ISTANBUL: SANTA SOFIA

Santa Sofia è uno dei simboli di Istanbul.

La città turca vanta circa tremila moschee. Alcune sono delle piccole moschee di quartiere, piuttosto semplici dal punto di vista architettonico. Altre sono edifici maestosi e ricchi di storia. Tuttavia solo Santa Sofia è in grado di incarnare veramente il fascino e la complessità di Istanbul.

SANTA SOFIA: UN PO’ DI STORIA

Santa Sofia domina piazza Sultanahamet. È uno dei più grandi edifici del mondo, ma soprattutto è il monumento che più di ogni altro sintetizza la millenaria e complessa storia di Istanbul.

La sua costruzione risale al VI secolo quando, per volere dell’imperatore romano Giustiniano, venne realizzata per essere una basilica cristiana dedicata alla Sophia, la sapienza di Dio.  Nel Quattrocento gli Ottomani la trasformarono in una moschea. Mentre, nel 1935, nel contesto di un processo di secolarizzazione avviato da Mustafa Kemal Atatürk –  fondatore e primo Presidente della Repubblica turca – venne trasformata in un museo. Il 10 luglio 2020 un decreto del presidente Erdoğan ha riconvertito nuovamente Santa Sofia in una moschea.

Santa Sofia, fino alla caduta di Costantinopoli, è stata la chiesa più grande di tutta la Cristianità. Oggi è un edificio di enorme impatto visivo, in cui si può ammirare la stratificazione delle sue molte anime. Mosaici bizantini, enormi medaglioni con iscrizioni arabe coesistono armoniosamente e testimoniano il suo essere, allo stesso tempo, basilica, moschea, museo e tesoro architettonico.

ARCHITETTURA

La basilica di Santa Sofia è uno dei più grandi esempi superstiti di architettura bizantina. Giustiniano stesso curò la realizzazione della cattedrale, la più grande mai costruita fino a quel momento e per i quasi 1000 anni successivi, fino al completamento della cattedrale di Siviglia in Spagna. La basilica è al tempo stesso la realizzazione architettonica culmine della tarda antichità ed il primo capolavoro dell’architettura bizantina.

La navata centrale è sormontata da una cupola alta 55 metri, traforata da 40 finestre ad arco, in seguito parzialmente murate per aumentare la stabilità dell’edificio. Il peso dell’enorme cupola, che i vari interventi di consolidamento hanno reso leggermente ellittica, si scarica su quattro massicci pilastri posti agli angoli. Questi sono stati rinforzati con contrafforti, edificati parte durante il periodo bizantino e parte durante quello ottomano.

La basilica ha una pianta che fonde armoniosamente il rettangolo ed il quadrato, con tre navate. Gli interni sono arricchiti con mosaici a fondo d’oro, marmi pregiati e stucchi. Le colonne sono in porfido e marmo verde della Tessaglia. Nel corso degli anni sono stati aggiunti alcuni mausolei laterali.

Fonte: Pixabay

INFORMAZIONI UTILI

Prima che Santa Sofia venisse nuovamente trasformata in moschea, era previsto un biglietto di 100 Lire turche per potervi accedere. Oggi, invece, è visitabile gratuitamente, come tutte le altre moschee della città.

Santa Sofia è visitabile tutti i giorni. Mi è capitato di vedere on line delle indicazioni secondo cui sarebbe chiusa il lunedì, ma si tratta di un refuso legato al periodo in cui è stata un museo. Oggi non ha giorni di chiusura!

Per quanto riguarda gli orari di apertura, invece, Santa Sofia è visitabile dalle 9:00 alle 17:00. Tuttavia, trattandosi di un luogo di culto, viene temporaneamente chiusa ai turisti durante le ore di preghiera. In particolare viene chiusa circa un’ora prima dell’inizio della preghiera e riapre circa 30 minuti dopo che è terminata.

Il momento migliore per visitare la moschea è al mattino. In questo modo si possono evitare le lunghissime code per l’ingresso.

Per poter accedere a Santa Sofia, come del resto accade anche per le altre moschee, è necessario rispettare alcune regole. Le scarpe vanno lasciate all’ingresso, l’abbigliamento deve essere adatto ad un luogo di culto, quindi sia uomini che donne devono avere gambe e spalle coperte. Le donne devono coprire il capo con un velo.

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2 pensieri su “ISTANBUL: SANTA SOFIA

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