6 LUOGHI DA VISITARE IN CIOCIARIA

La Ciociaria è ricca di interessanti percorsi naturalistici ancora poco conosciuti.

Ecco alcune idee per trascorrere una giornata a contatto con la natura tra i piccoli borghi della provincia di Frosinone.

  1. GROTTE DI PASTENA

Le grotte di Pastena furono esplorate per la prima volta nel 1926 dal barone Carlo Franchetti ed iniziarono a richiamare turisti già l’anno successivo. Durante la Seconda Guerra Mondiale servirono da riparo ai tantissimi profughi della zona. All’interno delle grotte si trovano due percorsi: il ramo attivo inferiore ed il ramo fossile superiore. Quest’ultimo è definito “fossile” perché da migliaia di anni non avviene più il processo di stillicidio, cioè quel processo che crea le stalattiti e le stalagmiti. In questo complesso speleologico, uno dei maggiori d’Italia, è possibile ammirare la maestosità del carsismo sotterraneo. Se la stagione è stata piovosa la visita sarà resa ancora più suggestiva dalla presenza di laghetti e cascate.

2. GROTTE DI FALVATERRA

La parte attiva di queste grotte si collega direttamente con quelle di Pastena, dopo un percorso di circa 2.5 km. In sostanza si tratta di un unico grande complesso sotterraneo al quale si può accedere dai comuni di Pastena e Falvaterra. L’azione incessante delle acque sotterrane, nell’arco di qualche milione di anni, ha determinato la formazione di queste spettacolari grotte, sviluppatesi all’interno delle rocce calcaree di Monte Lamia. La bellezza di questo luogo incontaminato ha fatto sì che tutta l’area del piccolo fiume ed il complesso ipogeo divenissero Monumento Naturale della Regione Lazio nel  2007.  L’area protetta si estende per più di 130 ettari e comprende tutto il bacino imbrifero del Rio Obaco fino alla sua confluenza con il Fiume Sacco. Il percorso delle Grotte di Falvaterra è caratterizzato da aree attive e ricche di acqua, con cascate e rapide, e da zone più tranquille, in parte fossili, con forre, laghi e stalattiti.

3. LAGO DI CANTERNO

E’ un lago di origine carsica che si trova nel cuore dei Monti Ernici e bagna i comuni di Ferentino, Fiuggi, Fumone e Trivigliano. Per molto tempo è stato definito un “lago fantasma” a causa della sua capacità di “scomparire” in alcuni periodi dell’anno. Il lago, infatti, originariamente si riempiva e si svuotava a seconda che l’inghiottitoio, denominato “Pertuso”, fosse o meno ostruito da detriti. Nel 1943, a seguito di una perlustrazione del Pertuso, si scoprì il collegamento con una grotta sotterranea, una cavità carsica dove confluiva l’acqua nei periodi di secca. Il ciclo naturale di formazione e prosciugamento del lago è stato interrotto con la chiusura artificiale dell’inghiottitoio per la produzione di energia elettrica che ha reso il lago “permanente”.

4. GROTTA DI COLLEPARDO

La grotta è ricca di volte maestose in cui  le stalattiti e le stalagmiti assumono le forme più bizzarre grazie al lentissimo processo di stillicidio che prosegue senza sosta da millenni. Nel 2008, durante una campagna archeologica, sono emersi molti reperti umani, ceramici e faunistici che testimoniano come la zona fosse abitata già durante la media età del Bronzo, circa 3.500 anni fa.

5. POZZO D’ANTULLO

Il Pozzo d’Antullo è una grandiosa voragine carsica che si trova a circa 1 km dal centro abitato di Collepardo, alle pendici dei monti La Monna e Rotonaria, nel complesso degli Ernici. Il Pozzo è il risultato dello sprofondamento  della volta di una grotta ed ha un diametro superiore di circa 140 m, un perimetro superiore di 370 m, ed è profondo circa 60 m. Le pareti sono ricche di stalattiti ancora interessate da stillicidio, il fondo è coperto da una lussureggiante vegetazione e, secondo un’antica tradizione, veniva usato dai pastori che vi calavano le pecore per farle pascolare indisturbate.

6. LE GOLE DEL MELFA

Si tratta di un luogo in cui la natura si mostra bellissima, selvaggia e primitiva. E’ un percorso che si snoda per ben 15 km, dalla Valle del Liri alla Valle di Comino, attraversando i comuni di Roccasecca, Santopadre, Colle San Magno, Arpino, Casalattico e Casalvieri. La Comunità Europea ha inserito questo luogo nella lista dei siti naturalistici più importanti per la presenza di rapaci, caprioli e lupi. Le Gole del Melfa rappresentano un “Monumento Naturale” grazie al loro valore geo-botanico, alla presenza della fauna selvatica ed alla bellezza di un luogo unico. Il fiume Melfa rimane secco per buona parte dell’anno a causa di una diga che ne sbarra l’alto corso, ma quando c’è acqua diventa bellissimo, con salti e rapide spettacolari. Dal cosiddetto “ponte vecchio”, nel territorio di Roccasecca, attraverso una mulattiera scavata nella roccia, si può salire fino all’Eremo dello Spirito Santo, ricavato da grotte preesistenti. Qui nei pressi il fiume Melfa fa un salto di alcuni metri formando la cascata detta appunto dello Spirito Santo o del Muraglione.

IL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO

PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO: 3 IDEE PER SCOPRIRE UNA DELLE AREE PROTETTE PIU’ ANTICHE D’ITALIA

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, con la sua natura incontaminata, i piccoli borghi, i centri storici, le attività sportive e la buona cucina, è la meta ideale per una vacanza all’insegna del benessere.

All’interno del Parco c’è un’infinità di luoghi da vedere o percorsi da fare, quelli che seguono sono solo alcuni suggerimenti.

BARREA ED IL SUO LAGO

PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO - VISTA DEL LAGO DI BARREA

Il Comune di Barrea può vantare uno dei centri storici più belli dell’intero Parco Nazionale d’Abruzzo. E’ un borgo arroccato su uno sperone roccioso che si affaccia sulle acque dell’omonimo lago artificiale e, nella sua parte più alta, è dominato dall’antica torre ed il castello.

Il lago di Barrea, su cui si affacciano i borghi di Barrea, Villetta Barrea e Civitella Alfedena, venne realizzato artificialmente nel 1950, mediante lo sbarramento del fiume Sangro. Ha una lunghezza di circa 5 km ed una larghezza media di 500 m. Lungo le sue sponde, oltre ad aree di sosta e piccole spiagge attrezzate, ci sono percorsi pedonali e ciclabili che seguono la sua intera circonferenza e permettono di fare sport a diretto contatto con la natura.

LA VAL FONDILLO

La Val Fondillo, da cui si diramano molti sentieri, è il luogo ideale per dedicarsi a passeggiate, trekking ed escursioni. I panorami sono mozzafiato, la natura è lussureggiante ed è facile che, durante il tragitto, si riescano ad avvistare degli animali selvatici. Tra i sentieri che partono dalla valle i più noti sono quello della “Grotta delle Fate” e quello del “Percorso dell’Orso”. Si tratta di sentieri di montagna che si differenziano per difficoltà e tempi di percorrenza, alcuni sono adatti davvero a tutti, anche alle famiglie con bambini, mentre altri sono per escursionisti esperti. La vallata, tuttavia, non è solo una meta per sportivi ed escursionisti, ma è anche il luogo perfetto per fare un pic-nic in riva al fiume e rilassarsi all’ombra degli alberi nelle rigogliose Faggete.

LA RISERVA NATURALE DELLA CAMOSCIARA

La Camosciara è il cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Il suo nome è legato alla folta popolazione di camosci che popola la zona.

Proprio per la straordinaria bellezza del suo paesaggio, l’oasi dei camosci è una delle località del Parco più conosciute ed amate dai turisti, ma allo stesso tempo è uno dei luoghi più “segreti”, che si estende verso valle fino al fiume Sangro e racchiude la zona di Riserva Integrale.

La Camosciara si trova lungo la strada che collega Pescasseroli a Villetta Barrea. All’ingresso dell’area c’è un grande parcheggio, con vari servizi turistici, in cui lasciare le auto per proseguire a piedi, in bici o a cavallo. Oggi, infatti, è possibile godere delle bellezze naturali della Camosciara solo attraverso itinerari “green”, a diretto contatto con la natura. Percorrendo a piedi la strada asfaltata e poi salendo attraverso il sentiero tra i boschi si possono raggiungere le cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle.

INFORMAZIONI UTILI

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IL CASTELLO DI BRACCIANO

Il Castello di Bracciano (noto anche come Castello Orsini-Odescalchi) sorge sulla riva occidentale dell’omonimo lago e, con le sue poderose torri circolari avvolte da piante rampicanti, è uno dei castelli più celebri e meglio conservati del Lazio. A fargli da cornice il suggestivo borgo di Bracciano che si estende intorno al maniero creando un ambiente ricco di fascino e romanticismo.

UN PO’ DI STORIA

Il castello venne costruito nel XV secolo dalla famiglia Orsini sui resti di una rocca medievale e conserva al suo interno splendidi affreschi e mobili d’epoca, tanto da essere considerato una tra le dimore storiche fortificate più eleganti d’Italia. Successivamente, agli Orsini subentrarono gli Odescalchi, di origine comasca, che accrebbero il loro potere e prestigio quando un membro della famiglia salì al soglio pontificio con il nome di Innocenzo XI.

INGRESSO CASTELLO DI BRACCIANO

VISITA AL CASTELLO

La visita al Castello di Bracciano inizia attraversando un arco che sovrasta il viale d’entrata del castello che fu commissionato da Paolo Giordano Orsini all’architetto e scultore Jacopo del Duca.

Successivamente si incontra il granaio che svolgeva sia la funzione di scuderia che quella di conservazione del grano. Proseguendo c’è l’armeria che introduce all’interno di una serie di ambienti destinati al corpo di guardia ed al presidio del castello.

LE SALE PRINCIPALI DEL CASTELLO

La sala Papalina ospitò papa Sisto IV della Rovere nel 1481, in fuga dalla peste che flagellava Roma. Il suo bellissimo soffitto venne decorato dai fratelli Zuccari nel 1560 in occasione delle nozze tra Paolo Giordano Orsini e Isabella de’ Medici.

La Sala dei Cesari è la più grande dell’ala nord. Il suo soffitto venne abbassato nella seconda metà del XIX secolo per creare un’ulteriore sala. Sulla parete di fondo un grande affresco di Antoniazzo Romano rappresenta due importanti avvenimenti della vita di Gentil Virginio Orsini, ovvero la sua cavalcata a capo delle truppe aragonesi verso Bracciano e l’incontro con Piero de’ Medici.

La sala delle armi è stata appunto ricavata creando un nuovo soffitto nella sala dei Cesari ed ospita la parte più pregiata della collezione di armi della famiglia Odescalchi.

Le 6 torri sono collegate tramite un camminamento di ronda, alternando scale, logge e vari ambienti dove i soldati vigilavano sulla sicurezza di tutto il castello.

Le antiche cucine sono caratterizzate da quattro enormi camini che servivano per preparare i ricevimenti della corte rinascimentale. Ancora oggi sono esposti i tegami di rame con il loro numero di inventario e l’incensiere simbolo della famiglia Odescalchi utilizzato per marchiare la proprietà.

Infine per informazioni sugli orari di visita ed il costo dei biglietti si può consultare il sito odescalchi.it

UN GIORNO A CASTEL GANDOLFO

Immerso nella splendida cornice dei Castelli Romani, sulle rive del lago di Albano, Castel Gandolfo è la meta ideale per chi voglia trascorrere una bella giornata in famiglia, magari con bimbi al seguito, oppure per chi voglia concedersi una pausa rigenerante in un luogo diverso dal solito.

Si tratta di un splendido borgo in cui si è circondati dalla storia e dalla bellezza del paesaggio, del resto non è un caso che per secoli sia stato scelto come residenza estiva da papi e da principi romani!

Ecco i principali luoghi di interesse da visitare a Castel Gandolfo:

  • Il Palazzo Pontificio. Fu costruito nel 1628, su iniziativa di papa Urbano VIII.  L’edificio, al cui progetto lavorò anche Bernini, racchiude la straordinaria storia della vita dei papi degli ultimi cinquecento anni. Il palazzo è stato aperto al pubblico solo nel 2016, quando papa Francesco rinunciò ad utilizzarlo come residenza estiva. Attualmente fa parte, insieme alle Ville Pontificie, del circuito dei Musei Vaticani.
  • Le Ville Pontificie. Si tratta di un complesso di strutture formato da tre parti: la prima è costituita dai Giardini Pontifici, cuore originario della Villa Pontificia, creati durante il pontificato di Urbano VIII; il secondo è costituito da Villa Cybo, costruita dal cardinal Camillo Cybo ed annessa al complesso delle Ville Pontificie da papa Clemente XIV, che l’acquistò nel 1774 dal proprietario dell’epoca, il duca di Modena; infine, la terza parte è costituita da Villa Barberini, edificata da Matteo Barberini, nipote di Papa Urbano VIII. Quest’ultima venne inclusa nelle Ville Pontificie solo nel 1929.
  • La Collegiata Pontificia di San Tommaso da Villanova, realizzata da Gian Lorenzo Bernini nel 1658 per volontà di Papa Alessandro VII.
  • I siti archeologici. Nel territorio di Castel Gandolfo ci sono varie testimonianze di epoca romana come: i resti della villa di Publio Clodio Pulcro, una villa di età repubblicana, ora inclusa all’interno di villa Santa Caterina, di proprietà del Pontificio Collegio Nord-Americano; ed i resti della villa realizzata dall’imperatore Tito Flavio Domiziano tra 81 e il 96 d.C., attualmente ubicati all’interno di Villa Barberini.

Le Fraschette

Se vuoi “assaporare” pienamente l’atmosfera di Castel Gandolfo non perderti le bontà offerte dalle tante Fraschette. Si tratta di locali tipici della zona dei Castelli Romani, nati per bere il vino dell’annata, magari accompagnato da un po’ di porchetta.  Erano locali semplici, che per lo più si trovavano in cantine fresche ed umide.

L’origine del nome è incerta. Potrebbe derivare o dalla cittadina di Frascati oppure dal fatto che in passato, al posto dell’insegna, avevano una frasca (un ramo di un albero, solitamente di uva o ulivo) fuori dalla porta. Oggi le fraschette sono molto cambiate! Si sono trasformate in vere e proprie chicche gourmet dove gustare i prodotti IGP della tradizione romana!

COSA VISITARE IN UMBRIA IN UN WEEK-END

Quando penso all’Umbria penso a suggestivi borghi medievali ed al verde di una natura lussureggiante.

Ed è proprio all’insegna di questi due elementi, l’arte e la natura, che abbiamo trascorso il nostro long week-end umbro durante la scorsa estate. La nostra “base” è stata Monteleone D’Orvieto, un paesino di mille abitanti in provincia di Terni. La nostra meta serale, invece, è stata la vicinissima Città della Pieve.

Pronti a scoprire il fascino del cuore dell’Italia?

ORVIETO

La città sorge su una rupe di tufo ed il suo skyline è dominato dalle inconfondibili guglie del Duomo. Questo capolavoro dell’architettura gotica venne costruito nel 1290 per dare una degna collocazione al “Miracolo di Bolsena”, ovvero un‘ostia consacrata da cui fuoriuscì del sangue.

Sicuramente il Duomo è l’emblema di Orvieto, ma c’è molto altro da scoprire!

Innanzi tutto il Palazzo dei Sette con la Torre del Moro. Il palazzo deve il suo nome al fatto che in epoca medievale ospitava i sette magistrati che rappresentavano le maggiori corporazioni e mestieri di Orvieto, oggi è sede di mostre ed eventi. Dalla torre, invece, si gode di una vista unica sulla città.

Poi il Pozzo di San Patrizio, l’armoniosa opera di ingegneria artistica costruita da Antonio da Sangallo per volontà di Papa Clemente VII nel 1527 (preparatevi: ci sono 248 gradini!).

Infine c’è la possibilità di fare un interessante tour guidato underground, con partenza da Piazza del Duomo.

ISOLA POLVESE

Nel lago Trasimeno, il più esteso dell’Italia centrale, ci sono tre isole ovvero, in ordine di grandezza, la Polvese, la Maggiore e la Minore.

Noi abbiamo visitato l’isola Polvense. Partendo da San Feliciano si impiegano circa 10 minuti di battello. Appena scesi, di fronte al porticciolo, si può vedere la “Villa”, un edificio ottocentesco oggi convertito in un centro servizi. A pochi passi si possono ammirare le rovine di un castello del XIII secolo, proseguendo si giunge al Monastero dei Monaci Olivetani con la Chiesa di San Secondo. Superato il fitto bosco sulla destra, si giunge alla spiaggia attrezzata dove si trovano il parco giochi ed i campi di pallavolo.

L’isola Polvense è un piccolo paradiso naturalistico, ideale per una passeggiata romantica o per una gita in famiglia!

TODI

Il cuore di questa bellissima città medievale è Piazza del Popolo, attorno alla quale sorgono gli edifici più insigni di Todi: il Duomo dell’Annunziata, in stile romanico-gotico; il Palazzo dei Priori; il Palazzo del Capitano, che ospita il Museo Civico; ed il Palazzo del Popolo, storica sede del Comune, è collegato al Palazzo del Capitano ed ospita anch’esso il Museo.

Prima di arrivare al centro di Todi, fuori dalle sue mura medievali, ci si imbatte inevitabilmente nel Tempio di Santa Maria della Consolazione e, per uno strano effetto ottico, pare quasi che la strada finisca proprio dentro la Chiesa!

Si tratta di uno degli edifici-simbolo della nostra architettura rinascimentale. La paternità del progetto è stata attribuita al Bramante, ma in realtà non ci sono delle vere testimonianze storiche che lo possano confermare. Resta il fatto che, chiunque l’abbia progettata, è incredibilmente bella!

CASCATA DELLE MARMORE

“Rimbombo di acque! Dalla scoscesa altura il Velino fende il baratro consunto dai flutti.” (Lord Byron)

La cascata è formata dalle acque del fiume Velino che si tuffano nelle sottostanti Gole del Nera e fa parte del Parco Fluviale del Nera. E’ una cascata a flusso controllato, gli orari di rilascio delle acque sono consultabili online.

L’area turistico-escursionistica della Cascata delle Marmore offre la possibilità di svolgere tantissime attività diverse agli amanti dello sport e della vita all’aria aperta; si può accedere sia dal Belvedere Superiore, che dal Piazzale Byron.

SPOLETO

“Spoleto è la scoperta più bella che ho fatto in Italia, c’è una tale ricchezza di bellezze pressoché sconosciute, di monti, di valli, foreste di querce, conventi, cascate!” (Hermann Hesse)

Spoleto è stata veramente una magnifica scoperta!

Abbiamo passeggiato tra i suoi vicoli, gustato la Crescionda e visitato alcuni dei luoghi simbolo della città: il Duomo e la Rocca.

Il Duomo venne costruito in stile Romanico sul finire del XII secolo, tuttavia l’interno fu quasi completamente rifatto in epoca barocca.

La Rocca Albornoziana, invece, fu costruita per volere di Papa Innocenzo VI per rafforzare l’autorità della Chiesa nell’Italia centrale in vista del ritorno a Roma della sede pontificia, dopo la cattività avignonese.

Appena fuori dalla città, raggiungibile a piedi attraverso il Ponte delle Torri, c’è il sentiero denominato “Giro dei Condotti”. Il percorso è prevalentemente pianeggiante ed offre una bellissima veduta dell’intera Valle Spoletana.