ARTE SACRA A PALERMO E DINTORNI

Palermo. Zyz (fiore) per i Fenici, πᾶς ὅρμος (ampio porto) per i Greci, Panormus per i Romani, Balarm per gli Arabi e Balermus per i Normanni.

Tanti nomi che corrispondono alle tante anime di questa meravigliosa città!

Era da tempo che volevo parlare del capoluogo siculo ma, riordinando idee ed informazioni prima di scrivere, mi sono resa conto che un solo articolo non sarebbe stato sufficiente per raccontare questa città. Così ho deciso di concentrarmi, per ora, “solo” sull’arte sacra.

In questo articolo, quindi, ti parlerò delle chiese e delle catacombe di Palermo (e dintorni!), sperando di darti qualche spunto interessante per organizzare il tuo prossimo viaggio in Sicilia

CAPPELLA PALATINA

“La più bella chiesa del mondo, il più sorprendente gioiello religioso sognato dal pensiero umano.” – così la definì  Guy de Maupassant durante il suo Grand Tour.

La cappella fa parte del complesso architettonico di Palazzo dei Normanni, noto anche come Palazzo Reale, attualmente sede dell’Assemblea regionale siciliana. La Palatina fu costruita a partire dal 1129 per volere di re Ruggero II di Sicilia, a renderla unica è la perfetta fusione di elementi decorativi bizantini, islamici e latini. La cupola, il transetto e le absidi sono interamente decorate da mosaici bizantini, tra i più importanti della Sicilia, raffiguranti varie scene bibliche, gli evangelisti ed il Cristo Pantocratore benedicente, sicuramente l’immagine di maggiore impatto della cappella!

CATTEDRALE DI PALERMO

La Cattedrale di Palermo, nota anche come Duomo, è dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta in Cielo, mentre a Santa Rosalia, patrona della città, è dedicata la Cappella Reale Senatoriale sul lato meridionale, in cui si trova la preziosissima urna argentea che custodisce il Sacro Corpo della Santa. L’arca reliquiaria risale alla prima metà del XVII secolo ed è uno straordinario capolavoro delle arti decorative, massima espressione del barocco Siciliano.

Per quanto riguarda le visite turistiche, l’interno della Cattedrale è strutturato in due aree: la prima ad ingresso libero, mentre la seconda (detta “Area Monumentale”)  prevede il pagamento di un biglietto. L’ingresso all’Area Monumentale comprende: tetti, tombe reali, cripta, absidi, tesoro, sotterranei e cripta dei beneficiali. Nelle cappelle dedicate alle tombe reali si trovano i sarcofagi di Federico II, detto “Stupor Mundi”,  dei suoi genitori Enrico VI e Costanza D’Altavilla, di sua moglie Costanza d’Aragona, di suo nonno Ruggero II, e di Guglielmo D’Aragona. Dal tetto della Cattedrale di gode di una splendida vista su tutta la città, mentre nelle stanze dedicate al “tesoro” si può ammirare un’incredibile collezione di oggetti reali e religiosi come ornamenti sacri, calici, paramenti e la famosissima corona di Costanza D’Altavilla. Dunque la Cattedrale è una tappa imperdibile per tutti gli appassionati di storia!

CATACOMBE DEI CAPPUCCINI

“Stanno là, allineati, rinsecchiti e godono la stima di tutti.” (Thomas Mann, La montagna incantata)

Visitare le Catacombe dei Cappuccini è una delle cose più insolite – e anche un po’ lugubri! – da fare a Palermo. Le Catacombe si trovano sotto il convento dei Cappuccini, nel quartiere Cuba, annesso alla chiesa di Santa Maria della Pace. Chiesa e convento risalgono al XVI secolo, benché edificati su strutture precedenti. Le famose catacombe dei Cappuccini sono in stile gotico ed ospitano circa 8.000 corpi, disposti in base all’età, al sesso ed alla professione. Alcuni di essi sono appesi alle pareti dei corridoi sotterranei, mentre altri riposano dentro o sopra degli scrigni.

CHIESA DI SAN GIOVANNI DEGLI EREMITI

La chiesa si trova nei pressi del palazzo dei Normanni ed è famosa per le sue cinque cupole rosse, che risaltano sulla semplice facciata dalle linee squadrate.

Si tratta di una chiesa romanica, costruita secondo i canoni dell’architettura siculo-normanna, ma che esternamente ricorda gli edifici orientali, tanto da essere così descritta da  Frances Minto Elliot nel suo Diary of an Idle Woman in Sicily “…con le sue cinque cupole starebbe benissimo a Baghdad o a Damasco. Accanto, il campanile gotico a quattro ordini di logge è sormontato da un’altra cupola, singolare adattamento di costruzione araba ad un costume cristiano.”

CHIESE DELLA MARTORANA E DI SAN CATALDO

La chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, nota come Martorana, si  affaccia su Piazza Bellini , nel centro storico di Palermo ed è adiacente alla chiesa di San Cataldo. La chiesa appartiene alla circoscrizione della Chiesa italo-albanese ed officia la liturgia per gli italo-albanesi residenti in città secondo il rito bizantino. La comunità è parte della Chiesa cattolica, ma segue un rito e delle tradizioni spirituali che l’accomunano in gran parte alla Chiesa ortodossa.

Dal 3 luglio 2015 fa parte del patrimonio dell’umanità (UNESCO) nell’ambito dell'”Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale”. L’edificio, infatti, è un crogiolo di stili architettonici in cui l’arte bizantina e normanna si fondono armoniosamente con il barocco italiano. Proprio accanto alla Chiesa della Martorana si trova la Chiesa di San Cataldo, che si distingue per le sue tre cupole rosa sulla navata centrale. Sebbene sia stata costruita come luogo di culto nel XII secolo, nel corso del tempo l’edificio è stato usato per gli scopi più vari (compreso quello di ufficio postale!) ed è stato riconsacrato solo nel XX secolo.

CHIESA DEL GESÙ

La chiesa del Gesù (nota anche come Casa Professa) è una delle più importanti chiese barocche di Palermo e dell’intera Sicilia. I Gesuiti costruirono questa chiesa sul finire del  1500 dopo essere arrivati nel quartiere ebraico della città.

L’idea originale prevedeva la costruzione di un edificio piuttosto semplice, ma ben presto la chiesa venne abbellita con stucchi e decorazioni, trasformandosi in un tripudio del barocco siciliano e rendendola uno dei luoghi più suggestivi da visitare a Palermo. La pianta riflette la forma di una croce latina e l’interno è ricco di affreschi, bassorilievi marmorei e motivi biblici decorativi. La navata centrale è alta quasi 70 metri, conferendo alla struttura una grande magnificenza. L’esterno, invece, appare semplice ed austero.

CHIESA DEL SANTISSIMO SALVATORE

La chiesa del Santissimo Salvatore si trova lungo il Cassaro (cioè Corso Vittorio Emanuele). L’edificio venne realizzato per volere di Roberto il Guiscardo nel 1072, come luogo di culto del monastero delle suore basiliane di rito greco.

Secondo le cronache dell’epoca la regina Costanza d’Altavilla, prima che la ragion di stato la costringesse a compiere altre scelte, fu educanda del monastero, poi monaca professa ed infine badessa. La nobildonna, per motivi dinastici e politici, dovette lasciare i voti e convolare a nozze per unire le casate regnanti Altavilla – Hohenstaufen, diventando la moglie di Enrico VI di Svevia e madre dell’imperatore Federico II.

Nel 1528 l’antico edificio normanno venne totalmente riedificato ed ingrandito, trasformandosi in una chiesa a tre navate, con tre cappelle per lato. Sul finire del 1600 venne costruita la cupola che, grazie alla sua posizione privilegiata nel cuore del centro storico, regala una vista mozzafiato sulla città.

DUOMO DI MONREALE

Lasciamo ora Palermo per la vicina Monreale.

Il suo famosissimo Duomo venne costruito nel 1174 per volontà del re normanno, Guglielmo II.

L’esterno è quello tipico delle chiese normanne: un edificio fortificato, affiancato da due torri, di cui quella di destra è divenuta campanile nel 1600. Gli straordinari mosaici interni si sviluppano su una superficie di 6300 mq e rappresentano l’intero ciclo biblico sia del Vecchio che del Nuovo Testamento, il tutto dominato dall’immensa figura del Cristo Pantocratore, che occupa l’intera superficie del catino absidale. L’altare maggiore risale al 1711 ed è una raffinata opera barocca eseguita dall’argentiere romano Luigi Valadier.

DUOMO DI CEFALU’

Infine ci spostiamo a Cefalù.

La leggenda narra che il Duomo venne realizzato per un voto fatto da Ruggero II al Santissimo Salvatore dopo esser scampato ad una tempesta approdando sulle spiagge di Cefalù. La realtà è molto più prosaica: il sovrano voleva costruire una chiesa dinastica sul modello carolingio normanno, con torri gemelle e “avancorpo”.

L’edificio, le cui vicende costruttive furono molto complesse, è preceduto da un ampio sagrato a terrazzo che svolgeva la funzione di cimitero. Molto probabilmente erano previste decorazioni musive per tutto l’interno, ma furono realizzate solamente nel presbiterio. Per realizzare i mosaici Ruggero II chiamò maestri bizantini che adattarono dei cicli decorativi di matrice orientale ad uno spazio architettonico per loro anomalo, di tradizione nordica. La figura dominante è quella del Cristo Pantocratore.

10 MOTIVI PER VISITARE RAVENNA

Ravenna, nel corso della storia, è stata per ben tre volte una capitale: dell’Impero Romano d’Occidente (402-476), del Regno Ostrogoto (493-540) e dell’Esarcato Bizantino (584-751). Le vestigia di questo glorioso passato sono tutt’ora visibili. Chiese, torri, mosaici, basiliche e mausolei, sono soltanto alcune delle cose che rendendo unica questa cittadina dell’Emilia Romagna.

Se stai pensando di andare a Ravenna, questi sono i 10 monumenti più interessanti da visitare:

IL MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA

RAVENNA - MOSAICI

Secondo la tradizione Galla Placidia, figlia di Teodosio e reggente dell’Impero romano d’Occidente per il figlio Valentiniano III, avrebbe fatto costruire questo mausoleo per sé, il marito Costanzo III e il fratello Onorio. Tuttavia è molto probabile che l’edificio non venne mai utilizzato come tomba di Galla Placidia, poiché le fonti riportano che essa morì a Roma nel 450 e lì fu sepolta nel Mausoleo Onoriano.

IL BATTISTERO NEONIANO

RAVENNA- BATTISTERO

Prende il nome dal vescovo Neone che ne fece proseguire la costruzione dopo il suo predecessore Orso, ma è anche noto come Battistero degli Ortodossi. Oggi il Battistero appare “interrato” di circa 2 metri a causa del fenomeno della subsidenza, tipico di Ravenna. Ha una pianta di forma ottagonale, la numerologia, infatti, associava l’otto con la resurrezione, essendo la somma di sette, il tempo, più uno, Dio Padre.

IL BATTISTERO DEGLI ARIANI

RAVENNA - BATTISTERO

Era il battistero della antica cattedrale ariana, oggi denominata Chiesa dello Spirito Santo.

Teodorico, di culto ariano, tentò di far convivere pacificamente i goti di culto ariano ed i latini di culto ortodosso, costruendo quartieri ed edifici di culto distinti.

Questo è l’unico battistero costruito in Italia appositamente per il culto ariano.

LA CAPPELLA DEL PALAZZO ARCIVESCOVILE

RAVENNA - MOSAICI

Si tratta dell’unico monumento di natura ortodossa ad essere stato costruito durante il regno di Teodorico; la Cappella Arcivescovile, nota anche come Cappella di Sant’Andrea, è l’antico oratorio dell’Episcopio ravennate, voluta dal Vescovo Pietro II e dedicata a San Pietro Crisologo, arcivescovo di Ravenna dal 433 al 450.

LA BASILICA DI SANT’APOLLINARE NUOVO

RAVENNA - SANT'APOLLINARE

La basilica fu fatta erigere dal re goto Teodorico nel 505 come chiesa palatina, cioè ad uso della sua corte. Quando Ravenna venne conquistata  dall’Impero bizantino tutti gli edifici legati ai goti e all’arianesimo furono integrati al culto cattolico e l’ex basilica teodoriciana venne riconsacrata a San Martino di Tours, difensore della fede cattolica e avversario di ogni eresia.

La basilica assunse il suo nome attuale solo intorno al IX secolo dopo che vi furono portate le reliquie di sant’Apollinare, primo vescovo di Ravenna, dall’omonima basilica di Classe per sottrarle al pericolo delle scorrerie dei pirati.

Come tutte le chiese di Ravenna, anche Sant’Apollinare Nuovo è decorata con meravigliosi e coloratissimi mosaici.

IL MAUSOLEO DI TEODORICO

RAVENNA - MAUSOLEO

E’ la più celebre costruzione funeraria degli Ostrogoti.

Il monumento fu costruito all’esterno della cerchia muraria della città, in una zona da tempo occupata da una necropoli.

La costruzione si distingue da tutte le altre presenti in città per il fatto di non essere costruita in mattoni, ma con blocchi di pietra d’Aurisina per ricordare il Palazzo di Diocleziano a Spalato; il mausoleo ha una pianta decagonale e la sua caratteristica più sorprendente è la “cupola”, formata da un unico ed enorme monolite a forma di calotta, anch’esso in pietra Aurisina, di 10,76 metri di diametro e 3,09 di altezza, per un peso di circa 230 tonnellate.

LA BASILICA DI SAN VITALE

E’ un capolavoro dell’arte paleocristiana e bizantina, oltre che uno dei più famosi ed importanti luoghi di culto cattolici di Ravenna.

Tra i magnifici mosaici che decorano l’interno della Basilica ci sono anche quelli celeberrimi che ritraggono il corteo dell’Imperatore Giustiniano e della moglie Teodora.

LA BASILICA DI SANT’APOLLINARE IN CLASSE

RAVENNA - SANT'APOLLINARE IN CLASSE

Fu costruita e finanziata nella prima metà del VI secolo dal banchiere Giuliano Argentario ed è stata dedicata a sant’Apollinare, il primo vescovo di Ravenna, sul luogo del martirio, dove sono i resti di alcune parti delle sue spoglie.

Con la Basilica di Sant’Apollinare in Classe si conclude la visita tra i monumenti paleocristiani di Ravenna, un sito seriale inserito dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità nel 1996.

LA TOMBA DI DANTE

RAVENNA - TOMBA DI TANTE

Il Sommo Poeta visse gli ultimi anni della propria esistenza nella città romagnola, morendovi nel 1321. Sul letto di morte Dante Alighieri volle essere vestito col saio francescano e scelse come luogo di sepoltura il convento dei Frati Minori, arrivati a Ravenna nel 1261.

Il giorno dopo il decesso il corpo del poeta fu sepolto nello stesso sarcofago in cui si trova tuttora, ma che era allora posto nella cella della famiglia Da Polenta. Dopo pochi anni i fiorentini cominciarono a reclamare le reliquie del loro cittadino più illustre, ma quando Leone X concesse ai suoi concittadini il permesso di prelevarle, la delegazione toscana aprì il sarcofago e lo trovò vuoto. I frati francescani,  infatti,  avevano praticato un buco nel muro e nel sarcofago ed avevano prelevato i resti del poeta. Le ossa erano state poste in una cassetta – oggi conservata nel museo Dantesco- dal priore del convento e quando questo venne chiuso, per ordine del governo napoleonico, i frati decisero di nascondere le ossa in un luogo sicuro. Fu così che se ne persero le tracce fino al 27 maggio 1865, quando un muratore le ritrovò casualmente durante dei lavori di restauro. Durante la seconda guerra mondiale la cassetta fu nuovamente nascosta per evitare che i bombardamenti la distruggessero. Fu prelevata dal tempietto il 23 marzo 1944 e ricollocata il 19 dicembre 1945; durante questo periodo rimase sepolta a pochi metri di distanza dal mausoleo sotto un tumulo coperto da vegetazione, oggi contrassegnato da una lapide.

LA CRIPTA DELLA BASILICA DI SAN FRANCESCO

RAVENNA - CRIPTA DI SAN FRANCESCO

Restando nella cosiddetta zona dantesca della città, si può visitare la Basilica di San Francesco.

Al disotto del presbiterio si trova la cripta, raggiungibile tramite una doppia rampa di scale ed avente come ingresso una piccola finestra ad arco da cui è possibile vederla senza accedervi. La cripta è a tre navate, coperta con volte a crociera e sul suo pavimento ci sono antichi mosaici. L’aspetto più singolare della cripta è che, trovandosi al di sotto il livello del mare, è invasa dall’acqua e si presenta come una piccola piscina, dove nuotano anche diversi pesci creando effetti particolarmente suggestivi.

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