In questo articolo ti propongo 5 mete insolite per maggio in Italia, luoghi autentici e affascinanti, perfetti per chi ama scoprire angoli nascosti prima del grande afflusso estivo. Dalla montagna al mare, passando per borghi medievali e città fortificate, lasciati ispirare da itinerari alternativi e sorprendenti.
Maggio, infatti, è il mese ideale per partire: il clima è mite, la natura rigogliosa ed i luoghi non sono ancora affollati dai turisti estivi. Se sogni un viaggio diverso dal solito, questo è il momento perfetto per esplorare l’Italia meno conosciuta.
1. CASTEL DEL MONTE, ABRUZZO – IL SILENZIO DEL GRAN SASSO
Immerso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Castel del Monte è un borgo medievale tra i più belli d’Italia. Le sue viuzze di pietra, l’architettura perfettamente conservata e l’atmosfera sospesa lo rendono un luogo ideale per chi cerca autenticità. A maggio, quando la natura si risveglia e i sentieri si fanno accessibili, è perfetto per escursioni e passeggiate panoramiche.
2. BOSA, SARDEGNA – COLORI E STORIA SUL FIUME TEMO
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Prima che le spiagge della Sardegna vengano prese d’assalto, Bosa offre un angolo pittoresco e sorprendente. Le case color pastello che si affacciano sul fiume, il castello Malaspina che domina la valle e la cucina locale a base di pesce fresco fanno di Bosa una meta perfetta per un maggio lento e pieno di fascino. Un’alternativa culturale e rilassante alla costa sarda più nota.
3. METE INSOLITE PER MAGGIO: BRISIGHELLA, EMILIA-ROMAGNA
Poco lontano da Faenza, Brisighella è un borgo inaspettato, incastonato tra colline e formazioni gessose. Passeggiare lungo la Via degli Asini o salire fino alla torre dell’orologio regala viste mozzafiato e un senso di intimità difficile da trovare in piena estate. A maggio, puoi goderti i profumi delle erbe aromatiche e i prodotti del territorio, come l’olio DOP.
4. CIVITA DI BAGNOREGIO, LAZIO – LA CITTÀ CHE MUORE… MA NON IN MAGGIO
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Conosciuta come la città che muore, Civita di Bagnoregio è spesso evitata nei mesi più caldi a causa dell’afflusso turistico. Ma a maggio, con il clima mite e la natura che esplode intorno al ponte sospeso che conduce al borgo, offre un’esperienza unica. Visitare Civita prima dell’estate significa assaporarne la bellezza fragile, i vicoli deserti e la vista sui calanchi senza folla.
5. PALMANOVA, FRIULI VENEZIA GIULIA – LA CITTÀ STELLATA
Patrimonio UNESCO e capolavoro di urbanistica militare, Palmanova è una vera perla nascosta. La sua forma a stella perfetta è visibile solo dall’alto, ma passeggiare tra le sue strade radiali offre una sensazione di ordine, equilibrio e storia. A maggio, la piazza centrale si anima di eventi e mercatini, rendendola una tappa ideale per un weekend fuori dal tempo.
METE INSOLITE PER MAGGIO: VIAGGIARE BENE, VIAGGIARE PRIMA
Scegliere di visitare queste destinazioni insolite per maggio in Italia è un modo per viaggiare con consapevolezza, scoprendo luoghi autentici prima che vengano travolti dall’estate. È anche un invito a rallentare, osservare e vivere il viaggio come un’esperienza di scoperta e non solo di consumo.
Che ne pensi di queste mete insolite per maggio da visitare in Italia? Se stai programmando una fuga primaverile, lasciati ispirare da queste idee fuori rotta: spesso, è proprio dove non guardano tutti che si nascondono le meraviglie più vere!
Nelle settimane che precedono il Natale, le luci, gli addobbi e le decorazioni invadono le strade, i quartieri e le piazze di tutto il mondo. E se è vero che ogni cosa sembra essere pervasa dalla magia di questo periodo, è vero anche che alcune città, più di altre, sembrano incarnare alla perfezione questo spirito natalizio.
Nel preparare l’elenco delle 5 città italiane più belle da visitare a Natale, ho volutamente tenuto fuori le mete più convenzionali (come Roma, Napoli e Milano) per fare spazio ad altre città ugualmente interessanti per storia, arte, eventi e spettacoli, ma soprattutto per la magia natalizia che trasmettono.
NATALE A TRENTO
Tra le città italiane più belle a Natale non poteva assolutamente mancare Trento! Il motivo è semplice: i suoi splendidi mercatini natalizi! Ma non è tutto! Trento ha un magnifico centro storico in cui si possono ammirare testimonianze risalenti all’epoca romana, al Medioevo ed al Rinascimento. Assolutamente imperdibili sono: la cattedrale di San Virgilio, in stile romanico, che sorge nell’omonima piazza, sopra ad un’antica basilica paleocristiana; ed il castello del Buonconsiglio, il più importante di tutto il Trentino, residenza dei principi vescovi e simbolo della città.
VERONA
Verona emana sempre un fascino romantico, ma durante il periodo natalizio da il meglio di se’!
E’ una città dall’anima antica, con il suo centro storico che si sviluppa lungo il fiume Adige.
A dicembre si illumina. Le piazze principali si animano con i mercatini e l’arena diventa il teatro di una mostra internazionale di presepi che arrivano da tutto il mondo. Basta passeggiare tra le sue stradine medievali per vivere la magia del Natale.
Se vuoi saperne di più sulla città di Romeo e Giulietta leggi anche: UN WEEK-END A VERONA
FIRENZE A NATALE
Partendo dal presupposto che per me “Florence is always a good idea!”, c’è da dire che nel periodo natalizio la città è ancora più affascinante del solito.
Da Dicembre alla prima settimana di gennaio, infatti, Firenze brilla grazie al “Green Line”, un bellissimo festival delle luci.
Quest’anno, con l’obiettivo di ridurre il carico energetico, si è scelto di concentrarsi su istallazioni di alta qualità concettuale, piuttosto che sulla quantità. Firenze si “accenderà” tutti i giorni dalle 17:30 alle 24:00, grazie ad una serie di luci artistiche tra cui l’iconica proiezione su Ponte Vecchio.
Inoltre la piazza della Basilica si Santa Croce ospiterà i mercatini di Natale dal 21 novembre al 17 dicembre.
URBINO
Questa splendida cittadina marchigiana, durante il periodo natalizio, diventa il teatro della manifestazione “Le vie dei presepi”. Le istallazioni sono tantissime e, soprattutto, sono sparse ovunque nella città: dalle vetrine dei negozi, alle Chiese ed ai palazzi d’epoca! Visitare la mostra diventa, quindi, un modo per scoprire la bellezza della città di Raffaello!
Ogni anno, durante il periodo natalizio, nella città di Matera si svolgono numerosi eventi a tema, in grado di creare atmosfere affascinanti e suggestive. Uno di questi è il presepe vivente. Un evento straordinario ed unico nel suo genere, proprio per la naturale somiglianza della città con la Nazareth cristiana. Quest’anno in particolare la manifestazione prende il nome di “Il presepe d’Italia: Luce sul futuro”. Si svolgerà su un percorso lungo circa 4 km, partendo dal centro storico attraversando il sasso Barisano ed il sasso caveoso con oltre 200 presenze tra attori professionisti, figuranti, rievocatori storici e compagnie teatrali provenienti da tutta Italia.
L’albero di Natale ha certamente il suo fascino… ma il presepe!?
In questi giorni in cui tutti stanno recuperando da cantine e garage scatoloni pieni di addobbi, luci e statuine non potevo non parlare del presepe.
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UN PO’ DI STORIA
Correva l’anno 1223 quando Francesco d’Assisi, di ritorno dalla Terra Santa, si recò all’eremo di Greccio. Poiché quel luogo gli apparve molto simile a Betlemme, per celebrare il Natale decise di ricreare l’immagine della Natività. Quindi allestì una mangiatoia, fece portare della paglia, un asino ed un bue, e poi celebrò l’Eucarestia.
Dopo la canonizzazione di San Francesco, moltissime persone vollero replicare quello che aveva fatto il poverello di Assisi. Nacquero così sia le rappresentazioni viventi che il presepe come lo conosciamo oggi, con statue, casette, e scenografie varie.
Una tradizione tutta italiana dunque, che col tempo si è diffusa nel mondo!
In effetti la Natività è sempre stato un tema pittorico molto utilizzato, le prime testimonianze risalgono addirittura al III secolo, quando un artista ignoto rappresentò la nascita di Gesù nelle catacombe di Priscilla a Roma.
Tuttavia fu solo nel Medioevo – complice la fama di San Francesco!- che la Natività divenne un tema di gran moda tra gli artisti. Basti pensare agli affreschi di Giotto nella Basilica superiore di Assisi, oppure alle successive opere di Piero della Francesca e Botticelli.
Intorno al XVI secolo, soprattutto all’interno delle chiese nell’Italia centrale, si iniziò a rappresentare la Natività con delle statuine poste in ambientazioni naturali. Fu così che il presepe incontrò l’estro artistico degli artigiani partenopei che iniziarono a dar vita a statue in terracotta lavorate a mano e arricchite da tessuti raffinati e preziosi.
Ora che sappiamo come è nata e come si è evoluta la tradizione del presepe non ci resta che scoprire alcuni dei Presepi Viventi più belli e caratteristici d’Italia e le relative date 2024/2025 (date e orari potrebbero variare quindi prima di partire controllate sempre i rispettivi siti internet!).
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PRESEPE VIVENTE DI GRECCIO
Ovviamente questo excursus non poteva che iniziare dal Presepe Vivente più antico del mondo, quello di Greccio! Questo piccolo borgo del reatino tornerà a trasformarsi in Betlemme per la 801esima volta in queste date: 7, 8, 14, 15, 21, 22, 24, 26, 27, 28, 29 e 30 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025. Sempre alle ore 17:40 (primo spettacolo) ed alle ore 18:40 (secondo spettacolo), tranne il giorno 24 in cui si terrà un unico spettacolo alle ore 23:00.
Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: prolocogreccio
Il Presepe Vivente nei Sassi di Matera, alla sua XIII edizione, avrà come titolo “Il presepe d’Italia: Luce sul futuro”.
La manifestazione si svolgerà su un percorso lungo circa 4 km, partendo dal centro storico attraversando il sasso Barisano ed il sasso caveoso con oltre 200 presenze tra attori professionisti, figuranti, rievocatori storici e compagnie teatrali provenienti da tutta Italia. L’itinerario, toccherà tutti gli scorci già noti per essere stati le location di numerosi film che hanno consacrato Matera quale la “Gerusalemme del Sud Italia”. Le date dell’evento sono: 7, 8, 14, 15, 21, 22, 28 e 29 dicembre 2024; 4 e 5 gennaio 2025. Il prezzo del biglietto intero è di 12 Euro; mentre quello ridotto è di 5 Euro. I bambini fino a 5 anni possono accedere gratuitamente.
Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepematera
TRICASE
Altro Presepe Vivente da tenere in considerazione è quello che si svolge a Tricase in provincia di Lecce. E’ tra i più visitati in Italia, ha luogo in una cornice paesaggistica davvero molto suggestiva ed è particolarmente legato alle tradizioni ed al folklore locale. Le date sono: 25, 26, 28 e 29 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025; dalle 17:00 alle 20:30.
Il Presepe Vivente di Civita di Bagnoregio è da molti considerato uno dei più belli al mondo in quanto si svolge in un’ambientazione unica nel suo genere. Le date sono: 26 e 29 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025 dalle ore 16:00 alle ore 19:00.
Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepevivente
I mercatini di Natale hanno una storia ultracentenaria.
Il primo documento scritto in cui se ne parla ufficialmente risale al 1434. In quel periodo, infatti, nella città di Dresda si iniziarono ad organizzare le prime fiere di piccoli artigiani.
Da allora i mercatini si sono diffusi in tutto il Nord Europa e poi in ogni angolo del mondo, Italia inclusa!
In questo articolo faccio un breve excursus tra i mercatini di Natale che si possono trovare nelle varie zone d’Italia.
Alcuni sono dei must, mentre altri sono forse un po’ meno conosciuti. In ogni caso lo scopo è sempre lo stesso: trasformare ogni occasione in un viaggio alla scoperta del nostro Paese!
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I MERCATINI DI NATALE “ORIGINALI” DELL’ALTO ADIGE
Bolzano, Merano, Bressanone, Vipiteno e Brunico: sono i 5 mercatini “originali” dell’Alto Adige.
Hanno in comune l’atmosfera romantica e l’attenzione alla sostenibilità.
A Bressanone è possibile passeggiare in carrozza per le vie della città e ammirare presepi, sculture in legno e altri oggetti di artigianato. Mentre le specialità tipiche della Valle Isarco allietano il palato di grandi e piccoli buongustai. Inoltre è possibile godersi della musica natalizia nella cornice di Piazza del Duomo, circondati da maestose dimore centenarie.
A Merano, invece, l’appuntamento è tra le casette di legno che esporranno tutti i prodotti tipici altoatesini, illuminati da uno scenografico allestimento di luci. Qui le melodie natalizie ed il profumo dei dolci appena sfornati che aleggia nell’aria contribuiscono a creare un’autentica magia di Natale.
Cangianti ghirlande luminose, originali idee regalo e squisite prelibatezze per solleticare il palato. Dall’Avvento fino a inizio gennaio 2025, la città medievale di Vipiteno mette in mostra il suo lato più romantico e si trasforma in un’autentica fiaba invernale.
GLI ALTRI MERCATINI DEL TRENTINO (TRENTO E DINTORNI)
Il mercatino di Trento si svolgerà dal 23 novembre 2024 al 6 gennaio 2025.
Le casette di legno animeranno il cuore della città, tra piazza Fiera e piazza Cesare Battisti.
Negli chalet si potranno trovare tutte le eccellenze artigianali locali, mentre a quelle eno-gastronomiche sarà dedicato un intero angolo gourmet chiamato “Sapori del Mercatino”.
Il mercatino di Trento è anche un ottimo punto di partenza per visitarne tanti altri allestiti nei piccoli borghi vicini. Come per esempio Rovereto oppure Avio che accoglierà i visitatori nel suo castello addobbato a festa.
AOSTA
Il Marché Vert Noël di Aosta si svolgerà dal 23 novembre 2024 fino al 6 gennaio 2025.
Il mercatino natalizio trasforma alcuni luoghi della città, come le piazze Roncas, Caveri e Giovanni XXIII, in incantevoli villaggi alpini.
Ogni giorno i visitatori potranno curiosare alla ricerca di originali idee regalo. Le produzioni artigianali esposte comprendono oggetti in legno, articoli di antiquariato, accessori di abbigliamento, addobbi natalizi, prodotti eno-gastronomici tipici valdostani, dolciumi e pasticceria.
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CANDELARA
Candelara è uno dei piccoli e meravigliosi borghi della provincia di Pesaro e Urbino, con un centro storico molto caratteristico, circondato da una cinta muraria quattrocentesca.
In occasione del Natale ospiterà uno dei mercatini più romantici in assoluto: “Candele a Candelara”.
Il nome è dovuto al fatto che le grandi protagoniste dell’evento saranno proprio le candele. Innanzitutto perché saranno esposte nelle varie casette di legno, insieme a tanti altri oggetti legati all’artigianato e all’enogastronomia. E poi perché saranno proprio le candele ad illuminare il borgo. Infatti ogni giorno della manifestazione, sul far della sera, la luce elettrica verrà spenta e, per 15 minuti, tutto sarà illuminato solo dalla calda luce delle candele!
Candele a Candelara si svolgerà nelle seguenti date: 23-24-30 Novembre e 1-7-8-14-15 Dicembre 2024.
Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: candelara.it
MERCATINI DI NATALE IN ITALIA: AREZZO
Arezzo è tra le città più belle da visitare in questo periodo dell’anno. Nella meravigliosa location di Piazza Grande, infatti, tornerà per la nona volta il “Villaggio Tirolese”.
Imperdibile per tutti gli appassionati di prodotti artigianali tipici del Tirolo, dell’Austria e della Germania.
I mercatini saranno aperti da oggi, sabato 16 novembre, fino a domenica 29 dicembre 2024, dal giovedì alla domenica!
Circondati dalla bellezza medievale di questo borgo toscano si potrà visitare il “Villaggio di Natale” che ospita il più grande mercatino del Centro Italia ed il Castello di Babbo Natale, ricco di sorprese e attrazioni, non solo per i più piccoli.
L’evento, giunto alla sua XI edizione, si svolgerà nei weekend 16-17 novembre, 23-24 novembre, 30 novembre – primo dicembre, 6-8 dicembre, 14-15 dicembre, e dal 20 dicembre al 6 gennaio 2025.
Circondata dalla splendida cornice delle vette degli Appennini, L’Aquila continua il suo percorso di rinascita.
I mercatini, infatti, contribuiscono a rianimare il centro città, danno nuova luce ai monumenti storici e propongono squisite degustazioni delle eccellenze enogastronomiche locali.
Dall’8 Dicembre al 6 Gennaio, i mercatini di Natale animeranno Corso Vittorio Emanuele con le tradizionali casette in legno dove trovare prodotti artigianali, dolci tipici come i torroni e decorazioni natalizie.
CASTELLO DI LIMATOLA (BENEVENTO)
Limatola è un piccolo borgo sannita a circa mezz’ora dalla Reggia di Caserta.
Il suo castello normanno ospiterà la manifestazione “Cadeau al Castello” in cui si potrà andare in giro per mercatini, ma anche divertirsi con gli elfi e fare visita a Babbo Natale.
L’apertura è prevista per i giorni 8, 9 e 10 novembre e poi ininterrottamente dal 15 novembre all’8 dicembre 2024.
Se ti stai chiedendo dove andare a Pasqua in Italia, sappi che questo è uno dei momenti migliori per organizzare un viaggio.
La primavera regala giornate più lunghe, temperature miti e paesaggi in piena fioritura. E’ il periodo ideale per scoprire borghi, città d’arte e destinazioni naturalistiche senza il caldo eccessivo dell’estate.
Che tu stia cercando un weekend rilassante, una meta culturale o un luogo immerso nella natura, l’Italia offre tantissime possibilità.
PICCOLI BORGHI: PER UNA PASQUA AUTENTICA E SUGGESTIVA
Se ami i luoghi fuori dai circuiti più affollati, i borghi sono la scelta perfetta. Atmosfere intime, ritmi lenti e panorami unici rendono queste destinazioni ideali per una Pasqua all’insegna della tranquillità.
CIVITA DI BAGNOREGIO
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Si trova in provincia di Viterbo, a pochi passi dal lago di Bolsena.
Sorge sulla vetta di un’altura di tufo ed è raggiungibile solo attraverso un lungo ponte pedonale dal quale si gode di uno dei panorami più spettacolari di tutto il Lazio.
Inoltre, durante le giornate di nebbia, questo borgo fiabesco sembra letteralmente galleggiare nel vuoto…
Si trova a pochi chilometri da Montalcino e Montepulciano, nella bellissima regione della Val d’Orcia a sud di Siena, tra sinuose colline e favolosi panorami. Pienza gode di una posizione davvero strategica: arroccata sulla cima ad un colle, che domina tutta la valle dell’Orcia con una vista mozzafiato.
Questo incantevole borgo, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1996, è conosciuto come la “città ideale” del Rinascimento.
Scanno è un bellissimo paesino abruzzese annoverato tra i borghi più belli d’Italia.
Sorge su un pendio della Montagna Grande, tra il monte Genzana ed il monte Marsicano, ed è immerso nello splendido scenario naturale costituito dal vicino Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Il borgo è costituito da un susseguirsi pittoresco di case, strade, scalinate, pizzette, archi e chiese. A circa 4 chilometri dal centro storico si trova il suo celebre lago a forma di cuore, formatosi oltre 3000 anni fa in seguito ad una frana del monte Rava che, precipitando a valle, ha sbarrato il corso del fiume Tasso.
DOVE ANDARE A PASQUA IN ITALIA:NATURA – PER CHI CERCA RELAX E PAESAGGI
Per chi desidera staccare davvero dalla routine, la natura è la scelta migliore. Parchi, giardini e paesaggi incontaminati permettono di vivere un viaggio più lento e rigenerante.
L’OASI DI NINFA
È un “Monumento Naturale” situato nel comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta.
Si tratta di un tipico giardino all’inglese, il luogo ideale per trascorrere una giornata rilassante circondati dalla bellezza della natura, ma anche una meta perfetta per una gita fuori porta con tutta la famiglia.
L’attuale giardino è nato sulle rovine della cittadina medievale di Ninfa che, dopo un primo periodo di prosperità, cadde in uno stato di totale abbandono da cui venne riscattata, dopo circa 5 secoli, da Gelasio Caetani. Era l’anno 1921.
Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con la sua natura incontaminata, è la meta ideale per una vacanza all’insegna del relax, del benessere e dello sport.
Inoltre all’interno del Parco c’è un’infinità di luoghi da vedere o percorsi da fare. Tra i più suggestivi ci sono quelli che partono dall’incantevole Val Fondillo, e quelli che attraversano la celebre “Camosciara”, la zona di riserva integrale del Parco.
Se preferisci un viaggio all’insegna della storia e della cultura, le città d’arte sono sempre una scelta vincente. Musei, monumenti e tradizioni rendono la Pasqua un momento ancora più interessante per visitarle.
ROMA
La Città Eterna è una fonte inesauribile di bellezze artistiche.
Ovunque si sposti lo sguardo ci sono chiese, fontane, piazze, musei e siti archeologici unici al mondo.
Tra gli infiniti luoghi da visitare a Roma ce ne sono alcuni che, oltre ad essere incredibilmente belli, sono anche gratuiti…
Firenze è una delle città più belle del mondo, capace di attrarre milioni di persone ogni anno.
Ogni palazzo, ogni chiesa e ogni vicolo di questa magnifica città ha mille storie da raccontare ed il periodo di Pasqua può essere il momento ideale per visitarla!
Anche se non è ancora estate, il mare a Pasqua ha un fascino particolare. Le località costiere sono meno affollate e permettono di godere dei paesaggi in modo più autentico.
LA RIVIERA DI ULISSE
È un meraviglioso tratto costiero lungo circa 50 chilometri.
Si trova nel Lazio, in provincia di Latina. Si tratta di un luogo che è riuscito a conservare intatto il suo fascino antico e misterioso, anche grazie al fatto di essere rimasto per lo più al di fuori dei grandi circuiti del turismo di massa.
Sorge sul confine tra la Costiera Cilentana ed il Golfo di Salerno. Come lascia intendere il suo nome, la città sorge sulla sommità di un costone roccioso a picco sul blu del Tirreno.
In passato è stata una colonia della Magna Grecia, oggi, invece, rappresenta una porta aperta sul Parco Nazionale del Cilento e su tutta la costa meridionale campana.
San Domino, San Nicola, il Cretaccio, la Vecchia, Pianosa e Capraia (le ultime due da non confondere con le omonime isole dell’Arcipelago Toscano!).
I fondali attorno alle isole sono considerati un vero paradiso degli amanti delle immersioni e dello snorkeling. Infatti offrono scenari spettacolari fatti di insenature, grotte sottomarine e relitti.
Tutta l’area dell’arcipelago fa parte della Riserva Marina Protetta del Parco Nazionale del Gargano.
Orientale ed occidentale. Araba e normanna. Bizantina e barocca.
Un giorno non è sufficiente per visitarla tutta, anche perché vanta uno dei centri storici più grandi d’Europa. Tuttavia trascorre anche una sola giornata nel capoluogo siculo può servire a farsi un’idea generale della città e lasciarsi affascinare dalla sua atmosfera unica.
Vediamo quindi cosa visitare a Palermo in un giorno.
LA CATTEDRALE DI PALERMO
La Cattedrale di Palermo, nota anche come Duomo, è dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta in Cielo, mentre a Santa Rosalia, patrona della città, è dedicata la Cappella Reale Senatoriale sul lato meridionale, in cui si trova la preziosissima urna argentea che custodisce il Sacro Corpo della Santa.
Per quanto riguarda le visite turistiche, l’interno della Cattedrale è strutturato in due aree: la prima ad ingresso libero, mentre la seconda (detta “Area Monumentale”) prevede il pagamento di un biglietto. L’ingresso all’Area Monumentale comprende: tetti, tombe reali, cripta, absidi, tesoro, sotterranei e cripta dei beneficiali.
Nelle cappelle dedicate alle tombe reali si trovano i sarcofagi di Federico II, Enrico VI, Costanza D’Altavilla, Costanza d’Aragona, Ruggero II e Guglielmo D’Aragona. Dal tetto della Cattedrale di gode di una splendida vista su tutta la città, mentre nelle stanze dedicate al “tesoro” si può ammirare un’incredibile collezione di oggetti reali e religiosi come ornamenti sacri, calici, paramenti e la famosissima corona di Costanza D’Altavilla.
Per informazioni su biglietti ed orari di apertura dell’area monumentale si può consultare il sito ufficiale cattedrale.palermo.it
PALAZZO DEI NORMANNI E CAPPELLA PALATINA
La cappella fa parte del complesso architettonico di Palazzo dei Normanni, noto anche come Palazzo Reale, attualmente sede dell’Assemblea regionale siciliana. Fu costruita a partire dal 1129 per volere di re Ruggero II di Sicilia, a renderla unica è la perfetta fusione di elementi decorativi bizantini, islamici e latini. La cupola, il transetto e le absidi sono interamente decorate da mosaici bizantini, tra i più importanti della Sicilia, raffiguranti varie scene bibliche, gli evangelisti ed il Cristo Pantocratore benedicente, sicuramente l’immagine di maggiore impatto della cappella!
Guy de Maupassant, durante il suo Grand Tour, rimase talmente impressionato dalla Cappella Palatina da definirla: “La più bella chiesa del mondo, il più sorprendente gioiello religioso sognato dal pensiero umano.”
I QUATTRO CANTI DI PALERMO
Il centro storico di Palermo è suddiviso in quattro quartieri detti anche mandamenti: Kalsa, Albergheria, Seralcadio e La Loggia.
La creazione di queste aree risale al periodo della dominazione spagnola, tra il XVI ed il XVII secolo, ed è legata alla nascita di via Maqueda che, tagliando longitudinalmente il Cassaro, divise lo spazio urbano in quattro parti.
Nel 1624 Santa Rosalia divenne patrona dell’intera città, ma fino a quel momento ogni mandamento aveva avuto una propria santa patrona ed un suo stemma:
La Kalsa (o Mandamento Tribunali) aveva come patrona Sant’Agata e il suo stemma era la rosa;
L’Albergheria (o Mandamento Palazzo Reale) aveva come patrona Santa Cristina e il suo stemma era un serpente verde in campo dorato;
Il Seralcadio (o Mandamento Monte di Pietà) aveva come patrona Santa Ninfa e il suo stemma era Ercole che atterra il leone;
La Loggia (o Mandamento Castellamare) aveva come patrona Sant’Oliva e il suo stemma era quello della casa reale d’Austria.
I Quattro Canti fungono da storico punto di convergenza dei mandamenti, con i suoi quattro palazzi monumentali le cui facciate presentano sulla sommità le statue delle patrone, dei re e delle allegorie dei corsi fluviali di Palermo. Questo luogo è, letteralmente, il cuore della città vecchia!
FONTANA PRETORIA
A pochi passi dall’imbocco di Via Maqueda, si trova Piazza Pretoria e la sua monumentale fontana.
La Fontana Pretoria fu realizzata nel 1554 da Francesco Camilliani per decorare il giardino del palazzo fiorentino del fratello della granduchessa Eleonora di Toledo. Fu solo nel 1581 che la fontana venne venduta al senato palermitano e trasferita in piazza Pretoria a Palermo.
Giorgio Vasari la definì “una fontana stupenda che non ha eguali a Firenze o forse in Italia”.
È nota anche come “fontana della vergogna”, a causa dell’enorme somma di denaro pagata per acquistarla!
SAN GIUSEPPE DEI TEATINI
Restando nelle immediate vicinanze della Fontana Pretoria, c’è la chiesa di San Giuseppe dei Teatini.
L’edificio costituisce il vertice del mandamento Palazzo Reale ed ingloba la facciata sud dei Quattro Canti.
La chiesa è a croce latina, cupola con lanterna e cappelle nelle navate laterali. Sulla cornice della navata centrale poggia la volta a botte tutta ornata di grandi stucchi dorati di Paolo Corso su disegni di Giacomo Amato e di affreschi del messinese Filippo Tancredi del 1693 raffiguranti L’Apoteosi di San Gaetano da Thiene e dell’Ordine Teatino e il Ciclo di episodi della vita del santo.
Dalla cupola si gode di una magnifica vista sulla sottostante Piazza Pretoria, ma anche sull’intera città di Palermo!
Nella cripta, invece, c’è una falda acquifera che, secondo la tradizione, vanterebbe delle proprietà miracolose. Oggi l’acqua è stata incanalata in una fontanella, accessibile dalla navata destra.
CHIESE DELLA MARTORANA E DI SAN CATALDO
Entrambe le chiese si affacciano su Piazza Bellini.
La chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, nota anche come Martorana, appartiene alla circoscrizione della Chiesa italo-albanese ed officia la liturgia per gli italo-albanesi residenti in città secondo il rito bizantino.
Dal 3 luglio 2015 fa parte del patrimonio dell’umanità (UNESCO) nell’ambito dell’”Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale”. L’edificio, infatti, è un crogiolo di stili architettonici in cui l’arte bizantina e normanna si fondono armoniosamente con il barocco italiano.
Proprio accanto alla Chiesa della Martorana si trova la Chiesa di San Cataldo, che si distingue per le sue tre cupole rosa sulla navata centrale. Sebbene sia stata costruita come luogo di culto nel XII secolo, nel corso del tempo l’edificio è stato usato per gli scopi più vari (compreso quello di ufficio postale!) ed è stato riconsacrato solo nel XX secolo.
GIARDINO GARIBALDI
Il giardino Garibaldi, chiamato anche villa Garibaldi, è un parco pubblico che venne realizzato tra il 1861 e il 1864 dall’architetto Giovan Battista Filippo Basile a piazza Marina, nello storico quartiere della Kalsa. Fu intitolato a Giuseppe Garibaldi proprio per celebrare la recente nascita della nazione Italiana.
Tra le tante piante esotiche che si trovano all’interno del giardino, la più conosciuta e il maestoso Ficus macrophylla, considerato l’albero più grande d’Europa e uno dei più vecchi d’Italia Ha un’altezza di 30 metri, una circonferenza del tronco che supera i 21 metri ed una chioma con diametro di 50 metri.
STREET FOOD A PALERMO
Palermo è la patria del cibo da strada.
La regina indiscussa dello street food palermitano è l’arancina – con la “a”- perché a Palermo è un termine femminile.
Si tratta, come tutti sapranno, di una gustosissima palla di riso ripiena, impanata e poi fritta. In pratica una bomba di gusto e di calorie!
Ma ci sono anche il pane cà meusa (panino farcito con milza e polmone di vitello cotti nello strutto), lo sfincione (una sorta di pizza alta e morbida condita con pomodoro, cipolla, acciughe e caciocavallo), le panelle (frittelle di farina di ceci) e le crocchè (crocchette di patate impanate e fritte).
Ovviamente non mancano i dolci come la brioche col tuppo, la granita ed il cannolo!
La Cerosa di Padula o di San Lorenzo è la più grande Certosa italiana e tra le maggiori d’Europa, si estende per ben 51.500 metri quadri, divisi in chiostri, giardini, cortili, cucine, una chiesa, un cimitero ed un monumentale scalone ellittico.
In questo articolo potrai scoprire un po’ di informazioni utili per organizzare la tua visita alla Certosa di Padula, ma anche notizie sulla storia ed il territorio che circonda questo luogo straordinario che, dal 1998, è entrato a far parte dei siti UNESCO.
LA CERTOSA DI PADULA ED IL SUO TERRITORIO
La Certosa prende il nome dal Comune di Padula, una cittadina di circa 5.000 anime, situata nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno.
Padula ha origini antichissime. Grazie a dei ritrovamenti archeologici in località Civita, è stato possibile stimare che i primi insediamenti umani nella zona risalgano al XII secolo a.C. Sarebbe quindi da far risalire a questo periodo la fondazione della città di Cosilinum, l’antica Padula, molto probabilmente fondata dagli Enotri. Il nome attuale, invece, deriverebbe dal latino paludem, accusativo di palus, paludis, cioè palude, infatti in passato nella pianura sottostante si estendeva proprio un’area paludosa.
Sicuramente la fama di Padula è essenzialmente legata alla Certosa, tuttavia questa cittadina diede anche i natali a Giuseppe Petrosino, più noto come Joe. Un poliziotto italo- americano, pioniere nella lotta contro il crimine organizzato, morto eroicamente a Palermo nel 1909.
La Certosa di Padula venne costruita per volontà di Tommaso II Sanseverino, conte di Marsico e signore del Vallo di Diano. I lavori iniziarono il 28 gennaio 1306 e durarono fino al ‘700.
Una delle principali testimonianze di epoca barocca è proprio la grande facciata. Dall’atrio, poi, si passa alle scuderie, alle officine, alla farmacia e alle cantine. La chiesa conserva gli altari decorati con raffinati intarsi policromi in scagliola con inserti in madreperla, i cori lignei intagliati e intarsiati sono del primo Cinquecento, gli affreschi risalgono al XVI – XVIII secolo, mentre il pavimento a maioliche è settecentesco.
Il chiostro grande – che con i suoi 15.000 metri quadri è uno dei più grandi del mondo! – offre uno spettacolo unico grazie ad una struttura con due ordini di portici e ben 84 archi. Venne iniziato nel ‘500 e terminato alla fine del ‘700. Lungo il portico si aprono i quartieri dei certosini ed in fondo, in una torre ottagonale, lo scenografico scalone ellittico.
La certosa ha avuto una storia lunga e travagliata, durante la quale è stata usata per gli scopi più disparati e più volte abbandonata. Durante le due Guerre Mondiali venne usata come prigione, mentre nel secondo dopoguerra divenne la casa di 1000 orfani.
LA RINASCITA DELLA CERTOSA
Nel 1981 fu affidata alla Soprintendenza dei Beni Architettonici di Salerno e l’anno dopo iniziarono i lavori di restauro che ci hanno restituito la bellezza di questo monumentale complesso barocco. Nel 1998 la Certosa è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Oggi la certosa è un importante polo espositivo ed annualmente ospita alcune importanti mostre di carattere nazionale ed internazionale, come la rassegna triennale “Le opere ed i giorni”, ideata e creata da Achille Bonito Oliva. Gli artisti vengono invitati a realizzare nuovi interventi all’interno della Certosa in un’operazione di stimolo e confronto continuo con l’arte contemporanea.
LA CERTOSA DI PADULA: INFORMAZIONI UTILI
La Certosa è aperta dal mercoledì al lunedì, dalle 09:00 alle 19:30. L’ultimo ingresso è alle ore 18:45.
I biglietti, acquistabili presso la biglietteria posta nella Casa Alta, hanno un costo di 6 Euro per gli adulti e di 2 euro per i ragazzi tra i 18 ed i 25 anni. Bambini e ragazzi con meno di 18 anni accedono gratuitamente.
E’ anche possibile acquistare la Padula & Certosa card con validità di 48 ore, che consente di accedere, oltre alla Certosa, anche ai musei civici: museo multimediale, casa museo di Joe Petrosino, San Giovanni in Fonte. Il costo per gli adulti è di 10,00 Euro, mentre per i ragazzi tra i 18 ed i 25 anni è di 6,00 Euro.
La certosa è visitabile nell’abito di una visita guidata. Per informazioni più dettagliate e prenotazioni si può consultare i siti: Certosadipadula.org e Beniculturali.it
Castelli infestati, antiche dimore abbandonate e vecchie case diroccate. L’Italia è piena di posti misteriosi in cui la Storia si mescola alle superstizioni ed ai racconti popolari, alimentando storie e leggende. Anime intrappolate che continuano a vagare tra le stanze delle loro antiche dimore, incapaci di trovare pace ed andare “oltre”. Dame infelici, bambini morti prematuramente, cavalieri in cerca di vendetta, ma anche personaggi storici come Caterina Sforza, che ancora si aggirerebbe per la rocca di Imola, o Giocchino Murat, giustiziato nel castello di Pizzo Calabro.
Questo è un viaggio tra alcune delle più famose dimore infestate d’Italia.
castelli infestati: CASTELLO TAUFERS, CAMPO TURES, BOLZANO
Da secoli l’imponente sagoma del Castello Taufers troneggia sopra Campo Tures, dominando la Valle Aurina.
Fonte: Unsplash
Quella che oggi è nota come la sala delle streghe o degli spettri una volta era la camera personale di Margarete von Taufers. Secondo la leggenda la giovane si era innamorata di un uomo di basso lignaggio e la famiglia era contraria al loro matrimonio. Il giorno delle nozze, un sicario uccise lo sposo ai piedi dell’altare trafiggendolo con una freccia. Margarete, disperata, si rinchiuse nella sua camera dove pianse ininterrottamente per sette anni e poi, il giorno del settimo anniversario della morte del suo amato, si gettò dalla finestra. Secondo alcune leggende locali, di notte, è ancora possibile sentire lo spettro della giovane gemere e piangere.
Nel 1972, durante le riprese del film di Ettore Scola “La più bella serata della mia vita”, che vennero fatte all’interno del castello Taufers, fu proprio Alberto Sordi a riferire di aver udito i gemiti e i lamenti di Margarete.
CASTELLO DELLA ROTTA, MONCALIERI, TORINO
Altro che la Stamberga Stillante, il Castello della Rotta sarebbe il più infestato d’Italia!
L’edificio, infatti, sorgerebbe in un luogo in cui si incrociano le linee delle forze magnetiche terrestri, una posizione astrologica favorevole al manifestarsi delle energie naturali. Tra le sue stanze sono state avvistate innumerevoli “presenze”: un nobile morto suicida, un cardinale intento a leggere, un cavaliere sul suo destriero, una nutrice che avrebbe fatto scomparire un bambino e perfino un corteo di ecclesiastici che sfila ogni 14 giugno.
VILLA FOSCARI, MALCONTENTA, VENEZIA
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Tutti i Potterhead saranno stupiti nel sapere che ben prima di Mirtilla c’è stata un’altra Malcontenta!
Infatti la leggenda vuole che il soprannome della villa provenga da una dama di casa Foscari, rinchiusa tra le sue mura a scontare in solitudine la pena per la sua condotta immorale. Non si sa molto della storia della dama: si dice che visse in questo luogo i suoi ultimi trent’anni, senza mai uscire o affacciarsi dalle finestre. Il suo fantasma si aggirerebbe ancora per la villa…
CASTELLI INFESTATI: CASTELLO DI BARDI, PARMA
La storia del fantasma divenne celebre nel 1995.
A seguito di una serie di segnalazioni giunte alla redazione del giornale di Parma “Lettere e contrasti”, 2 giornalisti decisero di pernottare all’interno della fortezza e fotografarono una misteriosa forma evanescente. La storia fece molto clamore e venne ripresa dalle principali emittenti televisive. Successivamente un appassionato di esoterismo fotografò, con un sistema termico, la sagoma di un cavaliere inginocchiato.
Il cavaliere in questione sarebbe il comandante della guarnigione Moroello, innamorato di Soleste. La bella dama si uccise quando, dopo un’aspra battaglia, vide un esercito che avanzava le insegne nemiche e pensò che Moroello fosse stato sconfitto. In realtà si trattava proprio di Moroello che, per sfregio verso i nemici, aveva ordinato di alzare i loro vessilli, senza immaginare che questa sua decisione avrebbe provocato una così terribile reazione da parte della sua amata.
ROCCA SFORZESCA, IMOLA
La Rocca di Imola venne fondata nel XIII secolo sui resti di un edificio preesistente. Nel 1499 fu assediata e conquistata da Cesare Borgia che, nel 1502, chiamò Leonardo da Vinci per dirigere i lavori di rafforzamento dell’edificio dopo i danni subiti durante l’assedio.
Il fascino della Rocca, tuttavia, è legato alla leggenda di Caterina Sforza.
Caterina fu signora di Imola e contessa di Forlì, prima al fianco del marito Girolamo Riario, poi come reggente per il figlio primogenito Ottaviano. Combattiva e tenace, fu piegata, dopo un’eroica resistenza, dalla furia conquistatrice di Cesare Borgia. Ancora oggi pare che il suo fantasma si aggiri nel castello, armato di lancia, per impedire agli incauti visitatori di scoprire le sue stanze segrete ed i suoi tesori.
CASTELLO DI MONTEBELLO, RIMINI
Probabilmente quella di Azzurrina è una delle leggende più note nel nostro Paese.
Il suo vero nome era Guendalina e nacque intorno al 1370. Suo padre Uguccione era il feudatario di Montebello di Torriana.
Si dice che fosse una bambina albina e, poiché all’epoca la superstizione popolare collegava l’albinismo al diavolo, la madre decise di tingerle i capelli di nero, tuttavia il risultato fu una chioma dai riflessi azzurri: così avrebbe avuto origine il soprannome di “Azzurrina”.
Il 21 giugno 1375, mentre il padre combatteva in battaglia, Azzurrina stava giocando nel castello di Montebello di Torriana con una palla di stracci mentre fuori infuriava un temporale. Secondo il successivo racconto delle due guardie a cui era affidata la custodia della bambina, a un certo punto la palla sarebbe caduta lungo la scala che conduceva alla ghiacciaia sotterranea e la bambina l’avrebbe seguita per recuperarla. Quando però le guardie accorsero nel locale, entrando dall’unico ingresso, non videro traccia né della palla né della bambina, che non venne mai più ritrovata.
La leggenda vuole che il fantasma della bambina viva ancora nel castello e che faccia sentire la propria voce ogni cinque anni, nel giorno del solstizio d’estate.
PALAZZO VECCHIO, FIRENZE
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La Firenze medicea fa da scenario alla leggenda del fantasma di Baldaccio d’Anghiari.
Baldo di Piero Bruni, noto appunto come Baldaccio e proveniente dalla città aretina di Anghiari, venne ucciso il 6 settembre 1441 all’interno di Palazzo Vecchio, da uomini al soldo del gonfaloniere di giustizia Bartolomeo Orlandini, perché inviso alla fazione in ascesa di Cosimo de’ Medici.
Il suo cadavere fu poi gettato dalla finestra e trascinato in piazza della Signoria, dove fu decapitato. Pare che il suo fantasma si aggiri ancora tra le sontuose sale del palazzo aspettando giustizia.
CASTELLI INFESTATI: TORRE DEL DIAVOLO, CASTELLO DEI CONTI GUIDI DI POPPI, AREZZO
Matelda fu una nobildonna che visse nel castello nel XIII secolo. Data in sposa al nobile (e molto anziano!) Conte Guidi, la donna pensò di approfittare delle lunghe assenze del marito per divertirsi con i molti giovani amanti. Matelda, però, era molto attenta alla sua reputazione e non permetteva che le sue storielle amorose uscissero dalle mura del castello entro le quali si consumavano.
Dunque i malcapitati venivano invitati ad uscire tramite un passaggio segreto che, però, altro non era che un pozzo, in cui le ignare vittime venivano trafitte a morte dalle lame che spuntavano dal fondo.
Quando però le sparizioni dei giovani del borgo iniziarono a diventare sospette, gli abitanti assalirono il castello e rinchiusero la nobildonna nella torre, dove morì di fame e di sete.
CASTELLO DI FUMONE, FROSINONE
Il castello di Fumone è stato per secoli una fortezza inespugnabile in cui molte persone trovarono la morte. Lo stesso Papa Celestino V trascorse nel castello i suoi ultimi anni rinchiuso in una minuscola cella.
Tuttavia la storia più triste legata al castello è quella del marchesino Francesco Longhi-Caetani, un bambino di soli 5 anni, probabilmente ucciso dalle sorelle nel 1800 per questioni ereditarie. Secondo la leggenda, ogni notte la duchessa Emilia, mamma del marchesino, si recherebbe nella stanza dov’è conservato il corpo imbalsamato di suo figlio per abbracciarlo e cullarlo.
Quando calano le tenebre, quindi, le sale del maniero sembrano riecheggiare ancora delle nenie cantate dalla duchessa che si mescolano alle urla di dolore di quanti vi morirono in tragiche circostanze.
CASTELLO ARAGONESE, PIZZO, VIBO VALENTIA
Il Castello aragonese di Pizzo è noto anche come Castello Murat.
Le sue vicende, infatti, sono strettamente legate a quelle di Gioacchino Murat che proprio qui venne fucilato nel 1815.
Murat nacque nel 1767 da una famiglia di umili origini e riuscì a farsi valere per le sue doti eroiche. Sposò Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone, venne nominato prima maresciallo, poi principe e, nel 1808, Re di Napoli. Quando iniziò la parabola discendete di Napoleone, Gioacchino Murat venne fatto prigioniero da Ferdinando IV Borbone e rinchiuso nel castello, dove poi trovò la morte.
La gente di Pizzo racconta che di notte si sentono rumori di catene provenire dal castello, come se lo spirito di Murat chiedesse vendetta!
Negli ultimi anni sempre più persone decidono di trascorrere le proprie ferie in una casa vacanza invece che in hotel. Prima di vedere quali sono le principali ragioni alla base di questo trend, vediamo però cos’è esattamente una casa vacanza e quali caratteristiche ha.
LE CARATTERITICHE DI UNA CASA VACANZA
La casa vacanza è una struttura ricettiva extra alberghiera che viene affittata ad uso turistico. L’offerta è molto variegata poiché rientrano in questa categoria appartamenti, ville, case rurali e abitazioni tipiche di uno specifico luogo, come per esempio le baite o i trulli.
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Spesso le case vacanza vengono confuse con altre tipologie di strutture extra-alberghiere come i bed and breakfast e gli affittacamere.
Il bed and breakfast è una formula ricettiva generalmente praticata dalle famiglie che hanno una o più stanze libere da affittare, con o senza bagno privato, e include il pernottamento e la prima colazione. L’affittacamere è praticamente la stessa cosa del bed and breakfast, ma prevede una gestione imprenditoriale e non familiare. Le differenze tra i due tipi di struttura sono perlopiù fiscali.
Quindi sia nel bed and breakfast che nell’affittacamere l’ospite ha a sua disposizione una sola camera (eventualmente con bagno privato), mentre nella casa vacanza può usufruire di un’intera abitazione, completamente arredata, con bagno e cucina a suo uso esclusivo.
Analizziamo ora i 5 motivi principali per scegliere di trascorrere le proprie ferie in una casa vacanza.
RISPARMIO
Molto spesso le tariffe delle case vacanza sono più basse rispetto a quelle di hotel, bed and breakfast e affittacamere. Il risparmio è notevole soprattutto per chi viaggia con tutta la famiglia o comunque in gruppo. In un certo senso si potrebbe dire che scegliere una casa vacanza non significa solo risparmiare, ma anche fare un “investimento” per il futuro, infatti quello che resta nel “salvadanaio” si può sempre investire in una seconda vacanza in un altro periodo dell’anno.
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NESSUN VINCOLO DI ORARIO
A differenza degli hotel, la casa vacanza consente di organizzare le proprie giornate di ferie in totale autonomia. Non ci sono orari per i pasti, né orari di rientro per la sera. Potrai muoverti in completa libertà.
MANGIARE QUELLO CHE VUOI E QUANDO VUOI
A differenza di altre strutture ricettive, nella casa vacanza non è prevista la somministrazione di nessun pasto (neanche della colazione!), tuttavia avrai a disposizione un’intera cucina e questo ti permetterà di preparare quello che preferisci, quando preferisci. Potrai gustare piatti nuovi preparati con i prodotti tipici acquistati in loco, senza per questo rinunciare alla salute, alla linea ed alle tue abitudini alimentari.
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NESSUN DRESS CODE
Quando si soggiorna in hotel, inevitabilmente capita di sentirsi quasi obbligati a “vestirsi bene” per la cena oppure a rispettare un vero e proprio dress code per un particolare evento organizzato nella struttura. Se, invece, soggiorni in una casa vacanza potrai comodamente cenare in pigiama… una cosa particolarmente apprezzabile dopo una giornata passata a fare trekking, a sciare oppure in giro per musei.
UNA CASA VACANZA PERSTARE IN FAMIGLIA O CON GLI AMICI
Sono sempre le piccole cose a rendere speciale una vacanza!
Bere una tazza di thè davanti al camino acceso, vedere un film tutti insieme sul divano, fare una lauta merenda in cucina oppure organizzare una partita a carte.
Tutte cose che in una casa vacanza si possono fare in qualsiasi momento!
Avere a disposizione un’intera casa, infatti, ti permetterà di stare con la famiglia o con gli amici e di trascorrere insieme tutta la giornata. È un modo per fare gruppo, rafforzare i legami e condividere del tempo di qualità, senza però rinunciare al confort ed alla propria privacy.
Caserta è famosa in tutto il mondo per la sua splendida Reggia, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. E’ innegabile, dunque, che molte persone vadano a Caserta solo per visitare il capolavoro di Vanvitelli, con i suoi sontuosi Appartamenti Reali ed i suoi scenografici giardini. Quello che molti non sanno, però, è che la città vanta anche altri 2 siti facenti parte dei patrimoni Unesco, oltre che un bellissimo borgo medievale.
Questa, quindi, è una breve guida per scoprire cosa visitare a Caserta oltre la Reggia!
CASERTA: IL BELVEDERE DI SAN LEUCIO
Si tratta di un complesso monumentale, patrimonio Unesco, situato a poca distanza dalla Reggia di Caserta (in linea d’aria è proprio sopra l’ultima fontana monumentale!).
Il Belvedere di San Leucio è un interessante esempio di archeologia industriale, frutto dell’utopica idea di Re Ferdinando di dar vita ad una comunità autonoma, chiamata appunto Ferdinandopoli, con tanto di statuto e leggi speciali.
All’interno del complesso monumentale si trovano, oltre ai telai restaurati ed ancora funzionanti, strumenti ed attrezzi per la lavorazione della seta ed una ruota idraulica per i torcitoi della stoffa.
A poca distanza c’è il Museo della Seta che espone i tessuti tanto apprezzati da nobili e reali di qualche secolo fa.
Oltre agli antichi telai ed agli appartamenti reali, si può visitare anche il Casino Reale del Belvedere, la cui costruzione si deve a Ferdinando II.
Per informazioni sugli orari di apertura e sui biglietti puoi visitare il sito belvederesanleucio.it
L’ACQUEDOTTO CAROLINO
Con questo sito terminano i patrimoni Unesco di Caserta.
L’acquedotto Carolino – noto anche come acquedotto di Vanvitelli – nacque per alimentare sia il complesso di San Leucio che per fornire acqua alla Reggia di Caserta ed alle sue splendide fontane. L’acqua proviene dalle sorgenti del Fizzo, alle falde del monte Taburno, nel territorio di Airola (BN), e viene trasporta lungo un percorso di circa 38 chilometri, per lo più interrato.
L’opera, alla quale hanno contribuito i più eminenti studiosi e matematici del Regno di Napoli, ha richiesto 16 anni di lavori, destando l’attenzione di tutta l’Europa, tanto da essere riconosciuta come una delle opere di maggiore interesse architettonico ed ingegneristico del XVIII secolo.
IL DUOMO DI CASERTA
Il Duomo di Caserta, noto anche come Cattedrale di San Michele Arcangelo, vanta un a storia piuttosto travagliata.
Nel 1783 un incendio distrusse la chiesa parrocchiale casertana, dedicata a san Sebastiano. Da quel momento la celebrazione delle funzioni religiose fu trasferito nella chiesetta quattrocentesca della Madonna Annunziata. Tuttavia la chiesa era di piccole dimensioni e non adatta alle esigenze di culto dell’intera città. Fu così che l’architetto di corte Giovanni Patturelli fu incaricato di redigere un progetto di ampliamento della chiesa della Madonna Annunziata.
Il primo progetto redatto da Patturelli non piacque ai committenti e così si susseguirono numerosi altri progetti.
I moti rivoluzionari del 1820-21 bloccarono, però, ogni iniziativa.
Nel 1822 Ferdinando I, riprendendo in mano la vicenda, decise che la nuova chiesa cattedrale dovesse sorgere nel luogo della chiesetta della Madonna Annunziata, che andava pertanto demolita, e che il progetto del Patturelli sarebbe stato rivisto dall’architetto Pietro Bianchi.
Il 30 maggio 1822 fu posta la prima pietra di questo progetto e nell’aprile del 1832 la chiesa, completata nelle sole tre navate, fu aperta al culto.
Tuttavia la chiesa non piacque ai cittadini ed i due architetti finirono per incolparsi a vicenda.
Infine, nel 1837, la direzione dei lavori passò nelle mani all’architetto Pietro Valente, direttore del Regio Istituto di Belle Arti.
Nel febbraio 1842, alla presenza del re Ferdinando II e della consorte Maria Teresa, la nuova cattedrale venne inaugurata sotto il nuovo titolo di San Michele Arcangelo.
Durante il secondo conflitto mondiale la chiesa fu bombardata e riportò notevoli danni.
I lavori di restauro, iniziati negli anni 60, sono terminati nel 2014.
CASERTAVECCHIA
Casertavecchia è un borgo che dista circa 10 km dal centro di Caserta di cui, durante il Medio Evo, fu il principale nucleo urbano.
Le sue origini sono incerte. Sappiamo che fu un dominio longobardo e che diede rifugio alle popolazioni costiere che fuggivano dalle incursioni saracene.
Nel 1062 ebbe inizio la dominazione normanna che portò il paese al massimo livello di splendore con la costruzione dell’attuale duomo, consacrato al culto di San Michele Arcangelo.
Con l’avvento dei Borbone e la costruzione della Reggia, Caserta diventa il nuovo centro di ogni attività a scapito di Casertavecchia.
Oggi Casertavecchia è tornata a vivere grazie al turismo culturale ed alle numerose manifestazioni folkloristiche.