COSA VISITARE AD OSLO IN UN WEEK-END

Oslo è una città dove natura ed architettura convivono armoniosamente.

Da una parte, infatti, la capitale della Norvegia è ricca di strutture moderne e avveniristiche, mentre dall’altra è immersa in un paesaggio naturale mozzafiato fatto di fiordi circondati da boschi.  

Spesso chi visita la Norvegia lo fa prevalentemente per scoprirne le bellezze naturali e presta poca attenzione alle sue città. La stessa Oslo in molti casi viene del tutto ignorata da chi si dirige verso il Grande Nord.

Del resto anche per noi Oslo è stata solo una tappa di un viaggio più lungo, tuttavia è una meta interessante da visitare. Tra l’altro, trattandosi di una città non troppo grande, è facilmente visitabile anche in un week-end.

OSLO: IL PARCO DI VIGELAND

Il Parco di Vigeland si trova all’interno del Frognerparken, un bellissimo parco pubblico ricco di fontane, laghetti e ponticelli, oltre che numerose strutture sportive.

Nel Parco, che è considerato una specie di museo a cielo aperto, si possono ammirare i capolavori del più famoso scultore norvegese: Gustav Vigeland.

Il Sinnataggen,  o “bambino arrabbiato”, è una delle statue più famose del Parco ed è diventato addirittura uno dei simboli della città di Oslo. Rappresenta un bambino decisamente furioso che batte i piedi e stringe i pugni.

La fontana, invece, è l’opera più imponente del parco.

Al centro di una vasca quadrata, sei uomini di varie età sorreggono un grande catino da cui sgorga l’acqua. Lungo i bordi della vasca 20 sculture a forma di albero richiamano gli alberi veri che crescono nel parco. Figure umane sono intrecciate al fusto o alla chioma degli alberi e rappresentano le varie età della vita, dalla nascita alla morte.

Dalla fontana una scalinata conduce alla parte più elevata del parco. È una terrazza dominata da una colonna alta 17 metri, in cui sono raffigurate 121 figure umane intrecciate tra loro. La colonna è stata scolpita in un unico pezzo di granito e per questo viene chiamata il Monolito.

Scendendo dalla terrazza si arriva alla parte finale del percorso del Parco di Vigeland, che culmina con la scultura chiamata Livshjulet, la ruota della vita. Si tratta di un’opera che sintetizza il tema di fondo dell’intero parco, il ciclo della vita, dalla nascita alla morte.

IL PALAZZO REALE

Il palazzo reale di Oslo risale alla prima metà del XIX secolo e venne costruito per volere del sovrano Carlo III di Norvegia (noto anche come Carlo XIV di Svezia).

Attualmente viene usato come residenza ufficiale della monarchia norvegese.

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Il palazzo conta 173 stanze e, nonostante il suo aspetto esterno semplice ed austero, vanta degli interni molto sfarzosi, caratterizzati da elementi che vanno dall’arte neoclassica, al barocco e al rococó.

Venne aperto al pubblico nel 2002, al termine dei lavori di restauro voluti dal sovrano Harald V.

IL MUNICIPIO DI OSLO

Il palazzo è la sede del comune di Oslo, si trova sulle sponde del Mare del Nord ed è uno degli edifici più particolari e famosi della città. Venne  completato nel 1950. Al suo interno si possono ammirare le opere d’arte di artisti norvegesi della prima metà del XX secolo, che consentono di conoscere meglio la storia e l’evoluzione culturale della città.

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Nelle torri del Municipio ci sono ben 49 campane che suonano 18 volte al giorno; mentre il primo mercoledì di ogni mese c’è un vero e proprio concerto alle ore 13:00.

Tuttavia il vero motivo per cui il Municipio di Oslo è famoso in tutto il mondo è perché qui si tiene ogni anno la cerimonia del Premio per il Nobel della Pace.

TEATRO DELL’OPERA E DEL BALLETTO

L’edificio si trova nel quartiere Bjørvika, sulla punta del fiordo di Oslo.

E stato inaugurato nel 2008 e la sua sagoma vuole evocare un iceberg che galleggia nelle acque dell’Oslofjord. Le superfici esterne sono coperte con marmo italiano e granito bianco e lo fanno apparire proprio come se sorgesse dall’acqua. E’ uno dei teatri più importanti d’Europa ed il più grande teatro dell’opera scandinavo.

MUSEO ASTRUP FEARNLEY

Questo museo di arte contemporanea vanta una particolarissima struttura di legno ricoperta da vetro che ricorda un vascello, firmata da Renzo Piano.

Al suo interno è possibile ammirare una collezione dedicata agli artisti americani degli anni ’80, ma è possibile anche trovare opere provenienti da Europa, Brasile, Giappone, Cina e India, mentre le mostre temporanee spaziano dalle monografie a esposizioni di artisti cinesi.

FORTEZZA DI AKERSHUS

Sorge sul lato orientale del porto e venne costruito per scopi difensivi.

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La fortezza venne edificata per volere del re Haakon V verso la fine del XIII secolo ed al suo interno sono stati sepolti alcuni tra i più importanti monarchi norvegesi come: Haakon V, Sigurd I, Eufemia di Rügen,  Haakon VIIMaud di Sassonia-Coburgo-Gotha, Olav V e infine la principessa Marta di Svezia. All’interno della fortezza, inoltre, si trovano il Museo della Resistenza Norvegese ed il Museo delle Forze Armate.

Tutti i giorni, alle 13:00, si svolge la suggestiva cerimonia del cambio della Guardia.

OSLOFJORD: IL FIORDO DI OSLO

Al di là dei musei e dei palazzi, la vera meraviglia di Oslo è il fiordo su cui si trova la città: l’Oslofjior!

Si tratta di uno dei fiordi più lunghi di tutto il paese e uno dei più affascinanti e scenografici di tutta la Norvegia.

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Il fiordo è costellato da diverse isole. Una delle più famose è l’isola Hovedøya, meta prediletta dagli abitanti della capitale quando vogliono rilassarsi e godersi l’aria aperta. Nell’isola di Langøyene, invece, si trova la spiaggia più grande e bella di tutto il fiordo, facilmente raggiungibile con il traghetto.

TRAMPOLINO PER SALTO CON GLI SCI

Arroccato sulla collina che domina Oslo, si trova il più antico trampolino al mondo usato per il salto con gli sci, risalente al 1892. E’ stato ristrutturato varie volte nel corso del tempo, tanto che oggi è il più moderno esistente.

Quando non è usata per gare sportive, la struttura è aperta al pubblico e dalla sua cima si può ammirare il più bel panorama di Oslo e del suo fiordo!

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IL BELVEDERE DI VIENNA

Il Belvedere di Vienna non è soltanto un magnifico castello barocco, ma anche uno dei più importanti musei austriaci!

Ospita opere di Gustav Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka.

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LE ORIGINI

Nel 1697 il principe Eugenio di Savoia, il valoroso condottiero che sconfisse i turchi, affidò al celebre architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach la costruzione di un palazzo al centro di Vienna. Successivamente il cantiere venne ripreso ed ingrandito da un altro grande architetto austriaco: Johann Lucas von Hildebrandt.

Il principe non voleva un semplice palazzo, ma una residenza grandiosa, in grado di eclissare quella del suo avversario politico, il maresciallo Heinrich Franz von Mansfeld.

Nel 1717 iniziarono i lavori per la realizzazione dei giardini alla francese, affidati a Dominique Girard, già fontaniere del Re Sole.

Il complesso architettonico del Belvedere, infatti, è composto da due palazzi (il Belvedere Superiore ed il Belvedere Inferiore) collegati da splendidi giardini posti su tre livelli.

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IL BELVEDERE DOPO LA MORTE DEL PRINCIPE EUGENIO

Nel 1736 il principe Eugenio morì, celibe e senza figli. Il Belvedere passò allora a sua nipote Vittoria, figlia primogenita del fratello maggiore di Eugenio, nonché ultima sopravvissuta della casata Savoia-Soissons.

La principessa Vittoria manifestò subito la volontà di disfarsi di questa dispendiosa proprietà e l’imperatrice Maria Teresa d’Austria si propose come acquirente.

Nel 1776 Maria Teresa e suo figlio Giuseppe II decisero di trasferire al Belvedere la Galleria d’arte imperiale che, fino ad allora, era stata conservata alla Hofburg. L’intento era quello di rendere la collezione accessibile a tutti. La galleria aprì ufficialmente i battenti cinque anni dopo, formando così uno dei primi musei pubblici al mondo.

Il Belvedere Inferiore accolse, invece, dal 1903 la galleria d’arte moderna di stato, distinguendosi per essere la prima galleria in Austria esclusivamente dedicata alle nuove correnti, in particolare della corrente della Secessione viennese.

Qui trovarono posto opere di Vincent van Gogh, Claude Monet e Giovanni Segantini.

IL BELVEDERE SUPERIORE

La parte più importante della collezione del Belvedere è costituita dai 24 dipinti di Gustav Klimt, tra cui spiccano le sue rappresentazioni dorate de “Il bacio” e “Giuditta”. “Il bacio” risale agli anni 1908/09, ritrae Klimt e la sua musa Emilie Flöge ed è senza dubbio l’opera d’arte più famosa di tutta l’Austria.

La mostra permanente del Belvedere superiore è articolata su tre piani dove è possibile ammirare un totale di 420 opere.

La visita inizia con il tema della storia del Belvedere.

Nelle sale successive sono esposte opere d’arte del Medio Evo, del Barocco, del Classicismo e dell’epoca Biedermeier.

Al Modernismo viennese e all’arte del 1900 è dedicato un ampio spazio al primo piano, dove ha trovato la sua nuova collocazione anche il “Bacio” di Klimt.

Infine, al secondo piano, si può ammirare l’arte del periodo fra le due guerre e del periodo postbellico.

IL BELVEDERE INFERIORE

Mentre il Belvedere superiore era destinato “alla rappresentanza”, il Belvedere inferiore era adibito a residenza del principe.

La magnificenza di cui Eugenio di Savoia amava circondarsi si riflette ancora oggi in ogni ambiente. Dalla Sala delle Grottesche, alla Galleria dei Marmi, fino alla Sala degli Ori.

Nel Belvedere inferiore e nell’Orangerie hanno luogo mostre speciali. Invece nella Prunkstall, dove una volta sostavano i cavalli del corpo del principe, è possibile ammirare l’arte medievale.

IL GIARDINO

Il giardino del Belvedere è un magnifico esempio di architettura paesaggistica barocca.

Di fronte al castello si trova il cosiddetto stagno di riflessione, una sorta di laghetto che riflette e moltiplica la grandiosità della facciata dell’edificio.

Tre ampie terrazze con bacini d’acqua collegano il Belvedere superiore con l’inferiore.

Il Kammergarten, giardino privato, era originariamente riservato al padrone di casa e ai suoi compagni più stretti.

Mentre il Giardino alpino nel parco del castello è il più vecchio d’Europa.

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VIENNA: COSA VISITARE IN 4 GIORNI

Vienna non è solo la città imperiale, la capitale dell’impero asburgico, con le sue strade eleganti ed i suoi magnifici palazzi, ma è anche una città vivace e moderna proiettata verso il futuro.

Ci sono moltissime cose da fare e da vedere, sia in città che nei dintorni.

In questo articolo ti propongo un itinerario di 4 giorni, con le cose imperdibili da visitare, soprattutto se stai andando a Vienna per la prima volta.

VIENNA: IL QUARTIERE DI STEPHANSDOM

Questo quartiere è il cuore medievale di Vienna, un intreccio di vicoli, corti e stradine che si diramano intorno alla maestosa cattedrale di Santo Stefano.

La cattedrale è posta esattamente al centro della città e la sua guglia, alta 137 metri, è visibile ovunque. L’edificio attuale è il frutto della stratificazione di elementi romanici, gotici e barocchi. La campana della torre settentrionale, nota come “Pummerin”, è un importante simbolo cittadino. Venne realizzata fondendo i cannoni abbandonati dai turchi nel 1683.

Nel 1945 la cattedrale subì un grave incendio e la campana crollò, i suoi resti furono fusi per realizzare quella attuale.

A poca distanza dalla cattedrale, al n.5 di Domgasse, sorge la Mozarthaus, dove il compositore e la sua famiglia vissero tra il 1784 ed 1787. Tra le 11 residenze viennesi del celebre musicista, questa è quella dove egli disse di aver composto alcuni dei suoi più celebri capolavori come i quartetti di Haydn e Le nozze di Figaro. La casa è stata restaurata nel 2006 ed ospita delle mostre.

Per completare il tour del quartiere non può mancare una visita alla Dominikanerkirche ed alla Jesuitenkirche. La prima venne consacrata dai Domenicani nel 1237, tuttavia l’edificio attuale, con la sua maestosa facciata barocca, risale al 1630 è fu opera di Antonio Canevale.

La seconda rappresenta il luogo in cui i Gesuiti decisero di trasferirsi per essere più vicini all’Antica Università, di cui avevano la gestione. Guardando le linee sobrie della facciata non si penserebbe di essere davanti ad una delle chiese più decorate di Vienna! L’interno, infatti, è uno sfarzoso trionfo di colonne, decorazioni ed affreschi.

QUARTIERE DEL BELVEDERE

Prima di dirigerti verso il grandioso complesso del Belvedere, da cui il quartiere prende il nome, fermati a visitare Karlskirche.

Quando Vienna era funestata dalla peste del 1713, l’imperatore Carlo VI promise che, non appena l’epidemia fosse finita, avrebbe fatto erigere una chiesa in onore di San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano e protettore dei malati di peste. Nacque così questo capolavoro barocco dominato da una gigantesca cupola ed un porticato ispirati all’arte greca e romana ed arricchiti da forme sinuose ed eclettiche.

I palazzi ed i giardini del Belvedere sono un enorme complesso architettonico fatto costruire come sua residenza estiva dal principe Eugenio di Savoia, il valoroso condottiero che sconfisse i turchi nel 1683. E’ posto su una collina con lieve pendenza ed è composto da due palazzi (il Belvedere Superiore ed il Belvedere Inferiore) collegati da splendidi giardini alla francese posti su tre livelli.

Il Belvedere Superiore ospita una collezione di arte austriaca unica al mondo, con opere che vanno dal Medioevo ad oggi. Una delle sue attrazioni principali è la collezione di Gustav Klimt.

Per saperne di più leggi anche: IL BELVEDERE DI VIENNA

QUARTIERE DELLA HOFBURG

In questo quartiere si respira l’aria della Vienna imperiale!

Oggi gran parte dei palazzi sono stati trasformati in uffici, ambasciate o abitazioni, tuttavia è ancora un luogo tra i più affascinanti ed eleganti della capitale, con negozi raffinati, caffè e gallerie d’arte.

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La Hofburg è un complesso molto vasto che comprende gli appartamenti reali, alcuni musei, una cappella, gli uffici del Presidente austriaco, la Biblioteca Nazionale Austriaca e la suggestiva Scuola di equitazione spagnola.

Gli appartamenti reali comprendono i locali occupati dall’imperatore Francesco Giuseppe dal 1857 al 1916, quelli in cui visse l’imperatrice Elisabetta (Sissi) dal 1854 al 1898 e le stanze in cui soggiornò lo zar Alessandro I durante il Congresso di Vienna.

La scuola di equitazione spagnola fu fondata dagli Asburgo nel XVI secolo per perpetuare la tradizione dei classici esercizi dell’alta scuola equestre. Oggi gli spettacoli hanno luogo nel maneggio d’inverno e durano circa 80 minuti. Se sei interessato ad assistere clicca qui!

In un angolo dell’Hofburg si trova l’Albertina, una galleria che ospita stampe, acquerelli e fotografie. Tra i suoi tesori più preziosi ci sono opere di Michelangelo, Rubens, Durer e Picasso!

I DINTORNI DI VIENNA

Se puoi, dedica un po’ di tempo a visitare anche i dintorni della città!

A Schonbrunn si trova l’immenso complesso formato dal palazzo e dai giardini tanto cari a Maria Teresa! Originariamente sull’area della reggia sorgeva un casino di caccia, ma fu distrutto dai turchi. Allora Leopoldo I chiese a Johann Bernhard Fischer von Erlach di progettarvi una grande residenza barocca, il progetto venne terminato nel XVIII secolo, quando Maria Teresa ne affidò l’incarico a Nikolaus Picassi.

Se vuoi allontanarti di più dalla città ed immergerti in un paesaggio fatto di vigneti, valli, chiese e castelli, puoi concederti una crociera fluviale nella valle del Danubio da Krems a Melk, a circa 80 Km da Vienna. Ci sono tour organizzati, ma se preferisci viaggiare in autonomia i punti di partenza sono a Krems, Durnstein e Melk. Se non hai la macchina, le prime due città sono raggiungibili partendo dalla Franz-Josefs- Bahnhof; mentre l’ultima partendo da Westbahnhof.

VIENNA: INFORMAZIONI UTILI

Se arrivi in aereo il modo più rapido ed economico per raggiungere il centro di Vienna è il City Airport Train (CAT) che collega l’aeroporto con la stazione Wien Mitte (Vienna Centro) in 16 minuti! Uscendo dalla stazione ti troverai nei pressi dello Stadtpark, famoso per la statua dorata che ritrae Johann Strauss mentre suona il violino.

Spostarsi a Vienna è facilissimo! Il centro storico, all’interno della Ringstrasse, può essere visitato a piedi. Per spostarti altrove, puoi utilizzare una delle 5 linee della metropolitana (U-Bahn), quelle della metropolitana leggera (S-Bahn), i tram e gli autobus.

Se stai andando a Vienna per la prima volta ti consiglio di acquistare la VIENNA CITY CARD per goderti la città in totale libertà! La Card comprende:

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PARCHI E GIARDINI DI ATENE

Se stai pensando di visitare Atene, può essere utile sapere qualcosa in più sui suoi parchi e giardini.

Queste oasi verdi nel cuore della città, infatti, sono l’ideale per prendersi una pausa dal trambusto urbano e rilassarsi tra le visite ai principali monumenti.

Quindi se vuoi concederti una passeggiata rilassante, lontano dal caos delle vie più centrali, non hai che l’imbarazzo della scelta!

La collina di Filopappo, i Giardini Nazionali ed il monte Licabetto offrono la possibilità di immergersi nel verde e godersi Atene da una diversa prospettiva.

PARCHI E GIARDINI DI ATENE: LA COLLINA DI FILOPAPPO

Secondo Plutarco la Collina di Filopappo (detta anche Collina delle Muse) fu il teatro dello scontro tra Teseo e le Amazzoni.

Al di là dei miti, di sicuro questo luogo fu abitato fin dalla preistoria e presenta interessanti rovine archeologiche.

Accedendo da via Dionysiou Areopagitou troverai un percorso lastricato che, per prima cosa, ti porterà alla cinquecentesca chiesetta di “San Demetrio del cannone”. Il nome della chiesa è dovuto ad un evento miracoloso: un gruppo di cristiani venne salvato da un fulmine che colpì il soldato turco che stava per ucciderli con un colpo di cannone.

Proseguendo sul sentiero troverai un labirinto di nicchie scavate nella roccia, tradizionalmente considerate la prigione di Socrate.

Al termine della scalinata ci sono i ruderi del Santuario delle Muse dove, tuttora, gli artisti depongono offerte!

Sulla cima della collina, invece, c’è il monumento costruito in onore del console romano Giulio Antioco Filopappo.

La collina di Filopappo, inoltre, è un magnifico punto di osservazione panoramica sia sull’Acropoli che sull’Attica, quindi non dimenticare la macchina fotografica!

I GIARDINI NAZIONALI

Il giardino, creato nel 1839 per volere della regina Amalia, fu aperto al pubblico soltanto nel 1923, con il nome di “Giardino Nazionale”.

E’ una vera e propria oasi verde nel cuore della città, vicinissimo al palazzo del Parlamento ed a piazza Syntagma.

Ha una superficie di oltre 160.000 metri quadrati ed accoglie più di 500 diversi tipi di piante e fiori. 

L’architetto dei giardini Friedrich Schimdt, infatti, viaggiò per tutto il mondo alla ricerca delle specie più rare ed esotiche, aiutato anche dalle forze navali greche.

IL MONTE LICABETTO

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Il monte Licabetto, il cui nome significa letteralmente “la collina dei lupi”, si eleva per 272 metri sul livello del mare ed è il punto più alto di Atene. La città lo circonda completamente, facendolo apparire come una macchia verde tra il bianco dei suoi edifici.

Secondo la mitologia, la dea Atena, volendo che il suo tempio fosse più vicino al cielo, prese un’enorme roccia per posarla sulla collina dell’Acropoli. Però, mentre la stava trasportando, ricevette una notizia che la sorprese e la fece distrarre. Così la roccia le scivolò e cadde su Atene formando il monte Licabetto.

La base della collina è circondata da un bosco di pini, mentre sulla vetta si trovano la Cappella di San Giorgio, un teatro ed un ristorante.

La cima, da cui si gode uno splendido panorama sulla città, può essere raggiunta a piedi, percorrendo le ombreggiate stradine che serpeggiano tra i pini, oppure con la funicolare che parte da Kolonaki.

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L’ACROPOLI DI ATENE – COSA VISITARE

L’Acropoli è il simbolo della città di Atene e dell’intera Grecia.

Immortale testimonianza della grandezza della civiltà classica e punto di riferimento della cultura greca.

Una visita alla città alta è imperdibile per chiunque visiti la capitale greca.

L’Acropoli sorge sulla collina sacra che domina Atene dall’alto. E’ il più grande complesso architettonico giunto fino a noi dall’antica Grecia.

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Fu Pericle a volere la sua costruzione nel V secolo a. C. in un’area dove, già nei secoli precedenti, erano stati edificati palazzi e luoghi di culto.

Nel corso del tempo l’Acropoli ha subito numerosi danni e spoliazioni.

Inizialmente i bizantini convertirono i templi in chiese e ne saccheggiarono i tesori.

Poi, quando nel 1456 Atene fu conquistata dai turchi, il sito divenne una moschea e l’Eretteo fu utilizzato come harem.

In ogni caso l’episodio che danneggiò di più l’Acropoli avvenne nel 1687 quando il Partenone, usato dai turchi come deposito per la polvere da sparo, esplose letteralmente sotto l’assedio dell’esercito veneziano. Infine, nel XIX secolo, Lord Elgin, ambasciatore del re d’Inghilterra, contribuì alle spoliazioni portando in patria numerosi marmi per esporli al British Museum.

Oggi l’Acropoli è patrimonio mondiale dell’Unesco.

Salendo verso la città alta il colpo d’occhio è spettacolare: monumenti millenari che si fondono armoniosamente con la natura circostante mentre, tutt’intorno, si estende Atene, bianca e immensa.

Vediamo quali sono i siti principali che puoi visitare nell’area dell’acropoli.

L’ODEON DI ERODE ATTICO

L’Odeon, che si trova alla base dell’Acropoli, venne costruito da Erode Attico nel 161 d. C., in memoria della moglie Regilla.

E’ composto da 32 file di gradoni, può ospitare fino a 6 mila persone ed è uno dei teatri funzionanti più antichi del mondo. 

Ancora oggi, infatti, viene utilizzato per mettere in scena emozionanti spettacoli teatrali e musicali ed è la sede principale del Festival di Atene-Epidauro.

L’INGRESSO DELL’ACROPOLI: I PROPILEI

I Propilei rappresentano l’accesso monumentale dell’Acropoli.

L’ingresso, composto da un corpo centrale e due ali laterali, venne progettato dall’architetto Mnesicle e costruito tra il 437 e 432 a.C., quando la sua realizzazione venne interrotta a causa della guerra del Peloponneso.

Le ali indipendenti rappresentano la parte incompiuta del progetto originale: nella parte settentrionale si trova la Pinacoteca,  progettata per essere una galleria d’arte e un luogo per i banchetti, mentre a sud si trova un semplice portico.

IL TEMPIO DI ATENA NIKE

Questo tempio, con i suoi 27 metri di lunghezza e i 18 di larghezza, è la struttura più piccola dell’Acropoli.

Sorge parte sud-ovest, su uno sperone roccioso vicino ai Propilei. 

Il tempio, costruito nel 420 a. C. dall’architetto Callicrate, ospitava la statua lignea della Apteros Nike (la Vittoria senza ali).

La dea era rappresentata così per una questione scaramantica. Secondo la tradizione, infatti, una volta privata delle sue ali, la dea non avrebbe più potuto lasciare Atene che, dunque, sarebbe stata per sempre vittoriosa.

IL SIMBOLO DELL’ACROPOLI: IL PARTENONE

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Il Partenone fu progettato da Ictino e Callicrate per essere il monumento principale dell’Acropoli.

Venne terminato nel 438 a.C., giusto in tempo per le Grandi Feste Panatenaiche.

Il tempio conteneva una delle meraviglie del mondo antico: la statua crisoelefantina di Atena.

Progettata da Fidia (il Michelangelo dell’epoca!) e terminata nel 432 a.C., si ergeva per 12 metri ed era rivestita d’oro. Il volto e le mani erano d’avorio e gli occhi di pietre preziose.

Nel 426 d.C. la statua venne portata a Costantinopoli e se ne persero le tracce!

L’ERETTEO

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L’Eretteo sorge nel luogo più sacro dell’Acropoli, quello in cui Poseidone ed Atena si sfidarono per il dominio sulla città di Atene.

E’ un capolavoro dell’architettura ionica, reso celebre dal Portico delle Cariatidi, la loggia meridionale sostenuta da 6 maestose statue di donne.

Il tempio ha una pianta asimmetrica, dovuta al terreno irregolare su cui sorge. La sua costruzione iniziò nel 420 a. C., in piena guerra del Peloponneso, per essere terminata nel 406 a. C..

IL TEATRO DI DIONISO

Il teatro, costruito inizialmente in legno, era il fulcro delle celebrazioni delle Grandi Dionisie che si svolgevano ogni anno ad Atene, tra il 10 ed il 14 del mese di Elafebolione del calendario attico, corrispondente ai nostri mesi di marzo ed aprile.

Queste celebrazioni erano dedicate al dio Dioniso e prevedevano la messa in scena rappresentazioni teatrali sia tragiche che comiche. Si trattava di rappresentazioni di tipo competitivo, con tanto di giuria e classifica finale.

Qui sono state rappresentate per la prima volta le commedie di Aristofane, oltre che le tragedie di Eschilo, Sofocle ed Euripide.

Nei pressi del teatro alcuni gradini conducono al Santuario di Asclepio, costruito intorno ad una sorgente sacra e dedicato al dio della medicina. Il culto di Asclepio fu introdotto ad Atene nel 429 a. C. mentre in città infuriava un’epidemia di peste.

IL MUSEO DELL’ACROPOLI

Il Museo si trova nel quartiere di Makryianni, a circa un chilometro di distanza dal Partenone.

Questo moderno edificio, inaugurato nel 2009, ospita circa 8 mila metri quadrati di esposizione.

Le opere, soprattutto sculture, raccontano la vita sull’Acropoli dalla preistoria fino alla tarda antichità.  

Al terzo piano si trova la sala dedicata al Partenone dove sono esposte le sculture ed il fregio riportati in Grecia dell’Inghilterra, dopo il saccheggio di sir Elgin.

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COSA VISITARE AD ATENE E DINTORNI

Atene è una città affascinante e misteriosa. Patria della filosofia e della democrazia, dell’arte e del teatro.

Le sue origini ed il suo stesso nome sono legate al mito che attribuisce l’edificazione della città alla dea Atena.

Ma Atene non è solo storia e mitologia, è anche una città vivace e moderna che, in occasione delle Olimpiadi del 2004, ha saputo rinnovarsi e diventare ancora più bella. 

Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta della capitale greca, delle sue strade intrise di storia e dei suoi monumenti che parlano di un glorioso passato.

L’ACROPOLI DI ATENE

L’Acropoli è il simbolo di Atene.

Domina la città dall’alto ed è visibile praticamente ovunque!

L’ingresso principale si trova in Dionysiou Areopagitou.

I suoi monumenti più importanti sono: il Partenone, i Propilei, l’Eretteo, il tempio di Atena Nike, il teatro di Dioniso, l’Odeon di Erode Attico ed il Museo dell’Acropoli.

Per completare la visita non puoi perderti il Museo dell’Acropoli che sorge proprio alle sue pendici.

E’ una struttura vasta e moderna che ospita i tesori rinvenuti nel sito. La maggior parte delle statue dell’Acropoli, infatti, sono delle riproduzioni in gesso, le originali sono conservate nel museo!

Per saperne di più leggi anche: L’ACROPOLI DI ATENE – COSA VISITARE

IL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE

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Il Museo Archeologico Nazionale è uno dei più importanti al mondo ed espone la più ricca e preziosa collezione di antichità greche esistente!

Visitare il museo richiede molto tempo, basta considerare che dispone di ben 8000 mq di spazio espositivo! Comunque i reperti principali possono essere visti in circa mezza giornata.

Questo immenso palazzo neoclassico del XIX secolo conserva tesori che illustrano la storia e l’arte greca dal Neolitico all’Età Classica.

La favolosa collezione di reperti micenei è imperdibile! Nella prima teca si trova la celeberrima Maschera di Agamennone, riportata alla luce da Heinrich Schliemann a Micene.

Le gallerie a sinistra dell’ingresso ospitano le sculture più antiche ed importanti del museo, come gli splendidi Kouroi (statue maschili) del VII secolo a.C. ed il colossale Kouros di Naxos che un tempo si trovava di fronte al Tempio di Poseidone a Capo Sunio.

L’ANTICA AGORA’ DI ATENE

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Il cuore dell’antica Atene era l’Agorà, il centro dinamico in cui si svolgevano le principali attività politiche, sociali e commerciali.

In questo luogo Socrate conversava con i suoi concittadini esponendo le sue riflessioni filosofiche e San Paolo predicava il messaggio evangelico.           

Ci sono 2 ingressi: uno da via Adrianou e l’altro da via Apostolou Pavlou, da cui si dirama un breve sentiero che conduce alla biglietteria.

In base all’ingresso da cui entrerai nell’Agorà potrai iniziare la tua visita o dalla Chiesa dei Santi Apostoli, un’incantevole chiesetta bizantina costruita nel X secolo per celebrare i discorsi di San Paolo; oppure dalla Stoà di Attalo, un portico a due piani che un tempo ospitava le attività commerciali della città ed ora ospita un interessante museo.

In ogni caso non puoi perderti una visita al Tempio di Efesto!

Questo tempio dorico, perfettamente conservato, era dedicato al dio del fuoco ed era circondato da fonderie e botteghe di fabbri. Nel 1300 fu trasformato nella chiesa di Agios Georgios.

Oggi domina l’Agorà, circondato dalla vegetazione e da simpatiche tartarughe!

IL TEMPIO DI ZEUS OLIMPICO

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Questo tempio imponente, chiamato anche “Olympieion”, rappresenta il più grande di tutta la Grecia e non poteva che essere dedicato al dio supremo, Zeus.

La costruzione di questa colossale meraviglia richiese più di 700 anni!

Fu Pisistrato ad avviarla nel VI secolo a.C., mentre l’imperatore Adriano la portò a termine nel 131 d.C.

Per celebrare il completamento dell’opera l’imperatore fece collocare nella cella del tempio una delle statue più grandi del mondo raffigurante Zeus. E, per sottolineare che era stato lui a concludere la costruzione, accanto alla statua del dio ne fece collocare ad un’altra raffigurante se stesso!

Il tempio fu saccheggiato dai barbari nel III secolo d.C. ed in seguito venne abbandonato.

L’edificio aveva originariamente 104 colonne corinzie, ciascuna alta 17 metri.

Oggi ne rimangono solo 15.

La sedicesima giace a terra, colpita da un fulmine nel 1852.

Accanto al tempio si trova l’Arco di Adriano fatto erigere nel 132, probabilmente per celebrare la consacrazione del tempio.

L’arco, che aveva la funzione di separare la città antica da quella romana, è anche una delle più tangibili prove dell’amore di Adriano nei confronti di Atene. Il fregio di nord-ovest recita: “Questa è Atene, l’antica città di Teseo”. Mentre quello di sud-est reca inciso: “Questa è Atene, la città di Adriano”.

IL VERDE DI ATENE: PARCHI E GIARDINI

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Se vuoi concederti una passeggiata rilassante, lontano dal caos delle vie più centrali, non hai che l’imbarazzo della scelta!

La collina di Filopappo, i Giardini Nazionali ed il monte Licabetto offrono la possibilità di immergersi nel verde e godersi Atene da una diversa prospettiva.

Per saperne di più leggi anche: PARCHI E GIARDINI DI ATENE

IL CAMBIO DELLA GUARDIA IN PIAZZA SYNTAGMA

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Se l’antica agorà era il cuore della vecchia Atene, Piazza Syntagma è il fulcro della vita dell’Atene moderna.

Il suo nome può essere tradotto in italiano come “Piazza della Costituzione”.

Il riferimento è alla costituzione concessa nel 1843 dal re di Grecia Ottone I di Wittelsbach.

Si affacciano sulla piazza il palazzo del parlamento (l’antico palazzo reale) e la tomba del Milite Ignoto, inaugurata nel 1932.

Qui, ogni giorno, è possibile assistere al pittoresco cambio della guardia degli Euzoni, i soldati con il caratteristico gonnellino e le babbucce con la punta ricurva.

LA PLAKA

Poco distante da Piazza Syntagma si trova uno dei luoghi più affascinanti di Atene: la Plaka!

Un dedalo di viuzze lastricate lungo le quali si susseguono antichi siti, edifici neoclassici, piccoli musei un po’ stravaganti, chiese bizantine e rustiche taverne.

Allontanandoti dalle vie principali – e più turistiche! – come Kydathineon e Adrianou, potrai conoscere lo spirito più autentico della città e della sua gente, assaggiare la vera gastronomia locale e fare anche un po’ di shopping di qualità.

I DINTORNI DI ATENE

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Se vuoi allontanarti da Atene per una gita di mezza giornata ti consiglio di visitare il Tempio di Poseidone a Capo Sunio (in greco Capo Sounion).

E’ un posto da favola!

Immagina: le rovine del tempio che si affacciano sul blu dell’Egeo…

Capo Sunio si trova nella punta estrema della Penisola Attica e dista solo 67 km da Atene.

Se viaggi in auto puoi percorrere la strada panoramica E091 che costeggia il mare. Se, invece, preferisci i mezzi pubblici, ci sono gli autobus della compagnia Ktel Attikis che partono  nei pressi del Museo Archeologico Nazionale.

Il mare Egeo deve il suo nome proprio a un evento accaduto a Capo Sunio.
Secondo la  mitologia greca, Egeo, re di Atene, attese a Capo Sunio il ritorno del figlio Teseo andato a combattere contro il Minotauro sull’isola di Creta.

Prima della partenza avevano deciso che la nave di Teseo sarebbe dovuta rientrare issando le vele bianche in caso di vittoria o quelle nere in caso di sconfitta.

Teseo uccise il Minotauro ma si dimenticò di issare le vele bianche; quindi Egeo, vedendo la nave rientrare in porto con le vele nere pensò che suo figlio fosse morto e, disperato, si uccise gettandosi nel mare che, da quel momento, prese il suo nome.

INFORMAZIONI UTILI

L’aeroporto Eleftherios Venizelos di Atene si trova a Spata, a circa 30 km dal centro.

Per andare in città puoi prendere l’autobus che parte all’ingresso dell’aeroporto e ferma in piazza Syntagma oppure la metro.

Ci sono delle tessere turistiche per i trasporti pubblici che valgono da un giorno ad una settimana.

Solo alcune, però, comprendono anche il tragitto da e per l’aeroporto, quindi controlla bene al momento dell’acquisto!

Se vuoi muoverti autonomamente e non perdere nessuna delle principali attrazioni di Atene, puoi fare il tour della città accompagnato dell’App Audioguida. Si tratta di un’App con oltre 100 punti di interesse, immagini, descrizioni, commenti audio di esperti locali e mappe digitali interattive.

Per saperne di più clicca qui.

L’Athens Pass, invece, è un’ottima soluzione per risparmiare tempo e denaro.

Grazie al Pass, infatti,avrai l’accesso prioritario ad un prezzo ridotto in molti siti della città.

Il Pass comprende l’accesso prioritario all’Acropoli, all’Agorà antica, all’Agorà romana, alla Biblioteca di Adriano, al Tempio di Zeus Olimpio, al Ceramico, al Liceo di Aristotele, al Museo dell’Acropoli e l’App Audioguida.

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Per altre idee su cosa visitare in Grecia leggi anche:

COSA VISITARE A PRAGA IN 5 GIORNI

Praga, la città delle cento torri, la città d’oro…ma soprattutto una delle più belle città d’Europa.

Sì, è proprio così! Praga ha una bellezza sfacciata, che non ha paura di mostrarsi ad ogni angolo di strada. E’ una città romantica, misteriosa ed esoterica che riesce ad ammaliarti in pochi minuti.

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Praga è relativamente piccola e sembra fatta per spostarsi a piedi.

I siti principali si trovano a poca distanza gli uni dagli altri e se alloggi in centro potresti non aver mai bisogno di usare i mezzi pubblici.

In ogni caso la metropolitana è efficientissima ed è anche il modo più economico e veloce per andare dall’aeroporto in città.

Il centro storico è un mix armonioso di architetture barocche, rinascimentali, neoclassiche e art nouveau. E’ articolato in 5 quartieri separati dalla Moldava.

Sulla riva occidentale si trovano: Hradcany (il quartiere del castello) e Mala Strana (il piccolo quartiere). Sulla riva orientale si trovano: Josefov (il quartiere ebraico), Stare Mesto (il quartiere della città vecchia) e Nove Mesto (il quartiere della città nuova). Le due rive sono collegate dal celebre Ponte Carlo.

L’itinerario che ti propongo è suddiviso in quartieri e prevede di dedicare un giorno a ciascuno di essi!

COSA VISITARE A PRAGA: HRADCANY (IL QUARTIERE DEL CASTELLO)

Il quartiere del castello domina dall’alto la città.

Il castello di Praga è un complesso di palazzi, edifici ecclesiastici, fortificazioni, uffici e case abitabili che documentano l’evoluzione storica ed architettonica della città, estendendosi su una superficie di 45 ettari. All’interno del complesso del castello, tra le altre cose, si possono ammirare: la cattedrale di San Vito, un vero gioiello gotico; il Vecchio Palazzo Reale, che fu la residenza dei re di Boemia fino al XVI secolo; ed il pittoresco Vicolo d’Oro.

Per saperne di più leggi anche IL CASTELLO DI PRAGA.

MALA STRANA (IL PICCOLO QUARTIERE)

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Il “piccolo quartiere” nacque nel XIII secolo ai piedi del Castello, fu in gran parte distrutto da un incendio nel 1541 e poi ricostruito in stile barocco.

Percorrendo via Nerudova si può notare una caratteristica delle case praghesi: le insegne dipinte.

Sono sparse un po’ in tutta la città, ma in questa strada sono particolarmente abbondanti.

La tradizione di identificare gli edifici usando delle insegne dipinte raffiguranti animali, figure mitiche, oggetti di uso quotidiano, ecc… iniziò nel Medioevo e proseguì fino al 1770, quando gli Asburgo introdussero la numerazione civica.

Prosegui verso piazza Mala Strana e fai una visita alla Chiesa di San Nicola.

E’ un tripudio di arte barocca: colonne, statue, affreschi ed ornamenti ovunque!

Dal campanile si può ammirare la città dall’alto e… sorvegliare la piazza, come faceva la polizia segreta durante il regime comunista.

Se vuoi concederti una pausa rilassante puoi dirigerti verso il Giardino Vrtba, un quieto angolo verde alle pendici della collina di Petrin.

In prossimità del giardino si trova la chiesa di Santa Maria Vittoriosa, molto popolare tra i pellegrini che vogliono far visita al Bambino di Praga. Si tratta di una statua lignea raffigurante Gesù Bambino alla quale sono attribuiti poteri miracolosi.

Torna verso il fiume ed attraversa uno dei tanti ponti pedonali che portano all’Isola di Kampa – che in realtà è una penisola! – un posto molto frequentato dai praghesi, ideale per riposare all’ombra o far giocare i bambini.

Prosegui verso la collina Petrin, un promontorio a ovest di Kampa, circondato dai frutteti reali che rifornivano di ciliegie il Castello.

Per salire in cima puoi prendere il tram o la funicolare.

Sul versante nord della collina si trova la Torre Panoramica, ispirata alla Torre Eiffel (solo 299 gradini ti separano da uno splendido panorama!)

L’ultima tappa è il Monastero di Strahov.

Qui si possono ammirare la preziosa biblioteca e la collezione di dipinti e opere d’arte del monastero… ma si può anche degustare l’ottima birra prodotta dai monaci!

IL QUARTIERE EBRAICO DI PRAGA: JOSEFOV

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Josefov deve il suo nome a Giuseppe II d’Asburgo ed è un vivace intrigo di viuzze e sinagoghe.

Il Museo Ebraico è articolato in sei siti: il Vecchio Cimitero, la Casa delle Cerimonie e le Sinagoghe Maisel, Pinkas, Klausen e Spagnola.

Puoi iniziare la visita proprio dalla Sinagoga Pinkas, un edificio con interni rinascimentali divenuto il Monumento all’Olocausto per commemorare gli ebrei di Boemia e Moravia.

Per saperne di più leggi anche IL VECCHIO CIMITERO EBRAICO DI PRAGA.

STARE MESTO (IL QUARTIERE DELLA CITTA’ VECCHIA)

Inizia la visita al quartiere della città vecchia facendo una passeggiata sul Ponte Carlo, uno dei simboli di Praga.

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Il ponte, fatto costruire dall’imperatore Carlo IV,  attraversa la Moldava dal 1402 ed è stato realizzato assemblando blocchi di granito con una malta a base di uova!

Le statue che decorano il ponte sono principalmente delle riproduzioni del XIX secolo, una delle poche originali è quella di San Giovanni Nepomuceno, confessore della moglie di re Venceslao IV.

Secondo la leggenda il re ordinò che il prete venisse gettato dal Ponte Carlo perché si era rifiutato di rivelargli la confessione della regina e, nel punto in cui annegò, apparve un gruppo di stelle.

Oggi i visitatori toccano il bassorilievo alla base della statua per garantirsi un ritorno a Praga!

Prosegui verso la Cappella di Betlemme, il luogo di culto fondato da Jan Hus, capo del movimento ceco proto-protestante. Poi verso il Clementinum, un vasto complesso di chiese ed edifici storici fondato dai gesuiti nel 1556. Oggi ospita la Biblioteca Nazionale della Repubblica Ceca.

Proseguendo sulla stessa strada arriverai in Piazza della Città Vecchia, l’ex piazza del mercato che sorge alla confluenza di tutte le strade principali di Stare Mesto.

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Tra gli edifici che si affacciano sulla piazza il più famoso è il Municipio con il suo Orologio Astronomico che, grazie a complessi meccanismi, mostra l’ora dell’Europa centrale, la vecchia ora boema e quella babilonese, i segni zodiacali, nonché i movimenti del Sole e dei pianeti intorno alla Terra (l’orologio risale al 1410, più di un secolo prima della rivoluzione copernicana!)

NOVE MESTO (IL QUARTIERE DELLA CITTA’ NUOVA)

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Piazza Venceslao è un lungo rettangolo fiancheggiato da edifici storici.

Tra loro spicca palazzo Melantrich, costruito nel 1914. Fu proprio dal balcone di questo palazzo che si affacciarono Vaclav Havel – drammaturgo e futuro presidente- e Alexander Dubcek – primo segretario del Partito Comunista cecoslovacco – ispirando la folla nel novembre del 1989, durante la Rivoluzione di Velluto che mise fine al governo comunista.

Sul lato nord della piazza si trova la statua equestre di San Venceslao, duca di Boemia nel X secolo, alle cui spalle sorge il Museo Nazionale.

Attraversa il Passaggio di Lucerna, una galleria con negozi ed eleganti caffè, e prosegui verso Piazza Carlo ed il Municipio della Città Nuova.

Sul lato sud della piazza sorge la Casa di Faust dove, secondo la leggenda, il diavolo propose al Dottor Faust di scambiare la sua anima per enormi ricchezze.

Sali verso la fortezza in rovina di Vysehrad, un alto promontorio che domina Praga, lo sforzo è ripagato dall’atmosfera storica che avvolge i resti delle fortificazioni e degli edifici religiosi tra cui spicca la cappella romanica di San Martino. Costruita nell’XI secolo è di forma circolare per evitare che il diavolo avesse un angolo in cui nascondersi!

L’ultima tappa è la Casa Danzante, un edificio sinuoso che sembra ricordare una coppia di ballerini, infatti è soprannominata “Edificio Fred e Ginger”.

PRAGA E LA MAGIA

Praga è considerata la “capitale della magia” e rappresenta uno dei vertici del Triangolo di Magia Bianca, insieme alle città di Lione e Torino.

E’ qui che, nel corso dei secoli, giunsero maghi, alchimisti e astrologi provenienti da tutto il mondo.

Fu Rodolfo II d’Asburgo a favorire un simile raduno di personaggi. Il suo scopo era quello di scoprire e dominare i misteri dell’occulto.

Passeggiando tra le strade della città è impossibile non farsi avvolgere dalla sua atmosfera misteriosa!

Uno dei luoghi più esoterici in cui ci siamo imbattuti è stato l’Olsanke hrbitovy, un grande cimitero che si trova vicino della fermata della metro “Flora”.

E’ stato un caso… Il nostro albergo si trovava da quelle parti ed un pomeriggio abbiamo seguito l’impulso e siamo entrati. Ci siamo ritrovati immersi in un romanzo gotico!

Per informazioni sempre aggiornate su visite guidate, orari di apertura dei vari luoghi d’interesse, biglietti e mezzi pubblici si può consultare il portale turistico ufficiale della città: Prague.eu

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IL VECCHIO CIMITERO EBRAICO DI PRAGA

Il cimitero ebraico di Praga è stato fondato nel 1439, è uno monumenti più importanti del quartiere ebraico praghese, ma anche uno dei cimiteri ebraici più celebri del Vecchio Continente.

Ogni anno il cimitero viene visitato da migliaia di turisti ed è stato inserito dalla rivista National Geographic Traveler nell’elenco dei dieci cimiteri turistici più interessanti del mondo.

Nel 1995 è diventato un monumento culturale nazionale.

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IL CIMITERO EBRAICO DI PRAGA: UN PO’ DI STORIA

Per oltre 3 secoli è stato l’unico luogo dove gli ebrei di Praga potevano seppellire i loro morti.

Le dimensioni attuali sono più o meno quelle medievali.

Nel corso del tempo, poiché il cimitero non poteva espandersi fuori dal suo perimetro, le tombe sono state soprapposte per sopperire alla mancanza di spazio.

In alcuni punti si sono sovrapposti fino a 10 strati di diverse sepolture. Le lapidi venivano staccate dal suolo, si procedeva alla nuova sepoltura creando una montagnola di terra, poi veniva rimessa la vecchia lapide con al fianco quella nuova.

Le tombe consistono esclusivamente di una lapide di arenaria o di marmo conficcata nel terreno. Nessun ritratto, perché la religione ebraica lo vieta. Solo disegni simbolici per indicare la professione o le qualità del defunto: forbici per sarti, pinzette per i medici, mani che benedicono per i sacerdoti e poi tanti animali per chi si chiamava Volpi, Orsi e così via.

Oggi si contano circa 12.000 lapidi, ma si ritiene che vi siano sepolti oltre 100.000 ebrei.

La tomba più visitata è quella di Rabbi Loew, dove i visitatori si fermano a pregare e lasciano sulla lapide i tradizionali sassi, oltre a monete e biglietti che esprimono i loro desideri.

Nel muro del cimitero sono inseriti frammenti di lapidi gotiche provenienti da un cimitero ancora più antico, scoperto nella Città Nuova, in via Vladislavova, nel 1866.

VISITARE IL QUARTIERE JOSEFOV ED IL CIMITERO EBRAICO DI PRAGA

Visitare il cimitero ebraico di Praga significa immergersi nella storia della comunità ebraica praghese.

La densità di lapidi, tardogotiche, rinascimentali, barocche, l’una quasi contro l’altra, il silenzio del luogo e l’eterna penombra – le tombe sono circondate dalle fronde degli alti sambuchi che crescono nel cimitero- creano un effetto unico.

E’ un luogo mistico e spettrale al tempo stesso.

Il cimitero è uno dei luoghi simbolo di Josefov, l’antico quartiere ebraico, un vivace intrigo di viuzze e sinagoghe che deve il suo nome a Giuseppe II d’Asburgo.

Il Museo Ebraico è articolato in sei siti: il Vecchio Cimitero, la Casa delle Cerimonie e le Sinagoghe Maisel, Pinkas, Klausen e Spagnola.

Puoi iniziare la visita proprio dalla Sinagoga Pinkas, un edificio con interni rinascimentali divenuto il Monumento all’Olocausto per commemorare gli ebrei di Boemia e Moravia.

Tra le sinagoghe spicca quella Spagnola con il suo favoloso stile moresco. L’interno è una profusione di stucchi scintillanti con sfumature turchesi e dorate.

La Sinagoga Vecchia-Nuova non fa parte del complesso del Museo Ebraico, ma è una perla dell’architettura boema ed il fulcro del culto ebraico di Praga. In origine era detta Sinagoga Nuova, divenne poi Vecchia-Nuova quando ne fu costruita un’altra nelle vicinanze.

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Anche la sinagoga del Giubileo non fa parte del complesso museale.

E’ la più recente tra le sinagoghe di Praga ed è conosciuta anche come sinagoga di Gerusalemme per la sua posizione sulla via Jeruzalémská, non lontano dalla Stazione Centrale.

La sinagoga venne completata nel 1906 e fu chiamata “del Giubileo” in onore del 50º anniversario di regno dell’imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria, celebrato nel 1898, anno in cui era stata decisa la costruzione del nuovo tempio.

L’edificio, esternamente coloratissimo, è stato progettato con uno stile che mescola l’arte moresca al liberty.

LA LEGGENDA DEL GOLEM

Nel XVI secolo a Praga la comunità ebraica era vittima di continue violenze e soprusi, fu così che, secondo la leggenda, il rabbino Loew decise di plasmare una creatura che, ubbidendo solo ai suoi ordini, avrebbe protetto la sua gente.

Il rabbino plasmò il suo Golem – questo era il nome scelto per la creatura – nella soffitta della Sinagoga Vecchia – Nuova, usando il fango della Moldava.

Chi crede alla leggenda sostiene che il sia stato il Golem del rabbino Loew ha salvare il ghetto durante la Seconda Guerra Mondiale.

Tuttavia c’è anche un’altra spiegazione, più razionale e terrificante, che chiarisce perché il quartiere sia sopravvissuto indenne al conflitto. Sembrerebbe che le autorità naziste, una volta sterminata la razza ebraica, volessero trasformarlo in una sorta di museo per spiegare alle future generazioni chi erano stati gli ebrei e l’importanza della loro opera di “purificazione”.

INFORMAZIONI UTILI

Il quartiere ebraico dista 5 minuti a piedi dalla Piazza della Città Vecchia e 10 minuti a piedi dall’estremità orientale del Ponte Carlo.

Per chi arriva dalle zone periferiche della città, il modo migliore per raggiungere il cimitero è quello di sfruttare la linea A della metropolitana. La fermata Staroměstská, infatti, dista solo 3 minuti a piedi dall’ingresso del cimitero.

E’ possibile visitare il cimitero ebraico di Praga e tutti gli altri siti del Museo Ebraico tutti i giorni tranne il sabato ed giorni dedicati alle festività ebraiche.

Da Novembre a Marzo, dalle 09.00 alle 16.30

Da Aprile ad Ottobre, dalle 10.00 alle 18.00

Per informazioni sulle varie tipologie di biglietti si può visitare il sito jewishmuseum.cz

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IL CASTELLO DI PRAGA

Il castello di Praga è il monumento simbolo della capitale della Repubblica Ceca.

È un complesso di palazzi, edifici ecclesiastici, fortificazioni, uffici e case abitabili che documentano l’evoluzione storica ed architettonica della città, estendendosi su una superficie di 45 ettari.

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E’ stato la sede di principi, re ed imperatori boemi. Dalla nascita della Repubblica, avvenuta nel 1918, è diventato la sede del capo dello Stato.

IL CASTELLO DI PRAGA: UN PO’ DI STORIA

Il castello di Praga sorge su una delle nove alture su cui si sviluppa la capitale ceca, nell’area attualmente nota come Hradčany o quartiere del Castello.

Con una superficie di quasi 70.000 metri quadrati è il più grande castello a corpo unico del mondo. Originariamente era costituito da edifici e fortificazioni in legno.

Il primo edificio in pietra ad essere eretto fu la chiesa della Vergine, per volere del principe cristiano Borivoj I.

In epoca romanica vennero costruiti il convento e la basilica di San Giorgio, il Palazzo Reale, le fortificazioni e le torri in muratura. Poi il principe Venceslao – successivamente diventato santo! –  fece erigere la rotonda contenente i resti di San Vito.

L’aspetto del castello cambiò sensibilmente durante il periodo gotico, soprattutto grazie all’imperatore Carlo IV che ordinò la costruzione di una nuova, imponente cattedrale che sostituisse la basilica romanica. La costruzione iniziò nel 1344 e terminò solo nel 1929. Al periodo gotico risale anche la riedificazione del Palazzo Reale, con la realizzazione della meravigliosa Sala Vladislao. Infine Carlo IV fece coprire i tetti delle torri con delle lamine dorate, grazie alle quali Praga si guadagnò l’appellativo di “Città d’oro”.

Durante il Rinascimento Ferdinando I d’Asburgo fece costruire il Palazzo del Belvedere e i relativi giardini all’italiana. Poi Rodolfo II trasferì la sua corte da Vienna a Praga, rendendo la città una delle più raffinate ed eleganti del continente europeo.

Tra il XIX ed il XX secolo il castello – come anche la città! – visse un periodo di rinascita. Venne completata la Cattedrale di San Vito, furono restaurati i vari edifici che compongono il castello che assunse l’attuale assetto planimetrico.

VISITA AL CASTELLO PRAGA: L’ITINERARIO

Il castello di Praga è un complesso monumentale enorme e c’è davvero tanto da vedere: per visitarlo ci vorrebbe un giorno intero… o forse anche più!

Questo itinerario si basa sulle aree più interessanti e significative (almeno secondo me!).

PRIMA CORTE, GIGANTOMACHIA E CAMBIO DELLA GUARDIA

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La visita al castello inizia a Hradčanské náměstí, la piazza dove si trova il cancello d’ingresso principale.

Ai lati del cancello ci sono due grandi statue incentrate sul tema della gigantomachia, mentre la scritta dorata che lo sormonta (MTI) è riferita a Maria Teresa Imperatrice. Al di là dei cancello si trova la corte d’onore (prima corte).

La cerimonia del cambio della guardia avviene allo scoccare di ogni ora, dalle 5 alle 23.

A mezzogiorno è anche accompagnata dalla fanfara.

Certo, non è sfarzosa come quella di Buckingham Palace, né pittoresca come quella a Piazza Syntagma, ma è comunque uno spettacolo che vale la pena di vedere.

SECONDA CORTE, CAPPELLA DELLA CROCE E GALLERIA RODOLFINA

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Proseguendo si arriva alla seconda corte, nel cui centro si trovano un pozzo e una fontana barocca risalente al XVII secolo.

Gli edifici che circondano la seconda corte costituiscono la sede del governo. Entrando dalla “porta di Mattia”, una costruzione tardo gotica, si possono visitare alcune aree dell’ala occidentale del Palazzo Nuovo.

A destra dell’ingresso si trova la Cappella della Santa Croce, dove sono custoditi alcuni tra i pezzi più preziosi del Tesoro di San Vito.

Salendo al piano nobile, nell’ala sinistra, si può invece ammirare la Galleria Rodolfina, che ospita parte dell’immensa collezione di tesori artistici accumulata da Rodolfo II.

TERZA CORTE E CATTEDRALE DI SAN VITO

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Proseguendo verso la terza corte del castello la tua attenzione sarà catturata dall’immensa e maestosa mole della Cattedrale di San Vito.

E’ l’edificio religioso più grande ed importante della città. Lungo 124 metri e alto 60, con volte che raggiungono i 33 metri e torri alte dagli 82 ai 100 metri (torre centrale).

I lavori per la sua costruzione furono interrotti a causa dello scoppio delle guerre Hussite (1419) e furono ripresi solo diversi secoli dopo nel 1871.

Circa trenta incoronazioni di principi e re di Boemia e delle loro mogli hanno avuto luogo nella cattedrale che, per molti di loro, è diventata anche il luogo del loro eterno riposo.

CASTELLO DI PRAGA: IL PALAZZO REALE

Ci lasciamo alle spalle la cattedrale di San Vito e attraversiamo di nuovo la corte, dove è situato anche un monolito in memoria dei caduti durante la Grande Guerra. Da qui entriamo nel Vecchio Palazzo Reale, che merita davvero una visita approfondita.

Nei sotterranei del palazzo si trovano le sale in stile romanico risalenti al XII Secolo, mentre il pianterreno, in stile gotico, risale al periodo di Carlo IV. Da qui si prosegue per il cortile delle arcate e la sala delle colonne di Venceslao IV.

Sopra al pianterreno si trova il piano tardo gotico, dominato dalla sfarzosa sala Vladislao, la più grande sala ad arcate senza sostegni dell’Europa dell’epoca, nella quale si tenevano le cerimonie politiche più importanti.

Altra area di grande interesse storico è l’ala di Lodovico, di epoca rinascimentale, dove aveva sede la Cancelleria di Boemia, che nel 1618 fu teatro della Defenestrazione di Praga.

PIAZZA, MONASTERO E BASILICA DI SAN GIORGIO

Uscendo dal Palazzo Reale si arriva nella piazza di San Giorgio, dove sorgono il monastero delle benedettine di San Giorgio e la basilica omonima.

Il monastero, fondato nel 900 d.C. è uno degli edifici più antichi del castello. Oggi, le sue sale sono sede della Galleria Nazionale, che ospita opere di epoca rodolfina e barocca.

Nella basilica sono sepolti Vratislav I e Santa Ludmilla, nonna di San Venceslao.

VICOLO D’ORO, TORRE DALIBORKA E TORRE DELLE POLVERI

Le casette colorate del Vicolo d’Oro sembrano uscite da una fiaba dei fratelli Grimm.

Costruite alla fine del XVI secolo, furono abitate fino al 1955.

Al n.22, per un breve periodo, c’è stato uno studio di Franz Kafka; al n.12, invece, viveva uno storico del cinema ed è possibile entrare per vedere dei vecchi filmati di Praga in bianco e nero che vengono proiettati continuamente.

All’estremità orientale del vicolo si trova la torre Daliborka, risalente alla fine del 1400. Fu utilizzata come prigione fino alla fine del ‘700 e deve il nome al suo primo prigioniero, Dalibor di Kozojedy.

La torre delle Polveri, che funge anche da accesso alla Città Vecchia, è uno dei monumenti tardo gotici più importanti della città, sotto di essa passava il corteo reale in occasione delle incoronazioni dei re boemi. Deve il suo nome al fatto di essere stata utilizzata per lungo tempo come deposito per la polvere da sparo.

PALAZZO LOBKOWICZ, GIARDINI REALI, BELVEDERE E FONTANA CANTANTE

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Questa è ultima tappa del percorso di visita al castello di Praga.

Il Palazzo Lobkowicz, di proprietà dell’omonima famiglia, è l’unico edificio privato di tutto il castello ed ospita un’esposizione dedicata alla storia dei Lobkowicz; nelle sue sale si tengono spesso concerti di musica classica.

I giardini reali corrono paralleli al castello e si estendono per tutta la sua lunghezza.

Tra i loro viali si celano bellissime statue rinascimentali e barocche ed edifici di grande interesse, come il maneggio, la nuova aranciera, la residenza estiva della Regina Anna degli Jagelloni (palazzo Belvedere) e la fontana cantante, una raffinata opera in bronzo risalente alla metà del ‘500.

IL CASTELLO DI PRAGA: INFORMAZIONI UTILI

L’intero complesso è aperto tutti i giorni dalle 6:00 alle 22:00.

Gli edifici accessibili ai visitatori seguono i seguenti orari:

da Novembre a Marzo – Tutta la settimana dalle 09.00 alle 16.00

da Aprile ad  Ottobre – Tutta la settimana dalle 09.00 alle 17.00

Per informazioni sui biglietti e le mostre e per scaricare la mappa del castello in pdf si può consultare il sito www.hrad.cz

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SAN MARINO: COSA VISITARE IN UN GIORNO

La Serenissima Repubblica di San Marino è un stato tanto piccolo quanto antico che si trova nell’Italia centro- settentrionale, al confine tra l’Emilia-Romagna e le Marche.

Ha un territorio di circa 61 km², la capitale è Città di San Marino e la lingua ufficiale è l’italiano. A partire dal 2008 il centro storico della Città di San Marino ed il monte Titano sono stati inseriti dall’UNESCO tra i patrimoni dell’umanità poiché rappresentano una “testimonianza della continuità di una repubblica libera fin dal XIII secolo”.

Per me San Marino è stata la meta di tante giornate estive, quando da piccola trascorrevo le vacanze in famiglia sulla riviera romagnola. Era il posto dove andare per concedersi una “pausa” dalla spiaggia oppure, semplicemente, la meta per una passeggiata serale. In effetti San Marino, date le sue dimensioni, si presta a visite di un giorno, ma è anche un’ottima destinazione per una fuga di un weekend, durante il quale immergersi nella storia, nella natura e nel buon cibo!

Ecco una piccola guida per scoprire San Marino.

Piazza della Libertà e Palazzo Pubblico

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Piazza della Libertà è il cuore del centro storico di San Marino, ma anche il posto ideale per godersi il bellissimo panorama sulla valle sottostante! La piazza prende il nome dalla statua che si trova al suo centro e che rappresenta la Libertà, simbolo dell’indipendenza che da sempre contraddistingue questa antica Repubblica.

Qui, inoltre, si trova il Palazzo Pubblico (o Palazzo del Governo), sede dei principali organi istituzionali ed amministrativi sammarinesi: i Capitani Reggenti, il Consiglio Grande e Generale, il Consiglio dei XII ed il Congresso di Stato. L’attuale edificio si erge sul luogo in cui anticamente sorgeva la Domus Magna Comunis che, ormai in rovina, venne abbattuta sul finire dell’Ottocento per far posto al Palazzo Pubblico

Basilica di San Marino

L’attuale Basilica sorge sulle fondamenta di un’antica Pieve del IV secolo dedicata a San Marino diacono. All’inizio dell’Ottocento la Pieve era in condizioni di grave degrado, così venne abbattuta e si progettò di costruire una nuova chiesa. Il lavori iniziarono nel 1826 e terminarono il 5 febbraio 1838, quando la Basilica venne solennemente inaugurata alla presenza del vescovo del Montefeltro e dei Capitani Reggenti. La costruzione costò 40.150 scudi e 76 baiocchi.

Le tre torri 

Le torri furono realizzate intorno al XIII secolo come strumento di difesa dagli attacchi dei Malatesta, signori di Rimini. La prima torre, chiamata Rocca o Guaita, si erge sullo strapiombo del monte Titano ed è contornata dalla più antica delle tre cinte murarie che circondano Città di San Marino e che sono ancora oggi visibili. La seconda torre, chiamata Cesta o Fratta, è di forma pentagonale ed ospita il Museo delle Armi Antiche. La terza torre, chiamata Montale, è la più piccola e può essere vista solo dall’esterno.

Passo delle Streghe

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E’ posizionato all’esterno delle mura del centro storico della Repubblica. Si tratta di un sentiero scavato nella roccia che collega la prima e la seconda torre tra loro. E’ un luogo unico, in cui sembra di essere tornati nel Medioevo e si respira un’aria  molto romantica.

Per raggiungere il Passo delle Streghe ci sono varie possibilità. Partendo dalla torre Cesta si può scendere per una cinquantina di metri dal luogo panoramico a destra del sentiero, oppure  si può parcheggiare l’auto al parcheggio P6 e continuare camminando sulla scalinata rocciosa in mezzo al bosco.

Museo di Stato

Il museo è nato nella seconda metà dell’Ottocento ed è stato aperto al pubblico nel 1899. Dal 2001 è ospitato nello storico Palazzo Pergami – Belluzzi, nel centro di San Marino. Il museo è diviso in 4 diverse sezioni: Archeologia del Territorio, Arte per la Repubblica, Arte di Donazione, Archeologia di Donazione e Numismatica -Medaglistica Sammarinesi.

Museo delle Curiosità

Un museo davvero molto stravagante, perfetto da visitare con i bambini. Invenzioni strabilianti (come gli zoccoli alti 60 centimetri per affrontare l’alta marea veneziana!) personaggi insoliti e oggetti rari sono mescolati in un mix incredibile e rendono questo museo unico nel suo genere. In più, per stupire i visitatori, nei mesi estivi è attivo un servizio di trasporto speciale che collega il museo ai parcheggi più distanti dal centro storico: la navetta non è un veicolo qualsiasi, ma una tradizionale corriera Ford del 1913.

Cava dei Balestrieri

La cava fu aperta nel XIX secolo con lo scopo di estrarre la pietra necessaria per i lavori di restauro del Palazzo Pubblico, nella vicina Piazza della Libertà.

Oggi la cava è un importante sito di eventi. Il suo nome deriva dalla Federazione Italiana Balestrieri: con la sua istituzione nel 1966, la cava venne allestita per ospitare le competizioni di tiro con la balestra grande, la prima si tenne nel luglio dello stesso anno. Sempre qui, ogni anno il 3 settembre si tiene il Palio dei Balestrieri in occasione della Festa del Santo Patrono. Ma la cava ospita anche tanti altri eventi, come la Disfida del Tricorniolo.

Shopping a San Marino

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Città di San Marino è ricca di mercatini e belle vetrine  e – complice anche un carico fiscale più leggero!- fare un po’ di shopping diventa inevitabile!

Inoltre, dal 1995, la Repubblica di San Marino ha istituito il Marchio di Origine e Tipicità per tutelare, valorizzare e promuovere la produzione artistica e tradizionale. Nel centro storico ci sono tanti negozi con prodotti locali e tradizionali sammarinesi. Ceramiche dipinte a mano, oggetti d’arte lavorati in ferro, legno e materiali preziosi, pizzi, ricami e stampe su tela. E poi gustose produzioni dolciarie, come le Tre Torri, il dolce tipico di San Marino.

Informazioni utili

Per visitare il centro storico di Città di San Marino si può lasciare l’auto in uno dei tanti parcheggi che si trovano nelle vicinanze, sono denominati progressivamente e vanno da P1 a P12, solo il P9 è coperto, mentre il P10 ospita anche i camper.

La funivia collega il castello di Borgo Maggiore al centro storico. Il costo per andata e ritorno è di Euro 4,50, ogni corsa dura circa 2 minuti ed offre una splendida vista su tutta la costa adriatica.

Cosa visitare nei dintorni di San Marino

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A circa 20 Km dalla Serenissima Repubblica di San Marino sorge il borgo di San Leo. Quest’ultimo deve il suo nome a San Leone che, giunto insieme a San Marino dalle coste della Dalmazia, avrebbe evangelizzato la zona diventandone il primo vescovo.

La rocca di San Leo, con i suoi 600 metri d’altezza, domina la vallata del Marecchia ed un panorama di boschi e picchi rocciosi che si spinge fino al mare. L’edificio più antico è la pieve, che raccoglie intorno a sé il nucleo della città medievale. Poco distante sorge la cattedrale, consacrata al culto del Santo Leone. Invece la fortezza, che sorge a distanza dall’abitato per ragioni difensive, è costruita in cima ad uno sperone di roccia sul quale si mantiene da secoli in un miracoloso equilibrio.

Per altre idee su cosa visitare in Emilia Romagna puoi leggere anche i miei articoli su Bologna e Ravenna!