prodotti.

  • ESPERIENZE

Eventi, mostre, teatro, musei, concerti… Sono il tipo di regalo che preferisco (anche ricevere!). Le possibilità sono infinite e quindi è un tipo di regalo che si adatta a tantissime tipologie di persone e di budget. Si possono regalare biglietti per il teatro, i concerti, l’opera, spettacoli comici, cinema, per mostre d’arte…Molti musei/siti storici permettono di acquistare anche dei veri e propri abbonamenti!

  • LIBRI

Non potevano mancare i libri! Posto che ciascuno ha i sui gusti in fatto di letteratura, quelli che ti propongo sono in linea con i temi del minimalismo e della crescita personale:

La via della leggerezza. Perdere peso nel corpo e nell’anima Copertina flessibile – 19 marzo 2019

Il magico potere del riordino. Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita Copertina rigida – 26 aprile 2018

96 lezioni di felicità – il secondo grande libro di Marie Kondo, che svela i principi, i consigli..

Il potere di adesso. Una guida all’illuminazione spirituale Copertina flessibile

IKIGAI: Il metodo giapponese per la felicità e per una vita degna di essere vissuta Copertina flessibile.

Il magico potere del riordino emotivo. Per spazzare via ciò che ti impedisce di essere felice. Mindfulness e decluttering in azione. Nuova ediz. Copertina flessibile

30 COSE DA FARE IN ITALIA ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA

Il Covid ha cambiato profondamente il nostro modo di vivere e di viaggiare.

Le tante limitazioni relative ai viaggi internazionali, però, hanno avuto anche un aspetto positivo: ci hanno fatto riscoprire l’inesauribile bellezza del nostro Paese.

Viaggiare non vuol dire per forza andare su un’isola esotica dall’altra parte del mondo; viaggiare vuol dire avere la mente aperta e pronta a scoprire sempre qualcosa di nuovo, ma soprattutto vuol dire essere pronti a lasciarsi arricchire e cambiare da ciò che si è scoperto!

Prima di scrivere questo articolo ho preso carta e penna ed ho iniziato a preparare una lista di cose da fare in Italia almeno una volta nella vita. La lista era praticamente infinita e sceglierne SOLO 30 è stato difficilissimo perché la verità è che abbiamo la fortuna di vivere nel Paese più bello del mondo! Ovunque siamo circondati dall’arte, dalla storia e dalla magnificenza della natura. In questa lista ho cercato di fare un mix di questi elementi.

La maggior parte di queste cose le ho già fatte o visitate, le altre sono sulla mia “to do list”!

Questa è la mia lista delle 30 cose da fare in Italia almeno una volta nella vita:

  • Passeggiare tra le calli di Venezia

Venezia è una delle città più visitate al mondo, ma anche una delle più fragili! Forse è proprio questa strana mescolanza di bellezza e vulnerabilità che la rende così affascinante.

  • Salire sulla cupola del Duomo di Firenze

Ho un debole per Firenze e finisco per andarci ogni volta che ne ho la possibilità! Salire sulla cupola di Brunelleschi e guardare dall’alto tutta quella bellezza non ha prezzo!

  • Lanciare una monetina nella Fontana di Trevi

Lo sanno tutti! Chi va Roma deve assolutamente lanciare una monetina nella Fontana di Trevi per essere sicuro che ci tornerà. Perché ammettiamolo, non si può andare a Roma una volta sola! Probabilmente non basterebbe una vita per vedere tutto ciò che la Città Eterna ha da offrire…figuriamoci un solo viaggio!

  • Arrivare ad “Un passo dal Cielo” sul Lago di Braies

E’ un piccolo paradiso in terra, custodito dalle Dolomiti! Noi ci siamo stati varie volte, ma sempre in estate. Mi piacerebbe visitarlo in autunno per vedere le sue acque smeraldo circondate dal rosso delle foglie.

  • Vedere la Grotta Azzurra a Capri

Sicuramente l’Isola di Capri e la Grotta Azzurra vanno viste almeno una volta nella vita!

La colorazione  della grotta è dovuta alla presenza di una soglia sottomarina, esattamente sotto l’ingresso, attraverso cui penetra la luce. Questa finestra subacquea agisce da filtrante, assorbendo i colori rossi e lasciando passare quelli blu. E’ un posto magico!

  • Fare trekking sulle Dolomiti

Le Dolomiti sono uno dei miei  posti preferiti. Tornarci è sempre un piacere! Si può fare di tutto: trekking, tranquille passeggiate rilassanti, mangiare nelle malghe, andare alla scoperta di piccoli borghi e (soprattutto!) visitare i magnifici castelli che sorgono un po’ ovunque. Il Trentino, infatti, è la regione con più castelli e fortificazioni del nostro Paese.

  • Passeggiare per Palermo mangiando cannoli

Secondo me la pasticceria siciliana – oltre ad essere buona – è anche la più bella del mondo…Passeggiando per Palermo mi sono imbattuta in vetrine in cui troneggiavano delle cassate che erano un vero tripudio dell’estetica barocca! Ma non c’è da stupirsi perché, in fondo, tutta la città è un po’ cosi!

  • Dormire in un Trullo

Andare in Puglia, da Alberobello a Santa Maria di Leuca, è una di quelle cose che mi rende felice di essere nata in Italia! Mi è capitato di visitare dei trulli, ma non ho ancora mai avuto l’occasione di dormirci. Quello che veramente mi piacerebbe è gustarmi in tranquillità, senza i gruppi di turisti che ci sono di giorno, le stradine strette, i profumi della stagione e la luce della sera che si riflette sul bianco dei trulli!

  • Sorreggere la Torre di Pisa

Piazza dei Miracoli è il fulcro di Pisa, un luogo assolutamente imperdibile grazie alla presenza di quattro monumenti di particolare bellezza ed originalità: la Cattedrale, il Battistero, il Campo Santo e il Campanile (universalmente noto come Torre!). In realtà il nome “Piazza dei Miracoli” è un appellativo popolare ed improprio che deriva dall’espressione dannunziana “Prato dei Miracoli”.

Nell’aria di Pisa deve esserci qualcosa di strano perché, non so per quale motivo,  anche la persona più seria e compassata finisce per farsi la tipica foto in cui si cerca di sorreggere la torre!

  • Visitare gli scavi di Pompei

Passeggiando tra gli scavi archeologici di Pompei sembra quasi che il tempo si sia fermato a quel 24 agosto del 79 d.C., quando il Vesuvio eruttò. E’ impressionante! Lo stesso vulcano che da una parte decretò la morte di Pompei, dall’altra parte la rese immortale.

  • Passeggiare sulla spiaggia rosa dell’isola di Budelli

Non sono mai stata in Sardegna, ma ho intenzione di rimediare a questa grave mancanza!

Ho visto foto di acque caraibiche, con tutte le variazioni cromatiche del blu, ma la meta che mi incuriosisce di più è la spiaggia Rosa dell’isola di Budelli. Si trova vicino alle Bocche di Bonifacio, nell’estremo nord della Sardegna, ed è uno dei simboli del Parco dell’Arcipelago della Maddalena.

  • Andare alla Cascata delle Marmore

L’Umbria è ricchissima di  luoghi da scoprire, dai pittoreschi borghi medievali alla splendida natura che li circonda. La Cascata delle Marmore nasce proprio dall’incontro tra l’ingegno umano e madre natura.  Ha un dislivello complessivo di 165 metri ed è una delle più alte d’Europa.  

  • Andare alle Isole Tremiti

Le Tremiti sono una riserva naturale marina che fa parte del Parco Nazionale del Gargano. Hanno una ricca vegetazione, un mare incontaminato ideale per le immersioni e tanti paesini arroccati che danno l’illusione di essere in Grecia.

  • Visitare la Reggia di Caserta

Il capolavoro di Vanvitelli è la residenza reale più grande al mondo per volume, ma è anche l’eterna rivale della splendida Versailles. La reggia è stata inserita tra i siti UNESCO nel 1997 ed è un luogo ricco di storia, arte e bellezza. Il parco, con le fontane monumentali che collegano il giardino all’italiana con quello all’inglese, è uno spettacolo di grande impatto scenografico.

  • Salire la Scala dei Turchi

Si tratta di una falesia che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, vicino a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. La Scala dei Turchi ha una forma ondulata e irregolare, caratterizzata da linee dolci e rotondeggianti. Il suo nome deriva, oltre che dal particolare aspetto a gradoni, anche dalle passate incursioni da parte dei pirati saraceni.

  • Passeggiare tra i Sassi di Matera

Sono stati dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1993 dall’UNESCO, si tratta di un luogo unico e dal fascino straordinario. Architettonicamente presentano una serie incredibile di elementi che si sono stratificati nel tempo, dai complessi rupestri scavati dall’uomo, alle chiese, che si alternano continuamente con fabbricati risalenti a tutte le diverse ere dell’ultimo millennio. I Sassi di Matera sono un insieme di  grotte, ipogei, palazzotti, chiese, scalinate, ballatoi, giardini e orti tutti incastonati gli uni negli altri a formare un luogo unico e magico.

  • Visitare la Palazzina di caccia di Stupinigi

La palazzina è situata nella periferia sud-occidentale di Torino e dista circa 10 chilometri  dal suo centro storico. Fu commissionata dai Savoia all’architetto Filippo Juvarra e venne realizzata fra il 1729 e il 1733. Oggi fa parte del circuito delle residenze sabaude in Piemonte.

  • Visitare i Palazzi dei Rolli a Genova

Questi splendidi palazzi prendono il loro nome dall’ “Elenco degli Alloggiamenti pubblici o Rolli”, ovvero delle liste ufficiali in cui erano inseriti i palazzi di pregio destinati ad ospitare, per estrazione a sorte, le alte personalità in transito a Genova.

  • Salpare verso l’Isola Bella

E’ situata nel lago Maggiore e fa parte del gruppo delle cosiddette Isole Borromee. Misura 320 metri di lunghezza e 180 di larghezza ed è in gran parte occupata dal giardino all’italiana del palazzo Borromeo, che occupa la costa sud-orientale dell’isolotto. Ci sono voluti quasi quattrocento anni di lavoro e centinaia di architetti, ingegneri, pittori ed ebanisti per trasformare uno scoglio in un luogo tra i più belli al mondo!

  • Rilassarsi nel Parco Nazionale d’Abruzzo

E’ uno dei parchi nazionali più antichi d’Italia, istituito ufficialmente l’11 gennaio 1923 e si estende, per la maggior parte, in provincia dell’Aquila. E’ un luogo suggestivo, ricco di boschi, laghi e cascate.

  • Respirare l’aria mitteleuropea di Trieste

Nel 1719 Carlo VI d’Austria dichiarò Trieste “Porto Franco” trasformando un piccolo borgo di pescatori in una grande città marittima vocata al commercio internazionale. Trieste divenne allora la porta d’accesso all’Europa nord-orientale, ai Balcani ed al Sud, ma anche la città colta dei salotti letterari del primo Novecento, da cui provengono grandi esponenti della nostra letteratura come Italo Svevo e Umberto Saba.

  • Godersi la pioggia passeggiando sotto i portici di Bologna

I portici sono uno dei simboli di Bologna. Sommandoli tutti, quelli del centro storico e quelli al di fuori, raggiungono circa i 53 Km. Oltre ad essere molto suggestivi, consentono di godersi appieno la città anche nei giorni di pioggia!

  • Camminare lungo la costa dei Trabocchi

La Costa dei Trabocchi è un tratto del litorale abruzzese, corrispondente per lo più alla provincia di Chieti, caratterizzato dalla presenza di antiche macchine da pesca su palafitta, i trabocchi appunto!

  • Godersi il panorama dalla Skyway del Monte Bianco

La Skyway è la funivia che sale dal paese di Courmayeur a circa 1500 metri di quota e raggiunge i 3500 metri di Punta Helbronner arrivando direttamente nel cuore del ghiacciaio del Monte Bianco. In molti l’hanno definita l’ottava meraviglia del mondo perché rappresenta il perfetto punto d’incontro tra il genio umano e lo spettacolo della natura.

  • Passeggiare tra le sale del Palazzo Ducale di Urbino

“Federico edificò un palazzo, secondo la opinione di molti, il più bello che in tutta Italia si ritrovi; e d’ogni opportuna cosa sì ben lo fornì, che non un palazzo, ma una città in forma di palazzo esser pareva.” (Baldassarre Castiglione). Il Palazzo Ducale di Urbino è uno dei più interessanti esempi architettonici ed artistici dell’intero Rinascimento italiano ed è sede della Galleria nazionale delle Marche.

  • Visitare la Basilica dell’Addolorata di Castelpetroso

La Basilica è in stile neogotico, interamente scolpita in pietra locale. Sorge in un luogo suggestivo, nei pressi dall’antico tratturo percorso dai pastori e dai pellegrini, incastonata tra il verde dei boschi.

  • Entrare nella Camera degli Sposi

La Camera degli Sposi è una stanza collocata nel torrione nord-est del Castello di San Giorgio di Mantova. A renderla unica è il celebre ciclo di affreschi che ricopre le sue pareti, capolavoro di Andrea Mantegna, realizzato tra il 1465 e il 1474.

  • Visitare “Le Castella”

L’isolotto su cui sorge la fortezza di Le Castella si trova all’estremità orientale del golfo di Squillace, nell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, ed è collegato alla costa da un sottile lembo di terra che crea una suggestiva simbiosi scenografica tra l’architettura costruita dall’uomo e quella naturale.

  • Specchiarsi nel lago di Garda

I luoghi da visitare non mancano intorno a quello che appare, non tanto come un lago, ma come un mare circondato dalle montagne! Il castello di Sirmione, le grotte di Catullo, l’Isola Borghese, il Vittoriale degli Italiani…

  • “Vedi Napoli e poi muori”

Goethe fu il primo a sancire ufficialmente che per dire di avere avuto una vita ben vissuta si deve, almeno per una vola, passeggiare tra le strade di Napoli, lasciarsi affascinare dalla sua storia, dal suo particolarissimo “life style” e dalla sua ineguagliabile tradizione culinaria.

PS. L’ordine è soltanto casuale!

CASTEL GANDOLFO

Immerso nella splendida cornice dei Castelli Romani, sulle rive del lago di Albano, Castel Gandolfo è la meta ideale per chi voglia trascorrere una bella giornata in famiglia, magari con bimbi al seguito, oppure per chi voglia concedersi una pausa rigenerante in un luogo diverso dal solito.

Si tratta di un splendido borgo in cui si è circondati dalla storia e dalla bellezza del paesaggio, del resto non è un caso che per secoli sia stato scelto come residenza estiva da papi e da principi romani!

Ecco i principali luoghi di interesse da visitare a Castel Gandolfo:

  • Il Palazzo Pontificio. Fu costruito nel 1628, su iniziativa di papa Urbano VIII.  L’edificio, al cui progetto lavorò anche Bernini, racchiude la straordinaria storia della vita dei papi degli ultimi cinquecento anni. Il palazzo è stato aperto al pubblico solo nel 2016, quando papa Francesco rinunciò ad utilizzarlo come residenza estiva. Attualmente fa parte, insieme alle Ville Pontificie, del circuito dei Musei Vaticani.
  • Le Ville Pontificie. Si tratta di un complesso di strutture formato da tre parti: la prima è costituita dai Giardini Pontifici, cuore originario della Villa Pontificia, creati durante il pontificato di Urbano VIII; il secondo è costituito da Villa Cybo, costruita dal cardinal Camillo Cybo ed annessa al complesso delle Ville Pontificie da papa Clemente XIV, che l’acquistò nel 1774 dal proprietario dell’epoca, il duca di Modena; infine, la terza parte è costituita da Villa Barberini, edificata da Matteo Barberini, nipote di Papa Urbano VIII. Quest’ultima venne inclusa nelle Ville Pontificie solo nel 1929.
  • La Collegiata Pontificia di San Tommaso da Villanova, realizzata da Gian Lorenzo Bernini nel 1658 per volontà di Papa Alessandro VII.
  • I siti archeologici. Nel territorio di Castel Gandolfo ci sono varie testimonianze di epoca romana come: i resti della villa di Publio Clodio Pulcro, una villa di età repubblicana, ora inclusa all’interno di villa Santa Caterina, di proprietà del Pontificio Collegio Nord-Americano; ed i resti della villa realizzata dall’imperatore Tito Flavio Domiziano tra 81 e il 96 d.C., attualmente ubicati all’interno di Villa Barberini.

Se vuoi “assaporare” pienamente l’atmosfera di Castel Gandolfo non perderti le bontà offerte dalle tante Fraschette. Si tratta di locali tipici della zona dei Castelli Romani, nati per bere il vino dell’annata, magari accompagnato da un po’ di porchetta.  Erano locali semplici, che per lo più si trovavano in cantine fresche ed umide.

L’origine del nome è incerta. Potrebbe derivare o dalla cittadina di Frascati oppure dal fatto che in passato, al posto dell’insegna, avevano una frasca (un ramo di un albero, solitamente di uva o ulivo) fuori dalla porta. Oggi le fraschette sono molto cambiate! Si sono trasformate in vere e proprie chicche gourmet dove gustare i prodotti IGP della tradizione romana!

Anagni

Anagni è una delle più belle ed interessanti cittadine della provincia di Frosinone.

Sorge su una collina tufacea e domina la Valle del Sacco, le sue origini sono antichissime e spesso si confondono con il mito. Secondo una delle tante leggende, infatti, antica Anagnia, era la capitale sacra degli Ernici; secondo un’altra, invece, apparteneva alle cinque città “ciclopiche” fondate da Saturno.

In ogni caso l’epoca d’oro di Anagni fu sicuramente il Medioevo!

Fu in questo periodo, infatti, che Anagni diede i natali a ben quattro pontefici: Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII. Tra i quattro, però, quello che rese più famosa la cittadina laziale fu l’ultimo, a causa dell’episodio noto come lo “schiaffo di Anagni”.


Ecco i principali luoghi di interesse storico-artistico da visitare nella Città dei Papi:

  • Cattedrale di Santa Maria. Sorge sulla sommità dell’acropoli ed è il risultato della fusione dello stile romanico e di quello gotico. Fu qui che nel 1160 Alessandro III scomunicò Federico Barbarossa e sempre qui fu eletto papa Innocenzo IV. La cripta conserva un ciclo di affreschi del XII secolo raffiguranti scene dell’Antico e del Nuovo Testamento ed è nota in tutto il mondo come la “Cappella Sistina del Medioevo”.
  • Il palazzo comunale. Venne costruito nel 1163 dall’architetto bresciano Jacopo da Iseo. È formato dall’unione di due preesistenti edifici collegati tra loro da un imponente portico su cui poggia la grande “sala della Ragione”. Sulla facciata nord si trovano la “loggetta del Banditore” e gli stemmi della città insieme a quelli della famiglia Orsini e della famiglia Caetani.
  • Palazzo di Bonifacio VIII. Venne costruito tra il 1100 e gli inizi del 1200 per volere della famiglia Conti. Questo palazzo fu teatro dell’incontro tra Gregorio IX e l’imperatore Federico II di Svevia, ma soprattutto è il luogo nel quale si sarebbe svolto l’episodio del famoso schiaffo.
  • Casa Barnekow (originariamente nota come Casa Gigli). E’ un palazzo medievale che si ritiene possa aver ospitato Dante Alighieri durante una sua permanenza in città.  Fu comprata e ristrutturata, verso la metà del XIX secolo, dal pittore svedese Albert Barnekow, da cui riprende il nome. Attualmente non è visitabile a causa dei lavori di restauro.
  • Le porte di ingresso al centro storico: Porta Cerere, Porta Santa Maria, Porta San Francesco, Porta Tufoli e Porta San Nicola.

Per finire qualche curiosità sullo “schiaffo”.

Che si intende con questa espressione? Chi diede lo schiaffo a chi? E soprattutto… Perché?

Con l’espressione “schiaffo di Anagni” ci si riferisce all’oltraggio subito dal papa il 7 settembre 1303. Molto probabilmente non si trattò di uno schiaffo vero e proprio, ma solo morale. In ogni caso i protagonisti della vicenda furono tre: papa Bonifacio VIII, nato Benedetto Caetani; Giacomo Colonna, detto Sciarra, noto attaccabrighe; e Guglielmo di Nogaret, emissario del re di Francia Filippo il Bello.

Pare che Nogaret si trovasse in Italia per notificare al Papa la convocazione di un concilio dei vescovi francesi al Louvre, dove il Papa sarebbe stato sottoposto ad un processo,  o forse era stato incaricato addirittura di arrestarlo e condurlo con la forza a Parigi.

Dal canto suo il Papa, che si trovava ad Anagni, era in procinto di  pubblicare la bolla Super Petri solio, con lo scopo di scomunicare il re di Francia. Nogaret si diresse verso Anagni, unendosi alle forze di Sciarra Colonna. Il Papa fu fatto prigioniero e subì il famigerato schiaffo da parte di Sciarra Colonna, che non aspettava altro dato che i Colonna ed i Caetani non si erano mai sopportati!

Dopo due giorni di prigionia, Bonifacio VIII venne liberato dagli anagnini e rientrò a Roma dove, circa un mese dopo, morì.

Con la morte di Bonifacio iniziò il controllo della Francia sul papato e quella che successivamente sarebbe stata chiamata “cattività avignonese”.

Anno Sabbatico

L’anno sabbatico, chiamato anche “gap-year”, consiste nella possibilità di interrompere la propria attività lavorativa per dedicarsi ad altro. Come inseguire una passione, realizzare un progetto, fare un viaggio intorno al mondo o dedicarsi al volontariato. Per molti rappresenta una parentesi terminata la quale si torna alla vita di sempre; per altri, invece, si trasforma in un’esperienza che apre strade nuove ed inaspettate.

Ovviamente gli studenti o chi lavora in proprio ha maggiore libertà di organizzazione.

Mentre per quanto riguarda i lavoratori dipendenti (sia pubblici che privati), come funziona l’anno sabbatico?

In Italia, l’anno sabbatico è stato introdotto con la legge n. 53 del 2000 che ha disciplinato i congedi parentali, per maternità, formazione e gravi motivi familiari.

Per la legge italiana, l’anno sabbatico può essere attivato solo a seguito di richiesta scritta e motivata da parte del lavoratore. Il datore di lavoro non è obbligato ad accettare la richiesta, è per questo che è fondamentale che la domanda sia formulata nel modo più efficace possibile. La proposta deve essere presentata con un preavviso di almeno 30 giorni, tuttavia è sempre meglio parlarne prima con il proprio responsabile e spigare per bene le motivazioni che sono alla base della richiesta.

Nel caso in cui la domanda venga accolta il congedo di cui si può usufruire non è retribuito, non concorre a formare l’anzianità e gli scatti professionali, né a contributi figurativi per la copertura pensionistica. Il lavoratore, però, può sempre riscattare tale periodo versando dei contributi volontari. Inoltre, per sostenere le spese per la formazione o le altre cause per le quali si è richiesto il congedo, il lavoratore può richiedere un anticipo del TFR.

Nel nostro paese ancora non c’è una vera e propria cultura dell’anno sabbatico e spesso non si considera quanto potrebbe essere importante prendersi una pausa. Infatti spezzare al routine, avere del tempo per se, per sperimentare qualcosa di nuovo, per imparare una lingua, per viaggiare per il mondo è essenziale per essere più motivati e produttivi sia nella vita che nel lavoro.

Infine una curiosità.

Da dove nasce l’espressione anno sabbatico?

Questo termine proviene dalla tradizione ebraica. Sabbatico deriva da Shabbat (Sabato), ovvero il giorno di riposo per il popolo ebraico. Inoltre dal V secolo a.C., ogni sette anni, essi interrompevano il lavoro nei campi in modo che la terra potesse riposare; si trattava di un vero e proprio anno di festa, durante il quale venivano anche liberati gli schiavi e abbuonati tutti i debiti.

PERUGIA

Lo splendido capoluogo dell’Umbria conserva pressoché intatte le tracce del suo nobile passato.

Città etrusca, romana, medievale, ma anche città universitaria tra le più antiche d’Italia e del mondo!

Con la sua storia, le sue erte stradine medievali, i suoi panorami mozzafiato e le sue tante golose specialità, Perugia è in grado di offrire moltissimo ai visitatori!

Ecco alcuni suggerimenti su cosa vedere durante il tuo week-end perugino:

Fontana Maggiore

E’ il simbolo della città di Perugia e sorge al centro si Piazza IV Novembre.

Si tratta di uno dei massimi esempi di scultura medievale italiana. Fu costruita nella seconda metà del XIII secolo su progetto di Nicola e Giovanni Pisano per celebrare l’inaugurazione del nuovo acquedotto di Monte Pacciano che consentì l’arrivo dell’acqua nella cittadella medievale.

La vasca inferiore è decorata con 50 formelle raffiguranti i mesi dell’anno con i segni zodiacali e le scene della tradizione agraria che li contraddistinguono.

Cattedrale di San Lorenzo

La cattedrale di San Lorenzo è uno degli edifici religiosi più rappresentativi della città. Al suo interno si conservano la Deposizione della Croce di Federico Barocci e la preziosa reliquia dell’anello nuziale della Vergine. Edificata nel corso del XV secolo è composta da varie stratificazioni corrispondenti alle diverse fasi costruttive che si sono susseguite.

Nel chiostro della cattedrale ha sede il Museo Capitolare di San Lorenzo.

Palazzo dei Priori

Sempre restando in Piazza IV Novembre puoi ammirare lo splendido Palazzo dei Priori, in stile gotico, costruito tra il 1293 e il 1443. Per accedervi devi attraversare un portale sormontato dalle statue delle icone della città: il grifo ed il leone.

Al suo interno troverai la Sala dei Notari, un ambiente con una volta sostenuta da arcate romaniche e interamente affrescato con raffigurazioni allegoriche e storie bibliche. Il Palazzo è la sede del comune ed ospita la Galleria Nazionale dell’Umbria, il Nobile Collegio della Mercanzia ed il Nobile Collegio del Cambio.

Galleria Nazionale dell’Umbria

Si trova agli ultimi piani del Palazzo dei Priori e conserva la più grande e importante raccolta di opere d’arte della regione. Le opere risalgono a un periodo che va dal XIII al XIX secolo e sono ordinate secondo un percorso cronologico. Spiccano i capolavori dei più grandi artisti italiani tra cui  Beato Angelico, Piero della Francesca, Pinturicchio e Perugino.

Rocca Paolina

E’ il simbolo del potere pontificio che, per oltre tre secoli, dominò la città. Fu eretta tra il 1540 e il 1543 per volere di Papa Paolo III Farnese. Passeggiare nella Rocca è un’esperienza davvero unica che consente di immergersi appieno nell’atmosfera della Perugia medievale.

La fortezza, inoltre, è stata adibita a spazio espositivo e ospita mostre ed attività culturali.

Basilica di San Domenico

La Basilica, che affaccia sulla piccola piazzetta Giordano Bruno, lungo corso Cavour, è uno degli edifici religiosi più importanti della città.

Fu costruita in varie fasi tra il XIV e il XV secolo e, nel corso del tempo, gran parte del suo patrimonio venne disperso a causa delle requisizioni napoleoniche e delle vendite demaniali. Vale comunque la pena visitarla soprattutto per il suo maestoso campanile, uno dei monumenti simbolo di Perugia, ed il monumento funebre dedicato a Papa Benedetto XI.

Pozzo Etrusco

Il Pozzo Etrusco o Pozzo Sorbello è un vero e proprio capolavoro dell’ingegneria idraulica risalente al III secolo a.C. Con i suoi 36 metri di profondità per oltre 5 metri di diametro era uno dei principali serbatoi di acqua pubblica della città durante l’epoca etrusca e romana. Oggi è possibile visitare il pozzo grazie a un sistema di scale che permettono di raggiungere il punto più profondo.

Ipogeo dei Volumni

Se sei un appassionato di archeologia non puoi perderti l’Ipogeo dei Volumni.

L’ipogeo fa parte della necropoli etrusca del Palazzone composta da quasi 200 tombe.

La necropoli fu scoperta nell’Ottocento e riportata alla luce nel 1963, si trova a pochi chilometri dal centro di Perugia ed è uno degli esempi più significativi dell’architettura funeraria etrusca.

Museo Storico Perugina e Casa del Cioccolato

Il cioccolato è la tua passione? Il Museo Storico Perugina è il luogo che fa per te!

Qui potrai scoprire la storia, i segreti e le tecniche di lavorazione dell’oro degli dei.

CONSIGLI PER VIAGGIARE CONSAPEVOLMENTE

Negli ultimi anni sembra quasi che i viaggi siano diventati una gara a chi va nel posto più esclusivo, oppure a chi si diverte di più. I social sono pieni di foto scattate non tanto per avere un bel ricordo del proprio viaggio, quanto piuttosto per ragioni di accettazione sociale o per suscitare invidia in chi le guarda.

Per poter scattare belle foto, però, si deve sempre apparire perfetti, ben vestiti, con trucco e capelli in ordine e questo non solo può generare frustrazione – perché le foto non vengono sempre come vorresti e comunque non è umanamente possibile essere sempre perfetti!- ma ci allontana da quello che dovrebbe essere lo spirito del viaggio.

Il viaggio, infatti, è una di quelle esperienze che ci invita ad essere più che ad apparire!

Per superare questo problema ho creato una mia personale “lista di buoni propositi” per viaggiare con più consapevolezza. Perché, anche se può sembrare contraddittorio, è necessario avere delle regole per vivere l’esperienza del viaggio più liberamente, superando alcuni meccanismi imposti dalla società.

Si tratta di regole semplici ed utili per avere il giusto mindset sia prima che durante il viaggio e ad essere, in generale,  più consapevole:

  • Informarsi sul luogo che si sta per visitare. Serve ad essere più preparati, a conoscere un po’ la cultura e le tradizioni del posto, a sapere cosa visitare e come organizzare al meglio il proprio tempo in base ai propri gusti.
  • Viaggiare leggeri. Quando si prepara la valigia si dovrebbe sempre tenere a mente che non si sta organizzando un trasloco! Avere meno cose, meno oggetti a cui pensare, aiuta ad essere più focalizzati su cosa si sta per visitare, sulle esperienze che si possono fare…
  • Praticare la “bellezza naturale”. Io sono la prima a voler apparire carina e in ordine, ma tra questo e trascorre ore e ore davanti lo specchio c’è una bella differenza! Se abbiamo deciso di andare in certo posto evidentemente è per poterlo visitare e non per passare il tempo a prepararci in una camera di hotel.
  • Non comprare souvenir. Intendo quelli di bassa qualità prodotti in qualche fabbrica cinese. Se  proprio vuoi un oggetto che ti ricordi il tuo viaggio puoi sempre scegliere un prodotto di artigianato locale!
  • Mangiare locale e possibilmente rispettando la stagionalità. Anche il cibo è un modo per avvicinarsi alla cultura di un luogo, quindi scegli locali gestiti da persone del posto e sperimenta piatti tipici.
  • Inquinare il meno possibile. La consapevolezza riguarda anche l’ambiente, quindi è importante cercare di ridurre al minimo il nostro impatto. Bastano poche semplici accortezze come evitare la plastica monouso, avere sempre con se una borraccia o una borsa riutilizzabile.
  • Vivere il momento. Questa è la cosa in assoluto più difficile: cercare di essere veramente presenti “qui ed ora”!

SABIONA

Il monastero di Sabiona viene chiamato anche l’“Acropoli del Tirolo” e domina dall’alto il comune di Chiusa.

Era da tempo che volevo visitare questo luogo, probabilmente dalla prima volta che andai in Trentino, ma è sempre capitato qualcosa che non me l’ha permesso.

Quest’anno finalmente sono riuscita ad andarci!

Sabiona è raggiungibile solo a piedi attraverso la cosiddetta Via Crucis (30 minuti) oppure lungo la “passeggiata di Sabiona” (40 minuti). Il cammino è quasi tutto in salita, a tratti anche piuttosto ripida, ma si percorre facilmente anche se non si è molto allenati.

In ogni caso la bellezza del luogo ripaga della fatica…tanto che alla fine anche i miei genitori, che non erano propriamente entusiasti di fare tutta quella salita, sono stati colpiti dal fascino del monastero!

Da più di 300 anni Sabiona è un monastero benedettino,  ma la sua storia è molto più antica!

Sabiona, infatti, fu la sede vescovile del Tirolo a partire dal V-VI secolo fino al 990 circa quando la sede venne trasferita nella vicina Bressanone.

A seguito del trasferimento Sabiona venne trasformata in una rocca vescovile in cui, tra le altre cose, si amministrava la giustizia. Nel 1535, però, un fulmine si abbatté sulla rupe provocando un incendio che distrusse quasi tutto e solo verso la fine del XVII secolo, grazie al decano Mathias von Jenner,  il monte sacro ritornò agli antichi splendori e ritornò ad essere un importante luogo di culto.

Von Jenner , infatti, fondò l’abbazia benedettina che, tranne per alcune modifiche apportate intorno al 1890, è rimasta praticamente invariata fino ad oggi.

Esternamente il monastero potrebbe sembrare un castello, posto su una rupe che domina l’intera Valle d’Isarco e cinto da mura merlate.

Ancora oggi 3 monache benedettine abitano nel monastero, in assoluta clausura, e contribuiscono a creare la forte aurea spirituale che circonda Sabiona.

Il monastero in realtà è formato da un insieme di costruzioni di cui solo alcune sono aperte al pubblico:

  •  Castel Branzoll : è una proprietà privata e è non visitabile.
  •  Cappella di Santa Maria: aperta ogni giorno dalle ore 8 alle ore 18.
  •  Chiesa di Nostra Signora: è aperta da luglio fino a ottobre ogni martedì dalle ore 14.00 alle 17.00.
  •  Chiesa del Monastero: aperta ogni giorno dalle ore 08.00 alle ore 17.00.
  •  Chiesa della Santa Croce: aperta ogni giorno dalle ore 08.00 alle ore 17.00.
  •  Monastero : non è visitabile per rispetto della clausura delle suore benedettine.

Foliage

L’autunno colora con tinte infuocate boschi, prati e vallate. E’ uno spettacolo che finisce per conquistare tutti, anche il più accanito detrattore di questa stagione!

I colori delle foglie autunnali vengono definiti “foliage”, un termine ormai molto diffuso anche se non tutti sanno esattamente che cosa significhi.

In questo articolo scopriremo di cosa si tratta, qual è la sua origine e anche quali sono i luoghi migliori in Italia per assistere a questo fenomeno.

Il termine foliage, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non deriva dal francese, ma dall’inglese “fall foliage” e originariamente significava solo “fogliame”. Negli ultimi anni, però, questa parola è entrata a far parte del nostro vocabolario per indicare le spettacolari tinte che colorano gli alberi durante l’autunno.

Il foliage, però, non è solo uno spettacolo per gli occhi, ma anche un toccasana per la nostra mente.

Sembrerebbe, infatti, che passeggiare nella natura ed ammirare le tinte autunnali abbia l’effetto di una seduta di cromoterapia. In effetti non è difficile immaginare che camminare tra prati e boschi dove l’unico “rumore” è quello delle foglie che cadono possa essere un modo per rilassare la mente e a scaricare lo stress!

In Italia ci sono tantissimi luoghi in cui andare per assistere al foliage.

Iniziamo dal Nord. Il Trentino Alto Adige offre scenari indimenticabili durante questo periodo dell’anno in Val di Non e in Val di Funes; mentre la Valle d’Aosta ed il Veneto spiccano rispettivamente per il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Bosco del Cansiglio.

Da non dimenticare i panorami mozzafiato della regione delle Langhe, in Piemonte e della Valtellina, in Lombardia.

Centro. In Emilia Romagna ci sono gli incantevoli colli piacentini; mentre tra le Marche e l’Umbria i Monti Sibillini. In Toscana il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è una vera istituzione per gli amanti del foliage. Allo stesso modo, è imperdibile un’escursione di uno o più giorni nel Parco Nazionale d’Abruzzo o tra i boschi dei Monti Cimini nel Lazio.

Infine, il Sud. In Campania c’è il Parco dei Monti Picentini; mentre in Calabria c’è il meraviglioso Parco Nazionale della Sila. In Sicilia si trova, invece, l’imperdibile passeggiata sui Monti Nebrodi dove oltre ad ammirare il foliage autunnale è possibile fare un trekking fino a quasi la cima dell’Etna.

ROMANTISCHE STRABE

La Romantische Straße (Strada romantica) è uno degli itinerari turistici più famosi e frequentati della Germania.

Si tratta di un percorso lungo circa 400 Km che ha come estremità Würzburg e Füssen.

Questo itinerario venne creato nel 1950 quando la Germania era da poco uscita dalle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. Lo scopo era quello di far ripartire l’economia attraverso la promozione turistica.

La Romantische Straße, quindi, è la dimostrazione concreta che la bellezza, la storia e la cultura possono davvero salvare un paese!

L’intera strada è un insieme affascinante di paesaggi pittoreschi, atmosfere suggestive, percorsi enogastronomici ed attenzione al particolare. Secondo i Tedeschi, infatti, la Strada Romantica è costituita da tre grandi K: Kunst, Küche e Kultur. Arte, Cucina e Cultura.

Personalmente ho percorso solo una parte della strada (quella finale, perché siamo partiti da Füssen!), ma è stato sufficiente per restarne affascinata, tanto che avevo messo questo itinerario tra “le cose da fare il prossimo anno”…poi c’è stato il Covid ed ho dovuto rinviare!

Füssen viene spesso descritta come l’anima romantica della Baviera. Si trova ai piedi delle Alpi, in una delle regioni bavaresi più suggestive, a due passi dal magico castello Neuschwanstein.

E’ la città più alta della Baviera e vanta un centro storico tardo medievale perfettamente conservato con, al centro, l’imponente castello ed il monastero di San Mang.

Di seguito alcuni consigli pratici per organizzare il tuo viaggio sulla Romantische Straße.

Se decidi di percorrere la Strada Romantica con le due o quattro ruote puoi seguire la segnaletica posta lungo tutto il tragitto, si tratta di cartelli contrassegnati dal colore marrone che indicano ai turisti il percorso migliore, più lento e più panoramico per muoversi tra le località. Eviterai così le strade statali, sicuramente più veloci ma anche più trafficate, e potrai apprezzare la bellezza dei piccoli centri lontani dalle grandi arterie.

Se invece preferisci usare i mezzi pubblici hai possibilità di scegliere tra bus e treno. Ci sono diversi pacchetti a disposizione e potrai organizzare il tuo viaggio in completa libertà.

I pullman collegano le località poste lungo la Romantische Straße con gli aeroporti di Francoforte sul Meno e Monaco di Baviera. Questo servizio consente di visitare i luoghi più importanti attraverso la formula dell’hop on-hop off. Si scende, si visita il luogo prescelto e si risale sul pullman alla volta della località successiva. Altrimenti c’è la linea ferroviaria, la Deutschen Bahn.

Gli sportivi e gli amanti del turismo lento possono optare per il percorso ciclabile che si estende per quasi 495 chilometri e rappresenta veramente un buon modo per apprezzare e vivere appieno le emozioni e le impressioni suscitate dai vari luoghi, attraverso una fruizione lenta del viaggio. Il percorso riservato alle biciclette (colore verde), denominato D9, passa su strade secondarie asfaltate e sentieri di campagna lontani dal traffico. Ma non è tutto perché la Germania, così attenta alla mobilità sostenibile, ha pensato anche ad una rete di sentieri per chi vuole affrontare il cammino con lo zaino in spalla. Un passo lento che lascia spazio alla conoscenza più approfondita delle realtà che si attraversano. Basterà seguire il colore blu che contraddistingue il percorso di trekking di quasi 500 chilometri.