L’Acropoli è il simbolo della città di Atene e dell’intera Grecia.
Immortale testimonianza della grandezza della civiltà classica e punto di riferimento della cultura greca.
Una visita alla città alta è imperdibile per chiunque visiti la capitale greca.
L’Acropoli sorge sulla collina sacra che domina Atene dall’alto. E’ il più grande complesso architettonico giunto fino a noi dall’antica Grecia.
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Fu Pericle a volere la sua costruzione nel V secolo a. C. in un’area dove, già nei secoli precedenti, erano stati edificati palazzi e luoghi di culto.
Nel corso del tempo l’Acropoli ha subito numerosi danni e spoliazioni.
Inizialmente i bizantini convertirono i templi in chiese e ne saccheggiarono i tesori.
Poi, quando nel 1456 Atene fu conquistata dai turchi, il sito divenne una moschea e l’Eretteo fu utilizzato come harem.
In ogni caso l’episodio che danneggiò di più l’Acropoli avvenne nel 1687 quando il Partenone, usato dai turchi come deposito per la polvere da sparo, esplose letteralmente sotto l’assedio dell’esercito veneziano. Infine, nel XIX secolo, Lord Elgin, ambasciatore del re d’Inghilterra, contribuì alle spoliazioni portando in patria numerosi marmi per esporli al British Museum.
Oggi l’Acropoli è patrimonio mondiale dell’Unesco.
Salendo verso la città alta il colpo d’occhio è spettacolare: monumenti millenari che si fondono armoniosamente con la natura circostante mentre, tutt’intorno, si estende Atene, bianca e immensa.
Vediamo quali sono i siti principali che puoi visitare nell’area dell’acropoli.
L’ODEON DI ERODE ATTICO
L’Odeon, che si trova alla base dell’Acropoli, venne costruito da Erode Attico nel 161 d. C., in memoria della moglie Regilla.
E’ composto da 32 file di gradoni, può ospitare fino a 6 mila persone ed è uno dei teatri funzionanti più antichi del mondo.
Ancora oggi, infatti, viene utilizzato per mettere in scena emozionanti spettacoli teatrali e musicali ed è la sede principale del Festival di Atene-Epidauro.
L’INGRESSO DELL’ACROPOLI: I PROPILEI
I Propilei rappresentano l’accesso monumentale dell’Acropoli.
L’ingresso, composto da un corpo centrale e due ali laterali, venne progettato dall’architetto Mnesicle e costruito tra il 437 e 432 a.C., quando la sua realizzazione venne interrotta a causa della guerra del Peloponneso.
Le ali indipendenti rappresentano la parte incompiuta del progetto originale: nella parte settentrionale si trova la Pinacoteca, progettata per essere una galleria d’arte e un luogo per i banchetti, mentre a sud si trova un semplice portico.
IL TEMPIO DI ATENA NIKE
Questo tempio, con i suoi 27 metri di lunghezza e i 18 di larghezza, è la struttura più piccola dell’Acropoli.
Sorge parte sud-ovest, su uno sperone roccioso vicino ai Propilei.
Il tempio, costruito nel 420 a. C. dall’architetto Callicrate, ospitava la statua lignea della Apteros Nike (la Vittoria senza ali).
La dea era rappresentata così per una questione scaramantica. Secondo la tradizione, infatti, una volta privata delle sue ali, la dea non avrebbe più potuto lasciare Atene che, dunque, sarebbe stata per sempre vittoriosa.
IL SIMBOLO DELL’ACROPOLI: IL PARTENONE
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Il Partenone fu progettato da Ictino e Callicrate per essere il monumento principale dell’Acropoli.
Venne terminato nel 438 a.C., giusto in tempo per le Grandi Feste Panatenaiche.
Il tempio conteneva una delle meraviglie del mondo antico: la statua crisoelefantina di Atena.
Progettata da Fidia (il Michelangelo dell’epoca!) e terminata nel 432 a.C., si ergeva per 12 metri ed era rivestita d’oro. Il volto e le mani erano d’avorio e gli occhi di pietre preziose.
Nel 426 d.C. la statua venne portata a Costantinopoli e se ne persero le tracce!
L’ERETTEO
L’Eretteo sorge nel luogo più sacro dell’Acropoli, quello in cui Poseidone ed Atena si sfidarono per il dominio sulla città di Atene.
E’ un capolavoro dell’architettura ionica, reso celebre dal Portico delle Cariatidi, la loggia meridionale sostenuta da 6 maestose statue di donne.
Il tempio ha una pianta asimmetrica, dovuta al terreno irregolare su cui sorge. La sua costruzione iniziò nel 420 a. C., in piena guerra del Peloponneso, per essere terminata nel 406 a. C..
IL TEATRO DI DIONISO
Il teatro, costruito inizialmente in legno, era il fulcro delle celebrazioni delle Grandi Dionisie che si svolgevano ogni anno ad Atene, tra il 10 ed il 14 del mese di Elafebolione del calendario attico, corrispondente ai nostri mesi di marzo ed aprile.
Queste celebrazioni erano dedicate al dio Dioniso e prevedevano la messa in scena rappresentazioni teatrali sia tragiche che comiche. Si trattava di rappresentazioni di tipo competitivo, con tanto di giuria e classifica finale.
Qui sono state rappresentate per la prima volta le commedie di Aristofane, oltre che le tragedie di Eschilo, Sofocle ed Euripide.
Nei pressi del teatro alcuni gradini conducono al Santuario di Asclepio, costruito intorno ad una sorgente sacra e dedicato al dio della medicina. Il culto di Asclepio fu introdotto ad Atene nel 429 a. C. mentre in città infuriava un’epidemia di peste.
IL MUSEO DELL’ACROPOLI
Il Museo si trova nel quartiere di Makryianni, a circa un chilometro di distanza dal Partenone.
Questo moderno edificio, inaugurato nel 2009, ospita circa 8 mila metri quadrati di esposizione.
Le opere, soprattutto sculture, raccontano la vita sull’Acropoli dalla preistoria fino alla tarda antichità.
Al terzo piano si trova la sala dedicata al Partenone dove sono esposte le sculture ed il fregio riportati in Grecia dell’Inghilterra, dopo il saccheggio di sir Elgin.
Per altre idee su cosa vistare in Grecia leggi anche:
Atene è una città affascinante e misteriosa. Patria della filosofia e della democrazia, dell’arte e del teatro.
Le sue origini ed il suo stesso nome sono legate al mito che attribuisce l’edificazione della città alla dea Atena.
Ma Atene non è solo storia e mitologia, è anche una città vivace e moderna che, in occasione delle Olimpiadi del 2004, ha saputo rinnovarsi e diventare ancora più bella.
Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta della capitale greca, delle sue strade intrise di storia e dei suoi monumenti che parlano di un glorioso passato.
L’ACROPOLI DI ATENE
L’Acropoli è il simbolo di Atene.
Domina la città dall’alto ed è visibile praticamente ovunque!
L’ingresso principale si trova in Dionysiou Areopagitou.
I suoi monumenti più importanti sono: il Partenone, i Propilei, l’Eretteo, il tempio di Atena Nike, il teatro di Dioniso, l’Odeon di Erode Attico ed il Museo dell’Acropoli.
Per completare la visita non puoi perderti il Museo dell’Acropoli che sorge proprio alle sue pendici.
E’ una struttura vasta e moderna che ospita i tesori rinvenuti nel sito. La maggior parte delle statue dell’Acropoli, infatti, sono delle riproduzioni in gesso, le originali sono conservate nel museo!
Il Museo Archeologico Nazionale è uno dei più importanti al mondo ed espone la più ricca e preziosa collezione di antichità greche esistente!
Visitare il museo richiede molto tempo, basta considerare che dispone di ben 8000 mq di spazio espositivo! Comunque i reperti principali possono essere visti in circa mezza giornata.
Questo immenso palazzo neoclassico del XIX secolo conserva tesori che illustrano la storia e l’arte greca dal Neolitico all’Età Classica.
La favolosa collezione di reperti micenei è imperdibile! Nella prima teca si trova la celeberrima Maschera di Agamennone, riportata alla luce da Heinrich Schliemann a Micene.
Le gallerie a sinistra dell’ingresso ospitano le sculture più antiche ed importanti del museo, come gli splendidi Kouroi (statue maschili) del VII secolo a.C. ed il colossale Kouros di Naxos che un tempo si trovava di fronte al Tempio di Poseidone a Capo Sunio.
Il cuore dell’antica Atene era l’Agorà, il centro dinamico in cui si svolgevano le principali attività politiche, sociali e commerciali.
In questo luogo Socrate conversava con i suoi concittadini esponendo le sue riflessioni filosofiche e San Paolo predicava il messaggio evangelico.
Ci sono 2 ingressi: uno da via Adrianou e l’altro da via Apostolou Pavlou, da cui si dirama un breve sentiero che conduce alla biglietteria.
In base all’ingresso da cui entrerai nell’Agorà potrai iniziare la tua visita o dalla Chiesa dei Santi Apostoli, un’incantevole chiesetta bizantina costruita nel X secolo per celebrare i discorsi di San Paolo; oppure dalla Stoà di Attalo, un portico a due piani che un tempo ospitava le attività commerciali della città ed ora ospita un interessante museo.
In ogni caso non puoi perderti una visita al Tempio di Efesto!
Questo tempio dorico, perfettamente conservato, era dedicato al dio del fuoco ed era circondato da fonderie e botteghe di fabbri. Nel 1300 fu trasformato nella chiesa di Agios Georgios.
Oggi domina l’Agorà, circondato dalla vegetazione e da simpatiche tartarughe!
Questo tempio imponente, chiamato anche “Olympieion”, rappresenta il più grande di tutta la Grecia e non poteva che essere dedicato al dio supremo, Zeus.
La costruzione di questa colossale meraviglia richiese più di 700 anni!
Fu Pisistrato ad avviarla nel VI secolo a.C., mentre l’imperatore Adriano la portò a termine nel 131 d.C.
Per celebrare il completamento dell’opera l’imperatore fece collocare nella cella del tempio una delle statue più grandi del mondo raffigurante Zeus. E, per sottolineare che era stato lui a concludere la costruzione, accanto alla statua del dio ne fece collocare ad un’altra raffigurante se stesso!
Il tempio fu saccheggiato dai barbari nel III secolo d.C. ed in seguito venne abbandonato.
L’edificio aveva originariamente 104 colonne corinzie, ciascuna alta 17 metri.
Oggi ne rimangono solo 15.
La sedicesima giace a terra, colpita da un fulmine nel 1852.
Accanto al tempio si trova l’Arco di Adriano fatto erigere nel 132, probabilmente per celebrare la consacrazione del tempio.
L’arco, che aveva la funzione di separare la città antica da quella romana, è anche una delle più tangibili prove dell’amore di Adriano nei confronti di Atene. Il fregio di nord-ovest recita: “Questa è Atene, l’antica città di Teseo”. Mentre quello di sud-est reca inciso: “Questa è Atene, la città di Adriano”.
IL VERDE DI ATENE: PARCHI E GIARDINI
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Se vuoi concederti una passeggiata rilassante, lontano dal caos delle vie più centrali, non hai che l’imbarazzo della scelta!
La collina di Filopappo, i Giardini Nazionali ed il monte Licabetto offrono la possibilità di immergersi nel verde e godersi Atene da una diversa prospettiva.
Se l’antica agorà era il cuore della vecchia Atene, Piazza Syntagma è il fulcro della vita dell’Atene moderna.
Il suo nome può essere tradotto in italiano come “Piazza della Costituzione”.
Il riferimento è alla costituzione concessa nel 1843 dal re di Grecia Ottone I di Wittelsbach.
Si affacciano sulla piazza il palazzo del parlamento (l’antico palazzo reale) e la tomba del Milite Ignoto, inaugurata nel 1932.
Qui, ogni giorno, è possibile assistere al pittoresco cambio della guardia degli Euzoni, i soldati con il caratteristico gonnellino e le babbucce con la punta ricurva.
LA PLAKA
Poco distante da Piazza Syntagma si trova uno dei luoghi più affascinanti di Atene: la Plaka!
Un dedalo di viuzze lastricate lungo le quali si susseguono antichi siti, edifici neoclassici, piccoli musei un po’ stravaganti, chiese bizantine e rustiche taverne.
Allontanandoti dalle vie principali – e più turistiche! – come Kydathineon e Adrianou, potrai conoscere lo spirito più autentico della città e della sua gente, assaggiare la vera gastronomia locale e fare anche un po’ di shopping di qualità.
I DINTORNI DI ATENE
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Se vuoi allontanarti da Atene per una gita di mezza giornata ti consiglio di visitare il Tempio di Poseidone a Capo Sunio (in greco Capo Sounion).
E’ un posto da favola!
Immagina: le rovine del tempio che si affacciano sul blu dell’Egeo…
Capo Sunio si trova nella punta estrema della Penisola Attica e dista solo 67 km da Atene.
Se viaggi in auto puoi percorrere la strada panoramica E091 che costeggia il mare. Se, invece, preferisci i mezzi pubblici, ci sono gli autobus della compagnia Ktel Attikis che partono nei pressi del Museo Archeologico Nazionale.
Il mare Egeo deve il suo nome proprio a un evento accaduto a Capo Sunio. Secondo la mitologia greca, Egeo, re di Atene, attese a Capo Sunio il ritorno del figlio Teseo andato a combattere contro il Minotauro sull’isola di Creta.
Prima della partenza avevano deciso che la nave di Teseo sarebbe dovuta rientrare issando le vele bianche in caso di vittoria o quelle nere in caso di sconfitta.
Teseo uccise il Minotauro ma si dimenticò di issare le vele bianche; quindi Egeo, vedendo la nave rientrare in porto con le vele nere pensò che suo figlio fosse morto e, disperato, si uccise gettandosi nel mare che, da quel momento, prese il suo nome.
INFORMAZIONI UTILI
L’aeroporto Eleftherios Venizelos di Atene si trova a Spata, a circa 30 km dal centro.
Per andare in città puoi prendere l’autobus che parte all’ingresso dell’aeroporto e ferma in piazza Syntagma oppure la metro.
Ci sono delle tessere turistiche per i trasporti pubblici che valgono da un giorno ad una settimana.
Solo alcune, però, comprendono anche il tragitto da e per l’aeroporto, quindi controlla bene al momento dell’acquisto!
Se vuoi muoverti autonomamente e non perdere nessuna delle principali attrazioni di Atene, puoi fare il tour della città accompagnato dell’App Audioguida. Si tratta di un’App con oltre 100 punti di interesse, immagini, descrizioni, commenti audio di esperti locali e mappe digitali interattive.
L’Athens Pass, invece, è un’ottima soluzione per risparmiare tempo e denaro.
Grazie al Pass, infatti,avrai l’accesso prioritario ad un prezzo ridotto in molti siti della città.
Il Pass comprende l’accesso prioritario all’Acropoli, all’Agorà antica, all’Agorà romana, alla Biblioteca di Adriano, al Tempio di Zeus Olimpio, al Ceramico, al Liceo di Aristotele, al Museo dell’Acropoli e l’App Audioguida.
Praga, la città delle cento torri, la città d’oro…ma soprattutto una delle più belle città d’Europa.
Sì, è proprio così! Praga ha una bellezza sfacciata, che non ha paura di mostrarsi ad ogni angolo di strada. E’una città romantica, misteriosa ed esoterica che riesce ad ammaliarti in pochi minuti.
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Praga è relativamente piccola e sembra fatta per spostarsi a piedi.
I siti principali si trovano a poca distanza gli uni dagli altri e se alloggi in centro potresti non aver mai bisogno di usare i mezzi pubblici.
In ogni caso la metropolitana è efficientissima ed è anche il modo più economico e veloce per andare dall’aeroporto in città.
Il centro storico è un mix armonioso di architetture barocche, rinascimentali, neoclassiche e art nouveau. E’ articolato in 5 quartieri separati dalla Moldava.
Sulla riva occidentale si trovano: Hradcany (il quartiere del castello) e Mala Strana (il piccolo quartiere). Sulla riva orientale si trovano: Josefov (il quartiere ebraico), Stare Mesto (il quartiere della città vecchia) e Nove Mesto (il quartiere della città nuova). Le due rive sono collegate dal celebre Ponte Carlo.
L’itinerario che ti propongo è suddiviso in quartieri e prevede di dedicare un giorno a ciascuno di essi!
COSA VISITARE A PRAGA: HRADCANY (IL QUARTIERE DEL CASTELLO)
Il quartiere del castello domina dall’alto la città.
Il castello di Praga è un complesso di palazzi, edifici ecclesiastici, fortificazioni, uffici e case abitabili che documentano l’evoluzione storica ed architettonica della città, estendendosi su una superficie di 45 ettari. All’interno del complesso del castello, tra le altre cose, si possono ammirare: la cattedrale di San Vito, un vero gioiello gotico; il Vecchio Palazzo Reale, che fu la residenza dei re di Boemia fino al XVI secolo; ed il pittoresco Vicolo d’Oro.
Il “piccolo quartiere” nacque nel XIII secolo ai piedi del Castello, fu in gran parte distrutto da un incendio nel 1541 e poi ricostruito in stile barocco.
Percorrendo via Nerudova si può notare una caratteristica delle case praghesi: le insegne dipinte.
Sono sparse un po’ in tutta la città, ma in questa strada sono particolarmente abbondanti.
La tradizione di identificare gli edifici usando delle insegne dipinte raffiguranti animali, figure mitiche, oggetti di uso quotidiano, ecc… iniziò nel Medioevo e proseguì fino al 1770, quando gli Asburgo introdussero la numerazione civica.
Prosegui verso piazza Mala Strana e fai una visita alla Chiesa di San Nicola.
E’ un tripudio di arte barocca: colonne, statue, affreschi ed ornamenti ovunque!
Dal campanile si può ammirare la città dall’alto e… sorvegliare la piazza, come faceva la polizia segreta durante il regime comunista.
Se vuoi concederti una pausa rilassante puoi dirigerti verso il Giardino Vrtba, un quieto angolo verde alle pendici della collina di Petrin.
In prossimità del giardino si trova la chiesa di Santa Maria Vittoriosa, molto popolare tra i pellegrini che vogliono far visita al Bambino di Praga. Si tratta di una statua lignea raffigurante Gesù Bambino alla quale sono attribuiti poteri miracolosi.
Torna verso il fiume ed attraversa uno dei tanti ponti pedonali che portano all’Isola di Kampa – che in realtà è una penisola! – un posto molto frequentato dai praghesi, ideale per riposare all’ombra o far giocare i bambini.
Prosegui verso la collina Petrin, un promontorio a ovest di Kampa, circondato dai frutteti reali che rifornivano di ciliegie il Castello.
Per salire in cima puoi prendere il tram o la funicolare.
Sul versante nord della collina si trova la Torre Panoramica, ispirata alla Torre Eiffel (solo 299 gradini ti separano da uno splendido panorama!)
L’ultima tappa è il Monastero di Strahov.
Qui si possono ammirare la preziosa biblioteca e la collezione di dipinti e opere d’arte del monastero… ma si può anche degustare l’ottima birra prodotta dai monaci!
IL QUARTIERE EBRAICO DI PRAGA: JOSEFOV
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Josefov deve il suo nome a Giuseppe II d’Asburgo ed è un vivace intrigo di viuzze e sinagoghe.
Il Museo Ebraico è articolato in sei siti: il Vecchio Cimitero, la Casa delle Cerimonie e le Sinagoghe Maisel, Pinkas, Klausen e Spagnola.
Puoi iniziare la visita proprio dalla Sinagoga Pinkas, un edificio con interni rinascimentali divenuto il Monumento all’Olocausto per commemorare gli ebrei di Boemia e Moravia.
Inizia la visita al quartiere della città vecchia facendo una passeggiata sul Ponte Carlo, uno dei simboli di Praga.
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Il ponte, fatto costruire dall’imperatore Carlo IV, attraversa la Moldava dal 1402 ed è stato realizzato assemblando blocchi di granito con una malta a base di uova!
Le statue che decorano il ponte sono principalmente delle riproduzioni del XIX secolo, una delle poche originali è quella di San Giovanni Nepomuceno, confessore della moglie di re Venceslao IV.
Secondo la leggenda il re ordinò che il prete venisse gettato dal Ponte Carlo perché si era rifiutato di rivelargli la confessione della regina e, nel punto in cui annegò, apparve un gruppo di stelle.
Oggi i visitatori toccano il bassorilievo alla base della statua per garantirsi un ritorno a Praga!
Prosegui verso la Cappella di Betlemme, il luogo di culto fondato da Jan Hus, capo del movimento ceco proto-protestante. Poi verso il Clementinum, un vasto complesso di chiese ed edifici storici fondato dai gesuiti nel 1556. Oggi ospita la Biblioteca Nazionale della Repubblica Ceca.
Proseguendo sulla stessa strada arriverai in Piazza della Città Vecchia, l’ex piazza del mercato che sorge alla confluenza di tutte le strade principali di Stare Mesto.
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Tra gli edifici che si affacciano sulla piazza il più famoso è il Municipio con il suo Orologio Astronomico che, grazie a complessi meccanismi, mostra l’ora dell’Europa centrale, la vecchia ora boema e quella babilonese, i segni zodiacali, nonché i movimenti del Sole e dei pianeti intorno alla Terra (l’orologio risale al 1410, più di un secolo prima della rivoluzione copernicana!)
NOVE MESTO (IL QUARTIERE DELLA CITTA’ NUOVA)
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Piazza Venceslao è un lungo rettangolo fiancheggiato da edifici storici.
Tra loro spicca palazzo Melantrich, costruito nel 1914. Fu proprio dal balcone di questo palazzo che si affacciarono Vaclav Havel – drammaturgo e futuro presidente- e Alexander Dubcek – primo segretario del Partito Comunista cecoslovacco – ispirando la folla nel novembre del 1989, durante la Rivoluzione di Velluto che mise fine al governo comunista.
Sul lato nord della piazza si trova la statua equestre di San Venceslao, duca di Boemia nel X secolo, alle cui spalle sorge il Museo Nazionale.
Attraversa il Passaggio di Lucerna, una galleria con negozi ed eleganti caffè, e prosegui verso Piazza Carlo ed il Municipio della Città Nuova.
Sul lato sud della piazza sorge la Casa di Faust dove, secondo la leggenda, il diavolo propose al Dottor Faust di scambiare la sua anima per enormi ricchezze.
Sali verso la fortezza in rovina di Vysehrad, un alto promontorio che domina Praga, lo sforzo è ripagato dall’atmosfera storica che avvolge i resti delle fortificazioni e degli edifici religiosi tra cui spicca la cappella romanica di San Martino. Costruita nell’XI secolo è di forma circolare per evitare che il diavolo avesse un angolo in cui nascondersi!
L’ultima tappa è la Casa Danzante, un edificio sinuoso che sembra ricordare una coppia di ballerini, infatti è soprannominata “Edificio Fred e Ginger”.
PRAGA E LA MAGIA
Praga è considerata la “capitale della magia” e rappresenta uno dei vertici del Triangolo di Magia Bianca, insieme alle città di Lione e Torino.
E’ qui che, nel corso dei secoli, giunsero maghi, alchimisti e astrologi provenienti da tutto il mondo.
Fu Rodolfo II d’Asburgo a favorire un simile raduno di personaggi. Il suo scopo era quello di scoprire e dominare i misteri dell’occulto.
Passeggiando tra le strade della città è impossibile non farsi avvolgere dalla sua atmosfera misteriosa!
Uno dei luoghi più esoterici in cui ci siamo imbattuti è stato l’Olsanke hrbitovy, un grande cimitero che si trova vicino della fermata della metro “Flora”.
E’ stato un caso… Il nostro albergo si trovava da quelle parti ed un pomeriggio abbiamo seguito l’impulso e siamo entrati. Ci siamo ritrovati immersi in un romanzo gotico!
Per informazioni sempre aggiornate su visite guidate, orari di apertura dei vari luoghi d’interesse, biglietti e mezzi pubblici si può consultare il portale turistico ufficiale della città: Prague.eu
Il cimitero ebraico di Praga è stato fondato nel 1439, è uno monumenti più importanti del quartiere ebraico praghese, ma anche uno dei cimiteri ebraici più celebri del Vecchio Continente.
Ogni anno il cimitero viene visitato da migliaia di turisti ed è stato inserito dalla rivista National Geographic Traveler nell’elenco dei dieci cimiteri turistici più interessanti del mondo.
Nel 1995 è diventato un monumento culturale nazionale.
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IL CIMITERO EBRAICO DI PRAGA: UN PO’ DI STORIA
Per oltre 3 secoli è stato l’unico luogo dove gli ebrei di Praga potevano seppellire i loro morti.
Le dimensioni attuali sono più o meno quelle medievali.
Nel corso del tempo, poiché il cimitero non poteva espandersi fuori dal suo perimetro, le tombe sono state soprapposte per sopperire alla mancanza di spazio.
In alcuni punti si sono sovrapposti fino a 10 strati di diverse sepolture. Le lapidi venivano staccate dal suolo, si procedeva alla nuova sepoltura creando una montagnola di terra, poi veniva rimessa la vecchia lapide con al fianco quella nuova.
Le tombe consistono esclusivamente di una lapide di arenaria o di marmo conficcata nel terreno. Nessun ritratto, perché la religione ebraica lo vieta. Solo disegni simbolici per indicare la professione o le qualità del defunto: forbici per sarti, pinzette per i medici, mani che benedicono per i sacerdoti e poi tanti animali per chi si chiamava Volpi, Orsi e così via.
Oggi si contano circa 12.000 lapidi, ma si ritiene che vi siano sepolti oltre 100.000 ebrei.
La tomba più visitata è quella di Rabbi Loew, dove i visitatori si fermano a pregare e lasciano sulla lapide i tradizionali sassi, oltre a monete e biglietti che esprimono i loro desideri.
Nel muro del cimitero sono inseriti frammenti di lapidi gotiche provenienti da un cimitero ancora più antico, scoperto nella Città Nuova, in via Vladislavova, nel 1866.
VISITARE IL QUARTIERE JOSEFOV ED IL CIMITERO EBRAICO DI PRAGA
Visitare il cimitero ebraico di Praga significa immergersi nella storia della comunità ebraica praghese.
La densità di lapidi, tardogotiche, rinascimentali, barocche, l’una quasi contro l’altra, il silenzio del luogo e l’eterna penombra – le tombe sono circondate dalle fronde degli alti sambuchi che crescono nel cimitero- creano un effetto unico.
E’ un luogo mistico e spettrale al tempo stesso.
Il cimitero è uno dei luoghi simbolo di Josefov, l’antico quartiere ebraico, un vivace intrigo di viuzze e sinagoghe che deve il suo nome a Giuseppe II d’Asburgo.
Il Museo Ebraico è articolato in sei siti: il Vecchio Cimitero, la Casa delle Cerimonie e le Sinagoghe Maisel, Pinkas, Klausen e Spagnola.
Puoi iniziare la visita proprio dalla Sinagoga Pinkas, un edificio con interni rinascimentali divenuto il Monumento all’Olocausto per commemorare gli ebrei di Boemia e Moravia.
Tra le sinagoghe spicca quella Spagnola con il suo favoloso stile moresco. L’interno è una profusione di stucchi scintillanti con sfumature turchesi e dorate.
La Sinagoga Vecchia-Nuova non fa parte del complesso del Museo Ebraico, ma è una perla dell’architettura boema ed il fulcro del culto ebraico di Praga. In origine era detta Sinagoga Nuova, divenne poi Vecchia-Nuova quando ne fu costruita un’altra nelle vicinanze.
Anche la sinagoga del Giubileo non fa parte del complesso museale.
E’ la più recente tra le sinagoghe di Praga ed è conosciuta anche come sinagoga di Gerusalemme per la sua posizione sulla via Jeruzalémská, non lontano dalla Stazione Centrale.
La sinagoga venne completata nel 1906 e fu chiamata “del Giubileo” in onore del 50º anniversario di regno dell’imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria, celebrato nel 1898, anno in cui era stata decisa la costruzione del nuovo tempio.
L’edificio, esternamente coloratissimo, è stato progettato con uno stile che mescola l’arte moresca al liberty.
LA LEGGENDA DEL GOLEM
Nel XVI secolo a Praga la comunità ebraica era vittima di continue violenze e soprusi, fu così che, secondo la leggenda, il rabbino Loew decise di plasmare una creatura che, ubbidendo solo ai suoi ordini, avrebbe protetto la sua gente.
Il rabbino plasmò il suo Golem – questo era il nome scelto per la creatura – nella soffitta della Sinagoga Vecchia – Nuova, usando il fango della Moldava.
Chi crede alla leggenda sostiene che il sia stato il Golem del rabbino Loew ha salvare il ghetto durante la Seconda Guerra Mondiale.
Tuttavia c’è anche un’altra spiegazione, più razionale e terrificante, che chiarisce perché il quartiere sia sopravvissuto indenne al conflitto. Sembrerebbe che le autorità naziste, una volta sterminata la razza ebraica, volessero trasformarlo in una sorta di museo per spiegare alle future generazioni chi erano stati gli ebrei e l’importanza della loro opera di “purificazione”.
INFORMAZIONI UTILI
Il quartiere ebraico dista 5 minuti a piedi dalla Piazza della Città Vecchia e 10 minuti a piedi dall’estremità orientale del Ponte Carlo.
Per chi arriva dalle zone periferiche della città, il modo migliore per raggiungere il cimitero è quello di sfruttare la linea A della metropolitana. La fermata Staroměstská, infatti, dista solo 3 minuti a piedi dall’ingresso del cimitero.
E’ possibile visitare il cimitero ebraico di Praga e tutti gli altri siti del Museo Ebraico tutti i giorni tranne il sabato ed giorni dedicati alle festività ebraiche.
Da Novembre a Marzo, dalle 09.00 alle 16.30
Da Aprile ad Ottobre, dalle 10.00 alle 18.00
Per informazioni sulle varie tipologie di biglietti si può visitare il sito jewishmuseum.cz
Il castello di Praga è il monumento simbolo della capitale della Repubblica Ceca.
È un complesso di palazzi, edifici ecclesiastici, fortificazioni, uffici e case abitabili che documentano l’evoluzione storica ed architettonica della città, estendendosi su una superficie di 45 ettari.
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E’ stato la sede di principi, re ed imperatori boemi. Dalla nascita della Repubblica, avvenuta nel 1918, è diventato la sede del capo dello Stato.
IL CASTELLO DI PRAGA: UN PO’ DI STORIA
Il castello di Praga sorge su una delle nove alture su cui si sviluppa la capitale ceca, nell’area attualmente nota come Hradčany o quartiere del Castello.
Con una superficie di quasi 70.000 metri quadrati è il più grande castello a corpo unico del mondo. Originariamente era costituito da edifici e fortificazioni in legno.
Il primo edificio in pietra ad essere eretto fu la chiesa della Vergine, per volere del principe cristiano Borivoj I.
In epoca romanica vennero costruiti il convento e la basilica di San Giorgio, il Palazzo Reale, le fortificazioni e le torri in muratura. Poi il principe Venceslao – successivamente diventato santo! – fece erigere la rotonda contenente i resti di San Vito.
L’aspetto del castello cambiò sensibilmente durante il periodo gotico, soprattutto grazie all’imperatore Carlo IV che ordinò la costruzione di una nuova, imponente cattedrale che sostituisse la basilica romanica. La costruzione iniziò nel 1344 e terminò solo nel 1929. Al periodo gotico risale anche la riedificazione del Palazzo Reale, con la realizzazione della meravigliosa Sala Vladislao. Infine Carlo IV fece coprire i tetti delle torri con delle lamine dorate, grazie alle quali Praga si guadagnò l’appellativo di “Città d’oro”.
Durante il Rinascimento Ferdinando I d’Asburgo fece costruire il Palazzo del Belvedere e i relativi giardini all’italiana. Poi Rodolfo II trasferì la sua corte da Vienna a Praga, rendendo la città una delle più raffinate ed eleganti del continente europeo.
Tra il XIX ed il XX secolo il castello – come anche la città! – visse un periodo di rinascita. Venne completata la Cattedrale di San Vito, furono restaurati i vari edifici che compongono il castello che assunse l’attuale assetto planimetrico.
VISITA AL CASTELLO PRAGA: L’ITINERARIO
Il castello di Praga è un complesso monumentale enorme e c’è davvero tanto da vedere: per visitarlo ci vorrebbe un giorno intero… o forse anche più!
Questo itinerario si basa sulle aree più interessanti e significative (almeno secondo me!).
PRIMA CORTE, GIGANTOMACHIA E CAMBIO DELLA GUARDIA
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La visita al castello inizia a Hradčanské náměstí, la piazza dove si trova il cancello d’ingresso principale.
Ai lati del cancello ci sono due grandi statue incentrate sul tema della gigantomachia, mentre la scritta dorata che lo sormonta (MTI) è riferita a Maria Teresa Imperatrice. Al di là dei cancello si trova la corte d’onore (prima corte).
La cerimonia del cambio della guardia avviene allo scoccare di ogni ora, dalle 5 alle 23.
A mezzogiorno è anche accompagnata dalla fanfara.
Certo, non è sfarzosa come quella di Buckingham Palace, né pittoresca come quella a Piazza Syntagma, ma è comunque uno spettacolo che vale la pena di vedere.
SECONDA CORTE, CAPPELLA DELLA CROCE E GALLERIA RODOLFINA
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Proseguendo si arriva alla seconda corte, nel cui centro si trovano un pozzo e una fontana barocca risalente al XVII secolo.
Gli edifici che circondano la seconda corte costituiscono la sede del governo. Entrando dalla “porta di Mattia”, una costruzione tardo gotica, si possono visitare alcune aree dell’ala occidentale del Palazzo Nuovo.
A destra dell’ingresso si trova la Cappella della Santa Croce, dove sono custoditi alcuni tra i pezzi più preziosi del Tesoro di San Vito.
Salendo al piano nobile, nell’ala sinistra, si può invece ammirare la Galleria Rodolfina, che ospita parte dell’immensa collezione di tesori artistici accumulata da Rodolfo II.
TERZA CORTE E CATTEDRALE DI SAN VITO
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Proseguendo verso la terza corte del castello la tua attenzione sarà catturata dall’immensa e maestosa mole della Cattedrale di San Vito.
E’ l’edificio religioso più grande ed importante della città. Lungo 124 metri e alto 60, con volte che raggiungono i 33 metri e torri alte dagli 82 ai 100 metri (torre centrale).
I lavori per la sua costruzione furono interrotti a causa dello scoppio delle guerre Hussite (1419) e furono ripresi solo diversi secoli dopo nel 1871.
Circa trenta incoronazioni di principi e re di Boemia e delle loro mogli hanno avuto luogo nella cattedrale che, per molti di loro, è diventata anche il luogo del loro eterno riposo.
CASTELLO DI PRAGA: IL PALAZZO REALE
Ci lasciamo alle spalle la cattedrale di San Vito e attraversiamo di nuovo la corte, dove è situato anche un monolito in memoria dei caduti durante la Grande Guerra. Da qui entriamo nel Vecchio Palazzo Reale, che merita davvero una visita approfondita.
Nei sotterranei del palazzo si trovano le sale in stile romanico risalenti al XII Secolo, mentre il pianterreno, in stile gotico, risale al periodo di Carlo IV. Da qui si prosegue per il cortile delle arcate e la sala delle colonne di Venceslao IV.
Sopra al pianterreno si trova il piano tardo gotico, dominato dalla sfarzosa sala Vladislao, la più grande sala ad arcate senza sostegni dell’Europa dell’epoca, nella quale si tenevano le cerimonie politiche più importanti.
Altra area di grande interesse storico è l’ala di Lodovico, di epoca rinascimentale, dove aveva sede la Cancelleria di Boemia, che nel 1618 fu teatro della Defenestrazione di Praga.
PIAZZA, MONASTERO E BASILICA DI SAN GIORGIO
Uscendo dal Palazzo Reale si arriva nella piazza di San Giorgio, dove sorgono il monastero delle benedettine di San Giorgio e la basilica omonima.
Il monastero, fondato nel 900 d.C. è uno degli edifici più antichi del castello. Oggi, le sue sale sono sede della Galleria Nazionale, che ospita opere di epoca rodolfina e barocca.
Nella basilica sono sepolti Vratislav I e Santa Ludmilla, nonna di San Venceslao.
VICOLO D’ORO, TORRE DALIBORKA E TORRE DELLE POLVERI
Le casette colorate del Vicolo d’Oro sembrano uscite da una fiaba dei fratelli Grimm.
Costruite alla fine del XVI secolo, furono abitate fino al 1955.
Al n.22, per un breve periodo, c’è stato uno studio di Franz Kafka; al n.12, invece, viveva uno storico del cinema ed è possibile entrare per vedere dei vecchi filmati di Praga in bianco e nero che vengono proiettati continuamente.
All’estremità orientale del vicolo si trova la torre Daliborka, risalente alla fine del 1400. Fu utilizzata come prigione fino alla fine del ‘700 e deve il nome al suo primo prigioniero, Dalibor di Kozojedy.
La torre delle Polveri, che funge anche da accesso alla Città Vecchia, è uno dei monumenti tardo gotici più importanti della città, sotto di essa passava il corteo reale in occasione delle incoronazioni dei re boemi. Deve il suo nome al fatto di essere stata utilizzata per lungo tempo come deposito per la polvere da sparo.
PALAZZO LOBKOWICZ, GIARDINI REALI, BELVEDERE E FONTANA CANTANTE
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Questa è ultima tappa del percorso di visita al castello di Praga.
Il Palazzo Lobkowicz, di proprietà dell’omonima famiglia, è l’unico edificio privato di tutto il castello ed ospita un’esposizione dedicata alla storia dei Lobkowicz; nelle sue sale si tengono spesso concerti di musica classica.
I giardini reali corrono paralleli al castello e si estendono per tutta la sua lunghezza.
Tra i loro viali si celano bellissime statue rinascimentali e barocche ed edifici di grande interesse, come il maneggio, la nuova aranciera, la residenza estiva della Regina Anna degli Jagelloni (palazzo Belvedere) e la fontana cantante, una raffinata opera in bronzo risalente alla metà del ‘500.
IL CASTELLO DI PRAGA: INFORMAZIONI UTILI
L’intero complesso è aperto tutti i giorni dalle 6:00 alle 22:00.
Gli edifici accessibili ai visitatori seguono i seguenti orari:
da Novembre a Marzo – Tutta la settimana dalle 09.00 alle 16.00
da Aprile ad Ottobre – Tutta la settimana dalle 09.00 alle 17.00
Per informazioni sui biglietti e le mostre e per scaricare la mappa del castello in pdf si può consultare il sito www.hrad.cz
Arroccata sulle pendici del Monte Titano, la Serenissima Repubblica di San Marino è uno degli Stati più piccoli al mondo, ma anche uno dei più antichi. Un luogo dove la storia si intreccia con panorami spettacolari, antiche fortificazioni e tradizioni che si tramandano da secoli. Non sorprende, quindi, che il suo centro storico e il Monte Titano siano stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2008, quale testimonianza dell’eccezionale continuità di una repubblica libera fin dal XIII secolo.
Per me San Marino è legata ai ricordi dell’infanzia. Da bambina trascorrevo spesso le vacanze estive sulla Riviera Romagnola e una gita sul Monte Titano era una tappa immancabile: un modo per prendersi una pausa dalla spiaggia, passeggiare tra le mura del borgo e ammirare il panorama che, nelle giornate più limpide, arriva fino al mare Adriatico. Ancora oggi considero San Marino una meta perfetta per una visita in giornata, ma anche per un weekend all’insegna della storia, della cultura e della buona cucina.
In questa guida ti accompagno alla scoperta dei luoghi simbolo della più antica repubblica del mondo, tra piazze, torri medievali, musei e angoli ricchi di fascino.
Piazza della Libertà e Palazzo Pubblico
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Piazza della Libertà è il cuore del centro storico di San Marino, ma anche il posto ideale per godersi il bellissimo panorama sulla valle sottostante! La piazza prende il nome dalla statua che si trova al suo centro e che rappresenta la Libertà, simbolo dell’indipendenza che da sempre contraddistingue questa antica Repubblica.
Qui, inoltre, si trova il Palazzo Pubblico (o Palazzo del Governo), sede dei principali organi istituzionali ed amministrativi sammarinesi: i Capitani Reggenti, il Consiglio Grande e Generale, il Consiglio dei XII ed il Congresso di Stato. L’attuale edificio si erge sul luogo in cui anticamente sorgeva la Domus Magna Comunis che, ormai in rovina, venne abbattuta sul finire dell’Ottocento per far posto al Palazzo Pubblico
Basilica di San Marino
L’attuale Basilica sorge sulle fondamenta di un’antica Pieve del IV secolo dedicata a San Marino diacono. All’inizio dell’Ottocento la Pieve era in condizioni di grave degrado, così venne abbattuta e si progettò di costruire una nuova chiesa. Il lavori iniziarono nel 1826 e terminarono il 5 febbraio 1838, quando la Basilica venne solennemente inaugurata alla presenza del vescovo del Montefeltro e dei Capitani Reggenti. La costruzione costò 40.150 scudi e 76 baiocchi.
Le tre torri
Le torri furono realizzate intorno al XIII secolo come strumento di difesa dagli attacchi dei Malatesta, signori di Rimini. La prima torre, chiamata Rocca o Guaita, si erge sullo strapiombo del monte Titano ed è contornata dalla più antica delle tre cinte murarie che circondano Città di San Marino e che sono ancora oggi visibili. La seconda torre, chiamata Cesta o Fratta, è di forma pentagonale ed ospita il Museo delle Armi Antiche. La terza torre, chiamata Montale, è la più piccola e può essere vista solo dall’esterno.
Passo delle Streghe
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E’ posizionato all’esterno delle mura del centro storico della Repubblica. Si tratta di un sentiero scavato nella roccia che collega la prima e la seconda torre tra loro. E’ un luogo unico, in cui sembra di essere tornati nel Medioevo e si respira un’aria molto romantica.
Per raggiungere il Passo delle Streghe ci sono varie possibilità. Partendo dalla torre Cesta si può scendere per una cinquantina di metri dal luogo panoramico a destra del sentiero, oppure si può parcheggiare l’auto al parcheggio P6 e continuare camminando sulla scalinata rocciosa in mezzo al bosco.
Museo di Stato
Il museo è nato nella seconda metà dell’Ottocento ed è stato aperto al pubblico nel 1899. Dal 2001 è ospitato nello storico Palazzo Pergami – Belluzzi, nel centro di San Marino. Il museo è diviso in 4 diverse sezioni: Archeologia del Territorio, Arte per la Repubblica, Arte di Donazione, Archeologia di Donazione e Numismatica -Medaglistica Sammarinesi.
Museo delle Curiosità
Un museo davvero molto stravagante, perfetto da visitare con i bambini. Invenzioni strabilianti (come gli zoccoli alti 60 centimetri per affrontare l’alta marea veneziana!) personaggi insoliti e oggetti rari sono mescolati in un mix incredibile e rendono questo museo unico nel suo genere. In più, per stupire i visitatori, nei mesi estivi è attivo un servizio di trasporto speciale che collega il museo ai parcheggi più distanti dal centro storico: la navetta non è un veicolo qualsiasi, ma una tradizionale corriera Ford del 1913.
Cava dei Balestrieri
La cava fu aperta nel XIX secolo con lo scopo di estrarre la pietra necessaria per i lavori di restauro del Palazzo Pubblico, nella vicina Piazza della Libertà.
Oggi la cava è un importante sito di eventi. Il suo nome deriva dalla Federazione Italiana Balestrieri: con la sua istituzione nel 1966, la cava venne allestita per ospitare le competizioni di tiro con la balestra grande, la prima si tenne nel luglio dello stesso anno. Sempre qui, ogni anno il 3 settembre si tiene il Palio dei Balestrieri in occasione della Festa del Santo Patrono. Ma la cava ospita anche tanti altri eventi, come la Disfida del Tricorniolo.
Shopping a San Marino
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Passeggiare tra le vie del centro storico significa anche concedersi un po’ di tempo per curiosare tra botteghe artigiane, negozi di prodotti tipici e vetrine ricche di souvenir. Grazie a un regime fiscale diverso da quello italiano, fare shopping a San Marino è da sempre una delle attività più apprezzate dai visitatori, ma il consiglio è di andare oltre i classici acquisti e scoprire le eccellenze dell’artigianato locale.
Dal 1995 la Repubblica di San Marino tutela le proprie produzioni attraverso il Marchio di Origine e Tipicità, nato per valorizzare il lavoro degli artigiani e le tradizioni del territorio. Passeggiando nel centro storico troverai ceramiche dipinte a mano, oggetti in ferro battuto, legno e materiali preziosi, pizzi, ricami e stampe artistiche, oltre a numerose specialità gastronomiche da portare a casa come ricordo del viaggio.
Cosa mangiare a San Marino
Un viaggio a San Marino non può dirsi completo senza assaggiare la cucina locale, profondamente legata alla tradizione romagnola e marchigiana, ma con una propria identità.
Tra i dolci più famosi spicca la Torta Tre Monti, composta da sottili cialde croccanti alternate a crema di cacao e nocciole e ricoperta di cioccolato: prende il nome dalle tre torri simbolo della Repubblica ed è probabilmente il souvenir gastronomico più conosciuto del Paese.
Tra i primi piatti meritano un assaggio i nidi di rondine, una pasta al forno farcita con prosciutto cotto e formaggio, mentre tra i secondi sono molto diffusi arrosti e carni alla griglia accompagnati dalla tradizionale piadina. Il tutto può essere accompagnato dai vini del territorio, come il Biancale e il Brugneto, prodotti sulle colline del Monte Titano.
Che si scelga un ristorante con vista sulle vallate o una piccola osteria del centro storico, la cucina sammarinese rappresenta un piacevole complemento alla visita della Repubblica.
Informazioni utili
Chi viaggia in automobile può lasciare il proprio veicolo in uno dei numerosi parcheggi situati ai piedi del centro storico, contrassegnati dalla sigla P1-P12. Da qui è possibile raggiungere il cuore della città in pochi minuti a piedi oppure utilizzare gli ascensori e le scale mobili che collegano i diversi livelli del Monte Titano.
Un’alternativa particolarmente suggestiva è la funivia, che collega Borgo Maggiore a Città di San Marino in circa due minuti. Durante il tragitto si gode di una splendida vista sul Monte Titano e, nelle giornate più limpide, lo sguardo arriva fino alla costa adriatica. Per conoscere orari, tariffe e eventuali variazioni stagionali è consigliabile consultare il sito ufficiale dell’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici.
Il centro storico si visita comodamente a piedi: le distanze sono contenute, ma è bene ricordare che molte strade sono in salita e presentano pavimentazioni in pietra. Per questo motivo è consigliabile indossare scarpe comode, soprattutto se si desidera raggiungere le Tre Torri o percorrere il suggestivo Passo delle Streghe.
Infine, se possibile, scegli di visitare San Marino durante la primavera o l’autunno, quando le temperature sono piacevoli e il centro storico è generalmente meno affollato rispetto ai mesi estivi.
Cosa visitare nei dintornidi San Marino
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A circa 20 Km dalla Serenissima Repubblica di San Marino sorge il borgo di San Leo. Quest’ultimo deve il suo nome a San Leone che, giunto insieme a San Marino dalle coste della Dalmazia, avrebbe evangelizzato la zona diventandone il primo vescovo.
La rocca di San Leo, con i suoi 600 metri d’altezza, domina la vallata del Marecchia ed un panorama di boschi e picchi rocciosi che si spinge fino al mare. L’edificio più antico è la pieve, che raccoglie intorno a sé il nucleo della città medievale. Poco distante sorge la cattedrale, consacrata al culto del Santo Leone. Invece la fortezza, che sorge a distanza dall’abitato per ragioni difensive, è costruita in cima ad uno sperone di roccia sul quale si mantiene da secoli in un miracoloso equilibrio.
Perché visitare San Marino
Piccola nelle dimensioni ma sorprendentemente ricca di storia, San Marino è una destinazione capace di conquistare in poche ore. Passeggiare tra le sue strade significa attraversare secoli di indipendenza, ammirare antiche fortificazioni, godere di panorami mozzafiato e scoprire un patrimonio culturale che va ben oltre i suoi confini.
Che tu stia organizzando una gita di un giorno o un weekend tra Emilia-Romagna e Marche, la Serenissima Repubblica saprà regalarti un’esperienza autentica, fatta di storia, tradizioni e scorci indimenticabili. Un piccolo Stato che, nonostante le sue dimensioni, riesce a lasciare un ricordo davvero grande.
Se sei alla ricerca di altre idee per esplorare l’Emilia-Romagna, puoi leggere anche i miei articoli dedicati a Bologna e Ravenna!
La Valletta è una di quelle città che sorprendono fin dal primo sguardo. Racchiusa entro possenti mura che dominano il Mediterraneo, la capitale di Malta concentra in poco più di mezzo chilometro quadrato secoli di storia, arte e architettura. Passeggiando tra vicoli ordinati, balconi in legno colorati e palazzi costruiti dai Cavalieri di San Giovanni, si ha la sensazione di attraversare un museo a cielo aperto.
Non è un caso che il suo centro storico, con oltre 300 monumenti, sia stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1980. Le sue dimensioni contenute permettono di visitarla comodamente a piedi e di scoprire, nell’arco di una giornata, alcune delle attrazioni più affascinanti dell’arcipelago maltese.
Se ti stai chiedendo cosa vedere a La Valletta in un giorno, questo itinerario ti accompagnerà tra i luoghi simbolo della capitale, dai bastioni affacciati sul Porto Grande ai capolavori del barocco, fino ai quartieri storici che raccontano l’epopea dei Cavalieri di Malta. E, se avrai un po’ di tempo in più, potrai spingerti anche alla scoperta delle suggestive Tre Città.
Un po’ di storia
Per comprendere davvero La Valletta bisogna tornare al Grande Assedio del 1565, quando l’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni riuscì a respingere l’offensiva dell’Impero Ottomano dopo mesi di durissimi combattimenti.
Fu allora che il Gran Maestro Jean Parisot de La Valette comprese la necessità di costruire una nuova città fortificata, capace di difendere l’isola da future invasioni. Il progetto suscitò l’interesse delle principali corti europee, che contribuirono economicamente alla sua realizzazione, mentre papa Pio V inviò a Malta il celebre ingegnere militare Francesco Laparelli, incaricato di progettare una città moderna e praticamente inespugnabile.
Il 28 marzo 1566 venne posata la prima pietra della nuova capitale, destinata a diventare uno dei più straordinari esempi di urbanistica rinascimentale del Mediterraneo.
Il dominio dei Cavalieri terminò nel 1798 con l’arrivo delle truppe di Napoleone Bonaparte. Due anni più tardi i francesi furono costretti alla resa dalla Royal Navy britannica e Malta entrò nell’orbita del Regno Unito, dal quale ottenne l’indipendenza il 21 settembre 1964.
Ancora oggi ogni strada, bastione e palazzo raccontano questa straordinaria eredità storica.
Cosa vedere a La Valletta: il Waterfront
Per chi arriva a Malta via mare, il primo incontro con La Valletta avviene quasi sempre lungo il Waterfront, l’antico porto commerciale della città.
Le eleganti facciate barocche con le caratteristiche porte colorate raccontano ancora oggi il passato mercantile del porto. In origine ogni colore identificava la tipologia di merci custodite nei magazzini: il blu indicava il pesce, il giallo i cereali, il rosso il vino e così via.
Oggi il Waterfront è completamente trasformato: caffè, ristoranti e locali animano il lungomare, rendendolo uno dei luoghi più piacevoli dove iniziare la visita della capitale maltese.
Da qui, con una breve passeggiata, si raggiunge facilmente il cuore del centro storico.
Upper Barrakka Gardens
Tra i luoghi imperdibili di La Valletta, gli Upper Barrakka Gardens occupano senza dubbio un posto speciale.
Per raggiungerli dal porto si può utilizzare il panoramico Barrakka Lift, un ascensore che collega rapidamente il Waterfront ai bastioni superiori, regalando già durante la salita una splendida vista sul porto.
I giardini sorgono sulla sommità del Bastione dei Santi Pietro e Paolo e offrono uno dei panorami più celebri di Malta: davanti agli occhi si aprono il Porto Grande e le storiche Tre Città, con le loro mura che si riflettono nelle acque del Mediterraneo.
In origine questo elegante giardino era riservato esclusivamente ai Cavalieri appartenenti alla “Lingua d’Italia”, una delle suddivisioni nazionali dell’Ordine di San Giovanni. Solo dopo la fine dell’occupazione francese venne aperto a tutta la popolazione.
Sotto la terrazza panoramica si trova la celebre Saluting Battery, una storica batteria di cannoni che ancora oggi, ogni giorno alle 12:00 e alle 16:00, spara a salve secondo un’antica tradizione militare.
Vale la pena fermarsi qualche minuto: il panorama è uno dei più fotografati dell’intero arcipelago.
Piazza Castille e l’Auberge de Castille
Pochi passi separano gli Upper Barrakka Gardens da Piazza Castille, uno dei punti più eleganti della città.
Qui sorge l’imponente Auberge de Castille, uno degli edifici più rappresentativi dell’epoca dei Cavalieri di Malta.
Costruito come residenza dei cavalieri provenienti da Castiglia, León e Portogallo, aveva il compito di presidiare il vicino Bastione di San Giacomo e rappresentava uno dei centri amministrativi dell’Ordine.
L’edificio che ammiriamo oggi è frutto di un’importante ricostruzione settecentesca in stile barocco e continua ancora a svolgere un ruolo istituzionale: ospita infatti gli uffici del Primo Ministro di Malta.
La facciata monumentale e la posizione dominante sulla città lo rendono una delle soste più scenografiche dell’itinerario.
Cosa vedere a La Valletta: il Grandmaster’s Palace
Proseguendo verso il centro storico si incontra il maestoso Grandmaster’s Palace, uno dei simboli del potere esercitato per oltre due secoli dai Cavalieri di San Giovanni.
La costruzione iniziò nel 1571 per volontà del Gran Maestro Pietro del Monte, su progetto dell’architetto maltese Girolamo Cassar. L’edificio originario era piuttosto sobrio, ma nei secoli successivi venne progressivamente arricchito con balconi, decorazioni e sontuosi ambienti di rappresentanza.
Per lungo tempo il palazzo ha ospitato il Parlamento maltese; oggi è la sede della Presidenza della Repubblica, mentre una parte dell’edificio è visitabile come museo.
Tra gli ambienti più spettacolari spiccano la Sala del Trono, dedicata ai santi Michele e Giorgio, la raffinata Sala Rossa, destinata un tempo al ricevimento degli ambasciatori, e la Sala Gialla, utilizzata dai paggi dell’Ordine.
Oltre alla magnificenza degli interni, il palazzo racconta oltre quattro secoli di storia maltese ed è una tappa imprescindibile per comprendere il ruolo politico dei Cavalieri nella costruzione della capitale.
Concattedrale di San Giovanni
Se c’è un luogo che, da solo, giustifica un viaggio a Malta, è senza dubbio la Concattedrale di San Giovanni. Dietro la sua facciata severa e quasi austera si nasconde uno degli interni barocchi più spettacolari d’Europa, capace di lasciare senza parole anche chi non è appassionato di arte sacra.
Voluta dai Cavalieri di San Giovanni e costruita tra il 1573 e il 1578, la concattedrale rappresenta il cuore spirituale dell’Ordine. La pianta è composta da una navata centrale affiancata da otto cappelle laterali, ognuna dedicata a una delle antiche “Lingue” dei Cavalieri, cioè ai diversi gruppi nazionali che componevano l’Ordine.
Appena varcata la soglia, lo sguardo viene immediatamente catturato dalla straordinaria ricchezza decorativa. Le pareti sono interamente scolpite nella tipica pietra calcarea maltese con un virtuosismo tecnico sorprendente, mentre la monumentale volta, affrescata da Mattia Preti, racconta episodi della vita di San Giovanni Battista con un incredibile senso del movimento e della prospettiva.
Anche il pavimento merita un’attenzione particolare. È formato da centinaia di lastre marmoree policrome che costituiscono le tombe dei Cavalieri dell’Ordine, decorate con stemmi araldici, simboli allegorici e raffinate raffigurazioni della caducità della vita. Camminare su questo pavimento significa letteralmente attraversare la storia dell’Ordine di Malta.
La visita raggiunge il suo culmine nell’Oratorio, dove è custodito uno dei più grandi capolavori della pittura occidentale: La Decollazione di San Giovanni Battista di Caravaggio, l’unica opera firmata dal maestro lombardo.
Caravaggio arrivò a Malta nel 1606 dopo essere fuggito da Roma, dove era ricercato per omicidio. Entrò nell’Ordine dei Cavalieri sperando di ottenere il perdono papale e proprio durante il soggiorno maltese realizzò alcuni dei suoi dipinti più celebri, tra cui anche il raffinato San Girolamo scrivente, anch’esso conservato all’interno della Concattedrale.
Che si sia appassionati di arte, di storia o semplicemente curiosi, questo è senza dubbio uno dei luoghi imprescindibili da visitare a La Valletta.
A pochi minuti dalla Concattedrale si trova un altro piccolo gioiello della capitale maltese: il Teatro Manoel.
Inaugurato nel 1732 per volontà del Gran Maestro António Manoel de Vilhena, è considerato uno dei teatri più antichi d’Europa ancora oggi in attività.
L’esterno, semplice e discreto, lascia appena intuire la straordinaria eleganza degli ambienti interni. La sala, con la sua caratteristica forma ovale, le balconate in legno dorato e il soffitto decorato, è un perfetto esempio di teatro rococò settecentesco.
Una delle sue particolarità è l’acustica eccezionale, favorita anche dalla presenza di sorgenti naturali nel sottosuolo, che contribuiscono a mantenere costante l’umidità dell’ambiente. Ancora oggi il teatro ospita concerti, opere liriche e spettacoli teatrali, conservando intatto il fascino delle sue origini.
Anche chi non assiste a uno spettacolo dovrebbe concedersi una visita: pochi luoghi raccontano con altrettanta eleganza la vita culturale della Malta dei Cavalieri.
Forte Sant’Elmo
All’estremità settentrionale della penisola sorge il Forte Sant’Elmo, uno dei simboli più riconoscibili di La Valletta.
La fortezza prende il nome da Sant’Elmo, patrono dei marinai, e occupa una posizione strategica tra il Porto Grande e il porto di Marsamxett. Proprio questa collocazione ne fece il principale baluardo difensivo durante il celebre Grande Assedio del 1565.
La resistenza dei Cavalieri e dei difensori del forte contro l’esercito ottomano divenne uno degli episodi più significativi della storia europea del XVI secolo e contribuì alla successiva fondazione della città di La Valletta.
Oggi il forte ospita il National War Museum, che ripercorre la storia militare dell’isola dall’età medievale fino alla Seconda guerra mondiale. Tra i reperti più importanti spicca la George Cross, la prestigiosa onorificenza conferita nel 1942 da re Giorgio VI all’intera popolazione maltese per il coraggio dimostrato durante i bombardamenti della guerra.
Oltre all’interesse storico, Forte Sant’Elmo offre magnifiche vedute sul Mediterraneo e rappresenta uno dei punti panoramici più suggestivi della capitale.
Gli appassionati di cinema potrebbero inoltre riconoscere alcuni scorci della fortezza: qui sono state girate scene di Assassinio sull’Orient Express di Kenneth Branagh (2017), dove il forte interpreta il Muro del Pianto di Gerusalemme, e del celebre film Fuga di mezzanotte (1978).
I dintorni di La Valletta: le Tre Città
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Se hai un po’ di tempo a disposizione, ti consiglio di non limitarti alla sola capitale. Di fronte a La Valletta, sull’altra sponda del Porto Grande, sorgono Senglea, Vittoriosa (Birgu) e Cospicua (Bormla), conosciute semplicemente come le Tre Città.
Molto prima della fondazione di La Valletta, furono proprio questi antichi centri fortificati il cuore politico e militare dell’isola. Passeggiare tra le loro strade significa immergersi in una Malta più autentica, fatta di vicoli silenziosi, balconi colorati, piccole piazze e chiese che raccontano una storia lunga secoli.
Raggiungerle è semplicissimo. Dal centro di La Valletta puoi utilizzare l’autobus oppure il caratteristico traghetto che attraversa il Porto Grande, regalando anche una splendida vista sulla città fortificata.
Consigli pratici per visitare La Valletta
Se stai organizzando un viaggio nella capitale maltese, ecco alcuni suggerimenti che possono esserti utili.
Quanto tempo serve?
Il centro storico è piuttosto compatto e può essere visitato tranquillamente in una giornata. Se desideri entrare nei principali monumenti, come la Concattedrale di San Giovanni o il Grandmaster’s Palace, considera almeno un’intera giornata. Se invece vuoi includere anche le Tre Città, l’ideale è dedicare due giorni all’area.
Quando visitare La Valletta?
I periodi migliori sono la primavera e l’autunno, quando le temperature sono piacevoli e la città è meno affollata. Anche l’inverno è generalmente mite e permette di visitare Malta senza il caldo intenso dell’estate.
Come spostarsi?
La Valletta si visita interamente a piedi. Le distanze sono ridotte, anche se bisogna mettere in conto qualche salita. Per raggiungere le Tre Città puoi utilizzare gli autobus di linea oppure il traghetto che attraversa il Porto Grande.
Vale la pena visitare le Tre Città?
Assolutamente sì. Se La Valletta rappresenta il volto monumentale di Malta, Senglea, Vittoriosa e Cospicua permettono di scoprirne l’anima più autentica. Sono meno affollate, ricche di storia e regalano alcuni dei panorami più belli sull’intera capitale.
Un ultimo consiglio
Non avere fretta di “spuntare” tutte le attrazioni. Una delle qualità più affascinanti di La Valletta è proprio la sua atmosfera. Fermati in una delle tante piazzette, osserva i balconi colorati che si affacciano sulle strade in salita, ascolta il suono delle campane e concediti una pausa in uno dei caffè storici del centro. Come spesso accade nei luoghi ricchi di storia, i ricordi più belli non nascono solo dai monumenti, ma anche dai piccoli dettagli che si scoprono camminando senza una meta precisa.
È difficile immaginare un luogo in cui natura e spiritualità convivano in modo così perfetto come alle Meteore. Nel cuore della Grecia, enormi torri di roccia sembrano sorreggere monasteri sospesi tra cielo e terra, dando vita a uno dei paesaggi più spettacolari e suggestivi d’Europa.
Il nome Meteora, in greco, significa letteralmente “sospeso in aria”, un’espressione che descrive perfettamente l’impressione che si prova osservando questi antichi monasteri arroccati sulla sommità di giganteschi pilastri di arenaria. Situate nella regione della Tessaglia, nei pressi della cittadina di Kalambaka, le Meteore rappresentano il secondo centro più importante della spiritualità ortodossa dopo il Monte Athos e, dal 1988, sono riconosciute come Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Ma sarebbe riduttivo considerarle soltanto una meta religiosa. Le Meteore sono uno straordinario incontro tra geologia, storia, arte e fede: un luogo in cui l’uomo non ha cercato di dominare la natura, ma di vivere in armonia con essa, trasformando spettacolari formazioni rocciose in uno dei complessi monastici più affascinanti del mondo.
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I monasteri delle Meteore: una storia sospesa tra fede e coraggio
Molto prima della costruzione dei monasteri, queste imponenti formazioni rocciose erano già considerate un luogo ideale per chi cercava il silenzio e la contemplazione.
I primi eremiti si stabilirono qui intorno all’XI secolo, scegliendo di vivere in grotte naturali e cavità scavate nella roccia. La loro era una vita fatta di preghiera, isolamento e contemplazione.
Fu però nel XIV secolo che un gruppo di monaci greco-ortodossi decise di trasformare questi giganteschi speroni di arenaria in autentiche fortezze della fede. In un periodo segnato dall’instabilità politica e dalle incursioni ottomane, le cime delle Meteore offrivano sicurezza, ma anche quella lontananza dal mondo che favoriva la vita monastica.
Raggiungere la sommità delle rocce era un’impresa tutt’altro che semplice. Materiali da costruzione, viveri e persone venivano trasportati attraverso rudimentali argani, reti e lunghe scale di corda. Una testimonianza straordinaria della determinazione e dell’ingegno di quei monaci.
Nel periodo di massimo splendore furono edificati 24 monasteri.
Oggi ne rimangono soltanto sei, ancora abitati da comunità religiose e aperti ai visitatori: Gran Meteora, Varlaam, Roussanou, Agios Stefanos, Agia Triada e Agios Nikolaos Anapafsas.
Ognuno custodisce preziosi affreschi bizantini, antichi manoscritti, icone e reliquie che raccontano secoli di spiritualità e di storia.
Perché visitare le Meteore
Le Meteore sono uno di quei luoghi che lasciano senza parole.
Da un lato c’è la spettacolarità del paesaggio, modellato nel corso di milioni di anni dall’erosione. Dall’altro c’è il lavoro dell’uomo, capace di costruire monasteri in luoghi che sembrano irraggiungibili senza alterare l’armonia della natura.
Ogni punto panoramico offre prospettive diverse: al mattino le rocce emergono dalla nebbia come isole sospese, mentre al tramonto la luce dorata rende l’intero paesaggio ancora più suggestivo.
Non è difficile capire perché questo sia considerato uno dei luoghi più affascinanti d’Europa.
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Consigli utili per visitare i monasteri delle Meteore
Come vestirsi
I monasteri sono ancora oggi luoghi di culto e richiedono un abbigliamento rispettoso.
È necessario avere spalle e ginocchia coperte. Sono quindi da evitare pantaloncini, canotte e gonne corte. Qualora l’abbigliamento non fosse adeguato, all’ingresso vengono generalmente messi a disposizione, gratuitamente, gonne lunghe e scialli da indossare durante la visita.
All’interno delle chiese è inoltre vietato fotografare o realizzare video.
Quanto tempo serve
Con una buona organizzazione è possibile visitare tutti e sei i monasteri in una giornata.
Bisogna però considerare gli orari di apertura, che variano durante l’anno, e mettere in conto numerose scalinate e sentieri in salita. Per questo motivo è consigliabile indossare scarpe comode.
Chi preferisce un’esperienza più immersiva può percorrere a piedi gli antichi monopatia, i sentieri utilizzati un tempo dai monaci per spostarsi tra un monastero e l’altro. Camminare lungo questi percorsi permette di apprezzare il paesaggio con maggiore calma e di raggiungere alcuni dei punti panoramici più spettacolari.
Quando visitare le Meteore
I periodi migliori sono senza dubbio la primavera e l’autunno, quando le temperature sono piacevoli e la luce valorizza il paesaggio.
L’estate, soprattutto nel mese di agosto, può risultare molto calda e affollata. Durante l’inverno, invece, il clima cambia rapidamente e nebbia e nuvole possono limitare la visibilità delle spettacolari formazioni rocciose.
I monasteri sono comunque aperti tutto l’anno, anche se ciascuno osserva uno o due giorni di chiusura settimanale e gli orari variano tra la stagione estiva e quella invernale.
Come raggiungere le Meteore
Le Meteore rappresentano una delle tappe più suggestive di un itinerario on the road in Grecia, e l’automobile rimane il mezzo più pratico per visitarle.
Se arrivi in Grecia in traghetto da Ancona, Venezia, Bari o Brindisi, una volta sbarcato a Igoumenitsa potrai raggiungere facilmente Kalambaka percorrendo l’autostrada Egnatia Odos (A2).
Chi preferisce l’aereo atterrerà quasi certamente ad Atene o Salonicco.
Da entrambe le città è possibile noleggiare un’auto. La distanza è di circa 250 chilometri da Salonicco e 350 chilometri da Atene. Se parti dalla capitale puoi cogliere l’occasione per inserire nell’itinerario alcune tappe imperdibili, come Delfi o il passo delle Termopili.
In alternativa si possono utilizzare i collegamenti ferroviari. Da Atene e Salonicco partono treni diretti a Kalambaka, anche se spesso è necessario effettuare un cambio a Palaiofarsalos.
Esiste infine la rete di autobus KTEL: da Salonicco è disponibile un collegamento diretto, mentre da Atene occorre generalmente cambiare autobus nella città di Trikala.
Un luogo che resta negli occhi
Visitare le Meteore significa entrare in un paesaggio che sembra sfidare le leggi della natura e del tempo.
Qui la roccia non è soltanto uno sfondo, ma diventa parte integrante della storia, dell’architettura e della spiritualità. I monasteri non dominano il paesaggio: ne fanno parte, come se fossero sempre esistiti.
È forse questo il fascino più autentico delle Meteore. Non soltanto la loro straordinaria bellezza, ma la capacità di ricordarci che, quando l’uomo costruisce in armonia con la natura, possono nascere luoghi destinati ad attraversare i secoli senza perdere il loro incanto.
7 COSE DA SAPERE PER ORGANIZZARE IL TUO VIAGGIO A SAN PIETROBURGO
La Russia è un paese bellissimo, ma molto diverso dal nostro.
Dopo esserci stata posso dire con certezza che organizzare un viaggio fai da te in Russia è fattibile e divertente, ma è bene essere informati.
Se anche tu preferisci fare tutto in autonomia, ecco un vademecum con una serie di consigli utili su come organizzare il tuo viaggio a San Pietroburgo.
1 – I DOCUMENTI E IL VISTO PER LA RUSSIA
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E’ sicuramente la parte più noiosa della preparazione del viaggio, ma è anche indispensabile.
I documenti di cui avrai bisogno sono: passaporto, visto e assicurazione sanitaria.
Dal primo gennaio 2021 è possibile visitare tutto il paese con il visto elettronico unificato. Il visto per la Russia ti permette di rimanere 16 giorni nei diversi oblast russi per turismo, affari, visite ai parenti o scopi umanitari. Il visto ti consente di entrare in Russia da 51 aeroporti, 6 stazioni ferroviarie, 1 frontiera terrestre, 22 frontiere automobilistiche e 10 porti marittimi. Per ulteriori informazioni sul costo del visto e sui tempi di rilascio puoi consultare il sito evisa-russie.com
2 – RAGGIUNGERE SAN PIETROBURGO DALL’AEROPORTO
L’aeroporto Internazionale Pulkovo è lo scalo che serve la città di San Pietroburgo e l’intero Oblast di Leningrado e si trova a circa 23 chilometri dal centro della città.
Per andare dall’aeroporto al centro di San Pietroburgo ci sono varie possibilità. Si possono usare gli autobus o le marshrutka (i tipici minivan diffusissimi in Russia e nei paesi dell’ex Unione Sovietica) con cui raggiungere la stazione della metropolitana Moskovskaya, da cui proseguire verso la tua destinazione. Tra i due, l’autobus è il più economico: soltanto 30 rubli, ossia circa 40 centesimi di euro.
In alternativa puoi sempre noleggiare un’auto o prendere un taxi.
Quelli abusivi sono tanti, ma nell’area arrivi al primo piano in genere ci sono i taxi “ufficiali” che sono di tre tipologie: economy, comfort e business. Il prezzo del viaggio è fisso, ma varia a seconda della tipologia di taxi scelta.
3 – DOVE È MEGLIO CAMBIARE GLI EURO IN RUBLI
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Il metodo più semplice ed economico per avere i rubli è il prelievo al bancomat.
Per evitare le commissioni applicate dalla banca è meglio fare uno o due prelievi sostanziosi, anziché tanti di piccoli importi. Prima di partire verifica con la tua banca di avere un bancomat abilitato per l’estero e le relative condizioni; molte banche applicano una commissione fissa sui prelievi esteri ed una maggiorazione di x% sul tasso di cambio.
Gli sportelli di cambio non sono convenienti, non lasciarti abbindolare dalla scritta “commissione fissa”, in genere sono truffe!
L’ultima alternativa è solo per i temerari: fare il cambio direttamente allo sportello di una banca… ma per me la sola idea di dover parlare a gesti di soldi e commissioni è terrorizzante!
4 – COMUNICARE A SAN PIETROBURGO
A meno che tu non sappia il russo, la lingua sarà un problema!
A San Pietroburgo si parla solo russo e sarà inutile tentare di sfoggiare il tuo perfetto inglese, tanto nessuno ti capirà…meglio applicarsi nell’arte del mimo!
A livello pratico non c’è da preoccuparsi, in qualche modo si riesce sempre a farsi capire, ma non aspettarti lunghe e profonde conversazioni…
Nei bar/ristoranti qualche parolina in inglese può essere utile, ma nei luoghi pubblici e nelle varie attrazioni turistiche scordati di comunicare con qualcuno, nemmeno per avere le informazioni più semplici e basilari. Anche tutti i cartelli turistici sono solo in russo…in molte parti non si riusciva a capire neanche dove fosse l’uscita, perché la scritta “exit” era solo un miraggio! L’unica soluzione è scaricare l’applicazione Google Traduttore disponibile per iOS e Android, fotografare il testo da tradurre e poi lei farà tutto il resto. A volte la traduzione non sarà il massimo, ma comunque è meglio di niente.
5 – QUANTI GIORNI STARE A SAN PIETROBURGO
L’ideale sarebbero un paio di mesi…ma dato che è pressoché impossibile, diciamo che è necessario almeno un long week-end. Dato che, inevitabilmente, perderai tempo a causa delle distanze da percorrere e degli ostacoli linguistici, il mio consiglio è di pianificare il tuo itinerario e prenotare i biglietti dei vari musei/palazzi on line.
6 – ORGANIZZARE L’ITINERARIO
San Pietroburgo è enorme, al suo confronto le nostre città ti sembreranno dei paeselli.
Per pianificare il tuo itinerario dovrai tener conto soprattutto di due cose: le distanze tra un luogo e l’altro ed i giorni e gli orari di apertura/chiusura delle principali attrazioni.
Google Maps è stata una salvezza sia in fase di organizzazione che poi durante il viaggio. Mostra con precisione anche i percorsi con i mezzi pubblici, indicando quando cambiare tra autobus e metropolitana.
7 – LA METROPOLITANA
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La metropolitana è il mezzo più veloce perché consente di evitare il traffico, ma non aspettarti la copertura capillare che c’è in altre città europee. Non tutte le stazioni della metropolitana hanno i padiglioni, soprattutto in centro. Alcune uscite sono incorporate negli edifici oppure hanno l’entrata dal sottopassaggio. Per trovarle cerca la lettera “M” di color blu.
Ci sono 5 linee: 1 rossa; 2 blu; 3 verde; 4 arancione; 5 viola. I nomi delle stazioni vengono annunciati solo in lingua russa (ovviamente!), ma nei nuovi vagoni ci sono tabelloni elettronici in inglese, che consentono di non sbagliare stazione.
La metropolitana di San Pietroburgo non è solo un mezzo di trasporto, ma rappresenta di per se’ un’attrazione turistica. Innanzitutto perché all’epoca della sua costruzione è apparsa come un prodigio della tecnologia: è la metropolitana più profonda del mondo (la stazione Admiralteyskaya si trova ad una profondità di 102 metri!) e 24 delle 72 stazioni si trovano sulle isole del delta del fiume Neva. La stazione Sportivnaya, per esempio, è collegata con la seconda uscita attraverso un tunnel subacqueo sotto la Neva, tramite il travolator (scala mobile orizzontale) lungo 300 metri.
Inoltre è anche considerata come un’attrazione dal punto di vista artistico. Le stazioni più belle si trovano tra Ploshad Vosstaniya e Avtovo.
La stazione Ploshad Vosstaniya, inaugurata nel 1955, è un simbolo della metro di San Pietroburgo.
La stazione Avtovo è decorata da colonne di vetro, bronzi, mosaici fiorentini e circa 700 lampade. Durante la guerra questa zona di San Pietroburgo è stata il punto più avanzato della difesa ed il mosaico della stazione è dedicato a questo tema: spade dorate e rami di alloro simboleggiano la lotta per la pace.
SAN PIETROBURGO: SCOPRI COSA VISITARE IN 3 GIORNI NELLA CAPITALE CULTURALE DELLA RUSSIA
La Russia in generale mi ha sempre affascinato molto. Enorme, mistica, europea ma non troppo…era da sempre che mi dicevo: “come sarebbe bello andare a San Pietroburgo!”. E poi, finalmente, è successo!
Prima di partire avevo pianificato con precisione cosa visitare e quando…non solo perché sono una maniaca dell’organizzazione, ma soprattutto perché quando si hanno pochi giorni a disposizione (solo 3, purtroppo!) e una vastità sconfinata da poter visitare è ovvio che la pianificazione diventa una necessità, altrimenti il rischio sarebbe stato quello di girare a vuoto e perdere tempo prezioso stando in fila per acquistare il biglietto di turno.
Questa è una guida pratica e semplice su cosa visitare in 3 giorni a San Pietroburgo.
GIORNO 1: GIRO DEL CENTRO STORICO A PIEDI
Il nostro punto di partenza è stata la Cattedrale di Sant’Isacco.
Questo gioiello dell’architettura neoclassica, che vanta una delle cupole tra le più grandi al mondo, è interamente rivestita di marmo, tanto da essersi guadagnata il soprannome di “museo di mineralogia”. Per decorarla, infatti, sono stati utilizzati ben 43 tipi di pietra, vari tipi di pregevoli marmi e malachite con cui sono state costruite le splendide colonne.
Proprio alle sue spalle si erge il Cavaliere di Bronzo, la statua più imponente di Pietro il Grande. Da lì abbiamo proseguito verso l’Ammiragliato con la sua inconfondibile guglia dorata e, usciti dai sui giardini, ci siamo trovati difronte a lui: il Palazzo d’Inverno! Elegante, imponente, sontuoso, regale…in sintesi una vera meraviglia! Davanti al Palazzo si estende la sua enorme piazza, con al centro la Colonna di Alessandro e sulla destra il Palazzo dello stato Maggiore.
Abbiamo proseguito la nostra passeggiata costeggiando le rive della Moyka, uno dei tanti canali che attraversano San Pietroburgo, e siamo arrivati alla meta più attesa della giornata: la Chiesa del Salvatore sul sangue versato.
La chiesa sorge sulla riva del canale Gribaedova, vicino al parco Michajlovskij del Museo russo, e fu eretta sul luogo dove venne ucciso lo zar Alessandro II di Russia, vittima di un attentato il 13 marzo 1881. Il nome ufficiale in russo è, come ho scoperto dalla guida, Cattedrale della Resurrezione di Cristo.
Dal punto di vista architettonico, questa cattedrale è molto diversa dalle altre della città che, principalmente, sono barocche o neoclassiche e comunque piuttosto “europee”: qui invece si percepisce la forte influenza dell’architettura russa medievale e le sue forme richiamano quelle della famosissima cattedrale di San Basilio di Mosca. L’interno è un tripudio di colori e mosaici (oltre 7000 mq di mosaico).
Uscendo dalla chiesa del Salvatore sul sangue versato ci siamo ritrovati nei pressi della strada più famosa di San Pietroburgo: la Prospettiva Nevsky. Per chi, come me, ama la letteratura russa è una tappa imperdibile!
“Con una sensazione di stanchezza e di sporcizia… nella nebbia mattutina di Pietroburgo Alekséj Aleksàndrovic andava in carrozza lungo la prospettiva Névskij deserta, e guardava avanti senza pensare a quello che lo aspettava.”
Anna Karénina, Lev Tolstoj.
GIORNO 2: IL PALAZZO DI CATERINA E LA FORTEZZA DEI SANTI PIETRO E PAOLO
Il palazzo di Caterina era la residenza estiva degli zar e si trova nella città di Puškin a circa 25 km da San Pietroburgo. Il palazzo è raggiungibile con i mezzi pubblici (metro e autobus) impiegando circa 1 ora e mezza oppure in taxi (circa 45 minuti). Vi consiglio di visitarlo la mattina presto e di comprare il biglietto online perché le file per l’ingresso posso essere chilometriche!
L’edificio, iniziato nel 1717 su ordine dell’imperatrice russa Caterina I (da cui il nome), è stato più volte ricostruito nel corso del XVIII secolo sino a giungere alla forma attuale e, con la nascita dell’Unione Sovietica, venne aperto al pubblico come museo. Durante la seconda guerra mondiale fu gravemente danneggiato ed il suo recupero non è ancora terminato. Nel 2003 i restauratori ci hanno restituito quella che, per la sua singolare bellezza, è stata definita “l’ottava Meraviglia del Mondo”: la Camera d’ambra, una stanza di circa 55 mq le cui pareti sono completamente rivestite da pannelli decorati con ben sei tonnellate d’ambra, oltre a foglie d’oro e specchi.
Il Palazzo nel suo complesso è un capolavoro, un tripudio di arte barocca, bello come i castelli delle fiabe con i suoi colori bianco e azzurro e le cupole d’oro. Passeggiando tra le sue sale è inevitabile che pensare a lei, la principessa la cui storia si è confusa tra realtà e leggenda: Anastasia!
Noi siamo stati accompagnati da una guida che parlava italiano ed era prodiga, oltre che di notizie sulla storia del palazzo, di pettegolezzi piccanti sulla vita amorosa della Grande Caterina!
Tornati a San Pietroburgo abbiamo dedicato il pomeriggio a visitare la fortezza dei Santi Pietro e Paolo che sorge sull’isola delle Lepri, sul fiume Neva, ed è nota come la Bastiglia russa. Si tratta di una cittadella militare voluta da Pietro il Grande nel 1703 (durante la Grande guerra del nord) e realizzata dall’architetto Domenico Trezzini. All’interno della fortezza si trovano la cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, il mausoleo dei Granduchi, il Museo storico di San Pietroburgo e il Museo dello spazio e della tecnologia missilistica.
L’attuale cattedrale è stata la prima chiesa in pietra della città, anch’essa progettata da Trezzini e costruita fra il 1712 e il 1733, termina con una guglia dorata sulla cui vetta è posto un angelo che regge una croce, ritenuto uno dei simboli più importanti di San Pietroburgo.
La cattedrale ospita i resti di quasi tutti i sovrani di Russia da Pietro il Grande a Nicola II e la sua famiglia (questi ultimi vennero sepolti qui nel luglio 1998).
Una curiosità: nel 1997 i restauratori che stavano pulendo l’angelo sulla guglia della cattedrale trovarono un involucro rigido in una piega della sua tunica: era una nota scritta dai restauratori del 1953 che si scusavano per aver fatto un lavoro scadente. In quell’anno, infatti, Chruščëv aveva voluto che l’angelo fosse restaurato velocemente per il duecentocinquantesimo anniversario della città. I restauratori del 1997 lasciarono un altro messaggio per le generazioni future, il cui contenuto non è mai stato svelato!
GIORNO 3: L’ERMITAGE ED I CANALI DI SAN PIETROBURGO
Fonte: Pixabay
Dulcis in fundo, l’ultimo giorno abbiamo visitato l’Ermitage.
Con il nome di Ermitage in genere si indica un vastissimo complesso architettonico che comprende vari edifici costruiti tra il XVIII e il XIX secolo, tra cui il magnifico Palazzo d’Inverno che rese celebre il cosiddetto “Barocco Rastrelli”.
L’Ermitage ospita una delle più importanti collezioni d’arte del mondo ed è tra i musei più visitati, quindi è meglio prenotare il biglietto online, altrimenti si rischia di passare la giornata in coda!
Noi avevamo prenotato una visita guidata in italiano e, se potete, vi consiglio di fare lo stesso. L’Ermitage è colossale: circa 24 km di percorso, 50.000 mq di esposizione e 3.000.000 di opere… una guida può rivelarsi utile!
Il resto della giornata lo abbiamo trascorso facendo un giro in battello ed ammirando la città dall’acqua. Ci sono vari itinerari, ma i principali sono: canali interni e canali esterni fino alla Neva, passando per la Fortezza SS Pietro e Paolo, l’Incrociatore Aurora e l’isola Vasil’evskij (una delle maggiori isole sulle quali sorge San Pietroburgo, separata dall’isola dei Decabristi dalla Piccola Neva e in parte affacciata sul golfo di Finlandia).
Noi abbiamo scelto l’itinerario dei canali esterni e della Neva, comunque sono previste anche dei tour notturni per assistere all’apertura dei ponti.
Un suggerimento: quando siete sul battello, qualunque itinerario scegliate, restate seduti…i ponti sono estremamente bassi e stare in piedi può essere pericoloso per la vostra testa!