VIAGGI LETTERARI IN EUROPA

Viaggi letterari in Europa: sei città da scoprire attraverso i libri

Ci sono viaggi che non si misurano in chilometri, ma in pagine lette e mondi immaginati.

Ogni libro è una porta che ci conduce in città lontane, tra vicoli nascosti, piazze affollate e atmosfere che sembrano sospese nel tempo. Camminare per Parigi, Londra o Lisbona dopo aver letto un romanzo che le racconta significa vedere ogni dettaglio con occhi nuovi, ascoltare i rumori della città con orecchie più attente e avvertire lo spirito dei luoghi attraverso le storie dei personaggi.

In questo articolo ti porto alla scoperta di sei città europee attraverso le pagine di altrettanti romanzi che sono ambientati in quei luoghi: Parigi con Parigi è sempre una buona idea; Londra con Mrs Dalloway; Barcellona con L’ombra del vento; Praga con I racconti di Mala Strana; e Lisbona con Treno di notte per Lisbona.

VIAGGI LETTERARI IN EUROPA: PARIGI E’ SEMPRE UNA BUONA IDEA

Il primo dei viaggi letterari ci porta a Parigi, capitale dei sogni e dell’eleganza.

viaggi letterari in Europa - Parigi - foto di Jean-Philippe Fourier da Pixabay
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Nel romanzo di Nicolas Barreau, la città è quasi un personaggio a sé: i caffè, i ponti sulla Senna, i vicoli dei quartieri più romantici diventano lo scenario perfetto per un racconto che mescola amore, mistero e curiosità.

Leggendo queste pagine si passeggia idealmente tra Montmatre e Sanit-Germain-des-Prés, si immaginano le luci della Torre Eiffel al tramonto e si respira l’atmosfera unica di una città che da secoli ispira scrittori e artisti di ogni genere. Visitare Parigi dopo aver letto questo romanzo significa guardarla con occhi nuovi, cogliendo dettagli e angoli che altrimenti potrebbero sfuggire.

LONDRA E MRS DOLLOWAY

A Londra, Virginia Woolf ci guida in una giornata nella vita della signora Dolloway, tra strade trafficate, mercati, parchi e pensieri interiori. La Londra del romanzo non è solo lo sfondo delle vicende, ma uno specchio dell’animo dei personaggi, fatta di ritmo, chiacchiere e silenzi.

Camminare per le vie di Westminster o attraversare Regent’s Park con la guida di Virginia Woolf ci permette di percepire Londra attraverso il sguardo: viva, complessa, pulsante ed al tempo stesso intima. E’ un invito a guardare la città non solo con gli occhi, ma anche con il cuore.

VIAGGI LETTERARI IN EUROPA: BARCELLONA E L’OMBRA DEL VENTO

Barcellona è la vera protagonista del romanzo di Carlos Ruiz Zafon, dove i vicoli del Quartiere del Carmine, le librerie nascoste e gli edifici gotici creano un’atmosfera sospesa tra realtà e immaginazione.

viaggi letterari in Europa - Barcellona - foto di Michal Jarmoluk da Pixabay
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L’ombra del vento permette di immergersi nei misteri della città catalana, tra il fascino dei palazzi modernisti e la storia vivente dei quartieri più antichi.

Visitare Barcellona con questo libro in mente permette di percepire ogni dettaglio con attenzione, come se la città stessa raccontasse i suoi segreti più profondi.

DUBLINO E LA SUA GENTE

James Joyce ci porta in una Dublino intima e reale, fatta di strade, pub, case e piccoli gesti quotidiani. Nel suo racconto la città non è solo sfondo: è respirata, osservata e vissuta dai personaggi in ogni momento.

Passeggiare per O’Connell Street o attraversare il Trinity College dopo aver letto Gente di Dublino significa sentire la città come Joyce la percepiva: un insieme di dettagli apparentemente semplici, che insieme raccontano la vita di un’epoca e la personalità di un luogo.

PRAGA E I RACCONTI DI MALA STRANA

Praga è magica, sospesa tra mito e storia, e Juan Neruda le da voce nei Racconti di Mala Strana con atmosfere suggestive e dettagli che catturano il fascino dei suoi vicoli, ponti e piazze.

viaggi letterari in Europa - Praga - foto di Guozhen Jing da Pixabay
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Ogni racconto è un invito a perdersi nelle strade della città vecchia, a scoprire angoli nascosti e a respirare l’atmosfera misteriosa che da sempre avvolge Praga.

VIAGGI LETTERARI IN EUROPA: TRENO DI NOTTE PER LISBONA

Lisbona diventa il cuore del viaggio interiore del protagonista di Pascal Mercier. Nel romanzo, la città è il luogo dove passato, storia e introspezione si intrecciano, dove i vicoli e i panorami sul Tago riflettono i sentimenti e i pensieri del personaggio.

Leggere questo romanzo prima di partire per la capitale portoghese permette di vedere Lisbona con uno sguardo diverso: ogni strada, piazza e tram raccontano qualcosa in più della città, offrendoci l’opportunità di fare un vero viaggio anche dentro noi stessi.

Leggi anche: VIAGGI LETTERARI IN ITALIA

VIAGGI LETTERARI IN ITALIA

Ti porto alla scoperta di tre imperdibili viaggi letterari in Italia. Ci sono viaggi, infatti, che iniziano ben prima di mettere piede in una città. Sono quelli che prendono vita tra le pagine di un libro, capaci di trasportarci in luoghi lontani, di farci respirare le atmosfere di un’epoca passata e di farci vivere le emozioni dei personaggi. Alcuni romanzi, più di altri, sono profondamente legati ai luoghi in cui sono ambientati: raccontano la loro storia, ne descrivono le strade, le trasformazioni, i segreti.

Oggi ti propongo un viaggio speciale attraverso tre città italiane che hanno ispirato grandi romanzi: Palermo con la saga dei Florio, Ferrara con “Il giardino dei Finzi-Contini” e Matera con “Cristo si è fermato a Eboli”.

VIAGGI LETTERARI IN ITALIA: PALERMO E LA SAGA DEI FLORIO-IL POTERE E LA CADUTA DI UNA DINASTIA

Il primo dei viaggi letterari in Italia inizia dalla Sicilia.

Tra Ottocento e Novecento, Palermo fu il fulcro di una delle più affascinanti storie imprenditoriali italiane: quella della famiglia Florio. Stefania Auci, con i suoi romanzi “I leoni di Sicilia” e “L’inverno dei leoni”, racconta l’ascesa e il declino di questa dinastia, che trasformò la Sicilia in un crocevia di commercio, cultura e innovazione.

Leggendo queste pagine, si passeggia idealmente tra le vie della Vucciria, si immaginano i fasti di Villa Igiea, si percepisce il fermento della città in un’epoca di profondi cambiamenti. Visitare Palermo con questa storia in mente significa vedere la città con occhi nuovi, cogliere i dettagli che parlano ancora di quei tempi, respirare l’anima di una metropoli che ha conosciuto la grandezza e la decadenza.

FERRARA E “IL GIARDINO DEI FINZI-CONTINI”: MEMORIA E MALINCONIA

Ferrara è una città sospesa nel tempo, e forse nessun romanzo la racconta con più delicatezza e malinconia de “Il giardino dei Finzi-Contini” di Giorgio Bassani. Ambientato negli anni ’30, il libro narra la storia di una famiglia ebrea dell’alta borghesia, colta nella sua raffinata quotidianità poco prima della tragedia delle leggi razziali.

Passeggiando tra le strade silenziose del ghetto ebraico, percorrendo le mura che sembrano custodire segreti lontani, si avverte il peso della storia che Bassani racconta con struggente lucidità. La Ferrara del romanzo è ancora riconoscibile, soprattutto nei dettagli: i viali alberati, i palazzi nobiliari, l’atmosfera rarefatta di una città che sembra sempre sul punto di svelare il suo passato.

VIAGGI LETTERARI IN ITALIA: MATERA E “CRISTO SI È FERMATO A EBOLI” – LA VOCE DEL SUD DIMENTICATO

Per il terzo dei viaggi letterari in Italia, ci spostiamo nel cuore della Basilicata, a Matera, una città unica al mondo, protagonista – seppur indiretta – di “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi. Scritto negli anni ’40, il libro racconta l’esperienza dell’autore, medico e intellettuale antifascista, confinato in un paesino lucano durante il regime.

La vicenda è ambientata a Gagliano – nome di fantasia- ma racconta idealmente della Lucania e dell’intero Meridione.

Levi descrive un Sud arcaico, poverissimo, dimenticato dallo Stato e dalla modernità, ma al tempo stesso ricco di una cultura antica e di una profonda umanità. Visitare Matera dopo aver letto questo libro significa guardare i Sassi con una consapevolezza diversa, comprendere la durezza della vita che vi si svolgeva fino a pochi decenni fa, e apprezzare il riscatto di una città che da emblema dell’arretratezza è diventata simbolo di bellezza e rinascita.

UN VIAGGIO CHE INIZIA DAI LIBRI

I libri ci permettono di viaggiare con la mente, di conoscere il passato di un luogo prima ancora di metterci piede. Ma poi arriva il momento di partire davvero, di camminare per quelle strade, di vedere con i nostri occhi ciò che prima era solo immaginazione.

Che sia Palermo, Ferrara o Matera, ogni città ha una storia da raccontare. A volte basta aprire un libro per iniziare il viaggio.

STORIA DEL CAMBIO DELL’ORA

La storia del cambio dell’ora affonda le sue radici nel passato ed ancora oggi è oggetto di discussioni e modifiche nei vari paesi del mondo. Due volte all’anno, infatti, milioni di persone spostano le lancette dell’orologio per adeguarsi al cambio tra ora solare e ora legale. Un gesto apparentemente banale che ha, però, una storia lunga e complessa.

Perché è nato il cambio dell’ora? Quali nazioni lo adottano e quali lo hanno abolito? Scopriamolo insieme.

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Storia del cambio dell’ora: le origini

L’idea di regolare gli orari in base alla luce solare non è recente. Già nell’Antica Roma si usavano meridiane che indicavano ore di diversa durata a seconda delle stagioni. Tuttavia, il primo a teorizzare un cambiamento strutturale degli orari fu Benjamin Franklin, che nel 1784, in un articolo satirico pubblicato su un giornale francese, suggerì di svegliarsi prima per risparmiare candele.

L’idea rimase inespressa fino alla fine dell’Ottocento, quando lo scienziato neozelandese George Vernon Hudson propose formalmente di spostare le lancette per sfruttare meglio la luce naturale. La sua teoria fu ripresa dall’imprenditore britannico William Willett, che nel 1907 avanzò un piano concreto per introdurre l’ora legale nel Regno Unito.

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Il primo paese ad adottare il cambio dell’ora fu la Germania nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, per ridurre il consumo di carbone. Poco dopo, il Regno Unito, la Francia e altri paesi europei seguirono l’esempio.

In Italia, l’ora legale venne introdotta nel 1916, poi abolita e reintrodotta più volte fino a diventare definitiva nel 1966.


Paesi che adottano e che hanno abolito il cambio dell’ora

Oggi il cambio dell’ora è in vigore in circa 70 paesi nel mondo, ma non ovunque con le stesse modalità.

Paesi che adottano l’ora legale

• Europa: quasi tutti i paesi dell’Unione Europea applicano il cambio dell’ora, anche se dal 2019 si discute sulla sua possibile abolizione.

• Stati Uniti e Canada: la maggior parte degli stati americani e delle province canadesi lo applicano, con alcune eccezioni (come l’Arizona e le Hawaii).

• Australia e Nuova Zelanda: solo alcune regioni adottano l’ora legale.

Paesi che non adottano più l’ora legale

• Asia: Cina, Giappone e India non applicano il cambio dell’ora.

• Africa: la maggior parte dei paesi africani ha scelto di non adottarlo.

• Russia: nel 2011 ha eliminato definitivamente il cambio dell’ora, mantenendo sempre l’ora legale.

Un caso particolare è quello dell’Unione Europea, che ha avviato un dibattito per abolire l’ora legale dopo un referendum del 2018, ma la decisione definitiva non è ancora stata attuata.

Curiosità e impatti del cambio dell’ora

La storia del cambio dell’ora ha influenzato non solo la politica energetica, ma anche la salute e l’economia. Ecco alcuni effetti curiosi:

• Risparmio energetico: sebbene l’ora legale fosse nata per ridurre i consumi, oggi l’impatto è minimo, grazie all’uso di tecnologie più efficienti.

• Effetti sulla salute: il cambio dell’ora può alterare il ciclo sonno-veglia, causando stress e difficoltà di adattamento.

• Influenza sui trasporti: gli orari di treni, voli e mezzi pubblici devono essere regolati per evitare disagi.

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Storia del cambio dell’ora e scenari futuri

La storia del cambio dell’ora dimostra come questa pratica sia stata utile in passato, ma oggi sempre più paesi stanno valutando se eliminarla definitivamente. Il dibattito è aperto e il futuro dell’ora legale resta incerto.

Tu cosa ne pensi? Preferisci l’ora solare o quella legale?

Leggi anche: I CALENDARI DEL MONDO

EQUINOZIO DI PRIMAVERA: RITI e CREDENZE

L’equinozio di primavera segna il momento in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata, dando ufficialmente inizio alla stagione del risveglio.

Questo evento astronomico, che cade tra il 19 e il 21 marzo, è stato celebrato fin dall’antichità con riti e tradizioni che simboleggiano il rinnovamento, la fertilità e la rinascita.

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Scopriamo insieme alcune delle tradizioni più affascinanti legate a questo passaggio.

L’Equinozio nell’Antichità: Roma e Oltre

Gli antichi Romani associavano l’equinozio di primavera ai festeggiamenti in onore di Cibele e Attis, divinità legate alla fertilità e al ciclo della natura. Il rito più significativo era il Hilaria, celebrato il 25 marzo, in cui si festeggiava la resurrezione di Attis, simbolo della vita che rinasce dopo l’inverno.

Anche nell’Antico Egitto, l’equinozio era un momento sacro: si dice che le piramidi di Giza fossero allineate con precisione ai principali eventi solari. Invece per i Maya di Chichén Itzá, in Messico, l’ombra proiettata dalla piramide di Kukulkán durante l’equinozio sembrava raffigurare un serpente che scende lungo la scalinata, un potente simbolo di trasformazione.

Tradizioni Italiane: Il Falò di San Giuseppe

In Italia, una delle tradizioni più radicate legate al passaggio tra inverno e primavera è il Falò di San Giuseppe. Celebrato il 19 marzo, soprattutto nel Sud Italia, questo rito consiste nell’accendere grandi fuochi per salutare l’inverno e propiziare la bella stagione. Il fuoco simboleggia la purificazione e il rinnovamento, bruciando il passato per lasciare spazio al nuovo.

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Un’altra usanza italiana è legata al Calendimaggio, una festa popolare che si svolge in alcune regioni, come in Umbria e Toscana, con canti, balli e rievocazioni storiche per celebrare l’arrivo della primavera.

L’equinozio di primavera: riti esoterici e spirituali

L’equinozio di primavera è considerato anche un momento di forte energia spirituale.

In molte tradizioni esoteriche, rappresenta un periodo di equilibrio e rinnovamento interiore. Secondo la Wicca, ad esempio, l’equinozio (chiamato Ostara) è una celebrazione della luce crescente, in cui si accendono candele e si compiono rituali di fertilità ed abbondanza.

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Anche nella filosofia orientale, l’equinozio è un momento di armonia: in Giappone, il Shunbun no Hi è una festività dedicata alla natura ed alla riflessione, in cui si visitano le tombe degli antenati per onorarne la memoria.

Dunque che si tratti di antiche celebrazioni romane, falò tradizionali o rituali spirituali, l’equinozio di primavera è da sempre un simbolo di rinascita e trasformazione.

È un momento perfetto per lasciare andare il passato e accogliere le nuove opportunità della stagione.

Quale di queste tradizioni ti affascina di più?

Leggi anche: LA NOTTE DI SAN GIOVANNI

5 IDEE PER VIAGGI DI PRIMAVERA

5 DESTINAZIONI PERFETTE PER I TUOI VIAGGI DI PRIMAVERA TRA NATURA E CULTURA

La primavera è il momento ideale per partire: il clima è mite, la natura si risveglia e molte città si animano con eventi e festival. Se stai cercando la meta perfetta per un viaggio che unisca bellezza naturale e cultura, ecco cinque destinazioni da non perdere.

1. Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – Italia

Per chi ama la natura, il Parco Nazionale d’Abruzzo è un paradiso primaverile. I sentieri escursionistici diventano perfetti per trekking leggeri, immersi in boschi rigogliosi e tra pascoli in fiore. Uno dei percorsi più belli è quello che conduce alla grotta delle Fate, nella suggestiva cornice della Val Fondillo. Il sentiero si snoda tra boschi di faggi secolari, ruscelli cristallini e radure fiorite. Lungo il tragitto, il silenzio è interrotto solo dal canto degli uccelli e dal mormorio dell’acqua. Alla fine del percorso, la grotta appare incastonata nella roccia, avvolta dal mistero e dal fascino delle leggende locali, regalando ai visitatori un angolo di pura magia nel cuore del Parco.

Da non perdere anche la fioritura dei crochi e delle orchidee selvatiche, uno spettacolo unico a cui assistere ogni primavera.

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2. Viaggi di primavera: Provenza – Francia

Famosa per i suoi campi di lavanda in estate, la Provenza è altrettanto affascinante in primavera. I mercati locali iniziano a riempirsi di prodotti freschi, e le città  come Avignone e Aix-en-Provence ospitano festival culturali e mostre d’arte.

Inoltre, per chi ama le passeggiate nella natura, il Parco Naturale del Luberon regala scenari incantevoli, tra vigneti, borghi medievali e fioriture di mandorli e ciliegi.

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3. Valle del Douro – Portogallo

Altra meta per i tuoi viaggi di primavera è il Portogallo.

Infatti se ami il vino e i paesaggi mozzafiato, la Valle del Douro è una scelta perfetta. In primavera, le colline terrazzate si tingono di verde e i vigneti iniziano a risvegliarsi. Oltre alle degustazioni nelle cantine locali, puoi esplorare la regione con un viaggio in barca lungo il fiume Douro o con un’escursione tra i sentieri panoramici della zona.

Porto, con il suo centro storico affacciato sul fiume, è la base ideale per esplorare la regione.

4. Viaggi di primavera: Lago di Bled – Slovenia

Il Lago di Bled è una delle perle della Slovenia, ancora più suggestivo in primavera. Il lago, circondato da foreste e montagne, offre la possibilità  di passeggiate rilassanti o escursioni più impegnative nei vicini sentieri del Parco Nazionale del Triglav. Imperdibile una gita in barca fino all’isoletta al centro del lago, dove si trova la pittoresca Chiesa di Santa Maria Assunta. Per chi invece ama la cultura, il castello di Bled, arroccato su una scogliera, regala una vista spettacolare ed un tuffo nella storia.

5. Siviglia – Spagna

Infine, se cerchi una destinazione culturale ricca di eventi primaverili, Siviglia è la scelta giusta. Ad aprile, la città  ospita la famosa Feria de Abril, una festa fatta di musica, danza e tradizioni andaluse. Il clima mite permette di visitare comodamente la Cattedrale, l’Alca¡zar e la Plaza de Espana, mentre gli aranci in fiore diffondono un profumo inebriante in tutta la città .

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Dunque che tu voglia esplorare la natura, ammirare le fioriture o immergerti nelle tradizioni locali, la primavera offre il contesto perfetto per un viaggio indimenticabile. Quale di queste mete ti ispira di più?

NATALE E STORIE DI FANTASMI

Il Natale e le storie di fantasmi sono un binomio molto antico.

Oggi, infatti, le feste natalizie sono considerate un momento di gioia da trascorrere con la famiglia. In passato, invece, questo periodo dell’anno era fortemente legato ai rituali del solstizio d’inverno.

Il solstizio era considerato un periodo di passaggio ed era circondato da un’aura di mistero e magia. Si celebrava la fine del raccolto e ci si preparava ad affrontare la stagione fredda. I brevi giorni, ma soprattutto le lunghe notti che caratterizzano da sempre questo periodo dell’anno, erano considerate il momento più propizio per entrare in contatto con il mondo degli spiriti.

I DRUIDI E I CELTI

Secondo la tradizione druidica, tra le creature più avvezze alle apparizioni durante il periodo del solstizio d’inverno ci sarebbe il “Popolo dei Sìdhe”. Si tratta di un popolo fatato che, secondo la mitologia nordica, è composto da folletti, fate, elfi e gnomi.

Il Sidh, invece, è l’oltretomba celtico. Un mondo felice, parallelo a quello umano, e dimora del Popolo dei Sìdhe.

Esisteva poi lo Spirito di Yule, uno spirito che aveva il compito di portare gioia e amore nelle case nella notte del solstizio.

Inoltre si credeva che in questa notte gli spiriti dei defunti andassero a trovare i propri cari sulla terra.

NATALE E STORIE DI FANTASMI: L’INGHILTERRA VITTORIANA

Con il passare dei secoli, le credenze nordiche legate al solstizio d’inverno si sono fuse con quelle di origine cristiana legate al Natale. Il risultato è stata la nascita di tantissime storie e leggende che aleggiano intorno a questo periodo dell’anno. L’epoca d’oro della loro diffusione fu il periodo vittoriano.

Il racconto ci aveva tenuti col respiro sospeso attorno al focolare, ma, salvo l’ovvia osservazione che era raccapricciante come è giusto che sia una strana storia narrata la vigilia di Natale in una vecchia casa… H. James (Il giro di vite)

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Cosa c’è di più inglese di una famiglia che legge “A Christmas Carol” riunita intorno al focolare, la sera della vigilia di Natale?

Era il 1843 quando vide la luce l’opera – forse più celebre! – di Charles Dickens. Una storia di natalizia fatta di spiriti e speranza di redenzione che consacrò definitivamente il legame tra i fantasmi ed il Natale.

IL RESTO D’EUROPA

Tuttavia sarebbe sbagliato pensare che i racconti di fantasmi durante il periodo natalizio siano una prerogativa unicamente inglese. Infatti la narrazione spaventosa, o spesso fiabesca, è tipica di molte zone, soprattutto rurali, di tutta l’Europa.

“Le fiabe del focolare” recuperate dai Grimm si collocano proprio in questa tradizione. Le storie erano raccontate dalle donne, spesso le anziane di casa, mentre la famiglia si scaldava attorno al camino. Le donne filavano o si dedicavano al cucito, gli uomini sonnecchiavano e, per intrattenere i bambini, le storie prendevano forma, rinnovando una lunga ed antica forma di trasmissione orale della conoscenza.

Il Romanticismo segnò un ritorno alla fiaba, al mito e alla leggenda. Sebbene quella dei fratelli Grimm sia ancora oggi l’opera più famosa, non furono i soli a compiere queste operazioni di recupero. Molti altri ricercatori si addentrarono nello stesso affascinante campo, anche nel secolo successivo. Purtroppo, però, molte storie e leggende andarono ugualmente perdute, semplicemente perché era già troppo tardi per salvare dall’oblio.

NATALE E STORIE DI FANTASMI: CONSIGLI DI LETTURA

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Oggi il legame tra i fantasmi ed il Natale si è allentato, ma non è svanito, come dimostrano le tante antologie e racconti a tema che si possono facilmente trovare sugli scaffali delle librerie.

Ecco qualche suggerimento:

Natale con i fantasmi – AA.VV. – Neri Pozza Editore. Una raccolta di 8 racconti terrificanti, tutti accumunati da un rigido clima invernale e dall’immancabile atmosfera vittoriana.

Tutti i racconti di fantasmi – M.R. James – Newton Compton Editori. 31 racconti che sono diventati un classico del genere. Storie sovrannaturali popolate da spiriti, fantasmi e agghiaccianti apparizioni.

Storie di fantasmi per il dopocena – J. Jerome – Mattioli 1885. Un piccolo capolavoro in cui si alternano fantasmi e umorismo.

Ogni volta che cinque, sei inglesi si raccolgono intorno a un fuoco, la Vigilia di Natale, incominciano a raccontarsi storie di fantasmi. Non siamo soddisfatti, la Vigilia di Natale, se ognuno non racconta i suoi aneddoti – autentici – sugli spettri.  J. Jerome

Adesso non vi resta che spegnere le luci, accendere l’albero di Natale e magari un piccolo lume, accoccolarvi sul divano con una coperta e una tisana calda. E buona lettura a tutti!

Leggi anche: STORIA DELL’ALBERO DI NATALE

LA NOTTE DI SAN GIOVANNI

La notte di San Giovanni è considerata da sempre una notte magica. La notte dell’impossibile, dei prodigi e delle streghe.

Nel mondo pagano, il solstizio d’estate, che cade il 21 giugno, simboleggiava un rito di passaggio che portava la Terra, durante la notte più corta dell’anno, dal predominio lunare a quello solare. La notte di San Giovanni, che cade tra il 23 ed il 24 giugno, ha ereditato molto delle antiche tradizioni agresti legate alla celebrazione della nuova stagione. Ancora oggi, infatti, durante questa notte si mescolano tra loro superstizioni pagane, tradizioni contadine e riti cristiani.

La festa dedicata a San Giovanni Battista rappresenta un caso unico nella religione cristiana: il festeggiamento, infatti, riguarda la data di nascita del Santo e non quella di morte. Questo non ha fatto altro che rafforzare il preesistente simbolismo pagano già legato a questo periodo dell’anno: quello della vita da poco iniziata e che raggiunge il suo massimo splendore.

RITI E TRADIZIONI

La maggior parte delle tradizioni e dei riti legati alla notte di San Giovanni nacquero nel mondo contadino e, dunque, sono inevitabilmente legati agli elementi della natura e miravano a propiziarsi le sue forze benefiche, scacciando la sfortuna e accogliendo nuovi amori.

IL MAZZETTO DI SAN GIOVANNI

Una delle tradizioni più note è quella del “mazzetto di San Giovanni”.

Il “mazzetto” è un insieme di iperico, noto anche come “erba di San Giovanni”, un’erba dai fiori giallo-oro che sbocciano proprio a fine mese, in concomitanza con l’arrivo della festa del Santo. Il nome iperico deriva dalle parole greche hyper-eikon, che significano letteralmente “pianta che cresce sulle statue”. Secondo le leggende contadine l’iperico sarebbe legato a proprietà magiche e curative conosciute fin da tempi lontanissimi. Tradizionalmente, infatti, veniva utilizzato per trattare ferite e ustioni, grazie al suo potere antinfiammatorio e cicatrizzante. Sembrerebbe che anche i cavalieri crociati si siano avvalsi delle sue proprietà benefiche per curarsi.

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Tradizione vuole che l’iperico venga raccolto con l’oscurità, per comporre un mazzetto in grado di scacciare il malocchio e favorire dolci sogni premonitori, se messo sotto il guanciale prima di andare a dormire.

L’OLIO

L’olio di San Giovanni, invece, è noto per le sue virtù benefiche ed è usato soprattutto per curare gli inestetismi della pelle. Ha, infatti, un’azione cicatrizzante, antisettica, emolliente e antinfiammatoria. Come da tradizione, la notte tra il 23 ed il 24 giugno vengono raccolti i fiori che si mettono a macerare nell’olio, esposti alla luce per un intero ciclo lunare. Il risultato è un ottimo rimedio naturale per chi soffre di pelle secca, per chi ha problemi di psoriasi o per chi vuole combattere o prevenire le rughe.

L’ACQUA DI SAN GIOVANNI

Poi c’è la famosa acqua di San Giovanni.

Per prepararla, sempre durante la notte tra il 23 ed il 24 giugno, occorre raccogliere un insieme di erbe e fiori.

Le più comuni sono: ginestre, papaveri, fiordalisi, rose, menta, iperico, sambuco, lavanda, camomilla, timo, basilico, salvia, rosmarino, malva e finocchio selvatico. Raccolte alcune di queste erbe, occorre metterle a bagno in un bacile di vetro o ceramica (non di plastica!) pieno di acqua e lasciarlo esposto alla rugiada tutta la notte.

La mattina del 24 l’acqua di San Giovanni sarà pronta e si potrà usare per lavarsi le mani ed il viso, in una sorta di cerimonia di purificazione e benessere.

I FALO’ ED I RITI D’AMORE

San Giovanni è il protettore dalle influenze malefiche, assicura la rinascita della luce, e per questo motivo in tutta Europa si accendono fuochi in suo onore. Grandi falò che prendono vita nei campi in onore del sole e dell’inizio dell’estate.

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Anche in Italia molti dei riti che si svolgono durante la notte di San Giovanni comprendono un falò purificatore in cui si bruciano le erbe vecchie e si mette la sua cenere sui capelli come auspicio di buona fortuna.

La notte di San Giovanni, infine, si celebrano anche riti magici destinati a favorire l’amore.

Non a caso, infatti, la data del 24 giugno è considerata in assoluto la più propizia per i matrimoni!

In passato le giovani si rotolavano sui prati per bagnarsi della magica rugiada di questa notte e invocavano il Santo per conoscere il volto del futuro marito.

LA NOTTE DI SAN GIOVANNI A ROMA

Era una delle feste religiose e profane più sentite nella città.

La festa cominciava la notte della vigilia, la cosiddetta “notte delle streghe”.

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Si credeva, infatti che i fantasmi di Erodiade e Salomè, dannate per aver provocato la morte di San Giovanni, chiamassero a raccolta le streghe sui prati del Laterano per andare in giro per la città a catturare anime prima di proseguire per Benevento, città delle streghe per eccellenza.

Data la presenza delle streghe era necessario ricorrere a rituali magici e forme di esorcismo.

Dopo aver benedetto i letti e la porta di casa, la gente partiva da tutti i rioni di Roma al lume di torce e candele. Arrivati nelle varie piazze, si accendevano falò per scacciare le forze occulte, si pregava e si mangiavano le lumache, le cui corna rappresentavano discordie e preoccupazioni, per allontanare le avversità.

La festa si concludeva al sorgere del sole, quando lo sparo del Cannone di Castel Sant’Angelo annunciava l’inizio della messa celebrata dal Papa nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

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COME SI FESTEGGIA LA PASQUA NEL MONDO

La Pasqua è la festa in cui i cristiani celebrano la resurrezione di Cristo, ma in tante altre parti del mondo ci sono riti e tradizioni diverse. Innanzitutto la Pasqua ricade in date diverse a seconda della religione e del calendario adottato: la Pasqua ebraica e quella ortodossa, per esempio, si celebrano in una data diversa da quella cristiana.

In tutto il mondo, comunque, la Pasqua è legata al simbolismo della vita che trionfa sulla morte ed al risveglio della natura che segna la fine della stagione invernale. Spesso si assiste all’intreccio di tradizioni religiose e pagane, con diverse sfumature da Paese a Paese.

Scopriamo insieme tradizioni e riti con cui viene festeggiata la Pasqua nel mondo.

LA PASQUA IN FRANCIA

Come vuole la tradizione cristiana, tutte le campane del Paese restano in silenzio dal Venerdì Santo fino alla domenica di Pasqua, in segno di lutto per la Crocifissione di Cristo. Secondo la leggenda le campane francesi volano a Roma per sentire l’annuncio della Resurrezione di Cristo direttamente dal Papa, per poi tornare a suonare con gioia la domenica di Pasqua.

GERMANIA

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La Ostern (Pasqua) tedesca reca molte tracce delle antiche tradizioni pagane.  Lo stesso nome “Ostern”, infatti, si riferisce a Eostre, una dea pagana della Primavera.

Durante la Settimana Santa le case vengono addobbate con ramoscelli d’ulivo, sagome di coniglietti e uova dipinte. Le celebrazioni vere e proprie iniziano il Giovedì Santo, dove è tradizione mangiare solo alimenti di colore verde per proteggere l’organismo durante l’anno. Tra il Venerdì Santo ed il Sabato, invece, si usa accendere dei grandi falò, altro residuo della ritualità pagana, con cui  si salutava l’arrivo della primavera.

Il pranzo pasquale è a base d’agnello, ed anche il dolce tipico (che da noi ha la forma di colomba) in Germania prende le sembianze di un agnello.

REGNO UNITO

In Inghilterra la tradizione pasquale vuole che il Giovedì Santo ci si dedichi all’attività caritativa. Nell’Abbazia di Westminster si ripete il rito del Royal Maundy Gifts, ossia il dono di denaro ai poveri da parte del sovrano durante una cerimonia religiosa.

Inoltre, nel Regno Unito, è considerato di buon auspicio sposarsi proprio la domenica di Pasqua.

LA PASQUA IN SPAGNA

A Barcellona, durante la Domenica delle Palme, in ricordo dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, interi rami di palme vengono portati in chiesa per la benedizione e possono essere decorati con dolci o rosari di zucchero. Le stesse palme vengono poi appese alle porte ed alle finestre per proteggere le casa dagli spiriti maligni.

Il tipico dolce pasquale catalano è la “mona”, decorata con uova di cioccolato e donata dal padrino di battesimo al figlioccio.

In Andalusia, invece, le confraternite organizzano processioni che sono vere e proprie rappresentazioni teatrali della via crucis di Cristo. Le celebrazioni più famose si svolgono a Siviglia durante la “Semana Santa” e richiamano turisti da tutte le altre parti del mondo.

SVEZIA

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In Svezia si usa decorare le case con uova dipinte e rami di pioppo e betulla, per celebrare l’arrivo della bella stagione. Inoltre c’è un’antica tradizione secondo la quale le bambine e le ragazze si travestono da streghe (påskkärring) per andare di casa in casa portando biglietti d’auguri in cambio di monetine o dolcetti. In pratica una specie di “dolcetto o scherzetto”. Quest’usanza nasce dalla credenza medievale secondo la quale la resurrezione di Cristo scacciò il male, riportando la luce e la pace. La Pasqua sarebbe, dunque, il periodo in cui le streghe vanno via, verso la Montagna Blu, il leggendario covo del Diavolo.  

POLONIA

In Polonia i festeggiamenti pasquali iniziano già dalla Domenica delle Palme in occasione della quale vengono realizzate delle “palme” fatte a mano con fiori secchi e piante sempreverdi oppure con la carta crespa. Le creazioni più belle e più alte vengono premiate. Sabato Santo si va in chiesa per la benedizione del cibo.

Il giorno di Pasqua, invece, ci si reca in chiesa all’alba e poi, quando si torna a casa, si consuma una colazione molto ricca in cui non possono mancare le uova sode con la maionese e le salsicce affumicate. Anche tutto il resto della giornata è dedicato al buon cibo, infatti la tavola resta sempre imbandita!

Infine il Lunedì di Pasquetta si vanno a trovare parenti ed amici ma, durante il tragitto, attenzione agli scherzi! Questa giornata, infatti, è chiamata Smigus Dyngus ed è festeggiata a suon di secchiate d’acqua che tutti lanciano su tutti!

STATI UNITI

Negli Stati Uniti molte tradizioni pasquali sono simili a quelle degli altri Paesi anglosassoni. A New York, lungo la Fifth Avenue, si organizza una parata piena di colori, dove i partecipanti esibiscono dei cappelli davvero stravaganti.

LA PASQUA IN MESSICO

In Messico è particolarmente suggestivo il Rogo di Giuda, il tradizionale falò del Sabato Santo durante il quale viene data alla fiamme una figura di cartone che rappresenta il discepolo che tradì Cristo.

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EL SALVADOR

A Texistepeque i riti cattolici e le tradizioni locali si fondono in una particolare celebrazione che vede protagonisti i “talcigüines”: uomini travestiti da diavoli che attraversano le strade della città. La loro incursione finisce ai piedi di Cristo dove si inginocchiano in segno di sottomissione, come simbolo della vittoria del Figlio di Dio sulla tentazione e sul male.

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COME RISPARMIARE IN VIAGGIO

5 CONSIGLI CHE TI AIUTERANNO A CAPIRE COME RISPARMIARE IN VIAGGIO.

Le due cose che mi sono sentita dire più spesso per quanto riguarda i viaggi sono: “Come sei fortunata a poter viaggiare!”, ma soprattutto “Come fai a permetterti tutti questi viaggi?”

Ho sempre cercato di spiegare che viaggiare non è una cosa da ricchi, basta prendere alcuni accorgimenti e fare attenzione in fase di pianificazione del viaggio.

Inoltre, come tutto nella vita, è questione di priorità! Per me viaggiare è la priorità, quindi evito di spendere in cose meno importanti per potermi permettere un viaggio in più. Preferisco non andare a cena fuori o comprare un vestito in meno e risparmiare per il prossimo viaggio. Non è un sacrificio. In fondo si tratta di evitare cose che non mi interessano per poterne fare una che, al contrario, per me è fondamentale.

In ogni caso ci sono degli accorgimenti che, obiettivamente, consentono di risparmiare in viaggio. Questi sono i 5 fondamentali!

COME RISPARMIARE IN VIAGGIO: FLESSIBILITA’

La flessibilità è la prima grande fonte di risparmio in tema di viaggi.

Spesso non è possibile essere flessibili circa le date, perché casomai si hanno le ferie solo in un determinato periodo, ma è sempre possibile essere flessibili rispetto alla meta.

Scegliere la meta del tuo prossimo viaggio in base al costo della vita in quel determinato Paese oppure in base alle offerte dei biglietti aerei è un modo per iniziare a risparmiare prima ancora di partire.

Per farti un’idea puoi curiosare tra gli articoli dei blog di viaggi oppure tra le offerte delle compagnie aeree. Sarà un modo per scoprire mete alternative e capire quale risulta più in linea con i tuoi gusti o con il tipo di viaggio che vorresti fare (culturale, avventuroso, rilassante…)  

PIANIFICAZIONE

Una delle cose che ti aiuteranno tantissimo a viaggiare senza andare in rovina è la pianificazione.

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Fai tutto con tempo. Valuta attentamente i costi dei voli, degli hotel, dei musei o di qualsiasi attrazione tu voglia visitare, ma anche il costo della vita quel determinato Paese.

Annota i costi e poi confrontali con quelli di altre mete. Solo dopo passa alla fase della prenotazione.

Prenotando con un paio di mesi di anticipo – parlo per esperienza personale! – troverai certamente offerte più interessanti rispetto a chi si ridurrà all’ultimo minuto.

Tanti viaggiatori approfittano di offerte last minute (che in generale non fanno per me!), però in questi casi si tratta di essere davvero molto flessibili ed avere la possibilità di partire in qualsiasi momento. Cosa che non tutti possono permettersi per ragioni lavorative o familiari, quindi il mio consiglio è: pianifica con tempo!  

COME RISPARMIARE IN VIAGGIO: DOVE ALLOGGIARE

Per risparmiare in viaggio, oltre a confrontare i prezzi dei vari hotel, ti suggerisco di valutare anche sistemazioni alternative. Spesso una camera di hotel può sembrare la soluzione più comoda, ma non è sempre la scelta migliore. Ovviamente molto dipende dalla meta scelta e dal tipo di esigenze del viaggiatore. Per esempio una persona che viaggia sola o in coppia sarà molto più flessibile di chi viaggia con i bambini che, invece, hanno esigenze specifiche a cui far fronte. Comunque, in generale affittare un piccolo appartamento o una stanza con angolo cottura può rivelarsi la scelta migliore, anche perché ti aiuterà a risparmiare sui pasti.  

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MEZZI PUBBLICI

Se la meta del tuo prossimo viaggio sarà una grande città, sicuramente avrai necessità di spostarti da una parte all’altra. Camminare è il modo migliore per goderti appieno la città, ammirare con calma i suoi monumenti e respirarne l’atmosfera.

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In alternativa, se le distanze sono proibitive, ci sono i mezzi pubblici. Anche qui la pianificazione risulterà fondamentale! Informati prima della partenza sulla rete dei trasporti pubblici della città. Solitamente c’è la possibilità di acquistare degli abbonamenti ai mezzi pubblici anche per un solo weekend oppure delle vere e proprie delle card turistiche che prevedono sia l’uso dei mezzi che l’ingresso alle varie attrazioni.  

COME RISPARMIARE IN VIAGGIO: FREE TOUR E ATTRAZIONI GRATUITE

Negli ultimi anni si sono diffusi molto sia i free tour che il tour sharing. I primi sono tour gratuiti (anche se una mancia per ringraziare la guida è sempre gradita!) per scoprire un luogo in modo divertente, informale ed economico. Il tour sharing, invece, prevede visite guidate il cui prezzo varia a seconda del numero di partecipanti: più si è, meno si paga.

Inoltre molti musei e monumenti prevedono delle giornate o delle fasce orarie in cui l’ingresso è gratuito. Basta informarsi bene prima di partire!

Per esempio #domenicalmuseo è l’iniziativa del Ministero della cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali.

FOREST BATHING: COS’E’ E DOVE FARLO

Il forest bathing è una pratica di cui si parla sempre più spesso negli ultimi anni. È conosciuta anche con altri nomi come: nature therapy, forest therapy, Shinrin-Yoku o Sami Lok.

In questo articolo scopriremo cos’è il forest bathing e dove è possibile farlo in Italia.

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COS’È IL FOREST BATHING

Il forest bathing è una pratica che mira a migliorare il benessere fisico e mentale delle persone attraverso il contatto con la natura, in particolare con gli alberi e la vegetazione.

Avete presente quella sensazione di benessere e quiete interiore che vi pervade dopo una passeggiata nella natura? Il forest bathing, per farla semplice, è proprio questo!

Questa pratica è diventata sempre più popolare negli ultimi anni, soprattutto grazie a degli studi scientifici che ne confermano l’efficacia. Si, perché quella sensazione di benessere che si prova dopo essere stati a contatto con la natura, a quanto pare, non è solo una sensazione!

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LE ORIGINI

Il forest bathing è una pratica antichissima. Infatti da sempre l’uomo ha percepito come il contatto con la natura avesse dei riscontri positivi in termini di salute e benessere.

Ciro il Grande, nel VI secolo a.C., ordinò che a Babilonia venisse creato un giardino proprio per migliorare le condizioni di salute dei suoi abitanti. Nel XVI secolo, Paracelso scrisse: “l’arte della guarigione viene dalla natura, non dal medico”. In tempi più recenti, invece, Tomohide Akiyama, capo del Ministero giapponese dell’agricoltura, delle foreste e della pesca, coniò il temine Shinrin-yoku per incoraggiare più persone a visitare le foreste del paese. Era il 1982.

Quindi, anche se la pratica è di fatto antichissima, il concetto è stato sviluppato in Giappone negli anni 80 ed ha preso il nome di Shinrin-yoku, che significa “trarre giovamento dell’atmosfera della foresta”.

Da allora questa pratica si è imposta positivamente nella cultura giapponese, diventando una vera e propria iniziativa di politica sanitaria e sociale da parte del Governo, che spinge il più possibile i cittadini a dedicarsi al rilassamento in mezzo al verde per ridurre lo stress e migliorare la salute mentale.

“Shinrin-yoku” è stato tradotto in inglese con “Forest Bathing”, in italiano letteralmente “Bagno di Foresta”.

COME FARE IL BAGNO DI FORESTA

Iniziamo con una buona notizia: il bagno di foresta non richiede alcuna attrezzatura speciale e può essere praticato da chiunque. Ciò detto si deve considerare che si tratta di un’esperienza multisensoriale di consapevolezza e mindfulness. Non basta camminare tra gli alberi per farsi due foto e postare tutto sui social!

Innanzitutto per praticare il forest bathing occorre trovare un’area naturale, come un parco o un bosco. Dopo di che si cammina lentamente immergendosi consapevolmente in quel luogo, prendendosi il tempo di osservare la natura, ascoltarne i suoni e sentirne i profumi. 

È importante cercare di essere veramente presenti, evitando le distrazioni e concentrandosi sui propri sensi per entrare in contatto con sé stessi e con la foresta.

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PERCHÉ IL FOREST BATHING FA COSÌ BENE?

Stare a contatto con la natura è sicuramente una cosa molto piacevole, ma perchè il Forest Bathing fa così bene?

Il merito, a quanto pare è tutto dei monoterpeni. Senza addentrarci in complicate spiegazioni tecniche, i monoterpeni sono sostanze volatili che si trovano negli oli essenziali di moltissime piante. Quindi fare Forest Bathing è più o meno come fare una enorme sessione di aromaterapia naturale!

Medici e ricercatori della Nippon Medical School di Tokyo hanno scoperto che le emissioni di monoterpeni prodotti dagli oli essenziali di alberi come il pino, il cedro e l’eucalipto hanno effetti positivi sulla salute umana. Quindi il Forest Bathing, in quanto regolatore dell’attività metabolica e ormonale, porta benefici come:

  • Riduzione dello stress;
  • Miglioramento del sistema immunitario;
  • Riduzione della pressione sanguigna;
  • Miglioramento della concentrazione

Per stimolare la risposta immunitaria nel corpo, è necessario respirare una certa dose di monoterpeni per un periodo di almeno tre ore per tre giorni consecutivi.

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DOVE FARE IL BAGNO DI FORESTA IN ITALIA

Per fare un buon bagno di foresta servirebbe un bel bosco “maturo”, con alberi ben sviluppati e dalla grande chioma.

In particolare il faggio, il pino silvestre e l’abete rosso hanno un alto potere emissivo di monoterpeni.

Considerando queste caratteristiche, in Italia ci sono molte aree verdi che possono essere utilizzate per praticare il Forest Bathing, compresi parchi regionali, riserve naturali e aree protette.

Partendo dal Nord c’è il Parco del Respiro di Fai della Paganella in Trentino Alto Adige ed il Parco Naturale Lumina Milia in Friuli Venezia Giulia.

Al Centro ci sono: Parco Nazionale Foreste Casentinesi in Toscana, i Monti Sibillini tra Umbria e Marche ed il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

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Infine, al Sud c’è il Parco Nazionale della Sila in Calabria.

Per altre mete in cui praticare il forest bathing in Italia e nel mondo puoi cliccare qui!

Non c’è una stagione esatta per fare il bagno di foresta, tuttavia sarebbe meglio evitare tutti quei periodi dell’anno in cui c’è molta folla in giro (come luglio e agosto, o in generale ponti e festività), perché questo potrebbe essere fonte di disturbo per le pratiche di forest bathing.