7 ESPERIENZE DA FARE A VARSAVIA

Varsavia, con la sua storia ricca e la vibrante cultura, offre esperienze uniche che combinano tradizione e modernità. Ecco sette attività imperdibili per chi desidera scoprire il cuore pulsante della capitale polacca.

1. Ammirare Varsavia dal Palazzo della Cultura e della Scienza

Questo iconico edificio, alto 237 metri, domina lo skyline di Varsavia.

Al suo interno si trovano musei, sale congressi, teatri, cinema e uffici. Il palazzo fu donato alla Polonia dall’Unione Sovietica. La sua costruzione iniziò nel 1952 e venne terminata nel 1955. È anche detto Palazzo di Stalin: infatti fu proprio lui a voler costruire il palazzo come regalo alla città di Varsavia che, però, non lo apprezzò mai veramente, tanto da rinominalo “il mostro”. Tanto che, dopo la caduta del comunismo nel 1989, c’è stato un dibattito per valutare la demolizione dell’edificio, ma la giunta comunale decise di salvare il palazzo che dal febbraio del 2007, è stato iscritto nel registro dei beni tutelati.

Salendo all’osservatorio situato al 30° piano, si gode di una vista panoramica mozzafiato sulla città, ideale per orientarsi e apprezzare l’armonioso mix di architettura storica e contemporanea.

2. Gustare la cucina locale nei “Milk Bars”

I “bar mleczny”, anche noti come “milk bar” o “latterie”, sono ristoranti tradizionali polacchi nati nel periodo socialista, noti per offrire piatti casalinghi a prezzi accessibili. Qui si possono assaporare specialità come pierogi (ravioli ripieni) e zupy (zuppe) in un’atmosfera autentica, vivendo un’esperienza culinaria e culturale unica.

Il primo milk bar, fu fondato nel 1896 a Varsavia da un membro della nobiltà terriera polacca.

Il successo dei primi bar latteria incoraggiò altri uomini d’affari ad aprire nuovi locali identici. La popolarità di questi locali era legata al fatto che servivano cibo nutriente ed economico, consentendo anche alla popolazione più povera di consumare un pasto completo. Oggi questa funzione è venuta meno e sopravvivono prevalentemente come emblema del passato.

3. Sorseggiare un caffè in locali storici

Varsavia vanta caffetterie storiche che hanno ospitato intellettuali e artisti nel corso dei secoli.

Luoghi come il Café Bristol offrono non solo bevande di qualità, ma anche un tuffo nella storia letteraria e artistica della città, con interni eleganti che raccontano storie del passato.

4. Visitare musei di Varsavia gratuitamente

Molti musei e luoghi di interesse di Varsavia offrono ingressi gratuiti in determinati giorni della settimana.

Ad esempio, il Museo Nazionale è gratuito il martedì, mentre il Museo dell’Insurrezione di Varsavia lo è il mercoledì. Questa è un’ottima opportunità per immergersi nella storia e nella cultura polacca senza costi aggiuntivi. 

Ti basterà consultare i rispettivi siti internet per organizzare il tuo tour gratuito!

5. Passeggiare lungo la Strada Reale

La “Trakt Królewski” (strada reale) è uno dei percorsi più famosi della città, che collega le tre residenze dei sovrani polacchi.

La strada parte dal palazzo reale, prosegue verso il maestoso parco Lazienki e termina presso la residenza estiva di Wilanow. L’intero percorso è lungo circa 15 chilometri, ma il cosiddetto “tratto cittadino” riguarda i primi 4 chilometri della strada che prima prende il nome di Krakowskie Przedmieście (via di Cracovia) e poi di Nowy Świat (via del nuovo mondo).

La strada reale è stata trascurata per lungo tempo e solo negli ultimi decenni è tornata al suo antico splendore. Oggi, infatti, rappresenta una delle passeggiate più belle ed eleganti di Varsavia, lungo il suo tragitto è possibile imbattersi in alcuni degli edifici più importanti della città.

6. Girare intorno alla Campana di Varsavia per buona fortuna

Nel cuore della Città Vecchia si trova una campana storica che, secondo la tradizione, porta fortuna a chi le gira intorno tre volte. Questo semplice rituale è amato sia dai locali che dai turisti e rappresenta un momento di connessione con le leggende cittadine.

7. andare in cerca di oggetti misteriosi

Varsavia vanta tantissimi rigattieri e mercatini dell’usato dove è possibile trovare oggetti insoliti e curiosi.

Ad esempio, il Bazar Staroci na Kole è noto per la vendita di articoli vintage e stravaganti, offrendo un’esperienza di shopping unica e la possibilità di scoprire storie dietro ogni oggetto. 

Gran parte dei oggi esposti sono risalenti alla Seconda Guerra Mondiale ed al periodo sovietico, ma guardando bene si possono scovare anche cose molto più antiche e originali… come, per esempio, un “Kit Ammazzavampiro”.

IL CASTELLO REALE DI VARSAVIA

Il Castello Reale di Varsavia è una testimonianza vivente della resilienza e della storia polacca. Situato all’ingresso della Città Vecchia, nella suggestiva Piazza del Castello, questo imponente edificio ha attraversato secoli di trasformazioni, distruzioni e rinascite, riflettendo le vicissitudini della nazione.

Storia del Castello Reale di Varsavia: le Origini

Le origini del castello risalgono al XIV secolo, quando fu edificata la Grande Torre come parte di una fortezza in legno.

Durante il regno di Casimiro III, la struttura fu ricostruita in mattoni, segnando l’inizio di una serie di ampliamenti e modifiche che avrebbero incorporato stili architettonici rinascimentali, barocchi e classicisti. 

Nel 1596, sotto il regno di Sigismondo III Vasa, Varsavia divenne la capitale della Polonia, e il castello fu ampliato per servire come residenza reale. Questo periodo segnò l’inizio di una fase di splendore per il castello, che divenne uno dei più ricchi d’Europa. 

A partire dal XVI secolo, la struttura originale del castello andò persa a causa di una serie di vicissitudini come invasioni straniere, incendi e bombardamenti. L’apice di queste tristi vicende fu raggiunto durante l’Insurrezione di Varsavia del 1944, quando le truppe tedesche bombardarono il Castello Reale riducendolo letteralmente in polvere.

LA RICOSTRUZIONE

Il castello fu ricostruito durante il regime comunista grazie alla cooperazione internazionale, ma soprattutto alla generosità del popolo polacco. All’interno del primo cortile del castello, infatti, è tutt’ora possibile vedere una sorta di grande salvadanaio nel quale vennero raccolte le offerte spontanee dei cittadini destinate alla ricostruzione di uno dei simboli della città.

Il castello fu riaperto al pubblico nel 1984.

Attraversando le sale del palazzo si possono evincere le differenti funzioni che il castello ha avuto nel corso del tempo: servì, infatti, da residenza reale, sede parlamentare e abitazione presidenziale, trasformandosi in un vero simbolo dell’indipendenza polacca.

Il castello è collegato alla vicina Cattedrale di San Giovanni tramite un tunnel. Il passaggio fu costruito per permettere ai sovrani di raggiungere in sicurezza la chiesa dopo che un anarchico tentò di assassinare re Sigismondo III, appunto proprio mentre andava a messa.

Inoltre, l’ala est del Castello Reale accoglie un’importante collezione che include opere di Canaletto e di Rembrandt.

Una curiosità: nel 2012, a causa della grande siccità estiva, venne riportato alla luce un tesoro che era rimasto sul fondo della Vistola per ben 400 anni. Si trattava di gioielli e altri oggetti di valore che gli svedesi rubarono dal Castello Reale durante l’invasione della Polonia.

LA STRADA REALE

Davanti al palazzo reale si apre la Piazza del Castello che è il principale punto di incontro della capitale polacca. Nel centro della piazza si erge uno dei monumenti più antichi di Varsavia, la Colonna di re Sigismondo.

Poco distante dalla Piazza del Castello, si dirama la strada reale, uno dei percorsi più famosi della città, che collega le tre residenze dei sovrani polacchi.

La strada, infatti, parte dal palazzo reale, prosegue verso il maestoso parco Lazienki e termina presso la residenza estiva di Wilanow. L’intero percorso è lungo circa 15 chilometri, ma il cosiddetto “tratto cittadino” riguarda i primi 4 chilometri della strada che prima prende il nome di Via di Cracovia e poi di Nowy Świat (letteralmente “via del Nuovo mondo”).

La strada reale è stata trascurata per lungo tempo e solo negli ultimi decenni è tornata al suo antico splendore. Oggi, infatti, rappresenta una delle passeggiate più belle ed eleganti di Varsavia, lungo il suo tragitto è possibile imbattersi in alcuni degli edifici più importanti della città.

Per esempio, provenendo dal Palazzo reale, si incontra prima la chiesa di Sant’Anna, una delle più decorate della città, con interni barocchi. Fatta costruire a metà del 1400 dai duchi di Masovia. Poi c’è il Palazzo presidenziale, uno degli edifici più grandi della città. Realizzato in stile neoclassico.

E proprio di fronte c’è Palazzo Potoski, un maestoso edificio in stile barocco e rococò, oggi sede del ministero della cultura.

Il Castello Reale di Varsavia: informazioni pratiche per la visita

I periodi migliori per visitare il Castello Reale di Varsavia sono la primavera e l’estate che, grazie al clima mite e alle giornate più lunghe, permettono di esplorare anche i dintorni della Città Vecchia.

Il Castello Reale di Varsavia è aperto al pubblico tutti i giorni, tranne il lunedì. Gli orari variano a seconda della stagione. I biglietti possono essere acquistati direttamente presso la biglietteria del castello o online, evitando così eventuali code. Tutti i mercoledì l’ingresso è gratuito!

Se preferisci una visita più tranquilla, scegli i giorni feriali, al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando l’affluenza è generalmente minore.

Inoltre il castello ospita regolarmente mostre temporanee ed eventi culturali.

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VARSAVIA: TOUR DELLA CITTA’ VECCHIA

Varsavia è una città ricca di storia e di cultura.

Troppo spesso, tuttavia, viene un po’ messa in ombra dalle altre capitali europee. Sicuramente Londra, Parigi o Berlino sono delle mete più convenzionali. Del resto la stessa cosa accade anche con altre città polacche, come per esempio Cracovia che, in genere, è più gettonata della stessa capitale.

Il fatto che Varsavia non sia una meta particolarmente comune me lo hanno confermato anche le difficoltà in cui mi sono imbattuta per riuscita a trovare una guida. Personalmente, infatti, sono un’appassionata di guide di viaggio, ma trovarne una di buona qualità interamente dedicata a Varsavia è stato praticamente impossibile!

La verità è che nell’immaginario collettivo questa città appare grigia e triste, legata alle tragedie della guerra. In definitiva quindi poco appetibile dal punto di vista turistico.

La realtà, però, è molto diversa!

Varsavia è letteralmente l’opposto di quanto in genere si possa pensare. È una città vitale, dinamica, in rapido sviluppo, che ha saputo unire armoniosamente passato e presente. Infatti, accanto al centro storico con i suoi edifici dai colori pastello, è sorta una città moderna, con alcuni dei grattacieli più alti d’Europa.

VARSAVIA: UN PO’ DI STORIA

Il luogo in cui oggi sorge il castello di Varsavia rappresenta il nucleo originario intorno al quale si sviluppò il primo centro abitato della città, fondata dai duchi di Masovia.

Alla fine del XIV secolo la città divenne la capitale del ducato ed iniziò ad espandersi al di fuori dell’originaria cerchia di mura inglobando anche la cosiddetta Città Nuova. Nel 1500, con la morte dell’ultimo duca di Masovia, Varsavia passò sotto il dominio diretto dei re di Polonia e nel 1596 re Sigismondo III Wasa vi spostò la propria residenza, facendone la nuova capitale del regno.

Successivamente si alternarono varie dominazioni straniere. Prima ci furono gli svedesi, poi gli austriaci, i prussiani ed infine i russi.

Nella seconda metà dell’ottocento, infatti, il regno di Polonia fu definitivamente abolito ed il suo territorio inglobato nell’Impero russo, inoltre la città e la sua popolazione furono sottoposti a quella che venne definita una “russificazione forzata”.

La Polonia ottenne l’indipendenza nel 1918, alla fine della prima guerra mondiale, ma nel 1939, con l’invasione tedesca, iniziò la pagina più oscura della sua storia. Alla fine della seconda guerra mondiale, infatti, Varsavia, come l’intera Polonia, era completamente distrutta. Si stima che circa l’85% degli edifici era stato devastato dalla guerra.

Nel 1955 fu sottoscritto il Patto di Varsavia. Un’alleanza militare tra i paesi del Blocco Sovietico, nata come contrapposizione alla NATO. Varsavia fu quindi la capitale della Repubblica Popolare Polacca, sotto l’influenza sovietica. Iniziò in quel periodo la ricostruzione della città e nel 1980 il centro storico della Città Vecchia venne iscritto tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

LA CATTEDRALE DI SAN GIOVANNI

La cattedrale risale al XIV secolo ed era sede dell’incoronazione e luogo di sepoltura dei duchi di Masovia. Nel 1944 venne distrutta dai bombardamenti tedeschi e ricostruita nel dopoguerra. La ricostruzione avvenne in stile gotico-baltico, sulla base di antiche stampe.

La chiesa è una sorta di panteon, infatti nella sua cripta sono sepolti molti personaggi illustri come alcuni membri della casata dei duchi di Masovia, presidenti della repubblica e premi Nobel.

VARSAVIA: PIAZZA DEL MERCATO

Uscendo dalla cattedrale proseguiamo verso la vicina piazza del mercato, nota anche come piazza della città vecchia. Si tratta della piazza più caratteristica di Varsavia, circondata su tutti e quattro i lati da palazzi eleganti, dai colori pastello. Al centro della piazza si trova la statua della Sirena, simbolo della città.

Andando in giro per le strade, i musei e le chiese di Varsavia, troverete ovunque l’immagine della sirena. Alcune volte il simbolo cittadino appare più stilizzato, altre volte è ricco di dettagli, ma in ogni caso vi accompagnerà sempre in giro per la città!

La sirena di Varsavia, secondo la leggenda, sarebbe la sorella della più celebre sirena di Copenaghen.

La versione più accreditata della storia che racconta che la sirena, nuotando nel Mar Baltico, arrivò nelle acque della Vistola, il fiume di Varsavia.

Uscì dall’acqua per riposarsi e fu notata dai pescatori, anche perché la sua presenza faceva scappare i pesci. I pescatori, allora, decisero di rinchiuderla in un sottotetto, lontano dall’acqua.

Fu allora che Wars, figlio di uno dei pescatori, la sentì piangere e decise di liberarla. Lei, per ringraziarlo, promise di proteggere la città e i suoi abitanti. Infatti è sempre ritratta con lo scudo e la spada sguainata, in atto di difendere.

Questa leggenda s’intreccia con quella dell’origine del nome della città che sarebbe nato dall’unione del nome del ragazzo Wars e della sirena Sawa.

La statua che si trova in Piazza del mercato, tuttavia, è una copia, l’originale si trova all’interno del vicino Museo di Varsavia.

IL MUSEO DI VARSAVIA

Il museo si affaccia proprio sulla piazza e credo che visitarlo sia il modo migliore per conoscere o approfondire la conoscenza della città. Questo museo, infatti, possiede una collezione che ripercorre la storia di Varsavia, dalle origini, quando era praticamente un villaggio, fino alla sua distruzione, avvenuta nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Nel Museo sono esposti circa 300.000 oggetti legati alla città e distribuiti in una ventina di sale che trattano tematiche diverse. Al piano terra c’è un percorso che ricostruisce la storia di Varsavia attraverso i dati numerici, come per esempio il numero di abitanti che la città ha avuto, quanti di loro erano effettivamente nati nella capitale e quanti vi erano immigrati, quali erano i tipi di lavori più diffusi in un certo periodo storico, eccetera.

Negli altri piani, invece, si susseguono opere d’arte, oggetti rinvenuti negli scavi archeologici e abiti originali di varie epoche storiche. Tra tutto, però, spicca la parte dedicata alla seconda guerra mondiale, alla devastazione che ne seguì ed alla successiva ricostruzione.

Visitare il Museo di Varsavia è un modo eccellente per immergersi nella storia della città e, per chi volesse approfondire ulteriormente l’argomento, si può proseguire visitando anche il Museo dell’Insurrezione di Varsavia che racconta, attraverso foto e documenti, l’insurrezione dei militari e del popolo di Varsavia contro il dominio Nazista. L’insurrezione avvenne tra il 1 agosto e il 2 ottobre 1944. Ed è stata l’avvenimento più importante per la storia della città e più in generale di tutta la Polonia, profondamente provata dalla guerra e dal dominio tedesco.

IL BARBACANE

Riprendendo il nostro ideale percorso, dopo aver visitato piazza della città vecchia, potete proseguire verso il Barbacane. Il barbacane è una struttura difensiva medievale. Infatti nel XV secolo, per proteggere la Città Vecchia da eventuali attacchi esterni, furono avviati i lavori di costruzione delle mura di Varsavia. Per questo, fu costruito anche un bastione che sarebbe servito come torre di vedetta e come principale porta di accesso al centro della città.

In realtà questa fortificazione è stata usata per il suo scopo difensivo una sola volta nella storia di Varsavia: cioè durante l’invasione svedese del 1656.

Durante la Seconda guerra Mondiale, la struttura difensiva fu distrutta quasi completamente dai bombardamenti nazisti. Alcuni anni dopo, il bastione fu ricostruito con i mattoni originali recuperati tra le macerie. Oggi, sul Barbacane e sulle mura è visibile una sottile linea scura che rappresenta l’altezza delle fondamenta originali.

Attraversando l’antica porta si esce dalla città vecchia e si arriva in piazza della città nuova.

IL CASTELLO DI VARSAVIA

Il nostro tour della città vecchia di Varsavia termina con la visita del Castello.

Le origini di questo maestoso palazzo barocco risalgono al XIV secolo, quando venne costruito il suo nucleo originario, ovvero la Grande Torre.

A partire dal XVI secolo, la struttura originale del castello andò persa a causa di una serie di vicissitudini come invasioni straniere, incendi e bombardamenti. L’apice di tutte queste disgrazie fu raggiunto durante l’Insurrezione di Varsavia del 1944, quando le truppe tedesche bombardarono il Castello Reale riducendolo letteralmente in polvere.

Il castello fu ricostruito durante il regime comunista grazie alla cooperazione internazionale, ma soprattutto alla generosità del popolo polacco. Venne riaperto al pubblico nel 1984.

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