FIRENZE SEGRETA: 5 COSE CHE IN POCHI SANNO

Firenze è una delle città più belle del mondo, capace di attrarre milioni di persone ogni anno.

Ogni palazzo, ogni chiesa e ogni vicolo di questa magnifica città ha mille storie da raccontare. Firenze, infatti, custodisce tantissimi segreti, storie poco conosciute e aneddoti al confine tra storia e leggenda. Durante la mia ultima visita, quindi, ho deciso di andare alla ricerca di questi luoghi insoliti. Io avevo a disposizione quattro giorni, ma con un itinerario ben pianificato, anche un solo giorno può essere sufficiente a scoprire angoli inaspettati della città.

Ecco il risultato della mia caccia al tesoro tutta medicea, 5 cose di Firenze che in pochi sanno:

1) LA TESTA CHE SPUNTA DALLA ROCCIA

Si trova presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore, lato Via de’ Cerretani, e per vederla bisogna proprio cercarla! Non si sa di preciso chi o cosa rappresenti, si sa solo che è lì almeno dal 1327.

Una delle tante leggende nate per spiegare l’origine di quella testa che spunta dalla roccia riguarda la maledizione che lanciò l’astrologo Cecco D’Asti. Questi, destinato al rogo per eresia, maledì il prete che lo condannò, senza neanche concedergli un ultimo bicchiere d’acqua! Di fronte al rifiuto di quella piccola gentilezza, lo scienziato pronunciò contro il prelato le parole “E tu il capo di lì non caverai mai!”. La testa del prete si pietrificò all’istante, mentre l’altro ardeva sul rogo.

2) IL PROFILO DI MICHELANGELO

In Piazza della Signoria, sulla destra dell’entrata di Palazzo Vecchio, proprio dietro alla statua di Ercole e Caco, si trova una sorta di basso rilievo. È un uomo di profilo, appena abbozzato. E’ stato attribuito niente meno che a Michelangelo, tuttavia non ci sono risposte certe sul perché il maestro lo abbia scolpito.

Le versioni più plausibili sulla sua origine sono due.

La prima narra di un uomo che importunava Michelangelo, seguendolo ovunque e facendogli richieste. Un giorno il maestro, “armato” di scalpello, si fermò lungo in muro di  Palazzo Vecchio e scolpì il profilo dell’uomo, forse per immortalare il suo persecutore o forse per dar seguito alle sue continue richieste e farlo tacere…

La seconda versione narra che Michelangelo, passando per caso in Piazza della Signoria, vide un condannato a morte che veniva trascinato al patibolo. Fu talmente colpito dall’espressione fissa e vuota dell’uomo che, preso da improvvisa ispirazione, scolpì il suo volto sulla prima cosa che aveva a disposizione.

3) UN DIAVOLO A CAVALLO

Questo piccolissimo diavolo a cavallo si trova all’incrocio tra Via degli Strozzi e Via de’ Vecchietti, scolpito niente meno che dal Giambologna.

Il proprietario del palazzo, Bernardo Vecchietti, chiese all’artista di scolpire qualcosa che ricordasse il miracolo fatto del monaco dominicano Pietro da Verona. Nel 1245 mentre il monaco stava predicando nel mercato vecchio di Firenze (oggi Piazza della Repubblica), improvvisamente, comparve tra la folla un cavallo nero imbizzarrito, che minacciava gli ascoltatori con i suoi zoccoli.

Il monaco, riconosciuto in quel cavallo il maligno venuto a disturbare, fece un segno della croce contro il cavallo che sparì dietro l’angolo di palazzo Vecchietti, lasciando dietro di sé un deciso olezzo di zolfo.

4) CARRUCOLE SULLA CUPOLA

In Piazza Duomo basta alzare la testa all’insù e guardare bene! Ci sono carrucole ed altri strumenti di lavoro lasciati lì…appesi al muro da circa 500 anni!

Brunelleschi era ossessionato dalla cupola del Duomo, voleva che i lavori finissero il prima possibile e, per evitare che le maestranze perdessero tempo scendendo per il pranzo, fece installare queste carrucole per far salire il cibo.

5) LA FINESTRA MALEDETTA

A Palazzo Grifoni, in Piazza Santissima Annunziata, uno degli scuri di una finestra al primo piano è sempre aperto a metà. Notte e giorno, estete e inverno. La leggenda vuole che da questa finestra, una donna della famiglia Grifoni, salutò il marito in partenza per la guerra. La donna aspettò a lungo che lo sposo tornasse, ma invano. Dopo quell’ultimo saluto, non lo vide mai più.  Quando la donna morì gli scuri furono chiusi, ma la stanza si animò all’improvviso, i quadri caddero dalle pareti, le luci si spensero e gli arredi iniziarono a produrre rumori sinistri.

Riaperti gli scuri tutto finì e la stanza tornò silenziosa. Solo suggestioni?

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