5 IDEE PER LE TUE FUGHE D’AUTUNNO

Amo l’autunno. I colori caldi ed avvolgenti. Le strade che profumano di castagne e vin brulè.

Tutte le stagioni hanno qualcosa di bello, ma l’autunno ha qualcosa di unico. Forse è la promessa di un cambiamento. O forse è la capacità di lasciarsi andare, di perdere tutto, ma senza rancore, solo per poter ricominciare.

Inoltre l’autunno è una stagione perfetta per viaggiare e, magari, per visitare posti in cui non siamo mai stati prima.  La temperatura è ancora mite e si può visitare una meta con più tranquillità perché c’è meno gente in giro.

Quindi, se stai pensando ad una vacanza o un week-end autunnale, ecco alcune idee.

AUTUNNO A VIPITENO

Vipiteno è uno dei Borghi più belli d’Italia. L’autunno è il periodo ideale per lasciarsi affascinare da questa cittadina che sembra uscita da una fiaba. Potrai passeggiare tra le pittoresche vie del centro, ammirare i palazzi signorili e le piazze medievali, concederti  un po’ di shopping tra i negozi di artigianato o degustare qualche piatto tipico in uno dei suoi ristoranti.

A pochi chilometri da Vipiteno, inoltre, sorge l’imponente Castel Tasso e l’elegante Castel Wolfsthurn!

PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con la sua natura incontaminata, i piccoli borghi, i centri storici, le attività sportive e la buona cucina, è la meta ideale per una vacanza autunnale.

Potrai goderti lo spettacolo del foliage attraversando la vastissima rete di sentieri del Parco che offre percorsi di vario genere, da quelli adatti ai principianti a quelli per escursionisti esperti.

Leggi anche: PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO: 3 IDEE PER SCOPRIRE UNA DELLE AREE PROTETTE PIU’ ANTICHE D’ITALIA

AUTUNNO IN CIOCIARIA

L’Italia è ricca di luoghi bellissimi e poco conosciuti. La Ciociaria, in provincia di Frosinone, è uno di questi!

E’ la terra di Cicerone e San Tommaso. Ci sono zone archeologiche, abbazie, castelli e meravigliose aree naturalistiche protette.

Se vuoi scoprire qualcosa in più sulla Ciociaria leggi anche:

L’ ABBAZIA DI MONTECASSINO

ANAGNI: LA CITTA’ DEI PAPI

6 LUOGHI DA VISITARE IN CIOCIARIA

LA CERTOSA DI TRISULTI

CILENTO

Probabilmente quando si parla di Cilento la prima cosa a cui si pensa è il mare. In questo caso, però, ti propongo un tour nell’entroterra alla scoperta delle bellezze naturalistiche e dei gioielli architettonici di questa splendida terra. Le romantiche grotte di Pertosa, i millenari templi di Paestum e l’immensa Certosa di Padula sono alcune delle mete che rendono unico il Cilento!

Leggi anche: 5 IDEE PER UN WEEK-END IN CILENTO

CAMMINI: LA CULTURA DEL PASSO LENTO

Infine l’autunno è la stagione migliore per percorrere uno dei tanti, bellissimi, cammini che attraversano l’Italia.

Percorrere anche solo poche tappe di un cammino è un modo per conoscere territori poco noti, fare attività all’aria aperta e disintossicarsi dallo stress della quotidianità.

Se sei interessato ai cammini leggi anche:

IL CAMMINO DI SAN MICHELE

IL CAMMINO DI SAN BENEDETTO

Per conoscere i cammini della tua regione visita il sito camminiditalia.org

IL TURISMO DELLE RADICI

Il turismo delle radici è una forma di turismo che, dopo la parentesi della pandemia, sta tornando a far parlare di sé in modo sempre più insistente.

Questo fenomeno presenta risvolti non solo economici, ma anche antropologici ed ha suscitato l’interesse di molti studiosi. Lo stesso Ministero della Cultura ha favorito la nascita di progetti volti a monitorarlo, coglierne le motivazioni e prevederne le evoluzioni.

IL TURISMO DELLE RADICI: DEFINIZIONE

Il turismo delle radici, chiamato anche turismo di ritorno o genealogico, è un fenomeno che si riferisce principalmente ai discendenti di emigrati che durante le ferie tornano a visitare i luoghi dei loro antenati.

E’ una forma di turismo che, forse più di qualsiasi altra, ha a che fare esclusivamente con il turista che sceglie una destinazione non perché è di tendenza, ma perché  gli permette di  scoprire qualcosa in più su se stesso, sulla propria storia e sulle sue radici. Perché, in un certo senso, gli appartiene.

Lo scopo è quello di far visita (o di incontrare per la prima volta) una parte della famiglia, di conoscere i luoghi “mitici” in cui sono ambientati i racconti dell’infanzia dei propri nonni o genitori, ma anche scoprire le bellezze paesaggistiche, architettoniche ed artistiche di quei territori.

I TIPI DI TURISMO DI RITORNO

Esistono varie tipologie di turismo di ritorno.

Ci sono gli emigrati di prima generazione che vivono in nazioni relativamente vicine e quindi possono ritornare nel loro paese di origine ogni anno, o quasi. In questo caso si tratta di un turista abitudinario, che molto spesso possiede anche una casa nel suo paese d’origine ed approfitta dei periodi di ferie per far visita a parenti ed amici.

Poi ci sono gli emigrati di prima generazione che, però, vivono oltreoceano e tornano raramente nel loro paese di origine.

Infine ci sono i discendenti di seconda e terza generazione, quindi figli e nipoti di persone emigrate. Questa tipologia di turisti, soprattutto se i loro antenati sono emigrati oltreoceano, compie un vero e proprio viaggio di scoperta delle proprie origini. Si tratta di persone che spesso non conoscono il proprio paese di origine, se non attraverso i racconti di genitori e nonni.

TURISMO DELLE RADICI: LA SITUAZIONE IN ITALIA

Quello del turismo delle radici è un fenomeno globale che in Italia sta rapidamente acquistando importanza.

Secondo l’ENIT – l’Agenzia nazionale del turismo – il turismo delle radici nel nostro paese è in costante crescita.  A tal proposito è sufficiente considerare che gli italiani residenti all’estero ed i loro discendenti corrispondono a circa 80 milioni di persone.

Questi dati sottolineano l’importanza del turismo di ritorno sia in termini di crescita economica, sia in termini di sviluppo e rilancio dei territori che sono maggiormente interessati da questo fenomeno.

L’importanza del turismo delle radici e l’impatto positivo che può avere sul settore turistico italiano, soprattutto in questa fase post-pandemia, risulta evidente anche dalle misure che il Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo ha adottato per incentivarlo. 

In particolare il D.M.  36/2021 prevede la possibilità per i cittadini iscritti all’Aire (anagrafe italiani residenti all’estero) di visitare gratuitamente i musei, monumenti e siti archeologici statali italiani, che sono più di 500.

CONSIGLI DI LETTURA

Se vuoi approfondire il tema del turismo delle radici, ecco alcuni libri che fanno al caso tuo:

Ti piace leggere? Prova Kindle Unilimited

Kindle Unlimited è un servizio che consente di leggere illimitatamente, scegliendo tra più di 1 milione di titoli.

Scopri gratuitamente nuovi autori, libri e generi: gialli, romanzi, fantascienza e molto ancora ancora. Puoi leggere su qualsiasi dispositivo. Il servizio è gratuito per i primi 30 giorni. Al termine del periodo di uso gratuito, l’abbonamento prosegue a soli 9,99 € al mese. L’iscrizione può essere annullata in qualsiasi momento.

Per provare Kindle Unlimited clicca qui!

LA NOTTE DI SAN LORENZO

Si avvicina la notte di San Lorenzo e quindi ecco qualche suggerimento su dove trovare i cieli stellati più belli d’Italia e godersi a pieno lo spettacolo delle stelle cadenti.

NOTTE DI SAN LORENZO: QUALI SONO I CIELI STELLATI PIÙ BELLI D’ITALIA

Già avere un cielo senza nuvole è un buon punto di partenza.

Altra cosa essenziale, però, è che ci sia un basso inquinamento luminoso. Dunque i posti dove vedere le stelle cadenti sono quelli più lontani dai centri abitati.

Tuttavia ci sono luoghi che godono di una posizione privilegiata per osservare la volta celeste.

Ecco dunque dove andare per vedere i cieli stellati più belli d’Italia.

CAPO DI LAGO DI DARFO BOARIO TERME (LOMBARDIA)

Questo piccolo borgo di circa 20 abitanti, in Val Camonica, è uno dei luoghi ideali per ammirare le stelle cadenti.

E’ stato insignito del riconoscimento “I cieli più belli d’Italia”, la prima rete nazionale delle destinazioni consigliate per l’Astroturismo.

Astronomitaly ha mandato i suoi esperti a trascorrere alcune notti a Capo di Lago per verificare di persona il cielo notturno in questa località, tutto sommato vicina a grandi centri abitati.

Qui l’inquinamento luminoso è minimo ed è possibile quindi osservare le stelle e la Via Lattea nelle notti di cielo sereno.

NOTTE DI SAN LORENZO SULLE DOLOMITI (TRENTINO ALTO ADIGE)

Nella meraviglia delle Dolomiti in Trentino Alto Adige ci sono innumerevoli località in cui ammirare il cielo stellato.

L’Alpe di Siusi è già fiabesca di giorno, figuratevi ammantata di stelle!

In Val d’Egna, a 823 metri di altitudine, nel comune di Cornedo, sopra il paese di Collepietra, si trova il primo ed unico Astrovillaggio d’Europa.

Grazie alla sua posizione strategica, il parco scientifico gode di una strepitosa vista sul cielo stellato altoatesino.

Al suo interno si possono visitare l’Osservatorio astronomico Max Valier, la cupola con l’Osservatorio solare Peter Anich ed il Sentiero dei pianeti.

BARBERINO VAL D’ELSA (TOSCANA)

L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti si trova nel comune di Barberino Val d’Elsa, a 30 minuti di auto da Firenze.

E’ il luogo perfetto per rimanere incantati dalla Via Lattea e da un cielo stellato mozzafiato. In più è l’occasione per lasciarsi coccolare dalle specialità dell’enogastronomia toscana e dalla natura incontaminata del Parco Botanico del Chianti, all’interno del quale è inserito l’osservatorio.

L’appellativo “polifunzionale” è dovuto al fatto che all’interno dell’osservatorio ci sono ben quattro distinte sezioni: meteorologia, astronomia, geosismica ed ambiente.

PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE

Il Parco si estende per circa 50.000 ettari nel cuore dell’Appennino centrale. Prevalentemente in provincia dell’Aquila, ma anche in quelle di Frosinone ed Isernia.

Il suo spettacolare patrimonio naturale, la conformazione del territorio, il clima ed i piccoli borghi che sono sorti in questa zona fanno sì che il Parco sia una meta ideale per godersi lo spettacolo della notte di San Lorenzo.

BORGO DI TROINA (SICILIA)

A sua volta classificato come uno dei “Cieli più belli d’Italia”, con una spettacolare vista sull’Etna, questo borgo in provincia di Enna è perfetto per osservare le stelle durante la notte di San Lorenzo.

In particolare sono due i siti di interesse che hanno fatto conquistare al borgo il massimo riconoscimento della Certificazione, il livello Gold: il Lago di Ancipa e la Contrada Sambuchello.

Il Lago di Ancipa, con i suoi 944 metri di altitudine, è il bacino artificiale più alto della Sicilia. La Contrada Sambuchello, invece, è un’area naturale presente all’interno dei Monti Nebrodi.

NOTTE DI SAN LORENZO: SCIENZA, FEDE E MITOLOGIA

Quelle che solitamente chiamiamo “stelle cadenti” in realtà sono le Perseidi, uno sciame di meteore che la Terra attraversa durante il periodo estivo nel percorrere la sua orbita intorno al Sole.

La pioggia meteorica si manifesta per circa un mese, dalla fine di luglio alla fine di agosto.

Il picco di visibilità è concentrato attorno al 12 agosto, con una media di circa un centinaio di scie luminose osservabili ad occhio nudo ogni ora.

Il nome Perseidi deriva dalla mitologia greca e fa riferimento ai figli di Perseo, l’eroe che uccise il mostro Medusa.

In Italia le Perseidi sono note come “Lacrime di San Lorenzo” tanto che il fenomeno, tradizionalmente collegato alla notte del 10 agosto intitolata al santo, è noto anche come la “Notte di San Lorenzo”.

In Grecia, invece, viene religiosamente associato alla Trasfigurazione del Signore che cade il 6 agosto.

15 METE DA VISITARE IN PUGLIA

Stai cercando ispirazione su cosa visitare in Puglia?

La verità è che non è facile scegliere cosa vedere in una regione così ricca di bellezze paesaggistiche, storia, arte e tradizioni culinarie. La Puglia, infatti, è una regione da esplorare con tutti e cinque i sensi. Solo così se ne possono catturare forme, suoni, odori e sapori e comprendere appieno l’anima del suo territorio.

E’ una terra dai mille volti. Si passa dalle spiagge paradisiache del Salento alla verdeggiante Foresta Umbra, dal blu dell’arcipelago delle Tremiti alle colline selvagge della Valle d’Itria, per non parlare dei tradizionali trulli o del misterioso Castel del Monte.

I luoghi da visitare in Puglia sono davvero tanti e molto diversi tra loro. Quindi veniamo al dunque, ecco i 15 luoghi da visitare assolutamente in Puglia (almeno secondo me!).

IL GARGANO

Siamo nella parte settentrionale della Puglia.

Quello che colpisce maggiormente del Gargano è l’immensa varietà dei suoi paesaggi che comprendono foreste, zone montuose, laghi, bianche scogliere, lunghe spiagge sabbiose e borghi a picco sul mare.

Per tutelare questo magnifico territorio è stato istituito il Parco Nazionale del Gargano, coperto da una fitta rete di sentieri e aree attrezzate per escursioni e trekking. Nella zona sono presenti anche due siti UNESCO: Monte Sant’Angelo e la Foresta Umbra.

La foresta è un polmone verde che si estende su circa 10.000 ettari a un’altitudine di 800 metri. Ospita caprioli, volpi, tassi, cinghiali, gufi e tante altre specie, che vivono protette dalla sua rigogliosa vegetazione.

Monte Sant’Angelo, invece, è un borgo situato nella parte sud del Gargano ed è noto soprattutto per il Santuario di San Michele che rappresenta il punto di arrivo dell’omonimo cammino italiano.

Infine ci sono le Isole Tremiti. San Domino, San Nicola, il Cretaccio, la Vecchia, Pianosa e Capraia (le ultime due da non confondere con le omonime isole dell’Arcipelago Toscano!).

I fondali attorno alle isole sono considerati un vero paradiso degli amanti delle immersioni e dello snorkeling. Offrono scenari spettacolari fatti di insenature, grotte sottomarine e relitti.

Alcuni dei punti d’immersione più belli, come Punta Secca e Cala dei Turchi, si trovano intorno all’isola di Capraia. Tutta l’area dell’arcipelago fa parte della Riserva Marina Protetta del Parco Nazionale del Gargano.

PUGLIA IMPERIALE

puglia-foto-di-jacques-savoye-pixabay

Spostandoci verso l’altopiano delle Murge troviamo Castel del Monte, misterioso ed affascinante.

Il castello, famoso per la sua pianta ottagonale, fu costruito nel XIII secolo per volontà di Federico II di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia, nel 1996 è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Trani è un’elegante cittadina affacciata sul mare.

Ha un bel centro storico ed un porticciolo molto pittoresco, tuttavia i suoi principali punti d’interesse sono il duomo ed il castello svevo.

Il duomo di Trani, noto anche come cattedrale di Santa Maria Assunta o di San Nicola Pellegrino, è uno dei più significativi esempi di architettura romanica pugliese, tanto da essere stato definito “la regina delle cattedrali di Puglia”. E’ stato costruito in pietra di Trani e si trova letteralmente sul mare.

Il castello di Trani fu realizzato nel 1233, sotto il regno di Federico II di Svevia. E’ una delle mete più amate da chi visita la Puglia.

Secondo una leggenda popolare il castello sarebbe abitato dal fantasma di Armida, una giovane donna che venne rinchiusa nelle segrete dopo che il marito scoprì il suo adulterio. Forse questa leggenda è nata dalla vicenda, vera e storicamente documentata, di Siffridina, contessa di Caserta e consuocera di Federico II, rinchiusa nel castello per motivi politici.

BARI

E’ la città più grande della Puglia ed i suoi punti d’interesse sono davvero molti.

Per esempio la basilica di San Nicola, il patrono di Bari. Un magnifico esempio di architettura romanico-pugliese. La sua cripta custodisce le reliquie del santo ed è meta di pellegrinaggio sia dei fedeli cristiani che di quelli ortodossi.

Dalla basilica ci si può addentrare tra le stradine di Bari Vecchia, il vero cuore della città. Camminando sulle “chianche”, cioè le pietre che lastricano le vie del centro storico,  si incontrano numerose chiese tra cui la Cattedrale di San Sabino. Qui,  il 21 giugno di ogni anno, si può assistere allo spettacolo dei raggi del sole che attraversano il rosone della facciata ed illuminano l’identico rosone in marmo posto sul pavimento della navata.

Passeggiando sul lungo mare è possibile ammirare i palazzi in stile tardo Liberty e godersi lo straordinario panorama dell’Adriatico.

Ma Bari è anche gastronomia: tra panzerotti, purea di fave, orecchiette con le cime di rape ed altre prelibatezze avrai solo l’imbarazzo della scelta.

GROTTE DI CASTELLANA

Prima di arrivare nella Valle d’Itria, a pochissimi chilometri da Alberobello, nel comune di Castellana Grotte, si trova l’omonimo complesso speleologico. Un luogo magico ed affascinante che si estende per circa 3 Km in cui si susseguono caverne e voragini dai nomi mitologici. Il percorso aperto al pubblico e di circa 1 Km.

LA VALLE D’ITRIA

foto-di-lavaligiainviaggio-Pixabay

La valle d’Itria si estende tra le provincie di Bari, Brindisi e Taranto. Il suo territorio coincide con la parte meridionale dell’altopiano delle Murge. E’ una delle zone più caratteristiche della Puglia con le sue distese infinite di ulivi secolari, muretti a secco, trulli e masserie. Qui i luoghi da visitare non mancano: Alberobello, Ostuni, Locorotondo, Cisternino e Martina Franca.

Quando si parla di trulli si parla di Alberobello.

Dichiarati patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 1996, questi edifici sono unici al mondo. Sono costruiti da una base cilindrica di pietra calcarea imbiancata a calce e sormontata da un tetto di forma conica, anch’esso di pietra. La maggior parte dei trulli è concentrata nel Rione Monti: ce ne sono circa 1030!

Ostuni, la “città bianca”, si presenta come una perla incastonata tra il blu del cielo e del mare. Il centro storico è un labirinto di viuzze tortuose che s’inerpicano sui fianchi del colle, circondato da un’antica cinta muraria di cui restano 2 porte d’accesso: Porta Nova e Porta San Demetrio.

Locorotondo e Cisternino fanno parte del circuito dei “Borghi più belli d’Italia”. Entrambi hanno dei bellissimi centri storici, carichi di fascino e storia. Locorotondo è anche nota per le caratteristiche case bianche con il tetto aguzzo, chiamate “cummerse”.

Ultima tappa nella Valle d’Itria è Martina Franca.

E’ una delle città barocche della Puglia. Per rendersene conto basta passeggiare tra le sue strade ed arrivare nel centro storico dominato dal Palazzo Ducale e dalla Basilica di San Martino.

Una piccola dritta culinaria per gli amanti dei salumi: il “capocollo di Martina” è una specialità da provare!

PENISOLA SALENTINA

Siamo arrivati nell’estremo sud della Puglia, in una delle zone più conosciute ed amate di questa regione. Un condensato unico di storia e bellezza paesaggistica.

Partiamo da Lecce, la “Firenze del sud”.

Una città d’arte tra le più affascinati d’Italia, ricca di monumenti ed opere d’arte di epoca romana, medievale e rinascimentale. Tuttavia ciò che ha reso famosa questa città è soprattutto l’eccesso stilistico del barocco che ha trovato la sua massima espressione nella Basilica di Santa Croce. La sua facciata, dominata dall’immenso rosone, è un tripudio di elementi decorativi unico al mondo.

Proseguendo verso piazza Duomo si possono ammirare altri esempi di barocco leccese: il Duomo, il Palazzo Vescovile ed il Seminario. Passando dal barocco all’arte romana, i principali monumenti sono: il teatro romano e l’anfiteatro. Quest’ultimo si trova nella piazza più importante della città: piazza Sant’Oronzo, in cui convivono armoniosamente edifici di varie epoche e stili.

Otranto è dominata dal castello aragonese ed è circondata da antiche mura difensive che un tempo la proteggevano dagli invasori ed oggi sono un richiamo per i turisti. Le mura, infatti, sono visitabili e comprendono bastioni, torri e sotterranei. Il centro storico è fatto di casette bianche che si affacciano su strade lastricate che conducono alla cattedrale risalente alla seconda metà dell’anno Mille e dedicata al ricordo degli 800 martiri cristiani che, nel 1480, furono uccisi dai Turchi.

Infine (proprio letteralmente infine!) c’è Santa Maria di Leuca.

Siamo nella parte più meridionale del Salento. Santa Maria è una frazione del Comune di Castrignano del Capo  ed è nota soprattutto per le sue bellissime acque e per il Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae.

Si dice che San Pietro, in viaggio verso Roma, fece tappa a Leuca e, da allora, il tempio pagano dedicato a Minerva diventò un luogo di culto cristiano, nonché uno dei principali centri di pellegrinaggio in età medievale.

IL CAMMINO DI SAN MICHELE

L’attuale Cammino di San Michele ripercorre la cosiddetta “Linea Sacra”, ovvero quella linea leggendaria che fu tracciata dallo stesso Arcangelo quando, con un colpo di spada, rispedì il Diavolo all’inferno.

cammino-di-san-michele-foto-di-lbrownstone-pixabay

In questo articolo scopriremo un po’ di più sull’itinerario italiano del Cammino di San Michele, su quello europeo e sulle sue origini.

IL CAMMINO DI SAN MICHELE: UN PO’ DI STORIA…

San Michele, proprio in virtù della sua lotta contro Satana, è rappresentato come un guerriero, massimo simbolo del difensore della fede cristiana e comandante delle milizie celesti.

Furono proprio questi suoi tratti “guerreschi” a favorire il diffondersi del culto micaelico presso i Longobardi. Il popolo germanico, infatti, dopo essersi convertito al cristianesimo riservò una particolare venerazione all’Arcangelo Michele, al quale attribuì le virtù guerriere un tempo adorate nel dio pagano Odino.

I Longobardi dedicarono a San Michele diversi edifici religiosi in tutta Italia e, dopo la conquista del Gargano, adottarono il Santuario già presente a Monte Sant’Angelo come “santuario nazionale”.

I SANTUARI DELLA LINEA SACRA

foto-di-ridoe-da-pixabay

La linea tracciata dalla spada dell’Arcangelo ed “individuata” dai mistici medievali va dall’Irlanda fino in Israele, correndo per oltre 3.000 km, e toccando i santuari di:

Skellig Michael (Irlanda)

St. Micheal’s Mount (Gran Bretagna)

Mont Saint-Michel (Francia)

Sacra di San Michele (Italia)

Santuario di San Michele Arcangelo (Italia)

Santo Monastero di Ταξιάρχη Μιχαήλ (Grecia)

Monastero Stella Maris del Monte Carmelo (Israele)

I tre siti più importanti sulla linea sono: Mont Saint Michel in Francia, la Sacra di San Michele in Val di Susa e il santuario di S. Michele a Monte Sant’Angelo nel Gargano, tutti alla stessa distanza l’uno dall’altro e sulla stessa linea retta. Inoltre, i santuari si trovano in perfetto allineamento con il tramonto del sole nel giorno del Solstizio d’Estate.

L’ITINERARIO ITALIANO: “UN CAMMINO DI CAMMINI”

Il cammino di  San Michele è un progetto ancora in divenire. Per ora il comitato promotore, che raccoglie ed organizza associazioni e volontari sul territorio insieme a Comuni e Province, Pro loco e strutture di accoglienza, si è impegnato per recuperare antichi sentieri e percorsi legati alla fede ed alla storia, delineando un cammino che rappresenta la via più breve per collegare Sacra di San Michele a Monte Sant’Angelo.

Quello di San Michele è stato definito “Un Cammino di Cammini” perché s’intreccia con tantissime altre strade e cammini come la via Francigena, la via delle città etrusche, la via degli Abati ed i tratturi che attraversano il Parco Nazionale d’Abruzzo… 1450 km percorribili a piedi, in bici o a cavallo, scoprendo le bellezze del territorio ed assaporandone il gusto al ritmo lento della natura.

Per maggiori informazioni puoi visitare il sito ufficiale del cammino: https://www.camminodisanmichele.org/

IL CAMMINO DI SAN MICHELE: I DUE PRINCIPALI SANTUARI ITALIANI

Le due principali tappe italiane sono Sacra di San Michele, in Piemonte, ed il Santuario di San Michele Arcangelo, in Puglia. Idealmente rappresentano il punto di partenza e quello di arrivo dell’itinerario italiano, ma meritano di essere visitate anche al di là del Cammino di San Michele per la loro particolare bellezza.

La Sacra di San Michele è un’antichissima abbazia costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del monte Pirchiriano, a circa 40 km da Torino. E’ il monumento simbolo della Regione Piemonte, ma anche il luogo che ha ispirato lo scrittore Umberto Eco per Il nome della Rosa. Dall’alto dei suoi torrioni si può ammirare il panorama mozzafiato della Val di Susa.  All’interno della Chiesa principale della Sacra, risalente al XII secolo, sono sepolti membri della famiglia reale di Casa Savoia.

Il Santuario di San Michele Arcangelo sorge nel Comune di Monte Sant’Angelo, circondato dal verde del Parco Nazionale del Gargano e dal blu del suo mare. La storia di Monte Sant’Angelo ebbe inizio nel 490, quando fu costruita la chiesa dedicata all’Arcangelo Michele dopo tre apparizione al vescovo di Siponto, San Lorenzo Maiorano. La costruzione attuale sorge sulla “grotta sacra” ed ha ricevuto il titolo di “Celeste Basilica” in quanto si tratta di un luogo di culto non consacrato dagli uomini, ma dallo stesso Arcangelo.

ARTE SACRA A PALERMO E DINTORNI

Palermo. Zyz (fiore) per i Fenici, πᾶς ὅρμος (ampio porto) per i Greci, Panormus per i Romani, Balarm per gli Arabi e Balermus per i Normanni.

Tanti nomi che corrispondono alle tante anime di questa meravigliosa città!

Era da tempo che volevo parlare del capoluogo siculo ma, riordinando idee ed informazioni prima di scrivere, mi sono resa conto che un solo articolo non sarebbe stato sufficiente per raccontare questa città. Così ho deciso di concentrarmi, per ora, “solo” sull’arte sacra.

In questo articolo, quindi, ti parlerò delle chiese e delle catacombe di Palermo (e dintorni!), sperando di darti qualche spunto interessante per organizzare il tuo prossimo viaggio in Sicilia

CAPPELLA PALATINA

“La più bella chiesa del mondo, il più sorprendente gioiello religioso sognato dal pensiero umano.” – così la definì  Guy de Maupassant durante il suo Grand Tour.

La cappella fa parte del complesso architettonico di Palazzo dei Normanni, noto anche come Palazzo Reale, attualmente sede dell’Assemblea regionale siciliana. Fu costruita a partire dal 1129 per volere di re Ruggero II di Sicilia, a renderla unica è la perfetta fusione di elementi decorativi bizantini, islamici e latini. La cupola, il transetto e le absidi sono interamente decorate da mosaici bizantini, tra i più importanti della Sicilia, raffiguranti varie scene bibliche, gli evangelisti ed il Cristo Pantocratore benedicente, sicuramente l’immagine di maggiore impatto della cappella!

CATTEDRALE DI PALERMO

La Cattedrale di Palermo, nota anche come Duomo, è dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta in Cielo, mentre a Santa Rosalia, patrona della città, è dedicata la Cappella Reale Senatoriale sul lato meridionale, in cui si trova la preziosissima urna argentea che custodisce il Sacro Corpo della Santa. L’arca reliquiaria risale alla prima metà del XVII secolo ed è uno straordinario capolavoro delle arti decorative, massima espressione del barocco Siciliano.

Per quanto riguarda le visite turistiche, l’interno della Cattedrale è strutturato in due aree: la prima ad ingresso libero, mentre la seconda (detta “Area Monumentale”)  prevede il pagamento di un biglietto. L’ingresso all’Area Monumentale comprende: tetti, tombe reali, cripta, absidi, tesoro, sotterranei e cripta dei beneficiali.

Nelle cappelle dedicate alle tombe reali si trovano i sarcofagi di Federico II, detto “Stupor Mundi”,  dei suoi genitori Enrico VI e Costanza D’Altavilla, di sua moglie Costanza d’Aragona, di suo nonno Ruggero II, e di Guglielmo D’Aragona. Dal tetto della Cattedrale di gode di una splendida vista su tutta la città, mentre nelle stanze dedicate al “tesoro” si può ammirare un’incredibile collezione di oggetti reali e religiosi come ornamenti sacri, calici, paramenti e la famosissima corona di Costanza D’Altavilla.

Dunque la Cattedrale è una tappa imperdibile per tutti gli appassionati di storia!

PALERMO DARK: LE CATACOMBE DEI CAPPUCCINI

“Stanno là, allineati, rinsecchiti e godono la stima di tutti.”

Thomas Mann, La montagna incantata

Visitare le Catacombe dei Cappuccini è una delle cose più insolite – e anche un po’ lugubri! – da fare a Palermo. Le Catacombe si trovano sotto il convento dei Cappuccini, nel quartiere Cuba, annesso alla chiesa di Santa Maria della Pace. Chiesa e convento risalgono al XVI secolo, benché edificati su strutture precedenti. Le famose catacombe dei Cappuccini sono in stile gotico ed ospitano circa 8.000 corpi, disposti in base all’età, al sesso ed alla professione. Alcuni di essi sono appesi alle pareti dei corridoi sotterranei, mentre altri riposano dentro o sopra degli scrigni.

CHIESA DI SAN GIOVANNI DEGLI EREMITI

La chiesa si trova nei pressi del palazzo dei Normanni ed è famosa per le sue cinque cupole rosse, che risaltano sulla semplice facciata dalle linee squadrate.

Si tratta di una chiesa romanica, costruita secondo i canoni dell’architettura siculo-normanna, ma che esternamente ricorda gli edifici orientali, tanto da essere così descritta da  Frances Minto Elliot nel suo Diary of an Idle Woman in Sicily “…con le sue cinque cupole starebbe benissimo a Baghdad o a Damasco. Accanto, il campanile gotico a quattro ordini di logge è sormontato da un’altra cupola, singolare adattamento di costruzione araba ad un costume cristiano.”

CHIESE DELLA MARTORANA E DI SAN CATALDO

foto-di-cristina-pixabay

La chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, nota come Martorana, si  affaccia su Piazza Bellini , nel centro storico di Palermo ed è adiacente alla chiesa di San Cataldo. Appartiene alla circoscrizione della Chiesa italo-albanese ed officia la liturgia per gli italo-albanesi residenti in città secondo il rito bizantino. La comunità è parte della Chiesa cattolica, ma segue un rito e delle tradizioni spirituali che l’accomunano in gran parte alla Chiesa ortodossa.

Dal 3 luglio 2015 fa parte del patrimonio dell’umanità (UNESCO) nell’ambito dell'”Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale”. L’edificio, infatti, è un crogiolo di stili architettonici in cui l’arte bizantina e normanna si fondono armoniosamente con il barocco italiano. Proprio accanto alla Chiesa della Martorana si trova la Chiesa di San Cataldo, che si distingue per le sue tre cupole rosa sulla navata centrale. Sebbene sia stata costruita come luogo di culto nel XII secolo, nel corso del tempo l’edificio è stato usato per gli scopi più vari (compreso quello di ufficio postale!) ed è stato riconsacrato solo nel XX secolo.

CHIESA DEL GESÙ

La chiesa del Gesù (nota anche come Casa Professa) è una delle più importanti chiese barocche di Palermo e dell’intera Sicilia. I Gesuiti costruirono questa chiesa sul finire del  1500 dopo essere arrivati nel quartiere ebraico della città.

L’idea originale prevedeva la costruzione di un edificio piuttosto semplice, ma ben presto la chiesa venne abbellita con stucchi e decorazioni, trasformandosi in un tripudio del barocco siciliano e rendendola uno dei luoghi più suggestivi da visitare a Palermo. La pianta riflette la forma di una croce latina e l’interno è ricco di affreschi, bassorilievi marmorei e motivi biblici decorativi. La navata centrale è alta quasi 70 metri, conferendo alla struttura una grande magnificenza. L’esterno, invece, appare semplice ed austero.

CHIESA DEL SANTISSIMO SALVATORE

La chiesa del Santissimo Salvatore si trova lungo il Cassaro (cioè Corso Vittorio Emanuele). L’edificio venne realizzato per volere di Roberto il Guiscardo nel 1072, come luogo di culto del monastero delle suore basiliane di rito greco.

Secondo le cronache dell’epoca la regina Costanza d’Altavilla, prima che la ragion di stato la costringesse a compiere altre scelte, fu educanda del monastero, poi monaca professa ed infine badessa. La nobildonna, per motivi dinastici e politici, dovette lasciare i voti e convolare a nozze per unire le casate regnanti Altavilla – Hohenstaufen, diventando la moglie di Enrico VI di Svevia e madre dell’imperatore Federico II.

Nel 1528 l’antico edificio normanno venne totalmente riedificato ed ingrandito, trasformandosi in una chiesa a tre navate, con tre cappelle per lato. Sul finire del 1600 venne costruita la cupola che, grazie alla sua posizione privilegiata nel cuore del centro storico, regala una vista mozzafiato sulla città.

NEI DINTORNI DI PALERMO: DUOMO DI MONREALE

Lasciamo ora Palermo per la vicina Monreale.

Il suo famosissimo Duomo venne costruito nel 1174 per volontà del re normanno, Guglielmo II.

L’esterno è quello tipico delle chiese normanne: un edificio fortificato, affiancato da due torri, di cui quella di destra è divenuta campanile nel 1600. Gli straordinari mosaici interni si sviluppano su una superficie di 6300 mq e rappresentano l’intero ciclo biblico sia del Vecchio che del Nuovo Testamento, il tutto dominato dall’immensa figura del Cristo Pantocratore, che occupa l’intera superficie del catino absidale. L’altare maggiore risale al 1711 ed è una raffinata opera barocca eseguita dall’argentiere romano Luigi Valadier.

DUOMO DI CEFALU’

Infine ci spostiamo a Cefalù.

La leggenda narra che il Duomo venne realizzato per un voto fatto da Ruggero II al Santissimo Salvatore dopo esser scampato ad una tempesta approdando sulle spiagge di Cefalù. La realtà è molto più prosaica: il sovrano voleva costruire una chiesa dinastica sul modello carolingio normanno, con torri gemelle e “avancorpo”.

L’edificio, le cui vicende costruttive furono molto complesse, è preceduto da un ampio sagrato a terrazzo che svolgeva la funzione di cimitero. Molto probabilmente erano previste decorazioni musive per tutto l’interno, ma furono realizzate solamente nel presbiterio. Per realizzare i mosaici Ruggero II chiamò maestri bizantini che adattarono dei cicli decorativi di matrice orientale ad uno spazio architettonico per loro anomalo, di tradizione nordica. La figura dominante è quella del Cristo Pantocratore.

LA REGGIA DI CASERTA

La Reggia di Caserta è la più grande residenza reale del mondo, definita anche l’ultima grande realizzazione del Barocco Italiano. Patrimonio dell’UNESCO dal 1997.

Non è un mistero che quando Carlo di Borbone decise di costruire la Reggia il suo pensiero fosse rivolto alla meravigliosa Versailles, dove aveva soggiornato, ospite della corte francese, durante il suo viaggio verso l’Italia.

I lavori per la costruzione della Reggia iniziarono il 20 gennaio 1752, giorno del trentaseiesimo compleanno di re, e procedettero alacremente sino al 1759, anno in cui Carlo, morto il re di Spagna, lasciò il regno di Napoli per raggiungere Madrid. Dopo la partenza di Carlo i lavori di costruzione subirono un notevole rallentamento, cosicché alla morte dell’architetto Luigi Vanvitelli, nel 1773, erano ancora lungi dall’essere completati. Fu grazie a Carlo Vanvitelli, figlio di Luigi e successivamente altri architetti, che si erano formati alla sua scuola, che questa grandiosa residenza reale venne portata a compimento quasi un secolo dopo.

Gli Appartamenti della Reggia di Caserta

La Reggia ha una struttura rettangolare con quattro cortili interni su cui si affacciano i corpi che costituiscono gli appartamenti. Per accedere a quest’ultimi si deve salire il settecentesco Scalone d’onore. Appena giunti alla fine della scalinata si trova la Cappella Palatina ed il Teatro di Corte; subito dopo si entra nella successione di sale degli Appartamenti Reali.

reggia-di-caserta-foto-di-olivier-pixabay


In questo susseguirsi si sontuosi saloni con specchi dorati e stucchi, l’ambiente forse più famoso è il boudoir della regina Maria Carolina composto da: stanza da lavoro, stanza della vasca da bagno, stanza dei servizi igienici, stanza da toletta e guardaroba.

Il Parco

Si avverte la sua magnificenza fin dall’ingresso del palazzo quando, tra gli archi della galleria centrale, si intravedono giardini a perdita d’occhio. E’ un trucco scenografico di Luigi Vanvitelli denominato “effetto cannocchiale”, che consiste nella creazione di un enorme viale dritto che termina nella splendida cascata situata all’estremità del parco.
L’acqua che alimenta le fontane monumentali, le vasche e l’intero palazzo proviene dall’acquedotto Carolino.
All’interno del parco si può usufruire di un servizio navetta.

Il Giardino Inglese

Creato su richiesta della regina Maria Carolina, che investì la sua fortuna personale per realizzalo, doveva superare per bellezza il Petit Trianon di Versailles, fatto realizzare dalla sorella Maria Antonietta di Francia.
Il Giardino Inglese della Reggia di Caserta rappresenta uno dei primi esempi di giardini “informali” realizzati in Italia. Il giardino è un susseguirsi, apparentemente casuale, di piante, corsi d’acqua, laghetti, sculture e viali sterrati che si addentrano in sali-scendi tra piccoli boschi.
Inoltre Maria Carolina, adepta della massoneria napoletana, volle nascondere nel giardino una sorta di itinerario iniziatico che, attraverso una serie di tappe, si concludeva nello spazio incantato del laghetto di Venere.

INFORMAZIONI UTILI PER VISITARE LA REGGIA DI CASERTA

reggia-di-caserta-foto-di-alex1965-pixabay

Si possono scegliere varie tipologie di biglietti:

  • Parco e Appartamenti (per visitare gli Appartamenti Reali, Parco Reale e Giardino Inglese)
  • Parco (per visitare il Parco Reale e il Giardino Inglese)
  • Appartamenti (acquistabile esclusivamente quando il Parco Reale è chiuso)

Per informazioni sugli orari di apertura ed il costo dei biglietti si può consultare il sito reggiadicaserta.cultura.gov.it

Leggi anche:

NATALE IN ITALIA: LE CITTA’ PIU’ BELLE

Nelle settimane che precedono il Natale, le luci, gli addobbi e le decorazioni invadono le strade, i quartieri e le piazze di tutto il mondo. E se è vero che ogni cosa sembra essere pervasa dalla magia di questo periodo, è vero anche che alcune città, più di altre, sembrano incarnare alla perfezione quello spirito natalizio.

Nel preparare l’elenco delle 5 città italiane più belle da visitare a Natale,  ho volutamente tenuto fuori le mete più convenzionali (come Roma, Napoli e Milano) per fare spazio ad altre città ugualmente interessanti per storia, arte, eventi e spettacoli, ma soprattutto per la magia natalizia che trasmettono.

NATALE A TRENTO

Tra le città italiane più belle a Natale non poteva assolutamente mancare Trento! Il motivo è semplice: i suoi splendidi mercatini natalizi! Ma non è tutto! Trento ha un magnifico centro storico in cui si possono ammirare testimonianze risalenti all’epoca romana, al Medioevo ed al Rinascimento. Assolutamente imperdibili sono: la cattedrale di San Virgilio, in stile romanico, che sorge nell’omonima piazza, sopra ad un’antica basilica paleocristiana; ed il castello del Buonconsiglio, il più importante di tutto il Trentino, residenza dei principi vescovi e simbolo della città.

VERONA

Verona emana sempre un fascino romantico, ma durante il periodo natalizio da il meglio di se’!

E’ una città dall’anima antica, con il suo centro storico che si sviluppa lungo il fiume Adige. 

A dicembre si illumina, le piazze principali si animano con i mercatini e l’arena diventa il teatro di una mostra internazionale di presepi che arrivano da tutto il mondo. Basta passeggiare tra le sue stradine medievali per vivere la magia del Natale.

Se vuoi saperne di più sulla città di Romeo e Giulietta leggi anche: UN WEEK-END A VERONA

FIRENZE A NATALE

firenze-natale-foto-di-viaggiastorie

Partendo dal presupposto che per me “Florence is always a good idea!”, c’è da dire che nel periodo natalizio la città è ancora più affascinante del solito.

A partire dall’8 Dicembre, oramai da qualche anno, Firenze brilla grazie al “Festival delle Luci – F-Light”. L’edizione 2021 è intitolata “Riflessioni: Dove Siamo, Dove Andremo” e, tutti i giorni dalle 17:30 alle 24:00, la città si accenderà grazie ad una serie di illuminazioni d’artista tra cui l’iconico videomapping sul Ponte Vecchio, monumentale proiezione sul tema della “riflessione”.

Per saperne di più sulla città medicea leggi anche 5 SEGRETI DI FIRENZE

URBINO

Questa splendida cittadina marchigiana, durante il periodo natalizio, diventa il teatro della manifestazione “Le vie dei presepi”. Le istallazioni sono tantissime e, soprattutto, sono sparse ovunque nella città: dalle vetrine dei negozi, alle Chiese ed ai palazzi d’epoca! Vistare la mostra diventa, quindi, un modo per scoprire la bellezza della città di Raffaello!

MATERA

natale-matera-foto-di-blank76-pixabay

Ogni anno, durante il periodo natalizio, nella città di Matera si svolgono numerosi eventi a tema, in grado di creare atmosfere affascinanti e suggestive. Uno di questi è il presepe vivente, un evento straordinario ed unico nel suo genere, proprio per la naturale somiglianza della città con la Nazareth cristiana. Quest’anno in particolare la manifestazione prende il nome di “Hope for the Future” e si terrà tutti i week end a partire dal 7 dicembre 2021, fino al 9 gennaio 2022.

Leggi anche:

I MERCATINI DI NATALE

Checché se ne dica i mercatini di Natale non sono un’invenzione della moderna società del consumismo, ma una tradizione ultracentenaria. I mercatini di Natale, infatti, sono nati nel medioevo ed il primo documento scritto in cui se ne parla risale al 1434 e fu redatto a Dresda, dove presero il via le prime fiere di piccoli artigiani.

Da allora i mercatini si sono diffusi in tutto il Nord Europa e poi in ogni angolo del mondo, Italia inclusa!

Dopo lo stop dettato dalla pandemia, quest’anno riaprono i tanti mercatini che caratterizzano il nostro Paese da Nord a Sud. Alcuni sono particolarmente famosi, altri sono meno noti ma comunque incantevoli.

In questo articolo faccio un breve excursus tra i mercatini di Natale imperdibili in Italia. Alcuni sono dei must, altri delle chicche da conoscere. Lo scopo è sempre lo stesso: trasformare ogni occasione in un viaggio alla scoperta del nostro Paese!

I mercatini di Natale “originali” dell’Alto Adige

Bolzano, Merano, Bressanone, Vipiteno e Brunico: sono i 5 mercatini “originali” dell’Alto Adige.

Hanno in comune l’atmosfera romantica, l’attenzione alla sostenibilità, ma anche alla sicurezza dato che a tutti i mercatini si accede solo con Green Pass.

A Bressanone, oltre alla classica esposizione di prodotti tipici, ci saranno i presepi artigianali, cominciando da quelli custoditi nel Palazzo Vescovile, che quest’anno ospita anche il musical “Liora. Il valore del tempo”.

A Merano, invece, l’appuntamento è tra le casette di legno che esporranno tutti i prodotti tipici altoatesini, illuminati da un allestimento di luci decisamente scenografico.

A Vipiteno il tema di quest’anno saranno le Campane del Natale, a cui saranno dedicate le manifestazioni in programma.

Gli altri mercatini del Trentino (Trento e dintorni)

Il mercatino di Trento vanta circa 100 casette di legno che dal 20 novembre al 6 gennaio animeranno il cuore della città: tra piazza Fiera e piazza Cesare Battisti. Negli chalet si potranno trovare tutte le eccellenze artigianali locali, mentre a quelle eno-gastronomiche sarà dedicata un’intera “isola dei sapori”.

Il mercatino di Trento è anche un ottimo punto di partenza per visitarne tanti altri in altrettanti piccoli meravigliosi borghi trentini, da Rovereto dove le festività saranno dedicate al tema della luce, ad Ala che allestirà come da tradizione i saloni dei palazzi barocchi che impreziosiscono il centro storico, fino ad Avio che accoglierà i visitatori nel suo castello addobbato a festa.

Aosta

È diventato un appuntamento fisso il Marché Vert Noël di Aosta: dal 20 novembre e fino al 6 gennaio.

Ci saranno i tipici chalet in legno circondati da lucine e sculture dove comprare tutti i prodotti tipici valdostani, ma anche le magnifiche creazioni in legno e feltro degli artigiani locali. Da non perdere l’anticipazione della Fiera di Sant’Orso (che si tiene ogni anno il 30 e 31 gennaio) che si terrà nei weekend all’Arco di Augusto, dove gli artigiani mostreranno come creano le loro meraviglie. Per i bambini ci saranno laboratori, giostre e una pista di pattinaggio.

mercatini-di-natale-foto-di-12138562-pixabay

Aprica (Sondrio)

Aprica quest’anno ospiterà i mercatini di Natale a cominciare dal 4 all’8 dicembre, per poi andare avanti nei weekend dell’11-12 e del 18-19 dicembre e dal 24 dicembre al 6 gennaio. Tra gli chalet in legno nel centro del paese ci saranno artigiani e produttori locali che proporranno le loro creazioni, con musica in sottofondo e tante idee per divertirsi per i più piccoli. Un’occasione per distrarsi tra una sciata e l’atra, dato che ad Aprica ci sono 50 chilometri di piste, più altri sette per lo sci di fondo, e tante altre idee per godersi neve e natura.

Cison di Valmarino (Treviso)

Se amate andar per borghi, a Natale non potete perdervi Cison di Valmarino che per la sua bellezza ha meritato la Bandiera Arancione del Touring Club.

Nel cuore della Marca Trevigiana, Cison è noto per essere uno dei migliori punti di partenza per escursioni naturalistiche in zona, nonché per il suo borgo nel borgo (Rolle), circondato dai vigneti del Valdobbiadene. Il suo caratteristico mercatino di Natale si chiama “Stelle a Natale” e si terrà nei giorni 4, 5, 8, 11 e 12 dicembre. Le strade del borgo ospiteranno casette con i prodotti artigianali locali; inoltre, ogni artigiano, nella propria bottega, allestirà una rappresentazione del Presepe. La piazza sarà addobbata con spettacolari decorazioni del bosco.

Candelara (Pesaro e Urbino)

Candelara è uno dei piccoli e meravigliosi borghi della provincia di Pesaro e Urbino, con un centro storico molto caratteristico, circondato da una cinta muraria quattrocentesca. Per Natale ospiterà uno dei mercatini più romantici: “Candele a Candelara”. Il nome è dovuto al fatto che, tra le casette di legno, le grandi protagoniste, insieme all’oggettistica natalizia, saranno proprio le candele. Inoltre la loro luce illuminerà tutto il borgo addobbato a festa con presepi e sculture di ferro, la bottega degli elfi, spazi dedicati alla musica e ai bambini. Inoltre ogni giorno della manifestazione (27 – 28 Novembre e 4 – 5 – 8 – 11 – 12 Dicembre) per 15 minuti, sarà spenta la luce elettrica e la luce calda delle candele sarà la sola a risplendere.

Arezzo

È tra le città più belle da visitare a Natale, dal 20 novembre al 9 gennaio si veste a festa con istallazioni luminose, bellissimi presepi (come quello in movimento nella chiesa di Piazza della Badia), show ed eventi speciali dedicati al tema della meraviglia e ovviamente mercatini. Ce ne sono di tanti tipi diversi: al “Prato”, la grande area verde che domina la città, ci sarà il “Mercato delle Meraviglie” con tante specialità gastronomiche; in piazza Grande “il Villaggio Tirolese”; in piazza San Jacopo e Risorgimento un mercatino tradizionale ed in piazza Guido Monaco uno dedicato alle arti fatte a mano.

Montepulciano (Siena)

Circondati dalla bellezza medievale di questo borgo toscano si potrà visitare il “Villaggio di Natale” che ospita il più grande mercatino del Centro Italia ed il Castello di Babbo Natale, ricco di sorprese e attrazioni, non solo per i più piccoli. L’evento si svolgerà nei weekend 20 e 21 novembre, 27 e 28 novembre, e poi dal 4 al 12 dicembre e dal 18 dicembre al 6 gennaio 2022.

Castello di Limatola (Benevento)

Limatola è un piccolo borgo sannita a circa mezz’ora dalla Reggia di Caserta. Dal 12 novembre al 12 dicembre, il suo castello normanno ospiterà la manifestazione “Cadeau al Castello” in cui, circondati da una magnifica cornice storica, si potrà andare in giro per mercatini, ma anche divertirsi con gli elfi e fare visita a Babbo Natale.

Leggi anche:

IL PRESEPE: STORIA E TRADIZIONI

L’albero di Natale ha certamente il suo fascino… ma il presepe!?

In questi giorni in cui tutti stanno recuperando da cantine e garage scatoloni pieni di addobbi, luci e statuine non potevo non parlare del presepe.

presepe-foto-di-gerd-altmann-pixabay

UN PO’ DI STORIA

Correva l’anno 1223 quando Francesco d’Assisi, di ritorno dalla Terra Santa, si recò all’eremo di Greccio e, per celebrare il Natale, poiché quel luogo gli apparve molto simile a Betlemme, allestì  una mangiatoia, fece portare della paglia, un asino ed un bue, e poi celebrò l’Eucarestia.

Dopo la canonizzazione di San Francesco, moltissime persone vollero replicare quello che aveva fatto il poverello di Assisi. Nacquero così sia le rappresentazioni viventi  che il presepe come lo conosciamo oggi, con statue, casette, e scenografie varie.

Una tradizione tutta italiana dunque, che col tempo si è diffusa nel mondo!

In effetti la Natività è sempre stato un tema pittorico molto utilizzato, le prime testimonianze risalgono addirittura al III secolo, quando un artista ignoto rappresentò la nascita di Gesù nelle catacombe di Priscilla a Roma.

Tuttavia fu solo nel Medioevo – complice la fama di San Francesco!- che la Natività divenne un tema di gran moda tra gli artisti. Basti pensare agli affreschi di Giotto nella Basilica superiore di Assisi, oppure alle successive opere di Piero della Francesca e Botticelli.

Intorno al XVI secolo, soprattutto all’interno delle chiese nell’Italia centrale, si iniziò a rappresentare la Natività con delle statuine poste in ambientazioni naturali. Fu così che il presepe incontrò l’estro artistico degli artigiani partenopei che iniziarono a dar vita a statue in terracotta lavorate a mano e arricchite da tessuti raffinati e preziosi.

Ora che sappiamo come è nata e come si è evoluta la tradizione del presepe non ci resta che scoprire alcuni dei Presepi Viventi più belli e caratteristici d’Italia e le relative date 2021/2022 (date e orari potrebbero variare quindi prima di partire controllate sempre i rispettivi siti internet!).

presepe-foto-di-michelle-scott-pixabay

PRESEPE VIVENTE DI GRECCIO

Ovviamente questo excursus non poteva che iniziare dal Presepe Vivente più antico del mondo, quello di Greccio! Questo piccolo borgo del reatino tornerà a trasformarsi in Betlemme per la 798esima volta in queste date: 24, 26 e 28 dicembre 2021; 1, 2, 6 ed 8 gennaio 2022.

MATERA

Il Presepe Vivente nei Sassi di Matera, alla sua XI edizione, avrà come titolo “Hope for the future”.

La manifestazione si svolgerà su un percorso lungo circa 5 km. Sono previste visite sia pomeridiane che serali e le date sono: 7, 8, 9, 10, 11, 12, 18 e 19 dicembre 2021; 1, 2, 6, 7, 8 e 9 gennaio 2022.

TRICASE

Altro Presepe Vivente da tenere in considerazione è quello che si svolge a Tricase in provincia di Lecce. E’ tra i più visitati in Italia, ha luogo in una cornice paesaggistica davvero molto suggestiva ed è particolarmente legato alle tradizioni ed al folklore locale. Le date sono: 25, 26, 28 e 30 dicembre 2021; 1, 2, 4 e 6 gennaio 2022.

CIVITA DI BAGNOREGIO

Il Presepe Vivente di Civita di Bagnoregio è da molti considerato uno dei più belli al mondo in quanto si svolge in un’ambientazione unica nel suo genere. Le date sono: 26 dicembre 2021; 1, 2 e 6 gennaio 2022 dalle ore 16:30 alle ore 19:00.

PRESEPE VIVENTE DI GENGA

A Genga, in provincia di Ancona, dal 1981 viene organizzato il Presepe Vivente più grande del mondo all’interno della meravigliosa cornice delle Grotte di Frasassi. La manifestazione si articola su una superficie di circa 30.000 mq ed impegna oltre 300 figuranti. Le date sono: 26 dicembre 2021;  6 gennaio 2022 dalle ore 14:30 alle ore 19:00.

Leggi anche: