LA RIVIERA DI ULISSE

La Riviera di Ulisse è un meraviglioso tratto costiero lungo circa 50 chilometri.

Ci troviamo nel Lazio, in provincia di Latina, in un luogo che è riuscito a conservare intatto il suo fascino antico e misterioso, anche grazie al fatto di essere rimasto per lo più al di fuori dei grandi circuiti del turismo di massa.

La riviera deve il suo nome all’eroe omerico che, secondo la tradizione, approdò sulle coste del Lazio meridionale e visse qui alcune delle sue avventure più avvincenti come l’incontro con i Lestrigoni (giganti antropofagi) e quello con la maga Circe.

La bellezza della Riviera di Ulisse e la sua carica evocativa furono molto apprezzate fin dall’antichità dai personaggi più importanti di Roma: Cicerone aveva una villa a Formia,  l’imperatore Tiberio scelse invece la più appartata e scoscesa Sperlonga, mentre l’imperatore Domiziano prediligeva le placide acque del lago di Paola  a Sabaudia.

Preziose testimonianze archeologiche, scenografici templi, promontori rocciosi che si tuffano nel blu del Tirreno, ma anche piccoli borghi ricchi di storie e tradizioni!… Non resta che andare alla scoperta della Riviera di Ulisse!

SAN FELICE CIRCEO

E’ il punto più settentrionale della Riviera di Ulisse. Dista appena 34 km da Latina e, per chi arriva da nord, rappresenta la prima tappa dell’itinerario lungo la costa.

Il centro storico di San Felice Circeo si trova in collina ed è caratterizzato da un susseguirsi di vicoli e piazze su cui svetta la Torre dei Templari. A circa 3 km dal centro storico, il Faro di Capo Circeo illumina la rotta dei naviganti dal 1866. E’ ricoperto di quadratini di maiolica bianca che lo riparano dalla salsedine e dal vento, e lo fanno spiccare tra il mirto e le agavi della macchia mediterranea circostante.

Il Monte Circeo, invece, è un promontorio montuoso con molti sentieri escursionistici che offrono viste mozzafiato agli appassionati di trekking.

Infine la costa è ricca di meravigliose grotte, ideali da visitare prendendo parte ad un’escursione in barca!

TERRACINA

Terracina si trova a circa 15 km da San Felice Circeo ed è una delle località più famose della costa.

Oltre ai tanti stabilimenti balneari, questa bella cittadina può vantare un interessante patrimonio storico-archeologico. Il tempio di Giove Anxur è probabilmente il luogo più iconico di Terracina. Questo imponente tempio romano risale al I secolo a.C. e domina monte Sant’Angelo, regalando una vista spettacolare su tutta la riviera. Alle pendici dello stesso monte, sul lungomare Matteotti, si trova la rupe di Terracina, chiamata anche Pisco Montano. La rupe fu tagliata ai tempi di Traiano per far passare la via Appia. La settecentesca Porta Napoli che vi è addossata era, invece, la dogana tra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli.

Anche il Duomo di Terracina, o Concattedrale di San Cesareo, merita una visita. L’edificio venne costruito tra il V ed il VI secolo utilizzando ciò che restava di un antico tempio romano a cinque navate del foro cittadino.

SPERLONGA

Sperlonga fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia e, da 26 anni, viene premiata con la Bandiera Blu per la qualità delle sue acque. E’ una località balneare perfetta da visitare in estate, ma è assolutamente godibile anche nelle altre stagioni!

Ha un meraviglioso centro storico in cui si respira un’aria vagamente orientale che richiama alla mente le isole greche. Sicuramente gli edifici dalle facciate bianche, i vicoli stretti e le lunghe scalinate che portano a punti panoramici mozzafiato contribuiscono a creare questa suggestione.

Tra i luoghi più interessanti da visitare a Sperlonga c’è la Villa di Tiberio, affacciata direttamente sul mare.  La villa, insieme alla suggestiva grotta, fa parte dell’itinerario di visita del Museo archeologico nazionale di Sperlonga gestito dal Polo museale del Lazio. Per tutte le informazioni relative agli orari di visita ed al costo dei biglietti si può consultare il sito della Direzione Regionale Musei Lazio del MIBACT.

Infine non resta che ammirare la Torre Truglia, uno dei simboli della città. La torre venne eretta nel 1532 sui resti di una precedente torre d’avvistamento di età romana sulla punta del promontorio su cui sorge il borgo di Sperlonga.

GAETA

Gaeta è sicuramente uno dei luoghi più belli della Riviera di Ulisse. Occupa una posizione davvero invidiabile, circondata dal mare su tre lati, adagiata su una piccola penisola tra Sperlonga e Formia.

Gaeta è nota come la “città dalle 100 chiese”, vista la grande presenza di edifici religiosi, ma anche per la sua  tiella, una gustosissima torta salata riempita con gli ingredienti più vari!

Tra le 100 chiese quelle che certamente meritano una visita sono: il santuario della Santissima Annunziata, che si trova nel centro storico della città, tra via dell’Annunziata ed il lungomare Caboto; il Tempio di San Francesco, che dal domina dall’alto l’intero golfo di Gaeta; ed il famosissimo Santuario della Montagna Spaccata.

Secondo la leggenda, quando Gesù morì sulla croce, la montagna si spaccò in tre parti. Una lapide, collocata all’interno della spaccatura principale, riporta questa citazione del Vangelo secondo Matteo: “Gesù rese lo spirito, la terrà tremò e le rocce si spaccarono”.

Una delle fenditure della montagna conduce alla Grotta del Turco, sicuramente tra i luoghi più suggestivi da visitare a Gaeta.

FORMIA

Formia

Si trova in una meravigliosa baia sul Golfo di Gaeta ed è il punto più meridionale della Riviera di Ulisse. Grazie ai suoi monumenti ed al suo centro storico, Formia è una località affascinante da visitare durante tutto l’anno, non solo in estate! Una dei monumenti principali è sicuramente la Tomba di Cicerone, un mausoleo di epoca augustea,  tradizionalmente attribuito a Cicerone, che aveva una villa proprio qui vicino. La tomba, alta 24 metri, è costruita con anelli di pietra, che dovevano essere ricoperti da lastre di marmo. All’interno si trova una cella, che era il sepolcro vero e proprio.

L’altra importante testimonianza lasciata a Formia dai romani è il “Cisternone” situato al di sotto di piazza S. Anna, centro storico della città, una delle più grandi opere di ingegneria idraulica di epoca romana esistenti al mondo, perfettamente conservata e accessibile al pubblico. Si tratta di una struttura ipogea, costituita da lunghe file di pilastri che creano una suddivisione dell’ambiente in 4 navate coperte da volte. Un tempo la cisterna, con i suoi 7000 metri cubi, era alimentata dalle sorgenti collinari e garantiva l’approvvigionamento idrico all’antica Formiae.

LE TRE VILLE DI TIVOLI

Alle porte di Roma, Tivoli si presenta come uno scrigno che racchiude magnifici tesori. Non è un caso, infatti, che già nel XIX secolo richiamasse intellettuali, artisti ed aristocratici che la raggiungevano da ogni dove come tappa del Grand Tour.

Le tre ville di Tivoli offrono molte possibilità a vari tipi di viaggiatori.

Sei un amante dell’archeologia? Non puoi perderti una visita a Villa Adriana!

Hai un debole per il Rinascimento e i giardini all’italiana? Devi assolutamente visitare Villa d’Este!

Ti piace passeggiare nella natura? Villa Gregoriana fa al caso tuo!

VILLA ADRIANA

Fu costruita dall’imperatore Adriano tra il 118 ed il 138 d.c. su un’area di ben 120 ettari, oggi la zona visitabile è di circa 40!

Questa villa vastissima e straordinaria comprendeva edifici residenziali, terme, giardini, ninfei, templi e teatri; tutto era magnificamente decorato con uno sfarzo ed una ricercatezza senza precedenti.

Il Canopo ed il Teatro marittimo sono in assoluto i luoghi che preferisco all’interno della Villa, in entrambi è l’acqua che domina la scena e crea suggestioni uniche.

Il Canopo è una struttura che rievoca il braccio del Nilo che congiungeva l’omonima città di Canopo, appunto, con Alessandria; il Teatro marittimo, invece, è una delle prime strutture realizzate nel complesso della Villa e, probabilmente, fu anche residenza imperiale.

Infine una curiosità! Hai mai fatto caso che in qualunque museo sia presente una “collezione Romana” c’è sempre un busto o una statua di un certo Antinoo? La prossima volta che capiti ai Musei Vaticani, al Prado o al Louvre, facci caso!

Antinoo era un giovane originario della Bitinia, ma soprattutto era l’amante dell’imperatore Adriano. Morì prematuramente affogando nelle acque del Nilo in circostanze oscure.

Adriano, in preda al dolore, volle che l’immagine del suo amato fosse riprodotta ovunque. In un certo senso volle renderlo immortale! Tanto che ancora oggi questo giovane Turco ci guarda attraversare i corridoi dei più importanti musei del mondo!

VILLA D’ESTE

Fu costruita per volontà del Cardinale Ippolito d’Este, figlio di Alfonso I e Lucrezia Borgia.

Papa Giulio III, per ringraziare Ippolito per il contributo alla sua elezione, lo nominò governatore a vita di Tivoli e del suo territorio. Tuttavia, giunto a Tivoli, il Cardinale scoprì con orrore che avrebbe dovuto vivere in un vecchio convento malandato… lui che era abituato ai fasti di Roma e della sua corte a Ferrara! Fu così che decise di trasformare il convento in una residenza degna di lui!

L’ultimo proprietario privato della villa fu l’Arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este, poi passò allo stato italiano e fu oggetto di importanti restauri sia nel primo che nel secondo dopoguerra.

Ciò che rende unica Villa d’Este è la straordinaria bellezza dei suoi giardini! Un vero tripudio di fontane (2 sono opera del Bernini: “Il Bicchierone” e la “Cascata della Fontana dell’Organo”), ruscelli e specchi d’acqua che riflettono ad arte la bellezza del paesaggio, moltiplicandola all’infinito!

VILLA GREGORIANA

Nel 1832 Papa Gregorio XVI, per contenere le acque dell’Aniene ed evitare le esondazioni, decise di promuovere una poderosa opera di ingegneria idraulica. Le acque del fiume furono incanalate artificialmente e diedero vita alla “Cascata Grande” che, con i suoi 120 metri di salto, è la seconda in Italia dopo quella delle Marmore.

Terminata quest’opera, il Papa creò il parco che, da subito, fu meta di intellettuali ed artisti che ne raccontarono la bellezza. Del resto Villa Gregoriana, con i suoi boschi, le antiche rovine, i sentieri, la cascata e le grotte,  incarnava esattamente l’estetica del sublime tanto amata dai Romantici

La Villa, ormai di proprietà demaniale ed in stato di abbandono, venne data in concessione al FAI nel 2002 e riaperta al pubblico dal 2005.

5 COSE DA NON PERDERE AD ATENE

Ho una vera e propria forma di venerazione nei confronti di questa città!

Qui sono fiorite la filosofia e la democrazia, l’arte ed il teatro; è fuori questione che, per sempre, avremo un debito di riconoscenza nei confronti della Grecia.

Dato che potrei parlare per ore di Atene, ho dovuto darmi una regola prima di iniziare a scrivere: mi concentrerò solo su 5 siti, quelli che nel corso dei miei viaggi mi sono rimasti di più nel cuore!

Prima di entrare nel dettaglio, però, alcune informazioni pratiche: l’aeroporto Eleftherios Venizelos di Atene si trova a Spata, a circa 30 km dal centro. Per andare in città puoi prendere l’autobus che parte all’ingresso dell’aeroporto e ferma in piazza Syntagma oppure la metro. Ci sono delle tessere turistiche per i trasporti pubblici che valgono da un giorno ad una settimana; solo alcune comprendono anche il tragitto da e per l’aeroporto, controlla bene al momento dell’acquisto!

ACROPOLI

Se chiudo gli occhi e penso ad Atene la prima immagine che mi appare sono le colonne bianche del Partenone che scintillano sotto il sole!

L’Acropoli sorge su un altura che domina Atene ed è visibile in qualsiasi punto della città.

L’ingresso principale si trova in Dionysiou Areopagitou, ti consiglio di iniziare la visita al mattino presto, per evitare il caldo e la folla.

I monumenti principali dell’Acropoli sono: il Partenone, l’Eretteo, il tempio di Poseidone, i Propilei, il tempio di Atena Nike, il teatro di Dioniso, il santuario di Asclepio, la Stoà di Eumene e l’Odeon di Erode Attico.

Il Partenone fu progettato da Ictino e Callicrate per essere il monumento principale dell’Acropoli e venne terminato nel 438 a.C., giusto in tempo per le Grandi Feste Panatenaiche. Il tempio conteneva una delle meraviglie del mondo antico: la statua crisoelefantina di Atena. Progettata da Fidia (il Michelangelo dell’epoca!) e terminata nel 432 a.C., si ergeva per 12 metri ed era rivestita d’oro; il volto e le mani erano d’avorio e gli occhi di pietre preziose. Nel 426 d.C. la statua venne portata a Costantinopoli e se ne persero le tracce!

L’Eretteo sorge nel luogo più sacro dell’Acropoli, quello in cui Poseidone ed Atena si sfidarono per il dominio sulla città di Atene. E’ un capolavoro dell’architettura ionica, reso celebre dal Portico delle Cariatidi, la loggia meridionale sostenuta da 6 maestose statue di donne.

Per completare la visita non puoi perderti il Museo dell’Acropoli che sorge alle sue pendici.

E’ una struttura vasta e moderna che ospita i tesori rinvenuti nel sito; la maggior parte delle statue dell’Acropoli, infatti, sono delle riproduzioni in gesso, le originali sono conservate nel museo!

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE

Il Museo Archeologico Nazionale è uno dei più importanti al mondo ed espone la più ricca e preziosa collezione di antichità greche esistente!

Visitare il museo richiede molto tempo, basta considerare che dispone di ben 8000 mq di spazio espositivo! Comunque i reperti principali possono essere visti in mezza giornata.

Questo immenso palazzo neoclassico del XIX secolo conserva tesori che illustrano la storia e l’arte greca dal Neolitico all’Età Classica.

La favolosa collezione di reperti micenei è imperdibile! Nella prima teca si trova la celeberrima Maschera di Agamennone, riportata alla luce da Heinrich Schliemann a Micene.

Le gallerie a sinistra dell’ingresso ospitano le sculture più antiche ed importanti del museo, come gli splendidi Kouroi (statue maschili) del VII secolo a.C. ed il colossale Kouros di Naxos che un tempo si trovava di fronte al Tempio di Poseidone a Capo Sunio.

ANTICA AGORA’

Il cuore dell’antica Atene era l’Agorà, il centro dinamico in cui si svolgevano le principali attività politiche, sociali e commerciali. In questo luogo Socrate conversava con i suoi concittadini esponendo le sue riflessioni filosofiche e San Paolo predicava il messaggio evangelico.           

Ci sono 2 ingressi: uno da via Adrianou e l’altro da via Apostolou Pavlou, da cui si dirama un breve sentiero che conduce alla biglietteria.

In base all’ingresso da cui entrerai nell’Agorà potrai iniziare la tua visita o dalla Chiesa dei Santi Apostoli, un’incantevole chiesetta bizantina costruita nel X secolo per celebrare i discorsi di San Paolo; oppure dalla Stoà di Attalo, un portico a due piani che un tempo ospitava le attività commerciali della città ed ora ospita un interessante museo.

In ogni caso non puoi perderti una visita al Tempio di Efesto!

Questo tempio dorico, perfettamente conservato, era dedicato al dio del fuoco ed era circondato da fonderie e botteghe di fabbri. Nel 1300 fu trasformato nella chiesa di Agios Georgios. Oggi domina l’Agorà, circondato dalla vegetazione e da simpatiche tartarughe!

TEMPIO DI ZEUS OLIMPICO

Questo tempio imponente, chiamato anche “Olympieion”, rappresenta il più grande di tutta la Grecia e non poteva che essere dedicato al dio supremo, Zeus.

La costruzione di questa colossale meraviglia richiese più di 700 anni!

Fu Pisistrato ad avviarne la costruzione nel VI secolo a.C., ma i lavori si fermarono per mancanza di fondi. Dopo svariati tentativi, fu l’imperatore Adriano, da sempre amante della Grecia, a portare a termine i lavori del tempio nel 131 d.C. L’imperatore fece collocare nella cella del tempio una delle statue più grandi del mondo raffigurante Zeus, accanto ad un’altra raffigurante se stesso!

Il tempio fu saccheggiato dai barbari nel III secolo d.C. ed in seguito abbandonato.

L’edificio, originariamente, aveva 104 colonne corinzie altre 17 metri, oggi ne rimangono 15. La sedicesima fu gettata a terra da un fulmine nel 1852.

Accanto al tempio si trova l’Arco di Adriano fatto erigere nel 132, probabilmente per celebrare la consacrazione del tempio. L’arco, che aveva la funzione di separare la città antica da quella romana, è anche una delle più tangibili prove dell’amore di Adriano nei confronti di Atene. Il fregio di nord-ovest recita: “Questa è Atene, l’antica città di Teseo”; il fregio di sud-est reca inciso: “Questa è Atene, la città di Adriano”.

COLLINA DI FILOPAPPO

Se vuoi concederti una passeggiata rilassante, lontano dal caos del centro, questo è il luogo ideale!

Secondo Plutarco la Collina di Filopappo (detta anche Collina delle Muse) fu teatro dello scontro tra Teseo e le Amazzoni. Al di là dei miti, di sicuro questo luogo fu abitato fin dalla preistoria e presenta interessanti rovine archeologiche; inoltre è un magnifico punto di osservazione panoramica sia sull’Acropoli che sull’Attica.

Accedendo da via Dionysiou Areopagitou troverai un percorso lastricato che, per prima cosa, ti porterà alla cinquecentesca chiesetta di “San Demetrio del cannone” che fu chiamata così dopo che un soldato turco venne colpito da un fulmine mentre tentava di sparare con un cannone ad un gruppo di cristiani.

Proseguendo sul sentiero troverai un labirinto di nicchie scavate nella roccia e tradizionalmente considerate la prigione di Socrate; al termine della scalinata ci sono i ruderi del Santuario delle Muse dove, tuttora, gli artisti depongono offerte!

Sulla cima della collina c’è il monumento costruito in onore del console romano Giulio Antioco Filopappo .

Il percorso è esposto al sole, quindi attenzione all’orario della visita e non dimenticarti la macchina fotografica perché il panorama è splendido, soprattutto con la luce del tramonto!    

Oltre a questi 5 siti, se hai tempo, concediti una passeggiata in Plateia Syntagmatos, assisti al pittoresco cambio della guardia davanti al Parlamento, fai una pausa rilassante nei Giardini Nazionali o esplora le viuzze lastricate della Plaka, con il suo ineguagliabile fascino!

Se sei un amante dello sport non puoi perderti una visita allo Stadio Panatenaico, poco distante degli eleganti Giardini dello Zappeion!

Se vuoi allontanarti da Atene per una gita di mezza giornata ti consiglio di visitare il Tempio di Poseidone a Capo Sunio(in greco Capo Sounion).

E’ un posto da favola: immagina le rovine del tempio che si affacciano sul blu dell’Egeo!

Capo Sunio si trova nella punta estrema della Penisola Attica e dista solo 67 km da Atene.

Se viaggi in auto puoi percorrere la strada panoramica E091 che costeggia il mare; se preferisci i mezzi pubblici, ci sono gli autobus della compagnia Ktel Attikis che partono  nei pressi del Museo Archeologico Nazionale.

Lo sai che il mare Egeo deve il suo nome proprio a un evento accaduto a Capo Sunio?
Secondo la  mitologia greca Egeo, re di Atene, attese a Capo Sunio il ritorno del figlio Teseo andato a combattere contro il Minotauro sull’isola di Creta.

Prima della partenza avevano deciso che la nave di Teseo sarebbe dovuta rientrare issando le vele bianche in caso di vittoria o quelle nere in caso di sconfitta.

Teseo uccise il Minotauro ma si dimenticò di issare le vele bianche; quindi Egeo, vedendo la nave rientrare in porto con le vele nere pensò che suo figlio fosse morto e, disperato, si uccise gettandosi nel mare che, da quel momento, prese il suo nome.

5 IDEE PER UN WEEK-END IN CILENTO

Che meraviglia il Cilento! Nonostante sia meno considerato rispetto alla più glamour Costiera Amalfitana, è capace di offrire infinite possibilità ad un viaggiatore attento. Gioielli architettonici e vere e proprie perle naturalistiche sono in attesa di essere scoperte! Un week-end è davvero troppo poco, ma può essere un ottimo punto di partenza per iniziare a conoscere meglio questo incantevole angolo di terra in cui i fiumi scavano teatri sotterranei e i templi della Magna Grecia si stagliano nel cielo, ancora maestosi dopo millenni.

Questo è l’itinerario che abbiamo seguito lo scorso settembre. Alcuni luoghi avevamo già deciso di visitarli, altri si sono aggiunti strada facendo, sentendo i racconti di guide e albergatori che abbiamo incontrato. Pronti, partenza, Via!

GROTTE DI PERTOSA – AULETTA

Suggestive e incredibilmente romantiche!

Le grotte sono il risultato di fenomeni tettonici che, nel corso dei millenni, ne hanno plasmato l’aspetto, grazie anche all’azione di erosione delle acque del Tanagro.

All’interno delle grotte c’è un piccolo porticciolo da cui si può prendere una barca che consente di attraversare il fiume sotterraneo, per poi proseguire con il percorso pedonale.

Suggerimento: indossate una felpa o una giacca, anche in piena estate la temperatura interna è intorno ai 15 gradi!

CASCATE DEI CAPELLI DI VENERE

Le cascate si trovano nel paesino di Casaletto Spartano, uno dei Comuni dell’area Sud del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Questo spettacolo della natura nasce dall’acqua del fiume Bussentino che scorre sulla roccia su cui vive la pianta “Capelvenere”. La cascata ha creato delle vasche naturali nel letto del fiume in cui è possibile anche fare il bagno… sempre che si riesca a sopportare la temperatura glaciale dell’acqua!

I capelli di Venere si trovano all’intero dell’Oasi dell’Area Capello che offre tantissime attrazioni agli amanti del trekking.

Per accedere alle cascate occorre munirsi di biglietto, acquistabile nell’infopoint situato all’ingresso. Il costo è di 3 euro, il biglietto consente di accedere alle cascate, all’oasi e all’area pic-nic.

CERTOSA DI PADULA

La Cerosa di Padula o di San Lorenzo è la più grande Certosa italiana e tra le maggiori d’Europa, si estende per ben 51.500 mq, divisi in chiostri, giardini, cortili, cucine, una chiesa, un cimitero ed un monumentale scalone ellittico.

La Certosa venne costruita per volontà di Tommaso II Sanseverino, conte di Marsico e signore del Vallo di Diano. I lavori iniziarono il 28 gennaio 1306 e fu totalmente restaurata in epoca barocca. Nel corso della sua lunga e travagliata storia la Certosa è stata usata per gli scopi più disparati e più volte abbandonata. Durante le due Guerre Mondiali venne usata come prigione. Nel secondo dopoguerra divenne la casa di 1000 orfani. Nel 1981 fu affidata alla Soprintendenza dei Beni Architettonici di Salerno e l’anno dopo iniziarono i lavori di restauro che ci hanno restituito la bellezza di questo monumentale complesso barocco. Nel 1998 la Certosa è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

CASA MUSEO DI JOE PETROSINO

Acquistando il biglietto per la Certosa di Padula abbiamo scoperto l’esistenza di questa casa-museo ed abbiamo deciso di visitarla. Le mie conoscenze su Petrosino erano alquanto scarne, per me era semplicemente un poliziotto italo-americano che aveva combattuto il crimine organizzato. Inoltre, sapendo che era morto a Palermo, ero convinta che avesse origini siciliane!…Invece no! Nacque a Padula il 30 agosto 1860, in una bella casa del centro storico, oggi diventata un museo in suo onore.

La visita è stata una piacevolissima esperienza, anche grazie alla nostra guida: il signor Nino Melito Petrosino, pronipote di Joe, che ci ha fatto conoscere l’uomo oltre che l’eroe.

PAESTUM

«Finalmente, incerti, se camminavamo su rocce o su macerie, potemmo riconoscere alcuni massi oblunghi e squadrati, che avevamo già notato da distante, come templi sopravvissuti e memorie di una città una volta magnifica.» (Goethe, Viaggio in Italia, 23 marzo 1787)

L’attuale area archeologica di Paestum sorge del comune di Capaccio, nella Piana del Sele.

L’antica città fondata dai Greci si chiamava, originariamente, Poseidonia in onore del dio del mare. Furono i Romani, dopo il dominio lucano, a darle il nome Paestum. La fine dell’Impero Romano decretò la fine anche dei fasti dell’antica città che, abbandonata e depredata, fu “riscoperta” solo molti secoli dopo quando divenne una tappa obbligata del Grand Tour.

I templi di Paestum, giunti fino a noi miracolosamente illesi, sono esempi unici dell’architettura della Magna Grecia, tutti di ordine dorico. Il più grande è il tempio di Nettuno, poi c’è la cosiddetta “Basilica” dedicata ad Era, ed infine il più piccolo, il tempio di Atena o di Cerere.