IL PALAZZO DI TOPKAPI

Il palazzo di Topkapi è uno dei simboli di Istanbul.

Il suo nome rievoca i fasti della corte ottomana e le atmosfere da mille e una notte in cui vivevano i sultani.

In turco viene chiamato Topkapı Sarayi ed è un enorme complesso che, per circa quattro secoli, fu non solo la residenza dei sultani, ma anche centro amministrativo dell’Impero ottomano.

TOPKAPI: UN PO’ DI STORIA

Venne costruito per volontà di Maometto II sul cosiddetto “Promontorio del Serraglio” per dominare sulla città. Originariamente era conosciuto come Yeni Saray, cioè “Nuovo Serraglio/Palazzo” in contrapposizione al “Vecchio Palazzo” che i turchi avevano ereditato dagli imperatori bizantini. Invece il nome “Topkapı” (letteralmente “Porta del Cannone”) è relativamente moderno e risale al XIX secolo.

Il complesso fu oggetto di numerosi ampliamenti e restauri, per poi essere progressivamente abbandonato dai sultani che, nel corso dell’800, preferirono residenze più moderne. Nel 1856, il sultano Abdülmecid I lo trasformò nella sede della tesoreria, della libreria imperiale e della zecca di stato. Mentre nel 1924 divenne il primo grande museo della Repubblica di Turchia.

ARCHITETTURA

Il Topkapi è un complesso vastissimo che testimonia l’opulenza della corte ottomana. È molto diverso dalle residenze reali occidentali. Non si tratta, infatti, di un unico grande edificio con eventuali corti e giardini, come se ne possono ammirare ovunque in Europa. Si presenta, invece, come un susseguirsi disomogeneo di singoli padiglioni destinati a varie finalità che si affacciano su quattro cortili.

IL PRIMO CORTILE

Il Primo Cortile, cinto da alte mura, è il più ampio ed era il parco del palazzo. Originariamente vi si affacciavano una serie di strutture di cui oggi, però, restano solo: la vecchia zecca imperiale, costruita nel 1727; varie fontane e la chiesa di Santa Irene.

Quest’ultima è l’edificio più antico che si trova nel primo cortile. In effetti è più antica dello stesso palazzo di Topkapi poiché si tratta di una chiesa bizantina a sua volta edificata sopra i resti di templi o santuari pagani. Santa Irene, dunque, era già presente quando il palazzo venne costruito e, semplicemente, si decise di inglobarla nel nuovo complesso.

È stata la prima chiesa costruita a Costantinopoli. Commissionata proprio da Costantino, nel IV secolo, e poi restaurata da Giustiniano. La chiesa era dedicata ad Hagia Irene, cioè alla Pace di Dio. È una delle tre chiese costruite a Costantinopoli dedicate agli attributi divini, insieme ad Hagia Sophia (Saggezza) e Hagia Dynamis (Forza).

Dopo l’assedio di Costantinopoli del 1453, la chiesa venne usata come deposito per le armi dai giannizzeri, una sorta di esercito privato del sultano. Questo cortile, infatti, era anche noto come “Cortile dei Giannizzeri” o “Cortile delle Parate” e, al tempo dell’Impero, veniva spesso utilizzato per attività militari.

il secondo ed il terzo cortile

Tramite il “Cancello del Saluto” si accede al secondo cortile, dove un tempo si trovavano: l’ospedale del palazzo, la panetteria, i quartieri per i giannizzeri, le scuderie, il Consiglio e le cucine. Al tempo dell’Impero, in questo cortile vivevano pavoni e gazzelle ed era utilizzato dai cortigiani come luogo di riunione.

Invece al terzo cortile si accede varcando il “Cancello della Felicità”.

Più si procede verso l’interno più gli spazi diventano privati, destinati al solo sultano ed ai membri più importanti della corte.

All’interno del cortile si trova la Tesoreria, la Libreria di Ahmed III e la cosiddetta “Camera Privata” che ospita le “Sacre Reliquie del Profeta”.

IL QUARTO CORTILE

Infine c’è il quarto cortile, quello in cui si trovavano l’harem e la cosiddetta “gabbia dorata”.

L’harem era composto da tutte le concubine/mogli del sultano ed era “governato” dalla Valide Sultan, madre del sultano e quindi sovrana di tutte le donne dell’harem.

Mentre la “gabbia dorata” era un padiglione vicino all’Harem in cui vivevano i principi ereditari (solitamente i fratelli e/o i cugini del sultano) che trascorrevano la loro vita in attesa della dipartita del sultano regnante, con la speranza di prenderne il posto. La pratica di far vivere i principi ereditari nella “gabbia dorata” fu inaugurata dal sultano Ahmed I che abolì la precedente consuetudine secondo cui i principi venivano inviati nelle province affinché imparassero l’arte del governo. Infatti la tradizione di far fare una sorta di “apprendistato” ai possibili futuri eredi al trovo fu spesso all’origine di ribellioni e guerre-civili, per questo si ritenne più saggio farli vivere all’interno della “gabbia dorata”, dove il sultano poteva costantemente controllarli.

INFORMAZIONI UTILI

Il palazzo di Topkapi è chiuso il martedì.

Gli orari di apertura sono: 09:00- 18:00. Mentre la biglietteria chiude alle 17:30.

È possibile acquistare un biglietto combinato che consente di visitare il Palazzo di Topkapi, l’Harem e la Basilica di Santa Irene ad un costo di 1500 Lire Turche (circa 47,00 Euro).

Per evitare la lunga fila all’ingresso è consigliabile visitare il palazzo la mattina presto oppure durante l’ora di pranzo. Il sito ufficiale del palazzo è: muze.gen.tr

ISTANBUL: SANTA SOFIA

Santa Sofia è uno dei simboli di Istanbul.

La città turca vanta circa tremila moschee. Alcune sono delle piccole moschee di quartiere, piuttosto semplici dal punto di vista architettonico. Altre sono edifici maestosi e ricchi di storia. Tuttavia solo Santa Sofia è in grado di incarnare veramente il fascino e la complessità di Istanbul.

SANTA SOFIA: UN PO’ DI STORIA

Santa Sofia domina piazza Sultanahamet. È uno dei più grandi edifici del mondo, ma soprattutto è il monumento che più di ogni altro sintetizza la millenaria e complessa storia di Istanbul.

La sua costruzione risale al VI secolo quando, per volere dell’imperatore romano Giustiniano, venne realizzata per essere una basilica cristiana dedicata alla Sophia, la sapienza di Dio.  Nel Quattrocento gli Ottomani la trasformarono in una moschea. Mentre, nel 1935, nel contesto di un processo di secolarizzazione avviato da Mustafa Kemal Atatürk –  fondatore e primo Presidente della Repubblica turca – venne trasformata in un museo. Il 10 luglio 2020 un decreto del presidente Erdoğan ha riconvertito nuovamente Santa Sofia in una moschea.

Santa Sofia, fino alla caduta di Costantinopoli, è stata la chiesa più grande di tutta la Cristianità. Oggi è un edificio di enorme impatto visivo, in cui si può ammirare la stratificazione delle sue molte anime. Mosaici bizantini, enormi medaglioni con iscrizioni arabe coesistono armoniosamente e testimoniano il suo essere, allo stesso tempo, basilica, moschea, museo e tesoro architettonico.

ARCHITETTURA

La basilica di Santa Sofia è uno dei più grandi esempi superstiti di architettura bizantina. Giustiniano stesso curò la realizzazione della cattedrale, la più grande mai costruita fino a quel momento e per i quasi 1000 anni successivi, fino al completamento della cattedrale di Siviglia in Spagna. La basilica è al tempo stesso la realizzazione architettonica culmine della tarda antichità ed il primo capolavoro dell’architettura bizantina.

La navata centrale è sormontata da una cupola alta 55 metri, traforata da 40 finestre ad arco, in seguito parzialmente murate per aumentare la stabilità dell’edificio. Il peso dell’enorme cupola, che i vari interventi di consolidamento hanno reso leggermente ellittica, si scarica su quattro massicci pilastri posti agli angoli. Questi sono stati rinforzati con contrafforti, edificati parte durante il periodo bizantino e parte durante quello ottomano.

La basilica ha una pianta che fonde armoniosamente il rettangolo ed il quadrato, con tre navate. Gli interni sono arricchiti con mosaici a fondo d’oro, marmi pregiati e stucchi. Le colonne sono in porfido e marmo verde della Tessaglia. Nel corso degli anni sono stati aggiunti alcuni mausolei laterali.

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Fonte: Pixabay

INFORMAZIONI UTILI

Prima che Santa Sofia venisse nuovamente trasformata in moschea, era previsto un biglietto di 100 Lire turche per potervi accedere. Oggi, invece, è visitabile gratuitamente, come tutte le altre moschee della città.

Santa Sofia è visitabile tutti i giorni. Mi è capitato di vedere on line delle indicazioni secondo cui sarebbe chiusa il lunedì, ma si tratta di un refuso legato al periodo in cui è stata un museo. Oggi non ha giorni di chiusura!

Per quanto riguarda gli orari di apertura, invece, Santa Sofia è visitabile dalle 9:00 alle 17:00. Tuttavia, trattandosi di un luogo di culto, viene temporaneamente chiusa ai turisti durante le ore di preghiera. In particolare viene chiusa circa un’ora prima dell’inizio della preghiera e riapre circa 30 minuti dopo che è terminata.

Il momento migliore per visitare la moschea è al mattino. In questo modo si possono evitare le lunghissime code per l’ingresso.

Per poter accedere a Santa Sofia, come del resto accade anche per le altre moschee, è necessario rispettare alcune regole. Le scarpe vanno lasciate all’ingresso, l’abbigliamento deve essere adatto ad un luogo di culto, quindi sia uomini che donne devono avere gambe e spalle coperte. Le donne devono coprire il capo con un velo.

LEGGI ANCHE: ISTANBUL: COSA VISITARE

ISTANBUL: COSA VISITARE

Istanbul si specchia sulle acque del Bosforo che sembrano moltiplicare la bellezza delle sue cupole e dei suoi minareti.

Unica città al mondo ad estendersi su due continenti, l’Europa e l’Asia.

È affascinante, magica, orientale ed occidentale al tempo stesso.

Romana, bizantina, ottomana ed infine turca. Istanbul venne concepita per essere la nuova Roma ed è diventata una megalopoli da 15.000.000 di abitanti, cuore pulsante di una nazione in pieno sviluppo.

Il ponte di Galata, da secoli, collega la città antica con quella moderna. La Istanbul ottomana con il monumentale Palazzo del Topkapi, antica residenza dei sultani, e la Istanbul moderna con la lunghissima Istikal Caddesi, la via pedonale che confluisce in piazza Taksim, il fulcro della movida cittadina.

Dal Corno d’Oro ai banchi del Gran Bazar, dalla Moschea Blu a Santa Sofia. Ecco i luoghi da non perdere per un tour alla scoperta di Istanbul e del suo centro storico dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco nel 1985.

LE MOSCHEE DI ISTANBUL

Le moschee di Istanbul sono circa tremila. Alcune, come Santa Sofia, hanno una storia antichissima costellata di episodi romanzeschi. Altre sono piccoli edifici di quartiere. Tutte, però, sono accumunate da un’atmosfera particolarmente suggestiva.

Per potervi accedere è necessario rispettare alcune regole. Le scarpe vanno lasciate all’ingresso, l’abbigliamento deve essere adatto ad un luogo di culto, sia uomini che donne devono avere gambe e spalle coperte. Le donne devono coprire il capo con un velo.

SANTA SOFIA (AYA SOFYA)

È il vero motivo per cui sognavo da sempre di andare ad Istanbul!

Domina piazza Sultanahamet. È uno dei più grandi edifici del mondo, ma soprattutto è il monumento che più di ogni altro sintetizza la millenaria e complessa storia di Istanbul.

La sua costruzione risale al VI secolo quando, per volere dell’imperatore romano Giustiniano, venne realizzata per essere una basilica cristiana dedicata alla Sophia, la sapienza di Dio.  Nel Quattrocento gli Ottomani la trasformarono in una moschea. Mentre, nel 1935, nel contesto di un processo di secolarizzazione avviato da Mustafa Kemal Atatürk –  fondatore e primo Presidente della Repubblica turca – venne trasformata in un museo. Il 10 luglio 2020 un decreto del presidente Erdoğan ha riconvertito nuovamente Santa Sofia in una moschea.

Santa Sofia, fino alla caduta di Costantinopoli, è stata la chiesa più grande di tutta la Cristianità. Oggi è un edificio di enorme impatto visivo, in cui si può ammirare la stratificazione delle sue molte anime. Mosaici bizantini ed enormi medaglioni con iscrizioni arabe coesistono armoniosamente e testimoniano il suo essere, allo stesso tempo, basilica, moschea, museo e tesoro architettonico.

Per saperne di più leggi anche: ISTANBUL: SANTA SOFIA

MOSCHEA BLU

Sorge di fronte a Santa Sofia e all’Ippodromo.

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Vanta sei minareti ed un’enorme quantità di cupole e semicupole. E’ tra le moschee più belle e conosciute di Istanbul. Per capire il perché del suo nome basta entrare! Tutto l’immenso spazio interno è interamente ricoperto di maioliche turchesi di İznik. Il colpo d’occhio è assolutamente spettacolare!

Del resto la Moschea Blu nacque proprio con lo scopo di competere con la magnificenza della chiesa di Giustiniano. Infatti non è un caso che il committente, il Sultano Ahmet, decise di farla costruire di fronte alla sua rivale.

MOSCHEA DI SOLIMANO IL MAGNIFICO

Svetta sul terzo colle della città che, come l’antica Roma, originariamente contava sette colli.

Fu costruita tra il 1550 e il 1557 per volontà di Solimano il Magnifico, il più famoso sultano della storia ottomana. Ancora oggi mostra, con la sua imponenza, la grandezza ed i fasti di quell’epoca d’oro della storia ottomana. Nel complesso della moschea si trovano anche i mausolei di Solimano e della moglie Hürrem Sultan. Quest’ultima, meglio nota come Roxelana, è stata uno dei personaggi più potenti della storia ottomana, con una vita a dir poco romanzesca.

Nacque in Rutenia, attuale Ucraina, venne catturata dai Tatari di Crimea e condotta a Istanbul come schiava.  Entrò nell’Harem imperiale, scalò i ranghi e divenne la favorita del Sultano Solimano che, contro ogni tradizione, la sposò, facendola diventare la sua moglie legittima. Fu la prima consorte imperiale a ricevere il titolo di Haseki Sultan (consorte principale del sultano). Ebbe sei figli, incluso il futuro sultano, Selim II. Grazie a lui, Roxelana è antenata di tutti i seguenti sultani e dei membri attualmente viventi della dinastia ottomana.

MOSCHEA DI ORTAKÖY

Il suo nome ufficiale è Büyük Mecidiye Camii (Grande moschea del Sultano Abdülmecid) ma tutti la conoscono come Moschea di Ortaköy.

Si tratta di un edificio neo-barocco, costruito tra il 1854 e il 1856 dagli architetti Balyan (padre e figlio).

Sorge davanti al primo ponte sul Bosforo, rinominato Ponte dei Martiri del 15 luglio dopo il tentato golpe del 2016. Il suo profilo che si riflette nelle acque del molo di Ortaköy è una delle cartoline più famose di Istanbul.

ALTRI MONUMENTI

PALAZZO DI TOPKAPI

Il palazzo, chiamato in turco Topkapı Sarayi, è uno dei simboli di Istanbul. Si tratta di un enorme complesso che, per circa quattro secoli, fu residenza dei sultani e centro amministrativo dell’Impero ottomano.

Venne costruito per volontà di Maometto II sul cosiddetto “Promontorio del Serraglio” per dominare sulla città. Originariamente era conosciuto come Yeni Saray, cioè “Nuovo Serraglio/Palazzo” in contrapposizione al “Vecchio Palazzo” che i turchi avevano ereditato dagli imperatori bizantini. Il nome “Topkapı” (letteralmente “Porta del Cannone”) risale al XIX secolo.

Il complesso fu oggetto di numerosi ampliamenti e restauri, per poi essere progressivamente abbandonato dai sultani che, nel corso dell’800, preferirono residenze più moderne. Nel 1856, il sultano Abdülmecid I lo trasformò nella sede della tesoreria, della libreria imperiale e della zecca di stato. Mentre nel 1924 divenne il primo grande museo della Repubblica di Turchia.

È un edificio grandioso che testimonia l’opulenza della corte ottomana ed è molto diverso dalle residenze reali occidentali. Non si tratta, infatti, di un unico grande edificio con eventuali corti e giardini, come se ne possono ammirare ovunque in Europa. Si presenta invece come un susseguirsi disomogeneo di padiglioni distinti che si affacciano su quattro cortili.

IPPODROMO DI COSTANTINOPOLI

Si trova nel quartiere di Sultanahmet, accanto alla Moschea Blu. Oggi si presenta come una grande piazza in cui torreggiano ancora i monumenti che un tempo decoravano l’ippodromo: l’Obelisco di Teodosio e la Colonna Serpentina.

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Era un luogo centrale nella vita sociale di Costantinopoli perché non solo vi si disputavano gare sportive, ma era anche teatro di incontri (e scontri) politici che vedevano opporsi le due principali fazioni: quella dei Verdi (borghesi) e quella degli Azzurri (contadini e poveri).

Le dimensioni dell’ippodromo erano di circa 400 metri di lunghezza per 130 di larghezza e poteva contenere circa 100.000 persone. Le gradinate, inizialmente in legno, nel X secolo furono riedificate in marmo. Con la conquista latina di Costantinopoli, durante la quarta crociata, nel 1204, l’ippodromo fu abbandonato e divenne una cava di materiali edili per la costruzione di nuovi edifici.

Gli stalli di partenza dei carri, chiamati carceres, erano sovrastati da una torre alta 23 metri, decorata da una quadriga di bronzo i cui cavalli, sempre nel 1204, furono portati a Venezia e posti sopra il portale della Basilica di San Marco.

CISTERNA BASILICA

È un’enorme cisterna risalente al VI secolo e scoperta solo alla fine dell’Ottocento. Al suo interno si trovano 12 file di 28 colonne caratterizzate da capitelli di stile Ionico, Corinzio e Dorico.

Buona parte dei materiali e delle colonne sono elementi di riuso, come testimoniano due enormi teste di gorgone provenienti probabilmente da un arco monumentale del foro di Costantino, che fanno da base (rovesciate) a due delle colonne di sostegno della volta.

GRAN BAZAR

È il mercato coperto più grande e famoso del mondo.

Un dedalo intricatissimo di negozi, botteghe e caffè. Ovunque ci sono spezie, dolci, gioielli e stoffe. Visitare il Gran Bazar è un modo per fare shopping, ma soprattutto un modo per immergersi nell’autentico spirito turco. Qui il commercio non è solo un lavoro, ma un rito antico, con precise regole di contrattazione alle quali anche i turisti devono adeguarsi.