5 METE INSOLITE PER MAGGIO IN ITALIA

In questo articolo ti propongo 5 mete insolite per maggio in Italia, luoghi autentici e affascinanti, perfetti per chi ama scoprire angoli nascosti prima del grande afflusso estivo. Dalla montagna al mare, passando per borghi medievali e città fortificate, lasciati ispirare da itinerari alternativi e sorprendenti.

Maggio, infatti, è il mese ideale per partire: il clima è mite, la natura rigogliosa ed i luoghi non sono ancora affollati dai turisti estivi. Se sogni un viaggio diverso dal solito, questo è il momento perfetto per esplorare l’Italia meno conosciuta.

1. CASTEL DEL MONTE, ABRUZZO – IL SILENZIO DEL GRAN SASSO

Immerso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Castel del Monte è un borgo medievale tra i più belli d’Italia. Le sue viuzze di pietra, l’architettura perfettamente conservata e l’atmosfera sospesa lo rendono un luogo ideale per chi cerca autenticità. A maggio, quando la natura si risveglia e i sentieri si fanno accessibili, è perfetto per escursioni e passeggiate panoramiche.

Se sei interessato ad altre mete in Abruzzo, leggi anche: IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO

2. BOSA, SARDEGNA – COLORI E STORIA SUL FIUME TEMO

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Prima che le spiagge della Sardegna vengano prese d’assalto, Bosa offre un angolo pittoresco e sorprendente. Le case color pastello che si affacciano sul fiume, il castello Malaspina che domina la valle e la cucina locale a base di pesce fresco fanno di Bosa una meta perfetta per un maggio lento e pieno di fascino. Un’alternativa culturale e rilassante alla costa sarda più nota.

3. METE INSOLITE PER MAGGIO: BRISIGHELLA, EMILIA-ROMAGNA

Poco lontano da Faenza, Brisighella è un borgo inaspettato, incastonato tra colline e formazioni gessose. Passeggiare lungo la Via degli Asini o salire fino alla torre dell’orologio regala viste mozzafiato e un senso di intimità difficile da trovare in piena estate. A maggio, puoi goderti i profumi delle erbe aromatiche e i prodotti del territorio, come l’olio DOP.

4. CIVITA DI BAGNOREGIO, LAZIO – LA CITTÀ CHE MUORE… MA NON IN MAGGIO

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Conosciuta come la città che muore, Civita di Bagnoregio è spesso evitata nei mesi più caldi a causa dell’afflusso turistico. Ma a maggio, con il clima mite e la natura che esplode intorno al ponte sospeso che conduce al borgo, offre un’esperienza unica. Visitare Civita prima dell’estate significa assaporarne la bellezza fragile, i vicoli deserti e la vista sui calanchi senza folla.

5. PALMANOVA, FRIULI VENEZIA GIULIA – LA CITTÀ STELLATA

Patrimonio UNESCO e capolavoro di urbanistica militare, Palmanova è una vera perla nascosta. La sua forma a stella perfetta è visibile solo dall’alto, ma passeggiare tra le sue strade radiali offre una sensazione di ordine, equilibrio e storia. A maggio, la piazza centrale si anima di eventi e mercatini, rendendola una tappa ideale per un weekend fuori dal tempo.

METE INSOLITE PER MAGGIO: VIAGGIARE BENE, VIAGGIARE PRIMA

Scegliere di visitare queste destinazioni insolite per maggio in Italia è un modo per viaggiare con consapevolezza, scoprendo luoghi autentici prima che vengano travolti dall’estate. È anche un invito a rallentare, osservare e vivere il viaggio come un’esperienza di scoperta e non solo di consumo.

Che ne pensi di queste mete insolite per maggio da visitare in Italia? Se stai programmando una fuga primaverile, lasciati ispirare da queste idee fuori rotta: spesso, è proprio dove non guardano tutti che si nascondono le meraviglie più vere!

L’ ACQUARIO DI GENOVA

L’Acquario di Genova è una delle attrazioni più affascinanti della città ed il più grande acquario d’Europa. Situato nel cuore del Porto Antico, offre un’esperienza immersiva alla scoperta della vita marina, con oltre 12.000 esemplari di 600 specie diverse. Dalle maestose vasche con squali e delfini alle coloratissime barriere coralline, l’Acquario di Genova è una meta imperdibile per adulti e bambini.

STORIA E STRUTTURA DELL’ACQUARIO DI GENOVA

L’Acquario di Genova è stato inaugurato nel 1992 in occasione dell’Expo dedicato ai 500 anni dalla scoperta dell’America. Progettato dall’architetto Renzo Piano, è stato ampliato negli anni fino a raggiungere i 27.000 metri quadrati di superficie espositiva.

Il percorso si snoda tra vasche tematiche che ricreano gli habitat marini più spettacolari del pianeta:

• La Baia degli Squali: una delle attrazioni più suggestive, dove si possono ammirare squali toro e pesci sega.

• Il Padiglione dei Cetacei: una grande struttura progettata per ospitare delfini in un ambiente il più vicino possibile a quello naturale.

• La Laguna delle Sirene: dedicata ai lamantini, animali affascinanti e rari che hanno ispirato le leggende sulle sirene.

• La Vasca tattile: un’area interattiva dove è possibile toccare razze e altre creature marine.

COME ORGANIZZARE LA VISITA

La visita all’Acquario di Genova dura in media 2-3 ore, ma chi vuole esplorare ogni angolo con calma può impiegare anche mezza giornata. Per un’esperienza completa, si può abbinare la visita ad altre attrazioni vicine come il Bigo, la Biosfera e il Museo del Mare.

Alcuni consigli per organizzare al meglio la visita:

• Orari migliori: per evitare la folla, è consigliato visitare l’acquario la mattina presto o nel tardo pomeriggio.

• Biglietti online: acquistare i biglietti in anticipo permette di risparmiare tempo ed evitare code.

• Visite guidate: disponibili per chi desidera approfondire la conoscenza degli animali e delle loro abitudini.

INFORMAZIONI PRATICHE: BIGLIETTI, ORARI E COME ARRIVARE

• Orari: l’Acquario di Genova è aperto tutto l’anno, con orari che variano in base alla stagione. Solitamente dalle 9:00 alle 20:00, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

• Prezzi: il biglietto intero costa circa 29€, ridotto per bambini e over 65 intorno ai 21€. Sono disponibili biglietti combinati per più attrazioni.

• Dove acquistare i biglietti: online sul sito ufficiale o presso le biglietterie in loco.

• Come arrivare: l’Acquario si trova in Area Porto Antico, Ponte Spinola. È facilmente raggiungibile dalla stazione di Genova Piazza Principe a piedi in circa 15 minuti o con i mezzi pubblici.

PERCHÉ VISITARE L’ACQUARIO DI GENOVA?

Oltre ad essere un’esperienza emozionante, l’Acquario di Genova svolge un’importante funzione educativa e di conservazione. Grazie a progetti di ricerca e tutela delle specie marine, ogni visita contribuisce alla salvaguardia degli oceani.

Se sei alla ricerca di un’esperienza affascinante per grandi e piccoli, l’Acquario di Genova è una meta da non perdere!

Leggi anche: I PALAZZI DEI ROLLI DI GENOVA

I PALAZZI DEI ROLLI DI GENOVA

Genova, con il suo fascino aristocratico e la sua storia di grande potenza marittima, custodisce un patrimonio architettonico unico in Europa: i Palazzi dei Rolli. Queste residenze nobiliari, costruite tra il Cinquecento e il Seicento, sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2006 e rappresentano un esempio straordinario di architettura rinascimentale e barocca.

In questo articolo scopriremo la loro storia, il loro ruolo nell’antica Repubblica di Genova e visiteremo due dei più importanti: Palazzo Reale e Palazzo Ducale.

La storia dei Palazzi dei Rolli

I Palazzi dei Rolli nascono in un periodo di grande prosperità per Genova, quando la città era una delle potenze finanziarie più influenti d’Europa.

Il termine “Rolli” deriva dal sistema con cui queste dimore venivano registrate in appositi elenchi (“rolli”, appunto), istituiti nel 1576 dal Senato della Repubblica di Genova.

Questi palazzi, situati lungo la Strada Nuova (oggi via Garibaldi) e in altre zone del centro storico, non erano semplici residenze private, ma case di rappresentanza destinate a ospitare sovrani, diplomatici e personaggi illustri in visita ufficiale alla città. A seconda della loro magnificenza, i palazzi erano suddivisi in tre categorie: quelli di prima fascia accoglievano ospiti di altissimo rango, come re e imperatori, mentre gli altri erano riservati ad ambasciatori e alti funzionari.

Oggi, dei circa 150 edifici originari, 42 fanno parte del sito UNESCO e alcuni sono aperti al pubblico come musei e sedi istituzionali. Tra questi, due spiccano per la loro storia e bellezza: il Palazzo Reale e il Palazzo Ducale.

Palazzo Reale: la dimora dei Savoia a Genova

Situato in via Balbi 10, il Palazzo Reale è uno degli edifici più maestosi della città. Costruito nella seconda metà del Seicento dalla famiglia Balbi, passò poi ai Durazzo e infine ai Savoia nel 1824, da cui deriva il nome attuale.

L’edificio conserva affreschi straordinari, stucchi dorati e una collezione d’arte che include opere di Van Dyck, Tintoretto e Guercino. Il vero gioiello del palazzo è il Salone da Ballo, un ambiente sontuoso che testimonia il lusso della nobiltà genovese. Non meno spettacolare è la Galleria degli Specchi, ispirata alla celebre Galerie des Glaces di Versailles.

All’esterno, il palazzo vanta un giardino pensile con una vista mozzafiato sul porto di Genova, un angolo perfetto per immergersi nell’atmosfera aristocratica della città.

Palazzo Ducale: cuore politico della Repubblica

Il Palazzo Ducale, situato in piazza Matteotti, è uno dei simboli storici di Genova. Costruito a partire dal XIII secolo, fu la sede del Doge della Repubblica di Genova, la massima autorità cittadina.

Nel corso dei secoli, il palazzo ha subito numerosi rimaneggiamenti, passando da fortezza medievale a sontuosa residenza rinascimentale. Oggi è un importante centro culturale e museale, sede di mostre d’arte, eventi e rassegne internazionali.

Una delle aree più suggestive è il Salone del Maggior Consiglio, che in passato ospitava le assemblee dei nobili genovesi. Un’altra sala di grande fascino è la Torre Grimaldina, usata come prigione per dissidenti politici, tra cui anche il celebre scrittore e rivoluzionario Niccolò Paganini.

I Palazzi dei Rolli ed il mistero della stanza segreta

Tra le tante leggende legate ai Palazzi dei Rolli, una delle più affascinanti riguarda Palazzo Ducale. Si racconta che esista una stanza segreta nascosta tra le mura dell’edificio, utilizzata per incontri riservati del governo genovese. Ancora oggi, storici e architetti cercano di scoprire dove si trovi esattamente, alimentando il fascino di questo luogo straordinario.

informazioni utili

Se vuoi visitare i Palazzi dei Rolli, ecco alcune informazioni pratiche.

Il Palazzo Reale è aperto dal Martedì alla Domenica, dalle 9:00 alle 19:00. Il biglietto intero costa 10 Euro, quello ridotto 5.

Il Palazzo Ducale, invece, è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00, ma gli orari potrebbero variare in base alle mostre. Anche il costo del biglietto dipende dalle mostre in corso, con prezzi variabili tra gli 8 ed i 15 Euro.

In ogni caso il modo migliore per organizzare una visita ai Palazzi dei Rolli è quella di consultare il sito ufficiale palazzideirolli.it in modo da poter conoscere anche tutti gli eventi di volta in volta organizzati, come per esempio i Rolli Days, che si tengono in primavera e autunno e permettono di accedere gratuitamente a molti palazzi normalmente chiusi al pubblico.

I Palazzi dei Rolli sono un patrimonio inestimabile che racconta la grandezza della Genova rinascimentale e barocca. Tra sfarzosi saloni, affreschi e giardini sospesi, queste dimore rappresentano un viaggio nella storia e nell’arte della città. Che tu sia un amante dell’architettura o semplicemente un viaggiatore curioso, una visita a questi palazzi non può mancare nel tuo itinerario genovese.

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NATALE IN ITALIA: LE CITTA’ PIU’ BELLE

Nelle settimane che precedono il Natale, le luci, gli addobbi e le decorazioni invadono le strade, i quartieri e le piazze di tutto il mondo. E se è vero che ogni cosa sembra essere pervasa dalla magia di questo periodo, è vero anche che alcune città, più di altre, sembrano incarnare alla perfezione questo spirito natalizio.

Nel preparare l’elenco delle 5 città italiane più belle da visitare a Natale,  ho volutamente tenuto fuori le mete più convenzionali (come Roma, Napoli e Milano) per fare spazio ad altre città ugualmente interessanti per storia, arte, eventi e spettacoli, ma soprattutto per la magia natalizia che trasmettono.

NATALE A TRENTO

Tra le città italiane più belle a Natale non poteva assolutamente mancare Trento! Il motivo è semplice: i suoi splendidi mercatini natalizi! Ma non è tutto! Trento ha un magnifico centro storico in cui si possono ammirare testimonianze risalenti all’epoca romana, al Medioevo ed al Rinascimento. Assolutamente imperdibili sono: la cattedrale di San Virgilio, in stile romanico, che sorge nell’omonima piazza, sopra ad un’antica basilica paleocristiana; ed il castello del Buonconsiglio, il più importante di tutto il Trentino, residenza dei principi vescovi e simbolo della città.

VERONA

Verona emana sempre un fascino romantico, ma durante il periodo natalizio da il meglio di se’!

E’ una città dall’anima antica, con il suo centro storico che si sviluppa lungo il fiume Adige. 

A dicembre si illumina. Le piazze principali si animano con i mercatini e l’arena diventa il teatro di una mostra internazionale di presepi che arrivano da tutto il mondo. Basta passeggiare tra le sue stradine medievali per vivere la magia del Natale.

Se vuoi saperne di più sulla città di Romeo e Giulietta leggi anche: UN WEEK-END A VERONA

FIRENZE A NATALE

Partendo dal presupposto che per me “Florence is always a good idea!”, c’è da dire che nel periodo natalizio la città è ancora più affascinante del solito.

Da Dicembre alla prima settimana di gennaio, infatti, Firenze brilla grazie al “Green Line”, un bellissimo festival delle luci.

Quest’anno, con l’obiettivo di ridurre il carico energetico, si è scelto di concentrarsi su istallazioni di alta qualità concettuale, piuttosto che sulla quantità. Firenze si “accenderà” tutti i giorni dalle 17:30 alle 24:00, grazie ad una serie di luci artistiche tra cui l’iconica proiezione su Ponte Vecchio.

Inoltre la piazza della Basilica si Santa Croce ospiterà i mercatini di Natale dal 21 novembre al 17 dicembre. 

URBINO

Questa splendida cittadina marchigiana, durante il periodo natalizio, diventa il teatro della manifestazione “Le vie dei presepi”. Le istallazioni sono tantissime e, soprattutto, sono sparse ovunque nella città: dalle vetrine dei negozi, alle Chiese ed ai palazzi d’epoca! Visitare la mostra diventa, quindi, un modo per scoprire la bellezza della città di Raffaello!

Per saperne di più su Urbino leggi anche: COSA VEDERE AD URBINO IN UN GIORNO

MATERA

Fonte: Pixabay

Ogni anno, durante il periodo natalizio, nella città di Matera si svolgono numerosi eventi a tema, in grado di creare atmosfere affascinanti e suggestive. Uno di questi è il presepe vivente. Un evento straordinario ed unico nel suo genere, proprio per la naturale somiglianza della città con la Nazareth cristiana. Quest’anno in particolare la manifestazione prende il nome di “Il presepe d’Italia: Luce sul futuro”. Si svolgerà su un percorso lungo circa 4 km, partendo dal centro storico attraversando il sasso Barisano ed il sasso caveoso con oltre 200 presenze tra attori professionisti, figuranti, rievocatori storici e compagnie teatrali provenienti da tutta Italia.

Leggi anche: STORIA DELL’ALBERO DI NATALE

IL PRESEPE: STORIA E TRADIZIONI

L’albero di Natale ha certamente il suo fascino… ma il presepe!?

In questi giorni in cui tutti stanno recuperando da cantine e garage scatoloni pieni di addobbi, luci e statuine non potevo non parlare del presepe.

Fonte: Pixabay

UN PO’ DI STORIA

Correva l’anno 1223 quando Francesco d’Assisi, di ritorno dalla Terra Santa, si recò all’eremo di Greccio. Poiché quel luogo gli apparve molto simile a Betlemme, per celebrare il Natale decise di ricreare l’immagine della Natività. Quindi allestì  una mangiatoia, fece portare della paglia, un asino ed un bue, e poi celebrò l’Eucarestia.

Dopo la canonizzazione di San Francesco, moltissime persone vollero replicare quello che aveva fatto il poverello di Assisi. Nacquero così sia le rappresentazioni viventi  che il presepe come lo conosciamo oggi, con statue, casette, e scenografie varie.

Una tradizione tutta italiana dunque, che col tempo si è diffusa nel mondo!

In effetti la Natività è sempre stato un tema pittorico molto utilizzato, le prime testimonianze risalgono addirittura al III secolo, quando un artista ignoto rappresentò la nascita di Gesù nelle catacombe di Priscilla a Roma.

Tuttavia fu solo nel Medioevo – complice la fama di San Francesco!- che la Natività divenne un tema di gran moda tra gli artisti. Basti pensare agli affreschi di Giotto nella Basilica superiore di Assisi, oppure alle successive opere di Piero della Francesca e Botticelli.

Intorno al XVI secolo, soprattutto all’interno delle chiese nell’Italia centrale, si iniziò a rappresentare la Natività con delle statuine poste in ambientazioni naturali. Fu così che il presepe incontrò l’estro artistico degli artigiani partenopei che iniziarono a dar vita a statue in terracotta lavorate a mano e arricchite da tessuti raffinati e preziosi.

Ora che sappiamo come è nata e come si è evoluta la tradizione del presepe non ci resta che scoprire alcuni dei Presepi Viventi più belli e caratteristici d’Italia e le relative date 2024/2025 (date e orari potrebbero variare quindi prima di partire controllate sempre i rispettivi siti internet!).

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PRESEPE VIVENTE DI GRECCIO

Ovviamente questo excursus non poteva che iniziare dal Presepe Vivente più antico del mondo, quello di Greccio! Questo piccolo borgo del reatino tornerà a trasformarsi in Betlemme per la 801esima volta in queste date: 7, 8, 14, 15, 21, 22, 24, 26, 27, 28, 29 e 30 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025. Sempre alle ore 17:40 (primo spettacolo) ed alle ore 18:40 (secondo spettacolo), tranne il giorno 24 in cui si terrà un unico spettacolo alle ore 23:00.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: prolocogreccio

MATERA

Il Presepe Vivente nei Sassi di Matera, alla sua XIII edizione, avrà come titolo “Il presepe d’Italia: Luce sul futuro”.

La manifestazione si svolgerà su un percorso lungo circa 4 km, partendo dal centro storico attraversando il sasso Barisano ed il sasso caveoso con oltre 200 presenze tra attori professionisti, figuranti, rievocatori storici e compagnie teatrali provenienti da tutta Italia. L’itinerario, toccherà tutti gli scorci già noti per essere stati le location di numerosi film che hanno consacrato Matera quale la “Gerusalemme del Sud Italia”. Le date dell’evento sono: 7, 8, 14, 15, 21, 22, 28 e 29 dicembre 2024; 4 e 5 gennaio 2025. Il prezzo del biglietto intero è di 12 Euro; mentre quello ridotto è di 5 Euro. I bambini fino a 5 anni possono accedere gratuitamente.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepematera

TRICASE

Altro Presepe Vivente da tenere in considerazione è quello che si svolge a Tricase in provincia di Lecce. E’ tra i più visitati in Italia, ha luogo in una cornice paesaggistica davvero molto suggestiva ed è particolarmente legato alle tradizioni ed al folklore locale. Le date sono: 25, 26, 28 e 29 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025; dalle 17:00 alle 20:30.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepeviventetricase

IL PRESEPE DI CIVITA DI BAGNOREGIO

Il Presepe Vivente di Civita di Bagnoregio è da molti considerato uno dei più belli al mondo in quanto si svolge in un’ambientazione unica nel suo genere. Le date sono: 26 e 29 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025 dalle ore 16:00 alle ore 19:00.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepevivente

Leggi anche: STORIA DELL’ALBERO DI NATALE

COSA FARE A NATALE IN ABRUZZO

Il periodo di Natale in Abruzzo è ricco di iniziative ed esperienze tutte da scoprire.

Questa regione, infatti, è una meta affascinante durante tutto l’anno, ma nel periodo di Natale diventa ancora più suggestiva.

Oltre ai classici mercatini, si possono visitare splendidi borghi, castelli maestosi e viaggiare a bordo della “Transiberiana  d’Italia”.

Ecco, dunque, alcune idee ed informazioni pratiche su cosa fare nel periodo di Natale in Abruzzo.

MERCATINI DI NATALE IN ABRUZZO

L’AQUILA

I mercatini offrono la possibilità di vivere la magia del Natale nel centro storico del capoluogo abruzzese addobbato a festa.

Circondata dalla splendida cornice delle vette degli Appennini, L’Aquila continua il suo percorso di rinascita anche attraverso questo tipo di iniziative che contribuiscono a rianimare il centro città, danno nuova luce ai monumenti storici e propongono squisite degustazioni delle eccellenze enogastronomiche locali.

Dall’8 Dicembre al 6 Gennaio, i mercatini di Natale animeranno Corso Vittorio Emanuele con le tradizionali casette in legno dove trovare prodotti artigianali, dolci tipici come i torroni e decorazioni natalizie. 

AVEZZANO

Nella città di Avezzano ogni anno si tiene la manifestazione “Magie di Natale” con l’allestimento del mercatino in piazza Risorgimento, nel cuore del centro storico. 

Le casette di legno espongono prodotti di artigianato locale e delizie enogastronomiche tipiche (come gli arrosticini!) e tante golosità natalizie.

Ci saranno anche una pista di pattinaggio sul ghiaccio ed il trenino di Babbo Natale per fare un giro tra le vie addobbate della città.

Per scoprire tutti i mercatini che si svolgeranno in Abruzzo si può consultare il sito: mercatinidinatale.it

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VISITARE ROCCA CALASCIO

Ovviamente ogni periodo dell’anno ha il suo fascino, ma visitare Rocca Calascio nel periodo natalizio è davvero magico. Se poi è già caduta la prima neve, il castello e le vallate circostanti avranno un aspetto decisamente fiabesco!  

Il Castello di Rocca Calascio è visitabile tutto l’anno, salvo condizioni meteo davvero avverse. La visita è libera, dalle 9.00 fino al tramonto.

Per saperne di più su questo maestoso maniero, simbolo dell’Abruzzo e inserito dal National Geographic tra i 15 castelli più belli al mondo, puoi leggere: IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO

NATALE IN ABRUZZO: LA TRANSIBERIANA ITALIANA

Un’altra bellissima esperienza che è possibile fare nel periodo di Natale (e non solo!) è quella di regalarsi un viaggio nel tempo sulla suggestiva “transiberiana italiana”.

Questo appellativo, carico di forza evocativa, è il nome con cui è conosciuta la Ferrovia dei Parchi. La linea venne inaugurata nel 1897 per consentire il collegamento dagli Abruzzi con il versante tirrenico e Napoli, tanto da essere nota anche come “la Napoletana”.

I binari della Ferrovia dei Parchi attraversano le aree protette del Parco Nazionale della Maiella, del Parco Nazionale d’Abruzzo e della riserva MaB Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise.

L’espressione “Transiberiana d’Italia” nacque, invece, nel 1980.

Luciano Zeppegno, giornalista e scrittore, trovandosi a viaggiare su questa linea, fu testimone di una improvvisa nevicata nella zona degli Altipiani Maggiori d’Abruzzo. L’impressione di trovarsi circondato da un paesaggio siberiano di ben altre latitudini lo suggestionò a tal punto da scrivere un articolo su questa esperienza, pubblicato sulla rivista “Gente Viaggi”, in cui appunto parlava della “Transiberiana d’Italia”.

Trent’anni dopo l’associazione culturale le Rotaie ha ripreso l’appellativo nella speranza che potesse suscitare interesse nell’opinione pubblica scongiurando la dismissione della linea. Cosa che, fortunatamente, è accaduta!

Fonte: Pixabay

CURIOSITA’ ED INFORMAZIONI

Le carrozze impiegate sono le cosiddette “cento porte”, vetture risalenti agli anni ’30, dai suggestivi interni e sedute in legno, composte ciascuna da 4 ambienti da 24, 16, 16 e 24 posti, con porte di salita/discesa da entrambi i lati.

Vi è poi l’impiego di una carrozza “corbellini”, vettura più recente, risalente agli anni ’50, con due ambienti da 32 posti.

Il biglietto per viaggiare sulla transiberiana d’Italia è acquistabile esclusivamente sul sito ferroviadeiparchi.

Nel periodo delle feste vengono organizzati degli speciali “Treni di Natale” che consentono di visitare molti dei tradizionali mercatini.

Per altre idee su cosa visitare in Abruzzo:

DOVE SOGGIORNARE

Le case vacanza “Le Masserie” si trovano a Villetta Barrea, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Villetta Barrea, infatti, occupa una posizione strategica all’interno del Parco, tanto che con brevi spostamenti in auto è possibile raggiungere la Camosciara, Pescasseroli, il lago di Scanno, Forca d’Acero, la Val Fondillo e tanti altri luoghi tra i più belli del centro Italia.

Per saperne di più clicca qui!

MERCATINI DI NATALE IN ITALIA

I mercatini di Natale hanno una storia ultracentenaria.

Il primo documento scritto in cui se ne parla ufficialmente risale al 1434. In quel periodo, infatti, nella città di Dresda si iniziarono ad organizzare le prime fiere di piccoli artigiani.

Da allora i mercatini si sono diffusi in tutto il Nord Europa e poi in ogni angolo del mondo, Italia inclusa!

In questo articolo faccio un breve excursus tra i mercatini di Natale che si possono trovare nelle varie zone d’Italia.

Alcuni sono dei must, mentre altri sono forse un po’ meno conosciuti. In ogni caso lo scopo è sempre lo stesso: trasformare ogni occasione in un viaggio alla scoperta del nostro Paese!

Fonte: Pixabay

I MERCATINI DI NATALE “ORIGINALI” DELL’ALTO ADIGE

Bolzano, Merano, Bressanone, Vipiteno e Brunico: sono i 5 mercatini “originali” dell’Alto Adige.

Hanno in comune l’atmosfera romantica e l’attenzione alla sostenibilità.

A Bressanone è possibile passeggiare in carrozza per le vie della città e ammirare presepi, sculture in legno e altri oggetti di artigianato. Mentre le specialità tipiche della Valle Isarco allietano il palato di grandi e piccoli buongustai. Inoltre è possibile godersi della musica natalizia nella cornice di Piazza del Duomo, circondati da maestose dimore centenarie.

A Merano, invece, l’appuntamento è tra le casette di legno che esporranno tutti i prodotti tipici altoatesini, illuminati da uno scenografico allestimento di luci. Qui le melodie natalizie ed il profumo dei dolci appena sfornati che aleggia nell’aria contribuiscono a creare un’autentica magia di Natale.

Cangianti ghirlande luminose, originali idee regalo e squisite prelibatezze per solleticare il palato. Dall’Avvento fino a inizio gennaio 2025, la città medievale di Vipiteno mette in mostra il suo lato più romantico e si trasforma in un’autentica fiaba invernale.

GLI ALTRI MERCATINI DEL TRENTINO (TRENTO E DINTORNI)

Il mercatino di Trento si svolgerà dal 23 novembre 2024 al 6 gennaio 2025.

Le casette di legno animeranno il cuore della città, tra piazza Fiera e piazza Cesare Battisti.

Negli chalet si potranno trovare tutte le eccellenze artigianali locali, mentre a quelle eno-gastronomiche sarà dedicato un intero angolo gourmet chiamato “Sapori del Mercatino”.

Il mercatino di Trento è anche un ottimo punto di partenza per visitarne tanti altri allestiti nei piccoli borghi vicini. Come per esempio Rovereto oppure Avio che accoglierà i visitatori nel suo castello addobbato a festa.

AOSTA

Il Marché Vert Noël di Aosta si svolgerà dal 23 novembre 2024 fino al 6 gennaio 2025.

Il mercatino natalizio trasforma alcuni luoghi della città, come le piazze Roncas, Caveri e Giovanni XXIII, in incantevoli villaggi alpini.

Ogni giorno i visitatori potranno curiosare alla ricerca di originali idee regalo. Le produzioni artigianali esposte comprendono oggetti in legno, articoli di antiquariato, accessori di abbigliamento, addobbi natalizi, prodotti eno-gastronomici tipici valdostani, dolciumi e pasticceria.

Fonte: Pixabay

CANDELARA

Candelara è uno dei piccoli e meravigliosi borghi della provincia di Pesaro e Urbino, con un centro storico molto caratteristico, circondato da una cinta muraria quattrocentesca.

In occasione del Natale ospiterà uno dei mercatini più romantici in assoluto: “Candele a Candelara”.

Il nome è dovuto al fatto che le grandi protagoniste dell’evento saranno proprio le candele. Innanzitutto perché saranno esposte nelle varie casette di legno, insieme a tanti altri oggetti legati all’artigianato e all’enogastronomia. E poi perché saranno proprio le candele ad illuminare il borgo. Infatti ogni giorno della manifestazione, sul far della sera, la luce elettrica verrà spenta e, per 15 minuti, tutto sarà illuminato solo dalla calda luce delle candele!

Candele a Candelara si svolgerà nelle seguenti date: 23-24-30 Novembre e 1-7-8-14-15 Dicembre 2024.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: candelara.it

MERCATINI DI NATALE IN ITALIA: AREZZO

Arezzo è tra le città più belle da visitare in questo periodo dell’anno. Nella meravigliosa location di Piazza Grande, infatti, tornerà per la nona volta il “Villaggio Tirolese”.

Imperdibile per tutti gli appassionati di prodotti artigianali tipici del Tirolo, dell’Austria e della Germania.

I mercatini saranno aperti da oggi, sabato 16 novembre, fino a domenica 29 dicembre 2024, dal giovedì alla domenica!

Per ulteriori informazioni: mercatininatalearezzo.it

MONTEPULCIANO

Circondati dalla bellezza medievale di questo borgo toscano si potrà visitare il “Villaggio di Natale” che ospita il più grande mercatino del Centro Italia ed il Castello di Babbo Natale, ricco di sorprese e attrazioni, non solo per i più piccoli.

L’evento, giunto alla sua XI edizione, si svolgerà nei weekend 16-17 novembre, 23-24 novembre, 30 novembre – primo dicembre, 6-8 dicembre, 14-15 dicembre, e dal 20 dicembre al 6 gennaio 2025.

Per ulteriori informazioni si può visitare il sito: nataleamontepulciano

MERCATINI DI NATALE IN ITALIA: L’AQUILA

Circondata dalla splendida cornice delle vette degli Appennini, L’Aquila continua il suo percorso di rinascita.

I mercatini, infatti, contribuiscono a rianimare il centro città, danno nuova luce ai monumenti storici e propongono squisite degustazioni delle eccellenze enogastronomiche locali.

Dall’8 Dicembre al 6 Gennaio, i mercatini di Natale animeranno Corso Vittorio Emanuele con le tradizionali casette in legno dove trovare prodotti artigianali, dolci tipici come i torroni e decorazioni natalizie. 

CASTELLO DI LIMATOLA (BENEVENTO)

Limatola è un piccolo borgo sannita a circa mezz’ora dalla Reggia di Caserta.

Il suo castello normanno ospiterà la manifestazione “Cadeau al Castello” in cui si potrà andare in giro per mercatini, ma anche divertirsi con gli elfi e fare visita a Babbo Natale.

L’apertura è prevista per i giorni 8, 9 e 10 novembre e poi ininterrottamente dal 15 novembre all’8 dicembre 2024.

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PASQUA IN ITALIA: 10 METE DA VISITARE

Le vacanze di Pasqua rappresentano la prima occasione utile per organizzare un piccolo viaggio, approfittando delle belle giornate di sole e di qualche giorno di riposo dal lavoro e dalla scuola. Seguiranno poi i ponti del 25 aprile, del primo maggio e del 2 giugno!

C’è chi preferisce i piccoli borghi. Chi ama musei e città d’arte. Chi pianifica un trekking per immergersi nella natura ed infine chi non aspetta altro che tornare al mare. Fortunatamente il nostro Paese offre infinite possibilità!

Ecco quindi 10 idee su dove trascorrere le vacanze di Pasqua in Italia.

PASQUA IN ITALIA: PICCOLI BORGHI

CIVITA DI BAGNOREGIO

Fonte: Pixabay

Si trova in provincia di Viterbo, a pochi passi dal lago di Bolsena.

Sorge sulla vetta di un’altura di tufo ed è raggiungibile solo attraverso un lungo ponte pedonale dal quale si gode di uno dei panorami più spettacolari di tutto il Lazio.

Inoltre, durante le giornate di nebbia, questo borgo fiabesco sembra letteralmente galleggiare nel vuoto…

Per saperne di più leggi: CIVITA DI BAGNOREGIO

PIENZA

Fonte: Pixabay

Si trova a pochi chilometri da Montalcino e Montepulciano, nella bellissima regione della Val d’Orcia a sud di Siena, tra sinuose colline e favolosi panorami. Pienza gode di una posizione davvero strategica: arroccata sulla cima ad un colle, che domina tutta la valle dell’Orcia con una vista mozzafiato.

Questo incantevole borgo, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1996, è conosciuto come la “città ideale” del Rinascimento.

Per saperne di più leggi: PIENZA: LA CITTA’ IDEALE

SCANNO

Scanno è un bellissimo paesino abruzzese annoverato tra i borghi più belli d’Italia.

Sorge su un pendio della Montagna Grande, tra il monte Genzana ed il monte Marsicano, ed è immerso nello splendido scenario naturale costituito dal vicino Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il borgo è costituito da un susseguirsi pittoresco di case, strade, scalinate, pizzette, archi e chiese. A circa 4 chilometri dal centro storico si trova il suo celebre lago a forma di cuore, formatosi oltre 3000 anni fa in seguito ad una frana del monte Rava che, precipitando a valle, ha sbarrato il corso del fiume Tasso.

Per saperne di più leggi: SCANNO – COSA VISITARE IN UN GIORNO

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NATURA

L’OASI DI NINFA

È un “Monumento Naturale” situato nel comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta.

Si tratta di un tipico giardino all’inglese, il luogo ideale per trascorrere una giornata rilassante circondati dalla bellezza della natura, ma anche una meta perfetta per una gita fuori porta con tutta la famiglia.

L’attuale giardino è nato sulle rovine della cittadina medievale di Ninfa che, dopo un primo periodo di prosperità, cadde in uno stato di totale abbandono da cui venne riscattata, dopo circa 5 secoli, da Gelasio Caetani. Era l’anno 1921.

Per saperne di più leggi: VIAGGIO NELL’OASI DI NINFA

PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO LAZIO E MOLISE

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con la sua natura incontaminata, è la meta ideale per una vacanza all’insegna del relax, del benessere e dello sport.

Inoltre all’interno del Parco c’è un’infinità di luoghi da vedere o percorsi da fare. Tra i più suggestivi ci sono quelli che partono dall’incantevole Val Fondillo, e quelli che attraversano la celebre “Camosciara”, la zona di riserva integrale del Parco.

Per saperne di più leggi: PARCO NAZIONELE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: 3 IDEE PER SCOPRIRE UNA DELLE AREE PROTETTE PIU’ ANTICHE D’ITALIA

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PASQUA IN ITALIA: CITTA’ D’ARTE

ROMA

La Città Eterna è una fonte inesauribile di bellezze artistiche.

Ovunque si sposti lo sguardo ci sono chiese, fontane, piazze, musei e siti archeologici unici al mondo.

Tra gli infiniti luoghi da visitare a Roma ce ne sono alcuni che, oltre ad essere incredibilmente belli, sono anche gratuiti…

Per saperne di più leggi: ROMA: 3 PERCORSI D’ARTE GRATUITI

FIRENZE

Fonte: Pixabay

Firenze è una delle città più belle del mondo, capace di attrarre milioni di persone ogni anno.

Ogni palazzo, ogni chiesa e ogni vicolo di questa magnifica città ha mille storie da raccontare ed il periodo di Pasqua può essere il momento ideale per visitarla!

Se cerchi informazioni, idee e suggerimenti per organizzare la tua visita a Firenze leggi anche: 5 SEGRETI DI FIRENZE e GUIDA ALLA GALLERIA DEGLI UFFIZI

MARE

LA RIVIERA DI ULISSE

È un meraviglioso tratto costiero lungo circa 50 chilometri.

Si trova nel Lazio, in provincia di Latina. Si tratta di un luogo che è riuscito a conservare intatto il suo fascino antico e misterioso, anche grazie al fatto di essere rimasto per lo più al di fuori dei grandi circuiti del turismo di massa.

Per saperne di più leggi: LA RIVIERA DI ULISSE

AGROPOLI

Fonte: Pixabay

Sorge sul confine tra la Costiera Cilentana ed il Golfo di Salerno. Come lascia intendere il suo nome, la città sorge sulla sommità di un costone roccioso a picco sul blu del Tirreno.

In passato è stata una colonia della Magna Grecia, oggi, invece, rappresenta una porta aperta sul Parco Nazionale del Cilento e su tutta la costa meridionale campana.

Per saperne di più: AGROPOLI: IL MARE DEL CILENTO

ISOLE TREMITI

Fonte: Pixabay

Infine facciamo tappa alle Isole Tremiti.

San Domino, San Nicola, il Cretaccio, la Vecchia, Pianosa e Capraia (le ultime due da non confondere con le omonime isole dell’Arcipelago Toscano!).

I fondali attorno alle isole sono considerati un vero paradiso degli amanti delle immersioni e dello snorkeling. Infatti offrono scenari spettacolari fatti di insenature, grotte sottomarine e relitti.

Tutta l’area dell’arcipelago fa parte della Riserva Marina Protetta del Parco Nazionale del Gargano.

Per saperne di più: 15 METE DA VISITARE IN PUGLIA

COSA VISITARE A PALERMO IN 1 GIORNO

Palermo è una città unica.

Orientale ed occidentale. Araba e normanna. Bizantina e barocca.

Un giorno non è sufficiente per visitarla tutta, anche perché vanta uno dei centri storici più grandi d’Europa. Tuttavia trascorre anche una sola giornata nel capoluogo siculo può servire a farsi un’idea generale della città e lasciarsi affascinare dalla sua atmosfera unica.

Vediamo quindi cosa visitare a Palermo in un giorno.

LA CATTEDRALE DI PALERMO

La Cattedrale di Palermo, nota anche come Duomo, è dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta in Cielo, mentre a Santa Rosalia, patrona della città, è dedicata la Cappella Reale Senatoriale sul lato meridionale, in cui si trova la preziosissima urna argentea che custodisce il Sacro Corpo della Santa.

Per quanto riguarda le visite turistiche, l’interno della Cattedrale è strutturato in due aree: la prima ad ingresso libero, mentre la seconda (detta “Area Monumentale”) prevede il pagamento di un biglietto. L’ingresso all’Area Monumentale comprende: tetti, tombe reali, cripta, absidi, tesoro, sotterranei e cripta dei beneficiali.

Nelle cappelle dedicate alle tombe reali si trovano i sarcofagi di Federico II, Enrico VI, Costanza D’Altavilla, Costanza d’Aragona, Ruggero II e Guglielmo D’Aragona. Dal tetto della Cattedrale di gode di una splendida vista su tutta la città, mentre nelle stanze dedicate al “tesoro” si può ammirare un’incredibile collezione di oggetti reali e religiosi come ornamenti sacri, calici, paramenti e la famosissima corona di Costanza D’Altavilla.

Per informazioni su biglietti ed orari di apertura dell’area monumentale si può consultare il sito ufficiale cattedrale.palermo.it

PALAZZO DEI NORMANNI E CAPPELLA PALATINA

La cappella fa parte del complesso architettonico di Palazzo dei Normanni, noto anche come Palazzo Reale, attualmente sede dell’Assemblea regionale siciliana. Fu costruita a partire dal 1129 per volere di re Ruggero II di Sicilia, a renderla unica è la perfetta fusione di elementi decorativi bizantini, islamici e latini. La cupola, il transetto e le absidi sono interamente decorate da mosaici bizantini, tra i più importanti della Sicilia, raffiguranti varie scene bibliche, gli evangelisti ed il Cristo Pantocratore benedicente, sicuramente l’immagine di maggiore impatto della cappella!

Guy de Maupassant, durante il suo Grand Tour, rimase talmente impressionato dalla Cappella Palatina da definirla: “La più bella chiesa del mondo, il più sorprendente gioiello religioso sognato dal pensiero umano.”

I QUATTRO CANTI DI PALERMO

Il centro storico di Palermo è suddiviso in quattro quartieri detti anche mandamenti: Kalsa, Albergheria, Seralcadio e La Loggia.

La creazione di queste aree risale al periodo della dominazione spagnola, tra il XVI ed il XVII secolo, ed è legata alla nascita di via Maqueda che, tagliando longitudinalmente il Cassaro, divise lo spazio urbano in quattro parti.

Nel 1624 Santa Rosalia divenne patrona dell’intera città, ma fino a quel momento ogni mandamento aveva avuto una propria santa patrona ed un suo stemma:

  • La Kalsa (o Mandamento Tribunali) aveva come patrona Sant’Agata e il suo stemma era la rosa;
  • L’Albergheria (o Mandamento Palazzo Reale) aveva come patrona Santa Cristina e il suo stemma era un serpente verde in campo dorato;
  • Il Seralcadio (o Mandamento Monte di Pietà) aveva come patrona Santa Ninfa e il suo stemma era Ercole che atterra il leone;
  • La Loggia (o Mandamento Castellamare) aveva come patrona Sant’Oliva e il suo stemma era quello della casa reale d’Austria.

I Quattro Canti fungono da storico punto di convergenza dei mandamenti, con i suoi quattro palazzi monumentali le cui facciate presentano sulla sommità le statue delle patrone, dei re e delle allegorie dei corsi fluviali di Palermo. Questo luogo è, letteralmente, il cuore della città vecchia!

FONTANA PRETORIA

A pochi passi dall’imbocco di Via Maqueda, si trova Piazza Pretoria e la sua monumentale fontana.

La Fontana Pretoria fu realizzata nel 1554 da Francesco Camilliani per decorare il giardino del palazzo fiorentino del fratello della granduchessa Eleonora di Toledo. Fu solo nel 1581 che la fontana venne venduta al senato palermitano e trasferita in piazza Pretoria a Palermo.

 Giorgio Vasari la definì “una fontana stupenda che non ha eguali a Firenze o forse in Italia”.

È nota anche come “fontana della vergogna”, a causa dell’enorme somma di denaro pagata per acquistarla!

SAN GIUSEPPE DEI TEATINI

Restando nelle immediate vicinanze della Fontana Pretoria, c’è la chiesa di San Giuseppe dei Teatini.

L’edificio costituisce il vertice del mandamento Palazzo Reale ed ingloba la facciata sud dei Quattro Canti.

La chiesa è a croce latina, cupola con lanterna e cappelle nelle navate laterali. Sulla cornice della navata centrale poggia la volta a botte tutta ornata di grandi stucchi dorati di Paolo Corso su disegni di Giacomo Amato e di affreschi del messinese Filippo Tancredi del 1693 raffiguranti L’Apoteosi di San Gaetano da Thiene e dell’Ordine Teatino e il Ciclo di episodi della vita del santo.

Dalla cupola si gode di una magnifica vista sulla sottostante Piazza Pretoria, ma anche sull’intera città di Palermo!

Nella cripta, invece, c’è una falda acquifera che, secondo la tradizione, vanterebbe delle proprietà miracolose. Oggi l’acqua è stata incanalata in una fontanella, accessibile dalla navata destra.

CHIESE DELLA MARTORANA E DI SAN CATALDO

Entrambe le chiese si affacciano su Piazza Bellini.

La chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, nota anche come Martorana, appartiene alla circoscrizione della Chiesa italo-albanese ed officia la liturgia per gli italo-albanesi residenti in città secondo il rito bizantino.

Dal 3 luglio 2015 fa parte del patrimonio dell’umanità (UNESCO) nell’ambito dell’”Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale”. L’edificio, infatti, è un crogiolo di stili architettonici in cui l’arte bizantina e normanna si fondono armoniosamente con il barocco italiano.

Proprio accanto alla Chiesa della Martorana si trova la Chiesa di San Cataldo, che si distingue per le sue tre cupole rosa sulla navata centrale. Sebbene sia stata costruita come luogo di culto nel XII secolo, nel corso del tempo l’edificio è stato usato per gli scopi più vari (compreso quello di ufficio postale!) ed è stato riconsacrato solo nel XX secolo.

GIARDINO GARIBALDI

Il giardino Garibaldi, chiamato anche villa Garibaldi, è un parco pubblico che venne realizzato tra il 1861 e il 1864 dall’architetto Giovan Battista Filippo Basile a piazza Marina, nello storico quartiere della Kalsa. Fu intitolato a Giuseppe Garibaldi proprio per celebrare la recente nascita della nazione Italiana.

Tra le tante piante esotiche che si trovano all’interno del giardino, la più conosciuta e il maestoso Ficus macrophylla, considerato l’albero più grande d’Europa e uno dei più vecchi d’Italia Ha un’altezza di 30 metri, una circonferenza del tronco che supera i 21 metri ed una chioma con diametro di 50 metri.

STREET FOOD A PALERMO

Palermo è la patria del cibo da strada.

La regina indiscussa dello street food palermitano è l’arancina – con la “a”- perché a Palermo è un termine femminile.

Si tratta, come tutti sapranno, di una gustosissima palla di riso ripiena, impanata e poi fritta. In pratica una bomba di gusto e di calorie!

Ma ci sono anche il pane cà meusa (panino farcito con milza e polmone di vitello cotti nello strutto), lo sfincione (una sorta di pizza alta e morbida condita con pomodoro, cipolla, acciughe e caciocavallo), le panelle (frittelle di farina di ceci) e le crocchè (crocchette di patate impanate e fritte).

Ovviamente non mancano i dolci come la brioche col tuppo, la granita ed il cannolo!

Leggi anche: ARTE SACRA A PALERMO E DINTORNI

NARNI SOTTERRANEA: UN VIAGGIO NEL TEMPO

Narni Sotterranea più che luogo è una storia!

Visitandola si attraversano chiese e ambienti ipogei, ma quello che colpisce di più, ciò che la rende veramente affascinante, è l’incredibile storia della sua scoperta.

Una storia che inizia nel 1979 ed arriva ai nostri giorni attraverso una serie di vicissitudini in cui il protagonista è sempre stato un quid misterioso (ed anche un po’ ironico!) che alcune volte ha preso le sembianze della fortuna, altre del fato, altre ancora della Divina Provvidenza.

LA SCOPERTA

La storia di Narni Sotterranea inizia nel 1979, quando un gruppetto di sei ragazzi, tutti appartenenti al Gruppo Speleologico dell’UTEC, erano intenti a testare delle nuove funi calandosi dall’alto di quelli che oggi sono chiamati “Giardini di San Bernardo” e si imbatterono in un piccolo passaggio attraverso un muro. Incuriositi dalla scoperta, decisero di esplorare questo passaggio e capire dove portava. Fu così che, dopo un lunghissimo abbandono, tornò alla luce la chiesa di San Michele dell’antico convento domenicano di Narni.

In realtà, all’epoca della scoperta i ragazzi non sapevano ancora che quella chiesa fosse originariamente dedicata all’Arcangelo tanto che decisero di darle il nome di Santa Maria della Rupe, nome che conserva tuttora!

La storia della chiesa, infatti, riemerse a piccoli pezzi, nel corso del tempo, grazie ad un lungo e costante lavoro di ricerca che, allo stesso tempo, consentì di riportate alla luce altri ambienti.

Infatti, oltre alla chiesa, furono scoperti una parte di una domus romana con una cisterna ed un tribunale dell’Inquisizione con una piccola cella.

Quest’ultima è stata la parte della storia più complessa da ricostruire.

Sembrava, infatti, che non ci fossero da nessuna parte documenti ufficiali che attestassero la presenza della Santa Inquisizione a Narni. Fu solo grazie ad una serie di circostanze fortuite che, accedendo agli Archivi Vaticani ed a quelli del Trinity College, si riuscì ad avere la conferma documentata non solo della presenza a Narni del Santo Uffizio, ma addirittura si poté ricostruire la storia di un intero processo che aveva avuto luogo presso quel tribunale.

NARNI SOTTERRANEA: L’ITINERARIO DI VISITA

La Chiesa di Santa Maria della Rupe

Il punto di partenza del percorso di visita è la Chiesa di Santa Maria della Rupe, risalente al XIII secolo ed oggi completamente restaurata.

La storia della chiesa può essere divisa in tre fasi.

La prima risalente al XII-XIII secolo, durante la quale venne costruito un primo ambiente all’interno di una cavità naturale, di fianco ad un’antica domus romana con cisterna. Probabilmente questa prima costruzione venne realizzata sui resti di un precedente edificio longobardo, cosa che sembrerebbe confermata proprio dalla presenza di un affresco di San Michele, a cui i longobardi erano particolarmente devoti.

Una seconda fase, databile intorno al XIV secolo, durante la quale la struttura venne inglobata all’interno del convento costruito dai domenicani. A questo periodo risale la realizzazione di un nuovo pavimento e, sulle pareti laterali, delle sedute riservate ai monaci.

Durante la terza ed ultima fase, tra il XVII e il XVIII secolo, l’edificio perse la sua funzione religiosa e, sotto l’occupazione francese, fu addirittura usato come cantina. Seguì un lungo periodo di abbandono a qui fece seguito la distruzione della Seconda Guerra Mondiale.

Tutta la storia della chiesa è riassunta in una suggestiva ricostruzione virtuale a cui si può assistere all’inizio della visita.

La domus romana e l’Acquedotto della Formina

Dalla chiesa si passa, attraverso un varco nella parete laterale, in un secondo ambiente, probabilmente parte di una domus romana che conserva una cisterna. Questa seconda parte è dedicata all’ingegneria idraulica romana ed alla presentazione dell’Acquedotto Romano della Formina, visitabile su prenotazione.

È un viaggio ideale nella Narnia romana, attraverso modellini e riproduzioni degli strumenti effettivamente utilizzati per la realizzazione dell’acquedotto.

la Santa Inquisizione

Superato un lungo corridoio si arriva nell’ambiente più suggestivo (e più inquietante!) del tour: la Stanza dei Tormenti – come viene chiamata nei documenti ritrovati negli Archivi Vaticani e al Trinity College. Si tratta di una sala allestita con ricostruzioni di alcune macchine di tortura utilizzate dal tribunale dell’Inquisizione.

Una piccola cella adiacente testimonia ancora oggi, attraverso segni e graffiti sulle pareti, le sofferenze patite dagli inquisiti. In particolare Giuseppe Andrea Lombardini, detenuto nella cella, volle afferamre la propria innocenza tracciando su tutte le pareti dei simboli, il cui mistero è stato decifrato solo grazie ad una serie di coincidenze ed alla caparbietà di Roberto Nini, uno dei sei ragazzi scopritori.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore

Ulteriori scavi archeologici hanno permesso poi di portare alla luce una cripta del XII secolo, dei mosaici di epoca bizantina e l’abside dell’antica chiesa di Santa Maria Maggiore, un tempo cattedrale di Narni, oggi convertita nell’Auditorium di San Domenico.

La visita termina proprio all’interno dell’Auditorium.

Per scoprire tutti gli incredibili dettagli della scoperta di questo percorso e viverne appieno la magia, non vi resta che visitare Narni Sotterranea.

Per informazioni sulle visite guidate, gli orari di apertura al pubblico ed il costo dei biglietti si può consultare il sito narnisotterranea

Durante la visita è vietato fare fotografie.

Tutto il materiale fotografico presente nell’articolo è stato realizzato da Moira Sperandei e Letizia Longarini e gentilmente fornitomi da Narni Sotterranea che ringrazio!

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