LA VALLETTA: COSA VISITARE IN UN GIORNO

La Valletta è un piccolo gioiello, un affascinate mix di storia e bellezza.

Oltre 300 monumenti e luoghi di interesse concentrati in meno di mezzo chilometro quadrato ed un centro storico che, dal 1980, è entrato a far parte del patrimonio UNESCO.

Si può visitare a piedi in mezza giornata (escluso il tempo per entrare nei vari musei, chiese…) e la composizione a griglia delle sue strade renderà semplice orientarsi.

In questo articolo conosceremo meglio La Valletta, vedremo quali sono i luoghi più interessanti da visitare ed esploreremo i suoi dintorni.

UN PO’ DI STORIA

La costruzione della città si deve al Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni, il Cavaliere francese Jean Parisot de la Valette che, dopo il Grande Assedio ottomano del 1565, decise di erigere una nuova città fortificata sulla penisola di Sciberras.

Molti re e principi europei finanziarono il progetto del Gran Maestro e papa Pio V inviò il suo architetto militare, Francesco Laparelli. Fu così che il 28 marzo 1566, grazie  alla crescente fama dell’Ordine ed alla volontà di respingere i Turchi, fu posata la prima pietra della città.

Il dominio dei Cavalieri finì nel 1798, quando Malta venne occupata dalle truppe francesi di Napoleone. Due anni più tardi, però, i francesi si arresero alla Royal Navy britannica che aveva posto l’isola sotto embargo. Malta ottenne l’indipendenza dal Regno Unito il 21 settembre 1964.

COSA VISITARE

WATERFRONT

Se (come me!) arriverai in nave questo sarà il primo posto che vedrai.

Il lungo mare (noto anche Waterfront o Pinto Wharf) è caratterizzato da edifici barocchi dalle tipiche porte colorate che, un tempo, venivano usati come magazzini per le merci. I colori erano una sorta di codice: giallo per il grano, blu per il pesce, rosso per il vino …

Oggi è il posto ideale per una passeggiata o per concedersi una pausa in uno dei tanti locali alla moda!

UPPER BARRAKKA GARDENS

Procedendo dal lungo mare, con una breve passeggiata, arriverai al Barrakka Lift, un ascensore panoramico che, al costo di un euro, di porterà ai Barrakka Gandens. Questi giardini, che si dividono in “Upper” e “Lower”, offrono una vista panoramica sul Porto Grande e sulle Tre Città.

Si trovano nella parte più alta del bastione di San Pietro e Paolo e al livello inferiore si trova la Saluting Battery, una batteria di cannoni che ogni giorno spara a salve alle 12:00 e alle 16:00.

I giardini erano riservati ai Cavalieri Ospitalieri di lingua italiana ma nel 1800, al termine dell’occupazione francese, furono aperti al pubblico. All’interno del parco ci sono diversi monumenti e memoriali in onore di alcune personalità di rilievo del periodo della dominazione britannica.

PIAZZA CASTILLE E AUBERGE DE CASTILLE

L’Auberge de Castille si trova in Piazza di Castiglia, vicino alla Borsa di Malta ed a poca distanza dai Giardini Upper Barrakka. Era la sede dei Cavalieri spagnoli e portoghesi che avevano il compito di difendere il vicino bastione di San Giacomo.

Oggi l’Auberge ospita gli uffici del Primo Ministro di Malta.

GRANDMASTER’S PALACE

I lavori del palazzo iniziarono nel 1571 per volontà del Gran Maestro Pietro del Monte, ad opera di Girolamo Cassaro. Inizialmente l’edificio si presentava piuttosto austero, solo in un secondo momento furono aggiunte le decorazioni, le balconate d’angolo ed il secondo portone d’accesso.

L’edificio ha ospitato il Parlamento di Malta fino al 2015, attualmente è la sede del Presidente della Repubblica. Parte del palazzo è un museo aperto al pubblico.

Tra le stanze più degne di nota ci sono la Stanza di San Michele e San Giorgio (detta Sala del Trono), usata per le riunioni del Gran Consiglio; la Sala Gialla, utilizzata dai paggi dell’Ordine; e la Sala Rossa, utilizzata per ricevere gli ambasciatori.

CONCATTEDRALE DI SAN GIOVANNI

E’ sicuramente un luogo imperdibile per chiunque visiti La Valletta!

La Concattedrale di San Giovanni è un tempio simbolo del barocco maltese, ed è formata da una navata centrale e da otto cappelle laterali che simboleggiano le diverse lingue parlate dai Cavalieri dell’Ordine. Ognuna di esse è decorata con motivi e simboli delle diverse nazionalità.

L’elemento più impressionante della Concattedrale è la volta. L’affresco è opera del maestro Mattia Preti ed è caratterizzata dalla ricerca di un realismo supremo in ogni figura rappresentata. Preti, inoltre, decorò anche le pareti laterali dell’altare maggiore, affrescate con le scene della vita di San Giovanni Battista.

Sulle mura della concattedrale, invece, gli intagli e le decorazioni sono state realizzate direttamente sulla pietra calcarea, impiegando una tecnica molto complessa ed avanzata per l’epoca.

Tra i motivi che rendono unica la visita della Concattedrale ci sono i due dipinti di Caravaggio custoditi al suo interno. La decollazione di San Giovanni, a cui è dedicata una grande sala annessa alla cattedrale, ed il San Girolamo scrivente, un’opera più piccola ma carica di simbolismo. Caravaggio arrivò a Malta nel 1606 in fuga da Roma, dove era stato accusato dell’omicidio di un uomo, forse suo rivale in amore. Trovò asilo sull’isola presso i cavalieri della Croce di Malta e forse provò ad ottenere la grazia da Alof De Vignacourt, Gran Maestro dell’Ordine all’epoca.

TEATRO MANOEL

Il teatro Manoel è tra i teatri più antichi d’Europa ancora in attività. E’ di piccole dimensioni, con 623 posti a sedere ed un auditorium di forma ovale.

La facciata è piuttosto austera, mentre l’interno è riccamente adorno, in pieno stile rococò.

Due risorgive naturali sotto il pavimento del teatro creano un’acustica perfetta al punto che anche dal fondo della sala è possibile udire il direttore d’orchestra che volta le pagine.

FORTE SANT’ELMO

Insieme alla Concattedrale è uno dei simboli di Malta.

Si tratta di una fortezza che si trova sulla punta settentrionale della città e prende il nome da Sant’Elmo, santo patrono dei marinai e divide il Porto Grande dal porto di Marsamuscetto e comanda le entrate di entrambi i porti insieme a Forte Tigné e Forte Ricasoli.

Oggi il forte ospita il National War Museum, dove sono esposte testimonianze della Seconda guerra mondiale, tra cui la George Cross, conferita da Re Giorgio VI a Malta nel 1942 per il valore dimostrato ed inserita dal governo maltese nella propria bandiera.

Se sei un appassionato di cinema sicuramente riconoscerai il set di “Assassinio sull’Orient-Express”  di Kenneth Branagh del 2017 – nel film il forte rappresentava il muro del pianto di Gerusalemme – oppure il carcere di “Fuga di mezzanotte” di Alan Parker del 1978.

I DINTORNI DI LA VALLETTA: LE TRE CITTA’

Passiamo ora ad esplorare i dintorni della capitale maltese.

Senglea, Vittoriosa e Cospicua, comunemente denominate le “Tre Città”, sono servite in passato da rifugio, bastione difensivo e abitazione per i diversi popoli che hanno conquistato Malta lungo la sua storia.

Per visitare Senglea, Vittoriosa e Cospicua in autonomia, la cosa migliore è arrivare usando i mezzi pubblici fino a Senglea e lì cominciare il percorso a piedi. La linea 1 dell’autobus ti condurrà a Senglea in meno di mezz’ora.

La principale attrazione di Senglea è il forte di Saint Michael, costruito dai Cavalieri dell’Ordine di Malta a metà del XVI secolo. Il centro della cittadina è un affascinante groviglio di strade e balconi colorati, figure di santi ad ogni angolo e vasi di fiori accanto alle porte d’ingresso. 

Vittoriosa (Birgu per i maltesi), grazie alla sua eccellente posizione sulla costa, fu la capitale di Malta fino al 1565 quando passò il testimone a La Valletta. Il principale bastione di Vittoriosa è il Forte di Sant’Angelo, prova dell’antica importanza militare della città. Grazie alla sua architettura rimasta intatta, Vittoriosa rende possibile immaginare come vivevano i Cavalieri Ospitalieri ed i nobili arrivati dalla Castiglia. L’edificio più significativo del centro storico è il Palazzo dell’Inquisitore, un antico carcere.

Cospicua è la più “nuova” e la più grande delle Tre Città. Ospita bastioni e altre strutture difensive costruite dai Cavalieri di Malta e conserva intatti edifici di grande importanza, come la chiesa dell’Immacolata Concezione.

ROMA: 3 PERCORSI D’ARTE GRATUITI

Roma, la Città Eterna. Una fonte inesauribile di bellezze artistiche.

Ovunque si sposti lo sguardo ci sono chiese, fontane, piazze, musei e siti archeologici unici al mondo.

Una tale sovrabbondanza potrebbe creare nel visitatore – soprattutto se poco esperto della Capitale! – l’imbarazzo della scelta e lasciarlo in uno stato di disarmante incertezza.

E’ per questo che ho pensato di creare una piccola guida con 3 percorsi d’arte per esplorare Roma in modo totalmente gratuito: non vi resta che scegliere il vostro preferito!

SPIANDO ROMA DAL BUCO DELLA SERRATURA

ROMA - VISTA PANORAMICA

Non c’è dubbio che il buco della serratura più famoso al mondo sia quello della porta dei Cavalieri di Malta. Siamo sull’Aventino, il più meridionale dei sette colli, ma anche quello che offre uno dei panorami più suggestivi sulla Capitale.

Avvicinate l’occhio alla serratura e guardate cosa si nasconde oltre, sicuramente rimarrete senza fiato: incorniciato da una fitta vegetazione, il panorama si apre sulla Cupola di San Pietro in un affascinante gioco prospettico.

Il tour sull’Aventino prosegue con la visita delle chiese di Santa Sabina e dei Santi Bonifacio e Alessio e termina nella magnifica cornice del Giardino degli Aranci.

La Basilica di Santa Sabina è una delle chiese paleocristiane meglio conservate.

L’ingresso principale è chiuso da una porta lignea risalente al V secolo, che costituisce il più antico esempio di scultura lignea paleocristiana. Attualmente sono visibili 18 riquadri (in origine erano 28) tra cui quello raffigurante la Crocifissione, che è la più antica raffigurazione conosciuta di questo evento!

La Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio svetta sull’Aventino dal V secolo.

Nel giugno 2019, in un’intercapedine del campanile, è stato rivenuto un affresco del 1100 raffigurante Sant’Alessio e il Cristo pellegrino. Si tratta di una scoperta unica perché l’affresco è in ottimo stato di conservazione e dunque è in grado di offrire molte informazioni sulle sue tecniche di realizzazione.

Infine eccoci giunti al Giardino degli Aranci (o parco Savello), uno dei parchi più romantici di Roma da cui si gode un’incantevole vista sulla Capitale. Un luogo che invita alla calma e consente di prendersi una pausa per godere di tutta la bellezza circostante.

CARAVAGGIO

La maggior parte delle opere attribuite a Michelangelo Merisi da Caravaggio sono conservate a Roma e, anche se molte sono esposte nei musei, alcune sono sparse nella città e fruibili gratuitamente.

La prima tappa è la chiesa di San Luigi dei Francesi che affaccia sulla piazza omonima, poco distante da piazza Navona. Qui si possono ammirare ben 3 opere di Caravaggio: la Vocazione di San Matteo, San Matteo e l’Angelo ed il Martirio di San Matteo.

La seconda tappa è la Basilica dei Santi Trifone e Agostino, in via della Scrofa, che ospita la Madonna di Loreto, detta anche Madonna dei Pellegrini, uno dei più noti capolavori di Caravaggio. Fu proprio il pittore a donare l’opera alla chiesa come ringraziamento per l’asilo concesso durante la fuga da un arresto. Caravaggio, infatti, aveva ferito un uomo nella vicina piazza Navona per aver rivolto alla sua amante troppe attenzioni. Sembrerebbe che il volto della Vergine abbia proprio i lineamenti  della donna all’origine della contesa, Lena.

L’ultima tappa è la Basilica di Santa Maria del Popolo, situata in piazza del Popolo, dalla quale prende il nome. A sinistra dell’altare maggiore c’è la cappella Cerasi, detta anche dell’Assunta o dei Santi Pietro e Paolo, è una delle cappelle più celebri di Roma. Qui Annibale Carracci e Caravaggio, i due maggiori pittori attivi nella Roma dell’epoca, si confrontarono negli anni 1600-1601, dando vita a uno dei capolavori inaugurali del Seicento romano. In particolare possiamo ammirare: la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo.

Santa Maria del Popolo merita di essere visitata a prescindere dalle opere di Michelangelo Mersi! Alla sua realizzazione parteciparono Bramante, Raffaello e Bernini ed incarna un perfetto esempio di contaminazione tra Rinascimento e Barocco.

LE FONTANE

Il rapporto tra Roma e l’acqua è inscindibile, non solo a causa del Tevere che l’attraversa, ma soprattutto in virtù degli ingegnosi sistemi progettati, sin dall’antichità, per portare l’acqua nella Città Eterna. Secondo il poeta inglese Shelley, per giustificare un viaggio a Roma sarebbe sufficiente anche solo la visita delle fontane della città.

Partendo da piazza Barberini incontriamo la Fontana del Tritone. Imboccata via Sistina, ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, la Barcaccia domina piazza di Spagna. Entrambe le fontane sono opera del Bernini.

In ogni caso la più grande, celebre ed iconica fontana della Capitale resta Fontana di Trevi, costruita sulla facciata di Palazzo Poli da Nicola Salvi.

La storia della fontana è strettamente collegata a quella del restauro dell’Aqua Virgo, ovvero l’acquedotto dell’Acqua Vergine, che risale ai tempi dell’imperatore Augusto: infatti l’architetto Marco Vipsanio Agrippa (genero di Augusto) fece arrivare l’acqua corrente da un bacino sulla via Collatina, fino al Campo Marzio, per alimentare le terme volute e completate dallo stesso Agrippa, cui si deve anche l’edificazione del Pantheon, come vistosamente ricordato nel frontone! L’acquedotto, attivo da più di duemila anni, si snoda sottoterra per quasi venti chilometri.

Per chiudere l’itinerario tra le fontane più belle di Roma, non possono mancare la Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini in piazza Navona e il Fontanone dell’Acqua Paola al Gianicolo.