L’ ACQUARIO DI GENOVA

L’Acquario di Genova è una delle attrazioni più affascinanti della città ed il più grande acquario d’Europa. Situato nel cuore del Porto Antico, offre un’esperienza immersiva alla scoperta della vita marina, con oltre 12.000 esemplari di 600 specie diverse. Dalle maestose vasche con squali e delfini alle coloratissime barriere coralline, l’Acquario di Genova è una meta imperdibile per adulti e bambini.

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STORIA E STRUTTURA DELL’ACQUARIO DI GENOVA

L’Acquario di Genova è stato inaugurato nel 1992 in occasione dell’Expo dedicato ai 500 anni dalla scoperta dell’America. Progettato dall’architetto Renzo Piano, è stato ampliato negli anni fino a raggiungere i 27.000 metri quadrati di superficie espositiva.

Il percorso si snoda tra vasche tematiche che ricreano gli habitat marini più spettacolari del pianeta:

• La Baia degli Squali: una delle attrazioni più suggestive, dove si possono ammirare squali toro e pesci sega.

• Il Padiglione dei Cetacei: una grande struttura progettata per ospitare delfini in un ambiente il più vicino possibile a quello naturale.

• La Laguna delle Sirene: dedicata ai lamantini, animali affascinanti e rari che hanno ispirato le leggende sulle sirene.

• La Vasca tattile: un’area interattiva dove è possibile toccare razze e altre creature marine.

COME ORGANIZZARE LA VISITA

La visita all’Acquario di Genova dura in media 2-3 ore, ma chi vuole esplorare ogni angolo con calma può impiegare anche mezza giornata. Per un’esperienza completa, si può abbinare la visita ad altre attrazioni vicine come il Bigo, la Biosfera e il Museo del Mare.

Alcuni consigli per organizzare al meglio la visita:

• Orari migliori: per evitare la folla, è consigliato visitare l’acquario la mattina presto o nel tardo pomeriggio.

• Biglietti online: acquistare i biglietti in anticipo permette di risparmiare tempo ed evitare code.

• Visite guidate: disponibili per chi desidera approfondire la conoscenza degli animali e delle loro abitudini.

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INFORMAZIONI PRATICHE: BIGLIETTI, ORARI E COME ARRIVARE

• Orari: l’Acquario di Genova è aperto tutto l’anno, con orari che variano in base alla stagione. Solitamente dalle 9:00 alle 20:00, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

• Prezzi: il biglietto intero costa circa 29€, ridotto per bambini e over 65 intorno ai 21€. Sono disponibili biglietti combinati per più attrazioni.

• Dove acquistare i biglietti: online sul sito ufficiale o presso le biglietterie in loco.

• Come arrivare: l’Acquario si trova in Area Porto Antico, Ponte Spinola. È facilmente raggiungibile dalla stazione di Genova Piazza Principe a piedi in circa 15 minuti o con i mezzi pubblici.

PERCHÉ VISITARE L’ACQUARIO DI GENOVA?

Oltre ad essere un’esperienza emozionante, l’Acquario di Genova svolge un’importante funzione educativa e di conservazione. Grazie a progetti di ricerca e tutela delle specie marine, ogni visita contribuisce alla salvaguardia degli oceani.

Se sei alla ricerca di un’esperienza affascinante per grandi e piccoli, l’Acquario di Genova è una meta da non perdere!

Leggi anche: I PALAZZI DEI ROLLI DI GENOVA

I PALAZZI DEI ROLLI DI GENOVA

Genova, con il suo fascino aristocratico e la sua storia di grande potenza marittima, custodisce un patrimonio architettonico unico in Europa: i Palazzi dei Rolli. Queste residenze nobiliari, costruite tra il Cinquecento e il Seicento, sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2006 e rappresentano un esempio straordinario di architettura rinascimentale e barocca.

In questo articolo scopriremo la loro storia, il loro ruolo nell’antica Repubblica di Genova e visiteremo due dei più importanti: Palazzo Reale e Palazzo Ducale.

La storia dei Palazzi dei Rolli

I Palazzi dei Rolli nascono in un periodo di grande prosperità per Genova, quando la città era una delle potenze finanziarie più influenti d’Europa.

Il termine “Rolli” deriva dal sistema con cui queste dimore venivano registrate in appositi elenchi (“rolli”, appunto), istituiti nel 1576 dal Senato della Repubblica di Genova.

Questi palazzi, situati lungo la Strada Nuova (oggi via Garibaldi) e in altre zone del centro storico, non erano semplici residenze private, ma case di rappresentanza destinate a ospitare sovrani, diplomatici e personaggi illustri in visita ufficiale alla città. A seconda della loro magnificenza, i palazzi erano suddivisi in tre categorie: quelli di prima fascia accoglievano ospiti di altissimo rango, come re e imperatori, mentre gli altri erano riservati ad ambasciatori e alti funzionari.

Oggi, dei circa 150 edifici originari, 42 fanno parte del sito UNESCO e alcuni sono aperti al pubblico come musei e sedi istituzionali. Tra questi, due spiccano per la loro storia e bellezza: il Palazzo Reale e il Palazzo Ducale.

Palazzo Reale: la dimora dei Savoia a Genova

Situato in via Balbi 10, il Palazzo Reale è uno degli edifici più maestosi della città. Costruito nella seconda metà del Seicento dalla famiglia Balbi, passò poi ai Durazzo e infine ai Savoia nel 1824, da cui deriva il nome attuale.

L’edificio conserva affreschi straordinari, stucchi dorati e una collezione d’arte che include opere di Van Dyck, Tintoretto e Guercino. Il vero gioiello del palazzo è il Salone da Ballo, un ambiente sontuoso che testimonia il lusso della nobiltà genovese. Non meno spettacolare è la Galleria degli Specchi, ispirata alla celebre Galerie des Glaces di Versailles.

All’esterno, il palazzo vanta un giardino pensile con una vista mozzafiato sul porto di Genova, un angolo perfetto per immergersi nell’atmosfera aristocratica della città.

Palazzo Ducale: cuore politico della Repubblica

Il Palazzo Ducale, situato in piazza Matteotti, è uno dei simboli storici di Genova. Costruito a partire dal XIII secolo, fu la sede del Doge della Repubblica di Genova, la massima autorità cittadina.

Nel corso dei secoli, il palazzo ha subito numerosi rimaneggiamenti, passando da fortezza medievale a sontuosa residenza rinascimentale. Oggi è un importante centro culturale e museale, sede di mostre d’arte, eventi e rassegne internazionali.

Una delle aree più suggestive è il Salone del Maggior Consiglio, che in passato ospitava le assemblee dei nobili genovesi. Un’altra sala di grande fascino è la Torre Grimaldina, usata come prigione per dissidenti politici, tra cui anche il celebre scrittore e rivoluzionario Niccolò Paganini.

I Palazzi dei Rolli ed il mistero della stanza segreta

Tra le tante leggende legate ai Palazzi dei Rolli, una delle più affascinanti riguarda Palazzo Ducale. Si racconta che esista una stanza segreta nascosta tra le mura dell’edificio, utilizzata per incontri riservati del governo genovese. Ancora oggi, storici e architetti cercano di scoprire dove si trovi esattamente, alimentando il fascino di questo luogo straordinario.

informazioni utili

Se vuoi visitare i Palazzi dei Rolli, ecco alcune informazioni pratiche.

Il Palazzo Reale è aperto dal Martedì alla Domenica, dalle 9:00 alle 19:00. Il biglietto intero costa 10 Euro, quello ridotto 5.

Il Palazzo Ducale, invece, è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00, ma gli orari potrebbero variare in base alle mostre. Anche il costo del biglietto dipende dalle mostre in corso, con prezzi variabili tra gli 8 ed i 15 Euro.

In ogni caso il modo migliore per organizzare una visita ai Palazzi dei Rolli è quella di consultare il sito ufficiale palazzideirolli.it in modo da poter conoscere anche tutti gli eventi di volta in volta organizzati, come per esempio i Rolli Days, che si tengono in primavera e autunno e permettono di accedere gratuitamente a molti palazzi normalmente chiusi al pubblico.

I Palazzi dei Rolli sono un patrimonio inestimabile che racconta la grandezza della Genova rinascimentale e barocca. Tra sfarzosi saloni, affreschi e giardini sospesi, queste dimore rappresentano un viaggio nella storia e nell’arte della città. Che tu sia un amante dell’architettura o semplicemente un viaggiatore curioso, una visita a questi palazzi non può mancare nel tuo itinerario genovese.

Leggi anche: 6 COSE DA FARE A TORINO

6 COSE DA FARE A TORINO

6 cose da fare a Torino è una mini-guida per chi ha in programma di trascorrere qualche giorno nel capoluogo piemontese.

Questa breve guida è pensata per chi visita la città per la prima volta, o comunque la conosce poco e vuol farsi un’idea generale.

Nell’articolo andremo alla scoperta dei principali luoghi della città, delle attrazioni turistiche più belle ed importanti, ma anche di qualcosa di goloso da provare!

6 COSE DA FARE A TORINO: VIAGGIARE NEL TEMPO FINO ALL’ANTICO EGITTO

Al n.6 di via Accademia delle Scienze, in uno splendido palazzo barocco, si trova il Museo Egizio più antico del mondo. È considerato il museo di antichità egizie più importante dopo quello del Cairo. Una destinazione da non perdere per conoscere una delle civiltà più affascinanti della Storia.

Nel 2013 il museo è stato inserito dal quotidiano britannico The Times nella classifica dei 50 migliori musei del mondo. Dopo i lavori di ristrutturazione avvenuti nel 2015, il Museo ha raddoppiato i suoi spazi espositivi e rinnovato il percorso museale che, ad oggi, si sviluppa su 4 piani e comprende 15 sale.

Per saperne di più leggi anche: IL MUSEO EGIZIO DI TORINO

GUARDARE IL PANORAMA DAL TEMPIETTO DELLA MOLE

La Mole Antonelliana è il simbolo architettonico di Torino. Inizialmente venne concepita per essere una Sinagoga e, solo in seguito, il Comune pensò di acquistarla per farne un monumento all’unità nazionale.

I lavori di costruzione iniziarono nel 1863 e terminarono nel 1889. All’epoca, con i suoi 167 metri e mezzo d’altezza, era l’edificio in muratura più alto d’Europa.

Nel 1961, in occasione delle celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia, venne inaugurato l’Ascensore panoramico che, successivamente ristrutturato, consente ancora oggi di salire fino al tempietto che si trova a 85 metri d’altezza ed ammirare la straordinaria vista sulla città e sull’arco alpino che le fa da cornice.

La Mole, inoltre, ospita lo splendido Museo Nazionale del Cinema, una meta da non perdere, anche per chi viaggia con i bambini!

Per saperne di più leggi anche: IL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA

GUSTARE UN BICERIN NEL “SALOTTO DI TORINO”

Piazza San Carlo è tra le più belle ed importanti piazze della città, tanto da essersi guadagnata l’appellativo di “salotto di Torino”.

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Nel corso dei secoli l’attuale Piazza San Carlo ha più volte cambiato nome: prima è stata Piazza Reale, poi Piazza d’Armi e Place Napoléon durante il periodo napoleonico.

Come nel caso di molti altri luoghi e monumenti torinesi, la storia della piazza è strettamente intrecciata alle vicissitudini della famiglia Savoia. Venne, infatti, inaugurata nel 1638 per volontà del Duca di Savoia che, dopo aver spostato la capitale del regno a Torino, voleva espandere la città verso Sud. Al centro della piazza si trova una statua equestre di Emanuele Filiberto, mentre, sul lato sud, sorgono le due chiese gemelle in stile barocco, quella di San Carlo Borromeo del 1619 e quella di Santa Cristina costruita nel 1639.

Tuttavia Piazza San Carlo è nota soprattutto per l’importante ruolo sociale che svolse fin dalla sua realizzazione. Il suo perimetro, infatti, è costellato di caffè, luoghi tipicamente dedicati al ritrovo di intellettuali e uomini di cultura, ma anche di nobili e reali. Tra questi ci sono anche i famosi Caffè San Carlo e Caffè Torino.

Quindi quale luogo migliore per gustare una delle bevande tipiche del capoluogo piemontese? Il Bicerin – letteralmente bicchierino- noto anche come Bicerin ‘d Cavour, è una storica bevanda calda composta da caffè, cioccolato e crema di latte.

Si ritiene che la sua origine sia dovuta al Caffè Confetteria Al Bicerin dal 1763, storico locale di piazza della Consolata che ne conserva gelosamente la ricetta. È comunque possibile gustare un Bicerin anche nelle altre caffetterie di Torino.

6 COSE DA FARE A TORINO: VISITARE IL DUOMO

Il Duomo di Torino è dedicato a San Giovanni Battista e sorge nell’omonima piazza, nei pressi dei Musei Reali ed a pochi passi da piazza Castello. Il Duomo è l’unica chiesa in stile rinascimentale di Torino e, sicuramente, è tra le più belle della città.

L’edificio, voluto fortemente dai Savoia e dal vescovo Domenico della Rovere, fu costruito tra il 1491 e il 1498 ad opera di Amedeo de Francisco di Settignano. Nel corso del Seicento il Duomo è stato ampliato per ospitare la Sacra Sindone, che, nel frattempo, era stata portata a Torino dalla famiglia Savoia.

Si può visitare la Cappella della Sindone acquistando il biglietto di ingresso ai Musei Reali di Torino che, tra l’altro, consente di accedere anche ai seguenti percorsi: Palazzo Reale, Armeria Reale, Galleria Sabauda, Museo Antichità sezione Torino con uscita verso i Giardini.

CONCEDERSI UNA PAUSA NEL VERDE

Oggi la qualità della vita in una città è sempre più legata all’attenzione alla sostenibilità ambientale, cosa che si riflette molto negli spazi verdi di cui le persone possono fruire.

Il Parco del Valentino è un’area verde nel centro di Torino in cui è possibile “staccare” dalla città, passeggiare o andare in bici e, magari, trovare riparo dal sole sotto qualche albero frondoso.

Le origini del Parco del Valentino di Torino risalgono alla seconda metà del 1600, quando la città fu al centro di una intensa fase di urbanizzazione. Oggi il parco si distingue anche per la presenza del famoso Borgo Medievale di Torino, nato per rendere tributo alle antiche tradizioni storiche e culturali del Piemonte e delle regioni limitrofe.

6 COSE DA FARE A TORINO: CERCARE IL SANTO GRAAL

Piazza Vittorio Veneto, che i torinesi chiamano semplicemente Piazza Vittorio, con i suoi 38.000 metri quadri di superficie, è la piazza più grande di Torino ed una delle maggiori d’Europa.

La piazza si trova nel centro di Torino, sulle rive del Po, ed il suo perimetro è formato da lunghissimi portici sotto cui si trovano numerosi caffè e locali. Attraversando Ponte Vittorio Emanuele I, che si trova di fronte la piazza, si arriva alla Chiesa della Gran Madre di Dio, una delle più belle ed importanti di Torino, legata a molte leggende che riguardano la magia bianca.

La chiesa, in stile neoclassico, sorge in una posizione molto suggestiva, proprio ai piedi della collina torinese. Fu commissionata dai Decurioni, ossia gli amministratori della città di Torino, nel 1814 per celebrare il ritorno di Vittorio Emanuele I di Savoia dopo la sconfitta di Napoleone. Infatti sul timpano compare l’epigrafe “ORDO POPULUSQUE TAURINUS OB ADVENTUM REGIS”, ossia “la nobiltà ed il popolo di Torino per il ritorno del re”.

L’interno è a pianta circolare e la cupola, realizzata dall’architetto Bonsignore, si ispira al Pantheon di Roma.

Nella chiesa sono custodite le statue di San Maurizio, della Beata Margherita di Savoia, del Beato Amedeo di Savoia e di San Giovanni Battista.

Secondo gli appassionati di esoterismo, la chiesa della Gran Madre custodisce il Santo Graal, sepolto tra le due statue che rappresentano la Fede e la Religione. Sicuramente si tratta di un edificio molto suggestivo, anche solo per via della sua posizione, se poi a questo si aggiungono i significati attribuitigli da chi ritiene che Torino sia il centro di un forte potere energetico, appare facile capire perché siano sorte tante leggende intorno a questo luogo.

PS. Non ho dimenticato il Palazzo reale, né le Residenze Sabaude: saranno l’argomento di un articolo ad hoc!

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IL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA

Il museo nazionale del cinema di Torino si trova all’interno di uno dei simboli della città: la Mole Antonelliana.

Si tratta di uno spazio museale in continua evoluzione, in grado di coinvolgere, educare ed emozionare. Una meta imperdibile per tutti gli appassionati di cinema, ma anche per tutte le famiglie che cercano un’attività divertente ed insolita da condividere con i più piccini.

Il museo, infatti, consente di conoscere meglio il cinema, la sua storia e le sue origini attraverso percorsi a tema, visite animate e tante iniziative dedicate ai bambini.

LA MOLE

È il simbolo architettonico di Torino.

Non tutti sanno che, inizialmente, venne concepita per essere una Sinagoga e, solo in seguito, fu invece acquistata dal Comune per farne un monumento all’unità nazionale.

Il suo nome è legato sia alle sue notevoli dimensioni, che all’architetto la progettò: Alessandro Antonelli.

I lavori di costruzione iniziarono nel 1863 e terminarono nel 1889. All’epoca, con i suoi 167 metri e mezzo d’altezza, era l’edificio in muratura più alto d’Europa.

Nel 1961, in occasione delle celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia, venne inaugurato l’Ascensore panoramico che, successivamente ristrutturato, consente ancora oggi di salire fino al tempietto che si trova a 85 metri d’altezza ed ammirare la straordinaria vista sulla città e sull’arco alpino che le fa da cornice.

VISITARE IL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA

I percorsi di visita del museo sono un susseguirsi di scenografie, proiezioni e giochi di luce. Si tratta di una delle più emozionanti esposizioni dedicate al cinema, capace di trasportare il visitatore letteralmente all’interno della magia di un film.

Si ha la possibilità di scoprire in prima persona quali sono i segreti nascosti dietro la macchina da presa e quali fasi precedono la proiezione del film. Tutto questo attraverso un itinerario che alterna storia ed interattività. Partendo dal teatro d’ombre e le prime affascinanti lanterne magiche, fino ad arrivare ai più spettacolari effetti speciali del cinema moderno ed alla realtà virtuale.

INFORMAZIONI UTILI

Il Museo Nazionale del Cinema si trova in Via Montebello n.20.

Il giorno di chiusura è in martedì.

Tutti gli altri giorni è aperto dalle 9:00 alle 19:00.

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La Biglietteria è aperta fino a un’ora prima della chiusura. L’Ascensore effettua l’ultima discesa dal Tempietto 10 minuti prima della chiusura. La coda esterna può essere chiusa anticipatamente e senza preavviso per permetterne lo smaltimento entro l’orario di chiusura del Museo e dell’Ascensore panoramico.

Durante il weekend e nei giorni festivi è consigliabile organizzare anticipatamente la propria visita acquistando il biglietto online.

Il biglietto intero è di 12,00 Euro per il solo museo; di 9,00 Euro per il solo ascensore panoramico; e di 17,00 Euro per entrambi.

Per conoscere le varie tipologie di biglietti, ma anche notizie su mostre ed aperture straordinarie clicca qui!

I più sportivi possono anche salire a piedi sulla Cupola. Questo è consentito solo il Sabato, la Domenica ed i giorni festivi, a partire dalle 10:20.

La visita alla Cupola è sconsigliata ai visitatori affetti da difficoltà motorie, gravi difetti della vista o dell’udito. Inoltre, nei mesi più caldi, la salita alla cupola può essere sospesa per motivi di sicurezza.

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Leggi anche: IL MUSEO EGIZIO DI TORINO

IL MUSEO EGIZIO DI TORINO

Uno splendido palazzo barocco nel centro di Torino ospita il Museo Egizio più antico del mondo.

È considerato il museo di antichità egizie più importante dopo quello del Cairo. Una destinazione da non perdere per conoscere una delle civiltà più affascinanti della Storia.

In questo articolo scopriremo le origini del museo, ma anche tante informazioni utili per organizzare la tua visita!

MUSEO EGIZIO DI TORINO: LE ORIGINI

Il legame tra Torino e l’Egitto risale a molti anni prima della fondazione del Museo, avvenuta nel 1824.

Era, infatti, il 1563 quando i Savoia spostarono la loro capitale da Chambery a Torino. Il clima del periodo spingeva i nobili a cercare nella religione e nella mitologia le proprie origini, nobilitando la fondazione delle loro capitali. Proprio in quel frangente Carlo Emanuele I acquistò una tavoletta bronzea nota come la Mensa isiaca.

La Mensa suscitò enorme interesse fra gli studiosi tanto che, verso la metà del XVIII secolo, fu inviata una spedizione in Egitto per scoprire qualcosa in più sulle sue origini.

Nel 1759 il professore Vitaliano Donati, botanico ed appassionato egittologo, fu incaricato di effettuare degli scavi in Egitto. Tutto il materiale rinvenuto- tra cui le grandi statue del faraone Ramses II e delle dee Sekhmet e Iside- fu inviato a Torino.

A seguito delle campagne napoleoniche, in tutta Europa scoppiò una vera e propria moda per il collezionismo di antichità egizie. Bernardino Drovetti, console generale di Francia durante l’occupazione in Egitto, collezionò in questo periodo più di 7000 pezzi tra statue, sarcofaghi, mummie, papiri, amuleti e monili vari. Drovetti, nel 1816, offrì alla Francia la sua collezione, ma in seguito al rifiuto del governo di Parigi, propose la stessa al re Carlo Felice che, invece, acquistò tutto per la cifra di 400.000 lire e, unendovi altri reperti di antichità classiche di Casa Savoia, diede vita al primo Museo Egizio del mondo.

IL MUSEO OGGI

Il museo è dedicato esclusivamente all’arte ed alla civiltà egizia. Al suo interno si possono trovare gruppi statuari, mummie, papiri, arredi funerari e di uso comune e tutto ciò che riguarda l’antico Egitto, compresi animali imbalsamati.

Nel 2013 il museo è stato inserito dal quotidiano britannico The Times nella classifica dei 50 migliori musei del mondo. Dopo i lavori di ristrutturazione avvenuti nel 2015, il Museo ha raddoppiato i suoi spazi espositivi e rinnovato il percorso museale che, ad oggi, si sviluppa su 4 piani e comprende 15 sale.

INFORMAZIONI UTILI

Il museo di trova in via Accademia delle Scienze n.6.

Per raggiungere il Museo dalla stazione Porta Nuova:

  • A piedi si impiegano circa 10-15 minuti prendendo via Lagrange (che poi diventa via Accademia delle Scienze)
  • Con l’autobus si può scegliere tra il numero 58 e il numero 58B (per entrambi, fermata BERTOLA- 1642)
  • Infine il tram è il numero 4 (fermata BERTOLA – 247).

Per raggiungere il Museo dalla stazione di Porta Susa:

  • A piedi si impiegano circa 20-25 minuti
  • Con l’autobus si può scegliere tra i numeri 51 (fermata BERTOLA – 469), 56 (fermata CASTELLO – 471), 57 (fermata BERTOLA – 1642), 72 e 72B (per entrambi, fermata BERTOLA – 2179)
  • Infine il tram è il numero 13 (fermata CASTELLO – 471). Anche le linee Star 1 e Star 2 conducono nei pressi del Museo (fermata ROMA – 4058).

Il Museo è aperto tutti i giorni. Il Lunedì solo di mattina dalle 9:00 alle 14:00. Dal Martedì alla Domenica, invece, è aperto dalle 9:00 alle 18:30.

Il biglietto intero costa 18 Euro a persona. Per informazioni su tariffe speciali e promozioni clicca qui!

È obbligatorio acquistare il biglietto on-line.

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Leggi anche: GUIDA ALLA GALLERIA DEGLI UFFIZI

10 COSE DA VISITARE A BOLOGNA

Bologna la dotta, sede della più antica università del mondo occidentale.

La rossa, per il colore dei tetti della città medievale.

La grassa, grazie ad una gastronomia conosciuta, apprezzata e copiata in tutto il mondo.

Il vivace capoluogo dell’Emilia Romagna è una città accogliente che si offre con generosità a chi la visita!

Quello che ti propongo è un tour 10 tappe che può essere fatto a piedi, anche in una sola giornata.

Il punto di partenza è Porta Galliera in piazza XX Settembre, vicinissima alla Stazione Centrale.

1. Guardando Bologna dai portici in via Indipendenza

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Fonte: Pixabay

“Sovente, alle due di notte, rientrando nel mio alloggio, a Bologna, attraverso questi lunghi portici, l’anima esaltata da quei begli occhi che avevo appena visto, passando davanti a quei palazzi di cui, con le sue grandi ombre, la luna disegnava le masse, mi succedeva di fermarmi, oppresso dalla felicità, per dirmi: Com’è bello!”

Stendhal, Viaggio in Italia

I portici sono uno dei simboli di Bologna. Sommandoli tutti, quelli del centro storico e quelli al di fuori, raggiungono circa i 53 Km. Oltre ad essere molto suggestivi, consentono di godersi appieno la città anche nei giorni di pioggia!

2. La Quadreria

Percorrendo via Indipendenza, svolta a sinistra e prendi via Marsala, al n.7 troverai la Quadreria.

Si tratta di una galleria in cui sono esposte opere di artisti prevalentemente bolognesi, risalenti al periodo che va dal Cinquecento al Settecento. Ci sono varie stanze tematiche che riuniscono opere per epoca, stile e tema.

3. I canali di Bologna dalla finestra di via Piella

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Fonte: Pixabay

Uscendo dalla Quadreria svolta per via Piella e affacciati alla sua finestra! Ti sembrerà di essere a Venezia! La finestra, infatti, affaccia sul canale delle Moline, uno dei tanti canali che caratterizzavano la Bologna medievale ed uno dei pochi ad essersi salvato dalla cementificazione del secondo dopoguerra.

4. Cattedrale Metropolitana di San Pietro

Riprendendo via Indipendenza la Cattedrale non passa di certo inosservata!

La facciata è tipicamente barocca ed alterna mattoncini rossi e decorazioni in marmo. L’interno è diviso in tre navate, le due laterali sono piuttosto buie ed anguste, mentre quella centrale fa concorrenza alla Basilica Vaticana con i suoi 25 metri di larghezza. La torre campanaria ospita “la nonna”, ovvero la più grande campana suonabile “alla bolognese”.

5. La Fontana del Nettuno e Piazza Maggiore

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Fonte: Pixabay

Percorrendo l’ultimo tratto di via Indipendenza si arriva a Piazza Nettuno che ospita l’omonima fontana, frutto della collaborazione di Giambologna e Tommaso Laureti.

Poco più in là ecco aprirsi Piazza Maggiore, circondata dagli edifici più rappresentativi della Bologna Medievale: il Palazzo del Podestà, con la torre dell’Arengo; il Palazzo Re Enzo; il Palazzo D’Accursio, sede del Comune, delle Collezioni Comunali d’Arte e del Museo Morandi;  la Basilica di San Petronio; ed il Palazzo dei Banchi.

6. I bisbigli del Palazzo Re Enzo

Il palazzo risale al XIII secolo e deve il suo nome al fatto che fu la prigione di re Enzo di Savoia, figlio dell’imperatore Federico II di Svevia.

Tra i palazzi Re Enzo e del Podestà c’è un’arcata a quattro cuspidi in cui si verifica un particolare fenomeno acustico: avvicinando l’orecchio ad una delle colonne si può sentire distintamente quello che viene detto dalle persone ai lati opposti!

7. San Petronio

La basilica è dedicata al Santo Patrono della città, i lavori per la sua costruzione iniziarono il 7 giugno 1390 e, nonostante sia ampiamente incompiuta, con i suoi 7800 mq è una delle chiese più vaste d’Italia e d’Europa. Al suo interno ospita, tra l’altro, la meridiana più grande del mondo, realizzata dall’astronomo Giovanni Domenico Cassini nel 1657.

8. L’Urlo di Pietra

Da Piazza Maggiore prendi via Clavature e, facendoti largo tra le folle di turisti pronti per l’aperitivo, entra nella chiesa di Santa Maria della Vita.

La chiesa, piuttosto piccola, fu costruita nel XIII secolo per volontà dalla Confraternita dei Flagellati e ospita al suo interno uno dei più grandi capolavori di tutta la storia della scultura italiana: il Compianto del Cristo Morto di Niccolò dell’Arca.

Questo magnifico gruppo scultoreo fu rinominato da D’Annunzio “Urlo di Pietra”, perché se ci fosse al mondo una scultura in grado di urlare sarebbe proprio questa. Le due donne sulla destra, identificate come Maria Maddalena e Maria di Cleofa, sono letteralmente sopraffatte dal dolore e dallo strazio. Ammirare quest’opera è un’esperienza travolgente!

9. Archiginnasio e Teatro Anatomico

Ritorna in Piazza Maggiore e prosegui verso il palazzo dell’Achiginnasio.

Bologna ospita la più antica università del mondo occidentale, dunque una visita all’Archiginnasio è d’obbligo!

Gli ambienti interni del palazzo e i due grandi scaloni che collegano il cortile al piano superiore sono divisi tra le due distinte universitates dei legisti e degli artisti. A sinistra c’è lo scalone degli artisti, a destra quello dei legisti, dedicato a San Carlo Borromeo.

Al piano superiore si trovano, tra l’altro, il Teatro Anatomico e la sala dello Stabat Mater.

Il Teatro Anatomico è una sala che veniva usata per le lezioni di anatomia. Quella che oggi possiamo visitare fu realizzata nel 1637, è rivestita in legno d’abete e decorata con statue rappresentanti medici illustri.

La sala dello Stabat Mater era l’aula magna dei legisti e deve il suo nome al fatto che il 18 marzo 1842 ospitò la prima rappresentazione dello “Stabat Mater” di Rossini, diretto da Donizetti.

10. Bologna vista da San Luca

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Fonte: Pixabay

L’ultima tappa di questo tour dista qualche chilometro a piedi da Piazza Maggiore, ma si tratta di un percorso molto piacevole e adatto a tutti.

Da Piazza Maggiore prendi via d’Azeglio (quella dove si trova la casa di Lucio Dalla!) e percorrila fino all’incrocio con via Urbana, poi prendi via Saragozza fino alla sua Porta monumentale e poi dritto fino all’arco del Meloncello, dove inizia il portico si San Luca. Ora non resta che salire!

Il portico è formato da 666 arcate e termina ai piedi del Santuario, si tratta di un numero fortemente simbolico, legato al Demonio, e ricorda l’iconografia tradizionale che vede il Maligno schiacciato sotto il piede della Madonna.

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I CASTELLI DEL TRENTINO ALTO ADIGE

UN VIAGGIO TRA 5 CASTELLI PER CONOSCERE MEGLIO IL TRENTINO ALTO ADIGE

Il Trentino Alto Adige è sempre stata una terra di confine, fin dai tempi dell’impero romano.

In un territorio così difficile, in cui montagne aspre e maestose si alternano a vallate e boschi, i castelli erano uno strumento indispensabile. Servivano per controllare valichi e vie d’accesso strategiche, difendersi, sferrare attacchi, esercitare il potere ed amministrare la giustizia.

Fortezze militari inerpicate sulle rocce o sontuose residenze circondate dai vigneti… questa è regione italiana con più castelli e fortezze, ognuno con la sua storia ed i suoi misteri.

Sono un’appassionata di castelli. Quando avvisto da lontano una torre e un muro merlato non resisto. Devo assolutamente andarci! Quindi nel corso delle estati passate in Alto Adige ho collezionato una quantità impressionante di visite ai castelli… per la gioia della mia famiglia!

Questi 5 sono i castelli più belli ed interessanti che io abbia visitato. Si trovano tutti in provincia di Bolzano, ad una distanza relativamente breve gli uni dagli altri, quindi è anche possibile vederne più di uno al giorno. In genere sono tutti visitabili dalla primavera all’autunno, comunque ti lascio i vari siti internet da consultare prima di organizzare la tua visita.

CASTEL PRESULE – CASTEL PRÖSELS

Venne costruito dai Signori di Fiè, nobili ministeriali dei Vescovi di Bressanone.

Il rappresentante più famoso della famiglia fu Leonhard di Fiè-Colonna, vissuto nel XVI. Fu Capitano dell’Adige e Burgravio del Tirolo, inoltre è a lui che si deve l’ampliamento del castello in cui lo stile tardo gotico e quello rinascimentale si mescolano tra loro.

La stirpe dei nobili di Fiè si estinse nel 1804. Da allora la storia del castello fu segnata da numerosi cambi di proprietari, un parziale decadimento e diversi restauri.

Nel 1978 morì l’ultimo proprietario ed il castello venne acquistato dalla cooperativa Kuratorium Schloss Prösels che lo restaurò e lo aprì al pubblico per cerimonie, mostre ed eventi culturali.

Il castello si trova del comune di Fiè allo Sciliar. Se hai tempo fai anche una visita al suo grazioso centro storico ed al suo laghetto!

Per informazioni sulle visite al castello consulta il sito schloss-proesels.seiseralm.it

CASTELLO DI PONTE GARDENA – CASTEL TROSTBURG

Il castello (noto anche come Castel Forte) è appartenuto per circa 6 secoli ai conti Wolkenstein. Nel 1967 fu acquistato dal Südtiroler Burgeninstitut che, con grande sforzo, è riuscito a restaurare il maniero e ad aprirlo al pubblico.

Il castello viene menzionato per la prima volta nel 1173.

Fra il XIV e il XVII secolo fu più volte ampliato e ristrutturato. All’interno del castello risultano particolarmente interessanti la Stube Gotica, gli affreschi tardogotici, le decorazioni della cappella e quella che può considerarsi una delle più belle sale rinascimentali della regione.

L’unica abitante del castello è una signora che funge da guida e da custode. Ascoltare il racconto della storia di questo antico maniero da una persona che, come lei, ha trascorso tutta la sua vita in quel luogo è un’esperienza unica!

Il castello si trova nel comune di Ponte Gardena ed è raggiungibile solo a piedi.

Ci sono due strade alternative.

Via Trostburg conduce direttamente al castello da piazza Oswald von Wolkenstein. Dopo un paio di metri di strada asfaltata, la via prosegue attraverso il bosco di latifoglie con un lastricato di epoca medioevale. La salita è un po’ ripida, ma breve (circa 20 minuti).

C’è poi una seconda via, asfaltata, che parte immediatamente dopo il cimitero di Ponte Gardena. Il percorso è decisamente più comodo, ma un po’ più lungo del primo (circa 30 minuti).

Per informazioni sulle visite al castello consulta il sito SüdtirolerBurgeninstitut

CASTEL VELTURNO – SCHLOSS VELTHURNS

Risale al XVI secolo e fu di proprietà dei principi vescovi di Bressanone. E’ rimasto sorprendentemente intatto fino ai giorni nostri superando persino la Hofburg di Bressanone per ciò che concerne le decorazioni parietali.

La storia del castello è lunga e travagliata, segnata da infiniti cambi di proprietario.

Appartenne al governo austriaco; a quello bavarese; al signor Jakob Wegleiter, oste di Chiusa che lo acquistò all’asta; al barone Anton von Goldegg, che si adoperò per restaurarlo; al principe Johann von Lichtenstein, che nel 1904 lo donò al Comune di Bolzano.

Negli anni seguenti il palazzo fu incredibilmente adibito ad asilo nido, scuola, centrale telefonica e teatro. Infine, nel 1979, divenne proprietà dell’Alto Adige e fu restaurato in modo esemplare.

Oggi è considerato il più prezioso monumento dell’Alto Adige.

Per informazioni sulle visite al castello consulta il sito schlossvelthurns

CASTEL TASSO – BURG REIFENSTEIN

Si trova nel comune di Campo di Trens, a poca distanza da Vipiteno, ed è considerato uno dei castelli storicamente più importanti dell’Alto Adige.

Fu menzionato per la prima volta in un documento del 1100 come feudo dei Conti bavaresi Lechsgmünd.

Nei secoli seguenti il castello cambiò vari proprietari, tra cui i Signori di Sabiona e l’Ordine Teutonico, al quale è dovuto gran parte del suo aspetto attuale e dell’arredamento. Infine nel  1813 divenne di proprietà dei Conti Thurn und Taxis.

Fortunatamente il castello non fu mai conquistato o devastato, quindi ancora oggi è ben conservato.. All’interno di Castel Tasso si possono visitare ben 10 stanze, tra cui la grande cucina duecentesca, la vecchia torre d’abitazione ed anche la famosa e preziosa Sala Verde.

Il castello si raggiunge facilmente attraverso un sentiero che parte dal parcheggio ai piedi della collina.

Per informazioni sulle visite al castello consulta il sito Vipiteno.com

CASTEL WOLFSTHURN

Il castello si erge maestoso sulla collina sopra Mareta, nei pressi di Vipiteno.

Lo storico tirolese Johann N. Tinkhauser lo descrisse, nel XIX secolo, come il “più bel castello del Tirolo”.

Appartiene alla famiglia Sternbach fin dalla sua costruzione e dal 1996 ospita il Museo provinciale della caccia e della pesca.

Castel Wolfsthurn, a differenza degli altri castelli di cui ti ho parlato, non è un maniero medievale arroccato su uno sperone roccioso, ma una sontuosa residenza barocca arredata con eleganza e ricercatezza.

Il Museo mostra le sale nobili con arredi originali e una ricca collezione storico-artistica di oggetti riguardanti la caccia e la pesca.

Per informazioni sulle visite al castello consulta il sito Wolfsthurn

10 MOTIVI PER VISITARE RAVENNA

Ravenna, nel corso della storia, è stata per ben tre volte una capitale: dell’Impero Romano d’Occidente (402-476), del Regno Ostrogoto (493-540) e dell’Esarcato Bizantino (584-751). Le vestigia di questo glorioso passato sono tutt’ora visibili. Chiese, torri, mosaici, basiliche e mausolei, sono soltanto alcune delle cose che rendendo unica questa cittadina dell’Emilia Romagna.

Se stai pensando di andare a Ravenna, questi sono i 10 monumenti più interessanti da visitare:

RAVENNA: LA BASILICA DI SAN VITALE

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Fonte: Pixabay

E’ un capolavoro dell’arte paleocristiana e bizantina, oltre che uno dei più famosi ed importanti luoghi di culto cattolici di Ravenna.

Tra i magnifici mosaici che decorano l’interno della Basilica ci sono anche quelli celeberrimi che ritraggono il corteo dell’Imperatore Giustiniano e della moglie Teodora.

IL MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA

Secondo la tradizione Galla Placidia, figlia di Teodosio e reggente dell’Impero romano d’Occidente per il figlio Valentiniano III, avrebbe fatto costruire questo mausoleo per sé, il marito Costanzo III e il fratello Onorio. Tuttavia è molto probabile che l’edificio non venne mai utilizzato come tomba di Galla Placidia, poiché le fonti riportano che essa morì a Roma nel 450 e lì fu sepolta nel Mausoleo Onoriano.

IL BATTISTERO NEONIANO

Prende il nome dal vescovo Neone che ne fece proseguire la costruzione dopo il suo predecessore Orso, ma è anche noto come Battistero degli Ortodossi. Oggi il Battistero appare “interrato” di circa 2 metri a causa del fenomeno della subsidenza, tipico di Ravenna. Ha una pianta di forma ottagonale, la numerologia, infatti, associava l’otto con la resurrezione, essendo la somma di sette, il tempo, più uno, Dio Padre.

IL BATTISTERO DEGLI ARIANI

Era il battistero della antica cattedrale ariana, oggi denominata Chiesa dello Spirito Santo.

Teodorico, di culto ariano, tentò di far convivere pacificamente i goti di culto ariano ed i latini di culto ortodosso, costruendo quartieri ed edifici di culto distinti.

Questo è l’unico battistero costruito in Italia appositamente per il culto ariano.

LA CAPPELLA DEL PALAZZO ARCIVESCOVILE DI RAVENNA

Si tratta dell’unico monumento di natura ortodossa ad essere stato costruito durante il regno di Teodorico; la Cappella Arcivescovile, nota anche come Cappella di Sant’Andrea, è l’antico oratorio dell’Episcopio ravennate, voluta dal Vescovo Pietro II e dedicata a San Pietro Crisologo, arcivescovo di Ravenna dal 433 al 450.

LA BASILICA DI SANT’APOLLINARE NUOVO

La basilica fu fatta erigere dal re goto Teodorico nel 505 come chiesa palatina, cioè ad uso della sua corte. Quando Ravenna venne conquistata  dall’Impero bizantino tutti gli edifici legati ai goti e all’arianesimo furono integrati al culto cattolico e l’ex basilica teodoriciana venne riconsacrata a San Martino di Tours, difensore della fede cattolica e avversario di ogni eresia.

La basilica assunse il suo nome attuale solo intorno al IX secolo dopo che vi furono portate le reliquie di sant’Apollinare, primo vescovo di Ravenna, dall’omonima basilica di Classe per sottrarle al pericolo delle scorrerie dei pirati.

Come tutte le chiese di Ravenna, anche Sant’Apollinare Nuovo è decorata con meravigliosi e coloratissimi mosaici.

IL MAUSOLEO DI TEODORICO

E’ la più celebre costruzione funeraria degli Ostrogoti.

Il monumento fu costruito all’esterno della cerchia muraria della città, in una zona da tempo occupata da una necropoli.

La costruzione si distingue da tutte le altre presenti in città per il fatto di non essere costruita in mattoni, ma con blocchi di pietra d’Aurisina per ricordare il Palazzo di Diocleziano a Spalato; il mausoleo ha una pianta decagonale e la sua caratteristica più sorprendente è la “cupola”, formata da un unico ed enorme monolite a forma di calotta, anch’esso in pietra Aurisina, di 10,76 metri di diametro e 3,09 di altezza, per un peso di circa 230 tonnellate.

LA BASILICA DI SANT’APOLLINARE IN CLASSE

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Fonte: Pixabay

Fu costruita e finanziata nella prima metà del VI secolo dal banchiere Giuliano Argentario ed è stata dedicata a sant’Apollinare, il primo vescovo di Ravenna, sul luogo del martirio, dove sono i resti di alcune parti delle sue spoglie.

Con la Basilica di Sant’Apollinare in Classe si conclude la visita tra i monumenti paleocristiani di Ravenna, un sito seriale inserito dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità nel 1996.

LA TOMBA DI DANTE A RAVENNA

Il Sommo Poeta visse gli ultimi anni della propria esistenza nella città romagnola, morendovi nel 1321. Sul letto di morte Dante Alighieri volle essere vestito col saio francescano e scelse come luogo di sepoltura il convento dei Frati Minori, arrivati a Ravenna nel 1261.

Il giorno dopo il decesso il corpo del poeta fu sepolto nello stesso sarcofago in cui si trova attualmente. Tuttavia fu proprio da quel momento che iniziarono i problemi. Prima i resti mortale di Dante diventarono oggetto di una lunga contesa con i fiorentini, poi furono trafugati e posti in una una cassetta – oggi conservata nel museo Dantesco- nascosta in un luogo ritenuto sicuro.

La cassetta con i resti del poeta venne ritrovata casualmente durante dei lavori di restauro il 27 maggio 1865. Durante la seconda guerra mondiale fu nuovamente nascosta per evitare che i bombardamenti la distruggessero. Infine fu ricollocata nel tempietto il 19 dicembre 1945.

LA CRIPTA DELLA BASILICA DI SAN FRANCESCO

Restando nella cosiddetta zona dantesca della città, si può visitare la Basilica di San Francesco.

Al disotto del presbiterio si trova la cripta, raggiungibile tramite una doppia rampa di scale ed avente come ingresso una piccola finestra ad arco da cui è possibile vederla senza accedervi. La cripta è a tre navate, coperta con volte a crociera e sul suo pavimento ci sono antichi mosaici. L’aspetto più singolare della cripta è che, trovandosi al di sotto il livello del mare, è invasa dall’acqua e si presenta come una piccola piscina, dove nuotano anche diversi pesci creando effetti particolarmente suggestivi.

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IL MONASTERO DI SABIONA

Il monastero di Sabiona viene chiamato anche l’“Acropoli del Tirolo” e domina dall’alto il comune di Chiusa.

Era da tempo che volevo visitare questo luogo, probabilmente dalla prima volta che andai in Trentino, ma è sempre capitato qualcosa che non me l’ha permesso.

Quest’anno finalmente sono riuscita ad andarci!

Sabiona è raggiungibile solo a piedi attraverso la cosiddetta Via Crucis (30 minuti) oppure lungo la “passeggiata di Sabiona” (40 minuti). Il cammino è quasi tutto in salita, a tratti anche piuttosto ripida, ma si percorre facilmente anche se non si è molto allenati.

In ogni caso la bellezza del luogo ripaga della fatica…tanto che alla fine anche i miei genitori, che non erano propriamente entusiasti di fare tutta quella salita, sono stati colpiti dal fascino del monastero!

UN PO’ DI STORIA

Da più di 300 anni Sabiona è un monastero benedettino,  ma la sua storia è molto più antica!

Sabiona, infatti, fu la sede vescovile del Tirolo a partire dal V-VI secolo fino al 990 circa quando la sede venne trasferita nella vicina Bressanone.

A seguito del trasferimento Sabiona venne trasformata in una rocca vescovile in cui, tra le altre cose, si amministrava la giustizia.

Nel 1535, però, un fulmine si abbatté sulla rupe provocando un incendio che distrusse quasi tutto e solo verso la fine del XVII secolo, grazie al decano Mathias von Jenner,  il monte sacro ritornò agli antichi splendori tornando ad essere un importante luogo di culto.

Von Jenner , infatti, fondò l’abbazia benedettina che, tranne per alcune modifiche apportate intorno al 1890, è rimasta praticamente invariata fino ad oggi.

INFORMAZIONI UTILI PER VISITARE IL MONASTERO DI SABIONA

Esternamente il monastero potrebbe sembrare un castello, posto su una rupe che domina l’intera Valle d’Isarco e cinto da mura merlate. Internamente è formato da un insieme di costruzioni di cui solo alcune sono aperte al pubblico:

  •  Castel Branzoll : è una proprietà privata e è non visitabile.
  •  Cappella di Santa Maria: aperta ogni giorno dalle ore 8 alle ore 18.
  •  Chiesa di Nostra Signora: è aperta da luglio fino a ottobre ogni martedì dalle ore 14.00 alle 17.00.
  •  la Chiesa del Monastero: aperta ogni giorno dalle ore 08.00 alle ore 17.00.
  •  Chiesa della Santa Croce: aperta ogni giorno dalle ore 08.00 alle ore 17.00.
  •  Monastero : non è visitabile per rispetto della clausura delle suore benedettine.

UNA GIORNATA A BRESSANONE

Bressanone è una tappa fissa durante tutti i nostri viaggi in Alto Adige.

E’ il luogo ideale per concedersi una pausa tra un’escursione e l’altra! Ha un grazioso centro storico che invita a passeggiare con calma per assaporare il fascino medievale della città.

Cosa visitare in un giorno

Iniziamo la visita dalla piazza del Duomo.

Il Duomo di Bressanone (Brixner Dom) è un’imponente chiesa risalente al XIII secolo, dedicata a Santa Maria Assunta.  Accanto al Duomo c’è l’antico chiostro romanico, risalente al XIV secolo, le cui volte a crociera sono decorate con un ciclo di affreschi tra i più importanti di tutto l’arco alpino. Gli affreschi non erano solo decorativi, ma servivano per illustrare in modo chiaro la storia della vita di Cristo in modo che fosse comprensibile anche agli analfabeti che non potevano leggere le Sacre Scritture, tanto da essere definiti la “Bibbia dei Poveri”.

Una curiosità: nella volta della terza arcata troviamo raffigurato uno strano animale, a metà tra un cavallo ed un elefante. Agli artisti, infatti, era stata commissionata una riproduzione della battaglia di Eleazar in cui i siriani attaccarono Israele con l’utilizzo degli elefanti. I problema stava nel fatto che quei pittori non avevano mai visto un elefante e quindi non sapevano come disegnarlo, decisero allora di riprodurre l’animale più grande che conoscevano, cioè il cavallo, e aggiungere gli elementi tipici dell’elefante come erano stati loro descritti.

In posizione parallela al Duomo c’è la Chiesa di San Michele (Pfarrkirche Sankt Michael) si tratta della parrocchia di Bressanone e del Decanato. La struttura ha un coro gotico, sette altari, un campanile (noto come “Torre Bianca”) eretto nel XV secolo, mentre la navata è gotica del tardo Cinquecento. L’attuale aspetto barocco della chiesa è frutto degli interventi di restauro avvenuti dopo il 1750.

L’elefante di Bressanone

Passeggiando per le strade di Bressanone ed i suoi portici medievali si possono ammirare diverse case affrescate tra cui i dipinti sulla facciata dell’hotel Elefante. Questo affresco, che non ha niente a che fare con l’immaginazione dei pittori del Duomo, raffigura un fatto veramente accaduto.

Re Giovanni III del Portogallo, infatti, pensò bene di regalare un elefante a suo nipote Massimiliano d’Austria. Il pachiderma, per arrivare alla corte di Vienna, dovette passare per Bressanone. Per la gente del posto vedere un elefante fu un evento sensazionale e così il proprietario della locanda decise di far dipingere l’animale sulla facciata e di cambiare ufficialmente il nome alla struttura che, da allora, si chiama hotel Elefante.

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