ISOLA DI HVAR: COSA VISITARE

Per molti viaggiatori Hvar è una delle gite più classiche da fare partendo da Spalato: si prende un traghetto o un catamarano, si approda in un porto luminoso, si passeggia sul lungomare, magari si fa un bagno e si torna indietro la sera. Ed è proprio qui che l’isola rischia di essere un po’ fraintesa. Perché Hvar non è soltanto una destinazione balneare o una tappa da movida con un ottimo ufficio stampa.

È anche una piccola città storica dal profilo veneziano, con una fortezza che domina il porto, uno dei teatri pubblici più antichi d’Europa, un arsenale, una loggia, un monastero francescano affacciato sull’acqua e un passato che racconta molto bene quanto il Mediterraneo sia stato, per secoli, un grande laboratorio di incontri, commerci e contaminazioni.

Il punto, insomma, è che Hvar si presta perfettamente a una visita culturale, oltre che a una giornata di mare. E forse è proprio questa la sua qualità più interessante: la possibilità di tenere insieme leggerezza e storia, aperitivi sul porto e architettura veneziana, una fortezza panoramica e un monastero silenzioso, il blu dell’Adriatico e una città che, dietro la patina glamour, ha parecchie cose da raccontare.

In questo articolo ti porto alla scoperta di cosa vedere a Hvar in un giorno, soprattutto se stai organizzando una gita da Spalato. Troverai una breve introduzione storica, i luoghi più interessanti da visitare nella città di Hvar, qualche spunto per andare oltre il cliché dell’isola mondana e una sezione finale con consigli pratici su traghetti, biglietti e tempi di visita.

Hvar: non solo mare, ma una delle isole più eleganti della Dalmazia

Nel grande catalogo delle isole croate, Hvar occupa da tempo una posizione particolare. È famosa, desiderata, molto frequentata, eppure conserva una personalità che la distingue dalle altre mete di mare più “immediate”. Il suo fascino non dipende soltanto dalle acque limpide, dalle calette e dalla luce chiarissima che avvolge il porto. Dipende anche da un’identità storica precisa, che affiora ovunque nel centro cittadino: nella piazza monumentale, nei palazzi in pietra, nei resti delle fortificazioni, nei monasteri e nelle architetture che parlano veneziano con un accento dalmata.

Situata al largo della costa croata, Hvar — che in italiano, nella tradizione adriatica, è nota anche come Lesina — è una delle isole più amate da chi viaggia in Dalmazia. La sua città principale, che porta lo stesso nome, si sviluppa attorno a un porto naturale ampio e luminoso, protetto dalle colline e aperto verso le isole Pakleni, piccoli frammenti di terra disseminati nel blu come un arcipelago da cartolina. Ma la bellezza del paesaggio, da sola, non basta a spiegare il carattere di Hvar.

Per secoli l’isola fu infatti un punto strategico sulle rotte dell’Adriatico e un approdo prezioso per la Repubblica di Venezia, che qui trovò un porto sicuro e una base perfetta per i traffici marittimi verso il Levante. Questo ruolo lasciò un’impronta profonda sulla città, che ancora oggi conserva un volto urbano sorprendentemente raffinato per una località di mare: una grande piazza lastricata, un arsenale, un teatro, logge, fortezze, monasteri e un impianto architettonico che suggerisce subito una cosa molto semplice, ma importante: Hvar non è un’isola da consumare in fretta.

Ci si può arrivare per il mare e restare per il resto. Per la storia, per l’atmosfera, per quel tipo di eleganza mediterranea che non ha bisogno di ostentarsi, ma si lascia intuire nei dettagli.

Un po’ di storia: l’anima veneziana di Hvar

Come accade spesso lungo le sponde dell’Adriatico, anche la storia di Hvar è il risultato di una lunga stratificazione. L’isola fu abitata già in epoca antica e conobbe il passaggio di popoli, dominazioni e culture diverse, ma il periodo che ha lasciato l’impronta più visibile sulla città è senza dubbio quello veneziano.

A partire dal Medioevo, Hvar assunse un ruolo sempre più importante come snodo marittimo della Dalmazia. Il suo porto, ben protetto e collocato in una posizione strategica, divenne uno scalo fondamentale per le rotte commerciali e militari che attraversavano l’Adriatico. La Serenissima comprese immediatamente il valore di questo approdo e fece di Hvar una delle sue basi più rilevanti nella regione, dotandola di fortificazioni, arsenali e spazi pubblici adeguati a una città di mare che non doveva essere solo bella, ma anche funzionale e difendibile.

Fu così che, tra il XV e il XVII secolo, Hvar si arricchì di alcuni degli edifici che ancora oggi ne definiscono l’identità: la fortezza che domina il porto, l’Arsenale, il teatro pubblico, la Loggia, i monasteri e le chiese. A tutto questo si aggiunsero, nel tempo, ricostruzioni e trasformazioni rese necessarie anche dagli attacchi ottomani che colpirono la città nel corso del Cinquecento.

Il risultato è una località che oggi appare leggera e luminosa, ma che in realtà porta impressi nei suoi monumenti i segni di una storia tutt’altro che marginale. Ed è proprio questa la chiave con cui, secondo me, vale la pena visitarla: non come semplice isola glamour, ma come piccola città adriatica con un passato importante, in cui il mare fa da sfondo a un racconto molto più ricco di quanto si immagini.

Cosa vedere in un giorno

Se hai una sola giornata a disposizione, la scelta più sensata è concentrarti soprattutto sulla città di Hvar, che si visita bene a piedi e raccoglie la maggior parte dei luoghi di interesse storico e architettonico. Il centro non è enorme, e questo è un vantaggio: in poche ore puoi passare da una fortezza panoramica a un monastero sul mare, da una piazza veneziana a un teatro seicentesco, con il lusso di infilare nel mezzo anche una pausa vista Adriatico.

L’errore da evitare, semmai, è fermarsi al porto e trattare Hvar come una bella scenografia estiva. La città merita molto di più.

La Fortezza Spagnola, il panorama più bello su Hvar

La prima cosa da fare, o almeno una delle più memorabili, è salire alla Fortezza Spagnola, chiamata anche Fortica o Španjola. È il profilo che domina la città dall’alto e che si nota già dal traghetto: una costruzione severa, quasi teatrale, appoggiata sulla collina come una sentinella di pietra.

La fortezza affonda le sue origini nel Medioevo, ma fu soprattutto in epoca veneziana che assunse il ruolo strategico che ancora oggi ne definisce il carattere. Da qui si controllava il porto, si proteggevano le rotte marittime e si teneva sotto osservazione un tratto di Adriatico tutt’altro che secondario. Oggi, naturalmente, la funzione militare ha lasciato il posto a quella panoramica, e non è un ripiego: la vista dalla fortezza è una delle più belle di tutta la Dalmazia.

Da lassù si abbracciano con un solo sguardo i tetti in pietra della città, il porto, il lungomare, le barche e soprattutto le isole Pakleni. Vale la pena salire anche solo per questo, ma la visita è interessante pure per il contesto architettonico: bastioni, cortili, murature e ambienti che restituiscono bene l’idea di una città che, per secoli, fu molto più di una semplice località balneare.

La salita richiede un po’ di fiato, soprattutto in estate, ma non è proibitiva. Basta partire nelle ore meno calde e affrontarla con il giusto spirito: più passeggiata che performance.

La Pjaca e la Cattedrale di San Stefano

Il cuore urbano di Hvar è la Pjaca, la grande piazza di San Stefano, una delle più belle della Croazia. È ampia, ariosa, luminosa, aperta verso il porto e circondata da edifici in pietra che restituiscono all’insieme un’eleganza quasi scenografica. Non ha il tono severo di certe piazze monumentali dell’Europa centrale, né quello caotico di molte piazze mediterranee: ha piuttosto una grazia composta, una misura molto adriatica, che la rende subito piacevole.

Su uno dei lati della piazza si affaccia la Cattedrale di San Stefano, dedicata al Santo papa e martire. L’edificio, frutto di una lunga costruzione tra il XVI e il XVIII secolo, non punta sull’effetto sorpresa, ma sulla sobrietà. La facciata è armoniosa, il campanile slancia l’insieme e l’interno merita una sosta soprattutto se ami quei luoghi in cui la spiritualità si mescola alla storia urbana della città.

L’Arsenale e il teatro storico

Se la fortezza racconta la dimensione militare di Hvar, l’Arsenale e il teatro storico ne rivelano invece il lato civile e culturale. L’Arsenale si affaccia sul porto e testimonia in modo molto concreto il ruolo marittimo della città: qui venivano ricoverate e riparate le galee, qui si organizzava una parte essenziale della vita portuale di Hvar, quando l’isola era un tassello importante della rete veneziana nell’Adriatico.

La vera sorpresa, però, si trova al piano superiore. Qui ha sede il teatro di Hvar, inaugurato nel 1612 e considerato uno dei più antichi teatri pubblici d’Europa. Non è una di quelle curiosità da guida turistica che si leggono e si dimenticano subito: è un dettaglio che cambia davvero il modo di guardare la città. Perché suggerisce che Hvar, in piena età moderna, non fosse soltanto un porto utile o una fortezza ben piazzata, ma anche un luogo dotato di una vita culturale vivace, di una sua rappresentazione pubblica, di una certa ambizione civile.

La Loggia di Hvar e la Torre dell’Orologio

Tra gli edifici che contribuiscono a dare a Hvar la sua aria vagamente aristocratica c’è anche la Loggia, affiancata dalla Torre dell’Orologio. Non è il monumento più appariscente della città, ma è uno di quelli che aiutano a leggerne il tessuto urbano e la lunga eredità veneziana.

La loggia era uno spazio civico importante, legato alla vita pubblica e alla rappresentazione della città. Oggi, più che per la funzione originaria, colpisce per la sua capacità di inserirsi con naturalezza nell’eleganza complessiva del centro storico. Guardandola si ha la sensazione che Hvar, per secoli, abbia voluto essere non solo un porto efficiente o una città ben difesa, ma anche un luogo piacevole da abitare e da mostrare.

Accanto alla loggia si alza la Torre dell’Orologio, che completa uno degli scorci più riconoscibili del centro. Vale la pena soffermarsi, magari senza fretta, perché è proprio in questi dettagli che Hvar comincia a smarcarsi dall’idea di semplice meta estiva e rivendica il proprio profilo di piccola città storica.

Il Monastero francescano

A pochi minuti dal centro, affacciato sul lato occidentale del porto, si trova uno dei luoghi più belli della città: il Monastero francescano con la chiesa di Santa Maria della Misericordia. Se Hvar, in piena estate, può a tratti apparire rumorosa, esibita, molto consapevole della propria bellezza, il monastero rappresenta il suo contrappunto perfetto.

Il complesso risale tra il XV e il XVI secolo e custodisce un piccolo museo, opere d’arte, una biblioteca e un chiostro che invita naturalmente a rallentare. La posizione, appena defilata rispetto al cuore più animato della città, aggiunge fascino alla visita: bastano pochi passi per allontanarsi dal porto e ritrovarsi in uno spazio raccolto, quasi appartato, dove il tempo sembra assumere un’altra consistenza.

Le Isole Pakleni e il lato balneare di Hvar

Naturalmente Hvar resta anche una destinazione di mare, e sarebbe piuttosto snob fingere il contrario. Se hai tempo a disposizione, dopo aver visitato il centro storico puoi concederti una pausa sul lungomare, una sosta in una delle calette vicine oppure un’escursione verso le Isole Pakleni, l’arcipelago che si stende davanti alla città.

Le Pakleni sono una delle immagini più iconiche di Hvar: piccoli lembi di terra coperti di vegetazione, acque trasparenti, barche, insenature e quel senso di vacanza adriatica ben riuscita che qui viene quasi spontaneo.

Cosa vedere gratis a Hvar e cosa richiede un biglietto

Una delle buone notizie è che Hvar si lascia scoprire anche semplicemente passeggiando. Il centro storico, la Pjaca, il porto, i vicoli, le vedute e gran parte dell’atmosfera della città sono fruibili liberamente, e già questo basta a costruire una visita molto piacevole.

Alcuni dei luoghi più interessanti, però, richiedono un biglietto d’ingresso:

  • la Fortezza Spagnola / Fortica;
  • il teatro storico e l’Arsenale;
  • la Loggia e la Torre dell’Orologio, quando visitabili;
  • il Monastero francescano e il suo museo.

Come arrivare a Hvar da Spalato

Se soggiorni a Spalato, Hvar è una delle escursioni più facili e più classiche da organizzare. Ed è anche una delle più riuscite, perché combina un trasferimento relativamente semplice con una meta che offre abbastanza cose da vedere da riempire bene una giornata.

Il modo più comodo per raggiungere Hvar è prendere un catamarano o un collegamento marittimo da Spalato. Durante la bella stagione le corse aumentano e collegano la città alle principali isole della Dalmazia, tra cui proprio Hvar. Se il tuo obiettivo è visitare la città di Hvar, il catamarano veloce è in genere la scelta migliore, perché permette di arrivare direttamente in una zona molto comoda per iniziare la visita.

Quanto dura il viaggio da Spalato a Hvar?

Il tragitto richiede in media circa un’ora, a seconda del tipo di imbarcazione, della compagnia e del periodo. In alta stagione conviene prenotare con un certo anticipo, soprattutto se viaggi nei weekend o se vuoi partire in una fascia oraria precisa.

Hvar si può visitare in giornata?

Sì, assolutamente. Con una partenza al mattino e un rientro in serata riesci a vedere il centro storico, salire alla fortezza, visitare uno o due monumenti e ritagliarti anche un po’ di tempo per il pranzo o per un bagno veloce. Se però ami i ritmi più lenti o vuoi esplorare anche le Isole Pakleni, una notte sull’isola sarebbe ancora meglio.

Perché Hvar merita più di una gita “da cartolina”

Hvar è uno di quei luoghi che rischiano di essere raccontati male per eccesso di semplificazione. Se ne parla come di un’isola glamour, di una meta mondana, di una tappa di mare da abbinare a Spalato. Tutto vero, in parte. Ma non abbastanza.

Perché Hvar è anche una piccola città mediterranea con un passato veneziano, una fortezza spettacolare, un teatro seicentesco, un monastero sul mare e una piazza che da sola basterebbe a darle carattere. È un luogo in cui la vacanza e la storia riescono a convivere piuttosto bene, senza farsi concorrenza. Si può arrivare per un bagno e finire a leggere il profilo di una loggia rinascimentale; si può partire con l’idea di una gita leggera e tornare con la sensazione di aver visto qualcosa di più di una bella isola.

Se stai organizzando un viaggio in Dalmazia e vuoi aggiungere a Spalato una tappa capace di unire mare, storia e atmosferaHvar è una scelta eccellente. Ha il sole, il blu, la bellezza che ci si aspetta da un’isola croata. Ma ha anche una cosa più rara: un racconto da offrire a chi ha voglia di ascoltarlo.

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PONZA: COME ARRIVARE E COSA VISITARE

Ponza è la più grande delle isole che costituiscono l’Arcipelago Ponziano. Si trova proprio davanti al Golfo di Gaeta, a circa 21 miglia nautiche a sud di San Felice Circeo.

Le atre isole dell’arcipelago sono: Gavi, Zannone, Palmarola, Ventotene e Santo Stefano. Tra loro soltanto Ponza e Ventotene sono abitate permanentemente.

Eugenio Montale definì Ponza un paradiso in terra, tanto gli apparve magnifica quest’isola dove il blu del mediterraneo si mescola al bianco delle scogliere ed al giallo delle ginestre.

PONZA: UN PO’ DI STORIA

L’isola di Ponza è stata abitata fin dal Neolitico.

Venne occupata dai Volsci, poi dai Fenici e dai Greci. Il suo nome, infatti, deriverebbe dal greco antico Pòntos, Πόντος o Pontia, Πόντια, ossia “mare”.

Fonte: Pixabay

In epoca romana Ponza si sviluppò enormemente diventando una cittadina fiorente e popolata che ospitava sfarzose ville patrizie. Successivamente l’imperatore Augusto trasformò l’isola in luogo di esilio per illustri personaggi politici.

Durante il Medioevo, grazie all’opera dei monaci benedettini, rimase un fiorente centro commerciale e religioso. Tuttavia il loro lavoro fu pressoché vanificato quando, a partire dal IX secolo, Ponza fu oggetto di feroci razzie da parte dei pirati saraceni.

Nel 1542 l’imperatore Carlo V diede l’isola in feudo a Pier Luigi Farnese. Circa due secoli dopo, nel 1734, Elisabetta Farnese, madre di Carlo III di Spagna re di Napoli, cedette l’intero arcipelago delle Ponziane al figlio che avviò un’intensa colonizzazione, facendovi pervenire coloni soprattutto da Ischia. Durante il periodo borbonico vennero avviati una serie di lavori destinati a migliorare le condizioni di vita degli isolani. Molte di queste opere, come il porto, caratterizzano tutt’ora l’isola.

Nel 1928 il regime fascista destinò Ponza a luogo di confino degli oppositori politici. Vi furono inviati, dai Tribunali Speciali, Giorgio Amendola, Lelio Basso, Pietro Nenni, Mauro Scoccimarro, Giuseppe Romita, Pietro Secchia e Umberto Terracini. Lo stesso Mussolini fu poi prigioniero nell’isola dal 27 luglio al 7 agosto 1943.

COSA VISITARE

Fonte: Pixabay

La prima cosa che si vede arrivando a Ponza è la zona del porto. Andando oltre si incontra prima il centro storico e poi il Borgo di Santa Maria con il suo porticciolo, qui l’isola diventa un po’ meno turistica. Proseguendo ancora Ponza si restringe e diventa una striscia sottile, questa è la zona di Le Forna, la parte più selvaggia ed alta dell’isola.

Qui il turismo è veramente poco, le case sono più economiche e le spiagge sono meno affollate. Questa zona merita di essere visitata con attenzione, proprio per la sua autenticità. L‘interno dell’isola è montuoso ed attraversato dalle mulattiere che portano all’area vulcanica che è il cuore di Ponza.

L’isola è famosa soprattutto per le sue calette bianche e per l’acqua cristallina. Il suo mare è uno dei più belli del Mediterraneo. I suoi fondali caraibici, con relitti e grotte, ne fanno un paradiso per lo snorkeling ed il diving. Tuttavia Ponza non è solo mare. L’isola offre tantissime possibilità anche agli appassionati di trekking e di storia, grazie a due necropoli romane ed ai resti di sontuose ville imperiali.

Tra le mete imperdibili a Ponza ci sono:

IL FARO

Si trova in cima al Monte Guardia, il punto più alto dell’isola da cui si gode di uno splendido panorama sull’arcipelago pontino. Nei suoi pressi ci sono anche i resti di una necropoli romana.

SCOGLIO DELLA TARTARUGA

Lo Scoglio deve il suo nome alla somiglianza con una testuggine. Dalla chiesa di Le Forna si raggiunge a piedi percorrendo un breve sentiero da dove si accede ad una bellissima caletta. Il sentiero è stato inagibile per molto tempo ed è consigliabile percorrerlo con scarpe da trekking.

PISCINE NATURALI

Il “Fontone”, meglio conosciuto con il nome di “Piscine Naturali”, è un piccolo gioiello. Si tratta di una delle maggiori attrazioni turistiche dell’Isola di Ponza: delle “vasche” di pietra che si sono formate in seguito all’intensa attività vulcanica dell’Isola.

Sono raggiungibili da un sentiero via terra composto per la maggior parte da gradoni (circa 300) ricavati nella roccia. La difficoltà del sentiero è minima e la bellezza del paesaggio ripaga ampiamente dello sforzo fatto!

Poiché è possibile fare il bagno nelle piscine naturali, nel periodo estivo c’è sempre molta folla.

GROTTE DI PILATO

Si tratta di un complesso archeologico ipogeo e subacqueo risalente al I secolo a.C.

I Romani realizzarono questo sistema di grotte scavando il tufo, per l’allevamento delle murene.

Si trovano appena dopo il porto ed il loro nome è legato ad un’antica leggenda di cui fu protagonista Ponzio Pilato che, ancora lungi dall’essere il Governatore della Giudea, all’epoca era solo lo scapestrato rampollo di una nobile famiglia romana. Ufficialmente venne inviato a Ponza con l’incarico di sedare una rivolta. In realtà la famiglia voleva tenerlo occupato e lontano dai guai. L’espediente ebbe successo perché Pilato riuscì talmente bene nella sua missione che il Senato gli assegnò il grado di Governatore e lo mandò in Palestina per domare gli ebrei ribelli.

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GROTTA DI ULISSE

Si trova vicino alle Grotte di Pilato. È raggiungibile via mare, con un tour in barca oppure a nuoto. La grotta è piccola, ma grazie ad una apertura da cui filtra il sole si creano spettacolari giochi di luce.

FARAGLIONI DI PONZA

Il Faraglione del Calzone muto è una roccia solitaria che ricorda un po’ la forma di un pantalone. La leggenda vuole che un marinaio muto, volendo gridare la sua gioia per quel meraviglioso paesaggio e non potendo parlare, lanciò i suoi pantaloni sullo scoglio che ne prese la forma: il calzone del muto, appunto.

I Faraglioni della Madonna un tempo facevano parte della maestosa villa estiva di Augusto, ora invece si possono raggiungere solo via mare. Il loro nome deriva da una cappella scavata nella roccia dedicata alla Madonna della Salvazione.

CAPO BIANCO

In questo tratto di costa, in cui la roccia è di un bianco abbagliante, nidifica il Falco Pellegrino. Si può raggiungere solo via mare ed è l’ideale per fare birdwatching.

Fellini rimase talmente impressionato dalla natura di questo posto che decise di girarvi alcune scene del Satyricon.

LE SPIAGGE DI PONZA

Molte delle spiagge dell’isola sono raggiungibili solo via mare. Al porto di Ponza, ma anche nei vari porticcioli, si possono affittare gozzi o gommoni per circumnavigare l’isola, raggiungere le sue spiaggette e fare il bagno nei posti più belli.

Tra le spiagge più belle di Ponza ci sono Chiaia di Luna, la spiaggia del Frontone, la spiaggetta di Santa Maria e Cala Feola.

Quest’ultima è l’unica spiaggia di sabbia dell’isola. È piccola ed il fondale è basso, adatto anche ai bambini. C’è un chiosco attrezzato e si raggiunge in barca oppure a piedi percorrendo un breve sentiero e delle scalinate.

Cala Del Core, invece, è conosciuta come la spiaggia più romantica di Ponza. Sulla parete rocciosa che sovrasta la cala c’è una forma simile ad un cuore e, secondo una leggenda isolana, il suo nome è legato ad una storia d’amore tanto intensa quanto sfortunata.

INFORMAZIONI UTILI

Il periodo migliore per visitare Ponza è quello di maggio/giugno, oppure settembre. Durante l’estate ci sono sempre moltissimi turisti e diventa più difficile godersi a pieno la bellezza dell’isola.

La zona del porto è il punto di partenza di tantissime gite o escursioni che offrono la possibilità di fare il periplo dell’isola, di visitare le sue grotte e le cisterne romane, ma anche le altre isole dell’arcipelago.

Fonte: Unsplash

I traghetti per Ponza partono quotidianamente dai porti di Anzio, Formia, San Felice Circeo, Terracina e Napoli.

Ponza è lunga poco più di 7 km ed ha un’unica strada che la percorre da sud a nord, collegando le varie frazioni. È caldamente consigliato di imbarcarsi senza auto poiché, da giugno a settembre, la mobilità interna è molto limitata e prevede varie ZTL.

In ogni caso non mancano le alternative per muoversi sull’isola.

Gli autobus pubblici, che partono dal parcheggio di Via Banchina Nuova, a pochi metri dallo sbarco delle navi, collegano il porto con le varie frazioni. Il costo è di € 1,50 a persona per corsa.

Per chi, invece, vuole muoversi più liberamente c’è la possibilità di noleggiare, sempre nei pressi del porto, scooter, golf car, automobili e bicilette elettriche.

Infine ci sono taxi e NCC.

Se, invece, non è proprio possibile fare a meno dell’auto, sull’isola sono presenti parcheggi custoditi e non, esterni alle ZTL:

• Ponza Parking, in Strada Provinciale Ponza – Tre Venti al Km 0,280 (più comunemente chiamata via Panoramica);

• Parcheggio Santa Maria;

• Parcheggio incustodito nella frazione di Calacaparra.