ANNO SABBATICO

L’anno sabbatico, chiamato anche “gap-year”, consiste nella possibilità di interrompere la propria attività lavorativa per dedicarsi ad altro. Come inseguire una passione, realizzare un progetto, fare un viaggio intorno al mondo o dedicarsi al volontariato. Per molti rappresenta una parentesi terminata la quale si torna alla vita di sempre; per altri, invece, si trasforma in un’esperienza che apre strade nuove ed inaspettate.

Ovviamente gli studenti o chi lavora in proprio ha maggiore libertà di organizzazione.

Mentre per quanto riguarda i lavoratori dipendenti (sia pubblici che privati), come funziona l’anno sabbatico?

In Italia, l’anno sabbatico è stato introdotto con la legge n. 53 del 2000 che ha disciplinato i congedi parentali, per maternità, formazione e gravi motivi familiari.

Per la legge italiana, l’anno sabbatico può essere attivato solo a seguito di richiesta scritta e motivata da parte del lavoratore. Il datore di lavoro non è obbligato ad accettare la richiesta, è per questo che è fondamentale che la domanda sia formulata nel modo più efficace possibile. La proposta deve essere presentata con un preavviso di almeno 30 giorni, tuttavia è sempre meglio parlarne prima con il proprio responsabile e spigare per bene le motivazioni che sono alla base della richiesta.

Nel caso in cui la domanda venga accolta il congedo di cui si può usufruire non è retribuito, non concorre a formare l’anzianità e gli scatti professionali, né a contributi figurativi per la copertura pensionistica. Il lavoratore, però, può sempre riscattare tale periodo versando dei contributi volontari. Inoltre, per sostenere le spese per la formazione o le altre cause per le quali si è richiesto il congedo, il lavoratore può richiedere un anticipo del TFR.

Nel nostro paese ancora non c’è una vera e propria cultura dell’anno sabbatico e spesso non si considera quanto potrebbe essere importante prendersi una pausa. Infatti spezzare al routine, avere del tempo per se, per sperimentare qualcosa di nuovo, per imparare una lingua, per viaggiare per il mondo è essenziale per essere più motivati e produttivi sia nella vita che nel lavoro.

Infine una curiosità.

Da dove nasce l’espressione anno sabbatico?

Questo termine proviene dalla tradizione ebraica. Sabbatico deriva da Shabbat (Sabato), ovvero il giorno di riposo per il popolo ebraico. Inoltre dal V secolo a.C., ogni sette anni, essi interrompevano il lavoro nei campi in modo che la terra potesse riposare; si trattava di un vero e proprio anno di festa, durante il quale venivano anche liberati gli schiavi e abbuonati tutti i debiti.

LA SINDROME DI WANDERLUST

Il termine “Wanderlust” affonda le proprie radici del Romanticismo tedesco ed indica il desiderio di andare altrove.

La Sindrome di Wanderlust, dunque, è un irrefrenabile desiderio di partire, di viaggiare, di scoprire.

Uno studio pubblicato sulla rivista “Evolution and Human Behaviour” ha rivelato che alla base di questa “viaggio-dipendenza” ci sarebbe un gene, presente in circa il 20% della popolazione mondiale.

Pensi anche tu di avere questa bellissima malattia? Vediamo i 10 sintomi più comuni:

  1. hai sempre la valigia a portata di mano, perché non c’è niente di più emozionante della prospettiva di un nuovo viaggio;
  2. quando entri in una libreria finisci inevitabilmente nella sezione viaggi;
  3. quando apri un regalo speri sempre che sia un biglietto aereo;
  4. sai quali musei visitare a Londra ed in quali ristoranti mangiare a Madrid anche se non ci sei mai stato;
  5. i tuoi siti preferiti sono quelli di viaggi e prenotazioni e conosci a memoria prezzi e orari dei voli;
  6. sai salutare e ringraziare in almeno 5 lingue diverse;
  7. ti piace raccontare aneddoti sui tuoi viaggi;
  8. adori le carte geografiche;
  9. diffidi istintivamente di chi non sa dove sia il Nepal o lo Sri Lanka;
  10. ti piace tornare a casa, ma sai che una parte di te sarà sempre altrove.