Sostenibilità. Riduci. Riusa. Ricicla

Sostenibilità. Negli ultimi tempi questa parola è sempre più usata. Se ne parla sotto il profilo ambientale, economico e sociale.

Ma cosa significa veramente? E come si deve fare per avere comportamenti più sostenibili nella vita quotidiana?

In questo articolo vedremo cosa fare, concretamente, per vivere in modo più sostenibile partendo da alcuni concetti di base. Chiaramente l’argomento è estremamente ampio e complesso e sarebbero necessari degli esperti per sviscerarne gli aspetti più complessi, sia sotto il profilo ambientale, che sotto quello economico e sociale. Noi ci limiteremo ad alcune considerazioni che possono rivelarsi utili nel quotidiano!

Sostenibilità: definizione

Sostenibilità: “Nelle scienze ambientali ed economiche, condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri.”

Questa è la definizione di sostenibilità secondo l’enciclopedia Treccani.

In pratica la sostenibilità è una sorta di equilibrio. Consiste nel trovare un modo che consenta alla generazione presente di svilupparsi e progredire, senza che questo impedisca alle generazioni future di fare lo stesso.

Fonte: Pixabay

Cosa emerge da questa definizione?

Innanzitutto il riferimento al futuro. Le scelte che facciamo oggi avranno ripercussioni sulle generazioni future. Avere a cuore la sostenibilità significa, quindi, investire sul futuro.

Altro concetto fondamentale è quello dello sviluppo. Lo sviluppo sostenibile consente di vivere in armonia con la natura. Questa non è più sfruttata, ma usata saggiamente affinché possa continuare a sostenerci nel tempo.

Le basi della sostenibilità

I concetti di base su cui si fonda una vita più sostenibile sono: riduci, riusa e consuma.

Riduci

La società consumistica in cui siamo immersi veicola da decenni il messaggio che avere tanto è bello. Il possesso degli oggetti è spesso legato all’accettazione sociale e non ad un reale bisogno. Si acquista qualcosa non perché ci serve, ma perché ci fa sentire persone di successo oppure parte di un gruppo.

Il risultato? Molto spesso tutti questi oggetti non solo non apportano nessun miglioramento alla nostra vita, ma diventano anche dei pesi. Cose in più da gestire, a cui trovare un posto, oppure da far riparare in caso di guasto.

È proprio qui che ci viene in soccorso il concetto di ridurre, perché spesso il problema non sono le cose in sé, ma il loro eccesso.

Il minimalismo può essere la soluzione. Uno stile di vita incentrato sull’essenziale. Vivere in modo minimalista non significa avere una casa vuota o fare tante rinunce, significa capire cosa è importante per noi, cosa apporta valore alla nostra vita e concentrarsi solo su quello, lasciando andare tutto il resto.

Se sei interessato al tema del minimalismo ecco alcuni articoli che potresti leggere:

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Riusa

Con il benessere economico che ha fatto seguito al secondo dopoguerra, si è sviluppata la mentalità dell’usa e getta. Grande complice di questa mentalità è stata l’invenzione della plastica e dei primi oggetti monouso, come bottigliette, bicchieri, eccetera. Se fino a pochi anni prima si tendeva a riparare e far durare le cose, nell’arco di pochissimo tempo ha prevalso il “se si rompe buttalo via e comprane un altro!”.

Questo nuovo tipo di mentalità si è imposta alla velocità della luce per una serie di motivi. Buttare e ricomprare spesso è più economico rispetto al far riparare qualcosa. Inoltre è molto più rapido. Non si deve star lì a capire come sarebbe possibile aggiustare quell’oggetto e chi contattare per farlo. Riparare richiede impegno, buttare via è molto più immediato.

La mentalità dell’usa e getta è stata la principale causa dell’accumulo di rifiuti nell’ambiente. Oggi, fortunatamente, c’è molta più consapevolezza e sensibilità rispetto a queste tematiche. L’esempio più immediato sono le borracce: fino ad una decina di anni fa a nessuno sarebbe venuto in mente di uscire con una borraccia, oggi invece è diventata una cosa normalissima. Spesso avere una vita più sostenibile è molto più semplice di quanto si possa immaginare!

Ricicla

Il concetto di riciclo può sembrare molto simile a quello del riuso, ma c’è una differenza.  Riusare significa usare di nuovo un oggetto per svolgere sempre la stessa funzione. La lavatrice rotta e poi riparata continuerà a servire sempre per lavare il bucato. Riciclare, invece, significa partire da un’oggetto e trasformarlo in qualcosa di diverso. Spesso si parla anche di “arte” del riciclo proprio perché riciclare è un’attività creativa e fantasiosa.

Ovviamente il riciclo può avvenire a livelli molto differenti. Un conto è usare un vecchio lenzuolo per farne dei panni per pulire, un conto è realizzare maglie di pile partendo dalle bottiglie di plastica!

Sostenibilità: conclusioni

In conclusione, per cercare di avere uno stile di vita che sia il più sostenibile possibile ci possono venire in soccorso i tre concetti del riduci, riusa e ricicla. Di fronte ad ogni situazione che può verificarsi nella nostra quotidianità dovremmo sempre chiederci:

Mi serve veramente? Ne ho bisogno?

RIDUCI. Usa le risorse a tua disposizione per circondandoti solo di ciò che ti serve davvero.

Posso usare qualcosa che possiedo già?

RIUSA. Scegli oggetti riutilizzabili, che puoi comprare una volta e usare per anni.

Posso trasformare questo oggetto in qualcos’altro?

RICICLA. Usa la tua creatività e, se è possibile, cerca di dare nuova vita ad un vecchio oggetto.

TURISMO SOSTENIBILE NEL 2022

Il turismo sostenibile è una tendenza in costante crescita, soprattutto grazie alla sempre maggiore sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali.

Booking ha dedicato un sondaggio proprio a questo tema.

I risultati, basati sulle opinioni di più di 30 mila turisti sparsi in 32 paesi, sono stati pubblicati ad aprile di quest’anno e, tra le altre cose, è emerso un dato molto positivo per la popolazione italiana, ovvero che “per l’93% degli italiani intervistati è importante viaggiare in modo sostenibile e il 60% dice di essere influenzato dalle recenti notizie sui cambiamenti climatici nello scegliere viaggi più sostenibili”.

Nel report sono anche riportati dati circa:

  • la scelta del soggiorno – dal sondaggio è risultato che ”il 78% dei viaggiatori globali e l’85% degli italiani dichiara di desiderare di soggiornare in una struttura sostenibile”;
  • le mete ed i periodi alternativi per viaggiare (predilezione per i viaggi in bassa stagione e le mete turistiche meno note);
  • la volontà di immergersi nella cultura locale scoprendone usanze ed abitudini;
  • la crescente attenzione all’utilizzo di mezzi di trasporto meno inquinanti e alla riduzione delle distanze percorse, prediligendo il turismo di prossimità.

TURISMO SOSTENIBILE: DOVE SOGGIORNARE

Continua a cresce la consapevolezza dell’esistenza dei soggiorni sostenibili e la loro visibilità è in aumento. Il 40% dei viaggiatori globali conferma di aver visto almeno un alloggio sostenibile su un sito di viaggi online durante lo scorso anno, mentre il 38% dice di cercare proattivamente le informazioni sugli impegni per la sostenibilità attuati dalle strutture prima di prenotare.

METE E PERIODI ALTERNATIVI

Fonte: Unsplash

I viaggiatori concordano sul voler evitare le mete più popolari e visitate: negli ultimi 12 mesi un terzo (33%) dice di aver scelto di viaggiare in bassa stagione, mentre più di un quarto (27%) ha scelto mete meno note per evitare il turismo di massa.

A tal proposito, pensando ai viaggi futuri, il 40% degli intervistati ha dichiarato che viaggerebbe esclusivamente in bassa stagione per evitare periodi troppo affollati e il 64% eviterebbe le mete e le attrazioni più popolari, così da garantire una redistribuzione più equa dell’impatto positivo del proprio viaggio. Circa un terzo (31%) sceglierebbe addirittura una meta alternativa rispetto alla sua preferita, per scongiurare il turismo di massa.

TURISMO SOSTENIBILE: CULTURA E COMUNITÀ LOCALI

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Una filosofia rigenerativa sta influenzando il processo decisionale dei viaggiatori: più della metà intende lasciare i posti visitati in una condizione migliore di quella in cui li hanno trovati; i due terzi vogliono vivere esperienze rappresentative della cultura locale. Infatti, più di un quarto dei viaggiatori intervistati (27%) dice di aver approfondito la cultura, i valori e le tradizioni locali della meta scelta prima di averla visitata, mentre una persona su quattro (25%) sarebbe disposta a pagare di più per le attività da fare in viaggio per contribuire alle comunità locali.

IL PUNTO DI SVOLTA PER I TRASPORTI

Fonte: Unsplash

A livello globale, i viaggiatori sono attenti alla distanza percorsa, a come raggiungono la meta scelta e a come si muovono una volta a destinazione. Circa un quarto (23%) sceglie infatti di visitare una meta più vicina a casa per ridurre la propria impronta di carbonio e oltre una persona su cinque (22%) fa ricerche sui mezzi pubblici e/o noleggia una bici una volta arrivato a destinazione. Inoltre, una persona su cinque (20%) sceglie il treno rispetto all’auto per percorrere distanze più lunghe e poco meno di un terzo (30%) dice di vergognarsi a prendere l’aereo per il relativo impatto ambientale. Per quanto riguarda la prenotazione dei trasporti, il 40% cerca attivamente informazioni sulla loro sostenibilità.

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IL TURISMO LENTO VS IL TURISMO DI MASSA

Negli ultimi anni abbiamo assistito all’avanzare di una nuova tendenza nel mondo dei viaggi: il turismo lento o slow tourism. Con questa espressione si intende “un’immersione totale del viaggiatore nel territorio con il rispetto delle persone, delle tradizioni e dell’ecosistema”.

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Origini del fenomeno e sviluppi recenti

L’affermazione del turismo lento è andata di pari passo con la crescente sensibilità verso il tema della sostenibilità – sia ambientale che culturale-, ma la vera svolta è venuta con la diffusione del Covid-19.

La pandemia, infatti, da una parte ci ha costretti ad interrompere i ritmi a cui eravamo abituati facendoci riscoprire il valore del tempo e la bellezza di fare le cose con più calma, e dall’altra parte ci ha portato a scegliere il turismo di prossimità.

Andare in vacanza vicino casa, però, si è ben presto trasformato da obbligo dettato dalla pandemia ad opportunità.

Opportunità per i turisti di approfondire le conoscenze di un certo territorio, della sua cultura e gastronomia.

Opportunità di sviluppo economico per luoghi che, pur avendo tanto da offrire, non erano mai riusciti ad emergere dal punto di vista turistico.

Quando si dice “fare di necessità virtù!”

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Turismo lento e turismo di massa

Lo slow tourism, nato anche come reazione ad una quotidianità frenetica e stressante, può essere visto come l’antidoto ai danni prodotti dal turismo di massa.

I turisti lenti, infatti, preferiscono la pace dei piccoli borghi o dei sentieri, anziché il caos delle solite mete vacanziere.

Si concedono il tempo per scoprire la natura più autentica di un luogo e preferiscono alloggi come alberghi diffusi, agriturismi o  b&b.

Inoltre la loro attenzione non si ferma alla strutture ricettive, ma guarda anche alla scelta dei mezzi di trasporto, alla tutela dell’ambiente ed all’ecosostenibilità in generale.

Il turismo lento è una filosofia di viaggio che permette di vedere il lato più autentico di una destinazione. E’ un modo di viaggiare che incoraggia il ritorno “all’unicità”, per molto tempo sacrificata in nome della globalizzazione e del turismo di massa.

E’ la rivincita dei territori.

Un’occasione unica per valorizzare delle risorse che altrimenti sarebbero cadute nell’abbandono.

Ne è un esempio la cura con cui vengono ripristinati sempre più tratti dei vari cammini (Via Francigena, Cammino dei San Benedetto, Cammino dei Briganti o quello di San Michele…) che per anni erano stati completamente dimenticati.

3 MODI PER AVVICINARSI AL TURISMO ETICO

Le espressioni turismo etico, turismo responsabile e turismo sostenibile sebbene siano nate come concetti distinti, con il tempo sono diventate praticamente dei sinonimi.

Si tratta di concetti nati negli anni Ottanta e ampiamente sviluppati nel corso della Conferenza indetta dalle Nazioni Unite a Rio de Janeiro nel 1992, il cui scopo era quello di individuare nuove strade che consentissero lo sviluppo economico in modo compatibile con la conservazione delle risorse naturali.

Che cosa significa viaggiare in modo etico, responsabile e sostenibile?

Significa considerare l’impatto ambientale e culturale che i viaggi comportano e, soprattutto, restituire all’economia locale quello che i viaggiatori “prendono” in termini di esperienza ed emozioni! 

TURISMO ETICO, RESPONSABILE E SOSTENIBILE: COSA FARE

Cosa si può fare, concretamente, per diventare dei turisti responsabili?

LA SCELTA DELL’HOTEL

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Hai mai digitato su Google “Green Hotel”? Prova e ti si aprirà un mondo!

Si tratta di strutture recettive che hanno accolto la filosofia della sostenibilità e dell’ecologia. Si, perché la tutela dell’ambiente non va mai in vacanza!

Le soluzioni che un hotel può attuare per ridurre il proprio impatto ambientale possono essere le più varie.

Dai cestini per la raccolta differenziata anche nelle camere, alle tessere magnetiche che attivano l’energia elettrica nelle stanze – evitando che i clienti possano uscire dimenticando di spegnere le luci, la tv o l’aria condizionata!

Se la tua meta lo consente, prenota in un ecolodge.

Potrai scegliere tra alberghi diffusi in antichi borghi, ecovillagi e glamping (si tratta di “campeggi glamour”, che offrono servizi in stile resort) immersi nella natura.

Tutte soluzioni sostenibili, che cercano di ridurre al minimo l’impatto ambientale, ma anche confortevoli ed eleganti…perché è pur sempre una vacanza!

TURISMO ETICO: LA SCELTA DEI MEZZI DI TRASPORTO

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Che i voli aerei siano la principale fonte di CO2 legata al turismo nel mondo è, purtroppo, un fatto noto. Se non puoi evitare di usare l’aereo cerca, però, di viaggiare leggero, perché più il mezzo di trasporto (vale anche per l’auto!) è pesante, più emissione di CO2 produce!

Inoltre, se possibile, scegli voli diretti. Evitando gli scali, infatti, si riduce la quantità di carbonio emessa dall’aereo in fase di decollo ed atterraggio.

Quando sei a destinazione, usa i mezzi di trasporto pubblici o vai a piedi, non c’è modo migliore per entrare in contatto con la realtà locale…e poi è anche più economico!

FAI SHOPPING ETICO

Fonte: Pixabay

Fare shopping è sempre piacevole, ma quando si sceglie con consapevolezza cosa acquistare, può essere anche etico.

Acquistare prodotti di artigianato locale è un ottimo modo per sostenere la comunità che ci sta ospitando, meglio ancora se si tratta di oggetti realizzati sul posto da cooperative eco-solidali.

In sintesi: Local is better!

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