ARTE SACRA A PALERMO E DINTORNI

Arte sacra a Palermo: un itinerario tra chiese, mosaici e capolavori senza tempo.

Palermo è una città che non si lascia raccontare con un solo aggettivo. Mediterranea e nordica, araba e normanna, barocca e contemporanea: il suo fascino nasce proprio dall’incontro di civiltà che, nel corso dei secoli, hanno lasciato un’impronta indelebile nel suo volto.

I numerosi nomi con cui è stata chiamata raccontano meglio di qualsiasi libro la sua storia millenaria: Zyz, “fiore”, per i Fenici; Panormos, “ampio porto”, per i Greci; Panormus per i Romani; Balarm durante la dominazione araba; Balermus in epoca normanna. Ogni popolo ha aggiunto un tassello alla sua identità, trasformandola in una delle città culturalmente più ricche del Mediterraneo.

Passeggiare per Palermo significa attraversare oltre duemila anni di storia. Chiese, monasteri, palazzi e conventi custodiscono un patrimonio artistico che racconta l’incontro tra Oriente e Occidente, tra il mondo bizantino, la cultura islamica e la tradizione latina. Non sorprende che molti di questi monumenti facciano parte dell’Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.

Raccontare Palermo in un solo articolo sarebbe impossibile. Per questo ho deciso di iniziare da uno dei suoi aspetti più affascinanti: l’arte sacra. Un itinerario tra chiese, monasteri e luoghi di spiritualità che prosegue anche nei vicini capolavori di Monreale e Cefalù, dove fede, arte e storia si fondono in un equilibrio perfetto.

ARTE SACRA A PALERMO: LA CAPPELLA PALATINA

“La più bella chiesa del mondo, il più sorprendente gioiello religioso sognato dal pensiero umano.” – Con queste parole Guy de Maupassant descrisse la Cappella Palatina durante il suo viaggio in Sicilia. Un giudizio che, ancora oggi, appare tutt’altro che esagerato.

La cappella si trova all’interno del Palazzo dei Normanni, antica residenza dei sovrani di Sicilia e oggi sede dell’Assemblea Regionale Siciliana. Fu fatta costruire da Ruggero II a partire dal 1129 e rappresenta una delle massime espressioni dell’arte arabo-normanna, capace di fondere armoniosamente culture e tradizioni apparentemente lontane.

L’interno è un autentico capolavoro. Le pareti, il transetto e la cupola sono interamente rivestiti da splendidi mosaici bizantini che illustrano episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento. A dominare la scena è il maestoso Cristo Pantocratore, una delle immagini più celebri dell’arte medievale europea, che con il suo sguardo sembra accogliere il visitatore in un’atmosfera di profonda spiritualità.

Arte sacra a Palermo, foto di viaggiastorie

Ma la Cappella Palatina non colpisce soltanto per i mosaici. Basta alzare gli occhi verso il soffitto ligneo per cogliere uno degli elementi più sorprendenti dell’edificio: uno straordinario soffitto a muqarnas, decorato secondo la tradizione islamica con raffinati motivi geometrici e pittorici. È la dimostrazione più evidente di come, nella Palermo del XII secolo, il dialogo tra culture diverse fosse capace di generare opere d’arte uniche al mondo.

Visitare la Cappella Palatina significa entrare nel cuore della Sicilia normanna, in un luogo dove Oriente e Occidente convivono con un’armonia sorprendente.

CATTEDRALE DI PALERMO: UN VIAGGIO ATTRAVERSO MILLE ANNI DI STORIA

Più che una semplice chiesa, la Cattedrale di Palermo è il racconto in pietra della storia della città.

Nel corso dei secoli l’edificio è stato modificato più volte, assumendo elementi normanni, gotici, rinascimentali e neoclassici che convivono in un insieme architettonico unico. Ogni epoca ha lasciato il proprio segno, trasformando il Duomo in una sorta di museo a cielo aperto dell’arte siciliana.

La cattedrale è dedicata alla Vergine Maria Assunta, ma il cuore della devozione dei palermitani è la splendida Cappella di Santa Rosalia, patrona della città. Qui è custodita la preziosa urna d’argento che conserva le reliquie della santa, uno dei capolavori dell’oreficeria barocca siciliana, realizzata nella prima metà del Seicento.

Arte sacra a Palermo, foto di viaggiastorie

Le tombe dei re di Sicilia

Uno dei motivi principali per visitare la Cattedrale è la presenza delle Tombe Reali, che custodiscono le sepolture di alcuni dei protagonisti della storia medievale europea.

Tra queste spicca il monumentale sarcofago in porfido rosso dell’imperatore Federico II di Svevia, il celebre Stupor Mundi, figura centrale della cultura e della politica del Medioevo. Accanto a lui riposano il padre Enrico VI, la madre Costanza d’Altavilla, il nonno Ruggero II e la moglie Costanza d’Aragona.

Camminare tra queste sepolture significa ripercorrere una delle stagioni più straordinarie della storia del Regno di Sicilia.

Arte sacra a Palermo: il Tesoro della Cattedrale

L’Area Monumentale comprende anche il Tesoro della Cattedrale, dove sono conservati preziosi oggetti liturgici, paramenti sacri, reliquiari e antichi manufatti appartenuti alla famiglia reale.

Tra le opere più celebri spicca la magnifica corona di Costanza d’Altavilla, uno dei simboli della monarchia normanna e uno dei gioielli medievali più importanti d’Europa.

Palermo vista dall’alto

La visita può concludersi salendo sui tetti della Cattedrale.

Da qui si gode uno dei panorami più belli di Palermo: le cupole, i campanili, i tetti del centro storico e, sullo sfondo, il profilo del Monte Pellegrino raccontano la città da una prospettiva completamente diversa.

Per chi ama la storia, l’arte e l’architettura, la Cattedrale di Palermo rappresenta una tappa imprescindibile, capace di racchiudere in un unico luogo quasi mille anni di vicende politiche, artistiche e religiose.

PALERMO DARK: LE CATACOMBE DEI CAPPUCCINI

Palermo sa sorprendere anche quando mostra il suo volto più enigmatico.

Se le grandi chiese raccontano la magnificenza dell’arte sacra, le Catacombe dei Cappuccini conducono il visitatore in una dimensione completamente diversa, dove storia, antropologia e spiritualità si intrecciano in un’esperienza tanto insolita quanto affascinante.

Le catacombe si trovano sotto il Convento dei Cappuccini, nel quartiere Cuba, annesso alla chiesa di Santa Maria della Pace. Il convento fu edificato nel XVI secolo su strutture preesistenti e, nel tempo, divenne il luogo di sepoltura prediletto dell’aristocrazia palermitana, del clero e della ricca borghesia cittadina.

Oggi ospitano circa 8.000 corpi mummificati, disposti lungo i corridoi secondo criteri ben precisi: uomini, donne, bambini, religiosi, professionisti e nobili occupano gallerie differenti, quasi a ricreare una città silenziosa dove il tempo sembra essersi fermato.

Le particolari condizioni climatiche e i metodi di conservazione utilizzati dai frati permisero una straordinaria mummificazione naturale dei corpi, rendendo questo luogo uno dei più celebri complessi funerari d’Europa.

La figura più conosciuta è quella della piccola Rosalia Lombardo, morta nel 1920 all’età di due anni e soprannominata “la bella addormentata”. Il suo corpo, perfettamente conservato, continua ancora oggi a suscitare stupore e commozione.

Visitare le Catacombe dei Cappuccini significa confrontarsi con una diversa concezione della morte, profondamente radicata nella cultura siciliana, dove il ricordo dei defunti diventa parte integrante della memoria collettiva.

ARTE SACRA A PALERMO: CHIESA DI SAN GIOVANNI DEGLI EREMITI

Il percorso dedicato all’arte sacra a Palermo prosegue con uno dei simboli più iconici della città arabo-normanna, la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti.

Le sue cinque caratteristiche cupole rosse emergono tra palme, agrumi e giardini mediterranei, creando uno degli scorci più fotografati della città.

Edificata nel XII secolo durante il regno di Ruggero II, la chiesa rappresenta uno degli esempi più affascinanti dell’architettura siculo-normanna. Le sue linee essenziali, il chiostro raccolto e la semplicità degli spazi trasmettono un senso di pace che contrasta piacevolmente con il vivace centro storico circostante.

L’aspetto esterno richiama sorprendentemente l’architettura islamica. Non è un caso che la scrittrice inglese Frances Minto Elliot, nel suo Diary of an Idle Woman in Sicily, osservasse come l’edificio avrebbe potuto trovarsi “a Baghdad o a Damasco”, sottolineando la straordinaria fusione tra elementi orientali e tradizione cristiana.

Anche questa chiesa fa parte dell’Itinerario Arabo-Normanno UNESCO, testimonianza di una stagione storica in cui culture diverse riuscirono a convivere e ad arricchirsi reciprocamente.

CHIESE DELLA MARTORANA E DI SAN CATALDO

Piazza Bellini rappresenta uno dei luoghi più suggestivi per scoprire l’arte sacra a Palermo.

Qui, a pochi passi l’una dall’altra, sorgono due chiese che raccontano l’anima multiculturale della città: Santa Maria dell’Ammiraglio, universalmente conosciuta come Martorana, e la vicina Chiesa di San Cataldo.

Fondata nel XII secolo da Giorgio d’Antiochia, ammiraglio del re Ruggero II, la Martorana custodisce alcuni dei mosaici bizantini più raffinati d’Italia. Le superfici dorate riflettono la luce creando un’atmosfera quasi irreale, mentre le decorazioni raccontano episodi della tradizione cristiana orientale.

Ancora oggi la chiesa appartiene all’Eparchia di Piana degli Albanesi e celebra la liturgia secondo il rito bizantino, rappresentando uno dei più importanti punti di riferimento della comunità italo-albanese di Sicilia.

Accanto alla Martorana sorge San Cataldo, immediatamente riconoscibile per le sue tre cupole rosse che sembrano richiamare il profilo di una moschea.

L’edificio, costruito anch’esso nel XII secolo, ha attraversato una storia singolare: nel corso dei secoli fu adibito agli usi più diversi, persino a ufficio postale, prima di essere restituito al culto nel Novecento.

Osservate insieme, queste due chiese raccontano meglio di qualsiasi manuale la straordinaria contaminazione artistica che rese Palermo una delle capitali culturali del Mediterraneo medievale.

ARTE SACRA A PALERMO CHIESA DEL GESÙ

Se la Palermo normanna affascina per il dialogo tra Oriente e Occidente, la Chiesa del Gesù, conosciuta anche come Casa Professa, sorprende per l’opulenza del suo barocco.

Costruita dai Gesuiti alla fine del Cinquecento nell’antico quartiere ebraico della città, la chiesa avrebbe dovuto essere inizialmente piuttosto sobria. Nel corso del Seicento, però, venne progressivamente arricchita fino a trasformarsi in uno dei più spettacolari esempi del barocco siciliano.

L’esterno, semplice e austero, non lascia immaginare ciò che attende il visitatore oltre il portale.

L’interno è una vera esplosione di stucchi, marmi policromi, bassorilievi, affreschi e decorazioni scultoree che ricoprono ogni superficie disponibile. La luce filtra dalle alte finestre esaltando il bianco degli stucchi e i colori delle tarsie marmoree, creando un effetto scenografico di straordinaria eleganza.

Entrare nella Chiesa del Gesù significa assistere alla piena affermazione del gusto barocco, dove arte, fede e spettacolarità si fondono in un linguaggio capace ancora oggi di stupire.

CHIESA DEL SANTISSIMO SALVATORE

Lungo il Cassaro, l’attuale Corso Vittorio Emanuele, si trova un’altra delle grandi chiese monumentali di Palermo: il Santissimo Salvatore.

La sua storia affonda le radici nell’XI secolo, quando Roberto il Guiscardo ne promosse la costruzione come monastero delle monache basiliane di rito greco.

Secondo la tradizione, proprio qui trascorse parte della sua giovinezza Costanza d’Altavilla, destinata a diventare regina di Sicilia, moglie di Enrico VI di Svevia e madre dell’imperatore Federico II. La sua vicenda personale rappresenta uno dei capitoli più affascinanti della storia medievale europea.

Nel XVI secolo l’antico edificio normanno venne completamente ricostruito, assumendo l’aspetto monumentale che conserva ancora oggi. Successivamente fu arricchito da una grande cupola barocca che domina il centro storico della città.

Oggi uno dei motivi principali per visitare questa chiesa è proprio la possibilità di salire sulla cupola.

Dall’alto lo sguardo abbraccia i tetti di Palermo, le cupole delle sue chiese, il profilo del mare e il Monte Pellegrino, offrendo una prospettiva privilegiata sulla complessità urbanistica e sulla straordinaria bellezza del capoluogo siciliano.

ARTE SACRA A PALERMO E DINTORNI: DUOMO DI MONREALE

A pochi chilometri da Palermo, sulle pendici del Monte Caputo, sorge Monreale, una cittadina che custodisce uno dei massimi capolavori dell’arte medievale europea.

Il suo celebre Duomo, fatto edificare nel 1174 dal re normanno Guglielmo II, rappresenta il punto più alto della straordinaria stagione artistica che, tra XII e XIII secolo, trasformò la Sicilia in un crocevia di culture, religioni e tradizioni.

L’esterno, severo e monumentale, richiama l’aspetto delle grandi cattedrali normanne, quasi una fortezza destinata a proteggere uno dei tesori più preziosi dell’isola.

Varcata la soglia, però, ogni aspettativa viene completamente ribaltata.

L’interno lascia letteralmente senza fiato. Oltre 6.300 metri quadrati di mosaici bizantini rivestono quasi ogni superficie della chiesa, raccontando, come un immenso libro illustrato, gli episodi principali dell’Antico e del Nuovo Testamento.

A dominare l’intero edificio è l’imponente figura del Cristo Pantocratore, raffigurato nel catino absidale. Il suo volto, solenne e misericordioso al tempo stesso, accompagna lo sguardo del visitatore da qualsiasi punto della navata e rappresenta una delle immagini più iconiche dell’arte bizantina.

La visita merita qualche minuto in più anche per il magnifico Chiostro dei Benedettini, impreziosito da oltre duecento colonne decorate, tutte diverse tra loro, che costituiscono uno degli esempi più raffinati della scultura medievale italiana.

Dal 2015 il Duomo di Monreale è inserito, insieme ai principali monumenti normanni di Palermo e Cefalù, nel sito UNESCO “Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale”.

DUOMO DI CEFALU’

L’ultima tappa del percorso dedicato all’arte sacra a Palermo e dintorni si raggiunge proseguendo lungo la costa settentrionale della Sicilia e raggiungendo Cefalù, uno dei borghi più belli d’Italia, dominato dall’imponente sagoma della Rocca e affacciato su un mare di straordinaria bellezza.

Qui sorge un’altra delle grandi cattedrali normanne dell’isola.

Secondo la leggenda, il Duomo di Cefalù nacque da un voto pronunciato da Ruggero II durante una violenta tempesta. Scampato al naufragio, il sovrano avrebbe promesso di costruire una grande chiesa nel luogo in cui sarebbe approdato.

La realtà storica racconta probabilmente un progetto politico molto più ambizioso: la volontà di creare una cattedrale dinastica capace di celebrare il prestigio del Regno di Sicilia e della monarchia normanna.

L’edificio, iniziato nel 1131, presenta l’imponente facciata fortificata con le due torri gemelle, simbolo del potere religioso e temporale.

Anche in questo caso è l’interno a custodire il tesoro più prezioso.

Nel presbiterio risplendono gli straordinari mosaici bizantini, realizzati da maestranze orientali chiamate appositamente in Sicilia da Ruggero II. Ancora una volta la scena è dominata dal maestoso Cristo Pantocratore, che sembra accogliere i fedeli con uno sguardo intenso e profondamente umano.

Pur essendo meno estesi rispetto a quelli di Monreale, i mosaici di Cefalù sono considerati tra le più alte espressioni dell’arte musiva medievale europea, grazie all’eleganza delle figure, alla luminosità dell’oro e alla straordinaria qualità esecutiva.

Anche il Duomo di Cefalù fa parte del sito UNESCO dedicato all’itinerario arabo-normanno della Sicilia.

ARTE SACRA A PALERMO: UN ITINERARIO TRA FEDE, ARTE E STORIA

Percorre questo itinerario all’insegna dell’arte sacra a Palermo e dintorni significa molto più che ammirare splendidi edifici religiosi.

Ogni mosaico, ogni cupola, ogni chiostro racconta il dialogo tra popoli che, nel corso dei secoli, hanno trasformato la Sicilia in uno dei più straordinari laboratori culturali del Mediterraneo.

Normanni, Bizantini, Arabi, Latini e, più tardi, gli artisti del Barocco non hanno semplicemente lasciato monumenti: hanno costruito un’identità che ancora oggi rende Palermo una città diversa da qualsiasi altra.

È proprio questa straordinaria contaminazione culturale a rendere l’arte sacra palermitana così affascinante. Qui le chiese non sono soltanto luoghi di culto, ma pagine di storia scolpite nella pietra, impreziosite dall’oro dei mosaici e illuminate dalla luce del Mediterraneo.

Forse è questo il motivo per cui Palermo continua a sorprendere chi la visita.

Perché dietro ogni portale si nasconde un frammento di Oriente, dietro ogni chiostro riaffiora un pezzo d’Europa e, tra le navate di queste antiche basiliche, il passato continua a dialogare con il presente.

Lasciare Palermo significa portare con sé molto più di qualche fotografia. Significa conservare il ricordo di una città che ha saputo trasformare l’incontro tra culture diverse in un patrimonio artistico di inestimabile valore, capace ancora oggi di emozionare, raccontare e ispirare.

CONSIGLI UTILI

Organizzare un itinerario dedicato all’arte sacra a Palermo significa prepararsi a un viaggio nella storia, ma anche tenere conto di alcuni aspetti pratici per vivere al meglio l’esperienza.

Quanto tempo serve per visitare Palermo?

Per scoprire con calma le principali testimonianze dell’arte sacra a Palermo sono consigliabili almeno tre giorni.

Il centro storico della città raccoglie molti dei luoghi più importanti, come la Cappella Palatina, la Cattedrale, la Martorana, San Cataldo e la Chiesa del Gesù, tutti facilmente raggiungibili a piedi.

Per completare l’itinerario è necessario aggiungere una mezza giornata per visitare il Duomo di Monreale, mentre Cefalù merita almeno una giornata intera, soprattutto se si desidera abbinare il patrimonio artistico alla bellezza del borgo e del mare.

Qual è il periodo migliore per visitare Palermo?

Palermo è una città visitabile tutto l’anno, ma i periodi migliori sono sicuramente la primavera e l’autunno.

Nei mesi di aprile, maggio, settembre e ottobre il clima è piacevole e permette di passeggiare nel centro storico senza il caldo intenso dell’estate. Inoltre, le temperature più miti rendono più piacevoli anche le visite ai monumenti e le eventuali salite sulle terrazze panoramiche della Cattedrale e del Santissimo Salvatore.

L’estate resta un periodo suggestivo per vivere l’atmosfera mediterranea della città, ma è consigliabile organizzare le visite nelle prime ore della giornata o nel tardo pomeriggio.

Biglietti e prenotazioni

Non tutte le chiese prevedono un ingresso a pagamento.

Alcuni luoghi, come diverse chiese del centro storico, possono essere visitati gratuitamente o con un’offerta libera; altri, invece, richiedono un biglietto per accedere alle aree monumentali.

Tra le visite a pagamento più importanti ci sono:

  • Cappella Palatina, all’interno del Palazzo dei Normanni;
  • Area Monumentale della Cattedrale di Palermo, che comprende tetti, tombe reali, tesoro e cripta;
  • Duomo di Monreale, con il complesso monumentale e il chiostro.

È sempre consigliabile verificare gli orari aggiornati prima della visita, perché alcuni monumenti possono avere giorni di chiusura o variazioni stagionali.

Come muoversi tra Palermo, Monreale e Cefalù?

Il centro storico di Palermo si visita comodamente a piedi: questa è anche la soluzione migliore per cogliere l’atmosfera dei suoi vicoli, delle piazze e dei mercati storici.

Per raggiungere Monreale si può utilizzare il trasporto pubblico oppure un’auto privata. Cefalù, invece, è facilmente collegata a Palermo anche tramite treno e rappresenta una splendida escursione giornaliera.

Chi desidera approfondire la storia e i significati artistici dei monumenti può valutare una visita guidata: molti dettagli dell’arte bizantina, normanna e barocca rischiano infatti di passare inosservati senza un adeguato contesto storico.

Arte sacra a Palermo: Un ultimo consiglio

Palermo non è una città da visitare frettolosamente.

I suoi tesori richiedono tempo e attenzione: fermarsi davanti a un mosaico, osservare la luce che attraversa una cupola o lasciarsi sorprendere dall’incontro tra culture diverse fa parte dell’esperienza tanto quanto raggiungere il monumento stesso.

Perché il vero fascino dell’arte sacra a Palermo non risiede soltanto nella bellezza delle sue chiese, ma nelle storie che esse continuano a raccontare dopo secoli.

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10 MOTIVI PER VISITARE RAVENNA

Ravenna è una di quelle città che sorprendono per i dettagli.

A un primo sguardo può sembrare raccolta e discreta, ma basta varcare la soglia di una delle sue basiliche per ritrovarsi immersi in un universo di mosaici dorati, cupole scintillanti e testimonianze che raccontano uno dei periodi più affascinanti della storia europea.

Per secoli Ravenna è stata capitale dell’Impero Romano d’Occidente, del regno degli Ostrogoti e dell’Esarcato bizantino. Un’eredità straordinaria che oggi le è valsa il riconoscimento di otto monumenti Patrimonio UNESCO, rendendola una delle città italiane con la più alta concentrazione di siti dichiarati patrimonio dell’umanità.

Se stai programmando un viaggio in Emilia-Romagna, ecco 10 motivi per visitare Ravenna e lasciarti conquistare da una città che riesce a unire arte, storia e un’atmosfera sorprendentemente rilassata.

RAVENNA: LA BASILICA DI SAN VITALE

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Fonte: Pixabay

E’ un capolavoro dell’arte paleocristiana e bizantina, oltre che uno dei più famosi ed importanti luoghi di culto cattolici di Ravenna.

Tra i magnifici mosaici che decorano l’interno della Basilica ci sono anche quelli celeberrimi che ritraggono il corteo dell’Imperatore Giustiniano e della moglie Teodora.

IL MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA

Secondo la tradizione Galla Placidia, figlia di Teodosio e reggente dell’Impero romano d’Occidente per il figlio Valentiniano III, avrebbe fatto costruire questo mausoleo per sé, il marito Costanzo III e il fratello Onorio. Tuttavia è molto probabile che l’edificio non venne mai utilizzato come tomba di Galla Placidia, poiché le fonti riportano che essa morì a Roma nel 450 e lì fu sepolta nel Mausoleo Onoriano.

IL BATTISTERO NEONIANO

Prende il nome dal vescovo Neone che ne fece proseguire la costruzione dopo il suo predecessore Orso, ma è anche noto come Battistero degli Ortodossi. Oggi il Battistero appare “interrato” di circa 2 metri a causa del fenomeno della subsidenza, tipico di Ravenna. Ha una pianta di forma ottagonale, la numerologia, infatti, associava l’otto con la resurrezione, essendo la somma di sette, il tempo, più uno, Dio Padre.

IL BATTISTERO DEGLI ARIANI

Era il battistero della antica cattedrale ariana, oggi denominata Chiesa dello Spirito Santo.

Teodorico, di culto ariano, tentò di far convivere pacificamente i goti di culto ariano ed i latini di culto ortodosso, costruendo quartieri ed edifici di culto distinti.

Questo è l’unico battistero costruito in Italia appositamente per il culto ariano.

LA CAPPELLA DEL PALAZZO ARCIVESCOVILE DI RAVENNA

Si tratta dell’unico monumento di natura ortodossa ad essere stato costruito durante il regno di Teodorico; la Cappella Arcivescovile, nota anche come Cappella di Sant’Andrea, è l’antico oratorio dell’Episcopio ravennate, voluta dal Vescovo Pietro II e dedicata a San Pietro Crisologo, arcivescovo di Ravenna dal 433 al 450.

LA BASILICA DI SANT’APOLLINARE NUOVO

La basilica fu fatta erigere dal re goto Teodorico nel 505 come chiesa palatina, cioè ad uso della sua corte. Quando Ravenna venne conquistata  dall’Impero bizantino tutti gli edifici legati ai goti e all’arianesimo furono integrati al culto cattolico e l’ex basilica teodoriciana venne riconsacrata a San Martino di Tours, difensore della fede cattolica e avversario di ogni eresia.

La basilica assunse il suo nome attuale solo intorno al IX secolo dopo che vi furono portate le reliquie di sant’Apollinare, primo vescovo di Ravenna, dall’omonima basilica di Classe per sottrarle al pericolo delle scorrerie dei pirati.

Come tutte le chiese di Ravenna, anche Sant’Apollinare Nuovo è decorata con meravigliosi e coloratissimi mosaici.

IL MAUSOLEO DI TEODORICO

E’ la più celebre costruzione funeraria degli Ostrogoti.

Il monumento fu costruito all’esterno della cerchia muraria della città, in una zona da tempo occupata da una necropoli.

La costruzione si distingue da tutte le altre presenti in città per il fatto di non essere costruita in mattoni, ma con blocchi di pietra d’Aurisina per ricordare il Palazzo di Diocleziano a Spalato; il mausoleo ha una pianta decagonale e la sua caratteristica più sorprendente è la “cupola”, formata da un unico ed enorme monolite a forma di calotta, anch’esso in pietra Aurisina, di 10,76 metri di diametro e 3,09 di altezza, per un peso di circa 230 tonnellate.

LA BASILICA DI SANT’APOLLINARE IN CLASSE

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Fonte: Pixabay

Fu costruita e finanziata nella prima metà del VI secolo dal banchiere Giuliano Argentario ed è stata dedicata a sant’Apollinare, il primo vescovo di Ravenna, sul luogo del martirio, dove sono i resti di alcune parti delle sue spoglie.

Con la Basilica di Sant’Apollinare in Classe si conclude la visita tra i monumenti paleocristiani di Ravenna, un sito seriale inserito dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità nel 1996.

LA TOMBA DI DANTE A RAVENNA

Il Sommo Poeta visse gli ultimi anni della propria esistenza nella città romagnola, morendovi nel 1321. Sul letto di morte Dante Alighieri volle essere vestito col saio francescano e scelse come luogo di sepoltura il convento dei Frati Minori, arrivati a Ravenna nel 1261.

Il giorno dopo il decesso il corpo del poeta fu sepolto nello stesso sarcofago in cui si trova attualmente. Tuttavia fu proprio da quel momento che iniziarono i problemi. Prima i resti mortale di Dante diventarono oggetto di una lunga contesa con i fiorentini, poi furono trafugati e posti in una una cassetta – oggi conservata nel museo Dantesco- nascosta in un luogo ritenuto sicuro.

La cassetta con i resti del poeta venne ritrovata casualmente durante dei lavori di restauro il 27 maggio 1865. Durante la seconda guerra mondiale fu nuovamente nascosta per evitare che i bombardamenti la distruggessero. Infine fu ricollocata nel tempietto il 19 dicembre 1945.

LA CRIPTA DELLA BASILICA DI SAN FRANCESCO

Restando nella cosiddetta zona dantesca della città, si può visitare la Basilica di San Francesco.

Al disotto del presbiterio si trova la cripta, raggiungibile tramite una doppia rampa di scale ed avente come ingresso una piccola finestra ad arco da cui è possibile vederla senza accedervi. La cripta è a tre navate, coperta con volte a crociera e sul suo pavimento ci sono antichi mosaici. L’aspetto più singolare della cripta è che, trovandosi al di sotto il livello del mare, è invasa dall’acqua e si presenta come una piccola piscina, dove nuotano anche diversi pesci creando effetti particolarmente suggestivi.

RAVENNA: UNA CITTA’ DA SCOPRIE CON LENTEZZA

Ravenna è una di quelle destinazioni che invitano a rallentare. Le distanze tra i principali monumenti sono ridotte e il centro storico si visita piacevolmente a piedi, permettendo di alternare basiliche, piazze eleganti, piccoli caffè e scorci ricchi di fascino.

È la città ideale per chi ama il turismo culturale, ma anche per chi desidera concedersi un weekend senza fretta, lasciandosi guidare dalla curiosità.

La bellezza di Ravenna non risiede soltanto nei suoi straordinari mosaici.

È una città che racconta l’incontro tra culture diverse, dove Oriente e Occidente si riflettono nelle tessere dorate delle sue basiliche e ogni monumento custodisce un frammento della storia d’Europa.

INFORMAZIONI UTILI

Per visitare i principali monumenti è consigliabile acquistare il biglietto cumulativo, che permette di accedere ai principali siti UNESCO e rappresenta la soluzione più conveniente.

Il centro storico è interamente percorribile a piedi, mentre primavera e autunno sono i periodi migliori per scoprire la città con temperature piacevoli e un’affluenza più contenuta rispetto ai mesi estivi.

Se hai più tempo a disposizione, puoi abbinare la visita al vicino Parco del Delta del Po oppure concederti una giornata sul litorale ravennate.

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