5 METE INSOLITE PER MAGGIO IN ITALIA

In questo articolo ti propongo 5 mete insolite per maggio in Italia, luoghi autentici e affascinanti, perfetti per chi ama scoprire angoli nascosti prima del grande afflusso estivo. Dalla montagna al mare, passando per borghi medievali e città fortificate, lasciati ispirare da itinerari alternativi e sorprendenti.

Maggio, infatti, è il mese ideale per partire: il clima è mite, la natura rigogliosa ed i luoghi non sono ancora affollati dai turisti estivi. Se sogni un viaggio diverso dal solito, questo è il momento perfetto per esplorare l’Italia meno conosciuta.

1. CASTEL DEL MONTE, ABRUZZO – IL SILENZIO DEL GRAN SASSO

Immerso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Castel del Monte è un borgo medievale tra i più belli d’Italia. Le sue viuzze di pietra, l’architettura perfettamente conservata e l’atmosfera sospesa lo rendono un luogo ideale per chi cerca autenticità. A maggio, quando la natura si risveglia e i sentieri si fanno accessibili, è perfetto per escursioni e passeggiate panoramiche.

Se sei interessato ad altre mete in Abruzzo, leggi anche: IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO

2. BOSA, SARDEGNA – COLORI E STORIA SUL FIUME TEMO

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Prima che le spiagge della Sardegna vengano prese d’assalto, Bosa offre un angolo pittoresco e sorprendente. Le case color pastello che si affacciano sul fiume, il castello Malaspina che domina la valle e la cucina locale a base di pesce fresco fanno di Bosa una meta perfetta per un maggio lento e pieno di fascino. Un’alternativa culturale e rilassante alla costa sarda più nota.

3. METE INSOLITE PER MAGGIO: BRISIGHELLA, EMILIA-ROMAGNA

Poco lontano da Faenza, Brisighella è un borgo inaspettato, incastonato tra colline e formazioni gessose. Passeggiare lungo la Via degli Asini o salire fino alla torre dell’orologio regala viste mozzafiato e un senso di intimità difficile da trovare in piena estate. A maggio, puoi goderti i profumi delle erbe aromatiche e i prodotti del territorio, come l’olio DOP.

4. CIVITA DI BAGNOREGIO, LAZIO – LA CITTÀ CHE MUORE… MA NON IN MAGGIO

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Conosciuta come la città che muore, Civita di Bagnoregio è spesso evitata nei mesi più caldi a causa dell’afflusso turistico. Ma a maggio, con il clima mite e la natura che esplode intorno al ponte sospeso che conduce al borgo, offre un’esperienza unica. Visitare Civita prima dell’estate significa assaporarne la bellezza fragile, i vicoli deserti e la vista sui calanchi senza folla.

5. PALMANOVA, FRIULI VENEZIA GIULIA – LA CITTÀ STELLATA

Patrimonio UNESCO e capolavoro di urbanistica militare, Palmanova è una vera perla nascosta. La sua forma a stella perfetta è visibile solo dall’alto, ma passeggiare tra le sue strade radiali offre una sensazione di ordine, equilibrio e storia. A maggio, la piazza centrale si anima di eventi e mercatini, rendendola una tappa ideale per un weekend fuori dal tempo.

METE INSOLITE PER MAGGIO: VIAGGIARE BENE, VIAGGIARE PRIMA

Scegliere di visitare queste destinazioni insolite per maggio in Italia è un modo per viaggiare con consapevolezza, scoprendo luoghi autentici prima che vengano travolti dall’estate. È anche un invito a rallentare, osservare e vivere il viaggio come un’esperienza di scoperta e non solo di consumo.

Che ne pensi di queste mete insolite per maggio da visitare in Italia? Se stai programmando una fuga primaverile, lasciati ispirare da queste idee fuori rotta: spesso, è proprio dove non guardano tutti che si nascondono le meraviglie più vere!

IL PRESEPE: STORIA E TRADIZIONI

L’albero di Natale ha certamente il suo fascino… ma il presepe!?

In questi giorni in cui tutti stanno recuperando da cantine e garage scatoloni pieni di addobbi, luci e statuine non potevo non parlare del presepe.

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UN PO’ DI STORIA

Correva l’anno 1223 quando Francesco d’Assisi, di ritorno dalla Terra Santa, si recò all’eremo di Greccio. Poiché quel luogo gli apparve molto simile a Betlemme, per celebrare il Natale decise di ricreare l’immagine della Natività. Quindi allestì  una mangiatoia, fece portare della paglia, un asino ed un bue, e poi celebrò l’Eucarestia.

Dopo la canonizzazione di San Francesco, moltissime persone vollero replicare quello che aveva fatto il poverello di Assisi. Nacquero così sia le rappresentazioni viventi  che il presepe come lo conosciamo oggi, con statue, casette, e scenografie varie.

Una tradizione tutta italiana dunque, che col tempo si è diffusa nel mondo!

In effetti la Natività è sempre stato un tema pittorico molto utilizzato, le prime testimonianze risalgono addirittura al III secolo, quando un artista ignoto rappresentò la nascita di Gesù nelle catacombe di Priscilla a Roma.

Tuttavia fu solo nel Medioevo – complice la fama di San Francesco!- che la Natività divenne un tema di gran moda tra gli artisti. Basti pensare agli affreschi di Giotto nella Basilica superiore di Assisi, oppure alle successive opere di Piero della Francesca e Botticelli.

Intorno al XVI secolo, soprattutto all’interno delle chiese nell’Italia centrale, si iniziò a rappresentare la Natività con delle statuine poste in ambientazioni naturali. Fu così che il presepe incontrò l’estro artistico degli artigiani partenopei che iniziarono a dar vita a statue in terracotta lavorate a mano e arricchite da tessuti raffinati e preziosi.

Ora che sappiamo come è nata e come si è evoluta la tradizione del presepe non ci resta che scoprire alcuni dei Presepi Viventi più belli e caratteristici d’Italia e le relative date 2024/2025 (date e orari potrebbero variare quindi prima di partire controllate sempre i rispettivi siti internet!).

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PRESEPE VIVENTE DI GRECCIO

Ovviamente questo excursus non poteva che iniziare dal Presepe Vivente più antico del mondo, quello di Greccio! Questo piccolo borgo del reatino tornerà a trasformarsi in Betlemme per la 801esima volta in queste date: 7, 8, 14, 15, 21, 22, 24, 26, 27, 28, 29 e 30 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025. Sempre alle ore 17:40 (primo spettacolo) ed alle ore 18:40 (secondo spettacolo), tranne il giorno 24 in cui si terrà un unico spettacolo alle ore 23:00.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: prolocogreccio

MATERA

Il Presepe Vivente nei Sassi di Matera, alla sua XIII edizione, avrà come titolo “Il presepe d’Italia: Luce sul futuro”.

La manifestazione si svolgerà su un percorso lungo circa 4 km, partendo dal centro storico attraversando il sasso Barisano ed il sasso caveoso con oltre 200 presenze tra attori professionisti, figuranti, rievocatori storici e compagnie teatrali provenienti da tutta Italia. L’itinerario, toccherà tutti gli scorci già noti per essere stati le location di numerosi film che hanno consacrato Matera quale la “Gerusalemme del Sud Italia”. Le date dell’evento sono: 7, 8, 14, 15, 21, 22, 28 e 29 dicembre 2024; 4 e 5 gennaio 2025. Il prezzo del biglietto intero è di 12 Euro; mentre quello ridotto è di 5 Euro. I bambini fino a 5 anni possono accedere gratuitamente.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepematera

TRICASE

Altro Presepe Vivente da tenere in considerazione è quello che si svolge a Tricase in provincia di Lecce. E’ tra i più visitati in Italia, ha luogo in una cornice paesaggistica davvero molto suggestiva ed è particolarmente legato alle tradizioni ed al folklore locale. Le date sono: 25, 26, 28 e 29 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025; dalle 17:00 alle 20:30.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepeviventetricase

IL PRESEPE DI CIVITA DI BAGNOREGIO

Il Presepe Vivente di Civita di Bagnoregio è da molti considerato uno dei più belli al mondo in quanto si svolge in un’ambientazione unica nel suo genere. Le date sono: 26 e 29 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025 dalle ore 16:00 alle ore 19:00.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepevivente

Leggi anche: STORIA DELL’ALBERO DI NATALE

COSA FARE A NATALE IN ABRUZZO

Il periodo di Natale in Abruzzo è ricco di iniziative ed esperienze tutte da scoprire.

Questa regione, infatti, è una meta affascinante durante tutto l’anno, ma nel periodo di Natale diventa ancora più suggestiva.

Oltre ai classici mercatini, si possono visitare splendidi borghi, castelli maestosi e viaggiare a bordo della “Transiberiana  d’Italia”.

Ecco, dunque, alcune idee ed informazioni pratiche su cosa fare nel periodo di Natale in Abruzzo.

MERCATINI DI NATALE IN ABRUZZO

L’AQUILA

I mercatini offrono la possibilità di vivere la magia del Natale nel centro storico del capoluogo abruzzese addobbato a festa.

Circondata dalla splendida cornice delle vette degli Appennini, L’Aquila continua il suo percorso di rinascita anche attraverso questo tipo di iniziative che contribuiscono a rianimare il centro città, danno nuova luce ai monumenti storici e propongono squisite degustazioni delle eccellenze enogastronomiche locali.

Dall’8 Dicembre al 6 Gennaio, i mercatini di Natale animeranno Corso Vittorio Emanuele con le tradizionali casette in legno dove trovare prodotti artigianali, dolci tipici come i torroni e decorazioni natalizie. 

AVEZZANO

Nella città di Avezzano ogni anno si tiene la manifestazione “Magie di Natale” con l’allestimento del mercatino in piazza Risorgimento, nel cuore del centro storico. 

Le casette di legno espongono prodotti di artigianato locale e delizie enogastronomiche tipiche (come gli arrosticini!) e tante golosità natalizie.

Ci saranno anche una pista di pattinaggio sul ghiaccio ed il trenino di Babbo Natale per fare un giro tra le vie addobbate della città.

Per scoprire tutti i mercatini che si svolgeranno in Abruzzo si può consultare il sito: mercatinidinatale.it

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VISITARE ROCCA CALASCIO

Ovviamente ogni periodo dell’anno ha il suo fascino, ma visitare Rocca Calascio nel periodo natalizio è davvero magico. Se poi è già caduta la prima neve, il castello e le vallate circostanti avranno un aspetto decisamente fiabesco!  

Il Castello di Rocca Calascio è visitabile tutto l’anno, salvo condizioni meteo davvero avverse. La visita è libera, dalle 9.00 fino al tramonto.

Per saperne di più su questo maestoso maniero, simbolo dell’Abruzzo e inserito dal National Geographic tra i 15 castelli più belli al mondo, puoi leggere: IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO

NATALE IN ABRUZZO: LA TRANSIBERIANA ITALIANA

Un’altra bellissima esperienza che è possibile fare nel periodo di Natale (e non solo!) è quella di regalarsi un viaggio nel tempo sulla suggestiva “transiberiana italiana”.

Questo appellativo, carico di forza evocativa, è il nome con cui è conosciuta la Ferrovia dei Parchi. La linea venne inaugurata nel 1897 per consentire il collegamento dagli Abruzzi con il versante tirrenico e Napoli, tanto da essere nota anche come “la Napoletana”.

I binari della Ferrovia dei Parchi attraversano le aree protette del Parco Nazionale della Maiella, del Parco Nazionale d’Abruzzo e della riserva MaB Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise.

L’espressione “Transiberiana d’Italia” nacque, invece, nel 1980.

Luciano Zeppegno, giornalista e scrittore, trovandosi a viaggiare su questa linea, fu testimone di una improvvisa nevicata nella zona degli Altipiani Maggiori d’Abruzzo. L’impressione di trovarsi circondato da un paesaggio siberiano di ben altre latitudini lo suggestionò a tal punto da scrivere un articolo su questa esperienza, pubblicato sulla rivista “Gente Viaggi”, in cui appunto parlava della “Transiberiana d’Italia”.

Trent’anni dopo l’associazione culturale le Rotaie ha ripreso l’appellativo nella speranza che potesse suscitare interesse nell’opinione pubblica scongiurando la dismissione della linea. Cosa che, fortunatamente, è accaduta!

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CURIOSITA’ ED INFORMAZIONI

Le carrozze impiegate sono le cosiddette “cento porte”, vetture risalenti agli anni ’30, dai suggestivi interni e sedute in legno, composte ciascuna da 4 ambienti da 24, 16, 16 e 24 posti, con porte di salita/discesa da entrambi i lati.

Vi è poi l’impiego di una carrozza “corbellini”, vettura più recente, risalente agli anni ’50, con due ambienti da 32 posti.

Il biglietto per viaggiare sulla transiberiana d’Italia è acquistabile esclusivamente sul sito ferroviadeiparchi.

Nel periodo delle feste vengono organizzati degli speciali “Treni di Natale” che consentono di visitare molti dei tradizionali mercatini.

Per altre idee su cosa visitare in Abruzzo:

DOVE SOGGIORNARE

Le case vacanza “Le Masserie” si trovano a Villetta Barrea, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Villetta Barrea, infatti, occupa una posizione strategica all’interno del Parco, tanto che con brevi spostamenti in auto è possibile raggiungere la Camosciara, Pescasseroli, il lago di Scanno, Forca d’Acero, la Val Fondillo e tanti altri luoghi tra i più belli del centro Italia.

Per saperne di più clicca qui!

MERCATINI DI NATALE IN ITALIA

I mercatini di Natale hanno una storia ultracentenaria.

Il primo documento scritto in cui se ne parla ufficialmente risale al 1434. In quel periodo, infatti, nella città di Dresda si iniziarono ad organizzare le prime fiere di piccoli artigiani.

Da allora i mercatini si sono diffusi in tutto il Nord Europa e poi in ogni angolo del mondo, Italia inclusa!

In questo articolo faccio un breve excursus tra i mercatini di Natale che si possono trovare nelle varie zone d’Italia.

Alcuni sono dei must, mentre altri sono forse un po’ meno conosciuti. In ogni caso lo scopo è sempre lo stesso: trasformare ogni occasione in un viaggio alla scoperta del nostro Paese!

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I MERCATINI DI NATALE “ORIGINALI” DELL’ALTO ADIGE

Bolzano, Merano, Bressanone, Vipiteno e Brunico: sono i 5 mercatini “originali” dell’Alto Adige.

Hanno in comune l’atmosfera romantica e l’attenzione alla sostenibilità.

A Bressanone è possibile passeggiare in carrozza per le vie della città e ammirare presepi, sculture in legno e altri oggetti di artigianato. Mentre le specialità tipiche della Valle Isarco allietano il palato di grandi e piccoli buongustai. Inoltre è possibile godersi della musica natalizia nella cornice di Piazza del Duomo, circondati da maestose dimore centenarie.

A Merano, invece, l’appuntamento è tra le casette di legno che esporranno tutti i prodotti tipici altoatesini, illuminati da uno scenografico allestimento di luci. Qui le melodie natalizie ed il profumo dei dolci appena sfornati che aleggia nell’aria contribuiscono a creare un’autentica magia di Natale.

Cangianti ghirlande luminose, originali idee regalo e squisite prelibatezze per solleticare il palato. Dall’Avvento fino a inizio gennaio 2025, la città medievale di Vipiteno mette in mostra il suo lato più romantico e si trasforma in un’autentica fiaba invernale.

GLI ALTRI MERCATINI DEL TRENTINO (TRENTO E DINTORNI)

Il mercatino di Trento si svolgerà dal 23 novembre 2024 al 6 gennaio 2025.

Le casette di legno animeranno il cuore della città, tra piazza Fiera e piazza Cesare Battisti.

Negli chalet si potranno trovare tutte le eccellenze artigianali locali, mentre a quelle eno-gastronomiche sarà dedicato un intero angolo gourmet chiamato “Sapori del Mercatino”.

Il mercatino di Trento è anche un ottimo punto di partenza per visitarne tanti altri allestiti nei piccoli borghi vicini. Come per esempio Rovereto oppure Avio che accoglierà i visitatori nel suo castello addobbato a festa.

AOSTA

Il Marché Vert Noël di Aosta si svolgerà dal 23 novembre 2024 fino al 6 gennaio 2025.

Il mercatino natalizio trasforma alcuni luoghi della città, come le piazze Roncas, Caveri e Giovanni XXIII, in incantevoli villaggi alpini.

Ogni giorno i visitatori potranno curiosare alla ricerca di originali idee regalo. Le produzioni artigianali esposte comprendono oggetti in legno, articoli di antiquariato, accessori di abbigliamento, addobbi natalizi, prodotti eno-gastronomici tipici valdostani, dolciumi e pasticceria.

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CANDELARA

Candelara è uno dei piccoli e meravigliosi borghi della provincia di Pesaro e Urbino, con un centro storico molto caratteristico, circondato da una cinta muraria quattrocentesca.

In occasione del Natale ospiterà uno dei mercatini più romantici in assoluto: “Candele a Candelara”.

Il nome è dovuto al fatto che le grandi protagoniste dell’evento saranno proprio le candele. Innanzitutto perché saranno esposte nelle varie casette di legno, insieme a tanti altri oggetti legati all’artigianato e all’enogastronomia. E poi perché saranno proprio le candele ad illuminare il borgo. Infatti ogni giorno della manifestazione, sul far della sera, la luce elettrica verrà spenta e, per 15 minuti, tutto sarà illuminato solo dalla calda luce delle candele!

Candele a Candelara si svolgerà nelle seguenti date: 23-24-30 Novembre e 1-7-8-14-15 Dicembre 2024.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: candelara.it

MERCATINI DI NATALE IN ITALIA: AREZZO

Arezzo è tra le città più belle da visitare in questo periodo dell’anno. Nella meravigliosa location di Piazza Grande, infatti, tornerà per la nona volta il “Villaggio Tirolese”.

Imperdibile per tutti gli appassionati di prodotti artigianali tipici del Tirolo, dell’Austria e della Germania.

I mercatini saranno aperti da oggi, sabato 16 novembre, fino a domenica 29 dicembre 2024, dal giovedì alla domenica!

Per ulteriori informazioni: mercatininatalearezzo.it

MONTEPULCIANO

Circondati dalla bellezza medievale di questo borgo toscano si potrà visitare il “Villaggio di Natale” che ospita il più grande mercatino del Centro Italia ed il Castello di Babbo Natale, ricco di sorprese e attrazioni, non solo per i più piccoli.

L’evento, giunto alla sua XI edizione, si svolgerà nei weekend 16-17 novembre, 23-24 novembre, 30 novembre – primo dicembre, 6-8 dicembre, 14-15 dicembre, e dal 20 dicembre al 6 gennaio 2025.

Per ulteriori informazioni si può visitare il sito: nataleamontepulciano

MERCATINI DI NATALE IN ITALIA: L’AQUILA

Circondata dalla splendida cornice delle vette degli Appennini, L’Aquila continua il suo percorso di rinascita.

I mercatini, infatti, contribuiscono a rianimare il centro città, danno nuova luce ai monumenti storici e propongono squisite degustazioni delle eccellenze enogastronomiche locali.

Dall’8 Dicembre al 6 Gennaio, i mercatini di Natale animeranno Corso Vittorio Emanuele con le tradizionali casette in legno dove trovare prodotti artigianali, dolci tipici come i torroni e decorazioni natalizie. 

CASTELLO DI LIMATOLA (BENEVENTO)

Limatola è un piccolo borgo sannita a circa mezz’ora dalla Reggia di Caserta.

Il suo castello normanno ospiterà la manifestazione “Cadeau al Castello” in cui si potrà andare in giro per mercatini, ma anche divertirsi con gli elfi e fare visita a Babbo Natale.

L’apertura è prevista per i giorni 8, 9 e 10 novembre e poi ininterrottamente dal 15 novembre all’8 dicembre 2024.

Leggi anche: STORIA DELL’ALBERO DI NATALE

NARNI SOTTERRANEA: UN VIAGGIO NEL TEMPO

Narni Sotterranea più che luogo è una storia!

Visitandola si attraversano chiese e ambienti ipogei, ma quello che colpisce di più, ciò che la rende veramente affascinante, è l’incredibile storia della sua scoperta.

Una storia che inizia nel 1979 ed arriva ai nostri giorni attraverso una serie di vicissitudini in cui il protagonista è sempre stato un quid misterioso (ed anche un po’ ironico!) che alcune volte ha preso le sembianze della fortuna, altre del fato, altre ancora della Divina Provvidenza.

LA SCOPERTA

La storia di Narni Sotterranea inizia nel 1979, quando un gruppetto di sei ragazzi, tutti appartenenti al Gruppo Speleologico dell’UTEC, erano intenti a testare delle nuove funi calandosi dall’alto di quelli che oggi sono chiamati “Giardini di San Bernardo” e si imbatterono in un piccolo passaggio attraverso un muro. Incuriositi dalla scoperta, decisero di esplorare questo passaggio e capire dove portava. Fu così che, dopo un lunghissimo abbandono, tornò alla luce la chiesa di San Michele dell’antico convento domenicano di Narni.

In realtà, all’epoca della scoperta i ragazzi non sapevano ancora che quella chiesa fosse originariamente dedicata all’Arcangelo tanto che decisero di darle il nome di Santa Maria della Rupe, nome che conserva tuttora!

La storia della chiesa, infatti, riemerse a piccoli pezzi, nel corso del tempo, grazie ad un lungo e costante lavoro di ricerca che, allo stesso tempo, consentì di riportate alla luce altri ambienti.

Infatti, oltre alla chiesa, furono scoperti una parte di una domus romana con una cisterna ed un tribunale dell’Inquisizione con una piccola cella.

Quest’ultima è stata la parte della storia più complessa da ricostruire.

Sembrava, infatti, che non ci fossero da nessuna parte documenti ufficiali che attestassero la presenza della Santa Inquisizione a Narni. Fu solo grazie ad una serie di circostanze fortuite che, accedendo agli Archivi Vaticani ed a quelli del Trinity College, si riuscì ad avere la conferma documentata non solo della presenza a Narni del Santo Uffizio, ma addirittura si poté ricostruire la storia di un intero processo che aveva avuto luogo presso quel tribunale.

NARNI SOTTERRANEA: L’ITINERARIO DI VISITA

La Chiesa di Santa Maria della Rupe

Il punto di partenza del percorso di visita è la Chiesa di Santa Maria della Rupe, risalente al XIII secolo ed oggi completamente restaurata.

La storia della chiesa può essere divisa in tre fasi.

La prima risalente al XII-XIII secolo, durante la quale venne costruito un primo ambiente all’interno di una cavità naturale, di fianco ad un’antica domus romana con cisterna. Probabilmente questa prima costruzione venne realizzata sui resti di un precedente edificio longobardo, cosa che sembrerebbe confermata proprio dalla presenza di un affresco di San Michele, a cui i longobardi erano particolarmente devoti.

Una seconda fase, databile intorno al XIV secolo, durante la quale la struttura venne inglobata all’interno del convento costruito dai domenicani. A questo periodo risale la realizzazione di un nuovo pavimento e, sulle pareti laterali, delle sedute riservate ai monaci.

Durante la terza ed ultima fase, tra il XVII e il XVIII secolo, l’edificio perse la sua funzione religiosa e, sotto l’occupazione francese, fu addirittura usato come cantina. Seguì un lungo periodo di abbandono a qui fece seguito la distruzione della Seconda Guerra Mondiale.

Tutta la storia della chiesa è riassunta in una suggestiva ricostruzione virtuale a cui si può assistere all’inizio della visita.

La domus romana e l’Acquedotto della Formina

Dalla chiesa si passa, attraverso un varco nella parete laterale, in un secondo ambiente, probabilmente parte di una domus romana che conserva una cisterna. Questa seconda parte è dedicata all’ingegneria idraulica romana ed alla presentazione dell’Acquedotto Romano della Formina, visitabile su prenotazione.

È un viaggio ideale nella Narnia romana, attraverso modellini e riproduzioni degli strumenti effettivamente utilizzati per la realizzazione dell’acquedotto.

la Santa Inquisizione

Superato un lungo corridoio si arriva nell’ambiente più suggestivo (e più inquietante!) del tour: la Stanza dei Tormenti – come viene chiamata nei documenti ritrovati negli Archivi Vaticani e al Trinity College. Si tratta di una sala allestita con ricostruzioni di alcune macchine di tortura utilizzate dal tribunale dell’Inquisizione.

Una piccola cella adiacente testimonia ancora oggi, attraverso segni e graffiti sulle pareti, le sofferenze patite dagli inquisiti. In particolare Giuseppe Andrea Lombardini, detenuto nella cella, volle afferamre la propria innocenza tracciando su tutte le pareti dei simboli, il cui mistero è stato decifrato solo grazie ad una serie di coincidenze ed alla caparbietà di Roberto Nini, uno dei sei ragazzi scopritori.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore

Ulteriori scavi archeologici hanno permesso poi di portare alla luce una cripta del XII secolo, dei mosaici di epoca bizantina e l’abside dell’antica chiesa di Santa Maria Maggiore, un tempo cattedrale di Narni, oggi convertita nell’Auditorium di San Domenico.

La visita termina proprio all’interno dell’Auditorium.

Per scoprire tutti gli incredibili dettagli della scoperta di questo percorso e viverne appieno la magia, non vi resta che visitare Narni Sotterranea.

Per informazioni sulle visite guidate, gli orari di apertura al pubblico ed il costo dei biglietti si può consultare il sito narnisotterranea

Durante la visita è vietato fare fotografie.

Tutto il materiale fotografico presente nell’articolo è stato realizzato da Moira Sperandei e Letizia Longarini e gentilmente fornitomi da Narni Sotterranea che ringrazio!

Leggi anche: COSA VISITARE IN UN GIORNO A NARNI

COSA VISITARE A NARNI IN UN GIORNO

Narni è una cittadina ricca di storia, arte e tradizioni. Un luogo di grande suggestione e bellezza, nel cuore dell’Umbria.

Per l’antico popolo degli Umbri il suo nome era Nequinum. Furono invece i Romani a darle il nome- poi reso celebre dalla letteratura! – di Narnia, da Nahar, l’attuale fiume Nera. Non si conosce con certezza quando la città di Narnia cambiò il suo nome in Narni, ma probabilmente questo avvenne gradualmente nel corso del tempo, a partire dal XIII secolo.

In ogni caso il nome Narnia non era destinato a cadere nell’oblio! Infatti, in tanti lo conoscono grazie ai romanzi fantasy di C.S. Lewis, “Le cronache di Narnia”.

Posto che Lewis non visitò mai Narni, ci sono due teorie su come abbia scelto il titolo dei suoi libri. Secondo alcuni sarebbe stato ispirato dai racconti di un suo assistente che, al contrario, aveva visitato la città restandone particolarmente affascinato. Secondo altri, invece, Lewis consultò una cartina dell’Italia su un atlante del 1904 con iscrizioni in latino e, semplicemente, rimase colpito dal suono della parola Narnia.

È vero, arrivando a Narni non ci saranno ad accogliervi né Susan, né il Principe Caspian, ma sarete comunque circondati da tanta bellezza!

Ecco le tappe fondamentali del nostro itinerario di un giorno a Narni:

Centro geografico d’Italia;

Cattedrale di San Giovenale;

Palazzo dei Priori e il Palazzo Comunale;

Palazzo Eroli, sede del Museo della Città e del Territorio;

Rocca Albornoz;

Narni Sotterranea.

NARNI: IL CENTRO GEOGRAFICO D’ITALIA

Secondo uno studio condotto dall’Istituto geografico militare (I.G.M.) di Firenze, il centro geografico dell’Italia peninsulare si trova a Narni, lungo il percorso dell’acquedotto romano della Formina, vicino al ponte Cardona, un ponte romano con un unico arco a tutto sesto leggermente rialzato.

Lasciata l’auto nell’apposito parcheggio, si prosegue lungo un sentiero nel bosco che conduce al ponte e ad una piccola scultura in pietra di forma circolare che, appunto, simboleggiare il centro geografico d’Italia. Toccandola, come suggerito dal cartello, vi porterà “fortuna e salute”.

LA CATTEDRALE DI SAN GIOVENALE

La cattedrale di Narni è disposta ad angolo tra piazza Garibaldi e piazza Cavour, su cui si trova il portico del fronte principale. È dedicata al primo vescovo della città, san Giovenale, morto il 3 maggio 376.

La sua costruzione iniziò nel 1047 e terminò nel 1145. Nel corso dei secoli, la chiesa subì vari interventi di rinnovamento ed ampliamento. Nel XIV secolo l’abside fu completamente rinnovato in stile gotico, fu edificata la facciata e innalzato l’intero edificio.

Ulteriori interventi risalgono, invece, al Quattrocento, con l’aggiunta di un portico sul prospetto principale e la copertura con volte a crociera di tutte le navate.

Infine la realizzazione della cripta, in cui riposano le reliquie di san Giovenale, iniziò nel 1642.

NARNI: IL PALAZZO COMUNALE ED IL PALAZZO DEI PRIORI

Il Palazzo Comunale, già Palazzo del Podestà, fronteggia il Palazzo dei Priori che sorge nell’omonima piazza, proprio al centro di Narni.

Venne costruito, a partire dal 1273, sul luogo che già aveva ospitato il foro romano. L’aspetto attuale dell’edificio è frutto dei lavori avvenuti tra il ‘300 ed il ‘400. Sulla destra del portale di accesso si trova il Punto di informazione Turistica di Narni.

Il Palazzo dei Priori, grazie alla sua particolare architettura, è uno dei monumenti più belli dell’Umbria.

Ogni elemento del palazzo rivela il suo profondo legame con la storia della città di Narni: il portale, la loggetta del banditore, la torre civica che domina la città e l’intera vallata e sulla cui sommità è posta la campana che chiamava a raccolta i cittadini in caso di necessità.

Oggi l’edificio ospita al piano terra il Digipass e la sede dell’Ente della Corsa all’Anello, uno degli eventi di rievocazione storica più importanti d’Italia nato per devozione al santo patrono Giovenale di cui il 3 maggio si celebra la festa.

LA CHIESA DI S. MARIA IMPENSOLE

Si tratta di una piccola chiesa che sorge nel centro storico di Narni, all’imbocco di Via Mazzini.

All’esterno presenta uno splendido portico con tre luci corrispondenti alle tre porte d’ingresso, divise da quattro colonne, due intere e due incorporate nei pilastri laterali.

L’interno della chiesa, invece, colpisce per la sua semplicità austera. Ha una pianta a croce latina con tre navate: le due laterali più basse separate dalla centrale con delle colonne che sorreggono archi a sesto ribassato.

Venne costruita tra il VII e il X secolo su un preesistente edificio romano di età tardo repubblicana, probabilmente un tempio dedicato a Bacco. Il suo nome deriva dall’appellativo “in pensile”, ossia “sospesa”, perché realizzata sopra due grandi cisterne.

PALAZZO EROLI

Palazzo Eroli, fino alla fine del Novecento, fu la dimora della nobile famiglia a cui deve il suo nome. Oggi, invece, ospita il Museo, la Pinacoteca e la Biblioteca della Città di Narni. Si trova nella parte alta del centro storico, dietro il Palazzo del Podestà, a ridosso della Chiesa di San Francesco.

Il Museo è articolato in due sezioni: una archeologica ed una artistica. Nella sezione archeologica si possono ammirare reperti che vanno dalla Preistoria al ‘700, tra cui la mummia ed il sarcofago ligneo donati dalla famiglia Martinori. Nella pinacoteca, invece, sono esposte opere che coprono un arco temporale che va dal 1300 al 1700. Quelle di maggior pregio sono “L’Annunciazione” di Gozzoli e “L’Incoronazione della Vergine” del Ghirlandaio.

ROCCA ALBORNOZ

La Rocca Albornoziana troneggia sul Monte Maggiore e domina la Città di Narni, la Via Flaminia ed il magnifico panorama sulle Gole del Nera.

Fu costruita per volontà del Cardinale Egidio Albornoz nel 1367. I lavori terminarono nel 1378 e sulla sua porta furono posti quattro stemmi: quello di papa Urbano V, del suo successore Gregorio XI e dei cardinali Anglico De Grimoard e Filippo d’Alençon.

La costruzione della Rocca segnò il declino dell’autonomia della Civitas di Narnia. Infatti, sia questa Rocca che le altre fortezze edificate dal Cardinale Albornoz avevano come scopo quello di accresce il sistema difensivo volto a controllare il territorio di collegamento tra Perugia, Terni e Amelia, ma anche la via Flaminia e la strada che si dirige verso Orte ed il Lazio.

Nel corso della sua lunga storia, la Rocca è stata dimora di papi, cardinali e condottieri. Nel 1906 fu acquistata, per una piccola somma, dal principe russo Mestschezsy, che la tenne fino al 1972, anno in cui divenne di proprietà di una famiglia romana. Oggi, la Rocca Albornoziana è patrimonio del Comune di Narni.

NARNI SOTTERRANEA

Dulcis in fundo, Narni Sotterranea.

È stata la parte più interessante e sorprendente del nostro tour. In passato avevamo visitato altre città sotterranee con grotte e ipogei, ma niente di paragonabile all’esperienza di Narni Sotterranea! Questo sito, scoperto nel 1979, è aperto al pubblico dal 1994 ed è un vero e proprio viaggio indietro nel tempo. Un’esperienza coinvolgente ed emozionante a cui dedicherò un articolo specifico.

Per qualsiasi informazione su visite, eventi, orari e biglietti si può visitare il sito ufficiale narnisotterranea.it

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IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO

Il Castello di Rocca Calascio è uno dei castelli più elevati d’Europa e, secondo il National Geographic, anche uno dei 15 castelli più belli al mondo!

Questa meraviglia si trova in una frazione del piccolo comune di Calascio, in provincia dell’Aquila.

Il castello, dall’alto dei suoi 1500 metri, domina un paesaggio spettacolare che spazia dalla piana di Campo Imperatore al Gran Sasso, dalla Majella alla dorsale del Sirente.

Se state pensando di organizzare un viaggio in Abruzzo, allora dovete assolutamente includere Rocca Calascio nel vostro itinerario.

In questo articolo troverete tutte le informazioni per organizzare la vostra visita a Rocca Calascio!

ROCCA CALASCIO: UN PO’ DI STORIA

Molto probabilmente il castello sorge sui resti di un’antica fortificazione di epoca romana che, data la posizione, doveva servire a controllare il territorio sottratto ai Vestini nel 300 a.C..

La struttura attuale risale al periodo normanno. Il castello, infatti, venne edificato per volere di Ruggero II d’Altavilla dopo la conquista normanna del 1140 e faceva parte di un complesso sistema di fortificazioni difensive che controllavano le vallate abruzzesi.

Nel corso dei secoli il castello passò sotto il dominio di molte nobili casate tra cui i Pagliara, i Colonna, i Cattaneo, i Medici, i Piccolomini ed i Borbone.

Nel 1703 il castello fu gravemente danneggiato dal terremoto che distrusse quasi interamente l’antico borgo. Successivamente, terminata la sua funzione difensiva, fu progressivamente abbandonato.

Le sorti del castello mutarono quando, negli anni 80, venne scelto come set cinematografico prima per Ladyhawke e poi per Il nome della rosa. Il cinema riaccese (letteralmente!) i riflettori sul castello e, poco dopo, iniziarono i lavori di restauro e consolidamento.

COSA VISITARE (OLTRE AL CASTELLO)

Accanto al castello si trova la piccola chiesa di Santa Maria della Pietà, un pittoresco tempietto eretto nel 1596. La chiesa sorge sui resti di una preesistente edicola, proprio sul luogo che la tradizione indica come il teatro di una sanguinosa battaglia in cui la popolazione locale sconfisse una banda di briganti provenienti dal vicino Stato Pontificio.

La chiesa ha una pianta ottagonale, sormontata da una cupola ad otto spicchi, ed un portale di accesso in stile barocco. Purtroppo l’interno è visitabile solo in poche occasioni, ma comunque vale la pena soffermarsi nei pressi della chiesa anche solo per ammirare lo splendido paesaggio che la circonda.

Dedicate un po’ di tempo anche alla visita del piccolo borgo medievale situato proprio sotto al castello. Un tempo aveva lo scopo di proteggere la popolazione dalle invasioni nemiche. Oggi, invece, è stato in parte convertito in un albergo diffuso in cui è possibile soggiornare o fermarsi per una breve pausa e, casomai, assaporare qualche prodotto tipico del territorio.

ROCCA CALASCIO: INFORMAZIONI UTILI

Il Castello di Rocca Calascio è visitabile tutto l’anno, salvo condizioni meteo davvero avverse. La visita è libera, dalle 9.00 fino al tramonto.

A Rocca Calascio ogni periodo dell’anno ha il suo fascino. In primavera ed in estate si può ammirare un panorama nel pieno del suo rigoglio, in autunno tutto si tinge dei colori caldi del foliage, mentre in inverno la neve avvolge il castello e le vallate creando un paesaggio fiabesco.  

In qualunque periodo decidiate di visitare il castello, vi consiglio un abbigliamento da montagna, con scarpe da trekking ed una giacca anti vento (anche in piena estate!).

Il piccolo borgo che precede il castello è chiuso al traffico, perciò è necessario parcheggiare e proseguire a piedi. Lungo la strada ci sono dei piccoli parcheggi gratuiti. Il più vicino è quello situato sull’ultimo tornante. Tuttavia i posti per le auto sono pochi, quindi vi consiglio di visitare il castello nei giorni feriali o di mattina presto.

Se i posti auto dovessero essere tutti pieni, dovrete tornare a Calascio, parcheggiare e salire a piedi. In alternativa si può prendere la navetta Calascio-Rocca Calascio, al costo di € 4,00 per gli adulti e 2,00 per i bambini per andata e ritorno, attiva dalle 9.00 alle 18.00 con corse ogni 20 minuti. La navetta è in funzione nel periodo estivo e parte dalla piazza di Calascio, dove è possibile acquistare i biglietti.

Infine, se avete tempo ed amate camminare immersi nella natura, potete raggiungere il castello seguendo le antiche strade della transumanza. Potete seguire una parte del Tratturo Magno, che attraversa Abruzzo, Molise e Puglia, oppure potete percorrere il sentiero ad anello che collega i borghi di Santo Stefano di Sessanio, Calascio e Castelvecchio Calvisio. Il sentiero è abbastanza semplice e dura circa 3 ore e mezza.

Per altre idee su cosa visitare in Abruzzo:

DOVE SOGGIORNARE

Le case vacanza “Le Masserie” si trovano a Villetta Barrea, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Villetta Barrea, infatti, occupa una posizione strategica all’interno del Parco, tanto che con brevi spostamenti in auto è possibile raggiungere la Camosciara, Pescasseroli, il lago di Scanno, Forca d’Acero, la Val Fondillo e tanti altri luoghi tra i più belli del centro Italia.

Per saperne di più clicca qui!

PONZA: COME ARRIVARE E COSA VISITARE

Ponza è la più grande delle isole che costituiscono l’Arcipelago Ponziano. Si trova proprio davanti al Golfo di Gaeta, a circa 21 miglia nautiche a sud di San Felice Circeo.

Le atre isole dell’arcipelago sono: Gavi, Zannone, Palmarola, Ventotene e Santo Stefano. Tra loro soltanto Ponza e Ventotene sono abitate permanentemente.

Eugenio Montale definì Ponza un paradiso in terra, tanto gli apparve magnifica quest’isola dove il blu del mediterraneo si mescola al bianco delle scogliere ed al giallo delle ginestre.

PONZA: UN PO’ DI STORIA

L’isola di Ponza è stata abitata fin dal Neolitico.

Venne occupata dai Volsci, poi dai Fenici e dai Greci. Il suo nome, infatti, deriverebbe dal greco antico Pòntos, Πόντος o Pontia, Πόντια, ossia “mare”.

Fonte: Pixabay

In epoca romana Ponza si sviluppò enormemente diventando una cittadina fiorente e popolata che ospitava sfarzose ville patrizie. Successivamente l’imperatore Augusto trasformò l’isola in luogo di esilio per illustri personaggi politici.

Durante il Medioevo, grazie all’opera dei monaci benedettini, rimase un fiorente centro commerciale e religioso. Tuttavia il loro lavoro fu pressoché vanificato quando, a partire dal IX secolo, Ponza fu oggetto di feroci razzie da parte dei pirati saraceni.

Nel 1542 l’imperatore Carlo V diede l’isola in feudo a Pier Luigi Farnese. Circa due secoli dopo, nel 1734, Elisabetta Farnese, madre di Carlo III di Spagna re di Napoli, cedette l’intero arcipelago delle Ponziane al figlio che avviò un’intensa colonizzazione, facendovi pervenire coloni soprattutto da Ischia. Durante il periodo borbonico vennero avviati una serie di lavori destinati a migliorare le condizioni di vita degli isolani. Molte di queste opere, come il porto, caratterizzano tutt’ora l’isola.

Nel 1928 il regime fascista destinò Ponza a luogo di confino degli oppositori politici. Vi furono inviati, dai Tribunali Speciali, Giorgio Amendola, Lelio Basso, Pietro Nenni, Mauro Scoccimarro, Giuseppe Romita, Pietro Secchia e Umberto Terracini. Lo stesso Mussolini fu poi prigioniero nell’isola dal 27 luglio al 7 agosto 1943.

COSA VISITARE

Fonte: Pixabay

La prima cosa che si vede arrivando a Ponza è la zona del porto. Andando oltre si incontra prima il centro storico e poi il Borgo di Santa Maria con il suo porticciolo, qui l’isola diventa un po’ meno turistica. Proseguendo ancora Ponza si restringe e diventa una striscia sottile, questa è la zona di Le Forna, la parte più selvaggia ed alta dell’isola.

Qui il turismo è veramente poco, le case sono più economiche e le spiagge sono meno affollate. Questa zona merita di essere visitata con attenzione, proprio per la sua autenticità. L‘interno dell’isola è montuoso ed attraversato dalle mulattiere che portano all’area vulcanica che è il cuore di Ponza.

L’isola è famosa soprattutto per le sue calette bianche e per l’acqua cristallina. Il suo mare è uno dei più belli del Mediterraneo. I suoi fondali caraibici, con relitti e grotte, ne fanno un paradiso per lo snorkeling ed il diving. Tuttavia Ponza non è solo mare. L’isola offre tantissime possibilità anche agli appassionati di trekking e di storia, grazie a due necropoli romane ed ai resti di sontuose ville imperiali.

Tra le mete imperdibili a Ponza ci sono:

IL FARO

Si trova in cima al Monte Guardia, il punto più alto dell’isola da cui si gode di uno splendido panorama sull’arcipelago pontino. Nei suoi pressi ci sono anche i resti di una necropoli romana.

SCOGLIO DELLA TARTARUGA

Lo Scoglio deve il suo nome alla somiglianza con una testuggine. Dalla chiesa di Le Forna si raggiunge a piedi percorrendo un breve sentiero da dove si accede ad una bellissima caletta. Il sentiero è stato inagibile per molto tempo ed è consigliabile percorrerlo con scarpe da trekking.

PISCINE NATURALI

Il “Fontone”, meglio conosciuto con il nome di “Piscine Naturali”, è un piccolo gioiello. Si tratta di una delle maggiori attrazioni turistiche dell’Isola di Ponza: delle “vasche” di pietra che si sono formate in seguito all’intensa attività vulcanica dell’Isola.

Sono raggiungibili da un sentiero via terra composto per la maggior parte da gradoni (circa 300) ricavati nella roccia. La difficoltà del sentiero è minima e la bellezza del paesaggio ripaga ampiamente dello sforzo fatto!

Poiché è possibile fare il bagno nelle piscine naturali, nel periodo estivo c’è sempre molta folla.

GROTTE DI PILATO

Si tratta di un complesso archeologico ipogeo e subacqueo risalente al I secolo a.C.

I Romani realizzarono questo sistema di grotte scavando il tufo, per l’allevamento delle murene.

Si trovano appena dopo il porto ed il loro nome è legato ad un’antica leggenda di cui fu protagonista Ponzio Pilato che, ancora lungi dall’essere il Governatore della Giudea, all’epoca era solo lo scapestrato rampollo di una nobile famiglia romana. Ufficialmente venne inviato a Ponza con l’incarico di sedare una rivolta. In realtà la famiglia voleva tenerlo occupato e lontano dai guai. L’espediente ebbe successo perché Pilato riuscì talmente bene nella sua missione che il Senato gli assegnò il grado di Governatore e lo mandò in Palestina per domare gli ebrei ribelli.

Fonte: Unsplash

GROTTA DI ULISSE

Si trova vicino alle Grotte di Pilato. È raggiungibile via mare, con un tour in barca oppure a nuoto. La grotta è piccola, ma grazie ad una apertura da cui filtra il sole si creano spettacolari giochi di luce.

FARAGLIONI DI PONZA

Il Faraglione del Calzone muto è una roccia solitaria che ricorda un po’ la forma di un pantalone. La leggenda vuole che un marinaio muto, volendo gridare la sua gioia per quel meraviglioso paesaggio e non potendo parlare, lanciò i suoi pantaloni sullo scoglio che ne prese la forma: il calzone del muto, appunto.

I Faraglioni della Madonna un tempo facevano parte della maestosa villa estiva di Augusto, ora invece si possono raggiungere solo via mare. Il loro nome deriva da una cappella scavata nella roccia dedicata alla Madonna della Salvazione.

CAPO BIANCO

In questo tratto di costa, in cui la roccia è di un bianco abbagliante, nidifica il Falco Pellegrino. Si può raggiungere solo via mare ed è l’ideale per fare birdwatching.

Fellini rimase talmente impressionato dalla natura di questo posto che decise di girarvi alcune scene del Satyricon.

LE SPIAGGE DI PONZA

Molte delle spiagge dell’isola sono raggiungibili solo via mare. Al porto di Ponza, ma anche nei vari porticcioli, si possono affittare gozzi o gommoni per circumnavigare l’isola, raggiungere le sue spiaggette e fare il bagno nei posti più belli.

Tra le spiagge più belle di Ponza ci sono Chiaia di Luna, la spiaggia del Frontone, la spiaggetta di Santa Maria e Cala Feola.

Quest’ultima è l’unica spiaggia di sabbia dell’isola. È piccola ed il fondale è basso, adatto anche ai bambini. C’è un chiosco attrezzato e si raggiunge in barca oppure a piedi percorrendo un breve sentiero e delle scalinate.

Cala Del Core, invece, è conosciuta come la spiaggia più romantica di Ponza. Sulla parete rocciosa che sovrasta la cala c’è una forma simile ad un cuore e, secondo una leggenda isolana, il suo nome è legato ad una storia d’amore tanto intensa quanto sfortunata.

INFORMAZIONI UTILI

Il periodo migliore per visitare Ponza è quello di maggio/giugno, oppure settembre. Durante l’estate ci sono sempre moltissimi turisti e diventa più difficile godersi a pieno la bellezza dell’isola.

La zona del porto è il punto di partenza di tantissime gite o escursioni che offrono la possibilità di fare il periplo dell’isola, di visitare le sue grotte e le cisterne romane, ma anche le altre isole dell’arcipelago.

Fonte: Unsplash

I traghetti per Ponza partono quotidianamente dai porti di Anzio, Formia, San Felice Circeo, Terracina e Napoli.

Ponza è lunga poco più di 7 km ed ha un’unica strada che la percorre da sud a nord, collegando le varie frazioni. È caldamente consigliato di imbarcarsi senza auto poiché, da giugno a settembre, la mobilità interna è molto limitata e prevede varie ZTL.

In ogni caso non mancano le alternative per muoversi sull’isola.

Gli autobus pubblici, che partono dal parcheggio di Via Banchina Nuova, a pochi metri dallo sbarco delle navi, collegano il porto con le varie frazioni. Il costo è di € 1,50 a persona per corsa.

Per chi, invece, vuole muoversi più liberamente c’è la possibilità di noleggiare, sempre nei pressi del porto, scooter, golf car, automobili e bicilette elettriche.

Infine ci sono taxi e NCC.

Se, invece, non è proprio possibile fare a meno dell’auto, sull’isola sono presenti parcheggi custoditi e non, esterni alle ZTL:

• Ponza Parking, in Strada Provinciale Ponza – Tre Venti al Km 0,280 (più comunemente chiamata via Panoramica);

• Parcheggio Santa Maria;

• Parcheggio incustodito nella frazione di Calacaparra.

5 MOTIVI PER SCEGLIERE UNA CASA VACANZA

Negli ultimi anni sempre più persone decidono di trascorrere le proprie ferie in una casa vacanza invece che in hotel. Prima di vedere quali sono le principali ragioni alla base di questo trend, vediamo però cos’è esattamente una casa vacanza e quali caratteristiche ha. 

LE CARATTERITICHE DI UNA CASA VACANZA

La casa vacanza è una struttura ricettiva extra alberghiera che viene affittata ad uso turistico. L’offerta è molto variegata poiché rientrano in questa categoria appartamenti, ville, case rurali e abitazioni tipiche di uno specifico luogo, come per esempio le baite o i trulli.

Fonte: Pixabay

Spesso le case vacanza vengono confuse con altre tipologie di strutture extra-alberghiere come i bed and breakfast e gli affittacamere.

Il bed and breakfast è una formula ricettiva generalmente praticata dalle famiglie che hanno una o più stanze libere da affittare, con o senza bagno privato, e include il pernottamento e la prima colazione. L’affittacamere è praticamente la stessa cosa del bed and breakfast, ma prevede una gestione imprenditoriale e non familiare. Le differenze tra i due tipi di struttura sono perlopiù fiscali.

Quindi sia nel bed and breakfast che nell’affittacamere l’ospite ha a sua disposizione una sola camera (eventualmente con bagno privato), mentre nella casa vacanza può usufruire di un’intera abitazione, completamente arredata, con bagno e cucina a suo uso esclusivo.

PERCHE’ SCEGLIERE UNA CASA VACANZA

Analizziamo ora i 5 motivi principali per scegliere di trascorrere le proprie ferie in una casa vacanza.

RISPARMIO

Molto spesso le tariffe delle case vacanza sono più basse rispetto a quelle di hotel, bed and breakfast e affittacamere. Il risparmio è notevole soprattutto per chi viaggia con tutta la famiglia o comunque in gruppo. In un certo senso si potrebbe dire che scegliere una casa vacanza non significa solo risparmiare, ma anche fare un “investimento” per il futuro, infatti quello che resta nel “salvadanaio” si può sempre investire in una seconda vacanza in un altro periodo dell’anno.

Fonte: Pixabay

NESSUN VINCOLO DI ORARIO

A differenza degli hotel, la casa vacanza consente di organizzare le proprie giornate di ferie in totale autonomia. Non ci sono orari per i pasti, né orari di rientro per la sera. Potrai muoverti in completa libertà.

MANGIARE QUELLO CHE VUOI E QUANDO VUOI

A differenza di altre strutture ricettive, nella casa vacanza non è prevista la somministrazione di nessun pasto (neanche della colazione!), tuttavia avrai a disposizione un’intera cucina e questo ti permetterà di preparare quello che preferisci, quando preferisci. Potrai gustare piatti nuovi preparati con i prodotti tipici acquistati in loco, senza per questo rinunciare alla salute, alla linea ed alle tue abitudini alimentari.

Fonte: Pixabay

NESSUN DRESS CODE

Quando si soggiorna in hotel, inevitabilmente capita di sentirsi quasi obbligati a “vestirsi bene” per la cena oppure a rispettare un vero e proprio dress code per un particolare evento organizzato nella struttura. Se, invece, soggiorni in una casa vacanza potrai comodamente cenare in pigiama… una cosa particolarmente apprezzabile dopo una giornata passata a fare trekking, a sciare oppure in giro per musei.

UNA CASA VACANZA PER STARE IN FAMIGLIA O CON GLI AMICI

Sono sempre le piccole cose a rendere speciale una vacanza!

Bere una tazza di thè davanti al camino acceso, vedere un film tutti insieme sul divano, fare una lauta merenda in cucina oppure organizzare una partita a carte.

Tutte cose che in una casa vacanza si possono fare in qualsiasi momento!

Avere a disposizione un’intera casa, infatti, ti permetterà di stare con la famiglia o con gli amici e di trascorrere insieme tutta la giornata. È un modo per fare gruppo, rafforzare i legami e condividere del tempo di qualità, senza però rinunciare al confort ed alla propria privacy.

Leggi anche: IL TURISMO LENTO VS IL TURISMO DI MASSA

SCANNO – COSA VISITARE IN UN GIORNO

Scanno è un bellissimo paesino abruzzese annoverato tra i borghi più belli d’Italia.

Sorge su un pendio della Montagna Grande, tra il monte Genzana ed il monte Marsicano, ed è immerso nello splendido scenario naturale costituito dal vicino Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Conosciuta sia per il suo centro storico che per il suo lago a forma di cuore, Scanno è una meta imperdibile per chiunque si trovi a fare un tour dell’Abruzzo.

IL BORGO DI SCANNO

Il borgo è costituito da un susseguirsi pittoresco di case, strade, scalinate, pizzette, archi e chiese.

Una particolarità di Scanno, infatti, è proprio l’elevato numero di chiese. Se ne contano ben 15! Un numero impressionante se si considera che stiamo parlando di un borgo di circa 1700 abitanti.

Infatti, ammirando Scanno da uno dei vari punti panoramici, si notano subito sia il modo “ordinato” in cui è disposto il paese, sia i tanti campanili che svettano sull’agglomerato delle case.   

L’ingresso del paese è dominato dalla grande chiesa di Santa Maria della Valle che, sebbene risalga al XII secolo, si mostra oggi con il suo aspetto cinquecentesco.

Poco distante da Santa Maria della Valle c’è la fontana Saracco che, per secoli, è stata la fontana principale del paese ed è caratterizzata da due grandi nicchie. Quella destra, datata 1549, è dotata di quattro cannelle che fuoriescono dalla bocca di altrettanti mascheroni antropomorfi che rappresentano, da sinistra verso destra, il re, la regina, il giullare ed il cappuccino.

Il palazzo davanti alla fontana Saracco in passato è stato la sede della reale caserma dei carabinieri e proprio qui si concluse, nel 1870, il fenomeno del brigantaggio in Abruzzo con la cattura di Croce di Tola, conosciuto come il Crucitto.

SCANNO E LA FOTOGRAFIA

Scanno è nota come “la città dei fotografi” perché, lungo tutto il Novecento, i suoi scorci e la sua gente sono stati immortalati dagli scatti realizzati da Hilde Lotz-Bauer, Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Renzo Tortelli, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Mario Cresci e molti altri.

Nel 1964 una fotografia scattata a Scanno da Mario Giacomelli, conosciuta come “Il bambino di Scanno”, è entrata a far parte della collezione permanente di opere fotografiche del Museum of Modern Art di New York.

LA PRESENTOSA

Molti aspetti della tradizione di Scanno sono sopravvissuti allo scorrere del tempo giungendo fino ad oggi.

Innanzitutto la Presentosa.

Si tratta di un gioiello di origine settecentesca, un vero e proprio capolavoro di arte orafa che venne descritto così da Gabriele D’Annunzio nel “Trionfo della morte”:

“Portava agli orecchi due grevi cerchi d’oro e sul petto la Presentosa: una grande stella di filigrana con in mezzo due cuori.”

La Presentosa, infatti, è una grande stella di filigrana che, quasi sempre, ha al centro uno o due cuori.

Pare che la realizzazione del gioiello sia stata ispirata dal magnifico rosone di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila.

La Presentosa è nata come un pegno di fedeltà dell’uomo nei confronti dell’amata, poi divenne simbolo di accettazione ed accoglienza da parte della famiglia del marito nei confronti della sposa, oggi è spesso accostata a sentimenti di amicizia.

In ogni caso questo gioiello di innegabile raffinatezza era soprattutto un potente amuleto contro le avversità della vita, in grado di attirare le forze del male per avvilupparle nelle sue spire filigranate. Nessun malaugurio, secondo la tradizione, potrà mai vincere la forza della Presentosa!

IL LAGO DI SCANNO

Scanno è conosciuta anche per il suo lago a forma di cuore che dista circa 4 chilometri dal centro storico.

Il lago si è formato oltre 3000 anni fa in seguito ad una frana del monte Rava che, precipitando a valle, ha sbarrato il corso del fiume Tasso.

Trascorrere una giornata al lago di Scanno, soprattutto evitando i periodi di alta stagione, ti darà la possibilità di fare una piacevole passeggiata nella natura, prendere il sole su una delle sue spiaggette, noleggiare un pedalò o rilassarti in uno dei locali vicini alla riva.

In realtà il lago di Scanno ha una forma allungata, ma c’è un particolare punto di osservazione in cui, per un gioco prospettico, assume la celebre forma di cuore.

Il nome “sentiero del cuore” identifica sia il sentiero che parte dal centro storico di Scanno, sia quello che parte dal lago. Entrambi si incontrano all’eremo di Sant’Egidio e continuano poi fino al punto panoramico.

L’eremo è un piccolo edificio in pietra, costruito sul culmine di una collina. Non si conosce la data precisa di fondazione dell’eremo di Sant’Egidio, ma si sa che nel 1612 era già esistente e veniva accudito da un eremita, come testimoniato dal vescovo Del Pezzo, che arrivò qui in visita.

LA CHIESA DI SANTA MARIA DEL LAGO

Prima di lasciare Scanno ti consiglio di visitare la suggestiva chiesetta di Santa Maria del Lago che sorge a strapiombo sull’acqua.

Una doppia scalinata conduce all’ingresso della chiesa che si trova a cavallo di una strada che costeggia la montagna, mentre il suo altare è praticamente scavato nella roccia.

La costruzione della chiesa, che risale all’inizio del settecento, avvenne, infatti, sul luogo in cui gli scannesi avevano apposto un’icona della Madonna per invocarne la protezione durante il pericoloso transito della vicina strada che passava (e passa tuttora!) al di sotto di un grosso picco roccioso e che rappresentava l’unico collegamento con Sulmona.

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