L’OASI DI NINFA

“Ecco Ninfa, ecco le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese, conventi e abitati giace mezzo sommersa nella palude, sepolta sotto l’edera foltissima. In verità questa località è più graziosa della stessa Pompei, le cui case s’innalzano rigide come mummie tratte fuori dalle ceneri vulcaniche.”

(Ferdinand Gregorovius, Passeggiate romane)

L’Oasi di Ninfa è un “Monumento Naturale” situato nel comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta. Si tratta di un tipico giardino all’inglese, il luogo ideale per trascorrere una giornata rilassante circondati dalla bellezza della natura, ma anche una meta perfetta per una gita fuori porta con tutta la famiglia.

L’attuale giardino è nato sulle rovine della cittadina medievale di Ninfa che, dopo un primo periodo di prosperità, cadde in uno stato di totale abbandono da cui venne riscattata, dopo circa 5 secoli, da Gelasio Caetani. Era l’anno 1921.

L’erede della famiglia Caetani avviò una grande opera di bonifica e restauro che interessò tutta l’area. Oltre al recupero completo della torre principale del castello e del municipio, attualmente adibito ad uffici e sale convegni, impiantò tra le mura dell’antica città un numero considerevole di specie botaniche, di cui alcune molto rare.

L’incantevole giardino di Ninfa è giunto fino a noi anche per la grande dedizione del fratello di Gelasio, Roffredo, di sua moglie Margherite Chapin Caetani e della figlia Leila Caetani Howard che, ultima erede del secolare casato, istituì la “Fondazione Roffredo Caetani”  a cui lasciò tutti i suoi beni e che, ancora oggi, è proprietaria del giardino.

Se l’Oasi di Ninfa può vantare una straordinaria varietà di specie botaniche (come l’Albero della Nebbia, proveniente dall’estremo oriente) è soprattutto grazie a due elementi: la rupe di Norma, che protegge l’Oasi dai freddi venti del nord, ed il corso d’acqua che l’attraversa, mitigandone ancora di più il clima.

Nel lato sud dell’antica cinta muraria, si trova un piccolo ponte a due campate sotto il quale scorre il Fiume Ninfa. Il ponte è denominato “del macello” e sull’origine del nome si sono due ipotesi.

La prima narra di una cruenta battaglia per la difesa della città, durante la quale il sangue dei soldati colpiti dalle lance avrebbe tinto di rosso l’acqua del fiume.

La seconda, più verosimile ma anche più prosaica, parla di una costruzione adibita alla macellazione della carne che sorgeva nei pressi del ponte.

L’Oasi di Ninfa riaprirà ai visitatori il prossimo 19 marzo e resterà aperta tutti i weekend ed i giorni festivi, fino al primo novembre.

Anche i dintorni dell’Oasi di Ninfa sono molto interessanti, sia dal punto di vista storico che artistico. Ti consiglio di visitare i due borghi più vicini, ossia Norma e Sermoneta, quest’ultima è nota soprattutto per il magnifico castello  Caetani risalente al XIII.

Inoltre, a pochi chilometri di distanza, si trova l’Abbazia di Valvisciolo, un luogo di culto celebre anche per i suoi gustosi prodotti artigianali tra cui vini, dolci, miele e tisane.

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