PASQUA IN ITALIA: 10 METE DA VISITARE

Le vacanze di Pasqua rappresentano la prima occasione utile per organizzare un piccolo viaggio, approfittando delle belle giornate di sole e di qualche giorno di riposo dal lavoro e dalla scuola. Seguiranno poi i ponti del 25 aprile, del primo maggio e del 2 giugno!

C’è chi preferisce i piccoli borghi. Chi ama musei e città d’arte. Chi pianifica un trekking per immergersi nella natura ed infine chi non aspetta altro che tornare al mare. Fortunatamente il nostro Paese offre infinite possibilità!

Ecco quindi 10 idee su dove trascorrere le vacanze di Pasqua in Italia.

PASQUA IN ITALIA: PICCOLI BORGHI

CIVITA DI BAGNOREGIO

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Fonte: Pixabay

Si trova in provincia di Viterbo, a pochi passi dal lago di Bolsena.

Sorge sulla vetta di un’altura di tufo ed è raggiungibile solo attraverso un lungo ponte pedonale dal quale si gode di uno dei panorami più spettacolari di tutto il Lazio.

Inoltre, durante le giornate di nebbia, questo borgo fiabesco sembra letteralmente galleggiare nel vuoto…

Per saperne di più leggi: CIVITA DI BAGNOREGIO

PIENZA

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Fonte: Pixabay

Si trova a pochi chilometri da Montalcino e Montepulciano, nella bellissima regione della Val d’Orcia a sud di Siena, tra sinuose colline e favolosi panorami. Pienza gode di una posizione davvero strategica: arroccata sulla cima ad un colle, che domina tutta la valle dell’Orcia con una vista mozzafiato.

Questo incantevole borgo, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 1996, è conosciuto come la “città ideale” del Rinascimento.

Per saperne di più leggi: PIENZA: LA CITTA’ IDEALE

SCANNO

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Scanno è un bellissimo paesino abruzzese annoverato tra i borghi più belli d’Italia.

Sorge su un pendio della Montagna Grande, tra il monte Genzana ed il monte Marsicano, ed è immerso nello splendido scenario naturale costituito dal vicino Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il borgo è costituito da un susseguirsi pittoresco di case, strade, scalinate, pizzette, archi e chiese. A circa 4 chilometri dal centro storico si trova il suo celebre lago a forma di cuore, formatosi oltre 3000 anni fa in seguito ad una frana del monte Rava che, precipitando a valle, ha sbarrato il corso del fiume Tasso.

Per saperne di più leggi: SCANNO – COSA VISITARE IN UN GIORNO

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NATURA

L’OASI DI NINFA

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È un “Monumento Naturale” situato nel comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta.

Si tratta di un tipico giardino all’inglese, il luogo ideale per trascorrere una giornata rilassante circondati dalla bellezza della natura, ma anche una meta perfetta per una gita fuori porta con tutta la famiglia.

L’attuale giardino è nato sulle rovine della cittadina medievale di Ninfa che, dopo un primo periodo di prosperità, cadde in uno stato di totale abbandono da cui venne riscattata, dopo circa 5 secoli, da Gelasio Caetani. Era l’anno 1921.

Per saperne di più leggi: VIAGGIO NELL’OASI DI NINFA

PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO LAZIO E MOLISE

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Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con la sua natura incontaminata, è la meta ideale per una vacanza all’insegna del relax, del benessere e dello sport.

Inoltre all’interno del Parco c’è un’infinità di luoghi da vedere o percorsi da fare. Tra i più suggestivi ci sono quelli che partono dall’incantevole Val Fondillo, e quelli che attraversano la celebre “Camosciara”, la zona di riserva integrale del Parco.

Per saperne di più leggi: PARCO NAZIONELE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE: 3 IDEE PER SCOPRIRE UNA DELLE AREE PROTETTE PIU’ ANTICHE D’ITALIA

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PASQUA IN ITALIA: CITTA’ D’ARTE

ROMA

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La Città Eterna è una fonte inesauribile di bellezze artistiche.

Ovunque si sposti lo sguardo ci sono chiese, fontane, piazze, musei e siti archeologici unici al mondo.

Tra gli infiniti luoghi da visitare a Roma ce ne sono alcuni che, oltre ad essere incredibilmente belli, sono anche gratuiti…

Per saperne di più leggi: ROMA: 3 PERCORSI D’ARTE GRATUITI

FIRENZE

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Fonte: Pixabay

Firenze è una delle città più belle del mondo, capace di attrarre milioni di persone ogni anno.

Ogni palazzo, ogni chiesa e ogni vicolo di questa magnifica città ha mille storie da raccontare ed il periodo di Pasqua può essere il momento ideale per visitarla!

Se cerchi informazioni, idee e suggerimenti per organizzare la tua visita a Firenze leggi anche: 5 SEGRETI DI FIRENZE e GUIDA ALLA GALLERIA DEGLI UFFIZI

MARE

LA RIVIERA DI ULISSE

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È un meraviglioso tratto costiero lungo circa 50 chilometri.

Si trova nel Lazio, in provincia di Latina. Si tratta di un luogo che è riuscito a conservare intatto il suo fascino antico e misterioso, anche grazie al fatto di essere rimasto per lo più al di fuori dei grandi circuiti del turismo di massa.

Per saperne di più leggi: LA RIVIERA DI ULISSE

AGROPOLI

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Fonte: Pixabay

Sorge sul confine tra la Costiera Cilentana ed il Golfo di Salerno. Come lascia intendere il suo nome, la città sorge sulla sommità di un costone roccioso a picco sul blu del Tirreno.

In passato è stata una colonia della Magna Grecia, oggi, invece, rappresenta una porta aperta sul Parco Nazionale del Cilento e su tutta la costa meridionale campana.

Per saperne di più: AGROPOLI: IL MARE DEL CILENTO

ISOLE TREMITI

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Fonte: Pixabay

Infine facciamo tappa alle Isole Tremiti.

San Domino, San Nicola, il Cretaccio, la Vecchia, Pianosa e Capraia (le ultime due da non confondere con le omonime isole dell’Arcipelago Toscano!).

I fondali attorno alle isole sono considerati un vero paradiso degli amanti delle immersioni e dello snorkeling. Infatti offrono scenari spettacolari fatti di insenature, grotte sottomarine e relitti.

Tutta l’area dell’arcipelago fa parte della Riserva Marina Protetta del Parco Nazionale del Gargano.

Per saperne di più: 15 METE DA VISITARE IN PUGLIA

COSA VISITARE A PALERMO IN 1 GIORNO

Palermo è una città unica.

Orientale ed occidentale. Araba e normanna. Bizantina e barocca.

Un giorno non è sufficiente per visitarla tutta, anche perché vanta uno dei centri storici più grandi d’Europa. Tuttavia trascorre anche una sola giornata nel capoluogo siculo può servire a farsi un’idea generale della città e lasciarsi affascinare dalla sua atmosfera unica.

Vediamo quindi cosa visitare a Palermo in un giorno.

LA CATTEDRALE DI PALERMO

La Cattedrale di Palermo, nota anche come Duomo, è dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta in Cielo, mentre a Santa Rosalia, patrona della città, è dedicata la Cappella Reale Senatoriale sul lato meridionale, in cui si trova la preziosissima urna argentea che custodisce il Sacro Corpo della Santa.

Per quanto riguarda le visite turistiche, l’interno della Cattedrale è strutturato in due aree: la prima ad ingresso libero, mentre la seconda (detta “Area Monumentale”) prevede il pagamento di un biglietto. L’ingresso all’Area Monumentale comprende: tetti, tombe reali, cripta, absidi, tesoro, sotterranei e cripta dei beneficiali.

Nelle cappelle dedicate alle tombe reali si trovano i sarcofagi di Federico II, Enrico VI, Costanza D’Altavilla, Costanza d’Aragona, Ruggero II e Guglielmo D’Aragona. Dal tetto della Cattedrale di gode di una splendida vista su tutta la città, mentre nelle stanze dedicate al “tesoro” si può ammirare un’incredibile collezione di oggetti reali e religiosi come ornamenti sacri, calici, paramenti e la famosissima corona di Costanza D’Altavilla.

Per informazioni su biglietti ed orari di apertura dell’area monumentale si può consultare il sito ufficiale cattedrale.palermo.it

PALAZZO DEI NORMANNI E CAPPELLA PALATINA

La cappella fa parte del complesso architettonico di Palazzo dei Normanni, noto anche come Palazzo Reale, attualmente sede dell’Assemblea regionale siciliana. Fu costruita a partire dal 1129 per volere di re Ruggero II di Sicilia, a renderla unica è la perfetta fusione di elementi decorativi bizantini, islamici e latini. La cupola, il transetto e le absidi sono interamente decorate da mosaici bizantini, tra i più importanti della Sicilia, raffiguranti varie scene bibliche, gli evangelisti ed il Cristo Pantocratore benedicente, sicuramente l’immagine di maggiore impatto della cappella!

Guy de Maupassant, durante il suo Grand Tour, rimase talmente impressionato dalla Cappella Palatina da definirla: “La più bella chiesa del mondo, il più sorprendente gioiello religioso sognato dal pensiero umano.”

I QUATTRO CANTI DI PALERMO

Il centro storico di Palermo è suddiviso in quattro quartieri detti anche mandamenti: Kalsa, Albergheria, Seralcadio e La Loggia.

La creazione di queste aree risale al periodo della dominazione spagnola, tra il XVI ed il XVII secolo, ed è legata alla nascita di via Maqueda che, tagliando longitudinalmente il Cassaro, divise lo spazio urbano in quattro parti.

Nel 1624 Santa Rosalia divenne patrona dell’intera città, ma fino a quel momento ogni mandamento aveva avuto una propria santa patrona ed un suo stemma:

  • La Kalsa (o Mandamento Tribunali) aveva come patrona Sant’Agata e il suo stemma era la rosa;
  • L’Albergheria (o Mandamento Palazzo Reale) aveva come patrona Santa Cristina e il suo stemma era un serpente verde in campo dorato;
  • Il Seralcadio (o Mandamento Monte di Pietà) aveva come patrona Santa Ninfa e il suo stemma era Ercole che atterra il leone;
  • La Loggia (o Mandamento Castellamare) aveva come patrona Sant’Oliva e il suo stemma era quello della casa reale d’Austria.

I Quattro Canti fungono da storico punto di convergenza dei mandamenti, con i suoi quattro palazzi monumentali le cui facciate presentano sulla sommità le statue delle patrone, dei re e delle allegorie dei corsi fluviali di Palermo. Questo luogo è, letteralmente, il cuore della città vecchia!

FONTANA PRETORIA

A pochi passi dall’imbocco di Via Maqueda, si trova Piazza Pretoria e la sua monumentale fontana.

La Fontana Pretoria fu realizzata nel 1554 da Francesco Camilliani per decorare il giardino del palazzo fiorentino del fratello della granduchessa Eleonora di Toledo. Fu solo nel 1581 che la fontana venne venduta al senato palermitano e trasferita in piazza Pretoria a Palermo.

 Giorgio Vasari la definì “una fontana stupenda che non ha eguali a Firenze o forse in Italia”.

È nota anche come “fontana della vergogna”, a causa dell’enorme somma di denaro pagata per acquistarla!

SAN GIUSEPPE DEI TEATINI

Restando nelle immediate vicinanze della Fontana Pretoria, c’è la chiesa di San Giuseppe dei Teatini.

L’edificio costituisce il vertice del mandamento Palazzo Reale ed ingloba la facciata sud dei Quattro Canti.

La chiesa è a croce latina, cupola con lanterna e cappelle nelle navate laterali. Sulla cornice della navata centrale poggia la volta a botte tutta ornata di grandi stucchi dorati di Paolo Corso su disegni di Giacomo Amato e di affreschi del messinese Filippo Tancredi del 1693 raffiguranti L’Apoteosi di San Gaetano da Thiene e dell’Ordine Teatino e il Ciclo di episodi della vita del santo.

Dalla cupola si gode di una magnifica vista sulla sottostante Piazza Pretoria, ma anche sull’intera città di Palermo!

Nella cripta, invece, c’è una falda acquifera che, secondo la tradizione, vanterebbe delle proprietà miracolose. Oggi l’acqua è stata incanalata in una fontanella, accessibile dalla navata destra.

CHIESE DELLA MARTORANA E DI SAN CATALDO

Entrambe le chiese si affacciano su Piazza Bellini.

La chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, nota anche come Martorana, appartiene alla circoscrizione della Chiesa italo-albanese ed officia la liturgia per gli italo-albanesi residenti in città secondo il rito bizantino.

Dal 3 luglio 2015 fa parte del patrimonio dell’umanità (UNESCO) nell’ambito dell’”Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale”. L’edificio, infatti, è un crogiolo di stili architettonici in cui l’arte bizantina e normanna si fondono armoniosamente con il barocco italiano.

Proprio accanto alla Chiesa della Martorana si trova la Chiesa di San Cataldo, che si distingue per le sue tre cupole rosa sulla navata centrale. Sebbene sia stata costruita come luogo di culto nel XII secolo, nel corso del tempo l’edificio è stato usato per gli scopi più vari (compreso quello di ufficio postale!) ed è stato riconsacrato solo nel XX secolo.

GIARDINO GARIBALDI

Il giardino Garibaldi, chiamato anche villa Garibaldi, è un parco pubblico che venne realizzato tra il 1861 e il 1864 dall’architetto Giovan Battista Filippo Basile a piazza Marina, nello storico quartiere della Kalsa. Fu intitolato a Giuseppe Garibaldi proprio per celebrare la recente nascita della nazione Italiana.

Tra le tante piante esotiche che si trovano all’interno del giardino, la più conosciuta e il maestoso Ficus macrophylla, considerato l’albero più grande d’Europa e uno dei più vecchi d’Italia Ha un’altezza di 30 metri, una circonferenza del tronco che supera i 21 metri ed una chioma con diametro di 50 metri.

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STREET FOOD A PALERMO

Palermo è la patria del cibo da strada.

La regina indiscussa dello street food palermitano è l’arancina – con la “a”- perché a Palermo è un termine femminile.

Si tratta, come tutti sapranno, di una gustosissima palla di riso ripiena, impanata e poi fritta. In pratica una bomba di gusto e di calorie!

Ma ci sono anche il pane cà meusa (panino farcito con milza e polmone di vitello cotti nello strutto), lo sfincione (una sorta di pizza alta e morbida condita con pomodoro, cipolla, acciughe e caciocavallo), le panelle (frittelle di farina di ceci) e le crocchè (crocchette di patate impanate e fritte).

Ovviamente non mancano i dolci come la brioche col tuppo, la granita ed il cannolo!

Leggi anche: ARTE SACRA A PALERMO E DINTORNI

NARNI SOTTERRANEA: UN VIAGGIO NEL TEMPO

Narni Sotterranea più che luogo è una storia!

Visitandola si attraversano chiese e ambienti ipogei, ma quello che colpisce di più, ciò che la rende veramente affascinante, è l’incredibile storia della sua scoperta.

Una storia che inizia nel 1979 ed arriva ai nostri giorni attraverso una serie di vicissitudini in cui il protagonista è sempre stato un quid misterioso (ed anche un po’ ironico!) che alcune volte ha preso le sembianze della fortuna, altre del fato, altre ancora della Divina Provvidenza.

LA SCOPERTA

La storia di Narni Sotterranea inizia nel 1979, quando un gruppetto di sei ragazzi, tutti appartenenti al Gruppo Speleologico dell’UTEC, erano intenti a testare delle nuove funi calandosi dall’alto di quelli che oggi sono chiamati “Giardini di San Bernardo” e si imbatterono in un piccolo passaggio attraverso un muro. Incuriositi dalla scoperta, decisero di esplorare questo passaggio e capire dove portava. Fu così che, dopo un lunghissimo abbandono, tornò alla luce la chiesa di San Michele dell’antico convento domenicano di Narni.

In realtà, all’epoca della scoperta i ragazzi non sapevano ancora che quella chiesa fosse originariamente dedicata all’Arcangelo tanto che decisero di darle il nome di Santa Maria della Rupe, nome che conserva tuttora!

La storia della chiesa, infatti, riemerse a piccoli pezzi, nel corso del tempo, grazie ad un lungo e costante lavoro di ricerca che, allo stesso tempo, consentì di riportate alla luce altri ambienti.

Infatti, oltre alla chiesa, furono scoperti una parte di una domus romana con una cisterna ed un tribunale dell’Inquisizione con una piccola cella.

Quest’ultima è stata la parte della storia più complessa da ricostruire.

Sembrava, infatti, che non ci fossero da nessuna parte documenti ufficiali che attestassero la presenza della Santa Inquisizione a Narni. Fu solo grazie ad una serie di circostanze fortuite che, accedendo agli Archivi Vaticani ed a quelli del Trinity College, si riuscì ad avere la conferma documentata non solo della presenza a Narni del Santo Uffizio, ma addirittura si poté ricostruire la storia di un intero processo che aveva avuto luogo presso quel tribunale.

NARNI SOTTERRANEA: L’ITINERARIO DI VISITA

La Chiesa di Santa Maria della Rupe

Il punto di partenza del percorso di visita è la Chiesa di Santa Maria della Rupe, risalente al XIII secolo ed oggi completamente restaurata.

La storia della chiesa può essere divisa in tre fasi.

La prima risalente al XII-XIII secolo, durante la quale venne costruito un primo ambiente all’interno di una cavità naturale, di fianco ad un’antica domus romana con cisterna. Probabilmente questa prima costruzione venne realizzata sui resti di un precedente edificio longobardo, cosa che sembrerebbe confermata proprio dalla presenza di un affresco di San Michele, a cui i longobardi erano particolarmente devoti.

Una seconda fase, databile intorno al XIV secolo, durante la quale la struttura venne inglobata all’interno del convento costruito dai domenicani. A questo periodo risale la realizzazione di un nuovo pavimento e, sulle pareti laterali, delle sedute riservate ai monaci.

Durante la terza ed ultima fase, tra il XVII e il XVIII secolo, l’edificio perse la sua funzione religiosa e, sotto l’occupazione francese, fu addirittura usato come cantina. Seguì un lungo periodo di abbandono a qui fece seguito la distruzione della Seconda Guerra Mondiale.

Tutta la storia della chiesa è riassunta in una suggestiva ricostruzione virtuale a cui si può assistere all’inizio della visita.

La domus romana e l’Acquedotto della Formina

Dalla chiesa si passa, attraverso un varco nella parete laterale, in un secondo ambiente, probabilmente parte di una domus romana che conserva una cisterna. Questa seconda parte è dedicata all’ingegneria idraulica romana ed alla presentazione dell’Acquedotto Romano della Formina, visitabile su prenotazione.

È un viaggio ideale nella Narnia romana, attraverso modellini e riproduzioni degli strumenti effettivamente utilizzati per la realizzazione dell’acquedotto.

la Santa Inquisizione

Superato un lungo corridoio si arriva nell’ambiente più suggestivo (e più inquietante!) del tour: la Stanza dei Tormenti – come viene chiamata nei documenti ritrovati negli Archivi Vaticani e al Trinity College. Si tratta di una sala allestita con ricostruzioni di alcune macchine di tortura utilizzate dal tribunale dell’Inquisizione.

Una piccola cella adiacente testimonia ancora oggi, attraverso segni e graffiti sulle pareti, le sofferenze patite dagli inquisiti. In particolare Giuseppe Andrea Lombardini, detenuto nella cella, volle afferamre la propria innocenza tracciando su tutte le pareti dei simboli, il cui mistero è stato decifrato solo grazie ad una serie di coincidenze ed alla caparbietà di Roberto Nini, uno dei sei ragazzi scopritori.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore

Ulteriori scavi archeologici hanno permesso poi di portare alla luce una cripta del XII secolo, dei mosaici di epoca bizantina e l’abside dell’antica chiesa di Santa Maria Maggiore, un tempo cattedrale di Narni, oggi convertita nell’Auditorium di San Domenico.

La visita termina proprio all’interno dell’Auditorium.

Per scoprire tutti gli incredibili dettagli della scoperta di questo percorso e viverne appieno la magia, non vi resta che visitare Narni Sotterranea.

Per informazioni sulle visite guidate, gli orari di apertura al pubblico ed il costo dei biglietti si può consultare il sito narnisotterranea

Durante la visita è vietato fare fotografie.

Tutto il materiale fotografico presente nell’articolo è stato realizzato da Moira Sperandei e Letizia Longarini e gentilmente fornitomi da Narni Sotterranea che ringrazio!

Leggi anche: COSA VISITARE IN UN GIORNO A NARNI

COSA VISITARE A NARNI IN UN GIORNO

Narni è una cittadina ricca di storia, arte e tradizioni. Un luogo di grande suggestione e bellezza, nel cuore dell’Umbria.

Per l’antico popolo degli Umbri il suo nome era Nequinum. Furono invece i Romani a darle il nome- poi reso celebre dalla letteratura! – di Narnia, da Nahar, l’attuale fiume Nera. Non si conosce con certezza quando la città di Narnia cambiò il suo nome in Narni, ma probabilmente questo avvenne gradualmente nel corso del tempo, a partire dal XIII secolo.

In ogni caso il nome Narnia non era destinato a cadere nell’oblio! Infatti, in tanti lo conoscono grazie ai romanzi fantasy di C.S. Lewis, “Le cronache di Narnia”.

Posto che Lewis non visitò mai Narni, ci sono due teorie su come abbia scelto il titolo dei suoi libri. Secondo alcuni sarebbe stato ispirato dai racconti di un suo assistente che, al contrario, aveva visitato la città restandone particolarmente affascinato. Secondo altri, invece, Lewis consultò una cartina dell’Italia su un atlante del 1904 con iscrizioni in latino e, semplicemente, rimase colpito dal suono della parola Narnia.

È vero, arrivando a Narni non ci saranno ad accogliervi né Susan, né il Principe Caspian, ma sarete comunque circondati da tanta bellezza!

Ecco le tappe fondamentali del nostro itinerario di un giorno a Narni:

Centro geografico d’Italia;

Cattedrale di San Giovenale;

Palazzo dei Priori e il Palazzo Comunale;

Palazzo Eroli, sede del Museo della Città e del Territorio;

Rocca Albornoz;

Narni Sotterranea.

NARNI: IL CENTRO GEOGRAFICO D’ITALIA

Secondo uno studio condotto dall’Istituto geografico militare (I.G.M.) di Firenze, il centro geografico dell’Italia peninsulare si trova a Narni, lungo il percorso dell’acquedotto romano della Formina, vicino al ponte Cardona, un ponte romano con un unico arco a tutto sesto leggermente rialzato.

Lasciata l’auto nell’apposito parcheggio, si prosegue lungo un sentiero nel bosco che conduce al ponte e ad una piccola scultura in pietra di forma circolare che, appunto, simboleggiare il centro geografico d’Italia. Toccandola, come suggerito dal cartello, vi porterà “fortuna e salute”.

LA CATTEDRALE DI SAN GIOVENALE

La cattedrale di Narni è disposta ad angolo tra piazza Garibaldi e piazza Cavour, su cui si trova il portico del fronte principale. È dedicata al primo vescovo della città, san Giovenale, morto il 3 maggio 376.

La sua costruzione iniziò nel 1047 e terminò nel 1145. Nel corso dei secoli, la chiesa subì vari interventi di rinnovamento ed ampliamento. Nel XIV secolo l’abside fu completamente rinnovato in stile gotico, fu edificata la facciata e innalzato l’intero edificio.

Ulteriori interventi risalgono, invece, al Quattrocento, con l’aggiunta di un portico sul prospetto principale e la copertura con volte a crociera di tutte le navate.

Infine la realizzazione della cripta, in cui riposano le reliquie di san Giovenale, iniziò nel 1642.

NARNI: IL PALAZZO COMUNALE ED IL PALAZZO DEI PRIORI

Il Palazzo Comunale, già Palazzo del Podestà, fronteggia il Palazzo dei Priori che sorge nell’omonima piazza, proprio al centro di Narni.

Venne costruito, a partire dal 1273, sul luogo che già aveva ospitato il foro romano. L’aspetto attuale dell’edificio è frutto dei lavori avvenuti tra il ‘300 ed il ‘400. Sulla destra del portale di accesso si trova il Punto di informazione Turistica di Narni.

Il Palazzo dei Priori, grazie alla sua particolare architettura, è uno dei monumenti più belli dell’Umbria.

Ogni elemento del palazzo rivela il suo profondo legame con la storia della città di Narni: il portale, la loggetta del banditore, la torre civica che domina la città e l’intera vallata e sulla cui sommità è posta la campana che chiamava a raccolta i cittadini in caso di necessità.

Oggi l’edificio ospita al piano terra il Digipass e la sede dell’Ente della Corsa all’Anello, uno degli eventi di rievocazione storica più importanti d’Italia nato per devozione al santo patrono Giovenale di cui il 3 maggio si celebra la festa.

LA CHIESA DI S. MARIA IMPENSOLE

Si tratta di una piccola chiesa che sorge nel centro storico di Narni, all’imbocco di Via Mazzini.

All’esterno presenta uno splendido portico con tre luci corrispondenti alle tre porte d’ingresso, divise da quattro colonne, due intere e due incorporate nei pilastri laterali.

L’interno della chiesa, invece, colpisce per la sua semplicità austera. Ha una pianta a croce latina con tre navate: le due laterali più basse separate dalla centrale con delle colonne che sorreggono archi a sesto ribassato.

Venne costruita tra il VII e il X secolo su un preesistente edificio romano di età tardo repubblicana, probabilmente un tempio dedicato a Bacco. Il suo nome deriva dall’appellativo “in pensile”, ossia “sospesa”, perché realizzata sopra due grandi cisterne.

PALAZZO EROLI

Palazzo Eroli, fino alla fine del Novecento, fu la dimora della nobile famiglia a cui deve il suo nome. Oggi, invece, ospita il Museo, la Pinacoteca e la Biblioteca della Città di Narni. Si trova nella parte alta del centro storico, dietro il Palazzo del Podestà, a ridosso della Chiesa di San Francesco.

Il Museo è articolato in due sezioni: una archeologica ed una artistica. Nella sezione archeologica si possono ammirare reperti che vanno dalla Preistoria al ‘700, tra cui la mummia ed il sarcofago ligneo donati dalla famiglia Martinori. Nella pinacoteca, invece, sono esposte opere che coprono un arco temporale che va dal 1300 al 1700. Quelle di maggior pregio sono “L’Annunciazione” di Gozzoli e “L’Incoronazione della Vergine” del Ghirlandaio.

ROCCA ALBORNOZ

La Rocca Albornoziana troneggia sul Monte Maggiore e domina la Città di Narni, la Via Flaminia ed il magnifico panorama sulle Gole del Nera.

Fu costruita per volontà del Cardinale Egidio Albornoz nel 1367. I lavori terminarono nel 1378 e sulla sua porta furono posti quattro stemmi: quello di papa Urbano V, del suo successore Gregorio XI e dei cardinali Anglico De Grimoard e Filippo d’Alençon.

La costruzione della Rocca segnò il declino dell’autonomia della Civitas di Narnia. Infatti, sia questa Rocca che le altre fortezze edificate dal Cardinale Albornoz avevano come scopo quello di accresce il sistema difensivo volto a controllare il territorio di collegamento tra Perugia, Terni e Amelia, ma anche la via Flaminia e la strada che si dirige verso Orte ed il Lazio.

Nel corso della sua lunga storia, la Rocca è stata dimora di papi, cardinali e condottieri. Nel 1906 fu acquistata, per una piccola somma, dal principe russo Mestschezsy, che la tenne fino al 1972, anno in cui divenne di proprietà di una famiglia romana. Oggi, la Rocca Albornoziana è patrimonio del Comune di Narni.

NARNI SOTTERRANEA

Dulcis in fundo, Narni Sotterranea.

È stata la parte più interessante e sorprendente del nostro tour. In passato avevamo visitato altre città sotterranee con grotte e ipogei, ma niente di paragonabile all’esperienza di Narni Sotterranea! Questo sito, scoperto nel 1979, è aperto al pubblico dal 1994 ed è un vero e proprio viaggio indietro nel tempo. Un’esperienza coinvolgente ed emozionante a cui dedicherò un articolo specifico.

Per qualsiasi informazione su visite, eventi, orari e biglietti si può visitare il sito ufficiale narnisotterranea.it

Leggi anche:

LA CASCATA DELLE MARMORE

La cascata delle Marmore è la più alta cascata artificiale d’Europa e tra le più alte del mondo.

Si trova a circa 7 Km dalla città di Terni ed è formata dall’incontro dei fiumi Nera e Velino.

Il suo nome deriva dai sali di carbonato di calcio presenti sulle rocce che, quindi, appaiono simili al marmo bianco.

Se stai pensando di visitare la cascata delle Marmore, in questo articolo troverai tante informazioni utili e consigli pratici per organizzare il tuo viaggio!

CASCATA DELLE MARMORE: UN PO’ DI STORIA

La Cascata è il risultato di una incredibile opera di ingegneria romana!

Nel 271 a.C., il console romano Manio Curio Dentato ordinò la costruzione di un canale- chiamato Cavo Curiano- allo scopo di far defluire le acque stagnanti del lago Velino in direzione del salto naturale di Marmore. Da lì, infatti, l’acqua sarebbe precipitata direttamente nel fiume Nera, affluente del Tevere.

Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente ebbe fine anche la manutenzione del canale, il che portò ad una diminuzione del deflusso delle acque ed alla progressiva trasformazione in palude della Piana Reatina. Nel 1422, dopo molte vicissitudini e grazie all’intervento di Gregorio XII, venne costruito un nuovo canale per ripristinare la portata originaria del fiume.

Nei secoli seguenti furono realizzate varie opere per garantire il corretto funzionamento o cercare di migliorare quanto già costruito.

Successivamente, nel XIX secolo, le acque della cascata iniziarono ad essere utilizzate per la loro forza motrice. In questo modo Terni diventò sede delle note Acciaierie; mentre, negli anni successivi, la cascata iniziò ad essere sfruttata intensamente per la produzione di energia idroelettrica.

LA LEGGENDA

Sulle origini della cascata c’è anche un’antica leggenda, solitamente raccontata dallo Gnefro.

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Fonte: Pixabay

Lo Gnefro (chiamato anche Gnèfru), nella cultura popolare umbra, è una creatura leggendaria, simile al folletto, che è solita vivere in gruppi nei pressi della cascata delle Marmore, del lago di Piediluco e lungo il fiume Nera.

Secondo questa leggenda, una ninfa di nome Nera si innamorò del giovane pastore Velino. L’amore dei due giovani, che appartenevano a due mondi diversi, era impossibile e, quando la dea Giunone li scoprì, trasformò la ninfa Nera in un fiume, come punizione per aver trasgredito alla regola che non consentiva l’amore con gli esseri umani. Velino, sconsolato, si gettò a capofitto dalla rupe di Marmore credendo che Nera stesse annegando in quelle acque che prima non c’erano. Giove, per evitargli una morte certa, durante il volo lo trasformò in acqua, così da permettergli di salvarsi e ricongiungersi con Nera per l’eternità.

INFORMAZIONI UTILI

La cascata delle Marmore è a flusso controllato.

Questo significa che, in alcuni momenti della giornata, la cascata ha una portata minima ridotta (0,3 metri cubi/secondo) perché gran parte dell’acqua del fiume Velino viene utilizzata per la produzione di energia elettrica.

Il flusso dell’acqua è regolato attraverso delle chiuse e, a orari stabiliti, viene aumentato formando un salto spettacolare. Poco prima dell’orario di rilascio dell’acqua, un segnale acustico avvisa dell’inizio. Il getto d’acqua della cascata inizierà ad aumentare progressivamente, raggiungendo in pochi minuti il suo massimo ed offrendo uno spettacolo unico ai visitatori. Per conoscere gli orari di rilascio dell’acqua clicca qui!

Per accedere al parco di cui la cascata fa parte è necessario acquistare un biglietto.

È possibile farlo sia in loco, nelle biglietterie fisiche che si trovano nei pressi del parcheggio, oppure on-line, evitando la fila! Per conoscere tariffe e convenzioni clicca qui.

Acquistando il biglietto, che ha validità giornaliera, si ha libero accesso a tutti i 6 sentieri che attraversano il parco. Solo il balcone degli innamorati è visitabile esclusivamente con visita guidata, anch’essa acquistabile sia online che presso le biglietterie.

All’interno del parco ci sono Bar e aree pic-nic. Presso il Centro di Educazione Ambientale posto nell’area escursionistica è possibile ricevere informazioni, acquistare servizi e gadget.

È consigliabile avere un abbigliamento comodo con scarpe da ginnastica o da trekking. Inoltre, soprattutto se si ha intenzione di percorrere i sentieri più vicini alla cascata o fare la visita guidata al balcone degli innamorati, è indispensabile avere un impermeabile!

Leggi anche: COSA VISITARE IN UMBRIA IN UN WEEK-END

IL CASTELLO DI ROCCA CALASCIO

Il Castello di Rocca Calascio è uno dei castelli più elevati d’Europa e, secondo il National Geographic, anche uno dei 15 castelli più belli al mondo!

Questa meraviglia si trova in una frazione del piccolo comune di Calascio, in provincia dell’Aquila.

Il castello, dall’alto dei suoi 1500 metri, domina un paesaggio spettacolare che spazia dalla piana di Campo Imperatore al Gran Sasso, dalla Majella alla dorsale del Sirente.

Se state pensando di organizzare un viaggio in Abruzzo, allora dovete assolutamente includere Rocca Calascio nel vostro itinerario.

In questo articolo troverete tutte le informazioni per organizzare la vostra visita a Rocca Calascio!

ROCCA CALASCIO: UN PO’ DI STORIA

Molto probabilmente il castello sorge sui resti di un’antica fortificazione di epoca romana che, data la posizione, doveva servire a controllare il territorio sottratto ai Vestini nel 300 a.C..

La struttura attuale risale al periodo normanno. Il castello, infatti, venne edificato per volere di Ruggero II d’Altavilla dopo la conquista normanna del 1140 e faceva parte di un complesso sistema di fortificazioni difensive che controllavano le vallate abruzzesi.

Nel corso dei secoli il castello passò sotto il dominio di molte nobili casate tra cui i Pagliara, i Colonna, i Cattaneo, i Medici, i Piccolomini ed i Borbone.

Nel 1703 il castello fu gravemente danneggiato dal terremoto che distrusse quasi interamente l’antico borgo. Successivamente, terminata la sua funzione difensiva, fu progressivamente abbandonato.

Le sorti del castello mutarono quando, negli anni 80, venne scelto come set cinematografico prima per Ladyhawke e poi per Il nome della rosa. Il cinema riaccese (letteralmente!) i riflettori sul castello e, poco dopo, iniziarono i lavori di restauro e consolidamento.

COSA VISITARE (OLTRE AL CASTELLO)

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Accanto al castello si trova la piccola chiesa di Santa Maria della Pietà, un pittoresco tempietto eretto nel 1596. La chiesa sorge sui resti di una preesistente edicola, proprio sul luogo che la tradizione indica come il teatro di una sanguinosa battaglia in cui la popolazione locale sconfisse una banda di briganti provenienti dal vicino Stato Pontificio.

La chiesa ha una pianta ottagonale, sormontata da una cupola ad otto spicchi, ed un portale di accesso in stile barocco. Purtroppo l’interno è visitabile solo in poche occasioni, ma comunque vale la pena soffermarsi nei pressi della chiesa anche solo per ammirare lo splendido paesaggio che la circonda.

Dedicate un po’ di tempo anche alla visita del piccolo borgo medievale situato proprio sotto al castello. Un tempo aveva lo scopo di proteggere la popolazione dalle invasioni nemiche. Oggi, invece, è stato in parte convertito in un albergo diffuso in cui è possibile soggiornare o fermarsi per una breve pausa e, casomai, assaporare qualche prodotto tipico del territorio.

ROCCA CALASCIO: INFORMAZIONI UTILI

Il Castello di Rocca Calascio è visitabile tutto l’anno, salvo condizioni meteo davvero avverse. La visita è libera, dalle 9.00 fino al tramonto.

A Rocca Calascio ogni periodo dell’anno ha il suo fascino. In primavera ed in estate si può ammirare un panorama nel pieno del suo rigoglio, in autunno tutto si tinge dei colori caldi del foliage, mentre in inverno la neve avvolge il castello e le vallate creando un paesaggio fiabesco.  

In qualunque periodo decidiate di visitare il castello, vi consiglio un abbigliamento da montagna, con scarpe da trekking ed una giacca anti vento (anche in piena estate!).

Il piccolo borgo che precede il castello è chiuso al traffico, perciò è necessario parcheggiare e proseguire a piedi. Lungo la strada ci sono dei piccoli parcheggi gratuiti. Il più vicino è quello situato sull’ultimo tornante. Tuttavia i posti per le auto sono pochi, quindi vi consiglio di visitare il castello nei giorni feriali o di mattina presto.

Se i posti auto dovessero essere tutti pieni, dovrete tornare a Calascio, parcheggiare e salire a piedi. In alternativa si può prendere la navetta Calascio-Rocca Calascio, al costo di € 4,00 per gli adulti e 2,00 per i bambini per andata e ritorno, attiva dalle 9.00 alle 18.00 con corse ogni 20 minuti. La navetta è in funzione nel periodo estivo e parte dalla piazza di Calascio, dove è possibile acquistare i biglietti.

Infine, se avete tempo ed amate camminare immersi nella natura, potete raggiungere il castello seguendo le antiche strade della transumanza. Potete seguire una parte del Tratturo Magno, che attraversa Abruzzo, Molise e Puglia, oppure potete percorrere il sentiero ad anello che collega i borghi di Santo Stefano di Sessanio, Calascio e Castelvecchio Calvisio. Il sentiero è abbastanza semplice e dura circa 3 ore e mezza.

Per altre idee su cosa visitare in Abruzzo:

DOVE SOGGIORNARE

Le case vacanza “Le Masserie” si trovano a Villetta Barrea, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Villetta Barrea, infatti, occupa una posizione strategica all’interno del Parco, tanto che con brevi spostamenti in auto è possibile raggiungere la Camosciara, Pescasseroli, il lago di Scanno, Forca d’Acero, la Val Fondillo e tanti altri luoghi tra i più belli del centro Italia.

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LA CERTOSA DI PADULA

La Cerosa di Padula o di San Lorenzo è la più grande Certosa italiana e tra le maggiori d’Europa, si estende per ben 51.500 metri quadri, divisi in chiostri, giardini, cortili, cucine, una chiesa, un cimitero ed un monumentale scalone ellittico.

In questo articolo potrai scoprire un po’ di informazioni utili per organizzare la tua visita alla Certosa di Padula, ma anche notizie sulla storia ed il territorio che circonda questo luogo straordinario che, dal 1998, è entrato a far parte dei siti UNESCO.

LA CERTOSA DI PADULA ED IL SUO TERRITORIO

La Certosa prende il nome dal Comune di Padula, una cittadina di circa 5.000 anime, situata nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno.

Padula ha origini antichissime. Grazie a dei ritrovamenti archeologici in località Civita, è stato possibile stimare che i primi insediamenti umani nella zona risalgano al XII secolo a.C. Sarebbe quindi da far risalire a questo periodo la fondazione della città di Cosilinum, l’antica Padula, molto probabilmente fondata dagli Enotri. Il nome attuale, invece, deriverebbe dal latino paludem, accusativo di palus, paludis, cioè palude, infatti in passato nella pianura sottostante si estendeva proprio un’area paludosa.

Sicuramente la fama di Padula è essenzialmente legata alla Certosa, tuttavia questa cittadina diede anche i natali a Giuseppe Petrosino, più noto come Joe. Un poliziotto italo- americano, pioniere nella lotta contro il crimine organizzato, morto eroicamente a Palermo nel 1909.

Nel centro storico di Padula si può visitare la Casa-Museo di Jo Petrosino.

UN PO’ DI STORIA

La Certosa di Padula venne costruita per volontà di Tommaso II Sanseverino, conte di Marsico e signore del Vallo di Diano. I lavori iniziarono il 28 gennaio 1306 e durarono fino al ‘700.

Una delle principali testimonianze di epoca barocca è proprio la grande facciata. Dall’atrio, poi, si passa alle scuderie, alle officine, alla farmacia e alle cantine. La chiesa conserva gli altari decorati con raffinati intarsi policromi in scagliola con inserti in madreperla, i cori lignei intagliati e intarsiati sono del primo Cinquecento, gli affreschi risalgono al XVI – XVIII secolo, mentre il pavimento a maioliche è settecentesco.

Il chiostro grande – che con i suoi 15.000 metri quadri è uno dei più grandi del mondo! – offre uno spettacolo unico grazie ad una struttura con due ordini di portici e ben 84 archi. Venne iniziato nel ‘500 e terminato alla fine del ‘700. Lungo il portico si aprono i quartieri dei certosini ed in fondo, in una torre ottagonale, lo scenografico scalone ellittico.

La certosa ha avuto una storia lunga e travagliata, durante la quale è stata usata per gli scopi più disparati e più volte abbandonata. Durante le due Guerre Mondiali venne usata come prigione, mentre nel secondo dopoguerra divenne la casa di 1000 orfani.

LA RINASCITA DELLA CERTOSA

Nel 1981 fu affidata alla Soprintendenza dei Beni Architettonici di Salerno e l’anno dopo iniziarono i lavori di restauro che ci hanno restituito la bellezza di questo monumentale complesso barocco. Nel 1998 la Certosa è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Oggi la certosa è un importante polo espositivo ed annualmente ospita alcune importanti mostre di carattere nazionale ed internazionale, come la rassegna triennale “Le opere ed i giorni”, ideata e creata da Achille Bonito Oliva. Gli artisti vengono invitati a realizzare nuovi interventi all’interno della Certosa in un’operazione di stimolo e confronto continuo con l’arte contemporanea.

LA CERTOSA DI PADULA: INFORMAZIONI UTILI

La Certosa è aperta dal mercoledì al lunedì, dalle 09:00 alle 19:30. L’ultimo ingresso è alle ore 18:45.

I biglietti, acquistabili presso la biglietteria posta nella Casa Alta, hanno un costo di 6 Euro per gli adulti e di 2 euro per i ragazzi tra i 18 ed i 25 anni. Bambini e ragazzi con meno di 18 anni accedono gratuitamente.

E’ anche possibile acquistare la Padula & Certosa card con validità di 48 ore, che consente di accedere, oltre alla Certosa, anche ai musei civici: museo multimediale, casa museo di Joe Petrosino, San Giovanni in Fonte. Il costo per gli adulti è di 10,00 Euro, mentre per i ragazzi tra i 18 ed i 25 anni è di 6,00 Euro. 

La certosa è visitabile nell’abito di una visita guidata. Per informazioni più dettagliate e prenotazioni si può consultare i siti: Certosadipadula.org e Beniculturali.it

PER IDEE E SUGGERIMENTI SU COSA VISITARE NEI DINTORNI DELLA CERTOSA LEGGI ANCHE: WEEKEND IN CILENTO: 2 GIORNI TRA STORIA E NATURA

6 COSE DA FARE A TORINO

6 cose da fare a Torino è una mini-guida per chi ha in programma di trascorrere qualche giorno nel capoluogo piemontese.

Questa breve guida è pensata per chi visita la città per la prima volta, o comunque la conosce poco e vuol farsi un’idea generale.

Nell’articolo andremo alla scoperta dei principali luoghi della città, delle attrazioni turistiche più belle ed importanti, ma anche di qualcosa di goloso da provare!

6 COSE DA FARE A TORINO: VIAGGIARE NEL TEMPO FINO ALL’ANTICO EGITTO

Al n.6 di via Accademia delle Scienze, in uno splendido palazzo barocco, si trova il Museo Egizio più antico del mondo. È considerato il museo di antichità egizie più importante dopo quello del Cairo. Una destinazione da non perdere per conoscere una delle civiltà più affascinanti della Storia.

Nel 2013 il museo è stato inserito dal quotidiano britannico The Times nella classifica dei 50 migliori musei del mondo. Dopo i lavori di ristrutturazione avvenuti nel 2015, il Museo ha raddoppiato i suoi spazi espositivi e rinnovato il percorso museale che, ad oggi, si sviluppa su 4 piani e comprende 15 sale.

Per saperne di più leggi anche: IL MUSEO EGIZIO DI TORINO

GUARDARE IL PANORAMA DAL TEMPIETTO DELLA MOLE

La Mole Antonelliana è il simbolo architettonico di Torino. Inizialmente venne concepita per essere una Sinagoga e, solo in seguito, il Comune pensò di acquistarla per farne un monumento all’unità nazionale.

I lavori di costruzione iniziarono nel 1863 e terminarono nel 1889. All’epoca, con i suoi 167 metri e mezzo d’altezza, era l’edificio in muratura più alto d’Europa.

Nel 1961, in occasione delle celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia, venne inaugurato l’Ascensore panoramico che, successivamente ristrutturato, consente ancora oggi di salire fino al tempietto che si trova a 85 metri d’altezza ed ammirare la straordinaria vista sulla città e sull’arco alpino che le fa da cornice.

La Mole, inoltre, ospita lo splendido Museo Nazionale del Cinema, una meta da non perdere, anche per chi viaggia con i bambini!

Per saperne di più leggi anche: IL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA

GUSTARE UN BICERIN NEL “SALOTTO DI TORINO”

Piazza San Carlo è tra le più belle ed importanti piazze della città, tanto da essersi guadagnata l’appellativo di “salotto di Torino”.

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Nel corso dei secoli l’attuale Piazza San Carlo ha più volte cambiato nome: prima è stata Piazza Reale, poi Piazza d’Armi e Place Napoléon durante il periodo napoleonico.

Come nel caso di molti altri luoghi e monumenti torinesi, la storia della piazza è strettamente intrecciata alle vicissitudini della famiglia Savoia. Venne, infatti, inaugurata nel 1638 per volontà del Duca di Savoia che, dopo aver spostato la capitale del regno a Torino, voleva espandere la città verso Sud. Al centro della piazza si trova una statua equestre di Emanuele Filiberto, mentre, sul lato sud, sorgono le due chiese gemelle in stile barocco, quella di San Carlo Borromeo del 1619 e quella di Santa Cristina costruita nel 1639.

Tuttavia Piazza San Carlo è nota soprattutto per l’importante ruolo sociale che svolse fin dalla sua realizzazione. Il suo perimetro, infatti, è costellato di caffè, luoghi tipicamente dedicati al ritrovo di intellettuali e uomini di cultura, ma anche di nobili e reali. Tra questi ci sono anche i famosi Caffè San Carlo e Caffè Torino.

Quindi quale luogo migliore per gustare una delle bevande tipiche del capoluogo piemontese? Il Bicerin – letteralmente bicchierino- noto anche come Bicerin ‘d Cavour, è una storica bevanda calda composta da caffè, cioccolato e crema di latte.

Si ritiene che la sua origine sia dovuta al Caffè Confetteria Al Bicerin dal 1763, storico locale di piazza della Consolata che ne conserva gelosamente la ricetta. È comunque possibile gustare un Bicerin anche nelle altre caffetterie di Torino.

6 COSE DA FARE A TORINO: VISITARE IL DUOMO

Il Duomo di Torino è dedicato a San Giovanni Battista e sorge nell’omonima piazza, nei pressi dei Musei Reali ed a pochi passi da piazza Castello. Il Duomo è l’unica chiesa in stile rinascimentale di Torino e, sicuramente, è tra le più belle della città.

L’edificio, voluto fortemente dai Savoia e dal vescovo Domenico della Rovere, fu costruito tra il 1491 e il 1498 ad opera di Amedeo de Francisco di Settignano. Nel corso del Seicento il Duomo è stato ampliato per ospitare la Sacra Sindone, che, nel frattempo, era stata portata a Torino dalla famiglia Savoia.

Si può visitare la Cappella della Sindone acquistando il biglietto di ingresso ai Musei Reali di Torino che, tra l’altro, consente di accedere anche ai seguenti percorsi: Palazzo Reale, Armeria Reale, Galleria Sabauda, Museo Antichità sezione Torino con uscita verso i Giardini.

CONCEDERSI UNA PAUSA NEL VERDE

Oggi la qualità della vita in una città è sempre più legata all’attenzione alla sostenibilità ambientale, cosa che si riflette molto negli spazi verdi di cui le persone possono fruire.

Il Parco del Valentino è un’area verde nel centro di Torino in cui è possibile “staccare” dalla città, passeggiare o andare in bici e, magari, trovare riparo dal sole sotto qualche albero frondoso.

Le origini del Parco del Valentino di Torino risalgono alla seconda metà del 1600, quando la città fu al centro di una intensa fase di urbanizzazione. Oggi il parco si distingue anche per la presenza del famoso Borgo Medievale di Torino, nato per rendere tributo alle antiche tradizioni storiche e culturali del Piemonte e delle regioni limitrofe.

6 COSE DA FARE A TORINO: CERCARE IL SANTO GRAAL

Piazza Vittorio Veneto, che i torinesi chiamano semplicemente Piazza Vittorio, con i suoi 38.000 metri quadri di superficie, è la piazza più grande di Torino ed una delle maggiori d’Europa.

La piazza si trova nel centro di Torino, sulle rive del Po, ed il suo perimetro è formato da lunghissimi portici sotto cui si trovano numerosi caffè e locali. Attraversando Ponte Vittorio Emanuele I, che si trova di fronte la piazza, si arriva alla Chiesa della Gran Madre di Dio, una delle più belle ed importanti di Torino, legata a molte leggende che riguardano la magia bianca.

La chiesa, in stile neoclassico, sorge in una posizione molto suggestiva, proprio ai piedi della collina torinese. Fu commissionata dai Decurioni, ossia gli amministratori della città di Torino, nel 1814 per celebrare il ritorno di Vittorio Emanuele I di Savoia dopo la sconfitta di Napoleone. Infatti sul timpano compare l’epigrafe “ORDO POPULUSQUE TAURINUS OB ADVENTUM REGIS”, ossia “la nobiltà ed il popolo di Torino per il ritorno del re”.

L’interno è a pianta circolare e la cupola, realizzata dall’architetto Bonsignore, si ispira al Pantheon di Roma.

Nella chiesa sono custodite le statue di San Maurizio, della Beata Margherita di Savoia, del Beato Amedeo di Savoia e di San Giovanni Battista.

Secondo gli appassionati di esoterismo, la chiesa della Gran Madre custodisce il Santo Graal, sepolto tra le due statue che rappresentano la Fede e la Religione. Sicuramente si tratta di un edificio molto suggestivo, anche solo per via della sua posizione, se poi a questo si aggiungono i significati attribuitigli da chi ritiene che Torino sia il centro di un forte potere energetico, appare facile capire perché siano sorte tante leggende intorno a questo luogo.

PS. Non ho dimenticato il Palazzo reale, né le Residenze Sabaude: saranno l’argomento di un articolo ad hoc!

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IL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA

Il museo nazionale del cinema di Torino si trova all’interno di uno dei simboli della città: la Mole Antonelliana.

Si tratta di uno spazio museale in continua evoluzione, in grado di coinvolgere, educare ed emozionare. Una meta imperdibile per tutti gli appassionati di cinema, ma anche per tutte le famiglie che cercano un’attività divertente ed insolita da condividere con i più piccini.

Il museo, infatti, consente di conoscere meglio il cinema, la sua storia e le sue origini attraverso percorsi a tema, visite animate e tante iniziative dedicate ai bambini.

LA MOLE

È il simbolo architettonico di Torino.

Non tutti sanno che, inizialmente, venne concepita per essere una Sinagoga e, solo in seguito, fu invece acquistata dal Comune per farne un monumento all’unità nazionale.

Il suo nome è legato sia alle sue notevoli dimensioni, che all’architetto la progettò: Alessandro Antonelli.

I lavori di costruzione iniziarono nel 1863 e terminarono nel 1889. All’epoca, con i suoi 167 metri e mezzo d’altezza, era l’edificio in muratura più alto d’Europa.

Nel 1961, in occasione delle celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia, venne inaugurato l’Ascensore panoramico che, successivamente ristrutturato, consente ancora oggi di salire fino al tempietto che si trova a 85 metri d’altezza ed ammirare la straordinaria vista sulla città e sull’arco alpino che le fa da cornice.

VISITARE IL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA

I percorsi di visita del museo sono un susseguirsi di scenografie, proiezioni e giochi di luce. Si tratta di una delle più emozionanti esposizioni dedicate al cinema, capace di trasportare il visitatore letteralmente all’interno della magia di un film.

Si ha la possibilità di scoprire in prima persona quali sono i segreti nascosti dietro la macchina da presa e quali fasi precedono la proiezione del film. Tutto questo attraverso un itinerario che alterna storia ed interattività. Partendo dal teatro d’ombre e le prime affascinanti lanterne magiche, fino ad arrivare ai più spettacolari effetti speciali del cinema moderno ed alla realtà virtuale.

INFORMAZIONI UTILI

Il Museo Nazionale del Cinema si trova in Via Montebello n.20.

Il giorno di chiusura è in martedì.

Tutti gli altri giorni è aperto dalle 9:00 alle 19:00.

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La Biglietteria è aperta fino a un’ora prima della chiusura. L’Ascensore effettua l’ultima discesa dal Tempietto 10 minuti prima della chiusura. La coda esterna può essere chiusa anticipatamente e senza preavviso per permetterne lo smaltimento entro l’orario di chiusura del Museo e dell’Ascensore panoramico.

Durante il weekend e nei giorni festivi è consigliabile organizzare anticipatamente la propria visita acquistando il biglietto online.

Il biglietto intero è di 12,00 Euro per il solo museo; di 9,00 Euro per il solo ascensore panoramico; e di 17,00 Euro per entrambi.

Per conoscere le varie tipologie di biglietti, ma anche notizie su mostre ed aperture straordinarie clicca qui!

I più sportivi possono anche salire a piedi sulla Cupola. Questo è consentito solo il Sabato, la Domenica ed i giorni festivi, a partire dalle 10:20.

La visita alla Cupola è sconsigliata ai visitatori affetti da difficoltà motorie, gravi difetti della vista o dell’udito. Inoltre, nei mesi più caldi, la salita alla cupola può essere sospesa per motivi di sicurezza.

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Leggi anche: IL MUSEO EGIZIO DI TORINO

IL MUSEO EGIZIO DI TORINO

Uno splendido palazzo barocco nel centro di Torino ospita il Museo Egizio più antico del mondo.

È considerato il museo di antichità egizie più importante dopo quello del Cairo. Una destinazione da non perdere per conoscere una delle civiltà più affascinanti della Storia.

In questo articolo scopriremo le origini del museo, ma anche tante informazioni utili per organizzare la tua visita!

MUSEO EGIZIO DI TORINO: LE ORIGINI

Il legame tra Torino e l’Egitto risale a molti anni prima della fondazione del Museo, avvenuta nel 1824.

Era, infatti, il 1563 quando i Savoia spostarono la loro capitale da Chambery a Torino. Il clima del periodo spingeva i nobili a cercare nella religione e nella mitologia le proprie origini, nobilitando la fondazione delle loro capitali. Proprio in quel frangente Carlo Emanuele I acquistò una tavoletta bronzea nota come la Mensa isiaca.

La Mensa suscitò enorme interesse fra gli studiosi tanto che, verso la metà del XVIII secolo, fu inviata una spedizione in Egitto per scoprire qualcosa in più sulle sue origini.

Nel 1759 il professore Vitaliano Donati, botanico ed appassionato egittologo, fu incaricato di effettuare degli scavi in Egitto. Tutto il materiale rinvenuto- tra cui le grandi statue del faraone Ramses II e delle dee Sekhmet e Iside- fu inviato a Torino.

A seguito delle campagne napoleoniche, in tutta Europa scoppiò una vera e propria moda per il collezionismo di antichità egizie. Bernardino Drovetti, console generale di Francia durante l’occupazione in Egitto, collezionò in questo periodo più di 7000 pezzi tra statue, sarcofaghi, mummie, papiri, amuleti e monili vari. Drovetti, nel 1816, offrì alla Francia la sua collezione, ma in seguito al rifiuto del governo di Parigi, propose la stessa al re Carlo Felice che, invece, acquistò tutto per la cifra di 400.000 lire e, unendovi altri reperti di antichità classiche di Casa Savoia, diede vita al primo Museo Egizio del mondo.

IL MUSEO OGGI

Il museo è dedicato esclusivamente all’arte ed alla civiltà egizia. Al suo interno si possono trovare gruppi statuari, mummie, papiri, arredi funerari e di uso comune e tutto ciò che riguarda l’antico Egitto, compresi animali imbalsamati.

Nel 2013 il museo è stato inserito dal quotidiano britannico The Times nella classifica dei 50 migliori musei del mondo. Dopo i lavori di ristrutturazione avvenuti nel 2015, il Museo ha raddoppiato i suoi spazi espositivi e rinnovato il percorso museale che, ad oggi, si sviluppa su 4 piani e comprende 15 sale.

INFORMAZIONI UTILI

Il museo di trova in via Accademia delle Scienze n.6.

Per raggiungere il Museo dalla stazione Porta Nuova:

  • A piedi si impiegano circa 10-15 minuti prendendo via Lagrange (che poi diventa via Accademia delle Scienze)
  • Con l’autobus si può scegliere tra il numero 58 e il numero 58B (per entrambi, fermata BERTOLA- 1642)
  • Infine il tram è il numero 4 (fermata BERTOLA – 247).

Per raggiungere il Museo dalla stazione di Porta Susa:

  • A piedi si impiegano circa 20-25 minuti
  • Con l’autobus si può scegliere tra i numeri 51 (fermata BERTOLA – 469), 56 (fermata CASTELLO – 471), 57 (fermata BERTOLA – 1642), 72 e 72B (per entrambi, fermata BERTOLA – 2179)
  • Infine il tram è il numero 13 (fermata CASTELLO – 471). Anche le linee Star 1 e Star 2 conducono nei pressi del Museo (fermata ROMA – 4058).

Il Museo è aperto tutti i giorni. Il Lunedì solo di mattina dalle 9:00 alle 14:00. Dal Martedì alla Domenica, invece, è aperto dalle 9:00 alle 18:30.

Il biglietto intero costa 18 Euro a persona. Per informazioni su tariffe speciali e promozioni clicca qui!

È obbligatorio acquistare il biglietto on-line.

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Leggi anche: GUIDA ALLA GALLERIA DEGLI UFFIZI