CAMMINO DI SAN BENEDETTO: RACCONTO DI UN’ESPERIENZA

Il Cammino di San Benedetto è uno degli itinerari più affascinanti del Centro Italia. Un percorso di circa 300 km che attraversa Umbria e Lazio, seguendo i luoghi simbolo della vita del Santo.

È un viaggio che unisce natura, storia e spiritualità, ma anche un’esperienza profondamente personale, fatta di lentezza, fatica e scoperta.

Non è necessario percorrerlo interamente: anche solo alcune tappe possono restituire il senso di questo cammino, come dimostra l’esperienza che racconto in questo articolo.

Cos’è il Cammino di San Benedetto

Il Cammino di San Benedetto collega tre luoghi fondamentali legati alla vita del Santo:

  • Norcia, sua città natale
  • Subiaco, dove visse in eremitaggio
  • Montecassino, dove fondò l’abbazia

Il percorso attraversa paesaggi molto diversi tra loro: montagne, borghi, boschi e vallate, offrendo un’esperienza varia e mai monotona.

È un cammino accessibile, con una difficoltà media, adatto anche a chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di viaggio, purché con un minimo di preparazione.

L’intero percorso è articolato in 16 tappe: Norcia, Cascia, Monteleone di Spoleto, Leonessa, Poggio Bustone, Rieti, Castel di Tora, Orvinio, Mandela, Subiaco, Trevi nel Lazio, Collepardo, Casamari, Arpino, Roccasecca e Montecassino.

Le tappe sono pensate per essere percorse a piedi (in circa 16 giorni) o in bici (in circa 7 giorni) e vedono l’alternarsi di sentieri, vie brecciate e strade asfaltate a bassa percorrenza.

L’esperienza del cammino

Al di là dei numeri e delle tappe, il Cammino di San Benedetto è soprattutto un’esperienza da vivere, cosa che hanno fatto Stefano ed Alessandro – padre e figlio, 48 e 12 anni –  che, zaino in spalla, hanno percorso le prime 5 tappe.

Sono partiti il 7 luglio scorso ed hanno camminato per circa 18 km al giorno, attraversando parte dell’Umbria e del Lazio.

Le credenziali dei pellegrini

Stefano ed Alessandro, prima di partire, si sono registrati sul sito www.camminodibenedetto.it per ottenere le “credenziali”, una sorta di passaporto dei pellegrini sul quale vengono apposti i timbri dei vari luoghi di passaggio e che dà diritto, una volta giunti a Montecassino, a ricevere il testimonium, cioè il documento di avvenuto pellegrinaggio. Le credenziali consentono anche di soggiornare a prezzi molto vantaggiosi nelle numerose strutture convenzionate, sparse lungo tutto il cammino.

Consigli ed informazioni utili

L’intero percorso è molto ben segnalato. Ovunque sono visibili i cartelli con il simbolo del Cammino, una “b” sovrastata da una croce di colore ocra.

In ogni caso, per sicurezza, i nostri due pellegrini avevano anche scaricato le tracce GPS del percorso presenti sul sito (è possibile scaricare le tracce GPS sia del percorso a piedi che in bici, costantemente aggiornate!).

Probabilmente i periodi migliori per partire sono la primavera e l’autunno.

A luglio l’afa non lascia tregua, tanto che non c’erano molti altri pellegrini lungo il cammino!

Infine, se state pensando anche voi di incamminarvi sulle orme di San Benedetto, alcuni consigli da parte di Stefano:

  • Se volete partire in gruppo preferite una compagnia poco numerosa (6 o 7 persone al massimo!) perché molte delle strutture ricettive sono piuttosto piccole e trovare alloggio tutti insieme diventerebbe difficile.
  • Se avete tempo a disposizione fate almeno 7 o 8 tappe, più si va avanti e più si entra nello spirito del Cammino.
  • Non organizzate proprio tutto, lasciate un po’ di spazio all’imprevisto. Spesso le esperienze migliori sono quelle capitano all’improvviso!
  • Il Cammino esiste grazie agli sforzi di tante piccole associazioni locali che, collaborando con gli ideatori del percorso, hanno ripristinato i vecchi sentieri. Il Cammino ha ridato vita a tanti piccoli borghi, spesso poco conosciuti, ma ricchi  di interesse per un viaggiatore attento. Quindi non abbiate fretta! Ogni tappa è una scoperta e solo viaggiando con calma avrete la possibilità di viverla a pieno!

A chi è adatto il Cammino di San Benedetto

Il Cammino di San Benedetto è un percorso adatto a diversi tipi di viaggiatori, non solo agli escursionisti più esperti.

È ideale per:

  • chi ama il trekking e il contatto con la natura
  • chi cerca un viaggio lento, lontano dai ritmi frenetici
  • vivere un’esperienza interiore, oltre che fisica
  • avvicinarsi per la prima volta al mondo dei cammini

Non è necessario affrontarlo tutto: anche percorrerne solo una parte può essere sufficiente per coglierne l’essenza.

Il Cammino di San Benedetto non è solo un itinerario da percorrere, ma un modo diverso di viaggiare.

Un viaggio fatto di passi lenti, incontri e silenzi, in cui ogni tappa diventa parte di qualcosa di più grande.

E forse è proprio questo il suo valore più autentico: non tanto la meta, quanto il percorso.

GRAZIE A STEFANO ED ALESSANDRO PER AVER CONDIVISO LA LORO ESPERIENZA E LE IMMAGINI DEL LORO VIAGGIO! 

3 pensieri su “CAMMINO DI SAN BENEDETTO: RACCONTO DI UN’ESPERIENZA

  1. Pingback: L’ABBAZIA DI CASAMARI - Viaggiastorie.Blog

  2. Pingback: COSA VEDERE IN PROVINCIA DI FROSINONE - Viaggiastorie.Blog

  3. Pingback: 5 IDEE PER LE TUE FUGHE D’AUTUNNO - Viaggiastorie.Blog

RispondiAnnulla risposta