CIVITA DI BAGNOREGIO

Civita di Bagnoregio è un piccolo borgo in grado di affascinare come pochi. Si trova in provincia di Viterbo, a pochi passi dal lago di Bolsena.

Sorge sulla vetta di un’altura di tufo ed è raggiungibile solo attraverso un lungo ponte pedonale dal quale si gode di uno dei panorami più spettacolari di tutto il Lazio.

Durante le giornate di nebbia questo borgo fiabesco sembra letteralmente galleggiare nel vuoto…

Civita di Bagnoregio avvolta dalla nebbia

LA STORIA DI CIVITA DI BAGNOREGIO

La città fu fondata dagli etruschi circa 2.500 anni fa. A quei tempi, nel luogo in cui si trova dell’attuale Civita era situata l’acropoli, centro della vita civile e religiosa.

Il luogo era stato scelto per la sua posizione strategica. Un altopiano racchiuso tra i due fiumi del Rio Chiaro e del Rio Torbido, circondato e protetto dalla Valle dei Calanchi, vicino foce del Tevere, un’importante via commerciale e di comunicazione.

Già gli etruschi erano a conoscenza dell’instabilità sismica di quest’area e misero in atto alcune opere allo scopo di proteggerla dai terremoti, arginando i fiumi e costruendo dei canali di scolo per le acque piovane.

Successivamente furono i romani a continuare queste opere che, però, nei secoli seguenti furono via via trascurate portando l’area ad un rapido degrado.

Oltre ai problemi sismici, la situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che il colle di tufo su cui sorge Civita è minato dall’erosione provocata dal vento, dalla pioggia e dall’acqua dei due torrenti che scorrono a valle. Civita è destinata a sgretolarsi lentamente ed inesorabilmente. Infatti non è un caso che lo scrittore Bonaventura Tecchi l’abbia definita “la città che muore”.

COSA VEDERE

Innanzitutto per raggiungere il borgo di Civita si deve attraversare un ponte sospeso di 300 metri che la collega con Bagnoregio. La macchina fotografica è d’obbligo perché ad ogni passo vi ritroverete davanti un panorama da favola!

Ponte pedonale che porta a Civita di Bagnoregio

Arrivati al borgo, si incontra Porta San Maria, sormontata da una coppia di leoni che artigliano due teste umane, simbolo dei tiranni sconfitti dai bagnoresi. Più avanti la via San Maria si apre nella piazza principale, dove si può ammirare la chiesa romanica di San Donato che custodisce un Crocefisso ligneo realizzato della scuola di Donatello ed un affresco della scuola del Perugino.

La grotta di San Bonaventura è un’antichissima tomba etrusca che prese il nome da Frate Bonaventura da Bagnoregio (1217-1274), teologo e tra i maggiori biografi di San Francesco di Assisi. Secondo il racconto dello stesso frate, da bambino egli si ammalò gravemente ed i suoi genitori chiamarono San Francesco per benedirlo e guarirlo. Come l’ebbe guarito San Francesco gli disse in latino “Bona ventura”, in virtù dell’esito favorevole delle sue preghiere. Da quel giorno tutti gli abitanti di Bagnoregio chiamarono il bambino Bonaventura, ed egli assunse tale nome al momento del suo ingresso nell’Ordine Francescano.

INFORMAZIONI UTILI

Per visitare Civita di Bagnoregio è necessario fare il biglietto, il costo è di 5 euro.

Ci sono due biglietterie. Una si trova a Piazzale Battaglini, dove c’è anche il parcheggio da cui è possibile raggiungere il borgo con una passeggiata di 15 minuti o con la navetta che porta al Belvedere. L’altra biglietteria si trova all’inizio del ponte.

In fine all’interno del borgo ci sono ristoranti, bar, bed & breakfast e negozi di artigianato locale.

5 LUOGHI DA FAVOLA NEL CENTRO ITALIA

Un viaggio nell’Italia centrale alla scoperta dei suoi luoghi da favola.

L’Italia è un Paese in cui la bellezza si trova ovunque, tuttavia ci sono luoghi che sembrano letteralmente usciti da una favola…alcuni sono legati ad antiche leggende o racconti popolari, altri invece a forme di narrazione più moderne come film e cartoni animati. Iniziamo il  nostro viaggio attraverso alcuni dei luoghi più “favolosi” del nostro Paese…

BIANCANEVE ED IL BOSCO DEL SASSETO

LUOGHI DA FAVOLA NEL CENTRO ITALIA- IL BOSCO DEL SASSETO

Il Bosco del Sasseto si trova nella cittadina di Acquapendente, in provincia di Viterbo.

E’ un luogo dal fascino unico dove, nei secoli, si è sviluppato uno stupefacente bosco monumentale grazie all’impegno del conte Edoardo Cahen che, sul finire del XIX secolo, si affezionò a tal punto a questo luogo da eleggerlo quale sua ultima dimora. All’ombra del vicino castello, in una radura che si apre all’improvviso sulla foresta, infatti, c’è il piccolo mausoleo del conte, in stile neogotico.

Un posto unico, surreale, dove la natura regna sovrana, tanto che il National Geographic lo ha definito il “Bosco di Biancaneve”.

LADYHAWKE ED IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO

Andiamo ora in Abruzzo e più precisamente a Rocca Calascio in provincia dell’Aquila.

La rocca è costituita da un castello e dal vicino borgo medievale; il castello, situato quasi a 1500 metri di altezza, è tra i più elevati d’Italia ed è considerato uno dei simboli dell’Abruzzo. La rocca fa parte di un contesto di grande valore paesaggistico ed è ricompresa nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

L’atmosfera fiabesca di questo luogo, però, a poco a che fare con Ruggero II d’Altavilla che, probabilmente, fece costruire il castello a seguito della conquista normanna, ed è invece dovuta al fatto che qui sono state girate diverse scene del film “Ladyhawke” di Richard Donner, con Rutger Hauer, Michelle Pfeiffer e Matthew Broderick.

LA “SPADA NELLA ROCCIA” DI SAN GALGANO

San Galgano è un’abbazia cistercense che si trova nel comune di Chiusdino, ad una trentina di chilometri da Siena. Il sito è costituito dall’eremo (detto Rotonda di Montesiepi) e dalla grande abbazia, ora completamente in rovina. San Galgano, che morì nel 1181, si ritirò in questo luogo per vivere in eremitaggio ed espiare i piccati commessi durante la sua disordinata giovinezza.

La conversione del santo avvenne il giorno di Natale del 1180, quando Galgano, giunto sul colle di Montesiepi, conficcò la sua spada nel terreno, trasformando così l’arma in una croce. Nella Rotonda, infatti, c’è un masso da cui spunta una spada corrosa dagli anni. Il richiamo al ciclo arturiano è più che evidente!

PINOCCHIO E COLLODI

Collodi è una frazione del comune di Pescia, in provincia di Pistoia. La fama di questo antico borgo medievale è legata al nome di Carlo Lorenzini, autore di Pinocchio. Lo scrittore fiorentino, la cui famiglia era originaria del paese, vi trascorse parte dell’infanzia e ne assunse il nome, firmandosi come Carlo Collodi. “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” è uno dei classici della letteratura per ragazzi più famosi al mondo ed a Collodi è possibile visitare il parco tematico.

IL CASTELLO NEL CIELO DI CIVITA DI BAGNOREGIO

Civita è una frazione di 11 abitanti del comune di Bagnoregio, in provincia di Viterbo.

Si tratta di un luogo unico ed incredibilmente suggestivo, tanto che da essere stato scelto come ambientazione per il film giapponese “Laputa – Castello nel cielo” di Hayao Miyazaki, il più grande animatore e sceneggiatore di anime vivente.

ROMANTISCHE STRABE

La Romantische Straße (Strada romantica) è uno degli itinerari turistici più famosi e frequentati della Germania.

Si tratta di un percorso lungo circa 400 Km che ha come estremità Würzburg e Füssen.

Questo itinerario venne creato nel 1950 quando la Germania era da poco uscita dalle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. Lo scopo era quello di far ripartire l’economia attraverso la promozione turistica.

La Romantische Straße, quindi, è la dimostrazione concreta che la bellezza, la storia e la cultura possono davvero salvare un paese!

L’intera strada è un insieme affascinante di paesaggi pittoreschi, atmosfere suggestive, percorsi enogastronomici ed attenzione al particolare. Secondo i Tedeschi, infatti, la Strada Romantica è costituita da tre grandi K: Kunst, Küche e Kultur. Arte, Cucina e Cultura.

Personalmente ho percorso solo una parte della strada (quella finale, perché siamo partiti da Füssen!), ma è stato sufficiente per restarne affascinata, tanto che avevo messo questo itinerario tra “le cose da fare il prossimo anno”…poi c’è stato il Covid ed ho dovuto rinviare!

Füssen viene spesso descritta come l’anima romantica della Baviera. Si trova ai piedi delle Alpi, in una delle regioni bavaresi più suggestive, a due passi dal magico castello Neuschwanstein.

E’ la città più alta della Baviera e vanta un centro storico tardo medievale perfettamente conservato con, al centro, l’imponente castello ed il monastero di San Mang.

Di seguito alcuni consigli pratici per organizzare il tuo viaggio sulla Romantische Straße.

Se decidi di percorrere la Strada Romantica con le due o quattro ruote puoi seguire la segnaletica posta lungo tutto il tragitto, si tratta di cartelli contrassegnati dal colore marrone che indicano ai turisti il percorso migliore, più lento e più panoramico per muoversi tra le località. Eviterai così le strade statali, sicuramente più veloci ma anche più trafficate, e potrai apprezzare la bellezza dei piccoli centri lontani dalle grandi arterie.

Se invece preferisci usare i mezzi pubblici hai possibilità di scegliere tra bus e treno. Ci sono diversi pacchetti a disposizione e potrai organizzare il tuo viaggio in completa libertà.

I pullman collegano le località poste lungo la Romantische Straße con gli aeroporti di Francoforte sul Meno e Monaco di Baviera. Questo servizio consente di visitare i luoghi più importanti attraverso la formula dell’hop on-hop off. Si scende, si visita il luogo prescelto e si risale sul pullman alla volta della località successiva. Altrimenti c’è la linea ferroviaria, la Deutschen Bahn.

Gli sportivi e gli amanti del turismo lento possono optare per il percorso ciclabile che si estende per quasi 495 chilometri e rappresenta veramente un buon modo per apprezzare e vivere appieno le emozioni e le impressioni suscitate dai vari luoghi, attraverso una fruizione lenta del viaggio. Il percorso riservato alle biciclette (colore verde), denominato D9, passa su strade secondarie asfaltate e sentieri di campagna lontani dal traffico. Ma non è tutto perché la Germania, così attenta alla mobilità sostenibile, ha pensato anche ad una rete di sentieri per chi vuole affrontare il cammino con lo zaino in spalla. Un passo lento che lascia spazio alla conoscenza più approfondita delle realtà che si attraversano. Basterà seguire il colore blu che contraddistingue il percorso di trekking di quasi 500 chilometri.

NEUSCHWANSTEIN, IL CASTELLO DELLE FIABE

In Baviera, nei pressi di Füssen, sorge il castello più fiabesco che si possa immaginare!

Il castello di Neuschwanstein (in italiano “Nuova pietra del Cigno”) è il frutto dell’immaginazione di Ludovico II di Baviera.

La vita di questo re, tanto amato dal suo popolo, è tuttora avvolta da un’aura di mistero.

Era riservato, amava viaggiare in incognito, era appassionato di mitologia tedesca (e non molto di politica!) ed aveva una vera e propria venerazione per il musicista Richard Wagner, di cui fu il più grande mecenate.

Ludovico II trascorse la sua infanzia nel castello di Hohenschwangau e quando salì al trono, appena diciottenne, decise di far costruire il castello di Neuschwanstein proprio sull’altura di fronte.

Del resto il luogo sembrava fatto apposta! Una rupe vertiginosa, avvolta dal verde della foresta,  poco lontana dalle calme acque di un lago.

Il castello venne concepito come ritiro personale ed omaggio al genio di Wagner.

I lavori per la costruzione iniziarono nel 1869 e quando nel 1886 Ludovico II morì (in circostanze molto misteriose!) non erano ancora terminati.

Per ironia della sorte quello che doveva essere un rifugio personale per isolarsi dal mondo divenne da subito uno dei castelli più visitati d’Europa. Si stima che dal 1886 ad oggi siano passate per le sue stanze circa 60 milioni di persone! Inoltre è stato fonte d’ispirazione per artisti di ogni genere ed è stato usato da Walt Disney come modello per alcuni tra i suoi più celebri film d’animazione, tra cui Biancaneve e i sette nani, Cenerentola e La bella addormentata nel bosco.

Esternamente il palazzo ha un ingresso, con ai fianchi con due torri gemelle, realizzato in mattoni rossi e nettamente contrastante col resto della struttura in cui, invece, prevale il bianco della pietra. Oltre il cortile si estende il corpo principale del palazzo, per il resto è tutto un tripudio di torri, torrette e pinnacoli.

L’interno del castello, dotato di tutti i confort del tempo, è riccamente decorato con dipinti che riproducono scene ispirate a Lohengrin, Tannhauser e Parsifal. Gli ambienti più grandi e sfarzosi sono la Sala dei Cantori e la Sala del Trono; quest’ultima è stata concepita in modo da rievocare una chiesa bizantina, probabilmente lo scopo era proprio quello di sottolineare la sacralità del potere del re.

Poiché si tratta di uno dei castelli più visitati d’Europa è necessario prenotare i biglietti!

Tutte le visite sono guidate. Il biglietto cumulativo “Königsschlösser” (Castelli reali) ha una validità di sei mesi e dà diritto ad una visita ai Castelli di Neuschwanstein, Herrenchiemsee e Linderhof.

Il castello di Neuschwanstein ha un fascino misterioso, che va al di là della bellezza del paesaggio e dell’architettura fiabesca, per capirlo non resta che visitarlo!

IL FASCINO ESOTERICO DI CASTEL DEL MONTE

In Puglia, nell’altopiano delle Murge, sorge Castel del Monte. Misterioso, affascinante ed esoterico.

E’ uno dei luoghi più indecifrabili che io abbia visitato. Ogni volta sono andata via con la sensazione che ci fosse qualcosa che non riuscivo a capire…

Castel del Monte fu costruito nel XIII secolo per volontà di Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia, nel 1996 è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Abbiamo poche testimonianze relative alla sua costruzione, tanto che risulta incerta anche l’attribuzione ad preciso architetto. Sappiamo però che nel 1246 il castello fu usato per il banchetto di nozze di Violante, figlia naturale di Federico e Bianca Lancia, con il conte di Caserta Riccardo Sanseverino. Il resto della storia del castello è avvolta dalla nebbia.

E’ sicuramente stato utilizzato come carcere e fu più volte devastato, per poi diventare un ricovero per pastori e briganti.

Nel 1876 il castello, in pessime condizioni, venne acquistato dallo Stato italiano, che ne predispose il restauro a partire dal 1879.

Dal punto di vista architettonico si tratta di un edificio a pianta ottagonale con otto torri, anch’esse ottagonali, che si innestano ad ogni angolo. Internamente lo spazio è suddiviso in due piani in cui si susseguono stanze trapezoidali. Alcune delle torri servono da collegamento tra i due piani ed ospitano delle scale a chiocciola che si sviluppano in senso antiorario e contano ciascuna 44 gradini.

Il vero fascino di questo luogo, tuttavia, non risiede tanto nella sua storia o nel suo aspetto, quanto piuttosto nelle sue stesse origini. Perché è stato costruito Castel del Monte? E’ questo il mistero!

Basta guardarlo per capire che non è stato concepito per essere una residenza.

Questo è stato il punto di partenza per le innumerevoli ipotesi che si sono succedute nel tempo.

Si è ipotizzato veramente di tutto…

  • Forse Castel del Monte è stato creato per essere una sorta di “tempio laico del sapere”, un luogo in cui dedicarsi allo studio delle scienze. Del resto si tratta di un’opera grandiosa, sintesi di raffinate conoscenze matematiche, geometriche ed astronomiche.
  • Forse il castello poteva servire da “centro benessere”, come una specie di hammam arabo. A suggerirlo sarebbero gli ingegnosi sistemi di canalizzazione e raccolta dell’acqua, le numerose cisterne per la sua conservazione ed in generale la particolare conformazione dell’intero complesso, che prevede un percorso interno obbligato (data l’assenza di corridoi!).
  • Forse (questa è l’ipotesi più prosaica!) Federico II costruì il castello solo per far vedere che poteva permetterselo, per dimostrare il proprio potere. La forma ottagonale, infatti, sembra richiamare quella della sua corona. In questo caso il castello non sarebbe servito a niente, sarebbe stato solo un monumento al potere imperiale.
  • Forse, invece, Castel del Monte era destinato a qualche finalità esoterica. L’edificio, infatti, è carico di simbolismi. L’ottagono, ripetuto infinite volte nella sua architettura, è una forma geometrica simbolica: si tratta della figura intermedia tra il quadrato (simbolo della terra) e il cerchio (simbolo del cielo); quindi segnerebbe la congiunzione tra l’uno e l’altro.