COSA VEDERE A CASTEL GANDOLFO

Immerso nella splendida cornice dei Castelli Romani, sulle rive del lago di Albano, Castel Gandolfo è la meta ideale per chi voglia trascorrere una bella giornata in famiglia, magari con bimbi al seguito, oppure per chi voglia concedersi una pausa rigenerante in un luogo diverso dal solito.

Si tratta di un splendido borgo in cui si è circondati dalla storia e dalla bellezza del paesaggio, del resto non è un caso che per secoli sia stato scelto come residenza estiva da papi e da principi romani!

Ecco i principali luoghi di interesse da visitare a Castel Gandolfo:

Il Palazzo Pontificio

Fu costruito nel 1628, su iniziativa di papa Urbano VIII.  L’edificio, al cui progetto lavorò anche Bernini, racchiude la straordinaria storia della vita dei papi degli ultimi cinquecento anni. Il palazzo è stato aperto al pubblico solo nel 2016, quando papa Francesco rinunciò ad utilizzarlo come residenza estiva. Attualmente fa parte, insieme alle Ville Pontificie, del circuito dei Musei Vaticani.

Le Ville Pontificie

Si tratta di un complesso di strutture formato da tre parti.

La prima è costituita dai Giardini Pontifici, cuore originario della Villa Pontificia, creati durante il pontificato di Urbano VIII.

La seconda è costituita da Villa Cybo, costruita dal cardinal Camillo Cybo ed annessa al complesso delle Ville Pontificie da papa Clemente XIV, che l’acquistò nel 1774 dal proprietario dell’epoca, il duca di Modena.

Infine, la terza parte è costituita da Villa Barberini, edificata da Matteo Barberini, nipote di Papa Urbano VIII. Quest’ultima venne inclusa nelle Ville Pontificie solo nel 1929.

La Collegiata Pontificia di San Tommaso da Villanova

Venne realizzata da Gian Lorenzo Bernini nel 1658, per volontà di Papa Alessandro VII.

I siti archeologici

Nel territorio di Castel Gandolfo ci sono varie testimonianze di epoca romana come: i resti della villa di Publio Clodio Pulcro, una villa di età repubblicana, ora inclusa all’interno di villa Santa Caterina, di proprietà del Pontificio Collegio Nord-Americano; ed i resti della villa realizzata dall’imperatore Tito Flavio Domiziano tra 81 e il 96 d.C., attualmente ubicati all’interno di Villa Barberini.

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I sapori di Castel Gandolfo: Le Fraschette

Se vuoi “assaporare” pienamente l’atmosfera di Castel Gandolfo non perderti le bontà offerte dalle tante Fraschette. Si tratta di locali tipici della zona dei Castelli Romani, nati per bere il vino dell’annata, magari accompagnato da un po’ di porchetta.  Erano locali semplici, che per lo più si trovavano in cantine fresche ed umide.

L’origine del nome è incerta. Potrebbe derivare o dalla cittadina di Frascati oppure dal fatto che in passato, al posto dell’insegna, avevano una frasca (un ramo di un albero, solitamente di uva o ulivo) fuori dalla porta. Oggi le fraschette sono molto cambiate! Si sono trasformate in vere e proprie chicche gourmet dove gustare i prodotti IGP della tradizione romana!

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COSA VISITARE A PERUGIA

Perugia conserva pressoché intatte le tracce del suo nobile passato.

Città etrusca, romana, medievale, ma anche città universitaria tra le più antiche d’Italia e del mondo!

Con la sua storia, le sue erte stradine medievali, i suoi panorami mozzafiato e le sue tante golose specialità, Perugia è in grado di offrire moltissimo ai visitatori!

Ecco alcuni suggerimenti su cosa vedere durante il tuo week-end perugino:

Fontana Maggiore

E’ il simbolo della città di Perugia e sorge al centro si Piazza IV Novembre.

Si tratta di uno dei massimi esempi di scultura medievale italiana. Fu costruita nella seconda metà del XIII secolo su progetto di Nicola e Giovanni Pisano per celebrare l’inaugurazione del nuovo acquedotto di Monte Pacciano che consentì l’arrivo dell’acqua nella cittadella medievale.

La vasca inferiore è decorata con 50 formelle raffiguranti i mesi dell’anno con i segni zodiacali e le scene della tradizione agraria che li contraddistinguono.

Cattedrale di San Lorenzo

La cattedrale di San Lorenzo è uno degli edifici religiosi più rappresentativi della città. Al suo interno si conservano la Deposizione della Croce di Federico Barocci e la preziosa reliquia dell’anello nuziale della Vergine. Edificata nel corso del XV secolo è composta da varie stratificazioni corrispondenti alle diverse fasi costruttive che si sono susseguite.

Nel chiostro della cattedrale ha sede il Museo Capitolare di San Lorenzo.

Palazzo dei Priori

Sempre restando in Piazza IV Novembre puoi ammirare lo splendido Palazzo dei Priori, in stile gotico, costruito tra il 1293 e il 1443. Per accedervi devi attraversare un portale sormontato dalle statue delle icone della città: il grifo ed il leone.

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Al suo interno troverai la Sala dei Notari, un ambiente con una volta sostenuta da arcate romaniche e interamente affrescato con raffigurazioni allegoriche e storie bibliche. Il Palazzo è la sede del comune ed ospita la Galleria Nazionale dell’Umbria, il Nobile Collegio della Mercanzia ed il Nobile Collegio del Cambio.

Galleria Nazionale dell’Umbria

Si trova agli ultimi piani del Palazzo dei Priori e conserva la più grande e importante raccolta di opere d’arte della regione. Le opere risalgono a un periodo che va dal XIII al XIX secolo e sono ordinate secondo un percorso cronologico. Spiccano i capolavori dei più grandi artisti italiani tra cui  Beato Angelico, Piero della Francesca, Pinturicchio e Perugino.

Per informazioni sugli orari di apertura ed il costo dei biglietti si può visitare il sito gallerianazionaledellumbria.

La Rocca Paolina

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E’ il simbolo del potere pontificio che, per oltre tre secoli, dominò la città. Fu eretta tra il 1540 e il 1543 per volere di Papa Paolo III Farnese. Passeggiare nella Rocca è un’esperienza davvero unica che consente di immergersi appieno nell’atmosfera della Perugia medievale.

La fortezza, inoltre, è stata adibita a spazio espositivo e ospita mostre ed attività culturali.

Basilica di San Domenico

La Basilica, che affaccia sulla piccola piazzetta Giordano Bruno, lungo corso Cavour, è uno degli edifici religiosi più importanti della città.

Fu costruita in varie fasi tra il XIV e il XV secolo e, nel corso del tempo, gran parte del suo patrimonio venne disperso a causa delle requisizioni napoleoniche e delle vendite demaniali. Vale comunque la pena visitarla soprattutto per il suo maestoso campanile, uno dei monumenti simbolo di Perugia, ed il monumento funebre dedicato a Papa Benedetto XI.

Pozzo Etrusco

Il Pozzo Etrusco o Pozzo Sorbello è un vero e proprio capolavoro dell’ingegneria idraulica risalente al III secolo a.C. Con i suoi 36 metri di profondità per oltre 5 metri di diametro era uno dei principali serbatoi di acqua pubblica della città durante l’epoca etrusca e romana. Oggi è possibile visitare il pozzo grazie a un sistema di scale che permettono di raggiungere il punto più profondo.

Ipogeo dei Volumni

Se sei un appassionato di archeologia non puoi perderti l’Ipogeo dei Volumni.

L’ipogeo fa parte della necropoli etrusca del Palazzone composta da quasi 200 tombe.

La necropoli fu scoperta nell’Ottocento e riportata alla luce nel 1963, si trova a pochi chilometri dal centro di Perugia ed è uno degli esempi più significativi dell’architettura funeraria etrusca.

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Museo Storico Perugina e Casa del Cioccolato

Il cioccolato è la tua passione? Il Museo Storico Perugina è il luogo che fa per te!

Qui potrai scoprire la storia, i segreti e le tecniche di lavorazione dell’oro degli dei.

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GUBBIO: LA CITTA’ DEI MATTI

Gubbio oltre ad essere una delle più belle cittadine dell’Umbria è anche soprannominata la “Città dei matti”.

Secondo la tradizione locale, infatti, è addirittura possibile prendere la “patente da matto”.

Per farlo bastano tre giri di corsa intorno alla cinquecentesca “Fontana dei Matti” in largo Bargello.

E’ così che ci si guadagna l’ambito stemma!

GUBBIO IN UN GIORNO

Questo itinerario è pensato per chi ha un solo giorno per visitare Gubbio, se invece hai la fortuna di avere più tempo puoi percorrerlo con più calma e gustare appieno il fascino medievale di questa incantevole cittadina.

Puoi iniziare il tuo tour di Gubbio dal Teatro Romano, oggi ancora utilizzato per spettacoli estivi, che accoglie i visitatori ai piedi della cittadina.

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Lì vicino si trova un grande parcheggio dove puoi lasciare l’auto e proseguire a piedi.

Non spaventarti per le ripide salite…se ti prende la stanchezza puoi sempre utilizzare i vari ascensori dislocati nel centro storico!

Avviandoti dal parcheggio verso la città passerai di sicuro per Piazza 40 Martiri. Qui si trova la curiosa Loggia dei Tiratori… la curiosità sta nel fatto che, a dispetto del suo nome, serviva a stendere (o tirare) i panni e non a dare riparo agli arcieri!

Lasciando Piazza dei 40 martiri, e passando per Via della Repubblica, si arriva a Piazza S. Giovanni con la sua chiesa del XIII secolo…se hai visto la fiction “Don Matteo” la riconoscerai immediatamente!

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Dopo un po’ di salita si arriva a Piazza Grande, probabilmente il luogo più suggestivo di Gubbio.

Il colpo d’occhio è fantastico con il suo slargo affacciato sulla vasta pianura e sovrastata dal Palazzo dei Consoli dove oggi si trova il Museo Civico.

Salendo ancora tra gli stretti vicoli si arriva al Duomo risalente alla fine del XII secolo.

Nei pressi del Duomo si trova anche il Palazzo Ducale di Gubbio costruito da Federico da Montefeltro, duca di Urbino. Questo è l’unico esempio di architettura rinascimentale in una città prettamente medievale. Le sale interne ospitano un’interessante raccolta di opere pittoriche che narrano le principali fasi evolutive della pittura eugubina tra il XIII e XVIII secolo.

SOPRA I TETTI DI GUBBIO

Se vuoi fare un’esperienza diversa dal solito ti consiglio di prendere la funivia che porta dal centro della città sul Monte Ingino. Si sale per 500 metri, sospesi nel vuoto, per arrivare alla Basilica di Sant’Ubaldo, dove vengono conservati i 3 ceri simbolo della città su cui vengono montate le statue di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio. Durante la festa del patrono, il 15 maggio, i ceri vengono portati di corsa dal Palazzo dei Consoli fino alla basilica, passando per le strade della città.

Per conoscere gli orari della funivia si può visitare il sito funiviagubbio.it.

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ABRUZZO NASCOSTO: LE GROTTE DI STIFFE

Le grotte di Stiffe sono un complesso di grotte carsiche situate nell’omonima località, nel territorio del comune di San Demetrio ne’ Vestini (AQ),  ricomprese all’interno del parco naturale regionale Sirente-Velino.

Le Grotte, tecnicamente, sono una “risorgenza”, cioè il punto in cui un fiume torna alla luce dopo un tratto sotterraneo. Si tratta di un caso praticamente unico in Italia! Quasi tutte le altre grotte, infatti, hanno già raggiunto la loro conformazione definitiva e pertanto si dicono “fossili”. A Stiffe, invece, si può ancora assistere allo straordinario processo con cui l’acqua plasma la grotta.

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Le grotte sono incredibilmente belle! Ovunque l’acqua da spettacolo creando laghetti, ruscelli e fragorose cascate. Il percorso turistico è lungo circa 700 metri e si è sempre accompagnati da una guida.

Infine qualche consiglio pratico:

–           i biglietti per visitare le grotte sono acquistabili on-line sul sito visitsandemetrio.it;

–           la temperatura interna è di circa 10 gradi quindi è il caso di portare una felpa!

–           la visita guidata dura circa un’ora.

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IL CAMMINO DI SAN BENEDETTO

Questo è il racconto del viaggio di Stefano ed Alessandro – padre e figlio, 48 e 12 anni –  che, zaino in spalla, hanno percorso le prime 5 tappe del Cammino di San Benedetto.

Sono partiti il 7 luglio scorso ed hanno camminato per circa 18 km al giorno, attraversando parte dell’Umbria e del Lazio.

Le tappe del Cammino di San Benedetto

Il Cammino di San Benedetto è un percorso che tocca le località più significative nella vita del Santo: Norcia, dove nacque; Subiaco, dove pose le basi della sua regola; e Montecassino, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita dopo aver fondato l’abbazia che sarebbe diventata il luogo simbolo dell’Ordine Benedettino.

L’intero percorso è articolato in 16 tappe: Norcia, Cascia, Monteleone di Spoleto, Leonessa, Poggio Bustone, Rieti, Castel di Tora, Orvinio, Mandela, Subiaco, Trevi nel Lazio, Collepardo, Casamari, Arpino, Roccasecca e Montecassino.

Le tappe sono pensate per essere percorse a piedi (in circa 16 giorni) o in bici (in circa 7 giorni) e vedono l’alternarsi di sentieri, vie brecciate e strade asfaltate a bassa percorrenza.

Le credenziali dei pellegrini

Stefano ed Alessandro, prima di partire, si sono registrati sul sito www.camminodibenedetto.it per ottenere le “credenziali”, una sorta di passaporto dei pellegrini sul quale vengono apposti i timbri dei vari luoghi di passaggio e che dà diritto, una volta giunti a Montecassino, a ricevere il testimonium, cioè il documento di avvenuto pellegrinaggio. Le credenziali consentono anche di soggiornare a prezzi molto vantaggiosi nelle numerose strutture convenzionate, sparse lungo tutto il cammino.

Consigli ed informazioni utili

L’intero percorso è molto ben segnalato. Ovunque sono visibili i cartelli con il simbolo del Cammino, una “b” sovrastata da una croce di colore ocra.

In ogni caso, per sicurezza, i nostri due pellegrini avevano anche scaricato le tracce GPS del percorso presenti sul sito (è possibile scaricare le tracce GPS sia del percorso a piedi che in bici, costantemente aggiornate!).

Probabilmente i periodi migliori per partire sono la primavera e l’autunno.

A luglio l’afa non lascia tregua, tanto che non c’erano molti altri pellegrini lungo il cammino!

Infine, se state pensando anche voi di incamminarvi sulle orme di San Benedetto, alcuni consigli da parte di Stefano:

  • Se volete partire in gruppo preferite una compagnia poco numerosa (6 o 7 persone al massimo!) perché molte delle strutture ricettive sono piuttosto piccole e trovare alloggio tutti insieme diventerebbe difficile.
  • Se avete tempo a disposizione fate almeno 7 o 8 tappe, più si va avanti e più si entra nello spirito del Cammino.
  • Non organizzate proprio tutto, lasciate un po’ di spazio all’imprevisto. Spesso le esperienze migliori sono quelle capitano all’improvviso!
  • Il Cammino esiste grazie agli sforzi di tante piccole associazioni locali che, collaborando con gli ideatori del percorso, hanno ripristinato i vecchi sentieri. Il Cammino ha ridato vita a tanti piccoli borghi, spesso poco conosciuti, ma ricchi  di interesse per un viaggiatore attento. Quindi non abbiate fretta! Ogni tappa è una scoperta e solo viaggiando con calma avrete la possibilità di viverla a pieno!

GRAZIE A STEFANO ED ALESSANDRO PER AVER CONDIVISO LA LORO ESPERIENZA E LE IMMAGINI DEL LORO VIAGGIO! 

COSA VEDERE IN UMBRIA IN UN WEEK-END

Cosa vedere in Umbria: viaggio nel cuore verde d’Italia

L’Umbria è una regione che non si visita, si attraversa lentamente.

Chiamata il “cuore verde d’Italia”, è fatta di colline morbide, borghi sospesi nel tempo e città che custodiscono secoli di storia. È una terra che non colpisce con effetti spettacolari, ma conquista poco a poco, con discrezione.

Perfetta per chi cerca un viaggio più intimo, lontano dai ritmi frenetici e dalle mete troppo affollate.

Perché visitare l’Umbria

Ci sono luoghi che si impongono con la loro grandiosità, e altri che si lasciano scoprire lentamente. L’Umbria appartiene alla seconda categoria.

Qui il viaggio diventa più silenzioso, più autentico.

È la destinazione ideale per chi ama:

  • i borghi medievali
  • la natura incontaminata
  • un ritmo di viaggio lento e consapevole

Non è un luogo da “vedere tutto”, ma da vivere.

Cosa vedere in Umbria: tappe imperdibili

Un itinerario in Umbria può essere costruito in molti modi, ma alcune tappe riescono a raccontare meglio di altre l’anima della regione.

ORVIETO

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La città sorge su una rupe di tufo ed il suo skyline è dominato dalle inconfondibili guglie del Duomo. Questo capolavoro dell’architettura gotica venne costruito nel 1290 per dare una degna collocazione al “Miracolo di Bolsena”, ovvero un‘ostia consacrata da cui fuoriuscì del sangue.

Sicuramente il Duomo è l’emblema di Orvieto, ma c’è molto altro da scoprire!

Innanzi tutto il Palazzo dei Sette con la Torre del Moro. Il palazzo deve il suo nome al fatto che in epoca medievale ospitava i sette magistrati che rappresentavano le maggiori corporazioni e mestieri di Orvieto, oggi è sede di mostre ed eventi. Dalla torre, invece, si gode di una vista unica sulla città.

Poi il Pozzo di San Patrizio, l’armoniosa opera di ingegneria artistica costruita da Antonio da Sangallo per volontà di Papa Clemente VII nel 1527 (preparatevi: ci sono 248 gradini!).

Infine c’è la possibilità di fare un interessante tour guidato underground, con partenza da Piazza del Duomo.

COSA VEDERE IN UMBRIA: L’ISOLA POLVESE

Nel lago Trasimeno, il più esteso dell’Italia centrale, ci sono tre isole ovvero, in ordine di grandezza, la Polvese, la Maggiore e la Minore.

Io ho visitato l’isola Polvense. Partendo da San Feliciano si impiegano circa 10 minuti di battello. Appena scesi, di fronte al porticciolo, si può vedere la “Villa”, un edificio ottocentesco oggi convertito in un centro servizi. A pochi passi si possono ammirare le rovine di un castello del XIII secolo. Proseguendo si giunge al Monastero dei Monaci Olivetani con la Chiesa di San Secondo. Superato il fitto bosco sulla destra, si giunge alla spiaggia attrezzata dove si trovano il parco giochi ed i campi di pallavolo.

L’isola Polvense è un piccolo paradiso naturalistico, ideale per una passeggiata romantica o per una gita in famiglia!

TODI

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Il cuore di questa bellissima città medievale è Piazza del Popolo, attorno alla quale sorgono gli edifici più insigni di Todi: il Duomo dell’Annunziata, in stile romanico-gotico; Palazzo dei Priori; il Palazzo del Capitano, che ospita il Museo Civico; ed il Palazzo del Popolo, storica sede del Comune, è collegato al Palazzo del Capitano ed ospita anch’esso il Museo.

Prima di arrivare al centro di Todi, fuori dalle sue mura medievali, ci si imbatte inevitabilmente nel Tempio di Santa Maria della Consolazione e, per uno strano effetto ottico, pare quasi che la strada finisca proprio dentro la Chiesa!

Si tratta di uno degli edifici-simbolo della nostra architettura rinascimentale. La paternità del progetto è stata attribuita al Bramante, ma in realtà non ci sono delle vere testimonianze storiche che lo possano confermare. Resta il fatto che, chiunque l’abbia progettata, è incredibilmente bella!

CASCATA DELLE MARMORE

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“Rimbombo di acque! Dalla scoscesa altura il Velino fende il baratro consunto dai flutti.”

Lord Byron

La cascata è formata dalle acque del fiume Velino che si tuffano nelle sottostanti Gole del Nera e fa parte del Parco Fluviale del Nera. E’ una cascata a flusso controllato, gli orari di rilascio delle acque sono consultabili online.

L’area turistico-escursionistica della Cascata delle Marmore offre la possibilità di svolgere tantissime attività diverse agli amanti dello sport e della vita all’aria aperta; si può accedere sia dal Belvedere Superiore, che dal Piazzale Byron.

Per informazioni sulle aperture, i biglietti e le visite guidate si può consultare il sito cascatadellemarmore.

COSA VEDERE IN UMBRIA: SPOLETO

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“Spoleto è la scoperta più bella che ho fatto in Italia, c’è una tale ricchezza di bellezze pressoché sconosciute, di monti, di valli, foreste di querce, conventi, cascate!”

Hermann Hesse

Spoleto è stata veramente una magnifica scoperta!

Ho passeggiato tra i suoi vicoli, gustato la Crescionda e visitato alcuni dei luoghi simbolo della città: il Duomo e la Rocca.

Il Duomo venne costruito in stile Romanico sul finire del XII secolo, tuttavia l’interno fu quasi completamente rifatto in epoca barocca.

La Rocca Albornoziana, invece, fu costruita per volere di Papa Innocenzo VI per rafforzare l’autorità della Chiesa nell’Italia centrale in vista del ritorno a Roma della sede pontificia, dopo la cattività avignonese.

Appena fuori dalla città, raggiungibile a piedi attraverso il Ponte delle Torri, c’è il sentiero denominato “Giro dei Condotti”. Il percorso è prevalentemente pianeggiante ed offre una bellissima veduta dell’intera Valle Spoletana.   

Natura e paesaggi

L’Umbria è una regione che si scopre anche fuori dalle città.

Colline, boschi, laghi e campagne costruiscono un paesaggio armonioso, mai eccessivo, ma sempre capace di trasmettere equilibrio e quiete.

È una terra che invita a rallentare, a osservare, a respirare.

CONSIGLI PRATICI

Per vivere davvero questa regione, il modo migliore è prendersi il proprio tempo.

Alcuni consigli pratici:

  • Auto consigliata: molte zone sono difficili da raggiungere con i mezzi
  • Durata ideale: 3–5 giorni per un primo itinerario
  • Periodo migliore: primavera e autunno, quando i colori rendono il paesaggio ancora più suggestivo

Un viaggio lento

L’Umbria non è una destinazione da spuntare su una lista.

È un luogo da attraversare lentamente, lasciandosi guidare più dalle sensazioni che dall’itinerario.

Forse è proprio questo il suo fascino: non ti travolge, ma ti resta dentro.

E quando riparti, hai la sensazione di aver scoperto qualcosa che va oltre i luoghi.

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L’ ABBAZIA DI MONTECASSINO

L’Abbazia di Montecassino è una delle abbazie più celebri al mondo ed è considerata la culla del monachesimo occidentale.

Fu costruita nel 529 da San Benedetto e dai monaci che lo avevano seguito da Subiaco, dove già era stato eretto il Monastero di Santa Scolastica.

ABBAZIA DI MONTECASSINO: UN PO’ DI STORIA

La lunga storia dell’abbazia è fatta di alterne vicende di distruzione e rinascita.

Fu distrutta dai terremoti, saccheggiata dai Saraceni e bombardata nella Seconda Guerra Mondiale.

Ma nonostante tutto è ancora lì. Testimone di una storia millenaria.

L’Abbazia visse la sua epoca d’oro nell’XI secolo sotto la guida dell’Abate Desiderio, poi salito al Soglio Pontificio con il nome di Vittore III.

L’Abate Desiderio, oltre ad essere un uomo di fede, si rivelò anche un diplomatico lungimirante.

Instaurò un dialogo volto alla pace ed alla collaborazione con i dominatori Normanni e, durante il Grande Scisma, mantenne buoni rapporti con la chiesa d’Oriente. Fu grazie a lui, infatti, che giunsero da Bisanzio artisti ed architetti per aiutare nella ricostruzione dell’Abbazia.

I lavori terminarono nel 1071. La cerimonia per la consacrazione della chiesa fu uno degli eventi più importanti dell’XI secolo. Vi presero parte vescovi, arcivescovi e gli stessi reali Normanni.

Tuttavia ciò che ha reso l’abbazia famosa in tutto il mondo sono i monaci amanuensi.

Sono loro che, instancabili, lavoravano nello scriptorium cercando di catturare più luce possibile per copiare antichi codici.

E così, mentre ovunque c’erano le tenebre del Medioevo, in quest’Abbazia si lavorava per salvare le opere dei poeti, degli storici e dei naturalisti greci e latini.

Non è un caso che Montecassino sia nota come “Il faro della Civiltà Occidentale”.

I CHIOSTRI DELL’ABBAZIA DI MONTECASSINO

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L’Abbazia ha tre chiostri.

Nel primo, quello d’ingresso, è possibile ammirare il gruppo bronzeo raffigurante San Benedetto morente, dono del cancelliere tedesco Adenauer, mentre sotto il porticato si trova il mosaico del Cristo tra la Madonna e San Martino.

Usciti dal primo chiostro si entra nel secondo, quello del Bramante. Quello che oggi possiamo ammirare è il frutto di una ricostruzione basata sull’originale disegno del 1595. E’ sicuramente il più scenografico. Ai piedi della gradinata campeggia la statua di San Benedetto, miracolosamente scampata ai bombardamenti del 1944, e quella di sua sorella Santa Scolastica.

Il terzo chiostro è quello dei benefattori. Il suo disegno è attribuito ad Antonio da Sangallo il Giovane e la sua versione originale risale al 1513.

LA BASILICA

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La facciata della Basilica è caratterizzata da tre porte bronzee. Quella centrale, eseguita a Costantinopoli nel XI secolo, reca scolpito l’elenco dei possedimenti dell’abbazia. Quelle laterali, invece, furono donate dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.

L’interno della basilica è stato ricostruito, seguendo l’originario disegno seicentesco, con molti dei materiali recuperati dalle macerie. Qui è possibile ammirare, oltre alle splendide cappelle laterali, gli affreschi di Annigoni che hanno sostituito in parte quelli di Giordano, andati distrutti nel 1944.

L’altare maggiore, interamente ricostruito con elementi originali, si trova esattamente al di sopra del sepolcro di San Benedetto e Santa Scolastica.

Al di sotto dell’altare si trova la cripta, completamente rivestita di mosaici policromi. Realizzata nel 1544 scavando nella viva roccia della montagna, la cripta scampò ai bombardamenti Alleati del secondo conflitto mondiale.

Oggi l’Abbazia dispone anche di un Museo, sorto nel 1980 in occasione delle celebrazioni per il quindicesimo centenario della nascita di San Benedetto (che custodisce, tra l’altro, una splendida Natività del Botticelli),  di una Biblioteca, le cui origini si fanno risalire alla prima metà del VI secolo, e di una foresteria.

INFORMAZIONI UTILI

L’ Abbazia può essere raggiunta in auto (c’è un comodo parcheggio) o con il bus navetta che parte dalla stazione ferroviaria di Cassino.

Chi lo desidera può essere accolto nella foresteria interna del monastero per vivere alcuni giorni di ritiro spirituale seguendo i ritmi della quotidianità monastica.

Per conoscere gli orari di apertura al pubblico visita il sito Abbazia di Montecassino.

Per altre idee su cosa visitare nelle vicinanza dell’Abbazia leggi anche: COSA VEDERE IN PROVINCIA DI FROSINONE

I FANTASMI DEL CASTELLO DI FUMONE

Nel cuore del Lazio sorge uno dei luoghi più misteriosi della Ciociaria: il Castello di Fumone. Questo antico maniero medievale non è famoso solo per la sua storia millenaria, ma anche per le numerose leggende sui fantasmi che da secoli alimentano l’immaginario popolare.

Se ami i viaggi in luoghi poco noti e carichi di fascino, il castello di Fumone non può mancare nel tuo itinerario.

La storia del castello di Fumone

Partiamo dalla storia ufficiale del castello, quella realmente comprovata da documenti e testimonianze.

Fumone fu un importante luogo di avvistamento e segnalazione fin dalle sue remote ed oscure origini. Lo stesso nome “Fumone” deriva dai segnali di fumo che venivano usati per segnalare le invasioni nemiche provenienti da Sud e dirette a Roma.

Nel 962 il castello di Fumone divenne proprietà della Santa Sede grazie alla “Donazione Ottoniana”, per volontà dell’imperatore Ottone I di Sassonia.

In ogni caso l’episodio più importante avvenuto nel castello, quello che ha assegnato a Fumone un posto in tutti i libri di storia, risale al 1295 quando vi fu rinchiuso Papa Celestino V “che fece per viltade il gran rifiuto”.

Il papa morì nel castello il 19 maggio 1296, dopo mesi di dura prigionia, e fu canonizzato nel 1313.

Nel XVI secolo la Santa Sede affidò il castello alla famiglia dei Marchesi Longhi (attuali proprietari) che lo trasformò nella propria residenza estiva e decise di aprirlo al pubblico nel 1990.

Infine una curiosità: il castello ospita il giardino pensile più alto d’Europa, un’oasi sospesa a 800 metri!

Fantasmi e leggende

Passiamo ora all’altra parte storia del castello, quella misteriosa, fatta di avvenimenti inspiegabili e rumori sinistri che riecheggiano nella notte.

Il primo fantasma di Fumone è Maurizio Bordino, antipapa con il nome di Gregorio VII. Bordino, rinchiuso nel castello, ben presto vi trovò la morte. Il suo corpo, sepolto all’interno del maniero, non fu mai ritrovato!

Poi c’è Francesco Longhi-Caetani, il secondo fantasma del castello.

Un bambino morto in circostanze misteriose a metà del XIX secolo. Intorno alla sua scomparsa sono nate varie teorie nel corso del tempo. Tuttora, però, restano ignoti sia gli autori che l’arma del delitto.

Il corpo imbalsamato del piccolo Francesco giace nell’archivio del castello che, come narra la tradizione popolare, di notte riecheggia del pianto di dolore della madre, la Duchessa Emilia.

Visitare il Castello di Fumone

Se dopo aver scoperto queste storie di fantasmi ti è venuta voglia di visitare il castello, sappi che il castello di Fumone è aperto al pubblico e rappresenta una delle mete più affascinanti della Ciociaria.

Per conoscere gli orari di visita ed il costo dei biglietti si può visitare il sito castellodifumone.it

Situato su un’altura di circa 800 metri di altezza, domina la valle del Sacco e offre anche un panorama molto suggestivo sul territorio circostante.

Oltre alle sale storiche del maniero è possibile visitare anche il celebre giardino pensile, considerato uno dei più alti d’Europa.

Una visita al castello può essere facilmente abbinata alla scoperta di altri borghi e luoghi storici della provincia di Frosinone, come Anagni o la Certosa di Trisulti.