STORIA DELL’ALBERO DI NATALE

Le origini dell’albero di Natale sono antichissime e piuttosto oscure.

Nella cultura di molti popoli pagani dell’Europa centro-settentrionale il sempreverde rappresentava la vita, la rinascita e la resistenza necessaria per sopravvivere durante la lunga stagione fredda e veniva decorato con delle luci durante le festività che si svolgevano a ridosso del solstizio d’inverno, il 21 dicembre.

Per i Druidi gli abeti, ed in generale i sempreverdi, avevano un valore magico: a loro veniva deputato il compito di traghettare gli uomini dal dominio delle tenebre a quello della luce.

Anche i Vichinghi credevano che l’abete rosso possedesse poteri magici, poiché non perdeva le foglie nemmeno durante l’inverno più gelido. Gli abeti, quindi, venivano tagliati, portati in casa e decorati con dei frutti,  aspettando che tornasse la primavera.

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YULE E L’ALBERO DI NATALE

L’abitudine di decorare alberi in vario modo appartiene dunque a numerose tradizioni, ma in particolare la nascita dell’albero di Natale si collega (come quella del ceppo natalizio!) a “Yule”, che nelle tradizioni germanica e celtica precristiana, coincide col solstizio d’inverno.

Nei linguaggi scandinavi, il termine Jul significa sia Yule che Natale, e viene talvolta usato anche per indicare altre festività di dicembre. Il termine si è diffuso anche nelle lingue finniche per indicare il Natale (in finlandese “Joulu”): il legame fra le due tradizioni è dunque evidente!

Anche i Romani usavano decorare le loro case con rami di pino durante le Calende di gennaio.

Con l’avvento del Cristianesimo l’uso dell’albero di Natale si affermò anche nelle tradizioni cristiane, anche se la Chiesa delle origini ne vietò l’uso sostituendolo con l’agrifoglio, le cui spine ricordavano la corona di Cristo.

L’ALBERO DI TALLINN

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Tuttavia l’uso “moderno” dell’albero di Natale sembrerebbe essere nato a Tallinn, in Estonia, nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, Raekoja Plats, attorno al quale giovani uomini e donne ballavano alla ricerca dell’anima gemella.

Altri sostengono, invece, che il primo albero di Natale vero e proprio fu introdotto in Germania nel 1611 dalla Duchessa di Brieg che, secondo la leggenda, aveva già fatto adornare il suo castello per festeggiare il Natale, quando si accorse che un angolo di una delle sale era rimasto completamente vuoto. Per questo, ordinò che un abete del giardino del castello venisse trapiantato in un vaso e portato in quella sala.

In Francia, invece, il primo albero di Natale fu addobbato nel 1840 dalla duchessa d’Orleans. I cattolici, infatti, dopo la riforma di Martin Lutero (1483-1546), consideravano un’usanza protestante quella di decorare alberi per celebrare il Natale e quindi erano un po’ diffidenti…

L’EPOCA VITTORIANA

L’unica cosa certa nella lunga e misteriosa storia dell’albero di Natale è che la sua diffusione in tutto il mondo è merito del principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, marito della regina Vittoria, che, date le sue origini germaniche, volle introdurre nelle proprie residenze l’uso a lui familiare dell’albero di Natale.

La novità si estese presto come una moda in tutto il Regno Unito,  grazie soprattutto alla rivista “The Illustrated London News” che nel 1848 propose una litografia raffigurante la famiglia reale attorno all’albero di Natale, la tradizione invase ben presto tutte le case inglesi… o almeno quelle di chi se lo poteva permettere!

Da quel momento in poi le famiglie nobili e le più abbienti iniziarono a decorare le loro case sulla scia del palazzo reale. Per tradizione, l’albero si acquistava nei giorni precedenti il Natale, ma si decorava alla Vigilia (tradizione rimasta ancora oggi negli Stati Uniti).

Gli alberi venivano venduti senza radici, montati su una base in legno oppure liberi da appoggi, per essere infilati in grandi vasi pieni di terra; la base era ricoperta con drappi o con muschio su cui, in alcuni casi, veniva costruito un paesaggio con casette, fattorie, monti, ferrovie…

L’ALBERO DI NATALE IN ITALIA

In Italia la prima ad addobbare un albero di Natale fu la regina Margherita nella seconda metà dell’Ottocento al Quirinale, e da lei la moda si diffuse velocemente in tutto il paese. L’albero di Natale, infatti, è una delle poche tradizioni straniere ad essere arrivate in Italia quando era ancora una “novità”, ovvero ben prima della sua diffusione nella società consumistica del secondo dopoguerra.

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COSA FARE A NATALE IN ABRUZZO

L’Abruzzo è una meta affascinante durante tutto l’anno, ma nel periodo di Natale diventa ancora più suggestivo.

A bordo della “Transiberiana  d’Italia”, la storica linea che collega la regione al Molise, si possono ammirare Parchi Nazionali, Riserve Naturali, montagne maestose e gole strettissime.

Un viaggio lento ed emozionante che consente di raggiungere alcune delle mete più caratteristiche per i mercatini di Natale.

MERCATINI DI NATALE IN ABRUZZO

L’AQUILA

Il capoluogo abruzzese si prepara a festeggiare il Natale con vari eventi.

Fino al 6 gennaio in Piazza Duomo, Corso Vittorio Emanuele e Corso Federico II ci saranno i mercatini di Natale con prodotti d’artigianato e specialità gastronomiche del territorio.

AVEZZANO

La pista di pattinaggio, la Casa di Babbo Natale, la musica e le tante delizie tipiche sono gli ingredienti principali del periodo natalizio ad Avezzano, nel cuore della Marsica, dove le luminarie si fondono con le lucine dell’Albero di Natale in Piazza Risorgimento.

E’ la destinazione ideale per le famiglie, grazie soprattutto alle tante attività in programma nell’ultima edizione di Magie di Natale!

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CAMPO DI GIOVE

Grazie alle sue piste da sci, ai sentieri ed ai faggeti, Campo di Giove è una delle mete più ambite in inverno.

Fino al 22 dicembre ogni sabato e domenica gli artigiani del territorio delizieranno i visitatori con le loro specialità dolci e salate. Ma non solo: per l’occasione, i ristoranti della zona proporranno offerte speciali a pranzo e a cena, con menu natalizi ispirati alla cucina locale.

Insomma, una tappa ideale per assaporare l’ottima gastronomia abruzzese.

PACENTRO

Questo suggestivo borgo, durante il periodo natalizio, si trasforma in un pittoresco villaggio in cui è possibile trovare il migliore artigianato in legno, ma anche lavori di decoupage, gioielli e statuine per il presepe, rigorosamente fatti a mano da artigiani locali. Fra buon cibo e tante attività e laboratori per i più piccoli, il paesino rappresenta la destinazione perfetta per rilassarsi nella magica atmosfera natalizia, godendo di incantevoli panorami.

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SANTO STEFANO DI SESSANIO

Santo Stefano di Sessanio, in provincia dell’Aquila, è un bellissimo paesino medioevale in cui il tempo sembra essersi fermato. A Natale si arricchisce di un’atmosfera da sogno con una serie di appuntamenti da non perdere come: i presepi diffusi, le escursioni in montagne, lo spettacolo “Dis-incanto di Natale”, con le canzoni della tradizione pastorale e contadina tipica Abruzzese ed i racconti e canti itineranti della compagnia RaccontaStorie. Certamente una delle tappe più affascinanti del Natale in Abruzzo.

ATTRAVERSANDO L’ABRUZZO SULLA TRANSIBERIANA ITALIANA

Un’altra bellissima esperienza che è possibile fare nel periodo di Natale (e non solo!) è quella di regalarsi un viaggio nel tempo sulla suggestiva “transiberiana italiana”.

Questo appellativo, carico di forza evocativa, è il nome con cui è conosciuta la Ferrovia dei Parchi, una linea inaugurata nel 1897 per consentire il collegamento dagli Abruzzi con il versante tirrenico e Napoli, tanto che molti ferrovieri e residenti delle zone attraversate dalla tratta la chiamano ancora “la Napoletana”.

Il nome “Ferrovia dei Parchi”, invece, è dovuto al fatto che i binari attraversano le aree protette del Parco Nazionale della Maiella, del Parco Nazionale d’Abruzzo e della riserva MaB Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise.

L’espressione “transiberiana d’Italia” nacque nel 1980 ad opera del giornalista e scrittore Luciano Zeppegno che, trovandosi a viaggiare su un treno di linea, rimase impressionato da una improvvisa nevicata in quota nella zona degli Altipiani Maggiori d’Abruzzo, quasi ad immaginarsi una steppa siberiana ghiacciata di ben altre latitudini, al punto da voler scrivere un articolo su questa esperienza per la rivista Gente Viaggi.

Trent’anni dopo l’associazione culturale le Rotaie ha ripreso l’appellativo nella speranza che potesse suscitare interesse nell’opinione pubblica scongiurando la dismissione della linea. Cosa che, fortunatamente, è accaduta!

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CURIOSITA’ ED INFORMAZIONI

Le carrozze impiegate sono le cosiddette “cento porte”, vetture risalenti agli anni ’30, dai suggestivi interni e sedute in legno, composte ciascuna da 4 ambienti da 24, 16, 16 e 24 posti, con porte di salita/discesa da entrambi i lati.

Vi è poi l’impiego di una carrozza “corbellini”, vettura più recente, risalente agli anni ’50, con due ambienti da 32 posti.

Il biglietto per viaggiare sulla transiberiana d’Italia è acquistabile esclusivamente sul sito latransiberianaditalia.

Nel periodo delle feste vengono organizzati degli speciali “Treni di Natale” che consentono di visitare molti dei tradizionali mercatini.

I CALENDARI DEL MONDO

ORIGINI E CURIOSITA’ SUI CALENDARI DEL MONDO

“Che anno è?”

La domanda sembra banale e, probabilmente, nella maggior parte dei paesi del mondo la risposta sarà la stessa, ma il fatto è che esistono molti calendari diversi da quello gregoriano e miliardi di persone li usano quotidianamente, se non altro per programmare le feste religiose.

I CALENDARI: UN PO’ DI STORIA

Ci sono o ci sono stati popoli che per i loro calendari si sono basati su eventi particolari, come l’atteggiamento di certi animali o la fioritura di specifici alberi.

Ma in generale i calendari si basano sulla Luna o sul Sole.

Il problema dei calendari lunari, però, è che il mese lunare è più corto, e ogni anno lunare (l’insieme di 12 cicli lunari) finisce per durare circa 11 giorni meno rispetto a ogni anno solare. È il motivo per cui i calendari lunari, alla lunga, non rispettano le stagioni. Per esempio agosto non sarebbe necessariamente sinonimo di estate, perché potrebbe anche venire in inverno. Immagina che incubo prenotare le vacanze al mare!

Per ovviare a questi inconvenienti la maggior parte dei calendari sono quindi solari o lunisolari.

I calendari lunisolari (fatti cioè osservando sia la Luna che il Sole) sono quelli che seguono le fasi della Luna, ma che aggiungono un mese extra per colmare il ritardo che altrimenti si accumulerebbe rispetto all’anno solare.

Anche i calendari solari, però, hanno i loro problemi. Un anno solare, ovvero il tempo che la Terra impiega per fare un giro intorno al Sole, dura infatti 365,24219 giorni. È il motivo per cui quasi ogni calendario prevede mesi di diversa durata o anni bisestili, cioè con un giorno in più, per rimettersi in pari.

L’ultima, fondamentale, questione da tenere presente quando si parla di calendari riguarda il loro inizio, cioè il momento dal quale si decide di iniziare a contare, il loro anno zero. Questo momento viene definito “epoca“. Per intenderci, nel caso del calendario gregoriano, “l’epoca” è la nascita di Gesù.

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IL CALENDARIO GREGORIANO

E’ un calendario solare e venne introdotto nel 1582 da papa Gregorio XIII.

Lo scopo era quello di sistemare i ritardi accumulati dal precedente calendario, quello giuliano (introdotto da Giulio Cesare). Dopo aver consultato tutti gli esperti del caso, papa Gregorio XIII decise che dopo giovedì 4 ottobre 1582 ci sarebbe stato direttamente venerdì 15 ottobre.

Così!… Giusto per rimettersi in pari!

Per evitare di dover cancellare altri 10 giorni dalla storia del mondo, il calendario gregoriano applicò alcune modifiche a quello giuliano, stabilendo che è bisestile ogni anno multiplo di quattro, fatta però eccezione per gli anni multipli di 100 (anche detti “secolari”) che non sono allo stesso tempo multipli di 400. Chiaro, no?

Tradotto. Il 2000 è stato bisestile (perché multiplo di 4 e di 400), ma il 1900 non lo è stato e il 2100 non lo sarà (perché secolari e quindi multipli di 4, ma non di 400).

Così facendo, ogni 4 secoli ci sono 97 anni bisestili.

In modo tale che il calendario gregoriano sia quasi allineato con quello solare.

Ma nell’anno 4905 si ritroveranno a essere avanti di un giorno esatto rispetto all’anno solare!

IL CALENDARIO ISLAMICO

È lunare e la sua “epoca” è il 16 luglio 622 del calendario giuliano: il giorno dell’Egira, l’abbandono della Mecca da parte di Maometto.

Essendo lunare, i suoi 12 mesi sono tutti da 29 o 30 giorni, per un totale di 354 o 355 giorni e prevede anni bisestili.

Il fatto che il calendario islamico sia lunare e non preveda aggiustamenti all’anno solare fa sì che le sue festività, come per esempio il Ramadan, possano cadere in ogni stagione. In base a questo calendario siamo attualmente nell’anno 1443!

Ci sono anche calendari islamici leggermente diversi, infatti in Iran ed in Afghanistan si usa il calendario persiano, che è solare ed è attualmente nell’anno 1440!

IL CALENDARIO EBRAICO

È lunisolare e fu elaborato per la prima volta poco prima che nascesse Gesù: all’inizio la durata di ogni mese veniva decisa di volta in volta, guardando la luna.

Nel corso degli anni, però, subì diverse evoluzioni che lo resero più preciso.

In questo calendario gli anni sono raggruppati in cicli di 19 anni e possono avere 12 o 13 mesi, e i mesi possono avere 29 o 30 giorni.

Secondo questo calendario, la cui “epoca” corrisponde al momento della creazione del mondo (Anno Mundi),  siamo nel 5782!

IL CALENDARIO CINESE

È lunisolare e i mesi iniziano con la luna nuova. È molto simile a quello ebraico, perché costruito in base a cicli di anni da 12 e da 13 mesi, alternati.

Nel corso degli anni ci sono state diverse revisioni che hanno portato alla nascita di vari calendari cinesi o di origine cinese.

Attualmente è in corso l’anno del bue, mentre il nostro 31 gennaio 2022 inizierà quello della tigre!

I CALENDARI INDUISTI

Ce ne sono tantissime varianti, tutte piuttosto complicate!

Il fatto è che questi calendari si basano su “metodo multidimensionale per strutturare il tempo, combinando informazioni sui giorni lunari, i giorni solari, i mesi lunari, i mesi solari, i movimenti del Sole e della Luna in relazione agli altri corpi celesti, e altri elementi astronomici”.

In sintesi, in questi calendari ci sono sia mesi lunari che mesi solari.

La data di inizio del calendario induista (sia solare, sia lunisolare) è il 23 gennaio 3102 a.C. nel calendario gregoriano; da questa data, ogni anno è indicato con il numero di anni “trascorsi”.

Ad esempio, nel 2021 del calendario gregoriano, sono trascorsi 5121 anni nel calendario induista, perciò questo è il 5122º anno.

Il calendario nazionale indiano (talvolta chiamato calendario Saka) è il calendario civile ufficialmente in uso in India e gli anni corrispondono al Calendario Gregoriano – 78.

Quindi: 2021 – 78 = 1943!

IL CALENDARIO BUDDHISTA

Anche il calendario buddista è una derivazione dei calendari induisti.

Il suo anno zero coincide però con la morte di Buddha avvenuta nel 543 a.C.

Quindi per questo calendario siamo nell’anno 2564!

GLI ALTRI CALENDARI

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Ci sono tantissimi altri calendari.

Quello copto che è diviso in 13 mesi ed ha come “anno zero” il momento in cui Diocleziano divenne imperatore romano.

Il calendario rivoluzionario sovietico, che da oltre un secolo confonde gli studenti di tutto il mondo che studiano una rivoluzione d’ottobre, avvenuta però a novembre!

Quello etiope (solare).

Quello giuliano rivisto, che potrebbe essere anche più preciso del gregoriano!

E poi c’è il calendario dei Maya, che andò molto di moda qualche anno fa tra i catastrofisti di tutto il mondo.

Terminiamo la lunga e complessa storia dei calendari con il virtuoso – ma incompreso! – tentativo fatto nel 1930 di creare un calendario Mondiale.

Elisabeth Achelis pensò che, partendo dal calendario Gregoriano, si sarebbe potuto creare un calendario sempre uguale, senza anni bisestili, e propose di avere anni di 12 mesi da 30 o 31 giorni, con ma due giorni “extra”, contraddistinti da una lettera e non da un numero.

Questi giorni dovevano essere indicati come W che stava per “Worldsday”, giorno del mondo.

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IL CAPODANNO NEL MONDO

Quando si tratta di festeggiare Capodanno ogni parte del mondo ha le sue particolari tradizioni, mentre l’unica cosa che accumuna tutti è la voglia di iniziare il nuovo anno sotto i migliori auspici!… Che questo avvenga grazie ad un abito rosso, ad un bagno nelle acque ghiacciate o all’aver mangiato lenticchie o melograno è un’altra storia!

I festeggiamenti di Capodanno iniziano alle 11:00 (ora italiana) del 31 dicembre nella Repubblica di Kiribati e finiscono alle 13:00 (ora italiana) del 1 gennaio a Howland Island, un atollo sperduto nell’Oceano Pacifico.

Vediamo, quindi, come si festeggia Capodanno nel mondo, cosa si mangia, cosa s’indossa e con quali riti propiziatori si accoglie il nuovo anno.

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COME SI FESTEGGIA CAPODANNO IN EUROPA: LE TRADIZIONI PIÙ PARTICOLARI

Spagna

A Madrid e in tutta la Spagna è d’obbligo mangiare 12 acini d’uva allo scoccare della mezzanotte augurandosi 12 mesi di fortuna nell’anno nuovo.

A Barcellona, inoltre, si festeggia l’arrivo del nuovo anno con la Primer Bany de l’Any, la prima nuotata dell’anno in un’acqua la cui temperatura si aggira attorno ai 12-14 gradi.

Germania

Allo scoccare della mezzanotte tutta la Germania fa uno spuntino a base di Pfannkuchens, dolci simili ai krapfen, “solitamente” ripieni di liquore e marmellata. Dico “solitamente” perché in occasione del Capodanno uno solo di questi dolci viene farcito con della senape…chi lo trova avrà un anno molto fortunato!

Gran Bretagna

Gli irlandesi e gli inglesi, nonostante la vicinanza, hanno tradizioni differenti.

In Irlanda, durante il Capodanno, è di buon auspicio bussare a casa dei vicini con una pagnotta di pane.

In Inghilterra, invece, allo scoccare della mezzanotte è tradizione aprire la porta sul retro per far uscire l’anno passato e al contempo invitare la prima persona che s’incontra ad entrare in casa, portando carbone, sale e pane.

Danimarca 

I danesi festeggiano Capodanno saltando da una sedia allo scoccare della mezzanotte. Inoltre, poiché credono molto nell’amicizia, durante tutto l’anno conservano i pezzi di piatti e bicchieri rotti per poi lasciarli davanti la porta del miglior amico la notte di Capodanno. Più pezzi si trovano, più amici si hanno.

Russia

In Russia si festeggia Capodanno ben due volte, il 31 Dicembre ed il 13 Gennaio (calendario gregoriano e calendario giuliano)! Come? Scrivendo su un foglio di carta i desideri che ci si augura di realizzare nell’anno nuovo, per poi bruciarlo e sciogliere le ceneri nel bicchiere di champagne che si beve allo scoccare della mezzanotte. Attenzione: bisogna berlo tutto d’un fiato entro i 60 secondi, altrimenti i desideri non si avvereranno!

COME SI FESTEGGIA IL CAPODANNO NEL RESTO DEL MONDO

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Capodanno in Sud America: Brasile e Argentina

I brasiliani di Rio de Janeiro approfittano delle belle giornate per salutare l’anno nuovo vestiti di bianco per allontanare gli spiriti maligni e fanno un tuffo nell’Oceano.

Invece i brasiliani che vivono nell’entroterra seguono un’altra tradizione, ovvero salire in piedi su uno sgabellino con il piede destro e poi saltare.

Infine gli argentini durante la notte di Capodanno indossano intimo rosa perché credono che porti fortuna e mangiano fagioli, che sarebbero di buon auspicio per la carriera e il lavoro. I fagioli, infatti, si dice che diano sicurezza a chi è già soddisfatto del proprio lavoro e creino nuove opportunità interessanti per chi, invece, vuole un grande cambiamento.

Capodanno in Oriente: Giappone

Le campane dei templi giapponesi salutano l’anno nuovo con ben 108 rintocchi. Secondo il credo buddista, infatti, ci sono 108 peccati ed i 108 rintocchi simboleggiano la purificazione da questi peccati.

100 KM LUNGHI UN ANNO

Le due isole dell’Oceano Pacifico di Western Samoa e Samoa Americane si trovano a distanza di soli 100 km l’una dall’altra. Eppure, nonostante questo, trascorrono il Capodanno a distanza di un giorno. Questo accade perché i due territori sono divisi dalla International Date Line. Le due isole hanno anche due modi diverse di salutare il nuovo anno. Una, il Western Samoa, lo accoglie con fuochi d’artificio e feste di lusso, mentre l’altra lo attende rispettando gli antichi usi e costumi polinesiani, quindi in maniera decisamente più sobria.

NATALE IN ITALIA: LE CITTA’ PIU’ BELLE

Nelle settimane che precedono il Natale, le luci, gli addobbi e le decorazioni invadono le strade, i quartieri e le piazze di tutto il mondo. E se è vero che ogni cosa sembra essere pervasa dalla magia di questo periodo, è vero anche che alcune città, più di altre, sembrano incarnare alla perfezione quello spirito natalizio.

Nel preparare l’elenco delle 5 città italiane più belle da visitare a Natale,  ho volutamente tenuto fuori le mete più convenzionali (come Roma, Napoli e Milano) per fare spazio ad altre città ugualmente interessanti per storia, arte, eventi e spettacoli, ma soprattutto per la magia natalizia che trasmettono.

NATALE A TRENTO

Tra le città italiane più belle a Natale non poteva assolutamente mancare Trento! Il motivo è semplice: i suoi splendidi mercatini natalizi! Ma non è tutto! Trento ha un magnifico centro storico in cui si possono ammirare testimonianze risalenti all’epoca romana, al Medioevo ed al Rinascimento. Assolutamente imperdibili sono: la cattedrale di San Virgilio, in stile romanico, che sorge nell’omonima piazza, sopra ad un’antica basilica paleocristiana; ed il castello del Buonconsiglio, il più importante di tutto il Trentino, residenza dei principi vescovi e simbolo della città.

VERONA

Verona emana sempre un fascino romantico, ma durante il periodo natalizio da il meglio di se’!

E’ una città dall’anima antica, con il suo centro storico che si sviluppa lungo il fiume Adige. 

A dicembre si illumina, le piazze principali si animano con i mercatini e l’arena diventa il teatro di una mostra internazionale di presepi che arrivano da tutto il mondo. Basta passeggiare tra le sue stradine medievali per vivere la magia del Natale.

Se vuoi saperne di più sulla città di Romeo e Giulietta leggi anche: UN WEEK-END A VERONA

FIRENZE A NATALE

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Partendo dal presupposto che per me “Florence is always a good idea!”, c’è da dire che nel periodo natalizio la città è ancora più affascinante del solito.

A partire dall’8 Dicembre, oramai da qualche anno, Firenze brilla grazie al “Festival delle Luci – F-Light”. L’edizione 2021 è intitolata “Riflessioni: Dove Siamo, Dove Andremo” e, tutti i giorni dalle 17:30 alle 24:00, la città si accenderà grazie ad una serie di illuminazioni d’artista tra cui l’iconico videomapping sul Ponte Vecchio, monumentale proiezione sul tema della “riflessione”.

Per saperne di più sulla città medicea leggi anche 5 SEGRETI DI FIRENZE

URBINO

Questa splendida cittadina marchigiana, durante il periodo natalizio, diventa il teatro della manifestazione “Le vie dei presepi”. Le istallazioni sono tantissime e, soprattutto, sono sparse ovunque nella città: dalle vetrine dei negozi, alle Chiese ed ai palazzi d’epoca! Vistare la mostra diventa, quindi, un modo per scoprire la bellezza della città di Raffaello!

MATERA

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Ogni anno, durante il periodo natalizio, nella città di Matera si svolgono numerosi eventi a tema, in grado di creare atmosfere affascinanti e suggestive. Uno di questi è il presepe vivente, un evento straordinario ed unico nel suo genere, proprio per la naturale somiglianza della città con la Nazareth cristiana. Quest’anno in particolare la manifestazione prende il nome di “Hope for the Future” e si terrà tutti i week end a partire dal 7 dicembre 2021, fino al 9 gennaio 2022.

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DOVE ANDARE IN EUROPA IN INVERNO

LE 5 CITTA’ EUROPEE PIU’ BELLE DA VISITARE IN INVERNO

Ho sempre viaggiato molto di più durante la primavera e l’estate che non in inverno…un po’ per esigenze lavorative, un po’ per caso, ma il problema è che non sono propriamente un’amante del caldo e quindi mi è capitato spesso di girare tra le strade di qualche città europea pensando a come sarebbe stato bello poterla visitare in inverno, imbiancata dalla neve e avvolta in un velo di misteriosa nebbia.

Credo che di aver stilato la mia “Top 5” delle città europee da visitare in inverno proprio mentre salivo al castello di Praga sotto il sole di fine agosto, circondata dall’afa ed immaginando canali ghiacciati, tetti imbiancati e tazze di cioccolata calda da gustare in un caffè storico.

Inoltre si deve considerare che, a parte la bellezza del periodo natalizio in cui le città si addobbano di luci e colori, l’inverno è anche la stagione in cui circolano meno turisti, i prezzi calano e si può sperimentare il vero stile di vita locale.

Quindi ecco le 5 città europee più belle da visitare in inverno (almeno secondo me!).

SAN PIETROBURGO

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E’ la prima meta a cui penso se immagino di viaggiare in inverno!

Se non hai paura di affrontare temperature che scendono fino a meno trenta gradi sotto lo zero puoi partire alla volta della città costruita da Pietro I ed ammirarne il fascino imperiale.

San Pietroburgo è il volto della Russia più accogliente e “occidentale”, viene chiamata anche la “Venezia del Nord” per i suoi canali, d’inverno gelati, fiancheggiati da sontuosi palazzi.

E se il freddo dovesse essere eccessivo, puoi sempre riscaldarti nel Palazzo d’Inverno, la magnifica residenza degli zar che conta oltre 1500 stanze, e al museo dell’Ermitage.

San Pietroburgo è incredibilmente vasta (come tutto in Russia!) e questo la rende una meta più adatta ad un vero e proprio viaggio e non ad un week-end.

PRAGA

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Se sei in cerca di una meta romantica e fiabesca Praga è decisamente la scelta giusta!

Passeggiare tra le stradine della Città Vecchia o sotto la luce diafana dei lampioncini del Ponte Carlo e guardare la città che si specchia nella Moldava è uno spettacolo impareggiabile.

Una visita al castello di Praga poi ti farà immergere definitivamente nell’atmosfera magica di questa città. La capitale della Repubblica Ceca, inoltre, vanta i mercatini di Natale considerati tra i più belli d’Europa, al di fuori della Germania, dove passeggiare tra bancarelle, luci e colori. Infine, l’inverno è la stagione dello Svařák, o vin brûlé, che troverai ovunque nelle strade di Praga per riscaldarti nelle gelide serate.

INVERNO A TALLINN

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Tallinn è conosciuta come la città del Natale per i suoi festeggiamenti tradizionali, le mille luci del centro storico e i mercatini che richiamano ogni anno migliaia di visitatori nella Town Hall Square. La capitale dell’Estonia emana fascino ed eleganza con le sue torri che si affacciano sul Mar Baltico ed un centro storico che è tra i meglio conservati d’Europa.

Potrai passeggiare tra chiese medievali, case mercantili e palazzi gotici.

BRUGES

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Bruges, capitale delle Fiandre occidentali, è semplicemente fiabesca: il centro storico, inserito dall’Unesco nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità, è circondato da un fossato ovale che segue il tracciato delle antiche (e ormai scomparse!) fortificazioni medievali ed è un turbinio di pittoresche viuzze acciottolate che collegano piazze incantevoli dominate da chiese storiche e antichi palazzi dal frontone a gradoni.

Quando il freddo inizierà a farsi sentire potrai sempre goderti la vista sulla città nel caldo tepore dello storico Grand Cafe Craenenburg bevendo una vera cioccolata calda belga.

Questa è l’unica meta citata in questo articolo che devo ancora sperimentare…

VIENNA

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La capitale asburgica è un’altra meta particolarmente affascinante d’inverno quando, complice il freddo, ci si sente meno in colpa a rifugiarsi negli storici caffè per deliziarsi con una fetta di Sachertorte!

La città di Mozart offre ai viaggiatori i suoi maestosi palazzi imperiali dagli interni fastosi, prestigiosi musei affacciati su eleganti piazze, cattedrali gotiche e magnifiche chiese barocche. Se sei appassionato di musica classica potresti assistere ai tanti concerti che animano la città, dal Palazzo di Schönbrunn e alla cattedrale di Santo Stefano.

I MERCATINI DI NATALE

Checché se ne dica i mercatini di Natale non sono un’invenzione della moderna società del consumismo, ma una tradizione ultracentenaria. I mercatini di Natale, infatti, sono nati nel medioevo ed il primo documento scritto in cui se ne parla risale al 1434 e fu redatto a Dresda, dove presero il via le prime fiere di piccoli artigiani.

Da allora i mercatini si sono diffusi in tutto il Nord Europa e poi in ogni angolo del mondo, Italia inclusa!

Dopo lo stop dettato dalla pandemia, quest’anno riaprono i tanti mercatini che caratterizzano il nostro Paese da Nord a Sud. Alcuni sono particolarmente famosi, altri sono meno noti ma comunque incantevoli.

In questo articolo faccio un breve excursus tra i mercatini di Natale imperdibili in Italia. Alcuni sono dei must, altri delle chicche da conoscere. Lo scopo è sempre lo stesso: trasformare ogni occasione in un viaggio alla scoperta del nostro Paese!

I mercatini di Natale “originali” dell’Alto Adige

Bolzano, Merano, Bressanone, Vipiteno e Brunico: sono i 5 mercatini “originali” dell’Alto Adige.

Hanno in comune l’atmosfera romantica, l’attenzione alla sostenibilità, ma anche alla sicurezza dato che a tutti i mercatini si accede solo con Green Pass.

A Bressanone, oltre alla classica esposizione di prodotti tipici, ci saranno i presepi artigianali, cominciando da quelli custoditi nel Palazzo Vescovile, che quest’anno ospita anche il musical “Liora. Il valore del tempo”.

A Merano, invece, l’appuntamento è tra le casette di legno che esporranno tutti i prodotti tipici altoatesini, illuminati da un allestimento di luci decisamente scenografico.

A Vipiteno il tema di quest’anno saranno le Campane del Natale, a cui saranno dedicate le manifestazioni in programma.

Gli altri mercatini del Trentino (Trento e dintorni)

Il mercatino di Trento vanta circa 100 casette di legno che dal 20 novembre al 6 gennaio animeranno il cuore della città: tra piazza Fiera e piazza Cesare Battisti. Negli chalet si potranno trovare tutte le eccellenze artigianali locali, mentre a quelle eno-gastronomiche sarà dedicata un’intera “isola dei sapori”.

Il mercatino di Trento è anche un ottimo punto di partenza per visitarne tanti altri in altrettanti piccoli meravigliosi borghi trentini, da Rovereto dove le festività saranno dedicate al tema della luce, ad Ala che allestirà come da tradizione i saloni dei palazzi barocchi che impreziosiscono il centro storico, fino ad Avio che accoglierà i visitatori nel suo castello addobbato a festa.

Aosta

È diventato un appuntamento fisso il Marché Vert Noël di Aosta: dal 20 novembre e fino al 6 gennaio.

Ci saranno i tipici chalet in legno circondati da lucine e sculture dove comprare tutti i prodotti tipici valdostani, ma anche le magnifiche creazioni in legno e feltro degli artigiani locali. Da non perdere l’anticipazione della Fiera di Sant’Orso (che si tiene ogni anno il 30 e 31 gennaio) che si terrà nei weekend all’Arco di Augusto, dove gli artigiani mostreranno come creano le loro meraviglie. Per i bambini ci saranno laboratori, giostre e una pista di pattinaggio.

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Aprica (Sondrio)

Aprica quest’anno ospiterà i mercatini di Natale a cominciare dal 4 all’8 dicembre, per poi andare avanti nei weekend dell’11-12 e del 18-19 dicembre e dal 24 dicembre al 6 gennaio. Tra gli chalet in legno nel centro del paese ci saranno artigiani e produttori locali che proporranno le loro creazioni, con musica in sottofondo e tante idee per divertirsi per i più piccoli. Un’occasione per distrarsi tra una sciata e l’atra, dato che ad Aprica ci sono 50 chilometri di piste, più altri sette per lo sci di fondo, e tante altre idee per godersi neve e natura.

Cison di Valmarino (Treviso)

Se amate andar per borghi, a Natale non potete perdervi Cison di Valmarino che per la sua bellezza ha meritato la Bandiera Arancione del Touring Club.

Nel cuore della Marca Trevigiana, Cison è noto per essere uno dei migliori punti di partenza per escursioni naturalistiche in zona, nonché per il suo borgo nel borgo (Rolle), circondato dai vigneti del Valdobbiadene. Il suo caratteristico mercatino di Natale si chiama “Stelle a Natale” e si terrà nei giorni 4, 5, 8, 11 e 12 dicembre. Le strade del borgo ospiteranno casette con i prodotti artigianali locali; inoltre, ogni artigiano, nella propria bottega, allestirà una rappresentazione del Presepe. La piazza sarà addobbata con spettacolari decorazioni del bosco.

Candelara (Pesaro e Urbino)

Candelara è uno dei piccoli e meravigliosi borghi della provincia di Pesaro e Urbino, con un centro storico molto caratteristico, circondato da una cinta muraria quattrocentesca. Per Natale ospiterà uno dei mercatini più romantici: “Candele a Candelara”. Il nome è dovuto al fatto che, tra le casette di legno, le grandi protagoniste, insieme all’oggettistica natalizia, saranno proprio le candele. Inoltre la loro luce illuminerà tutto il borgo addobbato a festa con presepi e sculture di ferro, la bottega degli elfi, spazi dedicati alla musica e ai bambini. Inoltre ogni giorno della manifestazione (27 – 28 Novembre e 4 – 5 – 8 – 11 – 12 Dicembre) per 15 minuti, sarà spenta la luce elettrica e la luce calda delle candele sarà la sola a risplendere.

Arezzo

È tra le città più belle da visitare a Natale, dal 20 novembre al 9 gennaio si veste a festa con istallazioni luminose, bellissimi presepi (come quello in movimento nella chiesa di Piazza della Badia), show ed eventi speciali dedicati al tema della meraviglia e ovviamente mercatini. Ce ne sono di tanti tipi diversi: al “Prato”, la grande area verde che domina la città, ci sarà il “Mercato delle Meraviglie” con tante specialità gastronomiche; in piazza Grande “il Villaggio Tirolese”; in piazza San Jacopo e Risorgimento un mercatino tradizionale ed in piazza Guido Monaco uno dedicato alle arti fatte a mano.

Montepulciano (Siena)

Circondati dalla bellezza medievale di questo borgo toscano si potrà visitare il “Villaggio di Natale” che ospita il più grande mercatino del Centro Italia ed il Castello di Babbo Natale, ricco di sorprese e attrazioni, non solo per i più piccoli. L’evento si svolgerà nei weekend 20 e 21 novembre, 27 e 28 novembre, e poi dal 4 al 12 dicembre e dal 18 dicembre al 6 gennaio 2022.

Castello di Limatola (Benevento)

Limatola è un piccolo borgo sannita a circa mezz’ora dalla Reggia di Caserta. Dal 12 novembre al 12 dicembre, il suo castello normanno ospiterà la manifestazione “Cadeau al Castello” in cui, circondati da una magnifica cornice storica, si potrà andare in giro per mercatini, ma anche divertirsi con gli elfi e fare visita a Babbo Natale.

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IL PRESEPE: STORIA E TRADIZIONI

L’albero di Natale ha certamente il suo fascino… ma il presepe!?

In questi giorni in cui tutti stanno recuperando da cantine e garage scatoloni pieni di addobbi, luci e statuine non potevo non parlare del presepe.

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UN PO’ DI STORIA

Correva l’anno 1223 quando Francesco d’Assisi, di ritorno dalla Terra Santa, si recò all’eremo di Greccio e, per celebrare il Natale, poiché quel luogo gli apparve molto simile a Betlemme, allestì  una mangiatoia, fece portare della paglia, un asino ed un bue, e poi celebrò l’Eucarestia.

Dopo la canonizzazione di San Francesco, moltissime persone vollero replicare quello che aveva fatto il poverello di Assisi. Nacquero così sia le rappresentazioni viventi  che il presepe come lo conosciamo oggi, con statue, casette, e scenografie varie.

Una tradizione tutta italiana dunque, che col tempo si è diffusa nel mondo!

In effetti la Natività è sempre stato un tema pittorico molto utilizzato, le prime testimonianze risalgono addirittura al III secolo, quando un artista ignoto rappresentò la nascita di Gesù nelle catacombe di Priscilla a Roma.

Tuttavia fu solo nel Medioevo – complice la fama di San Francesco!- che la Natività divenne un tema di gran moda tra gli artisti. Basti pensare agli affreschi di Giotto nella Basilica superiore di Assisi, oppure alle successive opere di Piero della Francesca e Botticelli.

Intorno al XVI secolo, soprattutto all’interno delle chiese nell’Italia centrale, si iniziò a rappresentare la Natività con delle statuine poste in ambientazioni naturali. Fu così che il presepe incontrò l’estro artistico degli artigiani partenopei che iniziarono a dar vita a statue in terracotta lavorate a mano e arricchite da tessuti raffinati e preziosi.

Ora che sappiamo come è nata e come si è evoluta la tradizione del presepe non ci resta che scoprire alcuni dei Presepi Viventi più belli e caratteristici d’Italia e le relative date 2021/2022 (date e orari potrebbero variare quindi prima di partire controllate sempre i rispettivi siti internet!).

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PRESEPE VIVENTE DI GRECCIO

Ovviamente questo excursus non poteva che iniziare dal Presepe Vivente più antico del mondo, quello di Greccio! Questo piccolo borgo del reatino tornerà a trasformarsi in Betlemme per la 798esima volta in queste date: 24, 26 e 28 dicembre 2021; 1, 2, 6 ed 8 gennaio 2022.

MATERA

Il Presepe Vivente nei Sassi di Matera, alla sua XI edizione, avrà come titolo “Hope for the future”.

La manifestazione si svolgerà su un percorso lungo circa 5 km. Sono previste visite sia pomeridiane che serali e le date sono: 7, 8, 9, 10, 11, 12, 18 e 19 dicembre 2021; 1, 2, 6, 7, 8 e 9 gennaio 2022.

TRICASE

Altro Presepe Vivente da tenere in considerazione è quello che si svolge a Tricase in provincia di Lecce. E’ tra i più visitati in Italia, ha luogo in una cornice paesaggistica davvero molto suggestiva ed è particolarmente legato alle tradizioni ed al folklore locale. Le date sono: 25, 26, 28 e 30 dicembre 2021; 1, 2, 4 e 6 gennaio 2022.

CIVITA DI BAGNOREGIO

Il Presepe Vivente di Civita di Bagnoregio è da molti considerato uno dei più belli al mondo in quanto si svolge in un’ambientazione unica nel suo genere. Le date sono: 26 dicembre 2021; 1, 2 e 6 gennaio 2022 dalle ore 16:30 alle ore 19:00.

PRESEPE VIVENTE DI GENGA

A Genga, in provincia di Ancona, dal 1981 viene organizzato il Presepe Vivente più grande del mondo all’interno della meravigliosa cornice delle Grotte di Frasassi. La manifestazione si articola su una superficie di circa 30.000 mq ed impegna oltre 300 figuranti. Le date sono: 26 dicembre 2021;  6 gennaio 2022 dalle ore 14:30 alle ore 19:00.

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