3 GIORNI A SAN PIETROBURGO

SAN PIETROBURGO: SCOPRI COSA VISITARE IN 3 GIORNI NELLA CAPITALE CULTURALE DELLA RUSSIA

La Russia in generale mi ha sempre affascinato molto. Enorme, mistica, europea ma non troppo…era da sempre che mi dicevo: “come sarebbe bello andare a San Pietroburgo!”. E poi, finalmente, è successo!

Prima di partire avevo pianificato con precisione cosa visitare e quando…non solo perché sono una maniaca dell’organizzazione, ma soprattutto perché quando si hanno pochi giorni a disposizione (solo 3, purtroppo!) e una vastità sconfinata da poter visitare è ovvio che la pianificazione diventa una necessità, altrimenti il rischio sarebbe stato quello di girare a vuoto e perdere tempo prezioso stando in fila per acquistare il biglietto di turno.

Questa è una guida  pratica e semplice su cosa visitare in 3 giorni a San Pietroburgo.

GIORNO 1: GIRO DEL CENTRO STORICO A PIEDI

Il nostro punto di partenza è stata la Cattedrale di Sant’Isacco.

Questo gioiello dell’architettura neoclassica, che vanta una delle cupole tra le più grandi al mondo, è interamente rivestita di marmo, tanto da essersi guadagnata il soprannome di “museo di mineralogia”. Per decorarla, infatti, sono stati utilizzati ben 43 tipi di pietra, vari tipi di pregevoli marmi e malachite con cui sono state costruite le splendide colonne.

Proprio alle sue spalle si erge il Cavaliere di Bronzo, la statua più imponente di Pietro il Grande. Da lì abbiamo proseguito verso l’Ammiragliato con la sua inconfondibile guglia dorata e, usciti dai sui giardini, ci siamo trovati difronte a lui: il Palazzo d’Inverno!  Elegante, imponente, sontuoso, regale…in sintesi una vera meraviglia! Davanti al Palazzo si estende la sua enorme piazza, con al centro la Colonna di Alessandro e sulla destra il Palazzo dello stato Maggiore.

Abbiamo proseguito la nostra passeggiata costeggiando le rive della Moyka, uno dei tanti canali che attraversano San Pietroburgo, e siamo arrivati alla meta più attesa della giornata: la Chiesa del Salvatore sul sangue versato.

La chiesa sorge sulla riva del canale Gribaedova, vicino al parco Michajlovskij del Museo russo, e fu eretta sul luogo dove venne ucciso lo zar Alessandro II di Russia, vittima di un attentato il 13 marzo 1881. Il nome ufficiale in russo è, come ho scoperto dalla guida, Cattedrale della Resurrezione di Cristo.

Dal punto di vista architettonico, questa cattedrale è molto diversa dalle altre della città che, principalmente, sono barocche o neoclassiche e comunque piuttosto “europee”: qui invece si percepisce la forte influenza dell’architettura russa medievale e le sue forme richiamano quelle della famosissima cattedrale di San Basilio di Mosca. L’interno è un tripudio di colori e mosaici (oltre 7000 mq di mosaico).

Uscendo dalla chiesa del Salvatore sul sangue versato ci siamo ritrovati nei pressi della strada più famosa di San Pietroburgo: la Prospettiva Nevsky. Per chi, come me, ama la letteratura russa è una tappa imperdibile!

“Con una sensazione di stanchezza e di sporcizia… nella nebbia mattutina di Pietroburgo Alekséj Aleksàndrovic andava in carrozza lungo la prospettiva Névskij deserta, e guardava avanti senza pensare a quello che lo aspettava.”

Anna Karénina, Lev Tolstoj.

GIORNO 2: IL PALAZZO DI CATERINA E LA FORTEZZA DEI SANTI PIETRO E PAOLO

Il palazzo di Caterina era la residenza estiva degli zar e si trova nella città di Puškin a circa 25 km da San Pietroburgo. Il palazzo è raggiungibile con i mezzi pubblici (metro e autobus) impiegando circa 1 ora e mezza oppure in taxi (circa 45 minuti). Vi consiglio di visitarlo la mattina presto e di comprare il biglietto online perché le file per l’ingresso posso essere chilometriche!

L’edificio, iniziato nel 1717 su ordine dell’imperatrice russa Caterina I (da cui il nome), è stato più volte ricostruito nel corso del XVIII secolo sino a giungere alla forma attuale e, con la nascita dell’Unione Sovietica, venne aperto al pubblico come museo. Durante la seconda guerra mondiale  fu gravemente danneggiato ed il suo recupero non è ancora terminato. Nel 2003 i restauratori ci hanno restituito quella che, per la sua singolare bellezza, è stata definita “l’ottava Meraviglia del Mondo”: la Camera d’ambra, una stanza di circa 55 mq le cui pareti sono completamente rivestite da pannelli decorati con ben sei tonnellate d’ambra, oltre a foglie d’oro e specchi.

Il Palazzo nel suo complesso è un capolavoro, un tripudio di arte barocca, bello come i castelli delle fiabe con i suoi colori bianco e azzurro e le cupole d’oro. Passeggiando tra le sue sale è inevitabile che pensare a lei, la principessa la cui storia si è confusa tra realtà e leggenda: Anastasia!

Noi siamo stati accompagnati da una guida che parlava italiano ed era prodiga, oltre che di notizie sulla storia del palazzo, di pettegolezzi piccanti sulla vita amorosa della Grande Caterina!

Tornati a San Pietroburgo abbiamo dedicato il pomeriggio a visitare la fortezza dei Santi Pietro e Paolo che sorge sull’isola delle Lepri, sul fiume Neva, ed è nota come la Bastiglia russa. Si tratta di una cittadella militare voluta da Pietro il Grande nel 1703 (durante la Grande guerra del nord) e realizzata dall’architetto Domenico Trezzini. All’interno della fortezza si trovano la cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, il mausoleo dei Granduchi, il Museo storico di San Pietroburgo e il Museo dello spazio e della tecnologia missilistica.

L’attuale cattedrale è stata la prima chiesa in pietra della città, anch’essa progettata da Trezzini e costruita fra il 1712 e il 1733, termina con una guglia dorata sulla cui vetta è posto un angelo che regge una croce, ritenuto uno dei simboli più importanti di San Pietroburgo.

La cattedrale ospita i resti di quasi tutti i sovrani di Russia da Pietro il Grande a Nicola II e la sua famiglia (questi ultimi vennero sepolti qui nel luglio 1998).

Una curiosità: nel 1997 i restauratori che stavano pulendo l’angelo sulla guglia della cattedrale trovarono un involucro rigido in una piega della sua tunica: era una nota scritta dai restauratori del 1953 che si scusavano per aver fatto un lavoro scadente. In quell’anno, infatti, Chruščëv aveva voluto che l’angelo fosse restaurato velocemente per il duecentocinquantesimo anniversario della città. I restauratori del 1997 lasciarono un altro messaggio per le generazioni future, il cui contenuto non è mai stato svelato!

GIORNO 3: L’ERMITAGE ED I CANALI DI SAN PIETROBURGO

Dulcis in fundo, l’ultimo giorno abbiamo visitato l’Ermitage.

Con il nome di Ermitage in genere si indica un vastissimo complesso architettonico che comprende vari edifici costruiti tra il XVIII e il XIX secolo, tra cui il magnifico Palazzo d’Inverno che rese celebre il cosiddetto “Barocco Rastrelli”.

L’Ermitage ospita una delle più importanti collezioni d’arte del mondo ed è tra i musei più visitati, quindi è meglio prenotare il biglietto online, altrimenti si rischia di passare la giornata in coda!

Noi avevamo prenotato una visita guidata in italiano e, se potete, vi consiglio di fare lo stesso. L’Ermitage è colossale: circa 24 km di percorso, 50.000 mq di esposizione e 3.000.000 di opere… una guida può rivelarsi utile!

Il resto della giornata lo abbiamo trascorso facendo un giro in battello ed ammirando la città dall’acqua. Ci sono vari itinerari, ma i principali sono: canali interni e canali esterni fino alla Neva, passando per la Fortezza SS Pietro e Paolo, l’Incrociatore Aurora e l’isola Vasil’evskij (una delle maggiori isole sulle quali sorge San Pietroburgo, separata dall’isola dei Decabristi dalla Piccola Neva e in parte affacciata sul golfo di Finlandia).

Noi abbiamo scelto l’itinerario dei canali esterni e della Neva, comunque sono previste anche dei tour notturni per assistere all’apertura dei ponti.

Un suggerimento: quando siete sul battello, qualunque itinerario scegliate, restate seduti…i ponti sono estremamente bassi e stare in piedi può essere pericoloso per la vostra testa!

Leggi anche: SAN PIETROBURGO: CONSIGLI DI VIAGGIO

DOVE ANDARE IN INVERNO IN EUROPA

INVERNO IN EUROPA: LE 5 CITTA’ PIU’ BELLE DA VISITARE

Ho sempre viaggiato molto di più durante la primavera e l’estate che non in inverno…un po’ per esigenze lavorative, un po’ per caso, ma il problema è che non sono propriamente un’amante del caldo e quindi mi è capitato spesso di girare tra le strade di qualche città europea pensando a come sarebbe stato bello poterla visitare in inverno, imbiancata dalla neve e avvolta in un velo di misteriosa nebbia.

Credo che di aver stilato la mia “Top 5” delle città europee da visitare in inverno proprio mentre salivo al castello di Praga sotto il sole di fine agosto, circondata dall’afa ed immaginando canali ghiacciati, tetti imbiancati e tazze di cioccolata calda da gustare in un caffè storico.

Inoltre si deve considerare che, a parte il periodo natalizio, l’inverno è anche la stagione in cui circolano meno turisti, i prezzi calano e si può sperimentare il vero stile di vita locale.

Quindi ecco dove andare in inverno in europa: le 5 città più belle da visitare (almeno secondo me!).

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La capitale ungherese è nota anche come “la perla del Danubio” o “la Parigi dell’Est”.

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Budapest in inverno sembra avvolta da un’atmosfera fiabesca che profuma di spezie e vin brûlé.

Inoltre la città offre moltissime attività da svolgere o esperienze da vivere. Per esempio passeggiare tra i mercatini di Piazza Vörösmarty; fare shopping nell’elegante Andrássy út; godersi i giochi di luce che vanno in scena ogni sera dopo il tramonto alla Basilica di Santo Stefano; oppure pattinare sul ghiaccio sulla pista più grande d’Europa, tra Piazza degli Eroi e il Castello di Vajdahunyad.

PRAGA

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Se sei in cerca di una meta romantica e fiabesca Praga è decisamente la scelta giusta!

Passeggiare tra le stradine della Città Vecchia o sotto la luce diafana dei lampioncini del Ponte Carlo e guardare la città che si specchia nella Moldava è uno spettacolo impareggiabile.

Una visita al castello di Praga poi ti farà immergere definitivamente nell’atmosfera magica di questa città. La capitale della Repubblica Ceca, inoltre, vanta i mercatini di Natale considerati tra i più belli d’Europa, al di fuori della Germania, dove passeggiare tra bancarelle, luci e colori. Infine, l’inverno è la stagione dello Svařák, o vin brûlé, che troverai ovunque nelle strade di Praga per riscaldarti nelle gelide serate.

INVERNO IN EUROPA: TALLINN

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Tallinn è conosciuta come la città del Natale per i suoi festeggiamenti tradizionali, le mille luci del centro storico e i mercatini che richiamano ogni anno migliaia di visitatori nella Town Hall Square. La capitale dell’Estonia emana fascino ed eleganza con le sue torri che si affacciano sul Mar Baltico ed un centro storico che è tra i meglio conservati d’Europa.

Potrai passeggiare tra chiese medievali, case mercantili e palazzi gotici.

BRUGES

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Bruges, capitale delle Fiandre occidentali, è semplicemente fiabesca: il centro storico, inserito dall’Unesco nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità, è circondato da un fossato ovale che segue il tracciato delle antiche (e ormai scomparse!) fortificazioni medievali ed è un turbinio di pittoresche viuzze acciottolate che collegano piazze incantevoli dominate da chiese storiche e antichi palazzi dal frontone a gradoni.

Quando il freddo inizierà a farsi sentire potrai sempre goderti la vista sulla città nel caldo tepore dello storico Grand Cafe Craenenburg bevendo una vera cioccolata calda belga.

INVERNO IN EUROPA: VIENNA

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La capitale asburgica è un’altra meta particolarmente affascinante d’inverno quando, complice il freddo, ci si sente meno in colpa a rifugiarsi negli storici caffè per deliziarsi con una fetta di Sachertorte!

La città di Mozart offre ai viaggiatori i suoi maestosi palazzi imperiali dagli interni fastosi, prestigiosi musei affacciati su eleganti piazze, cattedrali gotiche e magnifiche chiese barocche. Se sei appassionato di musica classica potresti assistere ai tanti concerti che animano la città, dal Palazzo di Schönbrunn e alla cattedrale di Santo Stefano.

IN VIAGGIO SULLA ROMANTISCHE STRABE

La Romantische Strabe (Strada romantica) è uno degli itinerari turistici più famosi e frequentati della Germania.

Si tratta di un percorso lungo circa 400 Km che ha come estremità Würzburg e Füssen.

Questo itinerario venne creato nel 1950 quando la Germania era da poco uscita dalle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. Lo scopo era quello di far ripartire l’economia attraverso la promozione turistica.

La Romantische Strabe, quindi, è la dimostrazione concreta che la bellezza, la storia e la cultura possono davvero salvare un paese!

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L’intera strada è un insieme affascinante di paesaggi pittoreschi, atmosfere suggestive, percorsi enogastronomici ed attenzione al particolare. Secondo i Tedeschi, infatti, la Strada Romantica è costituita da tre grandi K: Kunst, Küche e Kultur. Arte, Cucina e Cultura.

Personalmente ho percorso solo una parte della strada (quella finale, perché siamo partiti da Füssen!), ma è stato sufficiente per restarne affascinata, tanto che avevo messo questo itinerario tra “le cose da fare il prossimo anno”…poi c’è stato il Covid ed ho dovuto rinviare!

Füssen viene spesso descritta come l’anima romantica della Baviera. Si trova ai piedi delle Alpi, in una delle regioni bavaresi più suggestive, a due passi dal magico castello Neuschwanstein.

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E’ la città più alta della Baviera e vanta un centro storico tardo medievale perfettamente conservato con, al centro, l’imponente castello ed il monastero di San Mang.

Consigli pratici per organizzare il tuo viaggio sulla Romantische Strabe

Se decidi di percorrere la Strada Romantica con le due o quattro ruote puoi seguire la segnaletica posta lungo tutto il tragitto.

Si tratta di cartelli contrassegnati dal colore marrone che indicano ai turisti il percorso migliore, più lento e più panoramico per muoversi tra le varie località. Eviterai così le strade statali, sicuramente più veloci ma anche più trafficate, e potrai apprezzare la bellezza dei piccoli centri lontani dalle grandi arterie.

Se invece preferisci usare i mezzi pubblici hai la possibilità di scegliere tra bus e treno. Ci sono diversi pacchetti a disposizione e potrai organizzare il tuo viaggio in completa libertà.

I pullman collegano le località poste lungo la Romantische Strabe con gli aeroporti di Francoforte sul Meno e Monaco di Baviera. Questo servizio consente di visitare i luoghi più importanti attraverso la formula dell’hop on-hop off. Si scende, si visita il luogo prescelto e si risale sul pullman alla volta della località successiva. Altrimenti c’è la linea ferroviaria, la Deutschen Bahn.

Gli sportivi e gli amanti del turismo lento possono optare per il percorso ciclabile che si estende per quasi 495 chilometri e rappresenta veramente un buon modo per apprezzare e vivere appieno le emozioni e le impressioni suscitate dai vari luoghi, attraverso una fruizione lenta del viaggio.

Il percorso riservato alle biciclette (colore verde), denominato D9, passa su strade secondarie asfaltate e sentieri di campagna lontani dal traffico. Ma non è tutto perché la Germania, così attenta alla mobilità sostenibile, ha pensato anche ad una rete di sentieri per chi vuole affrontare il cammino con lo zaino in spalla. Un passo lento che lascia spazio alla conoscenza più approfondita delle realtà che si attraversano. Basterà seguire il colore blu che contraddistingue il percorso di trekking di quasi 500 chilometri.

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NEUSCHWANSTEIN, IL CASTELLO DELLE FIABE

Il castello di Neuschwanstein (in italiano “Nuova pietra del Cigno”) si trova in Baviera, nei pressi di Füssen, ed è il luogo più fiabesco che si possa immaginare!

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Ludovico II e la nascita del castello di Neuschwanstein

Il castello è il frutto dell’incredibile immaginazione di Ludovico II di Baviera.

La vita di questo re, tanto amato dal suo popolo, è tuttora avvolta da un’aura di mistero.

Era riservato, amava viaggiare in incognito, era appassionato di mitologia tedesca (e non molto di politica!) ed aveva una vera e propria venerazione per il musicista Richard Wagner, di cui fu il più grande mecenate.

Ludovico II trascorse la sua infanzia nel castello di Hohenschwangau e quando salì al trono, appena diciottenne, decise di far costruire il castello di Neuschwanstein proprio sull’altura di fronte.

Del resto il luogo sembrava fatto apposta! Una rupe vertiginosa, avvolta dal verde della foresta,  poco lontana dalle calme acque di un lago.

Il castello venne concepito come ritiro personale ed omaggio al genio di Wagner.

I lavori per la costruzione iniziarono nel 1869 e quando nel 1886 Ludovico II morì (in circostanze molto misteriose!) non erano ancora terminati.

Per ironia della sorte quello che doveva essere un rifugio personale per isolarsi dal mondo divenne da subito uno dei castelli più visitati d’Europa. Si stima che dal 1886 ad oggi siano passate per le sue stanze circa 60 milioni di persone! Inoltre è stato fonte d’ispirazione per artisti di ogni genere ed è stato usato da Walt Disney come modello per alcuni tra i suoi più celebri film d’animazione, tra cui Biancaneve e i sette nani, Cenerentola e La bella addormentata nel bosco.

Il castello

Esternamente il palazzo ha un ingresso, con ai fianchi con due torri gemelle, realizzato in mattoni rossi e nettamente contrastante col resto della struttura in cui, invece, prevale il bianco della pietra. Oltre il cortile si estende il corpo principale del palazzo, per il resto è tutto un tripudio di torri, torrette e pinnacoli.

L’interno del castello, dotato di tutti i confort del tempo, è riccamente decorato con dipinti che riproducono scene ispirate a Lohengrin, Tannhauser e Parsifal. Gli ambienti più grandi e sfarzosi sono la Sala dei Cantori e la Sala del Trono; quest’ultima è stata concepita in modo da rievocare una chiesa bizantina, probabilmente lo scopo era proprio quello di sottolineare la sacralità del potere del re.

Il castello di Neuschwanstein ha un fascino misterioso, che va al di là della bellezza del paesaggio e dell’architettura fiabesca, per capirlo non resta che visitarlo!

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COSA VISITARE AD INNSBRUCK IN UN GIORNO

Innsbruck è una città da visitare a piedi. I principali luoghi di interesse, infatti, sono piuttosto vicini tra loro, inoltre camminare è il modo migliore per immergersi nell’atmosfera delle sue splendide stradine e perdersi tra il medioevo ed i fasti del periodo imperiale.

La città prende il suo nome da Inn (il fiume che l’attraversa) e bruck (ponte), quindi significa letteralmente “ponte sul fiume Inn”.

Diventò capitale del Tirolo nel 1420, sostituendosi a Merano (che lo era stata fino a quel momento!). Scelta come residenza ufficiale dell’Imperatore Massimiliano I, la città conobbe un periodo di grande splendore e di incremento economico tra il XVI ed il XVII secolo. Nel 1805, con la Pace di Presburgo, passò alla Baviera, per poi tornare legittimamente all’Austria con il Congresso di Vienna nel 1815.

Innsbruck in un giorno

Arco di Trionfo e Maria-Theresien-Strabe

Inizia la tua giornata ad Innsbruck dal grande Arco di Trionfo, porta d’ingresso al centro storico. Costruito nel 1765 per volere di Maria Teresa in onore delle nozze del figlio, l’Arciduca Leopoldo, si compone di 3 arcate e ricorda lo stile di un arco romano.

Dall’Arco di Trionfo parte Maria-Theresien-Strabe – l’arteria principale della città! – costellata da numerosi negozi, ristoranti, caffetterie ed edifici barocchi. In circa 10 minuti puoi percorrerla tutta fino a Herzog-Friedrich-Strabe, dove si trova la Torre Civica.

A metà della via c’è la Colonna di Sant’Anna, costruita nel 1700 per volere dell’Assemblea degli Stati Tirolesi in ricordo della sventata invasione delle truppe bavaresi.

Tettuccio d’Oro e Torre Civica

Herzog-Friedrich-Strabe è la più antica e caratteristica via del centro storico.

Qui si trovano alcune delle attrazioni più belle della città!

Sicuramente non potrai non notare subito il Goldenes Dachl (o Tettuccio d’Oro), una delle icone di Innsbruck! Fu l’imperatore Massimiliano I a far costruire questo piccolo tetto tardo-gotico di grande pregio artistico nella vecchia residenza dell’arciduca Federico IV, in occasione delle sue nozze. La loggia serviva per assistere a manifestazioni pubbliche e tornei…ma anche a placare le voci che davano l’imperatore per squattrinato!

La vicina Torre Civica regala una meravigliosa vista su tutta Innsbruck. Costruita nel 1450 e alta 51 m, è un vero e proprio simbolo della città. Potrai raggiungere la cima salendo i suoi 130 gradini, la fatica verrà ampiamente ripagata!

Hofburg e Hofkirche di Innsbruck

La Hofburg era la residenza ufficiale del governatore del Tirolo a Innsbruck, divenuta successivamente la residenza estiva della famiglia imperiale austriaca.

Il primo nucleo del palazzo risale al medioevo, quando l’arciduca Sigismondo d’Austria, conte del Tirolo, sentì la necessità di fortificare il borgo di Innsbruck. Il suo successore, re dei Romani e poi Imperatore Massimiliano I costruì, invece, l’attuale sistema che si può ancora vedere. La struttura rimase inalterata sino all’epoca di Maria Teresa d’Austria che diede ordine di ristrutturare il castello in stile rococò dandogli la forma attuale.

La Hofkirche è una delle chiese più belle e particolari della città! Viene chiamata anche “Chiesa degli Uomini Neri” a causa delle 28 statue nere situate all’interno, che stanno di guardia al monumento funebre dell’Imperatore Massimiliano I. In realtà il sarcofago è vuoto, in quanto le spoglie dell’imperatore si trovano nella cappella di San Giorgio nel Castello di Wiener Neustadt.

Dom zu St. Jakob

Proprio dietro all’Hofburg, ed a soli 3 minuti dall’Hofkirche, si trova l’edificio religioso più importante della città: la cattedrale di San Giacomo, in tedesco Dom zu St. Jakob. Questo meraviglioso Duomo è una testimonianza del barocco tirolese, con una meravigliosa facciata con due torri identiche. L’interno invece si presenta con una navata a croce latina e vi sono custodite diverse opere religiose!

Tra una tappa e l’altra assaggia la cucina locale. Siediti in uno dei tanti locali caratteristici e prendi i bretzel, una fetta di strudel o di Sacher. Per non parlare dei primi piatti, come i canederli o gli spätzle. Una bontà tira l’altra! E poi concediti una passeggiata sul lungofiume con le sue caratteristiche casette colorate.

Se hai ancora tempo o se ti trattieni in zona qualche altro giorno puoi fare una visita al Castello Ambras. Si tratta di una delle maggiori attrazioni turistiche di tutto il Tirolo, non soltanto per le collezioni che ospita e per la sua importanza storica, ma anche perché rappresenta un insieme architettonico rinascimentale unico.

E’ composto dal cosiddetto Castello Superiore, adibito a residenza, e dal Castello Inferiore, che ospita, tra l’atro, le Armerie dell’arciduca Ferdinando II, la Camera d’arte e di meraviglie, la Sala spagnola e la Saletta Turca. Il nucleo di questo museo d’arte sono le collezioni dell’arciduca, uno dei più importanti collezionisti della dinastia asburgica.

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