Il Castello di Bracciano (noto anche come Castello Orsini-Odescalchi) sorge sulla riva occidentale dell’omonimo lago.
Con le sue poderose torri circolari avvolte da piante rampicanti, è uno dei castelli più celebri e meglio conservati del Lazio. A fargli da cornice il suggestivo borgo di Bracciano che si estende intorno al maniero creando un ambiente ricco di fascino e romanticismo.
IL CASTELLO DI BRACCIANO: UN PO’ DI STORIA
Il castello venne costruito nel XV secolo dalla famiglia Orsini sui resti di una rocca medievale e conserva al suo interno splendidi affreschi e mobili d’epoca, tanto da essere considerato una tra le dimore storiche fortificate più eleganti d’Italia. Successivamente, agli Orsini subentrarono gli Odescalchi, di origine comasca, che accrebbero il loro potere e prestigio quando un membro della famiglia salì al soglio pontificio con il nome di Innocenzo XI.
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VISITA AL CASTELLO
La visita al Castello di Bracciano inizia attraversando un arco che sovrasta il viale d’entrata del castello che fu commissionato da Paolo Giordano Orsini all’architetto e scultore Jacopo del Duca.
Successivamente si incontra il granaio che svolgeva sia la funzione di scuderia che quella di conservazione del grano. Proseguendo c’è l’armeria che introduce all’interno di una serie di ambienti destinati al corpo di guardia ed al presidio del castello.
LE SALE PRINCIPALI DEL CASTELLO
La sala Papalina ospitò papa Sisto IV della Rovere nel 1481, in fuga dalla peste che flagellava Roma. Il suo bellissimo soffitto venne decorato dai fratelli Zuccari nel 1560 in occasione delle nozze tra Paolo Giordano Orsini e Isabella de’ Medici.
La Sala dei Cesari è la più grande dell’ala nord. Il suo soffitto venne abbassato nella seconda metà del XIX secolo per creare un’ulteriore sala. Sulla parete di fondo un grande affresco di Antoniazzo Romano rappresenta due importanti avvenimenti della vita di Gentil Virginio Orsini, ovvero la sua cavalcata a capo delle truppe aragonesi verso Bracciano e l’incontro con Piero de’ Medici.
La sala delle armi è stata appunto ricavata creando un nuovo soffitto nella sala dei Cesari ed ospita la parte più pregiata della collezione di armi della famiglia Odescalchi.
Le 6 torri sono collegate tramite un camminamento di ronda, alternando scale, logge e vari ambienti dove i soldati vigilavano sulla sicurezza di tutto il castello.
Le antiche cucine sono caratterizzate da quattro enormi camini che servivano per preparare i ricevimenti della corte rinascimentale. Ancora oggi sono esposti i tegami di rame con il loro numero di inventario e l’incensiere simbolo della famiglia Odescalchi utilizzato per marchiare la proprietà.
Infine per informazioni sugli orari di visita ed il costo dei biglietti si può consultare il sito odescalchi.it
Firenze è una delle città più belle del mondo, capace di attrarre milioni di persone ogni anno.
Ogni palazzo, ogni chiesa e ogni vicolo di questa magnifica città ha mille storie da raccontare. Firenze, infatti, custodisce tantissimi segreti, storie poco conosciute e aneddoti al confine tra storia e leggenda. Durante la mia ultima visita, quindi, ho deciso di andare alla ricerca di questi luoghi insoliti. Io avevo a disposizione quattro giorni, ma con un itinerario ben pianificato, anche un solo giorno può essere sufficiente a scoprire angoli inaspettati della città.
Ecco il risultato della mia caccia al tesoro tutta medicea, 5 cose di Firenze che in pochi sanno:
1) LA TESTA CHE SPUNTA DALLA ROCCIA
Si trova presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore, lato Via de’ Cerretani, e per vederla bisogna proprio cercarla! Non si sa di preciso chi o cosa rappresenti, si sa solo che è lì almeno dal 1327.
Una delle tante leggende nate per spiegare l’origine di quella testa che spunta dalla roccia riguarda la maledizione che lanciò l’astrologo Cecco D’Asti. Questi, destinato al rogo per eresia, maledì il prete che lo condannò, senza neanche concedergli un ultimo bicchiere d’acqua! Di fronte al rifiuto di quella piccola gentilezza, lo scienziato pronunciò contro il prelato le parole “E tu il capo di lì non caverai mai!”. La testa del prete si pietrificò all’istante, mentre l’altro ardeva sul rogo.
2) IL PROFILO DI MICHELANGELO
In Piazza della Signoria, sulla destra dell’entrata di Palazzo Vecchio, proprio dietro alla statua di Ercole e Caco, si trova una sorta di basso rilievo. È un uomo di profilo, appena abbozzato. E’ stato attribuito niente meno che a Michelangelo, tuttavia non ci sono risposte certe sul perché il maestro lo abbia scolpito.
Le versioni più plausibili sulla sua origine sono due.
La prima narra di un uomo che importunava Michelangelo, seguendolo ovunque e facendogli richieste. Un giorno il maestro, “armato” di scalpello, si fermò lungo in muro di Palazzo Vecchio e scolpì il profilo dell’uomo, forse per immortalare il suo persecutore o forse per dar seguito alle sue continue richieste e farlo tacere…
La seconda versione narra che Michelangelo, passando per caso in Piazza della Signoria, vide un condannato a morte che veniva trascinato al patibolo. Fu talmente colpito dall’espressione fissa e vuota dell’uomo che, preso da improvvisa ispirazione, scolpì il suo volto sulla prima cosa che aveva a disposizione.
3) UN DIAVOLO A CAVALLO PER FIRENZE
Questo piccolissimo diavolo a cavallo si trova all’incrocio tra Via degli Strozzi e Via de’ Vecchietti, scolpito niente meno che dal Giambologna.
Il proprietario del palazzo, Bernardo Vecchietti, chiese all’artista di scolpire qualcosa che ricordasse il miracolo fatto del monaco dominicano Pietro da Verona. Nel 1245 mentre il monaco stava predicando nel mercato vecchio di Firenze (oggi Piazza della Repubblica), improvvisamente, comparve tra la folla un cavallo nero imbizzarrito, che minacciava gli ascoltatori con i suoi zoccoli.
Il monaco, riconosciuto in quel cavallo il maligno venuto a disturbare, fece un segno della croce contro il cavallo che sparì dietro l’angolo di palazzo Vecchietti, lasciando dietro di sé un deciso olezzo di zolfo.
4) CARRUCOLE SULLA CUPOLA
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In Piazza Duomo basta alzare la testa all’insù e guardare bene! Ci sono carrucole ed altri strumenti di lavoro lasciati lì…appesi al muro da circa 500 anni!
Brunelleschi era ossessionato dalla cupola del Duomo, voleva che i lavori finissero il prima possibile e, per evitare che le maestranze perdessero tempo scendendo per il pranzo, fece installare queste carrucole per far salire il cibo.
5) FIRENZE E LA SUA FINESTRA MALEDETTA
A Palazzo Grifoni, in Piazza Santissima Annunziata, uno degli scuri di una finestra al primo piano è sempre aperto a metà. Notte e giorno, estete e inverno. La leggenda vuole che da questa finestra, una donna della famiglia Grifoni, salutò il marito in partenza per la guerra. La donna aspettò a lungo che lo sposo tornasse, ma invano. Dopo quell’ultimo saluto, non lo vide mai più. Quando la donna morì gli scuri furono chiusi, ma la stanza si animò all’improvviso, i quadri caddero dalle pareti, le luci si spensero e gli arredi iniziarono a produrre rumori sinistri.
Riaperti gli scuri tutto finì e la stanza tornò silenziosa. Solo suggestioni?
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Immerso nella splendida cornice dei Castelli Romani, sulle rive del lago di Albano, Castel Gandolfo è la meta ideale per chi voglia trascorrere una bella giornata in famiglia, magari con bimbi al seguito, oppure per chi voglia concedersi una pausa rigenerante in un luogo diverso dal solito.
Si tratta di un splendido borgo in cui si è circondati dalla storia e dalla bellezza del paesaggio, del resto non è un caso che per secoli sia stato scelto come residenza estiva da papi e da principi romani!
Ecco i principali luoghi di interesse da visitare a Castel Gandolfo:
Il Palazzo Pontificio
Fu costruito nel 1628, su iniziativa di papa Urbano VIII. L’edificio, al cui progetto lavorò anche Bernini, racchiude la straordinaria storia della vita dei papi degli ultimi cinquecento anni. Il palazzo è stato aperto al pubblico solo nel 2016, quando papa Francesco rinunciò ad utilizzarlo come residenza estiva. Attualmente fa parte, insieme alle Ville Pontificie, del circuito dei Musei Vaticani.
Le Ville Pontificie
Si tratta di un complesso di strutture formato da tre parti.
La prima è costituita dai Giardini Pontifici, cuore originario della Villa Pontificia, creati durante il pontificato di Urbano VIII.
La seconda è costituita da Villa Cybo, costruita dal cardinal Camillo Cybo ed annessa al complesso delle Ville Pontificie da papa Clemente XIV, che l’acquistò nel 1774 dal proprietario dell’epoca, il duca di Modena.
Infine, la terza parte è costituita da Villa Barberini, edificata da Matteo Barberini, nipote di Papa Urbano VIII. Quest’ultima venne inclusa nelle Ville Pontificie solo nel 1929.
La Collegiata Pontificia di San Tommaso da Villanova
Venne realizzata da Gian Lorenzo Bernini nel 1658, per volontà di Papa Alessandro VII.
I siti archeologici
Nel territorio di Castel Gandolfo ci sono varie testimonianze di epoca romana come: i resti della villa di Publio Clodio Pulcro, una villa di età repubblicana, ora inclusa all’interno di villa Santa Caterina, di proprietà del Pontificio Collegio Nord-Americano; ed i resti della villa realizzata dall’imperatore Tito Flavio Domiziano tra 81 e il 96 d.C., attualmente ubicati all’interno di Villa Barberini.
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I sapori di Castel Gandolfo: Le Fraschette
Se vuoi “assaporare” pienamente l’atmosfera di Castel Gandolfo non perderti le bontà offerte dalle tante Fraschette. Si tratta di locali tipici della zona dei Castelli Romani, nati per bere il vino dell’annata, magari accompagnato da un po’ di porchetta. Erano locali semplici, che per lo più si trovavano in cantine fresche ed umide.
L’origine del nome è incerta. Potrebbe derivare o dalla cittadina di Frascati oppure dal fatto che in passato, al posto dell’insegna, avevano una frasca (un ramo di un albero, solitamente di uva o ulivo) fuori dalla porta. Oggi le fraschette sono molto cambiate! Si sono trasformate in vere e proprie chicche gourmet dove gustare i prodotti IGP della tradizione romana!
Anagni è una delle più belle ed interessanti cittadine della provincia di Frosinone.
Sorge su una collina tufacea e domina la Valle del Sacco, le sue origini sono antichissime e spesso si confondono con il mito. Secondo una delle tante leggende, infatti, antica Anagnia, era la capitale sacra degli Ernici; secondo un’altra, invece, apparteneva alle cinque città “ciclopiche” fondate da Saturno.
In ogni caso l’epoca d’oro di Anagni fu sicuramente il Medioevo!
Fu in questo periodo, infatti, che Anagni diede i natali a ben quattro pontefici: Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII. Tra i quattro, però, quello che rese più famosa la cittadina laziale fu l’ultimo, a causa dell’episodio noto come lo “schiaffo di Anagni”.
Ecco i principali luoghi di interesse storico-artistico da visitare nella Città dei Papi:
Cattedrale di Santa Maria. Sorge sulla sommità dell’acropoli ed è il risultato della fusione dello stile romanico e di quello gotico. Fu qui che nel 1160 Alessandro III scomunicò Federico Barbarossa e sempre qui fu eletto papa Innocenzo IV. La cripta conserva un ciclo di affreschi del XII secolo raffiguranti scene dell’Antico e del Nuovo Testamento ed è nota in tutto il mondo come la “Cappella Sistina del Medioevo”.
Il palazzo comunale. Venne costruito nel 1163 dall’architetto bresciano Jacopo da Iseo. È formato dall’unione di due preesistenti edifici collegati tra loro da un imponente portico su cui poggia la grande “sala della Ragione”. Sulla facciata nord si trovano la “loggetta del Banditore” e gli stemmi della città insieme a quelli della famiglia Orsini e della famiglia Caetani.
Palazzo di Bonifacio VIII. Venne costruito tra il 1100 e gli inizi del 1200 per volere della famiglia Conti. Questo palazzo fu teatro dell’incontro tra Gregorio IX e l’imperatore Federico II di Svevia, ma soprattutto è il luogo nel quale si sarebbe svolto l’episodio del famoso schiaffo.
Casa Barnekow (originariamente nota come Casa Gigli). E’ un palazzo medievale che si ritiene possa aver ospitato Dante Alighieri durante una sua permanenza in città. Fu comprata e ristrutturata, verso la metà del XIX secolo, dal pittore svedese Albert Barnekow, da cui riprende il nome. Attualmente non è visitabile a causa dei lavori di restauro.
Le porte di ingresso al centro storico: Porta Cerere, Porta Santa Maria, Porta San Francesco, Porta Tufoli e Porta San Nicola.
Per finire qualche curiosità sullo “schiaffo” di Anagni
Che si intende con questa espressione? Chi diede lo schiaffo a chi? E soprattutto… Perché?
Con l’espressione “schiaffo di Anagni” ci si riferisce all’oltraggio subito dal papa il 7 settembre 1303. Molto probabilmente non si trattò di uno schiaffo vero e proprio, ma solo morale. In ogni caso i protagonisti della vicenda furono tre: papa Bonifacio VIII, nato Benedetto Caetani; Giacomo Colonna, detto Sciarra, noto attaccabrighe; e Guglielmo di Nogaret, emissario del re di Francia Filippo il Bello.
Pare che Nogaret si trovasse in Italia per notificare al Papa la convocazione di un concilio dei vescovi francesi al Louvre, dove il Papa sarebbe stato sottoposto ad un processo, o forse era stato incaricato addirittura di arrestarlo e condurlo con la forza a Parigi.
Dal canto suo il Papa, che si trovava ad Anagni, era in procinto di pubblicare la bolla Super Petri solio, con lo scopo di scomunicare il re di Francia. Nogaret si diresse verso Anagni, unendosi alle forze di Sciarra Colonna. Il Papa fu fatto prigioniero e subì il famigerato schiaffo da parte di Sciarra Colonna, che non aspettava altro dato che i Colonna ed i Caetani non si erano mai sopportati!
Dopo due giorni di prigionia, Bonifacio VIII venne liberato dagli anagnini e rientrò a Roma dove, circa un mese dopo, morì.
Con la morte di Bonifacio iniziò il controllo della Francia sul papato e quella che successivamente sarebbe stata chiamata “cattività avignonese”.
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Perugia conserva pressoché intatte le tracce del suo nobile passato.
Città etrusca, romana, medievale, ma anche città universitaria tra le più antiche d’Italia e del mondo!
Con la sua storia, le sue erte stradine medievali, i suoi panorami mozzafiato e le sue tante golose specialità, Perugia è in grado di offrire moltissimo ai visitatori!
Ecco alcuni suggerimenti su cosa vedere durante il tuo week-end perugino:
Fontana Maggiore
E’ il simbolo della città di Perugia e sorge al centro si Piazza IV Novembre.
Si tratta di uno dei massimi esempi di scultura medievale italiana. Fu costruita nella seconda metà del XIII secolo su progetto di Nicola e Giovanni Pisano per celebrare l’inaugurazione del nuovo acquedotto di Monte Pacciano che consentì l’arrivo dell’acqua nella cittadella medievale.
La vasca inferiore è decorata con 50 formelle raffiguranti i mesi dell’anno con i segni zodiacali e le scene della tradizione agraria che li contraddistinguono.
Cattedrale di San Lorenzo
La cattedrale di San Lorenzo è uno degli edifici religiosi più rappresentativi della città. Al suo interno si conservano la Deposizione della Croce di Federico Barocci e la preziosa reliquia dell’anello nuziale della Vergine. Edificata nel corso del XV secolo è composta da varie stratificazioni corrispondenti alle diverse fasi costruttive che si sono susseguite.
Nel chiostro della cattedrale ha sede il Museo Capitolare di San Lorenzo.
Palazzo dei Priori
Sempre restando in Piazza IV Novembre puoi ammirare lo splendido Palazzo dei Priori, in stile gotico, costruito tra il 1293 e il 1443. Per accedervi devi attraversare un portale sormontato dalle statue delle icone della città: il grifo ed il leone.
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Al suo interno troverai la Sala dei Notari, un ambiente con una volta sostenuta da arcate romaniche e interamente affrescato con raffigurazioni allegoriche e storie bibliche. Il Palazzo è la sede del comune ed ospita la Galleria Nazionale dell’Umbria, il Nobile Collegio della Mercanzia ed il Nobile Collegio del Cambio.
Galleria Nazionale dell’Umbria
Si trova agli ultimi piani del Palazzo dei Priori e conserva la più grande e importante raccolta di opere d’arte della regione. Le opere risalgono a un periodo che va dal XIII al XIX secolo e sono ordinate secondo un percorso cronologico. Spiccano i capolavori dei più grandi artisti italiani tra cui Beato Angelico, Piero della Francesca, Pinturicchio e Perugino.
Per informazioni sugli orari di apertura ed il costo dei biglietti si può visitare il sito gallerianazionaledellumbria.
La Rocca Paolina
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E’ il simbolo del potere pontificio che, per oltre tre secoli, dominò la città. Fu eretta tra il 1540 e il 1543 per volere di Papa Paolo III Farnese. Passeggiare nella Rocca è un’esperienza davvero unica che consente di immergersi appieno nell’atmosfera della Perugia medievale.
La fortezza, inoltre, è stata adibita a spazio espositivo e ospita mostre ed attività culturali.
Basilica di San Domenico
La Basilica, che affaccia sulla piccola piazzetta Giordano Bruno, lungo corso Cavour, è uno degli edifici religiosi più importanti della città.
Fu costruita in varie fasi tra il XIV e il XV secolo e, nel corso del tempo, gran parte del suo patrimonio venne disperso a causa delle requisizioni napoleoniche e delle vendite demaniali. Vale comunque la pena visitarla soprattutto per il suo maestoso campanile, uno dei monumenti simbolo di Perugia, ed il monumento funebre dedicato a Papa Benedetto XI.
Pozzo Etrusco
Il Pozzo Etrusco o Pozzo Sorbello è un vero e proprio capolavoro dell’ingegneria idraulica risalente al III secolo a.C. Con i suoi 36 metri di profondità per oltre 5 metri di diametro era uno dei principali serbatoi di acqua pubblica della città durante l’epoca etrusca e romana. Oggi è possibile visitare il pozzo grazie a un sistema di scale che permettono di raggiungere il punto più profondo.
Ipogeo dei Volumni
Se sei un appassionato di archeologia non puoi perderti l’Ipogeo dei Volumni.
L’ipogeo fa parte della necropoli etrusca del Palazzone composta da quasi 200 tombe.
La necropoli fu scoperta nell’Ottocento e riportata alla luce nel 1963, si trova a pochi chilometri dal centro di Perugia ed è uno degli esempi più significativi dell’architettura funeraria etrusca.
Il monastero di Sabiona viene chiamato anche l’“Acropoli del Tirolo” e domina dall’alto il comune di Chiusa.
Era da tempo che volevo visitare questo luogo, probabilmente dalla prima volta che andai in Trentino, ma è sempre capitato qualcosa che non me l’ha permesso.
Quest’anno finalmente sono riuscita ad andarci!
Sabiona è raggiungibile solo a piedi attraverso la cosiddetta Via Crucis (30 minuti) oppure lungo la “passeggiata di Sabiona” (40 minuti). Il cammino è quasi tutto in salita, a tratti anche piuttosto ripida, ma si percorre facilmente anche se non si è molto allenati.
In ogni caso la bellezza del luogo ripaga della fatica…tanto che alla fine anche i miei genitori, che non erano propriamente entusiasti di fare tutta quella salita, sono stati colpiti dal fascino del monastero!
UN PO’ DI STORIA
Da più di 300 anni Sabiona è un monastero benedettino, ma la sua storia è molto più antica!
Sabiona, infatti, fu la sede vescovile del Tirolo a partire dal V-VI secolo fino al 990 circa quando la sede venne trasferita nella vicina Bressanone.
A seguito del trasferimento Sabiona venne trasformata in una rocca vescovile in cui, tra le altre cose, si amministrava la giustizia.
Nel 1535, però, un fulmine si abbatté sulla rupe provocando un incendio che distrusse quasi tutto e solo verso la fine del XVII secolo, grazie al decano Mathias von Jenner, il monte sacro ritornò agli antichi splendori tornando ad essere un importante luogo di culto.
Von Jenner , infatti, fondò l’abbazia benedettina che, tranne per alcune modifiche apportate intorno al 1890, è rimasta praticamente invariata fino ad oggi.
INFORMAZIONI UTILI PER VISITARE IL MONASTERO DI SABIONA
Esternamente il monastero potrebbe sembrare un castello, posto su una rupe che domina l’intera Valle d’Isarco e cinto da mura merlate. Internamente è formato da un insieme di costruzioni di cui solo alcune sono aperte al pubblico:
Castel Branzoll : è una proprietà privata e è non visitabile.
Cappella di Santa Maria: aperta ogni giorno dalle ore 8 alle ore 18.
Chiesa di Nostra Signora: è aperta da luglio fino a ottobre ogni martedì dalle ore 14.00 alle 17.00.
la Chiesa del Monastero: aperta ogni giorno dalle ore 08.00 alle ore 17.00.
Chiesa della Santa Croce: aperta ogni giorno dalle ore 08.00 alle ore 17.00.
Monastero : non è visitabile per rispetto della clausura delle suore benedettine.
Bressanone è una tappa fissa durante tutti i nostri viaggi in Alto Adige.
E’ il luogo ideale per concedersi una pausa tra un’escursione e l’altra! Ha un grazioso centro storico che invita a passeggiare con calma per assaporare il fascino medievale della città.
Cosa visitare in un giorno
Iniziamo la visita dalla piazza del Duomo.
Il Duomo di Bressanone (Brixner Dom) è un’imponente chiesa risalente al XIII secolo, dedicata a Santa Maria Assunta. Accanto al Duomo c’è l’antico chiostro romanico, risalente al XIV secolo, le cui volte a crociera sono decorate con un ciclo di affreschi tra i più importanti di tutto l’arco alpino. Gli affreschi non erano solo decorativi, ma servivano per illustrare in modo chiaro la storia della vita di Cristo in modo che fosse comprensibile anche agli analfabeti che non potevano leggere le Sacre Scritture, tanto da essere definiti la “Bibbia dei Poveri”.
Una curiosità: nella volta della terza arcata troviamo raffigurato uno strano animale, a metà tra un cavallo ed un elefante. Agli artisti, infatti, era stata commissionata una riproduzione della battaglia di Eleazar in cui i siriani attaccarono Israele con l’utilizzo degli elefanti. I problema stava nel fatto che quei pittori non avevano mai visto un elefante e quindi non sapevano come disegnarlo, decisero allora di riprodurre l’animale più grande che conoscevano, cioè il cavallo, e aggiungere gli elementi tipici dell’elefante come erano stati loro descritti.
In posizione parallela al Duomo c’è la Chiesa di San Michele (Pfarrkirche Sankt Michael) si tratta della parrocchia di Bressanone e del Decanato. La struttura ha un coro gotico, sette altari, un campanile (noto come “Torre Bianca”) eretto nel XV secolo, mentre la navata è gotica del tardo Cinquecento. L’attuale aspetto barocco della chiesa è frutto degli interventi di restauro avvenuti dopo il 1750.
L’elefante di Bressanone
Passeggiando per le strade di Bressanone ed i suoi portici medievali si possono ammirare diverse case affrescate tra cui i dipinti sulla facciata dell’hotel Elefante. Questo affresco, che non ha niente a che fare con l’immaginazione dei pittori del Duomo, raffigura un fatto veramente accaduto.
Re Giovanni III del Portogallo, infatti, pensò bene di regalare un elefante a suo nipote Massimiliano d’Austria. Il pachiderma, per arrivare alla corte di Vienna, dovette passare per Bressanone. Per la gente del posto vedere un elefante fu un evento sensazionale e così il proprietario della locanda decise di far dipingere l’animale sulla facciata e di cambiare ufficialmente il nome alla struttura che, da allora, si chiama hotel Elefante.
Gubbio oltre ad essere una delle più belle cittadine dell’Umbria è anche soprannominata la “Città dei matti”.
Secondo la tradizione locale, infatti, è addirittura possibile prendere la “patente da matto”.
Per farlo bastano tre giri di corsa intorno alla cinquecentesca “Fontana dei Matti” in largo Bargello.
E’ così che ci si guadagna l’ambito stemma!
GUBBIO IN UN GIORNO
Questo itinerario è pensato per chi ha un solo giorno per visitare Gubbio, se invece hai la fortuna di avere più tempo puoi percorrerlo con più calma e gustare appieno il fascino medievale di questa incantevole cittadina.
Puoi iniziare il tuo tour di Gubbio dal Teatro Romano, oggi ancora utilizzato per spettacoli estivi, che accoglie i visitatori ai piedi della cittadina.
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Lì vicino si trova un grande parcheggio dove puoi lasciare l’auto e proseguire a piedi.
Non spaventarti per le ripide salite…se ti prende la stanchezza puoi sempre utilizzare i vari ascensori dislocati nel centro storico!
Avviandoti dal parcheggio verso la città passerai di sicuro per Piazza 40 Martiri. Qui si trova la curiosa Loggia dei Tiratori… la curiosità sta nel fatto che, a dispetto del suo nome, serviva a stendere (o tirare) i panni e non a dare riparo agli arcieri!
Lasciando Piazza dei 40 martiri, e passando per Via della Repubblica, si arriva a Piazza S. Giovanni con la sua chiesa del XIII secolo…se hai visto la fiction “Don Matteo” la riconoscerai immediatamente!
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Dopo un po’ di salita si arriva a Piazza Grande, probabilmente il luogo più suggestivo di Gubbio.
Il colpo d’occhio è fantastico con il suo slargo affacciato sulla vasta pianura e sovrastata dal Palazzo dei Consoli dove oggi si trova il Museo Civico.
Salendo ancora tra gli stretti vicoli si arriva al Duomo risalente alla fine del XII secolo.
Nei pressi del Duomo si trova anche il Palazzo Ducale di Gubbio costruito da Federico da Montefeltro, duca di Urbino. Questo è l’unico esempio di architettura rinascimentale in una città prettamente medievale. Le sale interne ospitano un’interessante raccolta di opere pittoriche che narrano le principali fasi evolutive della pittura eugubina tra il XIII e XVIII secolo.
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SOPRA I TETTI DI GUBBIO
Se vuoi fare un’esperienza diversa dal solito ti consiglio di prendere la funivia che porta dal centro della città sul Monte Ingino. Si sale per 500 metri, sospesi nel vuoto, per arrivare alla Basilica di Sant’Ubaldo, dove vengono conservati i 3 ceri simbolo della città su cui vengono montate le statue di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio. Durante la festa del patrono, il 15 maggio, i ceri vengono portati di corsa dal Palazzo dei Consoli fino alla basilica, passando per le strade della città.
Per conoscere gli orari della funivia si può visitare il sito funiviagubbio.it.
Le grotte di Stiffe sono un complesso di grotte carsiche situate nell’omonima località, nel territorio del comune di San Demetrio ne’ Vestini (AQ), ricomprese all’interno del parco naturale regionale Sirente-Velino.
Le Grotte, tecnicamente, sono una “risorgenza”, cioè il punto in cui un fiume torna alla luce dopo un tratto sotterraneo. Si tratta di un caso praticamente unico in Italia! Quasi tutte le altre grotte, infatti, hanno già raggiunto la loro conformazione definitiva e pertanto si dicono “fossili”. A Stiffe, invece, si può ancora assistere allo straordinario processo con cui l’acqua plasma la grotta.
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Le grotte sono incredibilmente belle! Ovunque l’acqua da spettacolo creando laghetti, ruscelli e fragorose cascate. Il percorso turistico è lungo circa 700 metri e si è sempre accompagnati da una guida.
Infine qualche consiglio pratico:
– i biglietti per visitare le grotte sono acquistabili on-line sul sito visitsandemetrio.it;
– la temperatura interna è di circa 10 gradi quindi è il caso di portare una felpa!
– la visita guidata dura circa un’ora.
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VERONA: COSA VISITARE IN UN WEEK-END NELLA CITTA’ DI ROMEO E GIULIETTA
“Le cose che si amano non si posseggono mai completamente. Semplicemente si custodiscono.”
Gaio Valerio Catullo
“Dai fatali lombi di due nemici discende una coppia di amanti, nati sotto cattiva stella, il cui tragico suicidio porrà fine al conflitto”.
William Shakespeare
Catullo e Shakespeare – sono loro che incarnano le due anime di Verona! – quella romana e quella rinascimentale, due anime diverse ma capaci di consacrare questa meravigliosa città come capitale dell’amore.
VERONA: UN PO’ DI STORIA
Il nucleo originario di Verona venne fondato dai Romani all’interno di un’ansa del fiume Adige intorno alla metà del I secolo a.C. e rimase sotto il governo dell’Impero fino al V secolo, quando venne occupato dal re germanico Teodorico il Grande. Durante il XII secolo la città divenne un libero Comune per poi prosperare sotto la Signoria degli Scaligeri e, successivamente, sotto il governo della Repubblica di Venezia. Nel 1797 fu occupata militarmente da Napoleone e nel 1815 divenne parte dell’Impero austriaco che la trasformò nella sua maggiore piazzaforte militare in territorio italico. Nel 1866 fu annessa al Regno d’Italia.
Il centro storico di Verona è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO per le sue peculiarità urbanistiche ed il patrimonio artistico e culturale.
COSA VISITARE
Ho pensato ad un itinerario con i principali luoghi da visitare in questa città, il cui fascino ti convincerà a tornare e ritornare!
PIAZZA BRA
Arrivando a Verona in auto o in treno, la prima cosa che vedrai è la facciata in pietra bianca di Porta Nuova: da qui percorrendo l’omonimo corso fino alla fine arriverai a Piazza Bra. Si tratta della piazza principale di Verona e una delle più grandi d’Europa. Dominata dall’Arena al centro, è impreziosita da imponenti palazzi appartenenti a diverse epoche architettoniche: il Palazzo Barbierie laGrande Guardiasono i più celebri, ma non meno importanti sono laFontana delle Alpi, lastatua di Vittorio Emanuele IIe laTorre Pentagona.
L’ARENADI VERONA
L’Arena è uno dei simboli di Verona nel mondo. Fu costruita, probabilmente, nel I secolo d.C. per ospitare gli spettacoli dei combattimenti tra i gladiatori. Le sue maestose gradinate potevano ospitare ben 30.000 spettatori! Era, infatti, il terzo anfiteatro più grande d’Italia, dopo il Colosseo e l’Anfiteatro di Capua. Ancora oggi questo luogo fa da cornice, con il suo incredibile fascino, ad importanti rappresentazioni musicali e, durante l’estate, si trasforma nel più grande teatro lirico all’aperto del mondo.
VIA MAZZINI
Via Mazzini collega Piazza Bra e Piazza delle Erbe ed è la via dello shopping per eccellenza. Un susseguirsi interrotto di negozi eleganti, gelaterie e ristoranti .
Passeggiando tra le vetrine non dimenticare di guardarti intorno…ci sono alcuni importanti edifici da scoprire, come ad esempio la splendida Loggia Arvedi in stile neoclassico.
PIAZZA DELLE ERBE
E’ la piazza più antica di Verona. Il cuore pulsante del commercio. Sulla piazza si affacciano palazzi risalenti a varie epoche storiche tra cui la Casa dei Mercanti, le facciate colorate delle Case Mazzanti e la fontana di Madonna Verona.
TORRE DEI LAMBERTI E PIAZZA DEI SIGNORI
Dalla Torre dei Lamberti, con i suoi 84 metri d’altezza, si gode di uno splendido panorama sulla vicina Piazza delle Erbe e sui tetti della città. Circondata da edifici monumentali collegati tra loro da passaggi e arcate, Piazza dei Signori, anche conosciuta come Piazza Dante, è il centro del potere amministrativo di Verona: qui potrai ammirare la Loggia del Consiglio con il suo porticato, il Palazzo di Cansignorio (detto anche del Capitano) e il Palazzo della Regione. Al centro della piazza troverai la grande statua di Dante Alighieri che, proprio a Verona, trovò rifugio durante il suo esilio da Firenze.
ARCHE SCALIGERE
A fianco della chiesa di Santa Maria Antica ed a pochi metri dalla piazza dei Signori, si trovano le Arche Scaligere, il monumentale complesso funerario in stile gotico degli antichi Signori di Verona,
destinato a contenere le arche (o tombe) di alcuni illustri rappresentanti della casata, tra cui quella del più grande Signore della città, Cangrande, a cui Dante dedicò il Paradiso!
CASA DI GIULIETTA
Via Cappello n.23. Probabilmente è questo l’indirizzo più famoso di Verona. Qui, secondo la tradizione, abitava la famiglia dei Capuleti. Oltrepassando l’imponente cancello si accede al cortile dove la statua di bronzo di Giulietta accoglie i visitatori sullo sfondo di uno splendido edificio rinascimentale a mattoncini rossi, ricoperto di piante rampicanti.
Forse i più romantici resteranno delusi, ma l’aspetto della casa è stato modellato sul finire degli anni ‘30, sotto la direzione di Antonio Avena, per ricreare l’antica scenografia rinascimentale, ispirandosi al famoso dipinto ottocentesco di Hayez, Il bacio. Anche il balcone è risultato di un’abile assemblaggio… si tratta di resti marmorei del XIV secolo che giacevano al Museo di Castelvecchio.
Per informazioni sugli orari di apertura ed il costo dei biglietti si può visitare il sito casadigiulietta
I PONTIDI VERONA
Tra i ponti di Verona i più importanti sono il Ponte Pietra, l’unico ponte romano rimasto in città, ed il Ponte Scaligero, un imponente ponte medievale conosciuto anche come Ponte di Castelvecchio. Lungo più di 120 metri, è caratterizzato da una parte inferiore in marmo bianco e una parte superiore in cotto.
TEATRO ROMANO
Ai piedi del colle di San Pietro, vicino al Ponte Pietra, si trova l’antico Teatro Romano di Verona risalente al I secolo a.C.. Ogni estate il teatro fa da palcoscenico a un festival dedicato al teatro shakespeariano.
CASTELVECCHIO
Originariamente chiamato castello di San Martino in Aquaro, è un fortino medievale situato nel centro storico di Verona ed adibito a sede dell’omonimo museo civico, uno dei più importanti della città, che conserva al suo interno numerosi capolavori d’arte tra cui i dipinti del Pisanello, Tiepolo, Carpaccio e Veronese.
Castelvecchio è il più importante monumento militare della signoria scaligera. La sua struttura si divide in tre parti (la Corte della Reggia, la Corte d’Armi e la Corte del Mastio) ed è caratterizzata da una cinta muraria merlata.
LE CHIESEDI VERONA
Il tour della città non poteva concludersi senza menzionare il grandissimo patrimonio storico legato all’arte sacra. Verona è ricca di meravigliose chiese, quelle che ho visitato e ti suggerisco di vedere sono:
Il Duomo (Cattedrale di Santa Maria Assunta), sorge su un’antica costruzione paleocristiana ed è il principale luogo di culto della città. Fa parte di un complesso architettonico che comprende anche il palazzo del vescovado, il chiostro dei Canonici, la biblioteca capitolare, il battistero di San Giovanni in Fonte e la chiesa di Sant’Elena.
La Basilica di Santa Anastasia, si trova nella parte finale del decumano massimo della città in epoca romana, in prossimità del luogo in cui l’Adige è attraversato dal Ponte Pietra. Si tratta del principale esempio di costruzione gotica della città.