PARCHI E GIARDINI DI BUDAPEST

Se stai pensando di visitare Budapest, può esserti utile avere qualche informazione in più anche sulle sue aree verdi.

Parchi e giardini sono delle vere e proprie oasi nel cuore della città, meta ideale per passeggiare e rilassarsi dopo aver visitato i monumenti più importanti.

Il parco Városliget e l’isola Margherita sono le due principale aree verdi di Budapest, ricche non solo di alberi e vialetti ombrosi, ma anche di storia!

IL PARCO VÁROSLIGET

Innanzitutto questo parco vanta un primato mondiale, infatti è stato il primo parco pubblico del mondo!

Si tratta dell’area verde più importante di Budapest ed il suo ingresso si trova in prossimità della celebre Piazza degli Eroi.

Le attività che si possono svolgere nel parco sono tantissime e molto diverse tra loro. Infatti al suo interno è possibile fare un romantico giro sul Lago Városliget noleggiando una delle barchette disponibili; ma anche dare un’occhiata alla città dall’alto di una mongolfiera; o ancora visitare il Castello Vajdahunyad che ospita il Museo Reale dell’Agricoltura; mentre in inverno ci si può divertire sulla grande pista di pattinaggio.

Nel 1896, per festeggiare il primo millennio di storia dell’Ungheria, furono organizzate delle grandiose celebrazioni che portarono alla realizzazione di molte opere poi diventate dei veri e propri simboli di Budapest. Basti pensare alla stessa Piazza degli Eroi che, al centro, ospita il Monumento del Millennio costituito da una colonna trionfale sormontata dalla statua dell’arcangelo Gabriele.

Anche il Castello Vajdahunyad fu costruito per le celebrazioni del Millennio del 1896. Inizialmente, infatti, il castello venne realizzato in legno e cartone poiché era destinato alla sola mostra millenaria, ma divenne così popolare che fu ricostruito in pietra e mattoni ed oggi ospita il Museo agricolo. E’ stato costruito sul modello di un castello della Transilvania in cui si mescolano stili architettonici diversi come il romanico, il gotico, il rinascimentale ed il barocco.

In prossimità del castello c’è anche una piccola e graziosa chiesa in cui è possibile assistere a concerti d’organo!

Ma, soprattutto, c’è la statua dell’Anonimo, un personaggio misterioso che fu cronista di un re ungherese, probabilmente Béla III (1148-1196), e racchiuse tutto il suo sapere nell’opera Gesta Hungarorum.  Secondo la leggenda, toccare la statua porterebbe fortuna agli aspiranti scrittori!

BUDAPEST IN MONGOLFIERA

Invece, per ammirare il panorama di Budapest con un volo in mongolfiera, basta avvicinarsi alla cosiddetta “collina Mimosa”, una piccola collina del parco dove è ormeggiato l’aeromobile. Il viaggio verticale dura in totale 15 minuti: 5 minuti per arrivare all’altezza massima, 5 minuti per godersi il panorama e altri 5 per ritornare con i piedi per terra.

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I voli sulla città non sono una novità: il primo esempio ben documentato, è quello del 1896 in occasione delle stesse celebrazioni del Millennio Ungherese per le quali venne costruita la piazza degli Eroi ed il castello.

Infine il parco ospita alcune delle attrazioni più importanti della città, come i Bagni Széchenyi – che, insieme ai Bagni Gellert, sono una delle stazioni termali più importanti di Budapest – il Museo di Belle Arti, lo Zoo e il Giardino Botanico.

BUDAPEST: L’ISOLA MARGHERITA

L’isola Margherita (in ungherese Margit-sziget) è un’isola del Danubio, lunga 2770 metri, larga fino a 515 metri. Due ponti la collegano alle rive della città, il ponte Árpád dal lato di Buda ed il ponte Margit dal lato di Pest.

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Originariamente l’isola era chiamata Nyulak szigete, ovvero isola delle lepri. Il nome attuale deriva da santa Margherita d’Ungheria, figlia di Béla IV, che visse nel monastero delle Domenicane di Santa Maria, fatto erigere dal padre e situato sulla medesima isola.

Oggi l’isola è diventa un parco in cui rifugiarsi per sfuggire al caos cittadino o fare sport. E’ molto frequentata nei giorni festivi, per passeggiate e pic-nic, e durante l’estate, per via dei suoi numerosi impianti sportivi e delle sue piscine.

Sull’isola si possono ammirare anche: un piccolo giardino giapponese; il Memoriale del Centenario del 1973, che commemora il centesimo anniversario dell’unificazione della città; il Pozzo musicale, situato vicino al ponte Árpád; la Fontana musicale, posta nei pressi al ponte Margit, vicino alla quale si suona della musica e, in estate, si eseguono spettacoli di luce; ed infine un serbatoio idrico a torre ottagonale, alta 57 metri, costruita in stile Art Nouveau nel 1911.

La Fontana Musicale ed il Serbatoio a torre sono siti protetti dall’UNESCO.

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10 COSE DA VISITARE A BUDAPEST

Budapest, la capitale ungherese, è una delle città più affascinanti e controverse dell’Europa orientale.

La città è nota anche come “la perla del Danubio” o “la Parigi dell’Est”.

Tuttavia, ad un primo sguardo, non si può non restare vagamente perplessi. Il rumore continuo e gli edifici fatiscenti disseminati anche in zone centrali, inevitabilmente fanno sorgere qualche domanda del tipo: “è questa la città di cui si decanta tanto la bellezza?”

Poi, quando si supera il primo impatto e lo sguardo si fa più attento, la perplessità svanisce e si fa strada la convinzione che gran parte del fascino di Budapest risieda proprio nella sua fisionomia controversa. Allora quel particolare alternarsi di palazzi art nouveau, monumenti austroungarici, condomini anneriti e spazi vuoti lasciati da edifici abbattuti e mai ricostruiti inizia ad apparire stranamente armonioso.

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Però, prima di partire alla scoperta di Budapest attraverso alcuni dei suoi luoghi simbolo, iniziamo con un po’ di storia!

BUDAPEST: LE ORIGINI DELLA CITTA’

Il primo insediamento sul territorio dell’odierna Budapest risale al I secolo a.C. a opera dei Celti. In seguito venne occupata dai Romani e divenne la principale città della Pannonia inferiore. L’epoca romana ha asciato in eredità un insediamento civile e uno militare, ciascuno con un anfiteatro, un acquedotto, alcune ville, ma soprattutto le terme che, ancora oggi, sono uno dei tratti distintivi di Budapest.

Le tribù ungheresi arrivarono nel X secolo e ne fecero la sede del re. All’epoca la città si chiamava Buda.

Sulla riva opposta del Danubio, invece, fu fondata Pest.

Nel XVI secolo i Turchi conquistarono gran parte dell’Ungheria interrompendo lo sviluppo di entrambe le città. Tuttavia, prima della riconquista nel 1686 da parte delle truppe asburgiche, Buda rimase la sede del governo turco, mentre Pest finì in rovina.

Nei secoli successivi, però, la città di Pest conobbe un periodo di grande sviluppo, tanto che nel 1800 divenne più grande di Buda e della vicina Óbuda messe insieme.

La fusione delle tre città di Buda, Óbuda e Pest in un’unica amministrazione divenne effettiva grazie al governo autonomo ungherese, instaurato con il compromesso austro-ungarico del 1867.

Ora iniziamo il tour della città attraverso 10 dei suoi luoghi simbolo.

IL PONTE DELLE CATENE

Il Ponte delle Catene (in ungherese Széchenyi Lánchíd) risale alla prima metà del XIX secolo ed è uno dei simboli della città.

Grazie alla sua costruzione Buda e Pest furono definitivamente unite. In precedenza, infatti, per collegare le due città veniva usato un ponte su chiatte che, alla fine della bella stagione, veniva smontato per essere poi ricostruito l’anno seguente.

Il Ponte delle Catene venne costruito per iniziativa del conte ungherese István Széchenyi, di cui porta anche il nome. Dal punto di vista architettonico è stata scelta la soluzione di un ponte sospeso la cui campata centrale, compresa tra due piloni, era all’epoca tra le maggiori al mondo (202 m di lunghezza). L’entrata è decorata da statue di leoni. Il ponte è destinato al traffico automobilistico nella parte centrale, mentre le sue parti laterali sono riservate ai pedoni.

Il ponte delle catene, oltre a consentire una bella vista sul Danubio, è anche un passaggio obbligato per chi, venendo da Pest, voglia visitare il Castello di Buda.

Una curiosità: nel 1975, nelle immediate vicinanze del pilastro del ponte a ridosso del castello di Buda, è stato eretto il monumento “pietra del chilometro zero”. Questa scultura segna il punto di riferimento da cui vengono misurate tutte le distanze stradali per Budapest nel Paese.

IL CASTELLO DI BUDA

Il castello di Buda (in ungherese Budavári Palota) è noto anche come “Palazzo Reale” (Királyi Palota) e “Castello Reale” (Királyi Vár). Nel 1987 è entrato a far parte del patrimonio UNESCO.

 L’edifico sorge sulla sommità di una collina che sovrasta il Danubio e da cui si può godere di una bellissima vista. Per accedere al castello si può scegliere se salire a piedi o se prendere la suggestiva funicolare che lo collega al ponte delle Catene.

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In passato era la residenza dei re d’Ungheria.

Il primo a realizzare una costruzione sulla collina fu re Béla IV tra il 1247 ed il 1265. Nel corso dei secoli il castello è stato modificato, ampliato e rimodernato molte volte. Da edificio medievale si è trasformato in una sontuosa residenza barocca durante il regno di Maria Teresa d’Asburgo, per poi diventare un più austero palazzo neo classico sotto il regno di Francesco Giuseppe. Inoltre ci cono stati due episodi che hanno causato la completa rovina del castello ed hanno reso necessaria la sua ricostruzione: il grande assedio turco del 1686 e quello della Seconda Guerra Mondiale, durato dal 29 dicembre 1944 al 13 febbraio 1945.

Oggi il castello ospita tre importanti musei: la Biblioteca Nazionale, contenente oltre 15.000 libri e manoscritti, la Galleria Nazionale Ungherese, sviluppata su 4 piani, ed il Museo Storico di Budapest, che ripercorre le tappe fondamentali della storia della città.

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Inoltre è possibile visitare il sottosuolo del Castello, noto anche come “Labirinto di Budapest”, dove si sviluppa un dedalo di caverne e cunicoli ricchi di sorgenti termali, pitture rupestri, antiche fontane, colonne e statue. Il labirinto è visitabile con un tour guidato.

LA CHIESA DI MATTIA

La chiesa si trova al centro di Piazza della Santa Trinità, a poca distanza dal castello.

Nonostante sia comunemente chiamata con il nome di Mattia, il vero nome della chiesa è Nostra Signora Assunta della Collina del Castello ed è dedicata alla Madonna. Invece il nome popolare con cui è conosciuta la chiesa è legato a re Mattia Corvino che, proprio in questa chiesa, si sposò due volte.

Secondo la tradizione, la chiesa fu fondata da Santo Stefano, re d’Ungheria, nel 1015. Tuttavia, non esistono prove che confermino la cosa con assoluta sicurezza. L’edificio originario fu distrutto nel 1241 in occasione della prima invasione mongola dell’Ungheria e venne ricostruito tra il 1255 e il 1269 per la volontà del re Béla IV. Nel 1541 la chiesa venne trasformata in una moschea dai turchi, per poi passare ai gesuiti.

Nel 1873 e il 1896 fu oggetto di restauri da parte dell’architetto Frigyes Schulek che la ricostruì parzialmente in stile neogotico.

Davanti la chiesa sorge la colonna della Santissima Trinità. Si tratta di una colonna votiva che è stata eretta all’inizio del XVIII secolo. Nel 1694, infatti, il consiglio comunale di Buda decise di erigere un monumento dedicato alla Santissima Trinità per proteggersi dalle epidemie di peste che in quel periodo colpivano la popolazione e in segno di gratitudine per la loro cessazione.

BUDAPEST: IL BASTIONE DEI PESCATORI

Infine, a pochissima distanza dalla chiesa, c’è il Bastione dei Pescatori, un belvedere che sembra uscito da una favola!

Il bastione, in stile neogotico e neoromanico, prende il nome dalla corporazione dei pescatori che, nel Medioevo, era stata incaricata di difendere questo tratto delle mura della città.

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La costruzione è formata da sette torri che rappresentano le sette tribù magiare che si insediarono nel bacino dei Carpazi nell’896. Dalle torri e dalla terrazza si puo’ ammirare uno dei panorami più belli della città, con vista sull’isola Margherita, la zona di Pest e la collina Gellert.

IL PARLAMENTO DI BUDAPEST

Il Palazzo del Parlamento (in ungherese Országház) è un altro dei simboli della città, nonché una delle mete turistiche più famose dell’intera Ungheria.

Il palazzo fu concepito per sottolineare, con grande fasto, l’indipendenza finalmente raggiunta degli ungheresi all’interno dell’impero austro-ungarico.

Venne costruito tra il 1885 ed il 1904, seguendo i piani dell’architetto ungherese Imre Steindl.

Fino al 1944 le due parti dell’edificio, che si estendo rispettivamente a nord ed a sud della cupola, hanno ospitato le Camere destinate alle riunioni dei due rami del Parlamento. Successivamente l’Ungheria abbandonò il sistema del bicameralismo: quindi, attualmente nel palazzo si riunisce la Assemblea nazionale.

Inoltre è anche sede di un’importante biblioteca, del capo del Governo e del Presidente della Repubblica.

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Il Parlamento è un chiaro esempio di architettura neogotica, assai in voga in quel periodo, e si distingue per l’enorme sviluppo orizzontale: raggiunge i 268 metri di lunghezza ed i 123 di larghezza. La sua altezza, invece, è di 96 metri, esattamente come la Basilica di Santo Stefano, quasi a sottolineare una sorta di equilibrio tra il mondo civile e quello religioso.

LE SCARPE SULLA RIVA DEL DANUBIO

A poca distanza dal grandioso edificio del Parlamento si trova il memoriale noto come “le scarpe sulla riva del Danubio”.

Si tratta di un’installazione artistica collocata sul lungo Danubio, sul lato di Pest, inaugurata il 16 aprile 2005 nella Giornata ungherese della memoria per il 60º anniversario della Shoah.

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L’opera è un gruppo scultoreo che raffigura appunto delle scarpe poste sul ciglio della banchina e ricorda la morte dei cittadini ebrei a causa dai miliziani del Partito delle Croci Frecciate durante la seconda guerra mondiale. I miliziani, infatti, prima imprigionarono gli ebrei all’interno del ghetto e poi decisero di assassinarli direttamente in città, proprio sul lungo fiume, confidando nel fatto che il Danubio avrebbe trascinato via i loro corpi. Spesso alle vittime veniva chiesto di levarsi le scarpe che poi i miliziani rivendevano al mercato nero, da qui l’idea del memoriale.

BUDAPEST: LA BASILICA DI SANTO STEFANO

La basilica di Santo Stefano, situata nel cuore del centro storico di Budapest, è uno degli edifici religiosi più importanti di tutta l’Ungheria.

Fu progettata a partire dal 1850 e terminata nel 1905. Può ospitare circa 8000 fedeli ed è prevalentemente in stile neoclassico.

La Basilica è dedicata a Stefano, il primo Re d’Ungheria, e all’interno di un reliquario posto nella cappella a destra dell’altare, è custodita la sua presunta mano destra.

L’edificio è a croce greca, con cupola all’incrocio della navata con il transetto. La sua cupola raggiunge la stessa altezza del Palazzo del Parlamento (96 metri) e, secondo le leggi vigenti, nessun edificio in città può esserne più alto.

La facciata è simmetrica e priva di eccessive decorazioni. L’interno, invece, è ricco di marmi, mosaici e pregevoli opere d’arte dei principali artisti ungheresi.

È possibile visitare gli interni della chiesa, ma anche accedere alla Tesoreria e salire sulla cupola, da cui ammirare un bellissimo panorama.

Infine, la Basilica ha sempre ricoperto un ruolo importante nello scenario musicale della capitale e il suo coro si esibisce in tutta Europa: se ne avete l’opportunità, vi consiglio di assistere ad un concerto. Trovate tutti gli eventi sul sito ufficiale.

LA GRANDE SINAGOGA

La Grande Sinagoga (in ungherese Nagy zsinagóga) si trova nel quartiere ebraico della città, chiamato Erzsébetváros.

Si tratta della più grande sinagoga d’Europa e quarta al mondo. L’edificio misura 75 metri di lunghezza e 27 di larghezza; le due torrette ai lati della facciata sono alte 43 metri ciascuna.

Lo stile architettonico è eclettico e presenta elementi moreschi, ma anche forti richiami all’architettura neobizantina e neoromanica.

E’ possibile visitare la Sinagoga nell’ambito di una visita guidata, disponibile in moltissime lingue diverse. Fatto il biglietto e superati i controlli, vi consiglio di entrare direttamente nella Sinagoga e avvicinarvi alla bandiera italiana, una guida vi raggiungerà per darvi tutte le informazioni.

La visita comprende anche la piccola sinagoga, costruita in ricordo degli ebrei caduti durante la prima guerra mondiale, il cimitero, il museo e l’albero della vita.

TEATRO DELL’OPERA DI BUDAPEST

Il Teatro dell’Opera di Stato ungherese (in ungherese Magyar Állami Operaház) è uno dei maggiori esempi di architettura neorinascimentale di Budapest. Si trova nella parte di Pest, nel quartiere di Terézváros, in Andrássy út, il più importante viale della città.

L’edificio, costruito tra il 1875 e il 1884, è in stile neorinascimentale, riccamente decorato con elementi barocchi. Di fronte alla facciata vi sono le statue di Ferenc Erkel, compositore dell’inno nazionale, e del compositore classico Franz Liszt.

L’interno del teatro è visitabile solo tramite visita guidata, della durata media di circa 45 min. Se siete interessati, vi consiglio di prenotare con anticipo perché i posti si esauriscono in fretta!

In alternativa, potete assistere ad uno dei tanti concerti o rassegne teatrali.  Anche in questo caso, potete consultare tutti gli eventi ed il programma sul sito ufficiale.

PIAZZA DEGLI EROI

La Piazza degli Eroi è una delle più importanti piazze di Budapest. Si trova alla fine di Andrássy út, vicino al parco municipale Városliget.

L’area centrale della Piazza ospita il Monumento del millenario con le statue dei sette capitribù magiari e di altri personaggi rappresentativi della storia dell’Ungheria. La costruzione del monumento iniziò nel 1896, anno del primo millennio dell’Ungheria, e fu ultimata nel 1929.

Di fronte al monumento si trova la Pietra memoriale degli eroi. Si tratta di un memoriale dedicato agli “eroi che diedero la vita per la libertà del loro popolo e della loro indipendenza nazionale”. Dunque è simile al monumento del Milite Ignoto presente in tanti altri Paesi.

L’elemento centrale del Monumento del millennio è una colonna sormontata dalla statua dell’arcangelo Gabriele. Nella mano destra l’angelo tiene la corona di Santo Stefano, primo re d’Ungheria. Nella mano sinistra, invece, c’è la doppia croce apostolica, simbolo nazionale che fa riferimento alle concessioni fatte a re Stefano da papa Silvestro II in riconoscimento dei suoi sforzi per convertire gli ungheresi al cristianesimo.

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IL PALAZZO DI TOPKAPI

Il palazzo di Topkapi è uno dei simboli di Istanbul.

Il suo nome rievoca i fasti della corte ottomana e le atmosfere da mille e una notte in cui vivevano i sultani.

In turco viene chiamato Topkapı Sarayi ed è un enorme complesso che, per circa quattro secoli, fu non solo la residenza dei sultani, ma anche centro amministrativo dell’Impero ottomano.

TOPKAPI: UN PO’ DI STORIA

Venne costruito per volontà di Maometto II sul cosiddetto “Promontorio del Serraglio” per dominare sulla città. Originariamente era conosciuto come Yeni Saray, cioè “Nuovo Serraglio/Palazzo” in contrapposizione al “Vecchio Palazzo” che i turchi avevano ereditato dagli imperatori bizantini. Invece il nome “Topkapı” (letteralmente “Porta del Cannone”) è relativamente moderno e risale al XIX secolo.

Il complesso fu oggetto di numerosi ampliamenti e restauri, per poi essere progressivamente abbandonato dai sultani che, nel corso dell’800, preferirono residenze più moderne. Nel 1856, il sultano Abdülmecid I lo trasformò nella sede della tesoreria, della libreria imperiale e della zecca di stato. Mentre nel 1924 divenne il primo grande museo della Repubblica di Turchia.

ARCHITETTURA

Il Topkapi è un complesso vastissimo che testimonia l’opulenza della corte ottomana. È molto diverso dalle residenze reali occidentali. Non si tratta, infatti, di un unico grande edificio con eventuali corti e giardini, come se ne possono ammirare ovunque in Europa. Si presenta, invece, come un susseguirsi disomogeneo di singoli padiglioni destinati a varie finalità che si affacciano su quattro cortili.

IL PRIMO CORTILE

Il Primo Cortile, cinto da alte mura, è il più ampio ed era il parco del palazzo. Originariamente vi si affacciavano una serie di strutture di cui oggi, però, restano solo: la vecchia zecca imperiale, costruita nel 1727; varie fontane e la chiesa di Santa Irene.

Quest’ultima è l’edificio più antico che si trova nel primo cortile. In effetti è più antica dello stesso palazzo di Topkapi poiché si tratta di una chiesa bizantina a sua volta edificata sopra i resti di templi o santuari pagani. Santa Irene, dunque, era già presente quando il palazzo venne costruito e, semplicemente, si decise di inglobarla nel nuovo complesso.

È stata la prima chiesa costruita a Costantinopoli. Commissionata proprio da Costantino, nel IV secolo, e poi restaurata da Giustiniano. La chiesa era dedicata ad Hagia Irene, cioè alla Pace di Dio. È una delle tre chiese costruite a Costantinopoli dedicate agli attributi divini, insieme ad Hagia Sophia (Saggezza) e Hagia Dynamis (Forza).

Dopo l’assedio di Costantinopoli del 1453, la chiesa venne usata come deposito per le armi dai giannizzeri, una sorta di esercito privato del sultano. Questo cortile, infatti, era anche noto come “Cortile dei Giannizzeri” o “Cortile delle Parate” e, al tempo dell’Impero, veniva spesso utilizzato per attività militari.

il secondo ed il terzo cortile

Tramite il “Cancello del Saluto” si accede al secondo cortile, dove un tempo si trovavano: l’ospedale del palazzo, la panetteria, i quartieri per i giannizzeri, le scuderie, il Consiglio e le cucine. Al tempo dell’Impero, in questo cortile vivevano pavoni e gazzelle ed era utilizzato dai cortigiani come luogo di riunione.

Invece al terzo cortile si accede varcando il “Cancello della Felicità”.

Più si procede verso l’interno più gli spazi diventano privati, destinati al solo sultano ed ai membri più importanti della corte.

All’interno del cortile si trova la Tesoreria, la Libreria di Ahmed III e la cosiddetta “Camera Privata” che ospita le “Sacre Reliquie del Profeta”.

IL QUARTO CORTILE

Infine c’è il quarto cortile, quello in cui si trovavano l’harem e la cosiddetta “gabbia dorata”.

L’harem era composto da tutte le concubine/mogli del sultano ed era “governato” dalla Valide Sultan, madre del sultano e quindi sovrana di tutte le donne dell’harem.

Mentre la “gabbia dorata” era un padiglione vicino all’Harem in cui vivevano i principi ereditari (solitamente i fratelli e/o i cugini del sultano) che trascorrevano la loro vita in attesa della dipartita del sultano regnante, con la speranza di prenderne il posto. La pratica di far vivere i principi ereditari nella “gabbia dorata” fu inaugurata dal sultano Ahmed I che abolì la precedente consuetudine secondo cui i principi venivano inviati nelle province affinché imparassero l’arte del governo. Infatti la tradizione di far fare una sorta di “apprendistato” ai possibili futuri eredi al trovo fu spesso all’origine di ribellioni e guerre-civili, per questo si ritenne più saggio farli vivere all’interno della “gabbia dorata”, dove il sultano poteva costantemente controllarli.

INFORMAZIONI UTILI

Il palazzo di Topkapi è chiuso il martedì.

Gli orari di apertura sono: 09:00- 18:00. Mentre la biglietteria chiude alle 17:30.

È possibile acquistare un biglietto combinato che consente di visitare il Palazzo di Topkapi, l’Harem e la Basilica di Santa Irene ad un costo di 1500 Lire Turche (circa 47,00 Euro).

Per evitare la lunga fila all’ingresso è consigliabile visitare il palazzo la mattina presto oppure durante l’ora di pranzo. Il sito ufficiale del palazzo è: muze.gen.tr

ISTANBUL: SANTA SOFIA

Santa Sofia è uno dei simboli di Istanbul.

La città turca vanta circa tremila moschee. Alcune sono delle piccole moschee di quartiere, piuttosto semplici dal punto di vista architettonico. Altre sono edifici maestosi e ricchi di storia. Tuttavia solo Santa Sofia è in grado di incarnare veramente il fascino e la complessità di Istanbul.

SANTA SOFIA: UN PO’ DI STORIA

Santa Sofia domina piazza Sultanahamet. È uno dei più grandi edifici del mondo, ma soprattutto è il monumento che più di ogni altro sintetizza la millenaria e complessa storia di Istanbul.

La sua costruzione risale al VI secolo quando, per volere dell’imperatore romano Giustiniano, venne realizzata per essere una basilica cristiana dedicata alla Sophia, la sapienza di Dio.  Nel Quattrocento gli Ottomani la trasformarono in una moschea. Mentre, nel 1935, nel contesto di un processo di secolarizzazione avviato da Mustafa Kemal Atatürk –  fondatore e primo Presidente della Repubblica turca – venne trasformata in un museo. Il 10 luglio 2020 un decreto del presidente Erdoğan ha riconvertito nuovamente Santa Sofia in una moschea.

Santa Sofia, fino alla caduta di Costantinopoli, è stata la chiesa più grande di tutta la Cristianità. Oggi è un edificio di enorme impatto visivo, in cui si può ammirare la stratificazione delle sue molte anime. Mosaici bizantini, enormi medaglioni con iscrizioni arabe coesistono armoniosamente e testimoniano il suo essere, allo stesso tempo, basilica, moschea, museo e tesoro architettonico.

ARCHITETTURA

La basilica di Santa Sofia è uno dei più grandi esempi superstiti di architettura bizantina. Giustiniano stesso curò la realizzazione della cattedrale, la più grande mai costruita fino a quel momento e per i quasi 1000 anni successivi, fino al completamento della cattedrale di Siviglia in Spagna. La basilica è al tempo stesso la realizzazione architettonica culmine della tarda antichità ed il primo capolavoro dell’architettura bizantina.

La navata centrale è sormontata da una cupola alta 55 metri, traforata da 40 finestre ad arco, in seguito parzialmente murate per aumentare la stabilità dell’edificio. Il peso dell’enorme cupola, che i vari interventi di consolidamento hanno reso leggermente ellittica, si scarica su quattro massicci pilastri posti agli angoli. Questi sono stati rinforzati con contrafforti, edificati parte durante il periodo bizantino e parte durante quello ottomano.

La basilica ha una pianta che fonde armoniosamente il rettangolo ed il quadrato, con tre navate. Gli interni sono arricchiti con mosaici a fondo d’oro, marmi pregiati e stucchi. Le colonne sono in porfido e marmo verde della Tessaglia. Nel corso degli anni sono stati aggiunti alcuni mausolei laterali.

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Fonte: Pixabay

INFORMAZIONI UTILI

Prima che Santa Sofia venisse nuovamente trasformata in moschea, era previsto un biglietto di 100 Lire turche per potervi accedere. Oggi, invece, è visitabile gratuitamente, come tutte le altre moschee della città.

Santa Sofia è visitabile tutti i giorni. Mi è capitato di vedere on line delle indicazioni secondo cui sarebbe chiusa il lunedì, ma si tratta di un refuso legato al periodo in cui è stata un museo. Oggi non ha giorni di chiusura!

Per quanto riguarda gli orari di apertura, invece, Santa Sofia è visitabile dalle 9:00 alle 17:00. Tuttavia, trattandosi di un luogo di culto, viene temporaneamente chiusa ai turisti durante le ore di preghiera. In particolare viene chiusa circa un’ora prima dell’inizio della preghiera e riapre circa 30 minuti dopo che è terminata.

Il momento migliore per visitare la moschea è al mattino. In questo modo si possono evitare le lunghissime code per l’ingresso.

Per poter accedere a Santa Sofia, come del resto accade anche per le altre moschee, è necessario rispettare alcune regole. Le scarpe vanno lasciate all’ingresso, l’abbigliamento deve essere adatto ad un luogo di culto, quindi sia uomini che donne devono avere gambe e spalle coperte. Le donne devono coprire il capo con un velo.

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ISTANBUL: COSA VISITARE

Istanbul si specchia sulle acque del Bosforo che sembrano moltiplicare la bellezza delle sue cupole e dei suoi minareti.

Unica città al mondo ad estendersi su due continenti, l’Europa e l’Asia.

È affascinante, magica, orientale ed occidentale al tempo stesso.

Romana, bizantina, ottomana ed infine turca. Istanbul venne concepita per essere la nuova Roma ed è diventata una megalopoli da 15.000.000 di abitanti, cuore pulsante di una nazione in pieno sviluppo.

Il ponte di Galata, da secoli, collega la città antica con quella moderna. La Istanbul ottomana con il monumentale Palazzo del Topkapi, antica residenza dei sultani, e la Istanbul moderna con la lunghissima Istikal Caddesi, la via pedonale che confluisce in piazza Taksim, il fulcro della movida cittadina.

Dal Corno d’Oro ai banchi del Gran Bazar, dalla Moschea Blu a Santa Sofia. Ecco i luoghi da non perdere per un tour alla scoperta di Istanbul e del suo centro storico dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco nel 1985.

LE MOSCHEE DI ISTANBUL

Le moschee di Istanbul sono circa tremila. Alcune, come Santa Sofia, hanno una storia antichissima costellata di episodi romanzeschi. Altre sono piccoli edifici di quartiere. Tutte, però, sono accumunate da un’atmosfera particolarmente suggestiva.

Per potervi accedere è necessario rispettare alcune regole. Le scarpe vanno lasciate all’ingresso, l’abbigliamento deve essere adatto ad un luogo di culto, sia uomini che donne devono avere gambe e spalle coperte. Le donne devono coprire il capo con un velo.

SANTA SOFIA (AYA SOFYA)

È il vero motivo per cui sognavo da sempre di andare ad Istanbul!

Domina piazza Sultanahamet. È uno dei più grandi edifici del mondo, ma soprattutto è il monumento che più di ogni altro sintetizza la millenaria e complessa storia di Istanbul.

La sua costruzione risale al VI secolo quando, per volere dell’imperatore romano Giustiniano, venne realizzata per essere una basilica cristiana dedicata alla Sophia, la sapienza di Dio.  Nel Quattrocento gli Ottomani la trasformarono in una moschea. Mentre, nel 1935, nel contesto di un processo di secolarizzazione avviato da Mustafa Kemal Atatürk –  fondatore e primo Presidente della Repubblica turca – venne trasformata in un museo. Il 10 luglio 2020 un decreto del presidente Erdoğan ha riconvertito nuovamente Santa Sofia in una moschea.

Santa Sofia, fino alla caduta di Costantinopoli, è stata la chiesa più grande di tutta la Cristianità. Oggi è un edificio di enorme impatto visivo, in cui si può ammirare la stratificazione delle sue molte anime. Mosaici bizantini ed enormi medaglioni con iscrizioni arabe coesistono armoniosamente e testimoniano il suo essere, allo stesso tempo, basilica, moschea, museo e tesoro architettonico.

Per saperne di più leggi anche: ISTANBUL: SANTA SOFIA

MOSCHEA BLU

Sorge di fronte a Santa Sofia e all’Ippodromo.

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Vanta sei minareti ed un’enorme quantità di cupole e semicupole. E’ tra le moschee più belle e conosciute di Istanbul. Per capire il perché del suo nome basta entrare! Tutto l’immenso spazio interno è interamente ricoperto di maioliche turchesi di İznik. Il colpo d’occhio è assolutamente spettacolare!

Del resto la Moschea Blu nacque proprio con lo scopo di competere con la magnificenza della chiesa di Giustiniano. Infatti non è un caso che il committente, il Sultano Ahmet, decise di farla costruire di fronte alla sua rivale.

MOSCHEA DI SOLIMANO IL MAGNIFICO

Svetta sul terzo colle della città che, come l’antica Roma, originariamente contava sette colli.

Fu costruita tra il 1550 e il 1557 per volontà di Solimano il Magnifico, il più famoso sultano della storia ottomana. Ancora oggi mostra, con la sua imponenza, la grandezza ed i fasti di quell’epoca d’oro della storia ottomana. Nel complesso della moschea si trovano anche i mausolei di Solimano e della moglie Hürrem Sultan. Quest’ultima, meglio nota come Roxelana, è stata uno dei personaggi più potenti della storia ottomana, con una vita a dir poco romanzesca.

Nacque in Rutenia, attuale Ucraina, venne catturata dai Tatari di Crimea e condotta a Istanbul come schiava.  Entrò nell’Harem imperiale, scalò i ranghi e divenne la favorita del Sultano Solimano che, contro ogni tradizione, la sposò, facendola diventare la sua moglie legittima. Fu la prima consorte imperiale a ricevere il titolo di Haseki Sultan (consorte principale del sultano). Ebbe sei figli, incluso il futuro sultano, Selim II. Grazie a lui, Roxelana è antenata di tutti i seguenti sultani e dei membri attualmente viventi della dinastia ottomana.

MOSCHEA DI ORTAKÖY

Il suo nome ufficiale è Büyük Mecidiye Camii (Grande moschea del Sultano Abdülmecid) ma tutti la conoscono come Moschea di Ortaköy.

Si tratta di un edificio neo-barocco, costruito tra il 1854 e il 1856 dagli architetti Balyan (padre e figlio).

Sorge davanti al primo ponte sul Bosforo, rinominato Ponte dei Martiri del 15 luglio dopo il tentato golpe del 2016. Il suo profilo che si riflette nelle acque del molo di Ortaköy è una delle cartoline più famose di Istanbul.

ALTRI MONUMENTI

PALAZZO DI TOPKAPI

Il palazzo, chiamato in turco Topkapı Sarayi, è uno dei simboli di Istanbul. Si tratta di un enorme complesso che, per circa quattro secoli, fu residenza dei sultani e centro amministrativo dell’Impero ottomano.

Venne costruito per volontà di Maometto II sul cosiddetto “Promontorio del Serraglio” per dominare sulla città. Originariamente era conosciuto come Yeni Saray, cioè “Nuovo Serraglio/Palazzo” in contrapposizione al “Vecchio Palazzo” che i turchi avevano ereditato dagli imperatori bizantini. Il nome “Topkapı” (letteralmente “Porta del Cannone”) risale al XIX secolo.

Il complesso fu oggetto di numerosi ampliamenti e restauri, per poi essere progressivamente abbandonato dai sultani che, nel corso dell’800, preferirono residenze più moderne. Nel 1856, il sultano Abdülmecid I lo trasformò nella sede della tesoreria, della libreria imperiale e della zecca di stato. Mentre nel 1924 divenne il primo grande museo della Repubblica di Turchia.

È un edificio grandioso che testimonia l’opulenza della corte ottomana ed è molto diverso dalle residenze reali occidentali. Non si tratta, infatti, di un unico grande edificio con eventuali corti e giardini, come se ne possono ammirare ovunque in Europa. Si presenta invece come un susseguirsi disomogeneo di padiglioni distinti che si affacciano su quattro cortili.

IPPODROMO DI COSTANTINOPOLI

Si trova nel quartiere di Sultanahmet, accanto alla Moschea Blu. Oggi si presenta come una grande piazza in cui torreggiano ancora i monumenti che un tempo decoravano l’ippodromo: l’Obelisco di Teodosio e la Colonna Serpentina.

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Era un luogo centrale nella vita sociale di Costantinopoli perché non solo vi si disputavano gare sportive, ma era anche teatro di incontri (e scontri) politici che vedevano opporsi le due principali fazioni: quella dei Verdi (borghesi) e quella degli Azzurri (contadini e poveri).

Le dimensioni dell’ippodromo erano di circa 400 metri di lunghezza per 130 di larghezza e poteva contenere circa 100.000 persone. Le gradinate, inizialmente in legno, nel X secolo furono riedificate in marmo. Con la conquista latina di Costantinopoli, durante la quarta crociata, nel 1204, l’ippodromo fu abbandonato e divenne una cava di materiali edili per la costruzione di nuovi edifici.

Gli stalli di partenza dei carri, chiamati carceres, erano sovrastati da una torre alta 23 metri, decorata da una quadriga di bronzo i cui cavalli, sempre nel 1204, furono portati a Venezia e posti sopra il portale della Basilica di San Marco.

CISTERNA BASILICA

È un’enorme cisterna risalente al VI secolo e scoperta solo alla fine dell’Ottocento. Al suo interno si trovano 12 file di 28 colonne caratterizzate da capitelli di stile Ionico, Corinzio e Dorico.

Buona parte dei materiali e delle colonne sono elementi di riuso, come testimoniano due enormi teste di gorgone provenienti probabilmente da un arco monumentale del foro di Costantino, che fanno da base (rovesciate) a due delle colonne di sostegno della volta.

GRAN BAZAR

È il mercato coperto più grande e famoso del mondo.

Un dedalo intricatissimo di negozi, botteghe e caffè. Ovunque ci sono spezie, dolci, gioielli e stoffe. Visitare il Gran Bazar è un modo per fare shopping, ma soprattutto un modo per immergersi nell’autentico spirito turco. Qui il commercio non è solo un lavoro, ma un rito antico, con precise regole di contrattazione alle quali anche i turisti devono adeguarsi.

LA CITTà DEL VATICANO

La Città del Vaticano è il più piccolo Stato sovrano del mondo, ha un’estensione di soli 0,44 kmq ed una popolazione di poco più di 800 anime. Però, a dispetto delle sue ridotte dimensioni, custodisce alcuni dei monumenti più belli del mondo!

Quindi, se stai pensando di andare nella Città del Papa, ecco alcuni suggerimenti per organizzare al meglio la tua visita.

CITTà DEL VATICANO: PIAZZA SAN PIETRO

Bellissima e maestosa, Piazza San Pietro è tra le piazze più celebri del mondo.

La sua storia è lunga e complessa.

Per secoli tutte le attenzioni furono rivolte alla realizzazione della grandiosa Basilica mentre la platea Sancti Petri – come veniva allora chiamata l’attuale piazza! – era stata lasciata in secondo piano. Quando finalmente arrivò il momento di dedicarsi alla sua realizzazione il problema principale che venne riscontrato fu quello di trasformare un semplice spazio in un’area monumentale, rappresentativa, ma anche funzionale.

Il progetto elaborato da Bernini nel 1656, e sostenuto da papa Alessandro VII Chigi, si presentò come la soluzione ideale al problema. Ancora oggi, infatti, Piazza San Pietro rappresenta uno dei migliori esempi di architettura ed urbanistica barocca.

La Piazza è ad ovato tondo. Questa forma venne scelta perché risultava più facile da realizzare rispetto ad un’ellisse, ma al contempo anche più insolita. L’ovato tondo è l’unione di due semicirconferenze che si intersecano nei rispettivi centri, unite da due archi di cerchio. Fu proprio questa particolare forma che permise a Bernini di affermare che:

“la chiesa di San Pietro, quasi matrice di tutte le altre doveva haver’ un portico che per l’appunto dimostrasse di ricevere à braccia aperte maternamente i Cattolici”.

LA BASILICA DI SAN PIETRO

Attraversata la Piazza, si accede alla Basilica di San Pietro.

È la più grande delle quattro basiliche papali di Roma, e spesso viene descritta come la più grande del mondo, sia per le sue dimensioni, che per la ricchezza con cui è decorata, ma anche, metaforicamente, in quanto centro spirituale della Cristianità.

Tuttavia, anche può sembrare strano, non è la cattedrale della diocesi di Roma, poiché questo titolo spetta alla basilica di San Giovanni in Laterano, che è anche la prima per importanza essendo “Madre e Capo di tutte le Chiese dell’Urbe e del Mondo”.

La costruzione dell’attuale basilica iniziò nel 1506, durante il pontificato di Giulio II, e si concluse nel 1626 sotto papa Urbano VIII.

Precedentemente, nello stesso sito, si trovava una chiesa del IV secolo, fatta costruire dall’imperatore Costantino I sull’area del circo di Nerone e di una vicina necropoli dove, secondo la tradizione, venne sepolto san Pietro dopo la sua crocifissione.

Oggi la Basilica di San Pietro è uno dei luoghi più affascinanti del mondo, un scrigno di capolavori unici.

Tra le meraviglie che è possibile ammirare al suo interno ci sono:

La Pietà di Michelangelo;

Il Monumento a Clemente XIII di Antonio Canova;

La Tomba di Innocenzo VIII del Pollaiolo;

Il Baldacchino dell’Altare realizzato da Bernini e Borromini.

Per apprezzare a pieno le bellezze della Basilica si può partecipare ad una visita guidata oppure si può optare per un’audioguida, più economica e comunque molto interessante!

CITTà DEL VATICANO: LE GROTTE

 Le grotte vaticane si estendono sotto la navata centrale della Basilica, tre metri più in basso del pavimento.

Sono una vera e propria chiesa sotterranea che occupa lo spazio in cui un tempo sorgeva la basilica costantiniana del IV secolo. Il termine “grotte” in realtà è improprio, si tratta più propriamente di un’intercapedine tra la vecchia basilica e quella attuale.

La pianta delle grotte, che si diramano in nicchie e corridoi, è quello di una chiesa a tre navate, le cui cappelle ospitano le sepolture dei papi. L’abside della chiesa ha come centro ideale la cappella di San Pietro a cui corrisponde, sopra le grotte, l’altare e la cupola michelangiolesca, mentre sotto, nella necropoli, la tomba del primo papa: l’apostolo Pietro.

LA CUPOLA

È una delle più grandi coperture in muratura mai costruite. Ha un diametro interno di circa 42 metri e porta l’altezza complessiva della Basilica, dalla base fino alla sommità, a oltre 130 metri.

Il suo progetto, a cui Michelangelo lavorò fino al 1564, anno della sua morte, segna il passaggio dall’architettura rinascimentale a quella barocca.

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Fonte: Pixabay

È uno dei simboli di Roma- anche se tecnicamente si trova in un altro stato! – ed anche uno dei punti panoramici più belli per godersi una vista a 360 gradi sulla Città Eterna.

Per raggiungere il Cupolone esistono due possibilità: andare a piedi (circa 550 gradini) o prendere l’ascensore e fare a piedi “solo” gli ultimi 320 gradini!

I MUSEI VATICANI

I Musei Vaticani sono il museo nazionale della Città del Vaticano. Vennero fondati da papa Giulio II nel XVI secolo e sono una delle raccolte d’arte più grandi ed importanti del mondo.

Per approfondire, leggi: 7 CURIOSITA’ SUI MUSEI VATICANI

CITTà DEL VATICANO: LA CAPPELLA SISTINA

“Senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formare un’idea apprezzabile di cosa un uomo solo sia in grado di ottenere”

Goethe

Le ragioni che rendono unica la Cappella Sistina sono essenzialmente due: è il luogo in cui si svolge il conclave per l’elezione del nuovo papa; ed è decorata dalle opere più conosciute e celebrate dell’intera storia dell’arte mondiale. Tra queste spiccano gli affreschi di Michelangelo che ricoprono la volta e lo straordinario “Giudizio Universale”.

I GIARDINI VATICANI

I giardini occupano poco più della metà dell’intero Stato di Città del Vaticano!

Fin dal 1279 sono stati un luogo di riposo e meditazione per i pontefici.

Il periodo di maggiore sviluppo architettonico dei Giardini fu tra il XVI ed il XVII secolo. Dal 2014 è in corso un piano di restauro di circa 570 opere che, da secoli, “vivono” nei Giardini, esposte alle intemperie ed altri fattori ambientali.

Si tratta di un luogo particolare, decisamente molto diverso dalla solita idea che si tende ad avere del Vaticano. Ruscelli, fontane, laghetti e roseti si fondono armoniosamente in questo polmone verde dello Stato più piccolo del mondo!

VATICANO: COSA VEDERE GRATIS?

Molti dei luoghi menzionati o delle varie esperienze che in essi è possibile fare sono a pagamento, tuttavia è anche possibile godere gratuitamente delle bellezze dello Stato del Vaticano.

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Fonte: Pixabay

Si possono visitare gratuitamente:

Piazza San Pietro;

La Basilica di San Pietro;

I Musei Vaticani (ogni ultima domenica del mese)

7 CURIOSITA’ SUI MUSEI VATICANI

I Musei Vaticani sono il museo nazionale della Città del Vaticano. Vennero fondati da papa Giulio II nel XVI secolo e sono una delle raccolte d’arte più grandi ed importanti del mondo.

In questo articolo ho raccolto 7 curiosità sui Musei Vaticani che dovresti assolutamente conoscere prima della tua visita!

L’INGRESSO DEI MUSEI VATICANI

La prima curiosità riguarda proprio l’ingresso di questo famosissimo polo museale.

I Musei, infatti, si trovano interamente all’interno del territorio vaticano, tuttavia il loro ingresso si trova in territorio italiano, in viale Vaticano n.6, a Roma.

UNA STORICA CHIUSURA

I Musei Vaticani furono fondati da papa Giulio II nel 1506.

Nella loro storia centenaria ci fu un solo episodio in cui vennero chiusi in modo del tutto straordinario.

Era il maggio del 1938 ed Adolf Hitler venne a Roma, ospite di re Vittorio Emanuele III e di Benito Mussolini. Papa Pio XI non lo volle ricevere e, per qualche giorno, si allontanò dalla città trasferendosi nella residenza di Castel Gandolfo. Inoltre, per evitare che il Führer potesse accedere al territorio vaticano, stabilì che il museo e la basilica fossero chiusi ad ogni visitatore durante il breve periodo della sua assenza.

LE ORIGINI

L’origine dei Musei Vaticani è legata al cosiddetto “Gruppo del Laocoonte”, noto anche come “Laocoonte e i suoi figli”.

La scultura rappresenta, appunto, Laocoonte ed i suoi due figli avvolti dalle spire di grossi serpenti marini. Secondo la mitologia greca, infatti, Laocoonte era un sacerdote di Apollo che tentò di convincere i Troiani a non accettare il cavallo di legno che i Greci sembravano aver donato loro. Atena, che desiderava la vittoria degli Achèi, mandò i serpenti affinché impedissero all’uomo di avvisare i Troiani.

La statua fu trovata il 14 gennaio 1506 in un vigneto nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Papa Giulio II mandò Giuliano da Sangallo e Michelangelo Buonarroti, che lavoravano in Vaticano, ad esaminare la scoperta, e su loro consiglio acquistò subito la scultura dal proprietario della vigna. Un mese dopo l’opera fu esposta al pubblico in Vaticano.

MUSEI VATICANI ED ARTE PAGANA

C’è sempre stato uno strettissimo legame tra i Musei Vaticani e l’arte classica, come testimoniato dallo stesso “Gruppo del Laocoonte” che diede origine ai Musei. Tuttavia viene da chiedersi il perché.

Perché i Musei sorti nel cuore della cristianità sono così legati all’arte pagana?

Perché i Pontefici si sono sempre considerati i legittimi eredi della storia romana. L’Urbe pagana era diventata cristiana, l’imperium di Augusto era confluito nell’imperium sine fine della Chiesa Cattolica e Apostolica. I monumenti della civiltà romana, dunque, andavano conservati, custoditi e valorizzati ad maiorem Dei gloriam e a onore e splendore della Chiesa.

UN MUSEO AL PLURALE

I Musei Vaticani sono stati definiti “il Museo dei Musei”. Non si limitano ad accogliere le ricche collezioni di arte, archeologia ed etno-antropologia create dai Pontefici nel corso dei secoli, ma comprendono anche alcuni dei luoghi più esclusivi e artisticamente significativi dei Palazzi Apostolici.

Sono sempre chiamati al plurale perché sono costituiti da un enorme complesso di musei, gallerie, cappelle e sale:

I musei:

Pinacoteca Vaticana;

Collezione d’Arte Religiosa Moderna;

Museo Pio – Clementino;

Museo Missionario – Etnologico;

Museo Gregoriano Egizio;

Museo Gregoriano Etrusco;

Museo Pio Cristiano;

Museo Gregoriano Profano;

Padiglione delle Carrozze;

Museo Filatelico e Numismatico;

Musei della Biblioteca Apostolica Vaticana;

Museo Chiaramonti.

Le Gallerie:

Galleria Lapidaria;

Galleria detta Braccio Nuovo;

Galleria dei Candelabri;

Galleria degli Arazzi;

Galleria delle Carte Geografiche.

Le Cappelle:

Cappella Sistina;

Cappella Niccolina;

Cappella di Urbano VIII.

Le sale:

Sala della Biga;

Appartamento di San Pio V;

Sala Sobieski;

Sala dell’Immacolata;

Stanze di Raffaello;

Loggia di Raffaello;

Sala dei Chiaroscuri;

Appartamento Borgia;

Salette degli Originali Greci.

 I VOLTI MISTERIOSI DELLA SCUOLA DI ATENE

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La Scuola di Atene, di Raffaello Sanzio, è sicuramente una delle opere più celebri custodite all’interno dei Musei Vaticani.

L’opera rappresenta una scena immaginaria che si svolge all’interno di un edificio classico, perfettamente rappresentato in prospettiva ed incorniciato da un arco. Le figure dei più celebri filosofi e matematici dell’antichità sono disposte su due piani, separati da una larga scalinata, nell’atto di discutere.

Nel corso dei secoli sono state elaborate infinite teorie sui volti dei vari personaggi. Infatti i filosofi del dipinto, in realtà, avrebbero le fattezze di vari artisti e personaggi del ‘500.  Secondo le ipotesi più accreditate Eraclito avrebbe il volto di Michelangelo, Platone quello di Leonardo, Euclide quello di Bramante, Apelle avrebbe le fattezze dello stesso Raffaello, mentre Ipazia sarebbe la rappresentazione di Francesco Maria I della Rovere.

LE SCALE DEL BRAMANTE

I Musei Vaticani ospitano due scale dette “del Bramante”. Una è quella originale, costruita appunto da Donato Bramante nel 1505, l’altra è una riproduzione moderna realizzata dall’architetto Giuseppe Momo del 1932.

Il progetto ideato dal Bramante era particolarmente innovativo, tanto da poter essere considerato un esempio per i futuri lavori manieristici, barocchi e addirittura contemporanei. La scala permetteva di raggiungere il Cortile delle Statue e la villa di Innocenzo VIII, senza attraversare il Palazzo Apostolico. Dunque era innanzitutto funzionale, soprattutto per gli studiosi e gli eruditi a cui Giulio II aveva aperto le porte.

La scala si trova in uno spazio normalmente chiuso al pubblico. E’ possibile visitarla solo in occasione di alcuni eventi straordinari o di visite guidate private.

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Fonte: Pixabay

La scala moderna, invece,  comunemente denominata “del Bramante”, fu progettata da Giuseppe Momo, scolpita da Antonio Maraini e realizzata dalla Fonderia Artistica Ferdinando Marinelli. Si ispira alla scala originale del Bramante e, come l’originale, è costituita da due spirali, una per la salita ed una per la discesa, che non s’incontrano mai.

MUSEI VATICANI: INFORMAZIONI UTILI

I Musei sono aperti dal lunedì al sabato, dalle 9:00 alle 18:00 (ultimo ingresso alle 16:00).

Dal 5 maggio al 28 ottobre il venerdì c’è un’apertura prolungata fino alle 22:30, mentre il sabato fino alle 20:00.

Ogni ultima domenica del mese c’è la possibilità di visitare i Musei gratuitamente dalle 9:00 alle 14:00 (ultimo ingresso alle 12:30).

I Musei Vaticani sono tra le mete più visitate al mondo, acquistare i biglietti online è davvero indispensabile per non passare tutta la giornata in coda!

All’interno dei Musei è possibile scattare fotografie senza flash, ma all’interno della Cappella Sistina è assolutamente vietato sia fare fotografie che girare video.

Per visitare il sito ufficiale dei Musei Vaticani clicca qui!

Leggi anche: ROMA: 3 PERCORSI D’ARTE GRATUITI

MADRID IN 3 GIORNI: COSA VISITARE

Madrid in 3 giorni: cosa visitare nell’ allegra e vivace capitale spagnola.

Se stai pensando di trascorrere qualche giorno a Madrid, ecco alcuni suggerimenti per organizzare al meglio il viaggio.

Iniziamo con alcuni consigli utili.

Per effettuare il trasferimento dall’aeroporto Barajas Adolfo Suárez al tuo hotel puoi scegliere tra la metropolitana, il treno, l’autobus oppure il taxi. Ti consiglio la metro. È sicuramente il mezzo più rapido, efficiente ed economico.

La metropolitana è anche il mezzo migliore per spostarsi in città. Per risparmiare un po’ potresti acquistare un abbonamento da 10 o più corse, utilizzabile anche da più persone contemporaneamente.

Una buona alternativa, se hai poco tempo, è utilizzare i bus turistici che fermano in tutti i punti di interesse della città. In realtà non sono una grande fan di questi mezzi, ma quando si ha poco tempo si rivelano utili.

Iniziamo il tour della capitale spagnola!

MADRID IN 3 GIORNI: IL TEMPIO DI DEBOD

Un tempio egizio come prima tappa del tour di Madrid? Sembra incredibile, ma è proprio così.

Ho voluto proporre il Tempio di Debod come primo luogo da visitare perché è stata la cosa più sorprendente che io abbia visito a Madrid. Prima di partire mi ero documentata e conoscevo la storia del tempio, ma trovarmi veramente lì è stata una cosa davvero surreale. Quella mattina avevamo già visitato il palazzo reale e fatto una passeggiata nella Gran Via e poi, all’improvviso, ci siamo ritrovati in Egitto! Devo dire che il fatto che fosse agosto e che la temperatura superasse i 40 gradi ha dato un certo tocco di realismo a quella suggestione!

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Originariamente il tempio era situato nella piccola località omonima, sulle rive del Nilo, vicino alla prima cateratta, nella Bassa Nubia. Ora, invece, si trova ad ovest della plaza de España, a fianco del Paseo del Pintor Rosales. In seguito al trasporto a Madrid, fu ricostruito in modo da rispettare approssimativamente l’orientamento originario, da est a ovest.

Il tempio di Debod fu regalato nel 1968 dell’Egitto alla Spagna, come ricompensa per aver contribuito a salvare i templi della Nubia, principalmente quello di Abu Simbel, in pericolo per la costruzione della diga di Assuan. L’Egitto donò quattro templi salvati a quattro diverse nazioni che avevano collaborato al salvataggio: Dendur agli Stati Uniti d’America (si trova attualmente al Metropolitan Museum ), Ellesija all’Italia (si trova presso il Museo Egizio di Torino), Taffa ai Paesi Bassi e Debod alla Spagna.

Il tempio risale al II secolo a.C., il suo nucleo più antico fu eretto sotto il faraone Tolomeo IV Filopatore ed è dedicato ad Amon e Iside.

IL PALAZZO REALE DI MADRID

Passiamo ora a qualcosa di decisamente più spagnolo: il Palazzo Reale di Madrid.

Il Palazzo Reale, noto anche come Palacio de Oriente dal nome della piazza su cui si affaccia, è ancora oggi la residenza ufficiale dei reali spagnoli anche se, di fatto, viene usato solo durante le cerimonie ufficiali. La famiglia reale, infatti, vive nel Palazzo della Zarzuela nella periferia della città.

L’edificio, costituito da 3418 stanze che insistono su un’area di 135 000 metri quadrati, è la più grande residenza reale d’Europa.

Il palazzo fu costruito nello stesso luogo in cui sorgeva l’Alcázar, la fortezza musulmana del IX secolo realizzata su ordine dell’emiro Mohamed I per difendersi dall’avanzata dei cristiani. Nel XVI secolo, dopo il trasferimento della capitale a Madrid, l’edificio divenne la residenza della famiglia reale spagnola. La vigilia di Natale del 1734, a causa di un terribile incendio, il palazzo andò distrutto.

La ricostruzione venne commissionata da Filippo V, il quale ordinò che il palazzo venisse ricostruito nello stesso luogo, ma che fosse fatto solo di pietra, per evitare futuri incendi. I lavori iniziarono nel 1735 e durarono ventisei anni. Il primo sovrano a stabilirsi nel palazzo fu Carlo III nel 1764.

LA CATTEDRALE DELL’ALMUDENA

È la chiesa più importante della città, dedicata alla patrona di Madrid, la Virgen de la Almudena, e si trova nella centrale piazza de la Armería, di fronte al Palazzo Reale.

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È stata consacrata solo nel 1993 da papa Giovanni Paolo II.

Il desiderio di avere una cattedrale nella capitale del regno, esisteva dai tempi di Filippo II, nel XVI secolo, ma la sua realizzazione venne sempre rimandata, principalmente a causa dell’opposizione degli arcivescovi di Toledo, che non volevano la separazione di Madrid dai territori della loro arcidiocesi.

La situazione si risolse nel 1885, quando papa Leone XIII decretò la creazione della diocesi di Madrid. Allora venne scelta come cattedrale la chiesa di Santa Maria de la Almudena, la cui costruzione era iniziata solo due anni prima, con la posa della prima pietra da parte di re Alfonso XII.

Il progetto iniziale era in stile neogotico, ma a seguito dei lavori fatti negli anni Cinquanta, lo stile originario rimase solo all’interno, mentre all’esterno prevalse quello neoclassico.

MADRID IN 3 GIORNI: IL MUSEO DEL PRADO

Il Museo del Prado è uno dei più importanti poli museali del mondo. Insieme al Museo Thyssen-Bornemisza e al Museo Reina Sofía, forma il Triangolo d’oro dell’arte di Madrid, iscritto nella Lista del Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 2021.

Vi sono esposte opere dei maggiori artisti italiani, spagnoli e fiamminghi, fra cui Mantegna, Raffaello, El Greco, Rubens, Tiziano, Caravaggio, Velázquez, Rembrandt e Goya.

IL PARCO DEL RETIRO

Il parco, così come il palazzo Reale del Buon Ritiro, furono progettati e realizzati nella prima metà del XVII secolo, quando il conte di Olivares, donò al re Filippo IV alcuni terreni affinché fosse creato uno spazio per gli ozi di corte, in prossimità del Monastero de los Jerónimos. L’area originale del parco era di 145 ettari e la collocazione era nelle immediate vicinanze del nucleo urbano di Madrid.

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Oggi il parco è diventato un enorme oasi verde nel cuore della città, molto amato e frequentato dai madrileni.

All’interno del parco i principali luoghi d’interesse sono:

il lago artificiale dominato dal Monumento ad Alfonso XII;

il Palacio de Cristal, costruito nel 1887 e che oggi ospita esposizioni temporanee;

la Rosaleda, un bellissimo roseto progettato nel 1915;

il Paseo de la Argentina o Viale delle Statue;

il Palazzo di Velázquez, costruito in occasione dell’Esposizione Nazionale del 1883;

la Fontana dell’Angelo Caduto che rappresenta Lucifero nel momento della sua caduta dal Cielo;

la Casita del Pescador, una piccola casetta circondata da uno stagno, dove il re e i membri della famiglia reale erano soliti andare a pescare.

MADRID IN 3 GIORNI: LE PIAZZE

Plaza Mayor è una delle più celebri di Madrid. Ha più volte cambiato nome nel corso della sua lunga storia. È stata inizialmente Plaza del Arrabal, poi divenne Plaza de la Constitución, in seguito Plaza de la República e solo dopo la Guerra Civile divenne Plaza Mayor. Un tempo era il luogo in cui si svolgeva il mercato, ma fu anche teatro di esecuzioni, processi dell’Inquisizione e corride. Oggi è uno dei salotti più amati della città.

L’aspetto attuale di Puerta del Sol è lo stesso che la piazza aveva già nel XVI secolo. Tuttavia fu solo nel Settecento che raggiunse la tutta la sua importanza come centro nevralgico della città. Il Palazzo delle Poste (la Casa de Correos) è l’edificio più importante della piazza e fu costruito nel 1768. Il palazzo oggi è conosciuto soprattutto per il suo orologio che, la notte di Capodanno, fa suonare i 12 rintocchi durante i quali è tradizione mangiare altrettanti chicchi d’uva.

Inoltre nella piazza si trovano anche altri due punti d’interesse: la Statua dell’Orso ed il Chilometro Zero. La prima è il vero e proprio simbolo della città, riprodotto anche sulla bandiera di Madrid sin dal XIII secolo. Mentre il Chilometro Zero è il punto iniziale da cui si diramano tutte le strade spagnole.

Infine c’è Plaza España. La piazza, che risale al XVIII secolo, è dominata da una grande statua del celebre romanziere, poeta e drammaturgo spagnolo Miguel de Cervantes Saavedra. Il monumento, costruito nel 1925, è costituito da una scultura in pietra di Cervantes che sovrasta le sculture di Don Chisciotte e Sancho Panza, una fontana e uno stagno.

LA GRAN VIA

La sua costruzione risale al 1910, ma i progetti per la realizzazione di un grande viale elegante che attraversasse il centro della città erano già stati fatti durante la seconda metà dell’Ottocento. Oggi la Gran Via ospita ristoranti, cinema, teatri e tantissimi negozi che vanno dalle firme internazionali ai grandi magazzini come il Corte Ingles, il più importante della Spagna.

LO STADIO SANTIAGO BERNABEU

Infine, se sei un amante del calcio (o se come me viaggi con un amante del calcio!) non puoi perdere l’occasione di visitare il famoso Stadio Santiago Bernabeu. Lo stadio è di proprietà del Real Madrid e ospita le partite della squadra dal 1947.

È un’enorme struttura in grado di ospitare 80.000 spettatori. La visita comprende anche la sala dei trofei del Real Madrid, il palco presidenziale, la zona tecnica e gli spogliatoi della squadra ospite.

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LA SAGRADA FAMILIA DI BARCELLONA

La Sagrada Familia è il simbolo della città di Barcellona ed una delle chiese più conosciute al mondo.

Ecco alcune informazioni e consigli utili per organizzare la tua visita.

SAGRADA FAMILIA: UN PO’ DI STORIA

Il nome completo di questa chiesa monumentale è “Basílica y Templo Expiatorio de la Sagrada Família”, che in italiano si può tradurre con “Basilica e Chiesa Riconciliante della Sacra Famiglia”.

La sua costruzione ebbe inizio il 19 marzo 1882, sotto il regno di Alfonso XII. Il primo progetto era dell’architetto Francisco de Paula del Villar, ma nel 1883 i lavori furono affidati all’architetto Antoni Gaudí. Fu lui a sostituire l’originale stile neogotico della chiesa con uno stile più moderno e innovativo, che l’avrebbe resa unica al mondo. Gaudì lavorò alla chiesa dedicandovi interamente gli ultimi 15 anni della sua vita.

La Sagrada Familia è ancora in costruzione. La data ufficiale di consegna dei lavori, prima della pandemia, era prevista nel 2026 (a 144 anni dalla posa della prima pietra ed a 100 anni dalla morte di Antoni Gaudí!). Tuttavia i lavori sono stati rallentati dal Covid-19 e, probabilmente, finiranno nel 2028.

Come è già accaduto in altri casi di edifici religiosi la cui costruzione è destinata a durare uno o più secoli, la chiesa è stata consacrata ancora prima di essere conclusa, il 7 novembre 2010 da papa Benedetto XVI, che l’ha elevata al rango di basilica minore.

Quando finalmente sarà terminata, la Sagrada Família sarà l’edificio ecclesiastico più grande del mondo!

La velocità con cui procede la costruzione dipende in gran parte dalle donazioni dei visitatori, quindi andando alla Sagrada Familia non solo potrai ammirare un capolavoro unico, ma contribuirai anche alla sua ultimazione!

IL PROGETTO

Gaudí progettò l’interno della Sagrada Familia ispirandosi ad un bosco, con colonne a forma di alberi che, ramificandosi, sostengono la struttura. Le colonne sono inclinate in modo da ricevere al meglio la pressione perpendicolare alla loro sezione e sono realizzate a forma elicoidale a doppia elica, come i rami e i tronchi degli alberi. L’unione di questi accorgimenti impiegati nel progettare le colonne (inclinazione, forma elicoidale, ramificazione in varie colonne più piccole) ha permesso di sostenere il peso delle volte senza utilizzare i classici contrafforti esterni.

La chiesa ha una pianta a croce latina, con l’altare maggiore sopra la cripta circondato da sette cappelle absidali, un transetto a tre navate con i portali della Natività e della Passione, nel senso longitudinale il corpo centrale di cinque navate con il portale della Gloria. La pianta ha una dimensione di 110 x 80 metri e, terminata la costruzione, avrà una superficie totale di 4500 metri quadrati e potrà ospitare 14000 persone.

Il tempio avrà diciotto torri: quattro per ciascuna delle tre facciate per un totale di dodici che rappresentano gli apostoli, al centro la torre-cupola dedicata a Gesù, alta 170 metri, e intorno ad essa altre quattro torri dedicate agli evangelisti, nonché un’ulteriore torre-cupola sopra l’abside dedicata alla Vergine.

Le guglie degli evangelisti saranno sormontate da sculture dei loro simboli tradizionali: un angelo, un bue, un’aquila e un leone. La guglia della Madonna, completata nel 2021, è sormontata da una grande stella a dodici punte, che simboleggia la Stella del Mattino. Quella centrale dedicata a Cristo, invece, sarà innalzata sulla base della cupola sovrastante la navata centrale, e sarà sormontata da una grande croce a sei bracci, alta 15 metri.

L’altezza totale dell’edificio sarà tuttavia inferiore di mezzo metro rispetto alla collina del Montjuïc, poiché Gaudí pensava che la sua creazione non dovesse superare quella di Dio!

SAGRADA FAMILIA: INFORMAZIONI UTILI

Per raggiungere la Sagrada Familia puoi usare la Linea 2 o la Linea 5 della metropolitana e scendere all’omonima fermata.

La chiesa è aperta tutti i giorni nei seguenti orari:

Da novembre a febbraio: dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 18:00. La domenica dalle 10:30 alle 18:00.

Marzo e ottobre: dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 19:00. La domenica dalle 10:30 alle 19:00.

Da aprile a settembre: dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 20:00. La domenica dalle 10:30 alle 20:00.

Per visitare la Sagrada Familia devono essere rispettate le classiche regole di abbigliamento previste per tutte le chiese. Inoltre va sempre ricordato che si tratta di un cantiere, non di un edificio terminato, quindi possono esserci chiusure temporanee di alcune aree.

Essendo una meta molto visitata dai turisti è consigliabile acquistare il biglietto on line e programmare la propria visita!

Ci sono essenzialmente 4 tipi di biglietti:

Come potrai leggere sul biglietto, la tua visita rappresenta un contributo per ultimare la costruzione!

BARCELLONA DIGITAL PASS

Il Barcellona Digital Pass è un’ottima soluzione per visitare la città in modo facile e divertente per tutta la famiglia e godersi, senza stress, i due capolavori di Gaudí: la Sagrada Familia ed il Parc Güell.

Il Pass include:

  • l’accesso alla Sagrada Familia (torri escluse)
  • Parc Güell
  • Bus Hop-on Hop-off Barcellona
  • Audioguida di Barcellona, ricca di informazioni utili, commenti sulle migliori attrazioni, mappe, consigli e molto altro ancora.

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UN WEEKEND A BARCELLONA

Se stai pensando di trascorrere un weekend a Barcellona ecco alcuni suggerimenti sui luoghi imperdibili da visitare nella capitale della Catalogna.

Un paio di giorni non sono sufficienti per conoscere veramente questa splendida città, ma possono essere un ottimo punto di partenza per assaporarne l’atmosfera, passeggiare lungo la Rambla, visitare le sue attrazioni principali e decidere di tornare!

Ecco quindi 5 mete imperdibili da visitare a Barcellona durante un Weekend

UN WEEKEND A BARCELLONA: LA SAGRADA FAMILIA

È Il simbolo indiscusso della città.

Il vero nome di questa chiesa monumentale è “Basílica y Templo Expiatorio de la Sagrada Família”, che in italiano si può tradurre con “Basilica e Chiesa Riconciliante della Sacra Famiglia”.

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Fonte: Pixabay

La sua costruzione ebbe inizio il 19 marzo 1882.

Il primo progetto era dell’architetto Francisco de Paula del Villar, ma nel 1883 i lavori furono affidati all’architetto Antoni Gaudí. Fu lui a sostituire l’originale stile neogotico della chiesa con uno stile più moderno e innovativo, che l’avrebbe resa unica al mondo.

La Sagrada Familia è ancora in costruzione. La data ufficiale di consegna dei lavori è il 2028.

A termine dei lavori la Sagrada Família sarà l’edificio ecclesiastico più grande del mondo. La velocità con cui procede la costruzione dipende in gran parte dalle donazioni dei visitatori, quindi andando alla Sagrada Familia non solo potrai ammirare un capolavoro unico, ma contribuirai anche alla sua ultimazione!

Per raggiungere la Sagrada Familia puoi usare la Linea 2 o la Linea 5 della metropolitana e scendere all’omonima fermata.

Essendo una metà molto visitata dai turisti, è consigliabile acquistare il biglietto on line ed evitare così la lunghissima fila per entrare!

PARC GÜELL

È un parco con una superficie di circa 15 ettari, ma soprattutto è uno dei simboli di Barcellona, nonché un’ottima postazione panoramica per ammirare la città dall’alto.

Nel 1900 Eusebi Güell, membro di una nobile famiglia di Barcellona, commissionò ad Antoni Gaudí la costruzione di un lussuoso parco residenziale in una zona desolata nella parte nord-orientale della città.

Gaudí accettò l’incarico con entusiasmo e lo trasformò in un’occasione per esprimere le sue idee sul rapporto tra natura ed architettura. Così nacquero pergolati scavati nella roccia, sentieri escursionistici armoniosamente integrati nel paesaggio ed i famosissimi e coloratissimi mosaici ondulati.

Solo una parte del parco è fruibile gratuitamente, per il resto è necessario acquistare il biglietto. Anche in questo caso è consigliabile organizzare la propria visita in anticipo, acquistando il biglietto on line ed evitando le lunghe file.

Parc Güell si trova a una certa distanza da tutte le altre attrazioni di Barcellona ed il modo più comodo di arrivare è la metropolitana e poi una passeggiata di circa 15 minuti. Ci sono tre possibilità:

  • Puoi prendere la linea 3 della metropolitana e poi scendere alla fermata Vallcarca (come abbiamo fatto noi!). Dalla fermata segui prima l’Avinguda de Valcarca, poi gira a sinistra e prendi la strada Carrer de les Medes. Raggiungerai il lato occidentale del parco, dove si cammina dapprima attraverso il parco e infine si arriva alla parte a pagamento. Durante l’intero percorso il “Parc Güell” è indicato sulla segnaletica.
  • Oppure puoi prendere la linea 3 della metropolitana e scendere alla fermata “Lesseps”. Poi percorri per 600 metri la Travessera de Dalt, dopo di che gira a sinistra per il Carrer de Larard. Sali per circa 500 metri su una collina ripida e arriverai all’ingresso principale del parco.
  • L’ultima opzione è prendere la linea 5 della metropolitana e scendere alla fermata El Coll La Teixonera. Questa è una fermata abbastanza nuova e si scende sulla collina El Coll (uscita Carrer Beat Almato). Poi prendi il Carrer del Santuari e gira a destra sul Camí de Can Morá. Segui le indicazioni e vi avvicinerai al Parc Guell dall’alto, da lì dovrai scendere.
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Fonte: Pixabay

UN WEEKEND A BARCELLONA: LAS RAMBLAS

Quello che oggi è uno dei luoghi più trafficati di Barcellona un tempo era il letto asciutto di un fiume.  

Il viale, pieno di platani, fiori, musicisti e statue umane, si estende da Plaça de Catalunya (la piazza principale della città) fino al porto di Port Vell, con il Monumento a Colombo, per un totale di circa 1200 metri.

Il lungomare può essere distinto in cinque diverse Rambla, chiamate insieme Las Ramblas:

  • La Rambla de Canaletes che deve il suo nome ad una fontanella di colore nero/bronzo. Secondo la leggenda chi beve un sorso da questa fontana tornerà sicuramente a Barcellona.
  • La Rambla dels Estudis.
  • La Rambla de Sant Josep che, per le numerose bancarelle di fiori, viene chiamata anche “Rambla de les Flors”. Sulla sua destra si trova il mercato “Mercat de la Boqueira”.
  • La Rambla dels Caputxins.
  • La Rambla de Santa Monica.

Continuando verso la costa si arriva al Monumento di Colombo e al porto Port Vell.

BARRI GÒTIC

Il Quartiere Gotico di Barcellona è il centro della città vecchia (Ciutat Vella) e si trova tra La Rambla e Via Laietana, tra il porto di Barcellona e la Ronda de Sant Pere. È la parte più antica della città, un vero e proprio labirinto di stradine in cui è facile sentirsi avvolti dall’atmosfera brumosa descritta da Carlos Ruiz Zafón ne “L’ombra del vento”.  

Qui si trovano i resti di antichi edifici medievali, ma anche di alcuni risalenti addirittura all’epoca romana. Al tempo dell’imperatore Augusto, infatti, questo luogo venne scelto per fondare una nuova colonia. L’antico foro romano sorgeva proprio dove ora si trovava piazza Plaça de Sant Jaume.

Oggi il Barri Gòtic è una meta molto apprezzata dai turisti. Ospita gli uffici comunali di Barcellona, tra cui il Palau de la Generalitat (edificio governativo della Catalogna) ed il municipio della città, la Casa de la Ciutat o Ajuntament. Nel quartiere gotico si trova anche il palazzo reale dove i sovrani Ferdinando d’Aragona ed Isabella di Castiglia ricevettero Cristoforo Colombo di ritorno dall’America.

Tuttavia la vera protagonista del Barri Gotic è la cattedrale di Barcellona ufficialmente denominata Catedral de la Santa Creu i Santa Eulalia (ovvero Cattedrale della Santa Croce e di Santa Eulalia), ma più comunemente nota come “La Seu”.

La cattedrale, che domina il Barri con le sue guglie gotiche, ha una storia lunga e travagliata. Il primo nucleo dell’edificio religioso sorse già nel 343 a.C., durante l’Impero Romano. Nel 985 la chiesa fu distrutta dai Mori.

Successivamente venne costruita una cattedrale in stile romanico ed un monastero. Le guerre civili e la peste nera fecero ritardare molto i lavori di costruzione che vennero ultimati solo nel 1460. La facciata, invece, fu costruita molto più tardi, nel 1889, e la guglia centrale fu completata nel 1913.

SANTA MARIA DEL MAR

Anche questa tappa è un po’ un omaggio alla letteratura spagnola contemporanea. “La cattedrale del mare”, infatti, è anche il titolo di un celebre romanzo dello scrittore Ildefonso Falcones, in cui le vicende relative alla costruzione della cattedrale si intrecciano con storia del protagonista, Arnau Estanyol.

Santa di Maria del Mar si trova nel quartiere La Ribera e fu costruita tra il 1329 e il 1383, nel periodo d’oro della Catalogna. È nota anche come “cattedrale di La Ribera” ed è un ottimo esempio di stile gotico catalano, con una purezza ed omogeneità stilistica molto rare nel Medioevo, sicuramente dovute al fatto che la costruzione della chiesa avvenne in un periodo abbastanza breve, senza interruzioni significative.

UN WEEKEND A BARCELLONA: ALTRE METE DA VISITARE

Se hai ancora tempo ed energie potresti fare una passeggiata al mercato della Boqueria, il coloratissimo mercato alimentare a cui si accede dalle Ramblas; oppure potresti ammirare Casa Mila (La Pedera) e Casa Batlló, i due iconici edifici progettati da Gaudí; ed infine visitare il museo dedicato a Pablo Picasso nel quartiere di La Ribera.

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