7 ESPERIENZE DA FARE A VARSAVIA

Varsavia, con la sua storia ricca e la vibrante cultura, offre esperienze uniche che combinano tradizione e modernità. Ecco sette attività imperdibili per chi desidera scoprire il cuore pulsante della capitale polacca.

1. Ammirare Varsavia dal Palazzo della Cultura e della Scienza

Questo iconico edificio, alto 237 metri, domina lo skyline di Varsavia.

Al suo interno si trovano musei, sale congressi, teatri, cinema e uffici. Il palazzo fu donato alla Polonia dall’Unione Sovietica. La sua costruzione iniziò nel 1952 e venne terminata nel 1955. È anche detto Palazzo di Stalin: infatti fu proprio lui a voler costruire il palazzo come regalo alla città di Varsavia che, però, non lo apprezzò mai veramente, tanto da rinominalo “il mostro”. Tanto che, dopo la caduta del comunismo nel 1989, c’è stato un dibattito per valutare la demolizione dell’edificio, ma la giunta comunale decise di salvare il palazzo che dal febbraio del 2007, è stato iscritto nel registro dei beni tutelati.

Salendo all’osservatorio situato al 30° piano, si gode di una vista panoramica mozzafiato sulla città, ideale per orientarsi e apprezzare l’armonioso mix di architettura storica e contemporanea.

2. Gustare la cucina locale nei “Milk Bars”

I “bar mleczny”, anche noti come “milk bar” o “latterie”, sono ristoranti tradizionali polacchi nati nel periodo socialista, noti per offrire piatti casalinghi a prezzi accessibili. Qui si possono assaporare specialità come pierogi (ravioli ripieni) e zupy (zuppe) in un’atmosfera autentica, vivendo un’esperienza culinaria e culturale unica.

Il primo milk bar, fu fondato nel 1896 a Varsavia da un membro della nobiltà terriera polacca.

Il successo dei primi bar latteria incoraggiò altri uomini d’affari ad aprire nuovi locali identici. La popolarità di questi locali era legata al fatto che servivano cibo nutriente ed economico, consentendo anche alla popolazione più povera di consumare un pasto completo. Oggi questa funzione è venuta meno e sopravvivono prevalentemente come emblema del passato.

3. Sorseggiare un caffè in locali storici

Varsavia vanta caffetterie storiche che hanno ospitato intellettuali e artisti nel corso dei secoli.

Luoghi come il Café Bristol offrono non solo bevande di qualità, ma anche un tuffo nella storia letteraria e artistica della città, con interni eleganti che raccontano storie del passato.

4. Visitare musei di Varsavia gratuitamente

Molti musei e luoghi di interesse di Varsavia offrono ingressi gratuiti in determinati giorni della settimana.

Ad esempio, il Museo Nazionale è gratuito il martedì, mentre il Museo dell’Insurrezione di Varsavia lo è il mercoledì. Questa è un’ottima opportunità per immergersi nella storia e nella cultura polacca senza costi aggiuntivi. 

Ti basterà consultare i rispettivi siti internet per organizzare il tuo tour gratuito!

5. Passeggiare lungo la Strada Reale

La “Trakt Królewski” (strada reale) è uno dei percorsi più famosi della città, che collega le tre residenze dei sovrani polacchi.

La strada parte dal palazzo reale, prosegue verso il maestoso parco Lazienki e termina presso la residenza estiva di Wilanow. L’intero percorso è lungo circa 15 chilometri, ma il cosiddetto “tratto cittadino” riguarda i primi 4 chilometri della strada che prima prende il nome di Krakowskie Przedmieście (via di Cracovia) e poi di Nowy Świat (via del nuovo mondo).

La strada reale è stata trascurata per lungo tempo e solo negli ultimi decenni è tornata al suo antico splendore. Oggi, infatti, rappresenta una delle passeggiate più belle ed eleganti di Varsavia, lungo il suo tragitto è possibile imbattersi in alcuni degli edifici più importanti della città.

6. Girare intorno alla Campana di Varsavia per buona fortuna

Nel cuore della Città Vecchia si trova una campana storica che, secondo la tradizione, porta fortuna a chi le gira intorno tre volte. Questo semplice rituale è amato sia dai locali che dai turisti e rappresenta un momento di connessione con le leggende cittadine.

7. andare in cerca di oggetti misteriosi

Varsavia vanta tantissimi rigattieri e mercatini dell’usato dove è possibile trovare oggetti insoliti e curiosi.

Ad esempio, il Bazar Staroci na Kole è noto per la vendita di articoli vintage e stravaganti, offrendo un’esperienza di shopping unica e la possibilità di scoprire storie dietro ogni oggetto. 

Gran parte dei oggi esposti sono risalenti alla Seconda Guerra Mondiale ed al periodo sovietico, ma guardando bene si possono scovare anche cose molto più antiche e originali… come, per esempio, un “Kit Ammazzavampiro”.

IL CASTELLO REALE DI VARSAVIA

Il Castello Reale di Varsavia è una testimonianza vivente della resilienza e della storia polacca. Situato all’ingresso della Città Vecchia, nella suggestiva Piazza del Castello, questo imponente edificio ha attraversato secoli di trasformazioni, distruzioni e rinascite, riflettendo le vicissitudini della nazione.

Storia del Castello Reale di Varsavia: le Origini

Le origini del castello risalgono al XIV secolo, quando fu edificata la Grande Torre come parte di una fortezza in legno.

Durante il regno di Casimiro III, la struttura fu ricostruita in mattoni, segnando l’inizio di una serie di ampliamenti e modifiche che avrebbero incorporato stili architettonici rinascimentali, barocchi e classicisti. 

Nel 1596, sotto il regno di Sigismondo III Vasa, Varsavia divenne la capitale della Polonia, e il castello fu ampliato per servire come residenza reale. Questo periodo segnò l’inizio di una fase di splendore per il castello, che divenne uno dei più ricchi d’Europa. 

A partire dal XVI secolo, la struttura originale del castello andò persa a causa di una serie di vicissitudini come invasioni straniere, incendi e bombardamenti. L’apice di queste tristi vicende fu raggiunto durante l’Insurrezione di Varsavia del 1944, quando le truppe tedesche bombardarono il Castello Reale riducendolo letteralmente in polvere.

LA RICOSTRUZIONE

Il castello fu ricostruito durante il regime comunista grazie alla cooperazione internazionale, ma soprattutto alla generosità del popolo polacco. All’interno del primo cortile del castello, infatti, è tutt’ora possibile vedere una sorta di grande salvadanaio nel quale vennero raccolte le offerte spontanee dei cittadini destinate alla ricostruzione di uno dei simboli della città.

Il castello fu riaperto al pubblico nel 1984.

Attraversando le sale del palazzo si possono evincere le differenti funzioni che il castello ha avuto nel corso del tempo: servì, infatti, da residenza reale, sede parlamentare e abitazione presidenziale, trasformandosi in un vero simbolo dell’indipendenza polacca.

Il castello è collegato alla vicina Cattedrale di San Giovanni tramite un tunnel. Il passaggio fu costruito per permettere ai sovrani di raggiungere in sicurezza la chiesa dopo che un anarchico tentò di assassinare re Sigismondo III, appunto proprio mentre andava a messa.

Inoltre, l’ala est del Castello Reale accoglie un’importante collezione che include opere di Canaletto e di Rembrandt.

Una curiosità: nel 2012, a causa della grande siccità estiva, venne riportato alla luce un tesoro che era rimasto sul fondo della Vistola per ben 400 anni. Si trattava di gioielli e altri oggetti di valore che gli svedesi rubarono dal Castello Reale durante l’invasione della Polonia.

LA STRADA REALE

Davanti al palazzo reale si apre la Piazza del Castello che è il principale punto di incontro della capitale polacca. Nel centro della piazza si erge uno dei monumenti più antichi di Varsavia, la Colonna di re Sigismondo.

Poco distante dalla Piazza del Castello, si dirama la strada reale, uno dei percorsi più famosi della città, che collega le tre residenze dei sovrani polacchi.

La strada, infatti, parte dal palazzo reale, prosegue verso il maestoso parco Lazienki e termina presso la residenza estiva di Wilanow. L’intero percorso è lungo circa 15 chilometri, ma il cosiddetto “tratto cittadino” riguarda i primi 4 chilometri della strada che prima prende il nome di Via di Cracovia e poi di Nowy Świat (letteralmente “via del Nuovo mondo”).

La strada reale è stata trascurata per lungo tempo e solo negli ultimi decenni è tornata al suo antico splendore. Oggi, infatti, rappresenta una delle passeggiate più belle ed eleganti di Varsavia, lungo il suo tragitto è possibile imbattersi in alcuni degli edifici più importanti della città.

Per esempio, provenendo dal Palazzo reale, si incontra prima la chiesa di Sant’Anna, una delle più decorate della città, con interni barocchi. Fatta costruire a metà del 1400 dai duchi di Masovia. Poi c’è il Palazzo presidenziale, uno degli edifici più grandi della città. Realizzato in stile neoclassico.

E proprio di fronte c’è Palazzo Potoski, un maestoso edificio in stile barocco e rococò, oggi sede del ministero della cultura.

Il Castello Reale di Varsavia: informazioni pratiche per la visita

I periodi migliori per visitare il Castello Reale di Varsavia sono la primavera e l’estate che, grazie al clima mite e alle giornate più lunghe, permettono di esplorare anche i dintorni della Città Vecchia.

Il Castello Reale di Varsavia è aperto al pubblico tutti i giorni, tranne il lunedì. Gli orari variano a seconda della stagione. I biglietti possono essere acquistati direttamente presso la biglietteria del castello o online, evitando così eventuali code. Tutti i mercoledì l’ingresso è gratuito!

Se preferisci una visita più tranquilla, scegli i giorni feriali, al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando l’affluenza è generalmente minore.

Inoltre il castello ospita regolarmente mostre temporanee ed eventi culturali.

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EQUINOZIO DI PRIMAVERA: RITI e CREDENZE

L’equinozio di primavera segna il momento in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata, dando ufficialmente inizio alla stagione del risveglio.

Questo evento astronomico, che cade tra il 19 e il 21 marzo, è stato celebrato fin dall’antichità con riti e tradizioni che simboleggiano il rinnovamento, la fertilità e la rinascita.

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Scopriamo insieme alcune delle tradizioni più affascinanti legate a questo passaggio.

L’Equinozio nell’Antichità: Roma e Oltre

Gli antichi Romani associavano l’equinozio di primavera ai festeggiamenti in onore di Cibele e Attis, divinità legate alla fertilità e al ciclo della natura. Il rito più significativo era il Hilaria, celebrato il 25 marzo, in cui si festeggiava la resurrezione di Attis, simbolo della vita che rinasce dopo l’inverno.

Anche nell’Antico Egitto, l’equinozio era un momento sacro: si dice che le piramidi di Giza fossero allineate con precisione ai principali eventi solari. Invece per i Maya di Chichén Itzá, in Messico, l’ombra proiettata dalla piramide di Kukulkán durante l’equinozio sembrava raffigurare un serpente che scende lungo la scalinata, un potente simbolo di trasformazione.

Tradizioni Italiane: Il Falò di San Giuseppe

In Italia, una delle tradizioni più radicate legate al passaggio tra inverno e primavera è il Falò di San Giuseppe. Celebrato il 19 marzo, soprattutto nel Sud Italia, questo rito consiste nell’accendere grandi fuochi per salutare l’inverno e propiziare la bella stagione. Il fuoco simboleggia la purificazione e il rinnovamento, bruciando il passato per lasciare spazio al nuovo.

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Un’altra usanza italiana è legata al Calendimaggio, una festa popolare che si svolge in alcune regioni, come in Umbria e Toscana, con canti, balli e rievocazioni storiche per celebrare l’arrivo della primavera.

L’equinozio di primavera: riti esoterici e spirituali

L’equinozio di primavera è considerato anche un momento di forte energia spirituale.

In molte tradizioni esoteriche, rappresenta un periodo di equilibrio e rinnovamento interiore. Secondo la Wicca, ad esempio, l’equinozio (chiamato Ostara) è una celebrazione della luce crescente, in cui si accendono candele e si compiono rituali di fertilità ed abbondanza.

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Anche nella filosofia orientale, l’equinozio è un momento di armonia: in Giappone, il Shunbun no Hi è una festività dedicata alla natura ed alla riflessione, in cui si visitano le tombe degli antenati per onorarne la memoria.

Dunque che si tratti di antiche celebrazioni romane, falò tradizionali o rituali spirituali, l’equinozio di primavera è da sempre un simbolo di rinascita e trasformazione.

È un momento perfetto per lasciare andare il passato e accogliere le nuove opportunità della stagione.

Quale di queste tradizioni ti affascina di più?

Leggi anche: LA NOTTE DI SAN GIOVANNI

5 IDEE PER VIAGGI DI PRIMAVERA

5 DESTINAZIONI PERFETTE PER I TUOI VIAGGI DI PRIMAVERA TRA NATURA E CULTURA

La primavera è il momento ideale per partire: il clima è mite, la natura si risveglia e molte città si animano con eventi e festival. Se stai cercando la meta perfetta per un viaggio che unisca bellezza naturale e cultura, ecco cinque destinazioni da non perdere.

1. Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – Italia

Per chi ama la natura, il Parco Nazionale d’Abruzzo è un paradiso primaverile. I sentieri escursionistici diventano perfetti per trekking leggeri, immersi in boschi rigogliosi e tra pascoli in fiore. Uno dei percorsi più belli è quello che conduce alla grotta delle Fate, nella suggestiva cornice della Val Fondillo. Il sentiero si snoda tra boschi di faggi secolari, ruscelli cristallini e radure fiorite. Lungo il tragitto, il silenzio è interrotto solo dal canto degli uccelli e dal mormorio dell’acqua. Alla fine del percorso, la grotta appare incastonata nella roccia, avvolta dal mistero e dal fascino delle leggende locali, regalando ai visitatori un angolo di pura magia nel cuore del Parco.

Da non perdere anche la fioritura dei crochi e delle orchidee selvatiche, uno spettacolo unico a cui assistere ogni primavera.

2. Viaggi di primavera: Provenza – Francia

Famosa per i suoi campi di lavanda in estate, la Provenza è altrettanto affascinante in primavera. I mercati locali iniziano a riempirsi di prodotti freschi, e le città  come Avignone e Aix-en-Provence ospitano festival culturali e mostre d’arte.

Inoltre, per chi ama le passeggiate nella natura, il Parco Naturale del Luberon regala scenari incantevoli, tra vigneti, borghi medievali e fioriture di mandorli e ciliegi.

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3. Valle del Douro – Portogallo

Altra meta per i tuoi viaggi di primavera è il Portogallo.

Infatti se ami il vino e i paesaggi mozzafiato, la Valle del Douro è una scelta perfetta. In primavera, le colline terrazzate si tingono di verde e i vigneti iniziano a risvegliarsi. Oltre alle degustazioni nelle cantine locali, puoi esplorare la regione con un viaggio in barca lungo il fiume Douro o con un’escursione tra i sentieri panoramici della zona.

Porto, con il suo centro storico affacciato sul fiume, è la base ideale per esplorare la regione.

4. Viaggi di primavera: Lago di Bled – Slovenia

Il Lago di Bled è una delle perle della Slovenia, ancora più suggestivo in primavera. Il lago, circondato da foreste e montagne, offre la possibilità  di passeggiate rilassanti o escursioni più impegnative nei vicini sentieri del Parco Nazionale del Triglav. Imperdibile una gita in barca fino all’isoletta al centro del lago, dove si trova la pittoresca Chiesa di Santa Maria Assunta. Per chi invece ama la cultura, il castello di Bled, arroccato su una scogliera, regala una vista spettacolare ed un tuffo nella storia.

5. Siviglia – Spagna

Infine, se cerchi una destinazione culturale ricca di eventi primaverili, Siviglia è la scelta giusta. Ad aprile, la città  ospita la famosa Feria de Abril, una festa fatta di musica, danza e tradizioni andaluse. Il clima mite permette di visitare comodamente la Cattedrale, l’Alca¡zar e la Plaza de Espana, mentre gli aranci in fiore diffondono un profumo inebriante in tutta la città .

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Dunque che tu voglia esplorare la natura, ammirare le fioriture o immergerti nelle tradizioni locali, la primavera offre il contesto perfetto per un viaggio indimenticabile. Quale di queste mete ti ispira di più?

VARSAVIA: TOUR DELLA CITTA’ VECCHIA

Varsavia è una città ricca di storia e di cultura.

Troppo spesso, tuttavia, viene un po’ messa in ombra dalle altre capitali europee. Sicuramente Londra, Parigi o Berlino sono delle mete più convenzionali. Del resto la stessa cosa accade anche con altre città polacche, come per esempio Cracovia che, in genere, è più gettonata della stessa capitale.

Il fatto che Varsavia non sia una meta particolarmente comune me lo hanno confermato anche le difficoltà in cui mi sono imbattuta per riuscita a trovare una guida. Personalmente, infatti, sono un’appassionata di guide di viaggio, ma trovarne una di buona qualità interamente dedicata a Varsavia è stato praticamente impossibile!

La verità è che nell’immaginario collettivo questa città appare grigia e triste, legata alle tragedie della guerra. In definitiva quindi poco appetibile dal punto di vista turistico.

La realtà, però, è molto diversa!

Varsavia è letteralmente l’opposto di quanto in genere si possa pensare. È una città vitale, dinamica, in rapido sviluppo, che ha saputo unire armoniosamente passato e presente. Infatti, accanto al centro storico con i suoi edifici dai colori pastello, è sorta una città moderna, con alcuni dei grattacieli più alti d’Europa.

VARSAVIA: UN PO’ DI STORIA

Il luogo in cui oggi sorge il castello di Varsavia rappresenta il nucleo originario intorno al quale si sviluppò il primo centro abitato della città, fondata dai duchi di Masovia.

Alla fine del XIV secolo la città divenne la capitale del ducato ed iniziò ad espandersi al di fuori dell’originaria cerchia di mura inglobando anche la cosiddetta Città Nuova. Nel 1500, con la morte dell’ultimo duca di Masovia, Varsavia passò sotto il dominio diretto dei re di Polonia e nel 1596 re Sigismondo III Wasa vi spostò la propria residenza, facendone la nuova capitale del regno.

Successivamente si alternarono varie dominazioni straniere. Prima ci furono gli svedesi, poi gli austriaci, i prussiani ed infine i russi.

Nella seconda metà dell’ottocento, infatti, il regno di Polonia fu definitivamente abolito ed il suo territorio inglobato nell’Impero russo, inoltre la città e la sua popolazione furono sottoposti a quella che venne definita una “russificazione forzata”.

La Polonia ottenne l’indipendenza nel 1918, alla fine della prima guerra mondiale, ma nel 1939, con l’invasione tedesca, iniziò la pagina più oscura della sua storia. Alla fine della seconda guerra mondiale, infatti, Varsavia, come l’intera Polonia, era completamente distrutta. Si stima che circa l’85% degli edifici era stato devastato dalla guerra.

Nel 1955 fu sottoscritto il Patto di Varsavia. Un’alleanza militare tra i paesi del Blocco Sovietico, nata come contrapposizione alla NATO. Varsavia fu quindi la capitale della Repubblica Popolare Polacca, sotto l’influenza sovietica. Iniziò in quel periodo la ricostruzione della città e nel 1980 il centro storico della Città Vecchia venne iscritto tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

LA CATTEDRALE DI SAN GIOVANNI

La cattedrale risale al XIV secolo ed era sede dell’incoronazione e luogo di sepoltura dei duchi di Masovia. Nel 1944 venne distrutta dai bombardamenti tedeschi e ricostruita nel dopoguerra. La ricostruzione avvenne in stile gotico-baltico, sulla base di antiche stampe.

La chiesa è una sorta di panteon, infatti nella sua cripta sono sepolti molti personaggi illustri come alcuni membri della casata dei duchi di Masovia, presidenti della repubblica e premi Nobel.

VARSAVIA: PIAZZA DEL MERCATO

Uscendo dalla cattedrale proseguiamo verso la vicina piazza del mercato, nota anche come piazza della città vecchia. Si tratta della piazza più caratteristica di Varsavia, circondata su tutti e quattro i lati da palazzi eleganti, dai colori pastello. Al centro della piazza si trova la statua della Sirena, simbolo della città.

Andando in giro per le strade, i musei e le chiese di Varsavia, troverete ovunque l’immagine della sirena. Alcune volte il simbolo cittadino appare più stilizzato, altre volte è ricco di dettagli, ma in ogni caso vi accompagnerà sempre in giro per la città!

La sirena di Varsavia, secondo la leggenda, sarebbe la sorella della più celebre sirena di Copenaghen.

La versione più accreditata della storia che racconta che la sirena, nuotando nel Mar Baltico, arrivò nelle acque della Vistola, il fiume di Varsavia.

Uscì dall’acqua per riposarsi e fu notata dai pescatori, anche perché la sua presenza faceva scappare i pesci. I pescatori, allora, decisero di rinchiuderla in un sottotetto, lontano dall’acqua.

Fu allora che Wars, figlio di uno dei pescatori, la sentì piangere e decise di liberarla. Lei, per ringraziarlo, promise di proteggere la città e i suoi abitanti. Infatti è sempre ritratta con lo scudo e la spada sguainata, in atto di difendere.

Questa leggenda s’intreccia con quella dell’origine del nome della città che sarebbe nato dall’unione del nome del ragazzo Wars e della sirena Sawa.

La statua che si trova in Piazza del mercato, tuttavia, è una copia, l’originale si trova all’interno del vicino Museo di Varsavia.

IL MUSEO DI VARSAVIA

Il museo si affaccia proprio sulla piazza e credo che visitarlo sia il modo migliore per conoscere o approfondire la conoscenza della città. Questo museo, infatti, possiede una collezione che ripercorre la storia di Varsavia, dalle origini, quando era praticamente un villaggio, fino alla sua distruzione, avvenuta nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Nel Museo sono esposti circa 300.000 oggetti legati alla città e distribuiti in una ventina di sale che trattano tematiche diverse. Al piano terra c’è un percorso che ricostruisce la storia di Varsavia attraverso i dati numerici, come per esempio il numero di abitanti che la città ha avuto, quanti di loro erano effettivamente nati nella capitale e quanti vi erano immigrati, quali erano i tipi di lavori più diffusi in un certo periodo storico, eccetera.

Negli altri piani, invece, si susseguono opere d’arte, oggetti rinvenuti negli scavi archeologici e abiti originali di varie epoche storiche. Tra tutto, però, spicca la parte dedicata alla seconda guerra mondiale, alla devastazione che ne seguì ed alla successiva ricostruzione.

Visitare il Museo di Varsavia è un modo eccellente per immergersi nella storia della città e, per chi volesse approfondire ulteriormente l’argomento, si può proseguire visitando anche il Museo dell’Insurrezione di Varsavia che racconta, attraverso foto e documenti, l’insurrezione dei militari e del popolo di Varsavia contro il dominio Nazista. L’insurrezione avvenne tra il 1 agosto e il 2 ottobre 1944. Ed è stata l’avvenimento più importante per la storia della città e più in generale di tutta la Polonia, profondamente provata dalla guerra e dal dominio tedesco.

IL BARBACANE

Riprendendo il nostro ideale percorso, dopo aver visitato piazza della città vecchia, potete proseguire verso il Barbacane. Il barbacane è una struttura difensiva medievale. Infatti nel XV secolo, per proteggere la Città Vecchia da eventuali attacchi esterni, furono avviati i lavori di costruzione delle mura di Varsavia. Per questo, fu costruito anche un bastione che sarebbe servito come torre di vedetta e come principale porta di accesso al centro della città.

In realtà questa fortificazione è stata usata per il suo scopo difensivo una sola volta nella storia di Varsavia: cioè durante l’invasione svedese del 1656.

Durante la Seconda guerra Mondiale, la struttura difensiva fu distrutta quasi completamente dai bombardamenti nazisti. Alcuni anni dopo, il bastione fu ricostruito con i mattoni originali recuperati tra le macerie. Oggi, sul Barbacane e sulle mura è visibile una sottile linea scura che rappresenta l’altezza delle fondamenta originali.

Attraversando l’antica porta si esce dalla città vecchia e si arriva in piazza della città nuova.

IL CASTELLO DI VARSAVIA

Il nostro tour della città vecchia di Varsavia termina con la visita del Castello.

Le origini di questo maestoso palazzo barocco risalgono al XIV secolo, quando venne costruito il suo nucleo originario, ovvero la Grande Torre.

A partire dal XVI secolo, la struttura originale del castello andò persa a causa di una serie di vicissitudini come invasioni straniere, incendi e bombardamenti. L’apice di tutte queste disgrazie fu raggiunto durante l’Insurrezione di Varsavia del 1944, quando le truppe tedesche bombardarono il Castello Reale riducendolo letteralmente in polvere.

Il castello fu ricostruito durante il regime comunista grazie alla cooperazione internazionale, ma soprattutto alla generosità del popolo polacco. Venne riaperto al pubblico nel 1984.

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NATALE E STORIE DI FANTASMI

Il Natale e le storie di fantasmi sono un binomio molto antico.

Oggi, infatti, le feste natalizie sono considerate un momento di gioia da trascorrere con la famiglia. In passato, invece, questo periodo dell’anno era fortemente legato ai rituali del solstizio d’inverno.

Il solstizio era considerato un periodo di passaggio ed era circondato da un’aura di mistero e magia. Si celebrava la fine del raccolto e ci si preparava ad affrontare la stagione fredda. I brevi giorni, ma soprattutto le lunghe notti che caratterizzano da sempre questo periodo dell’anno, erano considerate il momento più propizio per entrare in contatto con il mondo degli spiriti.

I DRUIDI E I CELTI

Secondo la tradizione druidica, tra le creature più avvezze alle apparizioni durante il periodo del solstizio d’inverno ci sarebbe il “Popolo dei Sìdhe”. Si tratta di un popolo fatato che, secondo la mitologia nordica, è composto da folletti, fate, elfi e gnomi.

Il Sidh, invece, è l’oltretomba celtico. Un mondo felice, parallelo a quello umano, e dimora del Popolo dei Sìdhe.

Esisteva poi lo Spirito di Yule, uno spirito che aveva il compito di portare gioia e amore nelle case nella notte del solstizio.

Inoltre si credeva che in questa notte gli spiriti dei defunti andassero a trovare i propri cari sulla terra.

NATALE E STORIE DI FANTASMI: L’INGHILTERRA VITTORIANA

Con il passare dei secoli, le credenze nordiche legate al solstizio d’inverno si sono fuse con quelle di origine cristiana legate al Natale. Il risultato è stata la nascita di tantissime storie e leggende che aleggiano intorno a questo periodo dell’anno. L’epoca d’oro della loro diffusione fu il periodo vittoriano.

Il racconto ci aveva tenuti col respiro sospeso attorno al focolare, ma, salvo l’ovvia osservazione che era raccapricciante come è giusto che sia una strana storia narrata la vigilia di Natale in una vecchia casa… H. James (Il giro di vite)

Fonte: pixabay

Cosa c’è di più inglese di una famiglia che legge “A Christmas Carol” riunita intorno al focolare, la sera della vigilia di Natale?

Era il 1843 quando vide la luce l’opera – forse più celebre! – di Charles Dickens. Una storia di natalizia fatta di spiriti e speranza di redenzione che consacrò definitivamente il legame tra i fantasmi ed il Natale.

IL RESTO D’EUROPA

Tuttavia sarebbe sbagliato pensare che i racconti di fantasmi durante il periodo natalizio siano una prerogativa unicamente inglese. Infatti la narrazione spaventosa, o spesso fiabesca, è tipica di molte zone, soprattutto rurali, di tutta l’Europa.

“Le fiabe del focolare” recuperate dai Grimm si collocano proprio in questa tradizione. Le storie erano raccontate dalle donne, spesso le anziane di casa, mentre la famiglia si scaldava attorno al camino. Le donne filavano o si dedicavano al cucito, gli uomini sonnecchiavano e, per intrattenere i bambini, le storie prendevano forma, rinnovando una lunga ed antica forma di trasmissione orale della conoscenza.

Il Romanticismo segnò un ritorno alla fiaba, al mito e alla leggenda. Sebbene quella dei fratelli Grimm sia ancora oggi l’opera più famosa, non furono i soli a compiere queste operazioni di recupero. Molti altri ricercatori si addentrarono nello stesso affascinante campo, anche nel secolo successivo. Purtroppo, però, molte storie e leggende andarono ugualmente perdute, semplicemente perché era già troppo tardi per salvare dall’oblio.

NATALE E STORIE DI FANTASMI: CONSIGLI DI LETTURA

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Oggi il legame tra i fantasmi ed il Natale si è allentato, ma non è svanito, come dimostrano le tante antologie e racconti a tema che si possono facilmente trovare sugli scaffali delle librerie.

Ecco qualche suggerimento:

Natale con i fantasmi – AA.VV. – Neri Pozza Editore. Una raccolta di 8 racconti terrificanti, tutti accumunati da un rigido clima invernale e dall’immancabile atmosfera vittoriana.

Tutti i racconti di fantasmi – M.R. James – Newton Compton Editori. 31 racconti che sono diventati un classico del genere. Storie sovrannaturali popolate da spiriti, fantasmi e agghiaccianti apparizioni.

Storie di fantasmi per il dopocena – J. Jerome – Mattioli 1885. Un piccolo capolavoro in cui si alternano fantasmi e umorismo.

Ogni volta che cinque, sei inglesi si raccolgono intorno a un fuoco, la Vigilia di Natale, incominciano a raccontarsi storie di fantasmi. Non siamo soddisfatti, la Vigilia di Natale, se ognuno non racconta i suoi aneddoti – autentici – sugli spettri.  J. Jerome

Adesso non vi resta che spegnere le luci, accendere l’albero di Natale e magari un piccolo lume, accoccolarvi sul divano con una coperta e una tisana calda. E buona lettura a tutti!

Leggi anche: STORIA DELL’ALBERO DI NATALE

NATALE IN ITALIA: LE CITTA’ PIU’ BELLE

Nelle settimane che precedono il Natale, le luci, gli addobbi e le decorazioni invadono le strade, i quartieri e le piazze di tutto il mondo. E se è vero che ogni cosa sembra essere pervasa dalla magia di questo periodo, è vero anche che alcune città, più di altre, sembrano incarnare alla perfezione questo spirito natalizio.

Nel preparare l’elenco delle 5 città italiane più belle da visitare a Natale,  ho volutamente tenuto fuori le mete più convenzionali (come Roma, Napoli e Milano) per fare spazio ad altre città ugualmente interessanti per storia, arte, eventi e spettacoli, ma soprattutto per la magia natalizia che trasmettono.

NATALE A TRENTO

Tra le città italiane più belle a Natale non poteva assolutamente mancare Trento! Il motivo è semplice: i suoi splendidi mercatini natalizi! Ma non è tutto! Trento ha un magnifico centro storico in cui si possono ammirare testimonianze risalenti all’epoca romana, al Medioevo ed al Rinascimento. Assolutamente imperdibili sono: la cattedrale di San Virgilio, in stile romanico, che sorge nell’omonima piazza, sopra ad un’antica basilica paleocristiana; ed il castello del Buonconsiglio, il più importante di tutto il Trentino, residenza dei principi vescovi e simbolo della città.

VERONA

Verona emana sempre un fascino romantico, ma durante il periodo natalizio da il meglio di se’!

E’ una città dall’anima antica, con il suo centro storico che si sviluppa lungo il fiume Adige. 

A dicembre si illumina. Le piazze principali si animano con i mercatini e l’arena diventa il teatro di una mostra internazionale di presepi che arrivano da tutto il mondo. Basta passeggiare tra le sue stradine medievali per vivere la magia del Natale.

Se vuoi saperne di più sulla città di Romeo e Giulietta leggi anche: UN WEEK-END A VERONA

FIRENZE A NATALE

Partendo dal presupposto che per me “Florence is always a good idea!”, c’è da dire che nel periodo natalizio la città è ancora più affascinante del solito.

Da Dicembre alla prima settimana di gennaio, infatti, Firenze brilla grazie al “Green Line”, un bellissimo festival delle luci.

Quest’anno, con l’obiettivo di ridurre il carico energetico, si è scelto di concentrarsi su istallazioni di alta qualità concettuale, piuttosto che sulla quantità. Firenze si “accenderà” tutti i giorni dalle 17:30 alle 24:00, grazie ad una serie di luci artistiche tra cui l’iconica proiezione su Ponte Vecchio.

Inoltre la piazza della Basilica si Santa Croce ospiterà i mercatini di Natale dal 21 novembre al 17 dicembre. 

URBINO

Questa splendida cittadina marchigiana, durante il periodo natalizio, diventa il teatro della manifestazione “Le vie dei presepi”. Le istallazioni sono tantissime e, soprattutto, sono sparse ovunque nella città: dalle vetrine dei negozi, alle Chiese ed ai palazzi d’epoca! Visitare la mostra diventa, quindi, un modo per scoprire la bellezza della città di Raffaello!

Per saperne di più su Urbino leggi anche: COSA VEDERE AD URBINO IN UN GIORNO

MATERA

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Ogni anno, durante il periodo natalizio, nella città di Matera si svolgono numerosi eventi a tema, in grado di creare atmosfere affascinanti e suggestive. Uno di questi è il presepe vivente. Un evento straordinario ed unico nel suo genere, proprio per la naturale somiglianza della città con la Nazareth cristiana. Quest’anno in particolare la manifestazione prende il nome di “Il presepe d’Italia: Luce sul futuro”. Si svolgerà su un percorso lungo circa 4 km, partendo dal centro storico attraversando il sasso Barisano ed il sasso caveoso con oltre 200 presenze tra attori professionisti, figuranti, rievocatori storici e compagnie teatrali provenienti da tutta Italia.

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IL PRESEPE: STORIA E TRADIZIONI

L’albero di Natale ha certamente il suo fascino… ma il presepe!?

In questi giorni in cui tutti stanno recuperando da cantine e garage scatoloni pieni di addobbi, luci e statuine non potevo non parlare del presepe.

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UN PO’ DI STORIA

Correva l’anno 1223 quando Francesco d’Assisi, di ritorno dalla Terra Santa, si recò all’eremo di Greccio. Poiché quel luogo gli apparve molto simile a Betlemme, per celebrare il Natale decise di ricreare l’immagine della Natività. Quindi allestì  una mangiatoia, fece portare della paglia, un asino ed un bue, e poi celebrò l’Eucarestia.

Dopo la canonizzazione di San Francesco, moltissime persone vollero replicare quello che aveva fatto il poverello di Assisi. Nacquero così sia le rappresentazioni viventi  che il presepe come lo conosciamo oggi, con statue, casette, e scenografie varie.

Una tradizione tutta italiana dunque, che col tempo si è diffusa nel mondo!

In effetti la Natività è sempre stato un tema pittorico molto utilizzato, le prime testimonianze risalgono addirittura al III secolo, quando un artista ignoto rappresentò la nascita di Gesù nelle catacombe di Priscilla a Roma.

Tuttavia fu solo nel Medioevo – complice la fama di San Francesco!- che la Natività divenne un tema di gran moda tra gli artisti. Basti pensare agli affreschi di Giotto nella Basilica superiore di Assisi, oppure alle successive opere di Piero della Francesca e Botticelli.

Intorno al XVI secolo, soprattutto all’interno delle chiese nell’Italia centrale, si iniziò a rappresentare la Natività con delle statuine poste in ambientazioni naturali. Fu così che il presepe incontrò l’estro artistico degli artigiani partenopei che iniziarono a dar vita a statue in terracotta lavorate a mano e arricchite da tessuti raffinati e preziosi.

Ora che sappiamo come è nata e come si è evoluta la tradizione del presepe non ci resta che scoprire alcuni dei Presepi Viventi più belli e caratteristici d’Italia e le relative date 2024/2025 (date e orari potrebbero variare quindi prima di partire controllate sempre i rispettivi siti internet!).

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PRESEPE VIVENTE DI GRECCIO

Ovviamente questo excursus non poteva che iniziare dal Presepe Vivente più antico del mondo, quello di Greccio! Questo piccolo borgo del reatino tornerà a trasformarsi in Betlemme per la 801esima volta in queste date: 7, 8, 14, 15, 21, 22, 24, 26, 27, 28, 29 e 30 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025. Sempre alle ore 17:40 (primo spettacolo) ed alle ore 18:40 (secondo spettacolo), tranne il giorno 24 in cui si terrà un unico spettacolo alle ore 23:00.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: prolocogreccio

MATERA

Il Presepe Vivente nei Sassi di Matera, alla sua XIII edizione, avrà come titolo “Il presepe d’Italia: Luce sul futuro”.

La manifestazione si svolgerà su un percorso lungo circa 4 km, partendo dal centro storico attraversando il sasso Barisano ed il sasso caveoso con oltre 200 presenze tra attori professionisti, figuranti, rievocatori storici e compagnie teatrali provenienti da tutta Italia. L’itinerario, toccherà tutti gli scorci già noti per essere stati le location di numerosi film che hanno consacrato Matera quale la “Gerusalemme del Sud Italia”. Le date dell’evento sono: 7, 8, 14, 15, 21, 22, 28 e 29 dicembre 2024; 4 e 5 gennaio 2025. Il prezzo del biglietto intero è di 12 Euro; mentre quello ridotto è di 5 Euro. I bambini fino a 5 anni possono accedere gratuitamente.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepematera

TRICASE

Altro Presepe Vivente da tenere in considerazione è quello che si svolge a Tricase in provincia di Lecce. E’ tra i più visitati in Italia, ha luogo in una cornice paesaggistica davvero molto suggestiva ed è particolarmente legato alle tradizioni ed al folklore locale. Le date sono: 25, 26, 28 e 29 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025; dalle 17:00 alle 20:30.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepeviventetricase

IL PRESEPE DI CIVITA DI BAGNOREGIO

Il Presepe Vivente di Civita di Bagnoregio è da molti considerato uno dei più belli al mondo in quanto si svolge in un’ambientazione unica nel suo genere. Le date sono: 26 e 29 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025 dalle ore 16:00 alle ore 19:00.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepevivente

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COSA FARE A NATALE IN ABRUZZO

Il periodo di Natale in Abruzzo è ricco di iniziative ed esperienze tutte da scoprire.

Questa regione, infatti, è una meta affascinante durante tutto l’anno, ma nel periodo di Natale diventa ancora più suggestiva.

Oltre ai classici mercatini, si possono visitare splendidi borghi, castelli maestosi e viaggiare a bordo della “Transiberiana  d’Italia”.

Ecco, dunque, alcune idee ed informazioni pratiche su cosa fare nel periodo di Natale in Abruzzo.

MERCATINI DI NATALE IN ABRUZZO

L’AQUILA

I mercatini offrono la possibilità di vivere la magia del Natale nel centro storico del capoluogo abruzzese addobbato a festa.

Circondata dalla splendida cornice delle vette degli Appennini, L’Aquila continua il suo percorso di rinascita anche attraverso questo tipo di iniziative che contribuiscono a rianimare il centro città, danno nuova luce ai monumenti storici e propongono squisite degustazioni delle eccellenze enogastronomiche locali.

Dall’8 Dicembre al 6 Gennaio, i mercatini di Natale animeranno Corso Vittorio Emanuele con le tradizionali casette in legno dove trovare prodotti artigianali, dolci tipici come i torroni e decorazioni natalizie. 

AVEZZANO

Nella città di Avezzano ogni anno si tiene la manifestazione “Magie di Natale” con l’allestimento del mercatino in piazza Risorgimento, nel cuore del centro storico. 

Le casette di legno espongono prodotti di artigianato locale e delizie enogastronomiche tipiche (come gli arrosticini!) e tante golosità natalizie.

Ci saranno anche una pista di pattinaggio sul ghiaccio ed il trenino di Babbo Natale per fare un giro tra le vie addobbate della città.

Per scoprire tutti i mercatini che si svolgeranno in Abruzzo si può consultare il sito: mercatinidinatale.it

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VISITARE ROCCA CALASCIO

Ovviamente ogni periodo dell’anno ha il suo fascino, ma visitare Rocca Calascio nel periodo natalizio è davvero magico. Se poi è già caduta la prima neve, il castello e le vallate circostanti avranno un aspetto decisamente fiabesco!  

Il Castello di Rocca Calascio è visitabile tutto l’anno, salvo condizioni meteo davvero avverse. La visita è libera, dalle 9.00 fino al tramonto.

Per saperne di più su questo maestoso maniero, simbolo dell’Abruzzo e inserito dal National Geographic tra i 15 castelli più belli al mondo, puoi leggere: IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO

NATALE IN ABRUZZO: LA TRANSIBERIANA ITALIANA

Un’altra bellissima esperienza che è possibile fare nel periodo di Natale (e non solo!) è quella di regalarsi un viaggio nel tempo sulla suggestiva “transiberiana italiana”.

Questo appellativo, carico di forza evocativa, è il nome con cui è conosciuta la Ferrovia dei Parchi. La linea venne inaugurata nel 1897 per consentire il collegamento dagli Abruzzi con il versante tirrenico e Napoli, tanto da essere nota anche come “la Napoletana”.

I binari della Ferrovia dei Parchi attraversano le aree protette del Parco Nazionale della Maiella, del Parco Nazionale d’Abruzzo e della riserva MaB Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise.

L’espressione “Transiberiana d’Italia” nacque, invece, nel 1980.

Luciano Zeppegno, giornalista e scrittore, trovandosi a viaggiare su questa linea, fu testimone di una improvvisa nevicata nella zona degli Altipiani Maggiori d’Abruzzo. L’impressione di trovarsi circondato da un paesaggio siberiano di ben altre latitudini lo suggestionò a tal punto da scrivere un articolo su questa esperienza, pubblicato sulla rivista “Gente Viaggi”, in cui appunto parlava della “Transiberiana d’Italia”.

Trent’anni dopo l’associazione culturale le Rotaie ha ripreso l’appellativo nella speranza che potesse suscitare interesse nell’opinione pubblica scongiurando la dismissione della linea. Cosa che, fortunatamente, è accaduta!

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CURIOSITA’ ED INFORMAZIONI

Le carrozze impiegate sono le cosiddette “cento porte”, vetture risalenti agli anni ’30, dai suggestivi interni e sedute in legno, composte ciascuna da 4 ambienti da 24, 16, 16 e 24 posti, con porte di salita/discesa da entrambi i lati.

Vi è poi l’impiego di una carrozza “corbellini”, vettura più recente, risalente agli anni ’50, con due ambienti da 32 posti.

Il biglietto per viaggiare sulla transiberiana d’Italia è acquistabile esclusivamente sul sito ferroviadeiparchi.

Nel periodo delle feste vengono organizzati degli speciali “Treni di Natale” che consentono di visitare molti dei tradizionali mercatini.

Per altre idee su cosa visitare in Abruzzo:

DOVE SOGGIORNARE

Le case vacanza “Le Masserie” si trovano a Villetta Barrea, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Villetta Barrea, infatti, occupa una posizione strategica all’interno del Parco, tanto che con brevi spostamenti in auto è possibile raggiungere la Camosciara, Pescasseroli, il lago di Scanno, Forca d’Acero, la Val Fondillo e tanti altri luoghi tra i più belli del centro Italia.

Per saperne di più clicca qui!

MERCATINI DI NATALE IN ITALIA

I mercatini di Natale hanno una storia ultracentenaria.

Il primo documento scritto in cui se ne parla ufficialmente risale al 1434. In quel periodo, infatti, nella città di Dresda si iniziarono ad organizzare le prime fiere di piccoli artigiani.

Da allora i mercatini si sono diffusi in tutto il Nord Europa e poi in ogni angolo del mondo, Italia inclusa!

In questo articolo faccio un breve excursus tra i mercatini di Natale che si possono trovare nelle varie zone d’Italia.

Alcuni sono dei must, mentre altri sono forse un po’ meno conosciuti. In ogni caso lo scopo è sempre lo stesso: trasformare ogni occasione in un viaggio alla scoperta del nostro Paese!

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I MERCATINI DI NATALE “ORIGINALI” DELL’ALTO ADIGE

Bolzano, Merano, Bressanone, Vipiteno e Brunico: sono i 5 mercatini “originali” dell’Alto Adige.

Hanno in comune l’atmosfera romantica e l’attenzione alla sostenibilità.

A Bressanone è possibile passeggiare in carrozza per le vie della città e ammirare presepi, sculture in legno e altri oggetti di artigianato. Mentre le specialità tipiche della Valle Isarco allietano il palato di grandi e piccoli buongustai. Inoltre è possibile godersi della musica natalizia nella cornice di Piazza del Duomo, circondati da maestose dimore centenarie.

A Merano, invece, l’appuntamento è tra le casette di legno che esporranno tutti i prodotti tipici altoatesini, illuminati da uno scenografico allestimento di luci. Qui le melodie natalizie ed il profumo dei dolci appena sfornati che aleggia nell’aria contribuiscono a creare un’autentica magia di Natale.

Cangianti ghirlande luminose, originali idee regalo e squisite prelibatezze per solleticare il palato. Dall’Avvento fino a inizio gennaio 2025, la città medievale di Vipiteno mette in mostra il suo lato più romantico e si trasforma in un’autentica fiaba invernale.

GLI ALTRI MERCATINI DEL TRENTINO (TRENTO E DINTORNI)

Il mercatino di Trento si svolgerà dal 23 novembre 2024 al 6 gennaio 2025.

Le casette di legno animeranno il cuore della città, tra piazza Fiera e piazza Cesare Battisti.

Negli chalet si potranno trovare tutte le eccellenze artigianali locali, mentre a quelle eno-gastronomiche sarà dedicato un intero angolo gourmet chiamato “Sapori del Mercatino”.

Il mercatino di Trento è anche un ottimo punto di partenza per visitarne tanti altri allestiti nei piccoli borghi vicini. Come per esempio Rovereto oppure Avio che accoglierà i visitatori nel suo castello addobbato a festa.

AOSTA

Il Marché Vert Noël di Aosta si svolgerà dal 23 novembre 2024 fino al 6 gennaio 2025.

Il mercatino natalizio trasforma alcuni luoghi della città, come le piazze Roncas, Caveri e Giovanni XXIII, in incantevoli villaggi alpini.

Ogni giorno i visitatori potranno curiosare alla ricerca di originali idee regalo. Le produzioni artigianali esposte comprendono oggetti in legno, articoli di antiquariato, accessori di abbigliamento, addobbi natalizi, prodotti eno-gastronomici tipici valdostani, dolciumi e pasticceria.

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CANDELARA

Candelara è uno dei piccoli e meravigliosi borghi della provincia di Pesaro e Urbino, con un centro storico molto caratteristico, circondato da una cinta muraria quattrocentesca.

In occasione del Natale ospiterà uno dei mercatini più romantici in assoluto: “Candele a Candelara”.

Il nome è dovuto al fatto che le grandi protagoniste dell’evento saranno proprio le candele. Innanzitutto perché saranno esposte nelle varie casette di legno, insieme a tanti altri oggetti legati all’artigianato e all’enogastronomia. E poi perché saranno proprio le candele ad illuminare il borgo. Infatti ogni giorno della manifestazione, sul far della sera, la luce elettrica verrà spenta e, per 15 minuti, tutto sarà illuminato solo dalla calda luce delle candele!

Candele a Candelara si svolgerà nelle seguenti date: 23-24-30 Novembre e 1-7-8-14-15 Dicembre 2024.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: candelara.it

MERCATINI DI NATALE IN ITALIA: AREZZO

Arezzo è tra le città più belle da visitare in questo periodo dell’anno. Nella meravigliosa location di Piazza Grande, infatti, tornerà per la nona volta il “Villaggio Tirolese”.

Imperdibile per tutti gli appassionati di prodotti artigianali tipici del Tirolo, dell’Austria e della Germania.

I mercatini saranno aperti da oggi, sabato 16 novembre, fino a domenica 29 dicembre 2024, dal giovedì alla domenica!

Per ulteriori informazioni: mercatininatalearezzo.it

MONTEPULCIANO

Circondati dalla bellezza medievale di questo borgo toscano si potrà visitare il “Villaggio di Natale” che ospita il più grande mercatino del Centro Italia ed il Castello di Babbo Natale, ricco di sorprese e attrazioni, non solo per i più piccoli.

L’evento, giunto alla sua XI edizione, si svolgerà nei weekend 16-17 novembre, 23-24 novembre, 30 novembre – primo dicembre, 6-8 dicembre, 14-15 dicembre, e dal 20 dicembre al 6 gennaio 2025.

Per ulteriori informazioni si può visitare il sito: nataleamontepulciano

MERCATINI DI NATALE IN ITALIA: L’AQUILA

Circondata dalla splendida cornice delle vette degli Appennini, L’Aquila continua il suo percorso di rinascita.

I mercatini, infatti, contribuiscono a rianimare il centro città, danno nuova luce ai monumenti storici e propongono squisite degustazioni delle eccellenze enogastronomiche locali.

Dall’8 Dicembre al 6 Gennaio, i mercatini di Natale animeranno Corso Vittorio Emanuele con le tradizionali casette in legno dove trovare prodotti artigianali, dolci tipici come i torroni e decorazioni natalizie. 

CASTELLO DI LIMATOLA (BENEVENTO)

Limatola è un piccolo borgo sannita a circa mezz’ora dalla Reggia di Caserta.

Il suo castello normanno ospiterà la manifestazione “Cadeau al Castello” in cui si potrà andare in giro per mercatini, ma anche divertirsi con gli elfi e fare visita a Babbo Natale.

L’apertura è prevista per i giorni 8, 9 e 10 novembre e poi ininterrottamente dal 15 novembre all’8 dicembre 2024.

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