PESCARA E LA CASA DI D’ANNUNZIO

Quando si pensa alle grandi città d’arte italiane, Pescara raramente compare tra le prime opzioni. Non ha la monumentalità di Roma né l’eleganza stratificata di Firenze, eppure è proprio questa sua natura laterale, quasi defilata, a renderla una meta sorprendente per chi ama viaggiare con curiosità e spirito critico.

Pescara è una città giovane, moderna, affacciata sull’Adriatico, più nota per il mare, la vita estiva e il dinamismo urbano che per i suoi musei. Ma sotto questa superficie concreta e contemporanea, conserva un legame profondo con una delle figure più complesse e ingombranti della cultura italiana: Gabriele D’Annunzio.

Ed è proprio nel cuore del centro storico, lontano dai lungomari e dai locali, che si trova un luogo capace di raccontare il poeta in modo intimo e sorprendente: la Casa natale di D’Annunzio, monumento nazionale e tappa imprescindibile per chi vuole conoscere Pescara da un punto di vista meno scontato.

la casa natale di D’Annunzio a Pescara: un monumento nazionale poco conosciuto

Pescara, casa natale di D'Annunzio foto di Viaggiastorie

La casa natale di D’Annunzio Pescara si trova in Corso Gabriele Manthoné, nel quartiere storico che un tempo era Castellammare Adriatico. Qui, nel 1863, nacque Gabriele D’Annunzio, destinato a diventare poeta, scrittore, drammaturgo, politico e protagonista assoluto della scena culturale italiana tra Otto e Novecento.

A differenza del celebre Vittoriale degli Italiani, residenza-museo monumentale e scenografica sul lago di Garda, la casa pescarese è un luogo più sobrio, domestico, quasi raccolto. Proprio per questo, però, risulta estremamente affascinante: è il punto zero, l’origine, lo spazio in cui tutto ha avuto inizio.

Dichiarata Monumento Nazionale nel 1927, la casa è oggi un museo che conserva ambienti originali, arredi, documenti e testimonianze capaci di restituire il contesto familiare e culturale in cui D’Annunzio è cresciuto.

Dentro la casa: un viaggio nell’infanzia del Vate

La visita si sviluppa attraverso diverse stanze distribuite su due livelli, in un edificio tipico dell’architettura ottocentesca abruzzese. Gli ambienti non sono ridondanti né teatrali, ma raccontano con efficacia la vita quotidiana di una famiglia borghese dell’epoca.

Tra le sale si trovano:

  • ambienti ricostruiti con mobili originali o d’epoca;
  • documenti, fotografie e lettere;
  • prime edizioni di opere dannunziane;
  • riferimenti costanti all’Abruzzo, terra che il poeta non smise mai di evocare, anche quando ne prese le distanze fisiche.

Colpisce il contrasto tra la dimensione quasi austera della casa e la personalità debordante che da lì sarebbe emersa. È proprio questo scarto a rendere la visita interessante: la casa natale del Vate non celebra il mito, ma ne mostra le radici.

Un’alternativa al Vittoriale (più silenziosa e autentica)

Chi conosce già il Vittoriale potrebbe rimanere sorpreso dal tono completamente diverso della casa pescarese. Se il Vittoriale è autocelebrazione, spettacolo, messa in scena del personaggio, la casa natale è memoria, contesto, formazione.

Non sono luoghi in competizione, ma complementari. Visitare la casa di Pescara permette di comprendere meglio l’evoluzione di D’Annunzio, il passaggio dall’ambiente familiare abruzzese alla costruzione consapevole del personaggio pubblico.

Ed è forse proprio per questo che la casa natale del poeta resta meno frequentata: non offre effetti speciali, ma richiede attenzione, lentezza e un certo gusto per la storia culturale.

Informazioni pratiche per organizzare la visita

Visitare la casa è semplice e si inserisce facilmente in un itinerario urbano.

Dove si trova

Corso Manthoné, nel centro storico di Pescara vecchia, una zona oggi animata da botteghe, locali e spazi culturali.

Durata della visita

Circa 45 minuti – 1 ora, perfetta anche come tappa singola o abbinata a una passeggiata nel quartiere.

Biglietti e orari

Gli orari possono variare in base alla stagione, quindi è consigliabile verificarli prima della visita. L’ingresso ha un costo contenuto e spesso sono previste riduzioni. Per maggiori informazioni: Museo casa natale di Gabriele d’Annunzio

Come arrivare

La casa è raggiungibile a piedi dal centro o con i mezzi pubblici. Se sei in auto, meglio parcheggiare fuori dal centro storico e proseguire a piedi.

Perché vale la pena inserirla nel tuo viaggio a Pescara

La casa natale di D’Annunzio è il classico luogo che non ti aspetti e che proprio per questo resta impresso. Non è una visita “da checklist”, ma un’esperienza che aggiunge profondità al viaggio.

È ideale per chi ama:

  • la letteratura italiana;
  • i luoghi legati agli scrittori;
  • le città raccontate attraverso le persone che le hanno rese celebri;
  • le mete culturali fuori dai circuiti di massa.

Pescara, osservata da qui, cambia volto: da città di passaggio a luogo di origine, da località balneare a spazio letterario.

Pescara, D’Annunzio e il fascino delle mete laterali

Forse Pescara non è una città d’arte nel senso tradizionale del termine. Ma proprio per questo può sorprendere. Visitare la casa natale del Vate significa scegliere un turismo più consapevole, meno affollato e più narrativo.

Un luogo che non grida, non si impone, ma racconta. E che dimostra come, a volte, le tappe più interessanti siano proprio quelle che non finiscono nelle prime righe delle guide.

Altri articoli sull’Abruzzo:

ABRUZZO: CINQUE CASTELLI DA VISITARE

L’Abruzzo è una regione che ama nascondere i suoi tesori. Montagna aspra, borghi silenziosi, strade che sembrano portare altrove: non stupisce che proprio qui si trovi una delle concentrazioni di castelli più affascinanti d’Italia. Fortezze arroccate, rocche solitarie, manieri rinascimentali: i castelli dell’Abruzzo raccontano secoli di guerre, confini, potere e isolamento.

Quelli che seguono sono solo cinque esempi, scelti tra i più suggestivi e rappresentativi. Non una classifica definitiva, ma un invito alla scoperta di una regione che, anche attraverso i suoi castelli, continua a sorprendere chi sa guardare oltre le mete più scontate.

Rocca Calascio: il simbolo assoluto dell’Abruzzo

Castelli Abruzzo Rocca Calascio foto di Viaggiastorie

Impossibile non iniziare da Rocca Calascio, probabilmente il castello più iconico dell’intera regione.

Situata a oltre 1.400 metri di altitudine, è una delle fortificazioni più alte d’Europa e domina l’altopiano con una presenza quasi irreale.

Più che un castello nel senso tradizionale, Rocca Calascio è un luogo dell’anima: ruderi essenziali, torri mozzate, silenzi interrotti solo dal vento. Non a caso è stata scelta come set cinematografico per film internazionali. Qui la storia medievale si fonde con il paesaggio, creando un equilibrio perfetto tra architettura e natura. Arrivarci richiede una breve camminata, ma la vista ripaga ogni passo.

Per saperne di più leggi anche: IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO

Castello Piccolomini di Celano: potere e Rinascimento

Il Castello Piccolomini di Celano è l’esatto opposto di Rocca Calascio: monumentale, compatto, imponente. Costruito tra il Quattrocento e il Cinquecento, rappresenta uno dei migliori esempi di architettura militare rinascimentale dell’Italia centrale.

Le sue torri massicce, il fossato e gli ambienti interni raccontano una storia di potere e controllo del territorio. Oggi ospita il Museo d’Arte Sacra della Marsica e permette una visita completa, tra sale affrescate e panorami spettacolari sulla piana del Fucino. È uno di quei luoghi che fanno capire quanto l’Abruzzo sia stato strategicamente centrale nella storia italiana.

Castello di Roccascalegna: una fortezza sospesa sulla roccia

Il Castello di Roccascalegna è uno di quei luoghi che sembrano usciti da un racconto medievale.

Arroccato su uno sperone di roccia a picco sul fiume Sangro, domina l’omonimo borgo con una posizione tanto spettacolare quanto strategica. Più che un castello, è una sentinella di pietra, costruita per controllare il territorio e incutere rispetto.

Di origine longobarda, la struttura è stata modificata nel corso dei secoli, ma conserva ancora oggi un impianto essenziale e suggestivo: torri, mura irregolari e una scala scavata nella roccia che conduce all’ingresso, rendendo la visita un’esperienza quasi cinematografica. Il panorama dall’alto è uno dei più emozionanti d’Abruzzo, soprattutto al tramonto, quando la luce trasforma la valle in un dipinto.

Roccascalegna non è un castello “da museo”: è un luogo che si vive con lo sguardo e con il silenzio. Perfetto per chi cerca atmosfere autentiche e un Abruzzo meno patinato, ma profondamente evocativo.

Il Castello Cinquecentesco dell’Aquila: rigore e controllo

Castelli Abruzzo Foto di Viaggiastorie

Nel cuore della città si erge il Castello cinquecentesco dell’Aquila, una fortezza severa, voluta dagli Spagnoli come simbolo di controllo più che di difesa contro nemici esterni. Massiccio, geometrico, austero, racconta una fase delicata della storia cittadina.

Oggi il castello è tornato protagonista dopo i restauri successivi al terremoto e ospita il MUNDA – Museo Nazionale d’Abruzzo. Visitandolo si percepisce il contrasto tra la rigidità militare dell’edificio e la ricchezza culturale delle opere conservate al suo interno. Un luogo che parla di potere, ma anche di rinascita.

Castello Piccolomini di Capestrano: eleganza e territorio

Meno noto rispetto a quello di Celano, il Castello Piccolomini di Capestrano merita una visita per la sua eleganza e per il rapporto diretto con il paesaggio circostante. Costruito nel XV secolo, domina il borgo e la valle del Tirino con una presenza più armoniosa che intimidatoria.

Le mura, le torri angolari e il cortile interno raccontano una storia nobiliare legata al controllo del territorio, ma anche a una vita di corte più raffinata. È una tappa perfetta per chi ama scoprire luoghi meno affollati, capaci di restituire un’immagine più intima dell’Abruzzo storico.

L’Abruzzo raccontato dai suoi castelli

Visitare i castelli dell’Abruzzo significa attraversare secoli di storia senza filtri, in una regione che non ha mai sentito il bisogno di semplificarsi per piacere. Ogni castello è diverso dall’altro: solitario, monumentale, elegante o severo. Tutti, però, raccontano un territorio autentico, spesso fuori dai grandi flussi turistici.

Questi cinque sono solo un punto di partenza. L’Abruzzo ne custodisce molti altri, pronti a essere scoperti con calma, curiosità e uno sguardo attento. Perché qui, più che altrove, il viaggio è sempre anche un incontro con il silenzio e con la storia.

L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA 2026

Sabato 17 gennaio 2026 l’Aquila si accenderà ufficialmente come Capitale Italiana della Cultura, inaugurando un anno di eventi, mostre e iniziative che celebrano la rinascita di una città segnata dal terremoto del 2009.

Non è la classica meta turistica da cartolina, ma proprio per questo sorprende chi ha occhi per scoprire storie, arte e atmosfere autentiche.

L’Aquila non compete con Firenze o Roma in termini di fama, ma offre un patrimonio storico e culturale che affascina: piazze armoniose, chiese maestose, vicoli che raccontano secoli di storia e una popolazione che ha saputo ricostruire e reinventarsi senza perdere la propria identità.

Se stai pianificando una visita, questo itinerario nel centro storico ti guiderà tra alcuni dei luoghi più iconici di una città pronta a mostrarsi in tutto il suo splendore.

Un itinerario nel cuore dell’Aquila

1. Basilica di San Bernardino

Impossibile iniziare senza San Bernardino, simbolo della rinascita aquilana. La chiesa, ricostruita dopo il sisma, è un capolavoro di architettura rinascimentale e gotica e custodisce affreschi e opere d’arte di rara bellezza. La visita permette di capire non solo la storia religiosa della città, ma anche il legame profondo tra L’Aquila e la sua resilienza culturale.

2. Fontana delle 99 Cannelle

L'Aquila foto di Viaggiastorie

Simbolo della città, la Fontana delle 99 Cannelle racconta leggenda e storia in un’unica immagine. Ogni canna rappresenta un’antica comunità aquilana, ed è il luogo perfetto per una passeggiata rilassata tra i vicoli del centro storico, dove l’arte urbana incontra la tradizione.

3. Il MUNDA (Museo Nazionale d’Abruzzo)

Da poco riportato nella sua sede originale al Castello cinquecentesco, il MUNDA è un concentrato di arte e archeologia abruzzese. Opere medievali, rinascimentali e moderne dialogano in uno spazio elegante, che permette di apprezzare la profondità culturale della regione. Inoltre il bastione est del Castello ospita un monumentale scheletro fossile di Mammut.

La visita è ideale anche per chi ama i musei meno affollati, ma ricchi di contenuti.

4. Basilica di Collemaggio a l’Aquila

La Basilica di Collemaggio è uno dei simboli più riconoscibili di L’Aquila. Celebre per il suo stile romanico-gotico e per essere il luogo di incoronazione della Perdonanza Celestiniana, offre ai visitatori un’esperienza intensa tra arte, storia e spiritualità. La facciata, con i suoi giochi di colore in pietra bianca e rosa, è un colpo d’occhio indimenticabile, mentre l’interno custodisce affreschi e dettagli architettonici che raccontano secoli di storia abruzzese. Una tappa imperdibile per chi vuole comprendere la profondità culturale della città.

5. Fontana Luminosa

L'Aquila foto di Viaggiastorie

Tra il corso Vittorio Emanuele II ed il Castello cinquecentesco, la Fontana Luminosa è un’icona della città moderna, inaugurata negli anni ’30 e recentemente restaurata. Di giorno è un elegante punto di riferimento urbano, di sera diventa uno spettacolo di luci e acqua che incanta i passanti. Perfetta per una passeggiata serale o per chi vuole godersi un momento di relax nel cuore di L’Aquila, la Fontana Luminosa unisce bellezza architettonica e atmosfera cittadina, rendendo il centro storico ancora più vivace e suggestivo.

L’Aquila, un gioiello da scoprire

Il 2026 segna un nuovo capitolo per L’Aquila: capitale della cultura, simbolo di resilienza e rinascita. Visitare la città significa scoprire una meta che non urla, non compete, ma conquista con eleganza e profondità. Tra monumenti, musei e vicoli silenziosi, L’Aquila offre un viaggio nel tempo e nella storia, perfetto per chi ama il turismo culturale fuori dai percorsi di massa.

Non è una città che ti aspetti di trovare tra le prime mete italiane, ma è una di quelle che resta nel cuore: un invito a guardare oltre la superficie e a scoprire la bellezza nascosta, tra memoria, arte e rinascita.

Leggi anche:

DOVE ANDARE A PASQUA IN ITALIA

Se ti stai chiedendo dove andare a Pasqua in Italia, sappi che questo è uno dei momenti migliori per organizzare un viaggio.

La primavera regala giornate più lunghe, temperature miti e paesaggi in piena fioritura. E’ il periodo ideale per scoprire borghi, città d’arte e destinazioni naturalistiche senza il caldo eccessivo dell’estate.

Che tu stia cercando un weekend rilassante, una meta culturale o un luogo immerso nella natura, l’Italia offre tantissime possibilità.

PICCOLI BORGHI: PER UNA PASQUA AUTENTICA E SUGGESTIVA

Se ami i luoghi fuori dai circuiti più affollati, i borghi sono la scelta perfetta. Atmosfere intime, ritmi lenti e panorami unici rendono queste destinazioni ideali per una Pasqua all’insegna della tranquillità.

CIVITA DI BAGNOREGIO

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Fonte: Pixabay

Si trova in provincia di Viterbo, a pochi passi dal lago di Bolsena.

Sorge sulla vetta di un’altura di tufo ed è raggiungibile solo attraverso un lungo ponte pedonale dal quale si gode di uno dei panorami più spettacolari di tutto il Lazio.

Inoltre, durante le giornate di nebbia, questo borgo fiabesco sembra letteralmente galleggiare nel vuoto…

Per saperne di più leggi: CIVITA DI BAGNOREGIO

PIENZA

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Fonte: Pixabay

Si trova a pochi chilometri da Montalcino e Montepulciano, nella bellissima regione della Val d’Orcia a sud di Siena, tra sinuose colline e favolosi panorami. Pienza gode di una posizione davvero strategica: arroccata sulla cima ad un colle, che domina tutta la valle dell’Orcia con una vista mozzafiato.

Questo incantevole borgo, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1996, è conosciuto come la “città ideale” del Rinascimento.

Per saperne di più leggi: PIENZA: LA CITTA’ IDEALE

SCANNO

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Scanno è un bellissimo paesino abruzzese annoverato tra i borghi più belli d’Italia.

Sorge su un pendio della Montagna Grande, tra il monte Genzana ed il monte Marsicano, ed è immerso nello splendido scenario naturale costituito dal vicino Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il borgo è costituito da un susseguirsi pittoresco di case, strade, scalinate, pizzette, archi e chiese. A circa 4 chilometri dal centro storico si trova il suo celebre lago a forma di cuore, formatosi oltre 3000 anni fa in seguito ad una frana del monte Rava che, precipitando a valle, ha sbarrato il corso del fiume Tasso.

Per saperne di più leggi: SCANNO – COSA VISITARE IN UN GIORNO

DOVE ANDARE A PASQUA IN ITALIA: NATURA – PER CHI CERCA RELAX E PAESAGGI

Per chi desidera staccare davvero dalla routine, la natura è la scelta migliore. Parchi, giardini e paesaggi incontaminati permettono di vivere un viaggio più lento e rigenerante.

L’OASI DI NINFA

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È un “Monumento Naturale” situato nel comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta.

Si tratta di un tipico giardino all’inglese, il luogo ideale per trascorrere una giornata rilassante circondati dalla bellezza della natura, ma anche una meta perfetta per una gita fuori porta con tutta la famiglia.

L’attuale giardino è nato sulle rovine della cittadina medievale di Ninfa che, dopo un primo periodo di prosperità, cadde in uno stato di totale abbandono da cui venne riscattata, dopo circa 5 secoli, da Gelasio Caetani. Era l’anno 1921.

Per saperne di più leggi: VIAGGIO NELL’OASI DI NINFA

PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO LAZIO E MOLISE

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Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con la sua natura incontaminata, è la meta ideale per una vacanza all’insegna del relax, del benessere e dello sport.

Inoltre all’interno del Parco c’è un’infinità di luoghi da vedere o percorsi da fare. Tra i più suggestivi ci sono quelli che partono dall’incantevole Val Fondillo, e quelli che attraversano la celebre “Camosciara”, la zona di riserva integrale del Parco.

Per saperne di più leggi: PARCO NAZIONELE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: 3 IDEE PER SCOPRIRE UNA DELLE AREE PROTETTE PIU’ ANTICHE D’ITALIA

CITTA’ D’ARTE: PER UN VIAGGIO CULTURALE

Se preferisci un viaggio all’insegna della storia e della cultura, le città d’arte sono sempre una scelta vincente. Musei, monumenti e tradizioni rendono la Pasqua un momento ancora più interessante per visitarle.

ROMA

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La Città Eterna è una fonte inesauribile di bellezze artistiche.

Ovunque si sposti lo sguardo ci sono chiese, fontane, piazze, musei e siti archeologici unici al mondo.

Tra gli infiniti luoghi da visitare a Roma ce ne sono alcuni che, oltre ad essere incredibilmente belli, sono anche gratuiti…

Per saperne di più leggi: ROMA: 3 PERCORSI D’ARTE GRATUITI

FIRENZE

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Fonte: Pixabay

Firenze è una delle città più belle del mondo, capace di attrarre milioni di persone ogni anno.

Ogni palazzo, ogni chiesa e ogni vicolo di questa magnifica città ha mille storie da raccontare ed il periodo di Pasqua può essere il momento ideale per visitarla!

Se cerchi informazioni, idee e suggerimenti per organizzare la tua visita a Firenze leggi anche: 5 SEGRETI DI FIRENZE e GUIDA ALLA GALLERIA DEGLI UFFIZI

MARE: PER UNA PRIMA FUGA PRIMAVERILE

Anche se non è ancora estate, il mare a Pasqua ha un fascino particolare. Le località costiere sono meno affollate e permettono di godere dei paesaggi in modo più autentico.

LA RIVIERA DI ULISSE

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È un meraviglioso tratto costiero lungo circa 50 chilometri.

Si trova nel Lazio, in provincia di Latina. Si tratta di un luogo che è riuscito a conservare intatto il suo fascino antico e misterioso, anche grazie al fatto di essere rimasto per lo più al di fuori dei grandi circuiti del turismo di massa.

Per saperne di più leggi: LA RIVIERA DI ULISSE

AGROPOLI

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Fonte: Pixabay

Sorge sul confine tra la Costiera Cilentana ed il Golfo di Salerno. Come lascia intendere il suo nome, la città sorge sulla sommità di un costone roccioso a picco sul blu del Tirreno.

In passato è stata una colonia della Magna Grecia, oggi, invece, rappresenta una porta aperta sul Parco Nazionale del Cilento e su tutta la costa meridionale campana.

Per saperne di più: AGROPOLI: IL MARE DEL CILENTO

ISOLE TREMITI

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Fonte: Pixabay

Infine facciamo tappa alle Isole Tremiti.

San Domino, San Nicola, il Cretaccio, la Vecchia, Pianosa e Capraia (le ultime due da non confondere con le omonime isole dell’Arcipelago Toscano!).

I fondali attorno alle isole sono considerati un vero paradiso degli amanti delle immersioni e dello snorkeling. Infatti offrono scenari spettacolari fatti di insenature, grotte sottomarine e relitti.

Tutta l’area dell’arcipelago fa parte della Riserva Marina Protetta del Parco Nazionale del Gargano.

Per saperne di più: 15 METE DA VISITARE IN PUGLIA

DOVE ANDARE A PASQUA IN ITALIA IN BASE ALL’ESPERIENZA CHE CERCHI

Se sei indeciso su quale meta scegliere, puoi orientarti in base al tipo di esperienza che cerchi:

  • Relax e natura: scegli parchi e giardini
  • Atmosfera autentica: opta per i piccoli borghi
  • Cultura e arte: punta sulle città storiche
  • Fuga romantica: borghi o mare fuori stagione

In questo modo puoi organizzare un viaggio più in linea con le tue esigenze.

CONSIGLI PER ORGANIZZARE UN VIAGGIO A PASQUA

La Pasqua è uno dei primi periodi di alta stagione, quindi è importante organizzarsi con un po’ di anticipo.

Ecco alcuni consigli utili:

  • Prenota con anticipo, soprattutto per le mete più richieste
  • Valuta destinazioni meno turistiche, come borghi e zone interne
  • Controlla eventi e tradizioni locali, spesso molto suggestivi in questo periodo
  • Organizza gli spostamenti, perché molti italiani viaggiano negli stessi giorni

DOVE ANDARE A PASQUA IN ITALIA: CONCLUSIONI

La Pasqua è un momento perfetto per concedersi una pausa e riscoprire il piacere del viaggio.

Che si tratti di un borgo, di una città d’arte, di un paesaggio naturale o di una località di mare, ogni destinazione può offrire qualcosa di unico.

L’importante è scegliere il tipo di esperienza che si desidera vivere e lasciarsi guidare, ancora una volta, dalla voglia di partire.

IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO

Il Castello di Rocca Calascio è uno dei castelli più elevati d’Europa e, secondo il National Geographic, anche uno dei 15 castelli più belli al mondo!

Questa meraviglia si trova in una frazione del piccolo comune di Calascio, in provincia dell’Aquila.

Il castello, dall’alto dei suoi 1500 metri, domina un paesaggio spettacolare che spazia dalla piana di Campo Imperatore al Gran Sasso, dalla Majella alla dorsale del Sirente.

Se state pensando di organizzare un viaggio in Abruzzo, allora dovete assolutamente includere Rocca Calascio nel vostro itinerario.

In questo articolo troverete tutte le informazioni per organizzare la vostra visita a Rocca Calascio!

ROCCA CALASCIO: UN PO’ DI STORIA

Molto probabilmente il castello sorge sui resti di un’antica fortificazione di epoca romana che, data la posizione, doveva servire a controllare il territorio sottratto ai Vestini nel 300 a.C..

La struttura attuale risale al periodo normanno. Il castello, infatti, venne edificato per volere di Ruggero II d’Altavilla dopo la conquista normanna del 1140 e faceva parte di un complesso sistema di fortificazioni difensive che controllavano le vallate abruzzesi.

Nel corso dei secoli il castello passò sotto il dominio di molte nobili casate tra cui i Pagliara, i Colonna, i Cattaneo, i Medici, i Piccolomini ed i Borbone.

Nel 1703 il castello fu gravemente danneggiato dal terremoto che distrusse quasi interamente l’antico borgo. Successivamente, terminata la sua funzione difensiva, fu progressivamente abbandonato.

Le sorti del castello mutarono quando, negli anni 80, venne scelto come set cinematografico prima per Ladyhawke e poi per Il nome della rosa. Il cinema riaccese (letteralmente!) i riflettori sul castello e, poco dopo, iniziarono i lavori di restauro e consolidamento.

COSA VISITARE (OLTRE AL CASTELLO)

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Accanto al castello si trova la piccola chiesa di Santa Maria della Pietà, un pittoresco tempietto eretto nel 1596. La chiesa sorge sui resti di una preesistente edicola, proprio sul luogo che la tradizione indica come il teatro di una sanguinosa battaglia in cui la popolazione locale sconfisse una banda di briganti provenienti dal vicino Stato Pontificio.

La chiesa ha una pianta ottagonale, sormontata da una cupola ad otto spicchi, ed un portale di accesso in stile barocco. Purtroppo l’interno è visitabile solo in poche occasioni, ma comunque vale la pena soffermarsi nei pressi della chiesa anche solo per ammirare lo splendido paesaggio che la circonda.

Dedicate un po’ di tempo anche alla visita del piccolo borgo medievale situato proprio sotto al castello. Un tempo aveva lo scopo di proteggere la popolazione dalle invasioni nemiche. Oggi, invece, è stato in parte convertito in un albergo diffuso in cui è possibile soggiornare o fermarsi per una breve pausa e, casomai, assaporare qualche prodotto tipico del territorio.

ROCCA CALASCIO: INFORMAZIONI UTILI

Il Castello di Rocca Calascio è visitabile tutto l’anno, salvo condizioni meteo davvero avverse. La visita è libera, dalle 9.00 fino al tramonto.

A Rocca Calascio ogni periodo dell’anno ha il suo fascino. In primavera ed in estate si può ammirare un panorama nel pieno del suo rigoglio, in autunno tutto si tinge dei colori caldi del foliage, mentre in inverno la neve avvolge il castello e le vallate creando un paesaggio fiabesco.  

In qualunque periodo decidiate di visitare il castello, vi consiglio un abbigliamento da montagna, con scarpe da trekking ed una giacca anti vento (anche in piena estate!).

Il piccolo borgo che precede il castello è chiuso al traffico, perciò è necessario parcheggiare e proseguire a piedi. Lungo la strada ci sono dei piccoli parcheggi gratuiti. Il più vicino è quello situato sull’ultimo tornante. Tuttavia i posti per le auto sono pochi, quindi vi consiglio di visitare il castello nei giorni feriali o di mattina presto.

Se i posti auto dovessero essere tutti pieni, dovrete tornare a Calascio, parcheggiare e salire a piedi. In alternativa si può prendere la navetta Calascio-Rocca Calascio, al costo di € 4,00 per gli adulti e 2,00 per i bambini per andata e ritorno, attiva dalle 9.00 alle 18.00 con corse ogni 20 minuti. La navetta è in funzione nel periodo estivo e parte dalla piazza di Calascio, dove è possibile acquistare i biglietti.

Infine, se avete tempo ed amate camminare immersi nella natura, potete raggiungere il castello seguendo le antiche strade della transumanza. Potete seguire una parte del Tratturo Magno, che attraversa Abruzzo, Molise e Puglia, oppure potete percorrere il sentiero ad anello che collega i borghi di Santo Stefano di Sessanio, Calascio e Castelvecchio Calvisio. Il sentiero è abbastanza semplice e dura circa 3 ore e mezza.

Per altre idee su cosa visitare in Abruzzo:

DOVE SOGGIORNARE

Le case vacanza “Le Masserie” si trovano a Villetta Barrea, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Villetta Barrea, infatti, occupa una posizione strategica all’interno del Parco, tanto che con brevi spostamenti in auto è possibile raggiungere la Camosciara, Pescasseroli, il lago di Scanno, Forca d’Acero, la Val Fondillo e tanti altri luoghi tra i più belli del centro Italia.

Per saperne di più clicca qui!

SCANNO – COSA VISITARE IN UN GIORNO

Scanno è un bellissimo paesino abruzzese annoverato tra i borghi più belli d’Italia.

Sorge su un pendio della Montagna Grande, tra il monte Genzana ed il monte Marsicano, ed è immerso nello splendido scenario naturale costituito dal vicino Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Conosciuta sia per il suo centro storico che per il suo lago a forma di cuore, Scanno è una meta imperdibile per chiunque si trovi a fare un tour dell’Abruzzo.

IL BORGO DI SCANNO

Il borgo è costituito da un susseguirsi pittoresco di case, strade, scalinate, pizzette, archi e chiese.

Una particolarità di Scanno, infatti, è proprio l’elevato numero di chiese. Se ne contano ben 15! Un numero impressionante se si considera che stiamo parlando di un borgo di circa 1700 abitanti.

Infatti, ammirando Scanno da uno dei vari punti panoramici, si notano subito sia il modo “ordinato” in cui è disposto il paese, sia i tanti campanili che svettano sull’agglomerato delle case.   

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L’ingresso del paese è dominato dalla grande chiesa di Santa Maria della Valle che, sebbene risalga al XII secolo, si mostra oggi con il suo aspetto cinquecentesco.

Poco distante da Santa Maria della Valle c’è la fontana Saracco che, per secoli, è stata la fontana principale del paese ed è caratterizzata da due grandi nicchie. Quella destra, datata 1549, è dotata di quattro cannelle che fuoriescono dalla bocca di altrettanti mascheroni antropomorfi che rappresentano, da sinistra verso destra, il re, la regina, il giullare ed il cappuccino.

Il palazzo davanti alla fontana Saracco in passato è stato la sede della reale caserma dei carabinieri e proprio qui si concluse, nel 1870, il fenomeno del brigantaggio in Abruzzo con la cattura di Croce di Tola, conosciuto come il Crucitto.

SCANNO E LA FOTOGRAFIA

Scanno è nota come “la città dei fotografi” perché, lungo tutto il Novecento, i suoi scorci e la sua gente sono stati immortalati dagli scatti realizzati da Hilde Lotz-Bauer, Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Renzo Tortelli, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Mario Cresci e molti altri.

Nel 1964 una fotografia scattata a Scanno da Mario Giacomelli, conosciuta come “Il bambino di Scanno”, è entrata a far parte della collezione permanente di opere fotografiche del Museum of Modern Art di New York.

LA PRESENTOSA

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Molti aspetti della tradizione di Scanno sono sopravvissuti allo scorrere del tempo giungendo fino ad oggi.

Innanzitutto la Presentosa.

Si tratta di un gioiello di origine settecentesca, un vero e proprio capolavoro di arte orafa che venne descritto così da Gabriele D’Annunzio nel “Trionfo della morte”:

“Portava agli orecchi due grevi cerchi d’oro e sul petto la Presentosa: una grande stella di filigrana con in mezzo due cuori.”

La Presentosa, infatti, è una grande stella di filigrana che, quasi sempre, ha al centro uno o due cuori.

Pare che la realizzazione del gioiello sia stata ispirata dal magnifico rosone di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila.

La Presentosa è nata come un pegno di fedeltà dell’uomo nei confronti dell’amata, poi divenne simbolo di accettazione ed accoglienza da parte della famiglia del marito nei confronti della sposa, oggi è spesso accostata a sentimenti di amicizia.

In ogni caso questo gioiello di innegabile raffinatezza era soprattutto un potente amuleto contro le avversità della vita, in grado di attirare le forze del male per avvilupparle nelle sue spire filigranate. Nessun malaugurio, secondo la tradizione, potrà mai vincere la forza della Presentosa!

IL LAGO DI SCANNO

Scanno è conosciuta anche per il suo lago a forma di cuore che dista circa 4 chilometri dal centro storico.

Il lago si è formato oltre 3000 anni fa in seguito ad una frana del monte Rava che, precipitando a valle, ha sbarrato il corso del fiume Tasso.

Trascorrere una giornata al lago di Scanno, soprattutto evitando i periodi di alta stagione, ti darà la possibilità di fare una piacevole passeggiata nella natura, prendere il sole su una delle sue spiaggette, noleggiare un pedalò o rilassarti in uno dei locali vicini alla riva.

In realtà il lago di Scanno ha una forma allungata, ma c’è un particolare punto di osservazione in cui, per un gioco prospettico, assume la celebre forma di cuore.

Il nome “sentiero del cuore” identifica sia il sentiero che parte dal centro storico di Scanno, sia quello che parte dal lago. Entrambi si incontrano all’eremo di Sant’Egidio e continuano poi fino al punto panoramico.

L’eremo è un piccolo edificio in pietra, costruito sul culmine di una collina. Non si conosce la data precisa di fondazione dell’eremo di Sant’Egidio, ma si sa che nel 1612 era già esistente e veniva accudito da un eremita, come testimoniato dal vescovo Del Pezzo, che arrivò qui in visita.

LA CHIESA DI SANTA MARIA DEL LAGO

Prima di lasciare Scanno ti consiglio di visitare la suggestiva chiesetta di Santa Maria del Lago che sorge a strapiombo sull’acqua.

Una doppia scalinata conduce all’ingresso della chiesa che si trova a cavallo di una strada che costeggia la montagna, mentre il suo altare è praticamente scavato nella roccia.

La costruzione della chiesa, che risale all’inizio del settecento, avvenne, infatti, sul luogo in cui gli scannesi avevano apposto un’icona della Madonna per invocarne la protezione durante il pericoloso transito della vicina strada che passava (e passa tuttora!) al di sotto di un grosso picco roccioso e che rappresentava l’unico collegamento con Sulmona.

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VIAGGIO TRA GLI EREMI D’ABRUZZO

Un viaggio attraverso 7 eremi per conoscere meglio l’Abruzzo, una regione che, tra mare cristallino, verdi campagne ed imperiose montagne, ti entra nel cuore!

In questo articolo approfondiremo il lato più mistico di questa bellissima terra, andando alla scoperta dei suoi eremi e delle sue chiese rupestri. Luoghi avvolti dal silenzio, in cui la spiritualità si mescola con la voglia di sfidare (con rispetto!) una natura selvaggia e primitiva. Meta ideale non solo dei pellegrini, ma anche di tutti coloro che amano i cammini, il trekking e la vita all’aria aperta, circondati da suggestivi scenari.

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Fonte: Pixabay

Eremi d’abruzzo: Fratta Grande

Si trova nel comune di Isola del Gran Sasso d’Italia, in località Pretara. L’eremo, di aspetto modesto, è costituito da un edificio che sembra appoggiarsi alla parete rocciosa, lungo il corso del torrente Ruzzo. La chiesetta venne costruita  dall’ultimo eremita del Gran Sasso, Fra Nicola Torretta, che vi trascorreva le sue giornate in meditazione.

Eremo di San Venanzio

All’interno della Riserva Naturale Regionale “Gole di San Venanzio” è custodito uno dei simboli storico-religiosi più rappresentativi della Regione: l’eremo di San Venanzio.

All’interno dell’eremo si trovano i resti di affreschi cinquecenteschi che rappresentano i quattro Evangelisti e la scala santa, completamente scavata nella roccia, che conduce ad una piccola grotta, un tempo a strapiombo sul fiume, dove si trova l’impronta del corpo del Santo. E’ questa la parte più importante del Santuario e rappresenta sicuramente l’originario nucleo del luogo del culto.

Quest’anno l’eremo sarà aperto il sabato e la domenica nei mesi di giugno e settembre; il venerdì, il sabato e la domenica nel mese di luglio; tutti i giorni nel mese di agosto.

Eremo di San Michele Arcangelo

L’eremo si trova nel comune di Pescocostanzo, alle pendici del Monte Pizzalto, all’interno del Parco Nazionale della Majella. L’edificio è formato da due aree scavate nella roccia e poste tra loro ad angolo: una maggiore  dedicata al culto ed una minore che, secondo la tradizione popolare, era utilizzata come ricovero dai pastori impegnati nella transumanza.

La prima fonte storica che riguarda l’eremo è costituita da una bolla pontificia di papa Lucio III del 1183. Probabilmente si tratta di un luogo già adibito al culto in epoca romana che, con il diffondersi del Cristianesimo e data la presenza dei Longobardi nell’area, venne dedicato a San Michele Arcangelo, protettore del popolo germanico.

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Eremi d’abruzzo: Sant’Onofrio al Morrone

L’eremo, che si trova nei pressi di Sulmona, risale al XIII secolo ed è strettamente legato alla vicenda di Pietro da Morrone, diventato papa con il nome di Celestino V e successivamente canonizzato.

Fu proprio in questo luogo isolato che Re Calo D’Angiò venne ad annunciare a Pietro la sua elezione al soglio pontificio per poi condurlo, in sella a un asino, nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila dove fu incoronato papa il 29 agosto 1294.

L’eremo è un’oasi di pace e di spiritualità.

Eremo di San Bartolomeo in Legio

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Fonte: Pixabay

L’eremo si trova nel comune di Roccamorice, a poca distanza dall’eremo del Santo Spirito, ed è uno degli eremi più famosi della Majella. L’edificio sorge in uno scenario arido, sotto un costone roccioso che lo copre completamente, tanto da mimetizzarsi nella roccia. La sua costruzione risale a prima dell’anno Mille e venne successivamente restaurato da Pietro da Morrone, il futuro papa Celestino V, intorno al 1250. All’interno della chiesa c’è un semplice altare sui cui è posta la statua lignea di S. Bartolomeo, mentre sulla parete sinistra una vaschetta raccoglie una risorgenza d’acqua che i devoti ritengono miracolosa.

Molti sono i riti, religiosi e non, le tradizioni e le leggende legate a questo suggestivo luogo di culto, raggiungibile attraverso sentieri i escursionistici che partono dai due versanti della Valle rispettivamente dalle località di Decontra di Caramanico Terme e Macchie di Coco nel comune di Roccamorice.

Eremo San Giovanni all’Orfento

L’eremo si trova nella Riserva Naturale Valle dell’Orfento ad una quota di 1227 metri, nel comune di Caramanico Terme. Anche quest’eremo fu frequentato da Pietro da Morrone (divenuto poi Papa Celestino V) tra il 1284 e il 1293. Il sito è certamente tra i più inaccessibili fra gli eremi abitati dai discepoli del santo. Vi si può accedere, solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione dal Comando della Stazione Forestale di Caramanico, attraversando Piana Grande ad est della frazione di Decontra. Si scende, quindi, lungo una faggeta verso la valle dell’Orfento su stretti sentieri.

Eremi d’abruzzo: il Santo Spirito

Addossato ad una parete rocciosa ed immerso in una rigogliosa faggeta, l’Eremo di S. Spirito si trova a circa nove chilometri dal centro abitato di Roccamorice, ad un’altitudine di 1130 metri, nella parte alta del vallone di Santo Spirito. La zona rientra nei confini del Parco Nazionale della Majella. Non si conosce la data precisa della sua costruzione, ma si suppone che sia anteriore al Mille.

L’eremo ospitò Desiderio, futuro Papa Vittore III, che vi dimorò nel 1053 e poi Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V, che vi giunse nel 1246. Sul finire del secolo XVII, il principe Caracciolo di San Buono fece costruire un edificio di tre piani (il cosiddetto “Palazzo del Principe”), in seguito trasformato in foresteria. Con la soppressione degli ordini monastici nel 1807, il monastero fu definitivamente abbandonato ed i suoi beni vennero portati a Roccamorice. Successivamente ci furono brevi e saltuarie presenze di religiosi. Gli ultimi monaci a risiedere nel monastero furono quelli della comunità di Cerreto tra il 1996 e il 1999.

5 LUOGHI DA FAVOLA NEL CENTRO ITALIA

Un viaggio nell’Italia centrale alla scoperta dei suoi luoghi da favola.

L’Italia è un Paese in cui la bellezza si trova ovunque, tuttavia ci sono luoghi che sembrano letteralmente usciti da una favola…alcuni sono legati ad antiche leggende o racconti popolari, altri invece a forme di narrazione più moderne come film e cartoni animati. Iniziamo il  nostro viaggio attraverso alcuni dei luoghi più “favolosi” del nostro Paese…

BIANCANEVE ED IL BOSCO DEL SASSETO

Il Bosco del Sasseto si trova nella cittadina di Acquapendente, in provincia di Viterbo.

E’ un luogo dal fascino unico dove, nei secoli, si è sviluppato uno stupefacente bosco monumentale grazie all’impegno del conte Edoardo Cahen che, sul finire del XIX secolo, si affezionò a tal punto a questo luogo da eleggerlo quale sua ultima dimora.

All’ombra del vicino castello, in una radura che si apre all’improvviso sulla foresta, infatti, c’è il piccolo mausoleo del conte, in stile neogotico.

Un posto unico, surreale, dove la natura regna sovrana, tanto che il National Geographic lo ha definito il “Bosco di Biancaneve”.

LUOGHI DA FAVOLA: LADYHAWKE ED IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO

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Andiamo ora in Abruzzo e più precisamente a Rocca Calascio in provincia dell’Aquila.

La rocca è costituita da un castello e dal vicino borgo medievale.

Il castello, situato quasi a 1500 metri di altezza, è tra i più elevati d’Italia ed è considerato uno dei simboli dell’Abruzzo.

La rocca fa parte di un contesto di grande valore paesaggistico ed è ricompresa nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

L’atmosfera fiabesca di questo luogo, però, a poco a che fare con Ruggero II d’Altavilla che, probabilmente, fece costruire il castello a seguito della conquista normanna, ed è invece dovuta al fatto che qui sono state girate diverse scene del film “Ladyhawke” di Richard Donner, con Rutger Hauer, Michelle Pfeiffer e Matthew Broderick.

LA “SPADA NELLA ROCCIA” DI SAN GALGANO

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San Galgano è un’abbazia cistercense che si trova nel comune di Chiusdino, ad una trentina di chilometri da Siena. Il sito è costituito dall’eremo (detto Rotonda di Montesiepi) e dalla grande abbazia, ora completamente in rovina. San Galgano, che morì nel 1181, si ritirò in questo luogo per vivere in eremitaggio ed espiare i piccati commessi durante la sua disordinata giovinezza.

La conversione del santo avvenne il giorno di Natale del 1180, quando Galgano, giunto sul colle di Montesiepi, conficcò la sua spada nel terreno, trasformando così l’arma in una croce. Nella Rotonda, infatti, c’è un masso da cui spunta una spada corrosa dagli anni. Il richiamo al ciclo arturiano è più che evidente!

LUOGHI DA FAVOLA: PINOCCHIO E COLLODI

Collodi è una frazione del comune di Pescia, in provincia di Pistoia. La fama di questo antico borgo medievale è legata al nome di Carlo Lorenzini, autore di Pinocchio. Lo scrittore fiorentino, la cui famiglia era originaria del paese, vi trascorse parte dell’infanzia e ne assunse il nome, firmandosi come Carlo Collodi. “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” è uno dei classici della letteratura per ragazzi più famosi al mondo ed a Collodi è possibile visitare il parco tematico.

IL CASTELLO NEL CIELO DI CIVITA DI BAGNOREGIO

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Civita è una frazione di 11 abitanti del comune di Bagnoregio, in provincia di Viterbo.

Si tratta di un luogo unico ed incredibilmente suggestivo, tanto che da essere stato scelto come ambientazione per il film giapponese “Laputa – Castello nel cielo” di Hayao Miyazaki, il più grande animatore e sceneggiatore di anime vivente.

IL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO

PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO: 3 IDEE PER SCOPRIRE UNA DELLE AREE PROTETTE PIU’ ANTICHE D’ITALIA

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, con la sua natura incontaminata, i piccoli borghi, i centri storici, le attività sportive e la buona cucina, è la meta ideale per una vacanza all’insegna del benessere.

All’interno del Parco c’è un’infinità di luoghi da vedere o percorsi da fare, quelli che seguono sono solo alcuni suggerimenti.

BARREA ED IL SUO LAGO

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Il Comune di Barrea può vantare uno dei centri storici più belli dell’intero Parco Nazionale d’Abruzzo. E’ un borgo arroccato su uno sperone roccioso che si affaccia sulle acque dell’omonimo lago artificiale e, nella sua parte più alta, è dominato dall’antica torre ed il castello.

Il lago di Barrea, su cui si affacciano i borghi di Barrea, Villetta Barrea e Civitella Alfedena, venne realizzato artificialmente nel 1950, mediante lo sbarramento del fiume Sangro. Ha una lunghezza di circa 5 km ed una larghezza media di 500 m.

Lungo le sue sponde, oltre ad aree di sosta e piccole spiagge attrezzate, ci sono percorsi pedonali e ciclabili che seguono la sua intera circonferenza e permettono di fare sport a diretto contatto con la natura.

LA VAL FONDILLO

La Val Fondillo, da cui si diramano molti sentieri, è il luogo ideale per dedicarsi a passeggiate, trekking ed escursioni. I panorami sono mozzafiato, la natura è lussureggiante ed è facile che, durante il tragitto, si riescano ad avvistare degli animali selvatici.

Tra i sentieri che partono dalla valle i più noti sono quello della “Grotta delle Fate” e quello del “Percorso dell’Orso”. Si tratta di sentieri di montagna che si differenziano per difficoltà e tempi di percorrenza, alcuni sono adatti davvero a tutti, anche alle famiglie con bambini, mentre altri sono per escursionisti esperti.

La vallata, tuttavia, non è solo una meta per sportivi ed escursionisti, ma è anche il luogo perfetto per fare un pic-nic in riva al fiume e rilassarsi all’ombra degli alberi nelle rigogliose Faggete.

IL CUORE DEL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO: LA RISERVA NATURALE DELLA CAMOSCIARA

Il suo nome è legato alla folta popolazione di camosci che popola la zona.

Proprio per la straordinaria bellezza del suo paesaggio, l’oasi dei camosci è una delle località del Parco più conosciute ed amate dai turisti, ma allo stesso tempo è uno dei luoghi più “segreti”, che si estende verso valle fino al fiume Sangro e racchiude la zona di Riserva Integrale.

La Camosciara si trova lungo la strada che collega Pescasseroli a Villetta Barrea. All’ingresso dell’area c’è un grande parcheggio, con vari servizi turistici, in cui lasciare le auto per proseguire a piedi, in bici o a cavallo. Oggi, infatti, è possibile godere delle bellezze naturali della Camosciara solo attraverso itinerari “green”, a diretto contatto con la natura. Percorrendo a piedi la strada asfaltata e poi salendo attraverso il sentiero tra i boschi si possono raggiungere le cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle.

INFORMAZIONI UTILI

Per altre idee su cosa visitare in Abruzzo leggi anche:

DOVE SOGGIORNARE

Le case vacanza “Le Masserie” si trovano a Villetta Barrea, in via Masserie – da cui prendono il nome! – e fanno parte di un complesso residenziale di recente costruzione. Gli appartamenti, arredati in modo confortevole e funzionale, si trovano a pochi metri dalla suggestiva passeggiata lungo il fiume Sangro, in una zona molto tranquilla, perfetta per chi viaggia con i bambini.

Villetta Barrea occupa una posizione strategica all’interno del Parco, tanto che con brevi spostamenti in auto è possibile raggiungere la Camosciara, Pescasseroli, il lago di Scanno, Forca d’Acero, la Val Fondillo e tanti altri luoghi tra i più belli del centro Italia.

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LO SPETTACOLO DEL FOLIAGE

Foliage: uno spettacolo che si ripete ogni volta che l’autunno colora con tinte infuocate boschi, prati e vallate.

E’ una meraviglia che finisce per conquistare tutti, anche i più accaniti detrattori di questa stagione!

I colori delle foglie autunnali vengono definiti “foliage”, un termine ormai molto diffuso anche se non tutti sanno esattamente che cosa significhi.

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In questo articolo scopriremo di cosa si tratta, qual è la sua origine e anche quali sono i luoghi migliori in Italia per assistere a questo fenomeno.

Il termine foliage, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non deriva dal francese, ma dall’inglese “fall foliage” e originariamente significava solo “fogliame”. Negli ultimi anni, però, questa parola è entrata a far parte del nostro vocabolario per indicare le spettacolari tinte che colorano gli alberi durante l’autunno.

Il foliage, però, non è solo uno spettacolo per gli occhi, ma anche un toccasana per la nostra mente.

Sembrerebbe, infatti, che passeggiare nella natura ed ammirare le tinte autunnali abbia l’effetto di una seduta di cromoterapia. In effetti non è difficile immaginare che camminare tra prati e boschi dove l’unico “rumore” è quello delle foglie che cadono possa essere un modo per rilassare la mente e a scaricare lo stress!

DOVE ASSISTERE AL FOLIAGE IN ITALIA

Iniziamo dal Nord. Il Trentino Alto Adige offre scenari indimenticabili durante questo periodo dell’anno in Val di Non e in Val di Funes; mentre la Valle d’Aosta ed il Veneto spiccano rispettivamente per il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Bosco del Cansiglio.

Da non dimenticare i panorami mozzafiato della regione delle Langhe, in Piemonte e della Valtellina, in Lombardia.

Centro. In Emilia Romagna ci sono gli incantevoli colli piacentini; mentre tra le Marche e l’Umbria i Monti Sibillini. In Toscana il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è una vera istituzione per gli amanti del foliage. Allo stesso modo, è imperdibile un’escursione di uno o più giorni nel Parco Nazionale d’Abruzzo o tra i boschi dei Monti Cimini nel Lazio.

Infine, il Sud. In Campania c’è il Parco dei Monti Picentini; mentre in Calabria c’è il meraviglioso Parco Nazionale della Sila. In Sicilia si trova, invece, l’imperdibile passeggiata sui Monti Nebrodi dove oltre ad ammirare il foliage autunnale è possibile fare un trekking fino a quasi la cima dell’Etna.