TURISMO SOSTENIBILE NEL 2022

Il turismo sostenibile è una tendenza in costante crescita, soprattutto grazie alla sempre maggiore sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali.

Booking ha dedicato un sondaggio proprio a questo tema.

I risultati, basati sulle opinioni di più di 30 mila turisti sparsi in 32 paesi, sono stati pubblicati ad aprile di quest’anno e, tra le altre cose, è emerso un dato molto positivo per la popolazione italiana, ovvero che “per l’93% degli italiani intervistati è importante viaggiare in modo sostenibile e il 60% dice di essere influenzato dalle recenti notizie sui cambiamenti climatici nello scegliere viaggi più sostenibili”.

Nel report sono anche riportati dati circa:

  • la scelta del soggiorno – dal sondaggio è risultato che ”il 78% dei viaggiatori globali e l’85% degli italiani dichiara di desiderare di soggiornare in una struttura sostenibile”;
  • le mete ed i periodi alternativi per viaggiare (predilezione per i viaggi in bassa stagione e le mete turistiche meno note);
  • la volontà di immergersi nella cultura locale scoprendone usanze ed abitudini;
  • la crescente attenzione all’utilizzo di mezzi di trasporto meno inquinanti e alla riduzione delle distanze percorse, prediligendo il turismo di prossimità.

TURISMO SOSTENIBILE: DOVE SOGGIORNARE

Continua a cresce la consapevolezza dell’esistenza dei soggiorni sostenibili e la loro visibilità è in aumento. Il 40% dei viaggiatori globali conferma di aver visto almeno un alloggio sostenibile su un sito di viaggi online durante lo scorso anno, mentre il 38% dice di cercare proattivamente le informazioni sugli impegni per la sostenibilità attuati dalle strutture prima di prenotare.

METE E PERIODI ALTERNATIVI

turismo-sostenibile-foto-di-andrew-ridley-unsplash

I viaggiatori concordano sul voler evitare le mete più popolari e visitate: negli ultimi 12 mesi un terzo (33%) dice di aver scelto di viaggiare in bassa stagione, mentre più di un quarto (27%) ha scelto mete meno note per evitare il turismo di massa.

A tal proposito, pensando ai viaggi futuri, il 40% degli intervistati ha dichiarato che viaggerebbe esclusivamente in bassa stagione per evitare periodi troppo affollati e il 64% eviterebbe le mete e le attrazioni più popolari, così da garantire una redistribuzione più equa dell’impatto positivo del proprio viaggio. Circa un terzo (31%) sceglierebbe addirittura una meta alternativa rispetto alla sua preferita, per scongiurare il turismo di massa.

TURISMO SOSTENIBILE: CULTURA E COMUNITÀ LOCALI

turismo-sostenibile-foto-di-roman-hinex-unsplash

Una filosofia rigenerativa sta influenzando il processo decisionale dei viaggiatori: più della metà intende lasciare i posti visitati in una condizione migliore di quella in cui li hanno trovati; i due terzi vogliono vivere esperienze rappresentative della cultura locale. Infatti, più di un quarto dei viaggiatori intervistati (27%) dice di aver approfondito la cultura, i valori e le tradizioni locali della meta scelta prima di averla visitata, mentre una persona su quattro (25%) sarebbe disposta a pagare di più per le attività da fare in viaggio per contribuire alle comunità locali.

IL PUNTO DI SVOLTA PER I TRASPORTI

turismo-sostenibile-foto-di-krzysztof-maksimiuk-unsplash

A livello globale, i viaggiatori sono attenti alla distanza percorsa, a come raggiungono la meta scelta e a come si muovono una volta a destinazione. Circa un quarto (23%) sceglie infatti di visitare una meta più vicina a casa per ridurre la propria impronta di carbonio e oltre una persona su cinque (22%) fa ricerche sui mezzi pubblici e/o noleggia una bici una volta arrivato a destinazione. Inoltre, una persona su cinque (20%) sceglie il treno rispetto all’auto per percorrere distanze più lunghe e poco meno di un terzo (30%) dice di vergognarsi a prendere l’aereo per il relativo impatto ambientale. Per quanto riguarda la prenotazione dei trasporti, il 40% cerca attivamente informazioni sulla loro sostenibilità.

Leggi anche:

LA PROFEZIA DI CELESTINO

CRESCITA PERSONALE E CONSIGLI DI LETTURA – LA PROFEZIA DI CELESTINO

Districarsi tra le migliaia di libri dedicati alla crescita personale non è facile; del resto si tratta di un argomento estremante vasto e, dunque, affrontabile partendo da tantissime diverse prospettive!

In ogni caso, consultando le infinite liste di libri che si trovano sul web – spesso accompagnate da titoli roboanti tipo “I 10 libri di crescita personale che ti cambieranno la vita”-, non mi è mai capitato di trovarne una che includesse anche La profezia di Celestino.

Ok! Non sarà un tipico libro di crescita personale, ma affronta molte delle tematiche preferite dai “grandi classici” di questo settore.

Per esempio l’importanza di vivere il presente, che è l’argomento portante de Il potere di adesso di Eckhart Tolle, ma anche il rapporto che c’è tra l’energia dell’uomo e quella dell’universo, affrontato da Esther e Jerry Hicks nella serie di libri dedicati alla Legge dell’attrazione.  

LA TRAMA

La profezia di Celestino è un romanzo pubblicato nel 1993 dallo scrittore statunitense James Redfield.

La vicenda narrata ruota attorno ad un antico manoscritto ritrovato in Perù.

Il Governo e la Chiesa peruviani cercano in tutti i modi di distruggerlo e perseguitano coloro che ne sono in possesso.

Questo atteggiamento ostile da parte delle autorità è dovuto al fatto che il manoscritto contiene 9 rivelazioni (chiamate chiavi o illuminazioni) che sarebbero in grado di offrire una nuova interpretazione l’esistenza, in grado di mettere in discussione sia il potere civile che quello religioso.

Uno psicologo americano viene coinvolto nell’avventurosa ricerca del testo completo delle 9 illuminazioni che così vengono via via svelate al lettore.

LA PROFEZIA DI CELESTINO E LE  9 ILLUMINAZIONI

1. Le coincidenze

La prima illuminazione insegna a prendere seriamente le coincidenze che si verificano nella nostra vita, non limitandosi a considerale dei meri casi fortuiti!

Sono proprio le coincidenze, infatti, che rivelano l’esistenza di una realtà che va oltre il mondo fisico.

2. Un presente più esteso

Questa illuminazione introduce una particolare filosofia della storia.

Fino al Medio Evo il mondo fu dominato dalla Chiesa. Nel Rinascimento, però, gli uomini iniziarono ad emanciparsi e si ritrovarono improvvisamente a mettere in discussione un sistema di valori che durava da secoli. Allora l’umanità, sentendosi sperduta e priva di punti di riferimento, inviò degli “esploratori” con il compito di trovare un nuovo sistema di valori che potesse sostituire il vecchio.

Poiché il compito loro affidato era troppo arduo, gli esploratori tardarono a portare dei risultati soddisfacenti inducendo l’umanità a “distrarsi” concentrandosi su come fare per condurre una vita migliore.

Arrivò così lo sviluppo della scienza, della medicina e della tecnologia.

Quindi, con una visione del “presente più esteso”, si può dire che la stessa umanità che decise di ingannare l’attesa del ritorno degli esploratori dedicandosi a migliorare le proprie condizioni di vita, ormai giunta nel XX secolo, ha portato a termine questo obiettivo e dunque non ha più scuse per distrarsi dalla propria ricerca spirituale.

la-profezia-di-celestino-foto-di-zac-durant-unsplash

3. L’energia

La terza illuminazione spiega che tutto (uomini, piante, animali) è colmo di energia e che è possibile imparare ad usarla con consapevolezza. L’universo stesso, infatti, è energia pura e gli uomini, con i loro pensieri e le loro speranze, possono influenzarla.

4. La lotta per il potere

Secondo la quarta illuminazione l’umanità fa un cattivo uso dell’energia: uomini e donne cercano di rubarsela a vicenda spinti da un irrefrenabile desiderio di potere e controllo.

La capacità di osservare questo fenomeno e di prenderne coscienza riporta nella giusta direzione, la via del potenziamento dell’energia e dell’amore.

5. La vera fonte dell’energia

Questa illuminazione insegna che tutte le lotte per il potere sono inutili perché, anziché di cercare di rubare l’energia ai loro simili, gli uomini possono imparare ad attingerla da una fonte comune e superiore attraverso esperienze mistiche.

foto-di-ashley-inguanta-unsplash

In sostanza quando si impara ad entrare in contatto con il divino che è in noi i conflitti, le incertezze e la violenza scompaiono per lasciare posto all’amore ed alla verità.

6. Comprendere il passato

Comprendere il passato, diventare consapevoli di come ci abbiano influenzato i vari tipi di persone con cui ci siamo relazionati a partire dall’infanzia, ci consente di fare chiarezza in noi stessi. Di capire quali sono le lezioni che abbiamo imparato, qual è la nostra missione di vita e quali sono i talenti ed i doni che possiamo mettere a disposizione di noi stessi e degli altri.

7. Lasciarsi andare al flusso della vita

Conoscere e vivere la nostra missione di vita ci conduce a vivere intensamente segni e coincidenze.

Possiamo imparare a porre le giuste domande per ottenere le giuste risposte attraverso l’analisi di sogni, fantasie ad occhi aperti ed intuizioni.

Tutte queste cose, infatti, ci indicano la strada che dobbiamo seguire, lasciandoci andare al flusso della vita.

8. L’etica interpersonale

Impostare correttamente le relazioni interpersonali serve ad evitare che gli altri – soprattutto i bambini! – sviluppino una forma di dipendenza da noi come unica fonte di energia.

Tutti, infatti, dovrebbero essere in grado di attingere energia autonomamente dall’universo.

9. La cultura emergente

L’ultima illuminazione è anche la più misteriosa.

Annuncia una nuova era di maggiore consapevolezza per tutta l’umanità che saprà vivere in unione ed armonia con l’intero universo.

foto-di-omkar-jadhav-Unsplash

CONCLUSIONI

La profezia di Celestino è un romanzo figlio del suo tempo e quindi affronta molte delle tematiche proprie della filosofia New Age – che spopolava nella California dei primi anni ’90! – come: il mondo visto come energia, le vibrazioni, l’idealizzazione romantica delle culture pre-colombiane e la ricerca dell’armonia con la natura.

Dal punto di vista puramente letterario, invece, lo spunto narrativo è offerto da un misterioso manoscritto che la Chiesa cerca di distruggere. Si tratta di un topos già ampiamente collaudato e di sicuro successo… basta vedere Il nome della Rosa!

Inoltre il romanzo termina con un classico finale aperto che lascia spazio alla nascita di sequel che, infatti, sono puntualmente arrivati negli anni seguenti: La decima illuminazione, L’undicesima illuminazione (inizialmente pubblicata con il titolo Il segreto di Shambhala) e La dodicesima illuminazione.

Al di là di queste valutazioni “tecniche” resta, però, il fatto che si tratta di una lettura molto piacevole ed interessante, in grado di far riflettere ed aprire la mente.

Infatti, quello che nelle prime pagine si presenta come un viaggio fisico, si rivela, in realtà, un percorso spirituale che guida il lettore attraverso una nuova visione della vita, del rapporto con se stessi e con il resto del mondo.

Ti piace leggere? Prova Kindle Unlimited!

Kindle Unlimited è un servizio che consente di leggere illimitatamente, scegliendo tra più di 1 milione di titoli.

Scopri gratuitamente nuovi autori, libri e generi: gialli, romanzi, fantascienza e molto ancora ancora. Puoi leggere su qualsiasi dispositivo. Il servizio è gratuito per i primi 30 giorni. Al termine del periodo di uso gratuito, l’abbonamento prosegue a soli 9,99 € al mese. L’iscrizione può essere annullata in qualsiasi momento.

Per provare Kindle Unlimited clicca qui!

SLOW LIFE: VIVERE CON LENTEZZA

La Slow life può essere definita come l’arte di vivere con lentezza.

Si tratta di uno stile di vita nato come evoluzione del movimento italiano Slow food che, a partire dagli anni ’80, ha promosso l’importanza di un’alimentazione sana e legata alla tradizione come antidoto al dilagare dei fast food.

Siamo immersi una società in cui tutto è veloce e fluido, in cui tutti sono costantemente presi dalle scadenze, dal rispetto degli orari, dagli impegni familiari e professionali. Sembra che manchi il tempo per fare tutto! Sempre proiettati nel futuro, sul prossimo obiettivo da raggiungere, sulla prossima cosa da depennare da un’infinita to do list!

Non c’è da sorprendersi quindi se le patologie legate allo stress sono sempre più diffuse. Viviamo gran parte del nostro tempo proiettati verso modelli di vita e di lavoro sempre meno umani, che puntano al risultato senza preoccuparsi – eticamente!- del processo che consente di arrivare a quel risultato.

Circondati come siamo da competitività ed aggressività, non ci resta che sopravvivere.

Una vacanza, una lezione di yoga o qualche tecnica di rilassamento possono aiutare, certo, ma comunque si tratta solo di rimedi, non di vere soluzioni. Quello che serve è un cambio radicale di prospettiva, un nuovo paradigma che consenta di affrontare tutto in modo diverso.

E’ qui che entra in gioco la filosofia Slow life.

slow-life-foto-di-globoxr-pixabay

In sintesi si tratta di riprendere contatto con il presente, senza sentirsi costantemente proiettati nel futuro; riappropriarsi in modo consapevole della propria vita; darsi tempo; concedersi una passeggiata nella natura; mangiare sano; rivedere i propri ritmi di lavoro e le proprie scelte. E poi, ancora: darsi la possibilità di cambiare, di sperimentare strade nuove, eliminare il superfluo per dedicarsi a ciò che è veramente importante, consumare meno e meglio, tendere alla semplicità.

SLOW LIFE E SLOW TRAVEL

La filosofia “Slow” si adatta anche ai viaggi.

foto-di-ronny-overhate-pixabay

Il viaggio lento è un cambio di mentalità rispetto alle idee tradizionali del turismo, basato sull’apertura a nuove esperienze che consentano un’immersione completa nel luogo in cui si va.

Viaggiare lentamente significare, per esempio, scegliere di affittare una casa anziché soggiornare in un hotel, in modo da poter mantenere i propri ritmi; esplorare l’ambiente circostante a piedi o in bici; guidare lungo strade secondarie invece di prendere l’autostrada; non cercare di “massimizzare” ogni ora del nostro tempo correndo da un posto da visitare all’altro, ma restare in un luogo abbastanza a lungo per conversare con qualcuno o fare acquisti al mercato locale.

Molto spesso tendiamo a concentrare il più possibile le cose da fare. Abbiamo un solo week-end per visitare una città? Allora dobbiamo sfruttare al massimo ogni momento. Dobbiamo assolutamente visitare 15 chiese e 10 musei al giorno. Inutile dire che di tutte quelle cose, una volta tornati a casa, ricorderemo poco o niente. Quello che resterà sarà solo la frustrazione di essere andati in un posto senza “esserci stati” veramente.

Diventare slow è un cammino. Un processo graduale, di crescita e trasformazione!

Ti lascio il link ad altri articoli che ho scritto su temi simili:

https://viaggiastorie.blog/2022/04/25/il-viaggio-come-strumento-di-crescita-personale/

https://viaggiastorie.blog/2022/03/28/minimalismo-in-viaggio-perche-e-bello-viaggiare-leggeri/

https://viaggiastorie.blog/2021/11/08/consigli-per-viaggiare-consapevolmente/

IL VIAGGIO COME CRESCITA PERSONALE

Esploriamo il rapporto tra i viaggi e la crescita personale!

Il viaggio è usato spesso come metafora della vita … e non è un caso.

Un viaggio è come il riassunto di una vita: ha un inizio ed una fine, e nel mezzo tutta una serie di opportunità da cogliere, difficoltà da affrontare ed emozioni da vivere.

Viaggiare, come anche vivere, significa cambiare, sperimentare, sentirsi spaesati, conoscere, diventare più consapevoli di se e del mondo che ci circonda.

Non mi è mai piaciuta la teoria del viaggio come fuga dalle difficoltà della vita quotidiana.  

Al contrario ho sempre sostenuto l’idea del viaggio come un utile strumento di crescita personale, perché a volte prendere le distanze e guardare la quotidianità da una diversa prospettiva può servire a chiarirsi le idee.

Se è vero che il viaggio ha già di per se stesso tutto il potenziale per essere un vero e proprio strumento di crescita personale, però è anche vero che – come avviene in ogni scelta e decisione – è necessaria la partecipazione attiva dell’individuo per far sì che questo potenziale si attivi e diventi un reale e concreto cambiamento.

IL VIAGGIO COME STRUMENTI DI CRESCITA PERSONALE: CONSIGLI UTILI

  • Fare a meno delle abitudini
foto-di-igor-yastrebov-pixabay
Foto di Igor Yastrebov da Pixabay

La nostra quotidianità  in genere è scandita da ritmi ed attività che si ripetono giorno dopo giorno, anche quando si conduce una vita dinamica e variegata.

Cambiare il panorama che si vede affacciandosi alla finestra, i rumori che si sentono al mattino appena svegli, il letto in cui si dorme, gli orari o i mezzi di trasporto può essere vissuto come un disagio poiché comporta la destabilizzazione di un equilibrio, ma è proprio la rottura delle abitudini ad aprire la porta al cambiamento.

  • Sperimentare nuovi sapori
masaaki-komori-unsplash

Ci sono persone che diffidano istintivamente dei cibi sconosciuti o degli accostamenti tra pietanze mai sperimentati prima.

Questo accade perché il cibo ed in generale le usanze a tavola rappresentano una forte fonte di identificazione. Qualcosa di profondamente radicato nella nostra identità culturale, che dunque ci da sicurezza.

E’ proprio per questo che un cambiamento può essere utile.

Una modifica, anche piccola, nelle nostre abitudini alimentari può trasformarsi in un arricchimento, un ampliamento di coscienza e conoscenza.

  • Conoscere la cultura e le persone del posto
crescita-personale-frank-mckenna-unsplash

Tutti noi siamo soggetti, in varia misura, a condizionamenti culturali, sociali ed educativi a cui tentiamo di conformarci e che ci portano ad esclude altri modi di pensare, di agire e di vivere, influenzando le nostre convinzioni su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.

Viaggiando abbiamo la possibilità di entrare in contatto con culture completamente diverse dalla nostra, dove vigono regole e paradigmi differenti.

Cercare di conoscere e capire queste diversità può aiutarci ad allargare i nostri orizzonti ed arricchire il filtro attraverso cui vediamo il mondo.

Leggi anche:

MINIMALISMO IN VIAGGIO

Minimalismo e viaggi: perché è bello viaggiare leggeri.

È passato qualche tempo da quando mi sono avvicinata ad uno stile di vita minimalista e al viaggiare minimal. Questo percorso è iniziato casualmente – ed in modo non del tutto consapevole! – quando ho iniziato a chiedermi se le cose che mi circondavano e che riempivano la mia casa e la mia vita mi rendevano davvero felice.

Ma andiamo con ordine.

Cos’è il minimalismo? Cosa significa vivere in modo minimalista? E cos’è il minimalismo in viaggio?

Quando si parla di minimalismo la prima cosa che mi viene in mente la parola semplicità.

I “primi minimalisti” furono degli artisti americani che durante gli Anni 60 provarono a rivoluzionare la pittura e l’architettura riducendola “al minimo”. Successivamente, agli inizi del Duemila, in Giappone, il minimalismo si è trasformato in un vero e proprio stile di vita.

Nagisa Tatsumi, educatrice e autrice giapponese, e la famosissima Marie Kondo sono state le principali divulgatrici di una filosofia basata sul riordino come modo per raggiungere il benessere mentale attraverso uno stile di vita più intenzionale e minimalista.

minimalismo-foto-di-stocksnap-pixabay

Il minimalismo spesso nasce dalla volontà di semplificare la propria vita (o almeno così è stato per me!).

E’ una scelta che ha molte implicazioni a livello mentale ed emotivo. Aiuta ad individuare quali sono le cose (materiali ed immateriali) che contano davvero.

Trasferire questo stile di vita anche ai viaggi è solo una naturale conseguenza. Questo, però, non significa necessariamente viaggiare per il mondo con uno zainetto minuscolo, ma piuttosto iniziare a fare scelte più consapevoli.

Così ho deciso di raccogliere alcune idee sul viaggiare in modo minimalista, sperando di incuriosirti. Secondo me il minimalismo in viaggio – come nella vita!- non è sinonimo di “rinunciare”, quanto piuttosto di “aggiungere”. Aggiungere consapevolezza, semplicità, spazio e libertà.

Consigli utili

Iniziamo col fare i bagagli…

  • Il minimalismo parte dalla valigia
foto-di-congerdesign-pixabay

Ho passato anni a preoccuparmi di aver portato tutto (da casa) e di non aver lasciato niente (in hotel).

Poi – finalmente! – ho capito che portare meno cose ha il potere di sgombrare la mente e liberarla da tante preoccupazioni.

Viaggiare con meno cose significa avere meno cose di cui preoccuparsi, ma soprattutto significa avere spazi “vuoti” per concentrarsi sul resto: luoghi, persone, odori, colori…

Questo è uno dei risvolti più belli del viaggiare leggeri!

  • Meglio poco, ma buono

Viaggiare minimal non significa essere sciatti o mal vestiti, ma portare solo quello che serve.

Hai presente quella mole di vestiti che hai pigiato in valigia perché “non si sa mai”, ma poi ritornano sempre a casa puliti? Ecco!… Loro non servono!

In pratica: essere minimalista mentre si prepara la valigia significa scegliere con logica i capi da portare in base alla propria meta, al tipo di viaggio, alla sua durata, ecc…

I capi di buona qualità ci accompagnano per anni, sia in viaggio che nella vita di tutti i giorni.

Il fast fashion, invece, dura poco prima di iniziare a deformarsi, stingersi e logorarsi. Quindi, come direbbe la nonna: “meglio poco, ma buono!”.

  • Minimalismo, sostenibilità e risparmio
foto-di-peter-h-pixabay

Il minimalismo in viaggio è anche sinonimo di sostenibilità e risparmio.

L’esempio perfetto di come questi temi siano legati tra loro sono i souvenir.

Il minimalismo, infatti, aiuta ad essere più intenzionali rispetto a ciò che si acquista.

Questo significa che:

1. non ti metterai ad accatastare souvenir (e i soldi risparmiati potrai sempre investirli in un altro viaggio!); 2. se proprio vorrai acquistare qualcosa, potrai sempre scegliere oggetti di artigianato locale o prodotti tipici (anziché qualche patacca made in china).

In questo modo il tuo acquisto non sarà solo il ricordo di un viaggio, ma anche un modo per dare il tuo contributo alla comunità locale, che ti ha accolto e ospitato!

Se poi eviti di farti dare una busta di plastica per ogni oggetto che compri, anche il pianeta ne sarà contento!

In sintesi viaggiare minimal è un po’ questo: tralasciare il superfluo ed entrare in sintonia con il vero significato del viaggio per esplorare il mondo, dentro e fuori di te.

Articoli correlati:

VIAGGI E MINDFULNESS

Viaggi e Mindfulness: consigli pratici per viaggiare in modo più consapevole.

Negli ultimi anni sembra quasi che i viaggi siano diventati una gara a chi va nel posto più esclusivo, oppure a chi si diverte di più. I social sono pieni di foto scattate non tanto per avere un bel ricordo del proprio viaggio, quanto piuttosto per ragioni di accettazione sociale o per suscitare invidia in chi le guarda.

Per poter scattare belle foto, però, si deve sempre apparire perfetti, ben vestiti, con trucco e capelli in ordine e questo non solo può generare frustrazione – perché le foto non vengono sempre come vorresti e comunque non è umanamente possibile essere sempre perfetti!- ma ci allontana da quello che dovrebbe essere lo spirito del viaggio.

Il viaggio, infatti, è una di quelle esperienze che ci invita ad essere più che ad apparire!

Per superare questo problema ho creato una mia personale “lista di buoni propositi” per viaggiare con più consapevolezza. Perché, anche se può sembrare contraddittorio, è necessario avere delle regole per vivere l’esperienza del viaggio più liberamente, superando alcuni meccanismi imposti dalla società.

Si tratta di regole semplici ed utili per avere il giusto mindset sia prima che durante il viaggio e ad essere, in generale,  più consapevole.

mindfulness-foto-di-alfonso-cerezo-pixabay

MINDFULNESS: REGOLE DI VIAGGIO

  • Informarsi sul luogo che si sta per visitare

Serve ad essere più preparati, a conoscere un po’ la cultura e le tradizioni del posto, a sapere cosa visitare e come organizzare al meglio il proprio tempo in base ai propri gusti.

  • Viaggiare leggeri

Quando si prepara la valigia si dovrebbe sempre tenere a mente che non si sta organizzando un trasloco! Avere meno cose, meno oggetti a cui pensare, aiuta ad essere più focalizzati su cosa si sta per visitare, sulle esperienze che si possono fare…

  • Praticare la “bellezza naturale”

Io sono la prima a voler apparire carina e in ordine, ma tra questo e trascorre ore e ore davanti lo specchio c’è una bella differenza! Se abbiamo deciso di andare in certo posto evidentemente è per poterlo visitare e non per passare il tempo a prepararci in una camera di hotel.

  • Non comprare souvenir

Intendo quelli di bassa qualità prodotti in qualche fabbrica cinese. Se  proprio vuoi un oggetto che ti ricordi il tuo viaggio puoi sempre scegliere un prodotto di artigianato locale!

  • Mangiare locale e possibilmente rispettando la stagionalità

Anche il cibo è un modo per avvicinarsi alla cultura di un luogo, quindi scegli locali gestiti da persone del posto e sperimenta piatti tipici.

  • Inquinare il meno possibile

La consapevolezza riguarda anche l’ambiente, quindi è importante cercare di ridurre al minimo il nostro impatto. Bastano poche semplici accortezze come evitare la plastica monouso, avere sempre con se una borraccia o una borsa riutilizzabile.

  • Vivere il momento

Questa è la cosa in assoluto più difficile: cercare di essere veramente presenti “qui ed ora”!

Leggi anche:

IL TURISMO LENTO VS IL TURISMO DI MASSA

Negli ultimi anni abbiamo assistito all’avanzare di una nuova tendenza nel mondo dei viaggi: il turismo lento o slow tourism. Con questa espressione si intende “un’immersione totale del viaggiatore nel territorio con il rispetto delle persone, delle tradizioni e dell’ecosistema”.

turismo-lento-foto-di-joe-pixabay

Origini del fenomeno e sviluppi recenti

L’affermazione del turismo lento è andata di pari passo con la crescente sensibilità verso il tema della sostenibilità – sia ambientale che culturale-, ma la vera svolta è venuta con la diffusione del Covid-19.

La pandemia, infatti, da una parte ci ha costretti ad interrompere i ritmi a cui eravamo abituati facendoci riscoprire il valore del tempo e la bellezza di fare le cose con più calma, e dall’altra parte ci ha portato a scegliere il turismo di prossimità.

Andare in vacanza vicino casa, però, si è ben presto trasformato da obbligo dettato dalla pandemia ad opportunità.

Opportunità per i turisti di approfondire le conoscenze di un certo territorio, della sua cultura e gastronomia.

Opportunità di sviluppo economico per luoghi che, pur avendo tanto da offrire, non erano mai riusciti ad emergere dal punto di vista turistico.

Quando si dice “fare di necessità virtù!”

turismo-lento-foto-di-valter-cirillo-pixabay

Turismo lento e turismo di massa

Lo slow tourism, nato anche come reazione ad una quotidianità frenetica e stressante, può essere visto come l’antidoto ai danni prodotti dal turismo di massa.

I turisti lenti, infatti, preferiscono la pace dei piccoli borghi o dei sentieri, anziché il caos delle solite mete vacanziere.

Si concedono il tempo per scoprire la natura più autentica di un luogo e preferiscono alloggi come alberghi diffusi, agriturismi o  b&b.

Inoltre la loro attenzione non si ferma alla strutture ricettive, ma guarda anche alla scelta dei mezzi di trasporto, alla tutela dell’ambiente ed all’ecosostenibilità in generale.

Il turismo lento è una filosofia di viaggio che permette di vedere il lato più autentico di una destinazione. E’ un modo di viaggiare che incoraggia il ritorno “all’unicità”, per molto tempo sacrificata in nome della globalizzazione e del turismo di massa.

E’ la rivincita dei territori.

Un’occasione unica per valorizzare delle risorse che altrimenti sarebbero cadute nell’abbandono.

Ne è un esempio la cura con cui vengono ripristinati sempre più tratti dei vari cammini (Via Francigena, Cammino dei San Benedetto, Cammino dei Briganti o quello di San Michele…) che per anni erano stati completamente dimenticati.

VIAGGIO NEL MONDO DEL TURISMO ETICO

L’ALTRO MODO DI VIAGGIARE: TURISMO ETICO, RESPONSABILE E SOSTENIBILE

Le espressioni turismo etico, turismo responsabile e turismo sostenibile sebbene siano nate come concetti distinti, con il tempo sono diventate praticamente dei sinonimi.

Si tratta di concetti nati negli anni Ottanta e ampiamente sviluppati nel corso della Conferenza indetta dalle Nazioni Unite a Rio de Janeiro nel 1992, il cui scopo era quello di individuare nuove strade che consentissero lo sviluppo economico in modo compatibile con la conservazione delle risorse naturali.

Che cosa significa viaggiare in modo etico, responsabile e sostenibile?

Significa considerare l’impatto ambientale e culturale che i viaggi comportano e, soprattutto, restituire all’economia locale quello che i viaggiatori “prendono” in termini di esperienza ed emozioni! 

TURISMO ETICO, RESPONSABILE E SOSTENIBILE: COSA FARE

Cosa si può fare, concretamente, per diventare dei turisti responsabili?

  • La scelta dell’hotel
turismo-etico-foto-di-imcpy-pixabay

Hai mai digitato su Google “Green Hotel”? Prova e ti si aprirà un mondo!

Si tratta di strutture recettive che hanno accolto la filosofia della sostenibilità e dell’ecologia. Si, perché la tutela dell’ambiente non va mai in vacanza!

Le soluzioni che un hotel può attuare per ridurre il proprio impatto ambientale possono essere le più varie.

Dai cestini per la raccolta differenziata anche nelle camere, alle tessere magnetiche che attivano l’energia elettrica nelle stanze – evitando che i clienti possano uscire dimenticando di spegnere le luci, la tv o l’aria condizionata!

Se la tua meta lo consente, prenota in un ecolodge.

potrai scegliere tra alberghi diffusi in antichi borghi, ecovillagi e glamping (si tratta di “campeggi glamour”, che offrono servizi in stile resort) immersi nella natura.

Tutte soluzioni sostenibili, che cercano di ridurre al minimo l’impatto ambientale, ma anche confortevoli ed eleganti…perché è pur sempre una vacanza!

  • La scelta dei mezzi di trasporto
turismo-etico-foto-di-jill-wellington-pixabay

Che i voli aerei siano la principale fonte di CO2 legata al turismo nel mondo è, purtroppo, un fatto noto. Se non puoi evitare di usare l’aereo cerca, però, di viaggiare leggero, perché più il mezzo di trasporto (vale anche per l’auto!) è pesante, più emissione di CO2 produce!

Inoltre, se possibile, scegli voli diretti, perché evitando gli scali si riduce la quantità di carbonio emessa dall’aereo in fase di decollo ed atterraggio.

Quando sei a destinazione, usa i mezzi di trasporto pubblici o vai a piedi, non c’è modo migliore per entrare in contatto con la realtà locale…e poi è anche più economico!

  • Fai shopping etico
turismo-etico-foto-di-nicoletta-zanella-pixabay

Fare shopping è sempre piacevole, ma quando si sceglie con consapevolezza cosa acquistare, può essere anche etico.

Acquistare prodotti di artigianato locale è un ottimo modo per sostenere la comunità che ci sta ospitando, meglio ancora se si tratta di oggetti realizzati sul posto da cooperative eco-solidali.

In sintesi: Local is better!

Leggi anche:

CRESCITA PERSONALE APPLICATA AI VIAGGI

COME HO SCOPERTO LA CRESCITA PERSONALE ED APPLICATA AI VIAGGI

Mi sono imbattuta per caso nel mondo della crescita personale alcuni anni fa, in circostanze molto banali. Dovevo fare il “cambio di stagione” del mio armadio, avevo tanti vestiti e poco spazio. Stavo cercando un sistema per stipare tutto nel modo più preciso possibile.

crescita-personale-foto-di-congerdesign-pixabay

Ho cercato su google e mi è apparsa Marie Kondo, la fata zen dell’ordine.

Avevo già sentito parlare di lei e del suo metodo, ma pensavo che un libro intitolato “Il magico potere del riordino” fosse rivolto a disordinati cronici con tendenze da “accumulatori seriali” e non a persone come me che, già per natura, tendono ad essere estremamente ordinate. Comunque – forse perché quel cambio di stagione mi stava davvero esasperando!- decisi di darle una chance. 

Iniziai a vedere dei video ed a leggere degli articoli. Poi comprai i suoi libri.

Quello fu solo il principio!

In pochissimo tempo passai dal tema del decluttering, a quello del minimalismo e poi all’intenzionalità, alla consapevolezza, alla mindfulness… in breve avevo scoperto un mondo!

E pensare che volevo solo riordinare l’armadio!

Non sono un’esperta di crescita personale, anzi è relativamente da poco che mi sono avvicinata a questi temi, tuttavia trovo che siano molto interessanti e mi piace l’idea di poter condividere questo percorso!

Con l’espressione “Crescita personale” si intende un processo di cambiamento teso a migliorare noi stessi ed il rapporto con gli altri attraverso lo sviluppo delle nostre potenzialità. In sostanza l’obiettivo è “diventare la migliore versione di se”.

Facile, no?

La prima cosa che ho notato da quando ho iniziato questo percorso è stata la graduale scomparsa di alcuni preconcetti. Prendiamo il minimalismo, per esempio. Nella mia mente era legato al clichè di una casa semi vuota e off-white. La verità è che non è così.

crescita-personale-foto-di-pexels-pixabay

Il minimalismo non è solo uno stile di arredamento (che può piacere o meno!), ma è soprattutto uno stile di vita, un modo di essere.

“Less is more” significa avere meno cose di cui occuparsi o meno impegni da gestire per avere più tempo per fare ciò che realmente ci interessa, per stare con le persone che per noi sono importanti e apportano valore alla nostra vita. Significa liberarsi del superfluo per occuparsi solo dell’essenziale.

Inoltre il minimalismo non è una gara a chi ha di meno! Io posso considerarmi minimalista possedendo 10 oggetti, mentre un’altra persona può farlo possedendone 50. Non c’è una regola fissa, si tratta di un atteggiamento interiore.

CRESCITA PERSONALE, VIAGGI E TURISMO CONSAPEVOLE

I temi della crescita personale mi hanno appassionato da subito e per me è stato naturale cercare di capire come adattarli all’altra mia grande passione, i viaggi.

Ho trovato la sintesi perfetta nel “Turismo Consapevole”, una cosa che già facevo istintivamente da tempo senza sapere che avesse un nome specifico e delle “regole ufficiali”.

Viaggiare con consapevolezza significa essere parte attiva del viaggio. Raggiungere un luogo non solo per scattarsi un selfie e poterlo depennare dalla lista delle cose da fare, ma per vivere un’esperienza, per conoscere culture e tradizioni diverse dalla propria.

Viaggiare in questo modo spinge a riconsiderare se stessi!

crescita-personale-foto-di-lars-nissen-pixabay

Fortunatamente, negli ultimi anni, è aumentata molto la sensibilità nei confronti del turismo consapevole ed anche l’ONU è intervenuta sul tema riconoscendo “l’importanza del turismo internazionale, e in particolare la designazione di un anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo, per promuovere una migliore comprensione tra i popoli in tutto il mondo, nel condurre ad una maggiore consapevolezza del ricco patrimonio di varie civiltà e al raggiungimento di un migliore apprezzamento dei valori intrinseci di culture diverse, contribuendo così al rafforzamento della pace nel mondo”.

LEGGI ANCHE: