A Roma ogni strada conduce a una piazza monumentale, ogni vicolo custodisce una chiesa ricca di opere d’arte, ogni scorcio racconta oltre duemila anni di storia. E la cosa più sorprendente è che buona parte di questo patrimonio può essere ammirata gratuitamente.
Se è vero che la Capitale ospita alcuni dei musei più importanti del mondo, è altrettanto vero che il suo museo più straordinario è a cielo aperto. Passeggiare per Roma significa attraversare secoli di arte, architettura e cultura senza acquistare alcun biglietto.
In questo articolo ti propongo tre itinerari d’arte gratuiti a Roma, perfetti per chi desidera vivere la città con calma, lasciandosi guidare dalla bellezza anziché dalla fretta.
Visitare Roma, infatti, non significa necessariamente spendere molto. Anzi, alcune delle sue meraviglie più celebri sono accessibili liberamente: piazze scenografiche, fontane monumentali, chiese decorate dai grandi maestri del Rinascimento e del Barocco, palazzi storici e panorami che sembrano usciti da un dipinto.
Organizzare un percorso a piedi permette inoltre di cogliere l’anima autentica della città, fatta di dettagli, prospettive e incontri inattesi che spesso sfuggono a chi si sposta soltanto con i mezzi.
SPIANDO ROMA DAL BUCO DELLA SERRATURA
Roma è una città che ama sorprendere, e uno dei suoi scorci più celebri è nascosto dietro una semplice porta.
Sull’Aventino, davanti all’ingresso del Priorato dei Cavalieri di Malta, basta avvicinare lo sguardo al celebre buco della serratura per assistere ad una prospettiva unica al mondo: un perfetto cannocchiale naturale che incornicia la cupola di San Pietro tra i filari di un elegante giardino.
Vale la pena concedersi una passeggiata sull’Aventino, uno dei colli più raffinati e silenziosi della città, magari fermandosi anche a visitare le chiese di Santa Sabina e dei Santi Bonifacio e Alessio, per poi arrivare nel vicino Giardino degli Aranci, da cui si apre uno dei panorami più romantici su Roma.
La Basilica di Santa Sabina è una delle chiese paleocristiane meglio conservate.
L’ingresso principale è chiuso da una porta lignea risalente al V secolo, che costituisce il più antico esempio di scultura lignea paleocristiana. Attualmente sono visibili 18 riquadri (in origine erano 28) tra cui quello raffigurante la Crocifissione, che è la più antica raffigurazione conosciuta di questo evento.
La Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio svetta sull’Aventino dal V secolo.
Nel giugno 2019, in un’intercapedine del campanile, è stato rivenuto un affresco del 1100 raffigurante Sant’Alessio e il Cristo pellegrino. Si tratta di una scoperta unica perché l’affresco è in ottimo stato di conservazione e dunque è in grado di offrire molte informazioni sulle sue tecniche di realizzazione.
Infine eccoci giunti al Giardino degli Aranci (o parco Savello), uno dei parchi più romantici di Roma da cui si gode un’incantevole vista sulla Capitale. Un luogo che invita alla calma e consente di prendersi una pausa per godere di tutta la bellezza circostante.
CARAVAGGIO
La maggior parte delle opere attribuite a Michelangelo Merisi da Caravaggio sono conservate a Roma e, anche se molte sono esposte nei musei, alcune sono sparse nella città e fruibili gratuitamente.
La prima tappa di questo percorso è la chiesa di San Luigi dei Francesi che affaccia sulla piazza omonima, poco distante da piazza Navona. Qui si possono ammirare ben 3 opere di Caravaggio: la Vocazione di San Matteo, San Matteo e l’Angelo ed il Martirio di San Matteo.
La seconda tappa è la Basilica dei Santi Trifone e Agostino, in via della Scrofa, che ospita la Madonna di Loreto, detta anche Madonna dei Pellegrini, uno dei più noti capolavori di Caravaggio. Fu proprio il pittore a donare l’opera alla chiesa come ringraziamento per l’asilo concesso durante la fuga da un arresto. Caravaggio, infatti, aveva ferito un uomo nella vicina piazza Navona per aver rivolto alla sua amante troppe attenzioni. Sembrerebbe che il volto della Vergine abbia proprio i lineamenti di Lena, la donna all’origine della contesa.
L’ultima tappa è la Basilica di Santa Maria del Popolo, situata in piazza del Popolo, dalla quale prende il nome. A sinistra dell’altare maggiore c’è la cappella Cerasi, detta anche dell’Assunta o dei Santi Pietro e Paolo, è una delle cappelle più celebri di Roma. Qui Annibale Carracci e Caravaggio, i due maggiori pittori attivi nella Roma dell’epoca, si confrontarono negli anni 1600-1601, dando vita a uno dei capolavori inaugurali del Seicento romano. In particolare possiamo ammirare: la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo.
Santa Maria del Popolo merita di essere visitata a prescindere dalle opere di Michelangelo Mersi! Alla sua realizzazione parteciparono Bramante, Raffaello e Bernini ed incarna un perfetto esempio di contaminazione tra Rinascimento e Barocco.
LE FONTANE
Il rapporto tra Roma e l’acqua è inscindibile, non solo a causa del Tevere che l’attraversa, ma soprattutto in virtù degli ingegnosi sistemi progettati, sin dall’antichità, per portare l’acqua nella Città Eterna. Secondo il poeta inglese Shelley, per giustificare un viaggio a Roma sarebbe sufficiente anche solo la visita delle fontane della città.
Partendo da piazza Barberini incontriamo la Fontana del Tritone. Imboccata via Sistina, ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, la Barcaccia domina piazza di Spagna. Entrambe le fontane sono opera del Bernini.
In ogni caso la più grande, celebre ed iconica fontana della Capitale resta Fontana di Trevi, costruita sulla facciata di Palazzo Poli da Nicola Salvi.
La storia della fontana è strettamente collegata a quella del restauro dell’Aqua Virgo, ovvero l’acquedotto dell’Acqua Vergine, che risale ai tempi dell’imperatore Augusto: infatti l’architetto Marco Vipsanio Agrippa (genero di Augusto) fece arrivare l’acqua corrente da un bacino sulla via Collatina, fino al Campo Marzio, per alimentare le terme volute e completate dallo stesso Agrippa, cui si deve anche l’edificazione del Pantheon, come vistosamente ricordato nel frontone! L’acquedotto, attivo da più di duemila anni, si snoda sottoterra per quasi venti chilometri.
Per chiudere l’itinerario tra le fontane più belle di Roma, non possono mancare la Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini in piazza Navona e il Fontanone dell’Acqua Paola al Gianicolo.
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