5 LUOGHI MISTERIOSI IN EUROPA

Ci sono luoghi misteriosi in Europa che non si limitano a essere visitati. Si percepiscono. Sono spazi in cui storia, simboli e credenze si intrecciano fino a creare una soglia, un confine sottile che richiama chiunque sia attratto dall’esoterico e dall’irrisolto.

Da decenni esiste un vero turismo del mistero, una forma di viaggio che non cerca solo panorami, ma vibrazioni. Chi lo pratica sa che certe mete sembrano custodire qualcosa in più: un’energia particolare, un’eco antica che continua a farsi sentire.

L’Europa ne è piena. Certe località sono diventate quasi dei classici del viaggio esoterico. Altre rimangono più defilate, ma non per questo meno potenti dal punto di vista simbolico.

Ecco cinque destinazioni che meritano un posto nella lista di chi ama esplorare territori dove il fascino del visibile si mescola con la suggestione dell’invisibile.

5 luoghi misteriosi in Europa: Stonehenge, Regno Unito: il cerchio che sfida il tempo

Stonehenge è l’archetipo del luogo misterioso.

Migliaia di persone lo visitano ogni anno, attratte da quell’anello di monoliti che sembra porre domande più che offrire risposte. L’allineamento astronomico, la struttura circolare e la perfezione del progetto continuano a esercitare un richiamo potente. Per molti è un santuario cosmico. Per altri un luogo di rito, capace di concentrare una forma di energia che si avverte ancora oggi, soprattutto alle prime luci dell’alba.

Mont Saint Michel, Francia: un santuario sospeso tra terra e cielo

Mont Saint Michel non è solo un capolavoro architettonico che emerge dalle maree come una visione. È anche uno dei punti più affascinanti della cosiddetta Linea Micaelica, la direttrice che unisce sette santuari dedicati a San Michele Arcangelo, distribuiti dall’Irlanda fino a Israele. Secondo alcune interpretazioni, questa linea retta sarebbe un antico asse energetico legato al culto dell’arcangelo guerriero, simbolo di protezione e di luce.

Arrivare a Mont Saint Michel, soprattutto quando c’è l’alta marea e l’abbazia sembra galleggiare, produce una sensazione particolare. La storia ufficiale parla di spiritualità e di ascensione. La tradizione popolare, invece, racconta di forze sottili che si avvertono nelle pietre dell’abbazia.

Qualunque sia la lettura, resta uno dei luoghi più magnetici d’Europa.

5 luoghi misteriosi in Europa: Torino, Praga e Lione: il triangolo della magia bianca

Il triangolo della magia bianca è uno dei miti più affascinanti del panorama esoterico europeo.

Torino, Praga e Lione formerebbero un asse simbolico legato alla magia positiva, alla trasformazione e alla conoscenza. Ogni città ha il suo repertorio di storie e luoghi che alimentano la leggenda.

Torino è forse la più celebre sotto questo profilo. Le sue piazze, le fontane simboliche e certe architetture settecentesche sono spesso al centro di interpretazioni che parlano di energie luminose, di geometrie occulte e di un rapporto particolare tra la città e la tradizione iniziatica.

Praga è un mosaico di alchimia, astrologia e leggende medievali. Camminare nel quartiere di Mala Strana o vicino al Ponte Carlo significa attraversare secoli di simboli.

Lione entra nel triangolo grazie a un reticolo urbano che secondo alcuni risponde a proporzioni esoteriche e grazie alla collina di Fourvière, da sempre associata alla dimensione del sacro.

Glastonbury, Regno Unito: tra Avalon e la coppa del Graal

Glastonbury è una meta perfetta per chi sente il richiamo del mito.

La tradizione la associa all’isola di Avalon, luogo di magia e guarigione nella leggenda arturiana. Non manca chi crede che Giuseppe d’Arimatea abbia portato qui il Sacro Graal, dando origine a uno dei miti più potenti di sempre.

Oggi Glastonbury vive di un’atmosfera sospesa che unisce storia, spiritualità e misticismo. La sua torre sulla collina del Tor è un punto panoramico tra i più affascinanti d’Inghilterra e allo stesso tempo un centro simbolico che richiama chi cerca un contatto più profondo con il paesaggio interiore.

5 luoghi misteriosi in Europa: Chartres, Francia: la cattedrale che parla per simboli

La cattedrale di Chartres è una delle opere gotiche più stupefacenti del continente. Ma ciò che la rende una meta irrinunciabile per chi ama il turismo esoterico è il suo labirinto. Una figura perfetta incastonata nel pavimento della navata, percorsa per secoli dai pellegrini come strumento di meditazione e di rinascita simbolica.

Chartres è un luogo che incanta per la sua luce blu, per le vetrate che sembrano respirare e per quel rapporto unico tra architettura e spiritualità. La visita alla cattedrale è un viaggio in un simbolismo raffinato che ancora oggi ispira studiosi, ricercatori e semplici appassionati.

Conclusione: un’Europa che continua a sorprendere

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L’Europa resta una geografia di misteri. Dal silenzio di Stonehenge al chiarore di Mont Saint Michel, dalle città del triangolo della magia bianca fino alle colline velate di Glastonbury e al labirinto di Chartres, ogni luogo racconta un modo diverso di cercare qualcosa oltre la superficie.

È una forma di viaggio che non chiede risposte definitive. Chiede curiosità, ascolto e una certa disponibilità a lasciarsi stupire.

Se stai cercando luoghi misteriosi in Europa da visitare, queste cinque mete sono un ottimo punto di partenza. Ognuna custodisce una storia, un’energia e un invito a guardare il mondo da una prospettiva meno ordinaria.

SCOPRIRE STONEHENGE: STORIA E MISTERI

Ho sempre voluto vedere Stonehenge. Questo luogo mi affascina da quando ho memoria e quando, finalmente, ci sono arrivata, ho capito subito che non mi avrebbe delusa. Anzi, nonostante mi fossi già documentata molto, mi ha sorpresa più del previsto. Perché leggere un libro o un articolo non può prepararti davvero al fascino arcano di Stonehenge.

Le pietre si mostrano man mano che ci si avvicina ed emanano una presenza forte. Lo spazio intorno sembra trattenere un’aria che non si trova altrove, un misto di silenzio e mistero che ti mette in ascolto.

Stonehenge : un sito che attraversa i millenni

Stonehenge è uno dei monumenti preistorici più importanti al mondo. La sua costruzione iniziò circa cinquemila anni fa. Le fasi si susseguirono per più di un millennio. Le pietre più grandi, i sarsen, provengono dalla zona di Marlborough Downs, a oltre 30 chilometri. Le più piccole, le bluestones, arrivano addirittura dal Galles occidentale, a quasi 250 chilometri di distanza. Solo questo basta per capire quanto fosse avanzata l’organizzazione sociale di chi lo costruì.

Il cerchio in sé è orientato con estrema precisione rispetto al solstizio d’estate. L’asse principale è allineato al punto in cui il sole sorge nel giorno più lungo dell’anno. Questo non è un dettaglio. È il segno di quanto gli antichi avessero una conoscenza profonda del cielo e dei cicli naturali.

Tra miti e misteri

Accanto ai dati storici vive un mondo di ipotesi. Alcune affondano nella leggenda. Altre hanno un fondamento archeologico. Stonehenge è stato visto come un tempio solare, un osservatorio astronomico, un luogo di guarigione e perfino un portale simbolico tra la vita e la morte. Nessuna teoria domina sulle altre. E forse è questa indecisione a renderlo così affascinante.

Durante la visita si percepisce una cosa semplice. Le pietre non offrono risposte. Invitano a osservare, a immaginare, a concedersi qualche domanda in più. E in un’epoca in cui vogliamo sempre tutto chiaro, immediato e definitivo, questa sospensione fa bene.

Come organizzare la visita

Stonehenge si trova nella piana di Salisbury, nel Wiltshire. Raggiungerlo è semplice.

Da Londra

La soluzione più comoda è prendere un treno per Salisbury dalla stazione di London Waterloo. Il viaggio dura circa un’ora e mezza. Dalla stazione di Salisbury parte il bus turistico ufficiale che conduce direttamente al centro visitatori.

Biglietti

È consigliabile acquistare i biglietti in anticipo sul sito di English Heritage. L’accesso è a fasce orarie. Nei periodi di maggiore affluenza, come primavera ed estate, presentarsi senza prenotazione può diventare complicato.

Sul posto

Il centro visitatori è ben organizzato, con una mostra introduttiva che offre contesto archeologico e storico. Da lì si procede verso il sito con una navetta oppure a piedi, scelta consigliata se il tempo è buono. La visita completa richiede due o tre ore.

Stonehenge : Cosa vedere nei dintorni

Dopo Stonehenge conviene spingersi fino a Salisbury, cittadina elegante e raccolta, famosa per la sua cattedrale gotica. Il centro storico è piacevole, ricco di caffè e piccole botteghe. La visita alla cattedrale è un’esperienza in sé, grazie alle sue proporzioni armoniose e alla presenza di una delle copie meglio conservate della Magna Carta.

Leggi anche: MONT-SAINT-MICHEL: STORIA E MISTERO

VIAGGI LETTERARI IN EUROPA

Viaggi letterari in Europa: sei città da scoprire attraverso i libri

Ci sono viaggi che non si misurano in chilometri, ma in pagine lette e mondi immaginati.

Ogni libro è una porta che ci conduce in città lontane, tra vicoli nascosti, piazze affollate e atmosfere che sembrano sospese nel tempo. Camminare per Parigi, Londra o Lisbona dopo aver letto un romanzo che le racconta significa vedere ogni dettaglio con occhi nuovi, ascoltare i rumori della città con orecchie più attente e avvertire lo spirito dei luoghi attraverso le storie dei personaggi.

In questo articolo ti porto alla scoperta di sei città europee attraverso le pagine di altrettanti romanzi che sono ambientati in quei luoghi: Parigi con Parigi è sempre una buona idea; Londra con Mrs Dalloway; Barcellona con L’ombra del vento; Praga con I racconti di Mala Strana; e Lisbona con Treno di notte per Lisbona.

VIAGGI LETTERARI IN EUROPA: PARIGI E’ SEMPRE UNA BUONA IDEA

Il primo dei viaggi letterari ci porta a Parigi, capitale dei sogni e dell’eleganza.

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Nel romanzo di Nicolas Barreau, la città è quasi un personaggio a sé: i caffè, i ponti sulla Senna, i vicoli dei quartieri più romantici diventano lo scenario perfetto per un racconto che mescola amore, mistero e curiosità.

Leggendo queste pagine si passeggia idealmente tra Montmatre e Sanit-Germain-des-Prés, si immaginano le luci della Torre Eiffel al tramonto e si respira l’atmosfera unica di una città che da secoli ispira scrittori e artisti di ogni genere. Visitare Parigi dopo aver letto questo romanzo significa guardarla con occhi nuovi, cogliendo dettagli e angoli che altrimenti potrebbero sfuggire.

LONDRA E MRS DOLLOWAY

A Londra, Virginia Woolf ci guida in una giornata nella vita della signora Dolloway, tra strade trafficate, mercati, parchi e pensieri interiori. La Londra del romanzo non è solo lo sfondo delle vicende, ma uno specchio dell’animo dei personaggi, fatta di ritmo, chiacchiere e silenzi.

Camminare per le vie di Westminster o attraversare Regent’s Park con la guida di Virginia Woolf ci permette di percepire Londra attraverso il sguardo: viva, complessa, pulsante ed al tempo stesso intima. E’ un invito a guardare la città non solo con gli occhi, ma anche con il cuore.

VIAGGI LETTERARI IN EUROPA: BARCELLONA E L’OMBRA DEL VENTO

Barcellona è la vera protagonista del romanzo di Carlos Ruiz Zafon, dove i vicoli del Quartiere del Carmine, le librerie nascoste e gli edifici gotici creano un’atmosfera sospesa tra realtà e immaginazione.

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L’ombra del vento permette di immergersi nei misteri della città catalana, tra il fascino dei palazzi modernisti e la storia vivente dei quartieri più antichi.

Visitare Barcellona con questo libro in mente permette di percepire ogni dettaglio con attenzione, come se la città stessa raccontasse i suoi segreti più profondi.

DUBLINO E LA SUA GENTE

James Joyce ci porta in una Dublino intima e reale, fatta di strade, pub, case e piccoli gesti quotidiani. Nel suo racconto la città non è solo sfondo: è respirata, osservata e vissuta dai personaggi in ogni momento.

Passeggiare per O’Connell Street o attraversare il Trinity College dopo aver letto Gente di Dublino significa sentire la città come Joyce la percepiva: un insieme di dettagli apparentemente semplici, che insieme raccontano la vita di un’epoca e la personalità di un luogo.

PRAGA E I RACCONTI DI MALA STRANA

Praga è magica, sospesa tra mito e storia, e Juan Neruda le da voce nei Racconti di Mala Strana con atmosfere suggestive e dettagli che catturano il fascino dei suoi vicoli, ponti e piazze.

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Ogni racconto è un invito a perdersi nelle strade della città vecchia, a scoprire angoli nascosti e a respirare l’atmosfera misteriosa che da sempre avvolge Praga.

VIAGGI LETTERARI IN EUROPA: TRENO DI NOTTE PER LISBONA

Lisbona diventa il cuore del viaggio interiore del protagonista di Pascal Mercier. Nel romanzo, la città è il luogo dove passato, storia e introspezione si intrecciano, dove i vicoli e i panorami sul Tago riflettono i sentimenti e i pensieri del personaggio.

Leggere questo romanzo prima di partire per la capitale portoghese permette di vedere Lisbona con uno sguardo diverso: ogni strada, piazza e tram raccontano qualcosa in più della città, offrendoci l’opportunità di fare un vero viaggio anche dentro noi stessi.

Leggi anche: VIAGGI LETTERARI IN ITALIA

MONT-SAINT-MICHEL: STORIA E MISTERO

Poche destinazioni in Europa evocano un senso di meraviglia e mistero come Mont-Saint-Michel. Questo isolotto roccioso, situato al confine tra Normandia e Bretagna, è dominato dalla sua abbazia medievale e circondato dalle maree più impressionanti del continente. Un luogo che sembra sospeso tra terra e cielo, tra storia e leggenda.

Ma Mont-Saint-Michel non è solo una meraviglia architettonica: fa parte di un’antica rete di santuari dedicati all’Arcangelo Michele, la cosiddetta Linea Micaelica, che unisce luoghi sacri da Skellig Michael in Irlanda fino al Monte Carmelo in Israele.

MONT-SAINT-MICHEL: UN VIAGGIO NELLA STORIA

Le origini di Mont-Saint-Michel risalgono all’VIII secolo, quando, secondo la leggenda, l’Arcangelo Michele apparve al vescovo Aubert di Avranches, ordinandogli di costruire un santuario sulla roccia. Nel 966 i monaci benedettini vi fondarono un’abbazia, che divenne presto un importante centro di pellegrinaggio e cultura.

Durante il Medioevo, la sua posizione strategica la rese una fortezza inespugnabile, in particolare durante la Guerra dei Cent’Anni tra Francia e Inghilterra. Il monastero continuò a prosperare fino alla Rivoluzione Francese, quando fu trasformato in prigione. Solo nel XIX secolo Mont-Saint-Michel venne riconosciuto come patrimonio storico ed iniziò il suo restauro.

Oggi è uno dei siti più visitati di Francia, inserito nella lista UNESCO dal 1979, e continua ad affascinare viaggiatori e pellegrini da tutto il mondo grazie ad un mix unico di bellezza ed esoterismo.

CONSIGLI PRATICI

1. Come arrivare

Mont-Saint-Michel si trova a circa 360 km da Parigi. È possibile raggiungerlo in auto (lasciandola nei parcheggi dedicati prima della passerella) oppure in treno fino a Rennes o Pontorson, per poi proseguire con un bus navetta.

2. Il momento migliore per visitarlo

Per evitare la folla, è consigliabile arrivare la mattina presto o nel tardo pomeriggio. I mesi di primavera e inizio autunno offrono un clima piacevole e un’affluenza turistica più contenuta.

3. Le maree: uno spettacolo imperdibile

Mont-Saint-Michel è celebre per le sue maree, tra le più rapide d’Europa. Nei giorni di alta marea, l’isolotto sembra galleggiare sull’acqua, mentre con la bassa marea emerge un paesaggio lunare. Controllare il calendario delle maree prima della visita è essenziale.

4. Cosa vedere assolutamente

• L’Abbazia: cuore spirituale e architettonico di Mont-Saint-Michel, con il suo chiostro e la spettacolare vista sulla baia.

• Le stradine medievali: un labirinto di vicoli acciottolati pieni di botteghe e locande storiche.

• Le mura e la terrazza dell’abbazia: per un panorama mozzafiato sulla costa normanna.

5. Dove mangiare

La specialità locale è la famosa omelette soufflé di La Mère Poulard, preparata secondo una ricetta segreta dal 1888. Ma la Normandia offre anche ottimi piatti di pesce, sidro e formaggi tipici come il Camembert.

MONT-SAINT-MICHEL E LA LINEA MICAELICA

Mont-Saint-Michel non è un luogo sacro isolato, ma fa parte della Linea Sacra di San Michele, un allineamento di santuari dedicati all’Arcangelo Michele, che attraversa l’Europa e oltre correndo per più di 3.000 km. Tra questi, troviamo:

Skellig Michael (Irlanda)

St. Micheal’s Mount (Gran Bretagna)

Mont Saint-Michel (Francia)

Sacra di San Michele (Italia)

Santuario di San Michele Arcangelo (Italia)

Santo Monastero di Ταξιάρχη Μιχαήλ (Grecia)

Monastero Stella Maris del Monte Carmelo (Israele)

Mont-Saint-Michel è più di una semplice meta turistica: è un luogo di storia, fede e bellezza senza tempo. Che lo si visiti per ammirarne l’architettura, per vivere il fascino delle maree o per scoprire il mistero della Linea Micaelica, questo gioiello normanno è una tappa imprescindibile per ogni viaggiatore colto e curioso.

Per saperne di più sulla Linea Micaelica: IL CAMMINO DI SAN MICHELE

7 ESPERIENZE DA FARE A VARSAVIA

Varsavia, con la sua storia ricca e la vibrante cultura, offre esperienze uniche che combinano tradizione e modernità. Ecco sette attività imperdibili per chi desidera scoprire il cuore pulsante della capitale polacca.

1. Ammirare Varsavia dal Palazzo della Cultura e della Scienza

Questo iconico edificio, alto 237 metri, domina lo skyline di Varsavia.

Al suo interno si trovano musei, sale congressi, teatri, cinema e uffici. Il palazzo fu donato alla Polonia dall’Unione Sovietica. La sua costruzione iniziò nel 1952 e venne terminata nel 1955. È anche detto Palazzo di Stalin: infatti fu proprio lui a voler costruire il palazzo come regalo alla città di Varsavia che, però, non lo apprezzò mai veramente, tanto da rinominalo “il mostro”. Tanto che, dopo la caduta del comunismo nel 1989, c’è stato un dibattito per valutare la demolizione dell’edificio, ma la giunta comunale decise di salvare il palazzo che dal febbraio del 2007, è stato iscritto nel registro dei beni tutelati.

Salendo all’osservatorio situato al 30° piano, si gode di una vista panoramica mozzafiato sulla città, ideale per orientarsi e apprezzare l’armonioso mix di architettura storica e contemporanea.

2. Gustare la cucina locale nei “Milk Bars”

I “bar mleczny”, anche noti come “milk bar” o “latterie”, sono ristoranti tradizionali polacchi nati nel periodo socialista, noti per offrire piatti casalinghi a prezzi accessibili. Qui si possono assaporare specialità come pierogi (ravioli ripieni) e zupy (zuppe) in un’atmosfera autentica, vivendo un’esperienza culinaria e culturale unica.

Il primo milk bar, fu fondato nel 1896 a Varsavia da un membro della nobiltà terriera polacca.

Il successo dei primi bar latteria incoraggiò altri uomini d’affari ad aprire nuovi locali identici. La popolarità di questi locali era legata al fatto che servivano cibo nutriente ed economico, consentendo anche alla popolazione più povera di consumare un pasto completo. Oggi questa funzione è venuta meno e sopravvivono prevalentemente come emblema del passato.

3. Sorseggiare un caffè in locali storici

Varsavia vanta caffetterie storiche che hanno ospitato intellettuali e artisti nel corso dei secoli.

Luoghi come il Café Bristol offrono non solo bevande di qualità, ma anche un tuffo nella storia letteraria e artistica della città, con interni eleganti che raccontano storie del passato.

4. Visitare musei di Varsavia gratuitamente

Molti musei e luoghi di interesse di Varsavia offrono ingressi gratuiti in determinati giorni della settimana.

Ad esempio, il Museo Nazionale è gratuito il martedì, mentre il Museo dell’Insurrezione di Varsavia lo è il mercoledì. Questa è un’ottima opportunità per immergersi nella storia e nella cultura polacca senza costi aggiuntivi. 

Ti basterà consultare i rispettivi siti internet per organizzare il tuo tour gratuito!

5. Passeggiare lungo la Strada Reale

La “Trakt Królewski” (strada reale) è uno dei percorsi più famosi della città, che collega le tre residenze dei sovrani polacchi.

La strada parte dal palazzo reale, prosegue verso il maestoso parco Lazienki e termina presso la residenza estiva di Wilanow. L’intero percorso è lungo circa 15 chilometri, ma il cosiddetto “tratto cittadino” riguarda i primi 4 chilometri della strada che prima prende il nome di Krakowskie Przedmieście (via di Cracovia) e poi di Nowy Świat (via del nuovo mondo).

La strada reale è stata trascurata per lungo tempo e solo negli ultimi decenni è tornata al suo antico splendore. Oggi, infatti, rappresenta una delle passeggiate più belle ed eleganti di Varsavia, lungo il suo tragitto è possibile imbattersi in alcuni degli edifici più importanti della città.

6. Girare intorno alla Campana di Varsavia per buona fortuna

Nel cuore della Città Vecchia si trova una campana storica che, secondo la tradizione, porta fortuna a chi le gira intorno tre volte. Questo semplice rituale è amato sia dai locali che dai turisti e rappresenta un momento di connessione con le leggende cittadine.

7. andare in cerca di oggetti misteriosi

Varsavia vanta tantissimi rigattieri e mercatini dell’usato dove è possibile trovare oggetti insoliti e curiosi.

Ad esempio, il Bazar Staroci na Kole è noto per la vendita di articoli vintage e stravaganti, offrendo un’esperienza di shopping unica e la possibilità di scoprire storie dietro ogni oggetto. 

Gran parte dei oggi esposti sono risalenti alla Seconda Guerra Mondiale ed al periodo sovietico, ma guardando bene si possono scovare anche cose molto più antiche e originali… come, per esempio, un “Kit Ammazzavampiro”.

IL CASTELLO REALE DI VARSAVIA

Il Castello Reale di Varsavia è una testimonianza vivente della resilienza e della storia polacca. Situato all’ingresso della Città Vecchia, nella suggestiva Piazza del Castello, questo imponente edificio ha attraversato secoli di trasformazioni, distruzioni e rinascite, riflettendo le vicissitudini della nazione.

Storia del Castello Reale di Varsavia: le Origini

Le origini del castello risalgono al XIV secolo, quando fu edificata la Grande Torre come parte di una fortezza in legno.

Durante il regno di Casimiro III, la struttura fu ricostruita in mattoni, segnando l’inizio di una serie di ampliamenti e modifiche che avrebbero incorporato stili architettonici rinascimentali, barocchi e classicisti. 

Nel 1596, sotto il regno di Sigismondo III Vasa, Varsavia divenne la capitale della Polonia, e il castello fu ampliato per servire come residenza reale. Questo periodo segnò l’inizio di una fase di splendore per il castello, che divenne uno dei più ricchi d’Europa. 

A partire dal XVI secolo, la struttura originale del castello andò persa a causa di una serie di vicissitudini come invasioni straniere, incendi e bombardamenti. L’apice di queste tristi vicende fu raggiunto durante l’Insurrezione di Varsavia del 1944, quando le truppe tedesche bombardarono il Castello Reale riducendolo letteralmente in polvere.

LA RICOSTRUZIONE

Il castello fu ricostruito durante il regime comunista grazie alla cooperazione internazionale, ma soprattutto alla generosità del popolo polacco. All’interno del primo cortile del castello, infatti, è tutt’ora possibile vedere una sorta di grande salvadanaio nel quale vennero raccolte le offerte spontanee dei cittadini destinate alla ricostruzione di uno dei simboli della città.

Il castello fu riaperto al pubblico nel 1984.

Attraversando le sale del palazzo si possono evincere le differenti funzioni che il castello ha avuto nel corso del tempo: servì, infatti, da residenza reale, sede parlamentare e abitazione presidenziale, trasformandosi in un vero simbolo dell’indipendenza polacca.

Il castello è collegato alla vicina Cattedrale di San Giovanni tramite un tunnel. Il passaggio fu costruito per permettere ai sovrani di raggiungere in sicurezza la chiesa dopo che un anarchico tentò di assassinare re Sigismondo III, appunto proprio mentre andava a messa.

Inoltre, l’ala est del Castello Reale accoglie un’importante collezione che include opere di Canaletto e di Rembrandt.

Una curiosità: nel 2012, a causa della grande siccità estiva, venne riportato alla luce un tesoro che era rimasto sul fondo della Vistola per ben 400 anni. Si trattava di gioielli e altri oggetti di valore che gli svedesi rubarono dal Castello Reale durante l’invasione della Polonia.

LA STRADA REALE

Davanti al palazzo reale si apre la Piazza del Castello che è il principale punto di incontro della capitale polacca. Nel centro della piazza si erge uno dei monumenti più antichi di Varsavia, la Colonna di re Sigismondo.

Poco distante dalla Piazza del Castello, si dirama la strada reale, uno dei percorsi più famosi della città, che collega le tre residenze dei sovrani polacchi.

La strada, infatti, parte dal palazzo reale, prosegue verso il maestoso parco Lazienki e termina presso la residenza estiva di Wilanow. L’intero percorso è lungo circa 15 chilometri, ma il cosiddetto “tratto cittadino” riguarda i primi 4 chilometri della strada che prima prende il nome di Via di Cracovia e poi di Nowy Świat (letteralmente “via del Nuovo mondo”).

La strada reale è stata trascurata per lungo tempo e solo negli ultimi decenni è tornata al suo antico splendore. Oggi, infatti, rappresenta una delle passeggiate più belle ed eleganti di Varsavia, lungo il suo tragitto è possibile imbattersi in alcuni degli edifici più importanti della città.

Per esempio, provenendo dal Palazzo reale, si incontra prima la chiesa di Sant’Anna, una delle più decorate della città, con interni barocchi. Fatta costruire a metà del 1400 dai duchi di Masovia. Poi c’è il Palazzo presidenziale, uno degli edifici più grandi della città. Realizzato in stile neoclassico.

E proprio di fronte c’è Palazzo Potoski, un maestoso edificio in stile barocco e rococò, oggi sede del ministero della cultura.

Il Castello Reale di Varsavia: informazioni pratiche per la visita

I periodi migliori per visitare il Castello Reale di Varsavia sono la primavera e l’estate che, grazie al clima mite e alle giornate più lunghe, permettono di esplorare anche i dintorni della Città Vecchia.

Il Castello Reale di Varsavia è aperto al pubblico tutti i giorni, tranne il lunedì. Gli orari variano a seconda della stagione. I biglietti possono essere acquistati direttamente presso la biglietteria del castello o online, evitando così eventuali code. Tutti i mercoledì l’ingresso è gratuito!

Se preferisci una visita più tranquilla, scegli i giorni feriali, al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando l’affluenza è generalmente minore.

Inoltre il castello ospita regolarmente mostre temporanee ed eventi culturali.

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5 IDEE PER VIAGGI DI PRIMAVERA

5 DESTINAZIONI PERFETTE PER I TUOI VIAGGI DI PRIMAVERA TRA NATURA E CULTURA

La primavera è il momento ideale per partire: il clima è mite, la natura si risveglia e molte città si animano con eventi e festival. Se stai cercando la meta perfetta per un viaggio che unisca bellezza naturale e cultura, ecco cinque destinazioni da non perdere.

1. Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – Italia

Per chi ama la natura, il Parco Nazionale d’Abruzzo è un paradiso primaverile. I sentieri escursionistici diventano perfetti per trekking leggeri, immersi in boschi rigogliosi e tra pascoli in fiore. Uno dei percorsi più belli è quello che conduce alla grotta delle Fate, nella suggestiva cornice della Val Fondillo. Il sentiero si snoda tra boschi di faggi secolari, ruscelli cristallini e radure fiorite. Lungo il tragitto, il silenzio è interrotto solo dal canto degli uccelli e dal mormorio dell’acqua. Alla fine del percorso, la grotta appare incastonata nella roccia, avvolta dal mistero e dal fascino delle leggende locali, regalando ai visitatori un angolo di pura magia nel cuore del Parco.

Da non perdere anche la fioritura dei crochi e delle orchidee selvatiche, uno spettacolo unico a cui assistere ogni primavera.

2. Viaggi di primavera: Provenza – Francia

Famosa per i suoi campi di lavanda in estate, la Provenza è altrettanto affascinante in primavera. I mercati locali iniziano a riempirsi di prodotti freschi, e le città  come Avignone e Aix-en-Provence ospitano festival culturali e mostre d’arte.

Inoltre, per chi ama le passeggiate nella natura, il Parco Naturale del Luberon regala scenari incantevoli, tra vigneti, borghi medievali e fioriture di mandorli e ciliegi.

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3. Valle del Douro – Portogallo

Altra meta per i tuoi viaggi di primavera è il Portogallo.

Infatti se ami il vino e i paesaggi mozzafiato, la Valle del Douro è una scelta perfetta. In primavera, le colline terrazzate si tingono di verde e i vigneti iniziano a risvegliarsi. Oltre alle degustazioni nelle cantine locali, puoi esplorare la regione con un viaggio in barca lungo il fiume Douro o con un’escursione tra i sentieri panoramici della zona.

Porto, con il suo centro storico affacciato sul fiume, è la base ideale per esplorare la regione.

4. Viaggi di primavera: Lago di Bled – Slovenia

Il Lago di Bled è una delle perle della Slovenia, ancora più suggestivo in primavera. Il lago, circondato da foreste e montagne, offre la possibilità  di passeggiate rilassanti o escursioni più impegnative nei vicini sentieri del Parco Nazionale del Triglav. Imperdibile una gita in barca fino all’isoletta al centro del lago, dove si trova la pittoresca Chiesa di Santa Maria Assunta. Per chi invece ama la cultura, il castello di Bled, arroccato su una scogliera, regala una vista spettacolare ed un tuffo nella storia.

5. Siviglia – Spagna

Infine, se cerchi una destinazione culturale ricca di eventi primaverili, Siviglia è la scelta giusta. Ad aprile, la città  ospita la famosa Feria de Abril, una festa fatta di musica, danza e tradizioni andaluse. Il clima mite permette di visitare comodamente la Cattedrale, l’Alca¡zar e la Plaza de Espana, mentre gli aranci in fiore diffondono un profumo inebriante in tutta la città .

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Dunque che tu voglia esplorare la natura, ammirare le fioriture o immergerti nelle tradizioni locali, la primavera offre il contesto perfetto per un viaggio indimenticabile. Quale di queste mete ti ispira di più?

VARSAVIA: TOUR DELLA CITTA’ VECCHIA

Varsavia è una città ricca di storia e di cultura.

Troppo spesso, tuttavia, viene un po’ messa in ombra dalle altre capitali europee. Sicuramente Londra, Parigi o Berlino sono delle mete più convenzionali. Del resto la stessa cosa accade anche con altre città polacche, come per esempio Cracovia che, in genere, è più gettonata della stessa capitale.

Il fatto che Varsavia non sia una meta particolarmente comune me lo hanno confermato anche le difficoltà in cui mi sono imbattuta per riuscita a trovare una guida. Personalmente, infatti, sono un’appassionata di guide di viaggio, ma trovarne una di buona qualità interamente dedicata a Varsavia è stato praticamente impossibile!

La verità è che nell’immaginario collettivo questa città appare grigia e triste, legata alle tragedie della guerra. In definitiva quindi poco appetibile dal punto di vista turistico.

La realtà, però, è molto diversa!

Varsavia è letteralmente l’opposto di quanto in genere si possa pensare. È una città vitale, dinamica, in rapido sviluppo, che ha saputo unire armoniosamente passato e presente. Infatti, accanto al centro storico con i suoi edifici dai colori pastello, è sorta una città moderna, con alcuni dei grattacieli più alti d’Europa.

VARSAVIA: UN PO’ DI STORIA

Il luogo in cui oggi sorge il castello di Varsavia rappresenta il nucleo originario intorno al quale si sviluppò il primo centro abitato della città, fondata dai duchi di Masovia.

Alla fine del XIV secolo la città divenne la capitale del ducato ed iniziò ad espandersi al di fuori dell’originaria cerchia di mura inglobando anche la cosiddetta Città Nuova. Nel 1500, con la morte dell’ultimo duca di Masovia, Varsavia passò sotto il dominio diretto dei re di Polonia e nel 1596 re Sigismondo III Wasa vi spostò la propria residenza, facendone la nuova capitale del regno.

Successivamente si alternarono varie dominazioni straniere. Prima ci furono gli svedesi, poi gli austriaci, i prussiani ed infine i russi.

Nella seconda metà dell’ottocento, infatti, il regno di Polonia fu definitivamente abolito ed il suo territorio inglobato nell’Impero russo, inoltre la città e la sua popolazione furono sottoposti a quella che venne definita una “russificazione forzata”.

La Polonia ottenne l’indipendenza nel 1918, alla fine della prima guerra mondiale, ma nel 1939, con l’invasione tedesca, iniziò la pagina più oscura della sua storia. Alla fine della seconda guerra mondiale, infatti, Varsavia, come l’intera Polonia, era completamente distrutta. Si stima che circa l’85% degli edifici era stato devastato dalla guerra.

Nel 1955 fu sottoscritto il Patto di Varsavia. Un’alleanza militare tra i paesi del Blocco Sovietico, nata come contrapposizione alla NATO. Varsavia fu quindi la capitale della Repubblica Popolare Polacca, sotto l’influenza sovietica. Iniziò in quel periodo la ricostruzione della città e nel 1980 il centro storico della Città Vecchia venne iscritto tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

LA CATTEDRALE DI SAN GIOVANNI

La cattedrale risale al XIV secolo ed era sede dell’incoronazione e luogo di sepoltura dei duchi di Masovia. Nel 1944 venne distrutta dai bombardamenti tedeschi e ricostruita nel dopoguerra. La ricostruzione avvenne in stile gotico-baltico, sulla base di antiche stampe.

La chiesa è una sorta di panteon, infatti nella sua cripta sono sepolti molti personaggi illustri come alcuni membri della casata dei duchi di Masovia, presidenti della repubblica e premi Nobel.

VARSAVIA: PIAZZA DEL MERCATO

Uscendo dalla cattedrale proseguiamo verso la vicina piazza del mercato, nota anche come piazza della città vecchia. Si tratta della piazza più caratteristica di Varsavia, circondata su tutti e quattro i lati da palazzi eleganti, dai colori pastello. Al centro della piazza si trova la statua della Sirena, simbolo della città.

Andando in giro per le strade, i musei e le chiese di Varsavia, troverete ovunque l’immagine della sirena. Alcune volte il simbolo cittadino appare più stilizzato, altre volte è ricco di dettagli, ma in ogni caso vi accompagnerà sempre in giro per la città!

La sirena di Varsavia, secondo la leggenda, sarebbe la sorella della più celebre sirena di Copenaghen.

La versione più accreditata della storia che racconta che la sirena, nuotando nel Mar Baltico, arrivò nelle acque della Vistola, il fiume di Varsavia.

Uscì dall’acqua per riposarsi e fu notata dai pescatori, anche perché la sua presenza faceva scappare i pesci. I pescatori, allora, decisero di rinchiuderla in un sottotetto, lontano dall’acqua.

Fu allora che Wars, figlio di uno dei pescatori, la sentì piangere e decise di liberarla. Lei, per ringraziarlo, promise di proteggere la città e i suoi abitanti. Infatti è sempre ritratta con lo scudo e la spada sguainata, in atto di difendere.

Questa leggenda s’intreccia con quella dell’origine del nome della città che sarebbe nato dall’unione del nome del ragazzo Wars e della sirena Sawa.

La statua che si trova in Piazza del mercato, tuttavia, è una copia, l’originale si trova all’interno del vicino Museo di Varsavia.

IL MUSEO DI VARSAVIA

Il museo si affaccia proprio sulla piazza e credo che visitarlo sia il modo migliore per conoscere o approfondire la conoscenza della città. Questo museo, infatti, possiede una collezione che ripercorre la storia di Varsavia, dalle origini, quando era praticamente un villaggio, fino alla sua distruzione, avvenuta nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Nel Museo sono esposti circa 300.000 oggetti legati alla città e distribuiti in una ventina di sale che trattano tematiche diverse. Al piano terra c’è un percorso che ricostruisce la storia di Varsavia attraverso i dati numerici, come per esempio il numero di abitanti che la città ha avuto, quanti di loro erano effettivamente nati nella capitale e quanti vi erano immigrati, quali erano i tipi di lavori più diffusi in un certo periodo storico, eccetera.

Negli altri piani, invece, si susseguono opere d’arte, oggetti rinvenuti negli scavi archeologici e abiti originali di varie epoche storiche. Tra tutto, però, spicca la parte dedicata alla seconda guerra mondiale, alla devastazione che ne seguì ed alla successiva ricostruzione.

Visitare il Museo di Varsavia è un modo eccellente per immergersi nella storia della città e, per chi volesse approfondire ulteriormente l’argomento, si può proseguire visitando anche il Museo dell’Insurrezione di Varsavia che racconta, attraverso foto e documenti, l’insurrezione dei militari e del popolo di Varsavia contro il dominio Nazista. L’insurrezione avvenne tra il 1 agosto e il 2 ottobre 1944. Ed è stata l’avvenimento più importante per la storia della città e più in generale di tutta la Polonia, profondamente provata dalla guerra e dal dominio tedesco.

IL BARBACANE

Riprendendo il nostro ideale percorso, dopo aver visitato piazza della città vecchia, potete proseguire verso il Barbacane. Il barbacane è una struttura difensiva medievale. Infatti nel XV secolo, per proteggere la Città Vecchia da eventuali attacchi esterni, furono avviati i lavori di costruzione delle mura di Varsavia. Per questo, fu costruito anche un bastione che sarebbe servito come torre di vedetta e come principale porta di accesso al centro della città.

In realtà questa fortificazione è stata usata per il suo scopo difensivo una sola volta nella storia di Varsavia: cioè durante l’invasione svedese del 1656.

Durante la Seconda guerra Mondiale, la struttura difensiva fu distrutta quasi completamente dai bombardamenti nazisti. Alcuni anni dopo, il bastione fu ricostruito con i mattoni originali recuperati tra le macerie. Oggi, sul Barbacane e sulle mura è visibile una sottile linea scura che rappresenta l’altezza delle fondamenta originali.

Attraversando l’antica porta si esce dalla città vecchia e si arriva in piazza della città nuova.

IL CASTELLO DI VARSAVIA

Il nostro tour della città vecchia di Varsavia termina con la visita del Castello.

Le origini di questo maestoso palazzo barocco risalgono al XIV secolo, quando venne costruito il suo nucleo originario, ovvero la Grande Torre.

A partire dal XVI secolo, la struttura originale del castello andò persa a causa di una serie di vicissitudini come invasioni straniere, incendi e bombardamenti. L’apice di tutte queste disgrazie fu raggiunto durante l’Insurrezione di Varsavia del 1944, quando le truppe tedesche bombardarono il Castello Reale riducendolo letteralmente in polvere.

Il castello fu ricostruito durante il regime comunista grazie alla cooperazione internazionale, ma soprattutto alla generosità del popolo polacco. Venne riaperto al pubblico nel 1984.

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PARCHI E GIARDINI DI BUDAPEST

Se stai pensando di visitare Budapest, può esserti utile avere qualche informazione in più anche sulle sue aree verdi.

Parchi e giardini sono delle vere e proprie oasi nel cuore della città, meta ideale per passeggiare e rilassarsi dopo aver visitato i monumenti più importanti.

Il parco Városliget e l’isola Margherita sono le due principale aree verdi di Budapest, ricche non solo di alberi e vialetti ombrosi, ma anche di storia!

IL PARCO VÁROSLIGET

Innanzitutto questo parco vanta un primato mondiale, infatti è stato il primo parco pubblico del mondo!

Si tratta dell’area verde più importante di Budapest ed il suo ingresso si trova in prossimità della celebre Piazza degli Eroi.

Le attività che si possono svolgere nel parco sono tantissime e molto diverse tra loro. Infatti al suo interno è possibile fare un romantico giro sul Lago Városliget noleggiando una delle barchette disponibili; ma anche dare un’occhiata alla città dall’alto di una mongolfiera; o ancora visitare il Castello Vajdahunyad che ospita il Museo Reale dell’Agricoltura; mentre in inverno ci si può divertire sulla grande pista di pattinaggio.

Nel 1896, per festeggiare il primo millennio di storia dell’Ungheria, furono organizzate delle grandiose celebrazioni che portarono alla realizzazione di molte opere poi diventate dei veri e propri simboli di Budapest. Basti pensare alla stessa Piazza degli Eroi che, al centro, ospita il Monumento del Millennio costituito da una colonna trionfale sormontata dalla statua dell’arcangelo Gabriele.

Anche il Castello Vajdahunyad fu costruito per le celebrazioni del Millennio del 1896. Inizialmente, infatti, il castello venne realizzato in legno e cartone poiché era destinato alla sola mostra millenaria, ma divenne così popolare che fu ricostruito in pietra e mattoni ed oggi ospita il Museo agricolo. E’ stato costruito sul modello di un castello della Transilvania in cui si mescolano stili architettonici diversi come il romanico, il gotico, il rinascimentale ed il barocco.

In prossimità del castello c’è anche una piccola e graziosa chiesa in cui è possibile assistere a concerti d’organo!

Ma, soprattutto, c’è la statua dell’Anonimo, un personaggio misterioso che fu cronista di un re ungherese, probabilmente Béla III (1148-1196), e racchiuse tutto il suo sapere nell’opera Gesta Hungarorum.  Secondo la leggenda, toccare la statua porterebbe fortuna agli aspiranti scrittori!

BUDAPEST IN MONGOLFIERA

Invece, per ammirare il panorama di Budapest con un volo in mongolfiera, basta avvicinarsi alla cosiddetta “collina Mimosa”, una piccola collina del parco dove è ormeggiato l’aeromobile. Il viaggio verticale dura in totale 15 minuti: 5 minuti per arrivare all’altezza massima, 5 minuti per godersi il panorama e altri 5 per ritornare con i piedi per terra.

I voli sulla città non sono una novità: il primo esempio ben documentato, è quello del 1896 in occasione delle stesse celebrazioni del Millennio Ungherese per le quali venne costruita la piazza degli Eroi ed il castello.

Infine il parco ospita alcune delle attrazioni più importanti della città, come i Bagni Széchenyi – che, insieme ai Bagni Gellert, sono una delle stazioni termali più importanti di Budapest – il Museo di Belle Arti, lo Zoo e il Giardino Botanico.

BUDAPEST: L’ISOLA MARGHERITA

L’isola Margherita (in ungherese Margit-sziget) è un’isola del Danubio, lunga 2770 metri, larga fino a 515 metri. Due ponti la collegano alle rive della città, il ponte Árpád dal lato di Buda ed il ponte Margit dal lato di Pest.

Originariamente l’isola era chiamata Nyulak szigete, ovvero isola delle lepri. Il nome attuale deriva da santa Margherita d’Ungheria, figlia di Béla IV, che visse nel monastero delle Domenicane di Santa Maria, fatto erigere dal padre e situato sulla medesima isola.

Oggi l’isola è diventa un parco in cui rifugiarsi per sfuggire al caos cittadino o fare sport. E’ molto frequentata nei giorni festivi, per passeggiate e pic-nic, e durante l’estate, per via dei suoi numerosi impianti sportivi e delle sue piscine.

Sull’isola si possono ammirare anche: un piccolo giardino giapponese; il Memoriale del Centenario del 1973, che commemora il centesimo anniversario dell’unificazione della città; il Pozzo musicale, situato vicino al ponte Árpád; la Fontana musicale, posta nei pressi al ponte Margit, vicino alla quale si suona della musica e, in estate, si eseguono spettacoli di luce; ed infine un serbatoio idrico a torre ottagonale, alta 57 metri, costruita in stile Art Nouveau nel 1911.

La Fontana Musicale ed il Serbatoio a torre sono siti protetti dall’UNESCO.

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10 COSE DA VISITARE A BUDAPEST

Budapest, la capitale ungherese, è una delle città più affascinanti e controverse dell’Europa orientale.

La città è nota anche come “la perla del Danubio” o “la Parigi dell’Est”.

Tuttavia, ad un primo sguardo, non si può non restare vagamente perplessi. Il rumore continuo e gli edifici fatiscenti disseminati anche in zone centrali, inevitabilmente fanno sorgere qualche domanda del tipo: “è questa la città di cui si decanta tanto la bellezza?”

Poi, quando si supera il primo impatto e lo sguardo si fa più attento, la perplessità svanisce e si fa strada la convinzione che gran parte del fascino di Budapest risieda proprio nella sua fisionomia controversa. Allora quel particolare alternarsi di palazzi art nouveau, monumenti austroungarici, condomini anneriti e spazi vuoti lasciati da edifici abbattuti e mai ricostruiti inizia ad apparire stranamente armonioso.

Però, prima di partire alla scoperta di Budapest attraverso alcuni dei suoi luoghi simbolo, iniziamo con un po’ di storia!

BUDAPEST: LE ORIGINI DELLA CITTA’

Il primo insediamento sul territorio dell’odierna Budapest risale al I secolo a.C. a opera dei Celti. In seguito venne occupata dai Romani e divenne la principale città della Pannonia inferiore. L’epoca romana ha asciato in eredità un insediamento civile e uno militare, ciascuno con un anfiteatro, un acquedotto, alcune ville, ma soprattutto le terme che, ancora oggi, sono uno dei tratti distintivi di Budapest.

Le tribù ungheresi arrivarono nel X secolo e ne fecero la sede del re. All’epoca la città si chiamava Buda.

Sulla riva opposta del Danubio, invece, fu fondata Pest.

Nel XVI secolo i Turchi conquistarono gran parte dell’Ungheria interrompendo lo sviluppo di entrambe le città. Tuttavia, prima della riconquista nel 1686 da parte delle truppe asburgiche, Buda rimase la sede del governo turco, mentre Pest finì in rovina.

Nei secoli successivi, però, la città di Pest conobbe un periodo di grande sviluppo, tanto che nel 1800 divenne più grande di Buda e della vicina Óbuda messe insieme.

La fusione delle tre città di Buda, Óbuda e Pest in un’unica amministrazione divenne effettiva grazie al governo autonomo ungherese, instaurato con il compromesso austro-ungarico del 1867.

Ora iniziamo il tour della città attraverso 10 dei suoi luoghi simbolo.

IL PONTE DELLE CATENE

Il Ponte delle Catene (in ungherese Széchenyi Lánchíd) risale alla prima metà del XIX secolo ed è uno dei simboli della città.

Grazie alla sua costruzione Buda e Pest furono definitivamente unite. In precedenza, infatti, per collegare le due città veniva usato un ponte su chiatte che, alla fine della bella stagione, veniva smontato per essere poi ricostruito l’anno seguente.

Il Ponte delle Catene venne costruito per iniziativa del conte ungherese István Széchenyi, di cui porta anche il nome. Dal punto di vista architettonico è stata scelta la soluzione di un ponte sospeso la cui campata centrale, compresa tra due piloni, era all’epoca tra le maggiori al mondo (202 m di lunghezza). L’entrata è decorata da statue di leoni. Il ponte è destinato al traffico automobilistico nella parte centrale, mentre le sue parti laterali sono riservate ai pedoni.

Il ponte delle catene, oltre a consentire una bella vista sul Danubio, è anche un passaggio obbligato per chi, venendo da Pest, voglia visitare il Castello di Buda.

Una curiosità: nel 1975, nelle immediate vicinanze del pilastro del ponte a ridosso del castello di Buda, è stato eretto il monumento “pietra del chilometro zero”. Questa scultura segna il punto di riferimento da cui vengono misurate tutte le distanze stradali per Budapest nel Paese.

IL CASTELLO DI BUDA

Il castello di Buda (in ungherese Budavári Palota) è noto anche come “Palazzo Reale” (Királyi Palota) e “Castello Reale” (Királyi Vár). Nel 1987 è entrato a far parte del patrimonio UNESCO.

 L’edifico sorge sulla sommità di una collina che sovrasta il Danubio e da cui si può godere di una bellissima vista. Per accedere al castello si può scegliere se salire a piedi o se prendere la suggestiva funicolare che lo collega al ponte delle Catene.

In passato era la residenza dei re d’Ungheria.

Il primo a realizzare una costruzione sulla collina fu re Béla IV tra il 1247 ed il 1265. Nel corso dei secoli il castello è stato modificato, ampliato e rimodernato molte volte. Da edificio medievale si è trasformato in una sontuosa residenza barocca durante il regno di Maria Teresa d’Asburgo, per poi diventare un più austero palazzo neo classico sotto il regno di Francesco Giuseppe. Inoltre ci cono stati due episodi che hanno causato la completa rovina del castello ed hanno reso necessaria la sua ricostruzione: il grande assedio turco del 1686 e quello della Seconda Guerra Mondiale, durato dal 29 dicembre 1944 al 13 febbraio 1945.

Oggi il castello ospita tre importanti musei: la Biblioteca Nazionale, contenente oltre 15.000 libri e manoscritti, la Galleria Nazionale Ungherese, sviluppata su 4 piani, ed il Museo Storico di Budapest, che ripercorre le tappe fondamentali della storia della città.

Inoltre è possibile visitare il sottosuolo del Castello, noto anche come “Labirinto di Budapest”, dove si sviluppa un dedalo di caverne e cunicoli ricchi di sorgenti termali, pitture rupestri, antiche fontane, colonne e statue. Il labirinto è visitabile con un tour guidato.

LA CHIESA DI MATTIA

La chiesa si trova al centro di Piazza della Santa Trinità, a poca distanza dal castello.

Nonostante sia comunemente chiamata con il nome di Mattia, il vero nome della chiesa è Nostra Signora Assunta della Collina del Castello ed è dedicata alla Madonna. Invece il nome popolare con cui è conosciuta la chiesa è legato a re Mattia Corvino che, proprio in questa chiesa, si sposò due volte.

Secondo la tradizione, la chiesa fu fondata da Santo Stefano, re d’Ungheria, nel 1015. Tuttavia, non esistono prove che confermino la cosa con assoluta sicurezza. L’edificio originario fu distrutto nel 1241 in occasione della prima invasione mongola dell’Ungheria e venne ricostruito tra il 1255 e il 1269 per la volontà del re Béla IV. Nel 1541 la chiesa venne trasformata in una moschea dai turchi, per poi passare ai gesuiti.

Nel 1873 e il 1896 fu oggetto di restauri da parte dell’architetto Frigyes Schulek che la ricostruì parzialmente in stile neogotico.

Davanti la chiesa sorge la colonna della Santissima Trinità. Si tratta di una colonna votiva che è stata eretta all’inizio del XVIII secolo. Nel 1694, infatti, il consiglio comunale di Buda decise di erigere un monumento dedicato alla Santissima Trinità per proteggersi dalle epidemie di peste che in quel periodo colpivano la popolazione e in segno di gratitudine per la loro cessazione.

BUDAPEST: IL BASTIONE DEI PESCATORI

Infine, a pochissima distanza dalla chiesa, c’è il Bastione dei Pescatori, un belvedere che sembra uscito da una favola!

Il bastione, in stile neogotico e neoromanico, prende il nome dalla corporazione dei pescatori che, nel Medioevo, era stata incaricata di difendere questo tratto delle mura della città.

La costruzione è formata da sette torri che rappresentano le sette tribù magiare che si insediarono nel bacino dei Carpazi nell’896. Dalle torri e dalla terrazza si puo’ ammirare uno dei panorami più belli della città, con vista sull’isola Margherita, la zona di Pest e la collina Gellert.

IL PARLAMENTO DI BUDAPEST

Il Palazzo del Parlamento (in ungherese Országház) è un altro dei simboli della città, nonché una delle mete turistiche più famose dell’intera Ungheria.

Il palazzo fu concepito per sottolineare, con grande fasto, l’indipendenza finalmente raggiunta degli ungheresi all’interno dell’impero austro-ungarico.

Venne costruito tra il 1885 ed il 1904, seguendo i piani dell’architetto ungherese Imre Steindl.

Fino al 1944 le due parti dell’edificio, che si estendo rispettivamente a nord ed a sud della cupola, hanno ospitato le Camere destinate alle riunioni dei due rami del Parlamento. Successivamente l’Ungheria abbandonò il sistema del bicameralismo: quindi, attualmente nel palazzo si riunisce la Assemblea nazionale.

Inoltre è anche sede di un’importante biblioteca, del capo del Governo e del Presidente della Repubblica.

Il Parlamento è un chiaro esempio di architettura neogotica, assai in voga in quel periodo, e si distingue per l’enorme sviluppo orizzontale: raggiunge i 268 metri di lunghezza ed i 123 di larghezza. La sua altezza, invece, è di 96 metri, esattamente come la Basilica di Santo Stefano, quasi a sottolineare una sorta di equilibrio tra il mondo civile e quello religioso.

LE SCARPE SULLA RIVA DEL DANUBIO

A poca distanza dal grandioso edificio del Parlamento si trova il memoriale noto come “le scarpe sulla riva del Danubio”.

Si tratta di un’installazione artistica collocata sul lungo Danubio, sul lato di Pest, inaugurata il 16 aprile 2005 nella Giornata ungherese della memoria per il 60º anniversario della Shoah.

L’opera è un gruppo scultoreo che raffigura appunto delle scarpe poste sul ciglio della banchina e ricorda la morte dei cittadini ebrei a causa dai miliziani del Partito delle Croci Frecciate durante la seconda guerra mondiale. I miliziani, infatti, prima imprigionarono gli ebrei all’interno del ghetto e poi decisero di assassinarli direttamente in città, proprio sul lungo fiume, confidando nel fatto che il Danubio avrebbe trascinato via i loro corpi. Spesso alle vittime veniva chiesto di levarsi le scarpe che poi i miliziani rivendevano al mercato nero, da qui l’idea del memoriale.

BUDAPEST: LA BASILICA DI SANTO STEFANO

La basilica di Santo Stefano, situata nel cuore del centro storico di Budapest, è uno degli edifici religiosi più importanti di tutta l’Ungheria.

Fu progettata a partire dal 1850 e terminata nel 1905. Può ospitare circa 8000 fedeli ed è prevalentemente in stile neoclassico.

La Basilica è dedicata a Stefano, il primo Re d’Ungheria, e all’interno di un reliquario posto nella cappella a destra dell’altare, è custodita la sua presunta mano destra.

L’edificio è a croce greca, con cupola all’incrocio della navata con il transetto. La sua cupola raggiunge la stessa altezza del Palazzo del Parlamento (96 metri) e, secondo le leggi vigenti, nessun edificio in città può esserne più alto.

La facciata è simmetrica e priva di eccessive decorazioni. L’interno, invece, è ricco di marmi, mosaici e pregevoli opere d’arte dei principali artisti ungheresi.

È possibile visitare gli interni della chiesa, ma anche accedere alla Tesoreria e salire sulla cupola, da cui ammirare un bellissimo panorama.

Infine, la Basilica ha sempre ricoperto un ruolo importante nello scenario musicale della capitale e il suo coro si esibisce in tutta Europa: se ne avete l’opportunità, vi consiglio di assistere ad un concerto. Trovate tutti gli eventi sul sito ufficiale.

LA GRANDE SINAGOGA

La Grande Sinagoga (in ungherese Nagy zsinagóga) si trova nel quartiere ebraico della città, chiamato Erzsébetváros.

Si tratta della più grande sinagoga d’Europa e quarta al mondo. L’edificio misura 75 metri di lunghezza e 27 di larghezza; le due torrette ai lati della facciata sono alte 43 metri ciascuna.

Lo stile architettonico è eclettico e presenta elementi moreschi, ma anche forti richiami all’architettura neobizantina e neoromanica.

E’ possibile visitare la Sinagoga nell’ambito di una visita guidata, disponibile in moltissime lingue diverse. Fatto il biglietto e superati i controlli, vi consiglio di entrare direttamente nella Sinagoga e avvicinarvi alla bandiera italiana, una guida vi raggiungerà per darvi tutte le informazioni.

La visita comprende anche la piccola sinagoga, costruita in ricordo degli ebrei caduti durante la prima guerra mondiale, il cimitero, il museo e l’albero della vita.

TEATRO DELL’OPERA DI BUDAPEST

Il Teatro dell’Opera di Stato ungherese (in ungherese Magyar Állami Operaház) è uno dei maggiori esempi di architettura neorinascimentale di Budapest. Si trova nella parte di Pest, nel quartiere di Terézváros, in Andrássy út, il più importante viale della città.

L’edificio, costruito tra il 1875 e il 1884, è in stile neorinascimentale, riccamente decorato con elementi barocchi. Di fronte alla facciata vi sono le statue di Ferenc Erkel, compositore dell’inno nazionale, e del compositore classico Franz Liszt.

L’interno del teatro è visitabile solo tramite visita guidata, della durata media di circa 45 min. Se siete interessati, vi consiglio di prenotare con anticipo perché i posti si esauriscono in fretta!

In alternativa, potete assistere ad uno dei tanti concerti o rassegne teatrali.  Anche in questo caso, potete consultare tutti gli eventi ed il programma sul sito ufficiale.

PIAZZA DEGLI EROI

La Piazza degli Eroi è una delle più importanti piazze di Budapest. Si trova alla fine di Andrássy út, vicino al parco municipale Városliget.

L’area centrale della Piazza ospita il Monumento del millenario con le statue dei sette capitribù magiari e di altri personaggi rappresentativi della storia dell’Ungheria. La costruzione del monumento iniziò nel 1896, anno del primo millennio dell’Ungheria, e fu ultimata nel 1929.

Di fronte al monumento si trova la Pietra memoriale degli eroi. Si tratta di un memoriale dedicato agli “eroi che diedero la vita per la libertà del loro popolo e della loro indipendenza nazionale”. Dunque è simile al monumento del Milite Ignoto presente in tanti altri Paesi.

L’elemento centrale del Monumento del millennio è una colonna sormontata dalla statua dell’arcangelo Gabriele. Nella mano destra l’angelo tiene la corona di Santo Stefano, primo re d’Ungheria. Nella mano sinistra, invece, c’è la doppia croce apostolica, simbolo nazionale che fa riferimento alle concessioni fatte a re Stefano da papa Silvestro II in riconoscimento dei suoi sforzi per convertire gli ungheresi al cristianesimo.

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