NATALE IN ITALIA: LE CITTA’ PIU’ BELLE

Nelle settimane che precedono il Natale, le luci, gli addobbi e le decorazioni invadono le strade, i quartieri e le piazze di tutto il mondo. E se è vero che ogni cosa sembra essere pervasa dalla magia di questo periodo, è vero anche che alcune città, più di altre, sembrano incarnare alla perfezione questo spirito natalizio.

Nel preparare l’elenco delle 5 città italiane più belle da visitare a Natale,  ho volutamente tenuto fuori le mete più convenzionali (come Roma, Napoli e Milano) per fare spazio ad altre città ugualmente interessanti per storia, arte, eventi e spettacoli, ma soprattutto per la magia natalizia che trasmettono.

NATALE A TRENTO

Tra le città italiane più belle a Natale non poteva assolutamente mancare Trento! Il motivo è semplice: i suoi splendidi mercatini natalizi! Ma non è tutto! Trento ha un magnifico centro storico in cui si possono ammirare testimonianze risalenti all’epoca romana, al Medioevo ed al Rinascimento. Assolutamente imperdibili sono: la cattedrale di San Virgilio, in stile romanico, che sorge nell’omonima piazza, sopra ad un’antica basilica paleocristiana; ed il castello del Buonconsiglio, il più importante di tutto il Trentino, residenza dei principi vescovi e simbolo della città.

VERONA

Verona emana sempre un fascino romantico, ma durante il periodo natalizio da il meglio di se’!

E’ una città dall’anima antica, con il suo centro storico che si sviluppa lungo il fiume Adige. 

A dicembre si illumina. Le piazze principali si animano con i mercatini e l’arena diventa il teatro di una mostra internazionale di presepi che arrivano da tutto il mondo. Basta passeggiare tra le sue stradine medievali per vivere la magia del Natale.

Se vuoi saperne di più sulla città di Romeo e Giulietta leggi anche: UN WEEK-END A VERONA

FIRENZE A NATALE

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Partendo dal presupposto che per me “Florence is always a good idea!”, c’è da dire che nel periodo natalizio la città è ancora più affascinante del solito.

Da Dicembre alla prima settimana di gennaio, infatti, Firenze brilla grazie al “Green Line”, un bellissimo festival delle luci.

Quest’anno, con l’obiettivo di ridurre il carico energetico, si è scelto di concentrarsi su istallazioni di alta qualità concettuale, piuttosto che sulla quantità. Firenze si “accenderà” tutti i giorni dalle 17:30 alle 24:00, grazie ad una serie di luci artistiche tra cui l’iconica proiezione su Ponte Vecchio.

Inoltre la piazza della Basilica si Santa Croce ospiterà i mercatini di Natale dal 21 novembre al 17 dicembre. 

URBINO

Questa splendida cittadina marchigiana, durante il periodo natalizio, diventa il teatro della manifestazione “Le vie dei presepi”. Le istallazioni sono tantissime e, soprattutto, sono sparse ovunque nella città: dalle vetrine dei negozi, alle Chiese ed ai palazzi d’epoca! Visitare la mostra diventa, quindi, un modo per scoprire la bellezza della città di Raffaello!

Per saperne di più su Urbino leggi anche: COSA VEDERE AD URBINO IN UN GIORNO

MATERA

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Fonte: Pixabay

Ogni anno, durante il periodo natalizio, nella città di Matera si svolgono numerosi eventi a tema, in grado di creare atmosfere affascinanti e suggestive. Uno di questi è il presepe vivente. Un evento straordinario ed unico nel suo genere, proprio per la naturale somiglianza della città con la Nazareth cristiana. Quest’anno in particolare la manifestazione prende il nome di “Il presepe d’Italia: Luce sul futuro”. Si svolgerà su un percorso lungo circa 4 km, partendo dal centro storico attraversando il sasso Barisano ed il sasso caveoso con oltre 200 presenze tra attori professionisti, figuranti, rievocatori storici e compagnie teatrali provenienti da tutta Italia.

Leggi anche: STORIA DELL’ALBERO DI NATALE

IL PRESEPE: STORIA E TRADIZIONI

L’albero di Natale ha certamente il suo fascino… ma il presepe!?

In questi giorni in cui tutti stanno recuperando da cantine e garage scatoloni pieni di addobbi, luci e statuine non potevo non parlare del presepe.

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UN PO’ DI STORIA

Correva l’anno 1223 quando Francesco d’Assisi, di ritorno dalla Terra Santa, si recò all’eremo di Greccio. Poiché quel luogo gli apparve molto simile a Betlemme, per celebrare il Natale decise di ricreare l’immagine della Natività. Quindi allestì  una mangiatoia, fece portare della paglia, un asino ed un bue, e poi celebrò l’Eucarestia.

Dopo la canonizzazione di San Francesco, moltissime persone vollero replicare quello che aveva fatto il poverello di Assisi. Nacquero così sia le rappresentazioni viventi  che il presepe come lo conosciamo oggi, con statue, casette, e scenografie varie.

Una tradizione tutta italiana dunque, che col tempo si è diffusa nel mondo!

In effetti la Natività è sempre stato un tema pittorico molto utilizzato, le prime testimonianze risalgono addirittura al III secolo, quando un artista ignoto rappresentò la nascita di Gesù nelle catacombe di Priscilla a Roma.

Tuttavia fu solo nel Medioevo – complice la fama di San Francesco!- che la Natività divenne un tema di gran moda tra gli artisti. Basti pensare agli affreschi di Giotto nella Basilica superiore di Assisi, oppure alle successive opere di Piero della Francesca e Botticelli.

Intorno al XVI secolo, soprattutto all’interno delle chiese nell’Italia centrale, si iniziò a rappresentare la Natività con delle statuine poste in ambientazioni naturali. Fu così che il presepe incontrò l’estro artistico degli artigiani partenopei che iniziarono a dar vita a statue in terracotta lavorate a mano e arricchite da tessuti raffinati e preziosi.

Ora che sappiamo come è nata e come si è evoluta la tradizione del presepe non ci resta che scoprire alcuni dei Presepi Viventi più belli e caratteristici d’Italia e le relative date 2024/2025 (date e orari potrebbero variare quindi prima di partire controllate sempre i rispettivi siti internet!).

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PRESEPE VIVENTE DI GRECCIO

Ovviamente questo excursus non poteva che iniziare dal Presepe Vivente più antico del mondo, quello di Greccio! Questo piccolo borgo del reatino tornerà a trasformarsi in Betlemme per la 801esima volta in queste date: 7, 8, 14, 15, 21, 22, 24, 26, 27, 28, 29 e 30 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025. Sempre alle ore 17:40 (primo spettacolo) ed alle ore 18:40 (secondo spettacolo), tranne il giorno 24 in cui si terrà un unico spettacolo alle ore 23:00.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: prolocogreccio

MATERA

Il Presepe Vivente nei Sassi di Matera, alla sua XIII edizione, avrà come titolo “Il presepe d’Italia: Luce sul futuro”.

La manifestazione si svolgerà su un percorso lungo circa 4 km, partendo dal centro storico attraversando il sasso Barisano ed il sasso caveoso con oltre 200 presenze tra attori professionisti, figuranti, rievocatori storici e compagnie teatrali provenienti da tutta Italia. L’itinerario, toccherà tutti gli scorci già noti per essere stati le location di numerosi film che hanno consacrato Matera quale la “Gerusalemme del Sud Italia”. Le date dell’evento sono: 7, 8, 14, 15, 21, 22, 28 e 29 dicembre 2024; 4 e 5 gennaio 2025. Il prezzo del biglietto intero è di 12 Euro; mentre quello ridotto è di 5 Euro. I bambini fino a 5 anni possono accedere gratuitamente.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepematera

TRICASE

Altro Presepe Vivente da tenere in considerazione è quello che si svolge a Tricase in provincia di Lecce. E’ tra i più visitati in Italia, ha luogo in una cornice paesaggistica davvero molto suggestiva ed è particolarmente legato alle tradizioni ed al folklore locale. Le date sono: 25, 26, 28 e 29 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025; dalle 17:00 alle 20:30.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepeviventetricase

IL PRESEPE DI CIVITA DI BAGNOREGIO

Il Presepe Vivente di Civita di Bagnoregio è da molti considerato uno dei più belli al mondo in quanto si svolge in un’ambientazione unica nel suo genere. Le date sono: 26 e 29 dicembre 2024; 1, 4, 5 e 6 gennaio 2025 dalle ore 16:00 alle ore 19:00.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: presepevivente

Leggi anche: STORIA DELL’ALBERO DI NATALE

COSA FARE A NATALE IN ABRUZZO

Il periodo di Natale in Abruzzo è ricco di iniziative ed esperienze tutte da scoprire.

Questa regione, infatti, è una meta affascinante durante tutto l’anno, ma nel periodo di Natale diventa ancora più suggestiva.

Oltre ai classici mercatini, si possono visitare splendidi borghi, castelli maestosi e viaggiare a bordo della “Transiberiana  d’Italia”.

Ecco, dunque, alcune idee ed informazioni pratiche su cosa fare nel periodo di Natale in Abruzzo.

MERCATINI DI NATALE IN ABRUZZO

L’AQUILA

I mercatini offrono la possibilità di vivere la magia del Natale nel centro storico del capoluogo abruzzese addobbato a festa.

Circondata dalla splendida cornice delle vette degli Appennini, L’Aquila continua il suo percorso di rinascita anche attraverso questo tipo di iniziative che contribuiscono a rianimare il centro città, danno nuova luce ai monumenti storici e propongono squisite degustazioni delle eccellenze enogastronomiche locali.

Dall’8 Dicembre al 6 Gennaio, i mercatini di Natale animeranno Corso Vittorio Emanuele con le tradizionali casette in legno dove trovare prodotti artigianali, dolci tipici come i torroni e decorazioni natalizie. 

AVEZZANO

Nella città di Avezzano ogni anno si tiene la manifestazione “Magie di Natale” con l’allestimento del mercatino in piazza Risorgimento, nel cuore del centro storico. 

Le casette di legno espongono prodotti di artigianato locale e delizie enogastronomiche tipiche (come gli arrosticini!) e tante golosità natalizie.

Ci saranno anche una pista di pattinaggio sul ghiaccio ed il trenino di Babbo Natale per fare un giro tra le vie addobbate della città.

Per scoprire tutti i mercatini che si svolgeranno in Abruzzo si può consultare il sito: mercatinidinatale.it

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Fonte: Pixabay

VISITARE ROCCA CALASCIO

Ovviamente ogni periodo dell’anno ha il suo fascino, ma visitare Rocca Calascio nel periodo natalizio è davvero magico. Se poi è già caduta la prima neve, il castello e le vallate circostanti avranno un aspetto decisamente fiabesco!  

Il Castello di Rocca Calascio è visitabile tutto l’anno, salvo condizioni meteo davvero avverse. La visita è libera, dalle 9.00 fino al tramonto.

Per saperne di più su questo maestoso maniero, simbolo dell’Abruzzo e inserito dal National Geographic tra i 15 castelli più belli al mondo, puoi leggere: IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO

NATALE IN ABRUZZO: LA TRANSIBERIANA ITALIANA

Un’altra bellissima esperienza che è possibile fare nel periodo di Natale (e non solo!) è quella di regalarsi un viaggio nel tempo sulla suggestiva “transiberiana italiana”.

Questo appellativo, carico di forza evocativa, è il nome con cui è conosciuta la Ferrovia dei Parchi. La linea venne inaugurata nel 1897 per consentire il collegamento dagli Abruzzi con il versante tirrenico e Napoli, tanto da essere nota anche come “la Napoletana”.

I binari della Ferrovia dei Parchi attraversano le aree protette del Parco Nazionale della Maiella, del Parco Nazionale d’Abruzzo e della riserva MaB Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise.

L’espressione “Transiberiana d’Italia” nacque, invece, nel 1980.

Luciano Zeppegno, giornalista e scrittore, trovandosi a viaggiare su questa linea, fu testimone di una improvvisa nevicata nella zona degli Altipiani Maggiori d’Abruzzo. L’impressione di trovarsi circondato da un paesaggio siberiano di ben altre latitudini lo suggestionò a tal punto da scrivere un articolo su questa esperienza, pubblicato sulla rivista “Gente Viaggi”, in cui appunto parlava della “Transiberiana d’Italia”.

Trent’anni dopo l’associazione culturale le Rotaie ha ripreso l’appellativo nella speranza che potesse suscitare interesse nell’opinione pubblica scongiurando la dismissione della linea. Cosa che, fortunatamente, è accaduta!

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Fonte: Pixabay

CURIOSITA’ ED INFORMAZIONI

Le carrozze impiegate sono le cosiddette “cento porte”, vetture risalenti agli anni ’30, dai suggestivi interni e sedute in legno, composte ciascuna da 4 ambienti da 24, 16, 16 e 24 posti, con porte di salita/discesa da entrambi i lati.

Vi è poi l’impiego di una carrozza “corbellini”, vettura più recente, risalente agli anni ’50, con due ambienti da 32 posti.

Il biglietto per viaggiare sulla transiberiana d’Italia è acquistabile esclusivamente sul sito ferroviadeiparchi.

Nel periodo delle feste vengono organizzati degli speciali “Treni di Natale” che consentono di visitare molti dei tradizionali mercatini.

Per altre idee su cosa visitare in Abruzzo:

DOVE SOGGIORNARE

Le case vacanza “Le Masserie” si trovano a Villetta Barrea, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Villetta Barrea, infatti, occupa una posizione strategica all’interno del Parco, tanto che con brevi spostamenti in auto è possibile raggiungere la Camosciara, Pescasseroli, il lago di Scanno, Forca d’Acero, la Val Fondillo e tanti altri luoghi tra i più belli del centro Italia.

Per saperne di più clicca qui!

MERCATINI DI NATALE IN ITALIA

I mercatini di Natale hanno una storia ultracentenaria.

Il primo documento scritto in cui se ne parla ufficialmente risale al 1434. In quel periodo, infatti, nella città di Dresda si iniziarono ad organizzare le prime fiere di piccoli artigiani.

Da allora i mercatini si sono diffusi in tutto il Nord Europa e poi in ogni angolo del mondo, Italia inclusa!

In questo articolo faccio un breve excursus tra i mercatini di Natale che si possono trovare nelle varie zone d’Italia.

Alcuni sono dei must, mentre altri sono forse un po’ meno conosciuti. In ogni caso lo scopo è sempre lo stesso: trasformare ogni occasione in un viaggio alla scoperta del nostro Paese!

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I MERCATINI DI NATALE “ORIGINALI” DELL’ALTO ADIGE

Bolzano, Merano, Bressanone, Vipiteno e Brunico: sono i 5 mercatini “originali” dell’Alto Adige.

Hanno in comune l’atmosfera romantica e l’attenzione alla sostenibilità.

A Bressanone è possibile passeggiare in carrozza per le vie della città e ammirare presepi, sculture in legno e altri oggetti di artigianato. Mentre le specialità tipiche della Valle Isarco allietano il palato di grandi e piccoli buongustai. Inoltre è possibile godersi della musica natalizia nella cornice di Piazza del Duomo, circondati da maestose dimore centenarie.

A Merano, invece, l’appuntamento è tra le casette di legno che esporranno tutti i prodotti tipici altoatesini, illuminati da uno scenografico allestimento di luci. Qui le melodie natalizie ed il profumo dei dolci appena sfornati che aleggia nell’aria contribuiscono a creare un’autentica magia di Natale.

Cangianti ghirlande luminose, originali idee regalo e squisite prelibatezze per solleticare il palato. Dall’Avvento fino a inizio gennaio 2025, la città medievale di Vipiteno mette in mostra il suo lato più romantico e si trasforma in un’autentica fiaba invernale.

GLI ALTRI MERCATINI DEL TRENTINO (TRENTO E DINTORNI)

Il mercatino di Trento si svolgerà dal 23 novembre 2024 al 6 gennaio 2025.

Le casette di legno animeranno il cuore della città, tra piazza Fiera e piazza Cesare Battisti.

Negli chalet si potranno trovare tutte le eccellenze artigianali locali, mentre a quelle eno-gastronomiche sarà dedicato un intero angolo gourmet chiamato “Sapori del Mercatino”.

Il mercatino di Trento è anche un ottimo punto di partenza per visitarne tanti altri allestiti nei piccoli borghi vicini. Come per esempio Rovereto oppure Avio che accoglierà i visitatori nel suo castello addobbato a festa.

AOSTA

Il Marché Vert Noël di Aosta si svolgerà dal 23 novembre 2024 fino al 6 gennaio 2025.

Il mercatino natalizio trasforma alcuni luoghi della città, come le piazze Roncas, Caveri e Giovanni XXIII, in incantevoli villaggi alpini.

Ogni giorno i visitatori potranno curiosare alla ricerca di originali idee regalo. Le produzioni artigianali esposte comprendono oggetti in legno, articoli di antiquariato, accessori di abbigliamento, addobbi natalizi, prodotti eno-gastronomici tipici valdostani, dolciumi e pasticceria.

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Fonte: Pixabay

CANDELARA

Candelara è uno dei piccoli e meravigliosi borghi della provincia di Pesaro e Urbino, con un centro storico molto caratteristico, circondato da una cinta muraria quattrocentesca.

In occasione del Natale ospiterà uno dei mercatini più romantici in assoluto: “Candele a Candelara”.

Il nome è dovuto al fatto che le grandi protagoniste dell’evento saranno proprio le candele. Innanzitutto perché saranno esposte nelle varie casette di legno, insieme a tanti altri oggetti legati all’artigianato e all’enogastronomia. E poi perché saranno proprio le candele ad illuminare il borgo. Infatti ogni giorno della manifestazione, sul far della sera, la luce elettrica verrà spenta e, per 15 minuti, tutto sarà illuminato solo dalla calda luce delle candele!

Candele a Candelara si svolgerà nelle seguenti date: 23-24-30 Novembre e 1-7-8-14-15 Dicembre 2024.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito: candelara.it

MERCATINI DI NATALE IN ITALIA: AREZZO

Arezzo è tra le città più belle da visitare in questo periodo dell’anno. Nella meravigliosa location di Piazza Grande, infatti, tornerà per la nona volta il “Villaggio Tirolese”.

Imperdibile per tutti gli appassionati di prodotti artigianali tipici del Tirolo, dell’Austria e della Germania.

I mercatini saranno aperti da oggi, sabato 16 novembre, fino a domenica 29 dicembre 2024, dal giovedì alla domenica!

Per ulteriori informazioni: mercatininatalearezzo.it

MONTEPULCIANO

Circondati dalla bellezza medievale di questo borgo toscano si potrà visitare il “Villaggio di Natale” che ospita il più grande mercatino del Centro Italia ed il Castello di Babbo Natale, ricco di sorprese e attrazioni, non solo per i più piccoli.

L’evento, giunto alla sua XI edizione, si svolgerà nei weekend 16-17 novembre, 23-24 novembre, 30 novembre – primo dicembre, 6-8 dicembre, 14-15 dicembre, e dal 20 dicembre al 6 gennaio 2025.

Per ulteriori informazioni si può visitare il sito: nataleamontepulciano

MERCATINI DI NATALE IN ITALIA: L’AQUILA

Circondata dalla splendida cornice delle vette degli Appennini, L’Aquila continua il suo percorso di rinascita.

I mercatini, infatti, contribuiscono a rianimare il centro città, danno nuova luce ai monumenti storici e propongono squisite degustazioni delle eccellenze enogastronomiche locali.

Dall’8 Dicembre al 6 Gennaio, i mercatini di Natale animeranno Corso Vittorio Emanuele con le tradizionali casette in legno dove trovare prodotti artigianali, dolci tipici come i torroni e decorazioni natalizie. 

CASTELLO DI LIMATOLA (BENEVENTO)

Limatola è un piccolo borgo sannita a circa mezz’ora dalla Reggia di Caserta.

Il suo castello normanno ospiterà la manifestazione “Cadeau al Castello” in cui si potrà andare in giro per mercatini, ma anche divertirsi con gli elfi e fare visita a Babbo Natale.

L’apertura è prevista per i giorni 8, 9 e 10 novembre e poi ininterrottamente dal 15 novembre all’8 dicembre 2024.

Leggi anche: STORIA DELL’ALBERO DI NATALE

BUDAPEST: 5 CONSIGLI DI VIAGGIO

Budapest è una città affascinante, ricca di storia e cultura. Se stai pensando di visitarla potrebbe esserti utile qualche consiglio che possa arricchire la tua esperienza di viaggio.

BUDAPEST DALL’ALTO

Se come me sei un appassionato di vedute panoramiche, sicuramente apprezzerai questi punti di osservazione della città.

La basilica di Santo Stefano, situata nel cuore del centro storico di Budapest, è uno degli edifici religiosi più importanti di tutta l’Ungheria e, al tempo stesso, è anche uno dei più alti della città. La sua cupola, infatti, raggiunge i 96 metri di altezza e consente di godersi un bellissimo panorama.

Sul lato opposto del Danubio, invece, c’è lo splendido Bastione dei Pescatori, un scenografico belvedere divenuto simbolo della città.

Passiamo poi a qualcosa di decisamente più moderno. Poco distante dalle rive del Danubio, sulla sponda di Pest, c’è la Budapest Eye, una ruota panoramica che, al costo di circa 10 Euro, consente di fare un giro di 10 minuti.

Tra i bar rooftop, uno dei più famosi, è il “360 Bar”, situato in cima all’ex Grande Magazzino di Parigi in viale Andrássy. All’alba si può fare yoga, mentre nel pomeriggio si può ascoltare musica ed ammirare il magico mondo dei tetti di Pest al costo di un caffè.

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Infine il modo più originale per guardare dall’alto la capitale ungherese è fare un giro in mongolfiera. All’interno del Parco Városliget, sulla cosiddetta “collina Mimosa”, è costantemente ormeggiata una mongolfiera che consente di viaggiare sulla città. Il viaggio “verticale” dura in totale 15 minuti: 5 minuti per arrivare all’altezza massima, 5 minuti per godersi il panorama e altri 5 per ritornare con i “piedi per terra”.

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I voli sopra il parco della città non sono una novità: il primo esempio ben documentato, risale al 1896 in occasione delle celebrazioni del Millennio Ungherese.

COSA MANGIARE

Tra tutti i piatti che ho sperimentato i miei preferiti sono stati: il lángos e la chimney cake.

Il lángos è una specialità culinaria ungherese i cui ingredienti di base sono farina, lievito, acqua e sale. In sostanza è una sorta di pizza fritta che, proprio come la pizza, viene farcita sopra con vari ingredienti come formaggi, salumi e verdure. È un piatto molto diffuso, facilissimo da trovare, poiché viene proposto sia come street food che nei ristoranti. Il lángos non è conosciuto solo in Ungheria, ma anche in tutti i paesi che erano parte dell’Impero austro-ungarico, soprattutto in Austria, Repubblica Ceca, Serbia e Romania.

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La chimney cake, in ungherese kürtőskalács, è un dolce che, per via della sua forma, ricorda un camino. Ecco perché è stato rinominato “chimney cake”. È noto come il dolce più antico di tutta l’Ungheria ed è cotto su uno spiedo cilindrico che ruota lentamente sul fuoco.  È venduto nelle pasticcerie, ma anche nei chioschetti lungo la strada ed il suo inconfondibile profumo di zucchero e cannella ti accompagnerà ovunque durante il tuo soggiorno a Budapest.

I MEZZI PUBBLICI DI BUDAPEST

A Budapest i mezzi pubblici non si limitano a portare i passeggeri da un punto all’altro della città, ma sono dei veri e propri luoghi da visitare!

I mezzi più diffusi il tram e la metro.

Il tram numero 2 è diventato una vera e propria attrazione turistica perché costeggia il Danubio e fa tutto il giro del centro storico. Quindi, soprattutto se non hai molto tempo a disposizione o il clima non è dei migliori, fare un giro su questo tram dall’aria vintage è un modo carino per godersi il centro storico di Budapest!

La metropolitana, invece, è addirittura entrata a far parte del patrimonio Unesco nel 2002. Si tratta, infatti, della metropolitana più antica del mondo, dopo quella di Londra. La linea storica è la M1 e solitamente è chiamata “ferrovia sotterranea”, non metropolitana, anche perché basta guardarla per capire che non si è di fronte alla solita metro ultramoderna che siamo soliti vedere nelle grandi città, ma ad una sorta di stazioni ottocentesche, dall’aria molto fascinosa.

Anche la funicolare che porta al castello di Buda è molto bella.

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Venendo da Pest, una volta attraversato il Ponte delle catene, ti troverai di fronte ad una piccola e graziosa stazione dove è possibile fare il biglietto per la funicolare. Il viaggio dura meno di due minuti e consente di arrivare al castello all’interno di piccoli vagoni dalla foggia antica.

CROCIERA SUL DANUBIO

Un’altra esperienza da fare a Budapest è quella della crociera sul Danubio.

L’offerta è davvero molto ampia e variegata.

Comunque, in generale, le crociere si possono dividere in due categorie: quelle diurne, più brevi ed economiche, e quelle serali, più lunghe e costose, spesso accompagnate anche da una cena con menù alla carta ed uno spettacolo musicale dal vivo.

LE TERME DI BUDAPEST

Infine ci sono le terme, grande passione dei Budapestini fin dai tempi in cui la città era il capoluogo della provincia romana della Pannonia Inferiore.

Budapest è capitale mondiale delle terme, unica capitale al mondo che gode di così tante fonti di acqua termale. Tra gli impianti più famosi della città ci sono terme Széchenyi, costruite tra il 1909 e il 1913 in stile neo-barocco. La maestosa struttura sorge all’interno del Parco Városliget. E’ composta da 3 piscine esterne e 10 interne, con l’acqua che va dai 28° ai 40°.

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I Bagni Gellert, invece, sono i più eleganti di Budapest. Costruiti nel 1918, in stile liberty, hanno spazi interni ricchi di dettagli e mosaici resi ancora più preziosi dall’utilizzo della porcellana Zsolnay.

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PARCHI E GIARDINI DI BUDAPEST

Se stai pensando di visitare Budapest, può esserti utile avere qualche informazione in più anche sulle sue aree verdi.

Parchi e giardini sono delle vere e proprie oasi nel cuore della città, meta ideale per passeggiare e rilassarsi dopo aver visitato i monumenti più importanti.

Il parco Városliget e l’isola Margherita sono le due principale aree verdi di Budapest, ricche non solo di alberi e vialetti ombrosi, ma anche di storia!

IL PARCO VÁROSLIGET

Innanzitutto questo parco vanta un primato mondiale, infatti è stato il primo parco pubblico del mondo!

Si tratta dell’area verde più importante di Budapest ed il suo ingresso si trova in prossimità della celebre Piazza degli Eroi.

Le attività che si possono svolgere nel parco sono tantissime e molto diverse tra loro. Infatti al suo interno è possibile fare un romantico giro sul Lago Városliget noleggiando una delle barchette disponibili; ma anche dare un’occhiata alla città dall’alto di una mongolfiera; o ancora visitare il Castello Vajdahunyad che ospita il Museo Reale dell’Agricoltura; mentre in inverno ci si può divertire sulla grande pista di pattinaggio.

Nel 1896, per festeggiare il primo millennio di storia dell’Ungheria, furono organizzate delle grandiose celebrazioni che portarono alla realizzazione di molte opere poi diventate dei veri e propri simboli di Budapest. Basti pensare alla stessa Piazza degli Eroi che, al centro, ospita il Monumento del Millennio costituito da una colonna trionfale sormontata dalla statua dell’arcangelo Gabriele.

Anche il Castello Vajdahunyad fu costruito per le celebrazioni del Millennio del 1896. Inizialmente, infatti, il castello venne realizzato in legno e cartone poiché era destinato alla sola mostra millenaria, ma divenne così popolare che fu ricostruito in pietra e mattoni ed oggi ospita il Museo agricolo. E’ stato costruito sul modello di un castello della Transilvania in cui si mescolano stili architettonici diversi come il romanico, il gotico, il rinascimentale ed il barocco.

In prossimità del castello c’è anche una piccola e graziosa chiesa in cui è possibile assistere a concerti d’organo!

Ma, soprattutto, c’è la statua dell’Anonimo, un personaggio misterioso che fu cronista di un re ungherese, probabilmente Béla III (1148-1196), e racchiuse tutto il suo sapere nell’opera Gesta Hungarorum.  Secondo la leggenda, toccare la statua porterebbe fortuna agli aspiranti scrittori!

BUDAPEST IN MONGOLFIERA

Invece, per ammirare il panorama di Budapest con un volo in mongolfiera, basta avvicinarsi alla cosiddetta “collina Mimosa”, una piccola collina del parco dove è ormeggiato l’aeromobile. Il viaggio verticale dura in totale 15 minuti: 5 minuti per arrivare all’altezza massima, 5 minuti per godersi il panorama e altri 5 per ritornare con i piedi per terra.

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I voli sulla città non sono una novità: il primo esempio ben documentato, è quello del 1896 in occasione delle stesse celebrazioni del Millennio Ungherese per le quali venne costruita la piazza degli Eroi ed il castello.

Infine il parco ospita alcune delle attrazioni più importanti della città, come i Bagni Széchenyi – che, insieme ai Bagni Gellert, sono una delle stazioni termali più importanti di Budapest – il Museo di Belle Arti, lo Zoo e il Giardino Botanico.

BUDAPEST: L’ISOLA MARGHERITA

L’isola Margherita (in ungherese Margit-sziget) è un’isola del Danubio, lunga 2770 metri, larga fino a 515 metri. Due ponti la collegano alle rive della città, il ponte Árpád dal lato di Buda ed il ponte Margit dal lato di Pest.

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Originariamente l’isola era chiamata Nyulak szigete, ovvero isola delle lepri. Il nome attuale deriva da santa Margherita d’Ungheria, figlia di Béla IV, che visse nel monastero delle Domenicane di Santa Maria, fatto erigere dal padre e situato sulla medesima isola.

Oggi l’isola è diventa un parco in cui rifugiarsi per sfuggire al caos cittadino o fare sport. E’ molto frequentata nei giorni festivi, per passeggiate e pic-nic, e durante l’estate, per via dei suoi numerosi impianti sportivi e delle sue piscine.

Sull’isola si possono ammirare anche: un piccolo giardino giapponese; il Memoriale del Centenario del 1973, che commemora il centesimo anniversario dell’unificazione della città; il Pozzo musicale, situato vicino al ponte Árpád; la Fontana musicale, posta nei pressi al ponte Margit, vicino alla quale si suona della musica e, in estate, si eseguono spettacoli di luce; ed infine un serbatoio idrico a torre ottagonale, alta 57 metri, costruita in stile Art Nouveau nel 1911.

La Fontana Musicale ed il Serbatoio a torre sono siti protetti dall’UNESCO.

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10 COSE DA VISITARE A BUDAPEST

Budapest, la capitale ungherese, è una delle città più affascinanti e controverse dell’Europa orientale.

La città è nota anche come “la perla del Danubio” o “la Parigi dell’Est”.

Tuttavia, ad un primo sguardo, non si può non restare vagamente perplessi. Il rumore continuo e gli edifici fatiscenti disseminati anche in zone centrali, inevitabilmente fanno sorgere qualche domanda del tipo: “è questa la città di cui si decanta tanto la bellezza?”

Poi, quando si supera il primo impatto e lo sguardo si fa più attento, la perplessità svanisce e si fa strada la convinzione che gran parte del fascino di Budapest risieda proprio nella sua fisionomia controversa. Allora quel particolare alternarsi di palazzi art nouveau, monumenti austroungarici, condomini anneriti e spazi vuoti lasciati da edifici abbattuti e mai ricostruiti inizia ad apparire stranamente armonioso.

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Però, prima di partire alla scoperta di Budapest attraverso alcuni dei suoi luoghi simbolo, iniziamo con un po’ di storia!

BUDAPEST: LE ORIGINI DELLA CITTA’

Il primo insediamento sul territorio dell’odierna Budapest risale al I secolo a.C. a opera dei Celti. In seguito venne occupata dai Romani e divenne la principale città della Pannonia inferiore. L’epoca romana ha asciato in eredità un insediamento civile e uno militare, ciascuno con un anfiteatro, un acquedotto, alcune ville, ma soprattutto le terme che, ancora oggi, sono uno dei tratti distintivi di Budapest.

Le tribù ungheresi arrivarono nel X secolo e ne fecero la sede del re. All’epoca la città si chiamava Buda.

Sulla riva opposta del Danubio, invece, fu fondata Pest.

Nel XVI secolo i Turchi conquistarono gran parte dell’Ungheria interrompendo lo sviluppo di entrambe le città. Tuttavia, prima della riconquista nel 1686 da parte delle truppe asburgiche, Buda rimase la sede del governo turco, mentre Pest finì in rovina.

Nei secoli successivi, però, la città di Pest conobbe un periodo di grande sviluppo, tanto che nel 1800 divenne più grande di Buda e della vicina Óbuda messe insieme.

La fusione delle tre città di Buda, Óbuda e Pest in un’unica amministrazione divenne effettiva grazie al governo autonomo ungherese, instaurato con il compromesso austro-ungarico del 1867.

Ora iniziamo il tour della città attraverso 10 dei suoi luoghi simbolo.

IL PONTE DELLE CATENE

Il Ponte delle Catene (in ungherese Széchenyi Lánchíd) risale alla prima metà del XIX secolo ed è uno dei simboli della città.

Grazie alla sua costruzione Buda e Pest furono definitivamente unite. In precedenza, infatti, per collegare le due città veniva usato un ponte su chiatte che, alla fine della bella stagione, veniva smontato per essere poi ricostruito l’anno seguente.

Il Ponte delle Catene venne costruito per iniziativa del conte ungherese István Széchenyi, di cui porta anche il nome. Dal punto di vista architettonico è stata scelta la soluzione di un ponte sospeso la cui campata centrale, compresa tra due piloni, era all’epoca tra le maggiori al mondo (202 m di lunghezza). L’entrata è decorata da statue di leoni. Il ponte è destinato al traffico automobilistico nella parte centrale, mentre le sue parti laterali sono riservate ai pedoni.

Il ponte delle catene, oltre a consentire una bella vista sul Danubio, è anche un passaggio obbligato per chi, venendo da Pest, voglia visitare il Castello di Buda.

Una curiosità: nel 1975, nelle immediate vicinanze del pilastro del ponte a ridosso del castello di Buda, è stato eretto il monumento “pietra del chilometro zero”. Questa scultura segna il punto di riferimento da cui vengono misurate tutte le distanze stradali per Budapest nel Paese.

IL CASTELLO DI BUDA

Il castello di Buda (in ungherese Budavári Palota) è noto anche come “Palazzo Reale” (Királyi Palota) e “Castello Reale” (Királyi Vár). Nel 1987 è entrato a far parte del patrimonio UNESCO.

 L’edifico sorge sulla sommità di una collina che sovrasta il Danubio e da cui si può godere di una bellissima vista. Per accedere al castello si può scegliere se salire a piedi o se prendere la suggestiva funicolare che lo collega al ponte delle Catene.

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In passato era la residenza dei re d’Ungheria.

Il primo a realizzare una costruzione sulla collina fu re Béla IV tra il 1247 ed il 1265. Nel corso dei secoli il castello è stato modificato, ampliato e rimodernato molte volte. Da edificio medievale si è trasformato in una sontuosa residenza barocca durante il regno di Maria Teresa d’Asburgo, per poi diventare un più austero palazzo neo classico sotto il regno di Francesco Giuseppe. Inoltre ci cono stati due episodi che hanno causato la completa rovina del castello ed hanno reso necessaria la sua ricostruzione: il grande assedio turco del 1686 e quello della Seconda Guerra Mondiale, durato dal 29 dicembre 1944 al 13 febbraio 1945.

Oggi il castello ospita tre importanti musei: la Biblioteca Nazionale, contenente oltre 15.000 libri e manoscritti, la Galleria Nazionale Ungherese, sviluppata su 4 piani, ed il Museo Storico di Budapest, che ripercorre le tappe fondamentali della storia della città.

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Inoltre è possibile visitare il sottosuolo del Castello, noto anche come “Labirinto di Budapest”, dove si sviluppa un dedalo di caverne e cunicoli ricchi di sorgenti termali, pitture rupestri, antiche fontane, colonne e statue. Il labirinto è visitabile con un tour guidato.

LA CHIESA DI MATTIA

La chiesa si trova al centro di Piazza della Santa Trinità, a poca distanza dal castello.

Nonostante sia comunemente chiamata con il nome di Mattia, il vero nome della chiesa è Nostra Signora Assunta della Collina del Castello ed è dedicata alla Madonna. Invece il nome popolare con cui è conosciuta la chiesa è legato a re Mattia Corvino che, proprio in questa chiesa, si sposò due volte.

Secondo la tradizione, la chiesa fu fondata da Santo Stefano, re d’Ungheria, nel 1015. Tuttavia, non esistono prove che confermino la cosa con assoluta sicurezza. L’edificio originario fu distrutto nel 1241 in occasione della prima invasione mongola dell’Ungheria e venne ricostruito tra il 1255 e il 1269 per la volontà del re Béla IV. Nel 1541 la chiesa venne trasformata in una moschea dai turchi, per poi passare ai gesuiti.

Nel 1873 e il 1896 fu oggetto di restauri da parte dell’architetto Frigyes Schulek che la ricostruì parzialmente in stile neogotico.

Davanti la chiesa sorge la colonna della Santissima Trinità. Si tratta di una colonna votiva che è stata eretta all’inizio del XVIII secolo. Nel 1694, infatti, il consiglio comunale di Buda decise di erigere un monumento dedicato alla Santissima Trinità per proteggersi dalle epidemie di peste che in quel periodo colpivano la popolazione e in segno di gratitudine per la loro cessazione.

BUDAPEST: IL BASTIONE DEI PESCATORI

Infine, a pochissima distanza dalla chiesa, c’è il Bastione dei Pescatori, un belvedere che sembra uscito da una favola!

Il bastione, in stile neogotico e neoromanico, prende il nome dalla corporazione dei pescatori che, nel Medioevo, era stata incaricata di difendere questo tratto delle mura della città.

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La costruzione è formata da sette torri che rappresentano le sette tribù magiare che si insediarono nel bacino dei Carpazi nell’896. Dalle torri e dalla terrazza si puo’ ammirare uno dei panorami più belli della città, con vista sull’isola Margherita, la zona di Pest e la collina Gellert.

IL PARLAMENTO DI BUDAPEST

Il Palazzo del Parlamento (in ungherese Országház) è un altro dei simboli della città, nonché una delle mete turistiche più famose dell’intera Ungheria.

Il palazzo fu concepito per sottolineare, con grande fasto, l’indipendenza finalmente raggiunta degli ungheresi all’interno dell’impero austro-ungarico.

Venne costruito tra il 1885 ed il 1904, seguendo i piani dell’architetto ungherese Imre Steindl.

Fino al 1944 le due parti dell’edificio, che si estendo rispettivamente a nord ed a sud della cupola, hanno ospitato le Camere destinate alle riunioni dei due rami del Parlamento. Successivamente l’Ungheria abbandonò il sistema del bicameralismo: quindi, attualmente nel palazzo si riunisce la Assemblea nazionale.

Inoltre è anche sede di un’importante biblioteca, del capo del Governo e del Presidente della Repubblica.

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Il Parlamento è un chiaro esempio di architettura neogotica, assai in voga in quel periodo, e si distingue per l’enorme sviluppo orizzontale: raggiunge i 268 metri di lunghezza ed i 123 di larghezza. La sua altezza, invece, è di 96 metri, esattamente come la Basilica di Santo Stefano, quasi a sottolineare una sorta di equilibrio tra il mondo civile e quello religioso.

LE SCARPE SULLA RIVA DEL DANUBIO

A poca distanza dal grandioso edificio del Parlamento si trova il memoriale noto come “le scarpe sulla riva del Danubio”.

Si tratta di un’installazione artistica collocata sul lungo Danubio, sul lato di Pest, inaugurata il 16 aprile 2005 nella Giornata ungherese della memoria per il 60º anniversario della Shoah.

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L’opera è un gruppo scultoreo che raffigura appunto delle scarpe poste sul ciglio della banchina e ricorda la morte dei cittadini ebrei a causa dai miliziani del Partito delle Croci Frecciate durante la seconda guerra mondiale. I miliziani, infatti, prima imprigionarono gli ebrei all’interno del ghetto e poi decisero di assassinarli direttamente in città, proprio sul lungo fiume, confidando nel fatto che il Danubio avrebbe trascinato via i loro corpi. Spesso alle vittime veniva chiesto di levarsi le scarpe che poi i miliziani rivendevano al mercato nero, da qui l’idea del memoriale.

BUDAPEST: LA BASILICA DI SANTO STEFANO

La basilica di Santo Stefano, situata nel cuore del centro storico di Budapest, è uno degli edifici religiosi più importanti di tutta l’Ungheria.

Fu progettata a partire dal 1850 e terminata nel 1905. Può ospitare circa 8000 fedeli ed è prevalentemente in stile neoclassico.

La Basilica è dedicata a Stefano, il primo Re d’Ungheria, e all’interno di un reliquario posto nella cappella a destra dell’altare, è custodita la sua presunta mano destra.

L’edificio è a croce greca, con cupola all’incrocio della navata con il transetto. La sua cupola raggiunge la stessa altezza del Palazzo del Parlamento (96 metri) e, secondo le leggi vigenti, nessun edificio in città può esserne più alto.

La facciata è simmetrica e priva di eccessive decorazioni. L’interno, invece, è ricco di marmi, mosaici e pregevoli opere d’arte dei principali artisti ungheresi.

È possibile visitare gli interni della chiesa, ma anche accedere alla Tesoreria e salire sulla cupola, da cui ammirare un bellissimo panorama.

Infine, la Basilica ha sempre ricoperto un ruolo importante nello scenario musicale della capitale e il suo coro si esibisce in tutta Europa: se ne avete l’opportunità, vi consiglio di assistere ad un concerto. Trovate tutti gli eventi sul sito ufficiale.

LA GRANDE SINAGOGA

La Grande Sinagoga (in ungherese Nagy zsinagóga) si trova nel quartiere ebraico della città, chiamato Erzsébetváros.

Si tratta della più grande sinagoga d’Europa e quarta al mondo. L’edificio misura 75 metri di lunghezza e 27 di larghezza; le due torrette ai lati della facciata sono alte 43 metri ciascuna.

Lo stile architettonico è eclettico e presenta elementi moreschi, ma anche forti richiami all’architettura neobizantina e neoromanica.

E’ possibile visitare la Sinagoga nell’ambito di una visita guidata, disponibile in moltissime lingue diverse. Fatto il biglietto e superati i controlli, vi consiglio di entrare direttamente nella Sinagoga e avvicinarvi alla bandiera italiana, una guida vi raggiungerà per darvi tutte le informazioni.

La visita comprende anche la piccola sinagoga, costruita in ricordo degli ebrei caduti durante la prima guerra mondiale, il cimitero, il museo e l’albero della vita.

TEATRO DELL’OPERA DI BUDAPEST

Il Teatro dell’Opera di Stato ungherese (in ungherese Magyar Állami Operaház) è uno dei maggiori esempi di architettura neorinascimentale di Budapest. Si trova nella parte di Pest, nel quartiere di Terézváros, in Andrássy út, il più importante viale della città.

L’edificio, costruito tra il 1875 e il 1884, è in stile neorinascimentale, riccamente decorato con elementi barocchi. Di fronte alla facciata vi sono le statue di Ferenc Erkel, compositore dell’inno nazionale, e del compositore classico Franz Liszt.

L’interno del teatro è visitabile solo tramite visita guidata, della durata media di circa 45 min. Se siete interessati, vi consiglio di prenotare con anticipo perché i posti si esauriscono in fretta!

In alternativa, potete assistere ad uno dei tanti concerti o rassegne teatrali.  Anche in questo caso, potete consultare tutti gli eventi ed il programma sul sito ufficiale.

PIAZZA DEGLI EROI

La Piazza degli Eroi è una delle più importanti piazze di Budapest. Si trova alla fine di Andrássy út, vicino al parco municipale Városliget.

L’area centrale della Piazza ospita il Monumento del millenario con le statue dei sette capitribù magiari e di altri personaggi rappresentativi della storia dell’Ungheria. La costruzione del monumento iniziò nel 1896, anno del primo millennio dell’Ungheria, e fu ultimata nel 1929.

Di fronte al monumento si trova la Pietra memoriale degli eroi. Si tratta di un memoriale dedicato agli “eroi che diedero la vita per la libertà del loro popolo e della loro indipendenza nazionale”. Dunque è simile al monumento del Milite Ignoto presente in tanti altri Paesi.

L’elemento centrale del Monumento del millennio è una colonna sormontata dalla statua dell’arcangelo Gabriele. Nella mano destra l’angelo tiene la corona di Santo Stefano, primo re d’Ungheria. Nella mano sinistra, invece, c’è la doppia croce apostolica, simbolo nazionale che fa riferimento alle concessioni fatte a re Stefano da papa Silvestro II in riconoscimento dei suoi sforzi per convertire gli ungheresi al cristianesimo.

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LA NOTTE DI SAN GIOVANNI

La notte di San Giovanni è considerata da sempre una notte magica. La notte dell’impossibile, dei prodigi e delle streghe.

Nel mondo pagano, il solstizio d’estate, che cade il 21 giugno, simboleggiava un rito di passaggio che portava la Terra, durante la notte più corta dell’anno, dal predominio lunare a quello solare. La notte di San Giovanni, che cade tra il 23 ed il 24 giugno, ha ereditato molto delle antiche tradizioni agresti legate alla celebrazione della nuova stagione. Ancora oggi, infatti, durante questa notte si mescolano tra loro superstizioni pagane, tradizioni contadine e riti cristiani.

La festa dedicata a San Giovanni Battista rappresenta un caso unico nella religione cristiana: il festeggiamento, infatti, riguarda la data di nascita del Santo e non quella di morte. Questo non ha fatto altro che rafforzare il preesistente simbolismo pagano già legato a questo periodo dell’anno: quello della vita da poco iniziata e che raggiunge il suo massimo splendore.

RITI E TRADIZIONI

La maggior parte delle tradizioni e dei riti legati alla notte di San Giovanni nacquero nel mondo contadino e, dunque, sono inevitabilmente legati agli elementi della natura e miravano a propiziarsi le sue forze benefiche, scacciando la sfortuna e accogliendo nuovi amori.

IL MAZZETTO DI SAN GIOVANNI

Una delle tradizioni più note è quella del “mazzetto di San Giovanni”.

Il “mazzetto” è un insieme di iperico, noto anche come “erba di San Giovanni”, un’erba dai fiori giallo-oro che sbocciano proprio a fine mese, in concomitanza con l’arrivo della festa del Santo. Il nome iperico deriva dalle parole greche hyper-eikon, che significano letteralmente “pianta che cresce sulle statue”. Secondo le leggende contadine l’iperico sarebbe legato a proprietà magiche e curative conosciute fin da tempi lontanissimi. Tradizionalmente, infatti, veniva utilizzato per trattare ferite e ustioni, grazie al suo potere antinfiammatorio e cicatrizzante. Sembrerebbe che anche i cavalieri crociati si siano avvalsi delle sue proprietà benefiche per curarsi.

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Fonte: Pixabay

Tradizione vuole che l’iperico venga raccolto con l’oscurità, per comporre un mazzetto in grado di scacciare il malocchio e favorire dolci sogni premonitori, se messo sotto il guanciale prima di andare a dormire.

L’OLIO

L’olio di San Giovanni, invece, è noto per le sue virtù benefiche ed è usato soprattutto per curare gli inestetismi della pelle. Ha, infatti, un’azione cicatrizzante, antisettica, emolliente e antinfiammatoria. Come da tradizione, la notte tra il 23 ed il 24 giugno vengono raccolti i fiori che si mettono a macerare nell’olio, esposti alla luce per un intero ciclo lunare. Il risultato è un ottimo rimedio naturale per chi soffre di pelle secca, per chi ha problemi di psoriasi o per chi vuole combattere o prevenire le rughe.

L’ACQUA DI SAN GIOVANNI

Poi c’è la famosa acqua di San Giovanni.

Per prepararla, sempre durante la notte tra il 23 ed il 24 giugno, occorre raccogliere un insieme di erbe e fiori.

Le più comuni sono: ginestre, papaveri, fiordalisi, rose, menta, iperico, sambuco, lavanda, camomilla, timo, basilico, salvia, rosmarino, malva e finocchio selvatico. Raccolte alcune di queste erbe, occorre metterle a bagno in un bacile di vetro o ceramica (non di plastica!) pieno di acqua e lasciarlo esposto alla rugiada tutta la notte.

La mattina del 24 l’acqua di San Giovanni sarà pronta e si potrà usare per lavarsi le mani ed il viso, in una sorta di cerimonia di purificazione e benessere.

I FALO’ ED I RITI D’AMORE

San Giovanni è il protettore dalle influenze malefiche, assicura la rinascita della luce, e per questo motivo in tutta Europa si accendono fuochi in suo onore. Grandi falò che prendono vita nei campi in onore del sole e dell’inizio dell’estate.

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Fonte: Pixabay

Anche in Italia molti dei riti che si svolgono durante la notte di San Giovanni comprendono un falò purificatore in cui si bruciano le erbe vecchie e si mette la sua cenere sui capelli come auspicio di buona fortuna.

La notte di San Giovanni, infine, si celebrano anche riti magici destinati a favorire l’amore.

Non a caso, infatti, la data del 24 giugno è considerata in assoluto la più propizia per i matrimoni!

In passato le giovani si rotolavano sui prati per bagnarsi della magica rugiada di questa notte e invocavano il Santo per conoscere il volto del futuro marito.

LA NOTTE DI SAN GIOVANNI A ROMA

Era una delle feste religiose e profane più sentite nella città.

La festa cominciava la notte della vigilia, la cosiddetta “notte delle streghe”.

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Fonte: Pixabay

Si credeva, infatti che i fantasmi di Erodiade e Salomè, dannate per aver provocato la morte di San Giovanni, chiamassero a raccolta le streghe sui prati del Laterano per andare in giro per la città a catturare anime prima di proseguire per Benevento, città delle streghe per eccellenza.

Data la presenza delle streghe era necessario ricorrere a rituali magici e forme di esorcismo.

Dopo aver benedetto i letti e la porta di casa, la gente partiva da tutti i rioni di Roma al lume di torce e candele. Arrivati nelle varie piazze, si accendevano falò per scacciare le forze occulte, si pregava e si mangiavano le lumache, le cui corna rappresentavano discordie e preoccupazioni, per allontanare le avversità.

La festa si concludeva al sorgere del sole, quando lo sparo del Cannone di Castel Sant’Angelo annunciava l’inizio della messa celebrata dal Papa nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

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DOWNSHIFTING O SEMPLICITA’ VOLONTARIA

Letteralmente downshifting significa “scalare la marcia”, nel senso di andare piano, rallentare.

In italiano questo concetto è stato tradotto con l’espressione “semplicità volontaria”.

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Fonte: Pixabay

Si tratta di un fenomeno che in un certo senso si pone in linea di continuità con la filosofia del “Less is more” e con la pratica del decluttering.

Il decluttering consiste essenzialmente nel liberarsi di tutto ciò che è superfluo – sia a livello materiale che immateriale – per potersi concentrare solo sull’essenziale.

La filosofia di vita  del “Less is more”, invece, si basa sull’avere di meno per avere di più. Meno cose di cui occuparsi e meno impegni da gestire per avere più tempo per fare ciò che realmente ci interessa, per stare con le persone che per noi sono importanti e apportano valore alla nostra vita. Anche qui il concetto di base è liberarsi del superfluo per occuparsi solo dell’essenziale.

Il downshifting è una sorta di upgrade di tutto questo!

DOWNSFHIFTING: LE ORIGINI

Il termine downshifting è stato coniato a New York nel 1994 come risposta all’iperconsumismo dilagante ed ebbe da subito una tale risonanza a livello internazionale che arrivò, nel giro di poco tempo, ad ottenere un posto nel celebre dizionario di Oxford dove viene definito come:

“Libero scambio di una carriera economicamente soddisfacente ma evidentemente stressante, con uno stile di vita meno faticoso e meno retribuito ma più gratificante.”

Dunque, il downshifting può essere associato alla filosofia minimalista che, in generale, invita a liberarsi del superfluo per potersi concentrare appieno solo su ciò che per una persona è davvero importante ed apporta valore alla sua vita.

UNA MAGGIORE QUALITA’ DELLA VITA

L’idea di rallentare i propri ritmi di vita e ricercare la semplicità nasce prevalentemente dalle conseguenze negative prodotte dal materialismo. L’ansia di possedere, di apparire in un certo modo, ansia di mostrare oggetti considerati status symbol, porta spesso con sé una serie di patologie che mettono a dura prova l’individuo a livello psicofisico. 

In genere la conseguenza di questa ossessione è lavorare sempre di più per acquistare cose, spinti da una cultura che induce bisogni non reali. Si finisce per “spremere” fino all’ultimo se stessi ed il pianeta, allontanandosi da se e dai propri valori.

Il downshifting consente di fare un passo indietro, prendere le distanze da questo meccanismo distruttivo e recuperare quello che conta veramente, liberi da tutte le sovrastrutture imposte dalla società.

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Fonte: Pixabay

L’Affetto, la stima, una risata o una passeggiata nella natura, sono tutte cose di cui si può godere gratuitamente perché, in fondo, tutte le cose davvero importanti non sono beni materiali. Il problema è che spesso ce ne dimentichiamo, perché persi a rincorrere quei beni materiali in cui la società ci porta ad identificare la chiave del nostro benessere e della nostra felicità.

IL DOWNSHIFTING, IL DENARO ED IL TEMPO

Il rapporto tra il downshifting ed il denaro si basa sull’imparare a vivere con ciò che si guadagna. Perché è vero che il denaro è fondamentale per vivere decorosamente ed avere una certa tranquillità nell’affrontare una possibile emergenza, ma è anche vero che eliminando gli acquisti compulsivi e gli sprechi sarà più facile avere una maggiore disponibilità di risorse economiche.

Normalmente si lavora per guadagnare ed avere un certo stile di vita e comprare oggetti o servizi. Il vero prezzo di tutto ciò, in realtà, è il nostro tempo, ovvero le ore dedicate al lavoro. Quindi si finisce per scambiare un bene prezioso e finito come il tempo con beni materiali assai meno preziosi e certamente sostituibili.

E’ proprio questo meccanismo che viene sradicato grazie al downshifting.

La semplicità volontaria invita ad uno stile di vita più minimalista e semplice, quindi anche meno dispendioso. Avere consapevolezza di ciò che è veramente necessario consente di vivere con meno risorse economiche e, dunque, consente di poter scegliere di lavorare meno ore e dedicare più tempo a ciò che ci interessa veramente.

La semplicità volontaria, inoltre, appare pienamente in linea con i principi della cosiddetta decrescita felice. Entrambe le correnti di pensiero, infatti, propongono un decremento del lavoro e dei consumi in favore di uno stile di vita più sano e semplice.

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Fonte: Pixabay

L’idea di vivere con semplicità è profondamente in linea con quel cambiamento di mentalità proposto dal modello economico della decrescita che punta alla sostenibilità piuttosto che al consumismo.

Anzi, pare quasi che i due modelli si intreccino e si innestino per un unico obiettivo: il benessere personale e dell’ambiente.

IL DOWNSHIFTING NELLA QUOTIDIANITA’

La semplicità volontaria, a dispetto del suo nome, però, non è sempre semplice da attuare. Non tutti possono permettersi di lavorare meno, del resto ridurre le proprie ore di lavoro non è il fine ultimo di questo stile di vita, ma solo un mezzo. E, comunque, non è necessario stravolgere tutto da un momento all’altro, anzi!

E’ importante modificare il proprio stile di vita a piccoli passi e gradualmente, secondo le proprie possibilità.

Alcuni esempi di attività da svolgere per avvicinarsi al modello del downshifting potrebbero essere:

Camminare: si risparmia benzina e non si inquina.

Usare con più attenzione l’acqua e l’energia.

Viaggiare fuori stagione quando i prezzi sono più bassi e c’è meno gente in giro. In questo modo il viaggio sarà più rilassante e si eviterà di mettere a dura prova l’ambiente a causa del sovraffollamento.

Ridurre il tempo di utilizzo degli apparecchi tecnologici e dei social: in questo modo si riduce lo stress prodotto dal continuo flusso di informazioni e si evitano malsani meccanismi di confronto.

Leggi anche: SLOW LIFE: VIVERE CON LENTEZZA

DOVE ANDARE A PASQUA IN ITALIA

Se ti stai chiedendo dove andare a Pasqua in Italia, sappi che questo è uno dei momenti migliori per organizzare un viaggio.

La primavera regala giornate più lunghe, temperature miti e paesaggi in piena fioritura. E’ il periodo ideale per scoprire borghi, città d’arte e destinazioni naturalistiche senza il caldo eccessivo dell’estate.

Che tu stia cercando un weekend rilassante, una meta culturale o un luogo immerso nella natura, l’Italia offre tantissime possibilità.

PICCOLI BORGHI: PER UNA PASQUA AUTENTICA E SUGGESTIVA

Se ami i luoghi fuori dai circuiti più affollati, i borghi sono la scelta perfetta. Atmosfere intime, ritmi lenti e panorami unici rendono queste destinazioni ideali per una Pasqua all’insegna della tranquillità.

CIVITA DI BAGNOREGIO

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Fonte: Pixabay

Si trova in provincia di Viterbo, a pochi passi dal lago di Bolsena.

Sorge sulla vetta di un’altura di tufo ed è raggiungibile solo attraverso un lungo ponte pedonale dal quale si gode di uno dei panorami più spettacolari di tutto il Lazio.

Inoltre, durante le giornate di nebbia, questo borgo fiabesco sembra letteralmente galleggiare nel vuoto…

Per saperne di più leggi: CIVITA DI BAGNOREGIO

PIENZA

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Fonte: Pixabay

Si trova a pochi chilometri da Montalcino e Montepulciano, nella bellissima regione della Val d’Orcia a sud di Siena, tra sinuose colline e favolosi panorami. Pienza gode di una posizione davvero strategica: arroccata sulla cima ad un colle, che domina tutta la valle dell’Orcia con una vista mozzafiato.

Questo incantevole borgo, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1996, è conosciuto come la “città ideale” del Rinascimento.

Per saperne di più leggi: PIENZA: LA CITTA’ IDEALE

SCANNO

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Scanno è un bellissimo paesino abruzzese annoverato tra i borghi più belli d’Italia.

Sorge su un pendio della Montagna Grande, tra il monte Genzana ed il monte Marsicano, ed è immerso nello splendido scenario naturale costituito dal vicino Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il borgo è costituito da un susseguirsi pittoresco di case, strade, scalinate, pizzette, archi e chiese. A circa 4 chilometri dal centro storico si trova il suo celebre lago a forma di cuore, formatosi oltre 3000 anni fa in seguito ad una frana del monte Rava che, precipitando a valle, ha sbarrato il corso del fiume Tasso.

Per saperne di più leggi: SCANNO – COSA VISITARE IN UN GIORNO

DOVE ANDARE A PASQUA IN ITALIA: NATURA – PER CHI CERCA RELAX E PAESAGGI

Per chi desidera staccare davvero dalla routine, la natura è la scelta migliore. Parchi, giardini e paesaggi incontaminati permettono di vivere un viaggio più lento e rigenerante.

L’OASI DI NINFA

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È un “Monumento Naturale” situato nel comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta.

Si tratta di un tipico giardino all’inglese, il luogo ideale per trascorrere una giornata rilassante circondati dalla bellezza della natura, ma anche una meta perfetta per una gita fuori porta con tutta la famiglia.

L’attuale giardino è nato sulle rovine della cittadina medievale di Ninfa che, dopo un primo periodo di prosperità, cadde in uno stato di totale abbandono da cui venne riscattata, dopo circa 5 secoli, da Gelasio Caetani. Era l’anno 1921.

Per saperne di più leggi: VIAGGIO NELL’OASI DI NINFA

PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO LAZIO E MOLISE

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Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con la sua natura incontaminata, è la meta ideale per una vacanza all’insegna del relax, del benessere e dello sport.

Inoltre all’interno del Parco c’è un’infinità di luoghi da vedere o percorsi da fare. Tra i più suggestivi ci sono quelli che partono dall’incantevole Val Fondillo, e quelli che attraversano la celebre “Camosciara”, la zona di riserva integrale del Parco.

Per saperne di più leggi: PARCO NAZIONELE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: 3 IDEE PER SCOPRIRE UNA DELLE AREE PROTETTE PIU’ ANTICHE D’ITALIA

CITTA’ D’ARTE: PER UN VIAGGIO CULTURALE

Se preferisci un viaggio all’insegna della storia e della cultura, le città d’arte sono sempre una scelta vincente. Musei, monumenti e tradizioni rendono la Pasqua un momento ancora più interessante per visitarle.

ROMA

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La Città Eterna è una fonte inesauribile di bellezze artistiche.

Ovunque si sposti lo sguardo ci sono chiese, fontane, piazze, musei e siti archeologici unici al mondo.

Tra gli infiniti luoghi da visitare a Roma ce ne sono alcuni che, oltre ad essere incredibilmente belli, sono anche gratuiti…

Per saperne di più leggi: ROMA: 3 PERCORSI D’ARTE GRATUITI

FIRENZE

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Fonte: Pixabay

Firenze è una delle città più belle del mondo, capace di attrarre milioni di persone ogni anno.

Ogni palazzo, ogni chiesa e ogni vicolo di questa magnifica città ha mille storie da raccontare ed il periodo di Pasqua può essere il momento ideale per visitarla!

Se cerchi informazioni, idee e suggerimenti per organizzare la tua visita a Firenze leggi anche: 5 SEGRETI DI FIRENZE e GUIDA ALLA GALLERIA DEGLI UFFIZI

MARE: PER UNA PRIMA FUGA PRIMAVERILE

Anche se non è ancora estate, il mare a Pasqua ha un fascino particolare. Le località costiere sono meno affollate e permettono di godere dei paesaggi in modo più autentico.

LA RIVIERA DI ULISSE

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È un meraviglioso tratto costiero lungo circa 50 chilometri.

Si trova nel Lazio, in provincia di Latina. Si tratta di un luogo che è riuscito a conservare intatto il suo fascino antico e misterioso, anche grazie al fatto di essere rimasto per lo più al di fuori dei grandi circuiti del turismo di massa.

Per saperne di più leggi: LA RIVIERA DI ULISSE

AGROPOLI

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Fonte: Pixabay

Sorge sul confine tra la Costiera Cilentana ed il Golfo di Salerno. Come lascia intendere il suo nome, la città sorge sulla sommità di un costone roccioso a picco sul blu del Tirreno.

In passato è stata una colonia della Magna Grecia, oggi, invece, rappresenta una porta aperta sul Parco Nazionale del Cilento e su tutta la costa meridionale campana.

Per saperne di più: AGROPOLI: IL MARE DEL CILENTO

ISOLE TREMITI

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Fonte: Pixabay

Infine facciamo tappa alle Isole Tremiti.

San Domino, San Nicola, il Cretaccio, la Vecchia, Pianosa e Capraia (le ultime due da non confondere con le omonime isole dell’Arcipelago Toscano!).

I fondali attorno alle isole sono considerati un vero paradiso degli amanti delle immersioni e dello snorkeling. Infatti offrono scenari spettacolari fatti di insenature, grotte sottomarine e relitti.

Tutta l’area dell’arcipelago fa parte della Riserva Marina Protetta del Parco Nazionale del Gargano.

Per saperne di più: 15 METE DA VISITARE IN PUGLIA

DOVE ANDARE A PASQUA IN ITALIA IN BASE ALL’ESPERIENZA CHE CERCHI

Se sei indeciso su quale meta scegliere, puoi orientarti in base al tipo di esperienza che cerchi:

  • Relax e natura: scegli parchi e giardini
  • Atmosfera autentica: opta per i piccoli borghi
  • Cultura e arte: punta sulle città storiche
  • Fuga romantica: borghi o mare fuori stagione

In questo modo puoi organizzare un viaggio più in linea con le tue esigenze.

CONSIGLI PER ORGANIZZARE UN VIAGGIO A PASQUA

La Pasqua è uno dei primi periodi di alta stagione, quindi è importante organizzarsi con un po’ di anticipo.

Ecco alcuni consigli utili:

  • Prenota con anticipo, soprattutto per le mete più richieste
  • Valuta destinazioni meno turistiche, come borghi e zone interne
  • Controlla eventi e tradizioni locali, spesso molto suggestivi in questo periodo
  • Organizza gli spostamenti, perché molti italiani viaggiano negli stessi giorni

DOVE ANDARE A PASQUA IN ITALIA: CONCLUSIONI

La Pasqua è un momento perfetto per concedersi una pausa e riscoprire il piacere del viaggio.

Che si tratti di un borgo, di una città d’arte, di un paesaggio naturale o di una località di mare, ogni destinazione può offrire qualcosa di unico.

L’importante è scegliere il tipo di esperienza che si desidera vivere e lasciarsi guidare, ancora una volta, dalla voglia di partire.