NEUSCHWANSTEIN, IL CASTELLO DELLE FIABE

In Baviera, nei pressi di Füssen, sorge il castello più fiabesco che si possa immaginare!

Il castello di Neuschwanstein (in italiano “Nuova pietra del Cigno”) è il frutto dell’immaginazione di Ludovico II di Baviera.

La vita di questo re, tanto amato dal suo popolo, è tuttora avvolta da un’aura di mistero.

Era riservato, amava viaggiare in incognito, era appassionato di mitologia tedesca (e non molto di politica!) ed aveva una vera e propria venerazione per il musicista Richard Wagner, di cui fu il più grande mecenate.

Ludovico II trascorse la sua infanzia nel castello di Hohenschwangau e quando salì al trono, appena diciottenne, decise di far costruire il castello di Neuschwanstein proprio sull’altura di fronte.

Del resto il luogo sembrava fatto apposta! Una rupe vertiginosa, avvolta dal verde della foresta,  poco lontana dalle calme acque di un lago.

Il castello venne concepito come ritiro personale ed omaggio al genio di Wagner.

I lavori per la costruzione iniziarono nel 1869 e quando nel 1886 Ludovico II morì (in circostanze molto misteriose!) non erano ancora terminati.

Per ironia della sorte quello che doveva essere un rifugio personale per isolarsi dal mondo divenne da subito uno dei castelli più visitati d’Europa. Si stima che dal 1886 ad oggi siano passate per le sue stanze circa 60 milioni di persone! Inoltre è stato fonte d’ispirazione per artisti di ogni genere ed è stato usato da Walt Disney come modello per alcuni tra i suoi più celebri film d’animazione, tra cui Biancaneve e i sette nani, Cenerentola e La bella addormentata nel bosco.

Esternamente il palazzo ha un ingresso, con ai fianchi con due torri gemelle, realizzato in mattoni rossi e nettamente contrastante col resto della struttura in cui, invece, prevale il bianco della pietra. Oltre il cortile si estende il corpo principale del palazzo, per il resto è tutto un tripudio di torri, torrette e pinnacoli.

L’interno del castello, dotato di tutti i confort del tempo, è riccamente decorato con dipinti che riproducono scene ispirate a Lohengrin, Tannhauser e Parsifal. Gli ambienti più grandi e sfarzosi sono la Sala dei Cantori e la Sala del Trono; quest’ultima è stata concepita in modo da rievocare una chiesa bizantina, probabilmente lo scopo era proprio quello di sottolineare la sacralità del potere del re.

Poiché si tratta di uno dei castelli più visitati d’Europa è necessario prenotare i biglietti!

Tutte le visite sono guidate. Il biglietto cumulativo “Königsschlösser” (Castelli reali) ha una validità di sei mesi e dà diritto ad una visita ai Castelli di Neuschwanstein, Herrenchiemsee e Linderhof.

Il castello di Neuschwanstein ha un fascino misterioso, che va al di là della bellezza del paesaggio e dell’architettura fiabesca, per capirlo non resta che visitarlo!

BRESSANONE

Bressanone è una tappa fissa durante tutti i nostri viaggi in Alto Adige.

E’ il luogo ideale per concedersi una pausa tra un’escursione e l’altra! Ha un grazioso centro storico che invita a passeggiare con calma per assaporare il fascino medievale della città.

Iniziamo la visita dalla piazza del Duomo.

Il Duomo di Bressanone (Brixner Dom) è un’imponente chiesa risalente al XIII secolo, dedicata a Santa Maria Assunta.  Accanto al Duomo c’è l’antico chiostro romanico, risalente al XIV secolo, le cui volte a crociera sono decorate con un ciclo di affreschi tra i più importanti di tutto l’arco alpino. Gli affreschi non erano solo decorativi, ma servivano per illustrare in modo chiaro la storia della vita di Cristo in modo che fosse comprensibile anche agli analfabeti che non potevano leggere le Sacre Scritture, tanto da essere definiti la “Bibbia dei Poveri”.

Una curiosità: nella volta della terza arcata troviamo raffigurato uno strano animale, a metà tra un cavallo ed un elefante. Agli artisti, infatti, era stata commissionata una riproduzione della battaglia di Eleazar in cui i siriani attaccarono Israele con l’utilizzo degli elefanti. I problema stava nel fatto che quei pittori non avevano mai visto un elefante e quindi non sapevano come disegnarlo, decisero allora di riprodurre l’animale più grande che conoscevano, cioè il cavallo, e aggiungere gli elementi tipici dell’elefante come erano stati loro descritti.

In posizione parallela al Duomo c’è la Chiesa di San Michele (Pfarrkirche Sankt Michael) si tratta della parrocchia di Bressanone e del Decanato. La struttura ha un coro gotico, sette altari, un campanile (noto come “Torre Bianca”) eretto nel XV secolo, mentre la navata è gotica del tardo Cinquecento. L’attuale aspetto barocco della chiesa è frutto degli interventi di restauro avvenuti dopo il 1750.

Passeggiando per le strade di Bressanone ed i suoi portici medievali si possono ammirare diverse case affrescate tra cui i dipinti sulla facciata dell’hotel Elefante. Questo affresco, che non ha niente a che fare con l’immaginazione dei pittori del Duomo, raffigura una vera e propria visita che questo pachiderma fece a Bressanone.  Re Giovanni III del Portogallo, infatti, pensò bene di regalare a suo nipote Massimiliano d’Austria un elefante che, per arrivare alla corte di Vienna, dovette passare per Bressanone. Per la gente del posto vedere un elefante fu un evento sensazionale e così il proprietario della locanda decise di far dipingere l’animale sulla facciata e di cambiare ufficialmente il nome alla struttura che, da allora, si chiama hotel Elefante.

COSA VISITARE AD INNSBRUCK IN UN GIORNO

Innsbruck è una deliziosa cittadina austriaca, circondata dal verde delle Alpi.

E’ una città da visitare a piedi. I principali luoghi di interesse, infatti, sono piuttosto vicini tra loro, inoltre camminare è il modo migliore per immergersi nell’atmosfera delle sue splendide stradine e perdersi tra il medioevo ed i fasti del periodo imperiale.

La città prende il suo nome da Inn e bruck, quindi significa letteralmente “ponte sul fiume Inn”.

Diventò capitale del Tirolo nel 1420, sostituendosi a Merano (che lo era stata fino a quel momento!). Scelta come residenza ufficiale dell’Imperatore Massimiliano I, la città conobbe un periodo di grande splendore e di incremento economico tra il XVI ed il XVII secolo. Nel 1805, con la Pace di Presburgo, passò alla Baviera, per poi tornare legittimamente all’Austria con il Congresso di Vienna nel 1815.

Ma ora è tempo di scoprire l’itinerario di Innsbruck in un giorno!

Arco di Trionfo e Maria-Theresien-Strabe

Inizia la tua giornata ad Innsbruck dal grande Arco di Trionfo, porta d’ingresso al centro storico. Costruito nel 1765 per volere di Maria Teresa in onore delle nozze del figlio, l’Arciduca Leopoldo, si compone di 3 arcate e ricorda lo stile di un arco romano.

Dall’Arco di Trionfo parte Maria-Theresien-Strabe – l’arteria principale della città! – costellata da numerosi negozi, ristoranti, caffetterie ed edifici barocchi. In circa 10 minuti puoi percorrerla tutta fino a Herzog-Friedrich-Strabe, dove si trova la Torre Civica.

A metà della via c’è la Colonna di Sant’Anna, costruita nel 1700 per volere dell’Assemblea degli Stati Tirolesi in ricordo della sventata invasione delle truppe bavaresi.

Tettuccio d’Oro e Torre Civica

Herzog-Friedrich-Strabe è la più antica e caratteristica via del centro storico.

Qui si trovano alcune delle attrazioni più belle della città!

Sicuramente non potrai non notare subito il Goldenes Dachl (o Tettuccio d’Oro), una delle icone di Innsbruck! Fu l’imperatore Massimiliano I a far costruire questo piccolo tetto tardo-gotico di grande pregio artistico nella vecchia residenza dell’arciduca Federico IV, in occasione delle sue nozze. La loggia serviva per assistere a manifestazioni pubbliche e tornei…ma anche a placare le voci che davano l’imperatore per squattrinato!

La vicina Torre Civica regala una meravigliosa vista su tutta Innsbruck. Costruita nel 1450 e alta 51 m, è un vero e proprio simbolo della città. Potrai raggiungere la cima salendo i suoi 130 gradini, la fatica verrà ampiamente ripagata!

Hofburg e Hofkirche

La Hofburg era la residenza ufficiale del governatore del Tirolo a Innsbruck, divenuta successivamente la residenza estiva della famiglia imperiale austriaca.

Il primo nucleo del palazzo risale al medioevo, quando l’arciduca Sigismondo d’Austria, conte del Tirolo, sentì la necessità di fortificare il borgo di Innsbruck. Il suo successore, re dei Romani e poi Imperatore Massimiliano I costruì, invece, l’attuale sistema che si può ancora vedere. La struttura rimase inalterata sino all’epoca di Maria Teresa d’Austria che diede ordine di ristrutturare il castello in stile rococò dandogli la forma attuale.

La Hofkirche è una delle chiese più belle e particolari della città!

Viene chiamata anche “Chiesa degli Uomini Neri” a causa delle 28 statue nere situate all’interno, che stanno di guardia al monumento funebre dell’Imperatore Massimiliano I. In realtà il sarcofago è vuoto, in quanto le spoglie dell’imperatore si trovano nella cappella di San Giorgio nel Castello di Wiener Neustadt.

Dom zu St. Jakob

Proprio dietro all’Hofburg, ed a soli 3 minuti dall’Hofkirche, si trova l’edificio religioso più importante della città: la cattedrale di San Giacomo, in tedesco Dom zu St. Jakob.

Questo meraviglioso Duomo è una testimonianza del barocco tirolese, con una meravigliosa facciata con due torri identiche. L’interno invece si presenta con una navata a croce latina e vi sono custodite diverse opere religiose!

Tra una tappa e l’altra assaggia la cucina locale. Siediti in uno dei tanti locali caratteristici e prendi i bretzel, una fetta di strudel o di Sacher. Per non parlare dei primi piatti, come i canederli o gli spätzle. Una bontà tira l’altra!

E poi concediti una passeggiata sul lungofiume con le sue caratteristiche casette colorate.

Se hai ancora tempo o se ti trattieni in zona qualche altro giorno puoi fare una visita al Castello Ambras.

Si tratta di una delle maggiori attrazioni turistiche di tutto il Tirolo, non soltanto per le collezioni che ospita e per la sua importanza storica, ma anche perché rappresenta un insieme architettonico rinascimentale unico.

E’ composto dal cosiddetto Castello Superiore, adibito a residenza, e dal Castello Inferiore, che ospita, tra l’atro, le Armerie dell’arciduca Ferdinando II, la Camera d’arte e di meraviglie, la Sala spagnola e la Saletta Turca. Il nucleo di questo museo d’arte sono le collezioni dell’arciduca, uno dei più importanti collezionisti della dinastia asburgica.

GUBBIO…LA CITTA’ DEI MATTI

Gubbio oltre ad essere una delle più belle cittadine dell’Umbria è anche soprannominata la “Città dei matti”. Secondo la tradizione locale, infatti, è possibile per chiunque prendere addirittura la “patente da matto”, basta fare tre giri di corsa intorno alla cinquecentesca “Fontana dei Matti” in largo Bargello per guadagnarsi l’ambito stemma!

Di seguito è indicato un itinerario che può essere percorso anche in un giorno, però se hai tempo ti suggerisco di soggiornare un po’ più a lungo…un giorno è troppo poco per godere appieno di qualsiasi posto e andando via la sera sarà quasi inevitabile avvertire una sorta di senso di incompiutezza… Il fascino di Gubbio può fare anche questo!

Puoi iniziare il tuo tour di Gubbio dal Teatro Romano, oggi ancora utilizzato per spettacoli estivi, che accoglie i visitatori ai piedi della cittadina.

Lì vicino si trova un grande parcheggio dove puoi lasciare l’auto e proseguire a piedi.

Non spaventarti per le ripide salite…se ti prende la stanchezza puoi sempre utilizzare i vari ascensori dislocati nel centro storico!

Avviandoti dal parcheggio verso la città passerai di sicuro per Piazza 40 Martiri. Qui si trova la curiosa Loggia dei Tiratori… la curiosità sta nel fatto che, a dispetto del suo nome, serviva a stendere (o tirare) i panni e non a dare riparo agli arcieri!

Lasciando Piazza dei 40 martiri, e passando per Via della Repubblica, si arriva a Piazza S. Giovanni con la sua chiesa del XIII secolo…se hai visto la fiction “Don Matteo” la riconoscerai immediatamente!

Dopo un po’ di salita si arriva a Piazza Grande, probabilmente il luogo più suggestivo di Gubbio.

Il colpo d’occhio è fantastico con il suo slargo affacciato sulla vasta pianura e sovrastata dal Palazzo dei Consoli dove oggi si trova il Museo Civico.

Salendo ancora tra gli stretti vicoli si arriva al Duomo risalente alla fine del XII secolo.

Nei pressi del Duomo si trova anche il Palazzo Ducale di Gubbio costruito da Federico da Montefeltro, duca di Urbino. Questo è l’unico esempio di architettura rinascimentale in una città prettamente medievale. Le sale interne ospitano un’interessante raccolta di opere pittoriche che narrano le principali fasi evolutive della pittura eugubina tra il XIII e XVIII secolo. Se vuoi fare un’esperienza diversa dal solito ti consiglio di prendere la funivia che porta dal centro della città sul Monte Ingino. Si sale per 500 metri, sospesi nel vuoto, per arrivare alla Basilica di Sant’Ubaldo, dove vengono conservati i 3 ceri simbolo della città su cui vengono montate le statue di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio. Durante la festa del patrono, il 15 maggio, i ceri vengono portati di corsa dal Palazzo dei Consoli fino alla basilica, passando per le strade della città.

Arce

Arce è un paese di poco più di 5.000 anime circondato dalle colline della media Valle del Liri.

E’ uno di quei piccoli borghi in cui la vita scorre tranquilla e le tradizioni sono ancora rispettate.

E’ il luogo ideale per chi voglia allontanarsi dal caos della città, senza però rinunciare alla comodità. Il paese, infatti, ha un’ottima posizione geografica, a metà strada tra Roma e Napoli, e può rappresentare una buona base di partenza per chi voglia visitare la provincia di Frosinone.

Il nome Arce sembrerebbe derivare dal latino Arx, fortezza, oppure da Arcanum, il monte su cui sorge il centro storico del paese. In ogni caso la prima volta che si trova il nome di Arce in un documento storico è nella Cosmographia dell’Anonimo ravennate risalente al VII secolo d.C.

Arce è stato per secoli un paese di frontiera. Era qui, infatti, che passavano i confini tra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli ed, ancora oggi, ci sono molti “cippi confinari” a testimoniarlo.

Per venire a conoscere meglio Arce, la sua storia e le sue tradizioni, ci sono molti buoni motivi. Ecco i principali:

  • Gli scavi archeologici di Fregellae

La città fu probabilmente fondata dagli Osci e poi occupata dai Volsci e dai Sanniti.

Le notizie sulla sua storia, tuttavia, risultano ancora lacunose.

La campagna di scavi iniziata nel 1978 ha riportato alla luce reperti che testimoniano come Fregellae fosse un centro molto fiorente ed economicamente prospero, circondato da fertili valli con abbondanti risorse idriche.

  • La torre del Pedaggio o Saracena

La torre, situata in località Sant’Eleuterio, ha rappresentato per secoli un presidio militare posto a controllo del traffico sul fiume Liri. Ha una pianta quadrangolare e su una delle sue facciate, in una cornice rettangolare, sono scolpiti tre stemmi sovrapposti, di cui il primo in alto è attribuibile alla Casa dei D’Angiò, che regnò a Napoli tra il XIII ed il XV secolo.

  • Le chiese

Arce possiede molte chiese degne di nota.

La chiesa Santi Apostoli Pietro e Paolo si erge maestosa in piazza Umberto I. Costruita tra il 1702 e il 1744. L’esterno appare austero, ma l’interno è un trionfo di stucchi barocchi.

La chiesa di Santa Maria, invece, è situata nella parte alta del centro storico, alla fine di via Manfredi, e risale al XIV secolo.

La chiesa di Sant’Agostino sorge sul confine tra Arce e Rocca D’Arce, è in stile pre-romanico e presenta, all’interno, una copertura a capriate.

Infine c’è il santuario di Sant’Eleuterio, Patrono del paese.

La chiesa è stata ultimata nel 1582, ma ha preso l’aspetto attuale in seguito al restauro del 1982.

  • Il centro storico

E’ un piccolo gioiello fatto di archi, stradine, ripide scalinate in pietra e piccole piazzette che si affacciano sulla Valle del Liri.

  • La gastronomia

In una terra orgogliosamente ancorata alle proprie radici non poteva mancare un riferimento ai piatti tradizionali.

Si tratta, prevalentemente, di piatti “poveri”, tipici della tradizione contadina. Probabilmente i più rappresentativi sono la “minestra col pane sotto” e la “pigna” di Pasqua. Il primo piatto è una minestra di verdure di stagione adagiate su un fondo di pane, mentre il secondo è un dolce pasquale con una lunghissima lievitazione. Inutile dire che, come in tutti i piatti della tradizione, ogni famiglia ha la propria ricetta e la custodisce gelosamente! 

TURISMO LENTO: LA NUOVA TENDENZA DEL 2021

Con l’espressione turismo lento (o Slow Tourism) si intende “un’immersione totale del viaggiatore nel territorio con il rispetto delle persone, delle tradizioni e dell’ecosistema”.

Lo scopo è quello di tornare ad un modo di viaggiare più rilassato, in cui c’è il tempo per riflettere su ciò che si vede e si vive durante un viaggio.

E’ questa la nuova tendenza per i viaggi nel 2021.

Il 2020, con la diffusione del Covid-19, ha portato notevoli cambiamenti nel settore viaggi, oltre ad una grossa crisi.

In Italia si è riscoperto il turismo di prossimità, ovvero le vacanze vicino casa, che offrono la possibilità di approfondire le conoscenze del territorio, della cultura e della gastronomia del luogo che si visita.

Sicuramente l’interesse verso lo slow turism è nato anche come reazione ad una quotidianità frenetica e stressante. La pandemia, infatti, ci ha costretti ad interrompere i ritmi a cui eravamo abituati e ci ha permesso di riscoprire il valore del tempo e la bellezza di fare le cose con più calma.

Il viaggiatore che preferisce il turismo lento ama posti lontani dal turismo di massa perché cerca la pace e non la folla, ed è interessato a scoprire luoghi più autentici e legati alla tradizione. Gli alloggi preferiti da questo tipo di viaggiatori sono gli alberghi diffusi, gli agriturismi, i b&b, o i glamping, tutte soluzioni che consentono di vivere un posto più da vicino.

In Italia bisognerebbe aumentare l’attenzione su questo tipo di offerta ricettiva, ad esempio creando più piste ciclabili, o curando i percorsi dei vari cammini (Via Francigena, Cammino dei San Benedetto, Cammino dei Briganti…).

Il turismo lento, infine, è strettamente legato alla tutela dell’ambiente ed all’ecosostenibilità, sia perché si basa su esperienze a contatto con la natura, sia perché è molto attento alla scelta dei mezzi di trasporto e delle strutture ricettive.

ABRUZZO DA SCOPRIRE: LE GROTTE DI STIFFE E L’OSTERIA DIFFUSA DI PRATA D’ANSIDONIA

Lo scorso 19 agosto, per festeggiare il compleanno di mio padre, ho organizzato una gita in famiglia. Dopo qualche ricerca su google ho trovato la destinazione perfetta: le grotte di Stiffe! Non troppo distanti, abbiamo impiegato circa un’ora e mezza per arrivare; una novità per tutti, dato che nessuno di noi le aveva già viste; e, soprattutto, un luogo in grado di offrire un po’ di refrigerio dalla terribile afa di questa estate!

Le grotte di Stiffe sono un complesso di grotte carsiche situate nell’omonima località, nel territorio del comune di San Demetrio ne’ Vestini (AQ),  ricomprese all’interno del parco naturale regionale Sirente-Velino.

Le Grotte, tecnicamente, sono una “risorgenza”, cioè il punto in cui un fiume torna alla luce dopo un tratto sotterraneo. Si tratta di un caso praticamente unico in Italia! Quasi tutte le altre grotte, infatti, hanno già raggiunto la loro conformazione definitiva e pertanto si dicono “fossili”. A Stiffe, invece, si può ancora assistere allo straordinario processo con cui l’acqua plasma la grotta.

Le grotte sono incredibilmente belle! Ovunque l’acqua da spettacolo creando laghetti, ruscelli e fragorose cascate. Il percorso turistico è lungo circa 700 metri e si è sempre accompagnati da una guida (come Laura, che ha accompagnato il nostro gruppo!).

Terminata la visita, in circa un quarto d’ora, abbiamo raggiunto il piccolo comune di Prata D’Ansidonia per pranzare al “Borgo dei Fumari”, un’osteria diffusa che propone piatti basati sugli ingredienti della tradizione (il tortino con caramello, pere e grana è fantastico!).

Quello che abbiamo apprezzato di più dell’osteria, oltre al buon cibo, è stato il grande lavoro di recupero degli ambienti storici. Vedere, accanto alla devastazione del terremoto, una così bella realtà induce a confidare nella rinascita e nella resilienza del popolo abruzzese!

Qualche consiglio pratico:

  • i biglietti per visitare le grotte sono acquistabili on-line sul sito visitsandemetrio.it;
  • la temperatura interna è di circa 10 gradi quindi è il caso di portare una felpa!
  • la visita guidata dura circa un’ora.

VERONA

“Le cose che si amano non si posseggono mai completamente. Semplicemente si custodiscono.” (Gaio Valerio Catullo)

“Dai fatali lombi di due nemici discende una coppia di amanti, nati sotto cattiva stella, il cui tragico suicidio porrà fine al conflitto”. (William Shakespeare)

Catullo e Shakespeare – sono loro che incarnano le due anime di Verona! – quella romana e quella rinascimentale, due anime diverse ma capaci di consacrare questa meravigliosa città nella capitale dell’amore.

Il nucleo originario di Verona venne fondato dai Romani all’interno di un’ansa del fiume Adige intorno alla metà del I secolo a.C. e rimase sotto il governo dell’Impero fino al V secolo, quando venne occupato dal re germanico Teodorico il Grande. Nel XII secolo la città divenne un libero Comune per poi prosperare sotto la Signoria degli Scaligeri e, successivamente, sotto il governo della Repubblica di Venezia. Nel 1797 fu occupata militarmente da Napoleone e nel 1815 divenne parte dell’Impero austriaco che la trasformò nella sua maggiore piazzaforte militare in territorio italico. Nel 1866 fu annessa al Regno d’Italia.

Il centro storico di Verona è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO per le sue peculiarità urbanistiche ed il patrimonio artistico e culturale.

Cosa vedere a Verona?  Ho pensato ad un itinerario con i principali luoghi da visitare in questa città, il cui fascino ti convincerà a tornare e ritornare!

PIAZZA BRA

Arrivando a Verona in auto o in treno, la prima cosa che vedrai è la facciata in pietra bianca di Porta Nuova: da qui percorrendo l’omonimo corso fino alla fine arriverai a Piazza Bra. Si tratta della piazza principale di Verona e una delle più grandi d’Europa.  Dominata dall’Arena al centro, è impreziosita da imponenti palazzi appartenenti a diverse epoche architettoniche: il Palazzo Barbierie laGrande Guardiasono i più celebri, ma non meno importanti sono laFontana delle Alpi, lastatua di Vittorio Emanuele IIe laTorre Pentagona.  

L’ARENA

L’Arena è uno dei simboli di Verona nel mondo. Fu costruita, probabilmente, nel I secolo d.C. per ospitare gli spettacoli dei combattimenti tra i gladiatori. Le sue maestose gradinate potevano ospitare ben 30.000 spettatori! Era, infatti,  il terzo anfiteatro più grande d’Italia, dopo il Colosseo e l’Anfiteatro di Capua. Ancora oggi questo luogo fa da cornice, con il suo incredibile fascino, ad importanti rappresentazioni musicali e, durante l’estate, si trasforma nel più grande teatro lirico all’aperto del mondo.

VIA MAZZINI

Via Mazzini  collega Piazza Bra e Piazza delle Erbe ed è la via dello shopping per eccellenza. Un susseguirsi interrotto di negozi eleganti, gelaterie e ristoranti .

Passeggiando tra le vetrine non dimenticare di guardarti intorno…ci sono alcuni importanti edifici da scoprire, come ad esempio la splendida Loggia Arvedi in stile neoclassico.

PIAZZA DELLE ERBE

E’ la piazza più antica di Verona. Il cuore pulsante del commercio. Sulla piazza si affacciano palazzi risalenti a varie epoche storiche tra cui la Casa dei Mercanti, le facciate colorate delle Case Mazzanti e la fontana di Madonna Verona.

TORRE DEI LAMBERTI E PIAZZA DEI SIGNORI

Dalla Torre dei Lamberti, con i suoi 84 metri d’altezza, si gode di uno splendido panorama sulla vicina Piazza delle Erbe e sui tetti della città. Circondata da edifici monumentali collegati tra loro da passaggi e arcate, Piazza dei Signori, anche conosciuta come Piazza Dante, è il centro del potere amministrativo di Verona: qui potrai ammirare la Loggia del Consiglio con il suo porticato, il Palazzo di Cansignorio (detto anche del Capitano) e il Palazzo della Regione. Al centro della piazza troverai la grande statua di Dante Alighieri che, proprio a Verona, trovò rifugio durante il suo esilio da Firenze.

ARCHE SCALIGERE

A fianco della chiesa di Santa Maria Antica ed a pochi metri dalla piazza dei Signori, si trovano le Arche Scaligere, il monumentale complesso funerario in stile gotico degli antichi Signori di Verona,

destinato a contenere le arche (o tombe) di alcuni illustri rappresentanti della casata, tra cui quella del più grande Signore della città, Cangrande, a cui Dante dedicò il Paradiso!

CASA DI GIULIETTA

Via Cappello n.23. Probabilmente è questo l’indirizzo più famoso di Verona. Qui, secondo la tradizione, abitava la famiglia dei Capuleti. Oltrepassando l’imponente cancello si accede al cortile dove la statua di bronzo di Giulietta accoglie i visitatori sullo sfondo di uno splendido edificio rinascimentale a mattoncini rossi, ricoperto di piante rampicanti.

Forse i più romantici resteranno delusi, ma l’aspetto della casa è stato modellato sul finire degli anni ‘30, sotto la direzione di Antonio Avena,  per ricreare l’antica scenografia rinascimentale, ispirandosi al famoso dipinto ottocentesco di Hayez, Il bacio. Anche il balcone  è risultato di un’abile assemblaggio… si tratta di resti marmorei del XIV secolo che giacevano al Museo di Castelvecchio.

I PONTI

Tra i ponti di Verona i più importanti sono il Ponte Pietra,  l’unico ponte romano rimasto in città, ed il Ponte Scaligero, un imponente ponte medievale conosciuto anche come Ponte di Castelvecchio. Lungo più di 120 metri, è caratterizzato da una parte inferiore in marmo bianco e una parte superiore in cotto.

TEATRO ROMANO

Ai piedi del colle di San Pietro, vicino al Ponte Pietra, si trova l’antico Teatro Romano di Verona risalente al I secolo a.C.. Ogni estate il teatro fa da palcoscenico a un festival dedicato al teatro shakespeariano

CASTELVECCHIO 

Originariamente chiamato castello di San Martino in Aquaro, è un fortino medievale situato nel centro storico di Verona ed adibito a sede dell’omonimo museo civico, uno dei più importanti della città, che conserva al suo interno numerosi capolavori d’arte tra cui i dipinti del Pisanello, Tiepolo, Carpaccio e Veronese.  

Castelvecchio è il più importante monumento militare della signoria scaligera. La sua struttura si divide in tre parti (la Corte della Reggia, la Corte d’Armi e la Corte del Mastio) ed è caratterizzata da una cinta muraria merlata.

LE CHIESE

Il tour della città non poteva concludersi senza menzionare il grandissimo patrimonio storico legato all’arte sacra. Verona è ricca di meravigliose chiese, quelle che ho visitato e ti suggerisco di vedere sono:

Il Duomo (Cattedrale di Santa Maria Assunta), sorge su un’antica costruzione paleocristiana ed è il principale luogo di culto della città. Fa parte di un complesso architettonico che comprende anche il palazzo del vescovado, il chiostro dei Canonici, la biblioteca capitolare, il battistero di San Giovanni in Fonte e la chiesa di Sant’Elena.

La Basilica di Santa Anastasia, si trova nella parte finale del decumano massimo della città in epoca romana, in prossimità del luogo in cui l’Adige è attraversato dal Ponte Pietra. Si tratta del principale esempio di costruzione gotica della città.

AGROPOLI: IL MARE DEL CILENTO

Agropoli sorge sul confine tra la Costiera Cilentana ed il Golfo di Salerno. Come lascia intendere il suo nome, la città sorge sulla sommità di un costone roccioso a picco sul blu del Tirreno. Si tratta di uno di quei tanti piccoli tesori nascosti che l’Italia custodisce gelosamente.

In passato è stata una colonia della Magna Grecia, oggi, invece, rappresenta una porta aperta sul Parco Nazionale del Cilento e su tutta la costa meridionale campana.

Fin ora è rimasta al riparo dalle grandi invasioni turistiche che caratterizzano la Costiera Amalfitana, di conseguenza ha conservato un’atmosfera tranquilla e rilassata che consente di godere con calma delle sue  bellezze storiche e paesaggistiche.

Se vuoi trascorrere una vacanza all’insegna del relax e goderti il mare e la spiaggia sicuramente la zona ideale è il lungomare San Marco dove si trovano vari lidi attrezzati, ideali per famiglie e bambini.

La più rinomata tra le spiagge di Agropoli è l’affascinante Baia di Trentova, collegata alla terraferma da una lingua di terra. La baia, con il suo scoglio caratteristico, il suo bel panorama e le sue acque limpide, vanta un paesaggio naturale incontaminato ed è una delle più apprezzate dai bagnanti del posto.

Agropoli, però, non è solo mare e spiaggia! La cittadina, infatti, vanta anche un bellissimo centro storico, dominato dal Castello Aragonese.

La storia del castello è raccontata in un video proiettato a ciclo continuo nei suoi sotterranei, la voce narrante è quella di Luisa Sanfelice, personaggio minore della rivoluzione napoletana del 1799, la cui vicenda umana ispirò il romanzo di Alexandre Dumas (padre), La San Felice.

Al borgo medievale si accede tramite una monumentale porta d’ingresso posta al termine della salita degli “scaloni”, uno dei pochi esempi di salita a gradoni, caratterizzati da gradinate larghe e basse, sopravvissuti alle esigenze del traffico moderno.

Meritano una visita anche le due chiese del centro storico dedicate una ai SS Pietro e Paolo e l’altra a Santa Maria di Costantinopoli, quest’ultima si trova in una suggestiva piazzetta che affaccia sul mare.

Se hai tempo puoi visitare anche i dintorni di Agropoli. In circa 10 minuti di auto si raggiunge il parco archeologico di Paestum, una delle più belle eredità che la Magna Grecia ci abbia lasciato!

IL FASCINO ESOTERICO DI CASTEL DEL MONTE

In Puglia, nell’altopiano delle Murge, sorge Castel del Monte. Misterioso, affascinante ed esoterico.

E’ uno dei luoghi più indecifrabili che io abbia visitato. Ogni volta sono andata via con la sensazione che ci fosse qualcosa che non riuscivo a capire…

Castel del Monte fu costruito nel XIII secolo per volontà di Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia, nel 1996 è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Abbiamo poche testimonianze relative alla sua costruzione, tanto che risulta incerta anche l’attribuzione ad preciso architetto. Sappiamo però che nel 1246 il castello fu usato per il banchetto di nozze di Violante, figlia naturale di Federico e Bianca Lancia, con il conte di Caserta Riccardo Sanseverino. Il resto della storia del castello è avvolta dalla nebbia.

E’ sicuramente stato utilizzato come carcere e fu più volte devastato, per poi diventare un ricovero per pastori e briganti.

Nel 1876 il castello, in pessime condizioni, venne acquistato dallo Stato italiano, che ne predispose il restauro a partire dal 1879.

Dal punto di vista architettonico si tratta di un edificio a pianta ottagonale con otto torri, anch’esse ottagonali, che si innestano ad ogni angolo. Internamente lo spazio è suddiviso in due piani in cui si susseguono stanze trapezoidali. Alcune delle torri servono da collegamento tra i due piani ed ospitano delle scale a chiocciola che si sviluppano in senso antiorario e contano ciascuna 44 gradini.

Il vero fascino di questo luogo, tuttavia, non risiede tanto nella sua storia o nel suo aspetto, quanto piuttosto nelle sue stesse origini. Perché è stato costruito Castel del Monte? E’ questo il mistero!

Basta guardarlo per capire che non è stato concepito per essere una residenza.

Questo è stato il punto di partenza per le innumerevoli ipotesi che si sono succedute nel tempo.

Si è ipotizzato veramente di tutto…

  • Forse Castel del Monte è stato creato per essere una sorta di “tempio laico del sapere”, un luogo in cui dedicarsi allo studio delle scienze. Del resto si tratta di un’opera grandiosa, sintesi di raffinate conoscenze matematiche, geometriche ed astronomiche.
  • Forse il castello poteva servire da “centro benessere”, come una specie di hammam arabo. A suggerirlo sarebbero gli ingegnosi sistemi di canalizzazione e raccolta dell’acqua, le numerose cisterne per la sua conservazione ed in generale la particolare conformazione dell’intero complesso, che prevede un percorso interno obbligato (data l’assenza di corridoi!).
  • Forse (questa è l’ipotesi più prosaica!) Federico II costruì il castello solo per far vedere che poteva permetterselo, per dimostrare il proprio potere. La forma ottagonale, infatti, sembra richiamare quella della sua corona. In questo caso il castello non sarebbe servito a niente, sarebbe stato solo un monumento al potere imperiale.
  • Forse, invece, Castel del Monte era destinato a qualche finalità esoterica. L’edificio, infatti, è carico di simbolismi. L’ottagono, ripetuto infinite volte nella sua architettura, è una forma geometrica simbolica: si tratta della figura intermedia tra il quadrato (simbolo della terra) e il cerchio (simbolo del cielo); quindi segnerebbe la congiunzione tra l’uno e l’altro.