COSA VEDERE AD URBINO IN UN GIORNO

Sono stata ad Urbino nel mio ultimo viaggio nelle Marche ed è stata una bellissima scoperta!

Camminare nel suo centro storico significa assistere ad un susseguirsi di vicoli, chiese, imponenti edifici ricoperti da mattoni rossi e punti panoramici che si aprono improvvisamente su un paesaggio che infonde quiete ed armonia.

Urbino sembra sospesa tra passato e presente.

Da una parte, infatti, è stata la città natale di Raffaello e la culla del Rinascimento italiano, ma dall’altra è anche una moderna città universitaria.

In questo articolo ti racconto cosa vedere ad Urbino in un giorno, ma partiamo dal presupposto che un giorno può bastare solo per conoscere l’essenziale!

C’è bisogno di molto più tempo per apprezzare a pieno le mille sfumature di questa splendida città!

IL PALAZZO DUCALE DI URBINO

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“Chi arrivi a Urbino ignaro e della sua storia e della sua importanza si trova di fronte a una sorpresa straordinaria, anzi a un miracolo. Nel giuoco delle colline che sopportano le strade d’accesso ecco che appare un palazzo fatato che il tempo non ha sfregiato né intaccato. È un salto indietro nel tempo, un tuffo nella purezza e nella libertà dello spirito.”

Carlo Bo

Il palazzo, voluto dal Duca di Urbino Federico da Montefeltro, venne costruito nel corso del XV secolo.

I tre architetti che ebbero il merito di rendere questo edificio uno dei palazzi più belli dell’epoca rinascimentale furono: il fiorentino Maso di Bartolomeo, il dalmata Luciano Laurana e il senese Francesco di Giorgio Martini.

Fu grazie a loro che il palazzo divenne una costruzione di straordinaria raffinatezza decorativa, di eccezionale bellezza, di grandissima comodità; un “palazzo in forma di città” in grado di accogliere centinaia di persone.

Nel corso del XVI secolo, con il passaggio del Ducato alla dinastia Della Rovere, il palazzo subì nuovi ampliamenti e modifiche, con l’aggiunta del secondo piano nobile, il cosiddetto “Appartamento roveresco”.

A partire dal 1631, con la devoluzione del ducato alla Santa Sede, il palazzo dovette subire un lento processo di spoliazione e degrado che terminò solo nel 1912 quando divenne la sede della Galleria Nazionale delle Marche.

LA GALLERIA NAZIONALE DELLE MARCHE

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Attualmente la Galleria occupa tutte le sale finora recuperate del Palazzo Ducale al primo e secondo piano, per un totale di circa 80 ambienti.

Vi sono esposti dipinti su tavola e su tela, affreschi, sculture in pietra e in terracotta, sculture lignee policrome e dorate, legni intarsiati, mobili, arazzi, disegni e incisioni: tutte opere risalenti ad un periodo compreso tra il Trecento e il Seicento.

La visita ha inizio dal Cortile d’Onore, il cuore del Palazzo, contornato sui quattro lati da un portico ad archi. Dal Cortile si accede ad una serie di ambienti suggestivi come: la Biblioteca del Duca, la Sala dei Banchetti e le due cappelline private.

Salendo il monumentale Scalone d’Onore si raggiunge il primo piano nobile, diviso in cinque appartamenti: Appartamento della Jole, dei Melaranci, degli Ospiti, del Duca, e della Duchessa; oltre a varie Sale di Rappresentanza.

Nell’appartamento del Duca, ed in particolare nel suo Studiolo, si entra completamente nel mondo rinascimentale di Federico da Montefeltro.

Per informazioni su orari e biglietti visita il sito urbinoducale.it

LA CASA NATALE DI RAFFAELLO SANZIO

Raffaello nacque ad Urbino il 28 marzo dell’anno 1483.

Nella formazione del pittore fu determinate il fatto di essere nato e di aver trascorso la giovinezza nella città marchigiana. Urbino, infatti, in quel periodo era un centro artistico di grande importanza; un faro che illuminava l’Italia e l’Europa con gli ideali del Rinascimento.

Dopo la morte di Raffaello, avvenuta a Roma nel 1520, la sua casa natale venne acquistata dall’architetto Muzzio Oddi e, nel corso dei secoli, ha conosciuto varie vicende fino a quando nel 1873 venne acquistata dall’Accademia Raffaello.

Proprio grazie all’interesse dell’Accademia, la casa si è arricchita nel tempo di numerose opere d’arte come: dipinti, sculture, arredi lignei e ceramiche.

Alcuni di questi oggetti sono strettamente connessi a Raffaello, altri documentano la ricca storia urbinate in campo artistico, civile e religioso; altri, infine, costituiscono diretta testimonianza del mito che in varie epoche ha accompagnato la figura di Raffaello.

IL DUOMO DI URBINO

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Il Duomo è dedicato a Santa Maria Assunta.

Fondato nel 1021, in sostituzione di una precedente chiesa fuori le mura, fu poi ricostruito nel XV secolo su istanza di Federico da Montefeltro, secondo un progetto semplicissimo e spoglio, a tre navate su piloni bianchi. L’edificio, terminato nel 1604, andò perduto con il terremoto del 12 gennaio 1789.

Gli urbinati affidarono la ricostruzione all’architetto romano Giuseppe Valadier, che concluse l’edificio nel 1801.

Il raffinato interno è un bell’esempio di stile neoclassico: a croce latina, con tre navate bianche coperte da volta a botte, coronato, all’incrocio del transetto, da una maestosa cupola.

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10 COSE DA VISITARE A BOLOGNA

Bologna la dotta, sede della più antica università del mondo occidentale.

La rossa, per il colore dei tetti della città medievale.

La grassa, grazie ad una gastronomia conosciuta, apprezzata e copiata in tutto il mondo.

Il vivace capoluogo dell’Emilia Romagna è una città accogliente che si offre con generosità a chi la visita!

Quello che ti propongo è un tour 10 tappe che può essere fatto a piedi, anche in una sola giornata.

Il punto di partenza è Porta Galliera in piazza XX Settembre, vicinissima alla Stazione Centrale.

1. Guardando Bologna dai portici in via Indipendenza

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“Sovente, alle due di notte, rientrando nel mio alloggio, a Bologna, attraverso questi lunghi portici, l’anima esaltata da quei begli occhi che avevo appena visto, passando davanti a quei palazzi di cui, con le sue grandi ombre, la luna disegnava le masse, mi succedeva di fermarmi, oppresso dalla felicità, per dirmi: Com’è bello!”

Stendhal, Viaggio in Italia

I portici sono uno dei simboli di Bologna. Sommandoli tutti, quelli del centro storico e quelli al di fuori, raggiungono circa i 53 Km. Oltre ad essere molto suggestivi, consentono di godersi appieno la città anche nei giorni di pioggia!

2. La Quadreria

Percorrendo via Indipendenza, svolta a sinistra e prendi via Marsala, al n.7 troverai la Quadreria.

Si tratta di una galleria in cui sono esposte opere di artisti prevalentemente bolognesi, risalenti al periodo che va dal Cinquecento al Settecento. Ci sono varie stanze tematiche che riuniscono opere per epoca, stile e tema.

3. I canali di Bologna dalla finestra di via Piella

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Uscendo dalla Quadreria svolta per via Piella e affacciati alla sua finestra! Ti sembrerà di essere a Venezia! La finestra, infatti, affaccia sul canale delle Moline, uno dei tanti canali che caratterizzavano la Bologna medievale ed uno dei pochi ad essersi salvato dalla cementificazione del secondo dopoguerra.

4. Cattedrale Metropolitana di San Pietro

Riprendendo via Indipendenza la Cattedrale non passa di certo inosservata!

La facciata è tipicamente barocca ed alterna mattoncini rossi e decorazioni in marmo. L’interno è diviso in tre navate, le due laterali sono piuttosto buie ed anguste, mentre quella centrale fa concorrenza alla Basilica Vaticana con i suoi 25 metri di larghezza. La torre campanaria ospita “la nonna”, ovvero la più grande campana suonabile “alla bolognese”.

5. La Fontana del Nettuno e Piazza Maggiore

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Percorrendo l’ultimo tratto di via Indipendenza si arriva a Piazza Nettuno che ospita l’omonima fontana, frutto della collaborazione di Giambologna e Tommaso Laureti.

Poco più in là ecco aprirsi Piazza Maggiore, circondata dagli edifici più rappresentativi della Bologna Medievale: il Palazzo del Podestà, con la torre dell’Arengo; il Palazzo Re Enzo; il Palazzo D’Accursio, sede del Comune, delle Collezioni Comunali d’Arte e del Museo Morandi;  la Basilica di San Petronio; ed il Palazzo dei Banchi.

6. I bisbigli del Palazzo Re Enzo

Il palazzo risale al XIII secolo e deve il suo nome al fatto che fu la prigione di re Enzo di Savoia, figlio dell’imperatore Federico II di Svevia.

Tra i palazzi Re Enzo e del Podestà c’è un’arcata a quattro cuspidi in cui si verifica un particolare fenomeno acustico: avvicinando l’orecchio ad una delle colonne si può sentire distintamente quello che viene detto dalle persone ai lati opposti!

7. San Petronio

La basilica è dedicata al Santo Patrono della città, i lavori per la sua costruzione iniziarono il 7 giugno 1390 e, nonostante sia ampiamente incompiuta, con i suoi 7800 mq è una delle chiese più vaste d’Italia e d’Europa. Al suo interno ospita, tra l’altro, la meridiana più grande del mondo, realizzata dall’astronomo Giovanni Domenico Cassini nel 1657.

8. L’Urlo di Pietra

Da Piazza Maggiore prendi via Clavature e, facendoti largo tra le folle di turisti pronti per l’aperitivo, entra nella chiesa di Santa Maria della Vita.

La chiesa, piuttosto piccola, fu costruita nel XIII secolo per volontà dalla Confraternita dei Flagellati e ospita al suo interno uno dei più grandi capolavori di tutta la storia della scultura italiana: il Compianto del Cristo Morto di Niccolò dell’Arca.

Questo magnifico gruppo scultoreo fu rinominato da D’Annunzio “Urlo di Pietra”, perché se ci fosse al mondo una scultura in grado di urlare sarebbe proprio questa. Le due donne sulla destra, identificate come Maria Maddalena e Maria di Cleofa, sono letteralmente sopraffatte dal dolore e dallo strazio. Ammirare quest’opera è un’esperienza travolgente!

9. Archiginnasio e Teatro Anatomico

Ritorna in Piazza Maggiore e prosegui verso il palazzo dell’Achiginnasio.

Bologna ospita la più antica università del mondo occidentale, dunque una visita all’Archiginnasio è d’obbligo!

Gli ambienti interni del palazzo e i due grandi scaloni che collegano il cortile al piano superiore sono divisi tra le due distinte universitates dei legisti e degli artisti. A sinistra c’è lo scalone degli artisti, a destra quello dei legisti, dedicato a San Carlo Borromeo.

Al piano superiore si trovano, tra l’altro, il Teatro Anatomico e la sala dello Stabat Mater.

Il Teatro Anatomico è una sala che veniva usata per le lezioni di anatomia. Quella che oggi possiamo visitare fu realizzata nel 1637, è rivestita in legno d’abete e decorata con statue rappresentanti medici illustri.

La sala dello Stabat Mater era l’aula magna dei legisti e deve il suo nome al fatto che il 18 marzo 1842 ospitò la prima rappresentazione dello “Stabat Mater” di Rossini, diretto da Donizetti.

10. Bologna vista da San Luca

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L’ultima tappa di questo tour dista qualche chilometro a piedi da Piazza Maggiore, ma si tratta di un percorso molto piacevole e adatto a tutti.

Da Piazza Maggiore prendi via d’Azeglio (quella dove si trova la casa di Lucio Dalla!) e percorrila fino all’incrocio con via Urbana, poi prendi via Saragozza fino alla sua Porta monumentale e poi dritto fino all’arco del Meloncello, dove inizia il portico si San Luca. Ora non resta che salire!

Il portico è formato da 666 arcate e termina ai piedi del Santuario, si tratta di un numero fortemente simbolico, legato al Demonio, e ricorda l’iconografia tradizionale che vede il Maligno schiacciato sotto il piede della Madonna.

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IL COLOSSEO SOTTO LA LUNA

Il Colosseo sotto la luna: un viaggio notturno tra i sotterranei e l’arena dell’anfiteatro più famoso del mondo.

Una suggestiva visita guidata dell’Anfiteatro Flavio al chiaro di luna.

I visitatori, avvolti dalla magica atmosfera notturna, potranno viaggiare in dietro nel tempo e scoprire la storia del monumento. Sia quella più nota, risalente ai fasti dell’antica Roma, ma anche quella cristiana, meno conosciuta ma ugualmente affascinante.

UN PO’ DI STORIA

“Ogni opera cede dinanzi all’Anfiteatro dei Cesari, la fama parlerà ormai d’una sola opera al posto di tutte”

Marziale, Liber de spectaculis

Originariamente era noto come Anfiteatro Flavio o semplicemente Anfiteatro.

Il nome “Colosseo” si diffuse solo nel Medioevo. Probabilmente a causa di una deformazione popolare dell’aggettivo latino “colosseum”, del resto non c’è da stupirsi che apparisse enorme, soprattutto se confrontato col le casette che c’erano a Roma nell’Alto Medioevo!

Si tratta del più grande anfiteatro romano del mondo, nonché del più imponente monumento dell’antica Roma che sia giunto fino a noi.

Nel 1980 fu inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, assieme all’intero centro storico di Roma, alle zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia ed alla Basilica di San Paolo fuori le mura.

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L’anfiteatro fu edificato in epoca Flavia su un’area al limite orientale del Foro Romano.

La sua costruzione, iniziata da Vespasiano nel 70 d.C., fu conclusa da Tito, che lo inaugurò il 21 Aprile nell’80 d.C. Ulteriori modifiche vennero apportate durante l’impero di Domiziano, nel 90.

Anticamente era usato per mettere in scena varie tipologie di spettacoli come: le lotte tra gladiatori, spettacoli di caccia, battaglie navali, rievocazioni di battaglie famose e drammi basati sulla mitologia classica.

IL COLOSSEO DOPO LA FINE DELL’IMPERO ROMANO

Finiti i fasti della Roma imperiale, il Colosseo conobbe un lunghissimo periodo di abbandono.

Nel VI secolo fu usato come area di sepoltura.

Tra il VI e il VII secolo fu fondata al suo interno una cappella oggi nota come chiesa di Santa Maria della Pietà al Colosseo.

Sotto papa Leone IV fu gravemente danneggiato da un terremoto, mentre il grande terremoto del 1349 provocò il crollo del lato sud, costruito su un terreno alluvionale instabile.

A lungo fu utilizzato come fonte di materiale edilizio e nel XIII secolo fu occupato dal palazzo dei Frangipane, successivamente demolito, e poi da altre abitazioni.

Papa Benedetto XIV, nel 1744, emanò un editto con cui ordinò la fine delle spoliazioni e fece costruire le quattordici edicole della Via Crucis. Pochi anni dopo, lo stesso papa, dichiarò il Colosseo chiesa consacrata a Cristo e ai martiri cristiani.

Nel corso dell’Ottocento e del Novecento si susseguirono vari interventi di restauro.

Nel 2007 il complesso è stato inserito fra le “Sette meraviglie del mondo moderno”.

IL COLOSSEO SOTTO LA LUNA: LA VISITA

Il percorso guidato accompagna i visitatori attraverso il dedalo di gallerie e passaggi, un tempo popolati da gladiatori e belve feroci, in cui si svolgevano i preparativi degli spettacoli.

Si tratta dell’antico “backstage” del Colosseo, la “macchina da spettacolo” più famosa della storia.  

In questi luoghi erano stoccati i materiali scenici e gli animali chiusi in gabbia venivano caricati sui montacarichi per raggiungere il piano dell’arena, dove avevano luogo le venationes, le simulazioni di caccia,  e i munera, i giochi tra i gladiatori.

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Percorrendo una passerella di circa 170 metri si possono attraversare le viscere del monumento e, con il favore della notte, si potrà rivivere appieno l’atmosfera che avvolgeva quel luogo mitico.

IL VELO DIPINTO

Quest’anno nel percorso di visita si inserisce anche la lettura multimediale di un dipinto murario del XVII secolo che raffigura una veduta ideale (a volo d’uccello) della città di Gerusalemme.

Il dipinto è posto a 8 metri d’altezza, proprio sull’arco di fondo della Porta Trionfale: la stessa dalla quale entravano i gladiatori e le belve che si affrontavano sull’arena.

I racconti del Vecchio e Nuovo Testamento rappresentati nel dipinto sono messi in luce da una selezione di 22 scene dell’opera, in dialogo con  l’incisione di Antonio Tempesta del 1601. 

Si tratta di un’esperienza immersiva.

La fioca luce della sera ed il ritmo della narrazione consentono di rivivere gli eventi rappresentati nel dipinto come: le vicende della Passione e Resurrezione di Gesù o la stella cometa premonitrice della distruzione di Gerusalemme.

Il dipinto di Gerusalemme ricorda l’importanza dell’Anfiteatro Flavio anche dopo la fine dell’impero romano. In particolare da quando, nel 1750, per volontà di Papa Benedetto XIV, è diventato sede della tradizionale Via Crucis.

La visita rievoca, infatti, la tradizionale cerimonia, passando davanti a una delle edicole e alla croce, poste lungo il perimetro dell’arena, per poi concludersi con uno sguardo a 360° sulla articolata struttura dei sotterranei e sull’immensità degli spalti, capaci di accogliere più di 60.000 spettatori.

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ARTE SACRA A PALERMO E DINTORNI

Palermo. Zyz (fiore) per i Fenici, πᾶς ὅρμος (ampio porto) per i Greci, Panormus per i Romani, Balarm per gli Arabi e Balermus per i Normanni.

Tanti nomi che corrispondono alle tante anime di questa meravigliosa città!

Era da tempo che volevo parlare del capoluogo siculo ma, riordinando idee ed informazioni prima di scrivere, mi sono resa conto che un solo articolo non sarebbe stato sufficiente per raccontare questa città. Così ho deciso di concentrarmi, per ora, “solo” sull’arte sacra.

In questo articolo, quindi, ti parlerò delle chiese e delle catacombe di Palermo (e dintorni!), sperando di darti qualche spunto interessante per organizzare il tuo prossimo viaggio in Sicilia

CAPPELLA PALATINA

“La più bella chiesa del mondo, il più sorprendente gioiello religioso sognato dal pensiero umano.” – così la definì  Guy de Maupassant durante il suo Grand Tour.

La cappella fa parte del complesso architettonico di Palazzo dei Normanni, noto anche come Palazzo Reale, attualmente sede dell’Assemblea regionale siciliana. Fu costruita a partire dal 1129 per volere di re Ruggero II di Sicilia, a renderla unica è la perfetta fusione di elementi decorativi bizantini, islamici e latini. La cupola, il transetto e le absidi sono interamente decorate da mosaici bizantini, tra i più importanti della Sicilia, raffiguranti varie scene bibliche, gli evangelisti ed il Cristo Pantocratore benedicente, sicuramente l’immagine di maggiore impatto della cappella!

CATTEDRALE DI PALERMO

La Cattedrale di Palermo, nota anche come Duomo, è dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta in Cielo, mentre a Santa Rosalia, patrona della città, è dedicata la Cappella Reale Senatoriale sul lato meridionale, in cui si trova la preziosissima urna argentea che custodisce il Sacro Corpo della Santa. L’arca reliquiaria risale alla prima metà del XVII secolo ed è uno straordinario capolavoro delle arti decorative, massima espressione del barocco Siciliano.

Per quanto riguarda le visite turistiche, l’interno della Cattedrale è strutturato in due aree: la prima ad ingresso libero, mentre la seconda (detta “Area Monumentale”)  prevede il pagamento di un biglietto. L’ingresso all’Area Monumentale comprende: tetti, tombe reali, cripta, absidi, tesoro, sotterranei e cripta dei beneficiali.

Nelle cappelle dedicate alle tombe reali si trovano i sarcofagi di Federico II, detto “Stupor Mundi”,  dei suoi genitori Enrico VI e Costanza D’Altavilla, di sua moglie Costanza d’Aragona, di suo nonno Ruggero II, e di Guglielmo D’Aragona. Dal tetto della Cattedrale di gode di una splendida vista su tutta la città, mentre nelle stanze dedicate al “tesoro” si può ammirare un’incredibile collezione di oggetti reali e religiosi come ornamenti sacri, calici, paramenti e la famosissima corona di Costanza D’Altavilla.

Dunque la Cattedrale è una tappa imperdibile per tutti gli appassionati di storia!

PALERMO DARK: LE CATACOMBE DEI CAPPUCCINI

“Stanno là, allineati, rinsecchiti e godono la stima di tutti.”

Thomas Mann, La montagna incantata

Visitare le Catacombe dei Cappuccini è una delle cose più insolite – e anche un po’ lugubri! – da fare a Palermo. Le Catacombe si trovano sotto il convento dei Cappuccini, nel quartiere Cuba, annesso alla chiesa di Santa Maria della Pace. Chiesa e convento risalgono al XVI secolo, benché edificati su strutture precedenti. Le famose catacombe dei Cappuccini sono in stile gotico ed ospitano circa 8.000 corpi, disposti in base all’età, al sesso ed alla professione. Alcuni di essi sono appesi alle pareti dei corridoi sotterranei, mentre altri riposano dentro o sopra degli scrigni.

CHIESA DI SAN GIOVANNI DEGLI EREMITI

La chiesa si trova nei pressi del palazzo dei Normanni ed è famosa per le sue cinque cupole rosse, che risaltano sulla semplice facciata dalle linee squadrate.

Si tratta di una chiesa romanica, costruita secondo i canoni dell’architettura siculo-normanna, ma che esternamente ricorda gli edifici orientali, tanto da essere così descritta da  Frances Minto Elliot nel suo Diary of an Idle Woman in Sicily “…con le sue cinque cupole starebbe benissimo a Baghdad o a Damasco. Accanto, il campanile gotico a quattro ordini di logge è sormontato da un’altra cupola, singolare adattamento di costruzione araba ad un costume cristiano.”

CHIESE DELLA MARTORANA E DI SAN CATALDO

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La chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, nota come Martorana, si  affaccia su Piazza Bellini , nel centro storico di Palermo ed è adiacente alla chiesa di San Cataldo. Appartiene alla circoscrizione della Chiesa italo-albanese ed officia la liturgia per gli italo-albanesi residenti in città secondo il rito bizantino. La comunità è parte della Chiesa cattolica, ma segue un rito e delle tradizioni spirituali che l’accomunano in gran parte alla Chiesa ortodossa.

Dal 3 luglio 2015 fa parte del patrimonio dell’umanità (UNESCO) nell’ambito dell'”Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale”. L’edificio, infatti, è un crogiolo di stili architettonici in cui l’arte bizantina e normanna si fondono armoniosamente con il barocco italiano. Proprio accanto alla Chiesa della Martorana si trova la Chiesa di San Cataldo, che si distingue per le sue tre cupole rosa sulla navata centrale. Sebbene sia stata costruita come luogo di culto nel XII secolo, nel corso del tempo l’edificio è stato usato per gli scopi più vari (compreso quello di ufficio postale!) ed è stato riconsacrato solo nel XX secolo.

CHIESA DEL GESÙ

La chiesa del Gesù (nota anche come Casa Professa) è una delle più importanti chiese barocche di Palermo e dell’intera Sicilia. I Gesuiti costruirono questa chiesa sul finire del  1500 dopo essere arrivati nel quartiere ebraico della città.

L’idea originale prevedeva la costruzione di un edificio piuttosto semplice, ma ben presto la chiesa venne abbellita con stucchi e decorazioni, trasformandosi in un tripudio del barocco siciliano e rendendola uno dei luoghi più suggestivi da visitare a Palermo. La pianta riflette la forma di una croce latina e l’interno è ricco di affreschi, bassorilievi marmorei e motivi biblici decorativi. La navata centrale è alta quasi 70 metri, conferendo alla struttura una grande magnificenza. L’esterno, invece, appare semplice ed austero.

CHIESA DEL SANTISSIMO SALVATORE

La chiesa del Santissimo Salvatore si trova lungo il Cassaro (cioè Corso Vittorio Emanuele). L’edificio venne realizzato per volere di Roberto il Guiscardo nel 1072, come luogo di culto del monastero delle suore basiliane di rito greco.

Secondo le cronache dell’epoca la regina Costanza d’Altavilla, prima che la ragion di stato la costringesse a compiere altre scelte, fu educanda del monastero, poi monaca professa ed infine badessa. La nobildonna, per motivi dinastici e politici, dovette lasciare i voti e convolare a nozze per unire le casate regnanti Altavilla – Hohenstaufen, diventando la moglie di Enrico VI di Svevia e madre dell’imperatore Federico II.

Nel 1528 l’antico edificio normanno venne totalmente riedificato ed ingrandito, trasformandosi in una chiesa a tre navate, con tre cappelle per lato. Sul finire del 1600 venne costruita la cupola che, grazie alla sua posizione privilegiata nel cuore del centro storico, regala una vista mozzafiato sulla città.

NEI DINTORNI DI PALERMO: DUOMO DI MONREALE

Lasciamo ora Palermo per la vicina Monreale.

Il suo famosissimo Duomo venne costruito nel 1174 per volontà del re normanno, Guglielmo II.

L’esterno è quello tipico delle chiese normanne: un edificio fortificato, affiancato da due torri, di cui quella di destra è divenuta campanile nel 1600. Gli straordinari mosaici interni si sviluppano su una superficie di 6300 mq e rappresentano l’intero ciclo biblico sia del Vecchio che del Nuovo Testamento, il tutto dominato dall’immensa figura del Cristo Pantocratore, che occupa l’intera superficie del catino absidale. L’altare maggiore risale al 1711 ed è una raffinata opera barocca eseguita dall’argentiere romano Luigi Valadier.

DUOMO DI CEFALU’

Infine ci spostiamo a Cefalù.

La leggenda narra che il Duomo venne realizzato per un voto fatto da Ruggero II al Santissimo Salvatore dopo esser scampato ad una tempesta approdando sulle spiagge di Cefalù. La realtà è molto più prosaica: il sovrano voleva costruire una chiesa dinastica sul modello carolingio normanno, con torri gemelle e “avancorpo”.

L’edificio, le cui vicende costruttive furono molto complesse, è preceduto da un ampio sagrato a terrazzo che svolgeva la funzione di cimitero. Molto probabilmente erano previste decorazioni musive per tutto l’interno, ma furono realizzate solamente nel presbiterio. Per realizzare i mosaici Ruggero II chiamò maestri bizantini che adattarono dei cicli decorativi di matrice orientale ad uno spazio architettonico per loro anomalo, di tradizione nordica. La figura dominante è quella del Cristo Pantocratore.

10 MOTIVI PER VISITARE RAVENNA

Ravenna, nel corso della storia, è stata per ben tre volte una capitale: dell’Impero Romano d’Occidente (402-476), del Regno Ostrogoto (493-540) e dell’Esarcato Bizantino (584-751). Le vestigia di questo glorioso passato sono tutt’ora visibili. Chiese, torri, mosaici, basiliche e mausolei, sono soltanto alcune delle cose che rendendo unica questa cittadina dell’Emilia Romagna.

Se stai pensando di andare a Ravenna, questi sono i 10 monumenti più interessanti da visitare:

RAVENNA: LA BASILICA DI SAN VITALE

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E’ un capolavoro dell’arte paleocristiana e bizantina, oltre che uno dei più famosi ed importanti luoghi di culto cattolici di Ravenna.

Tra i magnifici mosaici che decorano l’interno della Basilica ci sono anche quelli celeberrimi che ritraggono il corteo dell’Imperatore Giustiniano e della moglie Teodora.

IL MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA

Secondo la tradizione Galla Placidia, figlia di Teodosio e reggente dell’Impero romano d’Occidente per il figlio Valentiniano III, avrebbe fatto costruire questo mausoleo per sé, il marito Costanzo III e il fratello Onorio. Tuttavia è molto probabile che l’edificio non venne mai utilizzato come tomba di Galla Placidia, poiché le fonti riportano che essa morì a Roma nel 450 e lì fu sepolta nel Mausoleo Onoriano.

IL BATTISTERO NEONIANO

Prende il nome dal vescovo Neone che ne fece proseguire la costruzione dopo il suo predecessore Orso, ma è anche noto come Battistero degli Ortodossi. Oggi il Battistero appare “interrato” di circa 2 metri a causa del fenomeno della subsidenza, tipico di Ravenna. Ha una pianta di forma ottagonale, la numerologia, infatti, associava l’otto con la resurrezione, essendo la somma di sette, il tempo, più uno, Dio Padre.

IL BATTISTERO DEGLI ARIANI

Era il battistero della antica cattedrale ariana, oggi denominata Chiesa dello Spirito Santo.

Teodorico, di culto ariano, tentò di far convivere pacificamente i goti di culto ariano ed i latini di culto ortodosso, costruendo quartieri ed edifici di culto distinti.

Questo è l’unico battistero costruito in Italia appositamente per il culto ariano.

LA CAPPELLA DEL PALAZZO ARCIVESCOVILE DI RAVENNA

Si tratta dell’unico monumento di natura ortodossa ad essere stato costruito durante il regno di Teodorico; la Cappella Arcivescovile, nota anche come Cappella di Sant’Andrea, è l’antico oratorio dell’Episcopio ravennate, voluta dal Vescovo Pietro II e dedicata a San Pietro Crisologo, arcivescovo di Ravenna dal 433 al 450.

LA BASILICA DI SANT’APOLLINARE NUOVO

La basilica fu fatta erigere dal re goto Teodorico nel 505 come chiesa palatina, cioè ad uso della sua corte. Quando Ravenna venne conquistata  dall’Impero bizantino tutti gli edifici legati ai goti e all’arianesimo furono integrati al culto cattolico e l’ex basilica teodoriciana venne riconsacrata a San Martino di Tours, difensore della fede cattolica e avversario di ogni eresia.

La basilica assunse il suo nome attuale solo intorno al IX secolo dopo che vi furono portate le reliquie di sant’Apollinare, primo vescovo di Ravenna, dall’omonima basilica di Classe per sottrarle al pericolo delle scorrerie dei pirati.

Come tutte le chiese di Ravenna, anche Sant’Apollinare Nuovo è decorata con meravigliosi e coloratissimi mosaici.

IL MAUSOLEO DI TEODORICO

E’ la più celebre costruzione funeraria degli Ostrogoti.

Il monumento fu costruito all’esterno della cerchia muraria della città, in una zona da tempo occupata da una necropoli.

La costruzione si distingue da tutte le altre presenti in città per il fatto di non essere costruita in mattoni, ma con blocchi di pietra d’Aurisina per ricordare il Palazzo di Diocleziano a Spalato; il mausoleo ha una pianta decagonale e la sua caratteristica più sorprendente è la “cupola”, formata da un unico ed enorme monolite a forma di calotta, anch’esso in pietra Aurisina, di 10,76 metri di diametro e 3,09 di altezza, per un peso di circa 230 tonnellate.

LA BASILICA DI SANT’APOLLINARE IN CLASSE

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Fu costruita e finanziata nella prima metà del VI secolo dal banchiere Giuliano Argentario ed è stata dedicata a sant’Apollinare, il primo vescovo di Ravenna, sul luogo del martirio, dove sono i resti di alcune parti delle sue spoglie.

Con la Basilica di Sant’Apollinare in Classe si conclude la visita tra i monumenti paleocristiani di Ravenna, un sito seriale inserito dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità nel 1996.

LA TOMBA DI DANTE A RAVENNA

Il Sommo Poeta visse gli ultimi anni della propria esistenza nella città romagnola, morendovi nel 1321. Sul letto di morte Dante Alighieri volle essere vestito col saio francescano e scelse come luogo di sepoltura il convento dei Frati Minori, arrivati a Ravenna nel 1261.

Il giorno dopo il decesso il corpo del poeta fu sepolto nello stesso sarcofago in cui si trova attualmente. Tuttavia fu proprio da quel momento che iniziarono i problemi. Prima i resti mortale di Dante diventarono oggetto di una lunga contesa con i fiorentini, poi furono trafugati e posti in una una cassetta – oggi conservata nel museo Dantesco- nascosta in un luogo ritenuto sicuro.

La cassetta con i resti del poeta venne ritrovata casualmente durante dei lavori di restauro il 27 maggio 1865. Durante la seconda guerra mondiale fu nuovamente nascosta per evitare che i bombardamenti la distruggessero. Infine fu ricollocata nel tempietto il 19 dicembre 1945.

LA CRIPTA DELLA BASILICA DI SAN FRANCESCO

Restando nella cosiddetta zona dantesca della città, si può visitare la Basilica di San Francesco.

Al disotto del presbiterio si trova la cripta, raggiungibile tramite una doppia rampa di scale ed avente come ingresso una piccola finestra ad arco da cui è possibile vederla senza accedervi. La cripta è a tre navate, coperta con volte a crociera e sul suo pavimento ci sono antichi mosaici. L’aspetto più singolare della cripta è che, trovandosi al di sotto il livello del mare, è invasa dall’acqua e si presenta come una piccola piscina, dove nuotano anche diversi pesci creando effetti particolarmente suggestivi.

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ROMA: 3 PERCORSI D’ARTE GRATUITI

Roma, la Città Eterna. Una fonte inesauribile di bellezze artistiche.

Ovunque si sposti lo sguardo ci sono chiese, fontane, piazze, musei e siti archeologici unici al mondo.

Una tale sovrabbondanza potrebbe creare nel visitatore – soprattutto se poco esperto della Capitale! – l’imbarazzo della scelta e lasciarlo in uno stato di disarmante incertezza.

E’ per questo che ho pensato di creare una piccola guida con 3 percorsi d’arte per esplorare Roma in modo totalmente gratuito: non vi resta che scegliere il vostro preferito!

SPIANDO ROMA DAL BUCO DELLA SERRATURA

Non c’è dubbio che il buco della serratura più famoso al mondo sia quello della porta dei Cavalieri di Malta. Siamo sull’Aventino, il più meridionale dei sette colli, ma anche quello che offre uno dei panorami più suggestivi sulla Capitale.

Avvicinate l’occhio alla serratura e guardate cosa si nasconde oltre, sicuramente rimarrete senza fiato: incorniciato da una fitta vegetazione, il panorama si apre sulla Cupola di San Pietro in un affascinante gioco prospettico.

Il tour sull’Aventino prosegue con la visita delle chiese di Santa Sabina e dei Santi Bonifacio e Alessio e termina nella magnifica cornice del Giardino degli Aranci.

La Basilica di Santa Sabina è una delle chiese paleocristiane meglio conservate.

L’ingresso principale è chiuso da una porta lignea risalente al V secolo, che costituisce il più antico esempio di scultura lignea paleocristiana. Attualmente sono visibili 18 riquadri (in origine erano 28) tra cui quello raffigurante la Crocifissione, che è la più antica raffigurazione conosciuta di questo evento!

La Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio svetta sull’Aventino dal V secolo.

Nel giugno 2019, in un’intercapedine del campanile, è stato rivenuto un affresco del 1100 raffigurante Sant’Alessio e il Cristo pellegrino. Si tratta di una scoperta unica perché l’affresco è in ottimo stato di conservazione e dunque è in grado di offrire molte informazioni sulle sue tecniche di realizzazione.

Infine eccoci giunti al Giardino degli Aranci (o parco Savello), uno dei parchi più romantici di Roma da cui si gode un’incantevole vista sulla Capitale. Un luogo che invita alla calma e consente di prendersi una pausa per godere di tutta la bellezza circostante.

CARAVAGGIO

La maggior parte delle opere attribuite a Michelangelo Merisi da Caravaggio sono conservate a Roma e, anche se molte sono esposte nei musei, alcune sono sparse nella città e fruibili gratuitamente.

La prima tappa è la chiesa di San Luigi dei Francesi che affaccia sulla piazza omonima, poco distante da piazza Navona. Qui si possono ammirare ben 3 opere di Caravaggio: la Vocazione di San Matteo, San Matteo e l’Angelo ed il Martirio di San Matteo.

La seconda tappa è la Basilica dei Santi Trifone e Agostino, in via della Scrofa, che ospita la Madonna di Loreto, detta anche Madonna dei Pellegrini, uno dei più noti capolavori di Caravaggio. Fu proprio il pittore a donare l’opera alla chiesa come ringraziamento per l’asilo concesso durante la fuga da un arresto. Caravaggio, infatti, aveva ferito un uomo nella vicina piazza Navona per aver rivolto alla sua amante troppe attenzioni. Sembrerebbe che il volto della Vergine abbia proprio i lineamenti  della donna all’origine della contesa, Lena.

L’ultima tappa è la Basilica di Santa Maria del Popolo, situata in piazza del Popolo, dalla quale prende il nome. A sinistra dell’altare maggiore c’è la cappella Cerasi, detta anche dell’Assunta o dei Santi Pietro e Paolo, è una delle cappelle più celebri di Roma. Qui Annibale Carracci e Caravaggio, i due maggiori pittori attivi nella Roma dell’epoca, si confrontarono negli anni 1600-1601, dando vita a uno dei capolavori inaugurali del Seicento romano. In particolare possiamo ammirare: la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo.

Santa Maria del Popolo merita di essere visitata a prescindere dalle opere di Michelangelo Mersi! Alla sua realizzazione parteciparono Bramante, Raffaello e Bernini ed incarna un perfetto esempio di contaminazione tra Rinascimento e Barocco.

LE FONTANE

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Il rapporto tra Roma e l’acqua è inscindibile, non solo a causa del Tevere che l’attraversa, ma soprattutto in virtù degli ingegnosi sistemi progettati, sin dall’antichità, per portare l’acqua nella Città Eterna. Secondo il poeta inglese Shelley, per giustificare un viaggio a Roma sarebbe sufficiente anche solo la visita delle fontane della città.

Partendo da piazza Barberini incontriamo la Fontana del Tritone. Imboccata via Sistina, ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, la Barcaccia domina piazza di Spagna. Entrambe le fontane sono opera del Bernini.

In ogni caso la più grande, celebre ed iconica fontana della Capitale resta Fontana di Trevi, costruita sulla facciata di Palazzo Poli da Nicola Salvi.

La storia della fontana è strettamente collegata a quella del restauro dell’Aqua Virgo, ovvero l’acquedotto dell’Acqua Vergine, che risale ai tempi dell’imperatore Augusto: infatti l’architetto Marco Vipsanio Agrippa (genero di Augusto) fece arrivare l’acqua corrente da un bacino sulla via Collatina, fino al Campo Marzio, per alimentare le terme volute e completate dallo stesso Agrippa, cui si deve anche l’edificazione del Pantheon, come vistosamente ricordato nel frontone! L’acquedotto, attivo da più di duemila anni, si snoda sottoterra per quasi venti chilometri.

Per chiudere l’itinerario tra le fontane più belle di Roma, non possono mancare la Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini in piazza Navona e il Fontanone dell’Acqua Paola al Gianicolo.

5 SEGRETI DI FIRENZE

Firenze è una delle città più belle del mondo, capace di attrarre milioni di persone ogni anno.

Ogni palazzo, ogni chiesa e ogni vicolo di questa magnifica città ha mille storie da raccontare. Firenze, infatti, custodisce tantissimi segreti, storie poco conosciute e aneddoti al confine tra storia e leggenda. Durante la mia ultima visita, quindi, ho deciso di andare alla ricerca di questi luoghi insoliti. Io avevo a disposizione quattro giorni, ma con un itinerario ben pianificato, anche un solo giorno può essere sufficiente a scoprire angoli inaspettati della città.

Ecco il risultato della mia caccia al tesoro tutta medicea, 5 cose di Firenze che in pochi sanno:

1) LA TESTA CHE SPUNTA DALLA ROCCIA

Si trova presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore, lato Via de’ Cerretani, e per vederla bisogna proprio cercarla! Non si sa di preciso chi o cosa rappresenti, si sa solo che è lì almeno dal 1327.

Una delle tante leggende nate per spiegare l’origine di quella testa che spunta dalla roccia riguarda la maledizione che lanciò l’astrologo Cecco D’Asti. Questi, destinato al rogo per eresia, maledì il prete che lo condannò, senza neanche concedergli un ultimo bicchiere d’acqua! Di fronte al rifiuto di quella piccola gentilezza, lo scienziato pronunciò contro il prelato le parole “E tu il capo di lì non caverai mai!”. La testa del prete si pietrificò all’istante, mentre l’altro ardeva sul rogo.

2) IL PROFILO DI MICHELANGELO

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In Piazza della Signoria, sulla destra dell’entrata di Palazzo Vecchio, proprio dietro alla statua di Ercole e Caco, si trova una sorta di basso rilievo. È un uomo di profilo, appena abbozzato. E’ stato attribuito niente meno che a Michelangelo, tuttavia non ci sono risposte certe sul perché il maestro lo abbia scolpito.

Le versioni più plausibili sulla sua origine sono due.

La prima narra di un uomo che importunava Michelangelo, seguendolo ovunque e facendogli richieste. Un giorno il maestro, “armato” di scalpello, si fermò lungo in muro di  Palazzo Vecchio e scolpì il profilo dell’uomo, forse per immortalare il suo persecutore o forse per dar seguito alle sue continue richieste e farlo tacere…

La seconda versione narra che Michelangelo, passando per caso in Piazza della Signoria, vide un condannato a morte che veniva trascinato al patibolo. Fu talmente colpito dall’espressione fissa e vuota dell’uomo che, preso da improvvisa ispirazione, scolpì il suo volto sulla prima cosa che aveva a disposizione.

3) UN DIAVOLO A CAVALLO PER FIRENZE

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Questo piccolissimo diavolo a cavallo si trova all’incrocio tra Via degli Strozzi e Via de’ Vecchietti, scolpito niente meno che dal Giambologna.

Il proprietario del palazzo, Bernardo Vecchietti, chiese all’artista di scolpire qualcosa che ricordasse il miracolo fatto del monaco dominicano Pietro da Verona. Nel 1245 mentre il monaco stava predicando nel mercato vecchio di Firenze (oggi Piazza della Repubblica), improvvisamente, comparve tra la folla un cavallo nero imbizzarrito, che minacciava gli ascoltatori con i suoi zoccoli.

Il monaco, riconosciuto in quel cavallo il maligno venuto a disturbare, fece un segno della croce contro il cavallo che sparì dietro l’angolo di palazzo Vecchietti, lasciando dietro di sé un deciso olezzo di zolfo.

4) CARRUCOLE SULLA CUPOLA

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In Piazza Duomo basta alzare la testa all’insù e guardare bene! Ci sono carrucole ed altri strumenti di lavoro lasciati lì…appesi al muro da circa 500 anni!

Brunelleschi era ossessionato dalla cupola del Duomo, voleva che i lavori finissero il prima possibile e, per evitare che le maestranze perdessero tempo scendendo per il pranzo, fece installare queste carrucole per far salire il cibo.

5) FIRENZE E LA SUA FINESTRA MALEDETTA

A Palazzo Grifoni, in Piazza Santissima Annunziata, uno degli scuri di una finestra al primo piano è sempre aperto a metà. Notte e giorno, estete e inverno. La leggenda vuole che da questa finestra, una donna della famiglia Grifoni, salutò il marito in partenza per la guerra. La donna aspettò a lungo che lo sposo tornasse, ma invano. Dopo quell’ultimo saluto, non lo vide mai più.  Quando la donna morì gli scuri furono chiusi, ma la stanza si animò all’improvviso, i quadri caddero dalle pareti, le luci si spensero e gli arredi iniziarono a produrre rumori sinistri.

Riaperti gli scuri tutto finì e la stanza tornò silenziosa. Solo suggestioni?

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COSA VISITARE A PERUGIA

Perugia conserva pressoché intatte le tracce del suo nobile passato.

Città etrusca, romana, medievale, ma anche città universitaria tra le più antiche d’Italia e del mondo!

Con la sua storia, le sue erte stradine medievali, i suoi panorami mozzafiato e le sue tante golose specialità, Perugia è in grado di offrire moltissimo ai visitatori!

Ecco alcuni suggerimenti su cosa vedere durante il tuo week-end perugino:

Fontana Maggiore

E’ il simbolo della città di Perugia e sorge al centro si Piazza IV Novembre.

Si tratta di uno dei massimi esempi di scultura medievale italiana. Fu costruita nella seconda metà del XIII secolo su progetto di Nicola e Giovanni Pisano per celebrare l’inaugurazione del nuovo acquedotto di Monte Pacciano che consentì l’arrivo dell’acqua nella cittadella medievale.

La vasca inferiore è decorata con 50 formelle raffiguranti i mesi dell’anno con i segni zodiacali e le scene della tradizione agraria che li contraddistinguono.

Cattedrale di San Lorenzo

La cattedrale di San Lorenzo è uno degli edifici religiosi più rappresentativi della città. Al suo interno si conservano la Deposizione della Croce di Federico Barocci e la preziosa reliquia dell’anello nuziale della Vergine. Edificata nel corso del XV secolo è composta da varie stratificazioni corrispondenti alle diverse fasi costruttive che si sono susseguite.

Nel chiostro della cattedrale ha sede il Museo Capitolare di San Lorenzo.

Palazzo dei Priori

Sempre restando in Piazza IV Novembre puoi ammirare lo splendido Palazzo dei Priori, in stile gotico, costruito tra il 1293 e il 1443. Per accedervi devi attraversare un portale sormontato dalle statue delle icone della città: il grifo ed il leone.

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Al suo interno troverai la Sala dei Notari, un ambiente con una volta sostenuta da arcate romaniche e interamente affrescato con raffigurazioni allegoriche e storie bibliche. Il Palazzo è la sede del comune ed ospita la Galleria Nazionale dell’Umbria, il Nobile Collegio della Mercanzia ed il Nobile Collegio del Cambio.

Galleria Nazionale dell’Umbria

Si trova agli ultimi piani del Palazzo dei Priori e conserva la più grande e importante raccolta di opere d’arte della regione. Le opere risalgono a un periodo che va dal XIII al XIX secolo e sono ordinate secondo un percorso cronologico. Spiccano i capolavori dei più grandi artisti italiani tra cui  Beato Angelico, Piero della Francesca, Pinturicchio e Perugino.

Per informazioni sugli orari di apertura ed il costo dei biglietti si può visitare il sito gallerianazionaledellumbria.

La Rocca Paolina

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E’ il simbolo del potere pontificio che, per oltre tre secoli, dominò la città. Fu eretta tra il 1540 e il 1543 per volere di Papa Paolo III Farnese. Passeggiare nella Rocca è un’esperienza davvero unica che consente di immergersi appieno nell’atmosfera della Perugia medievale.

La fortezza, inoltre, è stata adibita a spazio espositivo e ospita mostre ed attività culturali.

Basilica di San Domenico

La Basilica, che affaccia sulla piccola piazzetta Giordano Bruno, lungo corso Cavour, è uno degli edifici religiosi più importanti della città.

Fu costruita in varie fasi tra il XIV e il XV secolo e, nel corso del tempo, gran parte del suo patrimonio venne disperso a causa delle requisizioni napoleoniche e delle vendite demaniali. Vale comunque la pena visitarla soprattutto per il suo maestoso campanile, uno dei monumenti simbolo di Perugia, ed il monumento funebre dedicato a Papa Benedetto XI.

Pozzo Etrusco

Il Pozzo Etrusco o Pozzo Sorbello è un vero e proprio capolavoro dell’ingegneria idraulica risalente al III secolo a.C. Con i suoi 36 metri di profondità per oltre 5 metri di diametro era uno dei principali serbatoi di acqua pubblica della città durante l’epoca etrusca e romana. Oggi è possibile visitare il pozzo grazie a un sistema di scale che permettono di raggiungere il punto più profondo.

Ipogeo dei Volumni

Se sei un appassionato di archeologia non puoi perderti l’Ipogeo dei Volumni.

L’ipogeo fa parte della necropoli etrusca del Palazzone composta da quasi 200 tombe.

La necropoli fu scoperta nell’Ottocento e riportata alla luce nel 1963, si trova a pochi chilometri dal centro di Perugia ed è uno degli esempi più significativi dell’architettura funeraria etrusca.

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Museo Storico Perugina e Casa del Cioccolato

Il cioccolato è la tua passione? Il Museo Storico Perugina è il luogo che fa per te!

Qui potrai scoprire la storia, i segreti e le tecniche di lavorazione dell’oro degli dei.

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UN WEEK-END A VERONA

VERONA: COSA VISITARE IN UN WEEK-END NELLA CITTA’ DI ROMEO E GIULIETTA

“Le cose che si amano non si posseggono mai completamente. Semplicemente si custodiscono.”

Gaio Valerio Catullo

“Dai fatali lombi di due nemici discende una coppia di amanti, nati sotto cattiva stella, il cui tragico suicidio porrà fine al conflitto”.

William Shakespeare

Catullo e Shakespeare – sono loro che incarnano le due anime di Verona! – quella romana e quella rinascimentale, due anime diverse ma capaci di consacrare questa meravigliosa città come capitale dell’amore.

VERONA: UN PO’ DI STORIA

Il nucleo originario di Verona venne fondato dai Romani all’interno di un’ansa del fiume Adige intorno alla metà del I secolo a.C. e rimase sotto il governo dell’Impero fino al V secolo, quando venne occupato dal re germanico Teodorico il Grande. Durante il XII secolo la città divenne un libero Comune per poi prosperare sotto la Signoria degli Scaligeri e, successivamente, sotto il governo della Repubblica di Venezia. Nel 1797 fu occupata militarmente da Napoleone e nel 1815 divenne parte dell’Impero austriaco che la trasformò nella sua maggiore piazzaforte militare in territorio italico. Nel 1866 fu annessa al Regno d’Italia.

Il centro storico di Verona è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO per le sue peculiarità urbanistiche ed il patrimonio artistico e culturale.

COSA VISITARE

Ho pensato ad un itinerario con i principali luoghi da visitare in questa città, il cui fascino ti convincerà a tornare e ritornare!

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PIAZZA BRA

Arrivando a Verona in auto o in treno, la prima cosa che vedrai è la facciata in pietra bianca di Porta Nuova: da qui percorrendo l’omonimo corso fino alla fine arriverai a Piazza Bra. Si tratta della piazza principale di Verona e una delle più grandi d’Europa.  Dominata dall’Arena al centro, è impreziosita da imponenti palazzi appartenenti a diverse epoche architettoniche: il Palazzo Barbierie laGrande Guardiasono i più celebri, ma non meno importanti sono laFontana delle Alpi, lastatua di Vittorio Emanuele IIe laTorre Pentagona.  

L’ARENA DI VERONA

L’Arena è uno dei simboli di Verona nel mondo. Fu costruita, probabilmente, nel I secolo d.C. per ospitare gli spettacoli dei combattimenti tra i gladiatori. Le sue maestose gradinate potevano ospitare ben 30.000 spettatori! Era, infatti,  il terzo anfiteatro più grande d’Italia, dopo il Colosseo e l’Anfiteatro di Capua. Ancora oggi questo luogo fa da cornice, con il suo incredibile fascino, ad importanti rappresentazioni musicali e, durante l’estate, si trasforma nel più grande teatro lirico all’aperto del mondo.

VIA MAZZINI

Via Mazzini  collega Piazza Bra e Piazza delle Erbe ed è la via dello shopping per eccellenza. Un susseguirsi interrotto di negozi eleganti, gelaterie e ristoranti .

Passeggiando tra le vetrine non dimenticare di guardarti intorno…ci sono alcuni importanti edifici da scoprire, come ad esempio la splendida Loggia Arvedi in stile neoclassico.

PIAZZA DELLE ERBE

E’ la piazza più antica di Verona. Il cuore pulsante del commercio. Sulla piazza si affacciano palazzi risalenti a varie epoche storiche tra cui la Casa dei Mercanti, le facciate colorate delle Case Mazzanti e la fontana di Madonna Verona.

TORRE DEI LAMBERTI E PIAZZA DEI SIGNORI

Dalla Torre dei Lamberti, con i suoi 84 metri d’altezza, si gode di uno splendido panorama sulla vicina Piazza delle Erbe e sui tetti della città. Circondata da edifici monumentali collegati tra loro da passaggi e arcate, Piazza dei Signori, anche conosciuta come Piazza Dante, è il centro del potere amministrativo di Verona: qui potrai ammirare la Loggia del Consiglio con il suo porticato, il Palazzo di Cansignorio (detto anche del Capitano) e il Palazzo della Regione. Al centro della piazza troverai la grande statua di Dante Alighieri che, proprio a Verona, trovò rifugio durante il suo esilio da Firenze.

ARCHE SCALIGERE

A fianco della chiesa di Santa Maria Antica ed a pochi metri dalla piazza dei Signori, si trovano le Arche Scaligere, il monumentale complesso funerario in stile gotico degli antichi Signori di Verona,

destinato a contenere le arche (o tombe) di alcuni illustri rappresentanti della casata, tra cui quella del più grande Signore della città, Cangrande, a cui Dante dedicò il Paradiso!

CASA DI GIULIETTA

Via Cappello n.23. Probabilmente è questo l’indirizzo più famoso di Verona. Qui, secondo la tradizione, abitava la famiglia dei Capuleti. Oltrepassando l’imponente cancello si accede al cortile dove la statua di bronzo di Giulietta accoglie i visitatori sullo sfondo di uno splendido edificio rinascimentale a mattoncini rossi, ricoperto di piante rampicanti.

Forse i più romantici resteranno delusi, ma l’aspetto della casa è stato modellato sul finire degli anni ‘30, sotto la direzione di Antonio Avena,  per ricreare l’antica scenografia rinascimentale, ispirandosi al famoso dipinto ottocentesco di Hayez, Il bacio. Anche il balcone  è risultato di un’abile assemblaggio… si tratta di resti marmorei del XIV secolo che giacevano al Museo di Castelvecchio.

Per informazioni sugli orari di apertura ed il costo dei biglietti si può visitare il sito casadigiulietta

I PONTI DI VERONA

Tra i ponti di Verona i più importanti sono il Ponte Pietra,  l’unico ponte romano rimasto in città, ed il Ponte Scaligero, un imponente ponte medievale conosciuto anche come Ponte di Castelvecchio. Lungo più di 120 metri, è caratterizzato da una parte inferiore in marmo bianco e una parte superiore in cotto.

TEATRO ROMANO

Ai piedi del colle di San Pietro, vicino al Ponte Pietra, si trova l’antico Teatro Romano di Verona risalente al I secolo a.C.. Ogni estate il teatro fa da palcoscenico a un festival dedicato al teatro shakespeariano

CASTELVECCHIO 

Originariamente chiamato castello di San Martino in Aquaro, è un fortino medievale situato nel centro storico di Verona ed adibito a sede dell’omonimo museo civico, uno dei più importanti della città, che conserva al suo interno numerosi capolavori d’arte tra cui i dipinti del Pisanello, Tiepolo, Carpaccio e Veronese.  

Castelvecchio è il più importante monumento militare della signoria scaligera. La sua struttura si divide in tre parti (la Corte della Reggia, la Corte d’Armi e la Corte del Mastio) ed è caratterizzata da una cinta muraria merlata.

LE CHIESE DI VERONA

Il tour della città non poteva concludersi senza menzionare il grandissimo patrimonio storico legato all’arte sacra. Verona è ricca di meravigliose chiese, quelle che ho visitato e ti suggerisco di vedere sono:

Il Duomo (Cattedrale di Santa Maria Assunta), sorge su un’antica costruzione paleocristiana ed è il principale luogo di culto della città. Fa parte di un complesso architettonico che comprende anche il palazzo del vescovado, il chiostro dei Canonici, la biblioteca capitolare, il battistero di San Giovanni in Fonte e la chiesa di Sant’Elena.

La Basilica di Santa Anastasia, si trova nella parte finale del decumano massimo della città in epoca romana, in prossimità del luogo in cui l’Adige è attraversato dal Ponte Pietra. Si tratta del principale esempio di costruzione gotica della città.

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