LA CERTOSA DI PADULA

La Cerosa di Padula o di San Lorenzo è la più grande Certosa italiana e tra le maggiori d’Europa, si estende per ben 51.500 metri quadri, divisi in chiostri, giardini, cortili, cucine, una chiesa, un cimitero ed un monumentale scalone ellittico.

In questo articolo potrai scoprire un po’ di informazioni utili per organizzare la tua visita alla Certosa di Padula, ma anche notizie sulla storia ed il territorio che circonda questo luogo straordinario che, dal 1998, è entrato a far parte dei siti UNESCO.

LA CERTOSA DI PADULA ED IL SUO TERRITORIO

La Certosa prende il nome dal Comune di Padula, una cittadina di circa 5.000 anime, situata nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno.

Padula ha origini antichissime. Grazie a dei ritrovamenti archeologici in località Civita, è stato possibile stimare che i primi insediamenti umani nella zona risalgano al XII secolo a.C. Sarebbe quindi da far risalire a questo periodo la fondazione della città di Cosilinum, l’antica Padula, molto probabilmente fondata dagli Enotri. Il nome attuale, invece, deriverebbe dal latino paludem, accusativo di palus, paludis, cioè palude, infatti in passato nella pianura sottostante si estendeva proprio un’area paludosa.

Sicuramente la fama di Padula è essenzialmente legata alla Certosa, tuttavia questa cittadina diede anche i natali a Giuseppe Petrosino, più noto come Joe. Un poliziotto italo- americano, pioniere nella lotta contro il crimine organizzato, morto eroicamente a Palermo nel 1909.

Nel centro storico di Padula si può visitare la Casa-Museo di Jo Petrosino.

UN PO’ DI STORIA

La Certosa di Padula venne costruita per volontà di Tommaso II Sanseverino, conte di Marsico e signore del Vallo di Diano. I lavori iniziarono il 28 gennaio 1306 e durarono fino al ‘700.

Una delle principali testimonianze di epoca barocca è proprio la grande facciata. Dall’atrio, poi, si passa alle scuderie, alle officine, alla farmacia e alle cantine. La chiesa conserva gli altari decorati con raffinati intarsi policromi in scagliola con inserti in madreperla, i cori lignei intagliati e intarsiati sono del primo Cinquecento, gli affreschi risalgono al XVI – XVIII secolo, mentre il pavimento a maioliche è settecentesco.

Il chiostro grande – che con i suoi 15.000 metri quadri è uno dei più grandi del mondo! – offre uno spettacolo unico grazie ad una struttura con due ordini di portici e ben 84 archi. Venne iniziato nel ‘500 e terminato alla fine del ‘700. Lungo il portico si aprono i quartieri dei certosini ed in fondo, in una torre ottagonale, lo scenografico scalone ellittico.

La certosa ha avuto una storia lunga e travagliata, durante la quale è stata usata per gli scopi più disparati e più volte abbandonata. Durante le due Guerre Mondiali venne usata come prigione, mentre nel secondo dopoguerra divenne la casa di 1000 orfani.

LA RINASCITA DELLA CERTOSA

Nel 1981 fu affidata alla Soprintendenza dei Beni Architettonici di Salerno e l’anno dopo iniziarono i lavori di restauro che ci hanno restituito la bellezza di questo monumentale complesso barocco. Nel 1998 la Certosa è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Oggi la certosa è un importante polo espositivo ed annualmente ospita alcune importanti mostre di carattere nazionale ed internazionale, come la rassegna triennale “Le opere ed i giorni”, ideata e creata da Achille Bonito Oliva. Gli artisti vengono invitati a realizzare nuovi interventi all’interno della Certosa in un’operazione di stimolo e confronto continuo con l’arte contemporanea.

LA CERTOSA DI PADULA: INFORMAZIONI UTILI

La Certosa è aperta dal mercoledì al lunedì, dalle 09:00 alle 19:30. L’ultimo ingresso è alle ore 18:45.

I biglietti, acquistabili presso la biglietteria posta nella Casa Alta, hanno un costo di 6 Euro per gli adulti e di 2 euro per i ragazzi tra i 18 ed i 25 anni. Bambini e ragazzi con meno di 18 anni accedono gratuitamente.

E’ anche possibile acquistare la Padula & Certosa card con validità di 48 ore, che consente di accedere, oltre alla Certosa, anche ai musei civici: museo multimediale, casa museo di Joe Petrosino, San Giovanni in Fonte. Il costo per gli adulti è di 10,00 Euro, mentre per i ragazzi tra i 18 ed i 25 anni è di 6,00 Euro. 

La certosa è visitabile nell’abito di una visita guidata. Per informazioni più dettagliate e prenotazioni si può consultare i siti: Certosadipadula.org e Beniculturali.it

PER IDEE E SUGGERIMENTI SU COSA VISITARE NEI DINTORNI DELLA CERTOSA LEGGI ANCHE: 5 IDEE PER UN WEEK-END IN CILENTO

PASQUA IN ITALIA: 10 METE DA VISITARE

Le vacanze di Pasqua rappresentano la prima occasione utile per organizzare un piccolo viaggio, approfittando delle belle giornate di sole e di qualche giorno di riposo dal lavoro e dalla scuola. Seguiranno poi i ponti del 25 aprile (molto lungo quest’anno!) e quelli del primo maggio e del 2 giugno!

C’è chi preferisce i piccoli borghi, chi ama musei e città d’arte, chi pianifica un trekking per immergersi nella natura e chi non aspetta altro che tornare al mare. Fortunatamente il nostro Paese offre infinite possibilità!

Ecco quindi 10 idee su dove trascorrere le vacanze di Pasqua in Italia.

PASQUA IN ITALIA: PICCOLI BORGHI

CIVITA DI BAGNOREGIO

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Fonte: Pixabay

Si trova in provincia di Viterbo, a pochi passi dal lago di Bolsena.

Sorge sulla vetta di un’altura di tufo ed è raggiungibile solo attraverso un lungo ponte pedonale dal quale si gode di uno dei panorami più spettacolari di tutto il Lazio.

Durante le giornate di nebbia questo borgo fiabesco sembra letteralmente galleggiare nel vuoto…

Per saperne di più leggi: CIVITA DI BAGNOREGIO

PIENZA

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Fonte: Pixabay

Si trova a pochi chilometri da Montalcino e Montepulciano, nella bellissima regione della Val d’Orcia a sud di Siena, tra sinuose colline e favolosi panorami. Pienza gode di una posizione davvero strategica: arroccata sulla cima ad un colle, che domina tutta la valle dell’Orcia con una vista mozzafiato.

Questo incantevole borgo, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1996, è conosciuto come la “città ideale” del Rinascimento.

Per saperne di più leggi: PIENZA: LA CITTA’ IDEALE

SCANNO

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Scanno è un bellissimo paesino abruzzese annoverato tra i borghi più belli d’Italia.

Sorge su un pendio della Montagna Grande, tra il monte Genzana ed il monte Marsicano, ed è immerso nello splendido scenario naturale costituito dal vicino Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il borgo è costituito da un susseguirsi pittoresco di case, strade, scalinate, pizzette, archi e chiese. A circa 4 chilometri dal centro storico si trova il suo celebre lago a forma di cuore, formatosi oltre 3000 anni fa in seguito ad una frana del monte Rava che, precipitando a valle, ha sbarrato il corso del fiume Tasso.

Per saperne di più leggi: SCANNO – COSA VISITARE IN UN GIORNO

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NATURA

L’OASI DI NINFA

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È un “Monumento Naturale” situato nel comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta.

Si tratta di un tipico giardino all’inglese, il luogo ideale per trascorrere una giornata rilassante circondati dalla bellezza della natura, ma anche una meta perfetta per una gita fuori porta con tutta la famiglia.

L’attuale giardino è nato sulle rovine della cittadina medievale di Ninfa che, dopo un primo periodo di prosperità, cadde in uno stato di totale abbandono da cui venne riscattata, dopo circa 5 secoli, da Gelasio Caetani. Era l’anno 1921…

Per saperne di più leggi: VIAGGIO NELL’OASI DI NINFA

PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO LAZIO E MOLISE

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Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con la sua natura incontaminata, è la meta ideale per una vacanza all’insegna del relax, del benessere e dello sport.

All’interno del Parco c’è un’infinità di luoghi da vedere o percorsi da fare. Tra i più suggestivi ci sono quelli che partono dall’incantevole Val Fondillo, e quelli che attraversano la celebre “Camosciara”, la zona di riserva integrale del Parco.

Per saperne di più leggi: PARCO NAZIONELE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: 3 IDEE PER SCOPRIRE UNA DELLE AREE PROTETTE PIU’ ANTICHE D’ITALIA

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PASQUA IN ITALIA: CITTA’ D’ARTE

ROMA

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La Città Eterna è una fonte inesauribile di bellezze artistiche.

Ovunque si sposti lo sguardo ci sono chiese, fontane, piazze, musei e siti archeologici unici al mondo.

Tra gli infiniti luoghi da visitare a Roma ce ne sono alcuni che, oltre ad essere incredibilmente belli, sono anche gratuiti…

Per saperne di più leggi: ROMA: 3 PERCORSI D’ARTE GRATUITI

FIRENZE

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Fonte: Pixabay

Firenze è una delle città più belle del mondo, capace di attrarre milioni di persone ogni anno.

Ogni palazzo, ogni chiesa e ogni vicolo di questa magnifica città ha mille storie da raccontare…

Se cerchi informazioni, idee e suggerimenti per organizzare la tua visita a Firenze leggi anche: 5 SEGRETI DI FIRENZE e GUIDA ALLA GALLERIA DEGLI UFFIZI

MARE

LA RIVIERA DI ULISSE

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È un meraviglioso tratto costiero lungo circa 50 chilometri.

Si trova nel Lazio, in provincia di Latina. Si tratta di un luogo che è riuscito a conservare intatto il suo fascino antico e misterioso, anche grazie al fatto di essere rimasto per lo più al di fuori dei grandi circuiti del turismo di massa.

Per saperne di più leggi: LA RIVIERA DI ULISSE

AGROPOLI

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Fonte: Pixabay

Sorge sul confine tra la Costiera Cilentana ed il Golfo di Salerno. Come lascia intendere il suo nome, la città sorge sulla sommità di un costone roccioso a picco sul blu del Tirreno.

In passato è stata una colonia della Magna Grecia, oggi, invece, rappresenta una porta aperta sul Parco Nazionale del Cilento e su tutta la costa meridionale campana.

Per saperne di più: AGROPOLI: IL MARE DEL CILENTO

ISOLE TREMITI

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Fonte: Pixabay

San Domino, San Nicola, il Cretaccio, la Vecchia, Pianosa e Capraia (le ultime due da non confondere con le omonime isole dell’Arcipelago Toscano!).

I fondali attorno alle isole sono considerati un vero paradiso degli amanti delle immersioni e dello snorkeling. Offrono scenari spettacolari fatti di insenature, grotte sottomarine e relitti.

Tutta l’area dell’arcipelago fa parte della Riserva Marina Protetta del Parco Nazionale del Gargano.

Per saperne di più: 15 METE DA VISITARE IN PUGLIA

CASERTA: COSA VISITARE OLTRE LA REGGIA

Caserta è famosa in tutto il mondo per la sua splendida Reggia, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. E’ innegabile, dunque, che molte persone vadano a Caserta solo per visitare il capolavoro di Vanvitelli, con i suoi sontuosi Appartamenti Reali ed i suoi scenografici giardini. Quello che molti non sanno, però, è che la città vanta anche altri 2 siti facenti parte dei patrimoni Unesco, oltre che un bellissimo borgo medievale.

Questa, quindi, è una breve guida per scoprire cosa visitare a Caserta oltre la Reggia!

CASERTA: IL BELVEDERE DI SAN LEUCIO

Si tratta di un complesso monumentale, patrimonio Unesco, situato a poca distanza dalla Reggia di Caserta (in linea d’aria è proprio sopra l’ultima fontana monumentale!).

Il Belvedere di San Leucio è un interessante esempio di archeologia industriale, frutto dell’utopica idea di Re Ferdinando di dar vita ad una comunità autonoma, chiamata appunto Ferdinandopoli, con tanto di statuto e leggi speciali.

All’interno del complesso monumentale si trovano, oltre ai telai restaurati ed ancora funzionanti, strumenti ed attrezzi per la lavorazione della seta ed una ruota idraulica per i torcitoi della stoffa.

A poca distanza c’è il Museo della Seta che espone i tessuti tanto apprezzati da nobili e reali di qualche secolo fa.

Oltre agli antichi telai ed agli appartamenti reali, si può visitare anche il Casino Reale del Belvedere, la cui costruzione si deve a Ferdinando II.

Per informazioni sugli orari di apertura e sui biglietti puoi visitare il sito belvederesanleucio.it

L’ACQUEDOTTO CAROLINO

Con questo sito terminano i patrimoni Unesco di Caserta.

L’acquedotto Carolino – noto anche come acquedotto di Vanvitelli – nacque per alimentare sia il complesso di San Leucio che per fornire acqua alla Reggia di Caserta ed alle sue splendide fontane. L’acqua proviene dalle sorgenti del Fizzo, alle falde del monte Taburno,  nel territorio di Airola (BN), e viene trasporta lungo un percorso di circa 38 chilometri, per lo più interrato.

L’opera, alla quale hanno contribuito i più eminenti studiosi e matematici del Regno di Napoli, ha richiesto 16 anni di lavori, destando l’attenzione di tutta l’Europa, tanto da essere riconosciuta come una delle opere di maggiore interesse architettonico ed ingegneristico del XVIII secolo.

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IL DUOMO DI CASERTA

Il Duomo di Caserta, noto anche come Cattedrale di San Michele Arcangelo, vanta un a storia piuttosto travagliata.

Nel 1783 un incendio distrusse la chiesa parrocchiale casertana, dedicata a san Sebastiano. Da quel momento la celebrazione delle funzioni religiose fu trasferito nella chiesetta quattrocentesca della Madonna Annunziata. Tuttavia la chiesa era di piccole dimensioni e non adatta alle esigenze di culto dell’intera città. Fu così che l’architetto di corte Giovanni Patturelli fu incaricato di redigere un progetto di ampliamento della chiesa della Madonna Annunziata.

Il primo progetto redatto da Patturelli non piacque ai committenti e così si susseguirono numerosi altri progetti.

I moti rivoluzionari del 1820-21 bloccarono, però, ogni iniziativa.

Nel 1822 Ferdinando I, riprendendo in mano la vicenda, decise che la nuova chiesa cattedrale dovesse sorgere nel luogo della chiesetta della Madonna Annunziata, che andava pertanto demolita, e che il progetto del Patturelli sarebbe stato rivisto dall’architetto Pietro Bianchi.

Il 30 maggio 1822 fu posta la prima pietra di questo progetto e nell’aprile del 1832 la chiesa, completata nelle sole tre navate, fu aperta al culto.

Tuttavia la chiesa non piacque ai cittadini ed i due architetti finirono per incolparsi a vicenda.

Infine, nel 1837, la direzione dei lavori passò nelle mani all’architetto Pietro Valente, direttore del Regio Istituto di Belle Arti.

Nel febbraio 1842, alla presenza del re Ferdinando II e della consorte Maria Teresa, la nuova cattedrale venne inaugurata sotto il nuovo titolo di San Michele Arcangelo.

Durante il secondo conflitto mondiale la chiesa fu bombardata e riportò notevoli danni.

I lavori di restauro, iniziati negli anni 60, sono terminati nel 2014.

CASERTAVECCHIA

Casertavecchia è un borgo che dista circa 10 km dal centro di Caserta di cui, durante il Medio Evo, fu il principale nucleo urbano.

Le sue origini sono incerte. Sappiamo che fu un dominio longobardo e che diede rifugio alle popolazioni costiere che fuggivano dalle incursioni saracene.

Nel 1062 ebbe inizio la dominazione normanna che portò il paese al massimo livello di splendore con la costruzione dell’attuale duomo, consacrato al culto di San Michele Arcangelo.

Con l’avvento dei Borbone e la costruzione della Reggia, Caserta diventa il nuovo centro di ogni attività a scapito di Casertavecchia.

Oggi Casertavecchia è tornata a vivere grazie al turismo culturale ed alle numerose manifestazioni folkloristiche.

GRAZIE A SIAMOSEMPREINGIRO PER IL CONTRIBUTO FOTOGRAFICO!

Leggi anche: LA REGGIA DI CASERTA

LA REGGIA DI CASERTA

La Reggia di Caserta è la più grande residenza reale del mondo, definita anche l’ultima grande realizzazione del Barocco Italiano. Patrimonio dell’UNESCO dal 1997.

Non è un mistero che quando Carlo di Borbone decise di costruire la Reggia il suo pensiero fosse rivolto alla meravigliosa Versailles, dove aveva soggiornato, ospite della corte francese, durante il suo viaggio verso l’Italia.

I lavori per la costruzione della Reggia iniziarono il 20 gennaio 1752, giorno del trentaseiesimo compleanno di re, e procedettero alacremente sino al 1759, anno in cui Carlo, morto il re di Spagna, lasciò il regno di Napoli per raggiungere Madrid. Dopo la partenza di Carlo i lavori di costruzione subirono un notevole rallentamento, cosicché alla morte dell’architetto Luigi Vanvitelli, nel 1773, erano ancora lungi dall’essere completati. Fu grazie a Carlo Vanvitelli, figlio di Luigi e successivamente altri architetti, che si erano formati alla sua scuola, che questa grandiosa residenza reale venne portata a compimento quasi un secolo dopo.

Gli Appartamenti della Reggia di Caserta

La Reggia ha una struttura rettangolare con quattro cortili interni su cui si affacciano i corpi che costituiscono gli appartamenti. Per accedere a quest’ultimi si deve salire il settecentesco Scalone d’onore. Appena giunti alla fine della scalinata si trova la Cappella Palatina ed il Teatro di Corte; subito dopo si entra nella successione di sale degli Appartamenti Reali.

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Fonte: Pixabay


In questo susseguirsi si sontuosi saloni con specchi dorati e stucchi, l’ambiente forse più famoso è il boudoir della regina Maria Carolina composto da: stanza da lavoro, stanza della vasca da bagno, stanza dei servizi igienici, stanza da toletta e guardaroba.

Il Parco

Si avverte la sua magnificenza fin dall’ingresso del palazzo quando, tra gli archi della galleria centrale, si intravedono giardini a perdita d’occhio. E’ un trucco scenografico di Luigi Vanvitelli denominato “effetto cannocchiale”, che consiste nella creazione di un enorme viale dritto che termina nella splendida cascata situata all’estremità del parco.
L’acqua che alimenta le fontane monumentali, le vasche e l’intero palazzo proviene dall’acquedotto Carolino.
All’interno del parco si può usufruire di un servizio navetta.

Il Giardino Inglese

Creato su richiesta della regina Maria Carolina, che investì la sua fortuna personale per realizzalo, doveva superare per bellezza il Petit Trianon di Versailles, fatto realizzare dalla sorella Maria Antonietta di Francia.
Il Giardino Inglese della Reggia di Caserta rappresenta uno dei primi esempi di giardini “informali” realizzati in Italia. Il giardino è un susseguirsi, apparentemente casuale, di piante, corsi d’acqua, laghetti, sculture e viali sterrati che si addentrano in sali-scendi tra piccoli boschi.
Inoltre Maria Carolina, adepta della massoneria napoletana, volle nascondere nel giardino una sorta di itinerario iniziatico che, attraverso una serie di tappe, si concludeva nello spazio incantato del laghetto di Venere.

INFORMAZIONI UTILI PER VISITARE LA REGGIA DI CASERTA

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Fonte: Pixabay

Si possono scegliere varie tipologie di biglietti:

  • Parco e Appartamenti (per visitare gli Appartamenti Reali, Parco Reale e Giardino Inglese)
  • Parco (per visitare il Parco Reale e il Giardino Inglese)
  • Appartamenti (acquistabile esclusivamente quando il Parco Reale è chiuso)

Per informazioni sugli orari di apertura ed il costo dei biglietti si può consultare il sito reggiadicaserta.cultura.gov.it

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AGROPOLI: IL MARE DEL CILENTO

Agropoli sorge sul confine tra la Costiera Cilentana ed il Golfo di Salerno. Come lascia intendere il suo nome, la città sorge sulla sommità di un costone roccioso a picco sul blu del Tirreno. Si tratta di uno di quei tanti piccoli tesori nascosti che l’Italia custodisce gelosamente.

In passato è stata una colonia della Magna Grecia, oggi, invece, rappresenta una porta aperta sul Parco Nazionale del Cilento e su tutta la costa meridionale campana.

Fin ora è rimasta al riparo dalle grandi invasioni turistiche che caratterizzano la Costiera Amalfitana, di conseguenza ha conservato un’atmosfera tranquilla e rilassata che consente di godere con calma delle sue  bellezze storiche e paesaggistiche.

Le spiagge

Se vuoi trascorrere una vacanza all’insegna del relax e goderti il mare e la spiaggia sicuramente la zona ideale è il lungomare San Marco dove si trovano vari lidi attrezzati, ideali per famiglie e bambini.

La più rinomata tra le spiagge di Agropoli è l’affascinante Baia di Trentova, collegata alla terraferma da una lingua di terra. La baia, con il suo scoglio caratteristico, il suo bel panorama e le sue acque limpide, vanta un paesaggio naturale incontaminato ed è una delle più apprezzate dai bagnanti del posto.

Il centro storico di Agropoli

Agropoli, però, non è solo mare e spiaggia! La cittadina, infatti, vanta anche un bellissimo centro storico, dominato dal Castello Aragonese.

La storia del castello è raccontata in un video proiettato a ciclo continuo nei suoi sotterranei, la voce narrante è quella di Luisa Sanfelice, personaggio minore della rivoluzione napoletana del 1799, la cui vicenda umana ispirò il romanzo di Alexandre Dumas (padre), La San Felice.

Al borgo medievale si accede tramite una monumentale porta d’ingresso posta al termine della salita degli “scaloni”, uno dei pochi esempi di salita a gradoni, caratterizzati da gradinate larghe e basse, sopravvissuti alle esigenze del traffico moderno.

Meritano una visita anche le due chiese del centro storico dedicate una ai SS Pietro e Paolo e l’altra a Santa Maria di Costantinopoli, quest’ultima si trova in una suggestiva piazzetta che affaccia sul mare.

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Se hai tempo puoi visitare anche i dintorni di Agropoli. In circa 10 minuti di auto si raggiunge il parco archeologico di Paestum, una delle più belle eredità che la Magna Grecia ci abbia lasciato!

CILENTO: COSA VISITARE IN UN WEEKEND

UN WEEKEND IN CILENTO ALLA SCOPERTA DELLE SUE MERAVIGLIE!

Meno glamour dell’affollata Costiera Amalfitana, il Cilento è capace di offrire infinite possibilità ad un viaggiatore attento. Gioielli architettonici e vere e proprie perle naturalistiche sono in attesa di essere scoperte!

Un weekend è davvero troppo poco, ma può essere un ottimo punto di partenza per iniziare a conoscere meglio questo incantevole angolo di terra in cui i fiumi scavano teatri sotterranei e i templi della Magna Grecia si stagliano nel cielo, ancora maestosi dopo millenni.

CILENTO: LE GROTTE DI PERTOSA – AULETTA

Suggestive ed incredibilmente romantiche!

Le grotte sono il risultato di fenomeni tettonici che, nel corso dei millenni, ne hanno plasmato l’aspetto, grazie anche all’azione di erosione delle acque del Tanagro.

All’interno delle grotte c’è un piccolo porticciolo da cui si può prendere una barca che consente di attraversare il fiume sotterraneo, per poi proseguire con il percorso pedonale.

Suggerimento: indossate una felpa o una giacca, anche in piena estate la temperatura interna è intorno ai 15 gradi!

Per informazioni sugli orari di apertura ed il costo dei biglietti si può consultare il sito fondazionemida

CASCATE DEI CAPELLI DI VENERE

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Fonte: Pixabay

Le cascate si trovano nel paesino di Casaletto Spartano, uno dei Comuni dell’area Sud del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Questo spettacolo della natura nasce dall’acqua del fiume Bussentino che scorre sulla roccia su cui vive la pianta “Capelvenere”. La cascata ha creato delle vasche naturali nel letto del fiume in cui è possibile anche fare il bagno… sempre che si riesca a sopportare la temperatura glaciale dell’acqua!

I capelli di Venere si trovano all’intero dell’Oasi dell’Area Capello che offre tantissime attrazioni agli amanti del trekking.

Per visitare le cascate occorre munirsi di biglietto, acquistabile nell’infopoint situato all’ingresso. In questo modo si può accedere alle cascate, all’oasi e all’area pic-nic.

CILENTO: LA CERTOSA DI PADULA

La Cerosa di Padula (o di San Lorenzo) è uno dei maggiori tesori del Cilento.

E’ la più grande Certosa italiana e tra le maggiori d’Europa, si estende per ben 51.500 mq, divisi in chiostri, giardini, cortili, cucine, una chiesa, un cimitero ed un monumentale scalone ellittico.

Per saperne di più leggi anche: LA CERTOSA DI PADULA

CASA MUSEO DI JOE PETROSINO

Acquistando il biglietto per la Certosa di Padula abbiamo scoperto l’esistenza di questa casa-museo ed abbiamo deciso di visitarla. Le mie conoscenze su Petrosino erano alquanto scarne. Per me era semplicemente un poliziotto italo-americano che aveva combattuto il crimine organizzato. Inoltre, sapendo che era morto a Palermo, ero convinta che avesse origini siciliane!…Invece no! Nacque a Padula il 30 agosto 1860, in una bella casa del centro storico, oggi diventata un museo in suo onore.

La visita è stata una piacevolissima esperienza, anche grazie alla nostra guida: il signor Nino Melito Petrosino, pronipote di Joe, che ci ha fatto conoscere l’uomo oltre che l’eroe.

CILENTO: PAESTUM

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«Finalmente, incerti, se camminavamo su rocce o su macerie, potemmo riconoscere alcuni massi oblunghi e squadrati, che avevamo già notato da distante, come templi sopravvissuti e memorie di una città una volta magnifica.»

(Goethe, Viaggio in Italia, 23 marzo 1787)

L’ultima tappa del tour del Cilento è Paestum.

L’attuale area archeologica sorge del comune di Capaccio, nella Piana del Sele.

L’antica città fondata dai Greci si chiamava, originariamente, Poseidonia in onore del dio del mare. Furono i Romani, dopo il dominio lucano, a darle il nome Paestum. La fine dell’Impero Romano decretò la fine anche dei fasti dell’antica città che, abbandonata e depredata, fu “riscoperta” solo molti secoli dopo quando divenne una tappa obbligata del Grand Tour.

I templi di Paestum, giunti fino a noi miracolosamente illesi, sono esempi unici dell’architettura della Magna Grecia, tutti di ordine dorico. Il più grande è il tempio di Nettuno, poi c’è la cosiddetta “Basilica” dedicata ad Era, ed infine il più piccolo, il tempio di Atena o di Cerere.

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