VIAGGIO TRA GLI EREMI D’ABRUZZO

Mare cristallino, verdi campagne ed imperiose montagne… l’Abruzzo è una regione che ti entra nel cuore!

In questo articolo approfondiremo il lato più mistico di questa bellissima terra, andando alla scoperta dei suoi eremi e delle sue chiese rupestri. Luoghi avvolti dal silenzio, in cui la spiritualità si mescola con la voglia di sfidare (con rispetto!) una natura selvaggia e primitiva. Meta ideale non solo dei pellegrini, ma anche di tutti coloro che amano i cammini, il trekking e la vita all’aria aperta, circondati da suggestivi scenari.

Eremo di Fratta Grande

Si trova nel comune di Isola del Gran Sasso d’Italia, in località Pretara. L’eremo, di aspetto modesto, è costituito da un edificio che sembra appoggiarsi alla parete rocciosa, lungo il corso del torrente Ruzzo. La chiesetta venne costruita  dall’ultimo eremita del Gran Sasso, Fra Nicola Torretta, che vi trascorreva le sue giornate in meditazione.

Eremo di San Venanzio

All’interno della Riserva Naturale Regionale “Gole di San Venanzio” è custodito uno dei simboli storico-religiosi più rappresentativi della Regione: l’eremo di San Venanzio.

All’interno dell’eremo si trovano i resti di affreschi cinquecenteschi che rappresentano i quattro Evangelisti e la scala santa, completamente scavata nella roccia, che conduce ad una piccola grotta, un tempo a strapiombo sul fiume, dove si trova l’impronta del corpo del Santo. E’ questa la parte più importante del Santuario e rappresenta sicuramente l’originario nucleo del luogo del culto.

Quest’anno l’eremo sarà aperto il sabato e la domenica nei mesi di giugno e settembre; il venerdì, il sabato e la domenica nel mese di luglio; tutti i giorni nel mese di agosto.

Eremo di San Michele Arcangelo

L’eremo si trova nel comune di Pescocostanzo, alle pendici del Monte Pizzalto, all’interno del Parco Nazionale della Majella. L’edificio è formato da due aree scavate nella roccia e poste tra loro ad angolo: una maggiore  dedicata al culto ed una minore che, secondo la tradizione popolare, era utilizzata come ricovero dai pastori impegnati nella transumanza.

La prima fonte storica che riguarda l’eremo è costituita da una bolla pontificia di papa Lucio III del 1183. Probabilmente si tratta di un luogo già adibito al culto in epoca romana che, con il diffondersi del Cristianesimo e data la presenza dei Longobardi nell’area, venne dedicato a San Michele Arcangelo, protettore del popolo germanico.

Eremo di Sant’Onofrio al Morrone

L’eremo, che si trova nei pressi di Sulmona, risale al XIII secolo ed è strettamente legato alla vicenda di Pietro da Morrone, diventato papa con il nome di Celestino V e successivamente canonizzato.

Fu proprio in questo luogo isolato che Re Calo D’Angiò venne ad annunciare a Pietro la sua elezione al soglio pontificio per poi condurlo, in sella a un asino, nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila dove fu incoronato papa il 29 agosto 1294.

L’eremo è un’oasi di pace e di spiritualità.

Eremo di San Bartolomeo in Legio

L’eremo si trova nel comune di Roccamorice, a poca distanza dall’eremo del Santo Spirito, ed è uno degli eremi più famosi della Majella. L’edificio sorge in uno scenario arido, sotto un costone roccioso che lo copre completamente, tanto da mimetizzarsi nella roccia. La sua costruzione risale a prima dell’anno Mille e venne successivamente restaurato da Pietro da Morrone, il futuro papa Celestino V, intorno al 1250. All’interno della chiesa c’è un semplice altare sui cui è posta la statua lignea di S. Bartolomeo, mentre sulla parete sinistra una vaschetta raccoglie una risorgenza d’acqua che i devoti ritengono miracolosa.

Molti sono i riti, religiosi e non, le tradizioni e le leggende legate a questo suggestivo luogo di culto, raggiungibile attraverso sentieri i escursionistici che partono dai due versanti della Valle rispettivamente dalle località di Decontra di Caramanico Terme e Macchie di Coco nel comune di Roccamorice.

Eremo San Giovanni all’Orfento

L’eremo si trova nella Riserva Naturale Valle dell’Orfento ad una quota di 1227 metri, nel comune di Caramanico Terme. Anche quest’eremo fu frequentato da Pietro da Morrone (divenuto poi Papa Celestino V) tra il 1284 e il 1293. Il sito è certamente tra i più inaccessibili fra gli eremi abitati dai discepoli del santo. Vi si può accedere, solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione dal Comando della Stazione Forestale di Caramanico, attraversando Piana Grande ad est della frazione di Decontra. Si scende, quindi, lungo una faggeta verso la valle dell’Orfento su stretti sentieri.

Eremo Santo Spirito

Addossato ad una parete rocciosa ed immerso in una rigogliosa faggeta, l’Eremo di S. Spirito si trova a circa nove chilometri dal centro abitato di Roccamorice, ad un’altitudine di 1130 metri, nella parte alta del vallone di Santo Spirito. La zona rientra nei confini del Parco Nazionale della Majella. Non si conosce la data precisa della sua costruzione, ma si suppone che sia anteriore al Mille.

L’eremo ospitò Desiderio, futuro Papa Vittore III, che vi dimorò nel 1053 e poi Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V, che vi giunse nel 1246. Sul finire del secolo XVII, il principe Caracciolo di San Buono fece costruire un edificio di tre piani (il cosiddetto “Palazzo del Principe”), in seguito trasformato in foresteria. Con la soppressione degli ordini monastici nel 1807, il monastero fu definitivamente abbandonato ed i suoi beni vennero portati a Roccamorice. Successivamente ci furono brevi e saltuarie presenze di religiosi. Gli ultimi monaci a risiedere nel monastero furono quelli della comunità di Cerreto tra il 1996 e il 1999.

5 LUOGHI DA FAVOLA NEL CENTRO ITALIA

Un viaggio nell’Italia centrale alla scoperta dei suoi luoghi da favola.

L’Italia è un Paese in cui la bellezza si trova ovunque, tuttavia ci sono luoghi che sembrano letteralmente usciti da una favola…alcuni sono legati ad antiche leggende o racconti popolari, altri invece a forme di narrazione più moderne come film e cartoni animati. Iniziamo il  nostro viaggio attraverso alcuni dei luoghi più “favolosi” del nostro Paese…

BIANCANEVE ED IL BOSCO DEL SASSETO

LUOGHI DA FAVOLA NEL CENTRO ITALIA- IL BOSCO DEL SASSETO

Il Bosco del Sasseto si trova nella cittadina di Acquapendente, in provincia di Viterbo.

E’ un luogo dal fascino unico dove, nei secoli, si è sviluppato uno stupefacente bosco monumentale grazie all’impegno del conte Edoardo Cahen che, sul finire del XIX secolo, si affezionò a tal punto a questo luogo da eleggerlo quale sua ultima dimora. All’ombra del vicino castello, in una radura che si apre all’improvviso sulla foresta, infatti, c’è il piccolo mausoleo del conte, in stile neogotico.

Un posto unico, surreale, dove la natura regna sovrana, tanto che il National Geographic lo ha definito il “Bosco di Biancaneve”.

LADYHAWKE ED IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO

Andiamo ora in Abruzzo e più precisamente a Rocca Calascio in provincia dell’Aquila.

La rocca è costituita da un castello e dal vicino borgo medievale; il castello, situato quasi a 1500 metri di altezza, è tra i più elevati d’Italia ed è considerato uno dei simboli dell’Abruzzo. La rocca fa parte di un contesto di grande valore paesaggistico ed è ricompresa nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

L’atmosfera fiabesca di questo luogo, però, a poco a che fare con Ruggero II d’Altavilla che, probabilmente, fece costruire il castello a seguito della conquista normanna, ed è invece dovuta al fatto che qui sono state girate diverse scene del film “Ladyhawke” di Richard Donner, con Rutger Hauer, Michelle Pfeiffer e Matthew Broderick.

LA “SPADA NELLA ROCCIA” DI SAN GALGANO

San Galgano è un’abbazia cistercense che si trova nel comune di Chiusdino, ad una trentina di chilometri da Siena. Il sito è costituito dall’eremo (detto Rotonda di Montesiepi) e dalla grande abbazia, ora completamente in rovina. San Galgano, che morì nel 1181, si ritirò in questo luogo per vivere in eremitaggio ed espiare i piccati commessi durante la sua disordinata giovinezza.

La conversione del santo avvenne il giorno di Natale del 1180, quando Galgano, giunto sul colle di Montesiepi, conficcò la sua spada nel terreno, trasformando così l’arma in una croce. Nella Rotonda, infatti, c’è un masso da cui spunta una spada corrosa dagli anni. Il richiamo al ciclo arturiano è più che evidente!

PINOCCHIO E COLLODI

Collodi è una frazione del comune di Pescia, in provincia di Pistoia. La fama di questo antico borgo medievale è legata al nome di Carlo Lorenzini, autore di Pinocchio. Lo scrittore fiorentino, la cui famiglia era originaria del paese, vi trascorse parte dell’infanzia e ne assunse il nome, firmandosi come Carlo Collodi. “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” è uno dei classici della letteratura per ragazzi più famosi al mondo ed a Collodi è possibile visitare il parco tematico.

IL CASTELLO NEL CIELO DI CIVITA DI BAGNOREGIO

Civita è una frazione di 11 abitanti del comune di Bagnoregio, in provincia di Viterbo.

Si tratta di un luogo unico ed incredibilmente suggestivo, tanto che da essere stato scelto come ambientazione per il film giapponese “Laputa – Castello nel cielo” di Hayao Miyazaki, il più grande animatore e sceneggiatore di anime vivente.

IL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO

PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO: 3 IDEE PER SCOPRIRE UNA DELLE AREE PROTETTE PIU’ ANTICHE D’ITALIA

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, con la sua natura incontaminata, i piccoli borghi, i centri storici, le attività sportive e la buona cucina, è la meta ideale per una vacanza all’insegna del benessere.

All’interno del Parco c’è un’infinità di luoghi da vedere o percorsi da fare, quelli che seguono sono solo alcuni suggerimenti.

BARREA ED IL SUO LAGO

PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO - VISTA DEL LAGO DI BARREA

Il Comune di Barrea può vantare uno dei centri storici più belli dell’intero Parco Nazionale d’Abruzzo. E’ un borgo arroccato su uno sperone roccioso che si affaccia sulle acque dell’omonimo lago artificiale e, nella sua parte più alta, è dominato dall’antica torre ed il castello.

Il lago di Barrea, su cui si affacciano i borghi di Barrea, Villetta Barrea e Civitella Alfedena, venne realizzato artificialmente nel 1950, mediante lo sbarramento del fiume Sangro. Ha una lunghezza di circa 5 km ed una larghezza media di 500 m. Lungo le sue sponde, oltre ad aree di sosta e piccole spiagge attrezzate, ci sono percorsi pedonali e ciclabili che seguono la sua intera circonferenza e permettono di fare sport a diretto contatto con la natura.

LA VAL FONDILLO

La Val Fondillo, da cui si diramano molti sentieri, è il luogo ideale per dedicarsi a passeggiate, trekking ed escursioni. I panorami sono mozzafiato, la natura è lussureggiante ed è facile che, durante il tragitto, si riescano ad avvistare degli animali selvatici. Tra i sentieri che partono dalla valle i più noti sono quello della “Grotta delle Fate” e quello del “Percorso dell’Orso”. Si tratta di sentieri di montagna che si differenziano per difficoltà e tempi di percorrenza, alcuni sono adatti davvero a tutti, anche alle famiglie con bambini, mentre altri sono per escursionisti esperti. La vallata, tuttavia, non è solo una meta per sportivi ed escursionisti, ma è anche il luogo perfetto per fare un pic-nic in riva al fiume e rilassarsi all’ombra degli alberi nelle rigogliose Faggete.

LA RISERVA NATURALE DELLA CAMOSCIARA

La Camosciara è il cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Il suo nome è legato alla folta popolazione di camosci che popola la zona.

Proprio per la straordinaria bellezza del suo paesaggio, l’oasi dei camosci è una delle località del Parco più conosciute ed amate dai turisti, ma allo stesso tempo è uno dei luoghi più “segreti”, che si estende verso valle fino al fiume Sangro e racchiude la zona di Riserva Integrale.

La Camosciara si trova lungo la strada che collega Pescasseroli a Villetta Barrea. All’ingresso dell’area c’è un grande parcheggio, con vari servizi turistici, in cui lasciare le auto per proseguire a piedi, in bici o a cavallo. Oggi, infatti, è possibile godere delle bellezze naturali della Camosciara solo attraverso itinerari “green”, a diretto contatto con la natura. Percorrendo a piedi la strada asfaltata e poi salendo attraverso il sentiero tra i boschi si possono raggiungere le cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle.

INFORMAZIONI UTILI

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FOLIAGE

L’autunno colora con tinte infuocate boschi, prati e vallate. E’ uno spettacolo che finisce per conquistare tutti, anche il più accanito detrattore di questa stagione!

I colori delle foglie autunnali vengono definiti “foliage”, un termine ormai molto diffuso anche se non tutti sanno esattamente che cosa significhi.

In questo articolo scopriremo di cosa si tratta, qual è la sua origine e anche quali sono i luoghi migliori in Italia per assistere a questo fenomeno.

Il termine foliage, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non deriva dal francese, ma dall’inglese “fall foliage” e originariamente significava solo “fogliame”. Negli ultimi anni, però, questa parola è entrata a far parte del nostro vocabolario per indicare le spettacolari tinte che colorano gli alberi durante l’autunno.

Il foliage, però, non è solo uno spettacolo per gli occhi, ma anche un toccasana per la nostra mente.

Sembrerebbe, infatti, che passeggiare nella natura ed ammirare le tinte autunnali abbia l’effetto di una seduta di cromoterapia. In effetti non è difficile immaginare che camminare tra prati e boschi dove l’unico “rumore” è quello delle foglie che cadono possa essere un modo per rilassare la mente e a scaricare lo stress!

In Italia ci sono tantissimi luoghi in cui andare per assistere al foliage.

Iniziamo dal Nord. Il Trentino Alto Adige offre scenari indimenticabili durante questo periodo dell’anno in Val di Non e in Val di Funes; mentre la Valle d’Aosta ed il Veneto spiccano rispettivamente per il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Bosco del Cansiglio.

Da non dimenticare i panorami mozzafiato della regione delle Langhe, in Piemonte e della Valtellina, in Lombardia.

Centro. In Emilia Romagna ci sono gli incantevoli colli piacentini; mentre tra le Marche e l’Umbria i Monti Sibillini. In Toscana il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è una vera istituzione per gli amanti del foliage. Allo stesso modo, è imperdibile un’escursione di uno o più giorni nel Parco Nazionale d’Abruzzo o tra i boschi dei Monti Cimini nel Lazio.

Infine, il Sud. In Campania c’è il Parco dei Monti Picentini; mentre in Calabria c’è il meraviglioso Parco Nazionale della Sila. In Sicilia si trova, invece, l’imperdibile passeggiata sui Monti Nebrodi dove oltre ad ammirare il foliage autunnale è possibile fare un trekking fino a quasi la cima dell’Etna.

ABRUZZO NASCOSTO: LE GROTTE DI STIFFE

Le grotte di Stiffe sono un complesso di grotte carsiche situate nell’omonima località, nel territorio del comune di San Demetrio ne’ Vestini (AQ),  ricomprese all’interno del parco naturale regionale Sirente-Velino.

Le Grotte, tecnicamente, sono una “risorgenza”, cioè il punto in cui un fiume torna alla luce dopo un tratto sotterraneo. Si tratta di un caso praticamente unico in Italia! Quasi tutte le altre grotte, infatti, hanno già raggiunto la loro conformazione definitiva e pertanto si dicono “fossili”. A Stiffe, invece, si può ancora assistere allo straordinario processo con cui l’acqua plasma la grotta.

Le grotte sono incredibilmente belle! Ovunque l’acqua da spettacolo creando laghetti, ruscelli e fragorose cascate. Il percorso turistico è lungo circa 700 metri e si è sempre accompagnati da una guida.

Infine qualche consiglio pratico:

–           i biglietti per visitare le grotte sono acquistabili on-line sul sito visitsandemetrio.it;

–           la temperatura interna è di circa 10 gradi quindi è il caso di portare una felpa!

–           la visita guidata dura circa un’ora.

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