In questo articolo ti propongo 5 mete insolite per maggio in Italia, luoghi autentici e affascinanti, perfetti per chi ama scoprire angoli nascosti prima del grande afflusso estivo. Dalla montagna al mare, passando per borghi medievali e città fortificate, lasciati ispirare da itinerari alternativi e sorprendenti.
Maggio, infatti, è il mese ideale per partire: il clima è mite, la natura rigogliosa ed i luoghi non sono ancora affollati dai turisti estivi. Se sogni un viaggio diverso dal solito, questo è il momento perfetto per esplorare l’Italia meno conosciuta.
1. CASTEL DEL MONTE, ABRUZZO – IL SILENZIO DEL GRAN SASSO
Immerso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Castel del Monte è un borgo medievale tra i più belli d’Italia. Le sue viuzze di pietra, l’architettura perfettamente conservata e l’atmosfera sospesa lo rendono un luogo ideale per chi cerca autenticità. A maggio, quando la natura si risveglia e i sentieri si fanno accessibili, è perfetto per escursioni e passeggiate panoramiche.
2. BOSA, SARDEGNA – COLORI E STORIA SUL FIUME TEMO
Fonte: Pixabay
Prima che le spiagge della Sardegna vengano prese d’assalto, Bosa offre un angolo pittoresco e sorprendente. Le case color pastello che si affacciano sul fiume, il castello Malaspina che domina la valle e la cucina locale a base di pesce fresco fanno di Bosa una meta perfetta per un maggio lento e pieno di fascino. Un’alternativa culturale e rilassante alla costa sarda più nota.
3. METE INSOLITE PER MAGGIO: BRISIGHELLA, EMILIA-ROMAGNA
Poco lontano da Faenza, Brisighella è un borgo inaspettato, incastonato tra colline e formazioni gessose. Passeggiare lungo la Via degli Asini o salire fino alla torre dell’orologio regala viste mozzafiato e un senso di intimità difficile da trovare in piena estate. A maggio, puoi goderti i profumi delle erbe aromatiche e i prodotti del territorio, come l’olio DOP.
4. CIVITA DI BAGNOREGIO, LAZIO – LA CITTÀ CHE MUORE… MA NON IN MAGGIO
Fonte: Pixabay
Conosciuta come la città che muore, Civita di Bagnoregio è spesso evitata nei mesi più caldi a causa dell’afflusso turistico. Ma a maggio, con il clima mite e la natura che esplode intorno al ponte sospeso che conduce al borgo, offre un’esperienza unica. Visitare Civita prima dell’estate significa assaporarne la bellezza fragile, i vicoli deserti e la vista sui calanchi senza folla.
5. PALMANOVA, FRIULI VENEZIA GIULIA – LA CITTÀ STELLATA
Patrimonio UNESCO e capolavoro di urbanistica militare, Palmanova è una vera perla nascosta. La sua forma a stella perfetta è visibile solo dall’alto, ma passeggiare tra le sue strade radiali offre una sensazione di ordine, equilibrio e storia. A maggio, la piazza centrale si anima di eventi e mercatini, rendendola una tappa ideale per un weekend fuori dal tempo.
METE INSOLITE PER MAGGIO: VIAGGIARE BENE, VIAGGIARE PRIMA
Scegliere di visitare queste destinazioni insolite per maggio in Italia è un modo per viaggiare con consapevolezza, scoprendo luoghi autentici prima che vengano travolti dall’estate. È anche un invito a rallentare, osservare e vivere il viaggio come un’esperienza di scoperta e non solo di consumo.
Che ne pensi di queste mete insolite per maggio da visitare in Italia? Se stai programmando una fuga primaverile, lasciati ispirare da queste idee fuori rotta: spesso, è proprio dove non guardano tutti che si nascondono le meraviglie più vere!
L’Acquario di Genova è una delle attrazioni più affascinanti della città ed il più grande acquario d’Europa. Situato nel cuore del Porto Antico, offre un’esperienza immersiva alla scoperta della vita marina, con oltre 12.000 esemplari di 600 specie diverse. Dalle maestose vasche con squali e delfini alle coloratissime barriere coralline, l’Acquario di Genova è una meta imperdibile per adulti e bambini.
STORIA E STRUTTURA DELL’ACQUARIO DI GENOVA
L’Acquario di Genova è stato inaugurato nel 1992 in occasione dell’Expo dedicato ai 500 anni dalla scoperta dell’America. Progettato dall’architetto Renzo Piano, è stato ampliato negli anni fino a raggiungere i 27.000 metri quadrati di superficie espositiva.
Il percorso si snoda tra vasche tematiche che ricreano gli habitat marini più spettacolari del pianeta:
• La Baia degli Squali: una delle attrazioni più suggestive, dove si possono ammirare squali toro e pesci sega.
• Il Padiglione dei Cetacei: una grande struttura progettata per ospitare delfini in un ambiente il più vicino possibile a quello naturale.
• La Laguna delle Sirene: dedicata ai lamantini, animali affascinanti e rari che hanno ispirato le leggende sulle sirene.
• La Vasca tattile: un’area interattiva dove è possibile toccare razze e altre creature marine.
COME ORGANIZZARE LA VISITA
La visita all’Acquario di Genova dura in media 2-3 ore, ma chi vuole esplorare ogni angolo con calma può impiegare anche mezza giornata. Per un’esperienza completa, si può abbinare la visita ad altre attrazioni vicine come il Bigo, la Biosfera e il Museo del Mare.
Alcuni consigli per organizzare al meglio la visita:
• Orari migliori: per evitare la folla, è consigliato visitare l’acquario la mattina presto o nel tardo pomeriggio.
• Biglietti online: acquistare i biglietti in anticipo permette di risparmiare tempo ed evitare code.
• Visite guidate: disponibili per chi desidera approfondire la conoscenza degli animali e delle loro abitudini.
INFORMAZIONI PRATICHE: BIGLIETTI, ORARI E COME ARRIVARE
• Orari: l’Acquario di Genova è aperto tutto l’anno, con orari che variano in base alla stagione. Solitamente dalle 9:00 alle 20:00, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.
• Prezzi: il biglietto intero costa circa 29€, ridotto per bambini e over 65 intorno ai 21€. Sono disponibili biglietti combinati per più attrazioni.
• Dove acquistare i biglietti: online sul sito ufficiale o presso le biglietterie in loco.
• Come arrivare: l’Acquario si trova in Area Porto Antico, Ponte Spinola. È facilmente raggiungibile dalla stazione di Genova Piazza Principe a piedi in circa 15 minuti o con i mezzi pubblici.
PERCHÉ VISITARE L’ACQUARIO DI GENOVA?
Oltre ad essere un’esperienza emozionante, l’Acquario di Genova svolge un’importante funzione educativa e di conservazione. Grazie a progetti di ricerca e tutela delle specie marine, ogni visita contribuisce alla salvaguardia degli oceani.
Se sei alla ricerca di un’esperienza affascinante per grandi e piccoli, l’Acquario di Genova è una meta da non perdere!
Genova, con il suo fascino aristocratico e la sua storia di grande potenza marittima, custodisce un patrimonio architettonico unico in Europa: i Palazzi dei Rolli. Queste residenze nobiliari, costruite tra il Cinquecento e il Seicento, sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2006 e rappresentano un esempio straordinario di architettura rinascimentale e barocca.
In questo articolo scopriremo la loro storia, il loro ruolo nell’antica Repubblica di Genova e visiteremo due dei più importanti: Palazzo Reale e Palazzo Ducale.
La storia dei Palazzi dei Rolli
I Palazzi dei Rolli nascono in un periodo di grande prosperità per Genova, quando la città era una delle potenze finanziarie più influenti d’Europa.
Il termine “Rolli” deriva dal sistema con cui queste dimore venivano registrate in appositi elenchi (“rolli”, appunto), istituiti nel 1576 dal Senato della Repubblica di Genova.
Questi palazzi, situati lungo la Strada Nuova (oggi via Garibaldi) e in altre zone del centro storico, non erano semplici residenze private, ma case di rappresentanza destinate a ospitare sovrani, diplomatici e personaggi illustri in visita ufficiale alla città. A seconda della loro magnificenza, i palazzi erano suddivisi in tre categorie: quelli di prima fascia accoglievano ospiti di altissimo rango, come re e imperatori, mentre gli altri erano riservati ad ambasciatori e alti funzionari.
Oggi, dei circa 150 edifici originari, 42 fanno parte del sito UNESCO e alcuni sono aperti al pubblico come musei e sedi istituzionali. Tra questi, due spiccano per la loro storia e bellezza: il Palazzo Reale e il Palazzo Ducale.
Palazzo Reale: la dimora dei Savoia a Genova
Situato in via Balbi 10, il Palazzo Reale è uno degli edifici più maestosi della città. Costruito nella seconda metà del Seicento dalla famiglia Balbi, passò poi ai Durazzo e infine ai Savoia nel 1824, da cui deriva il nome attuale.
L’edificio conserva affreschi straordinari, stucchi dorati e una collezione d’arte che include opere di Van Dyck, Tintoretto e Guercino. Il vero gioiello del palazzo è il Salone da Ballo, un ambiente sontuoso che testimonia il lusso della nobiltà genovese. Non meno spettacolare è la Galleria degli Specchi, ispirata alla celebre Galerie des Glaces di Versailles.
All’esterno, il palazzo vanta un giardino pensile con una vista mozzafiato sul porto di Genova, un angolo perfetto per immergersi nell’atmosfera aristocratica della città.
Palazzo Ducale: cuore politico della Repubblica
Il Palazzo Ducale, situato in piazza Matteotti, è uno dei simboli storici di Genova. Costruito a partire dal XIII secolo, fu la sede del Doge della Repubblica di Genova, la massima autorità cittadina.
Nel corso dei secoli, il palazzo ha subito numerosi rimaneggiamenti, passando da fortezza medievale a sontuosa residenza rinascimentale. Oggi è un importante centro culturale e museale, sede di mostre d’arte, eventi e rassegne internazionali.
Una delle aree più suggestive è il Salone del Maggior Consiglio, che in passato ospitava le assemblee dei nobili genovesi. Un’altra sala di grande fascino è la Torre Grimaldina, usata come prigione per dissidenti politici, tra cui anche il celebre scrittore e rivoluzionario Niccolò Paganini.
I Palazzi dei Rolli ed il mistero della stanza segreta
Tra le tante leggende legate ai Palazzi dei Rolli, una delle più affascinanti riguarda Palazzo Ducale. Si racconta che esista una stanza segreta nascosta tra le mura dell’edificio, utilizzata per incontri riservati del governo genovese. Ancora oggi, storici e architetti cercano di scoprire dove si trovi esattamente, alimentando il fascino di questo luogo straordinario.
informazioni utili
Se vuoi visitare i Palazzi dei Rolli, ecco alcune informazioni pratiche.
Il Palazzo Reale è aperto dal Martedì alla Domenica, dalle 9:00 alle 19:00. Il biglietto intero costa 10 Euro, quello ridotto 5.
Il Palazzo Ducale, invece, è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00, ma gli orari potrebbero variare in base alle mostre. Anche il costo del biglietto dipende dalle mostre in corso, con prezzi variabili tra gli 8 ed i 15 Euro.
In ogni caso il modo migliore per organizzare una visita ai Palazzi dei Rolli è quella di consultare il sito ufficiale palazzideirolli.it in modo da poter conoscere anche tutti gli eventi di volta in volta organizzati, come per esempio i Rolli Days, che si tengono in primavera e autunno e permettono di accedere gratuitamente a molti palazzi normalmente chiusi al pubblico.
I Palazzi dei Rolli sono un patrimonio inestimabile che racconta la grandezza della Genova rinascimentale e barocca. Tra sfarzosi saloni, affreschi e giardini sospesi, queste dimore rappresentano un viaggio nella storia e nell’arte della città. Che tu sia un amante dell’architettura o semplicemente un viaggiatore curioso, una visita a questi palazzi non può mancare nel tuo itinerario genovese.
Nelle settimane che precedono il Natale, le luci, gli addobbi e le decorazioni invadono le strade, i quartieri e le piazze di tutto il mondo. E se è vero che ogni cosa sembra essere pervasa dalla magia di questo periodo, è vero anche che alcune città, più di altre, sembrano incarnare alla perfezione questo spirito natalizio.
Nel preparare l’elenco delle 5 città italiane più belle da visitare a Natale, ho volutamente tenuto fuori le mete più convenzionali (come Roma, Napoli e Milano) per fare spazio ad altre città ugualmente interessanti per storia, arte, eventi e spettacoli, ma soprattutto per la magia natalizia che trasmettono.
NATALE A TRENTO
Tra le città italiane più belle a Natale non poteva assolutamente mancare Trento! Il motivo è semplice: i suoi splendidi mercatini natalizi! Ma non è tutto! Trento ha un magnifico centro storico in cui si possono ammirare testimonianze risalenti all’epoca romana, al Medioevo ed al Rinascimento. Assolutamente imperdibili sono: la cattedrale di San Virgilio, in stile romanico, che sorge nell’omonima piazza, sopra ad un’antica basilica paleocristiana; ed il castello del Buonconsiglio, il più importante di tutto il Trentino, residenza dei principi vescovi e simbolo della città.
VERONA
Verona emana sempre un fascino romantico, ma durante il periodo natalizio da il meglio di se’!
E’ una città dall’anima antica, con il suo centro storico che si sviluppa lungo il fiume Adige.
A dicembre si illumina. Le piazze principali si animano con i mercatini e l’arena diventa il teatro di una mostra internazionale di presepi che arrivano da tutto il mondo. Basta passeggiare tra le sue stradine medievali per vivere la magia del Natale.
Se vuoi saperne di più sulla città di Romeo e Giulietta leggi anche: UN WEEK-END A VERONA
FIRENZE A NATALE
Partendo dal presupposto che per me “Florence is always a good idea!”, c’è da dire che nel periodo natalizio la città è ancora più affascinante del solito.
Da Dicembre alla prima settimana di gennaio, infatti, Firenze brilla grazie al “Green Line”, un bellissimo festival delle luci.
Quest’anno, con l’obiettivo di ridurre il carico energetico, si è scelto di concentrarsi su istallazioni di alta qualità concettuale, piuttosto che sulla quantità. Firenze si “accenderà” tutti i giorni dalle 17:30 alle 24:00, grazie ad una serie di luci artistiche tra cui l’iconica proiezione su Ponte Vecchio.
Inoltre la piazza della Basilica si Santa Croce ospiterà i mercatini di Natale dal 21 novembre al 17 dicembre.
URBINO
Questa splendida cittadina marchigiana, durante il periodo natalizio, diventa il teatro della manifestazione “Le vie dei presepi”. Le istallazioni sono tantissime e, soprattutto, sono sparse ovunque nella città: dalle vetrine dei negozi, alle Chiese ed ai palazzi d’epoca! Visitare la mostra diventa, quindi, un modo per scoprire la bellezza della città di Raffaello!
Ogni anno, durante il periodo natalizio, nella città di Matera si svolgono numerosi eventi a tema, in grado di creare atmosfere affascinanti e suggestive. Uno di questi è il presepe vivente. Un evento straordinario ed unico nel suo genere, proprio per la naturale somiglianza della città con la Nazareth cristiana. Quest’anno in particolare la manifestazione prende il nome di “Il presepe d’Italia: Luce sul futuro”. Si svolgerà su un percorso lungo circa 4 km, partendo dal centro storico attraversando il sasso Barisano ed il sasso caveoso con oltre 200 presenze tra attori professionisti, figuranti, rievocatori storici e compagnie teatrali provenienti da tutta Italia.
L’albero di Natale ha certamente il suo fascino… ma il presepe!?
In questi giorni in cui tutti stanno recuperando da cantine e garage scatoloni pieni di addobbi, luci e statuine non potevo non parlare del presepe.
Fonte: Pixabay
UN PO’ DI STORIA
Correva l’anno 1223 quando Francesco d’Assisi, di ritorno dalla Terra Santa, si recò all’eremo di Greccio. Poiché quel luogo gli apparve molto simile a Betlemme, per celebrare il Natale decise di ricreare l’immagine della Natività. Quindi allestì una mangiatoia, fece portare della paglia, un asino ed un bue, e poi celebrò l’Eucarestia.
Dopo la canonizzazione di San Francesco, moltissime persone vollero replicare quello che aveva fatto il poverello di Assisi. Nacquero così sia le rappresentazioni viventi che il presepe come lo conosciamo oggi, con statue, casette, e scenografie varie.
Una tradizione tutta italiana dunque, che col tempo si è diffusa nel mondo!
In effetti la Natività è sempre stato un tema pittorico molto utilizzato, le prime testimonianze risalgono addirittura al III secolo, quando un artista ignoto rappresentò la nascita di Gesù nelle catacombe di Priscilla a Roma.
Tuttavia fu solo nel Medioevo – complice la fama di San Francesco!- che la Natività divenne un tema di gran moda tra gli artisti. Basti pensare agli affreschi di Giotto nella Basilica superiore di Assisi, oppure alle successive opere di Piero della Francesca e Botticelli.
Intorno al XVI secolo, soprattutto all’interno delle chiese nell’Italia centrale, si iniziò a rappresentare la Natività con delle statuine poste in ambientazioni naturali. Fu così che il presepe incontrò l’estro artistico degli artigiani partenopei che iniziarono a dar vita a statue in terracotta lavorate a mano e arricchite da tessuti raffinati e preziosi.
Ora che sappiamo come è nata e come si è evoluta la tradizione del presepe non ci resta che scoprire alcuni dei Presepi Viventi più belli e caratteristici d’Italia e le relative date 2024/2025 (date e orari potrebbero variare quindi prima di partire controllate sempre i rispettivi siti internet!).
Fonte: Pixabay
PRESEPE VIVENTE DI GRECCIO
Ovviamente questo excursus non poteva che iniziare dal Presepe Vivente più antico del mondo, quello di Greccio! Questo piccolo borgo del reatino tornerà a trasformarsi in Betlemme per la 801esima volta in queste date: 7, 8, 14, 15, 21, 22, 24, 26, 27, 28, 29 e 30 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025. Sempre alle ore 17:40 (primo spettacolo) ed alle ore 18:40 (secondo spettacolo), tranne il giorno 24 in cui si terrà un unico spettacolo alle ore 23:00.
Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: prolocogreccio
Il Presepe Vivente nei Sassi di Matera, alla sua XIII edizione, avrà come titolo “Il presepe d’Italia: Luce sul futuro”.
La manifestazione si svolgerà su un percorso lungo circa 4 km, partendo dal centro storico attraversando il sasso Barisano ed il sasso caveoso con oltre 200 presenze tra attori professionisti, figuranti, rievocatori storici e compagnie teatrali provenienti da tutta Italia. L’itinerario, toccherà tutti gli scorci già noti per essere stati le location di numerosi film che hanno consacrato Matera quale la “Gerusalemme del Sud Italia”. Le date dell’evento sono: 7, 8, 14, 15, 21, 22, 28 e 29 dicembre 2024; 4 e 5 gennaio 2025. Il prezzo del biglietto intero è di 12 Euro; mentre quello ridotto è di 5 Euro. I bambini fino a 5 anni possono accedere gratuitamente.
Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepematera
TRICASE
Altro Presepe Vivente da tenere in considerazione è quello che si svolge a Tricase in provincia di Lecce. E’ tra i più visitati in Italia, ha luogo in una cornice paesaggistica davvero molto suggestiva ed è particolarmente legato alle tradizioni ed al folklore locale. Le date sono: 25, 26, 28 e 29 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025; dalle 17:00 alle 20:30.
Il Presepe Vivente di Civita di Bagnoregio è da molti considerato uno dei più belli al mondo in quanto si svolge in un’ambientazione unica nel suo genere. Le date sono: 26 e 29 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025 dalle ore 16:00 alle ore 19:00.
Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepevivente
I mercatini di Natale hanno una storia ultracentenaria.
Il primo documento scritto in cui se ne parla ufficialmente risale al 1434. In quel periodo, infatti, nella città di Dresda si iniziarono ad organizzare le prime fiere di piccoli artigiani.
Da allora i mercatini si sono diffusi in tutto il Nord Europa e poi in ogni angolo del mondo, Italia inclusa!
In questo articolo faccio un breve excursus tra i mercatini di Natale che si possono trovare nelle varie zone d’Italia.
Alcuni sono dei must, mentre altri sono forse un po’ meno conosciuti. In ogni caso lo scopo è sempre lo stesso: trasformare ogni occasione in un viaggio alla scoperta del nostro Paese!
Fonte: Pixabay
I MERCATINI DI NATALE “ORIGINALI” DELL’ALTO ADIGE
Bolzano, Merano, Bressanone, Vipiteno e Brunico: sono i 5 mercatini “originali” dell’Alto Adige.
Hanno in comune l’atmosfera romantica e l’attenzione alla sostenibilità.
A Bressanone è possibile passeggiare in carrozza per le vie della città e ammirare presepi, sculture in legno e altri oggetti di artigianato. Mentre le specialità tipiche della Valle Isarco allietano il palato di grandi e piccoli buongustai. Inoltre è possibile godersi della musica natalizia nella cornice di Piazza del Duomo, circondati da maestose dimore centenarie.
A Merano, invece, l’appuntamento è tra le casette di legno che esporranno tutti i prodotti tipici altoatesini, illuminati da uno scenografico allestimento di luci. Qui le melodie natalizie ed il profumo dei dolci appena sfornati che aleggia nell’aria contribuiscono a creare un’autentica magia di Natale.
Cangianti ghirlande luminose, originali idee regalo e squisite prelibatezze per solleticare il palato. Dall’Avvento fino a inizio gennaio 2025, la città medievale di Vipiteno mette in mostra il suo lato più romantico e si trasforma in un’autentica fiaba invernale.
GLI ALTRI MERCATINI DEL TRENTINO (TRENTO E DINTORNI)
Il mercatino di Trento si svolgerà dal 23 novembre 2024 al 6 gennaio 2025.
Le casette di legno animeranno il cuore della città, tra piazza Fiera e piazza Cesare Battisti.
Negli chalet si potranno trovare tutte le eccellenze artigianali locali, mentre a quelle eno-gastronomiche sarà dedicato un intero angolo gourmet chiamato “Sapori del Mercatino”.
Il mercatino di Trento è anche un ottimo punto di partenza per visitarne tanti altri allestiti nei piccoli borghi vicini. Come per esempio Rovereto oppure Avio che accoglierà i visitatori nel suo castello addobbato a festa.
AOSTA
Il Marché Vert Noël di Aosta si svolgerà dal 23 novembre 2024 fino al 6 gennaio 2025.
Il mercatino natalizio trasforma alcuni luoghi della città, come le piazze Roncas, Caveri e Giovanni XXIII, in incantevoli villaggi alpini.
Ogni giorno i visitatori potranno curiosare alla ricerca di originali idee regalo. Le produzioni artigianali esposte comprendono oggetti in legno, articoli di antiquariato, accessori di abbigliamento, addobbi natalizi, prodotti eno-gastronomici tipici valdostani, dolciumi e pasticceria.
Fonte: Pixabay
CANDELARA
Candelara è uno dei piccoli e meravigliosi borghi della provincia di Pesaro e Urbino, con un centro storico molto caratteristico, circondato da una cinta muraria quattrocentesca.
In occasione del Natale ospiterà uno dei mercatini più romantici in assoluto: “Candele a Candelara”.
Il nome è dovuto al fatto che le grandi protagoniste dell’evento saranno proprio le candele. Innanzitutto perché saranno esposte nelle varie casette di legno, insieme a tanti altri oggetti legati all’artigianato e all’enogastronomia. E poi perché saranno proprio le candele ad illuminare il borgo. Infatti ogni giorno della manifestazione, sul far della sera, la luce elettrica verrà spenta e, per 15 minuti, tutto sarà illuminato solo dalla calda luce delle candele!
Candele a Candelara si svolgerà nelle seguenti date: 23-24-30 Novembre e 1-7-8-14-15 Dicembre 2024.
Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: candelara.it
MERCATINI DI NATALE IN ITALIA: AREZZO
Arezzo è tra le città più belle da visitare in questo periodo dell’anno. Nella meravigliosa location di Piazza Grande, infatti, tornerà per la nona volta il “Villaggio Tirolese”.
Imperdibile per tutti gli appassionati di prodotti artigianali tipici del Tirolo, dell’Austria e della Germania.
I mercatini saranno aperti da oggi, sabato 16 novembre, fino a domenica 29 dicembre 2024, dal giovedì alla domenica!
Circondati dalla bellezza medievale di questo borgo toscano si potrà visitare il “Villaggio di Natale” che ospita il più grande mercatino del Centro Italia ed il Castello di Babbo Natale, ricco di sorprese e attrazioni, non solo per i più piccoli.
L’evento, giunto alla sua XI edizione, si svolgerà nei weekend 16-17 novembre, 23-24 novembre, 30 novembre – primo dicembre, 6-8 dicembre, 14-15 dicembre, e dal 20 dicembre al 6 gennaio 2025.
Circondata dalla splendida cornice delle vette degli Appennini, L’Aquila continua il suo percorso di rinascita.
I mercatini, infatti, contribuiscono a rianimare il centro città, danno nuova luce ai monumenti storici e propongono squisite degustazioni delle eccellenze enogastronomiche locali.
Dall’8 Dicembre al 6 Gennaio, i mercatini di Natale animeranno Corso Vittorio Emanuele con le tradizionali casette in legno dove trovare prodotti artigianali, dolci tipici come i torroni e decorazioni natalizie.
CASTELLO DI LIMATOLA (BENEVENTO)
Limatola è un piccolo borgo sannita a circa mezz’ora dalla Reggia di Caserta.
Il suo castello normanno ospiterà la manifestazione “Cadeau al Castello” in cui si potrà andare in giro per mercatini, ma anche divertirsi con gli elfi e fare visita a Babbo Natale.
L’apertura è prevista per i giorni 8, 9 e 10 novembre e poi ininterrottamente dal 15 novembre all’8 dicembre 2024.
6 cose da fare a Torino è una mini-guida per chi ha in programma di trascorrere qualche giorno nel capoluogo piemontese.
Questa breve guida è pensata per chi visita la città per la prima volta, o comunque la conosce poco e vuol farsi un’idea generale.
Nell’articolo andremo alla scoperta dei principali luoghi della città, delle attrazioni turistiche più belle ed importanti, ma anche di qualcosa di goloso da provare!
6 COSE DA FARE A TORINO: VIAGGIARE NEL TEMPO FINO ALL’ANTICO EGITTO
Al n.6 di via Accademia delle Scienze, in uno splendido palazzo barocco, si trova il Museo Egizio più antico del mondo. È considerato il museo di antichità egizie più importante dopo quello del Cairo. Una destinazione da non perdere per conoscere una delle civiltà più affascinanti della Storia.
Nel 2013 il museo è stato inserito dal quotidiano britannico The Times nella classifica dei 50 migliori musei del mondo. Dopo i lavori di ristrutturazione avvenuti nel 2015, il Museo ha raddoppiato i suoi spazi espositivi e rinnovato il percorso museale che, ad oggi, si sviluppa su 4 piani e comprende 15 sale.
La Mole Antonelliana è il simbolo architettonico di Torino. Inizialmente venne concepita per essere una Sinagoga e, solo in seguito, il Comune pensò di acquistarla per farne un monumento all’unità nazionale.
I lavori di costruzione iniziarono nel 1863 e terminarono nel 1889. All’epoca, con i suoi 167 metri e mezzo d’altezza, era l’edificio in muratura più alto d’Europa.
Nel 1961, in occasione delle celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia, venne inaugurato l’Ascensore panoramico che, successivamente ristrutturato, consente ancora oggi di salire fino al tempietto che si trova a 85 metri d’altezza ed ammirare la straordinaria vista sulla città e sull’arco alpino che le fa da cornice.
La Mole, inoltre, ospita lo splendido Museo Nazionale del Cinema, una meta da non perdere, anche per chi viaggia con i bambini!
Piazza San Carlo è tra le più belle ed importanti piazze della città, tanto da essersi guadagnata l’appellativo di “salotto di Torino”.
Nel corso dei secoli l’attuale Piazza San Carlo ha più volte cambiato nome: prima è stata Piazza Reale, poi Piazza d’Armi e Place Napoléon durante il periodo napoleonico.
Come nel caso di molti altri luoghi e monumenti torinesi, la storia della piazza è strettamente intrecciata alle vicissitudini della famiglia Savoia. Venne, infatti, inaugurata nel 1638 per volontà del Duca di Savoia che, dopo aver spostato la capitale del regno a Torino, voleva espandere la città verso Sud. Al centro della piazza si trova una statua equestre di Emanuele Filiberto, mentre, sul lato sud, sorgono le due chiese gemelle in stile barocco, quella di San Carlo Borromeo del 1619 e quella di Santa Cristina costruita nel 1639.
Tuttavia Piazza San Carlo è nota soprattutto per l’importante ruolo sociale che svolse fin dalla sua realizzazione. Il suo perimetro, infatti, è costellato di caffè, luoghi tipicamente dedicati al ritrovo di intellettuali e uomini di cultura, ma anche di nobili e reali. Tra questi ci sono anche i famosi Caffè San Carlo e Caffè Torino.
Quindi quale luogo migliore per gustare una delle bevande tipiche del capoluogo piemontese? Il Bicerin – letteralmente bicchierino- noto anche come Bicerin ‘d Cavour, è una storica bevanda calda composta da caffè, cioccolato e crema di latte.
Si ritiene che la sua origine sia dovuta al Caffè Confetteria Al Bicerin dal 1763, storico locale di piazza della Consolata che ne conserva gelosamente la ricetta. È comunque possibile gustare un Bicerin anche nelle altre caffetterie di Torino.
6 COSE DA FARE A TORINO: VISITARE IL DUOMO
Il Duomo di Torino è dedicato a San Giovanni Battista e sorge nell’omonima piazza, nei pressi dei Musei Reali ed a pochi passi da piazza Castello. Il Duomo è l’unica chiesa in stile rinascimentale di Torino e, sicuramente, è tra le più belle della città.
L’edificio, voluto fortemente dai Savoia e dal vescovo Domenico della Rovere, fu costruito tra il 1491 e il 1498 ad opera di Amedeo de Francisco di Settignano. Nel corso del Seicento il Duomo è stato ampliato per ospitare la Sacra Sindone, che, nel frattempo, era stata portata a Torino dalla famiglia Savoia.
Si può visitare la Cappella della Sindone acquistando il biglietto di ingresso ai Musei Reali di Torino che, tra l’altro, consente di accedere anche ai seguenti percorsi: Palazzo Reale, Armeria Reale, Galleria Sabauda, Museo Antichità sezione Torino con uscita verso i Giardini.
CONCEDERSI UNA PAUSA NEL VERDE
Oggi la qualità della vita in una città è sempre più legata all’attenzione alla sostenibilità ambientale, cosa che si riflette molto negli spazi verdi di cui le persone possono fruire.
Il Parco del Valentino è un’area verde nel centro di Torino in cui è possibile “staccare” dalla città, passeggiare o andare in bici e, magari, trovare riparo dal sole sotto qualche albero frondoso.
Le origini del Parco del Valentino di Torino risalgono alla seconda metà del 1600, quando la città fu al centro di una intensa fase di urbanizzazione. Oggi il parco si distingue anche per la presenza del famoso Borgo Medievale di Torino, nato per rendere tributo alle antiche tradizioni storiche e culturali del Piemonte e delle regioni limitrofe.
6 COSE DA FARE A TORINO: CERCARE IL SANTO GRAAL
Piazza Vittorio Veneto, che i torinesi chiamano semplicemente Piazza Vittorio, con i suoi 38.000 metri quadri di superficie, è la piazza più grande di Torino ed una delle maggiori d’Europa.
La piazza si trova nel centro di Torino, sulle rive del Po, ed il suo perimetro è formato da lunghissimi portici sotto cui si trovano numerosi caffè e locali. Attraversando Ponte Vittorio Emanuele I, che si trova di fronte la piazza, si arriva alla Chiesa della Gran Madre di Dio, una delle più belle ed importanti di Torino, legata a molte leggende che riguardano la magia bianca.
La chiesa, in stile neoclassico, sorge in una posizione molto suggestiva, proprio ai piedi della collina torinese. Fu commissionata dai Decurioni, ossia gli amministratori della città di Torino, nel 1814 per celebrare il ritorno di Vittorio Emanuele I di Savoia dopo la sconfitta di Napoleone. Infatti sul timpano compare l’epigrafe “ORDO POPULUSQUE TAURINUS OB ADVENTUM REGIS”, ossia “la nobiltà ed il popolo di Torino per il ritorno del re”.
L’interno è a pianta circolare e la cupola, realizzata dall’architetto Bonsignore, si ispira al Pantheon di Roma.
Nella chiesa sono custodite le statue di San Maurizio, della Beata Margherita di Savoia, del Beato Amedeo di Savoia e di San Giovanni Battista.
Secondo gli appassionati di esoterismo, la chiesa della Gran Madre custodisce il Santo Graal, sepolto tra le due statue che rappresentano la Fede e la Religione. Sicuramente si tratta di un edificio molto suggestivo, anche solo per via della sua posizione, se poi a questo si aggiungono i significati attribuitigli da chi ritiene che Torino sia il centro di un forte potere energetico, appare facile capire perché siano sorte tante leggende intorno a questo luogo.
PS. Non ho dimenticato il Palazzo reale, né le Residenze Sabaude: saranno l’argomento di un articolo ad hoc!
Se vuoi visitare più siti di Torino o, più in generale, del Piemonte, la TORINO + PIEMONTE CARD è un’ottima soluzione! Con la Card avrai diritto a:
Ingresso gratuito (o scontato) a tutti i musei, attività e luoghi inclusi a Torino e in Piemonte
10% di sconto sui biglietti dell’autobus City Sightseeing Torino
Accesso scontato ai principali servizi turistici di Torino: ascensore panoramico della Mole Antonelliana, tram a cremagliera Sassi – Superga, bus navetta “Venaria Express
Accesso scontato al trasporto pubblico GTT
Un opuscolo digitale con la lista completa dei musei, attività e luoghi inclusi a Torino e in Piemonte
Il museo nazionale del cinema di Torino si trova all’interno di uno dei simboli della città: la Mole Antonelliana.
Si tratta di uno spazio museale in continua evoluzione, in grado di coinvolgere, educare ed emozionare. Una meta imperdibile per tutti gli appassionati di cinema, ma anche per tutte le famiglie che cercano un’attività divertente ed insolita da condividere con i più piccini.
Il museo, infatti, consente di conoscere meglio il cinema, la sua storia e le sue origini attraverso percorsi a tema, visite animate e tante iniziative dedicate ai bambini.
LA MOLE
È il simbolo architettonico di Torino.
Non tutti sanno che, inizialmente, venne concepita per essere una Sinagoga e, solo in seguito, fu invece acquistata dal Comune per farne un monumento all’unità nazionale.
Il suo nome è legato sia alle sue notevoli dimensioni, che all’architetto la progettò: Alessandro Antonelli.
I lavori di costruzione iniziarono nel 1863 e terminarono nel 1889. All’epoca, con i suoi 167 metri e mezzo d’altezza, era l’edificio in muratura più alto d’Europa.
Nel 1961, in occasione delle celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia, venne inaugurato l’Ascensore panoramico che, successivamente ristrutturato, consente ancora oggi di salire fino al tempietto che si trova a 85 metri d’altezza ed ammirare la straordinaria vista sulla città e sull’arco alpino che le fa da cornice.
VISITARE IL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA
I percorsi di visita del museo sono un susseguirsi di scenografie, proiezioni e giochi di luce. Si tratta di una delle più emozionanti esposizioni dedicate al cinema, capace di trasportare il visitatore letteralmente all’interno della magia di un film.
Si ha la possibilità di scoprire in prima persona quali sono i segreti nascosti dietro la macchina da presa e quali fasi precedono la proiezione del film. Tutto questo attraverso un itinerario che alterna storia ed interattività. Partendo dal teatro d’ombre e le prime affascinanti lanterne magiche, fino ad arrivare ai più spettacolari effetti speciali del cinema moderno ed alla realtà virtuale.
INFORMAZIONI UTILI
Il Museo Nazionale del Cinema si trova in Via Montebello n.20.
Il giorno di chiusura è in martedì.
Tutti gli altri giorni è aperto dalle 9:00 alle 19:00.
La Biglietteria è aperta fino a un’ora prima della chiusura. L’Ascensore effettua l’ultima discesa dal Tempietto 10 minuti prima della chiusura. La coda esterna può essere chiusa anticipatamente e senza preavviso per permetterne lo smaltimento entro l’orario di chiusura del Museo e dell’Ascensore panoramico.
Durante il weekend e nei giorni festivi è consigliabile organizzare anticipatamente la propria visita acquistando il biglietto online.
Il biglietto intero è di 12,00 Euro per il solo museo; di 9,00 Euro per il solo ascensore panoramico; e di 17,00 Euro per entrambi.
Per conoscere le varie tipologie di biglietti, ma anche notizie su mostre ed aperture straordinarie clicca qui!
I più sportivi possono anche salire a piedi sulla Cupola. Questo è consentito solo il Sabato, la Domenica ed i giorni festivi, a partire dalle 10:20.
La visita alla Cupola è sconsigliata ai visitatori affetti da difficoltà motorie, gravi difetti della vista o dell’udito. Inoltre, nei mesi più caldi, la salita alla cupola può essere sospesa per motivi di sicurezza.
Se vuoi visitare più siti di Torino o, più in generale, del Piemonte, la TORINO + PIEMONTE CARD è un’ottima soluzione! Con la Card avrai diritto a:
Ingresso gratuito (o scontato) a tutti i musei, attività e luoghi inclusi a Torino e in Piemonte
10% di sconto sui biglietti dell’autobus City Sightseeing Torino
Accesso scontato ai principali servizi turistici di Torino: ascensore panoramico della Mole Antonelliana, tram a cremagliera Sassi – Superga, bus navetta “Venaria Express
Accesso scontato al trasporto pubblico GTT
Un opuscolo digitale con la lista completa dei musei, attività e luoghi inclusi a Torino e in Piemonte
Uno splendido palazzo barocco nel centro di Torino ospita il Museo Egizio più antico del mondo.
È considerato il museo di antichità egizie più importante dopo quello del Cairo. Una destinazione da non perdere per conoscere una delle civiltà più affascinanti della Storia.
In questo articolo scopriremo le origini del museo, ma anche tante informazioni utili per organizzare la tua visita!
MUSEO EGIZIO DI TORINO: LE ORIGINI
Il legame tra Torino e l’Egitto risale a molti anni prima della fondazione del Museo, avvenuta nel 1824.
Era, infatti, il 1563 quando i Savoia spostarono la loro capitale da Chambery a Torino. Il clima del periodo spingeva i nobili a cercare nella religione e nella mitologia le proprie origini, nobilitando la fondazione delle loro capitali. Proprio in quel frangente Carlo Emanuele I acquistò una tavoletta bronzea nota come la Mensa isiaca.
La Mensa suscitò enorme interesse fra gli studiosi tanto che, verso la metà del XVIII secolo, fu inviata una spedizione in Egitto per scoprire qualcosa in più sulle sue origini.
Nel 1759 il professore Vitaliano Donati, botanico ed appassionato egittologo, fu incaricato di effettuare degli scavi in Egitto. Tutto il materiale rinvenuto- tra cui le grandi statue del faraone Ramses II e delle dee Sekhmet e Iside- fu inviato a Torino.
A seguito delle campagne napoleoniche, in tutta Europa scoppiò una vera e propria moda per il collezionismo di antichità egizie. Bernardino Drovetti, console generale di Francia durante l’occupazione in Egitto, collezionò in questo periodo più di 7000 pezzi tra statue, sarcofaghi, mummie, papiri, amuleti e monili vari. Drovetti, nel 1816, offrì alla Francia la sua collezione, ma in seguito al rifiuto del governo di Parigi, propose la stessa al re Carlo Felice che, invece, acquistò tutto per la cifra di 400.000 lire e, unendovi altri reperti di antichità classiche di Casa Savoia, diede vita al primo Museo Egizio del mondo.
IL MUSEO OGGI
Il museo è dedicato esclusivamente all’arte ed alla civiltà egizia. Al suo interno si possono trovare gruppi statuari, mummie, papiri, arredi funerari e di uso comune e tutto ciò che riguarda l’antico Egitto, compresi animali imbalsamati.
Nel 2013 il museo è stato inserito dal quotidiano britannico The Times nella classifica dei 50 migliori musei del mondo. Dopo i lavori di ristrutturazione avvenuti nel 2015, il Museo ha raddoppiato i suoi spazi espositivi e rinnovato il percorso museale che, ad oggi, si sviluppa su 4 piani e comprende 15 sale.
INFORMAZIONI UTILI
Il museo di trova in via Accademia delle Scienze n.6.
Per raggiungere il Museo dalla stazione Porta Nuova:
A piedi si impiegano circa 10-15 minuti prendendo via Lagrange (che poi diventa via Accademia delle Scienze)
Con l’autobus si può scegliere tra il numero 58 e il numero 58B (per entrambi, fermata BERTOLA- 1642)
Infine il tram è il numero 4 (fermata BERTOLA – 247).
Per raggiungere il Museo dalla stazione di Porta Susa:
A piedi si impiegano circa 20-25 minuti
Con l’autobus si può scegliere tra i numeri 51 (fermata BERTOLA – 469), 56 (fermata CASTELLO – 471), 57 (fermata BERTOLA – 1642), 72 e 72B (per entrambi, fermata BERTOLA – 2179)
Infine il tram è il numero 13 (fermata CASTELLO – 471). Anche le linee Star 1 e Star 2 conducono nei pressi del Museo (fermata ROMA – 4058).
Il Museo è aperto tutti i giorni. Il Lunedì solo di mattina dalle 9:00 alle 14:00. Dal Martedì alla Domenica, invece, è aperto dalle 9:00 alle 18:30.
Il biglietto intero costa 18 Euro a persona. Per informazioni su tariffe speciali e promozioni clicca qui!
È obbligatorio acquistare il biglietto on-line.
Se vuoi visitare più siti di Torino o, più in generale, del Piemonte, la TORINO + PIEMONTE CARD è un’ottima soluzione! Con la Card avrai diritto a:
Ingresso gratuito (o scontato) a tutti i musei, attività e luoghi inclusi a Torino e in Piemonte
10% di sconto sui biglietti dell’autobus City Sightseeing Torino
Accesso scontato ai principali servizi turistici di Torino: ascensore panoramico della Mole Antonelliana, tram a cremagliera Sassi – Superga, bus navetta “Venaria Express
Accesso scontato al trasporto pubblico GTT
Un opuscolo digitale con la lista completa dei musei, attività e luoghi inclusi a Torino e in Piemonte
Castelli infestati, antiche dimore abbandonate e vecchie case diroccate. L’Italia è piena di posti misteriosi in cui la Storia si mescola alle superstizioni ed ai racconti popolari, alimentando storie e leggende. Anime intrappolate che continuano a vagare tra le stanze delle loro antiche dimore, incapaci di trovare pace ed andare “oltre”. Dame infelici, bambini morti prematuramente, cavalieri in cerca di vendetta, ma anche personaggi storici come Caterina Sforza, che ancora si aggirerebbe per la rocca di Imola, o Giocchino Murat, giustiziato nel castello di Pizzo Calabro.
Questo è un viaggio tra alcune delle più famose dimore infestate d’Italia.
castelli infestati: CASTELLO TAUFERS, CAMPO TURES, BOLZANO
Da secoli l’imponente sagoma del Castello Taufers troneggia sopra Campo Tures, dominando la Valle Aurina.
Fonte: Unsplash
Quella che oggi è nota come la sala delle streghe o degli spettri una volta era la camera personale di Margarete von Taufers. Secondo la leggenda la giovane si era innamorata di un uomo di basso lignaggio e la famiglia era contraria al loro matrimonio. Il giorno delle nozze, un sicario uccise lo sposo ai piedi dell’altare trafiggendolo con una freccia. Margarete, disperata, si rinchiuse nella sua camera dove pianse ininterrottamente per sette anni e poi, il giorno del settimo anniversario della morte del suo amato, si gettò dalla finestra. Secondo alcune leggende locali, di notte, è ancora possibile sentire lo spettro della giovane gemere e piangere.
Nel 1972, durante le riprese del film di Ettore Scola “La più bella serata della mia vita”, che vennero fatte all’interno del castello Taufers, fu proprio Alberto Sordi a riferire di aver udito i gemiti e i lamenti di Margarete.
CASTELLO DELLA ROTTA, MONCALIERI, TORINO
Altro che la Stamberga Stillante, il Castello della Rotta sarebbe il più infestato d’Italia!
L’edificio, infatti, sorgerebbe in un luogo in cui si incrociano le linee delle forze magnetiche terrestri, una posizione astrologica favorevole al manifestarsi delle energie naturali. Tra le sue stanze sono state avvistate innumerevoli “presenze”: un nobile morto suicida, un cardinale intento a leggere, un cavaliere sul suo destriero, una nutrice che avrebbe fatto scomparire un bambino e perfino un corteo di ecclesiastici che sfila ogni 14 giugno.
VILLA FOSCARI, MALCONTENTA, VENEZIA
Fonte: Unsplash
Tutti i Potterhead saranno stupiti nel sapere che ben prima di Mirtilla c’è stata un’altra Malcontenta!
Infatti la leggenda vuole che il soprannome della villa provenga da una dama di casa Foscari, rinchiusa tra le sue mura a scontare in solitudine la pena per la sua condotta immorale. Non si sa molto della storia della dama: si dice che visse in questo luogo i suoi ultimi trent’anni, senza mai uscire o affacciarsi dalle finestre. Il suo fantasma si aggirerebbe ancora per la villa…
CASTELLI INFESTATI: CASTELLO DI BARDI, PARMA
La storia del fantasma divenne celebre nel 1995.
A seguito di una serie di segnalazioni giunte alla redazione del giornale di Parma “Lettere e contrasti”, 2 giornalisti decisero di pernottare all’interno della fortezza e fotografarono una misteriosa forma evanescente. La storia fece molto clamore e venne ripresa dalle principali emittenti televisive. Successivamente un appassionato di esoterismo fotografò, con un sistema termico, la sagoma di un cavaliere inginocchiato.
Il cavaliere in questione sarebbe il comandante della guarnigione Moroello, innamorato di Soleste. La bella dama si uccise quando, dopo un’aspra battaglia, vide un esercito che avanzava le insegne nemiche e pensò che Moroello fosse stato sconfitto. In realtà si trattava proprio di Moroello che, per sfregio verso i nemici, aveva ordinato di alzare i loro vessilli, senza immaginare che questa sua decisione avrebbe provocato una così terribile reazione da parte della sua amata.
ROCCA SFORZESCA, IMOLA
La Rocca di Imola venne fondata nel XIII secolo sui resti di un edificio preesistente. Nel 1499 fu assediata e conquistata da Cesare Borgia che, nel 1502, chiamò Leonardo da Vinci per dirigere i lavori di rafforzamento dell’edificio dopo i danni subiti durante l’assedio.
Il fascino della Rocca, tuttavia, è legato alla leggenda di Caterina Sforza.
Caterina fu signora di Imola e contessa di Forlì, prima al fianco del marito Girolamo Riario, poi come reggente per il figlio primogenito Ottaviano. Combattiva e tenace, fu piegata, dopo un’eroica resistenza, dalla furia conquistatrice di Cesare Borgia. Ancora oggi pare che il suo fantasma si aggiri nel castello, armato di lancia, per impedire agli incauti visitatori di scoprire le sue stanze segrete ed i suoi tesori.
CASTELLO DI MONTEBELLO, RIMINI
Probabilmente quella di Azzurrina è una delle leggende più note nel nostro Paese.
Il suo vero nome era Guendalina e nacque intorno al 1370. Suo padre Uguccione era il feudatario di Montebello di Torriana.
Si dice che fosse una bambina albina e, poiché all’epoca la superstizione popolare collegava l’albinismo al diavolo, la madre decise di tingerle i capelli di nero, tuttavia il risultato fu una chioma dai riflessi azzurri: così avrebbe avuto origine il soprannome di “Azzurrina”.
Il 21 giugno 1375, mentre il padre combatteva in battaglia, Azzurrina stava giocando nel castello di Montebello di Torriana con una palla di stracci mentre fuori infuriava un temporale. Secondo il successivo racconto delle due guardie a cui era affidata la custodia della bambina, a un certo punto la palla sarebbe caduta lungo la scala che conduceva alla ghiacciaia sotterranea e la bambina l’avrebbe seguita per recuperarla. Quando però le guardie accorsero nel locale, entrando dall’unico ingresso, non videro traccia né della palla né della bambina, che non venne mai più ritrovata.
La leggenda vuole che il fantasma della bambina viva ancora nel castello e che faccia sentire la propria voce ogni cinque anni, nel giorno del solstizio d’estate.
PALAZZO VECCHIO, FIRENZE
Fonte: Pixabay
La Firenze medicea fa da scenario alla leggenda del fantasma di Baldaccio d’Anghiari.
Baldo di Piero Bruni, noto appunto come Baldaccio e proveniente dalla città aretina di Anghiari, venne ucciso il 6 settembre 1441 all’interno di Palazzo Vecchio, da uomini al soldo del gonfaloniere di giustizia Bartolomeo Orlandini, perché inviso alla fazione in ascesa di Cosimo de’ Medici.
Il suo cadavere fu poi gettato dalla finestra e trascinato in piazza della Signoria, dove fu decapitato. Pare che il suo fantasma si aggiri ancora tra le sontuose sale del palazzo aspettando giustizia.
CASTELLI INFESTATI: TORRE DEL DIAVOLO, CASTELLO DEI CONTI GUIDI DI POPPI, AREZZO
Matelda fu una nobildonna che visse nel castello nel XIII secolo. Data in sposa al nobile (e molto anziano!) Conte Guidi, la donna pensò di approfittare delle lunghe assenze del marito per divertirsi con i molti giovani amanti. Matelda, però, era molto attenta alla sua reputazione e non permetteva che le sue storielle amorose uscissero dalle mura del castello entro le quali si consumavano.
Dunque i malcapitati venivano invitati ad uscire tramite un passaggio segreto che, però, altro non era che un pozzo, in cui le ignare vittime venivano trafitte a morte dalle lame che spuntavano dal fondo.
Quando però le sparizioni dei giovani del borgo iniziarono a diventare sospette, gli abitanti assalirono il castello e rinchiusero la nobildonna nella torre, dove morì di fame e di sete.
CASTELLO DI FUMONE, FROSINONE
Il castello di Fumone è stato per secoli una fortezza inespugnabile in cui molte persone trovarono la morte. Lo stesso Papa Celestino V trascorse nel castello i suoi ultimi anni rinchiuso in una minuscola cella.
Tuttavia la storia più triste legata al castello è quella del marchesino Francesco Longhi-Caetani, un bambino di soli 5 anni, probabilmente ucciso dalle sorelle nel 1800 per questioni ereditarie. Secondo la leggenda, ogni notte la duchessa Emilia, mamma del marchesino, si recherebbe nella stanza dov’è conservato il corpo imbalsamato di suo figlio per abbracciarlo e cullarlo.
Quando calano le tenebre, quindi, le sale del maniero sembrano riecheggiare ancora delle nenie cantate dalla duchessa che si mescolano alle urla di dolore di quanti vi morirono in tragiche circostanze.
CASTELLO ARAGONESE, PIZZO, VIBO VALENTIA
Il Castello aragonese di Pizzo è noto anche come Castello Murat.
Le sue vicende, infatti, sono strettamente legate a quelle di Gioacchino Murat che proprio qui venne fucilato nel 1815.
Murat nacque nel 1767 da una famiglia di umili origini e riuscì a farsi valere per le sue doti eroiche. Sposò Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone, venne nominato prima maresciallo, poi principe e, nel 1808, Re di Napoli. Quando iniziò la parabola discendete di Napoleone, Gioacchino Murat venne fatto prigioniero da Ferdinando IV Borbone e rinchiuso nel castello, dove poi trovò la morte.
La gente di Pizzo racconta che di notte si sentono rumori di catene provenire dal castello, come se lo spirito di Murat chiedesse vendetta!