ANAGNI: LA CITTA’ DEI PAPI

Anagni è una delle più belle ed interessanti cittadine della provincia di Frosinone.

Sorge su una collina tufacea e domina la Valle del Sacco, le sue origini sono antichissime e spesso si confondono con il mito. Secondo una delle tante leggende, infatti, antica Anagnia, era la capitale sacra degli Ernici; secondo un’altra, invece, apparteneva alle cinque città “ciclopiche” fondate da Saturno.

In ogni caso l’epoca d’oro di Anagni fu sicuramente il Medioevo!

Fu in questo periodo, infatti, che Anagni diede i natali a ben quattro pontefici: Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII. Tra i quattro, però, quello che rese più famosa la cittadina laziale fu l’ultimo, a causa dell’episodio noto come lo “schiaffo di Anagni”.


Ecco i principali luoghi di interesse storico-artistico da visitare nella Città dei Papi:

  • Cattedrale di Santa Maria. Sorge sulla sommità dell’acropoli ed è il risultato della fusione dello stile romanico e di quello gotico. Fu qui che nel 1160 Alessandro III scomunicò Federico Barbarossa e sempre qui fu eletto papa Innocenzo IV. La cripta conserva un ciclo di affreschi del XII secolo raffiguranti scene dell’Antico e del Nuovo Testamento ed è nota in tutto il mondo come la “Cappella Sistina del Medioevo”.
  • Il palazzo comunale. Venne costruito nel 1163 dall’architetto bresciano Jacopo da Iseo. È formato dall’unione di due preesistenti edifici collegati tra loro da un imponente portico su cui poggia la grande “sala della Ragione”. Sulla facciata nord si trovano la “loggetta del Banditore” e gli stemmi della città insieme a quelli della famiglia Orsini e della famiglia Caetani.
  • Palazzo di Bonifacio VIII. Venne costruito tra il 1100 e gli inizi del 1200 per volere della famiglia Conti. Questo palazzo fu teatro dell’incontro tra Gregorio IX e l’imperatore Federico II di Svevia, ma soprattutto è il luogo nel quale si sarebbe svolto l’episodio del famoso schiaffo.
  • Casa Barnekow (originariamente nota come Casa Gigli). E’ un palazzo medievale che si ritiene possa aver ospitato Dante Alighieri durante una sua permanenza in città.  Fu comprata e ristrutturata, verso la metà del XIX secolo, dal pittore svedese Albert Barnekow, da cui riprende il nome. Attualmente non è visitabile a causa dei lavori di restauro.
  • Le porte di ingresso al centro storico: Porta Cerere, Porta Santa Maria, Porta San Francesco, Porta Tufoli e Porta San Nicola.

Per finire qualche curiosità sullo “schiaffo” di Anagni

Che si intende con questa espressione? Chi diede lo schiaffo a chi? E soprattutto… Perché?

Con l’espressione “schiaffo di Anagni” ci si riferisce all’oltraggio subito dal papa il 7 settembre 1303. Molto probabilmente non si trattò di uno schiaffo vero e proprio, ma solo morale. In ogni caso i protagonisti della vicenda furono tre: papa Bonifacio VIII, nato Benedetto Caetani; Giacomo Colonna, detto Sciarra, noto attaccabrighe; e Guglielmo di Nogaret, emissario del re di Francia Filippo il Bello.

Pare che Nogaret si trovasse in Italia per notificare al Papa la convocazione di un concilio dei vescovi francesi al Louvre, dove il Papa sarebbe stato sottoposto ad un processo,  o forse era stato incaricato addirittura di arrestarlo e condurlo con la forza a Parigi.

Dal canto suo il Papa, che si trovava ad Anagni, era in procinto di  pubblicare la bolla Super Petri solio, con lo scopo di scomunicare il re di Francia. Nogaret si diresse verso Anagni, unendosi alle forze di Sciarra Colonna. Il Papa fu fatto prigioniero e subì il famigerato schiaffo da parte di Sciarra Colonna, che non aspettava altro dato che i Colonna ed i Caetani non si erano mai sopportati!

Dopo due giorni di prigionia, Bonifacio VIII venne liberato dagli anagnini e rientrò a Roma dove, circa un mese dopo, morì.

Con la morte di Bonifacio iniziò il controllo della Francia sul papato e quella che successivamente sarebbe stata chiamata “cattività avignonese”.

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COSA VISITARE A PERUGIA

Perugia conserva pressoché intatte le tracce del suo nobile passato.

Città etrusca, romana, medievale, ma anche città universitaria tra le più antiche d’Italia e del mondo!

Con la sua storia, le sue erte stradine medievali, i suoi panorami mozzafiato e le sue tante golose specialità, Perugia è in grado di offrire moltissimo ai visitatori!

Ecco alcuni suggerimenti su cosa vedere durante il tuo week-end perugino:

Fontana Maggiore

E’ il simbolo della città di Perugia e sorge al centro si Piazza IV Novembre.

Si tratta di uno dei massimi esempi di scultura medievale italiana. Fu costruita nella seconda metà del XIII secolo su progetto di Nicola e Giovanni Pisano per celebrare l’inaugurazione del nuovo acquedotto di Monte Pacciano che consentì l’arrivo dell’acqua nella cittadella medievale.

La vasca inferiore è decorata con 50 formelle raffiguranti i mesi dell’anno con i segni zodiacali e le scene della tradizione agraria che li contraddistinguono.

Cattedrale di San Lorenzo

La cattedrale di San Lorenzo è uno degli edifici religiosi più rappresentativi della città. Al suo interno si conservano la Deposizione della Croce di Federico Barocci e la preziosa reliquia dell’anello nuziale della Vergine. Edificata nel corso del XV secolo è composta da varie stratificazioni corrispondenti alle diverse fasi costruttive che si sono susseguite.

Nel chiostro della cattedrale ha sede il Museo Capitolare di San Lorenzo.

Palazzo dei Priori

Sempre restando in Piazza IV Novembre puoi ammirare lo splendido Palazzo dei Priori, in stile gotico, costruito tra il 1293 e il 1443. Per accedervi devi attraversare un portale sormontato dalle statue delle icone della città: il grifo ed il leone.

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Al suo interno troverai la Sala dei Notari, un ambiente con una volta sostenuta da arcate romaniche e interamente affrescato con raffigurazioni allegoriche e storie bibliche. Il Palazzo è la sede del comune ed ospita la Galleria Nazionale dell’Umbria, il Nobile Collegio della Mercanzia ed il Nobile Collegio del Cambio.

Galleria Nazionale dell’Umbria

Si trova agli ultimi piani del Palazzo dei Priori e conserva la più grande e importante raccolta di opere d’arte della regione. Le opere risalgono a un periodo che va dal XIII al XIX secolo e sono ordinate secondo un percorso cronologico. Spiccano i capolavori dei più grandi artisti italiani tra cui  Beato Angelico, Piero della Francesca, Pinturicchio e Perugino.

Per informazioni sugli orari di apertura ed il costo dei biglietti si può visitare il sito gallerianazionaledellumbria.

La Rocca Paolina

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E’ il simbolo del potere pontificio che, per oltre tre secoli, dominò la città. Fu eretta tra il 1540 e il 1543 per volere di Papa Paolo III Farnese. Passeggiare nella Rocca è un’esperienza davvero unica che consente di immergersi appieno nell’atmosfera della Perugia medievale.

La fortezza, inoltre, è stata adibita a spazio espositivo e ospita mostre ed attività culturali.

Basilica di San Domenico

La Basilica, che affaccia sulla piccola piazzetta Giordano Bruno, lungo corso Cavour, è uno degli edifici religiosi più importanti della città.

Fu costruita in varie fasi tra il XIV e il XV secolo e, nel corso del tempo, gran parte del suo patrimonio venne disperso a causa delle requisizioni napoleoniche e delle vendite demaniali. Vale comunque la pena visitarla soprattutto per il suo maestoso campanile, uno dei monumenti simbolo di Perugia, ed il monumento funebre dedicato a Papa Benedetto XI.

Pozzo Etrusco

Il Pozzo Etrusco o Pozzo Sorbello è un vero e proprio capolavoro dell’ingegneria idraulica risalente al III secolo a.C. Con i suoi 36 metri di profondità per oltre 5 metri di diametro era uno dei principali serbatoi di acqua pubblica della città durante l’epoca etrusca e romana. Oggi è possibile visitare il pozzo grazie a un sistema di scale che permettono di raggiungere il punto più profondo.

Ipogeo dei Volumni

Se sei un appassionato di archeologia non puoi perderti l’Ipogeo dei Volumni.

L’ipogeo fa parte della necropoli etrusca del Palazzone composta da quasi 200 tombe.

La necropoli fu scoperta nell’Ottocento e riportata alla luce nel 1963, si trova a pochi chilometri dal centro di Perugia ed è uno degli esempi più significativi dell’architettura funeraria etrusca.

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Museo Storico Perugina e Casa del Cioccolato

Il cioccolato è la tua passione? Il Museo Storico Perugina è il luogo che fa per te!

Qui potrai scoprire la storia, i segreti e le tecniche di lavorazione dell’oro degli dei.

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IL MONASTERO DI SABIONA

Il monastero di Sabiona viene chiamato anche l’“Acropoli del Tirolo” e domina dall’alto il comune di Chiusa.

Era da tempo che volevo visitare questo luogo, probabilmente dalla prima volta che andai in Trentino, ma è sempre capitato qualcosa che non me l’ha permesso.

Quest’anno finalmente sono riuscita ad andarci!

Sabiona è raggiungibile solo a piedi attraverso la cosiddetta Via Crucis (30 minuti) oppure lungo la “passeggiata di Sabiona” (40 minuti). Il cammino è quasi tutto in salita, a tratti anche piuttosto ripida, ma si percorre facilmente anche se non si è molto allenati.

In ogni caso la bellezza del luogo ripaga della fatica…tanto che alla fine anche i miei genitori, che non erano propriamente entusiasti di fare tutta quella salita, sono stati colpiti dal fascino del monastero!

UN PO’ DI STORIA

Da più di 300 anni Sabiona è un monastero benedettino,  ma la sua storia è molto più antica!

Sabiona, infatti, fu la sede vescovile del Tirolo a partire dal V-VI secolo fino al 990 circa quando la sede venne trasferita nella vicina Bressanone.

A seguito del trasferimento Sabiona venne trasformata in una rocca vescovile in cui, tra le altre cose, si amministrava la giustizia.

Nel 1535, però, un fulmine si abbatté sulla rupe provocando un incendio che distrusse quasi tutto e solo verso la fine del XVII secolo, grazie al decano Mathias von Jenner,  il monte sacro ritornò agli antichi splendori tornando ad essere un importante luogo di culto.

Von Jenner , infatti, fondò l’abbazia benedettina che, tranne per alcune modifiche apportate intorno al 1890, è rimasta praticamente invariata fino ad oggi.

INFORMAZIONI UTILI PER VISITARE IL MONASTERO DI SABIONA

Esternamente il monastero potrebbe sembrare un castello, posto su una rupe che domina l’intera Valle d’Isarco e cinto da mura merlate. Internamente è formato da un insieme di costruzioni di cui solo alcune sono aperte al pubblico:

  •  Castel Branzoll : è una proprietà privata e è non visitabile.
  •  Cappella di Santa Maria: aperta ogni giorno dalle ore 8 alle ore 18.
  •  Chiesa di Nostra Signora: è aperta da luglio fino a ottobre ogni martedì dalle ore 14.00 alle 17.00.
  •  la Chiesa del Monastero: aperta ogni giorno dalle ore 08.00 alle ore 17.00.
  •  Chiesa della Santa Croce: aperta ogni giorno dalle ore 08.00 alle ore 17.00.
  •  Monastero : non è visitabile per rispetto della clausura delle suore benedettine.

UNA GIORNATA A BRESSANONE

Bressanone è una tappa fissa durante tutti i nostri viaggi in Alto Adige.

E’ il luogo ideale per concedersi una pausa tra un’escursione e l’altra! Ha un grazioso centro storico che invita a passeggiare con calma per assaporare il fascino medievale della città.

Cosa visitare in un giorno

Iniziamo la visita dalla piazza del Duomo.

Il Duomo di Bressanone (Brixner Dom) è un’imponente chiesa risalente al XIII secolo, dedicata a Santa Maria Assunta.  Accanto al Duomo c’è l’antico chiostro romanico, risalente al XIV secolo, le cui volte a crociera sono decorate con un ciclo di affreschi tra i più importanti di tutto l’arco alpino. Gli affreschi non erano solo decorativi, ma servivano per illustrare in modo chiaro la storia della vita di Cristo in modo che fosse comprensibile anche agli analfabeti che non potevano leggere le Sacre Scritture, tanto da essere definiti la “Bibbia dei Poveri”.

Una curiosità: nella volta della terza arcata troviamo raffigurato uno strano animale, a metà tra un cavallo ed un elefante. Agli artisti, infatti, era stata commissionata una riproduzione della battaglia di Eleazar in cui i siriani attaccarono Israele con l’utilizzo degli elefanti. I problema stava nel fatto che quei pittori non avevano mai visto un elefante e quindi non sapevano come disegnarlo, decisero allora di riprodurre l’animale più grande che conoscevano, cioè il cavallo, e aggiungere gli elementi tipici dell’elefante come erano stati loro descritti.

In posizione parallela al Duomo c’è la Chiesa di San Michele (Pfarrkirche Sankt Michael) si tratta della parrocchia di Bressanone e del Decanato. La struttura ha un coro gotico, sette altari, un campanile (noto come “Torre Bianca”) eretto nel XV secolo, mentre la navata è gotica del tardo Cinquecento. L’attuale aspetto barocco della chiesa è frutto degli interventi di restauro avvenuti dopo il 1750.

L’elefante di Bressanone

Passeggiando per le strade di Bressanone ed i suoi portici medievali si possono ammirare diverse case affrescate tra cui i dipinti sulla facciata dell’hotel Elefante. Questo affresco, che non ha niente a che fare con l’immaginazione dei pittori del Duomo, raffigura un fatto veramente accaduto.

Re Giovanni III del Portogallo, infatti, pensò bene di regalare un elefante a suo nipote Massimiliano d’Austria. Il pachiderma, per arrivare alla corte di Vienna, dovette passare per Bressanone. Per la gente del posto vedere un elefante fu un evento sensazionale e così il proprietario della locanda decise di far dipingere l’animale sulla facciata e di cambiare ufficialmente il nome alla struttura che, da allora, si chiama hotel Elefante.

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GUBBIO: LA CITTA’ DEI MATTI

Gubbio oltre ad essere una delle più belle cittadine dell’Umbria è anche soprannominata la “Città dei matti”.

Secondo la tradizione locale, infatti, è addirittura possibile prendere la “patente da matto”.

Per farlo bastano tre giri di corsa intorno alla cinquecentesca “Fontana dei Matti” in largo Bargello.

E’ così che ci si guadagna l’ambito stemma!

GUBBIO IN UN GIORNO

Questo itinerario è pensato per chi ha un solo giorno per visitare Gubbio, se invece hai la fortuna di avere più tempo puoi percorrerlo con più calma e gustare appieno il fascino medievale di questa incantevole cittadina.

Puoi iniziare il tuo tour di Gubbio dal Teatro Romano, oggi ancora utilizzato per spettacoli estivi, che accoglie i visitatori ai piedi della cittadina.

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Fonte: Pixabay

Lì vicino si trova un grande parcheggio dove puoi lasciare l’auto e proseguire a piedi.

Non spaventarti per le ripide salite…se ti prende la stanchezza puoi sempre utilizzare i vari ascensori dislocati nel centro storico!

Avviandoti dal parcheggio verso la città passerai di sicuro per Piazza 40 Martiri. Qui si trova la curiosa Loggia dei Tiratori… la curiosità sta nel fatto che, a dispetto del suo nome, serviva a stendere (o tirare) i panni e non a dare riparo agli arcieri!

Lasciando Piazza dei 40 martiri, e passando per Via della Repubblica, si arriva a Piazza S. Giovanni con la sua chiesa del XIII secolo…se hai visto la fiction “Don Matteo” la riconoscerai immediatamente!

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Dopo un po’ di salita si arriva a Piazza Grande, probabilmente il luogo più suggestivo di Gubbio.

Il colpo d’occhio è fantastico con il suo slargo affacciato sulla vasta pianura e sovrastata dal Palazzo dei Consoli dove oggi si trova il Museo Civico.

Salendo ancora tra gli stretti vicoli si arriva al Duomo risalente alla fine del XII secolo.

Nei pressi del Duomo si trova anche il Palazzo Ducale di Gubbio costruito da Federico da Montefeltro, duca di Urbino. Questo è l’unico esempio di architettura rinascimentale in una città prettamente medievale. Le sale interne ospitano un’interessante raccolta di opere pittoriche che narrano le principali fasi evolutive della pittura eugubina tra il XIII e XVIII secolo.

SOPRA I TETTI DI GUBBIO

Se vuoi fare un’esperienza diversa dal solito ti consiglio di prendere la funivia che porta dal centro della città sul Monte Ingino. Si sale per 500 metri, sospesi nel vuoto, per arrivare alla Basilica di Sant’Ubaldo, dove vengono conservati i 3 ceri simbolo della città su cui vengono montate le statue di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio. Durante la festa del patrono, il 15 maggio, i ceri vengono portati di corsa dal Palazzo dei Consoli fino alla basilica, passando per le strade della città.

Per conoscere gli orari della funivia si può visitare il sito funiviagubbio.it.

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ABRUZZO NASCOSTO: LE GROTTE DI STIFFE

Le grotte di Stiffe sono un complesso di grotte carsiche situate nell’omonima località, nel territorio del comune di San Demetrio ne’ Vestini (AQ),  ricomprese all’interno del parco naturale regionale Sirente-Velino.

Le Grotte, tecnicamente, sono una “risorgenza”, cioè il punto in cui un fiume torna alla luce dopo un tratto sotterraneo. Si tratta di un caso praticamente unico in Italia! Quasi tutte le altre grotte, infatti, hanno già raggiunto la loro conformazione definitiva e pertanto si dicono “fossili”. A Stiffe, invece, si può ancora assistere allo straordinario processo con cui l’acqua plasma la grotta.

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Fonte: Pixabay

Le grotte sono incredibilmente belle! Ovunque l’acqua da spettacolo creando laghetti, ruscelli e fragorose cascate. Il percorso turistico è lungo circa 700 metri e si è sempre accompagnati da una guida.

Infine qualche consiglio pratico:

–           i biglietti per visitare le grotte sono acquistabili on-line sul sito visitsandemetrio.it;

–           la temperatura interna è di circa 10 gradi quindi è il caso di portare una felpa!

–           la visita guidata dura circa un’ora.

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UN WEEK-END A VERONA

VERONA: COSA VISITARE IN UN WEEK-END NELLA CITTA’ DI ROMEO E GIULIETTA

“Le cose che si amano non si posseggono mai completamente. Semplicemente si custodiscono.”

Gaio Valerio Catullo

“Dai fatali lombi di due nemici discende una coppia di amanti, nati sotto cattiva stella, il cui tragico suicidio porrà fine al conflitto”.

William Shakespeare

Catullo e Shakespeare – sono loro che incarnano le due anime di Verona! – quella romana e quella rinascimentale, due anime diverse ma capaci di consacrare questa meravigliosa città come capitale dell’amore.

VERONA: UN PO’ DI STORIA

Il nucleo originario di Verona venne fondato dai Romani all’interno di un’ansa del fiume Adige intorno alla metà del I secolo a.C. e rimase sotto il governo dell’Impero fino al V secolo, quando venne occupato dal re germanico Teodorico il Grande. Durante il XII secolo la città divenne un libero Comune per poi prosperare sotto la Signoria degli Scaligeri e, successivamente, sotto il governo della Repubblica di Venezia. Nel 1797 fu occupata militarmente da Napoleone e nel 1815 divenne parte dell’Impero austriaco che la trasformò nella sua maggiore piazzaforte militare in territorio italico. Nel 1866 fu annessa al Regno d’Italia.

Il centro storico di Verona è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO per le sue peculiarità urbanistiche ed il patrimonio artistico e culturale.

COSA VISITARE

Ho pensato ad un itinerario con i principali luoghi da visitare in questa città, il cui fascino ti convincerà a tornare e ritornare!

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PIAZZA BRA

Arrivando a Verona in auto o in treno, la prima cosa che vedrai è la facciata in pietra bianca di Porta Nuova: da qui percorrendo l’omonimo corso fino alla fine arriverai a Piazza Bra. Si tratta della piazza principale di Verona e una delle più grandi d’Europa.  Dominata dall’Arena al centro, è impreziosita da imponenti palazzi appartenenti a diverse epoche architettoniche: il Palazzo Barbierie laGrande Guardiasono i più celebri, ma non meno importanti sono laFontana delle Alpi, lastatua di Vittorio Emanuele IIe laTorre Pentagona.  

L’ARENA DI VERONA

L’Arena è uno dei simboli di Verona nel mondo. Fu costruita, probabilmente, nel I secolo d.C. per ospitare gli spettacoli dei combattimenti tra i gladiatori. Le sue maestose gradinate potevano ospitare ben 30.000 spettatori! Era, infatti,  il terzo anfiteatro più grande d’Italia, dopo il Colosseo e l’Anfiteatro di Capua. Ancora oggi questo luogo fa da cornice, con il suo incredibile fascino, ad importanti rappresentazioni musicali e, durante l’estate, si trasforma nel più grande teatro lirico all’aperto del mondo.

VIA MAZZINI

Via Mazzini  collega Piazza Bra e Piazza delle Erbe ed è la via dello shopping per eccellenza. Un susseguirsi interrotto di negozi eleganti, gelaterie e ristoranti .

Passeggiando tra le vetrine non dimenticare di guardarti intorno…ci sono alcuni importanti edifici da scoprire, come ad esempio la splendida Loggia Arvedi in stile neoclassico.

PIAZZA DELLE ERBE

E’ la piazza più antica di Verona. Il cuore pulsante del commercio. Sulla piazza si affacciano palazzi risalenti a varie epoche storiche tra cui la Casa dei Mercanti, le facciate colorate delle Case Mazzanti e la fontana di Madonna Verona.

TORRE DEI LAMBERTI E PIAZZA DEI SIGNORI

Dalla Torre dei Lamberti, con i suoi 84 metri d’altezza, si gode di uno splendido panorama sulla vicina Piazza delle Erbe e sui tetti della città. Circondata da edifici monumentali collegati tra loro da passaggi e arcate, Piazza dei Signori, anche conosciuta come Piazza Dante, è il centro del potere amministrativo di Verona: qui potrai ammirare la Loggia del Consiglio con il suo porticato, il Palazzo di Cansignorio (detto anche del Capitano) e il Palazzo della Regione. Al centro della piazza troverai la grande statua di Dante Alighieri che, proprio a Verona, trovò rifugio durante il suo esilio da Firenze.

ARCHE SCALIGERE

A fianco della chiesa di Santa Maria Antica ed a pochi metri dalla piazza dei Signori, si trovano le Arche Scaligere, il monumentale complesso funerario in stile gotico degli antichi Signori di Verona,

destinato a contenere le arche (o tombe) di alcuni illustri rappresentanti della casata, tra cui quella del più grande Signore della città, Cangrande, a cui Dante dedicò il Paradiso!

CASA DI GIULIETTA

Via Cappello n.23. Probabilmente è questo l’indirizzo più famoso di Verona. Qui, secondo la tradizione, abitava la famiglia dei Capuleti. Oltrepassando l’imponente cancello si accede al cortile dove la statua di bronzo di Giulietta accoglie i visitatori sullo sfondo di uno splendido edificio rinascimentale a mattoncini rossi, ricoperto di piante rampicanti.

Forse i più romantici resteranno delusi, ma l’aspetto della casa è stato modellato sul finire degli anni ‘30, sotto la direzione di Antonio Avena,  per ricreare l’antica scenografia rinascimentale, ispirandosi al famoso dipinto ottocentesco di Hayez, Il bacio. Anche il balcone  è risultato di un’abile assemblaggio… si tratta di resti marmorei del XIV secolo che giacevano al Museo di Castelvecchio.

Per informazioni sugli orari di apertura ed il costo dei biglietti si può visitare il sito casadigiulietta

I PONTI DI VERONA

Tra i ponti di Verona i più importanti sono il Ponte Pietra,  l’unico ponte romano rimasto in città, ed il Ponte Scaligero, un imponente ponte medievale conosciuto anche come Ponte di Castelvecchio. Lungo più di 120 metri, è caratterizzato da una parte inferiore in marmo bianco e una parte superiore in cotto.

TEATRO ROMANO

Ai piedi del colle di San Pietro, vicino al Ponte Pietra, si trova l’antico Teatro Romano di Verona risalente al I secolo a.C.. Ogni estate il teatro fa da palcoscenico a un festival dedicato al teatro shakespeariano

CASTELVECCHIO 

Originariamente chiamato castello di San Martino in Aquaro, è un fortino medievale situato nel centro storico di Verona ed adibito a sede dell’omonimo museo civico, uno dei più importanti della città, che conserva al suo interno numerosi capolavori d’arte tra cui i dipinti del Pisanello, Tiepolo, Carpaccio e Veronese.  

Castelvecchio è il più importante monumento militare della signoria scaligera. La sua struttura si divide in tre parti (la Corte della Reggia, la Corte d’Armi e la Corte del Mastio) ed è caratterizzata da una cinta muraria merlata.

LE CHIESE DI VERONA

Il tour della città non poteva concludersi senza menzionare il grandissimo patrimonio storico legato all’arte sacra. Verona è ricca di meravigliose chiese, quelle che ho visitato e ti suggerisco di vedere sono:

Il Duomo (Cattedrale di Santa Maria Assunta), sorge su un’antica costruzione paleocristiana ed è il principale luogo di culto della città. Fa parte di un complesso architettonico che comprende anche il palazzo del vescovado, il chiostro dei Canonici, la biblioteca capitolare, il battistero di San Giovanni in Fonte e la chiesa di Sant’Elena.

La Basilica di Santa Anastasia, si trova nella parte finale del decumano massimo della città in epoca romana, in prossimità del luogo in cui l’Adige è attraversato dal Ponte Pietra. Si tratta del principale esempio di costruzione gotica della città.

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AGROPOLI: IL MARE DEL CILENTO

Agropoli sorge sul confine tra la Costiera Cilentana ed il Golfo di Salerno. Come lascia intendere il suo nome, la città sorge sulla sommità di un costone roccioso a picco sul blu del Tirreno. Si tratta di uno di quei tanti piccoli tesori nascosti che l’Italia custodisce gelosamente.

In passato è stata una colonia della Magna Grecia, oggi, invece, rappresenta una porta aperta sul Parco Nazionale del Cilento e su tutta la costa meridionale campana.

Fin ora è rimasta al riparo dalle grandi invasioni turistiche che caratterizzano la Costiera Amalfitana, di conseguenza ha conservato un’atmosfera tranquilla e rilassata che consente di godere con calma delle sue  bellezze storiche e paesaggistiche.

Le spiagge

Se vuoi trascorrere una vacanza all’insegna del relax e goderti il mare e la spiaggia sicuramente la zona ideale è il lungomare San Marco dove si trovano vari lidi attrezzati, ideali per famiglie e bambini.

La più rinomata tra le spiagge di Agropoli è l’affascinante Baia di Trentova, collegata alla terraferma da una lingua di terra. La baia, con il suo scoglio caratteristico, il suo bel panorama e le sue acque limpide, vanta un paesaggio naturale incontaminato ed è una delle più apprezzate dai bagnanti del posto.

Il centro storico di Agropoli

Agropoli, però, non è solo mare e spiaggia! La cittadina, infatti, vanta anche un bellissimo centro storico, dominato dal Castello Aragonese.

La storia del castello è raccontata in un video proiettato a ciclo continuo nei suoi sotterranei, la voce narrante è quella di Luisa Sanfelice, personaggio minore della rivoluzione napoletana del 1799, la cui vicenda umana ispirò il romanzo di Alexandre Dumas (padre), La San Felice.

Al borgo medievale si accede tramite una monumentale porta d’ingresso posta al termine della salita degli “scaloni”, uno dei pochi esempi di salita a gradoni, caratterizzati da gradinate larghe e basse, sopravvissuti alle esigenze del traffico moderno.

Meritano una visita anche le due chiese del centro storico dedicate una ai SS Pietro e Paolo e l’altra a Santa Maria di Costantinopoli, quest’ultima si trova in una suggestiva piazzetta che affaccia sul mare.

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Se hai tempo puoi visitare anche i dintorni di Agropoli. In circa 10 minuti di auto si raggiunge il parco archeologico di Paestum, una delle più belle eredità che la Magna Grecia ci abbia lasciato!

I MISTERI DI CASTEL DEL MONTE

In Puglia, nell’altopiano delle Murge, sorge Castel del Monte. Misterioso, affascinante ed esoterico.

E’ uno dei luoghi più indecifrabili che io abbia visitato. Ogni volta sono andata via con la sensazione che ci fosse qualcosa che non riuscivo a capire…

Un po’ di storia

Castel del Monte fu costruito nel XIII secolo per volontà di Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia, nel 1996 è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Abbiamo poche testimonianze relative alla sua costruzione, tanto che risulta incerta anche l’attribuzione ad preciso architetto. Sappiamo però che nel 1246 il castello fu usato per il banchetto di nozze di Violante, figlia naturale di Federico e Bianca Lancia, con il conte di Caserta Riccardo Sanseverino. Il resto della storia del castello è avvolta dalla nebbia.

E’ sicuramente stato utilizzato come carcere e fu più volte devastato, per poi diventare un ricovero per pastori e briganti.

Nel 1876 il castello, in pessime condizioni, venne acquistato dallo Stato italiano, che ne predispose il restauro a partire dal 1879.

L’architettura di Castel del Monte

Dal punto di vista architettonico si tratta di un edificio a pianta ottagonale con otto torri, anch’esse ottagonali, che si innestano ad ogni angolo. Internamente lo spazio è suddiviso in due piani in cui si susseguono stanze trapezoidali. Alcune delle torri servono da collegamento tra i due piani ed ospitano delle scale a chiocciola che si sviluppano in senso antiorario e contano ciascuna 44 gradini.

Il mistero

Il vero fascino di questo luogo, tuttavia, non risiede tanto nella sua storia o nel suo aspetto, quanto piuttosto nelle sue stesse origini. Perché è stato costruito Castel del Monte? E’ questo il mistero!

Basta guardarlo per capire che non è stato concepito per essere una residenza.

Questo è stato il punto di partenza per le innumerevoli ipotesi che si sono succedute nel tempo.

Si è ipotizzato veramente di tutto…

  • Forse Castel del Monte è stato creato per essere una sorta di “tempio laico del sapere”, un luogo in cui dedicarsi allo studio delle scienze. Del resto si tratta di un’opera grandiosa, sintesi di raffinate conoscenze matematiche, geometriche ed astronomiche.
  • Forse il castello poteva servire da “centro benessere”, come una specie di hammam arabo. A suggerirlo sarebbero gli ingegnosi sistemi di canalizzazione e raccolta dell’acqua, le numerose cisterne per la sua conservazione ed in generale la particolare conformazione dell’intero complesso, che prevede un percorso interno obbligato (data l’assenza di corridoi!).
  • Forse (questa è l’ipotesi più prosaica!) Federico II costruì il castello solo per far vedere che poteva permetterselo, per dimostrare il proprio potere. La forma ottagonale, infatti, sembra richiamare quella della sua corona. In questo caso il castello non sarebbe servito a niente, sarebbe stato solo un monumento al potere imperiale.
  • Forse, invece, Castel del Monte era destinato a qualche finalità esoterica. L’edificio, infatti, è carico di simbolismi. L’ottagono, ripetuto infinite volte nella sua architettura, è una forma geometrica simbolica: si tratta della figura intermedia tra il quadrato (simbolo della terra) e il cerchio (simbolo del cielo); quindi segnerebbe la congiunzione tra l’uno e l’altro.

Per informazioni sugli orari di apertura e sul costo dei biglietti si può visitare il sito casteldelmonte.beniculturali.it

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IL CAMMINO DI SAN BENEDETTO

Questo è il racconto del viaggio di Stefano ed Alessandro – padre e figlio, 48 e 12 anni –  che, zaino in spalla, hanno percorso le prime 5 tappe del Cammino di San Benedetto.

Sono partiti il 7 luglio scorso ed hanno camminato per circa 18 km al giorno, attraversando parte dell’Umbria e del Lazio.

Le tappe del Cammino di San Benedetto

Il Cammino di San Benedetto è un percorso che tocca le località più significative nella vita del Santo: Norcia, dove nacque; Subiaco, dove pose le basi della sua regola; e Montecassino, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita dopo aver fondato l’abbazia che sarebbe diventata il luogo simbolo dell’Ordine Benedettino.

L’intero percorso è articolato in 16 tappe: Norcia, Cascia, Monteleone di Spoleto, Leonessa, Poggio Bustone, Rieti, Castel di Tora, Orvinio, Mandela, Subiaco, Trevi nel Lazio, Collepardo, Casamari, Arpino, Roccasecca e Montecassino.

Le tappe sono pensate per essere percorse a piedi (in circa 16 giorni) o in bici (in circa 7 giorni) e vedono l’alternarsi di sentieri, vie brecciate e strade asfaltate a bassa percorrenza.

Le credenziali dei pellegrini

Stefano ed Alessandro, prima di partire, si sono registrati sul sito www.camminodibenedetto.it per ottenere le “credenziali”, una sorta di passaporto dei pellegrini sul quale vengono apposti i timbri dei vari luoghi di passaggio e che dà diritto, una volta giunti a Montecassino, a ricevere il testimonium, cioè il documento di avvenuto pellegrinaggio. Le credenziali consentono anche di soggiornare a prezzi molto vantaggiosi nelle numerose strutture convenzionate, sparse lungo tutto il cammino.

Consigli ed informazioni utili

L’intero percorso è molto ben segnalato. Ovunque sono visibili i cartelli con il simbolo del Cammino, una “b” sovrastata da una croce di colore ocra.

In ogni caso, per sicurezza, i nostri due pellegrini avevano anche scaricato le tracce GPS del percorso presenti sul sito (è possibile scaricare le tracce GPS sia del percorso a piedi che in bici, costantemente aggiornate!).

Probabilmente i periodi migliori per partire sono la primavera e l’autunno.

A luglio l’afa non lascia tregua, tanto che non c’erano molti altri pellegrini lungo il cammino!

Infine, se state pensando anche voi di incamminarvi sulle orme di San Benedetto, alcuni consigli da parte di Stefano:

  • Se volete partire in gruppo preferite una compagnia poco numerosa (6 o 7 persone al massimo!) perché molte delle strutture ricettive sono piuttosto piccole e trovare alloggio tutti insieme diventerebbe difficile.
  • Se avete tempo a disposizione fate almeno 7 o 8 tappe, più si va avanti e più si entra nello spirito del Cammino.
  • Non organizzate proprio tutto, lasciate un po’ di spazio all’imprevisto. Spesso le esperienze migliori sono quelle capitano all’improvviso!
  • Il Cammino esiste grazie agli sforzi di tante piccole associazioni locali che, collaborando con gli ideatori del percorso, hanno ripristinato i vecchi sentieri. Il Cammino ha ridato vita a tanti piccoli borghi, spesso poco conosciuti, ma ricchi  di interesse per un viaggiatore attento. Quindi non abbiate fretta! Ogni tappa è una scoperta e solo viaggiando con calma avrete la possibilità di viverla a pieno!

GRAZIE A STEFANO ED ALESSANDRO PER AVER CONDIVISO LA LORO ESPERIENZA E LE IMMAGINI DEL LORO VIAGGIO!