NARNI SOTTERRANEA: UN VIAGGIO NEL TEMPO

Narni Sotterranea più che luogo è una storia!

Visitandola si attraversano chiese e ambienti ipogei, ma quello che colpisce di più, ciò che la rende veramente affascinante, è l’incredibile storia della sua scoperta.

Una storia che inizia nel 1979 ed arriva ai nostri giorni attraverso una serie di vicissitudini in cui il protagonista è sempre stato un quid misterioso (ed anche un po’ ironico!) che alcune volte ha preso le sembianze della fortuna, altre del fato, altre ancora della Divina Provvidenza.

LA SCOPERTA

La storia di Narni Sotterranea inizia nel 1979, quando un gruppetto di sei ragazzi, tutti appartenenti al Gruppo Speleologico dell’UTEC, erano intenti a testare delle nuove funi calandosi dall’alto di quelli che oggi sono chiamati “Giardini di San Bernardo” e si imbatterono in un piccolo passaggio attraverso un muro. Incuriositi dalla scoperta, decisero di esplorare questo passaggio e capire dove portava. Fu così che, dopo un lunghissimo abbandono, tornò alla luce la chiesa di San Michele dell’antico convento domenicano di Narni.

In realtà, all’epoca della scoperta i ragazzi non sapevano ancora che quella chiesa fosse originariamente dedicata all’Arcangelo tanto che decisero di darle il nome di Santa Maria della Rupe, nome che conserva tuttora!

La storia della chiesa, infatti, riemerse a piccoli pezzi, nel corso del tempo, grazie ad un lungo e costante lavoro di ricerca che, allo stesso tempo, consentì di riportate alla luce altri ambienti.

Infatti, oltre alla chiesa, furono scoperti una parte di una domus romana con una cisterna ed un tribunale dell’Inquisizione con una piccola cella.

Quest’ultima è stata la parte della storia più complessa da ricostruire.

Sembrava, infatti, che non ci fossero da nessuna parte documenti ufficiali che attestassero la presenza della Santa Inquisizione a Narni. Fu solo grazie ad una serie di circostanze fortuite che, accedendo agli Archivi Vaticani ed a quelli del Trinity College, si riuscì ad avere la conferma documentata non solo della presenza a Narni del Santo Uffizio, ma addirittura si poté ricostruire la storia di un intero processo che aveva avuto luogo presso quel tribunale.

NARNI SOTTERRANEA: L’ITINERARIO DI VISITA

La Chiesa di Santa Maria della Rupe

Il punto di partenza del percorso di visita è la Chiesa di Santa Maria della Rupe, risalente al XIII secolo ed oggi completamente restaurata.

La storia della chiesa può essere divisa in tre fasi.

La prima risalente al XII-XIII secolo, durante la quale venne costruito un primo ambiente all’interno di una cavità naturale, di fianco ad un’antica domus romana con cisterna. Probabilmente questa prima costruzione venne realizzata sui resti di un precedente edificio longobardo, cosa che sembrerebbe confermata proprio dalla presenza di un affresco di San Michele, a cui i longobardi erano particolarmente devoti.

Una seconda fase, databile intorno al XIV secolo, durante la quale la struttura venne inglobata all’interno del convento costruito dai domenicani. A questo periodo risale la realizzazione di un nuovo pavimento e, sulle pareti laterali, delle sedute riservate ai monaci.

Durante la terza ed ultima fase, tra il XVII e il XVIII secolo, l’edificio perse la sua funzione religiosa e, sotto l’occupazione francese, fu addirittura usato come cantina. Seguì un lungo periodo di abbandono a qui fece seguito la distruzione della Seconda Guerra Mondiale.

Tutta la storia della chiesa è riassunta in una suggestiva ricostruzione virtuale a cui si può assistere all’inizio della visita.

La domus romana e l’Acquedotto della Formina

Dalla chiesa si passa, attraverso un varco nella parete laterale, in un secondo ambiente, probabilmente parte di una domus romana che conserva una cisterna. Questa seconda parte è dedicata all’ingegneria idraulica romana ed alla presentazione dell’Acquedotto Romano della Formina, visitabile su prenotazione.

È un viaggio ideale nella Narnia romana, attraverso modellini e riproduzioni degli strumenti effettivamente utilizzati per la realizzazione dell’acquedotto.

la Santa Inquisizione

Superato un lungo corridoio si arriva nell’ambiente più suggestivo (e più inquietante!) del tour: la Stanza dei Tormenti – come viene chiamata nei documenti ritrovati negli Archivi Vaticani e al Trinity College. Si tratta di una sala allestita con ricostruzioni di alcune macchine di tortura utilizzate dal tribunale dell’Inquisizione.

Una piccola cella adiacente testimonia ancora oggi, attraverso segni e graffiti sulle pareti, le sofferenze patite dagli inquisiti. In particolare Giuseppe Andrea Lombardini, detenuto nella cella, volle afferamre la propria innocenza tracciando su tutte le pareti dei simboli, il cui mistero è stato decifrato solo grazie ad una serie di coincidenze ed alla caparbietà di Roberto Nini, uno dei sei ragazzi scopritori.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore

Ulteriori scavi archeologici hanno permesso poi di portare alla luce una cripta del XII secolo, dei mosaici di epoca bizantina e l’abside dell’antica chiesa di Santa Maria Maggiore, un tempo cattedrale di Narni, oggi convertita nell’Auditorium di San Domenico.

La visita termina proprio all’interno dell’Auditorium.

Per scoprire tutti gli incredibili dettagli della scoperta di questo percorso e viverne appieno la magia, non vi resta che visitare Narni Sotterranea.

Per informazioni sulle visite guidate, gli orari di apertura al pubblico ed il costo dei biglietti si può consultare il sito narnisotterranea

Durante la visita è vietato fare fotografie.

Tutto il materiale fotografico presente nell’articolo è stato realizzato da Moira Sperandei e Letizia Longarini e gentilmente fornitomi da Narni Sotterranea che ringrazio!

Leggi anche: COSA VISITARE IN UN GIORNO A NARNI

COSA VISITARE A NARNI IN UN GIORNO

Narni è una cittadina ricca di storia, arte e tradizioni. Un luogo di grande suggestione e bellezza, nel cuore dell’Umbria.

Per l’antico popolo degli Umbri il suo nome era Nequinum. Furono invece i Romani a darle il nome- poi reso celebre dalla letteratura! – di Narnia, da Nahar, l’attuale fiume Nera. Non si conosce con certezza quando la città di Narnia cambiò il suo nome in Narni, ma probabilmente questo avvenne gradualmente nel corso del tempo, a partire dal XIII secolo.

In ogni caso il nome Narnia non era destinato a cadere nell’oblio! Infatti, in tanti lo conoscono grazie ai romanzi fantasy di C.S. Lewis, “Le cronache di Narnia”.

Posto che Lewis non visitò mai Narni, ci sono due teorie su come abbia scelto il titolo dei suoi libri. Secondo alcuni sarebbe stato ispirato dai racconti di un suo assistente che, al contrario, aveva visitato la città restandone particolarmente affascinato. Secondo altri, invece, Lewis consultò una cartina dell’Italia su un atlante del 1904 con iscrizioni in latino e, semplicemente, rimase colpito dal suono della parola Narnia.

È vero, arrivando a Narni non ci saranno ad accogliervi né Susan, né il Principe Caspian, ma sarete comunque circondati da tanta bellezza!

Ecco le tappe fondamentali del nostro itinerario di un giorno a Narni:

Centro geografico d’Italia;

Cattedrale di San Giovenale;

Palazzo dei Priori e il Palazzo Comunale;

Palazzo Eroli, sede del Museo della Città e del Territorio;

Rocca Albornoz;

Narni Sotterranea.

NARNI: IL CENTRO GEOGRAFICO D’ITALIA

Secondo uno studio condotto dall’Istituto geografico militare (I.G.M.) di Firenze, il centro geografico dell’Italia peninsulare si trova a Narni, lungo il percorso dell’acquedotto romano della Formina, vicino al ponte Cardona, un ponte romano con un unico arco a tutto sesto leggermente rialzato.

Lasciata l’auto nell’apposito parcheggio, si prosegue lungo un sentiero nel bosco che conduce al ponte e ad una piccola scultura in pietra di forma circolare che, appunto, simboleggiare il centro geografico d’Italia. Toccandola, come suggerito dal cartello, vi porterà “fortuna e salute”.

LA CATTEDRALE DI SAN GIOVENALE

La cattedrale di Narni è disposta ad angolo tra piazza Garibaldi e piazza Cavour, su cui si trova il portico del fronte principale. È dedicata al primo vescovo della città, san Giovenale, morto il 3 maggio 376.

La sua costruzione iniziò nel 1047 e terminò nel 1145. Nel corso dei secoli, la chiesa subì vari interventi di rinnovamento ed ampliamento. Nel XIV secolo l’abside fu completamente rinnovato in stile gotico, fu edificata la facciata e innalzato l’intero edificio.

Ulteriori interventi risalgono, invece, al Quattrocento, con l’aggiunta di un portico sul prospetto principale e la copertura con volte a crociera di tutte le navate.

Infine la realizzazione della cripta, in cui riposano le reliquie di san Giovenale, iniziò nel 1642.

NARNI: IL PALAZZO COMUNALE ED IL PALAZZO DEI PRIORI

Il Palazzo Comunale, già Palazzo del Podestà, fronteggia il Palazzo dei Priori che sorge nell’omonima piazza, proprio al centro di Narni.

Venne costruito, a partire dal 1273, sul luogo che già aveva ospitato il foro romano. L’aspetto attuale dell’edificio è frutto dei lavori avvenuti tra il ‘300 ed il ‘400. Sulla destra del portale di accesso si trova il Punto di informazione Turistica di Narni.

Il Palazzo dei Priori, grazie alla sua particolare architettura, è uno dei monumenti più belli dell’Umbria.

Ogni elemento del palazzo rivela il suo profondo legame con la storia della città di Narni: il portale, la loggetta del banditore, la torre civica che domina la città e l’intera vallata e sulla cui sommità è posta la campana che chiamava a raccolta i cittadini in caso di necessità.

Oggi l’edificio ospita al piano terra il Digipass e la sede dell’Ente della Corsa all’Anello, uno degli eventi di rievocazione storica più importanti d’Italia nato per devozione al santo patrono Giovenale di cui il 3 maggio si celebra la festa.

LA CHIESA DI S. MARIA IMPENSOLE

Si tratta di una piccola chiesa che sorge nel centro storico di Narni, all’imbocco di Via Mazzini.

All’esterno presenta uno splendido portico con tre luci corrispondenti alle tre porte d’ingresso, divise da quattro colonne, due intere e due incorporate nei pilastri laterali.

L’interno della chiesa, invece, colpisce per la sua semplicità austera. Ha una pianta a croce latina con tre navate: le due laterali più basse separate dalla centrale con delle colonne che sorreggono archi a sesto ribassato.

Venne costruita tra il VII e il X secolo su un preesistente edificio romano di età tardo repubblicana, probabilmente un tempio dedicato a Bacco. Il suo nome deriva dall’appellativo “in pensile”, ossia “sospesa”, perché realizzata sopra due grandi cisterne.

PALAZZO EROLI

Palazzo Eroli, fino alla fine del Novecento, fu la dimora della nobile famiglia a cui deve il suo nome. Oggi, invece, ospita il Museo, la Pinacoteca e la Biblioteca della Città di Narni. Si trova nella parte alta del centro storico, dietro il Palazzo del Podestà, a ridosso della Chiesa di San Francesco.

Il Museo è articolato in due sezioni: una archeologica ed una artistica. Nella sezione archeologica si possono ammirare reperti che vanno dalla Preistoria al ‘700, tra cui la mummia ed il sarcofago ligneo donati dalla famiglia Martinori. Nella pinacoteca, invece, sono esposte opere che coprono un arco temporale che va dal 1300 al 1700. Quelle di maggior pregio sono “L’Annunciazione” di Gozzoli e “L’Incoronazione della Vergine” del Ghirlandaio.

ROCCA ALBORNOZ

La Rocca Albornoziana troneggia sul Monte Maggiore e domina la Città di Narni, la Via Flaminia ed il magnifico panorama sulle Gole del Nera.

Fu costruita per volontà del Cardinale Egidio Albornoz nel 1367. I lavori terminarono nel 1378 e sulla sua porta furono posti quattro stemmi: quello di papa Urbano V, del suo successore Gregorio XI e dei cardinali Anglico De Grimoard e Filippo d’Alençon.

La costruzione della Rocca segnò il declino dell’autonomia della Civitas di Narnia. Infatti, sia questa Rocca che le altre fortezze edificate dal Cardinale Albornoz avevano come scopo quello di accresce il sistema difensivo volto a controllare il territorio di collegamento tra Perugia, Terni e Amelia, ma anche la via Flaminia e la strada che si dirige verso Orte ed il Lazio.

Nel corso della sua lunga storia, la Rocca è stata dimora di papi, cardinali e condottieri. Nel 1906 fu acquistata, per una piccola somma, dal principe russo Mestschezsy, che la tenne fino al 1972, anno in cui divenne di proprietà di una famiglia romana. Oggi, la Rocca Albornoziana è patrimonio del Comune di Narni.

NARNI SOTTERRANEA

Dulcis in fundo, Narni Sotterranea.

È stata la parte più interessante e sorprendente del nostro tour. In passato avevamo visitato altre città sotterranee con grotte e ipogei, ma niente di paragonabile all’esperienza di Narni Sotterranea! Questo sito, scoperto nel 1979, è aperto al pubblico dal 1994 ed è un vero e proprio viaggio indietro nel tempo. Un’esperienza coinvolgente ed emozionante a cui dedicherò un articolo specifico.

Per qualsiasi informazione su visite, eventi, orari e biglietti si può visitare il sito ufficiale narnisotterranea.it

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LA CASCATA DELLE MARMORE

La cascata delle Marmore è la più alta cascata artificiale d’Europa e tra le più alte del mondo.

Si trova a circa 7 Km dalla città di Terni ed è formata dall’incontro dei fiumi Nera e Velino.

Il suo nome deriva dai sali di carbonato di calcio presenti sulle rocce che, quindi, appaiono simili al marmo bianco.

Se stai pensando di visitare la cascata delle Marmore, in questo articolo troverai tante informazioni utili e consigli pratici per organizzare il tuo viaggio!

CASCATA DELLE MARMORE: UN PO’ DI STORIA

La Cascata è il risultato di una incredibile opera di ingegneria romana!

Nel 271 a.C., il console romano Manio Curio Dentato ordinò la costruzione di un canale- chiamato Cavo Curiano- allo scopo di far defluire le acque stagnanti del lago Velino in direzione del salto naturale di Marmore. Da lì, infatti, l’acqua sarebbe precipitata direttamente nel fiume Nera, affluente del Tevere.

Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente ebbe fine anche la manutenzione del canale, il che portò ad una diminuzione del deflusso delle acque ed alla progressiva trasformazione in palude della Piana Reatina. Nel 1422, dopo molte vicissitudini e grazie all’intervento di Gregorio XII, venne costruito un nuovo canale per ripristinare la portata originaria del fiume.

Nei secoli seguenti furono realizzate varie opere per garantire il corretto funzionamento o cercare di migliorare quanto già costruito.

Successivamente, nel XIX secolo, le acque della cascata iniziarono ad essere utilizzate per la loro forza motrice. In questo modo Terni diventò sede delle note Acciaierie; mentre, negli anni successivi, la cascata iniziò ad essere sfruttata intensamente per la produzione di energia idroelettrica.

LA LEGGENDA

Sulle origini della cascata c’è anche un’antica leggenda, solitamente raccontata dallo Gnefro.

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Fonte: Pixabay

Lo Gnefro (chiamato anche Gnèfru), nella cultura popolare umbra, è una creatura leggendaria, simile al folletto, che è solita vivere in gruppi nei pressi della cascata delle Marmore, del lago di Piediluco e lungo il fiume Nera.

Secondo questa leggenda, una ninfa di nome Nera si innamorò del giovane pastore Velino. L’amore dei due giovani, che appartenevano a due mondi diversi, era impossibile e, quando la dea Giunone li scoprì, trasformò la ninfa Nera in un fiume, come punizione per aver trasgredito alla regola che non consentiva l’amore con gli esseri umani. Velino, sconsolato, si gettò a capofitto dalla rupe di Marmore credendo che Nera stesse annegando in quelle acque che prima non c’erano. Giove, per evitargli una morte certa, durante il volo lo trasformò in acqua, così da permettergli di salvarsi e ricongiungersi con Nera per l’eternità.

INFORMAZIONI UTILI

La cascata delle Marmore è a flusso controllato.

Questo significa che, in alcuni momenti della giornata, la cascata ha una portata minima ridotta (0,3 metri cubi/secondo) perché gran parte dell’acqua del fiume Velino viene utilizzata per la produzione di energia elettrica.

Il flusso dell’acqua è regolato attraverso delle chiuse e, a orari stabiliti, viene aumentato formando un salto spettacolare. Poco prima dell’orario di rilascio dell’acqua, un segnale acustico avvisa dell’inizio. Il getto d’acqua della cascata inizierà ad aumentare progressivamente, raggiungendo in pochi minuti il suo massimo ed offrendo uno spettacolo unico ai visitatori. Per conoscere gli orari di rilascio dell’acqua clicca qui!

Per accedere al parco di cui la cascata fa parte è necessario acquistare un biglietto.

È possibile farlo sia in loco, nelle biglietterie fisiche che si trovano nei pressi del parcheggio, oppure on-line, evitando la fila! Per conoscere tariffe e convenzioni clicca qui.

Acquistando il biglietto, che ha validità giornaliera, si ha libero accesso a tutti i 6 sentieri che attraversano il parco. Solo il balcone degli innamorati è visitabile esclusivamente con visita guidata, anch’essa acquistabile sia online che presso le biglietterie.

All’interno del parco ci sono Bar e aree pic-nic. Presso il Centro di Educazione Ambientale posto nell’area escursionistica è possibile ricevere informazioni, acquistare servizi e gadget.

È consigliabile avere un abbigliamento comodo con scarpe da ginnastica o da trekking. Inoltre, soprattutto se si ha intenzione di percorrere i sentieri più vicini alla cascata o fare la visita guidata al balcone degli innamorati, è indispensabile avere un impermeabile!

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COSA VEDERE A PERUGIA

Cosa vedere a Perugia: guida completa alla città tra Medioevo, arte e cioccolato

Ci sono città che si visitano e città che si attraversano lentamente, lasciandosi sorprendere a ogni angolo. Perugia appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Capoluogo dell’Umbria, conserva uno dei centri storici medievali meglio preservati d’Italia, dove vicoli in salita, archi, piazze scenografiche e palazzi in pietra raccontano una storia lunga oltre duemila anni.

Conosciuta in tutto il mondo per Eurochocolate, Perugia è molto più della capitale italiana del cioccolato. È una città universitaria vivace, un importante centro artistico e culturale e uno dei luoghi più affascinanti da visitare durante un viaggio in Umbria.

In questa guida scoprirai cosa vedere a Perugia, dai monumenti simbolo ai luoghi meno conosciuti, con alcuni consigli utili per organizzare al meglio la visita.

Piazza IV Novembre, il cuore di Perugia

Ogni visita comincia inevitabilmente da Piazza IV Novembre, il vero centro della città fin dall’epoca medievale.

Qui si concentrano alcuni degli edifici più importanti di Perugia, rendendo questa piazza uno degli scorci più belli dell’Umbria.

Al centro domina la splendida Fontana Maggiore, realizzata nel XIII secolo dagli scultori Nicola e Giovanni Pisano. Le sue decorazioni raccontano il calendario agricolo, le arti liberali, i mesi dell’anno e numerosi episodi biblici, trasformandola in una vera enciclopedia scolpita nella pietra.

Sedersi qualche minuto ai suoi piedi è il modo migliore per iniziare a respirare l’atmosfera della città.

Cosa vedere a Perugia: Palazzo dei Priori e la Galleria Nazionale dell’Umbria

Affacciato sulla piazza si trova il maestoso Palazzo dei Priori, simbolo della potenza comunale di Perugia.

L’edificio ospita oggi la Galleria Nazionale dell’Umbria, uno dei musei più importanti dell’Italia centrale, con opere di Perugino, Pinturicchio, Beato Angelico e Piero della Francesca.

Anche chi non visita il museo dovrebbe soffermarsi ad ammirare la facciata gotica e l’eleganza dell’edificio.

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Fonte: Pixabay

La Cattedrale di San Lorenzo

Di fronte alla Fontana Maggiore sorge la Cattedrale di San Lorenzo, costruita tra il XIV e il XV secolo.

L’esterno, volutamente incompiuto, può sembrare sobrio rispetto ad altre grandi cattedrali italiane, ma l’interno custodisce opere d’arte di grande valore e numerose testimonianze della storia religiosa della città.

La Rocca Paolina: una città nascosta sotto Perugia

Tra i luoghi più affascinanti di Perugia c’è senza dubbio la Rocca Paolina.

Voluta da papa Paolo III nel Cinquecento per affermare il controllo pontificio sulla città, la fortezza venne costruita demolendo interi quartieri medievali.

Oggi è possibile passeggiare tra le antiche strade sotterranee, le case inglobate nelle mura e gli ambienti rimasti intatti, vivendo un’esperienza davvero particolare.

È uno dei luoghi che più colpiscono chi visita Perugia per la prima volta.

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Fonte: Pixabay

Corso Vannucci

Da Piazza IV Novembre parte Corso Vannucci, la via principale del centro storico.

Qui si susseguono eleganti palazzi rinascimentali, caffè storici, librerie, negozi e locali frequentati dagli studenti dell’Università per Stranieri e dell’Università degli Studi.

Passeggiare lungo questo corso significa cogliere il lato più vivace della città.

Cosa vedere a Perugia: L’Arco Etrusco

Molto prima del Medioevo, Perugia era una delle più importanti città etrusche.

Una delle testimonianze più spettacolari è l’Arco Etrusco, costruito nel III secolo a.C. e ancora oggi perfettamente conservato.

È una delle porte monumentali etrusche meglio conservate d’Italia e rappresenta uno dei simboli della città.

Il Pozzo Etrusco

Poco distante si trova il Pozzo Etrusco, un’impressionante opera di ingegneria idraulica realizzata oltre duemila anni fa.

Profondo quasi quaranta metri, dimostra l’elevato livello tecnico raggiunto dagli Etruschi e permette di comprendere quanto fosse importante Perugia già in epoca antica.

Cosa vedere a Perugia: I panorami

Essendo costruita su un colle, Perugia regala splendidi punti panoramici.

Vale la pena raggiungere i belvedere lungo le mura medievali oppure affacciarsi dai giardini della città per osservare le dolci colline umbre che si estendono tutto intorno.

Nelle giornate limpide il panorama è davvero suggestivo.

Eurochocolate e il volto goloso della città

Se visiti Perugia in autunno potresti trovare la città completamente trasformata da Eurochocolate, il festival internazionale dedicato al cioccolato.

Le vie del centro si riempiono di stand, degustazioni, sculture di cioccolato ed eventi che attirano visitatori da tutta Europa.

Anche durante il resto dell’anno non mancano storiche cioccolaterie dove concedersi una pausa golosa.

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Cosa vedere nei dintorni di Perugia

Perugia rappresenta anche un’ottima base per esplorare l’Umbria.

Nel raggio di pochi chilometri si trovano alcune delle località più belle della regione:

  • Assisi
  • Gubbio
  • Spello
  • Bevagna
  • Montefalco
  • Lago Trasimeno

Se hai qualche giorno a disposizione, vale la pena inserirle nello stesso itinerario.

Consigli pratici per visitare Perugia

Quanto tempo serve?
Un giorno è sufficiente per vedere i principali monumenti, ma un weekend permette di visitare anche musei e dintorni.

Come arrivare?
Perugia è facilmente raggiungibile sia in auto sia in treno. Chi arriva in macchina può lasciare l’auto nei parcheggi collegati al centro tramite scale mobili e minimetrò.

Quando andare?
Primavera e autunno sono i periodi migliori. Ottobre è perfetto per vivere l’atmosfera di Eurochocolate, mentre dicembre regala un centro storico particolarmente suggestivo.

Vale la pena visitarla?
Assolutamente sì. Perugia riesce a coniugare storia, arte, gastronomia e atmosfera universitaria, risultando una delle città più interessanti dell’Italia centrale.

GUBBIO: LA CITTA’ DEI MATTI

Gubbio è una di quelle città che hanno il potere di trasportare il visitatore in un tempo diverso.

Adagiata sulle pendici del Monte Ingino, nel cuore verde dell’Umbria, conserva ancora oggi l’aspetto di un’antica città medievale: vicoli in pietra, palazzi storici e piazze che raccontano secoli di storia.

Ma Gubbio è conosciuta anche con un soprannome curioso: la città dei matti.

Un appellativo che potrebbe sembrare poco lusinghiero, ma che in realtà nasce da una tradizione antica e racconta molto dello spirito ironico e accogliente dei suoi abitanti.

Per scoprire davvero Gubbio bisogna quindi lasciarsi guidare non solo dai monumenti, ma anche dalle storie e dalle leggende che da sempre fanno parte della sua identità.

PERCHE GUBBIO E’ CHIAMATA LA CITTA’ DEI MATTI?

La leggenda più famosa di Gubbio è legata alla cosiddetta patente da matto, una tradizione simbolica che ancora oggi incuriosisce i visitatori.

Secondo l’usanza, chi compie tre giri intorno alla Fontana del Bargello e riceve simbolicamente l’investitura può diventare “matto onorario” di Gubbio.

Naturalmente non si tratta di una vera follia, ma di un riconoscimento scherzoso: a Gubbio la “pazzia” è intesa come capacità di vivere con leggerezza, ironia e un pizzico di anticonformismo.

Ed è proprio questo spirito che rende la città così particolare.

COSA VEDERE A GUBBIO: UN ITINERARIO TRA STORIA E BELLEZZA

Visitare Gubbio significa camminare dentro una pagina di storia.

Il centro storico, perfettamente conservato, si può esplorare tranquillamente a piedi, lasciandosi sorprendere dagli scorci improvvisi e dalle atmosfere medievali.

Piazza Grande e il Palazzo dei Consoli

Il simbolo di Gubbio è senza dubbio Piazza Grande, una delle piazze medievali più suggestive d’Italia.

Costruita come una sorta di terrazza panoramica sulla città, offre una vista straordinaria sulle colline umbre.

Qui domina il Palazzo dei Consoli, elegante edificio trecentesco che ospita il Museo Civico e le celebri Tavole Eugubine, uno dei più importanti documenti della civiltà umbra antica.

La sua posizione e la sua architettura raccontano la grande importanza che Gubbio ebbe nei secoli passati.

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Il Duomo di Gubbio

Poco distante si trova la Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo, conosciuta semplicemente come Duomo di Gubbio.

L’interno, raccolto e armonioso, custodisce opere d’arte e rappresenta uno dei luoghi più importanti della spiritualità cittadina.

La visita permette anche di scoprire un volto più intimo di Gubbio, fatto di silenzio e memoria.

Il Palazzo Ducale

Di fronte al Duomo si trova il Palazzo Ducale, costruito nel XV secolo durante il periodo dei Montefeltro.

L’edificio rappresenta il legame tra la città e il Rinascimento e racconta un momento in cui la città divenne un importante centro culturale.

La sua architettura elegante crea un interessante contrasto con l’aspetto medievale del resto del borgo.

La Fontana del Bargello

Tra i luoghi più curiosi c’è la Fontana del Bargello, legata alla tradizione della “patente da matto”.

È uno di quei piccoli angoli che non hanno solo un valore artistico, ma anche un significato simbolico.

Perché spesso sono proprio i dettagli apparentemente minori a raccontare meglio l’anima di un luogo.

La Basilica di Sant’Ubaldo e il Monte Ingino

Per completare la visita vale la pena salire verso la Basilica di Sant’Ubaldo, che domina la città dall’alto del Monte Ingino.

Qui sono custodite le spoglie del santo patrono.

Il percorso permette anche di ammirare uno dei panorami più belli sulla città: dall’alto si comprende ancora meglio il rapporto tra la città e il territorio che la circonda.

Tra storia e leggenda

Oltre ai suoi monumenti, Gubbio conserva un fascino particolare perché è una città profondamente legata alle narrazioni.

È qui che, secondo la tradizione francescana, avvenne l’episodio del famoso lupo di Gubbio, raccontato nei Fioretti di San Francesco.

La storia del santo che riesce a trasformare un animale considerato pericoloso in una presenza accettata dalla comunità è diventata uno dei simboli del rapporto tra uomo e natura.

Ancora una volta, realtà e leggenda si intrecciano.

Ed è forse proprio questa la caratteristica più affascinante di Gubbio: una città dove la storia non è qualcosa di lontano, ma continua a vivere nelle strade e nei racconti.

CONSIGLI PRATICI PER VISITARE GUBBIO

Il periodo migliore per visitare la città è la primavera o l’autunno, quando il clima è piacevole e la città può essere scoperta con maggiore tranquillità.

Un giorno permette di vedere i principali monumenti, ma fermarsi un weekend consente di assaporare meglio l’atmosfera del borgo.

È consigliabile indossare scarpe comode: il centro storico è caratterizzato da strade in pietra e numerosi saliscendi.

Gubbio è inoltre una base ideale per un itinerario più ampio alla scoperta dell’Umbria, insieme ad altre città come Assisi, Perugia o Spello.

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COSA VEDERE IN UMBRIA IN UN WEEK-END

Cosa vedere in Umbria: viaggio nel cuore verde d’Italia

L’Umbria è una regione che non si visita, si attraversa lentamente.

Chiamata il “cuore verde d’Italia”, è fatta di colline morbide, borghi sospesi nel tempo e città che custodiscono secoli di storia. È una terra che non colpisce con effetti spettacolari, ma conquista poco a poco, con discrezione.

Perfetta per chi cerca un viaggio più intimo, lontano dai ritmi frenetici e dalle mete troppo affollate.

Perché visitare l’Umbria

Ci sono luoghi che si impongono con la loro grandiosità, e altri che si lasciano scoprire lentamente. L’Umbria appartiene alla seconda categoria.

Qui il viaggio diventa più silenzioso, più autentico.

È la destinazione ideale per chi ama:

  • i borghi medievali
  • la natura incontaminata
  • un ritmo di viaggio lento e consapevole

Non è un luogo da “vedere tutto”, ma da vivere.

Cosa vedere in Umbria: tappe imperdibili

Un itinerario in Umbria può essere costruito in molti modi, ma alcune tappe riescono a raccontare meglio di altre l’anima della regione.

ORVIETO

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Fonte: Pixabay

La città sorge su una rupe di tufo ed il suo skyline è dominato dalle inconfondibili guglie del Duomo. Questo capolavoro dell’architettura gotica venne costruito nel 1290 per dare una degna collocazione al “Miracolo di Bolsena”, ovvero un‘ostia consacrata da cui fuoriuscì del sangue.

Sicuramente il Duomo è l’emblema di Orvieto, ma c’è molto altro da scoprire!

Innanzi tutto il Palazzo dei Sette con la Torre del Moro. Il palazzo deve il suo nome al fatto che in epoca medievale ospitava i sette magistrati che rappresentavano le maggiori corporazioni e mestieri di Orvieto, oggi è sede di mostre ed eventi. Dalla torre, invece, si gode di una vista unica sulla città.

Poi il Pozzo di San Patrizio, l’armoniosa opera di ingegneria artistica costruita da Antonio da Sangallo per volontà di Papa Clemente VII nel 1527 (preparatevi: ci sono 248 gradini!).

Infine c’è la possibilità di fare un interessante tour guidato underground, con partenza da Piazza del Duomo.

COSA VEDERE IN UMBRIA: L’ISOLA POLVESE

Nel lago Trasimeno, il più esteso dell’Italia centrale, ci sono tre isole ovvero, in ordine di grandezza, la Polvese, la Maggiore e la Minore.

Io ho visitato l’isola Polvense. Partendo da San Feliciano si impiegano circa 10 minuti di battello. Appena scesi, di fronte al porticciolo, si può vedere la “Villa”, un edificio ottocentesco oggi convertito in un centro servizi. A pochi passi si possono ammirare le rovine di un castello del XIII secolo. Proseguendo si giunge al Monastero dei Monaci Olivetani con la Chiesa di San Secondo. Superato il fitto bosco sulla destra, si giunge alla spiaggia attrezzata dove si trovano il parco giochi ed i campi di pallavolo.

L’isola Polvense è un piccolo paradiso naturalistico, ideale per una passeggiata romantica o per una gita in famiglia!

TODI

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Il cuore di questa bellissima città medievale è Piazza del Popolo, attorno alla quale sorgono gli edifici più insigni di Todi: il Duomo dell’Annunziata, in stile romanico-gotico; Palazzo dei Priori; il Palazzo del Capitano, che ospita il Museo Civico; ed il Palazzo del Popolo, storica sede del Comune, è collegato al Palazzo del Capitano ed ospita anch’esso il Museo.

Prima di arrivare al centro di Todi, fuori dalle sue mura medievali, ci si imbatte inevitabilmente nel Tempio di Santa Maria della Consolazione e, per uno strano effetto ottico, pare quasi che la strada finisca proprio dentro la Chiesa!

Si tratta di uno degli edifici-simbolo della nostra architettura rinascimentale. La paternità del progetto è stata attribuita al Bramante, ma in realtà non ci sono delle vere testimonianze storiche che lo possano confermare. Resta il fatto che, chiunque l’abbia progettata, è incredibilmente bella!

CASCATA DELLE MARMORE

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“Rimbombo di acque! Dalla scoscesa altura il Velino fende il baratro consunto dai flutti.”

Lord Byron

La cascata è formata dalle acque del fiume Velino che si tuffano nelle sottostanti Gole del Nera e fa parte del Parco Fluviale del Nera. E’ una cascata a flusso controllato, gli orari di rilascio delle acque sono consultabili online.

L’area turistico-escursionistica della Cascata delle Marmore offre la possibilità di svolgere tantissime attività diverse agli amanti dello sport e della vita all’aria aperta; si può accedere sia dal Belvedere Superiore, che dal Piazzale Byron.

Per informazioni sulle aperture, i biglietti e le visite guidate si può consultare il sito cascatadellemarmore.

COSA VEDERE IN UMBRIA: SPOLETO

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“Spoleto è la scoperta più bella che ho fatto in Italia, c’è una tale ricchezza di bellezze pressoché sconosciute, di monti, di valli, foreste di querce, conventi, cascate!”

Hermann Hesse

Spoleto è stata veramente una magnifica scoperta!

Ho passeggiato tra i suoi vicoli, gustato la Crescionda e visitato alcuni dei luoghi simbolo della città: il Duomo e la Rocca.

Il Duomo venne costruito in stile Romanico sul finire del XII secolo, tuttavia l’interno fu quasi completamente rifatto in epoca barocca.

La Rocca Albornoziana, invece, fu costruita per volere di Papa Innocenzo VI per rafforzare l’autorità della Chiesa nell’Italia centrale in vista del ritorno a Roma della sede pontificia, dopo la cattività avignonese.

Appena fuori dalla città, raggiungibile a piedi attraverso il Ponte delle Torri, c’è il sentiero denominato “Giro dei Condotti”. Il percorso è prevalentemente pianeggiante ed offre una bellissima veduta dell’intera Valle Spoletana.   

Natura e paesaggi

L’Umbria è una regione che si scopre anche fuori dalle città.

Colline, boschi, laghi e campagne costruiscono un paesaggio armonioso, mai eccessivo, ma sempre capace di trasmettere equilibrio e quiete.

È una terra che invita a rallentare, a osservare, a respirare.

CONSIGLI PRATICI

Per vivere davvero questa regione, il modo migliore è prendersi il proprio tempo.

Alcuni consigli pratici:

  • Auto consigliata: molte zone sono difficili da raggiungere con i mezzi
  • Durata ideale: 3–5 giorni per un primo itinerario
  • Periodo migliore: primavera e autunno, quando i colori rendono il paesaggio ancora più suggestivo

Un viaggio lento

L’Umbria non è una destinazione da spuntare su una lista.

È un luogo da attraversare lentamente, lasciandosi guidare più dalle sensazioni che dall’itinerario.

Forse è proprio questo il suo fascino: non ti travolge, ma ti resta dentro.

E quando riparti, hai la sensazione di aver scoperto qualcosa che va oltre i luoghi.

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