PIENZA: LA CITTA’ IDEALE

Pienza è un piccolo borgo nel sud della Toscana.

Si trova a pochi chilometri da Montalcino e Montepulciano, nella bellissima regione della Val d’Orcia a sud di Siena, tra sinuose colline e favolosi panorami. Pienza gode di una posizione davvero strategica: arroccata sulla cima ad un colle, che domina tutta la valle dell’Orcia con una vista mozzafiato.

Questo incantevole borgo, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1996, è conosciuto come la “città ideale” del Rinascimento.

LA NASCITA DI PIENZA

La città nacque con il nome di Corsignano e lo conservò fino al 1462.

Le sorti – ed il nome! – di questo piccolo borgo cambiarono dopo una visita del suo più illustre cittadino: Papa Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini. Il papa, in viaggio per Mantova, si fermò nel suo borgo natio e, constatandone il degrado, decise di ricostruire la città ed affidò il progetto all’architetto Bernardo Rossellino.

Dopo soli quattro anni di lavori nacque Pienza, un luogo pieno di armonia ed eleganza: la città ideale del Rinascimento. Pio II morì prematuramente ed i suoi progetti vennero realizzati solo in parte, tuttavia la città resta uno degli esempi più significativi di progettazione urbanistica razionale del nostro Rinascimento.

Gran parte degli edifici di interesse storico artistico di Pienza si affacciano sulla suggestiva piazza dedicata a Pio II: la Cattedrale, il Palazzo Comunale, Palazzo Piccolomini e Palazzo Borgia (sede del Museo Diocesano).

COSA VISITARE

Il Duomo o Cattedrale dell’Assunta ospita importanti dipinti dei più rinomati artisti del tempo, mentre il suo campanile ottagonale si erge sopra l’antica cripta puntando verso il cielo.

Tuttavia l’aspetto più interessante della cattedrale sono i suoi sotterranei, noti anche come “labirinto”.

Fin dal giorno della sua inaugurazione, infatti, la Cattedrale mostrò le prime crepe. Lo stesso Pio II scrisse “il tempo dirà se si tratta della crepatura della calce o qualcosa di peggio.”

Nel corso dei secoli sono stati fatti sforzi sovrumani per restaurare e sostenere il monumento, si tratta di un fenomeno unico che il filosofo Bruno Queysanne definì come “instabilità durevole”.

Il “Labirinto” è un percorso sotterraneo nelle viscere della Cattedrale, un’esperienza unica e stupefacente attraverso i secoli che racconta, meglio di qualsiasi altra cosa, la storia di un monumento bello e fragile e la lotta di una comunità per mantenerlo in vita.

Alla destra del Duomo sorge l’imponente Palazzo Piccolomini. Dalla sua loggia si può ammirare un panorama davvero unico su tutta la valle dell’Orcia, da Montalcino fino al Monte Amiata.  Il palazzo venne scelto da Franco Zeffirelli per girare alcune scene del suo famoso film Romeo e Giulietta. Qui i due “amanti nati sotto cattiva stella” si incontrano per la prima volta durante la festa in casa Capuleti.

Infine c’è la Pieve di Corsignano.

Dal centro di Pienza, seguendo le indicazioni, si arriva alla Pieve con una breve passeggiata lungo il fianco della collina. La Pieve è una costruzione romanica per lo più risalente al XII secolo, con tre navate spartite da pilastri quadrangolari.

Nella sua semplice fonte battesimale furono battezzati i futuri pontefici Pio II e Pio III.

L’interno ha un aspetto rustico, perlopiù frutto di un restauro del 1925.

LA FIERA DEL CACIO

Pienza è anche la città del cacio!

Il pecorino di Pienza è una specialità con una lunga tradizione. Persino Lorenzo il Magnifico ne era ghiotto e si recava ogni anno in Val d’Orcia per poterlo degustare.

Il sapore unico di questo pecorino è dovuto ai terreni argillosi su cui pascolano le pecore di razza sarda. Le erbe profumate dei campi danno al latte un sapore peculiare di castagna, alloro ed erbacei.

Il borgo è pieno di piccoli ed incantevoli negozi che vendono tantissime varietà di pecorini, più o meno stagionati, insieme a tantissimi altri prodotti locali tipici, come vini, spezie, pici e miele.

Infine, se capitate a Pienza nel primo weekend di settembre, non perdetevi la famosa Fiera del Cacio, una grande festa dedicata al pecorino e ad altri prodotti della tradizione locale.

Durante l’evento si svolge anche un divertente gioco folkloristico di antiche origini. E’ il Palio del Cacio Fuso, dove i giocatori di ogni contrada del paese devono spingere e far rotolare intere forme di pecorino intorno ad un piccolo fuso di legno collocato al centro della piazza principale.

Leggi anche: 5 SEGRETI DI FIRENZE

CIVITA DI BAGNOREGIO

Civita di Bagnoregio è un piccolo borgo in grado di affascinare come pochi. Si trova in provincia di Viterbo, a pochi passi dal lago di Bolsena.

Sorge sulla vetta di un’altura di tufo ed è raggiungibile solo attraverso un lungo ponte pedonale dal quale si gode di uno dei panorami più spettacolari di tutto il Lazio.

Durante le giornate di nebbia questo borgo fiabesco sembra letteralmente galleggiare nel vuoto…

Civita di Bagnoregio avvolta dalla nebbia

LA STORIA DI CIVITA DI BAGNOREGIO

La città fu fondata dagli etruschi circa 2.500 anni fa. A quei tempi, nel luogo in cui si trova dell’attuale Civita era situata l’acropoli, centro della vita civile e religiosa.

Il luogo era stato scelto per la sua posizione strategica. Un altopiano racchiuso tra i due fiumi del Rio Chiaro e del Rio Torbido, circondato e protetto dalla Valle dei Calanchi, vicino foce del Tevere, un’importante via commerciale e di comunicazione.

Già gli etruschi erano a conoscenza dell’instabilità sismica di quest’area e misero in atto alcune opere allo scopo di proteggerla dai terremoti, arginando i fiumi e costruendo dei canali di scolo per le acque piovane.

Successivamente furono i romani a continuare queste opere che, però, nei secoli seguenti furono via via trascurate portando l’area ad un rapido degrado.

Oltre ai problemi sismici, la situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che il colle di tufo su cui sorge Civita è minato dall’erosione provocata dal vento, dalla pioggia e dall’acqua dei due torrenti che scorrono a valle. Civita è destinata a sgretolarsi lentamente ed inesorabilmente. Infatti non è un caso che lo scrittore Bonaventura Tecchi l’abbia definita “la città che muore”.

COSA VEDERE

Innanzitutto per raggiungere il borgo di Civita si deve attraversare un ponte sospeso di 300 metri che la collega con Bagnoregio. La macchina fotografica è d’obbligo perché ad ogni passo vi ritroverete davanti un panorama da favola!

Ponte pedonale che porta a Civita di Bagnoregio

Arrivati al borgo, si incontra Porta San Maria, sormontata da una coppia di leoni che artigliano due teste umane, simbolo dei tiranni sconfitti dai bagnoresi. Più avanti la via San Maria si apre nella piazza principale, dove si può ammirare la chiesa romanica di San Donato che custodisce un Crocefisso ligneo realizzato della scuola di Donatello ed un affresco della scuola del Perugino.

La grotta di San Bonaventura è un’antichissima tomba etrusca che prese il nome da Frate Bonaventura da Bagnoregio (1217-1274), teologo e tra i maggiori biografi di San Francesco di Assisi. Secondo il racconto dello stesso frate, da bambino egli si ammalò gravemente ed i suoi genitori chiamarono San Francesco per benedirlo e guarirlo. Come l’ebbe guarito San Francesco gli disse in latino “Bona ventura”, in virtù dell’esito favorevole delle sue preghiere. Da quel giorno tutti gli abitanti di Bagnoregio chiamarono il bambino Bonaventura, ed egli assunse tale nome al momento del suo ingresso nell’Ordine Francescano.

INFORMAZIONI UTILI

Per visitare Civita di Bagnoregio è necessario fare il biglietto, il costo è di 5 euro.

Ci sono due biglietterie. Una si trova a Piazzale Battaglini, dove c’è anche il parcheggio da cui è possibile raggiungere il borgo con una passeggiata di 15 minuti o con la navetta che porta al Belvedere. L’altra biglietteria si trova all’inizio del ponte.

In fine all’interno del borgo ci sono ristoranti, bar, bed & breakfast e negozi di artigianato locale.

LA RIVIERA DI ULISSE

La Riviera di Ulisse è un meraviglioso tratto costiero lungo circa 50 chilometri.

Ci troviamo nel Lazio, in provincia di Latina, in un luogo che è riuscito a conservare intatto il suo fascino antico e misterioso, anche grazie al fatto di essere rimasto per lo più al di fuori dei grandi circuiti del turismo di massa.

La riviera deve il suo nome all’eroe omerico che, secondo la tradizione, approdò sulle coste del Lazio meridionale e visse qui alcune delle sue avventure più avvincenti come l’incontro con i Lestrigoni (giganti antropofagi) e quello con la maga Circe.

La bellezza della Riviera di Ulisse e la sua carica evocativa furono molto apprezzate fin dall’antichità dai personaggi più importanti di Roma: Cicerone aveva una villa a Formia,  l’imperatore Tiberio scelse invece la più appartata e scoscesa Sperlonga, mentre l’imperatore Domiziano prediligeva le placide acque del lago di Paola  a Sabaudia.

Preziose testimonianze archeologiche, scenografici templi, promontori rocciosi che si tuffano nel blu del Tirreno, ma anche piccoli borghi ricchi di storie e tradizioni!… Non resta che andare alla scoperta della Riviera di Ulisse!

SAN FELICE CIRCEO

E’ il punto più settentrionale della Riviera di Ulisse. Dista appena 34 km da Latina e, per chi arriva da nord, rappresenta la prima tappa dell’itinerario lungo la costa.

Il centro storico di San Felice Circeo si trova in collina ed è caratterizzato da un susseguirsi di vicoli e piazze su cui svetta la Torre dei Templari. A circa 3 km dal centro storico, il Faro di Capo Circeo illumina la rotta dei naviganti dal 1866. E’ ricoperto di quadratini di maiolica bianca che lo riparano dalla salsedine e dal vento, e lo fanno spiccare tra il mirto e le agavi della macchia mediterranea circostante.

Il Monte Circeo, invece, è un promontorio montuoso con molti sentieri escursionistici che offrono viste mozzafiato agli appassionati di trekking.

Infine la costa è ricca di meravigliose grotte, ideali da visitare prendendo parte ad un’escursione in barca!

TERRACINA

Terracina si trova a circa 15 km da San Felice Circeo ed è una delle località più famose della costa.

Oltre ai tanti stabilimenti balneari, questa bella cittadina può vantare un interessante patrimonio storico-archeologico. Il tempio di Giove Anxur è probabilmente il luogo più iconico di Terracina. Questo imponente tempio romano risale al I secolo a.C. e domina monte Sant’Angelo, regalando una vista spettacolare su tutta la riviera. Alle pendici dello stesso monte, sul lungomare Matteotti, si trova la rupe di Terracina, chiamata anche Pisco Montano. La rupe fu tagliata ai tempi di Traiano per far passare la via Appia. La settecentesca Porta Napoli che vi è addossata era, invece, la dogana tra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli.

Anche il Duomo di Terracina, o Concattedrale di San Cesareo, merita una visita. L’edificio venne costruito tra il V ed il VI secolo utilizzando ciò che restava di un antico tempio romano a cinque navate del foro cittadino.

SPERLONGA

Sperlonga fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia e, da 26 anni, viene premiata con la Bandiera Blu per la qualità delle sue acque. E’ una località balneare perfetta da visitare in estate, ma è assolutamente godibile anche nelle altre stagioni!

Ha un meraviglioso centro storico in cui si respira un’aria vagamente orientale che richiama alla mente le isole greche. Sicuramente gli edifici dalle facciate bianche, i vicoli stretti e le lunghe scalinate che portano a punti panoramici mozzafiato contribuiscono a creare questa suggestione.

Tra i luoghi più interessanti da visitare a Sperlonga c’è la Villa di Tiberio, affacciata direttamente sul mare.  La villa, insieme alla suggestiva grotta, fa parte dell’itinerario di visita del Museo archeologico nazionale di Sperlonga gestito dal Polo museale del Lazio. Per tutte le informazioni relative agli orari di visita ed al costo dei biglietti si può consultare il sito della Direzione Regionale Musei Lazio del MIBACT.

Infine non resta che ammirare la Torre Truglia, uno dei simboli della città. La torre venne eretta nel 1532 sui resti di una precedente torre d’avvistamento di età romana sulla punta del promontorio su cui sorge il borgo di Sperlonga.

GAETA

Gaeta è sicuramente uno dei luoghi più belli della Riviera di Ulisse. Occupa una posizione davvero invidiabile, circondata dal mare su tre lati, adagiata su una piccola penisola tra Sperlonga e Formia.

Gaeta è nota come la “città dalle 100 chiese”, vista la grande presenza di edifici religiosi, ma anche per la sua  tiella, una gustosissima torta salata riempita con gli ingredienti più vari!

Tra le 100 chiese quelle che certamente meritano una visita sono: il santuario della Santissima Annunziata, che si trova nel centro storico della città, tra via dell’Annunziata ed il lungomare Caboto; il Tempio di San Francesco, che dal domina dall’alto l’intero golfo di Gaeta; ed il famosissimo Santuario della Montagna Spaccata.

Secondo la leggenda, quando Gesù morì sulla croce, la montagna si spaccò in tre parti. Una lapide, collocata all’interno della spaccatura principale, riporta questa citazione del Vangelo secondo Matteo: “Gesù rese lo spirito, la terrà tremò e le rocce si spaccarono”.

Una delle fenditure della montagna conduce alla Grotta del Turco, sicuramente tra i luoghi più suggestivi da visitare a Gaeta.

FORMIA

Formia

Si trova in una meravigliosa baia sul Golfo di Gaeta ed è il punto più meridionale della Riviera di Ulisse. Grazie ai suoi monumenti ed al suo centro storico, Formia è una località affascinante da visitare durante tutto l’anno, non solo in estate! Una dei monumenti principali è sicuramente la Tomba di Cicerone, un mausoleo di epoca augustea,  tradizionalmente attribuito a Cicerone, che aveva una villa proprio qui vicino. La tomba, alta 24 metri, è costruita con anelli di pietra, che dovevano essere ricoperti da lastre di marmo. All’interno si trova una cella, che era il sepolcro vero e proprio.

L’altra importante testimonianza lasciata a Formia dai romani è il “Cisternone” situato al di sotto di piazza S. Anna, centro storico della città, una delle più grandi opere di ingegneria idraulica di epoca romana esistenti al mondo, perfettamente conservata e accessibile al pubblico. Si tratta di una struttura ipogea, costituita da lunghe file di pilastri che creano una suddivisione dell’ambiente in 4 navate coperte da volte. Un tempo la cisterna, con i suoi 7000 metri cubi, era alimentata dalle sorgenti collinari e garantiva l’approvvigionamento idrico all’antica Formiae.

SAN MARINO: COSA VISITARE IN UN GIORNO

La Serenissima Repubblica di San Marino è un stato tanto piccolo quanto antico che si trova nell’Italia centro- settentrionale, al confine tra l’Emilia-Romagna e le Marche.

Ha un territorio di circa 61 km², la capitale è Città di San Marino e la lingua ufficiale è l’italiano. A partire dal 2008 il centro storico della Città di San Marino ed il monte Titano sono stati inseriti dall’UNESCO tra i patrimoni dell’umanità poiché rappresentano una “testimonianza della continuità di una repubblica libera fin dal XIII secolo”.

Per me San Marino è stata la meta di tante giornate estive, quando da piccola trascorrevo le vacanze in famiglia sulla riviera romagnola. Era il posto dove andare per concedersi una “pausa” dalla spiaggia oppure, semplicemente, la meta per una passeggiata serale. In effetti San Marino, date le sue dimensioni, si presta a visite di un giorno, ma è anche un’ottima destinazione per una fuga di un weekend, durante il quale immergersi nella storia, nella natura e nel buon cibo!

Ecco una piccola guida per scoprire San Marino.

Piazza della Libertà e Palazzo Pubblico

Piazza della Libertà è il cuore del centro storico di San Marino, ma anche il posto ideale per godersi il bellissimo panorama sulla valle sottostante! La piazza prende il nome dalla statua che si trova al suo centro e che rappresenta la Libertà, simbolo dell’indipendenza che da sempre contraddistingue questa antica Repubblica.

Qui, inoltre, si trova il Palazzo Pubblico (o Palazzo del Governo), sede dei principali organi istituzionali ed amministrativi sammarinesi: i Capitani Reggenti, il Consiglio Grande e Generale, il Consiglio dei XII ed il Congresso di Stato. L’attuale edificio si erge sul luogo in cui anticamente sorgeva la Domus Magna Comunis che, ormai in rovina, venne abbattuta sul finire dell’Ottocento per far posto al Palazzo Pubblico

Basilica di San Marino

L’attuale Basilica sorge sulle fondamenta di un’antica Pieve del IV secolo dedicata a San Marino diacono. All’inizio dell’Ottocento la Pieve era in condizioni di grave degrado, così venne abbattuta e si progettò di costruire una nuova chiesa. Il lavori iniziarono nel 1826 e terminarono il 5 febbraio 1838, quando la Basilica venne solennemente inaugurata alla presenza del vescovo del Montefeltro e dei Capitani Reggenti. La costruzione costò 40.150 scudi e 76 baiocchi.

Le tre torri 

Le torri furono realizzate intorno al XIII secolo come strumento di difesa dagli attacchi dei Malatesta, signori di Rimini. La prima torre, chiamata Rocca o Guaita, si erge sullo strapiombo del monte Titano ed è contornata dalla più antica delle tre cinte murarie che circondano Città di San Marino e che sono ancora oggi visibili. La seconda torre, chiamata Cesta o Fratta, è di forma pentagonale ed ospita il Museo delle Armi Antiche. La terza torre, chiamata Montale, è la più piccola e può essere vista solo dall’esterno.

Passo delle Streghe

E’ posizionato all’esterno delle mura del centro storico della Repubblica. Si tratta di un sentiero scavato nella roccia che collega la prima e la seconda torre tra loro. E’ un luogo unico, in cui sembra di essere tornati nel Medioevo e si respira un’aria  molto romantica.

Per raggiungere il Passo delle Streghe ci sono varie possibilità. Partendo dalla torre Cesta si può scendere per una cinquantina di metri dal luogo panoramico a destra del sentiero, oppure  si può parcheggiare l’auto al parcheggio P6 e continuare camminando sulla scalinata rocciosa in mezzo al bosco.

Museo di Stato

Il museo è nato nella seconda metà dell’Ottocento ed è stato aperto al pubblico nel 1899. Dal 2001 è ospitato nello storico Palazzo Pergami – Belluzzi, nel centro di San Marino. Il museo è diviso in 4 diverse sezioni: Archeologia del Territorio, Arte per la Repubblica, Arte di Donazione, Archeologia di Donazione e Numismatica -Medaglistica Sammarinesi.

Museo delle Curiosità

Un museo davvero molto stravagante, perfetto da visitare con i bambini. Invenzioni strabilianti (come gli zoccoli alti 60 centimetri per affrontare l’alta marea veneziana!) personaggi insoliti e oggetti rari sono mescolati in un mix incredibile e rendono questo museo unico nel suo genere. In più, per stupire i visitatori, nei mesi estivi è attivo un servizio di trasporto speciale che collega il museo ai parcheggi più distanti dal centro storico: la navetta non è un veicolo qualsiasi, ma una tradizionale corriera Ford del 1913.

Cava dei Balestrieri

La cava fu aperta nel XIX secolo con lo scopo di estrarre la pietra necessaria per i lavori di restauro del Palazzo Pubblico, nella vicina Piazza della Libertà.

Oggi la cava è un importante sito di eventi. Il suo nome deriva dalla Federazione Italiana Balestrieri: con la sua istituzione nel 1966, la cava venne allestita per ospitare le competizioni di tiro con la balestra grande, la prima si tenne nel luglio dello stesso anno. Sempre qui, ogni anno il 3 settembre si tiene il Palio dei Balestrieri in occasione della Festa del Santo Patrono. Ma la cava ospita anche tanti altri eventi, come la Disfida del Tricorniolo.

Shopping a San Marino

Città di San Marino è ricca di mercatini e belle vetrine  e – complice anche un carico fiscale più leggero!- fare un po’ di shopping diventa inevitabile!

Inoltre, dal 1995, la Repubblica di San Marino ha istituito il Marchio di Origine e Tipicità per tutelare, valorizzare e promuovere la produzione artistica e tradizionale. Nel centro storico ci sono tanti negozi con prodotti locali e tradizionali sammarinesi. Ceramiche dipinte a mano, oggetti d’arte lavorati in ferro, legno e materiali preziosi, pizzi, ricami e stampe su tela. E poi gustose produzioni dolciarie, come le Tre Torri, il dolce tipico di San Marino.

Informazioni utili

Per visitare il centro storico di Città di San Marino si può lasciare l’auto in uno dei tanti parcheggi che si trovano nelle vicinanze, sono denominati progressivamente e vanno da P1 a P12, solo il P9 è coperto, mentre il P10 ospita anche i camper.

La funivia collega il castello di Borgo Maggiore al centro storico. Il costo per andata e ritorno è di Euro 4,50, ogni corsa dura circa 2 minuti ed offre una splendida vista su tutta la costa adriatica.

Cosa visitare nei dintorni

A circa 20 Km dalla Serenissima Repubblica di San Marino sorge il borgo di San Leo. Quest’ultimo deve il suo nome a San Leone che, giunto insieme a San Marino dalle coste della Dalmazia, avrebbe evangelizzato la zona diventandone il primo vescovo. La rocca di San Leo, con i suoi 600 metri d’altezza, domina la vallata del Marecchia ed un panorama di boschi e picchi rocciosi che si spinge fino al mare. L’edificio più antico è la pieve, che raccoglie intorno a sé il nucleo della città medievale. Poco distante sorge la cattedrale, consacrata al culto del Santo Leone. Invece la fortezza, che sorge a distanza dall’abitato per ragioni difensive, è costruita in cima ad uno sperone di roccia sul quale si mantiene da secoli in un miracoloso equilibrio.

Per altre idee su cosa visitare in Emilia Romagna puoi leggere anche i miei articoli su Ravenna e Bologna!

COSA VEDERE IN PROVINCIA DI FROSINONE

L’Italia è ricca di luoghi bellissimi e poco conosciuti, la provincia di Frosinone è uno di questi! E’ la terra di Cicerone e San Tommaso; ci sono zone archeologiche, abbazie, castelli e meravigliose aree naturalistiche protette.

Spesso si identifica la provincia Frosinone con la Ciociaria, ma è veramente così? Per fare chiarezza non c’è niente di meglio della storia! La provincia di Frosinone fu istituita nel 1927 grazie alla fusione della Ciociaria e della Terra di Lavoro, due aree geograficamente vicine, ma con una storia ed una identità molto diverse tra loro. L’attuale territorio della provincia, infatti, è stato diviso per secoli. Lo Stato Pontificio, a Nord, controllava la Ciociaria, mentre il Regno di Napoli (poi diventato  “delle Due Sicilie”)  amministrava il sud, noto come Terra di Lavoro. Questa duplice identità è ben sintetizzata nello stemma provinciale, raffigurante un leone dorato con in mano un gladio e, ai suoi piedi, due cornucopie. Il leone è il simbolo stesso di Frosinone e rappresenta, per estensione, tutta la parte della provincia che un tempo apparteneva allo Stato Pontificio; mentre le cornucopie, che rimandano alla fecondità del mondo agreste, rappresentano la Terra di Lavoro.

Buon viaggio alla scoperta della provincia di Frosinone!

Per approfondire leggi anche:

5 LUOGHI DA FAVOLA NEL CENTRO ITALIA

Un viaggio nell’Italia centrale alla scoperta dei suoi luoghi da favola.

L’Italia è un Paese in cui la bellezza si trova ovunque, tuttavia ci sono luoghi che sembrano letteralmente usciti da una favola…alcuni sono legati ad antiche leggende o racconti popolari, altri invece a forme di narrazione più moderne come film e cartoni animati. Iniziamo il  nostro viaggio attraverso alcuni dei luoghi più “favolosi” del nostro Paese…

BIANCANEVE ED IL BOSCO DEL SASSETO

LUOGHI DA FAVOLA NEL CENTRO ITALIA- IL BOSCO DEL SASSETO

Il Bosco del Sasseto si trova nella cittadina di Acquapendente, in provincia di Viterbo.

E’ un luogo dal fascino unico dove, nei secoli, si è sviluppato uno stupefacente bosco monumentale grazie all’impegno del conte Edoardo Cahen che, sul finire del XIX secolo, si affezionò a tal punto a questo luogo da eleggerlo quale sua ultima dimora. All’ombra del vicino castello, in una radura che si apre all’improvviso sulla foresta, infatti, c’è il piccolo mausoleo del conte, in stile neogotico.

Un posto unico, surreale, dove la natura regna sovrana, tanto che il National Geographic lo ha definito il “Bosco di Biancaneve”.

LADYHAWKE ED IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO

Andiamo ora in Abruzzo e più precisamente a Rocca Calascio in provincia dell’Aquila.

La rocca è costituita da un castello e dal vicino borgo medievale; il castello, situato quasi a 1500 metri di altezza, è tra i più elevati d’Italia ed è considerato uno dei simboli dell’Abruzzo. La rocca fa parte di un contesto di grande valore paesaggistico ed è ricompresa nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

L’atmosfera fiabesca di questo luogo, però, a poco a che fare con Ruggero II d’Altavilla che, probabilmente, fece costruire il castello a seguito della conquista normanna, ed è invece dovuta al fatto che qui sono state girate diverse scene del film “Ladyhawke” di Richard Donner, con Rutger Hauer, Michelle Pfeiffer e Matthew Broderick.

LA “SPADA NELLA ROCCIA” DI SAN GALGANO

San Galgano è un’abbazia cistercense che si trova nel comune di Chiusdino, ad una trentina di chilometri da Siena. Il sito è costituito dall’eremo (detto Rotonda di Montesiepi) e dalla grande abbazia, ora completamente in rovina. San Galgano, che morì nel 1181, si ritirò in questo luogo per vivere in eremitaggio ed espiare i piccati commessi durante la sua disordinata giovinezza.

La conversione del santo avvenne il giorno di Natale del 1180, quando Galgano, giunto sul colle di Montesiepi, conficcò la sua spada nel terreno, trasformando così l’arma in una croce. Nella Rotonda, infatti, c’è un masso da cui spunta una spada corrosa dagli anni. Il richiamo al ciclo arturiano è più che evidente!

PINOCCHIO E COLLODI

Collodi è una frazione del comune di Pescia, in provincia di Pistoia. La fama di questo antico borgo medievale è legata al nome di Carlo Lorenzini, autore di Pinocchio. Lo scrittore fiorentino, la cui famiglia era originaria del paese, vi trascorse parte dell’infanzia e ne assunse il nome, firmandosi come Carlo Collodi. “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” è uno dei classici della letteratura per ragazzi più famosi al mondo ed a Collodi è possibile visitare il parco tematico.

IL CASTELLO NEL CIELO DI CIVITA DI BAGNOREGIO

Civita è una frazione di 11 abitanti del comune di Bagnoregio, in provincia di Viterbo.

Si tratta di un luogo unico ed incredibilmente suggestivo, tanto che da essere stato scelto come ambientazione per il film giapponese “Laputa – Castello nel cielo” di Hayao Miyazaki, il più grande animatore e sceneggiatore di anime vivente.

LA CERTOSA DI TRISULTI

La Certosa di Trisulti sorge nel comune di Collepardo (FR), ai piedi del Monte Rotonaria.

Questo elegante complesso monastico è immerso nel paesaggio dei Monti Ernici che, con le sue irte rupi, le foreste secolari e le temibili gole, ricorda il perfetto scenario di un romanzo gotico.

La certosa ha riaperto al pubblico da pochi mesi dopo anni di chiusura a causa di un’intricata vicenda giudiziaria. Per conoscere gli orari di apertura si può consultare il sito della Direzione Regionale dei Musei del Lazio.

Il nome Trisulti deriva dal latino tres saltibus e, originariamente, si riferiva ad un castello risalente al XII secolo che dominava i tre valichi o “salti” che conducevano verso l’Abruzzo, verso Roma e verso la Ciociaria.

Il primo nucleo del monastero fu fondato da San Domenico da Foligno nel 996. Oggi ne restano solo alcuni ruderi a poca distanza dall’attuale Certosa che, invece, fu costruita nel 1204 per volere di papa Innocenzo III dei Conti di Segni e fu assegnata ai Certosini.

La Certosa è stata più volte ampliata e modificata nel corso dei secoli e si presenta attualmente con forme essenzialmente barocche. Nel 1947 è passata alla Congregazione dei Cistercensi di Casamari.

Un grande portale, dominato dal busto di San Bartolomeo, realizzato da Jacopo Lo Duca, allievo di Michelangelo, segna l’ingresso al grande complesso della Certosa. Oltrepassato il portale si entra nel magnifico piazzale su cui si affacciano l’antica foresteria, la biblioteca e la Chiesa di San Bartolomeo.

Quest’ultima rappresenta il punto centrale di tutta la certosa ed è il frutto di un’interessante sovrapposizione tra arte gotica e barocca. Come vuole la tradizione dei certosini, l’interno è diviso in due parti: quella dedicata ai padri e quella dedicata ai conversi.

In ogni caso l’attrazione principale della Certosa di Trisulti è costituita dall’antica farmacia, dove sono conservate erbe medicinali, ampolle, boccette e alambicchi di ogni genere.

Se volete visitare i dintorni della Certosa ecco qualche suggerimento:

– fate una passeggiata nel pittoresco borgo turrito di Vico nel Lazio e nel vicino borgo di Collepardo, dove potrete immergevi nella natura visitando le sue grotte omonime e lo straordinario Pozzo d’Antullo;

– oppure degustate i famosi amaretti di Guarcino e poi concedetevi una passeggiata ad Alatri, una delle cittadine più belle Lazio meridionale;

– in alternativa visitate la bellissima Abbazia di Casamari, a circa 20 Km dalla Certosa;

– in fine, se siete appassionati di trekking, nei pressi della Certosa partono numerosi itinerari alla volta delle vette di Monte La Monna e Monte Rotonaria, oppure potreste raggiungere il vicino Prato di Campoli, punto di partenza per molte escursioni verso le vette più alte dei Monti Ernici nel versante laziale.

I MERCATINI DI NATALE

Checché se ne dica i mercatini di Natale non sono un’invenzione della moderna società del consumismo, ma una tradizione ultracentenaria. I mercatini di Natale, infatti, sono nati nel medioevo ed il primo documento scritto in cui se ne parla risale al 1434 e fu redatto a Dresda, dove presero il via le prime fiere di piccoli artigiani.

Da allora i mercatini si sono diffusi in tutto il Nord Europa e poi in ogni angolo del mondo, Italia inclusa!

Dopo lo stop dettato dalla pandemia, quest’anno riaprono i tanti mercatini che caratterizzano il nostro Paese da Nord a Sud. Alcuni sono particolarmente famosi, altri sono meno noti ma comunque incantevoli.

In questo articolo faccio un breve excursus tra i mercatini di Natale imperdibili in Italia. Alcuni sono dei must, altri delle chicche da conoscere. Lo scopo è sempre lo stesso: trasformare ogni occasione in un viaggio alla scoperta del nostro Paese!

I mercatini di Natale “originali” dell’Alto Adige

Bolzano, Merano, Bressanone, Vipiteno e Brunico: sono i 5 mercatini “originali” dell’Alto Adige.

Hanno in comune l’atmosfera romantica, l’attenzione alla sostenibilità, ma anche alla sicurezza dato che a tutti i mercatini si accede solo con Green Pass.

A Bressanone, oltre alla classica esposizione di prodotti tipici, ci saranno i presepi artigianali, cominciando da quelli custoditi nel Palazzo Vescovile, che quest’anno ospita anche il musical “Liora. Il valore del tempo”.

A Merano, invece, l’appuntamento è tra le casette di legno che esporranno tutti i prodotti tipici altoatesini, illuminati da un allestimento di luci decisamente scenografico.

A Vipiteno il tema di quest’anno saranno le Campane del Natale, a cui saranno dedicate le manifestazioni in programma.

Gli altri mercatini del Trentino (Trento e dintorni)

Il mercatino di Trento vanta circa 100 casette di legno che dal 20 novembre al 6 gennaio animeranno il cuore della città: tra piazza Fiera e piazza Cesare Battisti. Negli chalet si potranno trovare tutte le eccellenze artigianali locali, mentre a quelle eno-gastronomiche sarà dedicata un’intera “isola dei sapori”.

Il mercatino di Trento è anche un ottimo punto di partenza per visitarne tanti altri in altrettanti piccoli meravigliosi borghi trentini, da Rovereto dove le festività saranno dedicate al tema della luce, ad Ala che allestirà come da tradizione i saloni dei palazzi barocchi che impreziosiscono il centro storico, fino ad Avio che accoglierà i visitatori nel suo castello addobbato a festa.

Aosta

MERCATINI DI NATALE AOSTA

È diventato un appuntamento fisso il Marché Vert Noël di Aosta: dal 20 novembre e fino al 6 gennaio.

Ci saranno i tipici chalet in legno circondati da lucine e sculture dove comprare tutti i prodotti tipici valdostani, ma anche le magnifiche creazioni in legno e feltro degli artigiani locali. Da non perdere l’anticipazione della Fiera di Sant’Orso (che si tiene ogni anno il 30 e 31 gennaio) che si terrà nei weekend all’Arco di Augusto, dove gli artigiani mostreranno come creano le loro meraviglie. Per i bambini ci saranno laboratori, giostre e una pista di pattinaggio.

Aprica (Sondrio)

Aprica quest’anno ospiterà i mercatini di Natale a cominciare dal 4 all’8 dicembre, per poi andare avanti nei weekend dell’11-12 e del 18-19 dicembre e dal 24 dicembre al 6 gennaio. Tra gli chalet in legno nel centro del paese ci saranno artigiani e produttori locali che proporranno le loro creazioni, con musica in sottofondo e tante idee per divertirsi per i più piccoli. Un’occasione per distrarsi tra una sciata e l’atra, dato che ad Aprica ci sono 50 chilometri di piste, più altri sette per lo sci di fondo, e tante altre idee per godersi neve e natura.

Cison di Valmarino (Treviso)

Se amate andar per borghi, a Natale non potete perdervi Cison di Valmarino che per la sua bellezza ha meritato la Bandiera Arancione del Touring Club.

Nel cuore della Marca Trevigiana, Cison è noto per essere uno dei migliori punti di partenza per escursioni naturalistiche in zona, nonché per il suo borgo nel borgo (Rolle), circondato dai vigneti del Valdobbiadene. Il suo caratteristico mercatino di Natale si chiama “Stelle a Natale” e si terrà nei giorni 4, 5, 8, 11 e 12 dicembre. Le strade del borgo ospiteranno casette con i prodotti artigianali locali; inoltre, ogni artigiano, nella propria bottega, allestirà una rappresentazione del Presepe. La piazza sarà addobbata con spettacolari decorazioni del bosco.

Candelara (Pesaro e Urbino)

MERCATINI DI NATALE CANDELARA

Candelara è uno dei piccoli e meravigliosi borghi della provincia di Pesaro e Urbino, con un centro storico molto caratteristico, circondato da una cinta muraria quattrocentesca. Per Natale ospiterà uno dei mercatini più romantici: “Candele a Candelara”. Il nome è dovuto al fatto che, tra le casette di legno, le grandi protagoniste, insieme all’oggettistica natalizia, saranno proprio le candele. Inoltre la loro luce illuminerà tutto il borgo addobbato a festa con presepi e sculture di ferro, la bottega degli elfi, spazi dedicati alla musica e ai bambini. Inoltre ogni giorno della manifestazione (27 – 28 Novembre e 4 – 5 – 8 – 11 – 12 Dicembre) per 15 minuti, sarà spenta la luce elettrica e la luce calda delle candele sarà la sola a risplendere.

Arezzo

È tra le città più belle da visitare a Natale, dal 20 novembre al 9 gennaio si veste a festa con istallazioni luminose, bellissimi presepi (come quello in movimento nella chiesa di Piazza della Badia), show ed eventi speciali dedicati al tema della meraviglia e ovviamente mercatini. Ce ne sono di tanti tipi diversi: al “Prato”, la grande area verde che domina la città, ci sarà il “Mercato delle Meraviglie” con tante specialità gastronomiche; in piazza Grande “il Villaggio Tirolese”; in piazza San Jacopo e Risorgimento un mercatino tradizionale ed in piazza Guido Monaco uno dedicato alle arti fatte a mano.

Montepulciano (Siena)

Circondati dalla bellezza medievale di questo borgo toscano si potrà visitare il “Villaggio di Natale” che ospita il più grande mercatino del Centro Italia ed il Castello di Babbo Natale, ricco di sorprese e attrazioni, non solo per i più piccoli. L’evento si svolgerà nei weekend 20 e 21 novembre, 27 e 28 novembre, e poi dal 4 al 12 dicembre e dal 18 dicembre al 6 gennaio 2022.

Castello di Limatola (Benevento)

MERCATINI DI NATALE LIMATOLA

Limatola è un piccolo borgo sannita a circa mezz’ora dalla Reggia di Caserta. Dal 12 novembre al 12 dicembre, il suo castello normanno ospiterà la manifestazione “Cadeau al Castello” in cui, circondati da una magnifica cornice storica, si potrà andare in giro per mercatini, ma anche divertirsi con gli elfi e fare visita a Babbo Natale.

Leggi anche:

IL PRESEPE: STORIA E TRADIZIONI

L’albero di Natale ha certamente il suo fascino… ma il presepe!?

In questi giorni in cui tutti stanno recuperando da cantine e garage scatoloni pieni di addobbi, luci e statuine non potevo non parlare del presepe.

UN PO’ DI STORIA

Correva l’anno 1223 quando Francesco d’Assisi, di ritorno dalla Terra Santa, si recò all’eremo di Greccio e, per celebrare il Natale, poiché quel luogo gli apparve molto simile a Betlemme, allestì  una mangiatoia, fece portare della paglia, un asino ed un bue, e poi celebrò l’Eucarestia.

Dopo la canonizzazione di San Francesco, moltissime persone vollero replicare quello che aveva fatto il poverello di Assisi. Nacquero così sia le rappresentazioni viventi  che il presepe come lo conosciamo oggi, con statue, casette, e scenografie varie.

Una tradizione tutta italiana dunque, che col tempo si è diffusa nel mondo!

In effetti la Natività è sempre stato un tema pittorico molto utilizzato, le prime testimonianze risalgono addirittura al III secolo, quando un artista ignoto rappresentò la nascita di Gesù nelle catacombe di Priscilla a Roma.

Tuttavia fu solo nel Medioevo – complice la fama di San Francesco!- che la Natività divenne un tema di gran moda tra gli artisti. Basti pensare agli affreschi di Giotto nella Basilica superiore di Assisi, oppure alle successive opere di Piero della Francesca e Botticelli.

Intorno al XVI secolo, soprattutto all’interno delle chiese nell’Italia centrale, si iniziò a rappresentare la Natività con delle statuine poste in ambientazioni naturali. Fu così che il presepe incontrò l’estro artistico degli artigiani partenopei che iniziarono a dar vita a statue in terracotta lavorate a mano e arricchite da tessuti raffinati e preziosi.

PRESEPE NAPOLETANO

Ora che sappiamo come è nata e come si è evoluta la tradizione del presepe non ci resta che scoprire alcuni dei Presepi Viventi più belli e caratteristici d’Italia e le relative date 2021/2022 (date e orari potrebbero variare quindi prima di partire controllate sempre i rispettivi siti internet!).

PRESEPE VIVENTE DI GRECCIO

PRESEPE VIVENTE DI GREGGIO

Ovviamente questo excursus non poteva che iniziare dal Presepe Vivente più antico del mondo, quello di Greccio! Questo piccolo borgo del reatino tornerà a trasformarsi in Betlemme per la 798esima volta in queste date: 24, 26 e 28 dicembre 2021; 1, 2, 6 ed 8 gennaio 2022.

MATERA

Il Presepe Vivente nei Sassi di Matera, alla sua XI edizione, avrà come titolo “Hope for the future”.

La manifestazione si svolgerà su un percorso lungo circa 5 km. Sono previste visite sia pomeridiane che serali e le date sono: 7, 8, 9, 10, 11, 12, 18 e 19 dicembre 2021; 1, 2, 6, 7, 8 e 9 gennaio 2022.

TRICASE

Altro Presepe Vivente da tenere in considerazione è quello che si svolge a Tricase in provincia di Lecce. E’ tra i più visitati in Italia, ha luogo in una cornice paesaggistica davvero molto suggestiva ed è particolarmente legato alle tradizioni ed al folklore locale. Le date sono: 25, 26, 28 e 30 dicembre 2021; 1, 2, 4 e 6 gennaio 2022.

CIVITA DI BAGNOREGIO

Il Presepe Vivente di Civita di Bagnoregio è da molti considerato uno dei più belli al mondo in quanto si svolge in un’ambientazione unica nel suo genere. Le date sono: 26 dicembre 2021; 1, 2 e 6 gennaio 2022 dalle ore 16:30 alle ore 19:00.

PRESEPE VIVENTE DI GENGA

A Genga, in provincia di Ancona, dal 1981 viene organizzato il Presepe Vivente più grande del mondo all’interno della meravigliosa cornice delle Grotte di Frasassi. La manifestazione si articola su una superficie di circa 30.000 mq ed impegna oltre 300 figuranti. Le date sono: 26 dicembre 2021;  6 gennaio 2022 dalle ore 14:30 alle ore 19:00.

Leggi anche:

UN GIORNO A CASTEL GANDOLFO

Immerso nella splendida cornice dei Castelli Romani, sulle rive del lago di Albano, Castel Gandolfo è la meta ideale per chi voglia trascorrere una bella giornata in famiglia, magari con bimbi al seguito, oppure per chi voglia concedersi una pausa rigenerante in un luogo diverso dal solito.

Si tratta di un splendido borgo in cui si è circondati dalla storia e dalla bellezza del paesaggio, del resto non è un caso che per secoli sia stato scelto come residenza estiva da papi e da principi romani!

Ecco i principali luoghi di interesse da visitare a Castel Gandolfo:

  • Il Palazzo Pontificio. Fu costruito nel 1628, su iniziativa di papa Urbano VIII.  L’edificio, al cui progetto lavorò anche Bernini, racchiude la straordinaria storia della vita dei papi degli ultimi cinquecento anni. Il palazzo è stato aperto al pubblico solo nel 2016, quando papa Francesco rinunciò ad utilizzarlo come residenza estiva. Attualmente fa parte, insieme alle Ville Pontificie, del circuito dei Musei Vaticani.
  • Le Ville Pontificie. Si tratta di un complesso di strutture formato da tre parti: la prima è costituita dai Giardini Pontifici, cuore originario della Villa Pontificia, creati durante il pontificato di Urbano VIII; il secondo è costituito da Villa Cybo, costruita dal cardinal Camillo Cybo ed annessa al complesso delle Ville Pontificie da papa Clemente XIV, che l’acquistò nel 1774 dal proprietario dell’epoca, il duca di Modena; infine, la terza parte è costituita da Villa Barberini, edificata da Matteo Barberini, nipote di Papa Urbano VIII. Quest’ultima venne inclusa nelle Ville Pontificie solo nel 1929.
  • La Collegiata Pontificia di San Tommaso da Villanova, realizzata da Gian Lorenzo Bernini nel 1658 per volontà di Papa Alessandro VII.
  • I siti archeologici. Nel territorio di Castel Gandolfo ci sono varie testimonianze di epoca romana come: i resti della villa di Publio Clodio Pulcro, una villa di età repubblicana, ora inclusa all’interno di villa Santa Caterina, di proprietà del Pontificio Collegio Nord-Americano; ed i resti della villa realizzata dall’imperatore Tito Flavio Domiziano tra 81 e il 96 d.C., attualmente ubicati all’interno di Villa Barberini.

Le Fraschette

Se vuoi “assaporare” pienamente l’atmosfera di Castel Gandolfo non perderti le bontà offerte dalle tante Fraschette. Si tratta di locali tipici della zona dei Castelli Romani, nati per bere il vino dell’annata, magari accompagnato da un po’ di porchetta.  Erano locali semplici, che per lo più si trovavano in cantine fresche ed umide.

L’origine del nome è incerta. Potrebbe derivare o dalla cittadina di Frascati oppure dal fatto che in passato, al posto dell’insegna, avevano una frasca (un ramo di un albero, solitamente di uva o ulivo) fuori dalla porta. Oggi le fraschette sono molto cambiate! Si sono trasformate in vere e proprie chicche gourmet dove gustare i prodotti IGP della tradizione romana!